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MAGNESIO TIPIIl magnesio è un minerale fondamentale perchè aiuta a produrre l’energia indispensabile al nostro corpo.

Abbiamo già avuto modo varie volte di parlare dei benefici che questo integratore regala al nostro benessere. I ritmi di vita frenetica e lo stress che è inevitabilmente parte della vita moderna bruciano le riserve di magnesio dandoci segnali di carenza quali:

  • ansia,
  • agitazione,
  • insonnia,
  • stanchezza immotivata,
  • tic nervosi e

molti altri.

Il Cloruro di magnesio rappresenta un valido aiuto, potete approfondire qui tutte le sue proprietà e scoprire come il magnesio possa guarire molte patologie.

Altre tipologie di magnesio oltre a quello del cloruro di magnesio:

Magnesio: differenze fra le varie tipologie

1) Il Magnesio assoluto è un carbonato di magnesio in una formulazione citrata, cioè la soluzione più assimilabile che viene assunta dall’organismo, la presenza del citrato potrebbe essere utile nel caso sia necessario aumentare il pH delle urine, ad esempio in caso di tendenza alla calcolosi di acido urico e/o cistina

2) Il Magnesio Pidolato è noto soprattutto per uno studio che ne ha dimostrato la possibile efficacia nel trattamento della sindrome premestruale. La presenza dell’acido piruglatammico sembra conferire a questo sale effetti neurosedativi.

3) Il Magnesio Orotato è quello indicato con una migliore tollerabilità a livello gastrointestinale e di una assorbibilità comparabile con altre forme organiche; l’EFSA, l’autorità europea che valuta la sicurezza degli alimenti, ha espresso preoccupazioni relative al rischio che l’acido orotico favorisca la formazione di tumori avviata da varie sostanze cancerogene note

 

4) Il Magnesio Ossido è considerato quello più ricco di magnesio elementare, ma quello più difficile da assorbire nell’organismo.

5) Il Magnesio Idrossido viene utilizzato solitamente come antiacido e lassativo, non a caso è presente nei principi attivi del Maalox.

6) Il Magnesio Carbonato è insolubile in acqua e scarsamente assorbibile dall’organismo umano, solitamente non è usato come integratore.

Quale altro Magnesio conoscete?

FONTE: Ambientebio

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lapislazzuli_1Lapislazzuli: descrizione

Classe minerale: tettosilicati.
Formula chimica: (Na,Ca)8[SO4/S/Cl)2/(AlSiO4)6] + Fe
Il lapislazzuli è un allumosilicato di sodio con zolfo e cloro che si forma nel corso della metamorfosi del calcio in marmo. In pratica è una roccia perché composta da un insieme di minerali (in prevalenzalazurite e calcite) che conferiscono alla pietra un aspetto quasi omogeneo e il caratteristico colore azzurro intenso. La presenza del ferro determina invece la formazione di inclusioni piritiche color oro.

Il lapislazzuli ha una lucentezza vitrea, è opaco o appena traslucido ai bordi. Le qualità più apprezzate a scopo ornamentale sono quelle di colorazione uniforme e densa e i giacimenti più importanti si trovano in Afghanistan, Cina e Cile.
Poiché è una pietra di consistenza porosa, è sensibile

  • alle pressioni,
  • alle alte temperature,
  • alle sostanze chimiche e
  • ai solventi.

Lapislazzuli: elemento

Acqua: l’elemento acqua riguarda la sfera delle emozioni e della femminilità (

  • amore,
  • guarigione,
  • compassione,
  • riconciliazione,
  • intuizione).

Lapislazzuli: chakra

Quinto chakra Vishudda (“Gola”)

Lapislazzuli: mitologia

Il termine lapislazzuli deriva dal latino lapis, “pietra”, e dall’arabo lazhward, “azzurro”.
In Egitto e in Mesopotamia era usata nei rituali.

Insieme all’agata è una delle pietre preziose più antiche, le testimonianze che abbiamo risalgono al V millennio a.C.: è stata rinvenuta sia nelle tombe faraoniche che in quelle sumere.

In India il lapislazzuli è noto per il potere di rafforzare la vista e di salvaguardare la salute.
Nel Buddismo è considerato uno dei sette tesori e simboleggia la coscienza di sé.
Gli antichi Romani credevano che avesse proprietà afrodisiache, mentre nel Medioevo si pensava che allontanasse la paura e l’invidia.

Nel Medioevo, con la polvere di lapislazzuli si creava la qualità di blu più pregiato per gli affreschi, il blu oltremare, estremamente resistente nel tempo.
Per la sua superficie che ricorda un cielo stellato, il lapislazzuli è anche detto “pietra del cielo”.

Lapislazzuli: effetto sul corpo

Il lapislazzuli è indicato nei disturbi e nelle infiammazioni alla gola e alle vie aree superiori, tra cui la laringite, tutte le forme di allergia e l’asma.
Il lapislazzuli è utile per la vista e l’apparato osseo.
Se portato al polso calma la pressione alta, regola il funzionamento della tiroide ed è utile come antinfiammatorio e antipiretico.

Regolarizza il ciclo mestruale.

Lapislazzuli: effetto sulla psiche

Il lapislazzuli promuove saggezza e onestà, aiuta l’autoaffermazione e stimola l’intuizione e la concentrazione. Porta a far chiarezza su di sé e sulle proprie intenzioni. Dà sostegno nelle proprie decisioni e promuove la gentilezza.

Il lapislazzuli ha un forte potere calmante, tiene sotto controllo la collera e invita a razionalizzare le emozioni.
Nota come pietra dell’amicizia, facilita

  • l’espressione dei sentimenti,
  • rende estroversi e
  • migliora le relazioni interpersonali.

Aiuta a padroneggiare i conflitti e spinge ad affermare con sincerità le proprie opinioni.
È la pietra che mette in collegamento l’uomo con l’universo e armonizza il microcosmo con il macrocosmo.

Lapislazzuli: modalità d’impiego

Il lapislazzuli può essere scaricato dopo l’uso sotto l’acqua corrente.
Per l’uso sul piano spirituale si può appoggiare il lapislazzuli sulla fronte durante la meditazione.
Per quanto riguarda la terapia a livello fisico, si può portare con sé come pietra ornamentale attorno al collo anche per lunghi periodi.

FONTE: cure-naturali

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reishi_mushroom

Ieri abbiamo parlato dei benefici dei funghi in questo articolo, oggi parliamo di uno in particolare: il Ganoderma Lucidum, noto anche come Reishi.

Il Ganoderma lucidum, conosciuto come Reishi, è un fungo che nasce nel legno in decomposizione di alberi di quercia e castagno in Cina e Giappone.

E’ conosciuto da tempo per le sue proprietà terapeutiche tanto da essersi guadagnato il soprannome di fungo dell’immortalità.

Attualmente i benefici di questo fungo sono stati confermati anche da diverse ricerche scientifiche che hanno messo in luce come il Reishi si possa utilizzare a fini terapeutici per diverse problematiche di salute ma soprattutto per rafforzare le difese immunitarie.

Tante le proprietà di questo fungo:

è antiossidante, antinfiammatorio, antibatterico e antivirale, riduce stress, ansia e sensazione di stanchezza, protegge il fegato, regola colesterolo, glicemia e pressione del sangue e diminuisce la reazione dell’organismo di fronte alle allergie.

Quest’ultima caratteristica è dovuta al fatto che in questo fungo sono presenti gli acidi ganoderici (triterpeni) che limitano la produzione di istamina. Ma è sorprendente pensare che il Reishi contenga oltre 150 sostanze bioattive (tra cui aminoacidi, vitamine e minerali), utili a diverse funzioni del nostro organismo.

A fronte di tutte queste proprietà ci si aspetta quanto meno che possa presentare qualche effetto dannoso, sembra invece che il Ganoderma Lucidum sia un rimedio estremamente sicuro dato che, dalle ricerche effettuate, non sono stati mai riscontrati effetti collaterali.

controindicazioni:

Solamente chi è allergico ai funghi o ha subito un trapianto dovrebbe evitare di assumerlo così come chi assume farmaci immunosoppressori (dato che stimola il sistema immunitario) o anticoaugulanti e antipiastrinici (dato fluidifica il sangue e inibisce l’aggregazione piastrinica).

COME ASSUMERLO E DOVE TROVARLO

Nei paesi orientali, il Reishi si consuma come tisana, nel nostro paese dove non c’è questa tradizione il modo più semplice per utilizzarlo è acquistare un integratore in capsule.

Va assunto preferibilmente la mattina a stomaco vuoto, è importante però scegliere un prodotto biologico per evitare contaminazioni di vario genere. In Italia il Ganoderma lucidum non è ancora molto diffuso e si trova solo nelle erboristerie ben fornite o su internet.

FONTE:Francesca Biagioli (Greenme)

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CURARSI CON LA FRUTTA DI STAGIONE: L’UVA

uvaL’uva, il frutto che caratterizza il passaggio tra due stagioni, l’estate e l’autunno, e che racchiude in sé innumerevoli proprietà, tali, da aiutare il nostro corpo ad affrontare il rientro alla nostra vita lavorativa e scolastica.

Vediamo insieme quali caratteristiche sono racchiuse in questo frutto dolce e delizioso, dai molteplici colori e forme.

Partiamo innanzitutto dicendo che, da un punto di vista nutrizionale, non esistono particolari differenze tra l’uva bianca e quella rossa: entrambe hanno le stesse calorie e proprietà molto simili.

La diversità sta nel fatto che l’uva rossa contiene una maggiore quantità di ferro, di flavonoidi e antiossidanti.

Una grossa riserva di acqua e minerali

L’uva, come si può ben intuire, è composta in maggior parte da acqua, in una percentuale che può variare tra il 72 e l’84%. La quantità dipende dalla tipologia scelta e dagli zuccheri presenti negli acini. Tra i minerali in essa contenuti abbiamo una buona riserva di: ferro, calcio, fosforo, sodio e magnesio. Altamente energetica, è disintossicante, rinfrescante, diuretica e funge da lassativo.

Un alleato contro l’anemia e l’affaticamento

Come abbiamo accennato in precedenza, l’uva è indicata per tutti quei casi di spossatezza, anche cronica, che a volte precedono il nostro rientro lavorativo. È, infatti, particolarmente indicata nei casi di affaticamento e di carenza di energia. Questa sua proprietà energizzante viene dalla quercitina, un flavonoide naturalmente contenuto soprattutto nell’uva rossa.

Utile contro l’herpes

L’uva ha anche note proprietà antivirali, grazie al suo contenuto di acido tannico e fenolo, è in grado di contrastare il virus dell’herpes. Per accentuarne la guarigione può essere utile anche effettuare delle applicazioni di succo d’uva o di mosto sulla parte interessata.

Rafforza le pareti delle vene

I flavonoidi antociani contenuti nell’uva aiutano a rafforzare le pareti delle vene. Questo permette di  avere maggiore elasticità e una migliore circolazione sanguigna, necessaria per attenuare il gonfiore e il senso di pesantezza alle gambe.

Rigenera tessuti e cellule

Grazie all’elevato quantitativo di flavonoidi contenuti, inoltre, previene patologie degenerative, quali il morbo di Alzheimer; aiuta a ostacolare la comparsa di tumori e rallenta la degenerazione delle cellule cerebrali.

Un acino d’uva contiene principi attivi e nutrimenti utili alla rigenerazione della pelle. Non solo, contiene anche il boro, un oligoelemento necessario per la salute delle ossa e del cervello.

Ampeloterapia

L’ampeloterapia, una parola un po’ complessa, ma che racchiude in sé tutto il potere curativo e disintossicante dell’uva.

Questa particolare pratica consiste nel consumare esclusivamente uva nella varietà da vino ben matura, e non trattata, per circa 2-3 giorni. Particolarmente praticata in Germania, Austria e Svizzera, sembra che, durante il periodo in cui si decide di praticare l’ampeloterapia, sia necessario alimentarsi di sola uva con 1-2 chili al giorno.

Va iniziata alla fine di agosto, per proteggere e “disintossicare” il corpo umano dai radicali liberi prima della stagione fredda. È un tipo di cura che, però, non ci sentiamo di consigliare senza il parere di uno specialista. Se protratta nel tempo, infatti, può portare a perdita di appetito e acidità di stomaco, nei casi più gravi, anche a blocchi intestinali.

Per chi soffre di problemi digestivi, è consigliabile preferire il consumo di questo frutto, dopo che è stato privato di buccia e semi. Da consumare con moderazione in caso di diabete e obesità.

Ai più golosi farà piacere sapere che molte di queste proprietà vengono conservate anche nella sua forma disidratata: l’uva passa.

FONTE: Ambientebio

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Sali minerali

Elementi minerali in acquaSebbene i sali minerali costituiscano una parte relativamente piccola dell’organismo umano (circa il 6,2% del peso corporeo), rientrano nella costituzione dei tessuti e rappresentano fattori essenziali per le funzioni biologiche e per l’accrescimento.
Essi possono essere classificati in:
Macroelementi o elementi presenti in discrete quantità nell’organismo: calcio, fosforo, magnesio, zolfo, sodio, potassio, cloro il cui bisogno giornaliero è dell’ordine dei grammi o dei decimi di grammo.
Oligoelementi o microelementi o elementi presenti in tracce nell’organismo, il cui fabbisogno giornaliero è dell’ordine dei milligrammi o dei microgrammi. Negli ultimi anni, grazie a sofisticate tecniche analitiche, è stato possibile evidenziare le svariate funzioni che gli oligoelementi esercitano nell’organismo valorizzandone l’importanza nutrizionale.
Gli oligoelementi possono essere a loro volta suddivisi in:

A) essenziali (ferro, rame, zinco, iodio, selenio, cromo, cobalto, fluoro): minerali indispensabili per l’organismo, fanno parte di molecole organiche preposte a ruoli vitali; una loro carenza comprometterebbe funzioni fisiologiche importanti

B) probabilmente essenziali (silicio, manganese, nichel, vanadio);

C) potenzialmente tossici (arsenico, piombo, cadmio, mercurio, alluminio, litio, stronzio): svolgono probabilmente funzioni importanti a bassissime concentrazioni.

La tossicità dei minerali dipende essenzialmente dalla quantità che di essi perviene all’organismo, quindi sono tutti potenzialmente tossici a dosi elevate.
Per valutare l’essenzialità o la tossicità di un elemento bisogna valutarne la biodisponibilità ovvero la quota ingerita che viene effettivamente assorbita, trasportata al sito d’azione e convertita nella forma attiva.
La biodisponibilità di un elemento è influenzata da diversi fattori interagenti tra loro, alcuni intrinseci (specie, genotipo, età, sesso, stato fisiologico, stato nutrizionale e di salute, microflora intestinale ecc.), altri estrinsechi (forma chimica del minerale, presenza di fattori antinutrizionali che ne limitano l’assorbimento o che, viceversa, lo favoriscono).
I sali minerali sono presenti nell’organismo umano sia legati alle molecole organiche, sia in forma inorganica in due differenti stati:
allo stato solido: come cristalli, nelle ossa e nei denti;
in soluzione, sia in forma ionizzata che non-ionizzata.
I sali minerali possono passare da uno stato all’altro come accade ad esempio per il calcio, che in caso di ipocalcemia, viene spostato dalle ossa (dove si trova in forma cristallina) al plasma (in forma ionica).
In definitiva i sali minerali svolgono numerose funzioni di controllo, di regolazione e di struttura.
Funzioni svolte da più minerali sono la regolazione osmotica e il mantenimento dell’equilibrio acido-base.
Un’alimentazione varia e razionale è da sola in grado di soddisfare il fabbisogno di sali minerali; tuttavia per alcuni di essi come calcio, ferro e iodio si può facilmente andare incontro a sindromi da carenza, soprattutto in condizioni fisiologiche particolari quale la gravidanza.

ELEMENTO FUNZIONE CIBO CHE LO CONTIENE
CALCIO (Ca) Forma il materiale rigido di ossa e denti. Regola la coagulazione del sangue e il funzionamento dei muscoli. Se manca le ossa si indeboliscono. Latte e derivati, ortaggi verdi, legumi, cereali
FOSFORO (P) Insieme al calcio contribuisce alla formazione del materiale rigido di ossa e denti. E’ importante per le trasformazioni energetiche che avvengono nelle cellule. Latte, carne, pesce, uova, fegato, cereali, legumi.
POTASSIO (K) Regola gli scambi tra le cellule e i liquidi corporei. E’ presente in tutti i cibi, soprattutto cereali,  verdure e carne.
SODIO (Na) Regola gli scambi tra cellule e liquidi corporei. E’ utile per il bilancio dell’acqua nell’organismo. E’ il costituente, insieme al cloro, del sale da cucina.
CLORO (Cl) E’ importante per la formazione del succo gastrico. E’ il costituente, insieme al sodio, del sale da cucina.
MAGNESIO
(Mg)
Attua alcune reazioni chimiche nell’organismo. Cereali, legumi, mandorle, noci.
FERRO (Fe) Entra a far parte della molecola di emoglobina che costituisce i globuli rossi. Trasporta ossigeno e anidride carbonica nel sangue. Se manca si hanno forme di anemia. Carne, fegato, uova, legumi, cereali, verdura.
ZOLFO (S) Entra nella costituzione delle proteine. Carne, pesce, latte e derivati, legumi, cereali.
MANGANESE (Mn) Attua alcune reazioni chimiche nell’organismo. Farine integrali, noci, cereali, vegetali verdi, carne.
IODIO (I) Regola l’attività della ghiandola tiroidea. Se manca si ha l’ingrossamento della ghiandola e il caratteristico gozzo. Sale marino, pesce e molluschi marini, verdure, uova.
FONTE: Personaltrainer

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