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eatingtoofastCi sono momenti in cui sentiamo un bisogno incontrollabile di divorare cibo e questo ci fa ingrassare: non serve domarsi, ma ascoltare il “lamento dell’istinto”…

 

Ci scrive Sabrina:

  • “Se inizio a mangiare qualcosa devo vederne il fondo. Se avanza qualcosa in pentola, lo devo finire. Se la vaschetta ha del gelato residuo, la devo ripulire. Apro un sacchetto di patatine e senza accorgermene lo svuoto, inizio una confezione di cioccolato e non mi bastano i primi due quadratini, devo finirla tutta e questo naturalmente mi porta a ingrassare. Cosa posso fare?”.

 

Tutte le volte che si è presi da un automatismo, da un istinto famelico, per definizione non si è più padroni di se stessi, la coscienza è vittima di un black-out, gli istinti predominano, si è come posseduti.

Naturalmente in questi casi l’Io, che è il centro regolatore della coscienza, vive l’evento come una sconfitta e pertanto vorrebbe fare in modo che la disfatta non si ripetesse più, che scomparisse, a qualunque costo: “Come posso riuscire a fermarmi?”.

Il problema è che spesso i tentativi di mettere un freno all’istinto non fanno altro che aumentare ulteriormente la distanza che già separa conscio e inconscio. Il punto di partenza, quindi, non è fermarsi, ma soffermarsi, altrimenti si continuerà a ingrassare…

Soffermarsi non significa controllare, sedare, bloccare, combattere, dominare l’istinto, ma iniziare a osservarlo, a raccogliere tutti gli elementi che lo caratterizzano, per compilare una sorta di identikit, proprio come farebbe un esperto detective oppure come un etologo che studia con curiosità il comportamento di un animale selvatico o ancora un botanico davanti alla metamorfosi di una pianta.

Queste osservazioni sono la base imprescindibile del lavoro da compiere:

  • mettere o rimettere in dialogo, collegare o ricollegare conscio e inconscio, mente e corpo, psiche e soma.

Perché è proprio a causa della loro separazione, dal divario che si è creato fra di loro, che prendono piede gli istinti che portano a ingrassare.

Ripulire il piatto è mondare…la coscienza?

C’è forse un filo conduttore nascosto tra “vedere il fondo”, finire gli avanzi, “svuotare” un sacchetto di patatine, “ripulire” una vaschetta di gelato:

  • potrebbe essere la tendenza a rimuovere dei lati della vita che ritieni spiacevoli o sgradevoli, per esempio perché ti mettono ansia, paura, vergogna.

Fai scomparire gli avanzi e i residui di cibo perché la loro presenza evoca quei lati di te che non accetti ma che ti porti dietro, incancellabili. E la rimozione del resto rende quegli istinti ancora più potenti e ribelli. Questi aspetti di te hanno bisogno di essere riportati alla luce, chiarificati e accolti pur nella loro spiacevolezza, anziché essere relegati in un angolo nascosto della tua vita o… divorati!

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

There are times when we feel an uncontrollable urge to eat food and this makes you fat: no need domarsi, but listen to the “instinct lament”

Sabrina writes:

  • “If I start to eat something I have to see it finished. If there’s anything left in the pot, I have to finish it. If the pan has the remaining ice cream, I have to clean up. I open a bag of chips, and without realizing it I empty it, beginning a chocolate box the first two squares are not enough for me,  I have to finish it all, and this naturally leads me to gain weight. What can I do? “.

Every time you are taken by an automatism, by a ravenous instinct, by definition you are no longer masters of yourself, consciousness is the victim of a blackout, the instincts predominate, it’s like if you are possessed.

Of course, in these cases the ego, which is the central regulator of consciousness, lives the event as a defeat and therefore would like to make sure that the defeat would not be repeated again, he disappeared, at any cost: “How can I be able to stop ? “.

The problem is that often the attempts to put curbs on instincts do nothing but further increasing the distance that now separates the conscious and unconscious. The starting point, therefore, is not to stop, but linger, or you will continue to gain weight …

If the body and mind have logged off,  fat is inevitable

Dwell doen’t mean control, suppress, stop, fight, dominate the instinct, but begin to observe it, to gather all the elements that characterize it, to compile an identikit, just like an expert detective  or as an ethologist who studied with curious behavior of a wild animal or even a botanical front of the metamorphosis of a plant.

These observations are an essential basis of the work to be done: to put or call into dialogue, connect or reconnect the conscious and unconscious mind and body, psyche and soma. Because it is precisely because of their separation from the gap that has been created between them, that are taking hold instincts that lead to fat.

Clean up the dish is … cleanse the conscience?

Is there a common thread hidden in “see the bottom”, finish the leftovers, “empty” a bag of chips, “clean up” a bowl of ice cream: You may have a tendency to remove the sides of the life that you feel uncomfortable or unpleasant , for example because they put you anxiety, fear, shame.

Make disappear leftovers and scraps of food because their presence evokes those sides of yourself that you do not agree but you carry around, indelible.

And the removal of the rest makes these even more powerful instincts and rebels. These aspects of you who need to be brought to light, clarified and accepted despite their unpleasantness, instead of being relegated to a hidden corner of your life … or eaten!

SOURCE: Riza

de00bbbabc75ca40a90c4d2a1937f062_lSecondo una recente ricerca, la tendenza al sovrappeso sarebbe legata anche alle responsabilità lavorative: scopri se ti riguarda e come rimediare

 

Il sovrappeso, soprattutto quando diventa cronico, ha come principali cause la dieta sbagliata e la sedentarietà.

Tuttavia, è importante valutare anche altri fattori, come quelli ambientali a cui spesso non si pensa. Una recente indagine australiana pubblicata su Social Science and Medicine ipotizza che il tipo di ruolo che abbiamo sul posto di lavoro svolga un’influenza tutt’altro che irrilevante nella tendenza o meno al sovrappeso.

Sovrappeso: l’importanza delle cause “ambientali”

Secondo i dati raccolti da un gruppo di psicologi dell’Università di Adelaide chi svolge un impiego in cui è richiesta la responsabilità di prendere delle decisioni si troverebbe più spesso degli altri a fare i conti  con il girovita aumentato; al contrario, chi avrebbe il controllo solo delle sue mansioni e ha la possibilità di esprimere le proprie capacità tenderebbe ad avere meno problemi di peso. I risultati arrivano dall’analisi di un campione di persone costituito da circa 500 fra donne e uomini, con diversi impieghi, dall’operaio all’ impiegato.

Responsabilità troppo stressanti portano al sovrappeso?

I ricercatori al “momento dell’arruolamento” nello studio hanno registrato altezza, peso, girovita e indice di massa corporea dei partecipanti, e hanno poi somministrato un questionario chiamato “Job Demand-Control-Support” che indaga sulle caratteristiche psicosociali del lavoro che si svolge: vengono cosi valutate la possibile presenza di fattori stressanti, ma anche se esistono degli spazi di controllo personale.

I risultati hanno indotto a pensare che non è la responsabilità in assoluto a creare stress e quindi sovrappeso, ma proprio il tipo di decisioni che siamo chiamati a prendere, ovvero quanto queste decisioni tengano conto delle nostre inclinazioni e quanto invece siano limitate da esigenze del  contesto lavorativo.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

According to recent research, the tendency to overweight would also be linked to job responsibilities: Find out if your concern and how to fix

Being overweight, especially when it becomes chronic, has as main causes the wrong diet and a sedentary lifestyle. However, it is important to also consider other factors such as environmental ones who often you do not think about.

A recent Australian study published in Social Science and Medicine suggests that the kind of role we have in the workplace plays an influence far from irrelevant in the tendency to overweight or not.

Overweight: the importance of the causes is “environmental”

According to data collected by a group of psychologists from the University of Adelaide who performs a job that require the responsibility to make decisions it would be more likely than others to deal with the increased waistlines; on the contrary, who would control only of its duties and has the opportunity to express their capacity tend to have less weight problems. The results come from the analysis of a sample of people made up of about 500 men and women, with different uses, from worker to employed.

Too stressful responsibilities lead to overweight?

Researchers at the “enrollment” in the study reported height, weight, waist size and body mass index of the participants, and are then given a questionnaire called “Job Demand-Control-Support” which investigates the psychosocial characteristics of the work that plays: are thus evaluated the possible presence of stressors, but even if there are some areas of personal control.

The results have led to think that it is not the responsibility ever to create stress and therefore overweight, but just the kind of decisions we are called upon to take, or how these decisions should take account of our inclinations and what are instead limited by the context demands working.

SOURCE: Riza

vinoterapia-beneficios-de-la-uva-702x336L’uva è ricca di vitamina e minerali, è antiossidante, diuretica e lassativa e può essere assaporata da sola, in succhi e frullati o aggiunta ai risotti o persino alla carne

 

L’uva è ricca di sostanze benefiche e preziose riconosciute fin dall’antichità:  frutto di settembre per eccellenza (anche se si trova sui banchi di frutta e verdura già da qualche settimana), ogni qualità si differenzia per

  • colore (uva bianca, nera, rosata),
  • sapore (più o meno dolce o aspro, secondo la zona di produzione, le condizioni climatiche e la varietà),
  • forma degli acini,
  • impiego (uva da tavola, uva da vino o uva da essiccare).

L’uva ha un elevato contenuto di zuccheri direttamente assimilabili (glucosio, levulosio, mannosio), per cui deve essere consumata con moderazione in caso di diabete e obesità, e contiene molti minerali  (potassio, ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, iodio, silicio, cloro, arsenico), vitamine A, del gruppo B e C, tannini (nella buccia), polifenoli (antiossidanti).

L’uva è diuretica e lassativa ed è l’ingrediente top di una cura disintossicante

L’uva si può gustare da sola, in succo, per arricchire le macedonie o completare portate più tradizionali (risotto, carni). Chi soffre di disturbi digestivi, dovrebbe mangiare gli acini d’ uva senza buccia e semi.

La cura dell’uva (o ampeloterapia) è molto nota: si tratta di una dieta disintossicante (l’uva ha proprietà diuretiche e lassative) che consiste nel consumare uva, delle varietà da vino e ben matura, come unico alimento giornaliero.

Si inizia con un consumo giornaliero di 0,5 kg e si arriva fino a 2-2,5 kg, secondo il grado di tolleranza: perdita di appetito e acidità di stomaco sono i campanelli d’allarme per cui è meglio sospendere il detox (prima di ogni cambiamento nella dieta bisogna sempre recarsi dal medico), che altrimenti può durare per alcuni giorni.

Uva passa: tanta dolcezza sana per i più piccoli 

Detta anche uvetta, l’uva passa è amata da grandi e piccini per il suo sapore dolce. La si ottiene mediante essiccazione degli acini al sole o esposti ad aria calda.

Contiene calcio, ferro, fosforo, potassio e vitamina A ma anche molti zuccheri. In cucina si utilizza nei dolci o nel pane (chi non conosce il pane con l’uvetta?), ideale per una merenda sana per i bambini. Nella tradizione orientale, principalmente del nordafrica, si trova in numerosi piatti.

Ricetta con l’uva: un frullato energizzante 

Puoi usare l’uva per preparare un frullato energizzante: prendi mezzo chilo d’uva e mettilo in un frullatore, poi ricoprilo con latte di mandorla al naturale (senza zuccheri aggiunti). Frulla, servi e bevi. Se lo preferisci più dolce, aggiungi un cucchiaino di miele ad ogni bicchiere.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Grapes are rich in vitamins and minerals, and has antioxidant, diuretic and laxative properties and can be savored alone, in juices and smoothies or added to rice dishes or even to meat

Grapes are rich in beneficial and valuable substances known since antiquity: the fruit of September par excellence (though you will find the stalls of fruit and vegetables for some weeks), each grade is differentiated by

  • color (white grape, black, pink),
  • taste (more or less sweet or sour, depending on the area of production, the climatic conditions and the variety),
  • the form of the berries,
  • use (table grapes, wine grapes or grapes to be dried).

The grape has a high content of sugars directly assimilated (glucose, fructose, mannose), for which it is to be consumed with moderation in the case of diabetes and obesity, and contains many minerals (potassium, iron, phosphorus, calcium, manganese, magnesium, iodine, silicon, chlorine, arsenic), vitamins A, group B and C, tannins (in peel), polyphenols (antioxidants).

The grapes are diuretic and laxative and is the top ingredient in a detox diet

The grapes can be enjoyed alone, in juice, to enrich salads or supplement more traditional dishes (risotto, meat). Those who suffer from digestive disorders, should eat the berries without grape skin and seeds.

The grape cure (or ampelotherapy) is well known: it is a detox diet (the grape has diuretic and laxative) that is to consume grapes, of the varieties of wine and ripe, as the only daily food. It starts with a daily consumption of 0.5 kg and you get up to 2-2.5 kg, depending on the degree of tolerance: loss of appetite and stomach acid are the alarm bells so it is better to suspend the detox ( before each change in the diet you must always go to the doctor before), which otherwise can last for a few days.

Raisins: lots of healthy sweetness for the little ones

Also called raisins, raisins is loved by young and old for its sweet taste. It is obtained by drying the grapes in the sun or if exposed to hot air. It contains calcium, iron, phosphorus, potassium and vitamin A but also many sugars.

In the kitchen it is used in sweets or bread (the most famous is the bread with raisins), Perfect for a healthy snack for children. In the Eastern tradition, mainly of North Africa, it is used in many dishes.

Recipe with grapes: an energizing smoothie

You can use the grapes to prepare an energizing smoothie:

Take a pound of grapes and put it in a blender, then cover it with milk natural almond (no added sugar). Blend, serve and drink. If you prefer it sweeter, add a teaspoon of honey for every glass.

SOURCE: Riza

 

vcs_luglio_consigli_zuccheroSecondo una nuova ricerca, la lobby dello zucchero avrebbe falsificato gli studi che lo collegano ai problemi cardiovascolari: scegli le alternative salutari

 

Una dieta troppo ricca di zucchero nuoce alla salute. Gli esperti lo ripetono da tempo, ma ora c’è un motivo in più per affermarlo. Proprio in questi giorni, infatti, sono emersi i risultati di una ricerca della University of California di San Francisco, pubblicata sul magazine Jama Internal Medicine, sulla scoperta di numerosi documenti che dimostrerebbero la scandalosa manovra effettuata dalla lobby dello zucchero, negli anni Sessanta, che avrebbe pagato degli scienziati americani per sminuire il collegamento tra consumo di zucchero e problemi cardiaci e spostare invece l’attenzione sul ruolo nocivo dei grassi saturi.

L’azienda sotto accusa è l’associazione Sugar research foundation, poi diventata Sugar Association, che avrebbe pagato tre ricercatori di Harvard in cambio di circa 50.000 dollari ciascuno. Uno dei tre esperti, D.Mark Hegsted, diventò capo della divisione di nutrizione al Dipartimento dell’Agricoltura statunitense e, nel 1977, insieme alla sua equipe pubblicò le linee guida americane sull’alimentazione.

Scegli lo zucchero grezzo, ricco di minerali 

A parte le azioni giudiziarie in corso, quello che conta è sapere che lo zucchero dovrebbe essere presente solo saltuariamente sulla nostra tavola. Lo zucchero bianco in particolare (ma bisogna stare attenti a quello di canna che si trova abitualmente in commercio o nei bar, un prodotto raffinato e sottoposto a trattamenti chimici alla pari di quanto avviene per lo zucchero di barbabietola) andrebbe quantomeno ridotto nella dieta, in quanto impoverisce le riserve vitaminiche e minerali dell’organismo alzando la glicemia.

Bisogna scegliere quello grezzo (lo si trova nei negozi naturali e biologici), ricco di sali minerali, vitamine e anche di fibra e con meno calorie (circa il 10%) dello zucchero bianco raffinato.

Miele e malto sono gli zuccheri più naturali

Se gradisci il loro sapore, puoi anche dolcificare le tue bevande o i tuoi dolci con il miele o i vari malti di cereali ricavati da cereali come riso, orzo, mais. Evita invece i dolcificanti artificiali.

Da qualche anno in commercio è comparsa la stevia, una pianta che regala dolcezza a zero calorie: se la trovi pura (il prezzo però è elevato), vai sul sicuro, altrimenti si tratta ancora una volta di un prodotto molto trattato, quindi povero di nutrienti e nocivo per la salute.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

According to new research, the sugar lobby would have falsified the studies that link it to cardiovascular problems: choose the healthy alternatives

A diet too rich in sugar is harmful to health. Experts repeat it so many times, but now there is a reason to say so. Just this week, in fact, they showed the results of a search for the University of California San Francisco, published on the magazine Jama Internal Medicine, the discovery of numerous documents to show the scandalous maneuver performed by the sugar lobby, in the sixties, that Americans would pay scientists to downplay the link between sugar consumption and heart problems and shift attention to the role instead of harmful saturated fats.

The company has accused the association Sugar Research Foundation, then become Sugar Association, which would pay three researchers of Harvard in exchange for about $ 50,000 each. One of the three experts, D.Mark Hegsted, became head of the division of nutrition at the US Department of Agriculture, and in 1977, together with his team published the American dietary guidelines.

Choose brown sugar, rich in minerals

Apart from the legal proceedings in progress, what is important is to know that sugar should be present only occasionally on our table. White sugar in particular (but you have to be careful what cane that is usually found on the market or in bars, is a refined product and treated with chemicals to like what happens for beet sugar) should be at least reduced in the diet, as it depletes the vitamin and mineral reserves of the organism, raising your blood sugar.

You have to choose the raw (found in natural and organic stores), rich in minerals, vitamins and fiber, and also with fewer calories (about 10%) of white refined sugar.

Honey and malt are the natural sugars

If you delight in their taste, you can also sweeten your drinks or your sweet with honey or various malts made from cereal grains such as rice, barley, corn.

Avoid artificial sweeteners instead. For some years now the market has appeared stevia, a plant that gives sweetness without the calories: if you find it pure (though the price is high), play it safe, otherwise it is once again a very treated product, with so poor nutrients and harmful to health.

SOURCE: Riza

paura-del-giudizio-degli-altri-810x459Un like, un applauso, un “bravo”: per molti il “buon” giudizio degli altri è come una droga. Sono certi di non poterne fare a meno ma è solo una convinzione…

 

  • “Una persona che credevo amica ha scritto che non ho gusto nel vestire. So che dovrei fregarmene invece sono disperata! E mi odio per essere così vulnerabile! Dopo tutti i miei sforzi e i miei successi, basta una frase cattiva, un giudizio come questo per farmi star male per giorni”.

Gisella non parlerebbe mai così in pubblico, ci tiene alla sua immagine, ma questo è ciò che ripete a se stessa da quando sul suo profilo Instagram è comparso un commento maligno a un suo selfie. Ha migliaia di fan, è seguita e ammirata. E ha quasi 30 anni. Ma a quanto pare non sono sufficienti schiere di ammiratori adoranti e tutte le conferme di questo mondo, se basta un commento negativo per risvegliare la sua insicurezza e mandarla al tappeto.

Gisella, però, non è la protagonista dell’ennesimo accorato articolo sui danni dei social network: è una persona normale, come tante. Una donna che soffre esageratamente il giudizio altrui, al punto da star male e da vedere condizionata buona parte della sua vita. E come molti impara sulla sua pelle la lezione più dura: le conferme esterne, il giudizio anche migliore non basteranno mai. È qualcosa dentro di lei a non essere tranquillo, a proprio agio, rassicurato.

Il giudizio ci fa piccoli di fronte ai giganti

I sintomi della sindrome sono noti:

  • ti senti piccolo di fronte a giganti, sempre sotto esame, inadeguato, hai paura di come ti vedono, ti senti addosso gli occhi di tutti al punto da esaminarti con il loro stesso sguardo e da chiederti continuamente cosa pensino di te.

Nei momenti di lucidità ti rendi conto che, con ogni probabilità, nessuno o quasi pensa a te, non sei al centro dei loro pensieri:

  • come ovvio, ciascuno pensa per lo più a se stesso, il che può sembrare triste, però è indubbiamente liberatorio.

Ma quei momenti durano poco e torna la paura di non “essere” abbastanza, torma la paura del giudizio. Ma cosa vuol dire essere “abbastanza”? Abbastanza bella, abbastanza intelligente, abbastanza brillante, abbastanza bravo come genitore o come marito o moglie, abbastanza di successo… E bella per chi, di successo per chi, e in base a quali criteri? Ciò che per qualcuno è bello per altri è brutto, e quindi sarebbe meglio trovare un proprio gusto piuttosto che dipendere da quello altrui.

L’anima ti fa vacillare per salvarti dal giudizio

“Sono abbastanza bravo?”. Forse la paura del giudizio altrui consiste nel vivere con questa domanda conficcata in testa. Quante cose hai fatto per ottenere un “bravo”? E quante per il timore di non riceverlo? “Non vali niente, sei un incapace!”: a qualcuno è capitato di sentirselo dire, persino dalle persone amate o dai genitori. Non è necessario aver vissuto un’infanzia difficile: molti si ritrovano col terrore degli altri pur provenendo da famiglie dolci e sereni… 

“Cosa penseranno di me? Valgo qualcosa? Ho fatto bene?». Fino all’esplicito e paradossale: “Dimmi che sono stato bravo”, che è a ben vedere la richiesta di essere ingannato da un pietoso “Sì, sei bravo”, frase che implori per non sentire il dolore del fallimento o per non fare i conti con l’incertezza. Eppure è fondamentale sentire l’impotenza. “Questo non lo so fare” è una constatazione vitale, fa crescere.
Il fallimento è terapeutico:
  • quando ci arrocchiamo in un’identità fittizia l’anima che ci fa crollare, in modo da far uscire la nostra vera natura.
Anche questo, come vedremo, è un indizio prezioso che ci aiuterà nel percorso per sfuggire per sempre alla paura del giudizio altrui.
FONTE: Riza
(ENGLISH VERSION)

A “Like”, a cheer, a “good”: for many the “good” judgment of others is like a drug. I am certain you will not be able to help but it is just a belief …

“A person who I believed was a friend wrote that I have no taste in clothes. I know I should give a damn instead I am desperate! And I hate to be so vulnerable! After all my efforts and my successes, just a bad sentence, a judgment like this for days makes me feel bad”. Gisella never speak well in public, she holds us in her image, but this is what she repeats to herself ever since on her Instagram profile appeared a malicious comment to her selfies.

She has thousands of fans, she is followed and admired. She has nearly 30 years. But apparently it is not enough she needs legions of adoring fans and all confirmations of this world, if just one negative comment awakens her insecurity and send her to the mat.
Gisella, however, is not the protagonist of yet heartfelt article on social networking damage she is a normal person, like many others. A woman who suffers disproportionately the judgments of others, to the point that it hurts to see and this conditioned much of her life. And how many will learn the hard way the hard lesson: external confirmations, the best even judgment will never be enough. It’s something inside her to be quiet, comfortable, reassured.

The judgment makes us small facing the giants

The symptoms of the syndrome are known:

  • you feel small in front of giant, always under examination, inadequate, you are afraid of how they see you, you feel all eyes on him enough to examine you with their own eyes and ask what they think constantly of you.

In lucid moments you realize that, in all probability, almost nobody thinks of you, you are not the center of their thoughts:

  • obviously, everyone thinks mostly of himself, which may seem sad, but it is certainly liberating .

But those moments do not last long, and returns the fear of not “being” pretty, and then  the fear of judgment swarms. But what does it mean to be “enough”? Beautiful enough, smart enough, clever enough, good enough as a parent or as a husband or wife, successful enough … And for those beautiful, successful for whom, and under which criteria? What for some is good for others is bad, and so it would be better to find a personal taste rather than depend on that of others.

The soul makes you stagger to save you from judgment

“I am quite good at?”. Perhaps the fear of the judgment of others is to live with this question stuck in your head. How many things have you done to get a “good”? And how much for the fear of not receiving it? “You’re not worth anything, you’re incompetent!”: Someone happened to hear it, even from loved ones or parents. It is not necessary to have lived a difficult childhood: many find themselves in fear of others despite coming from sweet and serene families …

“What will they think of me? I’m worth something? Was I right?”. Until the explicit and paradoxical: “Tell me that I was good,” which is good to see the request to be deceived by a pitiful “Yes, you are good,” phrase that beg to not feel the pain of failure or not to deal with the uncertainty. Yet it is essential to feel the helplessness. “I do not know how to do” is a vital finding, makes it grow. failure is therapeutic when we grab to fictitious identity in the soul that makes us fall in order to bring out our true nature. This, too, as we shall see, is a valuable clue that will help us in the path to escape forever to fear the judgment of others.

SOURCE: Riza

mangoIl mango previene la perdita di batteri intestinali “buoni” dovuta a un’alimentazione troppo ricca di grassi, che fa rischiare obesità e diabete di tipo 2

 

Lo dice una ricerca recentissima:

  • il mango aiuta a contrastare gli effetti negativi di una dieta troppo grassa.

Questo tipo di alimentazione, infatti, ha come conseguenza la perdita di batteri intestinali benefici, che il mango riuscirebbe a contenere.

Lo studio: grazie al mango rimangono i batteri buoni   

Lo studio, effettuato dall’Oklahoma State University e pubblicato sul Journal of Nutrition, ha preso in esame un campione di 60 cavie dal laboratorio, alle quali sono state assegnate diverse diete più o meno ricche di grassi, per un periodo di 12 settimane.

Il primo gruppo ha seguito una dieta con un contenuto di grassi normale, gli altri tre gruppi con un contenuto di grassi elevato, ma con la differenza che il terzo gruppo assumeva anche del mango in piccole quantità e il quarto in quantità più elevate (una tazzina e mezzo di frutto fresco al giorno).

I risultati hanno dimostrato che l’aggiunta di mango alla dieta può aiutare a mantenere la presenza di batteri utili (in particolare i bifidobatteri e un batterio dal nome impossibile, Akkermansia muciniphila) e regolare la salute dell’intestino.

Con il mango tieni lontano diabete e obesità

La perdita dei batteri buoni dell’intestino è correlata a molte problematiche, tra cui un maggiori rischio di ammalarsi di diabete e obesità. La scienza aveva già effettuato studi su altri frutti che, grazie ai loro principi attivi, contrastavano questa tendenza.

Il limone, l’ananas e il pompelmo erano tra questi.

Ora si sa che anche il mango ha gli stessi benefici in questo senso. Aggiungilo alla tua dieta preparando macedonie e insalate a base di questo frutto tropicale. Puoi anche bere il suo succo per dissetarti nel corso della giornata.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

The mango prevents loss of “good” intestinal bacteria  due to a diet too high in fat, which makes risk obesity and type 2 diabetes

A recent research shows that:

  • the mango helps to counteract the negative effects of an overly fatty diet.

This type of power, in fact, has as a consequence the loss of beneficial intestinal bacteria, that would be able to contain mango.
 

The study: thanks to mango are the good bacteria

The study, carried out from Oklahoma State University and published in the Journal of Nutrition, examined a sample of 60 guinea pigs from the laboratory, which were assigned different more or less high-fat diets, for a period of 12 weeks.

The first group followed a diet with a normal fat content, the other three groups with a high fat content, but with the difference that the third group also assumed mango in small quantities and the fourth in higher amounts (a cup and means of fresh fruit per day).

The results showed that the addition of mango to the diet can help keep the presence of useful bacteria (particularly bifidobacteria and bacteria from the impossible name, akkermansia muciniphila) and regular bowel health.
 

Thank to the mango you keep away diabetes and obesity

The loss of good bacteria in the gut is associated with many problems, including a higher risk of getting diabetes and obesity. Science had already carried out studies of other fruits which, thanks to its active substances, contrasted this trend.

Lemon, pineapple and grapefruit were among these. Now we know that the mango has the same benefits in this regard. Add it to your diet preparing salads and salads made from this tropical fruit. You can also drink its juice to quench your thirst during the day.

SOURCE: Riza

stephanie-davies-instagramLa ginnastica isometrica non prevede movimenti ma posizioni statiche, per cui è perfetta se sei in viaggio, al lavoro, in hotel o hai subito un infortunio

 

La ginnastica isometrica è poco usata ma può risultare molto efficace soprattutto dopo un trauma o un infortunio, quando non è possibile eseguire il solito allenamento. È un tipo di esercizio che prevede la contrazione muscolare senza che ci sia un movimento, cioè un accorciamento o un allungamento muscolare, e una modificazione degli angoli articolari. La ginnastica isometrica ha il vantaggio di non avere bisogno di grandi spazi e di poter essere praticata ovunque, a casa, in una stanza d’albergo, alla scrivania ma anche durante i viaggi in aereo o in treno.

Tonifica addome, glutei e spalle

Tutti gli esercizi isometrici sono caratterizzati dal mantenimento di una determinata posizione per un tempo variabile. È indicata per tutti i gruppi muscolari:

  • addome,
  • glutei,
  • fianchi,
  • gambe,
  • braccia e
  • spalle.

Se la si utilizza come unico allenamento, è bene eseguirla almeno tre volte a settimana, ma anche tutti i giorno. Altrimenti, la si può utilizzare quando non si hanno alternative (poco tempo e poco spazio a disposizione) o in aggiunta ai “soliti” allenamenti.

I 5 esercizi isometrici per allenare tutto il corpo

  • Braccia e spalle: mettiti in piedi a circa un metro da un tavolo e appoggia le mani su di esso con le braccia larghe un po’ più delle spalle. Mantieni il corpo teso e piega le braccia fino ad avere i gomiti che effettuano un angolo di 90 gradi. Mantieni la posizione da 30 a 60 secondi. Ripeti tre volte.
  • Addome: a terra, solleva le gambe e il busto tesi a formare una V, le braccia allungate in avanti e parallele al suolo. Mantieni la posizione da 30 a 60 secondi. Ripeti tre volte.
  • Gambe e glutei: in piedi, gambe divaricate all’altezza delle spalle e punte leggermente in fuori, piega le ginocchia e assumi la posizione di squat (cosce parallele al terreno). Mantieni la posizione da 30 a 60 secondi. Ripeti tre volte.
  • Glutei e bicipite femorale: sdraiata a terra prona, gambe leggermente divaricate, piega le ginocchia in modo da portare i talloni verso i glutei. Solleva le ginocchia da terra. Mantieni la posizione da 30 a 60 secondi. Ripeti tre volte.
  • Polpacci: in piedi, gambe divaricate e punte in fuori, sollevati sulle punte dei piedi portando le braccia in avanti per mantenere l’equilibrio. Mantieni la posizione da 30 a 60 secondi. Ripeti tre volte.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

The isometrics gymnastics doesn’t need movements but does provide static positions, so it is perfect if you’re traveling, at work, in a hotel or have suffered an injury

The isometrics is little used but can be very effective especially after trauma or injury, when you can not perform the usual workout. It is a type of exercise that involves muscle contraction without there being a movement, that is, shortening or muscle lengthening, and a modification of the joint angles. The isometrics has the advantage of not need large spaces and can be practiced anywhere, at home, in a hotel room, at your desk, but also when traveling by plane or train.

It tones the abdomen, buttocks and shoulders

All isometric exercises are characterized by the maintenance of a certain position for a variable time. It is suitable for all muscle groups:

  • the abdomen,
  • buttocks,
  • hips,
  • legs,
  • arms and
  • shoulders.

If you use it as a single workout, you should run at least three times a week, but every day. Otherwise, you can use it when you do not have alternatives (limited time and limited space) or in addition to the “usual” workouts.

 

The 5 isometric exercises to train the entire body

  • Arms and shoulders: put yourself standing about a meter from a table and puts your hands on it with wide arms a bit ‘more of the shoulders. Keep your body straight and bend your arms until you have your elbows performing a 90-degree angle. Hold the position for 30 to 60 seconds. Repeat three times.
  • Abdomen: on the floor, lift your legs and torso thesis to form a V, the arms stretched forward and parallel to the ground. Hold the position for 30 to 60 seconds. Repeat three times.
  • Legs and buttocks: standing, legs apart at shoulder and pointed slightly outward, bend your knees and keep the position of squat (thighs parallel to the ground). Hold the position for 30 to 60 seconds. Repeat three times.
  • Buttocks and hamstring: lying prone on the ground, legs slightly apart, bend your knees so bring your heels toward your buttocks. Lift your knees off the ground. Hold the position for 30 to 60 seconds. Repeat three times.
  • Calves: standing, legs apart, and pointed out, rise up on your toes bringing your arms forward to maintain balance. Hold the position for 30 to 60 seconds. Repeat three times.

SOURCE: Riza