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L’attività fisica è importante per la tua salute mentale e fisica. Tuttavia, non tutti sono in grado di andare in palestra. Alcune persone lavorano sempre e non hanno tempo per andare in palestra.

 

Bene, è ora di smettere di preoccuparsi perché una passeggiata di 15 minuti può darti dei grandi benefici. Camminare potrebbe aggiungere sette anni alla tua vita, e inoltre ottimizza l’assistenza generale.

Sanjay Sharma, professore di cardiopatie ereditarie in cardiologia sportiva presso gli ospedali universitari di St. George NHS Foundation Trust a Londra, spiega che non possiamo evitare di invecchiare, ma possiamo sicuramente ritardarlo.

Puoi essere in forma e in salute nei tuoi 70 anni, e puoi anche vivere nei tuoi 90 anni. L’attività fisica ti offre altri 3-7 anni di vita.

Benefici per la salute delle passeggiate regolari:

Alta pressione sanguigna

Cammina ogni giorno per abbassare la pressione sanguigna e tenerla sotto controllo.

Digestione

La rinomata fisioterapista Tara Aleichem ha scoperto che camminare migliora la digestione.

 

Mobilità e mal di corpo

Cammina ogni giorno per migliorare la tua mobilità, specialmente quelli con PAP. Secondo l’American Heart Association, camminare è molto importante per queste persone.

 

Ossa forti

L’attività fisica regolare rende le ossa forti e aumentano la loro densità. Cammina ogni giorno per ridurre il rischio di osteoporosi.

 

Performance cognitiva

Studi recenti hanno scoperto che le passeggiate regolari migliorano le prestazioni cognitive in individui di ogni fascia di età.

 

Longevità

Assicurati di camminare ogni giorno. La fonte della giovinezza non esiste, ma vivrai più a lungo se cammini ogni giorno.

 

Umore

Uno studio del 2016 ha rilevato che camminate di 20 minuti migliorano la fiducia in se stessi dei partecipanti. Ti aiuta anche ad affrontare l’ostilità e la rabbia.

 

Camminare è facile, ma devi renderlo confortevole. Assicurati di indossare le scarpe giuste e anche i tuoi vestiti dovrebbero essere comodi. Indossa qualcosa di leggero e comodo, e non camminare quando fuori fa troppo caldo.

 

Bevi molta acqua e porta con te una bottiglia d’acqua. Se non puoi camminare da solo, chiedi ai tuoi amici di unirsi a te. Puoi ascoltare anche della musica.

Cammina in luoghi che ti rendono calmo e felice.

 

FONTE: Healthy Food House

 

 

(ENGLISH VERSION)

Physical activity is important for your mental and physical health. However, not everyone is able to go to the gym. Some people work all the time, and they don’t have any time to hit the gym.

Well, it’s time to stop worrying because a 15-minute walk can give you some great benefits. Walking may add seven years to your life, and it also optimizes overall helth.

Sanjay Sharma, professor of inherited cardiac diseases in sport cardiology at St.George’s University Hospitals NHS Foundation Trust in London, explains that we can’t avoid aging, but we can definitely delay it.

You can be fit and healthy in your seventies, and you can also live in your nineties. Physical activity gives you another 3-7 years of life.

Health benefits of regular walks:

High blood pressure

Walk every day to lower your blood pressure and keep it under control.

Digestion

Renowned physiotherapist Tara Aleichem found that walking enhances digestion.

Mobility and body ache

Walk every day to improve your mobility, especially those with PAP. According to the American Heart Association, walking is really important for these individuals.

Strong bones

Regular physical activity makes your bones strong, and increase their density. Walk every day to lower your risk of osteoporosis.

Cognitive performance

Recent studies have found that regular walks improve cognitive performance in individuals of every age group.

Longevity

Make sure you walk every day. The fountain of youth doesn’t exist, but you will live longer if you walk every day.

Mood

A 2016 study found that 20-minute walks improves participants’ self-confidence. It also helps you cope with hostility and anger.

Walking is easy, but you have to make it comfortable. Make sure you wear the right shoes and your clothes should be comfortable, too.  Wear something light and comfy, and don’t walk when it’s too hot outside.

Drink plenty of water, and carry a water bottle with you. If you can’t walk alone, ask your friends to join you. You can listen to some music, too. Walk in places that make you calm and happy.

 

SOURCE: Healthy Food House

Studi internazionali hanno dimostrato i benefici di questa attività esclusiva degli esseri umani. I movimenti della saliva abbassano i livelli di cortisolo, migliora la mimica facciale e la comunicazione nei parkinsoniani. Gli afasici che non parlano riescono però a cantare.

 

A lungo considerato uno degli aspetti più misteriosi della vita umana, in particolare per la sua capacità di coinvolgerci emotivamente, il canto corale promuove anche il benessere fisico. Sono sempre più numerosi, infatti, gli studi ci permettono di andare oltre l’evidenza anedottica dei benefici dell’azione canora riportati da tutti i coristi.

Potenzia le difese immunitarie e solleva l’umore

Cantare anche solo per un’ora ha degli effetti visibili sul nostro sistema immunitario, come ha mostrato uno studio dei ricercatori del britannico Tenovus Cancer Care e del Royal College of Music. L’analisi dei campioni di saliva di 193 coristi dopo un’esecuzione canora ha rilevato una diminuzione dei livelli di cortisolo e grandi quantità di citochine infiammatorie. I bassi livelli di infiammazione nell’organismo potrebbero spiegare anche il miglioramento dell’umore determinato dalla pratica del canto e riferito dai coristi.

Tutti i soggetti coinvolti nello studio, pubblicato sulla rivista ECancer, erano tuttavia già amanti della musica e impegnati in attività corali. Ciononostante, scrivono gli autori,

  • «questo studio fornisce delle evidenze preliminari che il canto migliora lo stato d’animo e modula i componenti del sistema immunitario».

In particolare, in presenza di patologie oncologiche. Infatti, i coristi studiati erano malati oncologici o loro parenti e amici impegnati in attività di assistenza, i cosiddetti caregivers. Secondo i ricercatori, i risultati sono quindi alquanto promettenti e suggeriscono che cantare possa rivelarsi utile per tali pazienti, potenziando il sistema immunitario, riducendo notevolmente lo stress e migliorando l’umore.

Cantare come lo yoga

Richiedendo una respirazione regolare e controllata, il canto regola l’attività del cosiddetto nervo vago, che è coinvolto nella nostra vita emotiva e che ad esempio influisce sul nostro timbro vocale. Canzoni con lunghe frasi melodiche ottengono lo stesso effetto degli esercizi di respirazione in yoga, secondo gli autori di uno studio dell’Università di Gotenborg in Svezia, che mostra anche la sincronizzazione del battito cardiaco dei coristi nel corso dell’esecuzione dei brani.

Espressioni facciali e comprensione delle emozioni

Il canto aiuta i pazienti con sindrome di Parkinson affetti dalla sindrome della maschera, anche nota come «Poker Face». Il progressivo irrigidimento dei muscoli facciali rende questi soggetti amimici. L’incapacità di mostrare l’infinita gamma di emozioni tramite il volto, si pensi al corrugamento della fronte, il rimpicciolimento degli occhi dovuto al sorriso e la loro distensione dovuta alla sorpresa, li fa sembrare erroneamente freddi e distaccati.

Un volto statico, incapace anche di rispecchiare le emozioni altrui come naturalmente accade, non fa quindi che ostacolare la comunicazione interpersonale e contribuire a disconnettere questi pazienti dal mondo. I ricercatori dello Science of Music, Auditory Research and Technology Smart Lab della Ryerson University a Toronto, in collaborazione con la Royal Conservatory of Music, hanno scoperto che, cantando insieme in un coro, questi pazienti riacquistano la mimica facciale e l’effetto dura fino ai due mesi.

Un’arma contro l’isolamento

Secondo uno studio dell’Università del West of England a Bristol, condotto su pazienti afasici in seguito ad ictus o per la malattia di Parkinson, cantare in un coro può migliorare l’umore e anche la condizione di isolamento sociale determinato dalle difficoltà comunicative. Infatti, spiegano gli scienziati,

  • «le persone con afasia anche quando non riescono più a parlare bene, spesso possono spesso ancora cantare. Le aree che controllano il linguaggio nel cervello sono diverse da quelle che controllano il canto. È davvero miracoloso guardare qualcuno, che non è stato in grado di parlare per mesi o per anni, iniziare a cantare».

 

Imparare a sentire, cantando

Nell’invecchiare, i musicisti vanno incontro a minor degradazione neurale del segnale sonoro e mantengono una maggior capacità di individuare negli ambienti rumorosi le varie voci e le variazioni dell’altezza del suono. Ma l’educazione musicale e il canto corale sono vantaggiosi anche per i soggetti con perdita dell’udito.

Infatti, i risultati preliminari dei ricercatori canadesi mostrano, dopo solo 10 mesi di canto, significativi miglioramenti nella capacità di sentire una conversazione in ambiente rumoroso, la discriminazione delle altezze dei suoni e la risposta neurale ad essi, così come miglioramenti nell’attenzione. Interventi anche di breve periodo quindi potrebbero rivelarsi utili in caso di perdita dell’udito.

Benefici per la memoria

Cantando regolarmente è possibile rallentare il processo di decadimento cognitivo cui vanno incontro i pazienti con demenza. Un gruppo di ricercatori del Cognitive Brain Research Unit dell’Institute of Behavioural Sciences e del Finnish Centre of Interdisciplinary Music Research dell’Università di Helsinki ha sottoposto 89 pazienti e i loro caregivers a sessioni di canto e di ascolto musicale per un periodo di 10 settimane.

La pratica del canto corale ha migliorato la memoria di lavoro, le funzioni esecutive e l’orientamento soprattutto nelle persone con demenza lieve e con un’età inferiore agli 80 anni, mentre l’ascolto della musica è stato associato a benefici cognitivi nei pazienti in stadi più avanzati della malattia. Infine, tanto il canto quanto l’ascolto della musica hanno determinato un miglioramento dell’umore.

In un’altra lingua è meglio

E se l’attività corale viene consigliata ai pazienti con demenza, per gli effetti sulla memoria, nuovi studi dimostrano come il canto faciliti nei bambini l’apprendimenti mnemonico di nuovi testi. E ciò è vero anche nel caso di una lingua straniera. Lo mostra uno studio condotto dagli psicologhi della University of Western Ontario in Canada che hanno chiesto ad un gruppo di piccoli equadoregni, parlanti spagnolo, di imparare un brano in inglese presentato sotto forma di poema orale oppure come testo di una canzone.

Dopo due settimane di studio, coloro che l’avevano appreso cantando, ricordavamo più parole, pronunciavano meglio l’inglese e lo traducevano più correttamente di coloro che l’avevamo appreso sotto forma di poema orale. E questa miglior prestazione permaneva fino a sei mesi di distanza.

FONTE: Salute della Stampa

 

(ENGLISH VERSION)

International studies have demonstrated the benefits of this exclusive human activity. Saliva movements lower cortisol levels, improve facial expression and communication in parkinsonians. However, aphasics who do not speak can sing

Long considered one of the most mysterious aspects of human life, in particular for its ability to involve us emotionally, choral singing also promotes physical well-being. In fact, more and more studies allow us to go beyond the anecdotal evidence of the benefits of singing action reported by all the singers.

Enhances the immune system and raises the mood

Singing even for just an hour has visible effects on our immune system, as shown by a study by researchers from the British Tenovus Cancer Care and the Royal College of Music. The analysis of saliva samples from 193 choristers after a singing performance revealed a decrease in cortisol levels and large amounts of inflammatory cytokines. The low levels of inflammation in the body could also explain the improvement in mood caused by the practice of singing and reported by the choristers.

However, all the subjects involved in the study, published in the ECancer journal, were already music lovers and engaged in choral activities. Nevertheless, the authors write, “this study provides preliminary evidence that singing improves the mood and modulates the components of the immune system”. In particular, in the presence of oncological diseases. In fact, the choristers studied were cancer patients or their relatives and friends engaged in assistance activities, the so-called caregivers. According to the researchers, the results are therefore quite promising and suggest that singing may be useful for such patients, enhancing the immune system, greatly reducing stress and improving mood.

Singing is like yoga

By requiring regular and controlled breathing, singing regulates the activity of the so-called vagus nerve, which is involved in our emotional life and which for example affects our vocal timbre. Songs with long melodic phrases get the same effect as breathing exercises in yoga, according to the authors of a study by the University of Gothenburg in Sweden, which also shows the synchronization of the heartbeat of the choristers during the performance of the songs.

Facial expressions and understanding of emotions

Singing helps Parkinson’s syndrome patients with mask syndrome, also known as “Poker Face”. The progressive stiffening of the facial muscles makes these subjects friendly. The inability to show the infinite range of emotions through the face, think of the wrinkling of the forehead, the shrinking of the eyes due to the smile and their relaxation due to surprise, makes them seem erroneously cold and detached.

A static face, also incapable of reflecting the emotions of others as it naturally happens, therefore only hinders interpersonal communication and helps to disconnect these patients from the world. Researchers at the Science of Music, the Auditory Research and Technology Smart Lab at Ryerson University in Toronto, in collaboration with the Royal Conservatory of Music, have discovered that by singing together in a choir, these patients regain facial expressions and the effect lasts until to two months.

A weapon against isolation

According to a study by the University of the West of England in Bristol, conducted on aphasic patients following a stroke or Parkinson’s disease, singing in a choir can improve mood and also the condition of social isolation caused by communication difficulties. In fact, scientists explain, “people with aphasia even when they can no longer speak well, can often still sing. The areas that control language in the brain are different from those that control singing. It is truly miraculous to look at someone who has not been able to talk for months or years to start singing ».

Singing improves hearing 

As we age, musicians experience less neural degradation of the sound signal and maintain a greater ability to identify the various voices and variations in sound height in noisy environments. But music education and choral singing are also beneficial for those with hearing loss. In fact, the preliminary results of Canadian researchers show, after only 10 months of singing, significant improvements in the ability to hear a conversation in a noisy environment, the discrimination of sound heights and the neural response to them, as well as improvements in attention. Even short-term interventions therefore could prove useful in case of hearing loss.

Memory benefits

By singing regularly it is possible to slow down the process of cognitive impairment faced by patients with dementia. A group of researchers from the Cognitive Brain Research Unit of the Institute of Behavioral Sciences and the Finnish Center of Interdisciplinary Music Research of the University of Helsinki subjected 89 patients and their caregivers to singing and listening sessions for a period of 10 weeks. The practice of choral singing has improved working memory, executive functions and orientation especially in people with mild dementia and under 80 years of age, while listening to music has been associated with cognitive benefits in patients more advanced stages of the disease. Finally, both singing and listening to music have led to an improvement in mood.

In another language it is better

And if the choral activity is recommended to patients with dementia, due to the effects on memory, new studies show that singing facilitates the mnemonic learning of new texts in children. And this is true even in the case of a foreign language. This is shown by a study conducted by psychologists from the University of Western Ontario in Canada who asked a group of small Ecuadorian speakers to learn a piece in English presented as an oral poem or as a song lyrics. After two weeks of study, those who had learned it by singing, remembering more words, pronounced English better and translated it more correctly than those we had learned in the form of an oral poem. And this best performance remained up to six months away.

 

SOURCE: Salute della Stampa

A sostenerlo uno studio su Jama Psychiatry.

NON TUTTO il nostro futuro è scritto nei geni, anche tra i banchi dell’asilo a ben guardare si può trovare qualcosa di quello che saremo. Anzi di quello che guadagneremo.

 

Uno studio pubblicato su Jama Psychiatry, una delle riviste dell’American Medical Association ha trovato che i bambini che a alla scuola materna sono disattenti, oppositivi e aggressivi, a 33-35 guadagnano meno dei loro compagni più empatici, più disponibili e pronti  ad aiutare chi è in difficoltà.

Per arrivare a questo risultato (che ha l’aria di una pia illusione ma che evidentemente non lo è) una equipe internazionale di ricercatori statunitensi,  francesi e candesi, ha utilizzato i dati del Quebec Longitudinal Study of Kindergarten Children su 2850 bambini nati nel 1980-1981 in Canada, e li hanno seguiti dal 1985 al 2015. Le informazioni hanno incluso la dichiarazione dei redditi annuale dei partecipanti all’età di 33-35 anni e le valutazioni delle loro maestre di scuola materna quando di anni ne avevano 5 o 6. L’obiettivo? Testare, incrociando i dati, eventuali associazioni tra stipendi (quindi in qualche modo tra successo, piaccia o no) e comportamenti precoci.

In particolare quelli esaminati dai ricercatori sono stati cinque:

  1. disattenzione (attitudine a deconcentrarsi a distrarsi facilmente per esempio),
  2. iperattività (l’irrequietezza, la tendenza a muoversi in continuazione…),
  3. aggressività fisica (l’abitudine fare a botte, o ad avere atteggiamenti da bullo, …), o (disobbedienza, irritabilità, tendenza dare la colpa agli altri…),
  4. ansia (eccesso di preoccupazione, pianto facile) e
  5. prosocialità (la propensione ad aiutare chi si fa male per esempio, mostrandosi solidali, la compassione, la condivisione).

Dopo aver tenuto conto del quoziente di intelligenza dei piccoli partecipanti alla ricerca e delle situazioni familiari problematiche (i casi limite sono stati esclusi dall’indagine), gli autori hanno concluso che le bambine e i bambini che alla materna tendevano a distrarsi a essere disattenti, tre decadi più tardi guadagnavano meno degli altri. E che i maschi con tratto aggressivo-oppositivo a 5-6 anni, a 33-35 potevano contare su entrate più basse di quelle dei loro coetanei prosociali, dei bravi bambini, come si diceva una volta.

È chiaro, e gli stessi autori lo hanno sottolineato, che si parla qui  di uno studio che per sua natura fotografa per così dire associazioni fra fenomeni, in questo caso comportamenti in età evolutiva e entrate economiche future, e non indaga le relazioni di causa-effetto.

Tuttavia è una ricerca realizzata su un campione vasto e seguito per 30 anni.

“I comportamenti precoci si possono cambiare, probabilmente più di altri fattori tradizionalmente associati ai guadagni, come il quoziente d intelligenza e lo status socioeconomico, il che –  ragiona in effetti Sylvana M. Côté, professore associato di Medicina sociale e preventiva all’Università di Montreal e coautore lo studio – rende questi comportamenti obiettivi chiave per interventi precoci”. “Se i problemi comportamentali dell’infanzia sono associati a guadagni più bassi – riprende –  per aiutare i bambini è essenziale affrontarli il prima possibile attraverso screening e programmi di intervento”.

E ‘ già alle materne si può capire molto sulla personalità di un bambino.

“Il nostro studio indica che gli insegnanti della scuola materna possono identificare precocemente i comportamenti dei bambini che sono associati a bassi guadagni tre decenni dopo”, aggiunge Daniel Nagin, professore di Politiche pubbliche all’Heinz College della Carnegie Mellon University, anche lui firma dello studio. Quindi – è la conclusione –  “monitoraggio e supporto per bambini e bambine che mostrano alti livelli di distrazione, e per i maschi con livelli alti di aggressività e opposizione e bassi di prosocialità, potrebbero dare vantaggi socioeconomici a lungo termine, per gli individui e per la società”.

FONTE: TINA SIMONIELLO (Salute della Repubblica)

 

(ENGLISH VERSION)

NOT ALL our future is written in the genes, even among the benches of the kindergarten, if you look closely, you can find something of what we will be. Indeed of what we will gain. A study published in Jama Psychiatry, one of the American Medical Association’s journals, found that children in nursery school who are inattentive, oppositional and aggressive, at 33-35 earn less than their more empathetic, more helpful and ready to help classmates who is in trouble.

To reach this result (which has the air of a pious illusion but which obviously is not) an international team of US, French and Candesi researchers has used the data of the Quebec Longitudinal Study of Kindergarten Children on 2850 children born in 1980 -1981 in Canada, and followed them from 1985 to 2015. The information included the annual tax return of the participants at the age of 33-35 and the assessments of their nursery school teachers when they were 5 or 6 years old. The target? Testing, crossing data, possible associations between salaries (therefore somehow between success, like it or not) and early behavior.

In particular, those examined by the researchers were five:

  1. inattention (aptitude to deconcentrate to easily distract oneself, for example),
  2. hyperactivity (restlessness, the tendency to move continuously …),
  3. physical aggression (the habit of fighting or having bully attitudes, …), or (disobedience, irritability, the tendency to blame others …),
  4. anxiety (excess of worry, easy crying) and
  5. prosociality (the propensity to help those who hurt themselves for example, showing sympathy, compassion) , the sharing).

After having taken into account the intelligence quotient of the small participants in the research and of the problematic family situations (borderline cases were excluded from the survey), the authors concluded that the girls and boys who at mothering tended to get distracted by being inattentive, three decades later they earned less than others. And that males with an aggressive-oppositional trait at 5-6 years, at 33-35 could count on lower incomes than those of their prosocial peers, of good children, as we once said.

It is clear, and the same authors have emphasized it, that we are talking about a study that by its nature photographs, so to speak, associations between phenomena, in this case behavior in the developmental age and future economic income, and does not investigate the relationships of cause- effect. However it is a research carried out on a vast sample and followed for 30 years. “Early behaviors can be changed, probably more than other factors traditionally associated with earnings, such as intelligence quotient and socioeconomic status, which – Sylvana M. Côté, an associate professor of social and preventive medicine at the University of Rome, in fact reasons. Montreal and co-author of the study – makes these behaviors key for early interventions “.” If childhood behavioral problems are associated with lower earnings – he continues – to help children it is essential to address them as soon as possible through screening and intervention programs ” .

One can already understand a lot about the personality of a child. “Our study indicates that nursery school teachers can identify the behaviors of children who are associated with low earnings three decades later,” adds Daniel Nagin, professor of public policy at Heinz College of Carnegie Mellon University, also signing the study. Therefore – it is the conclusion – “monitoring and support for boys and girls who show high levels of distraction, and for males with high levels of aggressiveness and opposition and low prosociality, could give long-term socio-economic benefits, for individuals and for the society”.

 

SOURCE: TINA SIMONIELLO (Salute della Repubblica)

L’anguria (o cocomero) è uno dei frutti più dissetanti, rinfrescanti e ricchi d’acqua. È uno dei simboli dell’estate ed il frutto di stagione per eccellenza. Scopriamo proprietà, benefici e calorie dell’anguria.

Oltre ad un sapore delizioso, l’anguria presenta proprietà nutritive e benefiche interessanti. Sapevate, ad esempio, che le angurie dalla polpa più rossa possono superare i pomodori per quanto riguarda il contenuto di licopene?

L’anguria non è sempre di stagione però, quindi è bene approfittare della sua presenza in estate per poterla gustare sempre fresca ed al giusto punto di maturazione.

Proprietà e benefici dell’anguria

Consumare una fetta di anguria in estate può darci molto sollievo e questo frutto, non a caso, è tipico proprio della stagione più calda quando abbiamo bisogno di una maggiore quantità acqua per idratare il nostro organismo.

anguria-cocomero

Ecco i benefici che si possono riscontrare consumando anguria:

  • Idratazione: la normale composizione dell’anguria vede la presenza del 92% di acqua e dell’8% di zuccheri comunemente presenti nella frutta. Il suo consumo contribuisce dunque alla nostra idratazione durante le giornate più calde.
  • Stimola la diuresi, contrasta la cellulite ed è detox: grazie alla ricchezza d’acqua, l’anguria è un frutto che stimola la diuresi e favorisce la disintossicazione del corpo. Inoltre aiuta a contrastare la cellulite.
  • Energia: l’anguria è un frutto energetico e una semplice porzione può aumentare i livelli di energia del 23%. Ciò accade per via del suo contenuto di vitamina B6, che il corpo utilizza per sintetizzare la dopamina, promotrice del benessere. L’anguria contiene inoltre magnesio, che viene utilizzato dal nostro corpo per rifornire di energia le cellule.
  • Vantaggi per cuore e colesterolo: alcune delle preziose proprietà dell’anguria sono state confermate di recente da parte della scienza, che ha constatato la sua capacità di rappresentare un aiuto naturale contro le malattie cardiache e di ridurre i livelli del colesterolo cattivo. A risultare altamente benefica è la citrulina, una sostanza presente nell’anguria, che rende questo frutto adatto a prevenire l’ipertensione e le malattie cardiache. Secondo alcuni studi, basterebbe una fetta di anguria al giorno per aiutare il nostro organismo a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue.
  • Antinfiammatoria e antiossidante: la presenza di licopene in questo frutto, gli fornisce doti antinfiammatorie e antiossidanti.
  • Mantenere il peso forma: il consumo di anguria può aiutare a mantenere il peso sotto controllo. Grazie alla grande quantità di acqua presente all’interno non solo disseta ma anche placa il senso di fame, è per questo un’ottimo spuntino di metà mattina o metà pomeriggio, anche al mare!
  • Favorire il sonno: il consumo di anguria può  contribuire a migliorare la qualità del sonno. Mangiare un paio di fettine di questo frutto dopo cena può stimolare nell’organismo la produzione di serotonina, per via del suo contenuto in carboidrati. Quando, nelle ore serali, i livelli di serotonina salgono, il cervello è meno sensibile ai segnali di disturbo, come i rumori, favorendo sonni tranquilli.
  • Afrodisiaca: la citrulina presente in questo frutto è un amminoacido che viene utilizzato dall’organismo per la produzione di arginina. L’arginina è ritenuta un vero e proprio viagra naturale, in grado di dilatare i vasi sanguigni e di migliorare l’afflusso di sangue verso gli organi genitali.

In estate, mangiare anguria ogni giorno permette di proteggere la pelle dai rischi legati ad una eccessiva esposizione ai raggi UV, secondo le più recenti ricerche scientifiche (questo non significa però che possiamo evitare di utilizzare le protezioni solari!).

Sapete poi che anche i semi di cocomero possono essere consumati e sono ricchi di proprietà? Questi piccoli semini sono ricchi di fibre, hanno quindi un’azione lassativa, ma sono anche una preziosa fonte di vitamine e sali minerali.

cocomero

Calorie dell’anguria

L’anguria è uno dei frutti più leggeri e meno calorici che abbiamo a disposizione durante l’estate. Ciò  grazie alla sua ricchezza d’acqua e alla completa assenza di grassi.

Le calorie derivano dal contenuto di zuccheri naturali dell’anguria, ma sono comunque davvero poche. 100 grammi di anguria contengono infatti soltanto 30 calorie.

Anche chi è attento alla linea, dunque, può mangiare l’anguria senza problemi e godere dei suoi vantaggi.

Anguria, controindicazioni

L’anguria presenta anche qualche controindicazione o possibile effetto collaterale.  Alcune persone hanno difficoltà a digerirla, soprattutto se consumata dopo i pasti. Questo è dovuto alla presenza al suo interno di molta acqua che diluisce i succhi gastrici e di conseguenza ne ostacola il lavoro (è lo stesso motivo per cui si consiglia di bere lontano dai pasti).

Può dare problemi anche se si soffre di gastrite e colite, in questo caso bisogna valutare la personale reazione a questo frutto consumandolo a piccole dosi. In caso di gastrite potrebbe infatti accentuare il dolore mentre se si soffre di colon irritabile potrebbe avere un elevato effetto lassativo o provocare gonfiore addominale.

Una certa attenzione devono prestare le persone che soffrono di diabete in quanto questo frutto ha un elevato indice glicemico e le donne incinte (se predisposte al diabete gestazionale o se stanno seguendo un’alimentazione controllata). Consumare anguria in questi casi non è del tutto sconsigliato ma spesso si suggerisce di non esagerare mangiandone magari solo una fettina, meglio se accompagnata da qualche altro cibo ricco di fibre.

Infine chi soffre di allergia all’aspirina deve valutare se è il caso di consumare o meno l’anguria parlando con il proprio medico (questo frutto contiene infatti salicilati naturali). Dato poi che l’anguria attiva l’istamina, meglio evitarla se si soffre di allergie alle graminacee o al polline perché potrebbe far scaturire reazioni crociate.

Come scegliere l’anguria

Come riconoscere un’anguria matura e saporita? Ecco a cosa fare attenzione:

  • Il picciolo dell’anguria non deve essere secco. Se dal punto in cui il picciolo si trova, o si trovava, fuoriesce del succo, significa che siamo in presenza di un frutto maturo e zuccherino.
  • “suono di vuoto”: è un trucchetto che consiste nel bussare leggermente con un pugno sulla superficie del frutto
  • chiazze gialle o striature sul frutto indicano che l’anguria è ben matura

Come conservare l’anguria

Come conservare al meglio l’anguria? Il frutto, se le sue dimensioni lo permettono, può essere conservato senza problemi per alcuni giorni in frigorifero, quando non è ancora stato aperto.

Se l’anguria è invece già stata affettata, è bene evitare la pellicola trasparente. È consigliabile piuttosto conservare l’anguria già tagliata a cubetti e privata della buccia in un contenitore per alimenti o in uno scolapasta appoggiato su di una ciotola (in cui si raccoglierà l’acqua che può colare dal frutto) da riporre in frigorifero.

L’anguria tagliata deve comunque essere consumata al più presto.

anguria-bastoncini

Come gustare al meglio l’anguria

L’anguria può essere consumata fresca, semplicemente tagliandola a fette, ma può essere anche suddivisa in cubetti ed impiegata per la preparazione delle macedonie di frutta.

Esiste uno strumento apposito che permette di ottenere delle palline dalla polpa dell’anguria, che risultano molto decorative per le coppe di frutta o per i gelati. Si può servire anche, come potete vedere dalla foto sopra, a mo’ di gelato inserendo un bastoncino da ghiacciolo al suo interno. Perfetta per fare bella figura ad una festa estiva.

anguria-frullato

FONTE: Greenme

 

(ENGLISH VERSION)

Watermelon (or watermelon) is one of the most refreshing, refreshing and water-rich fruits. It is one of the symbols of summer and the seasonal fruit par excellence. Let’s discover the properties, benefits and calories of watermelon.
In addition to a delicious taste, watermelon has interesting nutritional and beneficial properties. Did you know, for example, that redder-pulp watermelons can outweigh tomatoes in lycopene content?
The watermelon is not always in season however, so it is good to take advantage of its presence in summer to be able to taste it always fresh and at the right point of ripeness.

Properties and benefits of watermelon

Consuming a slice of watermelon in the summer can give us a lot of relief and this fruit, not surprisingly, is typical of the hottest season when we need more water to hydrate our body.
watermelon-watermelon

Here are the benefits that can be found by consuming watermelon:

  • Hydration: the normal composition of the watermelon sees the presence of 92% of water and 8% of sugars commonly found in fruit. Its consumption therefore contributes to our hydration during the hottest days.
  • It stimulates diuresis, counteracts cellulite and is detox: thanks to the abundance of water, watermelon is a fruit that stimulates diuresis and promotes detoxification of the body. It also helps fight cellulite.
  • Energy: watermelon is an energy fruit and a simple portion can increase energy levels by 23%. This happens because of its vitamin B6 content, which the body uses to synthesize dopamine, a promoter of wellness. Watermelon also contains magnesium, which is used by our body to supply cells with energy.
  • Benefits for heart and cholesterol: some of the precious properties of watermelon have recently been confirmed by science, which has found its ability to be a natural help against heart disease and to reduce levels of bad cholesterol. Citrulin, a substance found in watermelon that is highly beneficial for preventing hypertension and heart disease, is highly beneficial. According to some studies, a slice of watermelon per day would be enough to help our body reduce blood cholesterol levels.
  • Anti-inflammatory and antioxidant: the presence of lycopene in this fruit provides it with anti-inflammatory and antioxidant qualities.
  • Maintaining a healthy weight: eating watermelon can help keep weight under control. Thanks to the large amount of water present inside, not only does it quench the thirst but also the sense of hunger, it is therefore an excellent mid-morning or mid-afternoon snack, even at sea!
  • Encouraging sleep: the consumption of watermelon can help improve sleep quality. Eating a couple of slices of this fruit after dinner can stimulate the production of serotonin in the body, due to its carbohydrate content. When, in the evening hours, serotonin levels rise, the brain is less sensitive to disturbing signals, such as noise, favoring peaceful sleep.
  • Aphrodisiac: the citruline present in this fruit is an amino acid that is used by the body for the production of arginine. Arginine is considered a true natural viagra, able to dilate blood vessels and improve blood flow to the genital organs.

In summer, eating watermelon every day allows you to protect your skin from the risks associated with excessive exposure to UV rays, according to the latest scientific research (this does not mean however that we can avoid using sunscreens!).
Do you also know that watermelon seeds can also be consumed and are rich in properties? These small seeds are rich in fiber, therefore they have a laxative action, but they are also a precious source of vitamins and mineral salts.

Watermelon calories

Watermelon is one of the lightest and least caloric fruits we have available during the summer. This thanks to its richness of water and the complete absence of fat.
The calories come from the natural sugar content of the watermelon, but they are still very few. In fact, 100 grams of watermelon contain only 30 calories.
Even those who are attentive to the line, therefore, can eat watermelon without problems and enjoy its advantages.

Watermelon, contraindications

Watermelon also has some contraindications or possible side effects. Some people have difficulty digesting it, especially when consumed after meals. This is due to the presence inside of a lot of water that dilutes the gastric juices and consequently hinders their work (it is the same reason why it is recommended to drink away from meals).
It can give problems even if you suffer from gastritis and colitis, in this case you must evaluate the personal reaction to this fruit by consuming it in small doses. In the case of gastritis it could in fact accentuate the pain, while if you suffer from an irritable bowel it could have a high laxative effect or cause abdominal swelling.
Some people who suffer from diabetes need to pay attention because this fruit has a high glycemic index and pregnant women (if they are predisposed to gestational diabetes or are following a controlled diet). Consuming watermelon in these cases is not completely discouraged but it is often suggested not to overdo it by eating maybe just a slice, better if accompanied by some other fiber-rich food.
Finally, those who suffer from an allergy to aspirin should consider whether or not they should consume watermelon by talking to their doctor (this fruit contains natural salicylates). Since then the watermelon activates the histamine, it is better to avoid it if you suffer from allergies to grasses or pollen because it could cause cross reactions.

How to choose watermelon

How to recognize a ripe and tasty watermelon? Here’s what to watch out for:
The stalk of the watermelon must not be dry. If from the point where the petiole is, or was found, some juice comes out, it means that we are in the presence of a ripe and sugary fruit.
“Sound of emptiness”: it is a trick that consists in knocking lightly on the surface of the fruit with a fist
yellow patches or streaks on the fruit indicate that the watermelon is very ripe
Also read: How to choose ripe watermelons and melons

How to store watermelon

How to best preserve watermelon? The fruit, if its size allows it, can be stored without problems for a few days in the refrigerator, when it has not yet been opened.
If the watermelon has already been sliced, the transparent film should be avoided. Rather, it is advisable to keep the watermelon already cut into cubes and peel it in a food container or in a colander resting on a bowl (in which water will be collected from the fruit) to be placed in the refrigerator.
The cut watermelon must however be consumed as soon as possible.
Also read: How to best preserve fruit and vegetables in the summer
Watermelon-sticks

How to best taste watermelon

The watermelon can be eaten fresh, simply by cutting it into slices, but it can also be divided into cubes and used for the preparation of fruit salads.
There is a special tool that allows you to get balls from the pulp of the watermelon, which are very decorative for fruit cups or ice cream. You can also serve, as you can see from the picture above, as an ice cream by inserting a popsicle stick into it. Perfect for making a good impression at a summer party.
With watermelon you can also prepare smoothies, sorbets and a Sicilian specialty: the mellone frost.
There is also a real art of carving watermelon. If you are looking for original ways to serve this fruit you can read here.
As for the watermelon seeds, you can read 10 recipes and ideas to use them in the kitchen and in creative recycling.
If you don’t want to throw anything away, there is even the possibility of using watermelon peel in some recipes.

SOURCE: Greenme

 

I litchi sono un superfrutto che sono venerati in tutto il mondo per il loro sapore delizioso e le loro numerose proprietà che promuovono la salute.

 

Sono una ricca fonte di vitamina C e complesso B che aiutano a rafforzare il sistema immunitario, proteggono dall’infiammazione e aiutano il corpo a metabolizzare carboidrati, proteine ​​e grassi.

 

I litchi contengono un composto chiamato oligonolo che ha potenti proprietà antivirali e sono altamente benefici per chi soffre di raffreddore, influenza, febbre, ghiandole gonfie o mal di gola.

I litchi hanno la reputazione di essere in grado di aiutare la più ostinata tosse e fornire un significativo sollievo respiratorio dalla congestione e dalla tosse cronica.

 

Contiene anche flavonoidi che possono aiutare a prevenire la crescita delle cellule tumorali e ridurre le dimensioni dei tumori.

I litchi sono ricchi di antiossidanti che sono noti per aiutare a

  • ridurre il peso,
  • migliorare la circolazione e
  • proteggere il corpo dall’invecchiamento e dalle malattie.

I litchi contengono anche composti unici che aiutano ad eliminare la candida.

Sono una buona fonte di rame, ferro, zinco, selenio e potassio che possono aiutare a nutrire il sangue e aumentare i livelli di energia.

I litchi hanno una pelle ruvida color lampone che può essere facilmente staccata per esporre la frutta succosa come l’uva all’interno.

All’interno della polpa succosa c’è un seme marrone brillante che dovrebbe essere scartato. Il frutto è dolce e rinfrescante ed è apprezzato da grandi e piccini.

I litchi freschi si trovano spesso nel supermercato tra luglio e ottobre, ma la frutta può essere trovata in qualsiasi momento dell’anno sotto forma di succhi, marmellate, gelatine e sorbetto.

Il litchi essiccato o congelato si può trovare anche nei mercati specializzati, mentre per la guarigione dell’estratto di frutta al litchi può essere trovato in capsule, tinture, tè e forme liquide online o presso il vostro negozio di alimenti naturali.

 

(ENGLISH VERSION)

Lychees are a superfruit that are revered around the world for their delicious flavor and their numerous health promoting properties. They are a rich source of vitamin C and B-complex which help to boost the immune system, protect against inflammation, and aid the body in metabolizing carbohydrates, proteins, and fats. 

Lychees contain a compound called oligonol which has powerful anti-viral properties and are highly beneficial for those suffering with colds, flu, fever, swollen glands, or sore throat. Lychees have the reputation of being able to help the most stubborn of coughs and provide significant respiratory relief from congestion and chronic coughs. 

They also contains flavonoids which can help to prevent the growth of cancer cells as well as reduce the size of tumors. Lychees are packed with antioxidants that are known to help reduce weight, improve circulation, and protect the body from aging and disease. Lychees also contain unique compounds that help to eliminate candida. 

They are a good source of copper, iron, zinc, selenium, and potassium which can help to nourish the blood and increase energy levels. Lychees have a rough raspberry colored skin that can be easily peeled off to expose the juicy grape like fruit inside. Inside the juicy flesh is a shiny brown seed that should be discarded. The fruit is sweet and refreshing and is thoroughly enjoyed by children and adults alike. 

Fresh lychees are often found in the supermarket between July-October, but the fruit can also be found anytime of the year in the form of juices, jams, jellies, and sorbet. Dried or frozen lychee can also be found in speciality markets while healing lychee fruit extract can be found in capsule, tincture, tea, and liquid form online or at your local health food store.

 

SOURCE: Medical Medium

Secondo i risultati di uno studio appena pubblicato sul British Medical Journal gli stili di vita sono i principali responsabili dell’aumento di peso della popolazione a partire dagli anni Sessanta.

 

E’ SOPRATTUTTO dell’ambiente in cui viviamo – inteso come insieme di stili di vita e abitudini – la responsabilità del generale aumento di peso che si è verificato a partire dagli anni ’60. I geni giocano un ruolo, ma in tandem con l’ambiente che è diventato sempre più ‘obesogeno’.

E’ quanto emerge da uno studio condotto in Norvegia e appena pubblicato sul British Medical Journal. Dal 1975 l’obesità è quasi triplicata nel mondo, ma le origini di questa epidemia sono tuttora poco chiare.

I numeri della ricerca

I ricercatori hanno esaminato 119.000 pazienti, di età compresa tra 13 e 80 anni, arruolati nel Nord Trøndelag Heath Study tra il 1963 e il 2008. Su 67.305 di questi, è stata analizzata l’associazione tra la predisposizione genetica e l’Indice di Massa Corporea (IMC). Dopo aver preso in considerazione i fattori principali, i risultati dell’analisi hanno dimostrato che in Norvegia l’IMC ha cominciato ad aumentare tra la metà degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta. Inoltre, i nati dopo il 1970, se messi a confronto con coorti di nascita precedenti, avevano già un IMC significativamente maggiore nella fascia d’età dei giovani adulti.

Geni e ambienti, la coppia che fa salire l’ago della bilancia

I pazienti sono stati suddivisi equamente in 5 gruppi:

  • il primo era quello maggiormente predisposto geneticamente a sviluppare un IMC più elevato e l’ultimo era quello con una minore predisposizione genetica.

L’IMC è risultato essere di gran lunga diverso tra il primo e l’ultimo gruppo a seconda delle fasce d’età e queste differenze aumentavano progressivamente dagli anni Sessanta agli anni Duemila. I ricercatori hanno rilevato come negli ultimi decenni i soggetti con una predisposizione genetica all’obesità abbiano avuto un rischio più elevato di ingrassare in quanto i geni interagiscono con un ambiente sempre più obesogeno e ciò ha portato all’aumento dell’Indice di Massa Corporea. Ma lo studio ha fatto emergere anche che, a partire dagli anni Sessanta, l’IMC è aumentato sia nei soggetti con una predisposizione genetica ad ingrassare che in quelli non predisposti geneticamente, dimostrando che l’ambiente resta il principale responsabile dell’epidemia di obesità.

Com’è cambiato negli anni l’IMC

In particolare, si è visto che nei trentacinquenni maschi, coloro che risultavano maggiormente predisposti geneticamente avevano un IMC di 1,20 kg/m2 più alto di coloro che erano meno predisposti negli anni Sessanta. Ma questa differenza è aumentata nel tempo e negli anni 2000 l’IMC in chi era geneticamente predisposto era di 2,09 kg/m2. Stesso andamento per le donne di 35 anni: l’IMC era di 1,77 kg/m2 negli anni Sessanta e di 2,58 kg/m2 negli anni Duemila. Quindi, secondo i ricercatori, negli anni Duemila, l’aumento dell’IMC rispettivamente di 0,89 kg/m2 negli uomini e di 0,81 kg/m2 nelle donne potrebbe essere dovuto all’interazione tra genetica e un ambiente obesogeno.

Ambiente ‘obesogeno’: di cosa si tratta?

Ma che vuol dire esattamente ‘ambiente obesogeno’? Si fa riferimento a questi termini per indicare che la società moderna è caratterizzata dall’incessante offerta di cibo, spesso nutrizionalmente povero, ricco in grassi, zuccheri, sale e calorie. Rientrano nel concetto anche gli stili di vita sedentari con lavori fisicamente meno impegnativi, l’uso diffuso di mezzi di trasporto e la tendenza a muoversi poco in generale.
 

FONTE: Salute della Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

ESPECIALLY of the environment in which we live – understood as a set of lifestyles and habits – the responsibility for the general weight gain that has occurred since the 1960s. Genes play a role, but in tandem with the environment that has become increasingly “obesogenic”. This is what emerges from a study conducted in Norway and just published in the British Medical Journal. Since 1975 obesity has almost tripled in the world, but the origins of this epidemic are still unclear.
 

The numbers of the research

The researchers examined 119,000 patients, aged between 13 and 80, enrolled in the Nord Trøndelag Heath Study between 1963 and 2008. Of the 67,305 of these, the association between genetic predisposition and the Mass Index was analyzed. Body (IMC). After considering the main factors, the results of the analysis showed that in Norway the IMC began to increase between the mid-1980s and the mid-1990s. Furthermore, those born after 1970, when compared with previous birth cohorts, already had a significantly larger BMI in the age range of young adults.
 

Genes and environments, the pair that makes the needle rise

The patients were divided equally into 5 groups: the first was the one most genetically predisposed to develop a higher BMI and the last was the one with a lower genetic predisposition. The IMC was found to be far different between the first and last group according to age groups and these differences progressively increased from the 1960s to the 2000s. Researchers have found that in recent decades, subjects with a genetic predisposition to obesity have had a higher risk of gaining weight as the genes interact with an increasingly obesogenic environment and this has led to an increase in the Body Mass Index. But the study also revealed that, since the 1960s, the IMC has increased both in subjects with a genetic predisposition to gain weight and in those not genetically predisposed, demonstrating that the environment remains the main culprit of the obesity epidemic .
 

How the IMC has changed over the years

In particular, we have seen that in the 35-year-old males, those who were most genetically predisposed had a BMI of 1.20 kg / m2 higher than those who were less predisposed in the 1960s. But this difference has increased over time and in the 2000s the BMI in those who were genetically predisposed was 2.09 kg / m2. Same trend for women aged 35: the BMI was 1.77 kg / m2 in the 1960s and 2.58 kg / m2 in the 2000s. Thus, according to researchers, in the 2000s, the increase in BMI of 0.89 kg / m2 in men and 0.81 kg / m2 in women could be due to the interaction between genetics and an obesogenic environment.
 

“Obesogenic” environment: what is it?

But what exactly does “obesogenic environment” mean? We refer to these terms to indicate that modern society is characterized by the incessant supply of food, often nutritionally poor, rich in fats, sugars, salt and calories. Sedentary lifestyles with physically less demanding jobs, the widespread use of means of transport and the tendency to move in general are also part of the concept.

 

SOURCE: Salute della Repubblica

 

Il cromo è il minerale che non li fa trasformare in grasso: prendilo in capsule concentrate e fanne scorta anche a tavola con frutta secca e farine integrali.

 

Giugno è uno dei mesi di passaggio che mettono alla prova il nostro metabolismo. Alle soglie dell’estate, con il bisogno di riposo che si fa sentire sempre di più e con il lavoro che continua ai soliti ritmi, ci si sente affaticati, desiderosi di cibi calorici: per dimagrire serve dunque un aiuto in più.

È proprio adesso, infatti, che devi controllare con più attenzione le fonti di zuccheri, se vuoi arrivare in forma alle vacanze. Tra le sostanze più indicate, per dare sprint al metabolismo e neutralizzare proprio gli zuccheri, i principali responsabili dei chili di troppo, è molto utile il cromo. Si tratta di un oligoelemento, ovvero un minerale presente nel nostro corpo in piccole quantità, ma estremamente utile quando si desidera perdere peso.

Cromo per dimagrire? Il sì della scienza

L’efficacia del cromo nel dimagrimento è dimostrata da diversi studi: il National Institute of Health americano ha messo a confronto diversi tipi di integratori. Tra quelli promossi, c’è proprio il cromo, in virtù dell’azione che ha sul metabolismo. Nove studi americani hanno verificato l’effetto degli integratori a base di cromo su un totale di 622 persone che presentavano una situazione di sovrappeso e addirittura di obesità e i risultati ottenuti sono stati maggiori in chi ha assunto questo minerale.

Perchè il cromo serve sempre

Il cromo è un minerale essenziale per il corpo umano. Fra le sue diverse funzioni, c’è quella di favorire l’attività dell’insulina (l’ormone responsabile della penetrazione dello zucchero nelle cellule) e regolarizzare il livello di zuccheri nel sangue. Inoltre, il cromo aiuta a contrastare gli sbalzi glicemici che sono alla base della trasformazione rapida degli zuccheri che consumiamo in grassi. Il cromo aiuta a sfruttare a fini energetici carboidrati, proteine e grassi presenti in ciò che mangi e fa bruciare calorie più in fretta.

Ecco i cibi più ricchi di cromo

Le fonti di cromo più importanti nella nostra alimentazione sono la frutta secca con guscio, come le nocciole e le noci, ma anche i legumi e le carni suine. È presente anche nel cacao e nel tè. Il nostro fabbisogno di cromo è garantito anche dalla frutta, la verdura, i cereali: la quantità è molto variabile in base al tipo di terreno in cui sono coltivati i prodotti. Va detto che la raffinazione riduce la presenza di questa sostanza nei cibi: per esempio la farina bianca ne contiene solo tracce, mentre 100 g di farina integrale ne apportano circa 21 microgrammi: se vuoi garantirti una costante assunzione di cromo, scegli cereali nella forma grezza.

Assumilo anche come integratore per dimagrire più in fretta

Trovi il cromo come integratore in capsule in farmacia oppure in erboristeria. Scegli il cromo picolinato, la fonte migliore perché più assimilabile. La posologia varia a seconda del prodotto, ma quella consigliata non deve superare i 200 mcg al giorno.

È bene evitarne l’assunzione in gravidanza e in caso di anemia, diabete o ipoglicemia. Affinché sia più efficace è consigliabile assumere l’integratore di cromo durante i pasti. Prendilo per un periodo di tre settimane, fai una pausa di 10 giorni, quindi ripeti eventualmente il ciclo.

Cromo: ecco tutti i benefici per la linea

L’assunzione di un integratore di cromo ti permette di:

  • Diminuire il grasso addominale, dovuto proprio agli zuccheri in eccesso
  • Riattivare il metabolismo: così bruci di più e hai anche più energia a disposizione;
  • Ridurre l’appetito: cala soprattutto la vogli a di dolci, pasta e pane
  • Aumentare la massa magra: il cromo migliora l’apporto di aminoacidi ai muscoli che vengono potenziati.

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Chromium is the mineral that does not transform them into fat: take it in concentrated capsules and stock up at the table with dried fruit and wholemeal flour

June is one of the passing months that tests our metabolism. On the threshold of summer, with the need for rest that is felt more and more and with work that continues at the usual pace, you feel tired, eager for caloric foods: to lose weight you need more help. It is right now, in fact, that you have to check the sources of sugar more carefully, if you want to get in shape for the holidays. Among the most suitable substances, to give a boost to the metabolism and neutralize the sugars, the main cause of the extra kilos, chromium is very useful. It is a trace element, which is a mineral present in our body in small quantities, but extremely useful when we want to lose weight.

Chrome for weight loss? The yes of science
The effectiveness of chromium in weight loss is demonstrated by several studies: the American National Institute of Health has compared different types of supplements. Among those promoted, there is precisely chromium, by virtue of the action it has on metabolism. Nine American studies have verified the effect of chromium-based supplements on a total of 622 people who were overweight and even obese and the results obtained were greater in those who took this mineral.

Why chrome always serves
Chromium is an essential mineral for the human body. Among its various functions, there is that of favoring the activity of insulin (the hormone responsible for the penetration of sugar into cells) and regularizing the level of sugar in the blood. Furthermore, chromium helps to counteract the glycemic changes that are the basis of the rapid transformation of the sugars we consume into fats. Chromium helps to make energy from carbohydrates, proteins and fats present in what you eat and burn calories faster.

Here are the most chromium rich foods
The most important sources of chromium in our diet are nuts with shell, such as hazelnuts and walnuts, but also legumes and pork. It is also present in cocoa and tea. Our chrome requirement is also guaranteed by fruit, vegetables and cereals: the quantity varies greatly depending on the type of soil in which the products are grown. It must be said that refining reduces the presence of this substance in foods: for example, white flour contains only traces of it, while 100 g of whole wheat flour yields about 21 micrograms: if you want to guarantee a constant intake of chromium, choose raw grains .

Also take it as a supplement to lose weight faster
Find chromium as a supplement in capsules in pharmacies or in herbal medicine. Choose chromium picolinate, the best source because it is the most assimilable. The dosage varies depending on the product, but the recommended dosage should not exceed 200 mcg per day. It is good to avoid taking them during pregnancy and in the event of anemia, diabetes or hypoglycemia. In order to be more effective, it is advisable to take the chromium supplement during meals. Take it for a period of three weeks, take a 10-day break, then repeat the cycle if necessary.

Chrome: here are all the benefits for the line
Taking a chromium supplement allows you to:

  • Reduce abdominal fat due to excess sugars
  • Reactivate the metabolism: so you burn more and you have even more energy available;
  • Reduce your appetite: especially the desire for sweets, pasta and bread
  • Increase lean mass: chromium improves the supply of amino acids to the muscles that are strengthened.

 

SOURCE: Riza