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Il basilico è un’erba originaria dell’ India dov è stata coltivata per oltre 5.000 anni.

 

Basilico possiede in un certo numero di varietà, tra cui il basilico thailandese, basilico limone e basilico santo; queste varietà di basilico sono prevalenti nei piatti  asiatici e del sud-est asiatico. Il basilico è tipicamente usato nella cucina italiana. Si trova spesso essiccato e tritato o usato fresco. Gli oli essenziali di basilico sono facilmente disponibili.

Il basilico ha un aroma forte e coraggioso, spesso dal sapore leggermente dolce ed inconfondibile, ma mentre è una deliziosa pianta da tenere in cucina, i benefici per la salute a cui è associato lo rendono altrettanto interessante quanto è gustoso.

1. Il basilico è ricco di antiossidanti

Gli antiossidanti sono importanti, agiscono nella lotta contro la malattia e sono in grado di eseguire una serie di funzioni nel corpo. Gli antiossidanti aiutano a proteggere il corpo contro lo stress ossidativo, che è una componente chiave dell’invecchiamento. A questo proposito, il basilico può aiutare a proteggere contro l’invecchiamento precoce.

L’orientin e il viceninare sono due antiossidanti chiave del basilico e si pensa che  protegga le cellule immunitarie e il DNA di tutte le cellule. A questo proposito, il basilico può aiutare a proteggere contro il cancro; basilico può anche essere utile nel prevenire da ulteriori danni le cellule per quelli già sottoposti a trattamento del cancro attraverso terapie come la chemioterapia o la radioterapia.

2. Il basilico è un potente agente antimicrobico

Gli antibiotici sono importanti, a volte, ma il loro uso eccessivo può causare una serie di problemi. È importante sottolineare che possono eliminare i batteri buoni nel tratto digestivo, aprendo la strada per i lieviti virulenti di prendere piede nell’intestino. Anche se a volte sono necessari, incoraggiamo le persone a provare antibiotici più naturali quando possibile. A tal fine, il basilico ha dimostrato di essere efficace contro i batteri nocivi, anche i batteri che non rispondono agli antibiotici di prescrizione.

E un ottimo antimicrobico e  non si ferma qui, neanche; gli oli essenziali del basilico sono noti per essere efficace contro i virus, lieviti e muffe, che lo rende un ottimo antimicrobico, ad ampio spettro da aggiungere al vostro armadio dei medicinali naturali

3. Il basilico può aiutare a disintossicarsi

Nel nostro mondo intossicato, tutti noi possiamo utilizzare un piccolo aiuto per liberarci della matrice di sostanze inquinanti, tossine e sostanze chimiche che si accumulano nei nostri corpi. Il fegato è l’organo disintossicante del nostro corpo; il basilico può aiutare il fegato nella produzione di enzimi ed eliminando il grasso che causa la malattia del fegato.

Inoltre, il basilico può aiutare a liberare il corpo dai parassiti. Come un anti-fungino, il basilico può essere efficace per eliminare i lieviti nocivi dall’intestino. Si è anche pensato per contribuire alcalinizzanti corpo e ripristinando il pH a coloro che possono essere leggermente in acidità, che si pensa sia una leva che  promuove la malattia.

4. Il basilico è benefico per il Cuore 

Il basilico è pensato per aiutare a promuovere il flusso di sangue e la corretta pressione sanguigna. Il suo contenuto di antiossidanti potrebbe anche essere utile per prevenire le malattie cardiache. Il basilico è anche efficace per abbassare i livelli di colesterolo cattivo.

FONTE: knowthecause

 

(ENGLISH VERSION)

Basil is an herb thought to be indigenous to India and has been cultivated for over 5,000 years. Basil comes in a number of varieties, including Thai basil, lemon basil and holy basil; these varieties of basil are prevalent in Asian and Southeastern Asian fare. Sweet basil is typically used in Italian cooking. It is often dried and crushed or used fresh. Essential oils of basil are readily available, as well.

Basil has a strong aroma and bold, often slightly sweet flavor that is unmistakable, but while it is a delicious herb to keep in your kitchen, the associated health benefits make it just as attractive as it is tasty.

Basil is rich in Antioxidants

Antioxidants are important, disease fighting compounds that can perform a number of functions in the body. Anti-oxidants help protective against oxidative stress, which is a key component of aging. In this regard, basil can help protect against premature aging.

Orientin and viceninare are two key antioxidants in basil thought to protect immune cells and the DNA of all cells. In this regard, basil can help protect against cancer; basil also may be helpful in preventing further cell damage for those already undergoing cancer treatment via therapies like chemotherapy or radiation.

Basil is a powerful Anti-Microbial Agent

Antibiotics are important at times, but their overuse can cause a variety of problems. Importantly, they can eliminate good bacteria in the digestive tract, paving the way for virulent yeasts to take over. While sometimes they are necessary, we encourage people to try more natural antibiotics when possible. To that end, basil has proven effects against harmful bacteria, even bacteria non-responsive to prescription antibiotics.

It’s antimicrobial benefit does not stop there, either; basil’s essential oils are known to be effective against viruses, yeasts, and mold, making it an excellent, broad-spectrum addition to your supplement cabinet

Basil can help you Detox

In our toxic world, we can all use a little help getting rid of the array of pollutants, toxins and chemicals that build up in our bodies. The liver is our body’s detoxifying organ; basil can assist the liver in producing enzymes and eliminating the fat that causes liver disease.

In addition, basil may assist in ridding the body of parasites. As an anti-fungal, basil may be effective in eliminating harmful yeasts from the gut. It is also thought to assist in alkalizing the body and restoring the pH in those who may be slightly acidic, which is thought to promote disease.

Basil Benefits the Heart

Basil is thought to assist in blood flow and promote proper blood pressure. It’s antioxidant content might also be helpful in preventing heart disease. Basil is also thought to lower levels of harmful cholesterol.

 

SOURCE: knowthecause

La chiave del benessere di coppia non si ottiene cercando la simbiosi con il partner, ma rispettando le differenze: solo così l’amore decolla

 

Ci scrive Cinzia:

  • “Mi è già capitato molte volte nella vita: sto con un uomo, magari un giorno non lo posso vedere e il giorno dopo penso a quanto amore sento per questa persona”.

La cosa da capire è che l’anima non ragiona come la mente. L’anima è discontinua. Il cervello adora questa discontinuità, perché gli permette di non fissarsi, di essere mobile, di lasciar emergere tutti i contenuti interni e in questo modo è più aperto, più creativo, più rapido nel risolvere i problemi. La discontinuità è una grande opportunità. Se invece la boicotti, se passi il tempo a farti mille domande o a dirti:

  • “Ma così non vado bene, devo essere coerente, devo fare una scelta, se dico che lo amo, l’ amore ci deve essere sempre, in ogni istante”

e così via, finisci per andare in tilt. E metti in crisi proprio l’ amore che volevi difendere!

 

Amore: un sentimento, tante emozioni diverse 

Per questi motivi, un rapporto troppo stretto, un amore fusionale, è un rapporto pericoloso; uno con troppa distanza si perde. Se io e te creiamo una relazione in cui siamo sempre insieme, ci diciamo tutto, parliamo di tutto, il rapporto invece di semplificarsi si complica. Non ci sono più due identità, ma un’identità di coppia. Se la distanza invece è troppa, il rapporto non c’è più.

  • Nel primo caso l’ amore diventa una morte vivente: svanisce il mistero.
  • Nel secondo caso c’è una distanza incolmabile, non ci si trova più.

La partita dell’ amore però è tutta dentro di te, non è nell’altro. L’altro è una buona occasione per stare con te stessa. Gli antichi greci difficilmente avrebbero detto: “Mi sono innamorata di Giuseppe”. Piuttosto avrebbero affermato:

  • “Afrodite, la dea dell’ amore, ha acceso il fuoco e siccome lei voleva raggiungere l’estasi ha chiamato me, perché la nostra affinità la faccia godere”.

E quindi accendevano i profumi ad Afrodite che adorava la mirra, il benzoino e il rosmarino che fiorisce davanti al mare, e in questo stato erotico gli amanti bruciavano con Afrodite. Era Afrodite l’evento, non loro.

Lo ami solo se stai bene 

Avere a fianco una persona amplifica le affinità, pur nella discontinuità. La domanda da farsi riguarda dunque sempre la propria immagine. Com’è la tua immagine? Con questa persona ti senti a casa? Ma devi sentirti a casa dentro di te: con lui, dentro di te. Allora la relazione d’ amore diventa l’amplificazione di due individualità. Da cosa si capisce se è un buon amore? Dal fatto che io mi accorgo che scopro dentro di me poteri, saperi, azioni che si svolgono in modo semplice, naturale e che portano a compimento il mio percorso. L’ amore fa nascere opportunità perché il cervello entra in uno stato erotico, creativo. Allora l’altro diventa l’immagine che amplifica la tua immagine.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

The secret to have a good relationship with your partner  is to do not get looking for the symbiosis with your partner, but it is in respecting the differences: only in this way love can get real.

There Cynthia writes:

  • “It  already happened  many times in my life: I’m with a man, maybe one day I can not see him and the next day I think of how much love I feel for this person.”

The thing to understand is that the soul does not reason like the mind do. The soul is discontinuous. The brain loves this discontinuity, because it allows it not to stare, to be mobile, to let out all the internal content and in this way is more open, more creative, more rapid in problem solving. The discontinuity is a great opportunity. If the boycott, if you spend the time to make you a thousand questions or tell yourself:

  • “But it did not go well, I have to be consistent, I have to make a choice, if I say that I love him, the love should always be, in every moment”

and so on, you end up going on tilt. And put in crisis precisely the love that you wanted to defend!

Love, a feeling many different emotions

For these reasons, a too close relationship, a fusional love relation, is a dangerous relationship; one with too much distance is lost. If you and I create a relationship in which we are always together, we say everything, we talk about everything, rather than simplify the relationship get more complicated. There are no longer two identities, but an identity of torque. If the distance is too much however, the relationship is gone.

  • In the first case the love becomes a living death: the mystery vanishes.
  • In the second case there is an unbridgeable distance, it is not anymore.

But the game of love is all inside you, it is not in the other. The other is a good time to know better yourself. The ancient Greeks would hardly said: “I’m in love with Joseph.” Rather, they said:

  • “Aphrodite, the goddess of the love, she lit the fire, and as she did achieve ecstasy called me, because our affinity face enjoy.”

And then they lit the perfumes of Aphrodite who adored myrrh, benzoin and rosemary blooming in front of the sea, and in this erotic lovers was burned with Aphrodite. Aphrodite was the event, not them.

Do you love him only if you’re okay

Having alongside a person amplifies the similarities, despite the discontinuity. The question to ask, therefore, concern always its image. How is your image of yourself ? With this person you feel at home? But you have to feel at home within you with him inside you. Then the love affair becomes the amplification of two individualities. From what we understand it is a good love? From the fact that I realize that I discover within me powers, knowledge, actions that take place in a simple, natural, and who carry out my path. The love gives rise to opportunities because the brain goes into a sexy, creative. Then the other becomes the image that boosts your image.

SOURCE: Riza

Il  miglior modo di pensare per migliorare la vostra salute 

Alcuni la chiamano la nuova frontiera nel campo della salute: la medicina mente-corpo, che è lo studio dell’interazione tra il corpo e la mente e di come ci si riferisce alla salute e la malattia.

Negli ultimi anni, molti studi straordinari ben documentati sono riusciti a dimostrare che esiste un legame molto diretto tra le nostre emozioni, convinzioni e pensieri, e la salute del nostro corpo fisico, così come i cambiamenti misurabili nel nostro codice genetico.

In passato, questo è stato chiamato come il “effetto placebo”, ed è stato descritto come un colpo di fortuna del potere della mente che si osservava in alcuni studi in doppio cieco sui farmaci. Tuttavia, questa connessione mente-corpo intrinseca sta dimostrando di essere l’elefante nella stanza che era stata ignorata per secoli e ora è l’ultima frontiera nella medicina moderna, e sta scuotendo i vecchi modelli della teoria della malattia e ci dimostra che la salute è molto più complessa di quanto si pensasse. Mentre seguire una dieta sana è ancora importante, la nostra salute è molto più dipendente dal nostro stato di benessere mentale ed emotivo, di quanto si pensasse.

There could be more to health than what is taught in medical school.

Ci potrebbe essere di più per la salute di quello che è stato insegnato nelle università. Il medico potrebbe fare molti di più per la salute delle persone di quello che viene insegnato nelle scuola di medicina.

Abbiamo bisogno di una mela al giorno per levare il medico di torno?

“Quando stavo lavorando con i pazienti malati dal centro della città di Chicago, aveva senso che non fossero in buona salute. Hanno mangiato male per anni, fumato, bevuto, e mai fatto esercizio fisico.” Spiega il Dott Lissa Rankin, un medico olistico leader e pioniere nel campo della medicina mente-corpo in un’intervista con il dottor Frank Lipman.

“Ma poi ho preso un incarico con una pratica di medicina integrativa in Posh Marin County, in California, dove i miei pazienti  seguivano religiosamente un’alimentazione biologica, diete vegane, elaborato programma personalizzato con personal trainer, dormivano 8 ore di fila ogni notte, assumevano integratori vitaminici, e hanno avuto la di avere il prezzo migliore per un’assistenza sanitaria, eppure erano altrettanto malati.  E la cosa mi ha fatto riflettere, e se ci fosse dell’altro che non ci viene insegnato nelle scuole di medicina sulla salute?”

le esperienze della dottoressa Rankin sono in lock-step con i risultati di un recente studio sulla consapevolezza condotto da ricercatori presso il prestigioso Benson-Henry Istituto per la Mente / Corpo Medicina presso il Massachusetts General Hospital, dove a 26 adulti (senza precedente esperienza) sono stati insegnati un certo numero di tecniche di rilassamento per una ricerca clinica e e tra queste la tecnica di consapevolezza, la meditazione e mantra (la ripetizione di suoni sacri indù) al fine di comprendere gli effetti di queste pratiche sulla  mente e  sul corpo e in particolare il test sottopone codice genetico.

Ai partecipanti allo studio sono stati dati gli esami del sangue completi immediatamente prima e immediatamente dopo 20 minuti di pratica auto-diretto delle tecniche sopra citate. Studiando un impressionante 22.000 diverse sequenze di geni, i ricercatori sono stati in grado di identificare e misurare qualsiasi cambiamento – non importa quanto piccolo – che si è verificato nel DNA dei partecipanti durante e dopo la pratica delle diverse tecniche di meditazione, mantra e di consapevolezza.

a 26 adulti (senza precedente esperienza) è stato insegnato un certo numero di tecniche di rilassamento clinicamente studiate .

La mente domina la materia

Se hai mai praticato tecniche di consapevolezza o la meditazione per un certo periodo di tempo, i risultati sono stati del tutto sorprendenti:

  • ognuno dei  partecipanti allo studio hanno dimostrato significativi, cambiamenti misurabili nei geni del DNA che i ricercatori avevano identificato come responsabili, o correlati a,
    • il metabolismo,
    • l’invecchiamento,
    • la risposta insulinica e
    • relax, tra molti altri.

I cambiamenti osservati sono risultati chiaramente indicativi di una risposta allo stress maggiormente ridotta e l’attivazione di geni nel telomero di manutenzione, il che significa che il mantra, meditazione e pratiche di consapevolezza hanno causato realtà osservabili, cambiamenti misurabili nel corpo che hanno portato infine all’alterazione e riparazione del DNA. In sostanza, i cambiamenti nello stato mentale dei partecipanti hanno prodotto cambiamenti reali e misurabili nei loro corpi fisici, fino al livello genetico. Evidentemente qualcosa sta succedendo qui.

Questi risultati conferiscono anche una spiegazione di ricerca fatta dalle esperienze miracolose di Dina Proctor, che ha sviluppato una tecnica di visualizzazione e la meditazione semplice ma straordinariamente potente, basato sul lavoro di pioniere biologo cellulare e la mente-corpo medicina ricercatore Dr Bruce Lipton, che è stato in grado di creare significativi, cambiamenti misurabili nella sua biochimica e nel sangue nel corso di poche settimane.

Every single one of the study participants’ DNA demonstrated significant, measurable changes in genes.

Ognuno  dei partecipanti allo studio ha dimostrato significativi  cambiamenti misurabili nei geni del  DNA.

La storia di Dina

Nel momento tutto questo accadeva, Dina si stava interessando allo studio di una  ricerca epigenetica, sulla consapevolezza e la meditazione e ha deciso di intraprendere un esperimento informale su se stessa per cercare di affrontare sempre di più i gravi squilibri nei suoi livelli di colesterolo nel sangue che erano stati rilevati  in eccesso per un po’ di tempo. Per circa 2 settimane ha praticato regolarmente una semplice  tecnica di visualizzazione di meditazione di 3 minuti che lei ha ideato che lei descrive come segue:

  • “Ho iniziato la visualizzazione di un fascio laser gentile ma vissuto come energia di guarigione che entra nel mio corpo e va dritto nel mio cuore. Ho immaginato una sensazione di caldo come un fascio infiltrato e che circonda il mio cuore. Quando il calore si fece più forte, ho immaginato l’energia di guarigione, sotto forma di un liquido denso o siero, come del miele caldo, che filtra lentamente dal mio muscolo cardiaco nel mio sangue. Ho mantenuto la mia attenzione sulla calda sensazione di siero in movimento nel mio sangue in tutte le direzioni. Ho seguito con gli occhi della mia mente, vedendolo muoversi attraverso il petto tra le mie gambe e le braccia, le dita delle mani e dei piedi, e tornare di nuovo nel mio cuore “.

Dopo solo pochi di giorni di pratica questa tecnica di meditazione specifica, ha riferito che poteva intuitivamente sentire che i suoi livelli nel sangue sono stavamo modificando, cambiando e, infine, si sono bilancianti:

  • “ho visualizzato il siero immaginario di guarigione che impattava su  ogni globulo e ha toccato e  viaggiato in tutto il mio corpo “,

ha poi osservato circa le sue esperienze con la tecnica.

Dina found visualisation a powerful technique.

Dina ha trovato la visualizzazione di una potente tecnica.

 

Non sorprende che, in fase di blocco con i risultati del Benson-Henry Istituto per la Mente / Medicina corpo di ricerca, i risultati del suo screening successivo del sangue dopo la pratica di visualizzazione e  di meditazione hanno mostrato un significativo cambiamento positivo: le sue analisi sul colesterolo nel siero erano miracolosamente scesi a  227-177 , dimostrando ancora una volta la potenza della connessione mente-corpo: che regolari, semplici cambiamenti nei nostri processi di pensiero, e dello stato e il comportamento emotivo hanno effetti fisici reali e misurabili nel corpo.

  • “La tua mente controlla la vostra biologia. Questo è ciò che l’effetto placebo dimostra; la mente crede che la pillola funziona e così lo fa funzionare,”

il biologo di fama mondiale di cellule staminali e di epigenetica ricercatore e pioniere Bruce Lipton ha citato la spettacolare dimostrazione di Dina.

  • “Nella scienza della epigenetica è stato dimostrato che è la percezione del vostro ambiente che controlla i tuoi geni. Tu non sei una vittima dei tuoi geni perché sei l’unico che può cambiare il tuo ambiente, o, ancora più importante, cambiare la tua percezione … L’espressione fisica è la conseguenza della mente che crea il programma prima, l’espressione fisica  viene in un secondo tempo. La funzione della mente è quello di creare coerenza tra le vostre convinzioni e la vostra realtà.”

Con tutto le ricerche che si fanno per allungare la durata della vita  con varie tecnologie, sembra che abbiamo già le risposte alle nostre più grandi sfide sulla  salute e che le abbiamo già dentro di noi.

ImmaginI: Estratto di Opere di Ugo D’Andrade.

FONTE: upliftconnect.

 

 

(ENGLISH VERSION)

How to Think Your Way to Better Health

Some are calling it the next frontier in the field of health: mind-body medicine, which is the study of the interaction between the body and mind as it relates to health and disease.

In recent years, many extraordinary, well-researched studies have come out showing a very direct link between our emotions, beliefs and thoughts, and the health of our physical body, as well as measurable changes in our genetic code. In the past, this was referred to as the “placebo effect,” and was written off as a fluke power of the mind that had to be counted for in double-blind studies. However, this inherent mind-body connection is proving to be the elephant in the room that had been ignored for centuries—and is now the latest frontier in modern medicine, shaking up old models of disease theory and showing us that health is far more complex than previously thought. While eating a healthy diet is still important, our health is far more dependent on our state of mental and emotional well-being, than previously thought.

There could be more to health than what is taught in medical school.There could be more to health than what is taught in medical school.

Do We Need More Than an Apple a Day to Keep the Doctor Away?

“When I was working with sick patients from the inner city of Chicago, it made sense that they weren’t healthy. They ate poorly, smoked, drank, and never exercised.” Explains Dr. Lissa Rankin, a leading holistic physician and pioneer in mind-body medicine in an interview with Dr. Frank Lipman. “But then I took a job at an integrative medicine practice in posh Marin County, California, where my patients religiously followed organic, vegan diets, worked out with personal trainers, got 8 hours of sleep every night, took their vitamins, and spent a fortune on the best healthcare money can buy—and they were still sick. It got me wondering, what if there’s more to health than what they taught me in medical school?

Dr. Rankin’s experiences are in lock-step with the findings of a recent mindfulness study conducted by researchers at the prestigious Benson-Henry Institute for Mind/Body Medicine at Massachusetts General Hospital where 26 adults (without prior experience) were taught a number of clinically-backed relaxation techniques including mindfulness, meditation and mantra (the repetition of sacred Hindu sounds) in order to understand the effects of these mind-focused practices on the body and specifically the test subjects genetic code. The study participants were given comprehensive blood tests immediately preceding and immediately following 20 minutes of self-directed practice of the above techniques. By studying an impressive 22,000 different gene sequences, researchers were able to identify and measure any changes—no matter how small—that occurred in the participants’ DNA during and after the practice of the various meditation, mantra and mindfulness techniques.

26 adults were taught a number of clinically-backed relaxation techniques.

Mind Over Matter

If you’ve ever practiced mindfulness or meditation for any length of time, the results were not altogether surprising: every single one of the study participants’ DNA demonstrated significant, measurable changes in the genes that researchers had identified as being responsible for, or related to, metabolism, aging, insulin response and relaxation, among many others. The observed changes were found to be clearly indicative of a majorly reduced stress response and activation of telomere maintenance genes, meaning that the mantra, meditation and mindfulness practices actually caused observable, measurable changes in the body that ultimately led to alteration and repair of DNA. In essence, changes in the mental state of the participants produced very real and measurable changes in their physical bodies, all the way down to the genetic level. Clearly something is going on here.

These findings also lend a research-backed explanation to the miraculous experiences of Dina Proctor, who developed a simple but extraordinarily powerful visualization and meditation technique, based on the work of pioneering cell biologist and mind-body medicine researcher Dr. Bruce Lipton, that was able to create significant, measurable changes in her biochemistry and blood work over the course of just a few short weeks.

Every single one of the study participants’ DNA demonstrated significant, measurable changes in genes.Every participant had DNA which demonstrated significant, measurable changes in genes.

Dina’s Story

At the time this all happened, Dina had been finding herself interested in the study of epigenetics research, mindfulness and meditation and decided to undertake an informal experiment on herself to try to address increasingly serious imbalances in her blood cholesterol levels that had been stressing her out for some time. For approximately 2 weeks she regularly practiced a simple 3-minute visualization meditation technique that she devised that she describes as follows:

“I started out visualizing a gentle but laser-like beam of healing energy entering my body straight into my heart. I imagined a warm sensation as the beam infiltrated and surrounded my heart. As the warmth grew stronger, I pictured the healing energy in the form of a thick liquid or serum, like warm honey, slowly seeping from my heart muscle into my bloodstream. I kept my focus on the warm feeling of the serum moving into my bloodstream in all directions. I followed it in my mind’s eye, moving through my chest into my legs and arms, fingers and toes, and circling back again into my heart.”

After only a few of days of practicing this specific meditation technique, she reported that she could intuitively feel that her blood levels were shifting, changing and ultimately balancing themselves out: “I visualized the imaginary serum healing each blood cell it touched as it traveled throughout my body,” she later remarked about her experiences with the technique.

Dina found visualisation a powerful technique.Dina found visualisation a powerful technique.

Unsurprisingly, in lock step with the findings from the Benson-Henry Institute for Mind/Body Medicine research, the results of her next bloodwork panel post-visualization meditation practice showed a significant positive change: her serum cholesterol readings had miraculously dropped from 227 to 177, demonstrating once again the power of the mind-body connection: that regular, simple shifts in our thought processes, emotional state and behavior do have very real and measurable physical effects in the body.

“Your mind controls your biology. That’s what the placebo effect is about; the mind believes the pill will work and so it does,” world-renowned stem cell biologist and epigenetics researcher and pioneer Bruce Lipton is quoted as saying reflecting on Dina’s spectacular achievement. “In the science of epigenetics it’s been found that it’s the perception of your environment that controls your genes. You’re not a victim of your genes because you’re the one who can change your environment—or, more importantly, change your perception…The physical expression is the consequence of the mind’s program—the program comes first, the physical expression second. The function of the mind is to create coherence between your beliefs and your reality.”

With all the talk these of extending lifespan with various technologies, it seems we may already have the answer to many of our biggest health challenges within us already.

Feature Image: Excerpt of Artwork by Hugh D’Andrade.

SOURCE: upliftconnect

Le definizioni e le convinzioni su di te escludono dal tuo orizzonte altri modi di essere, limitandoti: non renderle definitive o perderai la tua spontaneità

 

Scrive Alice:

  • “Sono sempre troppo buona,passionale, generosa e sincera e la gente se ne approfitta. Do sempre tutto e non ricevo niente in cambio. Soffro da sempre di colite, ma ultimamente i dolori sono lancinanti. Come se non bastasse, il mio fidanzato mi ha lasciata per un’altra… non riesco a farmene una ragione, dopo tutto quello che ho fatto per lui! Io mi prodigo sempre per tutti, sono sempre disponibile, ma quando sono io ad aver bisogno, puntualmente gli altri si dileguano. La cosa paradossale è che recentemente la mia migliore amica, con la quale mi sono sfogata, mi ha accusata di essere cinica, quando io con lei sono sempre stata solo sincera… È questo il mio problema, do troppo, anche a chi in realtà non se lo merita affatto!”

Non nasconderti a te stessa: nessuno è troppo buono!

Alice si presenta con un bagaglio di frustrazioni e di sofferenza, ma anche con una serie di convinzioni e definizioni di se stessa molto rigide. Soprattutto, sembra avere le idee chiare su quale sia l’origine del suo malessere; in realtà, né le amicizie né l’amore sono le vere cause della sua sofferenza. Il corpo la mette in guardia: l’intestino, organo simbolicamente connesso al tema del del labirinto, dell’ombra, dello sconosciuto che ci abita, è sede degli istinti più bassi, più carnali. Attraverso gli attacchi colitici, Alice, come tutte le persone con forti necessità di controllo razionale, elimina simbolicamente pulsioni e pensieri inaccettabili, contrari all’immagine di perfezione alla base di tutte le definizioni che dà di sé. Nella colite viene fuori l’Alice aggressiva ed egoista e persino calcolatrice che pure esiste, ma che lei preferisce nascondere, soprattutto a se stessa, rifugiandosi nella convinzione di essere una persona buona, semmpre buona, troppo buona…

Abbandona le convinzioni su di te 

Le definizioni, specialmente quelle che hanno il sapore della rivendicazione orgogliosa (“io sono una persona troppo buona”) , nascondono sempre significati celati nell’ombra come il doppio fondo di un cassetto, il lato nascosto di noi stessi che non vediamo. Ad esempio, chi dice di continuo di essere passionale per giustificare ogni litigio e scontro in cui si infila, spesso nasconde una freddezza verso gli altri che non vuole ammettere, ma con quei litigi ottiene il suo scopo nascosto: tenere tutti alla larga. Più la freddezza sarà negata, più la passionalità sarà recitata. Dietro la generosità più assoluta può celarsi il desiderio di controllo:

  • “Finché ti dono tutto, tu continui a essermi debitore e non ti allontanerai da me.  Dietro la necessità di dire sempre la verità, potrebbe esserci l’invidia travestita da buone intenzioni: “Sai, te lo devo proprio dire, il tuo nuovo fidanzato ci ha provato con me”. 

Nessuno può stare bene rinunciando a una parte di sé, ma autodefinirsi significa proprio voler eliminare l’ombra, che è ineliminabile. I disagi arrivano per metterci in contatto con tutte le forze che ci abitano, per completarci. Alice, potrà recuperare il benessere solo quando riuscirà a far posto alle sue reali esigenze, anche quelle egoistiche, senza bisogno di giudicarle male e quindi nasconderle dietro la finzione della persona sempre generosa, sempre disponibile, troppo buona…

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

The definitions and beliefs about yourself from your horizon exclude other ways of being, limiting you and avoiding you to be true and  spontaneous 

Alice wrote:

  • “I’m always a too kind person, passionate, generous and sincere, and people takes advantage. I always give everything and not getting anything in return. I suffer since long time of colitis, but now the pain is excruciating. To make matters worse, my boyfriend left me for another girl … I can not afford it, after all I have done for him! I am always generous to all, I am always available, but when I am in need, the others just disappear. The paradoxical thing is that recently my best friend, with whom I vented, accused me of being cynical when I have always been sincere with her … It’s only my problem, to do too much, even to those that do not really worth it at all! “

Do not hide yourself: no one is too good!

Alice shows a wealth of frustrations and suffering, but also with a set of beliefs and very strict definitions of herself . Above all, it seems to be clear on what is the source of her discomfort; in fact, neither the friendships or love are the true causes of his suffering.

The body warns: the intestine, organ symbolically connected to the theme of the labyrinth, the shadow, the stranger who lives there, is the seat of the lowest instincts, more fleshly. Through the colicky attacks, Alice, like all people with strong need for rational control, eliminate symbolically impulses and unacceptable thoughts, that are contrary to the image of perfection at the base of all the definitions that they give of themselves. In ulcerative it comes out aggressiveness and selfishness and even Alice is a calculator which does exist, but she prefers to hide it, especially to herself, taking refuge in the belief of being a good person, always kind, too good …

Lay down your beliefs about yourself

The definitions, especially those that have the flavor of claim pride ( “I’m a  too good person”), always hidden meanings in the shadows as the false bottom of a drawer, the hidden side of ourselves that we do not see. For example, those who say continually to be passionate to justify any argument and confrontation in which slips, often hides a coldness toward others that they do not want to admit , but that they fight and  hides it: to keep everyone away. More will be denied the coldness, the more passion will be recited. Behind the utmost generosity can hide the desire for control:

  • “As long as I give you everything, you continue to occur to me as debtor and you are not straying from me. Behind the need to always tell the truth, there may be the envy disguised as good intentions: “You know, I must say, your new boyfriend hit on me.”

No one can be comfortable giving up a part of themselves, but call himself means just want to delete the shadow, which can not be eliminated. Hardships come to put us in touch with all the forces that inhabit us, to complement one. Alice, will recover only when being able to make room for their real needs, even those selfish, no need to judge them badly and then hide behind the fiction of the person always generous, always available, too kind …

SOURCE: Riza

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La vitamina D è stata a lungo indicata come il ‘vitamina del sole.’ I ricercatori della vitamina D suggeriscono che i 5-30 minuti di esposizione al sole, almeno due volte alla settimana 10:00-15:00 con la pelle esposta senza protezione solare si tradurrà in sintesi una dose di vitamina D sufficiente. (1)

 

Tuttavia, la ricerca suggerisce che quasi il 50 per cento della popolazione mondiale ha insufficienza di vitamina D – una stima fatta su  1 miliardo di persone. (2) Questo è stato attribuito alle popolazioni che soggiornano fattori interni sempre ambientali come l’inquinamento atmosferico, che può ostacolare i raggi del sole. (2)

La vitamina D è importante non solo per la salute del cervello, ma anche per la mineralizzazione ossea. Le donne hanno maggiori probabilità di soffrire di una frattura ossea rispetto agli uomini. (3) Circa il 40 per cento delle donne bianche di  50 anni o più anziani negli Stati Uniti sperimenterà una frattura ossea nel corso della loro vita. (3) Con il giorno internazionale della donna all’inizio di marzo, è importante far luce su questa sostanza chiave nutriente e chiarire i modi migliori per ottenere le quantità adeguate.

Tutto sulla vitamina D

La vitamina D è una vitamina liposolubile ottenuta da integratori alimentari e dietetici, o prodotta dall’organismo. Viene prodotta a livello endogeno quando la pelle è esposta ai raggi ultraviolenti. Questa vitamina, tuttavia, non è attiva a consumo. Deve essere attivata mediante idrossilazione del corpo, che si verifica per prima nel fegato, seguita dal rene. Nel rene, la forma attivata di vitamina D viene prodotta in risposta alle concentrazioni di siero calcio e fosforo. Questo è un promemoria che diversi nutrienti lavorano in sinergia tra loro. Una volta che la vitamina D viene attivata, essa agisce come un ormone nel corpo.

Perché il cervello ama la vitamina D

Mentre il legame tra vitamina D e la salute delle ossa è stato ampiamente esplorato, la ricerca proprio di recente ha cominciato scoprire l’importanza della vitamina D quando si tratta della salute del cervello. disturbi neuropsichiatrici come ad esempio il deterioramento cognitivo e la demenza sono state legate a carenza di vitamina D attraverso l’ultimo decennio di ricerca. (4)

  • La presenza di recettori della vitamina D nel cervello implica che questa vitamina svolge un ruolo nel funzionamento di questo organo. (5)
  • Questi recettori sono ampiamente situati in aree associate alla  conoscenza e la memoria compreso l’ippocampo e la corteccia prefrontale. (6)
  • Inoltre, il sistema nervoso centrale è stato identificato come un bersaglio per vitamina D.
  • metaboliti della vitamina D sono stati trovati presenti nel liquido cerebrospinale (CSF), che circonda il cervello. (7)

Ci sono prove che la vitamina D e i suoi metaboliti agiscono per proteggere il cervello attraverso diversi meccanismi, tra cui la promozione della crescita dei nervi e di compensazione placche amiloidi. (8) Poiché molte malattie neurodegenerative sono caratterizzate dall’accumulo della placca amiloide, puo’ essere particolarmente utile.

Il declino neurocognitivo caratterizza gran parte della popolazione. Questa popolazione è particolarmente ad alto rischio di carenza di vitamina D a causa della diminuzione sintesi e assunzione con la dieta. (9) Inoltre, la malnutrizione è comune negli anziani, che spesso accompagna altre malattie che affliggono queste popolazioni tra cui il diabete e malattie renali.

Quanto ne hai bisogno?

L’assunzione con la dieta consigliata per un adulto sano è di 600 UI (15 mcg). Tuttavia, gli individui anziani di età superiore ai 70 dovrebbero mirare 800 UI (20 mcg). Queste assunzioni sono stabiliti come sufficiente per mantenere la salute delle ossa e il normale metabolismo del calcio in individui sani.

Gli individui dalla pelle scura sono più inclini a carenza di vitamina D in quanto la pelle scura ha una quantità più alta in melanina e richiede più sole per sintetizzare la vitamina. La ricerca mostra che l’insufficienza di vitamina D è più diffusa tra gli afro-americani rispetto agli altri americani. (10)

Come si può ottenere?

Ci sono poche fonti alimentari che contengono vitamina D, che lo rende ancora più importante per bilanciare la necessità di esposizione al sole con moderazione e supplementazione dove necessario. Il pesce grasso compreso il salmone, il tonno e lo sgombro sono noti fonti. Inoltre, gli alimenti arricchiti forniscono una grande porzione di vitamina D nella dieta americana, tra cui alcuni prodotti lattiero-caseari e cereali da colazione.

L’esposizione al sole è una risposta ovvia quando si tratta di modi in cui possiamo ottenere vitamina D. Tuttavia, ci sono diversi fattori che determinano la sufficienza tra cui la stagione, ora del giorno, copertura nuvolosa, crema solare e il contenuto di melanina nella pelle. L’equilibrio di esposizione al sole e protezione della pelle dalle radiazioni UV è una linea sottile. Le radiazioni ultraviolette sono responsabili di circa 1,5 milioni di tumori della pelle ogni anno in America. (11)

A causa delle poche fonti alimentari naturali di vitamina D insieme con la necessità di proteggere la pelle dai raggi del sole, l’integrazione alimentare può essere un’opzione praticabile per colmare le lacune. La maggior parte degli integratori alimentari contengono vitamina D3, che è stata considerata la forma più efficace nella sua capacità di aumentare i livelli di vitamina D attivi nel siero mentre integratori contenenti la forma D2 sono stati per lo più considerate meno efficaci. (12)

Referenze

  1. Holick MF. Vitamin D deficiency. N Engl J Med 2007;357:266-81
  2. Nair R, Maseeh A, et al: Vitamin D: The “sunshine” vitamin. J Pharmacol Phrmacother 2016; April-June.
  3. United States. (2004). Bone health and osteoporosis: A report of the Surgeon General. Rockville, Md: U.S. Dept. of Health and Human Services, Public Health Service, Office of the Surgeon General.
  4. Soni M, Kos K, et al. Vitamin D and cognitive function. Scand J Clin Lab Invest Suppl 2012.
  5. Harms L, Burne, THJ, et al. Vitamin D and the brain. Best Practice and Research Clinical Endocrinology and Metabolism. 2011.
  6. Eyles DW, Smith S, Kinobe R, Hewison M, McGrath JJ. Distribution of the vitamin D receptor and 1 alpha-hydroxylase in human brain. J Chem Neuroanat. 2005;29:21–30.
  7. Balabanova S, Richter HP, Antoniadis G, Homoki J, Kremmer N, Hanle J, Teller WM. 25-Hydroxyvitamin D, 24, 25-dihydroxyvitamin D and 1,25-dihydroxyvitamin D in human cerebrospinal fluid. Klin Wochenschr. 1984;62:1086–90.
  8. Schlog M. Holick MF. Vitamin D and neurocognitive function. Clin Inter Aging. 2014.
  9. Harris SS, Soteriades E, Coolidge JA, Mudgal S, Dawson-Hughes B. Vitamin D insufficiency and hyperparathyroidism in a low income, multiracial, elderly population. J Clin Endocrinol Metab. 2000;85(11):4125-4130
  10. Harris S. Vitamin D and African Americans. The Journal of Nutrition. April 2006.
  11. Wolpowitz D, Gilchrest BA. The vitamin D questions: how much do you need and how should you get it? J Am Acad Dermatol 2006;54:301-17.
  12. Tripkovic L, Lambert H, Hart K, et al. Comparison of vitamin D2 and vitamin D3 supplementation in raising serum 25-hydroxyvitamin D status: a systematic review and meta-analysis. Am J Clin Nutr. 2012;95(6):1357-1364.

FONTE: by Mia Syn, M.S., R.D. (blog.beautiful-minds)

 

 

(ENGLISH VERSION)

Vitamin D has long been referred to as the ‘sunshine vitamin.’ Vitamin D researchers suggest that 5-30 minutes of sun exposure at least twice a week between 10 a.m. and 3 p.m. to exposed skin without sunscreen will result in sufficient vitamin D synthesis. (1) However, research suggests that almost 50 percent of the world population has vitamin D insufficiency – an estimated 1 billion people. (2) This has been attributed to populations staying indoors more and environmental factors like air pollution, which can obstruct the sun’s rays. (2)

Vitamin D is important for not only brain health but bone mineralization as well. Women are more likely to suffer from a bone fracture than men. (3) Roughly 40 percent of white women 50 years old or older in the United States will experience a bone fracture in their lifetime. (3) With International Women’s Day in early March, it is important to shed light on this key nutrient and elucidate the best ways to obtain adequate amounts.

All about vitamin D

Vitamin D is a fat-soluble vitamin obtained from food and dietary supplements, or made by the body. It is produced endogenously when skin is exposed to ultraviolent rays. This vitamin, however, is not active upon consumption. It must be activated through hydroxylation in the body, which occurs first in the liver, followed by the kidney. In the kidney, the activated form of vitamin D is produced in response to serum calcium and phosphorous concentrations. This is a reminder that several nutrients work synergistically with one another. Once vitamin D is activated, it acts as a hormone in the body.

Why your brain loves vitamin D

While the link between vitamin D and bone health has been largely explored, research just recently began illuminating the importance of vitamin D when it comes to brain health. Neuropsychiatric disorders such as cognitive impairment and dementia have been linked to vitamin D deficiency across the last decade of research. (4) The presence of vitamin D receptors in the brain implies that this vitamin plays a role in the functioning of this organ. (5) These receptors are largely located in areas associated with cognition and memory including the hippocampus and prefrontal cortex. (6) Additionally, the central nervous system has been identified as a target for vitamin D. Vitamin D metabolites have been found present in cerebrospinal fluid (CSF), which surrounds the brain. (7)

There is evidence that vitamin D and its metabolites act to protect the brain through several mechanisms including promoting nerve growth and clearing amyloid plaques. (8) Because several neurodegenerative diseases are characterized by amyloid plaque buildup, this may be particularly beneficial.

Neurocognitive decline characterizes a large portion of the aging population. This population is especially at a high risk for vitamin D deficiency due to decreased synthesis and dietary intake. (9) Additionally, malnutrition is common in the elderly, which often accompanies other diseases that afflict these populations including diabetes and kidney disease.

How much do you need?

The recommended dietary intake for a healthy adult is 600 IU (15 mcg). However, elderly individuals over the age of 70 should aim for 800 IU (20 mcg). These intakes are established as sufficient to maintain bone health and normal calcium metabolism in healthy individuals.

Dark-skinned individuals are more prone to vitamin D deficiency since dark skin is higher in melanin and requires more sunlight to synthesize the vitamin. Research shows that vitamin D insufficiency is more prevalent among African Americans than other Americans. (10)

How can you get it?

There are few food sources that contain vitamin D which makes it that much more important to balance the need of sun exposure in moderation and supplementation where needed. Fatty fish including salmon, tuna and mackerel are known sources. Additionally, fortified foods provide a large portion of vitamin D in the American diet, including certain dairy products and breakfast cereals.

Sun exposure is an obvious answer when it comes to ways we can obtain vitamin D. However, there are several factors that determine the sufficiency including the season, time of day, cloud coverage, sunscreen and melanin content in the skin. The balance of sun exposure and skin protection from UV rays is a fine line. Ultra violet radiation is responsible for an estimated 1.5 million skin cancers yearly in America. (11)

Because of the few natural food sources of vitamin D coupled with the need to protect skin from the suns rays, dietary supplementation may be viable option to fill in gaps. Most dietary supplements contain vitamin D3, which has been considered the more efficacious form in its ability to raise active vitamin D levels in the serum while supplements containing the D2 form have been mostly considered less efficacious. (12)

References

  1. Holick MF. Vitamin D deficiency. N Engl J Med 2007;357:266-81
  2. Nair R, Maseeh A, et al: Vitamin D: The “sunshine” vitamin. J Pharmacol Phrmacother 2016; April-June.
  3. United States. (2004). Bone health and osteoporosis: A report of the Surgeon General. Rockville, Md: U.S. Dept. of Health and Human Services, Public Health Service, Office of the Surgeon General.
  4. Soni M, Kos K, et al. Vitamin D and cognitive function. Scand J Clin Lab Invest Suppl 2012.
  5. Harms L, Burne, THJ, et al. Vitamin D and the brain. Best Practice and Research Clinical Endocrinology and Metabolism. 2011.
  6. Eyles DW, Smith S, Kinobe R, Hewison M, McGrath JJ. Distribution of the vitamin D receptor and 1 alpha-hydroxylase in human brain. J Chem Neuroanat. 2005;29:21–30.
  7. Balabanova S, Richter HP, Antoniadis G, Homoki J, Kremmer N, Hanle J, Teller WM. 25-Hydroxyvitamin D, 24, 25-dihydroxyvitamin D and 1,25-dihydroxyvitamin D in human cerebrospinal fluid. Klin Wochenschr. 1984;62:1086–90.
  8. Schlog M. Holick MF. Vitamin D and neurocognitive function. Clin Inter Aging. 2014.
  9. Harris SS, Soteriades E, Coolidge JA, Mudgal S, Dawson-Hughes B. Vitamin D insufficiency and hyperparathyroidism in a low income, multiracial, elderly population. J Clin Endocrinol Metab. 2000;85(11):4125-4130
  10. Harris S. Vitamin D and African Americans. The Journal of Nutrition. April 2006.
  11. Wolpowitz D, Gilchrest BA. The vitamin D questions: how much do you need and how should you get it? J Am Acad Dermatol 2006;54:301-17.
  12. Tripkovic L, Lambert H, Hart K, et al. Comparison of vitamin D2 and vitamin D3 supplementation in raising serum 25-hydroxyvitamin D status: a systematic review and meta-analysis. Am J Clin Nutr. 2012;95(6):1357-1364.

SOURCE: by Mia Syn, M.S., R.D. (blog.beautiful-minds)

Per la psicosomatica all’origine dell’ipertensione arteriosa vi sono molti fattori emotivi, soprattutto un eccesso di controllo e di “pretese”: ecco perché.

A volte il nome di una patologia è molto più azzeccato di quel che la medicina stessa possa pensare. È il caso della pressione alta, ufficialmente chiamata ” ipertensione essenziale”. Essa costituisce il 95% di tutte le ipertensioni arteriose – il restante 5% è causato da patologie tiroidee, ematologiche e renali – ed è una delle malattie più diffuse al mondo. Ebbene, l’aggettivo “essenziale” viene usato, in gergo tecnico, per spiegare che non si conoscono le cause specifiche di tale ipertensione. Eppure, penetrando meglio in queste due parole tra loro accostate, si può estrarre un significato ben più ampio e giungere subito al cuore del problema: un’ ipertensione che riguarda l’essenza della persona, la sua natura profonda. Come se la parte più vera e spontanea di quella persona fosse sottoposta a una pressione indebita. E, quando si indaga un po’ nella sua vita, molto spesso si vede che è proprio così: qualcosa preme, sia da dentro, sia da fuori.

 

Troppe responsabilità portano all’ipertensione

Dal mondo interiore possono giungere molti contributi allo sviluppo dell’ ipertensione. Il più frequente è la tendenza a controllare emozioni e sentimenti:

  • non ci si concede quasi mai di commuoversi,
  • di lasciarsi andare a espressioni emotive e affettive piene.

A essere negata il più possibile è la manifestazione dei malesseri esistenziali, dei momenti di tristezza o di sconforto, in nome di una maschera da “duro”, oppure di un “non voler pesare sugli altri”. Spesso chi soffre di ipertensione è una persona che si assume più responsabilità del dovuto, che non riesce a dire di no ogni volta che viene chiamato in causa il senso del dovere.

Spesso anche la rabbia e la contrarietà vengono represse, per emergere in sporadiche occasioni con accessi d’ira o di marcato nervosismo

Troppe richieste dal mondo…

Dal mondo esterno arrivano richieste a getto continuo: è difficile che a soffrire di ipertensione, sia una persona che non è sottoposta a pressioni dagli ambienti in cui vive. A volte basta poco, magari ci sono una o due persone che chiedono tantissimo: un figlio, un genitore, un parente che hanno estremo bisogno o, più spesso, con cui si è instaurato un rapporto di reciproca dipendenza, nel quale l’uno dà tantissimo e l’altro prende tantissimo, mettendo il primo sotto grande e continua pressione. Anche le preoccupazioni mettono a dura prova: chi soffre di ipertensione, o chi ne soffrirà a causa di queste situazioni, non è anaffettiva o apatica. In genere è il contrario: è sanguigna, passionale, coinvolta, ma resiste alle emozioni.

Lo sforzo continuo che genera ipertensione

Una cosa fa da comune denominatore a tutti i casi: la persona si sta snaturando, si sta forzando, sta producendo, anche senza accorgersene, uno sforzo costante. Non importa se mentale, fisico, psichico, affettivo, emotivo. La sua ipertensione nasce dal fatto che c’è bisogno di un sangue che scorra con una maggiore pressione, per arrivare meglio ai tessuti, agli organi, alle cellule, in particolare ai neuroni, al cervello: per essere più pronto, più allertato, per controllare, per gestire meglio. La pressione sale perché, per qualche motivo, sale la richiesta di maggiore presenza a se stessi e agli altri. E, poiché i meccanismi fisiologici che controllano la pressione del sangue sono tanti e in varie parti del corpo, dopo tanta richiesta di maggiore presenza, almeno uno di questi purtroppo scatta e la fornisce.

Ritrovare i propri bisogni placa l’ipertensione

Quando un’ ipertensione si manifesta può farlo in forma lieve, moderata o acuta; in forma transitoria, duratura o per sempre. Dipende non solo da caratteristiche psicofisiche individuali, ma anche

  • dalla precocità e dalla qualità della cura,
  • dal cambio di stile di vita,
  • di alimentazione e
  • di atteggiamento mentale.

La cosa più importante però è smettere “l’atteggiamento” iperteso. Bisogna comprendere che essere “più presenti” in quel modo estremo e intransigente (più responsabili, più gestionali, più duri) significa poi essere meno presenti per se stessi, per i propri bisogni più autentici, che forse neanche si conoscono più perché ci si è sovraccaricati di tanto altro. Così, se anche l’ ipertensione non tornerà del tutto a posto (e serviranno dei farmaci), ritroveremo il nostro baricentro e un modo meno pericoloso di affrontare la vita.

FONTE: Riza

 

 

(ENGLISH VERSION)

For the psychosomatic origin of high blood pressure there are many emotional factors, especially an excess of control and “claims” here is why.

Sometimes the name of a disease is much more appropriate than what the medicine itself might think. This is the case of high blood pressure, officially called “essential hypertension.” It accounts for 95% of all hypertension artery – the remaining 5% is caused by thyroid disease, hematologic and kidney – and is one of the most common diseases in the world.

Well , the adjective “essential” is used, in technical jargon to explain that you do not know the specific causes of the hypertension. Yet, penetrating better in these two words to each other side by side, you can extract a much broader meaning and coming soon at the heart of the problem: a hypertension which concerns the essence of the person, his inner nature. As if the real and spontaneous part of that person were subjected to undue pressure. and, when you investigate a bit’ in his life very often you see that this is so: something presses, both from within, and from without.

Too many responsibilities lead to hypertension

From the inner world can reach many contributions to the development of ‘hypertension. The most common is the tendency to control emotions and feelings: do not we grant almost never moved, to let go and emotional expression and emotional flooding. To be denied as much as possible is the manifestation of existential malaise, the moments of sadness or despair, in the name of a form of “hard” or a “not wanting to weigh on others.”  Often who have high blood pressure is a person who assumes more responsibility than they should, you can not say no each time it is called in the sense of duty. Often anger and opposition are repressed, to emerge sporadically with fits of anger or nervousness marked.

Too many requests from the world …

From outside requests are coming in a continuous stream: it is difficult to suffer from high blood pressure, is a person who is not under pressure from the environments in which they live. Sometimes just a little, maybe there are one or two people that ask a lot: a child, a parent, a relative who badly need or, more often, with which it has established a relationship of mutual dependence, in which one gives lot and the other takes a lot, putting the first under great pressure and continues. Even the concerns put to the test: those suffering from hypertension, or who will suffer because of these situations, it is not neglectful or apathetic. Usually it’s the opposite: it is blood, passionate, involved, but resists emotions.

The continuous effort that generates hypertension

One thing is the common denominator in all cases: the person you are distorting, it’s being forced, is producing, even without realizing it, a constant effort. No matter whether mental, physical, mental, emotional. His blood pressure arises because there is no need of a blood flow with increased pressure to get better to the tissues, organs, cells, particularly neurons, in the brain to be more ready, more alerted to control, to manage better. The pressure rises because, for some reason, rises the demand for greater presence to oneself and to others. And, because the physiological mechanisms that control blood pressure are many and in various parts of the body, after so much demand for greater presence, at least one of these snaps and unfortunately provides.

Join their needs subsides hypertension

When a the hypertension manifests can do so in mild, moderate or acute; in transient form, lasting or forever. It depends not only on individual psycho-physical characteristics, but also by

  • the earliness and quality of care,
  • the change in the lifestyle,
  • diet and mental attitude.

The most important thing though is to stop “the attitude” hypertensive. You have to understand that to be “more present” in that extreme and uncompromising manner (more responsible, more management, more hard) means then be less present to themselves, to their most genuine needs, which may not even know each other anymore because there was overloaded with more. Thus, even if the hypertention  return of all right (and will be used for drugs), will meet our center of gravity and a less dangerous way of dealing with life.

SOURCE: Riza

Il potere nascosto dei mandala usato nelle antiche tradizioni di tutto il mondo per lavorare sulla psiche. Ecco quali sono gli effetti dei Mandala e cosa ha scoperto Jung

 

  • “Ogni cosa che fa il Potere del Mondo è fatta in cerchio. La volta del cielo è rotonda, e ho sentito che la terra è rotonda come una palla, e così sono tutte le stelle. Il vento, al massimo del suo potere, gira vorticosamente. Gli uccelli fanno il nido in forma circolare perché la loro è la nostra stessa religione. Il sole sale e scende lungo il cerchio. La Luna fa lo stesso ed entrambi sono rotondi. Anche le stagioni formano un grande cerchio nel loro trasmutare e sempre ritornano laddove furono. La vita di ogni uomo è un cerchio dalla fanciullezza alla fanciullezza e così è ogni cosa ove si muove il potere.”

Alce Nero, sciamano della famiglia Lakota Sioux nell’America del Nord

“La parola Mandala deriva dalla lingua indiana sanscrita (मण्डल) e significa “cerchio”. Non esiste al mondo un altro disegno simbolico così universale come il Mandala; compare in ogni cultura e in tempi diversi, dal Tibet lamaistico, all’induismo tantrico, al buddhismo Vajrayana tibetano, agli Indiani Navaho e del Sud-Ovest America. Il più antico Mandala fino ad oggi conosciuto è una “ruota solare” paleolitica scoperta nell’Africa del sud. Anche in natura possiamo ritrovare forme mandaliche:

  • nella frutta,
  • nelle pietre,
  • nei fiori,
  • tra gli alberi,
  • nel cielo.

Oltre ad essere disegnati, i Mandala vengono anche “vissuti” ed alcuni esempi possiamo ritrovarli in India con la danza del Mandala, tra gli indiani Navaho nelle pratiche di guarigione dove la persona viene posta al centro di un cerchio disegnato sul terreno, mentre in occidente l’idea del centro e del cerchio protettivo si ritrova in numerose danze popolari e nel girotondo dei bambini.” spiega lo psicologo clinico Marco Turi.

Jung e i Mandala

Carl Gustav Jung, famoso psicoanalista svizzero, studiò i Mandala per oltre 20 anni e scrisse quattro saggi sull’argomento. Per comprendere l’interpretazione mandalica di Jung occorre riferirsi ai concetti di inconscio collettivo e  di archetipo. La coscienza umana infatti oltre a contenere un inconscio individuale ospita anche l’inconscio collettivo costituito da archetipi.

Gli archetipi presentano tre caratteristiche peculiari:

  • l’universalità,
  • l’impersonalità e
  • l’ereditarietà.

La loro presenza è ricorrente, per esempio, nei sogni, dove si manifestano spesso contenuti non individuali e non ricavabili dall’esperienza personale del sognante.

Per Jung i “Mandala sono uno dei migliori esempi dell’operazione universale di un archetipo cioè dell’azione di quei temi e schemi dominanti presenti nell’inconscio collettivo di tutti noi e continua:

  • “Il Mandala rappresenta uno schema ordinatore che in certa misura si sovraimpone al caos psichico, così che l’insieme che si sta componendo viene tenuto insieme per mezzo del cerchio che aiuta e protegge. Ogni mattina schizzavo in un taccuino un piccolo disegno circolare un Mandala che sembrava corrispondere alla mia condizione intima di quel periodo. Solo un po’ per volta scoprii che cosa è veramente il Mandala: il Sè, la personalità nella sua interezza, che è armoniosa se tutto va bene.”

Durante i periodi di tensione psichica, figure mandaliche possono apparire spontaneamente nei sogni per portare o indicare la possibilità di un ordine interiore e dare espressione e forma a qualche cosa che tuttora non esiste, a qualcosa di nuovo e di unico. Il simbolo del mandala, quindi, non è solo un’affascinante forma espressiva ma, agendo a ritroso, esercita anche un’azione sull’autore del disegno o di colui che lo colora perché in questo simbolo si nasconde un effetto magico molto antico: l’immagine ha lo scopo di tracciare un magico solco intorno al centro, un recinto sacro della personalità più intima, un cerchio protettivo che evita la “dispersione” e tiene lontane le preoccupazioni provocate dall’esterno.

Nelle filosofie orientali il “mandala” viene utilizzato come mezzo per la meditazione e tramite la sua costruzione o inserimento, l’uomo libera lo spirito, purifica l’anima, entra in comunione con tutte le forze positive presenti nel cosmo.

Creare e colorare i mandala

La forma più potente di terapia è creare il proprio mandala. Vengono chiamati Mandala non solo le figure circolari ma anche le forme concentriche come quadrati e triangoli. L’importante è che rimangano presenti le caratteristiche principali: un centro dal quale l’energia viene emanata e una proiezione nello spazio-tempo.

I monaci tibetani realizzano i mandala tradizionali con migliaia di granelli di sabbia colorata e una volta terminata l’opera li distruggono per ricordare che nulla nel mondo dura in eterno.

Se creare dei mandala di sabbia colorata come le fantastiche opere dei monaci tibetani non è alla nostra portata, possiamo disegnarli e colorarli oppure acquistare un album di mandala da colorare. Più avanti ci sono 5 mandala che puoi stampare gratuitamente per iniziare a colorare!

Di solito i mandala si colorano partendo dal centro e procedendo verso l’esterno. In questo modo i mandala ci incoraggiano ad una maggiore apertura verso gli altri che parte comunque dalla necessità primaria di conoscere innanzitutto se stessi.

Gli 8 Benefici del colorare i Mandala

I ricercatori hanno osservato infatti che anche semplicemente colorare i mandala ha un profondo effetto sul cervello e sulla nostra mente:

  • Attiva l’emisfero destro del cervello
  • Favorisce la sincronizzazione cerebrale
  • Migliora la creatività e la capacità di risolvere i problemi
  • Alleggerisce la mente
  • Porta in uno stato naturale di meditazione
  • Favorisce l’intuizione e il sorgere di nuove idee e progetti
  • Ha effetto ordinatore sulla nostra psiche grazie al simbolo rappresentato dal mandala
  • E’ un attività da fare con i bambini per rafforzare il legame e portarli in uno stato di calma

Ecco 5 Mandala da stampare e colorare gratuitamente

Per iniziare a colorare i tuoi mandala basta che clicchi su ogni immagine con il tasto destro del mouse e clicchi su “Salva immagine con nome” per averli sul tuo computer e stamparli. Buona meditazione!

 

 

FONTE: Donidream

 

(ENGLISH VERSION)

The hidden power of mandalas used in ancient traditions from around the world to work on the psyche. Here is what are the effects of the Mandala and what Jung discovered.

  • “Everything he does the Power of the World is done in a circle. The vault of heaven is round, and I heard that the earth is round like a ball, and so are all the stars. The wind, the height of its power, whirls. The birds nest in a circular shape because their is our same religion. The sun rises and falls along the circle. The moon does the same and both are round. Even the seasons form a great circle in their transmute and always return to where they were. The life of every man is a circle from childhood to childhood, and so is everything where power moves. ” Alce Nero, Lakota Sioux shaman family in North America

“The word mandala comes from the Sanskrit (मण्डल) Indian language  and means “circle “. There is in the world another symbolic drawing as universal as the Mandala; It appears in all cultures and at different times, from Lamaist Tibet, Tantric Hinduism, Tibetan Vajrayana Buddhism, the Navaho Indians and South-West America. The oldest known Mandala up to date is a “sun wheel” Paleolithic discovered in southern Africa. Even in nature we can find mandalic forms:

  • in fruits,
  • stones,
  • in the flowers,
  • the trees,
  • the sky.

In addition to being drawn, the mandala is also “lived” and some examples we can find them in India with the dance of the Mandala, among Navaho Indians in healing practices where the person is at the center of a circle drawn on the ground, while in the West the idea of ​​the center and the protective circle is found in many popular dances and children’s circle. “explains clinical psychologist Marco Turi.

Jung and the Mandala

Carl Gustav Jung, the famous Swiss psychoanalyst, studied the Mandala for over 20 years and wrote four essays on the subject. To understand Jung mandalic interpretation is necessary to refer to the concepts of the collective unconscious and archetype. The human consciousness in fact, in addition to containing an individual unconscious also hosts the collective unconscious consists of archetypes.

The archetypes are three symbols:

  • universality,
  • impersonality and
  • inheritance.

Their presence is recurrent, for example, in dreams, where they often exhibit no individual content and not be derived from the experience of dreaming staff.

For Jung, the “Mandala is one of the best examples of universal operation of an archetype” of the action of those issues and dominant patterns present in the collective unconscious of us all and continues:

  • “The Mandala represents one authorizing scheme which to a certain extent it superimposes the psychic chaos, so that the set that you are composing is held together by means of the circle that helps and protects.

Every morning I am drawing  in a notebook a small circular drawing a mandala that seemed to correspond to my inner state of that period. Just a little ‘time I found out what really is the Mandala: the Self, personality as a whole, which is harmonious if all goes well. “

During periods of psychic tension, mandalic figures can appear spontaneously in dreams to bring or indicate the possibility of an inner order and give expression and form to something that still does not exist, something new and unique. The mandala symbol, then, is not only fascinating but an expressive form, acting backwards, also exerts on the author of the design or action of the one who colors because this symbol is hiding an ancient magical effect: The image has the purpose of tracking a magical groove around the center, a sacred enclosure of the most intimate personality, a protective circle that avoids the “dispersion” and keeps them away concerns caused from the outside.

In the eastern philosophies the “mandala” is used as a means for meditation and, through its construction or insertion, the free man spirit, purify the blood, it enters into communion with all the positive forces present in the cosmos.

Create and color the mandala

The most powerful form of therapy is to create your own mandala. They are called Mandala not only circular shapes but also the concentric shapes such as squares and triangles. The important thing is that they remain present the main features: a center from which the energy is emanated and a projection in space-time.

Tibetan monks perform traditional mandala with thousands of colored sands and once they completed the work they destroy them to remember that nothing lasts forever in the world.

If you create the colored sand mandala as the fantastic works of Tibetan monks it is not within our reach, we can draw them and color them or purchase a mandala coloring books. Further on there are 5 mandala that you can print for free to start coloring!

Usually mandalas are colored from the center and working outward. In this way the mandala encourage us to a greater openness towards the other part which, however, the primary need to first know themselves.

The 8 Benefits of color the Mandala

Researchers have found that simply coloring the mandala has a profound effect on the brain and on our mind:

  • Turn on the right hemisphere of the brain
  • It promotes brain synchronization
  • It improves creativity and ability to solve problems
  • It lightens the mind
  • Bring to a natural state of meditation
  • It promotes intuition and the rise of new ideas and projects
  • It authorizes effect on our psyche with the symbol represented by the mandala
  • And it is an activity to do with children to strengthen ties and bring them into a state of calm

Here are 5 Mandala to print and color for free

To start coloring your mandala simply click on each image with the right mouse button and click “Save Image As” to have them on your computer and print them. Good meditation!

 

SOURCE: Donidream