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La pigmentazione è dovuta all’eccezionale presenza di antocianine, che frenano l’invecchiamento: il riso viola è tre volte più potente del benefico di quello nero

 

Gli storici raccontano che nella Cina imperiale il riso viola fosse così ricco di benefici e così difficile da coltivare, che il suo consumo era riservato all’imperatore. Uno status che gli valse il titolo di “riso proibito”. Oggi è molto più facile portarlo in tavola e approfittare dei tanti vantaggi che offre. Il caratteristico colore viola intenso è dovuto all’alta concentrazione di antociani (o antocianine), pigmenti della famiglia dei flavonoidi, gli stessi che si trovano anche nei frutti di bosco, che hanno potenti proprietà antiossidanti e antiage.

Riso viola, straricco di antociani

Gli antociani che abbondano nel riso viola sono noti per la loro capacità antiossidante: rallentano e contrastano la degenerazione e l’invecchiamento cellulari dovuti a un eccesso di radicali liberi. Secondo uno studio pubblicato sull’Universal Journal of Agricultural Research, gli antociani riescono a dimezzare i livelli di una proteina chiamata iNOS, che è uno dei maggiori responsabili delle infiammazioni, soprattutto croniche. Ridurle aiuta a contrastare sovrappeso, obesità e invecchiamento oltre a prevenire cancro, malattie cardiovascolari e il diabete di tipo 2.

Riso viola: lunga vita in perfetta salute

Le antocianine, secondo gli studi, riducono le manifestazioni infiammatorie perché agiscono sui meccanismi cellulari che le causano. Inoltre stimolano la risposta del sistema immunitario contro gli agenti patogeni. Questi effetti sono comuni a tutte le tipologie di riso pigmentato, ma crescono in maniera esponenziale per quello viola, proprio per gli alti valori di antocianine (quasi il triplo rispetto al riso nero Venere), che raddoppiano il suo effetto antiossidante. In più è disintossicante, è una buona fonte di proteine e apporta calcio, ferro e vitamine C e del gruppo B. Agli antiossidanti del riso viola è anche attribuita la capacità di far crescere i livelli del colesterolo buono (o HDL). L’effetto benefico è potenziato se il riso viola è abbinato a una dieta sana ed equilibrata, ad esempio a verdure e pesce azzurro. Il colesterolo buono mantiene in condizioni ottimali il sistema circolatorio, evitando la formazione di placche aterosclerotiche.

Il riso viola aiuta il fegato a pulirsi e a funzionare meglio

Il riso viola è un toccasana anche per il fegato, fondamentale filtro del nostro organismo. Grazie ai componenti che contiene, infatti, è in grado di stimolare la funzionalità epatica e di migliorare la produzione di enzimi e il metabolismo dei grassi, contribuendo alla “riabilitazione” di questo organo affaticato da una dieta troppo ricca di grassi, alcolici e zuccheri.

Ha 4 volte più fibre del riso bianco, a vantaggio della linea

Quello viola è anche il riso pigmentato con la maggiore concentrazione di fibre (fino a 4 volte più di quello bianco), dato che 50 grammi ne contengono 2,5 g e quello l’integrale si ferma a 1,8 g. Una percentuale che lo rende estremamente digeribile. Buone notizie anche per chi vuole perdere peso: la fibra aumenta il senso di sazietà e fa del riso un’ottima aggiunta in ogni dieta.

Evita i picchi di glicemia

Il riso viola non altera i livelli glicemici dell’organismo, ma contiene la giusta quantità di proteine (quasi il doppio del riso bianco) e di carboidrati complessi. È indicato anche per chi soffre di diabete. Semaforo verde anche per i celiaci, visto che il riso viola non ha glutine.

Riso viola: eccellenza made in Italy che disintossica tutto il corpo

Il riso viola è già stato etichettato come “nuovo smartfoood”. In effetti è davvero un piacere per gli occhi, per il palato e anche per la salute: è un ottimo alimento sfiammante e disintossicante per tutto l’organismo, a partire dall’apparato gastrointestinale. Oltre alle versioni coltivate in Cina, che tendono al porpora o al rosso violaceo, in commercio trovi anche l’autentico viola dei chicchi made in Italy. Le piante erbacee di riso sono simili a spighe e fanno il pieno di flavonoidi antiossidanti durante la maturazione, che raggiunge il suo apice a luglio. La tipologia italiana autoctona chiamata Violet è un incrocio spontaneo, riscoperto nei primi anni ‘90 e poi reso adatto alla coltivazione. Oggi viene coltivato in provincia di Vercelli e si trova in vendita in diversi supermercati.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

The pigmentation is due to the exceptional presence of anthocyanins, which slow down aging: purple rice is three times more powerful than the black one.

Historians say that in imperial China purple rice was so rich in benefits and so difficult to cultivate that its consumption was reserved for the emperor. A status that earned him the title of “forbidden rice”. Today it is much easier to bring it to the table and take advantage of the many advantages it offers. The characteristic deep purple color is due to the high concentration of anthocyanins (or anthocyanins), pigments of the flavonoid family, the same that are also found in wild berries, which have powerful antioxidant and anti-aging properties.

Purple rice, overflowing with anthocyanins
The anthocyanins that abound in purple rice are known for their antioxidant capacity: they slow down and counteract cellular degeneration and aging due to an excess of free radicals. According to a study published in the Universal Journal of Agricultural Research, the anthocyanins manage to halve the levels of a protein called iNOS, which is one of the major causes of inflammation, especially chronic inflammation. Reducing them helps to combat overweight, obesity and aging as well as preventing cancer, cardiovascular disease and type 2 diabetes.

Purple rice: long life in perfect health
Anthocyanins, according to studies, reduce inflammatory manifestations because they act on the cellular mechanisms that cause them. They also stimulate the response of the immune system against pathogens. These effects are common to all types of pigmented rice, but they grow exponentially for the purple one, due to the high values ​​of anthocyanins (almost triple that of black Venere rice), which double its antioxidant effect. In addition it is detoxifying, it is a good source of protein and provides calcium, iron and vitamins C and group B. Antioxidants in purple rice are also credited with increasing the levels of good cholesterol (or HDL). The beneficial effect is enhanced if purple rice is combined with a healthy and balanced diet, such as vegetables and blue fish. The good cholesterol keeps the circulatory system in optimal conditions, avoiding the formation of atherosclerotic plaques.

Purple rice helps the liver cleanse itself and function better
Purple rice is also a panacea for the liver, a fundamental filter of our body. Thanks to the components it contains, in fact, it is able to stimulate liver function and improve the production of enzymes and fat metabolism, contributing to the “rehabilitation” of this body which is tired from a diet too rich in fat, alcohol and sugar.

It has 4 times more fibers than white rice, to the advantage of the line
The purple one is also the pigmented rice with the highest concentration of fibers (up to 4 times more than the white one), given that 50 grams contain 2.5 g and that the integral stops at 1.8 g. A percentage that makes it extremely digestible. Good news also for those who want to lose weight: fiber increases the sense of satiety and makes rice an excellent addition to any diet.

Avoid blood sugar spikes
Violet rice does not alter the body’s glycemic levels, but contains the right amount of protein (almost twice as much white rice) and complex carbohydrates. It is also indicated for those suffering from diabetes. Green light also for celiacs, since purple rice has no gluten.

Purple rice: made in Italy excellence that detoxifies the whole body
Violet rice has already been labeled “new smartfoood”. In fact it is really a pleasure for the eyes, for the palate and also for health: it is an excellent food that is flaming and detoxifying for the whole organism, starting from the gastrointestinal system. In addition to the versions grown in China, which tend to purple or purplish red, you can also find the authentic purple made in Italy grains on the market. The herbaceous rice plants are similar to spikes and are full of antioxidant flavonoids during maturation, which reaches its peak in July. The native Italian type called Violet is a spontaneous crossing, rediscovered in the early 1990s and then made suitable for cultivation. Today it is grown in the province of Vercelli and is sold in several supermarkets.

 

SOURCE: Riza

Gli studiosi hanno dimostrato che la causa è un calo della capacità di immagazzinare e rimuovere i lipidi nel tessuto adiposo.

 

IL FISICO non è più lo stesso. Così, oltre a rughe e dei capelli bianchi, con l’avanzare dell’età è quasi inevitabile anche la comparsa di qualche chilo di troppo.

Indipendentemente da quanto si mangia. Ma perché invecchiando si fa più fatica a mantenere sotto controllo il proprio peso corporeo? A porsi questa domanda sono stati i ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma, in collaborazione con l’Università di Uppsala e l’Università di Lione, che nel loro studio hanno dimostrato che invecchiando si ingrassa più facilmente a causa di un calo della capacità di immagazzinare e rimuovere i lipidi nel tessuto adiposo. Lo studio è stato pubblicato su Nature Medicine.

Il ritmo rallenta

Nello studio, il team di ricercatori ha analizzato nell’arco di 13 anni le cellule adipose di 54 individui, sia uomini che donne. Dalle analisi è emerso che, in entrambi i sessi, si verifica nel tempo un progressivo calo del turnover lipidico nel tessuto adiposo, ovvero della velocità con cui i lipidi vengono rimossi o immagazzinati nelle cellule adipose. Un dato, quindi, che predispone a un aumento di peso: coloro che continuano a mangiare normalmente, cioè non compensando questo calo con una diminuzione dell’apporto calorico, aumentano il peso corporeo in media del 20%.

“I risultati indicano per la prima volta che i processi nel nostro tessuto adiposo regolano le variazioni del peso corporeo durante l’invecchiamento in modo indipendente da altri fattori”, spiega Peter Arner, tra gli autori dello studio. “Questo potrebbe aprire la strada a nuove strategie per trattare l’obesità”.

Combattere l’obesità

Successivamente, i ricercatori hanno esaminato il turnover lipidico in 41 donne sottoposte a chirurgia bariatrica per capire in che modo il tasso di turnover lipidico potesse influenzare la loro capacità di mantenere la perdita di peso a distanza di 4-7 anni dall’intervento. Dai risultati è emerso che solamente coloro che avevano un basso tasso di turnover prima dell’intervento sono riuscite a aumentarlo e, quindi, a mantenere la perdita di peso.

Per risvegliare un turnover lipidico lento, concludono i ricercatori, una delle possibili strategie è quella di praticare più attività fisica, come già dimostrato da studi condotti in precedenza.

“L’obesità e le malattie correlate all’obesità sono diventate un problema globale”, afferma Kirsty Spalding, del Karolinska Institutet. “Comprendere la dinamica del tessuto adiposo e ciò che regola la quantità della massa grassa nell’uomo non è mai stato così importante”.

 

FONTE: Salute della Repubblica (Marta Musso)

 

 

(ENGLISH VERSION)

Researchers have shown that the cause is a decline in the ability to store and remove lipids in adipose tissue.

 

THE BODY IS NOT THE SAME ANYMORE

Thus, in addition to wrinkles and white hair, the appearance of a few extra pounds is almost inevitable with age. Regardless of how much you eat. But why is it more difficult to keep one’s body weight under control as one gets older? This question was asked by researchers from the Karolinska Institutet in Stockholm, in collaboration with the University of Uppsala and the University of Lyon, who showed in their study that getting older is easier to get fat due to a decrease in the ability to store and removing lipids in adipose tissue. The study was published in Nature Medicine.

In the study, the team of researchers analyzed the fat cells of 54 individuals, both men and women, over 13 years. From the analysis it emerged that, in both sexes, a progressive decrease in lipid turnover in adipose tissue occurs over time, ie the speed with which lipids are removed or stored in fat cells. A figure, therefore, that predisposes to weight gain: those who continue to eat normally, that is, not compensating for this decrease with a decrease in caloric intake, increase body weight by an average of 20%. “The results indicate for the first time that the processes in our adipose tissue regulate changes in body weight during aging independently of other factors,” explains Peter Arner, one of the authors of the study. “This could pave the way for new strategies to treat obesity.”

Subsequently, the researchers examined the lipid turnover in 41 women who underwent bariatric surgery to understand how the rate of lipid turnover could affect their ability to maintain weight loss after 4-7 years after surgery. The results showed that only those who had a low turnover rate before surgery managed to increase it and, therefore, to maintain weight loss.

To reawaken a slow lipid turnover, the researchers conclude, one of the possible strategies is to practice more physical activity, as already demonstrated by previously conducted studies. “Obesity and obesity-related diseases have become a global problem,” says Kirsty Spalding, of the Karolinska Institutet. “Understanding the dynamics of adipose tissue and what regulates the amount of fat mass in humans has never been more important.”

SOURCE: Salute della Repubblica (Marta Musso)

Quasi dimezzati i pericoli per cuore e cervello in chi fa almeno una “pennichella” a settimana. A dirlo è una ricerca svizzera pubblicata su Heart

 

Se dopo pranzo sentite le palpebre cadenti, non obbligatevi a rimanere svegli ma lasciatevi cullare tra le braccia di Morfeo. Non solo al risveglio vi sentirete più in forma, ma soprattutto avrete dato una mano alla salute del cuore.

La “beatificazione” della pennichella in termini di salute arriva da una ricerca condotta in Svizzera, su 3462 persone reclutate a caso nella popolazione di Losanna tra il 2003 e il 2006, di età compresa tra i 35 e i 75 anni.

Ma attenzione: l’effetto positivo del pisolino postprandiale è massimo quando l’abitudine si ripete una o due volte a settimana. Riposando ogni giorno non si ha un particolare guadagno in termini di salute cardiovascolare, né ci sono dati particolarmente significativi se si considera la durata del riposo pomeridiano.

Lo studio, coordinato da Nadine Häusler dell’Ospedale Universitario della città elvetica, non può ovviamente offrire eventuali meccanismi che spieghino questi dati essendo solamente di tipo osservazionale.

Ma appare comunque di interesse per la pratica clinica, anche perché sono stati considerati i diversi profili di rischio cardiovascolare dei partecipanti, la presenza di apnee ostruttive nel sonno e gli eventuali fattori di rischio cardiovascolare.

Mediamente i soggetti in esame sono stati seguiti per cinque anni dopo il primo controllo, avvenuto circa tre anni dopo l’inserimento nello studio, durante il quale sono state rilevate le abitudini del sonno.

Poco meno di sei persone su dieci hanno dichiarato di non essere abituati alla siesta, quasi il 20 per cento si concedeva questo riposo una o due volte a settimana, il 10 per cento circa si concedeva il lusso da tre a cinque volte a settimana o ogni giorno.

Gli “aficionados” della pennichella erano soprattutto gli anziani, fumatori e in sovrappeso. In questa popolazione peraltro era più frequente la sonnolenza notturna, legata alla presenza di apnee nel sonno.

Stando ai risultati della ricerca, che ha visto comparire 155 eventi cardiovascolari nel periodo di osservazioni, chi faceva il pisolino occasionalmente (mediamente una o due volte a settimana) aveva un rischio quasi dimezzato (48 per cento) di andare incontro a infarto o ictus o di sviluppare scompenso cardiaco. C’è un altro dato che fa riflettere: non ci sarebbe un rapporto tra durata del riposino (il tempo è risultato variabile tra 5 minuti e un’ora) e rischio.

Non solo cuore

Non è la prima volta che la scienza fa l’elogio della pennichella, che viene spesso consigliata anche ai più giovani che tendono ad essere in debito di sonno. Lo dice una ricerca che ha provato a comprendere come fare in modo che gli adolescenti riescano comunque ad avvicinarsi alla quantità di sonno consigliata. Stando allo studio, apparso sulla rivista Sleep e coordinato dagli esperti del Centro di Neuroscienze Cognitive di Singapore, la pennichella potrebbe influire positivamente sui valori di glucosio nel sangue, e quindi sul potenziale rischio di sviluppare il diabete in età adulta, e sull’attività del cervello.

Gli scienziati hanno diviso una popolazione di giovani in chiaro deficit di sonno notturno in due gruppi:

  1. uno era composto di ragazzi che dormivano solo sei ore e mezza per notte,
  2. l’altro di giovani che invece non superavano le cinque ore di riposo notturno ma aggiungevano un “pisolino” di circa un’ora e mezza al pomeriggio.

In pratica, le ore di sonno erano le stesse ma divise diversamente nell’arco delle 24 ore.

Risultato: il pisolino consente di avere una miglior risposta agli stimoli legati alla vigilanza, rendendo più pronti rispetto ad un insufficiente sonno notturno, ma purtroppo non può nulla sugli scompensi metabolici legati alla glicemia: mediamente chi sceglieva di “rompere” il sonno in due parti aveva valori di questo parametro più elevati. Inoltre un’ora e mezza di riposo dopo il pasto (difficile per tutti, ma comunque anche un periodo minore potrebbe avere effetti positivi!) per rinfrescare ed aiutare la memoria a lungo termine, quella che si “deposita” e ci consente di portare immediatamente alla mente i nomi delle persone, la capacità di guidare o la possibilità di suonare uno strumento musicale, come conferma una ricerca del Centro per lo Studio del Cervello e del comportamento dell’Università di Haifa, pubblicata su Nature Neuroscience.

Il motivo? Il sonno facilita i processi di apprendimento e di consolidamento della memoria perché i ricordi sembrano fissarsi meglio quando si riposa. In particolare si è visto che durante il sonno ad onde lente, il cosiddetto sonno non Rem, i neuroni stimolati in veglia nel corso di un processo di apprendimento sembrano riattivarsi  e rinforzare i loro collegamenti, favorendo i processi di memorizzazione. Insomma, il sonno è una sorta di “rigenerante” per le cellule nervose, che si “riempiono” di informazioni come i cassonetti della nettezza urbana e creano quindi nuove connessioni. Con il riposo verrebbero invece eliminati i collegamenti inutili che durante il giorno si creano tra le cellule nervose.

 

FONTE: Sportello Cuore (Repubblica)

(ENGLISH VERSION)

Almost halved the dangers to heart and brain in those who do at least one “nap” per week. To say it is a Swiss research published on Heart

If after lunch you feel drooping eyelids, don’t force yourself to stay awake but let yourself be lulled into the arms of Morpheus. Not only will you feel better when you wake up, but above all you will have helped the heart health. The “beatification” of the nap in terms of health comes from a research conducted in Switzerland, on 3462 people recruited randomly in the population of Lausanne between 2003 and 2006, aged between 35 and 75 years. But be careful: the positive effect of the postprandial nap is maximum when the habit is repeated once or twice a week. Resting every day does not have a particular gain in terms of cardiovascular health, nor are there any particularly significant data when considering the duration of the afternoon rest. The study, coordinated by Nadine Häusler of the University Hospital of the Swiss city, obviously cannot offer any mechanisms that explain these data being only observational. But it still appears to be of interest for clinical practice, also because the different cardiovascular risk profiles of the participants, the presence of obstructive sleep apnea and possible cardiovascular risk factors were considered. On average, the subjects examined were followed for five years after the first check-up, which took place about three years after the study was inserted, during which the sleeping habits were detected. Just under six out of ten people said they were not used to siestas, almost 20 percent gave themselves this rest once or twice a week, about 10 percent gave themselves luxury three to five times a week or every day. The “aficionados” of the pennichella were above all the elderly, smokers and overweight. In this population, however, nocturnal drowsiness was more frequent, linked to the presence of sleep apnea. According to the results of the research, which saw 155 cardiovascular events appear in the observation period, those who took nap occasionally (on average once or twice a week) had an almost halved risk (48 percent) of having a heart attack or stroke or to develop heart failure. There is another fact that makes us think: there would not be a relationship between the duration of the nap (the time was variable between 5 minutes and an hour) and risk.

Not just heart

It is not the first time that science has praised the pennichella, which is often recommended even for the younger ones who tend to be in sleep debt. This is what a research has said that has tried to understand how to ensure that teenagers are able to approach the recommended amount of sleep anyway. According to the study, which appeared in the Sleep magazine and coordinated by experts from the Center of Cognitive Neuroscience in Singapore, the nap could positively influence blood glucose values, and therefore the potential risk of developing diabetes in adulthood, and the activity of the brain. Scientists divided a population of young people into a clear nighttime sleep deficit into two groups: one was composed of boys who slept only six and a half hours a night, the other of young people who did not exceed the five-hour night rest but added a “nap” of about an hour and a half in the afternoon. In practice, the hours of sleep were the same but differently divided within 24 hours. Result: the nap allows for a better response to the stimuli linked to vigilance, making it more ready than an insufficient nighttime sleep, but unfortunately it can do nothing about metabolic disorders linked to glycemia: on average those who chose to “break” sleep in two parts had higher values ​​of this parameter. In addition, an hour and a half of rest after the meal (difficult for everyone, but also a minor period could have positive effects!) To refresh and help the long-term memory, the one that “settles” and allows us to bring immediately to mind the names of people, the ability to drive or the possibility of playing a musical instrument, as confirmed by research by the Center for the Study of the Brain and Behavior of the University of Haifa, published in Nature Neuroscience. The reason? Sleep facilitates the processes of learning and memory consolidation because memories seem to settle better when you are resting. In particular we have seen that during slow-wave sleep, the so-called non-Rem sleep, the neurons stimulated in wakefulness during a learning process seem to be reactivated and strengthen their connections, favoring memorization processes. In short, sleep is a sort of “regenerating” for nerve cells, which “fill up” with information such as garbage bins and therefore create new connections. With rest, the useless connections that are created between nerve cells during the day would be eliminated.

 

SOURCE: Sportello Cuore (Repubblica)

Il coriandolo o il prezzemolo cinese è una gustosa erba commestibile che con una miriade di benefici per la salute, comunemente aggiunti ai piatti asiatici e messicani.

In realtà è una delle erbe più utilizzate al mondo. Il suo nome, coriandolo, deriva dal greco koris, che significa cimice!

L’erba è verde, frondosa e dall’odore intenso con un gusto fresco e agrumato che la rende un contorno estremamente prezioso e un esaltatore di sapidità. Sia le foglie fresche che i gambi sono commestibili, così come le bacche dopo l’essiccazione, che sono anche conosciute come semi di coriandolo. Per un sapore più intenso, è meglio aggiungerlo ai piatti appena prima di servire.

Le sue foglie:

  • migliorano la digestione,
  • combattono l’infiammazione e
  • abbassano la pressione sanguigna,

i semi vengono essiccati e utilizzati per scopi culinari o terapeutici. L’olio di coriandolo, che viene estratto dai semi, ha potenti proprietà antibatteriche.

Il coriandolo (Coriandrum sativum) è una pianta erbacea che proviene dalla regione mediterranea e ha una lunga storia nella medicina tradizionale.

Questa erba ha potenti attività antinfiammatorie, analgesiche, antimicrobiche e antiossidanti e numerosi nutrienti.

È ricco di vitamine C, A, E e K, contiene tracce di calcio, ferro, fosforo e potassio ed è ricco di antiossidanti. Il coriandolo contiene cineole, acido linoleico e tannini, che offrono varie proprietà medicinali.

Diamo un’occhiata al suo profilo nutrizionale.

Un cucchiaio di semi di coriandolo (Coriandrum sativum) contiene circa:

  • 15 calorie
  • 2,8 grammi di carboidrati
  • 0,6 grammi di proteine
  • 0,9 grammi di grasso
  • 2,1 grammi di fibra
  • 0,8 milligrammi di ferro (4,6 percento DV)
  • 16 milligrammi di magnesio (4 percento DV)
  • 35 milligrammi di calcio (3,5 percento DV)
  • 20 milligrammi di fosforo (2 percento DV)
  • 1 milligrammo di vitamina C (1,7 per cento DV)

Inoltre, il suo olio volatile è ricco di fitonutrienti benefici come carvone, canfora, borneolo, geraniolo, limonene, elemolo e linalolo. È anche una ricca fonte di flavonoidi, come la quercetina, il kaempferolo, la ramnetina e l’apigenina e composti dell’acido fenolico attivo, come acido caffeico e clorogenico.

Ecco alcuni dei numerosi benefici per la salute di questa erba:

  • Ha potenti proprietà anti-infiammatorie che combattono l’infiammazione cronica, la principale causa di malattie gravi come malattie cardiache, artrite, diabete e cancro. Uno studio ha dimostrato che tratta anche l’artrite reumatoide e sintomi come dolori articolari e gonfiore.
  • Gli estratti di coriandolo hanno potenti proprietà antinfiammatorie e antibatteriche che promuovono una buona salute dell’apparato digerente e alleviano gas, gonfiore e disturbi allo stomaco. Inoltre, l’attività antiossidante riduce l’effetto delle infezioni da Helicobacter pylori nell’intestino e previene lo sviluppo di ulcere gastriche e cancro.
  • Le foglie e l’olio di coriandolo sono anche utili in quanto leniscono la pelle infiammata e curano varie malattie della pelle. Gli estratti di foglie sono stati trovati per trattare la dermatite e alleviare il prurito, il rossore e la pelle secca. L’olio di coriandolo previene anche le infezioni della pelle e combatte efficacemente i ceppi di streptococco e stafilococco.
  • Gli integratori di coriandolo proteggono le capacità cognitive e prevengono il declino delle funzioni cerebrali. I ricercatori hanno confermato che l’inalazione di olio essenziale di coriandolo ha effetti positivi sulla formazione della memoria spaziale e che gli estratti di foglie di coriandolo hanno contribuito ad aumentare i livelli di enzimi nel cervello. È stato anche scoperto che gli estratti di coriandolo riducono gli effetti dello stress sul cervello.
  • Le foglie e gli estratti di coriandolo fresco migliorano la salute cardiovascolare poiché sono ricchi di antiossidanti. I ricercatori hanno dimostrato di prevenire la formazione di coaguli di sangue e di bloccare le arterie.

 

  1. I semi di coriandolo abbassano i livelli di colesterolo e quindi migliorano la salute del cuore
  2. L’olio di semi di coriandolo gestisce l’ipertensione, mentre i semi rilassano le vene e le arterie e influiscono positivamente sul sistema vascolare.
  3. Il coriandolo è eccellente nel trattamento della diarrea poiché combatte numerosi agenti patogeni che possono causarlo. Distrugge le infezioni da E. coli e Salmonella, mentre il suo linalolo composto w ha un effetto carminativo.
  4. Il coriandolo elimina i metalli pesanti dal corpo, come arsenico, piombo e mercurio. I suoi antiossidanti disintossicano il fegato e il processo in cui rimuove i metalli pesanti è noto come chelazione. Queste proprietà trattano anche il sovradosaggio di ferro e proteggono il fegato dai danni e combattono le malattie del fegato.
  5. Il coriandolo svolge attività antimicrobica contro il lievito e le infezioni fungine, quindi l’olio essenziale distrugge le infezioni da candida e gli estratti di foglie di coriandolo trattano la candidosi orale.
  6. Il coriandolo ha potenti effetti antidiabetici del coriandolo che aumentano la secrezione di insulina e influiscono positivamente sui livelli di glucosio. Gli studi hanno scoperto che la polvere di semi di coriandolo abbassa significativamente i livelli di glucosio nel sangue e composti come fenolici, flavonoidi e tannini gestiscono i sintomi del diabete.

Gli estratti di coriandolo possono anche aiutare a trattare l’ansia e la depressione. Gli estratti di coriandolo sono risultati efficaci quanto il diazepam nell’alleviare i sentimenti di ansia.

Il coriandolo può giovare alla salute mentale migliorando la qualità del sonno.

Mentre la maggior parte delle persone tollera bene il coriandolo se usato come erba e spezie in cucina, ci sono alcuni rapporti di reazioni allergiche all’assunzione di coriandolo in quantità medicinali e il suo uso topico può portare a sintomi come prurito e arrossamento.

Inoltre, evitarlo 2 settimane prima e dopo qualsiasi intervento chirurgico pianificato. Inoltre aumenta il rischio di sanguinamento nelle persone con disturbi emorragici.

Puoi aggiungere coriandolo in insalate, zuppe, curry, mostarde e salse o prenderlo sotto forma di capsule, tinture o tisane. Puoi anche preparare una tisana al coriandolo a casa. Questo antico trattamento ayurvedico è stato usato per aiutare a curare molte malattie.

Ricetta della tisana al coriandolo:

Ingredienti:

  • 1 cucchiaio di semi di coriandolo
  • Acqua bollente

Istruzioni:

Aggiungi i semi di coriandolo in una tazza e versaci sopra l’acqua bollente. Lasciare in infusione per circa 5 minuti e filtrare la miscela.

Bevi una tazza di questa bevanda benefica 2-3 volte al giorno. Buon appetito!

 

Fonte:
www.healthyandnaturalworld.com
draxe.com

 

FONTE: Healthy Food House

 

 

(ENGLISH VERSION)

Cilantro, coriander, or Chinese parsley, is a tasty edible herb that with a plethora of health benefits, commonly added to Asian and Mexican dishes.

It is actually one of the world’s most commonly used herbs. Its name, coriander, comes from the Greek, koris, meaning bed bug!

The herb is green, leafy and strong-smelling with a fresh, citrus taste that makes it an extremely valuable garnish and flavor enhancer. Both the fresh leaves and stalks are edible, as well as the berries after being dried, which are also known as coriander seeds. For maximum flavor, it is best added to dishes just before serving.

Its leaves improve digestion, fight inflammation, and lower blood pressure, and the seeds are dried and used for culinary or therapeutic purposes. Coriander oil, which is extracted from the seeds, has powerful antibacterial properties.

Cilantro (Coriandrum sativum) is an herbaceous plant that originates from the Mediterranean region and has a long history in traditional medicine.

This herb has potent anti-inflammatory, analgesic, antimicrobial, and antioxidant activities, and numerous nutrients.

It is rich in vitamins C, A, E, and K, contains trace amounts of calcium, iron, phosphorus, and potassium, and is abundant in antioxidants.  Coriander contains cineole, linoleic acid, and tannins, which offer various medicinal properties.

Let’s take a look at its nutritional profile. A tablespoon of coriander (Coriandrum sativum) seeds contains about:

  • 15 calories
  • 2.8 grams carbohydrates
  • 0.6  gram protein
  • 0.9 gram fat
  • 2.1 grams fiber
  • 0.8 milligram iron (4.6 percent DV)
  • 16 milligrams magnesium (4 percent DV)
  • 35 milligrams calcium (3.5 percent DV)
  • 20 milligrams phosphorus (2 percent DV)
  • 1 milligram vitamin C (1.7 percent DV)

Moreover, its volatile oil is high in beneficial phytonutrients such as carvone, camphor, borneol, geraniol, limonene, elemol and linalool. It is also a rich source of flavonoids, like quercetin, kaempferol, rhamnetin and apigenin, and active phenolic acid compounds, such as caffeic and chlorogenic acid.

Here are some of the numerous health benefits of this herb:

— It has powerful anti-inflammatory properties that fight chronic inflammation, the main cause of serious diseases like heart disease, arthritis, diabetes, and cancer. One study showed that it also treats rheumatoid arthritis and symptoms like joint pain and swelling.

— Cilantro extracts have powerful anti-inflammatory and antibacterial properties that promote good digestive health, and relieve gas, bloating and upset stomach. Moreover, the antioxidant activity lowers the effect of Helicobacter pylori infections in the gut and prevents the development of gastric ulcers and cancer.

— Cilantro leaves and oil are also beneficial as they soothe inflamed skin and treat various skin diseases. The leaf extracts have been found to treat dermatitis and alleviate itching, redness, and dry skin. Cilantro oil also prevents skin infections, and effectively fights Streptococcus and Staphylococcus strains.

— Coriander supplements protect cognitive abilities and prevent a decline in brain function. Researchers have confirmed that inhaling coriander essential oil had positive effects on spatial memory formation, and coriander leaf extracts helped increase enzyme levels in the brain. Cilantro extracts were also found to lower the effects of stress on the brain.

— Fresh cilantro leaves and extracts improve cardiovascular health since they are rich in antioxidants. Researchers have shown that they prevent blood clot formation, and blocked arteries.

  • Coriander seeds lower cholesterol levels and thus improve heart health
  • Coriander seed oil manages hypertension, while the seeds relax the veins and arteries and beneficially affect the vascular system.
  • Coriander is excellent in the treatment of diarrhea since it fights numerous pathogens that can cause it. It destroys off E. coli and Salmonella infections, while its compound linalool w has a carminative effect.
  • Cilantro eliminates heavy metals from the body, such as arsenic, lead, and mercury. Its antioxidants detoxify the liver, and the process in which it removes heavy metals is known as chelation. These properties also treat iron overdose and protect the liver from damage, and fight liver diseases.
  • Cilantro has antimicrobial activities against yeast and fungal infections, so the essential oil destroys candida infections, and the extracts from coriander leaf treat oral candidiasis.
  • Coriander has potent anti-diabetic effects of coriander that increase insulin secretion, and beneficially affect glucose levels. Studies have found that the cilantro seed powder significantly lowers blood glucose levels, and compounds such as phenolics, flavonoids, and tannins manage diabetes symptoms.
  • Cilantro extracts can also help treat anxiety and depression. Coriander extracts have been found to be as effective as diazepam in relieving feelings of anxiety. Cilantro can benefit mental health by improving sleep quality.

While most people tolerate cilantro well when used as an herb and spice in cooking, there are some reports of allergic reactions to taking cilantro in medicinal amounts, and its topical use can lead to symptoms like itching, and redness.

Additionally, avoid it 2 weeks before and after any planned surgery. It also increases the risk of bleeding in people with bleeding disorders.

You can add cilantro in salads, soups, curries, chutneys, and sauces, or take it in the form of capsules, tinctures, or herbal teas. You can also make coriander tea at home. This ancient Ayurvedic treatment has been used to help cure many diseases.

Coriander tea recipe:

Ingredients:

  • 1 tablespoon coriander seeds
  • Boiling water

Instructions:

Add the coriander seeds in a cup, and pour the boiling water over them. Leave to steep for about 5 minutes, and strain the mixture.

Drink a cup of this beneficial drink 2-3 times daily. Enjoy!

Sources:
www.healthyandnaturalworld.com
draxe.com

 

SOURCE: Healthy Food House

Sostituire la carne con proteine vegetali giova alla nostra salute. Lo diciamo da sempre e la scienza lo conferma costantemente.  Un ulteriore studio prova ancora una volta che mangiare più vegetali e meno carne è garanzia di vita più lunga e a di un rischio ridotto di malattie cardiovascolari.

 

Attenersi a una dieta a base vegetale o a una dieta che includa più alimenti vegetali rispetto ai cibi animali potrebbe essere associata a un rischio inferiore del 16% di malattie cardiovascolari e fino al 25% in meno di rischio di morte precoce. A dirlo è una nuova ricerca pubblicata sul Journal of American Heart Association e condotta alla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora.

Un nuovo studio che va ad aggiungersi alla già corposa letteratura che suggerisce che uno stile alimentare a base vegetale è associato a una migliore salute del cuore e a un minor rischio di morte. Frutta, verdura, cereali integrali, noci e legumi, anziché carne, uova, latticini o frutti di mare, insomma, sono da preferire.

Lo studio

Lo studio ha seguito quasi 71mila adulti giapponesi di mezza età per una media di circa due decenni. I partecipanti sono stati divisi in cinque gruppi in base alla quantità di proteine vegetali che assumevano.

Le persone che hanno mangiato più vegetali hanno avuto il 13% in meno di probabilità di morire durante lo studio e il 16% in meno di probabilità di morire per cause cardiovascolari rispetto alle persone che hanno mangiato invece più proteine animali.

Inoltre, quando le persone hanno sostituito nella dieta solo il 4% di carne trasformata con proteine vegetali, hanno avuto il 46% di probabilità in meno di morire per qualsiasi causa e il 50% in meno di morte per cancro.

Questo non è il primo studio a trarre queste conclusioni. Numerosi studi precedenti hanno già chiarito che un maggiore consumo di proteine animali è associato a malattie croniche e mortalità e che un maggiore consumo di proteine vegetali riduce questo rischio.

Tuttavia, la maggior parte di queste ricerche sono state condotte su persone nel mondo occidentale, dove il consumo di proteine animali è molto più elevato. Queste ultime indagini, invece, sono state fatte su persone che già d’abitudine culturale consumano un’elevata quantità di proteine vegetali, a dimostrazione del fatto che un sempre maggior apporto di proteine vegetali è sempre utile.

Anche la carne più magra, così come il pesce, è un’alternativa decente, sostengono i ricercatori, se proprio non si vuole fare a meno di questo alimento.

Il nostro studio suggerisce che le proteine vegetali possono fornire effetti benefici sulla salute e che sostituire le proteine della carne rossa e trasformata con proteine vegetali o di pesce può aumentare la longevità”, scrivono gli esperti.

Di fatto, è ormai noto come molti vegetali siano ricchi di proteine al pari della carne. Il manzo magro, per esempio, contiene circa 26 grammi di proteine per 100 grammi, di contro i fagioli e i ceci hanno circa 24 grammi di proteine per 100 grammi, così come ci sono moltissime altre alternative eccellenti, colme non solo di proteine ma anche di fibre e di importanti nutrienti che mancano nella carne.

Tutto ciò, dunque, si aggiunge al crescente numero di prove relative agli effetti negativi di una dieta ricca di carne. La scienza conferma ancora: se vuoi vivere una vita sana, mangia meno carne e più vegetali!

 

FONTE: Greenme (Germana Carillo)

 

(ENGLISH VERSION)

Replacing meat with vegetable proteins is good for our health. We always say it and science constantly confirms it. A further study proves once again that eating more vegetables and less meat is a guarantee of a longer life and a reduced risk of cardiovascular disease.

Sticking to a plant-based diet or a diet that includes more plant foods than animal foods could be associated with a 16% lower risk of cardiovascular disease and up to 25% less risk of early death. To say it is new research published in the Journal of the American Heart Association and conducted at the Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health in Baltimore.
A new study that adds to the already substantial literature that suggests that a plant-based food style is associated with better heart health and a lower risk of death. In short, fruit, vegetables, whole grains, nuts and legumes, rather than meat, eggs, dairy products or seafood, are to be preferred.
I study
The study followed nearly 71,000 middle-aged Japanese adults for an average of about two decades. Participants were divided into five groups based on the amount of vegetable protein they took. People who ate more vegetables were 13% less likely to die during the study and 16% less likely to die from cardiovascular causes than people who ate more animal protein instead.
Furthermore, when people replaced only 4% of processed vegetable protein in the diet, they were 46% less likely to die from any cause and 50% less death from cancer.
This is not the first study to draw these conclusions. Several previous studies have already clarified that increased consumption of animal protein is associated with chronic diseases and mortality and that a higher consumption of vegetable proteins reduces this risk.
However, most of this research has been conducted on people in the western world, where the consumption of animal proteins is much higher. These last surveys, instead, have been made on people who already have a high quantity of vegetable proteins in cultural habit, demonstrating the fact that an ever increasing supply of vegetable proteins is always useful.
Even the leanest meat, like fish, is a decent alternative, the researchers say, if you really don’t want to do without this food.
“Our study suggests that plant proteins can provide beneficial health effects and that replacing red meat proteins and processed with vegetable or fish proteins can increase longevity,” the experts write.

In fact, it is now known that many vegetables are rich in proteins like meat. Lean beef, for example, contains about 26 grams of protein per 100 grams, as opposed to beans and chickpeas they have about 24 grams of protein per 100 grams, just as there are plenty of other excellent alternatives, full of not only protein but also fibers and important nutrients that are missing in the meat.
All this, therefore, adds to the growing number of tests concerning the negative effects of a diet rich in meat. Science confirms again: if you want to live a healthy life, eat less meat and more vegetables!

 

SOURCE: Greenme (Germana Carillo)

Un convegno sul silenzio lo presenta come sinonimo di benessere e qualcuno sostiene che attenua anche le rughe.

 

Restare in silenzio per stare meglio, perché l’assenza di rumori e di voci accrescere il benessere psicofisico, rilassa, fa bene all’anima ma anche al corpo e, addirittura diminuire le rughe.

Intossicati come siamo dall’inquinamento acustico, praticare il silenzio ogni giorno migliorerebbe la qualità della nostra vita.

Stare zitti cambierebbe la percezione di noi stessi e di quello che ci circonda, con notevoli benefici per il nostro organismo. Basterebbe crederci e intanto praticare esercizi di silenzio effetti del tacere, cioè tutti i giorni.

 

A sostenere gli straordinari effetti del tacere sono stati gli scienziati, i medici e gli esperti che hanno partecipato alla prima conferenza internazionale sul silenzio, organizzata alla Nocera Umbra dalla Fondazione Paoletti in collaborazione con la Sapienza di Roma e l’Haifa University di Israele.

Ecco come hanno spiegato in cinque punti perché il silenzio è sinonimo di benessere.

  • Punto primo: due ore di silenzio al giorno solleciterebbero lo sviluppo cellulare dell’ippocampo, la regione del cervello collegata alla formazione della memoria, che così migliorerebbe giorno dopo giorno.
  • Punto secondo: il silenzio riduce l’ansia, come dimostrerebbero tre studi sperimentali sugli effetti che la meditazione  ha su corpo e mente
  • Punto terzo: il silenzio è un grande alleato della nostra immaginazione consentendoci di esprimere la creatività.
  • Punto quarto: fare silenzio aiuta a capire meglio le emozioni degli altri o, almeno, a questo risultato è arrivato uno studio condotto su un gruppo di persone sorde dall’Istituto di Scienze e tecnologie della cognizione del Cnr.
  • Punto quinto: praticare il silenzio sere a non dimenticare sé stessi

Come spiega il neuroscienziato Moshe Bar, “i rumori ci allontanano dalla conoscenza di noi stessi. Attraverso la meditazione e il silenzio è possibile godere delle piccole cose che ci circondano e che spesso si danno per scontate”

 

FONTE: Venerdì della Repubblica (Laura Laurenzi)

 

(ENGLISH VERSION)

A conference on silence presents it as a synonym of well-being and someone claims that it also reduces wrinkles.

Remain silent to get better, because the absence of noises and voices increase psychophysical well-being, relaxes, is good for the soul but also for the body and even diminishes wrinkles.

Intoxicated as we are by noise pollution, practicing silence every day would improve our quality of life.

Being silent would change the perception of ourselves and of our surroundings, with significant benefits for our body. It would be enough to believe in it while practicing exercises of silence, effects of silence, that is, every day.

Supporting the extraordinary effects of the silence were the scientists, doctors and experts who participated in the first international conference on silence, organized at the Nocera Umbra by the Paoletti Foundation in collaboration with the Sapienza University of Rome and the Haifa University of Israel.

Here’s how they explained in five points why silence is synonymous with well-being.

First point: two hours of silence a day would stimulate the cellular development of the hippocampus, the region of the brain connected to the formation of memory, which would thus improve day by day.

Second point: silence reduces anxiety, as shown by three experimental studies on the effects that meditation has on the body and mind

Third point: silence is a great ally of our imagination allowing us to express creativity.

Fourth point: making silence helps to better understand the emotions of others or, at least, to this result came a study conducted on a group of deaf people by the Institute of Sciences and Technologies of the cognition of the Cnr.

Fifth point: to practice silence on evenings not to forget yourself

As the neuroscientist Moshe bar explains, “the noises move us away from the knowledge of ourselves. Through meditation and silence it is possible to enjoy the little things that surround us and that are often taken for granted”

 

SOURCE: Venerdì della Repubblica (Laura Laurenzi)

I ricercatori di Yale e Oxford potrebbero aver dimostrato che l’esercizio fisico è più importante per la tua salute mentale di quanto non lo sia il tuo stato economico. Shutterstock

  • I ricercatori di Yale e Oxford potrebbero aver dimostrato che l’esercizio fisico è più importante per la tua salute mentale di quanto non lo sia il tuo stato economico.
  • Gli scienziati hanno scoperto che, mentre quelli che praticavano sport regolarmente tendevano a stare male per circa 35 giorni all’anno, i partecipanti non attivi si sentivano male in media per 18 giorni in più.
  • Il team ha anche notato che alcuni sport che comportano la socializzazione possono avere un effetto positivo sulla salute mentale più di altri.

È chiaro che l’esercizio fisico abbia benefici per la salute sia fisica che mentale – ma se potessimo effettivamente dimostrare che è più determinante per la tua salute mentale di quanto non lo sia la tua situazione economica? Secondo uno studio condotto da ricercatori di Yale e Oxford, potremmo averlo già fatto.

Nello studio, pubblicato su The Lancet, gli scienziati hanno raccolto dati sul comportamento fisico e sull’umore mentale di oltre 1,2 milioni di americani.

 

I partecipanti potevano scegliere tra 75 tipi di attività fisica: falciatura dell’erba, cura dei bambini e lavori domestici fino a sollevare pesi, andare in bicicletta e correre.

I partecipanti alla ricerca sono stati invitati a rispondere alla seguente domanda:

Quante volte ti sei sentito male psicologicamente negli ultimi 30 giorni, ad esempio, a causa di stress, depressione o problemi emotivi?

Ai partecipanti è stato anche chiesto del loro reddito e dell’attività fisica. Sono stati in grado di scegliere tra 75 tipi di attività fisica – dalla falciatura del prato, la cura dei bambini e i lavori di casa al sollevamento pesi, ciclismo e corsa.

Coloro che si mantengono più attivi tendono ad essere più felici in generale

Gli scienziati hanno scoperto che, mentre quelli che praticavano sport regolarmente tendevano a stare male per circa 35 giorni all’anno, i partecipanti non attivi si sentivano male in media per 18 giorni in più. Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che le persone fisicamente attive si sentono bene tanto quanto quelle che non praticano sport, ma che guadagnano circa $ 25.000 in più di loro all’anno.

In sostanza, dovresti guadagnare molto di più affinché i soldi ti diano lo stesso effetto di potenziamento della felicità che ha lo sport. Ciò non significa, tuttavia, che più fai sport, più sei felice.

Troppo esercizio fisico può essere dannoso per la tua salute mentale

L’allenamento è chiaramente un bene per te, ma quand’è che diventa troppo?

“La relazione tra durata dell’esercizio fisico e carico mentale è a forma di U“, ha detto l’autore dello studio Adam Chekroud della Yale University in un’intervista a Die Welt. Lo studio ha rilevato che l’attività fisica contribuisce a migliorare il benessere mentale solo quando è limitata ad un determinato periodo di tempo.

Secondo lo studio, sono ideali da tre a cinque sessioni di allenamento della durata di 30-60 minuti a settimana. Ma andare oltre questa quantità può avere l’effetto opposto: infatti, la salute mentale di quei partecipanti che si sono allenati per più di tre ore al giorno ne ha risentito di più rispetto a quelli che non erano particolarmente attivi fisicamente.

Gli sport che comportano la socializzazione possono avere un effetto più positivo sulla salute mentale di altri. Shutterstock

Gli scienziati hanno anche notato che alcuni sport che comportano la socializzazione – vale a dire gli sport di squadra – possono avere un effetto più positivo sulla salute mentale di altri. Nonostante il fatto che né il ciclismo, né l’aerobica e il fitness siano considerati tecnicamente come sport di squadra, anche queste attività possono avere un considerevole effetto positivo sulla salute mentale.

FONTE: Business Insider Italia

 

(ENGLISH VERSION)

Yale and Oxford researchers may have shown that exercise is more important to your mental health than your economic status. Shutterstock

Yale and Oxford researchers may have shown that exercise is more important to your mental health than your economic status.
The scientists found that while those who practiced sports regularly tended to feel sick for about 35 days a year, non-active participants felt sick on average for 18 more days.
The team also noted that some sports involving socialization can have a more positive effect on mental health than others.
It is clear that physical exercise has both physical and mental health benefits – but what if we could actually prove that it is more decisive for your mental health than your economic situation is? According to a study by Yale and Oxford researchers, we may have already done so.

In the study, published in The Lancet, scientists collected data on the physical behavior and mental mood of over 1.2 million Americans.

Participants could choose from 75 types of physical activity: mowing the grass, caring for children and housework to lift weights, ride a bike and run.

Research participants were asked to answer the following question: “How many times have you felt bad psychologically in the last 30 days, for example, due to stress, depression or emotional problems?”

Participants were also asked about their income and physical activity. They were able to choose from 75 types of physical activity – from lawn mowing, child care and housework to weightlifting, cycling and running.

Those who keep themselves more active tend to be happier in general

The scientists found that while those who practiced sports regularly tended to feel sick for about 35 days a year, non-active participants felt sick on average for 18 more days. In addition, researchers have found that physically active people feel as good as those who do not practice sports, but earn about $ 25,000 more than them per year.

In essence, you should earn a lot more so that the money gives you the same effect as enhancing the happiness that sport has. This does not mean, however, that the more you do sport, the happier you are.

Too much exercise can be harmful to your mental health

Training is clearly good for you, but when is it becoming too much?

“The relationship between exercise duration and mental load is U-shaped,” said study author Adam Chekroud of Yale University in an interview with Die Welt. The study found that physical activity contributes to improving mental well-being only when it is limited to a certain period of time.

According to the study, three to five training sessions lasting 30-60 minutes a week are ideal. But going beyond this amount may have the opposite effect: in fact, the mental health of those participants who trained for more than three hours a day suffered more than those who were not particularly physically active.

Sports that involve socialization can have a more positive effect on the mental health of others. Shutterstock
Scientists have also noticed that some sports that involve socialization – namely team sports – can have a more positive effect on the mental health of others. Despite the fact that neither cycling nor aerobics and fitness are technically considered as team sports, these activities can also have a considerable positive effect on mental health.

SOURCE: Business Insider Italia