Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for aprile 2013

lamponiLa pianta dei lamponi, nome scientifico Rubus Idaeus, è un arbusto appartenente alla famiglia delle Rosaceae ed è originaria dell’Europa; i suoi frutti sono globosi, di color rosso/rosa e ricoperti da una finissima peluria.
 
I lamponi si trovano comunemente nei boschi o nelle zone collinari ma la sua coltivazione è possibile anche negli orti tipici delle zone pianeggianti dove il clima è temperato. La pianta dei lamponi cresce fino ad un’altitudine di 2.000 metri su terreno poco calcareo e permeabile, i suoi frutti maturano di norma tra luglio ed agosto.
 
Nelle zone del mediterraneo, nello specifico in Italia e Grecia i lamponi cominciano ad essere coltivati nel XVI secolo; pare che a quell’epoca venisse addirittura consigliato alle donne in gravidanza in quanto vigeva la convinzione che questo frutto avesse la proprietà di scongiurare il rischio di aborto.
COMPOSIZIONE
Il lampone è composto per l’80% da acqua, dal 10% da carboidrati, dal 5% da fibre, 1,2% da proteine, zuccheri, ceneri e, in piccolissima percentuale, ( 0,6% ) da grassi.
 
Discreta la presenza di minerali: magnesio, sodio, fosforo, potassio, magnesio, zinco, ferro, manganese, rame e calcio.
Buona la presenza di vitamine e nello specifico troviamo: vitamina A, vitamine B1, B2, B3, B5, B5, vitamina C, Vitamina E, K e J.
 
Per quanto riguarda gli zuccheri sono presenti nella percentuale dell’1,9% il destrosio, per il 2,4% il fruttosio e in piccolissima percentuale, lo 0,2%, il saccarosio.

PROPRIETA’

Da molto tempo i lamponi, grazie al loro contenuto di vitamina C, sono noti per le loro proprietà antinfiammatorie delle vie respiratorie; solo ultimamente, grazie a recenti studi scientifici, sono venute alla luce, soprattutto per quanto riguarda la varietà di lamponi scuri, le proprietà antitumorali di questo squisito frutto. Pare infatti che una sostanza in esso contenuta, presente anche nelle fragole, l’acido ellagico, sia un potente antiossidante con la proprietà di inibire l’alimentazione delle cellule tumorali, in particolare a livello intestinale.
Il lampone è un frutto diuretico, depurativo dell’organismo, rinfrescante, contribuisce a rafforzare le difese immunitarie ed è anche energetico; grazie alla bassa percentuale di zuccheri in esso contenuti, il lampone è un frutto “autorizzato” per i diabetici.
Alle donne in attesa di un figlio viene consigliato il consumo di lamponi, in quanto, grazie alla presenza di acido folico e vitamina P, apporta benefici allo sviluppo del feto migliorando l’elasticità delle pareti dei vasi sanguigni.
Anche le foglie del lampone, in quanto ricche di tannini, hanno proprietà curative in grado di apportare benefici alla nostra salute: un infuso con le sue foglie è molto utile contro la diarrea, in caso di gola infiammata è molto efficace fare dei gargarismi con l’infuso ottenuto con le sue foglie, con le quali è anche possibile ottenere dei benefici impacchi per gli occhi in caso di infiammazione.
Grazie alle ottime proprietà curative ed alla versatilità di questo frutto, si può approfittare delle sue qualità terapeutiche in vari modi: il succo di lampone puro  può essere impiegato in caso di stitichezza ed infiammazione delle vie urinarie, il decotto di foglie è consigliato in casi di colite, diarrea e per calmare i dolori di mestruazioni particolarmente dolorose. Lo sciroppo preparato con lamponi e zucchero, oltre ad essere un ottimo dissetante, ha anche proprietà diuretiche e rinfrescanti. Per uso esterno, l’infuso preparato con le foglie, è consigliato per la cura delle emorroidi, i reumatismi e per sciacqui alla gola.
Mangiare lampone fa bene per via di tutte le sue proprietà benefiche contro l’amenorrea, aiuta a dimagrire e migliora eventuali problemi con le mestruazioni.
DECOTTO CON FOGLIE DI LAMPONI
Bollire per non più di 5 minuti una manciata di foglie di lampone in mezzo litro di acqua; dopo 15 minuti filtrare il tutto e possibilmente addolcire con miele.
INFUSO DI FOGLIE DI LAMPONI
L’infuso di foglie di lamponi si ottiene invece mettendo qualche foglia secca a bagno in una tazza di acqua bollente per 10 minuti dopodiché si può filtrare ed utilizzare l’infuso.
CENNI STORICI
L’utilizzazione dei lamponi come frutto commestibile risale a tempi assai antichi, ed è certo che i Greci e i Romani se ne cibavano con “grande diletto”.
 Il nome scientifico Rubus idaeus traduce l’antica denominazione di “rovo del monte Ida“. 
I lamponi sono molto apprezzati per la preparazione di marmellate, sciroppi e da essi si ricava anche il noto liquore chiamato “ratafia“. Nella medicina popolare questi frutti erano utilizzati per la loro azione rilassante per il sistema nervoso. Un tempo i frutti di queste piante venivano usati anche per profumare il vino e tuttora sono impiegati per aromatizzare bevande, liquori, e sciroppi.
CONTROINDICAZIONE
In considerazione della presenza di acido ossalico, questo frutto è controindicato per coloro che hanno problemi di gotta e di uricemia.
Molti medici sconsigliano i lamponi anche ai pazienti affetti da diverticolosi, nella convinzione che i semi possano ristagnare nei diverticoli e favorirne l’infiammazione. Tuttavia, non esistono prove scientifiche attendibili a riguardo.
FONTE: mr loto; salute-naturale; megliosapere;

Read Full Post »

GARDNERHoward Gardner è professore di pedagogia e psicologia all’ Università di Harvard.

E’ noto per la sua teoria delle intelligenze multiple secondo la quale esistono sette intelligenze diverse e relativamente indipendenti tra di loro. Non dunque semplicemente sette abilità cognitive che riflettano una qualche intelligenza unitaria e sovraordinata, ma proprio sette moduli mentali distinti, anche se interagenti..


Vediamo di seguito queste sette intelligenze:


1) Intelligenza linguistica usata nel leggere libri, scrivere testi, comprendere parole parlate.
2) Intelligenza logico-matematica usata nella soluzione di problemi matematici e nel ragionamento logico.
3) Intelligenza spaziale usata nello spostarsi da un posto all’altro, nel leggere le cartine, nel disporre le valige nel portabagagli di una macchina in modo che occupino meno spazio possibile.
4) Intelligenza musicale usata nel cantare una canzone, nel comporre una sonata, nel suonare la tromba o semplicemente nell’apprezzare la struttura di un pezzo musicale
5) Intelligenza corporeo-cinestesica usata nel ballare, nel giocare a pallacanestro, nel correre i 100 metri o nel lancio del giavellotto.
6) Intelligenza interpersonale usata nel relazionarsi ad altre persone, nel comprenderne il  comportamento, le motivazioni o le emozioni.
7) Intelligenza intrapersonale usata nel capire se stessi, chi siamo, che cosa ci fa essere come siamo, come cambiamo nel tempo.

Per identificarle Gardner ha utilizzato alcuni criteri che una abilità cognitiva deve soddisfare per essere considerata una intelligenza vera e propria.

Devono cioè essere possibili e verificati:
-l’isolamento potenziale dovuto a un danno cerebrale che selettivamente distrugga quel tipo di comportamento intelligente lasciando indenni gli altri
-l’esistenza di individui eccezionali che evidenzino una abilità straordinaria (o un deficit) in un particolare tipo di comportamento intelligente (ad esempio prodigi della musica o della matematica)
-un nucleo di operazioni identificabili ed essenziali in una prestazione associata a un tipo particolare di comportamento intelligente (ad esempio l’individuazione di relazioni fra i toni musicali)
-una storia evolutiva specifica che comporti il passaggio dalla condizione di novizio a quella di esperto, con livelli diversi di prestazione o di competenza ( cioè gradi diversi nell’espressione del tipo di intelligenza).
-evidenze sperimentali che attestino differenze nelle prestazioni tra intelligenze (ad esempio compiti visuo-spaziali versus compiti verbali) e somiglianze nelle prestazioni entro la  stessa intelligenza (ad esempio la scansione delle immagini mentali  e la scansione di immagini percepite).

E’ importante che sappiate che attualmente non è stata recata alcuna convincente evidenza a sostegno della teoria delle intelligenze multiple, in particolare non è stato possibile isolare parti del cervello che siano selettivamente “responsabili” di una specifica intelligenza.
Credo però che il tentativo teorico di Gardner abbia un valore in sé, al di là della dimostrabilità scientifica, nel restituirci una visione più complessa dell’intelligenza umana, spesso ridotta e, a mio avviso, erroneamente misurata, solo in termini di abilità logico-matematiche.


Personalmente mi ritengo una persona intelligente, ma se mi mettete a risolvere test di sequenze numeriche o peggio ancora a orientarmi nello spazio, ottenete le prestazioni di una persona piuttosto stupida. Vi confesso in tutta onestà di essere capace di perdermi nel quartiere dove abito…
Capite bene quanto mi consoli sperare di essere comunque intelligente in altri aspetti del mio pensare. 🙂

FONTE: psicocafe

Read Full Post »

RISCALDARE CON IL GHIACCIO

caloredalghiaccioNon è un impossibile (a patto che non consideriate la frase in senso letterale…).

 

Parliamo infatti dell’innovazione dei sistemi di riscaldamento e raffrescamento con pompa di calore. 

 

Vincitori di numerosi premi per l’innovazione in Germania, questi sistemi si basano su una tecnologia che sfrutta come serbatoio a bassa temperatura per la pompa di calore un accumulo latente acqua/ghiaccio e sfrutta l’energia termica ricavata dall’acqua che si trasforma in ghiaccio per riscaldare gli edifici.

 

I cicli di congelamento e scongelamento dell’acqua rendono disponibile una grossa quantità di energia che può essere sfruttata per il riscaldamento-raffrescamento degli edifici. Il solo cambiamento di stato dell’acqua rende disponibile una grossa quantità di energia termica (calore latente di cristallizzazione) paragonabile a quella che si ottiene portando l’acqua da 80°C a 0°C. Detto diversamente, l’energia contenuta in 125 litri d’acqua a 0°C, ossia quando si trasforma in ghiaccio, è pari all’energia racchiusa in un litro di gasolio da riscaldamento.

 

Vista dell’interno del serbatoio di ghiaccio

 

Finora tale processo risultava difficilmente controllabile. Le nuove tecnologie consentono invece di guidare, regolare e interrompere il fenomeno di formazione del ghiaccio in funzione delle richieste energetiche dell’edificio.

 

Il sistema non utilizza come mezzo di accumulo sostanze chimiche ma solo acqua: per questo risulta più sicuro, ecologico e anche meno costoso rispetto ad altri sistemi di accumulo a calore latente, come ad esempio quelli a paraffina.

 

Sul mercato esistono ormai da un paio d’anni sia sistemi con accumulo stagionale di ghiaccio interrato di grandi dimensioni, sia sistemi compatti con accumulo latente acqua/ghiaccio integrato alla pompa di calore.

 

Queste tecnologie sfruttano più fonti naturali di calore (sole, acqua, terra, aria, ghiaccio) e sono formati da più componenti:

 

1- Collettori solari

 

2- Accumulo di acqua calda per il riscaldamento e gli usi sanitari

 

3- Accumulo acqua/ghiaccio interrato con scambiatori di calore

 

4- Pompa di calore: estrae dall’accumulo acqua/ghiaccio calore a bassa temperatura e lo porta, attraverso un ciclo frigorifero inverso, ad un livello di temperatura più elevato, adatto per il riscaldamento degli ambienti

 

5- Sistema di regolazione

 

 Per edifici dove nelle mezze stagioni ci può essere necessità di dover riscaldare di notte e raffrescare di giorno il sistema con accumulo di ghiaccio rappresenta un’ottima soluzione perchè il caldo che si produce di notte può essere facilmente trasformato in freddo di giorno. L’impiego combinato sia per il riscaldamento sia per il raffrescamento è interessante anche per ammortizzare i costi del sistema.

 

Inoltre questo sistema può essere applicato in zone dove la geotermia non sia possibile (ad esempio perchè le caratteristiche geologiche del terreno non permettono perforazioni). Rispetto ad una pompa di calore che sfrutta il calore del terreno o dell’acqua di falda mediante sonde geotermiche, il sistema di accumulo con acqua/ghiaccio raggiunge valori di efficienza simili se non addirittura più elevati.

 

In Germania il sistema è già stato installato in numerosi edifici per abitazioni e oltre 25 grandi edifici a destinazione non residenziale.

 

fonte: rivista CasaClima 01/2012

Read Full Post »

energia-e-vitalitaInserisci nell’alimentazione di ogni giorno i cibi e le bevande di primavera, ricche di vitamine, sali ed enzimi che prevengono i cali psicofisici

Gli sbalzi climatici di aprile mettono sotto torchio le difese immunitarie, e questo stato di debolezza generale si traduce nei classici sintomi da adattamento alla nuova stagione ormai cominciata: stanchezza, sonnolenza, mal di testa, difficoltà di memoria, sbalzi di pressione, che i cibi ricostituenti possono efficacemente attenuare. In effetti, le sostanze con attività antiossidante, assimilabili attraverso una dieta completa ed equilibrata, riportano l’equilibrio chimico nelle cellule, rafforzano il benessere e combattono la stanchezza. Ecco allora come assumerle con i cibi-ricostituenti che non devono mai mancare sulla tavola di aprile.

1) Prova l’orzo pre-germogliato

L’orzo è uno degli alimenti energetici più completi e una delle maggiori fonti di principi nutritivi necessari per l’organismo, incluse le vitamine A, B ed E. Oltre all’orzo alimentare (integrale, decorticato e perlato), da gustare lessato o nelle zuppe, in commercio è disponibile l’orzo pre-germogliato in polvere, arrestato nella fase in cui esso è più ricco di principi attivi. Se ne assumono 2 cucchiai al giorno, che possono essere frullati con latte di riso (soia, mandorle ecc.), oppure con succo di mela, yogurt e brodi vegetali.

2) Bevi i frullati rossi ogni mattina

I centrifugati e i frullati di colore rosso (prova fragola e mela, cetrioli e pomodoro e soprattutto lamponi e melagrana) sono tra le fonti più ricche di vitamine, enzimi e sali minerali che, diluiti nei liquidi, passano rapidamente nel circolo. Aumentano la carica di energia vitale e rafforzano le difese. Per sfruttarne al massimo le proprietà, devi prepararli al momento con una centrifuga.

3) La papaia: rivitalizza i tessuti nervosi

Ad aprile se ne deve mangiare una al giorno: è una miniera di vitamine e di antiossidanti con azione ricostituente specifica a livello dei tessuti nervosi e degli anticorpi. Il frutto fresco si può sostituire con una bustina di papaia fermentata in polvere (una al giorno la mattina con mezzo bicchiere d’acqua.

4) L’aceto di mele: tonifica reni e pelle

Diuretico e drenante, l’aceto di mele stimola il corpo a liberarsi dalle tossine che rallentano la funzionalità metabolica. Al cambio di stagione bisogna usarlo sempre su contorni di verdure e insalate ed è bene assumerne un cucchiaio da minestra sciolto in mezzo bicchiere d’acqua tiepida la mattina.

5) Il tarassaco: purifica bile e fegato

È ricco di sali, ripulisce il sangue e il fegato e aiuta l’intestino. È ottimo fresco, in insalata, oppure lessato, sempre con un filo d’olio d’oliva.

6) Gli asparagi: combattono gli acidi urici

Diuretici e drenanti, ripuliscono reni, vescica e fegato. Mettili nei risotti e nelle zuppe, ma evita di mangiarli con uova e burro fuso!

7) Il miele grezzo integrale: dà energia

Ne basta un cucchiaino la mattina per almeno un mese prima di colazione per innalzare il livello energetico generale e aiutare il corpo a fronteggiare la stanchezza di primavera. Preferisci i mieli di castagno e rosmarino.

FONTE: riza

Read Full Post »

BACIARE FA’ BENE ALLA SALUTE

bacio-a-colori-dipintoBaciare è l’espressione più tenera dell’amore. Largamente usata per congratularsi, gratificare o esprimere amore, maciare può essere bello, anche! Ma avete mai pensato che baciare possa fare bene alla salute? Si, ha dei benefici! Oggi vediamo i 5 più importanti benefici dei baci!

1) Fortifica il sistema immunitario

Sarete sorpresi di scoprire che più baciate e più il vostro sistema immunitario si rinforza. In realtà, baciare con passione coinvolge la saliva e uno scambio tale che stimola il sistema immunitario, che aumenta il sistema di difesa. Questo può essere quindi un prestesto per baciarvi!

2) Aiuta a trovare il miglior compagno

Baciare ha un impatto profondo su entrambi i partener. Se il vostro partener non è una persona appassionata, la storia potrebbe volgere al suo termine rapidamente. D’altra parte, se il vostro partner è bravo quanto voi (o perfino migliore) sarà molto facile che ne diventiate ancora più innamorati.

3) Baciare brucia calorie

Non solo il bacio è piacevole, ma aiuta a bruciare calorie. Non quanto correre su nun tapis roulant, ma un minuto di bacio passionale può bruciare da 2 a 6 calorie!

4) Baciare rinforza i muscoli facciali 

Siccome baciare coinvolge moltissimi muscoli facciali, allo stesso tempo aiuta a rinforzarli. Per le persone che in assoluto amano baciare e ne vanno matti, possono anche sviluppare e non solo rinforzare certi muscoli facciali!

5) Baciare è un ottimo rilassante naturale 

Baciare Kissing si è dimostrato di rilasciare certi ormini nel corpo che lo indicono a rilassarsi. Così mentre contribuisce a intensificare la vostra storia, vi aiuta a rilassarvi!

Quindi nient’altro da aggiungere se non quello di incoraggiarvi a baciarvi!

FONTE: simplytopten (traduzione dall’inglese di Zeinab Youssef)

Read Full Post »

disintossicare-fegatoMangia insalate di semi, germogli e agrumi purificati con le gemme di rosmarino, liberati dalle scorie con lo zolfo e questo prezioso organo ringrazierà

In primavera è sempre consigliabile una pulizia profonda del fegato e della cistifellea, che migliora anche l’attività di pancreas, intestino, reni e aumenta il benessere di tutto l’organismo. Ecco i suggerimenti fondamentali da seguire per una settimana: prevede l’assunzione di gemmoderivati, di oligoelementi e delle verdure di primavera, le più ricche di vitamine utili al fegato.

Il macerato che rinnova il “terreno” epatico

È preparato con i germogli di rosmarino ed è il miglior “antiage” per il fegato stanco. I giovani getti di rosmarino che si nutrono ora del sole primaverile sono dotati di un’azione specifica sul fegato. La posologia è di 50 gocce in mezzo litro d’acqua, da assumere a sorsi durante la giornata oppure in un bicchiere d’acqua prima di colazione, per i 7 giorni di cura depurativa e, se vuoi, per tutto il mese.

Con le fiale di zolfo elimini le impurità e stimoli la crescita di nuovi tessuti epatici

Zolfo è l’oligoelemento detossificante epatico generale, utile come trattamento di base: prendine una fiala al giorno per una settimana (se stai seguendo il trattamento depurativo da 7 giorni) oppure assumine una fiala 3 volta la settimana per 4 settimane (per esempio, lunedì, mercoledì e giovedì).

Ogni giorno un’insalata diversa

Tra tutti i colori della primavera, quello predominante è il verde, che non dovrebbe mai mancare nelle pietanze, mentre il sapore che in primavera risveglia la digestione e il metabolismo del fegato è l’aspro. Ecco allora un breve elenco degli alimenti da portare in tavola ogni giorno, in particolare se si sta seguendo la dieta disintossicante da una settimana. Il limone, in particolare la scorza interna: va grattugiata sulle insalate o usata per la preparazione di decotti e infusi.

Le insalate verdi, come la lattuga, ma soprattutto la rucola, che è riscaldante e riattivante della digestione, vanno gustate come antipasto insieme a olive (energetiche) e sedano (rinfrescante e drenante) condite con una spruzzata di aceto di miele, con il succo del limone e un pizzico di cipolla rossa (disinfettante), rinunciando all’olio d’oliva per 7 giorni.

Nelle insalate non devono mancare semi e/o germogli, per esempio quelli di alfa alfa o erba medica ( Medicago sativa), erba drenante che risolve i gonfiori addominali. Utili anche i suoi semi. Meglio metterli in ammollo per qualche ora prima di consumarli; oppure si usano i semi di sesamo. Particolarmente indicati in questo periodo sono anche i germogli di soia verde capaci di neutralizzare le tossine dell’alcol e del primo calore primaverile, che si depositano proprio a livello epatico.

FONTE: riza

Read Full Post »

dolori-muscolari-300x180Non dimentichiamo che il dolore e’ un campanellino di allarme di un disequilibrio del corpo, è bene comprendere la motivazione dell’esistenza del dolore per curare a monte cio’ che lo attiva, vogliamo consigliarvi dei rimedi naturali  che possono aiutare ad eliminare il dolore.

1) La curcuma e’ uno dei più potenti antidolorifici naturali, riconosciuto anche per le sue proprietà antiinfiammatorie e antiossidanti, aiuta a ridurre il dolore e l’irritazione nella sindrome dell’intestino irritabile e le sue proprietà anti-infiammatorie contribuiscono ad alleviare il dolore dell’artrite, riducendo l’infiammazione delle articolazioni.

2) Anche la corteccia del salice è stato usato per alleviare il dolore e l’infiammazione naturale fin dai tempi dell’antico Egitto e della Grecia, è ottimo per il mal di schiena, tensione,  mal di testa , artrosi , infiammazioni  come borsite e tendinite.

3) Salice bianco, inoltre è un utile antidolorifico e l’aspirina  è la sintesi chimica del salice.

4) Lo zenzero aiuta ad alleviare i dolori muscolari, artrite e reumatismi ed è un efficace agente anti-infiammatorio usato per migliaia di anni per alleviare l’artrite, mal di testa, reumatismi e mal di gola, tensioni muscolari e dolori alle ginocchia

5) Anche il rosmarino è ottimo per dolori articolari o muscolo-scheletrico, strofinandone l’olio essenziale sulla pelle.

6) L’artiglio del diavolo è ottima per il dolore dell’ l’artrite e il dolore lombare per le sue proprietà analgesiche e anti-infiammatorie.

7) Infine il magnesio è presente in buona quantità nei cereali integrali, noci, semi, legumi e verdure a foglia verde, influisce sui recettori di serotonina nel cervello, coinvolti nell’ insorgenza di emicrania, per questo e’ in grado di alleviarne il dolore.

FONTE: rimedinaturalisaluteebenessere

Read Full Post »

Older Posts »