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Archive for maggio 2013

crescioneTra le erbe aromatiche dalle proprietà benefiche, c’è senza dubbio il crescione, una pianta erbacea caratterizzata da un odore dolciastro e dal sapore molto particolare, quasi pungente, e dalle mille virtù curative per l’organismo. Le proprietà del crescione sono note fin dall’antichità, tant’è che veniva definito “l’insalata che guarisce”.

Del crescione (Nasturtium officinale) si usa la parte aerea, che contiene principi arrivi estremamente interessanti quali vitamine, in particolare quelle del gruppo C, A, B1 e B2, sali minerali, soprattutto il ferro e isosolfocianati. Le vitamine e i sali minerali gli attribuiscono proprietà toniche e dietetiche, mentre gli isosolfocianati sono utili per stimolare l’apparato respiratorio, la circolazione periferica e per rinforzare il cuoio capelluto. Proprio a proposito dell’apparato respiratorio, il crescione è utile perché è capace di rallentare la proliferazione di germi e batteri e di prevenire il raffreddore; inoltre, grazie alle sue facoltà espettoranti è utile per chi soffre di reumatismi.

Al crescione viene attribuita anche la capacità di rassodare le gengive, basta sfregarle con le foglie fresche, ma anche quella di guarire la dermatosi, stimolare la diuresi e depurare l’organismo. Il crescione, inoltre, è grado di limitare i danni da eccesso di allenamento grazie al suo importante contenuto di antiossidanti;

attenzione però, questa erba aromatica non è indicata per le persone che hanno problemi di infiammazione alle vie urinarie.

Come abbiamo detto, il crescione viene utilizzato sia in cucina che in erboristeria, in quest’ultimo caso sia per uso esterno che interno.

Il crescione possiede un sapore acidulo e piccante, si utilizza crudo per insaporire insalate, panini oppure per impreziosire formaggi freschi, salse e verdure; non conviene consumarlo cotto perché, oltre a perdere il caratteristico sapore, non conserverebbe le sue proprietà benefiche.

Il crescione può essere consumato senza problemi anche da chi è a dieta: 100 grammi contengono, infatti, solo 32 calorie; vediamo nel dettaglio i valori nutrizionali.

Crescione, calorie e valori nutrizionali
Valori per 100 grammi di prodotto

Grassi: 0.7 g.
Carboidrati: 5.5 g.
Proteine: 2.6 g.
Fibre: 1.1 g.
Acqua: 89.4 g.
Zuccheri: 4.4 g.
Calcio: 81 mg.
Sodio: 14 mg.
Fosforo: 76 mg.
Potassio: 606 mg.
Ferro: 1.3 mg.
Magnesio: 38 mg.
Zinco: 0.23 mg.
Rame: 0.17 mg.

Per uso esterno il crescione può essere usato come cosmetico per la cura della pelle e per stimolare e detergere il cuoio capelluto.

Le sue proprietà detergenti lo rendono utili per le pelli impure o anche solo per pulire in profondità l’epidermide; si può acquistare un prodotto già pronto oppure prepararlo in casa procurandosi delle foglie da pestare nel mortaio in modo da ottenere un succo da usare come detergente.

Fonte e articolo originale “ http://www.dietaland.com/”

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diabeteIn generale, la migliore dieta da seguire in caso di diabete consiste nello svolgimento di una attività fisica regolare e nella scelta di alimenti che, in abbinamento ai farmaci prescritti dal medico, possano contribuire a mantenere il più possibile regolari i livelli di zuccheri nel sangue. 

 

Di recente è stato richiesto ai medici delle Asl italiane di prescrivere ai diabetici una dieta vegana, che potrebbe tra l’altro contribuire a ridurre il problema del sovrappeso. Per quanto riguarda il diabete e la dieta da seguire da parte dei diabetici esisterebbero alcuni miti da sfatare, così come essi vengono definiti e presentati da parte di WebMD. Scopriamone insieme alcuni.

1) La principale causa del diabete è l’eccessivo consumo di zuccheri

 

Perché ci si ammala di diabete? Le cause non sono ancora completamente chiare. Non appare comprovato che un semplice consumo eccessivo di zuccheri possa causare di per sé il diabete, malattia che compare quando qualcosa interviene ad interferire con la capacità dell’organismo di trasformare il cibo in energia. L’insulina, prodotta da parte del pancreas aiuta le cellule del corpo ad utilizzare il glucosio per la produzione di energia.

Il diabete di tipo 1 si ha quando il pancreas non è in grado di produrre insulina, che viene dunque assunta da parte dei pazienti. Di solito si manifesta in giovane età, fin da bambini. A parere dei ricercatori potrebbe essere correlato ad un malfunzionamento del sistema immunitario. Il diabete di tipo 2 si ha quando il pancreas non produce insulina a sufficienza, quando l’insulina non agisce correttamente, o in entrambi i casi. Il sovrappeso aumenta le possibilità di incorrere nel diabete di tipo 2, che può presentarsi ad ogni età. Il diabete gestazionale si presenta durante la gravidanza in alcune donne, quando i cambiamenti ormonali non permettono all’insulina di agire correttamente. Il problema può scomparire dopo il parto e nel corso della gravidanza può essere necessaria la somministrazione di insulina.

2) La dieta del diabetico ha molte regole

 

Ai diabetici è a volte necessario pianificare i propri pasti, ma in realtà non vi sarebbero troppe regole. La questione principale è data dalla scelta di alimenti che possano risultare in accordo con le attività svolte nel corso della giornata e con i medicinali assunti per mantenere i livelli di zuccheri nel sangue il più possibile vicini alla norma. Le variazioni rispetto alla dieta abituale potrebbero non risultare troppo numerose. L’importante è rivolgersi ad un esperto.

3) I carboidrati devono essere eliminati

 

I carboidrati non vengono generalmente eliminati nella dieta dei diabetici. Il loro consumo può essere tenuto sotto controllo, sulla base dei medicinali assunti e della propria situazione personale. I carboidrati, anche in caso di diabete, proseguono ad essere considerati alimenti benefici, in quanto ricchi di sostanze nutritive, come vitamine, minerali e fibre. Tra le maggiori fonti di carboidrati troviamo i cereali, il cui indice glicemico varia da una tipologia all’altra. Tra i cereali ad indice glicemico più basso è presente l’orzo.

4) Le proteine sono migliori dei carboidrati

 

Poiché i carboidrati possono alterare rapidamente i livelli di zucchero del sangue, in base all’indice glicemico degli alimenti da cui provengono, vi potrebbe essere la tentazione di consumarne di meno e di sostituirli con delle fonti di proteine. Consumare troppi cibi proteici, come la carne, potrebbe però causare un eccesso di grassi saturi ed innalzare il rischio di patologie cardiache. Le proteine nella dieta di un diabetico dovrebbero rappresentare il 15-20% delle calorie totali consumate ogni giorno.

5) I medicinali possono correggere gli errori alimentari

 

La quantità di medicinali da assumere non dovrebbe mai essere regolata a proprio piacimento in modo da nascondere eventuali “sgarri” alimentari. Riguardo all’assunzione dei medicinali per il diabete è sempre bene seguire alla lettera le indicazioni ricevute da parte del proprio medico ed evitare il più possibile il fai-da-te.

6) E’ necessario rinunciare ai propri cibi preferiti

 

Non è detto che modificare la propria dieta una volta accertato di soffrire di diabete comporti di rinunciare ai propri cibi preferiti. Potrebbe infatti risultare utile, al fine di un adattamento degli stessi alla nuova dieta: cambiare il modo di preparare i propri piatti preferiti; modificare gli alimenti con cui vengono abbinati; ridurre le porzioni; consumarli di tanto in tanto come premio per l’aver seguito correttamente il proprio piano alimentare. Il medico saprà indicare come e quando integrare i cibi desiderati nella propria alimentazione.

7) I dolcificanti artificiali sono pericolosi

 

I dolcificanti artificiali risultano più dolci e meno calorici dello zucchero. Vengono dunque solitamente assunti in quantità minori rispetto ad esso. Alcuni dolcificanti artificiali (saccarina, aspartame, sucralosio, acesulfame potassico) sono ammessi da parte della American Diabetes Association. Tra di essi vi è l’aspartame, che si trova però al centro di un vero e proprio dibattito per quanto riguarda i suoi eventuali effetti negativi sulla salute. Una soluzione adatta ai diabetici potrebbe essere rappresentata dalla stevia.

8) E’ necessario preparare piatti speciali

 

I piatti adatti per un diabetico sono il più delle volte gli stessi piatti che la sua famiglia consuma abitualmente, con nessuna o davvero poche modifiche. Ciò che è importante per i diabetici è rappresentato dal monitorare più da vicino ciò che si mangia, tenendo conto delle tipologie di carboidrati, grassi e proteine assunte. Un nutrizionista può essere d’aiuto nella gestione della propria situazione a tavola.

9) Gli alimenti dietetici sono la scelta migliore per i diabetici

 

Il fatto che un alimento sia etichettato come “dietetico” non determina che esso risulti la scelta migliore per coloro che soffrono di diabete. Gli alimenti commercializzati come dietetici possono risultare più costosi degli alimenti comuni, seppur presentando le medesime caratteristiche degli altri cibi presenti nei negozi di alimentari o preparati in casa.

10) I diabetici devono rinunciare al dessert

 

Non è detto che i diabetici debbano rinunciare al dessert. Vi è, ad esempio, la possibilità di consumare dei dessert in porzioni più piccole o più raramente, oppure di scegliere dolci preparati con dolcificanti che non alterino i livelli degli zuccheri nel sangue. E’ possibile ridurre la quantità di zucchero da utilizzare per la preparazione dei dolci ed arricchirli con nutrienti benefici, ad esempio aumentando la quantità di frutta o sostituendo la farina raffinata con della farina integrale. Il dessert rappresentato da una fetta di torta potrebbe essere sostituito da yogurt, frutta fresca o biscotti integrali.

FONTE: Marta Albè (Greenme)

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rugheSecondo la medicina cinese, la localizzazione delle rughe segnala deficit energetici degli organi interni: agendo su questi ultimi spariscono i segni del tempo

Per la medicina cinese, la pelle è l’interfaccia tra l’energia interna e quella esterna, per cui è il luogo dove nel corso della vita si svolgono vere e proprie “battaglie”, e le rughe sono il segno dei questi scontri. Secondo questa affascinante tradizione medica, la pelle è anche il luogo dove passano i meridiani utilizzati in agopuntura. Quindi può essere “oggetto di attacco” perché i meridiani trasportano alterazioni e squilibri degli organi interni, che possono farla invecchiare precocemente Ecco perché curare il benessere dei singoli organi aiuta a evitare la formazione delle rughe.  Scopriamo quali sono gli organi più coinvolti nell’invecchiamento e come favorirne la funzionalità.

Tre infusi tonici e depurativi dall’azione specifica

Se le rughe sono tra labbra e naso,  devi tonificare la milza bevendo succo d’uva

La milza è l’organo che presiede a tutti i tessuti connettivi e al “matrix”, cioè la struttura fondamentale che collega tutte le cellule e regola i trasporti di nutrienti che le alimentano e di tossine che vanno eliminate. Se si indebolisce l’energia a carico di milza e pancreas, uno dei primi effetti è una diminuzione della sua capacità di sostenere i tessuti e quindi la comparsa di rughe e cedimenti. Sul viso, questo si traduce nella comparsa di rughe soprattutto nella zona tra il labbro superiore e il naso. La milza può essere disturbata da cattive abitudini alimentari e disagi psicologici. Nel secondo caso, è sofferente nelle persone che rimuginano sui problemi e si preoccupano con facilità e spesso hanno piccole rughe di espressione. A tavola, è meglio consumare poche verdure crude perché sono fredde e tendono a disturbare l’energia della milza. Lo stesso vale per i latticini. È ottimo bere due bicchieri al giorno di succo d’uva: è tonificante per la milza e ha anche un effetto depurativo per la pelle.

Se le rughe sono sugli sugli zigomi, sostieni i polmoni con lo zenzero

I medici cinesi considerano il polmone il “maestro dell’energia”, e come tale l’organo presiede alla salute della pelle in generale. Se funziona correttamente, la cute è in buono stato di salute perché è ben ossigenata, altrimenti possono comparire rughe soprattutto nella zona degli zigomi. I polmoni risentono degli eccessi di caldo o di freddo, che ne possono alterare la funzione, e anche una cattiva respirazione dovuta a un blocco del diaframma dà come risultato finale una sofferenza della pelle. Dedicate ogni giorno 5-10 minuti alla respirazione profonda, che si traducendo in nutrimento per l’epidermide. Un’infusione di acqua calda con due o tre fettine di radice di zenzero, lasciate riposare per 15-20 nel liquido, è di grande aiuto per tonificare il polmone.

Bevete due tazze al giorno dell’infuso.Se le rughe sono sulle guance, aiuta il fegato con menta e arancio

Fra le azioni del fegato è compresa anche quella di armonizzare la microcircolazione e quindi di nutrire la pelle. Compressione e frustrazione, tipiche delle situazioni di stress e di conflitto tra ciò che si vorrebbe fare e ciò che si deve fare, ne disturbano  la funzionalità, alterando il microcircolo a scapito anche della salute della pelle. Sul viso possono comparire rughe nella zona delle guance, sottolinea il medico. Imparate a rilassarvi ricorrendo a una delle tante tecniche disponibili, soprattutto quando avvertite di essere in una situazione di forte pressione e tensione psicofisica. Prendete una tazza di tisana a base di essenza di arancio amaro (tre gocce) e menta (un cucchiaino), una volta al giorno: depurativa e stimolante, favorisce la funzionalità di questo organo.

FONTE: riza

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MACHIAVELLI DICEVA…

bimbo-aggressivoChissà che cosa penserebbe Niccolò Machiavelli se sapesse che, a cinque secoli dall’uscita del suo capolavoro, questo sarebbe diventato una guida per genitori. E’ proprio a “Il Principe” che si è ispirata una madre americana per gestire una famiglia numerosa e una prole indisciplinata.

Machiavelli diceva: “Nulla si consuma più rapidamente della tolleranza”.
Come dargli torto? Il pensiero delle madri corre subito alle sceneggiate nei negozi di giocattoli. “I piccoli sono guidati del principio del piacere: per loro la felicità significa essere sempre gratificati e soddisfatti” conferma la dottoressa Emanuela Iacca, psicologa e psicoterapeuta dell’età evolutiva a Como e Milano. “In questa visione del mondo non sono contemplati i no e le sconfitte”. Ma il Principe insegna: essere troppo liberali è un rischio, perché rende vulnerabili agli occhi del popolo. Questo punto è condiviso da tutte le teorie educative. Non si può dire sempre si.

Machiavelli diceva: “Nelle azioni di tutti gli uomini, e specialmente dei principi, si giudica sulla base dei risultati”.
“Una buona dose di pragmatismo è utile” commenta la psicologa. “Spesso i genitori si fanno influenzare da teorie e sistemi, perdendo di vista la quotidianità. Non esistono regole assolute. Puntiamo l’attenzione su obiettivi pratici e raggiungibili. Poche regole ma concrete. Cerchiamo di essere chiari e decisi nello stabilirle e nel comunicarle ai piccoli. Non c’è niente di peggio, per un bambino, dell’incoerenza e dell’incertezza”.

Machiavelli diceva: “il fine giustifica i mezzi”.
Non si sa se l’abbia mai pronunciata, ma tutta la sua opera è permeata da questa idea di fondo: il Principe non si deve fermare di fronte a niente. “E’ il contrario”, ribatte la dottoressa Iacchia. “L’obiettivo non è mai più importante del mezzo: dobbiamo insegnare ai figli che niente vale più della lealtà e della rettitudine, valori a cui non devono mai venire meno, anche se ciò significa fare delle rinunce. Di fronte alla tentazione di prendere una scorciatoia comoda o fare uno sgambetto a qualcuno per raggiungere un risultato bisogna avere la forza di tirarsi indietro”.

Machiavelli diceva: “Quando i principi pensano più a pacificare che a combattere hanno perso i loro Stati”.
Tradotto in termini mammeschi: ogni trasgressione va severamente punita, se non si vuole rischiare una reiterazione del reato. “Bisogna bloccare l’azione sbagliata” dice l’esperta, “non occorre aspettare che la marachella si ripeta, ma intervenire in modo deciso con i mezzi e le parole giuste”. Se lo scrittore parte dall’idea che tutti gli esseri umani vadano rieducati, mamma e papà sanno che i loro figli sono creature buone, che hanno solo bisogno di aiuto per sviluppare le loro potenzialità. Le punizioni corporali sono controproducenti. Per reazione all’umiliazione ricevuta, i bimbi sono spinti verso ulteriori infrazioni.

L’eccessivo permissivismo degli adulti ha contribuito a tracciare una nuova generazione di bambini e ragazzi viziati e ricoperti di agi di ogni tipo, ma internamente fragili, perché incapaci di reggere le frustrazioni e i no. Serve un’inversione di rotta: meno accondiscendenza, più rigore e coerenza. La rilettura dell’opera di Machiavelli in questo senso può aiutare, perché riporta l’accento sull’importanza di regole e “paletti”.

FONTE: il vero benessere

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effetto-placeboIl miglioramento o il peggioramento delle condizioni di salute in seguito alla somministrazione di una sostanza inerte non sono legati a un’aspettativa cosciente, ma alla risposta di alcune strutture cerebrali che sono in grado di elaborare gli stimoli prima che arrivino alla nostra coscienza…

E’ la mente inconscia, e non le aspettative coscienti, a innescare l’effetto placebo: lo ha stabilito uno studio condotto presso il Massachusetts General Hospital e il Beth Israel Deaconess Medical Center della Harvard Medical School, ora pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”.

In questo studio abbiamo utilizzato un nuovo progetto sperimentale scoprendo che gli effetti placebo e nocebo, ovvero il placebo negativo, si basano su meccanismi cerebrali che non dipendono dalla consapevolezza cognitiva“, spiega il primo autore Karin Jensen. “Una persona può avere una risposta placebo o nocebo anche se non è a conoscenza della possibilità di un miglioramento o di un peggioramento.”
Finora si pensava che le risposte placebo fossero legate a convinzioni o pensieri coscienti e che l’effetto positivo di una pillola priva di qualunque principio attivo fosse legato all’aspettativa di un miglioramento o, nel caso dell’effetto nocebo, di un peggioramento.

Gli studi di neuroimaging del cervello umano hanno però indicato che alcune strutture, come lo striato e l’amigdala, possono elaborare stimoli in ingresso – in particolare di ricompensa o di minaccia – prima che questi raggiungano la coscienza, e quindi possono mediare effetti cognitivi e comportamentali di cui non si è consapevoli.

In questo studio i ricercatori hanno condotto due esperimenti su 40 volontari sani dopo aver stabilito per ciascuno di essi una scala della sensibilità termica sottoponendoli a stimoli di varia intensità. Nel primo esperimento hanno sottoposto i partecipanti a una lunga serie di test nei quali somministravano uno stimolo termico mentre mostravano su uno schermo dei volti maschili che esprimevano due possibili stati di dolore: di bassa intensità o molto forte.

Dopo ogni test, ai volontari è stato chiesto di valutare la loro esperienza di dolore su una scala da 0 (nessun dolore) a 100 (il peggior dolore immaginabile), ma senza dire loro che in realtà gli stimoli termici erano tutti della stessa moderata intensità. Come previsto, le valutazioni del dolore sono apparse correlate ai volti visualizzati, con un punteggio di 19 quando i soggetti avevano visto un volto poco turbato, e di 53 se il volto esprimeva un forte dolore (effetto nocebo).

Nel secondo esperimento, condotto sempre con la stessa intensità di calore, i volti sono stati presentati per un tempo così breve che i soggetti non erano in grado di riconoscerli coscientemente. Tuttavia, malgrado la mancanza di indizi riconoscibili consapevolmente, i partecipanti hanno attribuito un punteggio medio del dolore di 25 in risposta alla faccia poco sofferente (effetto placebo) e di 44 in risposta al viso molto sofferente (risposta nocebo).

A influenzare i risultati, ha osservato Ted Kaptchuk, coautore dello studio, “non è ciò che i pazienti pensano che accadrà ma quello che anticipa la mente inconscia, qualunque siano i pensieri coscienti. Questo meccanismo è automatico, veloce e potente, e non dipende da giudizi o valutazioni deliberate”. La cosa più importante, tuttavia, ha sottolineato Jian Kong, autore senior della ricerca, “è che lo studio offre un modello unico per effettuare ulteriori indagini sui meccanismi placebo e nocebo usando metodologie come l’imaging cerebrale.”

Articolo tratto da: Le Scienze – Edizione Italiana Scentific American

Leggi l’articolo integrale http://www.lescienze.it/news/2012/09/11/news/e_linconscio_a_innescare_leffetto_placebo-1247754/

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OGMLa lista nera di nutrienti geneticamente modificati, OGM (nascosti nei cibi importati)Per organismo geneticamente modificato (OGM) si intende un organismo, diverso da un essere umano, in cui il materiale genetico (DNA) è stato modificato in un modo non naturale

La filiale russa della “Greenpeace” ha pubblicato una lista nera di produttori di alimenti principali che utilizzano materiale OGM nella realizzazione dei suoi prodotti. Sono presenti sul mercato italiano ed i prodotti sono tra i più popolari in tutto il mondo.

 

Ecco (la lista nera di nutrienti geneticamente modificati, OGM) dei fabbricanti che utilizzano materiali OGM:

 
1. Snickers – dessert al cioccolato
2. Campbell – minestre
3. Uncle Bens – riso, ketchup
4. Lipton – il tè
5. Mars – dessert al cioccolato
6. Twix – dessert al cioccolato
7. Cadbury – cioccolato, cacao
8. Ferrero – dolci
9. Nestle Chocolate
10. Nestle – bevanda Nesquik
11. Coca-Cola, Sprite, Fanta, Kinley – bevanda analcolica
12. Pepsi – bevanda analcolica
13. 7-Up – bevanda analcolica
14. Heinz – ketchup, maionese, salse
15. Nestle – alimenti per l’infanzia
16. McDonald’s – catena di fast food
17. Kraft Foods – cioccolato, caffè, alimenti per l’infanzia
18. Unilever – alimenti per l’infanzia

Avvelenando Pasta e Pane dal 2004 ad oggi la vita media sana è crollata in Italia di almeno 10 anni (fonte Eurostat ufficiale) proprio, guarda caso, dall’anno in cui entrarono gli OGM negli alimenti.

FONTE: http://webperfetto.altervista.org/blog/la-lista-nera-di-nutrienti-geneticamente-modificati-ogm-nascosti-nei-cibi-importati/

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semi-amari-albicoccaAprire i noccioli di albicocca o pesca e mangiare i semi ivi inclusi era un rimedio per tumori noto all’imperatore cinese Shen Nung (I-II secolo a.C.), che ha lasciato documenti con ricette derivanti dall’estratto di semi contro i tumori.

La Bibbia parla dei semi di frutti come alimento ideale per l’uomo (Genesi 1,29). Gli antichi medici egizi, greci, romani ed arabi erano tutti a conoscenza delle proprietà biologiche dell’acqua di mandorla amara. Anche Paracelso, Scribonius Largus, Galeno, Plinio il Vecchio, Marcellus Empiricus ed Avicenna, usarono preparazioni contenenti amigdalina (vitamina B17) per trattare i tumori. Lo stesso è vero per la farmacopea medievale.


La scienza moderna ha confermato questa antica conoscenza.

Già nel 1972 il Dr. Kanematsu Sugiura, del Memorial Sloan-Kettering Cancer di Manhattan, riportò i risultati dei suoi studi relativi ad un nuovo antitumorale: “L’amigdalina (vitamina B17) inibisce significativamente la comparsa di metastasi ai polmoni e inibisce la crescita di tumori primari (…).”


Ecco come agisce la vitamina B17 sulle cellule tumorali. Si è notato che SOLO le cellule malate di cancro sono ricchissime dell’enzima glucosidase. Assumendo la VITAMINA B17 o Laetrile, questa vitamina, ESCLUSIVAMENTE in presenza di questo enzima ed in VIRTÚ dello STESSO, reagisce sprigionando cianuro il quale distrugge le cellule malate contenenti il glucosidase mentre le cellule sane, non avendo questo enzima, non vengono attaccate perché non avviene nessuna reazione di scissione da laetrile a cianuro.


Le cellule tumorali vengono avvelenate dal cianuro anche perchè sono carenti dell’enzima Rodanese, dotato di azione disintossicante dall’acido cianidrico. Se dell’acido cianidrico fuoriesce dalle cellule tumorali, le cellule adiacenti normali sono in grado di disintossicarsi da esso attraverso il loro enzima Rodanese.


Il Dr. Dean Burk, ex capo del Cytochemistry Department del National Cancer Institute, famoso ente statunitense di cui egli stesso è stato uno dei co-fondatori, si è occupato personalmente della vitamina B17 e così descrive l’effetto di tale sostanza: “Quando aggiungiamo laetrile (vitamina B17) ad una coltura di cancro al microscopio, premesso che sia presente anche l’enzima glucosidase, possiamo osservare le cellule cancerose che muoiono come mosche.” Il Dr. Burk ha inoltre affermato che prove dell’efficacia del laetrile sono state riscontrate in almeno cinque istituti indipendenti di tre paesi distanti fra loro.


E’ interessante notare che al giorno d’oggi esistono culture per le quali il cancro rimane quasi completamente estraneo. Gli Abrasi, gli Arzebaigiani, gli Hunza, gli Eschimesi e gli abitanti del Karakorum seguono tutti un’alimentazione ricca di nitriloside o vitamina B17.


Tale alimentazione consiste, a seconda dei casi, di grano saraceno, piselli, fave, erba medica, rape, lattuga, germogli di legumi o di cereali, albicocche col nocciolo e bacche di vario genere; tale dieta può fornire loro da 250 a 3000 mg di nitriloside al giorno.


Lo scopritore della vitamina B17, il Dr. Ernst T. Krebs, dopo aver studiato le abitudini alimentari di queste popolazioni ha affermato: “Esaminando la dieta di queste genti, abbiamo scoperto che il nocciolo dell’albicocca veniva apprezzato come una squisitezza e che di tale frutto veniva utilizzata ogni parte.”


La dieta occidentale media, coi suoi cibi raffinati e privi di fibre, fornisce meno di 2 mg di nitriloside al giorno.
Si è inoltre notato che i membri di queste popolazioni, quando si trasferiscono nelle aree “civilizzate” e, di conseguenza, cambiano il loro regime alimentare, sono inclini al cancro secondo l’incidenza occidentale standard.
La Vitamina B 17 era già in uso anche nella Russia zarista per curare il cancro mentre si era notato che le popolazioni con alimentazione ricca di questa vitamina non erano soggette allo stesso.
Il Dr. Krebs, lo scopritore della B17 sostiene che mangiare sette semi di albicocca al giorno preverrà lo sviluppo di cancro durante tutto il corso della vita.

 

E’ davvero sorprendente quanto scoperto già negli anni cinquanta relativamente alle proprietà curative dei semi di albicocca. Questi semi infatti hanno un alto contenuto di vitamina B17, che sarebbe capace di contrastare efficacemente il cancro. Usiamo la parola “sarebbe” perché purtroppo non esiste alcuna evidenza scientifica che ciò avvenga, ma solo storie di percorsi medici quasi autonomi, tutti scollegati tra loro. Basta andare in rete e cercare “Vitamina B17” o “semi di albicocca” per scoprire un mondo infinito riguardo le presunte proprietà benefiche anticancerogene.

ATTENZIONE tuttavia alla accertata pericolosità di questi semi che, se assunti in quantità eccessive (pare più di 5/7 semi…), possono diventare velenosi perché contenenti un quantitativo di cianuro. ATTENZIONE soprattutto ai bambini!!!

 

 

Qui a seguire vi riporto alcune informazioni ripescate in rete sui semi di albicocca.

Nel 2004 il signor Jason Vale fu condannato a 5 anni e 3 mesi di prigione dopo aver pubblicizzato e venduto una cura anticancro a base di Laetrile, sostanza ottenuta dai semi di albicocca. Nell’anno 2000 questa sostanza fu ufficialmente bandita. La Laetrile è conosciuta anche col nome di Amigdalina o vitamina B17 ed il divieto per la sua somministrazione fu motivato dal Dr.Lester M.Crawford, commissario dell’SDA, affermando che non esisteva alcuna certezza scientifica che la Laetrile potesse combattere il cancro. Esistono tuttavia altri studi e ricerche sulle proprietà terapeutiche della vitamina B17.  Edward Griffin ed il Dr.Krebs (lo scopritore della vitamina B17), affermarono che tale composto è presente seppur in minor quantità, anche nei semi di ciliegie, delle mele, delle pesche e dell’uva, sostenendo inoltre che il consumo giornaliero di 7 mandorle di albicocche possa prevenire pesantemente lo sviluppo di cellule cancerogene. E’ opinione diffusa, ma vi invito a fare un po’ di ricerche in autonomia in rete, che tutti questi personaggi sopra citati siano in qualche modo vittime dello strapotere economico dell’Industria Farmaceutica mondiale. La Vitamina B17 non è infatti brevettabile perché naturale. Permetterebbero secondo voi di curare il cancro con i semini di albicocche? E poi tutti gli utili del mega-indotto che i tutmori di ogni tipo creano? E tutti gli utili aziendali? Forse senza esagerare, per non saper né leggere e né scrivere qualche semino ce lo possiamo mangiare, alla faccia dei magnate del farmaco!!!

In Australia e in Messico (per la cronaca…) la Laetrile è legale e può essere acquistata liberamente.

Comunque un consiglio spassionato: andate in internet (ah già ci siete scusate…) e cercate, cercate, cercate. La verità forse è a portata di mano, leggete tutto il possibile e createvi un’idea vostra. Forse la migliore cura è alimentare il vostro cervello di informazioni e di buon senso.

FONTE: web

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Ricca di minerali, rigenera la struttura del sangue e rinforza il sistema nervoso, la pelle e l’intestino: l’albicocca è un vero elisir per questa stagione

L’albicocca

L’albicocca è un frutto appartenente alla famiglia delle Rosacee ed alla specie Prunus Armeniaca; la pianta dell’albicocco è originaria della Cina dove era già conosciuta nel 3.000 avanti Cristo. Fu diffusa in tutta Europa dai romani dopo la conquista dell’Armenia e da questa regione, dove era chiamata mela d’Armenia, ( Armeniacum malum ) prese anche il nome. La pianta delle albicocche, allo stato selvatico,  può superare i 10 metri di altezza, fiorisce in primavera ed i suoi frutti, a seconda della specie, maturano da giugno fino a fine luglio. Stati Uniti, Spagna, Italia, Francia e Grecia sono i maggiori stati produttori di albicocche a livello mondiale. Le varietà di albicocca sono molte e, anche se i gusti sono simili, le dimensioni ed i colori variano a seconda della specie.

Composizione

Come tutta la frutta l’albicocca è composta in gran parte da acqua (85% circa), proteine in minima parte, glucidi e fibra alimentare; buona la presenza di minerali, soprattutto il potassio a cui fanno seguito calcio, fosforo, sodio e ferro. Per quanto riguarda le vitamine da sottolineare la presenza in buona percentuale della vitamina A, C e PP; due etti di albicocche forniscono il fabbisogno giornaliero di vitamina A per una persona adulta.

Molto basso l’apporto calorico che corrisponde a 28 calorie fornite per 100 grammi di polpa di albicocca.
Proprietà

Durante il mese di giugno l’organismo sta attivando al massimo i suoi processi  maturativi. Come il fiore in natura si trasforma in frutto anche noi, grazie al sole estivo, stiamo “lievitando”. Ecco perché è importante sostenere questa azione con le sostanze adatte, ad esempio dell’ albicocca. Si tratta di un frutto “intriso di sole”, come è testimoniato, oltre che dal colore giallo intenso, anche dalla rotondità e dalla pienezza della polpa. La brillantezza del colore rimanda subito all’alto contenuto di vitamine A e C, fattori antiossidanti che difendono dai danni dei radicali liberi e contrastano l’invecchiamento, le malattie degenerative e quelle vascolari.

La compagna ideale di molti cibi

L’ albicocca ha un “punto forte” che la rende un alimento insostituibile: per la dolcezza e la delicatezza della sua polpa è un ingrediente assai versatile che si accompagna con altri alimenti riducendo o addirittura eliminando la necessità di far uso dei dolcificanti. Dal momento che si tratta di un frutto con un basso contenuto calorico è quindi adattissimo a chi ha problemi di peso e, soprattutto in estate, non vuol mettere a repentaglio la linea.

Gustale così

– in macedonia, associandole a frutta acidula

– assieme al miele

– frullate e mescolate, a mo’ di  crema, con i formaggi freschi e magri

– come contorno delle carni bianche

– sotto forma di frullato il mattino o durante la giornata

– sotto forma di sorbetto

Inoltre l’ albicocca è di valido ausilio contro la stitichezza grazie alla presenza in dosi elevate di uno zucchero, il sorbitolo, che protegge l’intestino da  diversi disturbi, tra cui la diverticolite. Il suo contenuto di betacarotene ha un valido effetto protettivo nei confronti delle patologie neoplastiche polmonari, in particolare derivanti dal fumo di sigaretta. Le donne in gravidanza, i bambini e gli anziani, ma anche tutti coloro che per il caldo o l’impegno sportivo dovessero ritrovarsi affaticati, possono sfruttare appieno gli effetti nutrienti e rinforzanti dell’ albicocca che, assai digeribile e a rapido assorbimento, dà subito tono a chi si sente fiacco e spossato.

L’aiuto in più: Mangiane tre a colazione: prevengono l’anemia

Tre albicocche al mattino a digiuno (fresche e ben mature) e poi niente per mezz’ora. Questa semplice ricetta consente di sfruttare appieno le proprietà anti-anemiche dell’ albicocca che è ricca di ferro e consente, assumendola per tutto il mese di giugno, di evitare pericolose carenze.

Semi molto benefici

I semi contenuti nel nocciolo dell’albicocca contengono la vitamina B17 ( laetrile ), una sostanza che sembra in grado di aggredire ed annientare le cellule malate dell’organismo, in particolare quelle di alcuni tipi di tumore; secondo una ricerca condotta dal dott. Dean Burk del National Cancer Institute, pare che la vitamina B17  reagisca con l’enzima glucosidase che è presente solo nelle cellule malate.

 
In presenza di questo enzima la vitamina B17 reagisce sprigionando cianuro che annienta le cellule cancerose mentre le cellule sane non vengono attaccate in quanto non contengono l’enzima glucosidase che è l’unico in grado di attivare la vitamina B17 a produrre cianuro.
 
Motivo questo che dovrebbe indurci a consumare ogni tanto qualche seme di albicocca, anche a scopo precauzionale.
FONTE: riza; mr-loto

 

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disintossicazione-3La disintossicazione non deve necessariamente essere qualcosa di impegnativo, complicato e costoso. Con qualche sana e semplice abitudine quotidiana possiamo facilmente scovare le tossine (fisiche ed emotive) e cacciarle via dal nostro corpo.

 

Aria, acqua e una semplice spazzola sono un magico trio capace di mantenere il nostro corpo sano, riavviare la mente e equilibrare le nostre emozioni. Vediamo come:

1) Respirate profondamente

 

Dato che e’ una cosa cosi naturale e scontata raramente consideriamo l’utilità della respirazione. Tuttavia sono veramente poche le persone che respirano correttamente, sopratutto nel mondo frenetico in cui oggi giorno ci troviamo a vivere.

Per la maggior parte delle persone il respiro durante la giornata tende ad essere per lo più ristretto, poco profondo e stressato.

Questa “pratica” ci priva del prezioso ossigeno di cui il nostro corpo necessita favorendo cosi l’accumulo di tossine e annebbiando la nostra mente.

Fortunatamente pero’ questo problema e’ facilmente risolvibile con un po’ di consapevolezza, un pizzico di volontà e una tecnica di respirazione chiamata kapalbhati (che in sanscrito significa”mente brillante”).

La prima abitudine da coltivare quindi, e’ la semplice consapevolezza del respiro.

La maggior parte delle persone respira usando solo la parte superiore dei polmoni, favorendo cosi la respirazione toracica, noi pero’ abbiamo davvero un grand bisogno di respirare profondamente e con il diaframma, il che significa semplicemente respirare gonfiando prima la pancia e poi, verso la fine della respirazione, il torace.

Prendetevi dei momenti ogni giorno per respirare profondamente esattamente come vi ho spiegato prima. Ve li meritate.

Cosi facendo godete una migliore ossigenazione del corpo, favorite la disintossicazione dei tessuti, rilassate il sistema nervoso e calmate la mente – il che vi porta anche a sperimentare dei stati d’animo positivi.

Fatto questo passiamo alla pratica kapalbhati.

Sedetevi in una posizione comoda, con la schiena dritta. Respirate normalmente per circa un minuto.
Quando siete ben sistemati potete iniziare:

– esercitate il diaframma respirando improvvisamente e velocemente attraverso entrambe le narici producendo un suono simile a quello che una persona emette quando sbuffa.

Non c’è bisogno di concentrarsi sull’inalazione, sarà automatica e passiva.

Questo esercizio dovrebbe essere fatto in tre serie da 11 “colpi” di respiro (per i principianti.)

 

2.) Spazzolate via la pelle secca

 

Spazzolare via la pelle secca e’ un altro gesto quotidiano semplice ed economico per disintossicare il nostro corpo.

Le cellule morte vengono spazzate vie ed i sistemi linfatico ed immunitario vengono stimolati favorendo cosi l’eliminazione delle tossine.

Tutto quello che vi serve e’ una spazzola di setola con il manico lungo.

Iniziate a spazzare la pelle secca ovunque essa si trovi. I piedi sono un buon punto di partenza, dopo muovetevi verso l’alto spazzolando delicatamente ma in modo deciso braccia schiena e addome. Dovrebbero volerci non piu’ di 5-10 minuti per spazzolare tutto il corpo.

Assicuratevi di godere poi di una bella doccia (in questo caso calda), un bicchiere di acqua e un bel po’ di respiri profondi. Il vostro corpo vi ringrazierà.

3) Idratatevi

 

Bere acqua sembra un’azione semplice e scontata, tuttavia la disidratazione e’ una realtà piuttosto comune per un sacco di persone.

2L di acqua, 4 bottigliette da mezzo litro o circa 9 bicchieri al giorno saranno sufficienti per eliminare la maggior parte delle tossine durante il giorno contribuendo anche a mantenere sano il fegato ed i reni.

La maggior parte delle persone si spaventa quando sente “bere 2 litri al giorno”.. il fatto e’ che consapevolmente o meno ci si immagina mentre si scola una bottiglia di 2 litri di acqua tutta in un colpo e ci si spaventa 🙂 .

Ovviamente non funziona cosi ed e’ questa la ragione per cui prima ho detto la stessa cosa 3 volte (2L di acqua, 4 bottigliette da mezzo litro o circa 9 bicchieri al giorno).

E’ particolarmente importante bere un bel bicchiere di acqua al mattino appena svegli per favorire l’eliminazione delle tossine accumulate durante la notte.

Potete aggiungere anche un pizzico di limone, il quale provvederà a dare un buon sapore all’acqua, alcalinizzare il vostro corpo e sostenere il vostro fegato.

E’ importante bere acqua semplice e non succhi e bevande gazzose e piene di zucchero, coloranti e additivi, altrimenti non facciamo altro che sostituire una tossina con un’alta.

Tanta Gioia e Vitalità

FONTE: George Luis (Greenme)
www.linfavitale.com

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sottiletteI formaggi fusi, come “sottilette e formaggini, tanto reclamizzati nel corso degli ultimi decenni come prodotti particolarmente adatti al consumo da parte dei bambini, rappresentano davvero degli alimenti sicuri? Chi sceglie di portare sulla propria tavola dei formaggi dovrebbe essere sempre al corrente della provenienza degli ingredienti utilizzati per la produzione degli stessi e dei processi di lavorazione dei diversi prodotti, in modo da potersi orientare più facilmente nell’acquisto degli alimenti.

 

Riguardo formaggini e sottilette vi sono non pochi dubbi concernenti ingredienti contenuti nei prodotti finiti e metodi di produzione. I consumatori dovrebbero ottenere maggiore chiarezza in proposito da parte delle aziende produttrici; ne hanno il diritto. Proviamo dunque ad approfondire l’argomento e ricordiamo di controllare attentamente le etichette riportanti gli ingredienti prima degli acquisti.

1) “Falsi cibi” e pubblicità ingannevole

 

Il termine “Sottilette” non rappresenta altro che un marchio commerciale ideato da parte di Kraft ed utilizzato per indicare un “formaggio fuso a fette” in qualità di prodotto confezionato da porre in vendita attraverso la grande distribuzione. Kraft, nel 1987, era stata accusata di pubblicità ingannevole, negli Stati Uniti, in merito al contenuto di calcio e di “vero” latte presente nel prodotto in questione, in vendita Oltreoceano con il nome di “Singles”. E’ possibile consultare in proposito il documento “FTC charges Kraft inc. misrepresented calcium content of its individual cheese slices”.

2) Rischi per la salute

 

I rischi per la salute legati al consumo di sottilette sono stati posti in luce di recente da parte di un articolocomparso sulla rivista rumena Evz, ripreso in Italia dal settimanale online Quale Formaggio. La fonte estera ha sottolineato come per i formaggi fusi (ad esempio, le sottilette o i formaggini) sia spesso presente una composizione di scarsa qualità, che può comportare la presenza di elementi in grado di portare ad impedire la fissazione del calcio nelle ossa. Alcuni conservanti impiegati nella produzione dei formaggi fusi sarebbero legati al rischio di cancro. L’eccesso di sale presente in alcuni prodotti potrebbe essere esso stesso legato all’insorgere di alcuni tipi di tumore ed al rischio di incorrere in patologie cardiovascolari.

3) Additivi

 

Secondo uno studio condotto di recente da parte della rumena Anpcpss (Associazione nazionale per la protezione dei consumatori e la promozione di programmi e strategie) i formaggi fusi possono contenere fino a 13 additivi diversi. E’ dunque raccomandabile controllare con attenzione le etichette per verificare la presenza o l’assenza di alcuni additivi utilizzati come stabilizzanti (E450), antiossidanti (E361) e conservanti (E250). Il conservante E250, in particolare, come riportato da parte della rivista Evz, può compromettere il sistema immunitario dei bambini, distruggendo la flora batterica ed esponendoli ad un alto rischio di infezioni. L’assunzione di nitriti attraverso il consumo di formaggi fusi che li contengano può portare alla formazione nell’organismo di sostanze promotrici dei tumori.

4) Metodi di lavorazione

 

I formaggi fusi possono essere ottenuti mediante il riciclo di scarti provenienti da altri formaggi, che possono subire prolungati processi di trasformazione mediante l’utilizzo di sali di fusione, dando origine ad un prodotto contenente composti come fosfato, citrato e sodio, in quantità più o meno elevate a seconda dei prodotti. Noi consumatori non siamo a conoscenza della provenienza delle tipologie di scarti eventualmente impiegati da parte delle aziende produttrici per ottenere formaggi fusi come formaggini e sottilette, mentre appaiono di norma ben chiare le tabelle riportanti i valori nutrizionali presenti sulle confezioni degli alimenti. Riguardo gli ingredienti di partenza destinati alla fusione per la realizzazione di formaggini e sottilette sarebbe dunque necessaria una maggiore chiarezza.

5) Eccesso di sale

 

La concentrazione di sale può raggiungere i 3 grammi ogni 100 grammi di prodotto per quanto riguarda i formaggi fusi e dovrebbe essere presa in considerazione soprattutto da parte dei soggetti ipertesi ed in caso di somministrazione di formaggi fusi ai bambini. Secondo le più recenti linee guida dell’OMS, gli adulti non dovrebbero consumare più di 5 grammi di sale al giorno. Le linee guida, secondo quanto comunicato da parte dell’OMS, devono essere rispettate anche nel caso dei bambini, sulla base di peso, altezza ed energia consumata, in quanto un bambino con la pressione alta sarà molto probabilmente un adulto con il medesimo problema.

FONTE: Marta Albè (Greenme)

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