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Archive for agosto 2013

intolleranzealimSe il peso aumenta anche se sei a dieta e la pancia è gonfia potresti essere intollerante ad alcuni cibi: per questo è importante essere bene informati

Molti di noi non sono malati in modo specifico, ma soffrono di persistenti disagi e disturbi di cui non riescono a venire a capo: senza saperlo sono intolleranti a uno o più cibi tra quelli che quotidianamente trovano in tavola.

Alcuni accusano questi disturbi per anni provando molte cure senza accorgersi che tutto può dipendere da un certo alimento che il loro corpo…non tollera!

Molti sintomi, una sola causa: i cibi sbagliati

Stanchezza cronica, cefalea, asma, dermatiti, sovrappeso e cellulite possono essere sintomi di una reazione dell’organismo ad alimenti presenti normalmente nella dieta: cibi comuni, insospettabili, ma che costituiscono uno stimolo tossico capace di dare luogo a vari e numerosi disturbi. Si deve agli studi di Theron Randolph, un  medico americano, la scoperta del collegamento tra sintomi sia fisici che psichici ad alimenti e sostanze ipersensibilizzanti in pazienti che lamentavano disturbi vari ricorrenti.

Che cosa sono le intolleranze alimentari?
Sono fenomeni che si manifestano con fastidi, disturbi o veri e propri sintomi quando mangiamo determinati alimenti e sostanze.

Intolleranze e allergie: dov’è la differenza?

– Le allergie a particolari sostanze si manifestano in modo evidente dopo alcuni minuti dal contatto o dall’assunzione, e possono provocare sintomi anche molto gravi (talora addirittura letali) come lo schock anafilattico.

– Le intolleranze alimentari possono essere definite allergie “ritardate” o “nascoste”, perché si manifestano in modo più subdolo, e fino a pochi anni fa i sintomi erano attribuiti ad altre cause e non agli alimenti.

Quali sono le cause?

Le ipersensibilità e intolleranze alimentari possono essere genetiche o acquisite.

– Quelle genetiche sono dovute a una predisposizione biochimica di base presente nei geni.

– Quelle acquisite compaiono gradualmente o improvvisamente nel corso degli anni, in concomitanza di stress psicologici, malattie, diete squilibrate, abuso di alimenti o di sostanze varie tra le quali i farmaci, a causa dell’indebolimento del sistema immunitario.

– In caso di intolleranza, gli alimenti sono solo parzialmente digeriti e possono fermentare, alterando così la flora intestinale. Qualsiasi alimento assunto frequentemente può risultare intollerato, soprattutto dopo un periodo particolarmente stressante.

– Gli alimenti che più scatenano intolleranza per consumo frequente sono: solanacee (pomodori, melanzane, peperoni e patate), grano (contenuto in farine, pane, biscotti, crackers, ecc.), latte, formaggi, uova, lievito, cioccolato, caffè.

Dopo quanto tempo si presentano i sintomi?

Il tempo è molto variabile: si va dai 20 a 30 minuti dopo il pasto ai 5 giorni.

Come riconoscere l’intolleranza

Soffri di stanchezza, ansia o depressione immotivate? Prendi peso anche se mangi poco? Possono essere i segnali di un’intolleranza. Qui di seguito i sintomi più comuni per riconoscere un’intolleranza alimentare.

–  stanchezza fisica e mentale
–  depressione
–  ansia
–  sonnolenza
–  mal di testa
–  disturbi del sonno
–  vertigini e ronzii
–  tachicardia e aritmie
–  nausea e vomito
– stitichezza e/o diarrea
– coliti
– afte e stomatiti
– cistiti ricorrenti
– arrossamenti cutanei
– infezioni ricorrenti
– dolori muscolari e articolari
– rigonfiamenti ed edemi
– ritenzione idrica
– cellulite
– sovrappeso e obesità

I test per capire se sei intollerante

Come capire con sicurezza se siamo intolleranti ad un certo cibo? Ci sono dei test:

– Test kinesiologico. Si basa sui principi della kinesiologia secondo cui, se teniamo in mano un cibo o una sostanza che ci disturba, la nostra forza muscolare diminuisce. Il calo di energia è valutato esaminando la muscolatura della mano o del braccio della persona sottoposta al test. Essendo un test di valutazione soggettiva, dipende molto dall’esperienza e dalla capacità dell’operatore.

– D.R.I.A. test. Utilizza lo stesso principio del test kinesiologico, ma la rilevazione della forza muscolare viene fatta attraverso un apposito apparecchio. Può durare anche più di due ore e può essere influenzato dalla stanchezza della persona che vi si sottopone.

1) Test bioelettrici (Vega, Moral). Con appositi apparecchi si misura la resistenza della cute al passaggio di uno stimolo elettrico, dopo aver posto piccole quantità di cibo tra persona e strumento. Non è attendibile al 100%.

2) Test citotossico. Viene effettuato con un prelievo del sangue. Consiste nel porre a contatto il siero e i leucociti del paziente con gli estratti alimentari. I risultati vengono quindi quantificati su una scala che va da uno a quattro, a seconda della gravità della reazione. È abbastanza attendibile, l’operatore non lo influenza.

3) Test ELISA. È praticato sul sangue, e valuta la reazione delle immunoglobuline IGG a contatto degli allergeni degli alimenti sospetti. Presenta una buona affidabilità. Il risultato cambia quando si è abolito il cibo “no”.

Quattro mosse per reagire
1. Eliminare gli alimenti che scatenano i vari sintomi per un periodo di 4-6 mesi secondo il grado di gravità dell’intolleranza.

2. Dopo il periodo di sospensione, si reintroducono gli alimenti “incriminati” uno alla volta, con un’attesa di almeno 5 giorni uno dall’altro, osservando se compaiono disturbi nuovi o già lamentati in precedenza.

3. Se tale evenienza si verifica, è probabile che l’ipersensibilità sia di origine genetica e in tal caso gli alimenti devono essere eliminati per sempre. Se non si presentano sintomi, significa che il sistema immunitario si è riequilibrato e i cibi possono essere reintrodotti.

4. I primi risultati positivi, si riscontrano già dopo i primi 3 giorni dall’eliminazione del cibo killer; per risultati più stabili sono necessari 15 giorni. Se si è in sovrappeso si può perdere peso per la perdita di liquidi dovuta alla scomparsa della ritenzione o del gonfiore e della fame.

I sintomi psicologici
Dopo la sospensione dei cibi sospetti si possono manifestare depressione, irritabilità, insonnia, stitichezza o diarrea. Questi sintomi, temporanei, rivelano che ci si sta disintossicando.

Attenzione al latte
Un italiano su tre è intollerante al latte. Il sintomo è spesso la diarrea. Sotto accusa il lattosio, zucchero che si trova nel latte e nei derivati, o la caseina, la proteina del latte. Per digerire gli zuccheri del latte, serve un enzima (lattasi), che è secreto dall’intestino tenue e compare in quantità minima negli intolleranti. Oltre a motivi genetici, l’intolleranza al latte può essere indotta dall’eliminazione del latte dalla dieta: chi smette di bere latte produce meno lattasi e diventa intollerante.

La soluzione. Bere latte “ad alta digeribilità” (con meno lattosio) o bere latte di soia o riso. Nei casi in cui, come in menopausa, si ha più bisogno di calcio, consumare prezzemolo e semi di sesamo, ricchi di calcio biodisponibile.

Vai piano col frumento
La celiachia è una malattia simile a un’allergia che si manifesta generalmente nei primi anni di vita con una reazione del sistema immunitario all’ingestione del glutine (si trova in frumento, anche farro e kamut, orzo, avena e segale, lievito di birra, caffè d’orzo, birra, whisky); questa sostanza viene eliminata con le feci causando alterazioni della mucosa intestinale e riducendo l’assorbimento dei principi nutritivi.

I sintomi sono: diarrea, gonfiori addominali, dimagrimento.

Cosa fare. Eliminare i cibi con glutine. Invece del pane, sono ammesse gallette di riso e sesamo.

FONTE: Riza

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terapia del respiroQuesto rimedio è molto semplice e veloce, bastano appena 5 minuti e il mal di testa passa…
Il naso ha una narice destra e una narice sinistra.
Usiamo entrambe per inspirare ed espirare.
In realtà le narici hanno funzioni diverse.
E sarete in grado di sperimentarlo.
Il lato destro rappresenta il sole.
il lato sinistro rappresenta la luna.
Durante il mal di testa, provate a chiudere la narice destra e usare la narice sinistra per respirare.
Fatelo per cinque minuti, e il vostro mal di testa passerà.
Se vi sentite stanchi, basta invertire, e chiudere la narice sinistra e respirate dalla narice destra. Respirate per un certo periodo e sentirete la mente rinfrescata.
La narice sinistra appartiene al “freddo”.
Molte donne respirano con la narice sinistra, e quindi dopo un po’ si sentono “raffreddare” più velocemente.
La maggioranza degli uomini respira invece con la narice destra, e alla fine sono esauriti.
Avete osservato, al momento del risveglio, con quale narice respirate meglio?
destra o sinistra?
Se respirate meglio dalla parte sinistra, vi sentirete stanchi.
Quindi, chiudete la narice sinistra, e usate la narice destra per respirare.
In poco tempo vi sentirete rinvigoriti.
Soffrite spesso di mal di testa?
Provate questa terapia basata sulla respirazione.
Chiudete la narice destra e respirate attraverso la narice sinistra.
il vostro mal di testa scomparirà in poco tempo.
Continuate questo esercizio per un mese.
Perché non provare?… è una terapia naturale senza medicine e senza effetti collaterali.
FONTE: Time 4 learning
 

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colesteroloE’ ritenuto uno dei nemici principali della salute del cuore e della circolazione, eppure il colesterolo viene spesso preso in considerazione solo quando raggiunge livelli preoccupanti, che vanno tenuti sotto controllo con i farmaci.

E’ decisamente meglio prevenire e, per farlo, basta porre attenzione allo stile di vita, soprattutto a quello che si mangia e a quanto e come ci si muove.

In generale, con l’alimentazione non si dovrebbero introdurre più di 300 mg di colesterolo al giorno, ma è anche importante scegliere i cibi che forniscono sostanze in grado di contrastare l’accumulo dell’Ldl.

Una dieta corretta riesce a ridurre i livelli di colesterolo Ldl (colesterolo cattivo) di circa il 10-20%. Un’alimentazione corretta è utile anche per chi già prende farmaci anticolesterolo, per poterne ridurre il dosaggio.

Gli oli di oliva, di mais, di girasole, di soia sono ricchi di acidi grassi polinsaturi e monoinsaturi omega 6 e 3: sono importantissimi contro gli accumuli di colesterolo già esistenti nel sangue.

Questi oli andrebbero usati come condimento, in moderate quantità, al posto dei grassi animali, come il burro, ricchi di grassi saturi. Si può anche aggiungere giornalmente nell’insalata un cucchiaino di olio di lino, un concentrato di omega 3, o di mais, ricco di omega 6.

Sono tutti oli ricchi anche di fitosteroli, molecole simili per struttura al colesterolo, che sono in grado di influenzarne l’assorbimento, limitando quello dell’Ldl.

Gli alimenti di provenienza vegetale sono generalmente privi di colesterolo, inoltre sono ricchi di fibre, che hanno il pregio di ridurre l’assorbimento del colesterolo a livello intestinale.

E’ sempre valido il consiglio di consumare ogni giorno almeno cinque porzioni di frutta e verdura, preferendo prodotti stagionali, locali e freschi.

E’ utile in particolare la frutta secca, ricca di omega 3, acidi grassi polinsaturi che attaccano le placche di colesterolo cattivo. Va consumata, però, senza esagerare, perché è molto calorica.

Anche i cereali integrali e i legumi sono privi di colesterolo e ricchi di fibre solubili, particolarmente utili nel contrastare l’assorbimento dei grassi. Tra i legumi, la soia ha dimostrato un effetto in più, grazie a particolari composti proteici capaci di catturare il colesterolo Ldl e impedire il suo deposito sulle arterie.

Praticare attività fisica costantemente, aiuta a consumare i grassi, riducendone l’accumulo nell’organismo e aumenta il colesterolo Hdl (buono). Al contrario, la sedentarietà diminuisce l’elasticità delle arterie, riduce l’ossigenazione dei tessuti e favorisce l’instaurarsi della pressione alta, tutti fattori che danneggiano le pareti arteriose, indurendole e ispessendole e favorendo il deposito del colesterolo.

Per un individuo sano non ci sono limitazioni di attività sportiva, ma sono comunque da prediligere quelle di tipo aerobico, nelle quali i muscoli, cuore compreso, lavorano attivamente, permettendo ai vasi sanguigni di mantenere la propria elasticità e di bruciare i grassi.

FONTE: Il vero benessere

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camera da letto sexyPenso che il modo migliore per catturare la persona che si desidera sia di avere una camera da letto fantastica e poi fare come dice il proverbio: “Il modo migliore per dimenticare un uomo è quello di avere un altro uomo”.

La tua camera da letto è l’espressione più chiara di come ti senti in questo momento ed è bagnata nei vostri feromoni. Sono caldo o freddo?

Una buona intesa intima in una coppia è il più forte collante tra due persone.  Un buon punto di partenza per l’amore all’interno di una coppia è una “camera sexy”, ma ciò che si vuole è anche una camera da letto che sostiene il tuo amore–sia per te stesso e per gli altri.

Una camera da letto non dovrebbe essere solo una alcova a breve termine o un magnete del momento per un partner, dovrebbe anche essere un nido d’amore a lungo termine.

Quindi cerchiamo di escludere pareti rosse, specchi ovunque e candele profumate, ok? E non c’è neanche bisogno di avere una stanza da letto in un hotel sottomarino!

Controllando la camera da letto delle coppie ho notato che è un indicatore immediato e molto chiaro per capire se la relazione stava per essere iniziata o finita. Quindi, datevi una possibilità!

Ci sono un sacco di cose nella vita che non si possono controllare o non è possibile migliorare immediatamente, ma la vostra camera da letto non è uno di queste. Ecco la mia lista. Si prega di aggiungere qualcosa!

1. Renderla personale e adulta.

Questo significa che la camera da letto dovrebbe esprimere mobili, opere d’arte, abiti e oggetti che sono profondamente personali. Una camera da letto attraente con tutti i mobili nuovi e nessun personaggio reale non è sexy. Inoltre, ho sempre trovato che le donne adulte hanno camere da letto mature e più sexy delle giovani che sembrano reduci da un college americano. Le donne sono più sexy delle ragazze.

2. Rimuovere i computer, fili e le cose da ufficio
.

Con tutto il rispetto dovuto a chi lavora da casa ed è a corto di spazio, si prega di fare tutto il possibile per mantenere tutte le attività lavorative fuori della camera da letto. Uccide solo lo spazio e la fantasia. Rendere la stanza da letto un sancta sanctorum dell’amore o almeno del relax, non dell’ufficio!

3. Avere un buon letto.

Dopo aver dormito su oltre una dozzina di posti letto l’anno scorso (per lavoro) sono giunto a credere davvero che bisogna investire in un buon letto. Questo non significa che avete bisogno di spendere un sacco di soldi, ma che dovete prendervi cura di questo acquisto, spendendo quello che potete. Innamorarsi realmente del proprio letto è un ottimo inizio per innamorarsi a letto. Inoltre, non cercarte di usarlo come magazzino e non mettete niente sotto il letto: non è comodo e non è sexy.

4. Una buona illuminazione è essenziale.

La tua camera da letto deve essere accesa per voi e per l’uso. Questo significa almeno tre punti di luce, che in genere è di due lampade da lettura e uno principale. Come ogni configurazione in un buon albergo, si vuole essere in grado di avere una bella luce a letto prima di andare a dormire e si desidera che il resto della stanza sia dolcemente illuminato con una bassa luce indiretta e non un lampadario fisso sul soffitto. Luce bassa e sexy.

5. Colori caldi, ma non troppo caldi!

Mentre i colori freddi sono realmente i migliori per aiutare una buona dormita, non sono caldi e stimolanti, più utili in questo momento.

Il mio consiglio è di fare qualcosa nel mezzo. EVITARE il rosso ciliegia e usare dei grigi caldi, un lavanda, i verdi, i marroni caldi, il bronzo e il rosa (se si vuole veramente che sia femminile).

I colori neutri sono ok.

Lo “chic spa” e il lino grezzo, che è così popolare in questo momento, sono meglio. Anche un bel bianco non troppo caldo, che va molto bene per risaltare il colore di letto, cuscini, tappeti, tende o paralumi.

6. Keep it Quiet.

Cioè silenzio e tranquillità. La pace e la tranquillità sono di importanza vitale in camera da letto, ma in particolare in una camera da letto sexy.

Si comunica privacy, intimità, comodità e confort. Per calmare anche la più rumorosa camera da letto è sufficiente aggiungere un sacco di tessuto per attutire il suono. Tende pesanti, alte e un buon tappeto o stoffa pesante da parete a parete o la moquette farà la maggior parte del lavoro.

Le testiere sono eccellenti per assorbire il suono mentre si è a letto. Le poltrone aggiungono un tocco di lusso alla camera da letto–si può dire boudoir? E aiutano ad attutire il rumore indesiderato.

7. Fare una stanza morbida al tatto.

Si consiglia di considerare tutti i sensi e in camera da letto la morbidezza al tocco è un grande. Bella, con letti di alta qualità sotto il corpo, una coperta calda sui piedi e un fresco asciugamano asciutto e sovradimensionato per avvolgere lui o lei vi porterà molto lontano.

8. Le candele davvero sono sexy!

Le candele portare sempre con sé una connotazione romantica e per una buona ragione. La luce che gettano è più morbida, più caldo e più sexy. Tutti sembrano più belli a lume di candela.

State solo molto attenti con le candele profumate perché profumi di bassa qualità possono rovinare tutto. In caso di dubbio, EVITARE.

9. Gli specchi sono molto sexy.

Mentre alcuni possono sentirsi male perché gli specchi rendono troppo consapevoli di sé, il rischio vale la pena. Anche se non vanno bene per una camera da letto solo per dormire, uno specchio attraente di grandi dimensioni sul muro che permette di vedervi (quando siete pronti a…) è super stimolante e vi può portare a nuove altezze.

Se si tratta di uno specchio di grandi dimensioni in piedi, si può facilmente spostare dove si vuole. A noi uomini lo specchio piace, niente da dire (e anche alle donne, credo).

10. Pulito è sexy, non dimenticatelo.

Ho lasciato questo per ultimo perché sembra ovvio ma non si può mai ripeterlo abbastanza: assicurarsi che la stanza sia veramente, veramente pulita. In realtà è la prima cosa che una persona avverte (consciamente o inconsciamente) quando entra in una camera da letto ed è il più grande anti-sexy, anche quando tutto il resto è ok.

Conservare i vestiti piegati lontano, il pavimento aspirato (benissimo sotto il letto) e tutte le superfici ordinate e pulite.

Ordine e pulizia in camera da letto sono la migliore cornice per lasciarsi andare e fare qualcosa di selvaggio e sporco senza soffiare via la polvere facendo pulizie!

FONTE: Arredarecasa

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tisanoreicaIn quest’ultimo periodo si sta facendo un gran parlare di una nuova dieta, pensata da un imprenditore veneto,  Gianluca Mech, che prende il nome di Tisanoreica.

Una dieta basata sull’assunzione di preparati iperproteici  e sul principio della chetogenesi. Un vero e proprio elisir di bellezza a detta di alcuni. A detta di altri, però, si tratta di un regime alimentare che di naturale ha ben poco e può essere molto rischioso per la salute.

La chetogenesi si basa sulla mancata assunzione, per un periodo di tempo limitato, di carboidrati. Questo crea uno squilibrio nell’organismo che, per avere energia, deve bruciare grassi.

Il cervello, però, che non è in grado di usarli direttamente, li deve prima convertire in corpi chetonici, molecole più piccole prodotte dal fegato in condizioni di digiuno prolungato. Una condizione che, a distanza di tempo, può far andare sotto sforzo fegato e reni.

Sono molte le riviste che demonizzano o osannano questa soluzione alimentare. Tra cui il Fatto Alimentare che ha da sempre dichiarato la pericolosità dell’assunzione della dieta ideata da Mech.

Anche un’altra fonte autorevole ha analizzato l’efficacia della dieta Tisanoreica: Altroconsumo ha dedicato un’analisi approfondita in un articolo intitolato Dieta senza Equilibrio, nel suo supplemento n° 269 Test Salute pubblicato ad aprile 2013.

L’articolo di cui stiamo parlando esordisce in questo modo: “Tante proteine, mai carboidrati, bandita la frutta, sconsigliata l’attività fisica. Ecco un’altra dieta di moda che fa il bene solo di chi l’ha inventata”.

Beh, i presupposti non sono dei migliori, visto che vengono banditi i metodi sani e naturali di perdita di peso.

Ma le polemiche legate alla dieta tisanoreica non finiscono qui.

Secondo quanto riportato nell’inserto di Altroconsumo,  il principio errato dal quale parte la dieta tisanoreica è questo: “Bisogna mangiare in maniera disequilibrata, provocando una carenza mirata”.

Un principio che difficilmente diversi nutrizionisti potrebbero accettare e che, tra l’altro, si basa sull’acquisto di prodotti particolari, preparati ispirati alla pasta e al riso, composti da  polverine proteiche che permettono di ottenere bevande al gusto dei cibi classici.

Un sistema fortemente fondato sul business, su cui Altroconsumo pone l’attenzione.

Perché tutto funzioni, infatti, è necessario assumere in tutta la prima fase intensiva, che va dagli 11 ai 21 giorni, i preparati commerciali. Sul supplemento di Altroconsumo si legge: “Abbiamo fatto due conti per capire – in soldoni – che cosa significa seguire questa dieta: a fine ciclo avrete sborsato circa 466 euro, solo di prodotti con la faccia del signor Mech sulla confezione. Probabilmente avrete anche perso peso, ma non a poco prezzo. E non stiamo parlando solo del sacrificio economico: questo regime può pesare anche sulla vostra salute”.

Il perché lo spiega a Il Fatto Alimentare Pier Luigi Rossi, medico specialista in Scienza dell’alimentazione e  Docente di Scienza della alimentazione e tecniche dietetiche: “Se protratta nel tempo, una dieta di questo tipo crea nell’organismo un’emergenza energetica che costringe il fegato a trasformare gli acidi grassi prodotti dagli adipociti in corpi chetonici. Si può perdere peso, e in chi segue queste diete si può anche generare una sorta di euforia. Ma un picco elevato di corpi chetonici nel sangue è una condizione aggressiva, potenzialmente pericolosa specie per chi soffre di diabete,  malattie renali, steatosi e patologie epatiche, displidemia e osteoporosi”.

Il regime proposto dalla dieta tisanoreica è limitato nel tempo, è vero, ma i rischi che vengono evidenziati da Altroconsumo sono che le ferree limitazioni imposte nei giorni di dieta possono influenzare le abitudini alimentari delle persone, che in quei giorni sono private degli zuccheri e della frutta.

Quelli riportati sono i giudizi espressi da uno specialista intervistato da Il Fatto Alimentare e un’inchiesta prodotta da Altroconsumo. Chi difende la dieta tisanoreica si basa sul fatto che il suo ideatore ha investito in ricerca e test genetici. Per correttezza, tra le fonti citate, inseriamo anche un articolo pubblicato su Affari Italiani  in cui la professoressa Emilia Costa, fondatrice del Centro per i Disordini Alimentari del Policlinico Umberto I di Roma, esprime il suo parere positivo nei confronti della tisanoreica.

E voi, cosa ne pensate?

Fonti articolo:

FONTE: ambientebio

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olio di olivaL’olio extravergine d’oliva è un potente alleato contro l’invecchiamento e per prevenire l’Alzheimer.

Le proprietà salutari dellolio extravergine hanno trovato un supporto sempre maggiore da parte della ricerca scientifica negli ultimi anni. Ciò ha permesso una maggiore diffusione nel mondo di uno degli alimenti simbolo della dieta mediterranea.

Il più recente studio in proposito è stato condotto da parte di ricercatori dell’Università di Firenze, sotto la guida di Massimo Stefani del dipartimento di Scienze Biomediche sperimentali e cliniche e da Fiorella Casamenti del Dipartimento Neurofarba. I risultati della ricerca sono stati da poco pubblicati sulla rivista Plos One.

Secondo gli esperti, l’olio extravergine rappresenta un potente alleato contro l’Alzheimer, l’invecchiamento e le malattie degenerative. Il merito sarebbe dell’oleuropeina aglicone, il principale fenolo presente nell’olio extravergine d’oliva. Il prezioso olio potrebbe risultare utile per prevenire i deficit cognitivi e i danni cellulari che caratterizzano il morbo di Alzheimer.

Sono gli antiossidanti contenuti nell’olio extravergine ad agire in maniera positiva per proteggere il cervello dalle malattie degenerative. Lo studio, secondo quanto dichiarato dagli esperti, conferma gli effetti anti-invecchiamento della dieta mediterranea. Le sostanze presenti nell’olio extravergine potrebbero essere impiegate per creare un nutraceutico utile nella prevenzione dei danni neurologici legati all’invecchiamento e in particolare al morbo di Alzheimer.

La conferma delle proprietà benefiche dell’olio extravergine ha portato ad un incremento (+16%) delle esportazioni all’estero del prodotto italiano, come comunicato da parte della Coldiretti, che evidenzia però anche una lieve flessione nel suo consumo:

“Sul piano nazionale si registra un preoccupante calo dei consumi pari al 10 per cento nel primo semestre dell’anno che rischia di avere un impatto anche sulla salute. L’olio di oliva resta però il condimento piu’ apprezzato dagli italiani con un consumo nazionale stimato in circa 12 chili a testa. L’Italia è il secondo produttore mondiale di olio di oliva con circa 250 milioni di piante e una produzione che nel 2012 è stata di circa 4,4 milioni di quintali, e può contare su 40 oli extravergine d’oliva Dop/Igp”.

FONTE: Marta Albè (Greenme)

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interni armoniosiAbitare in una casa armoniosa è una premessa fondamentale per rendere la propria casa un vero luogo dove rifugiarsi, recuperare le energie. Fare della propria casa una vera alcova di benessere.

Ecco alcuni ingredienti base:

1) AMORE

L’amore che provate per la vostra casa si nota subito, è evidente a tutti quelli che entrano in casa vostra. Amare la propria casa è uno dei requisiti fondamentali per ren- derla bella ed accogliente. Solo chi accudisce con amore la propria casa può darle quel tocco di bacchetta magica e trasformarla nella casa ideale.

2) MONETINE

Per avere una bella casa è necessario avere del denaro a disposizione e, naturalmente, maggiore è la somma di denaro che ci possiamo permettere di spendere, più ampia è la nostra gamma di scelte.

Talvolta però, la vasta scelta può diventare difficile da gestire, si possono commettere errori grossolani, come scegliere un arre- damento che non esprime la nostra personalità, oppure che vuole solo ostentare o stupire gli altri.

Quando la casa diventa un modo di mostrare le proprie possibilità economiche si può facilmente perdere il senso della misura, a discapito della semplicità, dell’armonia e della vera bellezza.

3) EQUILIBRIO

Nell’arredamento, come nella vita, è bene mantenere un certo equilibrio ed evitare gli eccessi.

Non riempite la casa di arredi tutti esclusivamente in stile antico oppure tutti in stile moderno, non fissatevi con oggetti troppi leziosi e opulenti, con un eccesso di pezzi d’arte povera o di arredi supereconomici; qualsiasi cosa, portata all’eccesso, diventa banale, noiosa, perde in freschezza e in naturalezza. Lo stile della vostra casa non dovrebbe essere rigido, proprio come non lo siete voi!

Ricordate inoltre che gli arredi devono essere proporzionati tra di loro e che quindi la misura di ciascun elemento d’arredo deve essere rapportata alla misura degli altri elementi presenti nell’ambiente.

Mantenete le giuste proporzioni, ma ricordate che non è necessario che gli oggetti abbiano tutti lo stesso design o stile per creare armonia; a volte l’oggetto particolare, sapientemente collocato, può creare movimento e rendere l’ambiente più interessante.

“Se costa molto, vuol dire che è bello!”
Non è l’acquisto d’oggetti costosi a rendere la vostra casa più bella, ma sono il buon gusto, l’amore, il lavoro ed il tempo che gli dedicate che fanno la differenza.

4) ARMONIA E SEMPLICITÀ

La cubatura di una casa non equivale a bellezza e non influisce sul senso di benessere che proviamo quando vi entriamo e vi trascorriamo del tempo.

Una casa molto grande, per esempio, può diventare scomoda, se l’atmosfera è resa troppo rigida e formale dalla scelta degli arredi.

Una casa di questo genere sortisce “l’effetto museo”, dove siamo portati ad ammirare l’ambiente in ossequioso silenzio, ma non certo a rilassarci in compagnia.

Ci sono quindi diverse regole per fare della propria casa un luogo piacevole, bello e armonioso.

FONTE: Valeria Pantaleone

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