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Archive for dicembre 2013

lifting omoepaticoÈ una mappa, il viso. Una trasposizione oleografica del corpo intero. Tutto compreso: inquietudini e gioie, benessere e dolore. Così una ruga non è solo un inestetismo, ma una traccia, una precisa indicazione emozionale.

Omeomesosinatria, un nome alchemico che unisce bellezza, omeopatia e agopuntura.

La medicina estetica ha raffinato il tiro: le iniezioni del rimedio omeopatico possono seguire un meridiano, e dunque supportare il filler estetico. Soprattutto se la ruga è “di espressione”, legata a uno stato d’animo.

Il botulino non sa se siamo tristi o felici, l’acido ialuronico neppure, ma un rimedio omeopatico lo sa eccome:

  • Lycopodium conosce la tristezza delle guance,
  • Lachesis l’alzata di ciglia vanitosa,
  • Thuya la preoccupazione della fronte,
  • Nux Vomica le borse sotto gli occhi.

E i cinesi conoscevano i punti precisi in cui pungere con un ago benefico. Ecco il bello dell’omeomesosinatria, l’unione fra il rimedio omeopatico e il punto di agopuntura dove sarà iniettato il rimedio più adatto.

Solchi dell’autorità – La ruga di marte è la nasogeniena, dalla radice del naso si appesantisce sotto le guance e grava verso gli angoli della bocca. Lachesis in questo caso è il rimedio più indicato, iniettato agli angoli della bocca per alleggerire un’espressione corrucciata. D’altra parte Lachesis è un veleno di serpente, diluito e dinamizzato, capostipite dei rimedi rigidi e autoritari.

Angoli della bocca – Sono le rughe “sociali” e parlano di sfiducia e paura, di scarso senso di responsabilità e inadeguatezza. Spesso sono legate ai desideri profondi, alla seduttività e a un temperamento passionale. Lycopodium è il rimedio da iniettare in piccole quantità intorno alle labbra per “ridare cuore” a chi tentenna intimorito e donare fiducia nel perseguire i desideri.

Fronte – Turba della funzione polmone e del Qi, l’energia vitale. Le rughe orizzontali della fronte denotano tristezza e preoccupazione, scarsa fiducia in se stessi e soprattutto scarsa energia vitale verso gli ostacoli. Thuya è il rimedio omeopatico da iniettare per ottenere rilassamento muscolare e un benefico effetto estetico. Se troppo scavate queste rughe indicano insoddisfazione e rimorso.

Glabella – Melanconia è il significato di queste rughe, la mancata percezione del gusto della vita. Le rughe tra le sopracciglia indicano tensione nervosa che blocca lo slancio vitale e decisionale. Il rimedio è il simillimum, di appartenenza costituzionale. Spesso è Sepia, per sguardi accigliati e tristi.

Occhi – Le rughe presenti all’angolo esterno dell’occhio si proiettano verso la tempia ammiccando e sorridendo. Strizziamo gli occhi per mettere a fuoco un problema che ci affligge, pratico o emozionale, quando ne perdiamo l’obiettività o sottovalutiamo le ripercussioni. Sepia, rimedio omeopatico ottimo per occhi cerchiati, stanchi, con difficoltà a concentrarsi sulle cose.

Non di solo filler vive la ruga

Per la medicina taoista la ruga nasce da una tempesta interiore, da una prova, da un dolore: somiglia al solco del lampo sulla corteccia di quercia. Per questo, rivitalizzare il tessuto è più importante di riempire una ruga. Anche la medicina estetica deve tenerne conto in due passi successivi.

Biostimolazione: si ottiene attraverso l’uso di rimedi omeopatici (omeomesosinatria) integrati a un pool di amminoacidi ramificati per stimolare la matrice e la nuova produzione di collagene. Anche l’acido ialuronico a basso peso molecolare può essere utilizzato.

Filler: l’acido ialuronico in forma di gel riempie la ruga a termine del percorso di rivitalizzazione, in un contesto cutaneo già reso più giovane, fresco e ben idratato, attivato nella produzione di collagene dalla biostimolazione.

FONTE: LifeGate

 

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pressione e alimentazioneLa pressione alta può essere tenuta sotto controllo attraverso l’alimentazione. Ci sono infatti determinati cibi, che dovremmo introdurre nella nostra dieta per combattere la pressione alta e per la prevenzione delle malattie nell’ottica di un’alimentazione sana.

Non va dimenticato d’altronde che, nel caso del sovrappeso o dell’obesità, perdere peso si dimostra un rimedio essenziale per abbassare la pressione del sangue.

Tutto risiede nelle abitudini alimentari che portiamo avanti. Se facciamo attenzione alle dimensioni delle porzioni e alle calorie che introduciamo nel nostro organismo, possiamo abbassare la pressione e limitare il rischio di incorrere nelle malattie cardiache. Vediamo quali sono gli alimenti contro la pressione alta.

1. Cioccolato amaro

Il cioccolato amaro può essere considerato a tutti gli effetti un ottimo antipertensivo. Basterebbero circa 10 grammi di cacao per favorire la dilatazione delle coronarie e abbassare anche il livello di colesterolo. Ci sono vari studi a questo proposito. Fra questi anche uno che ha preso in considerazione la popolazione Kuna, che vive al largo della costa di Panama e che consuma grandi quantità di cacao. Si è visto che presso questo popolo c’è un’incidenza minima di mortalità per malattie cardiovascolari.

2. Lupini

Anche i lupini possono combattere la pressione alta. Questi leguminosi contengono degli elementi proteici molto particolari, che, nel futuro della ricerca scientifica, potrebbero essere estratti per ricavare sostanze in grado di combattere l’ipertensione. I lupini sono efficaci anche contro il colesterolo e il diabete.

3. Frutta e verdura

La frutta e la verdura possono essere considerate a buon diritto dei “cibi-farmaci”. Esse infatti contengono una grande quantità di potassio, che si rivela essenziale nel controllo della pressione. Questo minerale infatti è coinvolto nella regolazione dei meccanismi che fanno contrarre e dilatare le fibre muscolari, comprese quelle che si trovano nella parete dei vasi sanguigni. In particolare la banana è un rimedio naturale contro la pressione alta. Il potassio ha quindi un effetto benefico nei confronti dell’apparato circolatorioGli alimenti ricchi di potassio sono essenziali per il nostro benessere.

4. Cereali

cereali contengono una proteina vegetale, l’acido glutammatico, che è in grado di abbassare la pressione arteriosa. A dimostrarlo è stato uno studio portato avanti dai ricercatori del Department of Preventive Medicine della Northwestern University di Chicago.

5. Legumi

legumi sono in grado di abbassare la pressione. Il merito sarebbe in questo caso da attribuire ad un idrolisato proteico. Questa proteina ha anche la capacità di ritardare o impedire l’insorgenza di danni ai reni.

6. Noci

Le noci contengono antiossidanti e acidi grassi non saturi. Una ricerca condotta negli Stati Uniti ha messo in evidenza che le noci sono in grado di ridurre la pressione alta, soprattutto quando questa è causata dallo stress. E’ stato scoperto che chi include le noci nella propria dieta ha la pressione più bassa rispetto agli altri che non consumono questa frutta secca.

7. Pesce

Attraverso recenti studi scientifici si è scoperto che gli omega 3, contenuti in abbondanza nel pesce, oltre ad avere delle proprietà curative che contribuiscono al benessere generale, riescono a svolgere anche una funzione specifica per il controllo della pressione arteriosa, prevenendo le malattie cardiovascolari.

8. Patate viola

Uno studio condotto dalla University of Scranton, in Pennsylvania, ha messo in evidenza che il pigmento naturale delle patate viola risulta utile nel ridurre la pressione sanguigna, in quanto è ricco di sostanze fitochimiche che fanno bene al nostro organismo. Comunque si devono evitare le alte temperature di cottura, perché altrimenti vengono distrutte molte di queste sostanze salutari, lasciando in quantità maggiori amido e grassi.

9. Barbabietola rossa

I ricercatori della Queen Mary University di Londra hanno scoperto che il succo di barbabietola rossa bevuto ogni giorno riesce a combattere la pressione alta. Il tutto sarebbe merito di una reazione chimica che avviene nella bocca. Qui i nitrati contenuti nel succo di barbabietola sono convertiti in nitriti grazie all’azione dei batteri che sono presenti sulla lingua. I nitriti, composti dell’azoto, entrati nell’organismo, si trasformano in molecole molto importanti per il controllo della pressione.

FONTE: tantasalute

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Tango coupleDa sempre nella danza la coppia esprime simbolicamente la tensione del desiderio, una “recita” che muta con l’evoluzione della società e dei costumi…

Il ballo è da sempre considerato come una forma di recitazione, una sorta di “rituale sociale” dove sono messe in atto regole, schemi oppure emozioni.

Il ballo “sociale” del XVIII secolo era il momento in cui si mostravano in società le figlie da marito, affinché i pretendenti potessero ammirarle e, prenotando un ballo sul loro carnet, si potessero stringere accordi matrimoniali.

Il ballo di coppia, inteso come momento più intimo e d’incontro, emerge nell’800, con il valzer, dove finalmente gli schemi rigidi del ballo settecentesco si allentano per permettere alla coppia di stringersi nell’abbraccio romantico.

In pratica il ballo è lo specchio delle dinamiche di coppia: se in passato la coppia esisteva solo per interesse sociale e unione di casati, con l’epoca moderna la famiglia diviene il simbolo dell’unione romantica e non di interesse, dove sono il legame sentimentale e affettivo a unire i due partner.

Nel ballo si nasconde Eros
Il ballo diviene quindi l’espressione dell’abbraccio, del contatto fisico senza più regole fisse, rigide e prefissate. Nel ballo, i ruoli uomo-donna si ripresentano sotto forma di mascolinità e femminilità, specie nei balli di radice afro-caraibica, dove l’espressione corporea da sempre riproduce veri e propri dialoghi tra i partner, basati su una reciproca “fittizia seduzione”.

Per non parlare del gioco sensuale del tango, che sicuramente è il ballo di coppia più erotico; il tango è stato definito “l’espressione verticale di un desiderio orizzontale”: il tango è la sensualità fatta danza.

Sia nel tango che nel sesso vi deve essere libertà: nell’uomo di decidere i passi, nella donna di accettare gli inviti. La fine di un tango è un poco come la situazione post orgasmica: per l’uomo alla fine di un tango vi è appagamento, l’uomo è quasi “sazio” ha dato molto, mentre la donna è proiettata in avanti, il piacere provato la proietta verso il prossimo ballo, dove colloca un desiderio che continua senza pause.

Quando si balla…soli!
Oggi il ballo non è più di coppia, ma individuale: in discoteca il protagonista non è più la coppia, ma il gruppo o l’individuo. Il singolo è trascinato dal gruppo in movenze che ricordano un rito dionisiaco, caratterizzato dallo “sballo”.

Il riemergere del “dionisiaco” rivela l’esigenza umana dell’eccesso: in fondo Dioniso rappresenta la spasmodica ricerca del piacere in tutta la vita compresa anche la trasgressione e lo sballo!

Ma mentre per i Greci Dioniso era una energia travolgente, uno slancio insondabile e il flusso della vita, per i giovani di oggi sembra a volte più una brama di estremismo che porta a chiudersi nell’individualismo e a non proiettarsi verso l’altro.

La musica dovrebbe originare emozioni che danno vita a sentimenti che dei corpi tramuteranno in danza.

Grazie al ballo di coppia è possibile per la coppia entrare in contatto con il corpo dell’altro e con le emozioni più forti, e in questo modo poter esprimere il desiderio, la passione, la creatività e sentirsi veramente vivi!

FONTE: Riza

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tosse grassa e seccarimedi naturali per la tosse secca e la tosse grassa si rivelano delle soluzioni essenziali. Specialmente con l’arrivo dell’influenza, la tosse tende a diventare piuttosto fastidiosa. Invece di ricorrere subito ai farmaci e, quindi, alle sostanze chimiche, possiamo fare affidamento sulle soluzioni che la natura mette a nostra disposizione.

I rimedi omeopatici e quelli naturali possono costituire un punto di riferimento importante per il nostro benessere.

Fra i rimedi contro la tosse secca, possiamo segnalare le tisane:

  • di tiglio,
  • di altea o
  • di malva.

Per quanto riguarda i rimedi contro la tosse grassa, possiamo fare riferimento ai cataplasmi, che si applicano direttamente sul torace.

La tosse secca

Ci sono vari rimedi naturali contro la tosse secca. Ad esempio, si possono utilizzare delle preparazioni erboristiche a base di piante, che hanno delle proprietà calmanti ed emollienti. Tra le più conosciute c’è l’altea, di cui si può usare anche uno sciroppo naturale. Quest’ultimo, ricco di mucillagini, ha la capacità di addolcire le mucose della gola.

La malva ha delle proprietà protettive ed antinfiammatorie delle mucose, mentre molto utile è anche l’infuso a base di tiglio, preparato con i fiori essiccati, per difendere la mucosa della faringe e quella della trachea.

Ci sono dei rimedi omeopatici contro la tosse secca da non dimenticare:

  • Lycopodium clavatum,
  • Hepar sulfuris,
  • Phosphorus,
  • Aconitum napellus.

Il primo è molto benefico per trattare la tosse cronica, che dipende da solleciti a livello della laringe.

Il secondo si rivela importante contro i disturbi creati da correnti d’aria fredda,

il terzo per la tosse nervosa, che peggiora in presenza di odori forti, e l’ultimo è indicato soprattutto per combattere la tosse rauca.

Il Sambucus nigra è ottimo quando si hanno difficoltà respiratorie, mentre la Bryonia è da utilizzare quando si manifestano dei dolori a livello toracico.

Da non dimenticare un classico rimedio della nonna, che consiste nel bere latte caldo con il miele. Per mantenere umida la gola, si può usufruire dei suffumigi con oli essenziali balsamici e disinfettanti: eucalipto, lavanda e cipresso.

La tosse grassa

I rimedi naturali contro la tosse grassa comprendono innanzi tutto un’attenzione particolare all’alimentazione. E’ meglio introdurre nel nostro organismo più bevande calde, come le tisane espettoranti, che possono essere dolcificate con del miele all’eucalipto.

Essenziale è ridurre i latticini, lo zucchero e i cibi a base di farina.

Ampio spazio va lasciato, invece, alla frutta, che può essere costituita soprattutto dagli agrumi, ricchi di vitamina C.

Si possono pure utilizzare dei cataplasmi, che vanno applicati direttamente sul torace. Molto utili a questo proposito si rivelano quello di cipolle, di patate, di farina d’avena, di senape o di lino.

Si tratta di composti molto facili da preparare, perché le sostanze naturali vanno fatte bollire, fino ad ottenere un amalgama che possa essere spalmato sul petto. Per ottenere maggiori benefici, sulla garza, all’interno della quale abbiamo versato il composto, possiamo applicare una borsa dell’acqua calda avvolta in un maglione di lana.

Da non dimenticare l’azione espettorante fondamentale esercitata dal bagno caldo, che può essere aromatizzato con oli essenziali di timo e di eucalipto. Da fare soprattutto la sera, prima di andare a dormire.

FONTE: tantasalute

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DOPO NATALECome rimettersi in forma dopo Natale?

Ormai una delle feste più attese dell’anno è passata e ci siamo deliziati con abbuffate varie, che certamente non hanno fatto bene al nostro organismo.

Le feste natalizie inducono anche ad un’alterazione dei ritmi quotidiani, senza contare lo stress che spesso si accumula in giornate come queste. Il nostro benessere psicofisico ne risente, ecco perché, trascorso il Natale, forse è meglio rimettersi un po’ in sesto, adottando qualche rimedio specifico.

Volete scoprirli tutti? Si tratta di mettere in atto delle importanti regole che riguardano la dieta da seguire e l’attività fisica e poi di ricorrere a qualche soluzione tratta direttamente dalla natura.

L’alimentazione

E’ importante seguire un’alimentazione equilibrata, incentrata sui pasti principali ed evitando gli spuntini fuori pasto, specialmente se si tratta di dolci. Volendo si può aumentare anche il consumo di verdure e frutta fresca. Se ne possono mangiare anche 4 o 5 porzioni nel corso della giornata e sono molto importanti per fornire all’organismo fibrevitamine sali minerali. E’ bene bere anche molta acqua, circa 2 litri al giorno. Per quanto riguarda i carboidrati, bisognerebbe fare qualche rinuncia, magari evitando il pane e preferendo ad esso crackers integrali, che sono poveri di calorie.

E’ opportuno prendersi il giusto tempo per mangiare, masticando lentamente, in modo da favorire la digestione e, quindi, aumentare il senso di sazietà. Non è il caso di ricorrere a barrette dietetiche, meglio ricorrere ad un’alimentazione sana con cibi cotti, che siano in grado di far restare leggeri e di far diminuire il senso di gonfiore e di pesantezza. Possono essere d’aiuto anche le tisane, soprattutto la sera. Gli infusi di melissa, di finocchio, di betulla bianca sono adatti a combattere le conseguenze di un’alimentazione disordinata; tè verde e tè bianco sono depurativi.

L’attività fisica

Sicuramente durante le feste abbiamo accumulato molte calorie di troppo, che si traducono in qualche chilo in più, che deve essere accuratamente smaltito. A questo scopo è essenziale dedicarsi all’attività fisica, quotidianamente e in maniera regolare. C’è anche chi faceva dell’esercizio fisico e lo ha sospeso per Natale. Occorre, quindi, riprendere in maniera graduale. Non per forza si deve andare in palestra, ma si possono studiare anche delle apposite strategie quotidiane. Ad esempio, ci si può muovere a piedi in città, lasciando l’automobile a casa, o, se abitiamo in campagna, possiamo dedicarci a qualche bella passeggiata in mezzo alla natura. Fare un po’ di movimento aiuta sia la mente che il corpo.

I rimedi naturali

Fra i rimedi naturali che possono aiutarci dopo il Natale ci sono le essenze floreali australiane. Si tratta di preparati ottenuti dai fiori di piante che crescono spontaneamente e che possiamo rintracciare sotto forma di gocce, di creme o di vaporizzatori.

Innanzi tutto essi aiutano a gestire in maniera serena ed equilibrata il rapporto con il cibo. Ad essere maggiormente a rischio durante le feste sono i soggetti ansiosi, che tendono a mangiare compulsivamente. Il fiore australiano Dog Rose of the Wild Forces è adatto a chi perde il controllo sul cibo e non resiste alle tentazioni della buona tavola.

L’uso di questa essenza deve essere abbinato, comunque, ad un’alimentazione equilibrata, che preferisca le verdure, i legumi e il pesce ai carboidrati raffinati, i quali hanno lo svantaggio di alzare il livello glicemico. Gli esperti spiegano che ad essere più vulnerabili al richiamo degli zuccheri sono i soggetti che hanno squilibri a livello pancreatico. Tuttavia, per correggere questi squilibri, può essere utile il fiore Peach Flowerred tea tree.

E se siamo stressati?

Incombenze familiari, situazioni sentimentali, carenze di sonno: tutti motivi che possono accentuarsi nei loro aspetti negativi proprio in corrispondenza delle feste.

La floriterapia consiglia :

  • il Black Eyed Susan, per alleviare i problemi di digestione, e
  • il Red Suva Frangipani, se mangiare diventa un modo per colmare un vuoto affettivo.
  • Per depurare l’organismo ottimi sono il Bottlebrush, che agisce sul colon e sul fegato, con effetti drenanti, e
  • la Spinifex, che ripulisce dagli scarti del metabolismo.

FONTE: Tantasalute

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bibite_gasateNe avevamo già parlato in articoli precedenti, e qui vediamo minuto per minuto gli effetti di quella bevanda e sue affini nel nostro corpo

Dopo 10 minuti

I dieci cucchiai di zucchero contenuti in un bicchiere di cola rappresentano un colpo devastante per il corpo . Tuttavia questo bilancia l’effetto devastante che lacido fosforico produrrebbe sull’organismo se assunto da solo.

Dopo 20 minuti

Si verfica un aumento dei livelli di insulina nel sangue. Il fegato converte tutto lo zucchero in grassi .

Dopo 40 minuti

L’ingestione di caffeina è stata completata; le pupille si dilatano . Aumenta la pressione sanguigna non appena  il fegato rilascia altro zucchero nel sangue . I recettori dell’adenosina vengono bloccati e viene così inibita la sonnolenza.

Dopo 45 minuti

Il corpo aumenta la produzione di dopamina , un ormone che stimola il centro del piacere del cervello che ha lo stesso principio di funzionamento delle droghe pesanti .

Dopo 1 ora

L’ acido fosforico lega il calcio , il magnesio e lo zinco nel tratto gastrointestinale , sovralimentando  così il metabolismo . Viene aumentata l’escrezione di calcio attraverso le urine.

Dopo più di 1 ora

Senti l’effetto diuretico della bevanda . Il corpo elimina calcio, magnesio e zinco , componenti ossee , così come il sodio . A questo punto la persona si sente irritabile o debole .

In questo contesto ci dobbiamo chiedere  se i consumatori sono consapevoli del ‘ cocktail ‘ che stanno ingerendo quando bevono una bottiglia di Coca-Cola e godere il suo effetto indubbiamente “rinfrescante”

Bisogna ricordare che il principio attivo di questa bevanda è lacido fosforico . A causa della sua elevata acidità , le  cisterne in cui il concentrato viene trasportato devono  essere resistenti a materiali altamente corrosivi .

In generale , la composizione di uno dei prodotti più pubblicizzati dalla  Coca -Cola, la Diet Coke , senza caffeina, ci lascia davvero a bocca aperta .

Questa bevanda contiene acqua gassata , E150d , E952 , E950 , E951 , E338 , E330 , E211 ed aromi .

L’acqua gassata è l’acqua con gas . Provoca la secrezione gastrica , aumenta l’acidità del succo gastrico e causare flatulenza .

E150d : è un colorante alimentare ottenuto dalla lavorazione di zucchero a determinate temperature , con o senza aggiunta di reagenti chimici . In questo caso , si aggiunge solfato di ammonio .

E952 : è ciclamato di sodio , un sostituto dello zucchero . Il ciclamato è un prodotto chimico sintetico con 200 volte più dolce dello zucchero ed è usato come un sapore dolcificante artificiale . Nel 1969 fu bandito dalla Food and Drug Administration ( FDA ), perché questa sostanza come saccarina e aspartame , ha causato il cancro della vescica nei ratti . Nel 1975 ha iniziato ad essere  bandito anche in Giappone , Corea del Sud e Singapore. Nel 1979 l’OMS ( Organizzazione Mondiale della Sanità ) di nuovo permesso l’uso del ciclamato .

E950 : è acesulfame potassio , estremamente dolce  e colpevole di alterare il funzionamento del sistema cardiovascolare . Esso contiene anche acido aspartico , una sostanza che può anche eccitare il sistema nervoso e nel tempo può portare alla dipendenza . L’acesulfame scioglie male e non è consigliabile che bambini e donne incinte consumano.


E951 : aspartame è utilizzato come sostituto dello zucchero per i diabetici . È chimicamente instabile a temperature elevate perché si decompone come metanolo e fenilalanina . Il metanolo è molto pericoloso : da 5 a 10 ml sono sufficienti a distruggere il nervo ottico , causando cecità irreversibile . Quando viene riscaldato (come possibile nelle bibite mal stoccate ) l’aspartame diventa formaldeide , un potente agente cancerogeno.

E338 : è l’acido fosforico . Può causare irritazione alla pelle e agli occhi . Viene utilizzato per la produzione di sali di acido fosforico di ammoniaca , sodio, calcio , alluminio , e anche nella sintesi organica per la produzione di carbone e nastri cinematografici, materiali refrattari , ceramiche, vetro , fertilizzanti , detergenti sintetici. E’ inoltre usato nel settore  metallurgico e tessile e nell’industria medica .

Acido citrico E330 . È diffuso in natura ed è utilizzato nell’industria alimentare e farmaceutica . Sali di acido citrico ( citrato ) sono utilizzati nell’industria alimentare e in medicina , per la conservazione del sangue .

E211 : benzoato di sodio è usato come agente antisettico e antimicotico in prodotti alimentari come marmellate, succhi di frutta e yogurt agente . Non è consigliabile che vegna consumato da asmatici e le persone che sono sensibili all’aspirina . Uno studio condotto da Peter Piper , dell’Università britannica di Sheffield , ha rivelato che questo composto provoca  cambiamenti signbificiativi e danni al DNA . Questo può portare a cirrosi e malattie degenerative come il Parkinson .

Gliaromi naturali sono additivi aromatici sconosciuti .

La Diet Coke quindi è ancora peggio , perché con l’ aspartame , che sostituisce lo zucchero in questa bevanda , la bevanda diventa un veleno neurotossico puro .

Istituzione Culturale  ICP Pachayachachiq

FONTE: Ambientebio

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cibo se malatiSe vogliamo aiutare il nostro corpo a debellare le malattie da freddo dobbiamo far posto sulla nostra tavola a cibi leggeri, depurativi e ricostituenti

Per aiutare l’organismo a superare bene questo periodo dell’anno nel quale le malattie da raffreddamento “vanno per la maggiore”, è bene non affaticarlo consumando cibi o bevande che provocano difficoltà digestive, come

  • carni rosse,
  • formaggi stagionati,
  • salumi,
  • fritti,
  • zucchero bianco,
  • alcol,
  • caffè:

creano scorie che fiaccano gli anticorpi e rendono più aggressivi virus e batteri.

Come organizzare la “terapia alimentare”
Mangia ogni giorno cibi ricchi di vitamina A e C che aumentano le difese (soprattutto agrumi, kiwi, papaia): la colazione comprenderà latte (meglio se di riso o di soia), yogurt bianco magro, succhi di frutta, miele, tè verde invece del caffè (stimola gli anticorpi) e pane di segale.

Questi cibi forniscono anche zinco e rame, che sono antinfettivi.

Via libera a brodi vegetali, ortaggi al vapore e riso conditi con olio d’oliva e un cucchiaio di semi di lino: aiutano ad abbassare la febbre.

Tra le proteine, sono indicati il pesce e le carni bianche, un po’ meno i formaggi grassi (che favoriscono la formazione di catarri).

È importante cercare di bere di più: acqua naturale, tè verde, spremute e centrifugati, perché i liquidi idratano l’organismo e accelerano la guarigione.

Largo al riso integrale e alle verdure cotte
Durante la malattia, mangialo anche 2 volte al giorno, da solo o con le verdure cotte: grazie alle sue fibre, drena e abbassa la febbre. A loro volta le verdure cotte sono più digeribili e vanno condite con poco olio d’oliva (antinfi ammatorio): la cottura non dev’essere troppo prolungata, per non distruggere le vitamine degli ortaggi

Ecco un semplice menu che puoi adottare per 2-3 giorni in caso di influenza, tosse, raffreddore, bronchite ecc.

Se non te la senti di mangiare cibo solido, puoi frullare le preparazioni indicate per pranzo e cena, aggiungendo un po’ di brodo di pollo (rimedio tradizionale contro raffreddore e influenza) o vegetale, che serve per ammorbidire il composto. Ultimo consiglio: non mangiare cibo freddo né troppo caldo perché i violenti sbalzi termici peggiorano lo stato di debilitazione.

Colazione

– Una tazza di tè rosso rooibos o di infuso di rosa canina

– Una ciotolina di composta di pere

– Una fetta di pane di segale con un velo di miele, uno yogurt bianco e un cucchiaino di polline

Spuntino

– Un kiwi frullato con un bicchiere di succo di mela senza zucchero

Pranzo

– 200 g di broccoli al vapore

– 150 g di petto di pollo al cartoccio

– 80 g di riso integrale lessato

Merenda

– Una mela frullata con un bicchiere di yogurt intero

Cena

– 200 di patate al vapore

– 150 g di sogliola lessata

– 250 g di carote saltate in padella

 

FONTE: Riza

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camminare1Per stare bene e in forma, c’è chi spende inutilmente un pacco di soldi per iscriversi all’ultimo corso di fitness alla moda. Ma davvero non è necessario, basta camminare. Fare una bella escursione in campagna, in montagna, lungo il mare, fa bene e costa poco.

1) Camminare fa bene al cuore
I benefici cardiovascolari sono molteplici: in un camminatore abituale il cuore risulta più grosso poichè le cavità si allargano per contenere maggiori quantità di sangue in quanto le paereti, costituite da tessuto muscolare, si rinforzano e si ispessiscono.  Camminare fa bene ai polmoni

2) Camminare fa bene ai polmoni
L’apparato respiratorio ne trae beneficio, perché camminando abitualmente i muscoli annessi alla cassa toracica si rinforzano permettendo così un ampliamento dello spazio per i polmoni i quali possono espandersi carichi di ossigeno. Ciò induce ad una diminuzione della frequenza respiratoria poichè la quantità di aria che si espelle dopo un rigonfiamento massimo del torace è maggiore. Tuttavia è bene ricordare che per trarre beneficio a livello polmonare è necessario camminare in“zone verdi”, ovvero in campagna, nei boschi o nei parchi dove si respira aria pura e non inquinata.

3) Camminare fa bene alle ossa
Fa depositare i sali di calcio che proteggono, almeno in parte, dall’osteoporosi. Quindi camminare abitualmente permette anche di prevenire l’osteoporosi.

4) Camminare tonifica i muscoli
Nell’azione motoria del camminare vengono coinvolti i principali muscoli del corpo, non solo quelli degli arti inferiori ma anche quelli degli arti superiori permettendo quindi una tonificazione generale.

5) Camminare migliora la circolazione
Le pareti dei vasi che diventando più elastiche grazie all’esercizio fisico consentono una migliore circolazione sanguigna, in quanto il sangue scorre nei vasi incontrando meno resistenza e quindi di conseguenza diminuisce la pressione sanguigna e migliora il ritorno venoso del sangue al cuore. Infatti, uno studio dell’Università di Osaka ha dimostrato che una camminata di 20 minuti al giorno per 5 giorni la settimana riduce del 12% il rischio di ipertensione e malattie cardiovascolari.

6) Camminare combatte lo stress
Apporta benefici anche al sistema nervoso, in quanto è un’attività fisica piacevole e induce un rilassamento che giova a ristabilire l’equilibrio compromesso dai ritmi frenetici della vita quotidiana. Lo confermano dei neurologi americani, che effettuando l’encefalogramma ai viaggiatori hanno rilevato che cambiare ambiente e avvertire il passaggio delle stagioni nel corso dell’anno stimola i ritmi cerebrali e contribuisce ad un senso di benessere, di iniziativa e di motivazione.

7) Camminare ottimizza l’umore
Il movimento è la migliore cura per la malinconia come sapeva Robert Burton (l’autore di The Anatomy of Melancholy). “I cieli stessi girano attorno di continuo, il sole sorge e tramonta, stelle e pianeti mantengono costanti i loro moti, l’aria è in perpetuo agitata dai venti, le acque crescono e calano…per insegnarci che dovremmo essere sempre in movimento”.

8) Camminare affina le capacità senso-percettive
Questa piacevole attività fisica antistress è anche capace di affinare la nostra capacità di percepire attraverso i cinque sensi.
Si modifica il tatto in quanto, le mani sono spesso a contatto con temperature fredde oppure vengono adoperate per crearsi passaggi attraverso cespugli.
La vista è sempre sollecitata dai panorami che possiamo ammirare durante il cammino.
Il nostro olfatto viene sollecitato dai particolari odori della natura, l’odore della terra, dei fiori, degli alberi…
Anche il gusto può essere sollecitato, magari assaggiando i frutti selvatici che troviamo lungo il cammino in “zone verdi” o bevendo l’acqua delle sorgenti.
L’udito, viene costantemente sollecitato, dal rumore dei nostri passi, dal canto degli uccelli, dal fruscio delle foglio o semplicemete concentrarsi sul silenzio.

Fantastico! Sono sicuro che ora sei convinto che il camminare aiuta tanto a raggiungere il benessere psicofisico.
La cosa più bella è che si può decidere di camminare ovunque ed in qualsiasi momento senza spendere soldi.

L’unico costo che devi affrontare è quello per l’acquisto di un buon paio di scarpe. 
E’ molto importante indossare calzature comode per camminare onde evitare di affaticare o danneggiare i piedi.
Per camminare vanno benissimo un buon paio di scarpe da trekking o da running.

Riduce il dolore e la disabilità

Camminare rafforza il corpo e lo rende più elastico. Nell’artrite del ginocchio tre ore di camminata a settimana sono in grado di migliorare la disabilità e il dolore del 50%. Camminare quattro ore a settimana riduce del 40% il rischio di fatture del femore nelle donne in menopausa.

 

Migliora il benessere mentale

In uno studio, almeno un terzo dei pazienti depressi si è sentito molto meglio anche dopo una breve passeggiata. Quando la durata della camminata è stata aumentata, la percentuale dei pazienti che si son sentiti meglio è aumentata al 50%. Camminare riduce anche gli stati d’ansia e la depressione.

 

Previene le malattie

Camminare regolarmente riduce in generale il rischio di malattie. Per esempio, camminare riduce il rischio di accidenti cardiovascolari del 50%. Nei pazienti anziani che inseriscono la camminata nella loro routine giornaliera la progressione dell’Alzheimer si riduce della metà. Camminare riduce anche la progressione verso il diabete conclamato nei soggetti a rischio.

 

Riduce la mortalità

I benefici associati al camminare riducono in generale la mortalità. In uno studio di Harvard si è visto che chi cammina regolarmente riduce del 23% il rischio di morte.

FONTE: dottorpuriginibilli; camminareweb

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cibi-alcaliniGli alimenti alcalinizzanti servirebbero a mantenere il nostro organismo in uno stato di equilibrio.

Il tutto si basa sulla concezione, secondo la quale la maggior parte delle malattie sia causata dall’alterazione del nostro ph, che tenderebbe in direzione dell’acidità. Questa condizione si verrebbe a verificare in seguito all’assunzione di cibi dall’azione particolarmente acidificante.

Sarebbe quindi uno squilibrio della dieta alla base di varie patologie. Lo squilibrio deve essere compensato attraverso l’assunzione di particolari prodotti alimentari. Vediamo nello specifico di che cosa si tratta.

Quali sono

Gli alimenti da scegliere sono quelli che sono ricchi soprattutto di alcuni sali minerali, come il magnesio, il potassio, il calcio e il sodio. In questo senso è particolarmente indicata l’uva, che trova particolare applicazione nell’ambito di diete disintossicanti.

Alcuni cibi sembrerebbero apparentemente acidi, ma in realtà non è così. E’ il caso, per esempio, del limone, che, a differenza di quanto possa sembrare, è uno dei più efficaci alimenti alcalinizzanti e viene consigliato per prevenire i calcoli renali.

In generale tutti i vegetali sono alcalinizzanti. Per questo andrebbe promosso il consumo di frutta e verdura e in particolare quello di ortaggi come gli spinaci, la lattuga,cavolfiori, le carote, il sedano, i cetrioli e i ravanelli.

I cereali in generale non rientrerebbero in questa categoria, tranne alcuni: il miglio, l’amaranto e la quinoa.

Ci sono poi alcuni condimenti che vengono utilizzati nella preparazione dei cibi. Si tratta di

  • salvia,
  • rosmarino,
  • peperoncino,
  • zenzero,
  • curry e
  • semi di cumino.

A cosa servono

Secondo la teoria che sta alla base della promozione della dieta alcalinizzante, il funzionamento dell’organismo è basato su un rapporto acido-basico. Se l’ambiente in cui vivono le cellule del corpo diventa molto acido, il ph si altera e si incorre in fenomeni che in generale vengono chiamati malattie da degenerazione cellulare. Si tratta soprattutto di patologie cardiovascolari e di disturbi infiammatori cronici, che possono essere più o meno gravi.

La dieta consigliata, secondo i fautori di questa teoria, è quella che vuole fare in modo che si raggiunga un equilibrio fra acidità e basicità. Non si tratta di eliminare gli alimenti acidificanti, ma di raggiungere una situazione di compensazione, visto che i cibi alcalinizzanti eviterebbero che nel nostro organismo si formino eccessivamente gli acidi. L’alimentazione è in sostanza fondamentale per garantire il nostro benessere.

 

FONTE: Tantasalute

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lapachoGli indigeni sudamericani raccolgono da migliaia d’anni la parte interna della corteccia di un albero chiamato appunto Lapacho (Tabebuia Avellanadae).

Questo albero che cresce nelle foreste amazzoniche e nelle montagne di Paraguay, Argentina, Brasile e le zone montagnose della Bolivia e del Perù ha la particolarità che la sua corteccia appena tolta ricresce molto velocemente senza arrecare alcun danno alla pianta stessa.

Il Lapacho appartiene alla famiglia delle Bignoniacee ed è anche noto col nome portoghese di pau d’arcu, che significa “bastone per archi”.

I suoi fiori I fiori sono gialli con varietà rosa, rossi e purpurei; il frutto è una lunga capsula legnosa con all’interno dei semi alati.

Recenti ricerche hanno dimostrato che il Lapacho è efficace nella riduzione di infiammazioni, dolori ed impurità, nella funzione antimicrobica, antiparassitaria ed antifungine, stimola il sistema auto-immunitario, ha un’azione antiossidante con un utilizzo simile a quello dell’Echinacea e del Ginseng e non contiene caffeina.

Questa pianta contiene grandi speranze per l’effettivo trattamento di alcuni tumori, tra cui la Leucemia, della Candida e di altre fastidiose infezioni, così come di malattie debilitanti (incluso l’artrite) e una moltitudine di altri disturbi.

Il Lapacho può essere usato periodicamente come prevenzione durante la stagione fredda e tutte le volte che la possibilità di infezioni è elevata. La nostra salute sia fisica che mentale dipende esclusivamente dallo stato dei liquidi del nostro corpo e cioè sangue, linfa e liquidi cellulari che se vengono danneggiati portano i nostri organi ad ammalarsi.

La maggior parte delle cause delle malattie vanno ricercate nella contaminazione e avvelenamento dei liquidi del nostro corpo dovuto a una nutrizione non corretta e a un modo di vivere sbagliato; infatti la cattiva alimentazione, il digiuno prolungato e l’uso di troppa carne portano lo stomaco e l’apparato digerente in generale a uno stato di affaticamento tale per cui si ha un calo della forma fisica.

Attraverso una cattiva digestione, dovuta anche al mangiar in fretta, si arriva alla formazione di feci dure e ad un aumento dei microbi parassiti che con la produzione dei loro veleni alterano la flora intestinale; per cui in un certo senso l’intestino diventa la fabbrica dei veleni per il nostro corpo che poi raggiungono il fegato ed entrano nelle cellule di tutto l’organismo. E’ quindi necessario disintossicare l’organismo e ripristinare la flora batterica.

Il Lapacho stimola la produzione delle cellule della serie rossa e per la sua azione depurativa e utile anche nelle affezioni cutanee dovute a una diminuita eliminazione dei prodotti di scarto metabolico.

Il Lapacho è una delle piante migliori per la purificazione dell’organismo, senza richiedere un grosso dispendio di energia; esso infatti aiuta a ristabilizzare le difese del proprio corpo rafforzando il sistema immunitario.

Il nostro corpo è, almeno apparentemente, insensibile agli agenti patogeni e ai materiali velenosi che però giornalmente disturbano l’equilibrio dell’organismo. Esso è anche in grado di sviluppare anticorpi, se necessari, ma la vera difesa è data dalla salute che è strettamente legata al corretto funzionamento del fegato, reni e sistema linfatico.

II Lapacho è per il fegato e il sistema linfatico la pianta migliore, mentre i reni possono migliorare la loro attività con Solidago, Ortosiphon, Barbe del mais e altre piante, arrivando cosi a ridurre il rischio di malattie.

Ricordiamo che le piante ad azione purificante e disintossicante spesso sono più efficaci di qualsiasi altra terapia.

Il Lapacho contiene anche una speciale combinazione e concentrazione di sali minerali abbastanza rari o elementi in tracce: calcio, magnesio, fosforo, zinco, cromo, silicio, manganese, molibdeno, rame, ferro, potassio, sodio, cobalto, boro, oro, argento, stronzio, bario, nichel.

II Lapacho può essere utilizzato nella prostata, diabete, leucemie, infiammazioni midollari, morbo di Parkinson, reumatismo, vene varicose, problemi di pelle, anemia, arteriosclerosi, asma, bronchite.

Il Lapacho rafforza il sistema immunitario e può essere consigliato a tutti, poichè con esso il fegato e il sistema linfatico raggiungono condizioni ottimali, senza sforzi e senza effetti collaterali.

Screenings di routine hanno rivelato molte proprietà minori del Lapacho che pero possono essere necessarie per alcuni individui: diuretiche, sedative, decongestionanti, ipotensive, cardiotoniche e vulnerarie, per citarne alcune. E stato utilizzato anche per il trattamento di polipi intestinali e vescicali e ulcere intestinali.

Il Lapacho viene usato per il trattamento delle cosi dette “sindromi allergiche”; spesso per persone che manifestano reazioni allergiche a lieviti e funghi, in particolare alla Candida albicans: fungo saprofita degli uomini e animali che però spesso sta all’origine di certe allergie alimentari, di fenomeni di elevata sensibilizzazione agli agenti chimici ambientali e anche di disfunzioni del sistema immunitario.

Nella cosi detta candidosi si riscontra un’ampia gamma di sintomi che si presentano in maniera più o meno accentuata quali artrite, asma, cistite, emicrania, cefalee, blocco delle giunture, meteorismo, gonfiore, colite spastica, afte, lesioni e eruzioni della pelle, stipsi cronica o diarrea, letargia, irregolarità ormonali, dolori muscolari cronici. A questi si aggiungono poi stati mentali ed emotivi quali ansia, depressione (molto diffusa), calo della memoria, irritabilità fino ad arrivare a casi estremi di schizofrenia.

Il Lapacho rientra in molti schemi di fitoterapia per il trattamento dell’affaticamento cronico o delle allergie, in quanto questa cura per le affezioni micotiche da un rapido miglioramento. Purtroppo non è facile fare diagnosi di candidosi; l’esame più accurate che da un 92% di riuscita è oggi il CEIA (CandidSphere Enzyme Immunoassay).

Studi accurati hanno dimostrato che spesso la “sindrome da allergia totale” può avere origine da questo fungo.

La candidosi si sta diffondendo largamente sotto il nome di “malattia del XXI SECOLO”, “sensibilità multipla agli agenti chimici” e “malattia ambientale”, e ne sono colpite soprattutto le donne (il 70-80% dei pazienti) e può presentare questa sintomatologia, più o meno evidente: affaticamento, intontimento, asma, ipersensibilità alle infezioni fungine, cefalea, mal d’orecchi, congestione mentale, mal di schiena, depressione, perdita della memoria a breve, difficoltà di apprendimento, raffreddori frequenti, disfunzioni del sistema immunitario, respiro corto, dolore alle giunture e ai muscoli, scoordinamento dei movimenti, emicrania, sonnolenza, eruzioni cutanee, spasmi, gonfiori dell’apparato digerente, stipsi/diarrea, indigestione, tachicardia, intolleranza al freddo, vertigini, capogiri, intolleranza all’alcool, visione sfocata.

Si è dimostrato che le tossine della Candida producono all’interno dell’organismo molti sintomi che normalmente sono associati alla sindrome da allergia totale, per es., paralisi alle estremità, lesioni agli organi, edema, trasformazione a livello celebrate.

Gli allergologi stanno registrando un aumento di individui che non possono piu indossare indumenti con fibre sintetiche, mangiare prodotti industriali, bere acqua dal rubinetto, tenere in mano un giornale, usare detersivi o detergenti fino ai casi più gravi di non poter respirare senza l’ausilio della maschera; e si ipotizza che alla base di tutto ciò ci sia l’incapacità dell’organismo di difendersi dagli attacchi della Candida.

E’ però importante tenere presente che le dosi e la somministrazione del Lapacho vanno personalizzate in quanto alcuni potrebbero presentare reazioni allergiche al Lapacho stesso, mentre altri devono raggiungere il dosaggio pieno in modo graduale nell’arco di qualche settimana o addirittura di alcuni mesi.

Nei soggetti con manifestazioni micotiche accade spesso che nella prima fase di terapia si abbia una riacutizzazione dei sintomi che poi scompaiono dopo un certo periodo di tempo. Questo problema è dovuto alla presenza di cellule morte che si riversano nella circolazione sanguigna dando manifestazioni di tipo allergico.

E’ comunque importante tener presente che il processo di guarigione è graduale e richiede molti mesi.

Azioni

  • Attività antitumorale, contro la crescita in generale
  • Antibiotico
  • Antibatterico
  • Virucida
  • Antiparassitario
  • Fungicida
  • Antinfiammatorio
  • Depurativo
  • Immunostimolante
  • Tonico generale cardiotonico
  • Stimolante del globuli rossi
  • Diuretico leggero
  • Sedative lieve
  • Ipotensivo lieve
  • Ipoglicemizzante lieve
  • Analgesico lieve
  • Astringente
  • Antidiarroico
  • Vulnerario
  • Espettorante
  • Febbrifugo

Indicazioni

  • Azione/terapia complementare in tutte le forme di carcinoma e leucemia
  • Infezioni batteriche da stafilococchi, streptococchi, brucella, ecc.
  • Infezioni virali: influenza, raffreddore, herpes, polio, Epstein-Barr, HIV, ecc.
  • Infezioni parassitarie, quali malaria
  • Infezioni della bocca, naso e gola
  • Disordini del tratto gastrointestinale: infiammazione delle mucose, colite, morbo di Crohn, polipi, dissenteria, ulcere peptiche
  • Disordini del sistema urogenitale: cistite, uretrite, prostatite, polipi vescicali, vaginiti, leucorrea, infiammazione della cervice uterina
  • Gastrite, ulcera gastrica
  • Ferite e ulcere
  • Anemia
  • Affezioni cutanee da scarsa eliminazione, eczema, acne, foruncolosi, pso-riasi
  • Artrite
  • Dolori in generale
  • Arteriosclerosi
  • Debolezza cardiaca
  • Asma e bronchite Ipertensione

Da ricordare

Questo articolo e prodotto non intendono essere diagnosi, trattamento, cura, o prevenzione malattia, ogni caso può essere a sé stante ed è sempre consigliabile un consulto con il medico o lo specialista in medicina complementare.

FONTE: iobenessere

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