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Archive for gennaio 2014

herpes_labialeL’herpes labiale è un fastidioso problema, molto comune, provocato da un virus, denominato Herpes Simplex. 

Questo virus provoca infezioni contagiose a livello della bocca, della faccia e dei genitali. È un virus che, una volta contratto, rimane in stato di latenza nel nostro organismo, fino a quando dei fattori scatenanti non fanno sì che si ripresenti.

Le cause in genere sono legate a un abbassamento delle difese immunitarie, periodi di stress intenso o cure con antibiotici.

L’herpes labiale è molto fastidioso: provoca una sensazione di calore persistente al bordo del labbro, prurito e, in alcuni casi, lievi stati febbrili. Sebbene non possa essere debellato in maniera definitiva, nemmeno attraverso un trattamento farmacologico, esistono dei rimedi naturali per attenuarne i sintomi. Vediamo insieme quali.

  • Limone. Il succo del limone, in questo caso, può essere un vero e proprio toccasana: applicatelo sulla parte da trattare, con un fazzoletto di cotone. L’herpes si seccherà più velocemente, formando prima la crosta e guarendo.
  • Oli essenziali . Eucalipto o geranio sono gli oli essenziali che maggiormente possono aiutarci a curare i sintomi dell’herpes labiale. Le loro proprietà li rendono disinfettanti. Basta applicare 1 o 2 gocce sulla parte da trattare per eliminare lo sfogo cutaneo.
  • Aceto. Una volta che le vescicole dell’herpes labiale sono comparse, potete provare a trattarle applicando dell’aceto di vino bianco, con l’aiuto di un cotton fioc. In brevissimo tempo vedrete le fastidiose bollicine trasformarsi in croste e dimezzerete così i tempi di guarigione. Attenzione: brucia parecchio!
  • EchinaceaL’echinacea è da sempre considerata un ottimo rimedio per velocizzare la guarigione dell’herpes labiale. Sia sotto forma di tintura madre, che come pomata naturale. Questo perché lechinacea possiede delle proprietà antinfettive, antivirali ed immunostimolanti. Lo stick non rappresenta il preparato erboristico più efficace, perché i principi attivi dell’echinacea sono molto solubili in solvente idrofilo e poco negli oli: meglio quindi la tintura madre.
  • Camomilla. La camomilla è un rimedio naturale efficace per bloccare la diffusione dell’herpes e placare l’infiammazione. Il bisabololo, in particolare, esercita una consistente attività antinfiammatoria ad azione locale.
  • PropoliLa propoli è un antibatterico naturale molto efficace. L’azione immunostimolante dell’echinacea è potenziata dalla propoli, per la presenza dei flavonoidi e della vitamina C. Potrebbe provocare secchezza attorno alle labbra. Da fare attenzione per il possibile effetto allergizzante nei soggetti sensibili.
  • Melissa. Utilizzate le foglie di melissa per preparare un infuso da applicare sulla parte interessata: sarà un valido aiuto per combattere  la sensazione di prurito.
  • Bardana. La bardana, lo abbiamo visto, è una pianta eccezionale per combattere i problemi della pelle. Anche in questo caso, preparate un infuso e applicatelo sull’herpes per placare l’irritazione.

Alcune cose da tenere a mente…

Ecco adesso alcuni piccoli consigli che possono aiutarvi a trovare un veloce sollievo, anche se temporaneamente.

  • Ghiaccio. Mettetelo sulla parte se vi fa particolarmente male, vi aiuterà a diminuire temporaneamente il dolore.
  • Proteggete le labbra. Facendo attenzione a non diffondere il virus sul resto delle labbra, utilizzate un balsamo protettivo. Applicate con un cotton fioc.
  • Non usate le mani. Non toccate mai l’herpes con le mani: potreste correre il rischio di trasmetterlo.
  • Dormite con la testa alta. Dormite in posizione il più possibile verticale:  favorirete il drenaggio delle vesciche e quindi agevolerete il processo di guarigione.

FONTE: Ambientebio

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alpine mint bushLa stanchezza e i cali immunitari tipici di questo periodo fra gennaio  e febbraio si possono attenuare con questa essenza australiana…

Vive sulle brughiere alpine dell’Australia meridionale, dove resiste eroicamente al gelo e alla neve: la Prosanthera cuneata, un sempreverde dalle foglie profumate di menta e dai bellissimi fiori bianchi sembra esprimere tutta l’energia del suo habitat incontaminato.

Con le sue corolle si prepara Alpine Mint Bush, un rimedio floreale capace di restituire energia e vigore alle persone stanche, esaurite e “scariche” di vitalità.

Quando ci si sente schiacciati dai doveri familiari o professionali, può capitare di sentirsi improvvisamente senza più entusiasmo per le consuete attività: l’umore è a terra e anche le difese immunitarie  si indeboliscono.

Alpine Mint Bush riequilibra lo stato di:

  • esaurimento psicofisico,
  • prevenendo ipotensione,
  • disturbi del sonno e
  • dell’appetito,
  • nervosismo o
  • irritabilità.

Un buon ricostituente
Il rimedio si rivela utile a gennaio quando, dopo lo stress delle feste e nel cuore dell’inverno l’organismo esige un’iniezione d’energia

Come fare
Versa 7 gocce di Alpine Mint Bush in una boccetta con contagocce da 30 ml, aggiungi 2 cucchiaini di brandy e riempi con acqua naturale. Assumi 7 gocce mattina e sera lontano dai pasti, per 3 settimane.

E contro l’influenza dei bambini? Prova la miscela “Energy”
Per molti bambini e ragazzi il mese di gennaio è piuttosto faticoso. Dopo la pausa delle vacanze natalizie, ecco moltiplicarsi compiti, verifiche e interrogazioni di fine quadrimestre, proprio in coincidenza col “picco” dell’influenza stagionale.

Per rafforzare le difese ricorriamo a  Energy, una miscela di vari fiori australiani che facilita il recupero dell’energia, anche in fase di convalescenza da qualunque malattia infettiva.

Come fare
Energy va assunto nel dosaggio di 7 gocce sublinguali, mattina e sera. La stanchezza e i cali immunitari tipici di gennaio si possono risolvere con questa essenza australiana

FONTE: Riza

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adolescenzaIl silenzio degli adolescenti fa parte della naturale “rottura” con il mondo degli adulti, necessario per la crescita: come affrontare questo momento delicato

Accade in ogni famiglia: a un certo punto vostro figlio cambia. Era così dolce, così completamente devoto e “complice”. Nel giro di pochi mesi si trasforma in un individuo sgarbato che ha poca voglia di raccontarvi com’è andata la giornata a scuola e tantomeno di dirvi se ha già trovato la fidanzatina.

Sembra aver perso tutto il vocabolario accumulato in questi anni. Lo vedete comparire principalmente ai pasti e quando c’è bisogno di una ricarica per la mancia settimanale. L’unico suono che proviene da parte sua è quello della porta della camera che si richiude alle sue spalle e i passi sulle scale quando esce. Se durante la giornata riesce a dire “ciao” o “cosa c’è da mangiare?” c’è di che festeggiare.

Niente panico, stanno diventando grandi
Il silenzio che abita l’adolescente entra in risonanza con un certo stato di fermento interiore. Gli sconvolgimenti ormonali, le trasformazioni fisiche, l’incontro con l’altro e i conseguenti stati di alterazione emotiva, sono troppo complicati da spiegare
 a parole, benché perfettamente normali.

La paura del figlio adolescente è che, aprendo bocca, potrebbe svelare cose che per ora non è in grado di spiegare neanche a se stesso. Ha paura di essere giudicato proprio da coloro che gli hanno insegnato le prime parole: mamma e papà. Perciò spesso i genitori percepiscono il silenzio come aperta ostilità quando si tratta piuttosto di una difesa.

Tre ragioni per tranquillizzarsi

Conversare tanto non vuol dire avere un buon dialogo, più facilmente si tratta solo di chiacchiere. Il fatto che vostro figlio abbia con voi lunghe conversazioni non vuol dire che vi stia dicendo tutto. Così come solo perché è più silenzioso non vuol dire che vi stia necessariamente nascondendo qualcosa.

– A questa età soprattutto per le questioni più delicate e importanti i ragazzi si rivolgono di certo non ai genitori ma agli amici, ai compagni, a volte a un parente con cui hanno affinità.

– Oggi i nostri figli vivono immersi nell’era della comunicazione tecnologica veloce e immediata, a volte incomprensibile per chi non vive nel loro mondo. Siamo nell’epoca degli sms, delle mail, dei post, linguaggio che gli adolescenti padroneggiano perfettamente e che corrisponde al bisogno di crearsi uno spazio privato, dove agli adulti è vietato entrare.

Rimanete tranquilli
Non è il caso di allarmarsi per il momento perché la nostra ansia potrebbe provocare in lui o in lei inutili sensi di colpa.

Poche domande essenziali
Neanche tempestarlo di domande è una strategia viabile: si sortirebbe l’effetto opposto di farlo chiudere a riccio. Come spesso succede, un semplice colloquio si trasforma in un interrogatorio e l’adolescente preferisce a quel punto tacere del tutto.

Parlate voi ogni giorno
Quando riuscite ad averlo vicino per qualche minuto, magari prima di andare a dormire, raccontategli brevemente la vostra giornata, facendo riferimento al fatto che avete pensato a lui o lei. anche se magari l’unica risposta sarà uno sbuffo, negli anni si ricorderà con tenerezza della vostra attenzione. Quando non lo capite, un semplice “come stai?” è sufficiente per rassicurarlo del fatto che ci siamo, senza aspettarci troppe risposte.

FONTE: Riza

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proteggersi dal freddoUtilizzati insieme, quest‘olio essenziale e questo integratore hanno un’azione tonica nei confronti dell’organismo sottoposto allo stress del gelo invernale

L’olio di copaiba è un’essenza derivata da una pianta originaria dell’Amazzonia che aiuta a prevenire bronchiti, faringiti e tutte le infezioni alle mucose. Distillato dalla resina di una pianta amazzonica, la Copaifera officinalis che i Curanderos brasiliani chiamano “la piccola farmacia”, l’olio di Copaiba trova impiego nelle patologie polmonari e in numerose malattie della pelle per le sue proprietà

  • immunostimolanti,
  • antibatteriche e
  • cicatrizzanti.

Come usare l’unguento
Alla sera, prima di coricarti, versa 6 gocce di olio essenziale di copaiba in due cucchiai di olio di mandorle dolci e massaggia la miscela sul petto e sulla parte alta della schiena con movimenti circolari, fino al completo assorbimento dell’olio. Lo trovi in erboristeria.

I benefici
Oltre a disinfettare le vie respiratorie nutri la pelle ed elimini brufoletti e irritazioni cutanee.

È anche un potente antisettico
Due gocce di olio di copaiba aggiunte al semicupio assicurano un’ottima protezione contro le infezioni genitourinarie assunto in capsule, la diosmina è un flavonoide che  migliora la circolazione sanguigna, stimola il drenaggio e combatte edemi e gonfiori

Diosmina, alleato antigelo
Spesso a gennaio alla fine della giornata ci può capitare di avvertire una sensazione di bruciore e pesantezza alle gambe, oppure crampi dolorosi e formicolii, o ancora di ritrovarsi con le caviglie gonfie. In questi casi non si tratta solo di stanchezza, ma dei primi sintomi di un difetto di circolazione che può, se trascurato, causare antiestetiche rotture o anche patologie venose vere e proprie come le varici.

Come assumere l’integratore
Se la circolazione mostra segni di défaillance, meglio intervenire subito con un integratore alimentare a base di diosmina, un flavonoide naturale che tonifica i vasi venosi e i capillari, riducendone la permeabilità e contrastando gli edemi e la sensazione di pesantezza.

I benefici
Una compressa di diosmina al giorno per un mese è sufficiente per assicurare gambe più leggere e capillari in forma.

Se soffri di couperose
Una cura di un mese a base di diosmina, soprattutto nei mesi freddi, attenua gli arrossamenti del viso e migliora la microcircolazione.

FONTE: Riza

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te-digestivoE non è tutto: perché una tazza di tè rosso è anche una miniera di sali rassodanti e di sostanze che ti fanno assimilare meno grassi e aiutano la silhouette

Conosciuto anche come tè rosso, il rooibos (Aspalathus linearis) è un arbusto che cresce in Sud Africa; il suo nome deriva dall’inglese red bush (cespuglio rosso) e con le sue foglie si ottiene un infuso rosso-ambrato, dal gusto dolce (anche senza l’aggiunta di zucchero) che ricorda quello del tè.

Privo di teina, il tè rosso vanta proprietà depurative, facilita la digestione e contiene numerose sostanze benefiche, in particolare flavonoidi e polifenoli (antiossidanti) ma anche minerali (fosforo, ferro e magnesio), utili per le funzioni metaboliche, e vitamina C (che stimolando la produzione di collagene contribuisce a rassodare i tessuti).

Inoltre, secondo uno studio condotto di recente in Spagna presso il Centre de Recerca Biomedica dell’Universitat Rovira, e pubblicato sulla rivista Phytomedicine, il tè rosso ha anche la capacità di proteggere il fegato dall’accumulo di grassi e aiuta a prevenire i disturbi metabolici, compreso il deposito di adipe sottocutaneo.

È buono anche senza zucchero
Il tè rosso ha un sapore naturalmente dolce e quindi si può evitare di aggiungere lo zucchero o il miele.

Protegge il fegato e riduce i livelli di colesterolo e trigliceridi
Il rooibos può essere assunto ogni giorno, come tisana dopo pasto, per favorire i processi digestivi, o durante la giornata, come spuntino ipocalorico e depurativo.

Inoltre bevi il tè rosso nei giorni successivi a un pasto particolarmente abbondante o ricco di grassi; proteggi le cellule epatiche e abbassi i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

Come fare
Abituati a Bere ogni giorno due tazze di infuso di rooibos, ottenuto lasciando in infusione in acqua bollente un cucchiaino (o una bustina) della pianta, per 5 minuti.

FONTE: Riza

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nocciole 6 BENEFICILe nocciole, insieme a mandorle e noci, sono forse una delle tipologie più consumate di frutta secca. Come le mandorle, anche le nocciole vantano innumerevoli proprietà benefiche per l’organismo. Ad esempio, sono ricche di vitamina E, sono molto energetiche e sono un ottimo alleato per il cuore.

Il nocciolo è una pianta originaria dell’Asia minore. In Italia, cresce spontaneamente nelle zone a clima mediterraneo, in prevalenza in Sicilia, Campania e Lazio.

In Piemonte, però, esiste una varietà particolare, denominata Tonda Gentile Trilobata, considerata una delle qualità migliori al mondo.

Sostanze nutrienti contenute

Come abbiamo accennato in precedenza, le nocciole, assieme alle mandorle, sono tra i frutti più ricchi di vitamina E. Non solo, tra le vitamine in essa contenute troviamo anche le vitamine del gruppo B, la vitamina K e la vitamina C. Sono inoltre ricche di fibre e minerali.

I minerali presenti sono:

  • calcio,
  • fosforo,
  • potassio,
  • manganese,
  • rame,
  • selenio,
  • ferro,
  • zinco e
  • magnesio.

Contengono inoltre fitosteroli, sostanze utili per la prevenzione delle malattie cardiache e circolatorie.

Tra i principali aminoacidi contenuti, invece, troviamo:

acido aspartico e glutammico,

  • arginina,
  • glicina,
  • leucina,
  • prolina,
  • serina,
  • treonina e
  • valina.

Importante ricordare che le nocciole sono un alimento molto calorico: 100 gr hanno un apporto di 628 calorie.

5+1 BENEFICI DELLE NOCCIOLE

1 Favoriscono il benessere dell’apparato cardiocircolatorio

Questo stupendo alimento costituisce un prezioso aiuto per il nostro apparato cardiovascolare e la salute del nostro cuore.

La presenza di grassi Omega-3 e Omega-6 permette di contrastare l’incremento del colesterolo cattivo (LDL) a favore di quello buono. Questo rende le nocciole un ottimo alimento per la prevenzione di patologie quali ictus, infarti e diabete.

Al loro interno, contengono acido oleico, utile per innalzare i livelli di colesterolo “buono” presente nel sangue. Anche l’apporto di magnesio garantito dal loro consumo è molto importante: questo minerale, infatti, regola i livelli di calcio nei muscoli, agevolandone il funzionamento. Cosa che vale anche per il nostro cuore.

2 Contrastano l’invecchiamento

Assieme alle mandorle, le nocciole sono forse il tipo di frutta secca a più alto contenuto di vitamina E, C e antiossidanti. Tutti elementi essenziali per contrastare l’invecchiamento del corpo, dalle cellule, alla pelle, alla salute delle pareti capillari. Contrastano l’azione dei radicali liberi e ci mantengono più giovani.

3 Sono energizzanti

Come abbiamo spiegato all’inizio, le nocciole sono un alimento altamente energizzante: 100 grammi di questo prodotto contiene circa 628 calorie. Per questo, vanno consumate con moderazione.

Inoltre, sono considerate adatte a integrare la normale dieta in caso di anemia. Energetiche e rimineralizzanti, vengono consigliate durante gli stati di convalescenza, per chi pratica sport o per chi avverte spossatezza, fisica e mentale.

4 Rinforzano i muscoli

Il magnesio contenuto nelle nocciole aiuta i nostri muscoli a funzionare meglio, regolando il calcio presente nell’organismo. Questo allevia la tensione muscolare, i crampi e l’affaticamento. I muscoli ne escono rinvigoriti, funzionando a dovere e contraendosi senza problemi.

5 Ottime per il sistema nervoso

Come abbiamo visto, le nocciole ha un elevato contenuto di vitamina B (B1, B6, B9 e B12).

Il sistema nervoso, per poter funzionare correttamente, oltre di macronutrienti – carboidrati, grassi e proteine – ha anche bisogno dell’adeguata disponibilità di micronutrienti come, appunto, le vitamine del gruppo B.  Tra gli importanti compiti di questa vitamina, vi è la partecipazione alla sintesi di acetilcolina, un importante mediatore chimico degli impulsi nervosi coinvolto tra l’altro nei processi mnemonici.

Inoltre, la vitamina B6 è necessaria per la creazione della mielina, che incrementa la rapidità e l’efficacia degli impulsi nervosi, oltre a essere tra le sostanze fondamentali per la sintesi

  • della serotonina,
  • della melatonina e
  • dell’epinefrina,

neurotrasmettitori del sistema nervoso.

In più..

L’olio di nocciole è un prodotto ricavato dalla spremitura dei semi e destinato prevalentemente all’industria cosmetica. Ha proprietà emollienti, tonificanti e nutrienti ed è molto utilizzato per i massaggi e per la cura del viso. Inoltre, aiuta a mantenere la pelle bene idratata, proteggendola e rendendola più elastica. Tutto questo è merito dei grassi insaturi e della vitamina E in esso contenuti.

Anche i capelli e il cuoio capelluto possono trarre vantaggi dal suo utilizzo.

Ecco quindi elencate 5+1 proprietà delle nocciole. In genere, il consumo di frutta secca può apportare numerosi vantaggi per la nostra salute. A tal proposito, ricordiamo quanto emerso durante un simposio organizzato dall’International Nut and Dried Fruit Council, secondo cui, consumare 15 g di noci, 7,5 di mandorle e 7,5 di nocciole, può ridurre del 28% l’incidenza delle malattie cardiovascolari e le morti connesse (potete approfondire l’argomento a questo link).

FONTE: Ambientebio

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ansia gestioneCome gestire l’ansia? Si tratta di una domanda che ci poniamo, nel momento in cui ci sentiamo prendere dalla tensione e dal nervosismo.

sintomi che esprimono una situazione di ansia sono vari e vanno da un’eccessiva preoccupazione a reazioni anche di carattere fisico, come, per esempio,la difficoltà ad addormentarsi e a condurre un sonno regolare.

Se si è troppo presi dallo stress e dai cattivi pensieri, ci si sente nervosi, si possono manifestare

  • le palpitazioni,
  • le vertigini,
  • la nausea,
  • l’aumento della sudorazione.

Spesso lo stress e la competizione sono fattori scatenanti, che non ci permettono bene di gestire le nostre sensazioni e di riuscire in quello che facciamo. Ecco perché è importante tenere presente quali sono la cura e i rimedi utili.

La cura

La cura per l’ansia diventa necessaria, quando essa raggiunge livelli esagerati. Di solito si ricorre a dei farmaci e alla psicoterapia. I due approcci possono essere anche integrati.

La terapia farmacologica si serve di antidepressivi e ansiolitici. Gli antidepressivi, in particolare, servono a curare gli stati di depressione, ma sono indicati anche nei disturbi d’ansia. Gli antidepressivi di ultima generazione sono gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, che agiscono proprio alterando i livelli cerebrali di un neurotrasmettitore, che aiuta i neuroni a comunicare fra di loro.

Gli ansiolitici più usati sono rappresentati dalle benzodiazepine, che generalmente sono efficaci, ma danno una serie molto ampia di effetti collaterali, come la sonnolenza. Inoltre possono fare in modo che si sviluppi una certa assuefazione. La psicoterapia è molto importante, perché, attraverso i colloqui con uno specialista, si possono scoprire anche le cause delle proprie ansie e, quindi, il proprio disagio può essere affrontato meglio. Molto utilizzata, a questo scopo, è la terapia cognitivo-comportamentale.

I rimedi

Ci sono alcune regole fondamentali, che dovremmo tenere presenti, nel momento in cui veniamo presi dall’ansia, che ci paralizza. La prima cosa da fare è quella di respirare. Spesso, quando siamo ansiosi, ci sembra che ci manchi l’aria. Allora bisogna fermarsi e fare due o tre respiri profondi, immaginando che insieme all’aria entri dentro di noi una sensazione di tranquillità, facendo fuoriuscire il disagio che proviamo.

Respirare lentamente riduce i battiti cardiaci e porta più ossigeno al cervello. E’ importante parlare e pensare positivo. Fra linguaggio e pensiero esiste un legame inestricabile. Proprio per questo dobbiamo sempre essere capaci di utilizzare le parole per alterare la nostra percezione, sostituendo un linguaggio distruttivo ad uno consapevole e rincuorante.

Se siamo impegnati ad affrontare una sfida o una prova, possiamo utilizzare la tecnica della visualizzazione creativa. In questo modo possiamo rendere più visibile la vittoria da raggiungere e tutto ciò facilita la nostra sensazione di rilassamento. Corpo e mente vivono un rapporto molto stretto, per cui il nostro inconscio non farà differenza tra un successo immaginato e uno veramente realizzato. Fondamentale è anche l’attività fisica svolta regolarmente, perché l’esercizio fisico ci aiuta a rilassarci e permette al sistema immunitario di funzionare meglio.

Inoltre non bisogna dimenticare di mangiare bene, evitando, se è possibile, l’eccessivo consumo di carne rossa e di cibi a base di zuccheri raffinati, i quali, secondo diverse ricerche scientifiche, non fanno altro che produrre irritabilità e difficoltà della memoria.

FONTE: Tantasalute

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ARIA PULITA IN CASASappiamo già quanto l’inquinamento atmosferico possa influenzare e compromettere la nostra salute. Ciò a cui spesso non pensiamo, però, è che anche l’aria dentro la nostra casa può essere, a modo suo, inquinata.

La cosa dovrebbe portarci a riflettere, soprattutto considerando quanto tempo, in genere, spendiamo all’interno di edifici chiusi, che siano le nostre case o gli uffici.

L’americana EPA (Environmental Protection Agency), ad esempio, classifica l’inquinamento dell’aria tra i cinque principali rischi ambientali per la salute pubblica.

Ecco quindi di seguito 6 modi per purificare l’aria delle vostre case, con semplicità. I primi 3 consigli sono utili come prevenzione, gli ultimi 3 come soluzione. Vediamo insieme quali sono.

1. Evitate l’utilizzo di qualsiasi materiale tossico

La prima cosa da fare è cercare di eliminare o limitare al massimo l’utilizzo di qualsiasi materiale tossico: dalla composizione dei pavimenti, alla scelta delle tende, fino ad arrivare alla pittura che utilizzate per imbiancare casa.

Preferite pavimenti in bambù, piastrelle invece di moquette, tappeti di cotone, tessuti e materassi non trattati e fatti con materiali naturali. Per i vostri muri, preferite delle vernici ad acqua e, se siete amanti del fai da te, potete trovare degli spunti per creare delle pitture naturali e sicure da nel nostro articolo 

2. Aerate spesso i locali

Questo suggerimento è importante sia per ciò che concerne la purezza dell’aria che respirate, che per ciò che riguarda acari e muffa. Aprite spesso le finestre, facendo attenzione se inverno a non farlo per più di 5 minuti, in modo tale da non sprecare energia per il riscaldamento. Fate in modo che entri più luce possibile e non abusate in casa di ciò che consuma ossigeno, come impianti a gas e di riscaldamento.

idee per la casa 6 passi per purificare l’aria della vostra casa

3. Riparate eventuali perdite e fate attenzione alla muffa

L’umidità è uno dei nostri nemici, lo sappiamo. Fate in modo quindi che nella vostra casa il livello di umidità sia compreso tra il 30, massimo 60%. Controllate eventuali perdite nel tetto e nella cantina, attenzione alla manutenzione degli impianti e, soprattutto, eliminate ogni traccia di muffa. Infine, tenete gli asciugamano in bagno a una distanza di 3-4 cm dalle pareti e aerate spesso i locali. Potete anche pensare a crearvi un deumidificatore fai da te. 

4. Scegliete detergenti naturali

Cercate sempre di pulire casa nel modo più naturale. Avete molte possibilità, potete creare un detergente o un disinfettante per la casa fai da te, utilizzando solo prodotti naturali, o affidarvi ad aziende che fanno dell’amore per la natura il loto principio fondante. Ricordate: aceto e bicarbonato sono un must per pulire senza inquinare.

Prevenite la formazione di parassiti, coprendo i bidoni della spazzatura e conservando bene i vostri alimenti. Non utilizzate nemmeno deodoranti artificiali per l’ambiente, preferite invece metodi naturali.

5. Acquistate piante che purificano l’aria

Uno dei metodi migliori per purificare l’aria della vostra abitazione, ma anche del vostro ufficio, è acquistare piante che aiutino a ossigenare l’ambiente e assorbire le tossine. Ce ne sono davvero molte; se siete indecisi, ne abbiamo già parlato in altri articoli.

6. Utilizzate un filtro per l’aria

Potete pulire l’aria nella vostra casa utilizzando dei filtri per l’aria, dei purificatori,  dispositivi iperfiltranti che depurano e riossigenano l’aria stagnante, restituendola sana e purificata. In commercio ne trovate di diverse tipologie e prezzi.

Ogni passo che fate contribuirà a rendere l’aria della vostra casa più sana e a ridurre il rischio di

  • emicranie,
  • allergie,
  • irritazioni cutanee e
  • altri tipi di malessere.

FONTE: Ambientebio

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OLYMPUS DIGITAL CAMERALe patate sono un vero toccasana per tenere sotto controllo la pressione sanguigna e l’ipertensione, evitandone pericolosi aumenti: a svelare l’effetto benefico del tubero, spesso additato come ipercalorico e poco salutare, è stato uno studio statunitense, che ha evidenziato le potenzialità delle patate, grazie al loro elevato contenuto di vitamineantiossidanti sostanze fitochimiche.

Secondo i risultati della sperimentazione a stelle e strisce, presentata a Denver, nel corso del meeting dell’American Chemical Society e condotto da un team di ricercatori dell’Università di Scranton, in Pennsylvania (Usa), le patate, consumate con regolarità, sono in grado di abbassare la pressione sanguigna del 3%-4%.
In particolare, molto adatte allo scopo sembrano essere alcune particolari patate, quelle viola, che, se cucinate senza l’aggiunta di sale condimenti grassi, si rivelerebbero preziosi alleati contro la pressione alta, senza causare aumento di peso.

La ricerca d’oltreoceano ha coinvolto 18 persone obese o in sovrappeso con problemi di ipertensione. Inserendo nel loro regime alimentare quotidiano, per circa quattro settimane, due porzioni di patate viola (6-8 patate di dimensioni ridotte), complete di buccia, gli esperti hanno registrato un effetto inaspettato sulla pressione sanguigna: la pressione diastolica media (la minima) era diminuita, mediamente, del 4,3% e quella sistolica (la massima) del 3,5%.

Patate sì, ma attenzione al metodo di lavorazione e di cottura, perché per non trasformarle da alleate a nemiche della salute, è importante cuocerle senza aggiunta di grassi, evitando le lavorazioni più elaborate e ricche di calorie, come le fritture.

Le patate sono ritenute serbatoi di grassi e zuccheri, ma in realtà, quando vengono preparate non fritte e servite senza burro o margarina, una patata contiene 110 calorie e decine di sostanze fitochimiche salutari e vitamine. Speriamo che la nostra ricerca aiuti a ricostruire la vera immagine nutrizionale di questo ortaggio ha osservato uno degli autori della ricerca.

FONTE: Tantasalute

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BASSO INDICE GLICEMICOConoscere quali sono gli alimenti a basso indice glicemico è molto importante per prestare attenzione al nostro benessere.

L’indice glicemico consiste nella capacità dei carboidrati di aumentare il livello di glucosio nel sangue.

In linea di massima, sarebbe essenziale scegliere di consumare prodotti integrali, messi a punto con farine non raffinate. In questa maniera si può evitare che la glicemia aumenti eccessivamente, con la possibilità di danneggiare il pancreas, di rallentare il metabolismo e di fare incorrere nel sovrappeso. Vi forniamo quindi un elenco di cibi a basso indice glicemico, per sapervi regolare ed evitare le conseguenze del diabete.

Come si calcola l’indice glicemico

Per calcolare l’indice glicemico bisogna assumere 50 grammi di carboidrati e tenere sotto controllo i livelli della glicemia nel corso delle due ore che seguono. I valori ottenuti vengono messi a confronto con quelli di riferimento, costituiti da quelli rappresentati dal glucosio contenuto nel pane bianco, pari a 100.

Mettiamo caso, ad esempio, che un cibo ha un indice 60: significa che, se ne mangiamo 50 grammi, la glicemia sale del 60% rispetto ai valori registrati con l’assunzione di 50 grammi di glucosio. Gli alimenti a basso indice glicemico hanno un valore minore di 55.

In generale si può dire che il valore aumenta in relazione alla digeribilità di un alimento. Infatti, i livelli di zuccheri nel sangue diventano più alti via via che si porta avanti il processo di digestione e di assimilazione da parte dell’organismo. In questo senso i tempi variano, a seconda del tipo di cibo e dei nutrienti che lo compongono.

In gravidanza, basandosi sui carboidrati a basso indice glicemico, si può ridurre il rischio di prendere troppo peso, non esponendosi all’ipertensione, al diabete e avendo l’opportunità di ritornare velocemente in forma dopo il parto.

Gli alimenti

Una dieta a basso indice glicemico consentirebbe di controllare l’appetito e il peso ed è utile soprattutto per i diabetici. I cibi vengono assorbiti in maniera lenta e danno un più lungo senso di sazietà, spingendo quindi a non abbuffarsi. Un principio alla base di diversi regimi alimentari.

Quest’ultima mira alla minore introduzione di zuccheri nell’organismo, in modo che non vengano stimolate troppo la produzione di insulina e la formazione dei grassi.

Fra gli alimenti da mangiare, in quanto hanno un indice glicemico basso, ci sono il latte magro, quello di soia e lo yogurt: esso contiene fermenti che producono acido acetico e propionico, i quali nel fegato regolano la produzione di glucosio e di colesterolo. Da non sottovalutare la curcuma, perché, secondo differenti ricerche, il suo principio attivo, la curcumina, contribuisce a tenere sotto controllo il diabete di tipo 2.

E poi ancora i legumi, in particolare lenticchie e fagioli bolliti.

Per quanto riguarda la frutta, mele, pere e prugne, ma non sono da dimenticare le arance, che, grazie alle fibre contenute nella parte bianca sotto la buccia, intervengono nel controllare l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi, prevenendo il diabete. Lo stesso vale per il salmone, tramite il suo apporto di omega 3, efficaci anche contro le malattie che interessano l’apparato cardiocircolatorio.

Forse non tutti lo sanno, ma la zucca aiuta a riparare le cellule del pancreas danneggiate e la cannella riduce il pericolo di sviluppare l’iperglicemia negli anziani e nei soggetti in sovrappeso.

FONTE: Tantasalute

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