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Archive for febbraio 2014

aceto-proprietà-600x378Aceto efficace anche contro la tubercolosi?

L’aceto è un rimedio naturale conosciuto fin dall’antichità per le sue proprietà, già ai tempi di Ippocrate infatti veniva utilizzato per curare i disturbi più comuni, in particolare per disinfettare le ferite. Attualmente la ricerca scientifica si concentra su alcune sue caratteristiche per provare gli effetti benefici di questo condimento molto comune sulle nostre tavole. La novità di oggi arriva dal Venezuela dove una nuova ricerca ha messo in luce le proprietà antibatteriche di questo prodotto che sarebbe efficace addirittura contro la tubercolosi.

Lo studio, effettuato a Caracas dal Laboratory of Molecular Genetics del Venezuelan Institute of Scientific Investigation (IVIC), ha messo il luce come un principio attivo presente nell’aceto, lacido acetico, sia in grado di uccidere i microbatteri della tubercolosi (Tbc) di cui alcuni ceppi sono particolarmente pericolosi in quanto antibiotico-resistenti.

La scoperta è arrivata abbastanza casualmente. Infatti l’aceto doveva essere usato nell’esperimento insieme ad altre sostanze, sarebbe stato quindi il mix a dover essere testato sul microrganismo che causa la Tbc (Mycobacterium tuberculosis) per valutarne l’efficacia.

La ricercatrice Claudia Cortesia, però, si è accorta che l’aceto era in grado di uccidere il batterio anche senza l’aiuto di altre sostanze. A questo punto, allora, lo studio ha preso una piega diversa e quello che hanno fatto i ricercatori da quel momento in poi è stato testare una soluzione di acido acetico al 6% per 30 minuti sui diversi ceppi di tubercolosi. Risultato? Anche quelli rinomatamente più resistenti ai farmaci venivano debellati.

Questa scoperta, i cui dettagli sono stati pubblicati sulla rivista mBio della American Society for Microbiology, porterà alla preparazione di una soluzione a base di aceto (dunque oltre che naturale anche a basso costo) da utilizzare come disinfettante negli ospedali e in altre strutture sanitarie in modo tale da evitare che batteri pericolosi possano propagarsi.

Anche a casa nostra, però, possiamo evitare di comprare disinfettanti di origine chimica e prediligere invece un prodotto naturale e a basso costo come l’aceto!

FONTE: Francesca Biagioli (Greenme)

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anemiaCi viene spesso chiesto quanto dovrà essere il fabbisogno di ferro in un soggetto sano e quando invece si può parlare di anemia.

A questo punto conviene fare qualche precisazione ricordando che la carenza di ferro è molto più frequente nella donna e meno nell’uomo; ma vediamo di andare per ordine e di esaminare le diverse situazioni cliniche ed anche patologiche che derivano dalla scarsa presenza del ferro nella dieta. Un modo pratico e utile per capire se ne soffriamo e in tal caso quali sono gli alimenti da inserire nella nostra dieta quotidiana.

Il fabbisogno giornaliero di ferro

La donna, nella normalità richiede un fabbisogno di ferro al giorno pari a 18 mg, all’uomo ne occorre meno, bastano infatti 10 mg. al giorno, stessa cosa accade alla donna in menopausa. Il motivo per cui la donna in età fertile richiede maggiori quantitativi di ferro andrà ricercato nel fatto che la donna perde tale elemento in larga misura col ciclo mestruale.

Si parla di anemia sideropenica quando la carenza di ferro si manifesti nel tempo, come dimostrerebbero, a parte i segni obiettivi del soggetto che soffra di questa deficienza, anche le analisi ematiche ripetute a distanza ravvicinata l’una dall’altra.

Dunque, livelli almeno per ciò che stabilisce l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), tali da far parlare di anemia, sono quelli che indicano un valore di emoglobina inferiore ai 14 g/dl nell’uomo, ai 12 g/dl nella donna e agli 11 g/dl nella donna gravida.

Questa è una situazione che a livello percentuale riguarda i Pesi sviluppati i cui abitanti hanno incidenza di sideropenia in ragione del 3% tra gli uomini adulti, del 20% tra le donne e del 50% tra le donne gravide.

Alimenti che contengono ferro

Sono diversi gli alimenti che contengono ferro sia per quanto concerne i vegetali che gli alimenti di origine animale e qui occorrerà fare una precisazione importante, non prima, però di aver elencato quali fra i cibi sono a maggiore quantitativo di ferro.

Prima di fare un elenco vero e proprio, ricordiamo che i legumi, fra i vegetali, sono gli alimenti che detengono il maggior quantitativo di ferro nella loro costituzione, stessa cosa dovrà dirsi per il tuorlo d’uovo ma anche per i mitili e per la carne animale, quella di cavallo ma anche quella di bovino in particolare e la lista potrebbe continuare, per cui alleghiamo un elenco degli alimenti maggiormente ricchi in ferro:

Alimenti ricchi di ferro – Ferro in 100 g

  • Fegato d’oca 30,53 mg
  • Cioccolato fondente amaro 17,4 mg
  • Vongola 13,98 mg
  • Cacao amaro 13,86 mg
  • Ostrica, cotta 11,99 mg
  • Caviale 11,88 mg
  • Paté di pollo inscatolato 9,19 mg
  • Muesli con frutta e frutta secca 8,75 mg
  • Muesli 8,20 mg
  • Lenticchie 7,54 mg
  • Ostrica 6,66 mg
  • Farina di soia 6,37 mg
  • Germe di grano 6,26 mg
  • Pollo – coscia 6,25 mg
  • Ceci 6,24 mg
  • Patate, bollite 6,07 mg
  • Seppia 6,02 mg
  • Pinoli secchi 5,53 mg
  • Fagioli cannellini 5,49 mg
  • Fagioli borlotti freschi 5,00 mg
  • Fiocchi d’avena 4,72 mg
  • Nocciole 4,70 mg
  • Alici sott’olio 4,63 mg
  • Arachidi 4,58 mg
  • Grano duro 4,56 mg
  • Mandorle secche 4,51 mg
  • Crema di nocciole e cacao

Nell’indicare cio’ occorre dire che, come si vede nella tabella allegata, esistono cibi che detengono quantitativi di ferro in quantità maggiore di quelli comunemente ricordati perché a maggiore concentrazione dell’elemento, ma si riferiscono, come si vede ad alimenti che vengono consumati, di norma, in piccole quantità, insomma, lo stesso cioccolato fondente amaro, sarà pure ricco di ferro, ma la quantità che è possibile consumarne dovrà essere per forza di cose limitata e meno frequente di quanto si faccia con alimenti di uso quotidiano o quasi.

La biodisponibilità

Ma c’è di più, a parità di contenuto di ferro di un alimento è utile conoscere, ai fini di un aggiustamento della dieta correggendo un’eventuale anemia o solo prevenendola, quali sono a questo punto gli alimenti che più di altri rilasciano il ferro in modo che esso sia prontamente assorbito dall’organismo.

Questa caratteristica dell’elemento si chiama Biodisponibilità e dovrà farci riflettere sul fatto che, pur ricorrendo a tanti alimenti, giustamente considerati ricchi in ferro, l’anemia non si guarisce per il semplice motivo che tali nutrimenti non rilasciano il ferro desiderato in quantità ottimale che quindi non possiamo assorbire.

Questo dovrà farci riflettere sul fatto che, pur detenendo un alimento un’elevata concentrazione di ferro nella sua costituzione non significa altresì che ai fini del rilascio e della correzione dei livello ematico dell’elemento nell’organismo, tutti i cibi, anche i più ricchi di questo micronutriente siano uguali. Il motivo per il quale da sempre si è ritenuto che le carni animali e di pesce fossero più ricche di ferro di quanto lo fossero alimenti di natura vegetale, che addirittura quantitativamente contengono il micronutriente in maggior quantità, sta proprio nella biodisponiobilità e nella capacità, dunque, di opporsi all’anemia.

Ferro in forma “EME” e “NON EME”

Il ferro contenuto nella carne animale e del pesce è definito in forma “EME”, ovvero immediatamente disponibile per l’organismo che lo assume, gli alimenti che invece contengono ferro nella forma “NON EME”, come avviene nei cereali e nei vegetali, uno per tutti gli spinaci ricchi in ferro ma poco efficaci per correggere l’anemia,non sono immediatamente disponibili da parte dell’organismo e dunque poco adatti a correggere eventuali carenze ematiche di ferro.

Come assorbire al meglio il ferro dei vegetali nella forma “NON EME”

Ciò non significa però che non sia possibile ricavare il prezioso micronutriente anche dai vegetali, si tratta di studiare il modo per rendere assorbile anche il ferro poco disponibile perché in forma “NON EME”. Una soluzione valida è quella di accompagnare il pasto vegetale con la carne, anche se questa è prevista in modica quantità, oppure col pesce, oppure mischiando fra loro diversi alimenti di natura vegetale e ricchi in ferro.

Così come è possibile ricavare quanto più ferro dai vegetali con tale procedimento, è anche utile sapere che sostanze come il caffè, limitano l’assorbimento del ferro, stessa cosa avviene con la crusca, con il , con un certo tipo di frutta secca, ad esempio le noci.

Ciò non significa che i soggetti anemici non possano bere caffè, soltanto dovranno farlo lontano dai pasti. Così come, le carenze di ferro in soggetti che hanno del tutto eliminato la carne dalla loro dieta sono più frequenti poiché mentre è più facile accompagnare la carne con le verdure e le insalate è più raro che ci si alimenti con verdure e ortaggi insieme.

Secondo la professoressa Carla Favaro docente della Scuola di specializzazione in Scienze dell’Alimentazione le cui pubblicazioni ci hanno fornito lo spunto per questo articolo, è utile, al fine di evitare carenze ematiche, condire, ad esempio il radicchio verde col limone, evitare di bere il caffè a ridosso dei pasti, così come sarebbe consigliabile l’assunzione del succo d’arancia coi cereali a colazione; tuttavia, se il disturbo persiste….. consultare il medico!

FONTE: tantasalute

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PERDITA DI MEMORIALa perdita di memoria è un rischio che può essere connesso con l’invecchiamento. Fa parte di un consueto processo che attraversa il nostro organismo, perché, con il tempo, diventa più difficile ossigenare il cervello e la rete dei nervi diviene meno interconnessa.

Tuttavia gli esperti sottolineano come lo stile di vita abbia un peso fondamentale nell’influire sulla capacità di invecchiare bene e di preservare, senza particolari pericoli, le facoltà connesse con la memoria. Nello specifico dovremmo fare attenzione a certe abitudini della vita quotidiana. Vediamo insieme quali sono.

1) Lo stress

Spesso capita di sentirsi stressati e particolarmente ansiosi. Lo stress influenza in maniera decisiva la memoria, facendoci giungere a delle dimenticanze, a un senso di confusione o a difficoltà di concentrazione. In risposta allo stress, il nostro organismo rilascia un ormone: il cortisolo.

Quest’ultimo, se è presente ad un alto livello, può portare alla perdita di memoria e al deterioramento cognitivo, oltre che all’accumulo di grasso sulla pancia. Una ricerca, a questo proposito, ha dimostrato che le persone di mezza età con una quantità elevata di grasso addominale sono soggette più del triplo al rischio di sviluppare qualche forma di demenza. E’ importante, quindi, cercare di tenere sotto controllo lo stress, dedicandosi allo yoga, alla meditazione e all’esercizio fisico.

2) Il sonno

La memoria è influenzata anche dalla qualità e dalla quantità del sonno. E’ proprio mentre noi dormiamo che vengono messi in atto i processi di consolidamento della memoria, attraverso il rafforzamento delle connessioni neurali che formano i ricordi. Vari studi a questo proposito hanno dimostrato che le persone che riposano bene riescono maggiormente a richiamare alla mente le informazioni.

Per questo è importante andare a letto ad una determinata ora e alzarsi sempre con regolarità. Meglio evitare cibi e bevande che contengono caffeina, come il caffè, le bibite gassate, il cioccolato. Se non si riesce a prendere sonno, meglio dedicarsi a qualcos’altro, come la lettura o l’ascolto della musica. Infine cerchiamo di mantenere una temperatura media in camera da letto, evitando sia il troppo caldo che il freddo eccessivo.

3) La dieta

Anche la dieta influenza la memoria. Ad esempio si è scoperto che, da questo punto di vista, sono fondamentali i grassi insaturi. Questi ultimi si trovano nel pesce, come il salmone, il tonno e le sardine, nella frutta secca, nei semi di girasole, in quelli di lino e nell’avocado. Molto importante è anche il consumo di frutta e verdura, perché esse contengono composti, che aiutano a ridurre lo stress ossidativo, fortemente implicato nella progressione dell’invecchiamento cerebrale e nel declino cognitivo. Gli esperti sostengono che, per avere un cervello sano, siano fondamentali i cavoli, i broccoli e gli spinaci, che forniscono molti antiossidanti. Alcuni studi hanno dimostrato che molto utile è a questo proposito anche il succo di mirtilli.

4) L’attività fisica

Condurre una vita sedentaria è una pessima abitudine. L’esercizio fisico è, infatti, fondamentale per tenere allenato il corpo e anche la mente. In particolare con l’esercizio aerobico aumenterebbero le dimensioni dell’ippocampo e il tutto si tradurrebbe in dei miglioramenti nella memoria. Non occorre chissà quanto tempo. Gli esperti suggeriscono di praticare 30 minuti di movimento moderato al giorno, per 5 volte alla settimana. Vanno bene la camminata veloce o il nuoto. E’ stato dimostrato che l’esercizio aerobico potrebbe ritardare la perdita di memoria legata all’età anche di uno o di due anni.

5) I farmaci

farmaci possono influire sulla memoria. In particolare bisognerebbe fare attenzione in questo senso a quei medicinali che agiscono sul cervello, come gli antidepressivi, gli antipsicotici e gli ansiolitici, che spesso vengono presi anche per favorire il sonno. Ecco perché non bisognerebbe abusare di questi farmaci e, anche quando si è costretti a prenderli per necessità, bisognerebbe valutare di tanto in tanto con il medico la possibilità di sospenderli, se si ritiene che non siano più così necessari.

FONTE: Tantasalute

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Herbal camomile tea isolated on white backgroundLa camomilla è una pianta appartenente alla famiglia delle Compositae. In genere fiorisce da maggio a settembre ed ha molte proprietà utili, che garantiscono effetti benefici sulla salute umana. Le forme più diffuse sono quella tedesca e quella romana.

E’ da tutti nota per le proprietà sedative, che sono da attribuire alla presenza di flavonoidi. Inoltre la camomilla riesce ad essere protettiva per lo stomaco, perché è capace di mettere in atto un’azione antinfiammatoria. Va bene, quindi, per chi ha disturbi gastrici, digestivi e per chi soffre di dolori mestruali. Piuttosto riconosciute sono anche le proprietà spasmolitiche e antiossidanti. Vediamo di scoprirne di più.

Le proprietà

Le proprietà della camomilla sono dovute ai principi attivi, di cui essa è particolarmente ricca. Nello specifico essa è composta da elementi idrofili e da altri lipofili. Tra i primi, si possono ricordare i flavonoidi, le cumarine e gli acidi fenolici: tutti possiedono proprietà spasmolitiche, sedative ed antiossidanti.

Tra i costituenti lipofili, possiamo ricordare i terpeni e gli azuleni. E’ proprio da queste sostanze che viene formato l’olio essenziale di camomilla, indispensabile per i suoi effetti antisettici, lenitivi e antinfiammatori. Viene usata in questo senso anche per i neonati e a vantaggio della salute dei bambini.

Alla camomilla sotto forma di infuso non potrebbero essere attribuite proprietà lenitive, perché l’acqua non può essere considerata il solvente adeguato per estrarre sostanze tipiche come gli azuleni. L’infusione è più adatta, invece, per sviluppare le proprietà sedative della pianta. Ecco perché una tazza di camomilla preparata come infuso si ritiene particolarmente utile nel trattare disturbi come insonnia e ansia.

Gli effetti benefici

Gli effetti benefici della camomilla sono molti. La pianta trova impiego anche in alcuni disturbi ginecologici, come l’infiammazione e la dismenorrea. Può essere utilizzata per alleviare stomatiti,dermatiti e problemi che interessano le mucose. In cosmesi è impiegata come una sostanza in grado di schiarire i capelli.

Sotto forma di infuso è nota per le sue proprietà tranquillanti e sedative, ma non bisogna trascurare nemmeno i suoi effetti decongestionanti. Tutto ciò determina un effetto lenitivo particolarmente importante. Infatti, la camomilla può essere applicata anche a livello topico, per trattare la congiuntivite.

Se la beviamo sotto forma di tisana, unita alle radici di genziana e a quelle di valeriana, può servire a contrastare gli stati di debolezza. Servono 60 grammi di fiori di camomilla, 20 grammi di radici di genziana e 120 grammi di quelle di valeriana. Il tutto va messo in infusione in una tazza bollente per qualche minuti, per poi bere la tisana metà al mattino e metà la sera, dopo aver affrontato una giornata piena di impegni e magari particolarmente stressante.

FONTE: Tantasalute

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LE VERTIGINI PARLANO DI NOI

vertigini1La troppa fretta, l’autocontrollo ad ogni costo e le aspettative eccessive possono causare “sbandate”  e perdita di equilibrio: ma uscirne si può

Una buona domanda che dovrebbero rivolgersi coloro che soffrono di vertigini è la seguente :

Da quanto tempo non lascio che qualcosa “mi faccia girare la testa”?.

Le vertigini descrivono “l’insurrezione” del mondo emotivo in persone che hanno la tendenza a privilegiare la dimensione razionale e fanno di tutto per tenere a freno i propri istinti: vogliono andare dritte allo scopo, ogni emozione è una deviazione. Sono cioè molto dure con se stesse.

È una lotta tra la possibilità di venire coinvolti e il tentativo di “conservare la testa sulle spalle”: ecco perché si vacilla. La sensazione di cadere a terra esprime il desiderio di ritrovare una dimensione più bassa, terrena, legata al mondo delle emozioni….

Così puoi diventare più flessibile
Sganciarsi dalle vecchie abitudini significa “sradicarsi” attraverso uno squilibrio momentaneo. Cosa fare? Occorre portare nella vita più flessibilità, imparare ad accogliere il nuovo che compare  all’orizzonte,girare lo sguardo verso altri modi di essere.

Gli attacchi di vertigine passano se si mettono in discussione le “regole” che ci ingabbiano e ci impediscono di “allargare” il nostro orizzonte. Diamo voce alla libertà che stiamo reprimendo, con gesti piccoli ma efficaci.

Facciamoci portare dalla musica
Troviamo un luogo della casa accogliente appartato e ascoltiamo della buona musica. Se poi il ritmo ci “cattura” mettiamoci a danzare. Ballare è un ottimo sistema per scoprire che le giravolte e i movimenti vorticosi, al posto di spaventare, possono essere davvero divertenti.

Liberiamo la spontaneità
Se il timore di “cadere” nel ridicolo o di “perdere” il controllo inibisce le nostre manifestazioni affettive, proviamo poco per volta a lasciarci andare, ad esempio, a un moto di affetto, o improvvisiamo una scherzosa dichiarazione d’amore, o reagiamo con un urlo a una provocazione.

FONTE: Riza

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Fresh green vegetable, isolated over whiteSecondo i risultati di autorevoli ricerche, questi ortaggi contengono una sostanza in grado di aiutare a prevenire le degenerazioni cellulari e quindi i tumori

Frutta e verdura, se di stagione, sono più sicure, saporite ma soprattutto conservano integre le loro proprietà curative.

Tra i vegetali invernali più salutari ci sono i broccoli, appartenenti alla famiglia delle Crucifere, ricchi di principi attivi antiossidanti e antitumorali; fra questi spiccano i glucosinolati, che inibiscono l’attività delle sostanze responsabili delle mutazioni del Dna dei tessuti.

Tra gli studi dedicati a questi ortaggi, spicca una recente ricerca coordinata da Marisa Porrini, nutrizionista dell’Università degli Studi di Milano, pubblicata sulla rivista scientifica Nutrition and Cancer: sono bastati 10 giorni di dieta con 200 g di broccoli al giorno, infatti, per registrare, nei soggetti coinvolti, un miglioramento nei parametri di danno ossidativo a livello cellulare.

Sono persino…antismog!
Il consumo regolare di broccoli (foglie e gambo) non troppo cotti previene il danno organico procurato dall’esposizione all’inquinamento.

Che cosa fare in pratica
Consuma 3 porzioni alla settimana di ortaggi appartenenti alle Crocifere (broccoli ma anche cavoli, verze, rape): ti garantiscono una potente protezione dallo stress ossidativo responsabile di invecchiamento e deterioramento cellulare.

Abbina i broccoli alla soia per un’insalata antiossidante
In una ciotola disponi un broccolo sbollentato diviso in cimette e irroralo con una vinaigrette preparata mescolando 3 cucchiai di salsa di soia, 3 cucchiai di olio extravergine di oliva, mezzo spicchio d’aglio tritato e un cucchiaio di zenzero fresco grattugiato. Lascia riposare per circa un’ora, poi aggiungi 250 g di germogli di soia e 2 cucchiai di mandorle a filetti leggermente tostate.

FONTE: Riza

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olio di lavandaL’olio di lavanda è uno strumento particolarmente versatile. È ricco di proprietà e ampiamente utilizzato nell’industria cosmetica e alimentare. Ma non solo. Abbiamo già avuto modo di vedere, infatti, come sia un fantastico rimedio naturale utile a combattere diverse problematiche: dalle punture d’insetti, ai dolori muscolari, ai fastidi legati a un ampio spettro di funghi patogeni, fino ad arrivare al suo impiego nell’aromaterapia.

Molti aromaterapeuti, ad esempio, sono d’accordo nell’affermare che l’olio di lavanda è uno degli oli più versatili presenti in commercio.

Oggi vedremo insieme 8 fantastici utilizzi che possiamo fare di questo prodotto.

1. Per alleviare il mal di testa

Il primo interessante utilizzo che possiamo fare dell’olio di lavanda è come soluzione per alleviare il mal di testa causato dalla troppa tensione. A tale scopo, basta applicare da 3 a 5 gocce di olio essenziale di lavanda su un panno caldo (o freddo), inumidito precedentemente con un po’ di acqua. Mettetelo sulla fronte mentre siete sdraiati e tenetelo per 10-20 minuti.

Se non potete mettervi comodi, magari perché siete in ufficio, potete applicare qualche goccia sulle tempie ed effettuare dei massaggi circolari. Troverete sollievo immediato.

2. Per favorire il sonno

Fare entrare l’olio di lavanda nella vostra routine quotidiana, prima di andare a dormire, vi consentirà di addormentarvi più velocemente. Sembra che questo prodotto, infatti, aiuti le persone che soffrono di disturbi del sonno. Si può usufruire dei benefici calmanti dell’olio di lavanda in diversi modi: utilizzando un diffusore, aggiungendolo alla crema da notte; massaggiando le tempie o mettendo 1 o 2 gocce sul cuscino. Quella alla lavanda è inoltre una delle tisane più utilizzate da chi soffre di insonnia.

olio essenziale di lavanda 8 possibili usi dell’olio di lavanda

3. Alleviare il dolore da piccole scottature

L’olio di lavanda può essere utilizzato anche per dare sollievo in caso di piccole scottature che non prevedono lacerazioni della pelle. Prima di utilizzarlo, però, è necessario raffreddare la parte con acqua corrente per almeno 5 minuti (mai applicare ghiaccio, ricordatelo!). Solo successivamente, potete applicare 2 o 3 gocce sulla parte interessata, per diminuire il dolore e accelerare il processo di guarigione. Se avete una pelle sensibile, utilizzate l’olio di lavanda diluito e testatene una piccolissima dose per capire eventuali effetti.

4. Contro ansia e stress

Come abbiamo accennato prima, la lavanda è una delle piante più utilizzate per calmare i nervi e le emozioni forti. È una sorta di sedativo naturale. Aggiungetene un paio di gocce nel vostro vaporizzatore, utilizzatelo per i massaggi o come profumo. Vi aiuterà a rilassarvi.

5. Per il trattamento dell’acne

Abbiamo già visto alcuni rimedi contro l’acne. Se soffrite di questo problema, l’olio di lavanda potrebbe fare al caso vostro. Aggiungetene 1 o 2 gocce alla vostra crema per il viso preferita. La lavanda inibisce la crescita dei batteri e aiuta il corpo a riequilibrare la secrezione di sebo.

6. Come disinfettante per piccole ferite

La lavanda ha proprietà antibatteriche e antidolorifiche. Aiuta il processo di guarigione e, secondo alcuni, servirebbe anche a fermare le piccole emorragie. Basta applicare l’olio di lavanda sul taglio o sulla ferita. Giusto poche gocce. Se avete una pelle sensibile, ricordate che è sempre meglio diluirlo in acqua.

7. Per le pelli secche e screpolate

L’olio di lavanda fa miracoli per la pelle secca e screpolata. Utilizzatelo localmente sulla zona interessata o aggiungetene qualche goccia alla vostra lozione corpo preferita. Va bene anche se aggiunto al balsamo per le labbra.

8. Allevia i sintomi della cinetosi o della nausea

Mettete una goccia di olio essenziale di lavanda sulla dietro le orecchie o, semplicemente, inalatelo da un fazzoletto: vi aiuterà a trovare sollievo. Non è consigliato in gravidanza.

Come potete vedere, l’olio di lavanda è uno degli oli essenziali più versatili che possiamo trovare. Di sicuro i suoi benefici non si riducono solo a questi 8 utilizzi. È ottimo da portare dietro e da usare in ogni evenienza!

Potete pensare di usarlo internamente o esternamente, l’importante è che vi accertiate della sua provenienza e della sua composizione.

FONTE: Ambientebio

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