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Archive for febbraio 2014

KrillQuesto integratore è una miniera di Omega 3 e 6, vitamine e altre sostanze che contrastano il grasso addominale e proteggendo vasi sanguigni, cuore e cervello

L’olio di Krill viene ricavato da piccolissimi crostacei (detti appunto krill) che prosperano nelle acque dell’antartico. Questo estratto di acidi grassi contiene Omega 3, 6, 9 vitamina E ed A, fosfolipidi e astaxantina in proporzione ideale. Secondo recenti ricerche in campo nutrizionistico, l’olio di krill riduce colesterolo e glucosio, aumenta la produzione di energia e potenzia la funzione epatica. Assunto regolarmente, tiene sotto controllo gli sbalzi d’umore, i crampi e i rigonfiamenti associati a sindromi premestruali.

Serve anche se hai qualche chilo in più
L’olio di Krill è indicato anche in presenza di sovrappeso e caratterizzato da grasso addominale. L’azione anti adipe è dovuta al fatto che, se assunto regolarmente, questo integratore mantiene sotto controllo gli zuccheri nel sangue, evitando quei picchi glicemici che portano il metabolismo a rallentare e il grasso ad accumularsi soprattutto sull’addome.

Krill, un potente antiossidante
L’olio di Krill contiene uno degli antiossidanti naturali più potenti, l’astaxanthin, un carotenoide che dà al crostaceo il caratteristico colore rossastro che lo protegge dalla radiazione solare. Questa sostanza rafforza le difese, è anti infiammatorio e protegge la pelle dall’azione dei raggi solari.

Perché fa così bene
Gli omega 3 estratti dal kris sono legati in un complesso fosfolipidico: una sola compressa al giorno permette di aumentare l’elasticità delle cellule e di ridurre il grasso addominale e il colesterolo.

Quando assumerlo
Questo integratore può essere assunto in concomitanza o prima dei pasti principali (ottimo la sera). Si assimila meglio se assunti con i latticini. Se presi dopo pranzo gli omega 3 combattono gli attacchi di fame del pomeriggio.

La giusta quantità
Prendere una capsula al giorno di olio di Krill antartico da 500mg, da ssumere con abbontante acqua. Solo dopo controllo medico è utilizzabile in gravidanza o allattamento.

Il vantaggio in più: non sa di pesce!
Gli integratori di olio di Krill sono ben assorbibili dall’organismo. Ed è proprio grazie a questo miglior assorbimento che dopo l’assunzione non si percepisce il retrogusto di pesce tipico di molti integratori di Omega 3.

FONTE: Riza

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Bere-acqua-fa-dimagrireL’acqua fa bene alla salute. Ce lo ripetono continuamente gli esperti, che garantiscono i benefici di una buona idratazione dell’organismo.

Sicuramente si tratta di affermazioni vere, anche se molti dubbi a questo proposito restano. Ci sono punti che non risultano particolarmente chiari, soprattutto per ciò che riguarda la quantità di acqua che bisogna bere ogni giorno. E che dire delle proprietà dell’acqua frizzante? Inoltre cosa sapete sull’acqua del rubinetto? Sono queste ed altre le domande alle quali bisogna dare una risposta.

1. Quanta acqua bere al giorno

Si dice che bisognerebbe bere intorno a 1,5 – 2 litri di acqua al giorno. In realtà questo non è completamente vero, perché, nella quantità di acqua da introdurre nell’organismo a livello quotidiano, bisogna tenere conto anche del quantitativo di liquidi presenti nei cibi che mangiamo, soprattutto nella frutta e nella verdura. Basterebbero almeno 4 o 5 porzioni al giorno di vegetali, per raggiungere il livello di cui il nostro corpo ha bisogno. In alternativa possiamo tenere sempre una bottiglietta d’acqua a portata di mano, per sorseggiare di tanto in tanto.

2. Calorie dell’acqua

C’è anche chi ha particolari timori nel bere una quantità eccessiva di acqua, perché corre voce che l’acqua possa essere anche calorica. Niente di più falso! Né l’acqua liscia né quella frizzante contengono calorie. Naturalmente in commercio ci sono anche diversi tipi di acqua aromatizzata, che possono arrivare a contenere anche 60 calorie per ogni 100 ml. In questi casi bisognerebbe fare attenzione a ciò che è riportato nell’etichetta.

3. Ritenzione idrica

Un altro falso mito è quello secondo il quale bere tanto e spesso possa risolvere il problema dellaritenzione idrica. Non è così, perché il fenomeno è causato non dall’acqua, ma dal sale e dallo zucchero che introduciamo con i cibi. L’antiestetica buccia d’arancia è determinata dal fatto che questi elementi trattengano i liquidi. Per risolvere il problema, bisognerebbe mangiare meno alimenti salati o zuccherati.

4. Acqua del rubinetto

A discapito di ciò che se ne possa dire, l’acqua del rubinetto è sana. E’ controllata dalle unità sanitarie e dai laboratori biologici provinciali. Bere l’acqua del rubinetto è anche una pratica ecologica, che induce al risparmio: si può evitare di implicare la plastica necessaria all’imbottigliamento; inoltre un metro cubo costa circa come una bottiglietta.

5. Dimagrire con l’acqua fredda

Si sente dire spesso che l’acqua particolarmente fredda aiuti a dimagrire. Alla base di questa credenza c’è una falsa convinzione: il corpo brucerebbe più calorie, per ristabilire la giusta temperatura. L’acqua gelida in realtà non andrebbe mai bevuta, per non incorrere in una congestione. E’ opportuno bere liquidi a temperatura ambiente.

6. Digestione con l’acqua frizzante

Ecco un’altra leggenda metropolitana da non prendere in considerazione: l’acqua frizzante farebbe digerire. E’ una convinzione infondata, perché l’anidride carbonica non presenta proprietà digestive. L’unico vantaggio che se ne ottiene consiste nel favorire l’espulsione del gas, ma questo non vuol dire provvedere ad un’adeguata digestione.

7. Eliminazione delle tossine

Potrebbe sembrare un falso mito, ma in realtà è vero: se si beve molto, si facilita l’eliminazione delle tossine. Una buona idratazione permette al fegato e ai reni di lavorare bene, favorendo l’eliminazione delle scorie. Naturalmente non possiamo pretendere di risolvere il problema solamente bevendo molto, perché, in questi casi, è fondamentale l’alimentazione sana, che eviti cibi elaborati e ipercalorici.

8. Bere durante i pasti

Potrebbe sembrare una contraddizione, invece corrisponde a verità il fatto che bere durante i pasti faccia bene. L’acqua ha un’importante funzione: riesce ad ammorbidire il cibo ingerito e in questo senso favorisce l’azione dei succhi gastrici. Se non si beve adeguatamente, si rischia di rallentare la digestione. E’ bene, comunque, non esagerare, perché sono sufficienti 3 bicchieri nel corso di un pasto.

9. Stimolazione dell’intestino

E’ vero ciò che si dice: bere acqua calda al mattino stimola l’intestino, favorendo la peristalsi intestinale. Per avere un effetto disintossicante, bisognerebbe bere dell’acqua tiepida con il succo di mezzo limone, ancor prima di fare colazione.

10. Bere spesso in aereo

Un altro falso mito? Questa volta si tratta di verità: in aereo bisognerebbe bere più spesso. Un’ottima idratazione del corpo aiuta a compensare l’effetto disidratante provocato dall’aria condizionata e dalla diminuzione della pressione. In aereo bisognerebbe anche vaporizzare di tanto in tanto il viso e il corpo con dell’acqua termale, per ottenere un effetto rigenerante.

FONTE: tantasalute

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sorriso_fiori_verdeMiriam Akhtar, una delle massime esperte al mondo di positività, ha stilato questo decalogo per trovare e mantenere un atteggiamento positivo e aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi.

1)  Allena la mente: la mente a volte può seguire una distorsione negativa, per questo è fondamentale concentrarsi sugli aspetti positivi, come avere un grande senso dell’umorismo e un bel sorriso. Questi ti aiuteranno a raggiungere ogni giorno il successo?

2) Sii gentile: quando sei gentile con qualcuno, crei un flusso di energia positiva sia per le persone con cui sei gentile che per te stessa

3) Sii ottimista: riconosci che le difficoltà non sono eterne, ma solo temporanee. Pensare in questo modo ti aiuterà a costruire uno stato d’animo maggiormente positivo

4)  Pensa ai piccoli risultati: acquisisci fiducia in te stessa ponendoti piccoli obiettivi e riconoscendo ogni piccolo successo

5) Persegui i tuoi obiettivi di vita: guarda avanti e fai progetti. Seguire i tuoi obiettivi di vita, ti darà un grande senso di soddisfazione e aumenterà la tua positività

6) Guarda tutto in prospettiva: pensa alla vita in maniera più flessibile. Semplici convinzioni negative possono trasformarsi in problemi, per questo fai del tuo meglio per metterli in prospettiva, pensando a come poter agire

7) Ama l’amore: l’amore è l’emozione positiva per eccellenza. Per far crescerlo occorre avere per ogni pensiero negativo almeno 5 emozioni positive. Accresci il tuo benessere anche nella vita sociale, questo ti aiuterà ad acquisire maggiore affermazione nella vita

8) Adotta la terapia del “grazie”: al termine di ogni giorno, dedica del tempo per pensare a cosa è andato bene, cosa c’è stato di positivo nella tua vita e per cosa puoi essere riconoscente

9) Non dimenticare il “fattore” divertimento: fai ciò che ti piace, il divertimento, le cose piacevoli e salutari nella vita, massimizzano la gioia nella tua macchina di positività

10) Fallo per te: avere motivazioni positive per il successo, massimizza le tue possibilità di raggiungerlo. Avere una propria motivazione nel fare qualcosa ha più valore del fare qualcosa per una motivazione esterna

FONTE: Donna della Repubblica (benessere)

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brucia-grassiBruciare calorie nell’atto stesso di mangiare: un nonsense, troppo bello per essere vero?

Tutt’altro, è il principio della dieta termogenica indotta (TID), basata sulla convinzione che si possa dimagrire, o quanto meno non ingrassare, mangiando gli alimenti termogenici, cioè quelli che per essere assimilati richiedono un grande dispendio di energia da parte del nostro organismo.

Abbiamo chiesto a Maria Rosaria D’Isanto, Biologa Nutrizionista, Specialista in Scienza dell’Alimentazione e presidente dell’Associazione Italiana Nutrizionisti (AINut), di spiegarci come funziona questa dieta e quali sono i cibi termogenici che possono aiutarci a dimagrire senza grandi fatiche.

Il meccanismo della TID. La dieta termogenica indotta (TID) si basa sull’assunzione di cibi per i quali il nostro organismo utilizza energia, producendo calore. “Ogni volta che mangiamo, il corpo spende energie per assimilare gli alimenti e si ha una dispersione di calore” spiega la nutrizionista, aggiungendo che esistono due tipi di termogenesi: “Quella obbligatoria, che si verifica ogni volta che mangiamo perché l’organismo deve impiegare energia per scindere gli alimenti e trasformarli in nutrienti. Poi c’è la termogenesi facoltativa che riguarda l’attivazione del sistema nervoso simpatico e che attraverso alcuni ormoni come le catecolammine induce l’aumento della produzione di calore”.

L’organismo spende il 10% del consumo calorico giornaliero durante la digestione attraverso la termogenesi obbligatoria e quella facoltativa. Mangiando alimenti termogenici, quella percentuale del 10% può essere aumentata. I cibi termogenici, inoltre, sono ricchi di fibre che inducono la persona a sentirsi sazia più rapidamente.

I cibi termogenici. Tutti gli alimenti sono termogenici perché per digerirli il corpo impiega energia, ma alcuni più di altri favoriscono il processo di termogenesi alimentare.

Gli alimenti ad alto valore termogenico sono i macronutrienti, ovvero quelli che contengono proteine, carboidrati (glucidi) e grassi (lipidi). “Con le proteine il dispendio energetico va dal 10 al 35%, con i carboidrati e gli zuccheri si val dal 5 al 10% e con i grassi dal 2 al 5%” spiega D’Isanto.

Carni bianche e crostacei. Le proteine delle carni magre come:

  • tacchino,
  • petto di pollo,
  • carne rossa magra (controfiletto),
  • la selvaggina,
  • carne di bufalo e
  • di bisonte

sono tra quelle più termogeniche. Altre buone fonti di proteine vengono dai crostacei, frutti di mare e albume l’uovo.

Frutta e verdure. Le verdure più termogeniche sono quelle che contengono molta acqua come:

  • broccoli,
  • cavoletti di Bruxelles e
  • sedano.

“Anche la carota è termogenica perché contiene zuccheri e così pure i tuberi, come la patata, che contengono molto amido” spiega la nutrizionista.

Per la frutta, la scelta dovrebbe ricadere su quella più zuccherina come

  • l’uva,
  • i fichi,
  • le mele,
  • le banane,
  • i cachi o
  • il mango.

Conta anche il grado di maturazione: una mela matura contiene più zuccheri rispetto a quella acerba e quindi ci fa spendere più energie per assimilarla”.  Vanno bene anche il cocco e l’avocado che contengono buone quantità di grassi.

Peperoncino e altri cibi piccanti. Il piccante alza la temperatura del corpo e ciò ha un effetto immediato sull’accelerazione del metabolismo. “Alcuni studi hanno dimostrato che la capsicina contenuta nel peperoncino aiuta il metabolismo e attiva un po’ di più la lipolisi” conferma D’Isanto.

Qualsiasi tipo di peperoncino può avere proprietà termogeniche e può essere aggiunto a salse per costituire degli ottimi condimenti termogenici.

Cosa bere. L’acqua molto fredda ha un buon effetto termogenico perché diminuendo la temperatura corporea il metabolismo è costretto ad accelerare per riportare l’organismo alla temperatura ottimale. “Ma non è saggio rischiare una congestione per bruciare qualche caloria in più” avverte la nutrizionista.

Meglio bere tè verde che è un ottimo termogenico perché aiuta a far passare il cibo attraverso il sistema digestivo più velocemente, bloccando le amilasi, degli enzimi che intervengono nella digestione dei carboidrati. “Inoltre, gli antiossidanti e la caffeina contenuti nel tè aumentano il metabolismo e bruciano le calorie”. 

Ambiente termogenico. Anche nell’ipotesi di voler mangiare seguendo il principio della dieta termogenica, se l’obiettivo è un dimagrimento da sola non basta: “Non si può pensare di mangiare tante proteine perché sono più termogeniche per perdere peso perché i reni ne risentirebbero” avverte la presidente dell’AINut.

Ma il principio della termogenesi può essere d’aiuto anche per l’ambiente climatico in cui viviamo. “Se abbassiamo di qualche grado la temperatura del riscaldamento di casa” suggerisce l’esperta “mettiamo in movimento il meccanismo per cui l’organismo è costretto a consumare energia per produrre calore”.

Una strategia che potremmo applicare anche in ufficio e in macchina, dove spesso si esagera nell’utilizzo delle ventole. A confermare l‘uso “dimagrante” del freddo è anche una recente ricerca pubblicata su Cell Methabolism da un gruppo di ricercatori americani dell’Istituto nazionale del diabete e malattie digestive e renali, negli Stati Uniti.

Secondo la ricerca, quando abbiamo freddo viene rilasciato un ormone che stimola il tessuto grasso a produrre calore, in modo che il corpo possa mantenere la sua temperatura interna. Questo ormone, che si chiama irisina, viene prodotto anche dal muscolo durante l’esercizio fisico. I risultati dimostrano che l’atto di rabbrividire produce calorie, bruciando il grasso bruno e migliorando il metabolismo. 

 

FONTE: Donne della Repubblica (benessere)

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aglio500Arriva dal mondo scientifico la conferma ufficiale delle straordinarie proprietà antibatteriche dell’aglio. Da secoli la medicina naturale considera l’aglio non soltanto come un alimento, ma come un vero e proprio farmaco utile per la prevenzione delle malattie e per favorire il mantenimento di una buona salute.

L’aglio è noto da tempo, con particolare riferimento alla medicina tradizionale cinese, come un antibiotico naturale utile nella prevenzione delle infezioni e come un rimedio da tenere a portata di mano contro tosse e raffreddore.

Secondo le più recenti scoperte scientifiche, gli straordinari poteri curativi dell’aglio sono dati da una particolare sostanza in grado di contrastare anche i batteri più resistenti, che risultano rafforzati dall’impiego dei comuni antibiotici.

La sostanza in questione prende il nome di ajoene. Le proprietà antibatteriche dell’aglio sono state confermate grazie ad uno studio scientifico condotto presso l’Università di Copenaghen e pubblicato sulla rivista Future Medicine.

Lo studio si è svolto sotto la guida dal ricercatore Tim Holm Jakobsen, che se ne è occupato in vista della discussione della propria tesi di dottorato. Le ricerche condotte hanno confermato che l’aglio contiene un composto chimico in grado di neutralizzare i batteri resistenti paralizzando il loro sistema di comunicazione.

Come ha sottolineato il ricercatore, l’ajoene contenuto nell’aglio impedisce ai batteri di produrre una particolare tossina in grado di distruggere i globuli bianchi presenti nell’organismo. I globuli bianchi sono indispensabili, poiché giocano un ruolo cruciale nel funzionamento del sistema immunitario, non soltanto proteggendoci dalle infezioni, ma anche annientando i batteri stessi.

Secondo l’Università di Copenaghen, le infezioni aggressive e multi-resistenti costituiscono un problema sempre più grave in tutto il mondo. I batteri stanno sviluppando la resistenza ai farmaci ad una velocità allarmante. Per questo motivo è urgente individuare nuove soluzioni al problema.

I batteri riescono a resistere agli antibiotici rivestendosi di un biofilm, una sorta di pellicola composta da sostanze organiche, che li difende dall’azione dei medicinali. Gli esperti hanno rivolto la propria attenzione in particolar modo al batterio Pseudomonas aeruginosa, che causa infezioni in pazienti con ulcere croniche alle gambe e in coloro che soffrono di fibrosi cistica.

Come spiega lo stesso Jakobsen, l’ajoene risulta in grado di supportare e migliorare i trattamenti basati sugli antibiotici convenzionali. E’ proprio dalla combinazione di questi due elementi che il ricercatore ha potuto trarre risultati positivi per il proprio studio. Da un punto di vista tecnico, l’ajoene agisce bloccando il sistema di comunicazione dei batteri (conosciuto come Quorum Sensing), che viene utilizzato per vari scopi, compresa la creazione di infezioni.

Per ottenere i risultati sperati, sarebbe necessario mangiare circa 50 teste d’aglio al giorno, secondo quanto comunicato dal ricercatore. Si tratta, ovviamente, di un obiettivo impossibile. Ciò è dovuto alla ridotta presenza di ajoene all’interno dell’aglio. Perciò gli esperti lavoreranno per riprodurre in laboratorio questa sostanza naturale che potrebbe risultare davvero utile nel contrastare le infezioni batteriche. E proprio la natura, secondo le conclusioni degli stessi ricercatori, rappresenta un fondamentale punto di partenza.

FONTE: Marta Albè (Greenme)

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I MILLE BENEFICI DEI PINOLI

pinoli-300x259Pinoli, tanto piccoli quanto preziosi. I pinoli sono i semi commestibili di alcune varietà di pino.

Il classico pino da pinoli è il pino domestico, conosciuto anche come Pinus pinea. Ad alcuni di voi sarà certamente capitato di raccogliere delle pigne da cui estrarre i pinoli. Si tratta nello stesso tempo di un alimento molto saporito e ricco di proprietà benefiche per la salute.

I pinoli vengono utilizzati nella cucina e nell’alimentazione delle popolazioni di Europa, Nord America, Asia e Africa da centinaia di anni. Spesso vengono tostati per esaltarne il sapore e rientrano in molte ricette tradizionali del mondo. Per quanto riguarda l’Italia, non possiamo dimenticare l’importanza dei pinoli nella preparazione del pesto alla genovese e del castagnaccio. Nell’area mediterranea i pinoli vengono utilizzati soprattutto per arricchire salse e insalate.

Sono particolarmente ricchi di proteine e di fibre vegetali. Sono una buona fonte di zinco, vitamina B2 e potassio. Contengono anche calcio, magnesio, vitamina E e ferro. Il loro apporto calorico è elevato, ma non dovrebbe costituire un problema, dato che di solito i pinoli vengono consumati in piccole quantità.

Una confezione di pinoli da 135 grammi, prendendo in considerazione gli elementi nutrizionali principali, contiene in media:

– Calorie: 909
– Proteine: 31 g
– Carboidrati: 18 g
– Grassi totali: 91 g
– Fibre: 5 g
– Colesterolo: 0 g
– Sodio: 3 mg
– Magnesio: 251 mg
– Calcio: 16 mg
– Vitamina E: 9,33 mg
– Vitamin B3: 4,387 mg
– Zuccheri: 3,59 g
– Ferro: 5,53 mg

Come potete notare, i pinoli presentano la maggior parte degli elementi nutritivi vitali richiesti dal nostro organismo. Come altre tipologie di frutta secca – a cui spesso vengono associati – i pinoli contengono numerosi sali minerali e alcuni amminoacidi essenziali. Contribuiscono al mantenimento della salute dell’organismo, sono dotati di proprietà antiossidanti e aiutano a proteggere il sistema cardio-vascolare.

pinoli salute

Le sostanze preziose contenute nei pinoli aiutano il nostro organismo a contrastare l’azione dei radicali liberi e il processo di invecchiamento. I danni provocati dai radicali liberi possono essere causati da numerosi fattori, compresi una dieta non equilibrata e lo stress. Le vitamine presenti nei pinoli e la luteina contribuiscono a proteggere le cellule dall’azione dei radicali liberi. La luteina, inoltre, è benefica per la vista.

Inoltre, i pinoli sono in grado di donare energia senza incrementare il senso di fame. Contengono infatti delle particolari sostanze, come l’acido pinolenico, che contribuiscono ad incoraggiare alcuni ormoni in grado di agire limitando lo stimolo della fame, anche se soltanto per un breve lasso di tempo.

Il consumo di pinoli incoraggia la regolarità intestinale e aiuta l’organismo a liberarsi dalle tossine accumulate. Sono considerati utili in caso di stipsi, poiché incoraggiano i movimenti intestinali. I pinoli contengono acido oleico, che risulta in grado di tenere sotto controllo i livelli di colesterolo.

La presenza di vitamina K rende i pinoli un alimento utile da assumere in caso di crampi mestruali. Questa vitamina contribuisce anche a migliorare la circolazione del sangue. I pinoli presentano un contenuto proteico piuttosto elevato rispetto alle altre tipologie di frutta secca e la maggiore concentrazione di acido oleico. Aiutano a ridurre il colesterolo, a proteggere le arterie e a prevenire gli attacchi cardiaci.

Il loro contenuto di magnesio aiuta ad alleviare i crampi muscolari, l’affaticamento e la tensione. La presenza di vitamina C contribuisce a rafforzare il sistema immunitario, mentre la vitamina D aiuta le ossa a rafforzarsi. In generale, i pinoli sono una straordinaria fonte di energia per l’organismo e il loro consumo è adatto in caso di debolezza, stress e convalescenza.

Conservate i pinoli in un luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce e eventualmente in frigorifero, in modo da non rischiare l’irrancidimento. I pinoli si conservano senza problemi fino a 3 o 4 mesi. Non dimenticate di controllare bene la data di scadenza prima dell’acquisto. Chi soffre di allergia alla frutta secca dovrebbe porre attenzione al consumo di pinoli. In caso di dubbio, meglio effettuare un test specifico per l’allergia ai pinoli da un allergologo.

FONTE: Marta Albè (Greenme)

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crampo-300x163Praticare una sana e costante attività fisica aiuta il nostro corpo e la nostra mente e stare bene e lavorare bene. Purtroppo, però, in alcuni casi una cattiva esecuzione degli esercizi, movimenti sbagliati o la vita sedentaria che ci ha disabituati all’allenamento possono portarci ad avere disturbi a livello muscolare.

Stiramenti e strappi possono essere evitati con un po’ di prevenzione e attenzione. Ciò non toglie che, in caso di problemi muscolari, la natura può essere un’ottima alleata. Ecco quali rimedi naturali utilizzare, se siamo vittime di crampi, contratture o stiramenti.

Crampi

crampi sono uno dei disturbi più comuni a livello muscolare. Possono avere diverse cause: dall’affaticamento, agli sbalzi di temperatura, alla carenza di potassio. Di solito, si interviene attraverso stretching e massaggi muscolari. Esiste però, un’erba che può fare al caso nostro, il suo nome è Medicago sativa. Originaria della Persia, questa particolare erba medica è utile a prevenire i crampi di giovani e meno giovani. È ricca di principi vitaminici e minerali. Per questo, è spesso utilizzata come corroborante e rimineralizzante.

Traumi muscolari

L’evento traumatico è molto comune quando una persona, dopo un lungo periodo di inattività, riprende ad allenarsi, senza una corretta preparazione. Tra i rimedi migliori troviamo l’arnica montana, capace di ridurre in breve tempo il dolore e il gonfiore della parte interessata.

L’arnica è una pianta molto nota, dalle molteplici proprietà: gli alpini, ad esempio, utilizzavano le sue foglie affumicate contro tosse e bronchite. Pomate a base di arnica sono ottime se applicate nel breve tempo, sul muscolo che ha subito il trauma. Può essere assunta anche sotto forma di farmaco omeopatico per distorsioni, dolori muscolari, strappi o stiramenti. L’arnica placa il dolore, controlla il gonfiore e riduce l’infiammazione.

problemi muscolari Rimedi naturali per i problemi muscolari

Strappi muscolari

Fra i rimedi naturali per la cura dello strappo muscolare, sono annoverati anche alcuni tipi di oli essenziali. Tra questi, sembra che particolare effetto abbiano l’olio di chiodi di garofano, di rosmarino e di equiseto. Dopo aver fatto riposare la parte interessata, potreste eseguire un leggero massaggio con questi oli, alleviando così il dolore.

Ricordate: se avete bisogno di antinfiammatori, o di antidolorifici, in natura ne trovate molti, efficaci come quelli tradizionali, ma senza gli effetti collaterali. Tra questi, ricordiamo la curcuma, da assumere sotto forma di estratto secco, o anche l’estratto di semi di uva.

Per alleviare i sintomi e il dolore, va bene anche assumere una tisana di valeriana.

Stiramenti

L’olio di chiodi di garofano è un ottimo rimedio anche per alleviare il dolore e accelerare il processo di guarigione in caso di stiramenti muscolari. Si consiglia di riscaldarlo e applicarlo con dei leggeri massaggi sul muscolo indolenzito.

Anche l’olio di aglio è un ottimo aiuto in questi casi: aiuta a ridurre l’infiammazione ed è anche molto efficace in caso di artriti e reumatismi.

Tra gli altri oli da utilizzare in caso di stiramenti muscolari, c’è anche l’olio di sesamo. Da mescolare con un cucchiaino di pepe in polvere, e riscaldato per qualche secondo, aiuta ad alleviare il dolore.

Come abbiamo accennato prima, l’equiseto è una pianta eccellente contro i problemi muscolari. L’equiseto è noto per la sua capacità di aiutare l’organismo a liberarsi dei liquidi in eccesso, esercitando la sua azione direttamente sui reni. In caso di stiramenti muscolari, va assunto sotto forma di tintura madre. Questo rimedio è utile anche per rinforzare il tessuto osseo.

Alcune cose da ricordare…

Ricordate che in caso di traumi, nell’immediato, è consigliato effettuare degli impacchi di ghiaccio. Il ghiaccio è un antinfiammatorio naturale utile soprattutto nei casi di distorsioni e contusioni. Va applicato sulla parte lesa, in modo da evitare che si gonfi e che l’edema peggiori il danno, ostacolando la circolazione del sangue. Il ghiaccio, però, va tolto dopo 10 minuti dal trauma. Dopo, si può intervenire con creme a base di erbe, come il mentolo, o impacchi a base di argilla.

FONTE: Ambientebio

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