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Archive for marzo 2014

depressionIl trattamento con i Fiori di Bach, la floriterapia, aiuta ad avere una trasformazione profonda della coscienza, liberandola da blocchi e da condizionamenti.

Abbiamo parlato già in cosa consiste la floriterapia e anche quali sono i 38 fiori che vengono utilizzati. In particolare in questo articolo volevamo trattare l’argomento depressione e individuare quali Fiori ci permettono di stare meglio e poter superare dei momenti negativi.

I fiori che Bach indica nei casi di depressione sono soprattutto:

  • Wild Rose,
  • Mustard e
  • Gentian.

In particolare:

Gentian è legato alla depressione reattiva di fronte a ostacoli e insuccessi, con la sensazione che sia inutile lottare. Assumendo questo fiore si prende coscienza che necessità convivere con i conflitti, e che le difficoltà si possono dominare.

Mustard è legato alla depressione non ben identificata, di tipo endogeno, in cui compare uno stato di sofferenza dell’anima, pianto e una forte pena. Un tipo di depressione che si presenta ciclicamente e dura qualche giorno per poi passare. Assumendo questo fiore si scaccia l’afflizione e riportiamo nuova gioia nella nostra vita.

C’è poi un tipo di depressione caratteristica dei mesi invernali – il SAD, Disturbo Affettivo Stagionale – una condizione di disagio psicologico legata alla scarsità di luce solare, alla scarsa esposizione alla luce solare nei mesi invernali, e che trova giovamento in una combinazione di essenze: Mustard per la malinconia, il senso di tristezza e inquietudine.

Scleranthus per la ciclicità di un evento che si presenta a cadenza stagionale; e un fiore del repertorio californiano, St.John’S Worth o Iperico, che agisce positivamente su tutti gli stati depressivi da carenza di luce (questo rimedio viene molto utilizzato nei paesi nordici).

 

Wild Rose è legato ad un tipo di depressione maggiore nel quale si perde l’interesse per la vita, si mantiene un atteggiamento di disinteresse verso tutto quello che succede, perdendo la mancanza di fiducia nella vita e mancanza di emozioni. Assumendo questo fiore, ogni giorno si ritrova interesse per la vita, vivendo con un senso di libertà e di flessibilità interiore.

Questi sono i 3 fiori base che poi possono essere associati ad altri fiori, per un massimo di 7 per ogni composizione.

Chicory In caso di depressione legata agli affetti, senso di abbandono, l’idea di non essere amati, rispettati, apprezzati dalle persone amate.

Honeysuckle, quando si fa fatica ad adattarsi a nuove situazioni, soprattutto se non sono dipese da nostre scelte. Ad esempio la perdita di lavoro. Honeysuckle è indicato per:

  • il rimpianto ossessivo,
  • la nostalgia,
  • la fuga nel passato,
  • l’idealizzazione eccessiva del passato:

il rimedio attiva una maggiore progettualità e capacità di vivere il presente;

mentre Wild Rose agisce:

  • sull’apatia,
  • la perdita di interesse per la vita,
  • l’indifferenza verso il mondo esterno.

Wild Rose è un rimedio molto energetico, che aiuta a sbloccare una grande forza di reazione e restituisce vitalità e voglia di vivere. Questi due rimedi, insieme a Gorse, possono essere di grande aiuto alle persone anziane che vivono stati depressivi in cui prevale :

  • il senso di rassegnazione,
  • di inutilità,
  • di emarginazione dalla vita e dalla realtà,
  • quando gli anziani sono troppo aggrappati ai ricordi,
  • perdono interesse per quello che li circonda e ù“si negano” al presente.

fiori di bach depressione

Come curare la depressione con i fiori di Bach

Oak per una depressione che dipende dal cambiamento dei propri ritmi di vita,

  • per stanchezza,
  • anzianità,
  • pensione,
  • un senso di privazione di attività che ci piaceva fare.

Star of Bethlehem per quando vi è lentezza di pensiero, e un allontanamento dalla vita affettiva, sociale, che creano una forma di depressione.

Star of Bethlehem, l’antitraumatico del sistema Bach, è fondamentale per aiutare la persona ad attutire la violenza del trauma emotivo, a rielaborare l’angoscia e il dolore conseguenti e a stimolare una maggiore forza di reazione. Star of Bethlehem si dimostra molto efficace utilizzato in sinergia con Gentian, per:

  • lo scoraggiamento,
  • la tristezza,
  • la disperazione,
  • il ripiegamento su se stessi,
  • il senso di sconforto:

in questo caso Gentian rafforza la fiducia, la speranza, la forza interiore, l’apertura verso nuovi investimenti emotivi.

Walnut per depressione che nasce nei periodi di cambiamento, delle stagioni, dopo un trasloco, un pensionamento o un trasferimento. Quando ci si sente influenzabili nel corso delle scelte importanti della vita.

FONTE: Ambientebio

 

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piatti-coloratiEcco un piccolo segreto per chi mangia troppo e deve perdere peso: usare piatti colorati. Perché, come risaputo, anche l’occhio vuole la sua parte.

Quando si parla di cibo le dimensioni contano: più un piatto è grande, più lo vogliamo vedere colmo di cose buone da mangiare.

La tendenza a consumare porzioni esagerate a tavola deriva anche dalla cosiddetta illusione Delboeuf, in base alla quale una stessa quantità di cibo appare scarsa se posta in un piatto grande e adeguata se posta in un piatto piccolo.

A ingannare l’occhio è la distanza tra il bordo del cibo e il bordo del piatto. Questa illusione spinge le persone a riempire in modo incontrollato i piatti grandi, a tutto svantaggio della salute e del girovita.

Secondo uno studio della Cornell University, pubblicato sul Journal of Consumer Research, esiste però un effetto ottico, in grado di ridurre l’illusione Delboeuf, dato dal contrasto di colore tra il cibo e il piatto.

piatti colorati

Nei casi in cui la sostituzione delle stoviglie più grandi con quelle di dimensioni inferiori risultasse difficile da attuare, gli scienziati suggeriscono di contrastare fortemente la tinta del piatto con quella del cibo in modo da farne risaltare la quantità e, quando possibile, di accordare il più possibile la nuance della tovaglia a quella del piatto, in modo da amplificare la percezione ottica che la porzione versata sia del tutto adeguata alle proprie esigenze.

Durante il test, i ricercatori hanno elargito una stessa quantità di cibo a un campione di volontari verificando che nei piatti bianchi ne veniva accumulato il 22 per cento in più rispetto a quelli rossi.

In base a questa tendenza viene da pensare che se i piatti fossero stati verdi, il contrasto con una porzione di pasta sarebbe stato molto evidente, consentendo di versarne nel piatto una quantità minore. Viceversa, quello con le verdure sarebbe stato lieve, il che avrebbe spinto a consumarne una porzione più grande. Con tutti i vantaggi che ne conseguono.

FONTE: Lifegate

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emotivitàSe il nostro “sentire” prevale sempre sul “sapere”, rischiamo di vivere in modo irrazionale: anche l’emotività va integrata, come tutte le risorse interiori
Agire d’istinto, vivere sempre d’impulso, farsi guidare dal sentimento.

Sono tutti modi di essere basati su istanze e motivazioni emotive e istintuali. Un bagaglio di comportamenti che ognuno può mettere in atto in alcuni momenti della vita come “opzioni” adatte a una particolare situazione, ma che non dovrebbero costituire l’unico e solo timone dell’esistenza quotidiana.
La chiave di tutto è sempre la consapevolezza
Questo è proprio ciò che accade ai cosiddetti irrazionali, persone che in quasi tutto ciò che fanno privilegiano un approccio che esclude a priori la logica e, appunto, la razionalità.

Riservare un posto adeguato all’istinto dovrebbe essere il frutto di quella consapevolezza di sé che nasce dall’osservazione priva di giudizio verso i propri sentimenti, e non la semplice coazione a ripetere, l’incapacità di riconoscere le proprie istanze emotive. In queste persone, il “sentire” prevale sempre sul “capire”, e diventa il solo criterio di analisi della realtà, dalla quale si sganciano senza rendersene davvero conto e senza comprendere i motivi delle numerose frustrazioni e fallimenti, in ogni ambito.

Così, quando discutono, l’argomentazione è pervasa di sentimentalismi, di ragionamenti emotivi, oppure si fonda su sensazioni e intuizioni personali vissute come totalmente oggettive. In alcuni casi compare anche quello che, in psicopatologia, si chiama “pensiero magico”, cioè il considerare possibile ciò che non lo è e il vivere come reali delle suggestioni “da sesto senso”.
Gli irrazionali a oltranza non concretizzano mai.
Possono essere persone dotate di notevole magnetismo, perché lo scarso filtro mentale li pone più in contatto con:

  • l’interiorità,
  • la fantasia,
  • la creatività e
  • l’immaginazione.

E dunque relazionarsi con loro è all’inizio molto stimolante. Ma è nel tempo che si percepisce il limite dell’incapacità di utilizzare la razionalità come strumento per gestire e modulare questi aspetti profondi e fascinosi.

Nella vita individuale spesso gli irrazionali non riescono a concretizzare in modo costante i loro talenti e nella vita sentimentale o amicale non riescono a creare una relazione stabile nel tempo perché gli impulsi emotivi disturbano di continuo il rapporto.

Sono dunque avvantaggiati nel creare e nell’iniziare, ma non nel gestire e nel concludere. Ciò non significa che la razionalità debba essere predominante – anzi, non è proprio auspicabile – ma che cuore e ragione, coscienza e inconscio, istinto e calcolo devono essere compresenti nella nostra vita in modo armonico e integrato.

Saper vivere gli opposti non solo protegge la salute ma fa anche accadere le cose più adatte a noi, perché ci dispone in armonia con la nostra vera natura.
I “vantaggi” dell’irrazionalità…
– Marcia in più nelle attività creative e negli studi letterari
– Carisma, fascino, impatto iniziale, magnetismo
– Capacità di empatia e di seduzione
– Spinta a osare l’insperabile, con più possibilità di raggiungerlo
– Maggiore spettro di emozioni vivibili
…e i suoi limiti
– Difficoltà a capire i problemi nei quali sono emotivamente coinvolti
– Blocco di fronte a questioni pratiche o burocratiche
– Maggior fatica negli studi medici e scientifici e nelle professioni ripetitive
– Influenzabilità da parte di elementi e persone esterni
– Difficoltà nelle discussioni: eccesso di emotività o assenza di argomenti logici

Cosa fare se ti accorgi di essere così
Non identificarti col tuo personaggio
C’è chi collega all’irrazionalità qualità:

  • artistiche,
  • genialità,
  • empatia,
  • originalità e
  • “qualcosa in più”,

e alla razionalità:

  • assenza di vitalità,
  • grigiore,
  • freddezza.

Ma la realtà non è divisa e l’Irrazionale è un personaggio parziale e infelice. Mantieni l’esubero di istinto ed emozioni, ma offrigli l’aiuto “tecnico” della tua ragione, che c’è e vuole essere usata.
Incontra le gioie della razionalità…
Prendi un libro di Storia dell’Arte ricco di immagini. Sfoglialo e impara a distinguere le opere in cui prevale l’espressività istintiva (ad esempio le tele di Velasquez) da quelle a espressività razionale (ad esempio le geometrie di Piero della Francesca).

Se dopo un po’ riuscirai a godere di entrambe le visioni, vuol dire che il cervello sta integrando le sue funzioni.
…Ma prendi atto anche dei suoi svantaggi
Se vedi che la tua irrazionalità è troppo dominante, che non accetta interventi di tipo mentale e che ti crea seri problemi, per alcune scelte importanti affidati al confronto con una persona più razionale, ovviamente leale e disinteressata. Può essere chiunque ma certo una figura neutra come quella di uno psicoterapeuta potrebbe essere la più indicata.Se il nostro “sentire” prevale sempre sul “sapere”, rischiamo di vivere in modo irrazionale: anche l’emotività va integrata, come tutte le risorse interiori

 

FONTE: Riza

 

 

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allergia-ai-polliniScopri le piante “alternative” ai farmaci cortisonici che spesso sono altrettanto efficaci per prevenire e curare asma, riniti e crisi allergiche.
Complici l’inquinamento dell’aria e delle sostanze alimentari (da pesticidi, coloranti, conservanti, additivi…), nonché l’abuso di farmaci, nei Paesi industrializzati le allergie sono in continuo aumento, in particolare tra i bambini.

Attualmente, circa un terzo della popolazione dei Paesi sviluppati possiede una predisposizione genetica alle allergie e secondo i dati diffusi dalla FederAsma Onlus le allergie coinvolgono ormai più del 33% della popolazione in età pediatrica.
I fattori aggravanti
Il principale imputato di questo fenomeno è lo stile di vita occidentale, che ha moltiplicato a dismisura il numero di allergeni presenti nell’ambiente:

  • nelle nostre città i bambini passano la maggior parte del tempo in ambienti chiusi,
  • dentro appartamenti troppo riscaldati,
  • mal aerati e umidi,
  • un habitat eccellente per la proliferazione degli acari.

E non va meglio all’esterno, dato l’allarmante grado di inquinamento dell’aria cittadina.

Anche la tecnologia e la farmacologia ci mettono del loro:

  • mobili,
  • arredi e
  • coloranti sintetici,
  • farmaci sempre più aggressivi,
  • conservanti alimentari

formano un esercito di sostanze irritanti e potenzialmente allergizzanti per i nostri bambini. A tutto questo si aggiungono gli allergeni naturali, come, oltre agli acari, gli animali domestici e soprattutto i pollini caratteristici della fioritura di alcune piante in questa stagione.
La predisposizione genetica non spiega tutto
Nonostante ciò perché si sviluppi l’allergia occorre il “terreno atopico”, ovvero una predisposizione costituzionale a produrre eccessive quantità di anticorpi, noti come immunoglobuline E.

La compresenza tra i due fattori concomitanti, da una parte un terreno atopico e dall’altra l’abbondanza di allergeni non è tuttavia sufficiente, di per sé, a produrre un’allergia: nella maggior parte dei casi l’innesco del problema è dato da un evento scatenante che, nei bambini, può essere di origine farmacologica, o anche psicologica.

I maggiori responsabili delle manifestazioni allergiche respiratorie sono i pollini delle piante anemofile, quelle cioè che usano il vento per l’impollinazione. Le spore e i pollini rilasciati dagli alberi, dall’erba e dalle piante vengono trasportati dal vento e inalati attraverso la bocca, il naso o vengono a contatto con la mucosa congiuntivale degli occhi.

Queste piccolissime particelle possono essere scambiate dal nostro sistema immunitario per nemici e innescare una serie di reazioni di difesa che culminano nella liberazione di una molecola chiamata istamina. La sua liberazione si evidenzia nel soggetto con tutta quella serie di manifestazioni tipiche dell’allergia:

  • starnuti,
  • rinorrea,
  • occhi che lacrimano
  • sensazione di prurito al palato

Contro la rinite, Ribes e Arsenicum
La rinite allergica è un’infiammazione acuta o cronica della mucosa nasale.

Il bambino ha crisi di starnuti frequenti, il naso prude e cola. Spesso coinvolge gli occhi, infiammandoli. Generalmente il disturbo compare intorno ai 6-7 anni, con una punta massima nell’adolescenza per i maschi.

La dose per tutti i rimedi è di 5 granuli, anche ogni 10 minuti.
La cura omeopatica
1) Allium cepa 9 Ch si usa quando c’è lacrimazione acquosa non irritante, arrossamento della congiuntiva, fotofobia, starnuti violenti peggiorati entrando in una stanza calda, raucedine, solletico alla laringe;

tutti i sintomi sono aggravati la sera ed entrando in una stanza calda, migliorati all’aria fresca, facendo il bagno e quando il bambino si muove.

2) Euphrasia 5 Ch in caso di lacrimazione profusa, calda e irritante, importante congiuntivite, fotofobia e sensazione di sabbia negli occhi; la lacrimazione è aggravata all’aria aperta, col vento freddo, stando sdraiati e tossendo.

3) Sabadilla 9 Ch: crisi di starnuti violenti con lacrimazione irritante e rinorrea acquosa, prurito delle narici e del palato prima delle crisi.

4) Arsenicum album 9 Ch: lacrimazione bruciante, calda, che irrita le guance; bruciore, fotofobia, sensazione di sabbia negli occhi; rinorrea acquosa bruciante ed escoriante; migliorato dal calore.
Il ribes nigrum agisce come un cortisone naturale
Una pianta generosa, utilizzabile da adulti e bambini che soffrono di allergie, è il ribes nero. La formulazione forse più usata è il macerato glicerico che si ottiene dalla macerazione delle gemme fresche con acqua e glicerina.

Il prodotto che si ottiene viene chiamato Ribes nigrum mG 1 dh e la sua azione viene definita “cortison like” cioè nell’organismo si comporta come un cortisone naturale stimolando le surrenali e determinando un aumento di cortisolo ematico.

Da questo derivano sia l’azione antinfiammatoria, potenziata anche dalla presenza di antociani e flavonoidi, sia quella antiallergica, broncodilatatrice e decongestionante.

La dose consigliata è di 30-50 gocce la mattina in poca acqua per 2-3 mesi.
Per spegnere l’attacco d’asma ci vogliono Histamine e Amni visnaga
Gli allergeni volatili come il polline o i peli di animali penetrano nell’organismo attraverso le vie respiratorie e viaggiano fino a raggiungere i bronchi, scatenando nei bambini predisposti una reazione immediata: lo spasmo bronchiale.

Davanti all’intruso la parete bronchiale si chiude come una paratia, col risultato di bloccare all’interno l’aria contenuta. Lo sforzo per espellerla produce un sibilo caratteristico, causato dal passaggio dell’aria attraverso i canali bronchiali serrati.

È la crisi asmatica: il bambino ha una sensazione di soffocamento, il respiro sibilante, l’oppressione al torace.
Una crisi importante richiede comunque un immediato trattamento medico.

L’asma può anche cronicizzarsi in un respiro sibilante permanente, su cui s’innestano crisi acute e accompagnate spesso alla rinocongiuntivite da fieno.
La cura omeopatica
Poumon-histamine è il rimedio specifico contro l’asma allergica, cui andrà associato, in base ai sintomi descritti dal bambino, uno dei seguenti rimedi:

arsenicum album: crisi d’asma tra l’una e le tre del mattino che fa saltare il bambino fuori dal letto; alternanza di dermatosi e asma.

Kali carbonicum: crisi d’asma tra le due e le quattro del mattino, sensazione di mancanza d’aria nei polmoni, migliora dopo l’espulsione di catarro.

Cuprum metallicum: tosse spasmodica con conati di vomito, inizio violento e improvviso, dura da una a tre ore, poi cessa di colpo.

Natrum sulphuricum: violenti attacchi tra le quattro e le cinque del mattino, espettorazione copiosa, asma con diarrea al mattino presto; è uno dei principali rimedi costituzionali nei bambini con asma. Tutti i rimedi vanno assunti alla 15 Ch: 5 granuli, anche ogni 10 minuti, diminuendo secondo il miglioramento.
La cura fitoterapica
Anche in questo caso è indicato Ribes nigrun macerato glicerico, 30-50 gocce la mattina in poca acqua da associare ad Amni Visnaga Tintura Madre 15 gocce, 3 volte al dì e al bisogno, indicato nel trattamento dell’asma bronchiale e della bronchite asmatica, soprattutto nella fase di remissione.
FONTE: Riza

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semi pompelmoCon loro si prepara un integratore molto potente in grado di aiutare il corpo a drenare liquidi, depurare il sangue e aiutare l’attività del fegato.
La primavera esige un surplus di energia?

In questo periodo fai fatica a digerire, ti senti “pesante” e vorresti liberare velocemente il tuo corpo da ritenzione e depositi adiposi?

Niente di meglio di una cura a base di semi di pompelmo, integratori naturali dalle molteplici virtù terapeutiche scoperti nel 1979 dall’immunologo Jacob Harich.

Lo studioso lo notò in un modo davvero particolare: a differenza di altri semi, quelli di pompelmo gettati via insieme ad altri residui vegetali non si decomponevano.

Questo fatto confermava la presenza al loro interno di principi disinfettanti capaci di combattere l’aggressione di germi e muffe. Ma i semi di pompelmo sono anche una miniera di antiossidanti e di sali drenanti, che stimolano i processi di diuresi indispensabili per predisporre il corpo al risveglio di primavera.
Lavorano meglio di un depurativo
Dai semi di pompelmo viene ricavato un estratto liquido dal sapore amaro che si diluisce in acqua o nel succo di frutta. L’estratto di semi di pompelmo è ricco di vitamine e di sostanze amare che:

  • tonificano stomaco e fegato,
  • migliorano l’attività dei reni,
  • purificano il sangue e
  • contribuiscono a tenere sotto controllo il livello del colesterolo.

In alternativa all’estratto, si può consumare il frutto intero, preferibilmente lontano dai pasti. Va tuttavia ricordato che il frutto del pompelmo come l’estratto sono ipocalorici ma contengono zuccheri, dei quali tener conto se si soffre di diabete.

Assunzione

Tre gocce ogni mattina drenano e rinforzano
L’estratto di semi di pompelmo si può assumere per tutto il mese di marzo la mattima, a digiuno. Si diluiscono 3 gocce di estratto fluido in un mezzo bicchiere d’acqua o, per chi non ama il gusto amaro, in un bicchiere di succo di mela trasparente.

FONTE: Riza

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MERCURIOUno dei problemi più frequenti e dannosi per il nostro organismo in tempi di grande inquinamento ambientale e alimentare come questo è l’accumulo nel nostro corpo di metalli pesanti.

Mike Adams del Natural News Forensic Food Labs ha portato avanti nei mesi scorsi un’interessante ricerca per capire quali alimenti possono aiutarci a chelare meglio il mercurio e dunque poterlo eliminare più facilmente dal nostro organismo.
Ricorda il ricercatore che, purtroppo, il mercurio si trova:

  • nei vaccini,
  • nelle vecchie otturazioni dentali,
  • nei cibi OGM,
  • nei pesticidi,
  • nel pesce, ecc.

Come possiamo proteggerci allora da questo pericoloso metallo?

Il segreto a detta di Adams, sta nella potenza di alcune sostanze naturali che, al momento della digestione, si legano con il mercurio e gli altri metalli pesanti, riuscendo così a catturali ed eliminarli, impedendone l’assorbimento.

Finora, lo studioso ha sperimentato l’effetto sul mercurio di oltre 1000 sostanze in particolare fibre, quella dello Psyllio, della gomme di Guar e di diversi frutti. Una delle fibre più efficaci a chelare il mercurio si è mostrata quella della fragola, capace di bloccare oltre il 95% di mercurio nel corpo. L’esperimento è stato fatto aggiungendo il mercurio alla soluzione di acido gastrico in un simulatore di digestione umana.

Siete curiosi di scoprire quali altre sostanze possono essere utili a chelare il mercurio, grazie all’effetto spugna?

Ecco l’elenco stilato da Adams con relativa percentuale di assorbimento di questo metallo:
Chlorella: 99 %
Proteine della canapa: 98 %
Burro di arachidi: 96 % (grazie alla sua vischiosità)
Fragole : 95 %
Foglie di Coriandolo: 95 %
Lamponi : 92 %
Cacao in polvere : 91 %
Erba di grano: 90 %
Granola di cocco e cereali : 89 %
Erba d’orzo : 89 %
Bacche di Acai : 88%
Farina di frumento : 86 %
Polvere di Nori: 85 %
Spirulina: 83 %
Mirtilli : 83 %
Mango : 73 %
Senape : 72 %
Succo d’arancia : 54%
Riso integrale : 53 %
Barbabietole : 20 %
Zeolite : 9 %
Alcune sono di uso comune e possiamo quindi semplicemente inserirle più spesso nella nostra alimentazione quotidiana.
FONTE: Francesca Biagioli (Greenme)

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fegato grassoIl fegato grasso è causato da un’alterazione del metabolismo lipidico. Alla base ci possono essere diverse malattie, come, ad esempio, il diabete o l’anemia.

Tuttavia anche una dieta squilibrata può incidere sulla determinazione di questa condizione. I sintomi non sono sempre presenti, anzi spesso questo disturbo si caratterizza per un’asintomaticità.

Per contrastare il fegato grasso e ingrossato ci sono vari rimedi, anche se non si può parlare di una terapia specifica. Più che altro si deve evitare l’alcool e si deve seguire un’alimentazione sana e bilanciata.
I sintomi
I sintomi del fegato grasso, nella maggior parte dei casi, sono assenti, specialmente quando il disturbo è nella sua fase iniziale. Soltanto quando il fegato è molto interessato dalla steatosi, il soggetto può avvertire un certo fastidio, un dolore che è localizzato nella parte destra dell’addome.

Ecco perché molti pazienti scoprono di essere affetti da questo disturbo soltanto casualmente, magari durante un’ecografia svolta per un semplice controllo. Bisogna, comunque, ricordare che dei lievi incrementi delle transaminasi possono essere legati a questo problema. Altri segnali da prendere in considerazione possono essere rappresentati dall’affaticamento, dalla debolezza e dal dimagrimento.
I rimedi
Se si esaminano i rimedi contro il fegato grasso, ci si accorge che, a tal proposito, non esiste una vera e propria cura. Si tratta, infatti, soltanto di migliorare il proprio stile di vita, in modo da avere la possibilità di apportare delle modifiche anche alle personali condizioni di salute.

Se si è obesi o in sovrappeso, bisognerebbe dimagrire. Questo punto è molto importante e può essere supportato anche da un’adeguata attività fisica. Soltanto in questo modo c’è la possibilità di arrestare il progresso della malattia. Sarebbe meglio anche evitare l’alcool, condurre una dieta sana e bilanciata ed evitare anche i farmaci che non sono strettamente necessari.
La ricerca scientifica sta puntando molto sulla possibilità di trovare una terapia adatta. Ci sono alcuni approcci sperimentali, che prevedono l’uso degli antiossidanti, come la vitamina E. E’ ancora presto, per vedere se i risultati in questo senso possano essere ritenuti considerevoli.
Cosa mangiare
La dieta contro il fegato grasso è fondamentale. Bisognerebbe evitare:

  • i cibi grassi,
  • l’alcool e
  • gli zuccheri

e poi cercare di capire se il nostro organismo soffra di carenza di vitamina B12. Se si soffre del disturbo, soprattutto i grassi animali, compresi anche il burro e i latticini, dovrebbero essere usati con moderazione.

Allo stesso modo andrebbe ridotto:

  • il consumo di carne rossa,
  • di margarina,
  • di alcool e
  • di dolci.

I grassi di origine vegetale sono da preferire a quelli animali, però anch’essi vanno usati con una certa prudenza. Può essere utile, per depurare il fegato grasso, sostituire la carne con il pesce o con i legumi.
Per esempio, a colazione si potrebbero mangiare una fetta di pane integrale e mezza tazza di frutti di bosco. Per il pranzo andrebbero bene il salmone alla griglia, mezza tazza di riso integrale e un frutto. A cena una fetta di pollo alla griglia, mezza tazza di verdura con un cucchiaio di olio d’oliva. Per lo spuntino di metà mattinata o per la merenda, pere, crackers integrali o un pezzetto di formaggio magro.

FONTE:  tantasalute

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