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Archive for giugno 2014

piccoli pastiSpesso chi è vittima della fame nervosa si illude di placarla con cibi grassi e dolciumi; ma esistono alternative ipocaloriche che saziano senza appesantire…
È possibile mettere d’accordo appetito (anche quello da fame nervosa), esigenze di depurazione e azione di rinforzo degli anticorpi?

 

 

Certo che si può!

Basta portare a tavola alcune pietanze (un’insalata, un pane casereccio e un dessert) che traboccano di pregi curativi:

  • stimolano l’intestino,
  • aiutano i reni,
  • puliscono il sangue.
  • E sono anche una miniera di sali energetici.

 

Ecco quali
1) Fave all’aceto balsamico,

  • depurano
  • tonificano

Le fave (che è ancora possibile trovare fresche per qualche settimana) sono delle leguminose ricche di sali, fibre, vitamine (A, B,C, E, K, PP) e proteine vegetali, perfette da impiegare a crudo o appena sbollentate per la preparazione di insalate, contorni e piatti unici.

 

Ipocaloriche ma saporite, si abbinano perfettamente al gusto agrodolce dell’aceto balsamico.

Svolgono anche un’efficace azione drenante sull’apparato urinario e, se vengono abbinate a scaglie di parmigiano,cubetti di pecorino o dadini di prosciutto cotto, si trasformano in un insolito e ricco aperitivo.
La ricetta
Per 4 persone ci vogliono

  • 800g di fave freschissime,
  • un cuore di lattuga,
  • 2 cucchiai di aceto balsamico (o di mele),
  • un pizzico di curry,
  • 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva,
  • foglioline di menta,
  • sale.

Preparazione

  1. Sbollentare rapidamente le fave e, a parte, mondare e tagliare a striscioline la lattuga.
  2. Preparare una vinaigrette con olio, aceto, curry e sale (si può mettere anche del pepe macinato al momento,se gradito).
  3. Condire le fave e l’insalata.
  4. Se non si è a dieta, si possono aggiungere un etto di pecorino o di prosciutto cotto a dadini.

2) Il pane ai semi di lino: placa la fame senza gonfiare
I semi contengono tutte le sostanze per far crescere una nuova pianta e per questo sono sempre usati nella medicina popolare.

 

Per il loro potere emolliente e purificante, i semi di lino, pur non avendo un sapore deciso, quando vengono “sgranocchiati”, danno un immediato senso di sazietà. Per questo possono essere aggiunti a questo pane casereccio, sgonfiante e lassativo.
La ricetta
Per un pane servono

  • 200g di farina di segale,
  • 200g di farina di riso,
  • 100g di semi di lino,
  • 25g di lievito di birra,
  • un cucchiaio di semi di anice,
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva,
  • un cucchiaio di sciroppo d’acero,
  • sale q.b.

Preparazione

  1. Mettere a mollo i semi di lino per 2 ore.
  2. Miscelare le farine e il sale e impastarle col lievito e lo sciroppo d’acero, diluiti in un po’ d’acqua.
  3. Far lievitare al caldo per 30 minuti, unire i semi di lino scolati, la metà di quelli di anice e un po’ d’acqua.
  4. Far lievitare per 45 minuti, formare una pagnotta, ricoprirla con i semi rimasti e infornare a 180° per 3/4 d’ora.

 

3) Il budino di riso e ginseng dà forza a tutto l’organismo
La proprietà principale del ginseng, la radice cinese della vita, è quella di “ravvivare” rapidamente le energie del corpo nelle situazioni di stanchezza, di stress psicofisico e di anemia.

Ma oltre che come integratore, la radice di ginseng ridotta in polvere può diventare l’ingrediente di un goloso e nutriente dessert come questo budino di riso che, per l’assenza di farina di frumento, è adatto anche alla dieta di chi soffre di intolleranza al glutine. Perfetto a fine pasto ma anche come spuntino, migliora anche memoria e concentrazione.
La ricetta
Per 2 persone ci vogliono

  • mezza tazza di mandorle tostate e tritate,
  • 3 cucchiai di sciroppo d’acero,
  • 3 cucchiai di burro ammorbidito,
  • una tazza e mezza di riso lessato,
  • 4 tazze d’acqua,
  • un pizzico di sale ,
  • una bustina di vaniglia,
  • 2 capsule di estratto di ginseng.

Preparazione

  1. Scaldare burro e sciroppo d’acero e unire l’acqua,mescolando.
  2. Aggiungere le mandorle, la vaniglia e un pizzico di sale fino a che il composto bolle.
  3. Unire il riso lessato e il contenuto delle 2 capsule di ginseng.
  4. Versare negli stampi da budino e passare al forno per 10 minuti.
  5. Servire tiepido o freddo.

 

FONTE: Riza

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Pregnant woman eating from the refrigerator with door openSe di giorno segui un regime alimentare ferreo e di notte ti abbuffi, Il problema è l’atteggiamento troppo rigido nei confronti di te stessa: così puoi uscirne.

 
Ci scrive Matilde: “Ho 31 anni e da 13 convivo con attacchi di fame notturni. Arrivano ogni notte, anche più volte nell’arco di una sola notte e senza che possa frenarmi. Vi lascio immaginare il giorno seguente i sensi di colpa e la fatica, ormai un’ossessione, per depurare corpo e mente. Di giorno il mio regime alimentare è decisamente ristretto e associato allo sport, di notte vivo ormai una completa perdita di controllo. Vorrei capire come risolvere questo problema”.

 
Troppo ordine di giorno? La notte porterà caos
La lettera di Matilde richiama alla mente il celeberrimo racconto “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”. Come accade nel racconto di Stevenson, la nostra lettrice si accorge di vivere due dimensioni di sé:

  • una diurna, dove tutto si svolge regolarmente, e
  • una notturna, dove invece avviene qualcosa di insolito, travolgente, una “completa perdita di controllo”.

 

Non si tratta di un patologico sdoppiamento della personalità:

la natura stessa dell’essere umano è duplice, si tratta di una realtà evidente fin dalla notte dei tempi.

Il giorno e la notte, il Sole e la Luna, sono i due archetipi principali (ovvero simboli universali) del mondo psichico:

  • il giorno rappresenta la coscienza,
  • la notte è simbolo per eccellenza dell’inconscio.

Maschile e femminile, Yang e Yin, sono le due forze che si alternano incessantemente nella natura e che dentro di noi cercano di integrarsi in un’equilibrata convivenza. Questa premessa è fondamentale perché è la bussola con la quale orientarsi per superare le abbuffate notturne.

 
L’abbuffata rivela un lato femminile nascosto
In Matilde la coscienza diurna entra in conflitto con ciò che non collima con lei. Lo considera come qualcosa di sbagliato, negativo, da eliminare. Ma è proprio questa mentalità che fa permanere il conflitto in modo duraturo (da ben 13 anni!).

A scatenare le abbuffate notturne è soprattutto l’atteggiamento diurno troppo rigido e ristretto nei confronti del cibo, della vita, di se stessi.

 

Si tratta di un atteggiamento dominato da un lato “maschile” esorbitante, ossia una mentalità che vuole dominare tutto e non ammette sgarri: di giorno vige un vero e proprio “regime” alimentare.

 

Ma questo restringersi, costringersi, limitarsi diurno comporta il bisogno inconscio di aprire le porte alle trasgressioni alimentari durante la notte: quando il regime della mente cosciente vacilla, emergono gli impulsi vitali naturali.
Come uscire dal circolo vizioso
Sembrerà strano, ma l’abbuffata notturna può essere per certi versi la salvezza della nostra amica lettrice, perché sta venendo a curare in modo naturale l’eccessivo controllo che ha su di sé durante il giorno.

 

Allora il primo passo per uscire dall’impasse lo deve fare la coscienza stessa. Se inizierà a concedersi qualcosa di più durante il giorno, ad allentare anche di poco la morsa del controllo sul cibo, a non imporsi automatiche depurazioni o controproducenti pratiche riparative “il giorno dopo”, ad accogliere gli impulsi notturni come se fossero il tuo femminile nascosto che viene a trovarla (in quanto troppo represso e ristretto di giorno), allora potrà finalmente uscire dal circolo vizioso e l’inconscio non avrà più la necessità di essere così dirompente e vorace di notte.

 

FONTE: Riza

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centrifugatiUn corpo sano, libero da sostanze tossiche e infiammanti, è alla base del nostro benessere. Più volte, infatti, abbiamo parlato della necessità di ripulire organi e sangue dalle sostanze nocive presenti nel nostro organismo.

 

Abbiamo visto, ad esempio, i migliori cibi per disintossicare e disinfiammare il corpo, per ripulire il fegato e altri per depurare in generale i nostri organi.

 

Sono veramente tanti i cibi che possono disintossicare e fare bene al nostro organismo. Oggi, vogliamo proporli sotto forma di frullati, cinque che aiutano cervello, digestione, pelle e cuore.

 

1 Per aiutare il cervello

Una giornata faticosa può mettere a dura prova la nostra mente. Per affrontarla al meglio, potete preparare questo frullato. Vi serviranno:

  • una tazza di mirtilli freschi,
  • una banana piccola e
  • 1 cucchiaino di olio di semi di lino.

Frullate tutto e bevete subito.

 

2 Per migliorare la digestione

Se avete problemi legati alla digestione, potete provare l’efficacia di questa ricetta frullate:

  • una tazza di papaya
  • una pesca e
  • una pera tagliate a pezzi
  •  un cucchiaino di zenzero fresco.

Se pensate che sia troppo denso, aggiungete un po’ d’acqua.

Spesso, i problemi digestivi sono legati anche ad accostamenti sbagliati tra alimenti.

 

3 Per una pelle perfetta

I mirtilli sono un alimento dalle innumerevoli proprietà. Una delle più conosciute è il loro straordinario potere antiossidante. Si pensa che questi frutti aiutino la pelle a rigenerarsi. Di sicuro, l’aiutano a rimanere elastica e luminosa. Per una pelle sana, provate questa ricetta frullate:

  • una tazza di mirtilli freschi,
  • mezza tazza di fragole
  • mezza di ciliegie.
  • uno spicchio di avocado e
  • 2 cucchiaini di olio di semi di lino
  • un po’ d’acqua.

Questo preparato stimolerà la formazione di collagene.

 

4 Come soluzione disintossicante

Questo frullato può sembrare un po’ strano, ma è molto efficace. Vi serviranno:

  • mezza tazza di lattuga romana tritata finemente e
  • mezza di acqua A questi
  • aggiungete poco a poco 3 gambi di sedano,
  • 2 piccole mele tritate,
  • 1 piccola banana,
  • mezza tazza di succo di limone
  • un pizzico di prezzemolo.

Frullate il tutto e servite freddo. È una soluzione altamente disintossicante che fa bene soprattutto per fegato e cistifellea.

 

5 Per il cuore

Se desiderate pulire le arterie e aiutare il cuore a funzionare meglio, potete preparare questo frullato:

  • unite 2 piccole banane a
  • 2 tazze di succo d’arancia.
  • un cucchiaio di miele e un pizzico di vaniglia.

 

Frullate e bevete.

Al limite, al posto dell’arancia, potete aggiungere del succo di pompelmo, da sempre considerato un frutto salva-cuore. (ATTENZIONE :il succo di pompelmo ha spesso incompatibilità con moltissimi medicinali, quindi meglio prima verificare con il vostro medico curante, nel caso assumiate farmaci)

 

FONTE: Ambientebio

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bad moodÈ la rivolta dei musoni, di chi ha sempre la luna storta. Un nuovo studio dimostra che il malumore può avere benefici sul nostro corpo e, a lungo andare, anche sulla nostra vita.

 

A scoprire che il sorriso non sempre è la chiave della felicità è stato lo scienziato americano Jonathan Rotteberg, che ha pubblicato lo studio nel suo ultimo libro “The Depths, The Evolutionary Origins of Depression” (“Gli abissi, le origini evolutive della depressione”).

 

Lo psicologo ha dimostrato che chi si sente giù ha

  • più memoria e
  • capacità di giudizio,
  • riesce ad accorgersi se qualcuno mente e
  • sa essere più diplomatico degli altri.

 

Per dimostrare che le persone mediamente infelici, o comunque con uno stato d’animo malinconico, sono più ricettive, e capaci di analisi più puntuali e profonde degli altri ,  lo scienziato ha cercato di incupire un gruppo di persone proiettando un breve filmato ad hoc.

 

Immagini ad alto tasso di tristezza. Il risultato non ha lasciato dubbi: i “malinconici” avevano molta più memoria, capacità di giudizio e allerta verso chi mentiva.

 

Infine, quel velo di tristezza li rendeva più capaci di mediare, di essere diplomatici nelle situazioni giuste. Una tacca di buonumore in meno e una sferzata di autocoscienza in più.

 

“La tristezza rende le persone più attente, scettiche e consapevoli del modo in cui elaborano le cose”, ha spiegato Rotteberg.

 

Ma va “assunta” in piccole dosi, altrimenti rischia di sfociare nella depressione. Soprattutto nel mondo di oggi in cui gli obiettivi si sono centuplicati ed è più facile perderli di vista. Ma, forse, ancora una volta la tristezza ci aiuterà ad evolverci.

 

Secondo il complesso studio di Jonathan Rotteberg, la depressione ci ha aiutati, nel senso darwiniano del termine ha favorito il nostro adattamento ai cambiamenti della società.

 

Un paradosso? Certamente.

 

Ma anche una soluzione logica:

lottare per raggiungere degli obiettivi,

  • agognarli,
  • desiderarli e
  • struggersi per loro,

ci ha resi molto più forti. E  i nostri alti e bassi ci hanno consentito di camminare su una fune sottile per secoli e mantenerci saldi, ondeggiando sempre, ma mai crollando davvero.

 

Il libro “Gli abissi, le origini evolutive della depressione” Jonathan Rotteberg

FONTE: Huffingtonpost

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cervello bugieLa macchina della verità, è cosa nota, si avvale di determinati parametri per stabilire se il soggetto sottoposto ad esame sta cercando di ingannare il prossimo: misurando le variazioni della pressione sanguigna, del battito cardiaco, della respirazione e verificando l’attività legata alla sudorazione, il dispositivo dovrebbe riuscire ad interpretare la volontà del soggetto di mentire o la sua buona fede.

 

In verità, le risposte che è in grado di dare il poligrafo non sono considerate talmente valide da costituire verità incontrovertibile tant’è che, nei Paesi in cui la macchina viene impiegata nell’ambito di indagini e processi, sorgono sovente divergenze con gli organi scientifici che hanno spesso evidenziato la scarsa attendibilità dei suoi risultati; senza contare che in molti Stati, membri UE compresi, la prova del poligrafo non viene ritenuta attendibile e non è dunque sfruttabile quando si voglia applicare la legge.

 

Ma cosa accadrebbe se un nuovo dispositivo fosse in grado di leggere le vere risposte nascoste all’interno della inviolabilità del nostro cervello?

 

Al momento non è ancora possibile immaginare uno scenario tanto futurista anche se un recente studio condotto da Alice Proverbio, Maria Elide Vanutelli e Roberta Adorni del dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca, e reso pubblico in un articolo della rivista americana PLOS ONE, sembrerebbe guardare proprio in questa direzione, cercando di scoprire i bugiardi attraverso le «impronte digitali della menzogna».

 

Le ricercatrici hanno infatti osservato come alcune specifiche aree del cervello particolarmente attive quando si mente possano essere rilevate attraverso l’imaging neurale: in particolare, la regione frontale e pre-frontale dell’emisfero sinistro e la corteccia cingolata anteriore sono quelle zone che risponderebbero con una maggiore attività elettrica nel momento in cui l’individuo “sotto esame” starebbe cercando di ingannare il proprio interlocutore. Tale impulso bioelettrico, chiamato N400, sarebbe agli occhi delle studiose semplicemente «inconfondibile» e costituirebbe lo sforzo del cervello di sopprimere l’informazione consapevolmente riconosciuta come vera al fine di lasciare lo spazio alla bugia sostitutiva.
Dallo studio sarebbe inoltre emerso che la reazione emotiva dei mentitori e di coloro i quali provano ansia perché ingiustamente accusati di qualcosa, o a causa di domande che causano stress, sarebbe molto simile: il che, ancora una volta, evidenzierebbe come la funzionalità della macchina della verità andrebbe messa adeguatamente in discussione, laddove viene utilizzata come strumento utile ai fini processuali.

 

L’«uso sprovveduto di indicatori fisiologici non cerebrali», insomma, andrebbe accuratamente valutato poiché una risposta periferica come può essere la sudorazione o il battito cardiaco sarebbe assai meno affidabile delle variazioni bioelettriche conseguenti all’attività cerebrale.

 

Un metodo basato sulla osservazione e la registrazione dell’attività elettromagnetica è in grado di rilevare e misurare anche «l’effetto cerebrale delle emozioni provate durante un interrogatorio»: un elemento molto distante dai parametri di funzionamento meno raffinati della macchina della verità.

 

Tali incoraggianti risultati potrebbero portare anche ad applicazioni in ambiti più marcatamente pratici?

 

Senza dubbio è decisamente troppo presto per stabilirlo: lo studio, infatti, è stato condotto su un campione composto da appena 25 studenti universitari, 12 maschi e 13 femmine.

Ai volontari sono state sottoposte 296 domande bilanciate per argomento e tipo di informazione, comprendendo anche dati, fatti e comportamenti personali noti a ciascun partecipante: durante la sessione, i giovani hanno indossato particolari cuffie provviste di 128 rivelatori che registravano l’attività elettrica del cervello.

 

Tra le domande non ne mancano di imbarazzanti o riguardanti temi delicati, con l’obiettivo di simulare la situazione-tipo dell’interrogatorio dove i livelli di stress possono essere piuttosto alti; per ogni risposta era stata precedentemente impartita una specifica istruzione di mentire o dire la verità. Alla fine, spiegano le ricercatrici, «è stato sempre possibile individuare i bugiardi»: proprio come nel miglior film fantascientifico che si rispetti, la macchina ha letto la menzogna nel cervello dell’interrogato.

 

FONTE: Scienze fanpage

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tai chiMilioni di cinesi praticano ogni mattina il Tai Chi, quella specie di ginnastica al rallentatore che ò la versione “tranquilla” di un’arte marziale chiamata Tai Chi Quan. 

 

A molti occidentali potrebbe sembrare un attività inutile per tenersi in forma.

 

Falso: anni fa si è scoperto che il Tai Chi

  • abbassa la pressione del sangue
  • abbassa il colesterolo,
  • aumenta equilibrio e flessibilità articolare e
  • migliora le funzionalità cardiocircolatorie.

 

Adesso una ricerca condotta dal taiwanese Shinn-Zhong Lin, dell’Ospedale Universitario di Taichung ha evidenziato una modifica della composizione del sangue che avviene in chi pratica questa attività e può spiegare alcuni effetti benefici.

 

Il ricercatore ha chiesto:

  • a un gruppo di giovani di praticare per un anno  il Tai Chi
  • a un gruppo di giovani di fare jogging
  • a un gruppo di giovani di non fare alcun esercizio

 

Alla fine, in chi aveva fatto Tai Chi è  stata registrata nel sangue una crescita del numero di linfociti CD34+, tipica delle fasi di rigenerazione ematica, simile a quella di chi praticava il più faticoso jogging e ben superiore a quello dei sedentari.

 

L’aumento di CD34+ indica che il Tai Chi induce a una notevole vasodilatazione, portando benefici al sistema cardiocircolatorio, pari a quelli indotti da esercizi ben più intensi.

 

FONTE: Scienze di Repubblica

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ambraL’ambra è una resina fossile utilizzata in cristalloterapia per le sue azioni terapeutiche. Riesce a calmare il dolore fisico in modo totalmente naturale, semplicemente tenendola a contatto con la pelle. L’ambra può rilasciare l’acido succinico, convalidando così il suo utilizzo in terapia come antiinfiammatorio.

La pietra della saggezza secondo i buddisti e credevano fosse proprietaria di una vita indipendente grazie al calore che emanava al tatto. Gli sciamani la utilizzavano durante i loro rituali, ma l’utilizzo dell’ambra risale a tempi ancor più antichi.

 
Già dal 5.000 a.C l’ambra veniva utilizzata a scopo

  • terapeutico,
  • divinatorio e
  • protettivo.

Sembra che in Egitto conoscessero i suoi poteri contro le tenebre.

 

In Cina invece era credenza comune quella che l’anima di una tigre venisse trasferita all’interno dell’ambra al momento della sua morte.

 

Caratteristiche tecniche dell’ambra
L’ambra come abbiamo già detto, non è una pietra. Si tratta di una sostanza organica, una resina fossile che deve aver compiuto i 150.000 anni di età per essere considerata tale.

 
In realtà oggi viene considerata ambra tutta quella resina che proviene dalle piante conifere. In principio, la vera ambra, era estratta dal pinus succinifera, estinto milioni di anni fa.

 
Purtroppo in commercio è difficile reperire la vera ambra, spesso infatti si trova di rudi imitazioni fatte in vetro o plastica. Nelle ipotesi migliori si tratta di resine che non hanno 150.000 anni di età e sono state colorate e lavorate al fine di farla sembrare ambra.
L’ambra ha una colorazione che varia dal giallo al rosso, talvolta possiamo trovare delle sfumature verdognole. È molto raro trovare al suo interno delle infiltrazioni d’aria, insetti, o residui vegetali. Per questo motivo tali esemplari hanno un costo decisamente superiore alla media.

 
Per il suo colore aranciato e per la capacità che ha di emanare calore, l’ambra è collegata all’elemento fuoco e la potenza maschile. È capace di conquistare e di purificare proprio come il sole. Tuttavia, a indicare la contraddizione che spesso governa i simbolismi, rappresenta la Grande Madre.

 
L’ambra è una sostanza organica prodotta dall’albero, simbolo da sempre della Madre, la sua caratteristica principale di avere “vita propria” rafforza ancora di più questo collegamento in quante è la Madre Terra a donare e generare la vita.
Sul piano energetico l’ambra viene utilizzata in corrispondenza al terzo chakra.

 

La persona che indossa l’ambra migliorerà il proprio rapporto con la vita, iniziando ad esprimere un maggiore ottimismo e ritrovando fiducia in se stesso e nelle proprie possibilità. È una “pietra” capace di calmare anche il sistema nervoso. Consigliata quindi per tutte le persone che soffrono di depressione.

 

L’ambra migliora e protegge lo stato di salute generale

Sul piano fisico per la sua capacità di rilasciare acido succinico l’ambra riesce a diminuire tutti i dolori muscolari.

Riesce a combattere ottimamente le infezioni e le allergie.

 

Non a caso è consigliata alle mamme che vogliono lenire il dolore dei propri bambini quando statto spuntando i primi denti da latte.  Rafforza le mucose e aiuta la dentizione dei bambini.

 

Riesce a risolvere vari problemi di digestione e disintossicare lo stomaco, è perfetta per tutti coloro che hanno delle carenze dal punto di vista metabolico.

Allevia i disturbi allo

  • stomaco,
  • alla milza e
  • ai reni.

Aiuta a curare l’allergia come quella

  • agli animali,
  • al fieno e
  • al polline, e
  • attenua i problemi legati all’asma.

 

Lavora contro i reumatismi, l’artrite e il mal di schiena.

 

Effetto sulla psiche
Sul piano spirituale si crede che, bruciando dell’ambra, si riesca a rigenerare un ambiente cacciando via tutta la negatività ristagnante.

L’ambra favorisce lo sviluppo di una natura solare nel soggetto, rende

  • spontanei e aperti,
  • pacifici e ottimisti.

 

Purifica le energie negative, calma il sistema nervoso e infonde un senso di calore.

 
Infonde spensieratezza e felicità e aumenta la capacità decisionale rafforzando la fiducia in se stessi e la motivazione personale.

 

Dona elasticità mentale e stimola la creatività. Grazie allo sviluppo di queste qualità, l’individuo può più facilmente raggiungere il successo.

 

 

FONTE: Salute-Naturale; Greenme

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