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Archive for giugno 2014

borlotti-beanI legumi sono un alimento dalle proprietà eccezionali. Sono un’ottima fonte di proteine e fanno bene alla salute. Lo abbiamo visto quando abbiamo parlato ad esempio dei fagioli, dei piselli, delle fave.

 

Ma non è tutto. Secondo uno studio canadese, consumare legumi, in particolar modo fagioli, è utile ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo nel sangue, aiutando a proteggere il cuore.

 

Lo studio, pubblicato sul Canadian Medical Association Journal, ha analizzato gli esiti di 26 precedenti ricerche. I risultati hanno portato a ipotizzare che circa 130 grammi di legumi ogni giorno possono portare a ridurre del 5% il colesterolo LDL nel nostro organismo. La conseguenza sarebbe un calo del 5-6% del rischio cardiovascolare complessivo.

 

Secondo Andrea Ghiselli, ricercatore del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura di Roma, l’effetto è giustificato dall’elevata quantità di fibre contenuta in questi legumi e che riduce l’assorbimento da parte del corpo del colesterolo.

 

Non solo, per Ghiselli, “i legumi sono di per sé poveri di colesterolo, per cui prediligerli al posto di alimenti dove è presente in abbondanza ne diminuisce automaticamente il carico complessivo. Non esiste infatti un alimento-farmaco, che faccia bene perché contiene una sostanza miracolosa: i cibi “buoni” spesso sono positivi non tanto per i loro nutrienti, quanto per ciò che sostituiscono. Se mangiamo legumi in quantità e di frequente, inevitabilmente riduciamo di pari passo l’introito di alimenti che dovremmo tenere più sotto controllo, come la carne”.

 

Spesso, in alcune diete dimagranti si suggerisce di limitare il consumo di legumi, usando come giustificazione il fatto che conterrebbero molti carboidrati. Una cosa che, a detta di Ghiselli, non è completamente vera. L’indice glicemico di questi prodotti, infatti, è basso, soprattutto perché contengono molte fibre. Questo li rende adatti a qualsiasi tipo di dieta. Inoltre, soprattutto ceci e fagioli, sono alimenti che forniscono un buon quantitativo di proteine e possono essere un’ottima alternativa alla carne in una dieta equilibrata.

 

Nonostante molte ricerche dimostrino i benefici dei legumi e questi alimenti siano notevolmente più economici e versatili in cucina, gran parte degli italiani continuano ancora a mangiare troppa carne, sia fresca che sotto forma di salumi. Circa mezzo chilo a settimana.

 

Una scelta non troppo salutistica, dato che è stato ormai confermato da numerose ricerche che un eccesso di carne nella propria dieta porta a un rischio più elevato di incorrere in malattie cardiache e non solo.

 

“Basterebbe sostituire tre porzioni di carne con i legumi per arrivare a una quantità settimanale significativa di questi preziosi alimenti, anche se non riusciamo a portarli in tavola tutti i giorni” conferma l’esperto. E per chi è sensibile nei confronti di questi alimenti, per contenere questo problema potrebbe essere sufficiente decorticarli o semplicemente ridurre la quantità delle porzioni, aumentando invece la frequenza.

Meglio dunque un bel piatto di legumi piuttosto che una bistecca: il cuore e l’ambiente ne saranno molto più felici!

 

FONTE: Ambientebio

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aglio_respiroTante persone evitano l’aglio perchè una volta mangiato (soprattutto se crudo) renderebbe il proprio alito pestilenziale, in grado di far scappare amici, parenti e qualsiasi persona provi ad avvicinarsi. Adesso però una nuova ricerca ci svela quali sono gli alimenti migliori da mangiare subito dopo o insieme per arginare il problema!
Il caratteristico e sgradevole odore dell’aglio nel nostro corpo è il risultato di alcuni composti contenenti zolfo che, una volta ingerito questo alimento, si muovono nel flusso sanguigno e poi fuoriescono attraverso i polmoni e le ghiandole sudoripare.

 
Cosa fare dunque se si è mangiato aglio e subito dopo si ha un incontro importante o si deve stare a contatto con le persone?

 

Secondo Sheryl Barringer della Ohio State University, autrice principale dello studio, c’è un rimedio semplicissimo: la mela!

 

Questo frutto infatti, mangiato crudo, aiuta a combattere il respiro all’aglio eliminando quei componenti come il solfuro di allile che danno il caratteristico odore al nostro alito.

 
Altri rimedi suggeriti dai ricercatori utili a fronteggiare l’alito all’aglio sono:

  • la limonata,
  • il tè verde,
  • il prezzemolo,
  • gli spinaci,
  • la menta e
  • più in generale tutti gli alimenti ricchi di polifenoli.

 

Un ottimo sistema per prevenire il problema è proprio quello di mangiare aglio insieme ad uno di questi alimenti. Sembrerebbe infatti che alcuni enzimi presenti in questi cibi riescano ad accelerare la rottura dei composti solforici che causano l’odore che tutti ben conosciamo.

 
Per capire questo, lo studio ha somministrato ai volontari scelti per l’esperimento dell’aglio crudo. Subito dopo le persone sono state invitate a mangiare diversi alimenti per tentare di mascherare l’odore del loro respiro. A quel punto i ricercatori hanno analizzato la concentrazione di sostanze chimiche nell’alito dei partecipanti per capire che effetto avevano avuto i vari cibi sull’odore di aglio.

 
Si è potuto notare così che gli alimenti e le bevande sopra suggerite aiutano a contrastare l’odore sgradevole.

Grazie a questo piccolo escamotage possiamo continuare a mangiare più tranquillamente aglio, che tra l’altro si sa fa molto bene!

 
FONTE: Francesca Biagioli (Greenme)

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comunicazione efficaceImparare a parlare con gli altri significa prima di tutto ascoltare se stessi e svuotare la mente dagli automatismi più profondi: ecco un esercizio per a farlo.

 
Parlare è una facoltà tipicamente umana, ma questo non significa che sia sempre facile riuscire a comunicare come vorremmo.

Rendere più fluido il nostro stile comunicativo e quindi il linguaggio è più semplice di quanto si pensi: a questo proposito vi proponiamo un piccolo esercizio mentale, un percorso in sette punti per trovare la consapevolezza e l’attenzione necessarie a rendere le nostre parole davvero quelle giuste.

 
1) Osserva bene te stesso
Osservare la propria comunicazione significa centrarsi su se stessi e non più sull’altro. Si tratta di un vero e proprio “viraggio” dall’esterno all’interno, che ci pone in una posizione che è insieme di estraneità e di presenza consapevole: osservare ed essere presenti a se stessi e all’altro, sospendendo ogni giudizio.

 
2) Ascolta senza parlare
Entriamo nella dimensione dell’ascolto totale, senza finzioni o distorsioni, che nasce dal silenzio e che ci pone in contatto con la dimensione più intima della nostra interiorità. Facciamo tacere il flusso continuo di pensieri e parole che si rincorrono nella nostra testa e ascoltiamo il suono del silenzio: fra le pause del discorso cerchiamo nel nostro corpo il punto più sensibile al silenzio.

 
3) Trova il punto di silenzio
Dove sentiamo il silenzio? lo sentiamo nella fronte? Oppure nel petto? O nella pancia? È un silenzio gravido di pensieri, di pianto trattenuto, o di risate? Svuotiamo la mente: non più credenze, pensieri o idee, non più giudizi. Solo la presenza al silenzio: il proprio e quello dell’altro.

 
4) Alla ricerca dello spazio inviolabile
Nel silenzio custodiamo il nostro gioiello più prezioso, quello che giace nel fondo del nostro Essere, dal quale, come affermava il grande filosofo Martin Heidegger, nasce la nostra parola più autentica. Lì, dove “nulla di eguale dorme sul fondo”, troviamo il nostro spazio inviolabile.

 
5) Dal silenzio emergerà il suono
“Il suono nasce dallo spazio interiore: chi non fa conoscenza con la realtà del silenzio, del senza suono, chi non si immerge nel silenzio, non capirà mai come il suono, la parola nasca da lì”. Queste parole di Vimala Thakar ci ricordano che solo il silenzio nutre le nostre parole e le rende capaci di “toccare il cuore” dei nostri interlocutori.

 
6) Senti dove vibra il suono
Ascoltando il silenzio, più delle mie parole e delle parole dell’altro, quel che sentirò saranno i suoni. E sentirò che i suoni si localizzeranno in un punto del corpo. Posso ascoltare dove riecheggiano i suoni prima di cercare di capire cosa significano le parole. Allora in un istante posso passare dal riso al pianto. Come un bambino, che può ridere e piangere assieme…

 

7) Parla come non hai mai fatto

Solo ritornando nel mio luogo inviolabile e ascoltando il silenzio che custodisce l’origine della vibrazione pura, quella che va diritta alla meta, senza distorsioni, posso smaterializzare le parole che si sono fissate dentro di me. Parole che sembravano dover valere per sempre, quelle per cui io so già come sono e come sei, cosa ti dirò e cosa mi dirai. Allora potrò parlare di cose di cui non ho mai parlato, perché attivo le mie risorse interiori: apprendo non più da fuori, ma da dentro di me…

 

FONTE: Riza

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ADDORMENTARSICi sono dei trucchi per addormentarsi velocemente?

 

A volte capita di soffrire d’insonnia e ce ne accorgiamo sempre all’ultimo momento, quando ci ritroviamo ad essere sdraiati a letto, stressati, e il sonno non arriva mai. In effetti gli eventi stressanti, da questo punto di vista, giocano un ruolo veramente importante, perché ci fanno stancare e ci fanno restare svegli.

 

 

Il nostro cervello va in tilt, passando il tempo da un pensiero all’altro: ripercorriamo la giornata, pensiamo a tutto ciò che dobbiamo fare.

 

Sembra quasi che abbiamo perso la capacità di concentrarci, di pensare al momento presente, per trovare l’opportunità di rilassarci e di scivolare nel sonno. Cosa possiamo fare per rimediare? Scopriamo insieme qualche strategia.

 
1. La concentrazione
La concentrazione sul momento che stiamo vivendo è fondamentale, perché dovremmo pensare meno al passato o al futuro, per cercare di vivere meglio tutte le situazioni. Naturalmente anche in questo ci vuole un certo allenamento mentale.

Non si può pretendere di essere subito predisposti a vivere il presente, ma bisogna imparare a poco a poco. E’ importante dedicare una parte della giornata alla meditazione e alla riflessione. Magari iniziamo con 5 minuti, poi con 10, e a poco a poco ci accorgeremo che ci verrà tutto molto più naturale. Riuscire a concentrarsi su se stessi è veramente essenziale, perché può aiutare la mente a rilassarsi. L’obiettivo principale è quello di combattere lo stress, anche con rimedi naturali.

 
2. Il rilassamento
Ogni occasione è buona per rilassarsi, dovremmo imparare a sfruttare molti più momenti per concederci la possibilità di essere sereni. Anche se stiamo facendo dei massaggi o se ci stiamo dedicando alla cura del nostro corpo, possiamo sfruttare tutto ciò per focalizzare la nostra attenzione su una sensazione di tranquillità.

Magari la nostra mente potrebbe correre il rischio di vagare di qua e di là, su pensieri intrusivi. Sta a noi riuscire a fermare queste divagazioni, anche utilizzando delle tecniche di rilassamento mentale, degli esercizi contro ansia e stress.

 
3. Essere consapevoli di cosa mangiamo
Ogni volta che mangiamo, non siamo sempre presenti a ciò che stiamo facendo o a ciò che stiamo consumando.

Magari parliamo, leggiamo un libro, guardiamo la televisione. Concentrarci su che cosa stiamo mangiando, su come lo stiamo facendo, essere consapevoli di tutto ciò è fondamentale. Bisognerebbe dedicare più tempo ad

  • osservare il colore degli alimenti,
  • la loro forma,
  • a sentire meglio il gusto che proviamo,
  • il sapore,
  • la consistenza del cibo.

Il cervello dovrebbe dedicare più tempo a queste azioni, per ristabilire un miglior equilibrio fra mente e corpo.

 
4. Provare gli esercizi di consapevolezza
Magari non siamo abituati ad essere consapevoli di noi stessi, però non ci dobbiamo mai stancare di provare gli esercizi di consapevolezza, che possono essere messi in atto in molte situazioni.

La maniera ideale è quella di concentrarsi su qualcosa, anche su un piccolo particolare di un ambiente. Nel momento in cui diventiamo abili in questa tecnica, possiamo utilizzarla a nostro vantaggio soprattutto nelle situazioni stressanti.

FONTE: Tantasalute

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pancreaticcancerSono Gymnema e Garcinia, le piante più indicate a stimloare il funzionamento del pancreas, l’organo che regola l’assimilazione e la distribuzione di energia

 
A giugno, il mese in cui si entra nell’estate, non solo si deve affrontare l’attacco del grande caldo ma spesso si inizia anche a mangiare e a bere in maniera disordinata.

 

Per questo il pancreas rischia di andare in tilt, provocando

  • pesantezza,
  • gonfiori,
  • disturbi digestivi,
  • impennate della glicemia e
  • soprattutto una sensazione di indebolimento generale:

disturbi che si possono eliminare grazie a due piante asiatiche.

 
La gymnema alleggerisce l’attività del pancreas
La Gymnema cresce nel Pakistan e in India. Il nome deriva da “gur mar” che in indiano vuol dire “mangia zucchero”. Recenti studi compiuti in Giappone e negli Usa hanno dimostrato che l’acido gymnemico si lega ai recettori intestinali adibiti all’assorbimento del saccarosio bloccandoli reversibilmente e riducendo del 50% la metabolizzazione dello zucchero.

 

L’assunzione di gymnema favorisce anche la stimolazione del pancreas, capace così di usare meglio il glucosio per produrre energia. La Gymnema in dosaggi superiori alla norma può avere effetto lassativo.

 
A cosa serve la gymnema
La gymnema riporta alla normalità i valori di proteine glicosilate, sostanze presenti nel sangue il cui numero aumenta notevolmente in caso di iperglicemia e diabete.

Aiuta a prevenire disturbi

  • cardiovascolari e
  • renali,
  • aterosclerosi,
  • opacizzazione della cornea e del cristallino.

 
Quali sono le sue proprietà
Il principio attivo della gymnema svolge la sua azione ipoglicemizzante attraverso due meccanismi principali:

  • inibisce l’assorbimento degli zuccheri a livello intestinale e
  • aumenta la trasformazione metabolica del glucosio a livello cellulare.

 
Come utilizzarla
La gymnema è utile in tutti i casi di iperglicemia, in particolare nelle varie forme del diabete mellito, escluso il tipo 1, inoltre come coadiuvante nelle diete dimagranti. Si consigliano 2 capsule di estratto secco da 100-150 mg da assumersi circa 15 minuti prima di ciascun pasto.

 
La garcinia riduce la formazione di grassi e colesterolo
La garcinia è un albero che cresce spontaneamente nell’India meridionale, in Indocina, in Cambogia e nelle Filippine. Produce un frutto di cui si usano la scorza e la buccia.

Contiene in buona quantità l’acido idrossicitrico HCA: sembra che questo acido sia in grado di diminuire la trasformazione degli zuccheri in grassi nella cellula e ne accelera anche la loro eliminazione, diminuendo anche il senso della fame.

L’idrossicitrato, contenuto nella buccia della garcinia, agisce sul fegato riducendo la produzione di colesterolo e trigliceridi (fino al 27%) a partire dagli zuccheri.

 
A cosa serve e come si usa la garcinia

La Garcinia si può usare come coadiuvante nel trattamento della obesità (riduce l’assorbimento dei cibi) e favorire il dimagrimento, e come anticellulite, per abbassare il colesterolo alto ed i trigliceridi. Ne basta una capsula d’estratto secco al giorno, prima dei pasti con un po’ d’acqua.

 

FONTE: Riza

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Weeding gardenLe piante invasive possono essere un vero e proprio problema per la sopravvivenza dei nostri orti. Sappiamo che sono specie che hanno una grande resistenza, sono adattabili, aggressive e hanno un’altissima capacità riproduttiva.

 

In genere, facciamo fatica a eliminarle, dandoci da fare per estirparle alla radice. Bene. E se vi dicessimo che quelle piante, invece di essere buttate una volta eliminate, possono essere mangiate?

 

Ecco di seguito 5 specie di piante che possiamo eliminare dai nostri orti, evitando che producano danni, mangiandole!

 

images1) Portulaca

La portulaca è una pianta molto comune, molto prolifica, che può crescere con particolare rapidità nei luoghi caldi e umidi. Anche se potrebbe non essere tanto pericolosa quanto altre specie di piante, in effetti è un’erba abbastanza fastidiosa, soprattutto perché è dilagante. Eppure la pianta è una magnifica fonte di acidi grassi omega3 e di vitamine A e C. Ha un sapore un po’ piccante e un po’ salato.

 

 

 

Unknown2) Poligono del Giappone

Introdotta come pianta ornamentale e per il controllo dell’erosione, questa pianta perenne e molto aggressiva può raggiungere i 6 o 7 metri di altezza e è un flagello per le specie autoctone. Si diffonde soprattutto attraverso i rizomi, con tralci così forti e abbondanti che possono sopravvivere sotto terra per anni. Il suo gusto è associato a quello del rabarbaro.

 

 

Unknown-13) Tarassaco

Più che essere un flagello, il tarassaco è una vera e propria pianta curativa, grazie alle sue conosciute proprietà. Il suo habitat preferito sono i giardini, i prati, le strade, i marciapiedi e le colline rocciose.

Secondo molti questa pianta può rappresentare una minaccia per le zone alpine e le foreste, entrando in conflitto con le piante di conifere. D’altro canto, invece, il tarassaco colonizza facilmente habitat indisturbati e può servire come fonte importante di pascolo per il bestiame.

 

 

 

pueraria-lobata3) Kudzu (pueraria lobata)

È una pianta tipica dell’Asia ed è diffusa soprattutto in Giappone. Qui in Italia se ne può trovar traccia in alcune regioni del nord, visto che è stata Introdotta in Europa nel 1878 per floricoltura. Ha un’impressionante capacità di accrescimento.

Uccide le altre piante bloccando la luce, strangola steli e tronchi d’albero, spezza i rami e sradica alberi e arbusti.

Da mangiare assolutamente prima che distrugga l’ecosistema!!

 

 

 

480px-Rumex_crispus_vallee-de-grace-amiens_80_12062007_34) Rumex crispus

È una pianta molto diffusa in Europa. Il suo habitat preferito è costituito da: campi, strade, giardini, cortili, radure, prati, torrenti e argini. È una pianta altamente aggressiva che si diffonde attraverso l’auto-impollinazione. Può bloccare la luce del sole e soffocare le piante presenti nelle zone circostanti.

Il Rumex crispus è un lontano parente del rabarbaro ed ha un alto contenuto di acido ossalico. Va utilizzato con moderazione e vanno prese solo le foglie più giovani.

Naturalmente, assicuratevi di identificare bene tutte le piante selvatiche prima di consumarle. A questo link ne trovate altre, assieme ad alcuni consigli su come raccoglierle:

 

 

 

Non mangiatele assolutamente se non siete sicuri che siano commestibili.

FONTE: Ambientebio

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DATTERI2I datteri sono un frutto eccezionale, altamente digeribile e utile a ridurre il senso di fame. Viste tutte le sostanze nutritive in essi contenute, possiamo dire che questo frutto è da considerarsi alla stregua di un multivitaminico, utile per piccoli e grandi.

 

Non contengono colesterolo, sono poveri di grassi e costituiscono una buona fonte di vitamine, fibre e minerali. Inoltre, sono utili nel trattamento di diversi disturbi, come problemi intestinali e anemie.

 

 

1) Contro la mancanza di ferro

Come accennato prima, i datteri contengono un eccezionale quantitativo di ferro, per questo diventano un frutto indispensabile per chi soffre di anemia.

 

2) Utili per la salute degli occhi

I datteri contengono luteina e zeaxantina, sostanze spesso definite “vitamine per gli occhi”. Come abbiamo già visto quando abbiamo parlato degli spinaci crudi, la luteina in particolare è importante per la retina dell’occhio, perché previene

  • la degenerazione maculare,
  • il glaucoma e
  • la cataratta.

 

3) Per combattere la stipsi

Questo frutto aiuta a combattere i problemi intestinali, regolarizzando la motilità. Aiuta a digerire il cibo più velocemente e favorisce l’espulsione delle tossine dal corpo.

Un possibile rimedio per combattere la stipsi è lasciare un paio di datteri in ammollo in un bicchiere d’acqua per tutta la notte e bere poi il contenuto del bicchiere la mattina seguente. Il succo rilasciato nel liquido è un ottimo lassativo e aiuterà il vostro intestino a lavorare meglio.

 

4) Per regolare il peso

Grazie soprattutto alle fibre contenute al loro interno, i datteri aiutano a mantenere il senso di sazietà più a lungo, favorendo il processo di perdita di peso.

Mangiati a stomaco vuoto, ad esempio, aiutano anche a regolare i livelli di zucchero nel sangue. Possono essere uno spuntino salutare, soprattutto se si fa attenzione a evitare i prodotti che contengono additivi artificiali e sciroppo di glucosio. Sempre senza esagerare però!

 

5) Rafforzano il cuore

Questo alimento contiene una buona fonte di potassio ed è allo stesso tempo povero di sodio. Ciò rende i datteri utili per favorire il buon funzionamento del cuore e della circolazione del sangue.

 

7) Per ridurre la pressione sanguigna

Come abbiamo appena detto, questi frutti contengono piccole quantità di sodio, ma sono ricchi di minerali utili a regolare la pressione sanguigna. Una porzione composta da 5-6 datteri contiene circa 80 mg di magnesio, essenziale al funzionamento dei vasi sanguigni. L’utilità del magnesio nella cura dell’ipertensione è confermata anche da alcune ricerche.

 

8) Fonte immediata di energia

I datteri contengono buone riserve di zuccheri naturali. Quando si è molto affaticati, il nostro corpo sente l’esigenza di consumare cibi zuccherati. La scelta più sana, ricade proprio sui datteri che, pur essendo molto dolci, hanno un basso indice glicemico, che consente il lento rilascio degli zuccheri, mantenendo i livelli di energia costanti.

 

9) Afrodisiaco naturale

Secondo la tradizione indiana, i datteri sarebbero un ottimo rimedio afrodisiaco. Basta immergere una manciata di questi frutti nel latte di capra per tutta la notte. Il mattino successivo, il contenuto del bicchiere deve essere frullato e bevuto, aggiungendo un po’ di miele e semi di cardamomo. Il latte di capra, per chi è curioso di provare, può essere sostituito con del latte vegetale.

I datteri possono essere un ottimo sostituto dello zucchero, basta ammorbidirli in acqua, frullarli e usarli per dolcificare bevande naturali e cibi. L’importante è sempre scegliere prodotti di provenienza biologica, essiccati al sole e non trattati con sostanze industriali.

 

FONTE: Ambientebio

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