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Archive for luglio 2014

meditazione LAVOROChe cosa e’ la meditazione? 

La meditazione (…) è, in generale, la pratica di concentrazione della mente su uno o più oggetti, immagini, pensieri (o talvolta su nessun oggetto) a scopo religioso, spirituale, filosofico o semplicemente di miglioramento delle proprie condizioni psicofisiche. (fonte: Wikipedia)

 

Osho invece la definisce cosi:

Meditazione vuol dire mettere da parte la mente in modo che non interferisca più con la realtà; acquisti allora la capacità di vedere le cose come sono.

 

Questo tipo di pratica veniva sfruttata principalmente in oriente, tuttavia anche la cultura occidentale sta imparando, sempre di più, ad apprezzarla per sviluppare la propria persona, raggiungere la pace mentale e migliorare la propria salute. E anche la scienza ne sta scoprendo i benefici anche a supporto di terapie contro il cancro.

 

Vari VIP in tutto il mondo vantano di praticarla con ottimi risultati. Ecco un paio di testimonianze:

Nei momenti di follia, la meditazione mi ha aiutato a trovare attimi di serenità e mi piace pensare che potrebbe essere utile per fornire ai giovani un rifugio tranquillo in un mondo così poco silenzioso (…). E’ un dono permanente, qualcosa a cui puoi attingere in qualsiasi momento “.

Paul McCartney, The Beatles

 

“La meditazione è uno dei modi migliori per trovare equilibrio e pace interiore nella vostra vita esteriore. Ha un effetto su tutto quello che fate. (…) Sempre più persone stanno comprendendo il profondo valore del prendere il controllo della propria mente perché la maggior parte di noi non lo ha. La mente ci controlla e fino a quando un cambiamento non sarà fatto nei pensieri, tutte le scommesse sul risveglio della nostra coscienza sono perse.”

Steve Vai, chitarrista e compositore

 

Personaggi famosi a parte, la meditazione è uno “strumento” che può essere utilizzato da chiunque e, non a caso, anche in Italia, un numero sempre crescente di persone pratica, o ha praticato, una qualche forma di meditazione.

 

Ma da dove cominciare?

Quasi sempre quando iniziamo qualcosa di nuovo abbiamo tutta una serie di aspettative, domande, dubbi e preconcetti.

Alcune persone pensano che sia una perdita di tempo, altre si aspettano di essere travolte dall’illuminazione fin da subito. Altre ancora credono che la meditazione sia un semplice esercizio come l’ultima dieta che hanno provato pochi mesi fa.

Come in ogni altra cosa tuttavia, per vedere i benefici della meditazione nel minor tempo possibile dobbiamo conoscerne le basi e dobbiamo praticarla con costanza.

 

Oggi voglio parlarvi dei 2 metodi più semplici che potete sfruttare per iniziare a meditare:

1) La meditazione mindfulness o consapevole

In questo tipo di meditazione cerchiamo di ampliare il focus per diventare consapevoli di quante più cose possibile.

Proviamo a notare ogni cosa, i rumori, la temperatura, il respiro, le nostre sensazioni, tutto.

Potreste chiedervi come sia possibile calmare la mente facendo cosi. Ebbene il segreto sta nel metodo.

Dobbiamo cercare di raccogliere tutte queste informazioni senza focalizzarci su ognuna di esse:

  • siamo semplicemente consapevoli della loro esistenza e le osserviamo. Le notiamo, ma non reagiamo ad esse in alcun modo, ci attraversano.

 

Potete osservare, immagini, suoni, pensieri, emozioni o memorie.

Osservandoli e non facendovi coinvolgere da tutti questi elementi la vostra mente entra in uno stato di pace e calma.

La vostra mente è calma e chiara perché è sinceramente consapevole di tutto quello che sta succedendo intorno al vostro corpo, ma non si attacca a niente.

Potete scoprire gli errori comuni di chi prova a meditare e scaricare gratuitamente una tecnica di meditazione qui.

 

 

2. La meditazione camminata

Come dice anche il nome, questo tipo di meditazione è molto semplice ed è basata su un’attività che facciamo tutti ogni giorno, cioè camminare.

Questo tipo di meditazione è particolarmente interessante perché potete farla quasi ovunque e in qualsiasi momento.

Anche se leggermente diversa è simile alla meditazione consapevole.

Il principio guida dietro la meditazione camminata è raggiungere una consapevolezza equilibrata, un equilibrio tra il vostro sé interiore ed il mondo esterno che vi circonda.

Questa meditazione ci invita ad essere consapevoli e presenti in tutto il nostro corpo, di tutti i meccanismi e delle parti che lo compongono, ed essere a conoscenza di come ognuna delle parti del vostro corpo opera. Nel fare questo, dovete notare anche

  • le vostre emozioni,
  • sensazioni
  • il vostro umore.

Tutto questo avviene mentre camminate.

Potete approfondire questo tipo di meditazione in questo articolo.

Se vi capita di non vedere risultati immediati non scoraggiatevi e continuate con costanza.

La pratica rende perfetti, e mentre in palestra alleniamo il nostro corpo, con la meditazione alleniamo la nostra mente.

La meditazione può aiutarci a raggiungere

  • la pace della mente e
  • fare chiarezza,
  • aiutarci a individuare e raggiungere i nostri obiettivi
  • persino migliorare la nostra salute.

Non solo noi, ma anche i nostri cari e tutte le persone con cui ci troviamo a contatto possono godere dei benefici che la meditazione ci dona.

 

FONTE: George Luis (Greenme)

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erisimoL’erisimo è noto per la sua azione decongestionante sulle vie respiratorie, ma oggi sappiamo che è anche un efficace tonico epatico e aiuta a prevenire i calcoli

C’è una pianta che in questa stagione spunta un po’ ovunque, in città, in campagna, sia nei prati che nei terreni incolti, sul ciglio delle strade: è l’erisimo.

 

La chiamano anche erba cornacchia, rapa selvatica o trione, ma è l’etimo del nome “erisimo” a far chiarezza sulle sue virtù: deriva dal greco

  • eruo (“io salvo”)
  • oimos (“il canto”)

e per questa sua caratteristica era noto sin dai tempi antichi; ma soltanto nel XVI secolo l’erisimo fu studiato sotto il profilo fitoterapeutico e divenne la pianta degli oratori, degli attori di teatro e dei cantanti.

 

Si racconta inoltre che negli anni Cinquanta il celebre tenore Tito Schipa due ore prima di entrare in scena fosse diventato improvvisamente afono e che, grazie a un decotto di erismo, fu in grado di esibirsi.

 

Ecco spiegato come mai chi lavora con la voce da sempre lo considera un’erba un po’ “magica”: attori e cantanti vi fanno spesso ricorso, ma anche doppiatori e speaker, quando soffrono di raucedine, afonia, tosse e mal di gola non si fanno mai mancare un infuso di erisimo. 

 

Un erba “magica” non solo per la voce
Per preparare questo famoso infuso, mettete a riposare per 7-8 minuti 10 g di foglie fresche in 250 ml d’acqua bollente; quindi filtrate e bevete l’infuso caldo, nella dose di 2 tazze al giorno, mattino e sera, addolcite dal miele.

 

Esiste però anche una virtù meno nota di questa pianta, ma altrettanto importante: la sua azione antispastica, e quindi depurante e disintossicante della funzione epatica.

 

Le mucillagini e i composti solforati dell’erisimo svolgono una importante funzione anti-irritativa sulle mucose, disinfiammandole, e in secondo luogo riducono l’eccessiva secrezione di muco, rendendolo più fluido in modo da favorirne l’eliminazione.

 

Per questa sua specifica attività l’erisimo trova dunque un impiego più conosciuto nelle patologie delle vie respiratorie e una seconda, meno nota ma altrettanto efficace, nei disturbi del fegato e della colecisti.

 

Ne bastano 3 cucchiaini al giorno per prevenire epatiti e calcoli
Chi soffre di disturbi epato-biliari o semplicemente vuol ripulire in profondità il fegato e la colecisti, ad agosto deve affidarsi all’erisimo.

 

Basta preparare uno sciroppo e assumerne un cucchiaino mattina, mezzogiorno e sera per un mese: si fanno bollire 30 g di foglie e fiori in un litro d’acqua,aggiungendo 10 g di radice di liquirizia, fino a ridurre di un terzo la quantità di liquido; si filtra, si aggiungono 200 g di miele e si cuoce a bagnomaria finché non si ottiene uno sciroppo. Si conserva al fresco in una bottiglia di vetro scuro.

 

FONTE: Riza

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acqua ionizzataQuante volte vi siete sentiti dire che è importante bere almeno due litri d’acqua al giorno? Beh, anche troppe.

 

E quanti di voi seguono questo consiglio alla lettera? Decisamente in pochi.
Nessuno può negare che assumere la giusta quantità di liquidi sia molto importante per il benessere del nostro corpo, perché

  • ci aiuta a idratarci
  • attraverso l’urina, ad espellere spore e tossine in eccesso.

Quello che spesso si dimenticano di dirci, però, è che non esiste un solo tipo di acqua e che quella imbottigliata che acquistiamo al supermercato, così come quella del rubinetto, potrebbe non essere indicata alle nostre esigenze.

 

Le acque non sono tutte uguali

Gli italiani sono tra i principali consumatori di acqua minerale in Europa, nonostante la comprovata qualità delle acque che giunge a noi fino a casa. Purtroppo, però, siamo dei consumatori disattenti, per niente abituati a leggere l’etichetta sulla bottiglia, convinti che le acque in commercio siano tutte uguali.

 

A quel punto, tanto vale optare per quella più economica. Sbagliato.

 

Prima di ingerire qualunque cosa ne andrebbe verificata la qualità, ma per distrazione o disinteresse, e spesso per mancanza di conoscenza, non si fa mai. E questo vale soprattutto per l’acqua.
Le acque non sono tutte uguali, e andrebbero consumate con un minimo di criterio.

Quelle commercializzate si distinguono in

  • “minimamente mineralizzate”,
  • “oligominerali”,
  • “medio minerali”
  • “ricche di sali minerali”.

Le più diffuse in Italia sono le oligominerali, che, insieme alle minimamente mineralizzate, hanno un basso contenuto di sodio e sali minerali, favoriscono la diuresi e sono particolarmente indicate per chi ha

  • problemi di ipertensione
  • problemi renali.

Le acque minerali si distinguono tra loro a seconda del tipo di sostanze contenute, e vanno bevute con moderazione.

Le acque ‘ricche in sali minerali‘ , invece, sono destinate principalmente a terapie mediche, e vengono vendute in farmacia.
Se molti non sono a conoscenza di questa catalogazione delle acque, quasi nessuno sa cosa sia l’acqua alcalina, da molti anni utilizzata in Giappone.

 

 

Cos’è l’acqua alcalina?

L’acqua, come sappiamo, è composta da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno (H2O).

Attraverso l’utilizzo di un dispositivo chiamato ionizzatore, che attiva un processo di elettrolisi, vengono separati gli atomi di idrogeno da quelli di ossigeno, gli ioni positivi da quelli negativi, l’acqua poi passa attraverso un filtro per essere depurata da batteri e sostante in essa contenuta, e il risultato è acqua alcalina, ovvero con ph superiore al 7, quindi basico.

 

Secondo le statistiche oggi disponibili, risulta che l’acqua alcalina sia circa 7 volte più idratante dell’acqua in bottiglia o del rubinetto, ma questo non significa che si debba smettere completamente di consumarne.
L’argomento è molto controverso, da un lato c’è chi sostiene che il consumo di acqua alcalina produca dei benefici evidenti sul nostro corpo e chi, invece, la considera una bufala senza nessun fondamento scientifico.
I sostenitori degli ionizzatori di acqua alcalina da tempo cercano di dimostrare come il consumo di quest’acqua, affiancata a una terapia farmacologica e una dieta corretta, possa essere molto utile nel trattamento di 

  • dolori agli arti,
  • colesterolo,
  • pressione arteriosa alta,
  • patologie dell’intestino,
  • diabete,
  • allergie,
  • e molto altro ancora.

Alcuni si spingono a sostenerne l’introduzione nella cura dei tumori.

Ionizzatori

In commercio esistono, oggi, diverse aziende che producono e vendono ionizzatori, che non è altro che un dispositivo che, collegato al rubinetto di casa, attiva il processo descritto prima.

Oltre ai benefici fisici, acquistare uno ionizzatore significa anche ridurre al minimo il consumo di acqua in bottiglia, con conseguente

  • riduzione della spesa
  • riduzione dell’inquinamento da plastica.
  • riduzione di inquinamento da traffico di trasporto su gomma delle bottiglie di acqua ai supermercati
  • riduzione di consumo di petrolio

Come spesso accade, le novità non sono sempre accompagnate da una corretta campagna di informazione, particolarmente necessaria quando si tratta della salute e del benessere del nostro corpo. Quindi, prima di comprare uno ionizzatore è importante acquisire quante più informazioni è possibile, in moda da capire fino in fondo cos’è l’acqua alcalina e a cosa serve questo dispositivo.

NOTA: Se siete interessati, contattatemi via mail: zynefertari@gmail.com

 

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Aceto di mele

Sui molti benefici dell’aceto di mele ne abbiamo già parlato in altri articolo, come qui e anche qui

Usalo per condire verdure e pietanze e bevilo diluito in acqua naturale: l’aceto di mele

  • tonifica lo stomaco e
  • depura la  pelle,
  • ripulisce sangue 
  • ripulisce vie urinarie

Sembra che già Ippocrate, precursore dell’arte medica, ne facesse uso e lo consigliasse ai suoi pazienti per numerosi disturbi. In effetti, considerare l’aceto di mele un semplice condimento è riduttivo perché si tratta di un vero e proprio alimento terapeutico.

 

Prodotto a partire dal sidro o dal mosto, l’aceto di mele è:

  • un potente depurativo,
  • alcalinizzante
  • tonificante.

Contrasta l’acidità ed esplica un’azione stimolante sul metabolismo dei grassi.

Per questo è anche un ottimo alleato nelle cure detossinanti e nelle diete dimagranti e anti cellulite. Usato come condimento di verdure e insalate è da preferire rispetto all’aceto balsamico perché ha meno calorie (21 contro 88 kcal) ed è un’ottima alternativa al sale.

 

Disinfetta fegato, reni e vescica
L’aceto di mele

  • allevia le infiammazioni e
  • favorisce la digestione,
  • nutre la flora batterica,
  • riattiva la peristalsi (grazie alla pectina)
  • contrasta il colesterolo alto.

Esplica un’azione detossinante su fegato e intestino, ed è blandamente lassativo: l’assunzione regolare di aceto di mele favorisce il riequilibrio del pH intestinale e delle vie urinarie e riduce il rischio di contrarre infezioni.

 

 

È anche un potente integratore salino
All’aceto di mele, oltre all’attività depurativa, si riconosce anche una potente azione rimineralizzante, che lo rende simile a un potente integratore salino: contiene infatti

  • potassio
  • fosforo,
  • calcio,
  • ferro
  • magnesio,
  • rame.

Per questo l’aceto di mele è consigliato come integratore per chi fa sport o per le persone che d’estate hanno una sudorazione particolarmente abbondante.

In questi casi, basta aggiungerne un cucchiaio a un frullato o a un succo di frutta fresca.

Il migliore aceto di mele è quello non pastorizzato e preparato con mele biologiche.

Senza pastorizzazione, i batteri dell’aceto si mantengono vivi e possono così agire favorevolmente sulla microflora batterica, eliminando le tossine e prevenendo la disbiosi.

 

Come sceglierlo
Esistono in commercio vari tipi di aceto di mele, e spesso sono troppo raffinati: li riconosci perché sono molto chiari e trasparenti.

Il miglior aceto di mele è quello biologico certificato e ha un aspetto leggermente “torbido”, perché ha in sospensione fibre, pectine e sostanze enzimatiche.

 

Migliora la digeribilità delle verdure
L’ aceto di mele è un ottimo sostituto degli aceti di vino bianco e rosso perché ha un sapore più delicato, che non modifica quello degli alimenti ai quali viene aggiunto. Inoltre, se quando mangi gli ortaggi si gonfia la pancia, l’aceto di mele facilita la digestione e contrasta le fermentazioni.

Può essere utilizzato su tutte le insalate e, sempre a crudo, sui contorni di verdure cotte al vapore o alla piastra; si presta anche alla preparazione della vinaigrette per il pinzimonio, mescolato nella proporzione di un cucchiaino di olio e uno di aceto. Se frulli un cucchiaio di aceto di mele con un vasetto di yogurt naturale e un battuto di erbe aromatiche, ottieni un gustosa salsa per insalate e pesce.

 

Bevilo alla mattina
Grazie al suo contenuto vitaminico, minerale ed enzimatico, l’aceto mantiene vitale e sano l’organismo e ritarda gli effetti negativi della fisiologica degenerazione delle cellule.

  • Per cicli di 15 giorni, bevi al mattino a digiuno un bicchiere di acqua tiepida nel quale avrai sciolto 2 cucchiaini di aceto di mele e un cucchiaino di miele.

 

  • Per un’azione ancora più incisiva puoi aggiungere alla soluzione di acqua e aceto il fiore di Bach derivato dal melo selvatico, ovvero Crab Apple. Ne basta una goccia per bicchiere…

FONTE: Riza

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depressione famigliaChi cresce in un ambiente familiare depresso giorno dopo giorno può convincersi che tutto andrà male e svilupperà sfiducia verso di sé: ecco la via d’uscita

Una cappa a cui non ci si riesce a sottrarre, una maledizione che non si riesce a sconfiggere. È con queste potenti immagini che, di solito, viene descritta la sensazione di essere invischiati in un’atmosfera depressiva derivante non da se stessi, ma dalla famiglia di appartenenza.

Una sensazione presente da sempre, fin da quando si era piccoli, ma che, a un certo punto della vita adulta, diventa insopportabile, poiché si comprende che è lei la causa principale delle sofferenze e dei fallimenti a cui si va incontro .

La pessimistica mentalità familiare alimenta la convinzione che

  • “non poteva che finire così”, 
  • “era ovvio che le cose andassero male” 
  • “a noi le cose non vanno mai per il verso giusto”. 

E niente riesce a far andare effettivamente male le cose come unamentalità pessimistica in partenza.

Inizia ad osservarti proprio come fa uno spettatore
Per fortuna oggi più di un tempo è possibile sconfiggere questo tipo di depressione
.

Le persone oggi sono più sensibili a queste tematiche e cresce la determinazione a voler uscire da questa cappa.

 

Il primo passo, ovviamente, consiste nel rendersi conto che il proprio atteggiamento depresso è frutto di un “contagio”. Per comprenderlo è sufficiente porsi tre domande:

1) Ho la sensazione che ogni crisi o difficoltà sia un ricadere nel solito brodo di cupezza e fallimento?

2) Vivo le cose belle e la felicità che mi capita come fragili tregue in mezzo a una generale negatività?

3) Guardo al futuro con una sostanziale sfiducia che io possa effettivamente realizzarmi?

Se la risposta è sì a tutte e tre, la propria depressione ha con ogni probabilità una “matrice familiare” e anche se la sentiamo parte di noi, dobbiamo ricordare che non è così.

È già un bel passo: prenderne mentalmente le distanze e osservarla.

 

Segui i tuoi desideri e spiccherai il volo
Non possiamo poi aspettarci che l’ambiente che ha prodotto e coltivato la depressione ci incoraggi a “tradirlo”, a uscire dal cerchio depressivo.

A parole sembra che lo voglia, ma inconsciamente no: “Va’, figlio mio – dice la madre depressa – sii felice almeno tu”.

È evidente che in quell’“almeno tu” è presente un ricatto, che fa dire a noi stessi:

  • “Posso essere felice e realizzato quando qui, da sempre, nessuno ci riesce?
  • “Come potrò esserlo pensando al dolore di chi amo?”.

 

Quel che serve per uscire dal ricatto emotivo è tirare dritto, senza cercare approvazioni.

Seguire quel che ci piace, sapendo che nessuno, se non noi stessi, verrà a tirarci fuori da questo cerchio.

 

Certo, ciò significa andare verso un destino di libertà, dove può esserci un’alternanza di successi e sconfitte, di bene e male, di allegria e tristezza, e non si è più “al sicuro” nel clan dei depressi, dove si sa già che le cose non andranno.
Ma si tratta di una scelta di vita vera, adulta. Se ci sentiamo pronti a lasciare il plumbeo nido per qualcosa di reale, con reali possibilità di riuscita, è il momento di farlo senza indugio, perché le cose possono andare molto meglio di così. Ecco da dove iniziare.

 

Apriti al nuovo, la prima fonte di guarigione
Fare esperienze che siano realmente nuove, cioè portatrici di extra-ordinario, non è facile. A volte si fa un viaggio esotico, ma si resta in contatto “ombelicale” con la famiglia di origine attraverso il cellulare o Internet. Oppure ci si sposa ma lo si fa sotto lo sguardo costante di genitori e fratelli. Affinché un’esperienza abbia un vero potere curativo e trasformativo, sono necessari quattro elementi.

  •  La distanza. La nuova esperienza deve essere fatta in modo realmente autonomo e senza contatto continuo con i familiari.
  •  Il piacere. Qualsiasi esperienza si scelga, deve essere ispirata dal principio del piacere, in qualsiasi sua forma.
  • Il tempo. L’esperienza deve avere durata tale da suscitare appagamento e curiosità. Se breve, meglio ripeterla più volte o farne altre.
  • Gli incontri. È fondamentale che sia improntata a conoscere persone nuove e, quando possibile, di culture differenti dalla propria.

 

E coi familiari? Fai il loro bene se ti occupi…di te!

  • Resisti ai ricatti. Non è che i familiari non vogliano il tuo bene. Il problema è che non saprebbero vivere una tua vera felicità o riuscita. Sarebbero disorientati e tu potresti avere la sensazione di tradirli, perché loro non sono riusciti dove sei riuscito tu. Ma sono solo involontari ricatti iniziali. Se dai legittimità alla tua autonomia, anche a loro arriverà una bella ventata di vita.
  • Evita di svelartiPuò sembrare crudele e ingrato, ma almeno fino a quando non sei uscito del tutto dal clima depressivo, non esporre tutti i tuoi passi ai familiari, raccontando i dettagli. Diminuisci, pur mantenendoli, gli scambi telefonici e fai il possibile per creare un “mondo tuo” a cui quella visione plumbea della vita non possa arrivare. Proteggi il nuovo con la discrezione.
  • Cambia ambiente. Andare a vivere da soli modifica le geometrie esterne e, di conseguenza, anche quelle interiori. Se già vivi da solo, un trucco semplice ma sorprendente è quello di modificare il tipo di illuminazione della tua casa, cercando una nuova atmosfera. È fondamentale poi cambiare anche le abitudini collegate ai familiari, come ad esempio il pranzo settimanale tutti assieme. Un ultimo suggerimento: è davvero importante che loro non entrino nelle scelte di rinnovamento, piccole e grandi, che finalmente hai deciso di fare!

FONTE: Riza

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TisaneLa spossatezza estiva può essere dovuta al caldo ma anche alla cattiva qualità del sonno: per rimediare, affidati decotti e tisane ad hoc

In questo articolo parliamo invece dell’azione di sostanze che aiutano il riposo serale e che di giorno ci danno l’energia che ci serve.

Grazie alla loro azione adattogena, gli ingredienti usati per le bevande tonificanti ci vengono in aiuto soprattutto quando siamo debilitati e giù di tono, perché i loro principi attivi

  • stimolano il sistema nervoso centrale e
  • aumentano la resistenza alla fatica,

che in questo periodo dell’anno si fa sentire più prepotente che mai.

 

D’altro canto, è anche vero che durante i mesi estivi la stanchezza è spesso provocata – oltre che dal caldo – da una cattiva qualità del sonno: le notti afose della piena estate, spesso ci impediscono di addormentarci o ci obbligano a continui risvegli.

 

Ecco allora le bevande naturali da sorseggiare a partire dal tramonto per pacificare il sistema nervoso, stemperare le tensioni e non essere troppo sollecitati dagli stimoli esterni come luci e rumori, sempre più invasivi e frequenti nel periodo che precede le vacanze.

 

 

Ecco le tisane rilassanti…

  • Escolzia e biancospino: prevengono i risvegli notturni
    Occorrono

    •  Escolzia fiori 30 g,
    • Biancospino fiori 40 g,
    • Passiflora fiori 30 g.

Biancospino e passiflora favoriscono il sonno e soprattutto dissolvono quello stato di tensione mentale che non ti fa mai riposare bene e ti fa svegliare nel cuore della notte o alle prime ore dell’alba.

L’escolzia, dal canto suo, è un potente sedativo naturale: è l’ideale anche quando il sonno è disturbato da crampi o contratture.

 

  • Tiglio e anice, per addormentarsi senza fatica
    La prepari con

    • Melissa foglie 30 g,
    • Tiglio foglie e fiori 20 g,
    • Arancio amaro fiori 20 g,
    • Liquirizia radice 10 g,
    • Anice stellato semi 20 g.

La melissa era considerata dal grande medico arabo Avicenna la pianta che “rende felice il cuore”: in effetti placa il nervosismo e favorisce la serenità che ci fa scivolare dolcemente nelle braccia di Morfeo.

Insieme ai fiori dell’arancio amaro e del tiglio, la melissa previene risvegli precoci e difficoltà di addormentamento e, grazie all’abbinamento con anice stellato e liquirizia, contrasta l’insonnia provocata dalla cattiva digestione.

 

…e quelle tonificanti

  • Tè verde e menta: memoria e concentrazione al top
    Falla semplicemente con

    • Tè verde foglie 60 g,
    • Menta piperita foglie 40 g.

Il tè verde è ricco di vitamina C, è stimolante, energizzante e rinfrescante. La menta piperita è invece un buon tonico che favorisce la concentrazione, stimola il fegato, la cistifellea, e favorisce la digestione, combattendo i cali tipici del dopo pasto.

Questa stessa tisana, ovviamente non dolcificata, può essere anche utilizzata come impacco rinfrescante e doposole: basta metterla in frigorifero un paio d’ore e applicarla ben fredda con delle garze sulla pelle arrossata.

  • Liquirizia e ginseng, il decotto che ti restituisce le forze
    Preparalo con

    • Ginseng radice 30 g,
    • Liquirizia radice 20 g

Il ginseng è considerato il re dei tonici, ma è soprattutto una pianta adattogena: a seconda delle necessità, infatti, agisce come sedativo e stimolante e aiuta l’organismo a modulare il dispendio energetico in base alle diverse situazioni che si trova a dover affrontare. In Cina viene servito a fine pasto con la liquirizia che, accelerando la digestione, favorisce anche una migliore prontezza di riflessi. (da evitare per le donne)

 

FONTE: Riza

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carenza-di-magnesio-e-ansiaIl magnesio è uno dei minerali essenziali per la nostra salute. Aiuta infatti numerose funzioni del nostro organismo essendo coinvolto in oltre 300 processi metabolici: in particolare è utile per i muscoli e il sistema nervoso, contribuisce a regolare i livelli di calcio nel sangue, aiuta la produzione di energia e tanto altro. Spesso però ne siamo carenti e possiamo avvertire dei sintomi caratteristici.

Quando siamo in carenza di vitamine o sali minerali, il nostro corpo vive una situazione di squilibrio che sarebbe meglio risolvere il prima possibile. Ma come accorgersi di un’eventuale carenza? Spesso c’è bisogno del parere di uno specialista che può riconoscere alcune avvisaglie ma nel caso del magnesio ci sono alcuni sintomi tipici, che possono essere riconosciuti con facilità.

 

SPASMI MUSCOLARI

Un sintomo molto caratteristico della carenza di magnesio sono gli spasmi o crampi muscolari che possono colpire in particolare le gambe sia sotto sforzo, che semplicemente stando in piedi oppure addirittura a riposo e anche la notte mentre si è completamente rilassati.

 

GAMBE SENZA RIPOSO

La sindrome delle gambe senza riposo è stata solo recentemente riconosciuta dalla comunità medica. Questa condizione provoca una sensazione di tensione muscolare nelle gambe, il più delle volte costante, che comporta la necessità di muovere spesso l’arto o gli arti interessati. Di solito peggiora la notte e spesso rende molto difficile dormire.

 

EMICRANIA

Alcuni studi hanno dimostrato un legame tra una carenza di magnesio e un aumentato rischio di emicrania, soprattutto nelle donne che soffrono di questo disturbo in concomitanza con il ciclo mestruale. Il magnesio è noto anche per rilassare i vasi sanguigni, non a caso molti mal di testa, secondo gli esperti, sono causati proprio dalle contrazioni muscolari dei vasi.

 

DEPRESSIONE O ANSIA

Diversi studi, tra cui quello del George Eby Research Institute, hanno visto come una carenza di magnesio possa causare dei disequilibri nel cervello, che come conseguenza in alcuni casi scatenerebbe una depressione curabile appunto con un’assunzione costante di questo minerale. Dato che il magnesio agisce come un calmante sul sistema nervoso, una sua marcata carenza può provocare anche ansia e attacchi di panico.

 

ARITMIE DEL RITMO CARDIACO

Uno scarso apporto di magnesio al nostro organismo può portare anche a sviluppare quella sensazione che ci fa percepire la perdita di un battito cardiaco o al contrario un eccessivo movimento e che può durare per pochi secondi ma anche per un minuto o più.

 

Non sempre questi sintomi sono necessariamente da imputare ad una carenza di questo minerale ma sicuramente provare ad aumentarne l’assunzione attraverso gli alimenti che lo contengono di più o utilizzando un integratore è un tentativo da fare.

Tra i cibi che lo contengono maggiormente ci sono fonti vegetali come noci, cereali integrali e verdure a foglia verde. Nella maggior parte dei casi però, dato che purtroppo l’utilizzo dei fertilizzanti chimici ha impoverito di minerali i nostri suoli, potrebbe essere necessario ricorrere ad un integratore.

 

FONTE: Francesca Biogioli (Greenme)

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colesterolo

Caro lettore,

Il colesterolo non è più un veleno.

  • é una sostanza vitale essenziale
  • per la parete delle vostre cellule
  • per la produzione dei vostri ormoni (con effetti antinvecchiamento)
  • per il vostro cervello- da qui il rischio di depressione nelle persone che mancano di colesterolo
  • contro le malformazioni
  • contro i ritardi mentali in caso di deficit grave (sindrome SLO)

 

Perché il colesterolo è perseguitato?

 

Errore di diagnosi

Dagli anni ’60, la maggior parte dei medici hanno creduto che, malgrado tutti i benefici per il corpo e lo spirito, il colesterolo poneva in questo modo un pericolo per le arterie

Avevano in effetti immaginato che, come il calcare che si deposita nelle tubature, il colesterolo poteva depositarsi lungo le arterie fino a otturarle del tutto scatenando un embolia (blocco della circolazione del sangue)

Era, nella loro visione, la causa dell’infarto se l’embolia aveva luogo nella regione del cuore, o di un ictus cerebrale (AVC) quando ha luogo nel cervello.

In realtà, 75% delle persone aventi delle crisi cardiache hanno un tasso del colesterolo normale [1].
Durante un recente colloquio della Britisch Medical Association, il Dr malcom Kendrick ha dimostrato che un tasso di colesterolo elevato non implica malattie cardiache. Utilizzando i dati del progetto MONICA dell’Organizzazione Mondiale della Salute in quindici popolazioni, ha dismotrato che l’assenza di relazioni tra il rischio di malattie vascolari e il tasso di colesterolo.

Oggi si pensa di capire il perché:

Le vostre arterie sono attaccate dalle “molecole carnivori”

Quello che pensano oggi i ricercatori di punta, è che l’apparizione delle placche arteriose è una reazione di autodifesa del vostro corpo, di fronte a dei danni causati nelle vostre arterie con delle sostanze ossidanti e infiammatorie.

La parete interna delle vostre arterie è normalmente protetta da una fine pellicola che permette al sangue di scorrere scivolando, esattamente come l’acqua sulle foglie degli alberi: delle gocce possono formasti sulla superficie ma poi sgocciolano, senza lasciare tracce.

Il problema appare quando il vostro sangue contiene delle “molecole carnivore” che graffiano la parete delle vostre arterie e ci fanno dei buchi.

Queste molecole carnivore sono chiamate “radicali liberi”. Provengono dall’ambiente (gas di scarico, fumo disigaretta, inquinamento) cattiva alimentazione, e degli scarichi naturali dovuti alla produzione di energia dalle vostre molecole. Questi radicali liberi erodono la parete delle vostre arterie come l’ossigeno arrugginisce una barra di ferro umido.

Per fortuna, invece di lasciarsi attaccare senza fare nulla, il vostro corpo reagisce riparando le fessure della parete delle vostre arteria con un cemento speciale e più efficace che di qualsiasi stucco: il colesterolo, mischiato con del calcio e altre sostanze.

Capite quindi, che questa reazione del vostro corpo, all’inizio, non solo è auspicabile, ma anche indispensabile per la vostra sopravvivenza!

Un problema di salute appare solo se lasciate quelle “molecole carnivore” moltiplicarsi e attaccare la parete delle vostre arterie ancora e ancora. In effetti, il vostro corpo metterà strati su strati di cemento fino a quando uno strato diventa problematico per la vostra salute, la placca arteriosa (o placca ateromatosa, nel vocabolario medico).

 

Ma il colesterolo in sè non è un problema:

  • un tasso di colesterolo elevato sarà quindi la conseguenza di un problema nel vostro organismo, e non la causa. Sarebbe il segno che il vostro corpo sta cercando di reagire, per difendersi.

 

Fare abbassare il tasso di colesterolo può essere pericoloso

Si capisce quindi perché fare semplicemente abbassare il tasso di colesterolo, come fanno chimicamente con la statine, non permette di ridurre il rischio cardio-vascolare: al contrario, il vostro corpo è privo dei mezzi essenziali per l’auto-difesa.

Il prestigioso Quaterly Journal of Medecine ; una rivisita scientifica internazionale, è andata anche più lontano, recentemente ha scritto:

« … invece di favorire [le arterie occluse] , il tasso di colesterolo alto può avere effetti protettori [contro le arterie occluse], eventualmente per la sua influenza benefica sul sistema immunitario.»

Si tratta dei risultati di un “meta-ricerca”, che vale a dire una sintesi dei risultati di numerosi studi che hanno coinvolto migliaia di pazienti, su un periodo di più di 40 anni, e quindi più affidabile delle precedenti ricerche  che pensavano che il colesterolo fosse dannoso per la salute.

Come lottare contro queste molecole carnivore (radicali liberi)?

Come impedire che queste sostanza aggressive compaiano, e come eliminarle quando diventano aggressive?

 

Le molecole che distruggono i radicali liberi

Esiste nella natura sostanze miracolose che proteggono il visto organismo contro i radicali liberi: sono gli antiossidanti.

Gli anti-ossidanti sono dei composti chimici che hanno questa notevole capacità di distruggere i radicali liberi, appena sono in contatto: trasformano queste molecole carnivore, che attaccano la parete delle vostre arterie, in corpi inoffensivi e dolci come pecorelle, che scivolano nel flusso sanguigno senza graffiare la parete ne fare buchi.

Come massimizzare il vostro apporto di anti-ossidanti? è molto semplice:

Frutta e verdura fresca sono ricchi in anti-ossidanti, soprattutto quando sono di color verde (spiaci, bietole, piselli), in rosso (peperoni, pomodori, ciliegie, lamponi), in blu (mirtilli, more, melanzane con la pelle), ma troviamo molti anti-ossidanti anche nel pompelmo, nell’uva, e nel vino. Questi anti-ossdianti che profumano e colorano i vegetali si chiamano “polifenoli”.

Il miglior modo di avere la vostra dose quotidiana di anti-ossidanti è di mangiare molta frutta e verdura matura e fresca e di stagione, e se possibile nel modo pèiù naturale e meno elaborato possibile, quindi poco cotte e poco trasformate.

Preferite la frutta e le verdure biologiche, coltivate vicino a casa vostra: meno saranno trasportate e quindi stoccate in frigo e più ricche di antiossidanti saranno

Ben inteso, non sarà sempre possibile, tutti i giorni, di mangiare tanta frutta e verdura quanto dovrebbe essere necessario ed è per questo che molti di noi prendono antiossidanti sotto forma di succhi speciali (come il succo di melagrana per esempio) o con complementi alimentari, di cui i più diffusi dono la vitamina E e la vitamina C.

 

Rinforzate gli effetti dei vostri anti-ossidanti

Quello che poche persone sanno, in compenso, è che è assolutamente cruciale consumare degli anti-ossidanti sotto forma “ridotta”, per opposizione alla loro forma “ossidata”. Ve ne accorgete dal loro aspetto: la vitamina C “ridotta” si presenta sotto forma di polvere bianca. Se è ossidata, diventa bruna. Il succo di melagrana, molto ricco di antiossidanti, perde le sue virtù quando è esposto all’aria perché si ossida.

Allo stesso modo, all’interno del corpo, appena i vostri anti-ossidanti agiscono per distruggere i radicali liberi, sono a loro volta ossidati, e non possono più avere effetto.

Perché siano efficaci di nuovo, il  vostro corpo deve rigenerare questi anti-ossidanti, e non pià farlo se non contengono degli enzimi riciclatori. Tra questi enzimi, il più importante è molto è probabilmente un enzima dal nome barbaro, fabbricato dal vostro fegato: il coenzima Q10, o CoQ10

 

 Il più potente anti-ossidante fabbricato naturalmente dal vostro corpo! 

Si scopre che il CoQ10 è capace di rinnovare e rinforzare l’azione di altri antiossidanti come la vitamina C, i trocotrienolo (vitamina E) e i carotenoidi come l’astaxantina, rigenerandole ogni volta che si ossidano.

E’ di suo un vero piccolo miracolo; ma le virtù per la salute del CoQ10 non si fermano lì:

Di per sè, il CoQ10 è una delle sostanze più potenti antiossidanti che esistano nel nostro corpo.

Per giunta, il CoQ10 e anche, letteralmente, “la scintilla della vita”, perché interviene direttamente nel ciclo della produzione di energia cellulare, al livello delle mini-centrali energetiche chiamate “mitocondri” che si trovano nei vostri muscoli e che gli permettono di contrarsi

E’ quindi una sostanza unica per le persone che invecchiano e hanno l’impressione di mancare di energie

Il CoQ10 possiede in effetti la proprietà notevole di aiutare i mitocondri a convertire i grassi e gli zuccheri in adenosine trifolati (ATP), principale sorgente di energia per i muscoli, e in particolare per il miocardio (muscolo del cuore).

Da notare che i benefici del CoQ10 non si limitano al cuore, ma molto altro: è presente in tutto l’organismo, anche nelle mucose delle gengive e nello stomaco., nei tessuti di tutti gli organi che giocano un ruolo nel sistema immunitario, nel fegato, nei reni, e nella prostata. Da qui un altro suo appellativo di “ubiquinone” (che ha la stessa etimologia della parola “ubiquità” che significa “onnipresenza”)

 

Il CoQ10 è stato oggetto di migliaia di pubblicazioni scientifiche, di 15 conferenze internazionali, senza contare più di 39 prove fatte con placebo in Giappone, in USA, in Italia, in Germania, e in Svezia.

 

Sono stati i giapponesi a scoprire le sue proprietà all’inizio degli anni ’60. E’ prescritto in Giappone dal 1974, e milioni di pazienti lo assumono quotidianamente. Ma la maggior parte dei medici occidentali continuano a ignorare il Coq10, vai a capire come mai.

Forse perché è una molecola naturale, quindi non brevettabile, e quindi non interessa le industrie farmaceutiche?

 

Il livello di CoQ10 si abbassa notevolemnet con l’età

Quando siete giovani, in buona salute e pieni di vitalità, il vostro fegato fabbrica sufficientemente CoQ10 per fornire la potenza necessaria al vostro cuore, i vostri polmoni, i vostri muscoli e per lottare contro i radicali liberi. L’energia e la protezione dei vostri organi vitali (cuore e cervello), della vostra pelle, dei vostro occhi è garantita.

Il problema soggiunge quando l’invecchiamento, la cattiva salute, l’eccessiva medicalizzazione e una cattiva alimentazione diminuiscono la produzione naturale di CoQ10 nel vostro corpo.

Al vostro 50esimo compleanno, voi producete il 25% in meno di CoQ10 di quando avevate 20 anni, e questo spiega la maggior parte deus intimi di invecchiamento (a 80 anni, la diminuzione può arrivare al 65%)

Senza CoQ10, il vostro corpo non riesce a rigenerare i vostri antiossidanti (vitamina E e C, e anche i polifenoli). Per giunta, la produzione di energia cellulare è fortemente ostacolata.

Per tutte queste ragioni, può essere necessario prendere del CoQ10 sotto forma di complemento alimentare. Ma questo è ancora più importante per le persone che assumono statine:

 

L’imbroglio delle statine

Le statine sono un esempio tipico della pillola chimica “miracolo”, presentata al pubblico come efficace contro le malattie del cuore, mentre non era mai stato dismotrato che poteva diminuire i rischi di mortalità.

Al contrario: le ricerche (oneste) dimostrano che le statine diminuiscono i fattori di energia muscolare [2], a cominciare da quello del miocardio (muscolo del cuore), il colmo per un medicinale dato alle persone che hanno un cuore fragile a seguito di un infarto!!!

Per giunta, secondo lo specialista francese su questo argomento, Michel de Lorgeril, cardiologo e ricercatore al CNRS:

« Le statine possono rovinare la vita sessuale degli individui trattati, e diminuire notevolmente le loro capacità cognitive, aumentando il rischio di problemi alla visione, aumentando o aggravando il rischio di deptressione e aumentando il rischio di cancro [3]. »

Infine, secondo uno studio effettuato su un campione di 650 pazienti sottoposti a satire, l’87% dei pazienti hanno consultato il loro medico a seguito degli effetti collaterali, come i dolori muscolari  [4].

Un successo soprattutto commerciale

Uno degli enormi vantaggi delle statine, in compenso, è che si deve prendere per tutta la vita. Di fatto è uno dei medicinali più redditizi per l’industria farmaceutica. In Francia, 8 milioni di persone innocenti sono state messe sotto trattamento con le statine, e questo rende un miliardo di euro all’industria.

In quanto all’abbassamento del colesterolo, molto reale dopo aver preso le pillole di statine, ci si accorge che oggi che non porta affatto all’abbassamento del rischio di infarto, ne di ictus cerebrale [5].

Il CoQo10 si oppone agli effetti secondari delle statine

Nel 1990, i ricercatori del Merck, un gigante farmaceutico, si accorgono che basta aggiungere alle loro statine una sostanza naturale , il CoQ10, per lottare contro gli effetti secondari delle statine.

La scoperta fu fatta, e subito brevettata, e poi… sotterrata.

Si potrebbe trattare di uno dei più grandi scandali della storia della farmaceutica moderna.

In effetti, le statine fanno abbassare il livello di colesterolo bloccando la sua produzione nelle vie metaboliche del mevalonato, che di fatto è la via dove viene prodotto… il CoQ10!!!

L’assunzione regolare di statine blocca la produzione di C0Q10 nello stesso momento on cui blocca il colesterolo [6]! Questo porta ad un abbassamento del livello di CoQ10 nei mitocondri, e quindi un abbassamento delle energie cellulari, con degli effetti evidenti sui muscoli, a cominciare dal cuore- e una più grande vulnerabilità ai radicali liberi.

Prendere del CoQ10 potrebbe dunque essere cruciale per le persone sottoposte a statine, a tal punto che i medici negli Stati-Uniti militano da 10 anni perché l’assunzione di CoQ10 diventi obbligatoria se si assumono statine [7].

Come fare il PIENO di energia cellulare

Vi ho detto sopra che il CoQ10 aiuta i vostri mitocondri a convertire i grassi e gli zuccheri in adenosina trifosfato (ATP), la principale sorgente di energie del nostro corpo.

Ma sapete quale quantità di ATP il vostro organismo produce, ogni giorno?

L’equivalente del vostro peso corporeo.

Così se pesate 65kg, i vostrimitocondri devono fabbricare 65kg di ATP al giorno, e il vostro CoQ10 è quindi mobilizzato in permanenza per questo compito gravoso. Tutti i vostri muscoli sono assetati di CoQ10, in particolare il vostro muscolo cardiaco, perché il suo metabolismo è il più attivo tra tutti i vostri tessuti.

E’ quindi scioccante che la “soluzione” proposta dai vostri medici tradizionali per guarire le malattie cardiache sia quella di prendere un ipocolesterolomizzante, che fanno abbassare il tasso di CoQ10, e che può effettivamente affaticare il vostro corpo.

In effetti, i livelli bassi di CoQ10 nei tessuti e nel sangue sono un segnale di un grande ventaglio di problemi cardio-vascolari, da uno studio indicante che più grande è la carenza di CoQ10, più gravi sono i sintomi.

Al contrario, molti studio hanno dimostrato che le persone con uncinello elevato di CoQ10 favoriscono i tessuti muscolari, i loro mitocondri e anche il loro sangue, il CoQ10 interviene nel funzionamento dei globuli rossi (emati). Questo provoca dei ribaltamenti di destino sorprendenti:

Salvato dalla morte per un soffio

Il professore Folkers – scienziato, che ha descritto la struttura chimica precisa del CoQ10 nel 1958- ha diretto il primo studio controllato da placebo con il Dr Per H. Langsjoen (entre 1983-1985), specialista del CoQ10 e degli effetti secondari sulle statine.

Il loro studio, pubblicato nella prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, riporta che 19 pazienti che dovevano morire hanno avuto un “miglioramento clinico straordinario” grazie ad un livello aumentato di CoQ10!

Cinque studi controllati con placebo, dal 1984 al 1991, dimostrano che l’aumento del tasso di CoQ10 porta ad un miglioramento rapido e netto dei dolori al petto, e accrescono le capacità fisiche. Uno di questi studi dimostra che la durata di esercizio è direttamente proporzionata al livello di CoQ10.

 

Recupero fino al 90% più rapido in caso di intervento chirurgico!

Per giunta, in uno studio spettacolare effettuato nel 1983 nel  Journal of Clinical Investigation, dei pazienti cardiaci hanno preso sia il placebo, sia il CoQ10 per 14 giorni prima dell’intervento chirurgico e 30 giorno dopo.

Nel gruppo che aveva assunto il CoQ10, non solo la circolazione sanguigna, l’ATP e le funzioni cardiache sono migliorate prima dell’intervento chirurgico, ma anche il recupero è stato…

CORTO (3 a 5 giorni) e SEMPLICE. Mentre i pazienti che hanno preso il placebo hanno avuto un recupero…LUNGO (15 a 30 giorni) e COMPLICATO

Il CoQ10 non ha alcun effetto collaterale

Il Dr Peter Langsjoen ha analizzato 34 studi controllati con placebo, coinvolgendo 2152 pazienti che avevano problemi cardio-vascolari. Dichiara che non c’è alcuna intossicazione e alcuna interazione con i medicinali. Ha anche detto che il CoQ10 è “assolutamente sicuro, senza tossicità, e questo a fronte di più di 1000 studi pubblicati”

Ma per essere precisi, a mio avviso è che dipende dal tipo di CoQ10 che assumete:

Trovate sul mercato, tre forme di CoQ10:

  • sintetico
  • semi-sintetico
  • molecola naturale di estrazione ottenuta dalla fermentazione del lievito

Da un punto di vista molecolare, le tre forme si assomigliano molto, ma le due prime sono meno appropriate, in quanto contengono delle impurità legate alle molecole.

Esiste un altro CoQ10, nettamente più caro: l’ubiquinolo, che è la forma ridotta del Coq10 (ubiquinone). L’unico caso dove la differenza giustifica il prezzo, è per persone che hanno più di 90 anni, che hanno un sistema enzimatico debole.

Per tutti gli altri casi, vi raccomando di assumere la forma naturale di CoQ10 (ubiquinone)

Come assumere il vostro CoQ10

Per riassumere, considero che l’assunzione di CoQ10 può fare una differenza crucciale per le persone che prendono le statine, ma anche per tutte quelle che si preoccupano dell’invecchiamento del loro cuore e delle loro arterie.

Nessuna altra sostanza alimenta le vostre cellule e cattura i radicali liberi come si formano -all’interno della cellule stessa- pur lavorando con altri antiossidanti per combattere le infiammazioni nel vostro corpo.

Riguardo alle dosi, è raccomandato prima di parlarne con il vostro terapeuta, ma intanto, è globalmente consigliata di prendere una dose di 200mg al giorno.

Meglio assumerlo sotto forma di cellule di CoQ10 durante un pasto contenente lipidi, il CoQ10 è assorbito meglio in presenza di oli o grassi.

Precauzioni da prendere

Attenzione, il CoQ10 è tutto ma non un prodotto “effetto placebo”, come alcuni vogliono far credere. E’ un complemento alimentare che ha un effetto reale, e la prova è che è importante prima consultare il vostro medico prima di introdurlo nella vostra dieta. Vi indicherà ugualmente che:

Di fatto, la somiglianza strutturale con il CoQ10 e la vitamina K, il complemento non deve essere concomitante con l’assunzione di warfarine (Coumadine®, anti-vitamine K)

Il CoQo10 deve essere evitato in caso di insufficienza epatica dove la persona è portatrice di un ostruzione delle vie biliari, e che nelle persone diabetiche quando c’è una prescrizione di medicinali ipoglicemizzante.

Notare ugualmente che in casi di assunzione di complementi di vitamina E in quantità elevate, l’aumento del tasso di CoQ10 sarebbe più lento dal fatto che la partecipazione di questo nella rigenerazione di vitamina E quando viene assodata.

 

Alla vostra salute

Jean-Marc Dupuis (tradotto dal francese da Zeinab Youssef)

Sources :

[1] Framingham Heart Study.

[2] Berthold HK, Naini A, Di Mauro S, Hallikainen M, Gylling H, Krone W, Gouni-Berthold I. [1] Effect of ezetimibe and/or simvastatin on coenzyme Q10 levels in plasma: a randomised trial. Drug Saf. 2006;29(8):703-12.

[3] M. de Lorgeril, Prévenir l’infarctus et les maladies cardiovasculaires, Thierry Souccar Editions, 2011, page 198.

[4] Golomb BA, McGraw JJ, Evans MA, et al.: Physician response to patient reports of adverse drug effects: Implications for patient-targeted adverse effect surveillance. Drug Safety 30: 669–675, 2007.

[5] M. de Lorgeril, Cholestérol, mensonges et propagande, Thierry Souccar Editions, 2008.

[6] La prise d’inhibiteur de l’HMG-CoA réductase comme la pravastatine, la simvastatine, ou la lovastatine, par des patients sujets à l’hypercholestérolémie, (pour réduire la synthèse de cholestérol), entraîne une baisse de la synthèse de coenzyme Q10 qui provoque une diminution d’environ 50 % de sa concentration plasmatique. Source : Berthold HK, Naini A, Di Mauro S, Hallikainen M, Gylling H, Krone W, Gouni-Berthold I. Effect of ezetimibe and/or simvastatin on coenzyme Q10 levels in plasma: a randomised trial. Drug Saf. 2006;29(8):703-12.

[7] Cf la pétition du Dr Whitaker, déposée à la FDA le 24 novembre 2002.

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chai-karkadeIl karkadè è un infuso preparato con i fiori di ibisco. Talvolta viene chiamato anche tè rosso, ma non va confuso con il rooibos, che è ottenuto dall’infusione delle foglie dell’omonima pianta, appartenente alla famiglia delle leguminose.

Il karkadè è conosciuto anche come tè dell’Abissinia, tè di ibisco o semplicemente come infuso di ibisco. I fiori di ibisco (Hibiscus sabdariffa) vengono essiccati in modo da consentire la preparazione dell’infuso. L’infuso di karkadè ha un colore rosso intenso poiché è ricco di antociani e pigmenti naturali. Contiene anche

  • tannini e
  • flavonoidi,
  • acido ascorbico e
  • fitosteroli.

Benefici del karkadè

Il karkadè è considerato utile come antisettico delle vie urinarie. E’ un alleato della circolazione e aiuta a proteggere i vasi sanguigni. Contribuisce all’eliminazione delle scorie del metabolismo. Stimola l’attività dei reni e regola gli organi deputati alla digestione. Le proprietà lassative del karkadè vengono associate alla presenza di mucillagini che aiutano l’espulsione delle sostanze indesiderate dall’intestino.

Ipertensione

La scienza odierna non ha ancora approfondito a sufficienza le proprietà benefiche del karkadè, che erano già ben note alle popolazioni del passato. Per questo motivo non abbiamo a disposizione un gran numero di ricerche in proposito. In ogni caso, da uno studio condotto presso la Tufts University di Medford è emerso che bere 3 tazze di karkadè al giorno aiuta a ridurre la pressione sanguigna. Secondo gli esperti, l’assunzione di karkadè può essere utile nella prevenzione dell’ipertensione o in caso di ipertensione lieve e tollerabile.

Ricordano inoltre che l’ipertensione è un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Ciò che scegliamo di mangiare o di bere può influire in modo positivo o negativo sulla nostra salute. Se soffrite di ipertensione e volete iniziare ad assumere del karkadè, informate il vostro medico.

Digestione

L’infuso di karkadè ha proprietà digestive. Facilita la digestione e aiuta l’organismo ad eliminare le tossine. La sua assunzione viene consigliata in caso di stipsi. Bere una tazza di karkadè dopo i pasti può rendere più agevoli le capacità digestive del nostro organismo. Il karkadè ha anche proprietà diuretiche.

Proprietà antibatteriche

Pare che gli estratti acquosi di ibisco svolgano un leggero effetto antibatterico. Alcuni studi di laboratorio avrebbero dimostrato che l’estratto di ibisco potrebbe risultare efficace come vermifugo e per contrastare i batteri. Ma al momento non vi sarebbero dati clinici sufficienti che confermino dal punto di vista scientifico le proprietà antibatteriche o come vermifugo dell’ibisco e dei suoi estratti.

Usi tradizionali e erboristici

I fiori di ibisco sono stati a lungo utilizzati in Africa e nei Paesi tropicali per la preparazione di trattamenti naturali e di profumi. Con i fiori di ibisco si possono realizzare dei sacchetti aromatici da inserire in armadi e cassetti. In Nigeria fin dai tempi passati l’ibisco veniva utilizzato per il trattamento della stitichezza. In Egitto si utilizzavano bevanda e fiori di ibisco per il trattamento di problemi cardiaci e nervosi. In Iran utilizzare il karkadè in caso di ipertensione è una pratica molto popolare. Lo si può utilizzare anche per preparare l’hennè.

 

Pelle sensibile

Il karkadè non è soltanto utilizzato come bevanda, per uso interno, ma anche come impacco per la pelle sensibile, dunque per uso esterno. In particolare l’infuso di karkadè è considerato utile per prendersi cura della pelle arrossata o irritata dal sole. Ha effetto calmante, disarrossante e lenitivo. Poreste provare a preparare degli impacchi con delle garze imbevute nell’infuso di karkadè freddo.

 

Come preparare e gustare il karkadè

Il karkadè si prepara come un normale tè o tisana per infusione. Per ogni tazza d’acqua bollente da circa 250 ml si utilizzeranno una bustina di infuso o due cucchiaini di karkadè essiccato. Versate il karkadè nella tazza. Poi potrete lasciare riposare il tutto da cinque a dieci minuti, filtrare o eliminare la bustina e dolcificare a piacere.

L’infuso di karkadè è buono sia caldo che freddo. Questa bevanda ha un gusto leggermente acidulo. Talvolta viene dolcificata con il miele. In alcuni casi potreste trovare in vendita del karkadè aromatizzato, ad esempio agli agrumi, alla cannella o alla vaniglia.

Per gustare il karkadè come bevanda fredda, potrete lasciarlo intiepidire a temperatura ambiente e poi trasferirlo in una caraffa a cui aggiungere dei cubetti di ghiaccio e, se volete, un po’ di succo di limone. Si possono trovare in vendita anche delle tisane miste in cui i fiori di ibisco (karkadè) sono abbinati alla malva, alla camomilla, alla rosa canina o ad altre piante officinali.

Il karkadè viene utilizzato in cucina per preparare piatti particolari come i risotti e gli aspic di frutta.

Controindicazioni

Non sono state evidenziate controindicazioni gravi per quanto riguarda l’assunzione di karkadè. Dato l’effetto anti-ipertensivo, l’assunzione di karkadè potrebbe non essere adatta a chi soffre di pressione bassa. Il karkadè può avere un leggero effetto lassativo, perciò si raccomanda di non consumarlo in quantità eccessive. Il consumo normale può variare da una a tre tazze al giorno. Cautela anche durante la gravidanza e l’allattamento.

FONTE: Marta Albè (Greenme)

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pancia-piattaAvere la pancia gonfia non è solo un problema di chi è in sovrappeso, ma può interessare tutti, anche chi ha una costituzione molto magra. Infatti il gonfiore addominale è causato principalmente dal gas intestinale.

I gas intestinali si formano quando:

  • bevi bibite gasate
  • avvengono fermentazioni nell’intestino perché il cibo non è stato digerito bene.

E tu sai che non digerisci bene se mangi cibo che non è adatto alla tua costituzione o che non è stato preparato adeguatamente (giusta cottura, utilizzo delle spezie, e così via).

In questo articolo non potrò fare un elenco di accorgimenti per una pancia piatta e per liberarsi del gonfiore addominale validi per tutti, perché ognuno è diverso e ogni costituzione ha bisogno di seguire il proprio percorso.

Però ci sono alcune regole “universali” che puoi seguire già a partire da oggi, a prescindere dalla tua costituzione.

1. Introduci solo alimenti di buona qualità

La qualità del cibo è essenziale nella dieta. Non consumare alimenti trattati o raffinati. Scegli sempre verdura fresca di stagione (possibilmente biologica), carne da allevamenti (se mangi carne) di cui conosci la provenienza e cereali integrali in chicchi. Elimina crakers, gallette e alimenti secchi che non fanno che aumentare l’aria nel tuo intestino.

 

2. Bevi acqua calda

Ebbene sì, l’acqua calda non poteva mancare nell’elenco delle regole per una pancia piatta. L’acqua idrata il corpo e le pareti dell’intestino favorendo una migliore eliminazione. Spesso il nostro bisogno di acqua è “mascherato” e crediamo si tratti di fame. Bevi sempre 1 litro e 1/2 di acqua al giorno lontano dai pasti e privilegia

  • acqua depurata o
  • in bottiglia di vetro e con residuo fisso basso.

3. Mastica bene

Una delle regole per una buona digestione è la corretta masticazione. Cerca di fare piccoli bocconi e di masticarli lentamente e a fondo. Non ti ingozzare a pranzo ma fai in modo che il pasto sia di una buona durata. In questo modo terrai sotto controllo la quantità di cibo e contribuirai al benessere dell’intestino.

 

4. Mangia solo ciò che ti piace e solo quando hai appetito

Cerca di preparare dei piatti gustosi e saporiti, non rinunciare ai condimenti, alle spezie, ai grassi di buona qualità. Non sforzarti di mangiare cose che non vuoi e, se non hai fame, non mangiare o il cibo rischierà di transitare molto lentamente nell’intestino, ristagnando e intossicandoti.

 

5. Mangia sano e leggero

Abbiamo parlato dell’importanza di mangiare alimenti di buona qualità. Vediamo adesso quali sono gli alimenti da privilegiare per una pancia piatta. In linea generale ogni pasto deve comprendere proteine di buona qualità cotte nel modo giusto , verdure in parte crude e in parte cotte, grassi di buona qualità e una piccola porzione di cereali integrali (giusto una cucchiaiata).

 

6. Fai esercizio fisico, ma con dolcezza

Evita gli esercizi troppo violenti e meccanici, come faticose sessioni di addominali veloci. Privilegia invece le lunghe camminate all’aperto dopo i pasti, un po’ di pilates e di esercizi leggeri, una nuotata, o qualche attività casalinga che ti tenga in moto senza stressare troppo l’addome.

 

Queste erano le 6 regole per una pancia piatta. Ora non ti resta che fare le tue prove:

distribuisci i tuoi piatti come ti ho suggerito per un giorno e prova a vedere come ti svegli al mattino.

 

FONTE: Francesca Forcella Cillo (energytraining)

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