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L’UVA SPINA SOSTIENE I RENI

uva_spinaParente del ribes, questa bacca contiene vitamine e ferro ad azione ricostituente e antivirale; l’ideale per scaricare dall’organismo lo stress in eccesso

Posizionate sopra i reni, le surrenali producono diversi ormoni capaci di influenzare l’attività dell’intero organismo. Spesso nei periodi di forte affaticamento, come è appunto il passaggio tra l’estate e l’autunno, il cervello ordina a queste ghiandole di secernere adrenalina e altri ormoni collegati alla risposta allo stress.

 

 Ma, se questa condizione persiste, aumenta la sensibilità alle infiammazioni che ci predispongono alla stanchezza cronica, ma anche all’acne e alla cellulite favorite dall’eccesso di cortisolo. È proprio sulle ghiandole surrenali che l’uva spina agisce, stimolando la secrezione di interferone e corticosteroidi, gli ormoni che proteggono il corpo dalle infiammazioni e dai processi degenerativi.

Un frutto che scaccia via la debolezza
Ricche in vitamine A,C e B, ferro e potassio, le sue grosse bacche, appartenenti alla famiglia del ribes, sono uno scrigno di proprietà curative.

Grazie all’alto contenuto vitaminico questo portentoso frutto è indicato per tutti gli stati di debolezza ed esaurimento. In caso di spossatezza legata ad anemia o malattie, di solito si associa il succo a 2 cucchiaini di miele. Le vitamine del gruppo B presenti nell’uva spina hanno un’ottima azione ricostituente e non vengono deteriorate dai processi di essiccamento delle bacche, da usare come snack immunostimolante per tutto l’inverno.

 

Come decotto è depurativo. E puoi usarne anche le foglie
Prepara un decotto facendo bollire 50 bacche essiccate per 10 minuti a fuoco basso. Filtra e bevine due bicchieri al giorno. Protegge dalle infezioni e dalle prime malattie virali. Puoi anche Aggiungerne le foglie ben lavate a insalate e centrifugati. Promuovono la sintesi dell’interferone e rafforzano gli anticorpi.

 

Troppe tensioni ci tolgono le forze
Come il fegato, le ghiandole surrenali possono essere logorate da un atteggiamento di eccessiva risonanza emotiva, cioè la tendenza ad amplificare tutte le emozioni, soprattutto quelle negative, associato a un costante stato di allerta.

Tale attivazione cronica non porta solo a un parziale esaurimento delle energie surrenali, ma anche a momenti di tensione psichica e corporea sganciati dagli eventi reali, e quindi molto fastidiosi.

Inoltre questa iper-emotività predispone all’ipertensione arteriosa. Ecco allora che una messa a punto dei surreni diventa indispensabile, ancora di più in periodi di sollecitazione come quello di settembre.

 

FONTE: Riza

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