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Archive for giugno 2015

BGBE83 Office workers stretch before they get back to work

BGBE83 Office workers stretch before they get back to work

Lo dice la ricerca: quello che viene considerato un esercizio di minimo impatto può risultare efficace nella prevenzione del rischio di morte prematura.

Abbiamo già parlato di questo argomento precedentemente.

Questa raccomandazione anti-sedentarietà sembra esagerata, ma in realtà conferma in pieno gli studi precedenti fatti da una serie di ricercatori sui fattori che prevengono l’insorgenza di malattie cardiovascolari e metaboliche. Questa volta l’indicazione viene da un team di ricercatori dell’università dello Utah, negli Stati Uniti: alzarsi due minuti ogni ora dalla scrivania allunga davvero la vita!

 

I risultati di una lunga ricerca lo confermano

Lo studio ha coinvolto 3.626 tra uomini e donne che sono stati seguiti per un certo numero di giorni  e le cui attività sono state registrate da un sensore di movimento del quale sono stati dotati all’inizio dello studio. I soggetti arruolati sono stati poi divisi in gruppi a seconda del livello di attività fisica che ciascuno praticava ogni giorno, considerando le varie possibilità di attività fisica praticabili nella giornata: dallo stare sempre  seduti mentre si lavora all’ alzarsi e (semplicemente) passeggiare nella stanza, fino a camminare all’aria aperta o praticare jogging.

La maggior parte di loro trascorrevano gran parte delle giornate seduti.

Dopo tre o quattro anni i ricercatori hanno verificato la storia clinica di queste persone grazie al database dell’Health and Nutrition Examination Survey nazionale.  I ricercatori hanno poi calcolato se stare in piedi, camminare o fare jogging avesse portato differenze tra i soggetti in termini di rischio di gravi complicanze cardiovascolari.

 

Alzati e ridurrai il rischio di complicanze cardiovascolari.

I dati sono stati sorprendenti: coloro che si alzavano in modo periodico dalla postazione lavorativa e semplicemente andavano un po’ in giro a passeggiare  hanno fatto registrare un vantaggio notevole in termini di rischio di mortalità. In particolare:

alzarsi due minuti ogni ora dalla scrivania e fare un giretto è valso loro un abbassamento del rischio del 33% rispetto ai soggetti totalmente sedentari.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Clinical Journal dell’American Society di Nefrologia, si è in particolare soffermata sull’effetto negativo della sedentarietà nei malati cronici colpiti da malattie renali. Ma a maggior ragione sono dati che ci devono far capire come nei soggetti “sani” una piccola attenzione quotidiana può avere un impatto cosi decisivo sulla nostra salute.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

The research says: what is considered an exercise in minimal impact can be effective in preventing the risk of premature death.

This  anti-sedentary lifestyle recommendation seems exaggerated, but in reality it is fully confirmed by previous studies made by a number of researchers on the factors that prevent the onset of cardiovascular and metabolic diseases. This time indication comes from a team of researchers from the University of Utah in the United States: two minutes to get up from your desk every hour stretches really life!

 

The results of extensive research confirm

The study involved 3,626 men and women who were followed for a number of days and the activities of which they have been recorded by a motion sensor which have been fitted at the beginning of the study.

Subjects enrolled were then divided into groups according to their level of physical activity that everyone practiced every day, considering the possibilities of physical activity practiced in the day: from being always seated while working to ‘get up and (just) walk into the room up to jogging or walking outdoors.

Most of them spent most of the day seated. After three or four years, the researchers tested the clinical history of these people thanks to the database at Health and Nutrition Examination Survey National. The researchers then calculated whether standing, walking or jogging had brought differences between the parties in terms of the risk of serious cardiovascular complications.

 

Get up and will reduce the risk of cardiovascular complications.

The data were surprising: those that rose periodically by work place and just went a bit walking around showed a significant benefit in terms of mortality risk.

In particular:

  • two minutes to get up from your desk every hour and a ride earned them a lower risk by 33% compared to individuals totally sedentary.

The research, published in the Clinical Journal of the American Society of Nephrology, was particularly focused on the negative impact of sedentary lifestyle in patients suffering from chronic kidney disease.

But even more so are the data that we have to understand how for the  “healthy” subject a little daily attention can have a decisive impact on their health as well.

 

SOURCE: Riza

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Read Full Post »

67941Assumilo per almeno due settimane; il lievito di birra previene debolezza, anemia, sbalzi glicemici, ma non solo: è ottimo anche per rafforzare unghie e capelli.

 

Fra gli integratori più adatti a questa stagione in cui è più facili sentirsi deboli e spossati spicca i l lievito di birra, da assumere in forma “secca”, cioè liofilizzata. Ha un elevato contenuto di proteine, è povero di grassi e i suoi zuccheri sono a lento rilascio, quindi non provocano un innalzamento rapido dell’insulina. Ma la caratteristica più evidente del lievito di birra è che apporta in dosi elevate tutti gli 8 aminoacidi essenziali, ovvero i cosiddetti “mattoncini” che presiedono alla costruzione delle proteine. Il lievito di birra è la fonte principale, insieme al fegato, al riso integrale e al germe di grano, di vitamine del gruppo B, in particolar modo B1, B2 e niacina. Questi micronutrienti hanno un ruolo importante nei processi metabolici e agiscono a livello del sistema nervoso: una carenza di vitamine del gruppo B, infatti, può favorire irritabilità e sbalzi d’umore.

 

Il lievito di birra fa bene anche alla pelle

Le vitamine B sono indispensabili anche per la salute della pelle: aiutano la rigenerazione delle cellule rendendo l’epidermide tonica ed elastica e contrastando rossori, eczemi e danni cutanei dovuti ai raggi solari. Quando la stanchezza si fa sentire con maggiore intensità, basterà assumere il lievito di birra per una quindicina di giorni. È anche un ottimo alleato per preparare i capelli al  contatto con sole, sabbia e salsedine perché la vitamina B, in sinergia con il selenio di cui il lievito è ricco, fortifica le chiome ed evita che si sfibrino. Con una valida azione preventiva anche nei confronti della fisiologica caduta autunnale.

 

Stimola la produzione di globuli rossi

Il lievito di birra abbonda di calcio, fosforo, magnesio, potassio e ferro, minerali utili per rinforzare ossa e midollo e per combattere debolezza e anemie: il contenuto di vitamina B12, acido folico, e un aminoacido essenziale, l’istidina, contribuiscono alla produzione di globuli rossi. Il lievito di birra è ricco anche di rame, manganese, selenio, zinco e cromo: un mix straordinario di oligoelementi che riducono la formazione di radicali liberi e prevengono anche i disturbi cardiovascolari con un’azione stabilizzante sui rialzi glicemici. Il lievito di birra è anche un buon depurativo del fegato, utile soprattutto dopo un periodo in cui abbiamo esagerato con vini, liquori e aperitivi che distruggono notevoli quantità di vitamina B, indispensabile per la salute di organi e tessuti.

 

Usalo la mattina come integratore

Il modo più semplice per utilizzare il lievito di birra è assumerlo sotto forma di integratore in compresse: prendine 1-2 la mattina, un quarto d’ora prima di colazione, accompagnandolo con un abbondante bicchiere d’acqua o una spremuta fresca.

La compressa può essere masticata o, se non gradisci il sapore, è facile deglutirla anche intera. Fai dei cicli da 15 giorni.

Nelle zuppe o nelle insalate…

Il lievito di birra esiste anche in scaglie o fi occhi: sono ottimi per insaporire le insalate (bastano 1-2 cucchiai per un’insalatiera per 4 persone) oppure si aggiungono alle minestre a fi ne cottura. Il suo sapore intenso ti consentirà di evitare l’aggiunta di sale. Inoltre il lievito di birra, essendo ricco di proteine, è utile se sei a dieta: ti rassoda e ti fa raggiungere in fretta la sazietà.

 

…ma nel latte e nello yogurt

Versa un cucchiaino di lievito di birra anche nel latte (non troppo caldo) della colazione e nello yogurt naturale: è un toccasana contro la stipsi!

 FONTE: Riza
(ENGLISH VERSION)
Take it for at least two weeks; brewer’s yeast prevents weakness, anemia, blood sugar swings, but not only: it is also excellent for strengthening nails and hair.Among the supplements more suited to this season when it is easier to feel weak and exhausted stands the yeast, to be taken in “dry” form, that is lyophilized.

It has a high protein content, and is low in fat;  its sugars are slow-release, so it does not cause a rapid rise in insulin. But the most striking feature of the yeast is that it brings in high doses all 8 essential amino acids, namely the so-called “bricks” that govern the construction of proteins. Brewer’s yeast is the main source, together with the liver, brown rice and wheat germ, rich of B vitamins, especially B1, B2 and niacin. These micronutrients have an important role in metabolic processes and acting on the nervous system: a lack of B vitamins, in fact, can promote irritability and mood swings.

Brewer’s yeast is also good for the skin

The B vitamins are essential for healthy skin: they help the regeneration of cells making the skin toned and supple and counteracting redness, eczema and skin damage due to sun rays. When the fatigue is felt more intensely, just take the yeast for a fortnight. It is also a good ally to prepare the hair in contact with the sun, sand and sea salt because vitamin B, in synergy with selenium yeast which is rich, strengthens hair and prevents sto enervate. With an effective preventive action also against the physiological fatigue of  autumn.

It stimulates the production of red blood cells

Brewer’s yeast is full of calcium, phosphorus, magnesium, potassium and iron, minerals to strengthen the bones and marrow, and to fight weakness and anemia:
  • the content of vitamin B12, folic acid, and an essential amino acid, histidine, contribute to red blood cell production.
Brewer’s yeast is also rich in copper, manganese, selenium, zinc and chromium, a potent blend of trace elements that reduce the formation of free radicals and also prevent cardiovascular disease with a stabilizing action on blood sugar rises.

Brewer’s yeast is also a good cleansing of the liver, especially useful after a period in which we have exaggerated with wines, spirits and appetizers that destroy significant amounts of vitamin B, essential for the health of organs and tissues.

Use it as a supplement in the morning

The easiest way to use the yeast is taking it as a supplement in tablet: Take with 1-2 in the morning, fifteen minutes before breakfast, accompanied by a large glass of water or a fresh juice.

The tablet can be chewed or, if you do not like the taste, it is also easy to swallow whole. Give cycles of 15 days.

In soups or salads …

Brewer’s yeast is also available in flakes and are excellent to flavor salads (enough 1-2 tablespoons per bowl serves 4) or add to soups to end cooking. Its intense flavor allows you to avoid adding salt. In addition, the yeast, being rich in protein, is useful if you are on a diet: you tightens and makes you quickly reach satiety.

… But in the milk and yogurt

Pour a teaspoon of yeast into the milk (not too hot) breakfast and the natural yogurt is a panacea against constipation!

 SOURCE: Riza

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UnknownUno studio condotto su 50 mila volontari rivela che la mente non invecchia: “Per ogni facoltà, dal leggere al ragionare, esiste una precisa età d’oro”.

Con il tempo il cervello non invecchia, matura.
Come un buon vino, perde alcune qualità ma ne acquista altre. Tra i 15 e i 20 anni ha la massima capacità di ricordare una lista di parole, la trama di una storia, i dettagli di un disegno. Lavora in maniera velocissima, ad esempio quando deve individuare dei dettagli all’interno di un disegno o digitare su una tastiera dei simboli al posto delle lettere. Ma la bravura nel fare i calcoli non raggiunge il suo picco prima dei 35 anni e rimane ai massimi livelli almeno fino ai 55.
Dove il tempo lavora poi a vantaggio dei neuroni è nel memorizzare parole e informazioni e nell’abilità di legare cause ed effetti all’interno di un ragionamento complesso. Anche leggere le emozioni altrui è un gioco da persone mature più che da ragazzi. I risultati migliori in questo compito si raggiungono tra i 45 e i 50 anni e tendono a non declinare con l’accumularsi delle primavere.

 

«A ciascuna età alcune facoltà migliorano, altre peggiorano e altre ancora raggiungono un plateau . Non esiste un’età in cui il cervello raggiunge il picco di tutte le sue performance insieme » spiega Joshua Hartshorne, il ricercatore del Massachusetts Institute of Technology che con una collega di Harvard ha pubblicato su Psychological Science il suo articolo sulle diverse “ età dell’oro” del cervello.

«Un tempo si credeva– scrivono Hartshorne e Laura Germine – che l’intelligenza fluida (ad esempio la memoria a breve termine) raggiungesse il suo picco molto presto nella vita, mentre l’intelligenza cristallizzata (ad esempio l’ampiezza del vocabolario) raggiungesse il suo picco durante l’età adulta».
Lo studio di oggi dimostra che il quadro è molto più articolato.
La capacità di memorizzare liste di parole e di numeri, e poi di manipolarle ripetendole a ritroso, continua per esempio a migliorare fino all’età adulta. Anche ad assemblare i puzzle si diventa sempre più bravi fino ai trent’anni circa. E trovare le somiglianze all’interno di un gruppo eterogeneo di elementi è abilità che si affina fino ai 45 anni.
  • «Il fatto che il cervello raggiunga i picchi delle varie facoltà in momenti distinti vuol dire che i meccanismi che usa per svolgere i vari compiti sono differenti » scrivono i due psicologi. «E che diversi gruppi di neuroni maturano e invecchiano differentemente».
Ma il terreno della ricerca in questo campo è ancora vergine. E capire perché ogni facoltà intellettiva abbia la sua particolare età dell’oro resta oggi un obiettivo lontano.
Uno studio dell’università tedesca di Tubinga l’anno scorso aveva suggerito che il cervello anziano è semplicemente sovraccarico di informazioni, e per questo lavora più lentamente. Ma non si spiega allora perché un 35enne sia più bravo a ripetere a ritroso una lista di parole rispetto a un ventenne. Né perché la memoria a breve termine per i nomi registri il suo massimo a 22 anni, mentre quella a lungo termine per i visi a 30. Né è chiaro che ruolo giochi in questo processo la perdita dei neuroni che fisiologicamente avviene dai 27-30 anni di età in poi.
Nel frastagliato orizzonte delle età del cervello resta dunque molto da decifrare.
Ma il passo avanti della ricerca di Boston sta nella grandezza del campione usato: cinquantamila volontari che si sono sottoposti a una trentina di test. Tutto questo non poteva avvenire nell’ufficio dei due ricercatori.
L’esercito dei cinquantamila, di età compresa fra i 10 e gli 89 anni, si è incontrato sui siti testmybrain.org e gameswithwords.org , in cui è possibile partecipare a test di intelligenza e misurare le proprie performance in cambio dell’accordo a cedere i risultati alla scienza.
FONTE: La Repubblica Scienze
(ENGLISH VERSION)
A study of 50,000 volunteers reveals that the mind does not age: “For every faculty, by reading the reason, there is a definite golden age”.By the time the brain does not get old, it matures. Like a good wine, but it  loses some quality and buys other.
Between 15 and 20 years it has the highest ability to remember a list of words, the plot of a story, the details of a drawing. It works in a fast way, for example when it has to identify the details within a drawing or typing on a keyboard of symbols instead of letters. But the skill in making the calculations does not reach its peak before the age of 35 and remains at the highest level until at least 55.
Where time then works to the advantage of the neurons is in store words and information and in the ability to link cause and effect within a complex reasoning. Also read the emotions of others is a piece of mature people than by boys. The best results in this task are reached between 45 and 50 years old and do not tend to decline with the build up of the springs.
 “In each age some faculties improve, others worsen, and others reach a plateau. There is an age when the brain reaches the peak of its performance all together, “says Joshua Hartshorne, a researcher at the Massachusetts Institute of Technology who with a colleague from Harvard published in Psychological Science his article about the different” age of  gold “of the brain”.
“Once you it was believed – Hartshorne and Laura Germine – that intelligence fluid  (such as short term memory) reached its peak early in life, while crystallized intelligence (for example, the width of the vocabulary) reached its peak during adulthood. “
The study now shows that the picture is much more complex. The ability to memorize lists of words and numbers, and then manipulate them by repeating them back, for example, continues to improve into adulthood.
Also to assemble the puzzle you become better and better until about thirty years. And find similarities within a diverse group of elements is skill that is refined up to 45 years.
“The fact that the brain reaches the peaks of the various faculties at different times means that the mechanisms it uses to perform tasks are different,” say the two psychologists. “And that different groups of neurons mature and age differently.”
But the field of research in this field is still a virgin. And to understand why every intellectual faculty has its particular golden age is now a distant goal.
A study of the German university of Tübingen last year suggested that the aged brain is simply information overload, and therefore works more slowly. But it does not explain why a 35 year-old is better at repeating back a list of words than a twenty year old.
Nor why the short-term memory for names registers its highest in 22 years, while the long-term for the faces to 30.
Nor is it clear what role play in this process the loss of neurons that physiologically occurs from 27-30 years and older.
The jagged horizon of the age of the brain
There is much to be deciphered. But the breakthrough research of Boston lies in the size of the sample used: fifty thousand volunteers who were subjected to thirty test. All this could not take place in the office of the two researchers. The army of fifty thousand, between 10 and 89 years, met on sites testmybrain.org and gameswithwords.org, where you can participate in intelligence test and measure your performance in exchange for the agreement to give the results to the science.SOURCE: The Republic Sciences

 

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imagesUna vacanza al mare migliora la salute e rinfranca lo spirito: vi sono motivazioni scientifiche che spiegano perché.

 

1) Il colore blu 

Secondo uno studio dell’Università della British Columbia, che tra 2007 e 2008 ha analizzato gli effetti dei colori rosso e blu su un campione di 600 persone, proprio il colore associato all’oceano e al cielo e quindi a spazi molto aperti e a vasti orizzonti infonderebbe un maggior senso di calma e tranquillità. Proprio quello che serve dopo un anno di stress!

 

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2) Il particolare bioclima

Esiste una branca della medicina, detta climatoterapia, che studia i diversi bioclimi e gli effetti che gli stessi hanno sugli esseri umani. Secondo le ricerche dell’Università Statale di Milano, per esempio, il bioclima oceanico o di scoglio, con la sua ventilazione accentuata e la radiazione ultravioletta intensa tutto l’anno, risulta particolarmente stimolante e utile per le vie respiratorie (ma non va bene per chi soffre per esempio di cefalee muscolo tensive); il bioclima di spiaggia degradante è invece sedativo, calmante, utile per ristabilirsi da patologie di diversa natura, tra cui infarti, allergie stagionali e addirittura nevrosi depressive.

 

3) Le onde

Il rumore del mare, si sa, è terapeutico. Secondo William Dorfman, professore di psicologia alla Nova Southeastern University, una “colonna sonora” costituita dal rumore delle onde che si infrangono sul bagnasciuga rilassa il cervello ed equilibra i livelli di sostanze chimiche benefiche nel nostro organismo, come serotonina e dopamina.

 

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4) La connessione con la Terra

Camminare a piedi nudi sulla spiaggia ci riconnette immediatamente alla Terra, alle radici. I piedi, inoltre, sono una delle parti del corpo maggiormente irrorate da terminazioni nervose: per questo le lunghe camminate sulla sabbia possono costituire un massaggio che, partendo dalle nostre estremità, garantisce un effetto benefico a tutto l’organismo.

 

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5) La luce del sole

L’esposizione alla luce solare, purché la pelle sia adeguatamente protetta, è molto benefica per l’organismo umano: favorisce lo sviluppo di vitamina D che aiuta le ossa nell’assorbimento del calcio, indispensabile soprattutto in età matura.

 

 6) Non possiamo sottovalutare, infine, il richiamo ancestrale dell’acqua.

La psicologia e anche le tradizioni mitologiche di diverse parti del mondo la considerano da sempre come uno dei simboli più importanti e più potenti per l’essere umano: il suo significato ha legami con l’inconscio, è collegata all’origine stessa dell’esistenza e al ciclo vita-morte. Diverse religioni le attribuiscono un significato rituale.

 

Del resto, non poteva essere diversamente per gli abitanti del “pianeta blu”.

 

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FONTE: Lifegate (Chiara Boracchi)

 

(ENGLISH VERSION)

A beach vacation improves health and refreshes the spirit: there are scientific reasons that explain why.

1) The blue color,

according to a study by the University of British Columbia, who analyzed  between 2007 and 2008 the effects of the colors red and blue on a sample of 600 people, just the color associated with the ocean and the sky, and then a very open spaces vast horizons and instil a greater sense of calm and tranquility. Just what you need after a year of stress!
 

 

2) The special bio-climate

There is a branch of medicine, called climatotherapy, which studies the different bioclimates and the effects that they have on humans. According to research at the University of Milan, for example, the oceanic bioclimate or rock, with its enhanced ventilation and intense ultraviolet radiation throughout the year, is particularly stimulating and useful for respiratory system (but not good for all for example those suffering from headaches and tensive muscle); the bio-climate of the beach is degrading rather sedative, calming, helpful to recover from different types of diseases, including heart attacks, seasonal allergies and even depressive neurosis.
 

3) The sound of the sea waves,

you know, it’s therapeutic. According to William Dorfman, professor of psychology at Nova Southeastern University, a “soundtrack” formed by the sound of waves crashing on the shore relaxes the brain and balances the levels of beneficial chemicals in our bodies, such as serotonin and dopamine.
 

 

4) The connection to the Earth Walking barefoot on the beach

immediately reconnects us to the Earth, to the roots. The feet are also one of the parts of the body most sprayed by nerve endings and for that the long walks on the sand can be a massage that, starting from our end, provides a beneficial effect on the whole organism.
 

 
5) Sunlight Exposure to sunlight,

as long as the skin is adequately protected, is very beneficial for the human body: it favors the development of vitamin D which helps the bones in calcium, which is essential especially in mature age.
 

 

6) We can not underestimate, finally, the ancestral call of the water.

Psychology and even mythological traditions of different parts of the world have always considered as one of the most important and most powerful for the human being: its meaning it has links with the unconscious, and is linked to the very origin of life and the cycle of life and death. Different religions ascribe a ritual significance.

 
Moreover, it could not be otherwise for the inhabitants of the “blue planet”.
 

SOURCE: Lifegate (Chiara Boracchi)

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UnknownSe fatichi a esprimere una critica e dici sì anche quando è no, devi sapere che questo comportamento danneggia solo te: ecco come iniziare a dire quello che pensi.

L’esercito dei trattenuti: possiamo definire così la schiera di persone che non riescono a esprimere le proprie contrarietà e che quindi vivono “compresse”, con dentro tutto un mondo di emozioni e di pensieri che non può dispiegarsi.

  • C’è chi dice sempre di sì e si mostra addirittura entusiasta delle scelte altrui, pur di non mostrare il proprio disappunto, e
  • chi abbassa gli occhi sperando che l’interlocutore intuisca miracolosamente il suo stato d’animo;
  • c’è chi imposta un timido discorso ma lo prende così alla lontana che non va mai al punto, e
  • chi rimane interdetto dando l’idea del “chi tace acconsente”.

Ma in tutti i casi la frustrazione del non riuscire a opporsi cresce sempre di più, inquinando la vita.

Se parli così la tua vita è scissa in dueIl problema risiede sempre nel timore del giudizio altrui (e quindi di non essere accettati) e nell’estrema difficoltà a sostenere un conflitto in una situazione in cui non si abbia l’assoluta certezza di essere amati senza condizioni, come ad esempio si è amati dalla propria madre, o con un partner che assume il ruolo di “genitore buono”.

La conseguenza è una scissione del comportamento, che diventa quasi una scissione della personalità:

  • da un lato, con la madre o con il partner, i trattenuti manifestano “di tutto e di più”, cioè non dicono solo tutto quello che pensano, ma rovesciano l’intero carico di frustrazioni, di rabbia e di problemi derivanti dalle relazioni col mondo, così che questo rapporto rischia il tracollo;

 

  • dall’altro, con tutti gli altri, vivono in stato di adattamento, senza che nessuno se ne accorga, salvo quando, ogni tanto, cadono in un’esplosione di pianto o in una scenata isterica. Ma a quel punto l’espressione del disagio è così alterata ed eccessiva, che viene considerata come una stranezza e, puntualmente, malgiudicata. Proprio quel che si voleva evitare.

Il paradosso dell’egocentrismo

Tuttavia per “il trattenuto” la soluzione non è così lontana.

Innanzitutto deve chiedersi:

  • questa strategia mi ha portato a essere felice e appagato?
  • Ho ottenuto di farmi sentire accettato nelle relazioni?
  • Mi ha fatto avere rapporti autentici e spontanei?

La risposta sarà sempre la stessa: no. Quel che si è creato è un precario equilibrio, in cui la propria vera natura, parte qualche circostanza fortunata, non riesce a venir fuori. Da questa presa d’atto si passa alla seconda mossa: uscire dall’egocentrismo.

Il trattenuto si vive come sempre tagliato fuori dalle scelte che contano, come “vittima predestinata”:
  • da una parte c’è lui, che non viene capito perché non riesce a farsi capire,
  • dall’altra c’è il mondo intero, che non riesce a capire il suo dramma interiore e non fa niente per lenirlo, anzi, spesso ne approfitta.
Può sembrare strano, ma è proprio così: questo vedersi sempre lontano dal centro, paradossalmente, è un modo contorto per mettersi al centro. È un contorto ego-centrismo.

Inizia a rimetterti in gioco

Rinunciare a questo egocentrismo – negativo, difensivo, non spettacolare, ma pur sempre egocentrismo – è fondamentale.

Invece di restare in perenne, passiva attesa che gli altri abbiano l’illuminazione e sviluppino una “pietà” per le sue esigenze non dette, il trattenuto deve iniziare ad agire, a entrare per davvero nelle relazioni.

Basta quindi con questa storia dell’accettazione:

  • come possono gli altri accettare qualcosa che non si fa conoscere?

E poi: cosa dovrebbero accettare?

  • Il bambino che è in noi?
  • Le nostre ferite profonde?
  • Sono in grado di farlo?

E ancora: devono per forza “accettare”?

E infine: non essere d’accordo e avere un giudizio critico equivale per forza a “non accettare”?

Impara a ribaltare la paura

Usciamo da queste equazioni emotive e buttiamoci nella mischia. E guardiamo agli altri non come a un tribunale che ci giudica, ma come a singole persone.

“Gli altri” è un’entità inesistente.

È molto più utile capire chi si ha specificamente di fronte, di volta in volta, per poter esprimere le nostre contrarietà nel modo più adatto alle situazioni.

Siamo noi e un’altra persona, che può capirci oppure no, ma magari è ancora più problematica di noi:

  • magari manipola,
  • banalizza,
  • si vanta,
  • si oppone,
  • ci colpevolizza.

Basta con la paura di non essere accettati, non c’è tempo:

  • siamo noi che dobbiamo accettare una realtà esterna complessa, che se non rispetta le nostre esigenze può diventare anche molto dannosa.

Chi temi di deludere?

Quando non esprimi la contrarietà, chi hai veramente paura di deludere?

È quasi sicuramente una figura dell’infanzia o dell’adolescenza (un genitore, un fratello), che oggi proietti su tutti quelli che hai davanti.

Pensaci e individuala:

  • togliere questa proiezione dalle relazioni odierne ti ridarà la libertà.

Tratta le persone per quel che sono, non come fantasmi del passato.

Smitizza il confronto

Non attribuire al confronto un significato che non ha. Mostrare una contrarietà non equivale a minacciare un rapporto e non mette per nulla in gioco il tuo valore.

È fondamentale discernere le due cose. E, in ogni caso, ricorda che meno manifesti le tue critiche, più l’ambiente si abituerà a non considerarle, a non intuirle e ad accettarle sempre meno.

Reggi il peso degli attriti

Considera che gli attriti fanno parte delle relazioni sane e non si possono annullare a meno di annullare se stessi. Anzi i rapporti, per crescere, devono passare da conflitti e confronti, talora aspri.

Così, se certo non vanno cercati apposta né esasperati, essi vanno intesi come una dialettica necessaria alla crescita e al mantenimento di ogni autentica relazione.

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

If struggling to express criticism and say yes even when it is not, you should know that this behavior only hurts you, here is how to begin to say what you think.

The army of the detainees: can be defined as the group of people who are unable to express their opposition and therefore living “oppressed”, inside with a whole world of emotions and thoughts that can unfold.

  • There are those who always says yes and shows even excited by the choices of others, for not to showing their disappointment, and who looks down hoping that the other person miraculously intuit their mood;
  • there are those who set a shy speech but it takes so distant that they never go to the point,
  • and those who remain banned giving the idea of ​​”silence means consent”.

But in all these cases the frustration of not being able to oppose grows more and more, polluting life.

If you talk like this your life it is split into two

The problem lies in the fear of the judgment of others (and therefore not to be accepted) and the extreme difficulty to support a conflict in a situation where you do not have the absolute certainty of being loved unconditionally, such as you are loved by your own mother, or with a partner who takes the role of “good parent”.

The result is a split of behavior, which becomes almost a split personality:

  • on one hand, with the mother or with partners, held manifest “everything and more”, that is, not just say everything you think, but spill the entire load of frustration, anger and problems arising from relations with the world, so that this ratio is likely collapse;

 

  • on the other, with all the others, living in a state of adaptation, without anyone noticing, except when, every now and then, they fall into an explosion of tears or in a hysterical scene. But at that point the expression of discomfort is so impaired and excessive, that is regarded as an oddity, and, invariably, bad judged. Just what we wanted to avoid.

 

The paradox of self

However for “restrained” the solution is not so far away.

You must first ask yourself:

  •  this strategy has led me to be happy and satisfied?
  • It got to make me feel accepted in the reports?
  • do I have authentic and spontaneous relationships?

The answer is always the same: no.

What has been created is a precarious balance, where one’s true nature, apart from some fortunate circumstance, can not come out. From this acknowledgment we go to the second step: Leave egocentrism.

The detained people live as always cut off by the choices that count as “intended victim”:

  • on one hand he’s there, that is not understood because he can not make himself understood,
  • the other is the whole world, that is not able to understand his inner drama, and does nothing to heal him, indeed, often it took advantage.

It may seem odd, but there it is: this always see each other away from the center, paradoxically, is a convoluted way to get to the center. It is a twisted ego-centrism.

Starts to get back on game

Give up this self-centeredness – negative, defensive, not spectacular, but still self-centeredness – is crucial. Instead of staying in constant, passive waiting for the other to have the lighting and develop a “pity” for his  unspoken needs, the withheld must begin to act, to go for real relationships.

Just then with this story of acceptance:

  • how can the others agree to something that you do not know?

And then: what should they accept?

  • The child that is in us?
  • Our deep wounds?
  • I can do it?
  • And again, do I must necessarily “accept”?

And finally: to disagree and have a critical force is equivalent to “not accept”?

Learn to turn fear

We leave these  emotional equations and throw into the mix. And stop looking to others as a court that judges us, but as individuals.

“Other” is a nonexistent entity. It is much more useful to understand who you are specifically to be faced, from time to time, in order to express our opposition in the best suited manner  to the situation.

We and another person, who can understand or not, but maybe it is even more problematic for us, maybe manipulates, trivializes, boasts, is opposed, we feel guilty.

It is enough with the fear of not being accepted, no time:

  • we are the one who must accept a complex external reality, that unless it complies with our needs and can become very harmful.

Who you fear to disappoint?

When you do not express the opposition, who you really fear disappointing? It is almost certainly a figure of childhood or adolescence (a parent, a brother), that you are now projecting on all those in front of you. Think of it and find it out: remove this projection by referring to today you will restore freedom.

Treat people for what they are, not as ghosts of the past.

Debunks comparison

Do not give the comparison a significance that it doesn’t have. Show opposition is not to threaten a relationship and not to put anything in your game value.

It is crucial to distinguish between two. And, in any case, remember that less you manifest your criticism, plus the environment will get used to not consider them, to sense them and then to accept less and less.

Hold the weight of friction

Consider that the frictions are part of healthy relationships and can do not cancel them unless you may  cancel yourself.

More than that, in order to grow, you must pass by conflicts and confrontations, sometimes it is bitter. So, if certainly not be sought on purpose or exaggerated, they are to be understood as a  necessary dialectic for the growth and maintenance of all true relationship.

SOURCE: Riza

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81-1Dall’antica Cina a oggi, l’astragalo ti dà una marcia in più e previene cancro, diabete e disturbi cardiovascolari.

 

Conosciuto da millenni in Oriente con il nome cinese huang qi, si dice sia un rimedio in grado di rinforzare la forza vitale innata di un individuo eliminando lo stress fisico e mentale.

 

Ma secondo alcune ricerche, l’astragalo sembra essere vincente anche nella prevenzione e la cura di malattie importanti come problemi cardiovascolari, cancro e diabete.

 

Il merito è dell’astragaloside

Forse dal nome appare come un qualcosa di astruso, ma l’ astragaloside IV è il principio attivo più importante della pianta di astragalo. Ed è proprio grazie a esso che si possono ridurre eventuali danni cardiaci, epatici e intestinali.

 

Contrasta la stanchezza e migliora la memoria

L’astragalo è ritenuto uno dei migliori tonici dell’organismo. È una pianta adattogena, il che significa che aiuta corpo e mente ad adattarsi in situazioni di stress. Sarebbe anche in grado di prevenire il declino cognitivo e le malattie neurodegenerative. Assunto quotidianamente aumenta l’energia, l’attenzione e migliora la memoria.

 

Aumenta le difese

L’azione rafforzante e risvegliante si estende anche al sistema immunitario. L’astragalo sembra infatti favorisce l’attività fagocitaria delle cellule e la trasformazione dei linfociti T. I polisaccaridi in esso contenuti hanno la facoltà di evitare l’atrofia di organi importanti preposti alla difesa come la milza, il timo e alcuni linfonodi.

 

Previene i disturbi virali

Secondo recenti studi gli astragalani e gli astragaloglucani sarebbero in grado di aumentare i livelli di IgM, IgE e interferone. Questo garantirebbe una maggior difesa nei confronti delle infezioni virali o una guarigione decisamente più rapida.

 

Come si usa

In erboristeria e farmacia si possono trovare diversi tipi di prodotti: dalla semplice tintura da usare in gocce, alla radice essiccata o polverizzata, fino ad arrivare alle classiche capsule. Le dosi sono mediamente di 15 grammi di radice da decuocere. La tintura, invece, va usata nella quantità di circa 30-40 gocce prima dei pasti principali.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

From ancient China till to today, astragalus gives you an edge and prevents cancer, diabetes and cardiovascular disorders.

Known for thousands of years in the East with the Chinese name huang qi, it is said to be a remedy that can reinforce the innate life force of an individual, eliminating the physical and mental stress. But according to some research, astragalus appears to be successful in the prevention and treatment of diseases such as cardiovascular disease, cancer and diabetes.

The credit is due to astragaloside

Perhaps the name appears as something obscure, but the ‘astragaloside IV is the main active principle of the astragalus plant. And it is thanks to it that you can reduce any heart damage, liver and bowel.

Combats fatigue and improves memory

Astragalus is considered one of the best body tonics. It is an adaptogenic plant, which means that helps the body and mind to adapt in stressful situations. It would also be able to prevent cognitive decline and neurodegenerative diseases. Taken daily it

  • increases energy,
  • improves memory and
  • improves attention.

Increase the defenses

The action and empowering risvegliante also extends to the immune system. Astragalus seems to favor the phagocytic activity of the cells and the transformation of T lymphocytes The polysaccharides contained therein shall have the power to prevent the atrophy of important organs in charge of defense such as the spleen, thymus and some lymph nodes.

It prevents viral disorders

According to recent studies the astragalani and astragaloglucani would be able to increase the levels of IgM, IgE and interferon. This would provide a greater defense against viral infections or healing much faster.

How do I use it

In herbal medicine and pharmacy you can find different types of products, ranging from simple dyeing to use in drops, the dried root or ground up to the classic capsules. Doses are on average 15 grams of root from decoction. Dyeing, however should be used in amounts of about 30-40 drops before meals.

SOURCE: Riza

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brain-shrink-674x450La meditazione va oltre l’essere ‘zen’, o il qualcosa di solo ideologico. Ha un impatto fisico sul cervello e quindi ha un grande potenziale per prevenire malattie neurologiche. Diamo un’occhiata ai cambiamenti che si verificano nel cervello grazie alla meditazione, come osservato in svariati studi nel corso degli anni.

 

IMPEDISCE AL TUO CERVELLO DI RESTRINGERSI

Andando avanti con l’età tutti noi subiamo un restringimento del cervello. A volte questo inizia intorno ai 30 anni ma di solito dopo i 40. Al termine della propria vita il volume del tessuto cerebrale sarà probabilmente simile a quello di un bambino di sette anni. Un tasso più alto di restringimento del cervello può contribuire alla demenza, a una morte prematura, alla depressione, al rischio di avere un ictus e a molto altro.

Il neuroscienziato Richard Davidson ha condotto dei test su dei monaci del Dalai Lama in età più avanzata, ognuno con 15-40 anni di pratica di meditazione alle spalle. Nel suo studio del 2004, ha scoperto che la meditazione può prevenire la perdita di materia grigia nel cervello e di numerose funzioni cerebrali ad essa correlate come il controllo delle emozioni, degli impulsi, dei pensieri e dei movimenti.

Anche uno studio del 2011 della University of California, Los Angeles, ha dimostrato che la meditazione può rallentare il restringimento cerebrale causato dall’invecchiamento.

  • «Se praticata con costanza nel corso degli anni, la meditazione può rallentare l’atrofia cerebrale dovuta all’invecchiamento, avendo forse un effetto positivo sul sistema immunitario», ha affermato in conferenza stampa Eileen Luders, conduttrice dello studio.

MANTIENE TUTTI I TUOI COLLEGAMENTI CONNESSI

La meditazione non solo rafforza la materia grigia, ma anche la materia bianca (una rete che collega la materia grigia). Un articolo della University of California Davis descrive così la materia bianca:

  • «[Se il cervello] fosse una rete di computer, la materia grigia, una porzione che contiene cellule nervose e capillari, sarebbe il computer, e la materia bianca i cavi».

 

  • «Chi pratica la meditazione da lungo tempo ha delle fibre della materia bianca che sono o più numerose e fitte, o maggiormente protette nel cervello».

Eileen Luders, Ucla Brain Mapping Center

La Luders ha affermato:

  • «I nostri risultati suggeriscono che chi pratica la meditazione da lungo tempo ha delle fibre della materia bianca o più numerose e fitte, o maggiormente protette nel cervello. Abbiamo anche scoperto che il normale declino del tessuto della materia bianca dovuto all’età è considerevolmente ridotto in coloro che praticano attivamente la meditazione».

EMETTE SBALORDITIVE ONDE GAMMA

Oltre a prevenire il restringimento cerebrale, la meditazione può aiutarti a emettere un alto livello di onde gamma.

Le onde gamma sono descritte come «alcune delle più alte frequenze e più importanti onde elettriche cerebrali». Per produrre uno stato di gamma sincronia, migliaia di cellule nervose devono agire all’unisono a velocità estremamente alta.

Davidson ha scoperto che nel suo studio alcuni monaci hanno generato un’attività di raggi gamma più potente e di ampiezza maggiore rispetto a ogni altro caso riscontrato nella storia. Il movimento delle onde era inoltre organizzato molto meglio di quello dei volontari per il test che non praticano la meditazione. Nel 2012, dei neuroscienziati dell’Università del Wisconsin hanno applicato 256 sensori alla testa del monaco tibetano Matthieu Ricard. Secondo lo Smithsonian Mag hanno scoperto che quando meditava in modo empatico, emetteva anche raggi gamma a livelli molto superiori al normale.

RAFFORZA ZONE DEL CERVELLO CONNESSE ALLA FELICITÀ E ALLA CALMA

Ricard è stato soprannominato «l’uomo più felice del mondo». Secondo lo Smithsonian, analizzando l’attività cerebrale in aree diverse del cervello, i ricercatori hanno potuto notare in lui «una capacità alla felicità non usualmente ampia, e una ridotta propensione alla negatività». Lo studio ha mostrato effetti simili, anche se non così evidenti, anche in coloro che meditano solo 20 minuti al giorno per tre settimane.

Indossando una rete geodetica di sensore a 128 canali, il monaco buddhista Matthieu Ricard siede in una stanza insonorizzata e si prepara per una elettroencefalografia (EEG) di prova presso l’impianto EEG nel Centro Waisman presso l’Università del Wisconsin-Madison il 5 giugno 2008.

Ricercatori del Massachusetts General Hospital (MGH), all’Università del Massachusetts, e l’Università di Giessen in Germania, nel 2011 hanno pubblicato uno studio che mostra la tranquillità provata da chi medita come riflessa nel cervello.

Sara Lazar, Dottore di Ricerca all’MGH, in conferenza stampa ha affermato che lo studio evidenzia cambiamenti nella struttura del cervello in accordo con i miglioramenti provati dai partecipanti al test, come ad esempio «un senso di tranquillità». Nel corso di otto settimane, la Lazar ha potuto osservare come la concentrazione di materia grigia sia cambiata in regioni del cervello associate all’apprendimento e alla memoria, alle emozioni, all’autoreferenza e all’empatia.

 

FONTE: Epoch Times

 

(ENGLISH VERSION)

The universe is full of mysteries that challenge our current knowledge. In “Beyond Science” Epoch Times collects stories about these strange phenomena to stimulate the imagination and open up previously undreamed of possibilities. Are they true? You decide.

Meditation isn’t just about being “zen” or something ideological. It has physical impacts on the brain and thus great potential in preventing diseases of the brain. Here’s a look at changes in the brain due to meditation as they’ve been observed in various studies over the years.

Stop Your Brain From Shrinking

Everyone experiences brain shrinkage as they age, sometimes starting as early as the age of 30 but usually after the age of 40. By the end of your life, the volume of your brain tissue will probably be close to that of a 7-year-old child. A higher rate of shrinkage can contribute to dementia, premature death, depression, risk of stroke, and more. 

Neuroscientist Richard Davidson tested the Dalai Lama’s most advanced monks, each with 15 to 40 years of meditation practice. In his 2004 study, he found meditation could prevent the loss of gray matter in the brain. The loss of gray matter has an impact on many mental functions, such as the control of emotions, impulses, thoughts, and movements. 

2011 study at the University of California–Los Angeles also found that meditation could slow brain shrinkage due to aging. Eileen Luders, who led the study, said in a press release, “If practiced regularly and over years, meditation may slow down aging-related brain atrophy, perhaps by positively affecting the immune system.”

She considered, however, that her results may have an alternative explanation: Perhaps people who choose to meditate already have brains slightly different than those who do not choose to meditate.

Keep All Your Wires Connected

Meditation not only strengthens gray matter, it also strengthens white matter (a network that connects the gray matter). A University of California–Davis article describes white matter: “[If the brain] were a computer network, gray matter—a … portion that contains nerve cells and capillaries—would be the computers and white matter the cables.”

SOURCE: Epoch Times

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