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Archive for ottobre 2015

la-dieta-mediterraneaL’alimentazione sana protegge dalla naturale atrofia cerebrale causata dall’invecchiamento. Chi mangia sano ha la materia grigia più ampia.

Pesce, olio d’oliva, frutta e verdura.

La dieta mediterranea, è dimostrato, fa molto bene a vari aspetti della nostra salute. Ora, l’ultimo studio appena pubblicato sulla rivista Neurology, ci dice che fa bene anche alle nostre cellule cerebrali: mangiando almeno cinque alimenti della dieta mediterranea si rallenta l’atrofia cerebrale, caratteristiche tipiche del processo di invecchiamento.

Il cervello «più grande»

Lo studio, firmato dalla dottoressa Yian Gu del The Taub Institute for Research in Alzheimer’s Disease and the Aging Brain della Columbia University (New York) è stato condotto su 674 ottantenni di Manhattan (quindi latini, neri americani, caucasici) senza segni di demenza.

Tutti i partecipanti hanno compilato un questionario segnalando le loro abitudini alimentari e sono stati sottoposti a una risonanza magnetica cerebrale che ha valutato volume cerebrale totale, volume della sostanza grigia, della sostanza bianca e altre misurazioni.

I ricercatori hanno scoperto che chi adottava la dieta mediterranea in modo più fedele aveva un cervello «più grande».

Le misurazioni

Nel dettaglio è emerso che nelle persone che seguivano la dieta mediterranea il volume cerebrale complessivo è risultato 13,11 millilitri più ampio, quello della materia grigia di 5 millilitri più grande e quello della materia bianca era superiore di 6,41 millilitri.

A incidere sul volume della preziosa sostanza grigia sono soprattutto le diete ad elevato contenuto di pesce e a basso contenuto di carne.

Le diete con poca carne hanno anche un’influenza positiva sul volume cerebrale totale, mentre quelle ricche di pesce sono associate con un maggior spessore corticale medio. Gli stessi autori non parlano di un’associazione epidemiologica perché è molto presto per parlare di un fattore causale ma l’effetto neuroprotettivo della dieta mediterranea è reale.

Minor invecchiamento cerebrale

Gli autori concludono quindi che una maggior aderenza alla dieta mediterranea è associata a un minor invecchiamento cerebrale, come se il nostro cervello ringiovanisse di cinque anni.

  • «I risultati della nostra ricerca – commenta Yian Gu – suggeriscono che è potenzialmente possibile prevenire la naturale atrofia del cervello causata dall’invecchiamento semplicemente seguendo una dieta salutare».

FONTE: Corriere della Sera ( Cristina Marrone)

(ENGLISH VERSION)

A healthy diet protects brain atrophy caused by natural aging. Who eats in healthy way has a broader brain.

Fish, olive oil, fruit and vegetables.

The Mediterranean diet, has been shown, does very well in many aspects of our health. Now, the latest study just published in the  Neurology journal, says that it is also good for our brain cells: eating at least five foods of the Mediterranean diet slows brain atrophy, typical of normal aging process.

The “greater” brain 

The study, which was signed by Dr Yian Gu of The Taub Institute for Research on Alzheimer’s Disease and the Aging Brain at Columbia University (New York) was conducted on 674 octogenarians Manhattan (then Latin American blacks, Caucasians) with no signs of dementia.

All participants completed a questionnaire reporting their eating habits and underwent an MRI brain that assessed total brain volume, volume of the gray matter, white matter and other measurements. The researchers found that those who adopted the Mediterranean diet in a more faithful way had a  “greater” brain.

The measurements

It appeared in detail it is that the people who followed the Mediterranean diet their total brain volume was 13.11 milliliters larger than the gray matter of 5 milliliters largest and white matter was higher than 6.41 milliliters.

To affect the volume of the precious gray matter are especially diets high in fish and low in meat. Diets with little meat also have a positive influence on the total brain volume, while those rich in fish are associated with an increased cortical thickness average. The authors themselves do not speak of an epidemiological association because it is very early to talk about a causal factor but the neuroprotective effect of the Mediterranean diet is real.

Minor brain aging

The authors conclude, therefore, that a greater adherence to the Mediterranean diet is associated with a lower brain aging, as if our brains rejuvenate five years.

  • “The results of our research – says Yian Gu – suggest that it is potentially possible to prevent the natural atrophy of the brain caused by aging simply by following a healthy diet.”

SOURCE: BBC (Cristina Brown)

 

 

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leggere-un-libroOgni volta che apriamo un libro ci prendiamo cura di noi stessi. Lo dicono gli esperti che nella biblioterapia vedono una cura in grado di dare sollievo ai più comuni disturbi dell’umore.

 

Tra le pagine di un libro si trovano le occasioni per riflettere su di sé, per confrontarsi. Ma leggere è utile anche per sviluppare risorse e abilità empatiche. Per vivere meglio, per capire con più facilità le persone che ci circondano.

Fa bene ai grandi e ancor di più ai piccoli:

  • identificarsi con i personaggi di una storia aiuta a scoprire lati nascosti del carattere a buttar fuori paure e ansie.

Ma attenzione ci sono libri che possono in questo essere molto più efficaci di altri:

la narrativa di De Lillo, Alice Munro e Cechov più dei romanzi rosa riesce a trasformarci in persone più belle.

Perché è nei finali aperti e in quelli con molti risvolti psicologici che possiamo esercitare le nostre capacità, e metterle a frutto in modo positivo. Per capire meglio gli altri e per conoscere meglio noi stessi. Cattiverie comprese.

Leggere fa diventare più intelligenti ma bisogna far presto. Per i ragazzi, per insegnargli il rispetto e la lotta ai pregiudizi meglio affidarsi ad Harry Potter, come ha dimostrato uno studio tutto italiano pubblicato dalla rivista Psychologytoday.

Ma anche per chi ragazzo non lo è più da tempo: leggere molto è uno dei fattori protettivi più importanti contro l’invecchiamento del cervello. 

Leggere è dunque un buon investimento per la propria salute, per almeno sei motivi. Ecco cosa abbiamo trovato.

  • PER CAPIRE MEGLIO GLI ALTRI

    Lo dice una ricerca pubblicata su Science nel 2013: i lettori più accaniti sono in grado di provare empatia maggiore con le altre persone. Interessante il risultato a cui sono arrivati anche i ricercatori del VU University Medical Centre di Amsterdam: i benefici della lettura durano nel tempo. Gli effetti sull’empatia persisterebbero anche per una settimana.
  • 2. PER LIBERARSI DALLO STRESS

    Uno studio dell’Università del Sussex ha dimostrato che per ridurre i livelli di stress il metodo migliore è
  • la letteratura (68 per cento),
  • più della musica (61 per cento),
  • di una tazza di tè (54 per cento), e
  • di una passeggiata (42 per cento).
  • Sono bastati solo sei minuti di lettura in silenzio per rallentare la frequenza cardiaca e smorzare la tensione muscolare.
  • 3. PERCHE’ FA BENE ALLA MENTE

    In questo caso gli studi sono numerosissimi. Citiamo l’Università di Stanford, in California. Qui un team di neurobiologi, guidato da Natalie Phillips, ha accertato che la lettura apporta notevoli benefici al cervello. E la dimostrazione è stata fatta chiedendo ad un gruppo di studenti di letteratura di leggere un romanzo di Jane Austin. Il risultato è che il flusso sanguigno al cervello durante la lettura risultava di molto aumentato. Leggere non svaga la mente: in realtà la impegna tantissimo
  • 4. PER DIVENTARE ADULTI INTELLIGENTI

    I bambini che a sette anni sanno già leggere bene si mostrano più intelligenti anche nel progredire degli anni. Lo ricorda la Fondazione Veronesi nel riportare una ricerca condotta dall’università di Edimburgo e dal King’s College di Londra:
  • sono stati coinvolti quasi 1.900 gemelli identici (monozigoti) facenti parte del Twins Early Development Study in corso nel Regno Unito. Tutti i bambini sono stati sottoposti a vari test cognitivi e di lettura ripetuti a 7, 9, 12 e 16 anni. A fare la differenza sulla “qualità” dell’intelligenza, più di ogni altra abilità, sembrerebbe l’avere preso presto in mano un libro. 
  • 5. PER ESSERE PIU’ CORAGGIOSI NELL’AFFRONTARE LA VITA

    Nelle pagine di un libro si può trovare anche il coraggio per affrontare i problemi della vita. Lo dicono i ricercatori dell’Ohio State University: leggere la storia di qualcuno che ha superato difficoltà simili alle sue, permette al lettore di avere una maggiore motivazione nel raggiungere l’obiettivo. Immedesimarsi, vivere gli eventi raccontati nel libro permette al lettore di acquisire soluzioni e capacità a far fronte ai problemi
  • 6. PERCHE’ SARA’ PIU’ FACILE INNAMORARSI

    Nina Bahadur scrive su Huff Post Usa e ha individuato 12 motivi per frequentare una donna che legge. Ma si tratta di motivi che in tutta sincerità possiamo considerare unisex. E che renderanno più facile l’innamoramento. Perché chi legge non ha paura di stare da solo, sa ascoltare e ha una grande memoria per i dettagli. Poi frequentare una donna che legge sarà più semplice (e qui aggiungiamo noi, anche un uomo che legge). Infine basterà poco per invitarli ad uscire:
  • un bell’incontro in libreria,
  • un incontro con un autore o
  • un gruppo di lettura.

Dal 22 al 25 ottobre a Milano torna BOOKCITY: quattro giorni di eventi pensati per avvicinare ancora più pubblico al piacere della lettura e per stimolare nuovi approcci alla conoscenza nei lettori già appassionati. Sono 800 gli appuntamenti in tutta la città. Per chi si vuole concentrare su un’unica location, c’è L’auditorium Gioco del Lotto al Castello Sforzescoqui molte occasioni per riflettere sui tempi che stiamo vivendo. 

Per riflettere sulla figura del padre. “Un figlio sulle tracce del padre” è il titolo dell’incontro con Walter Veltroni (con Luciano Fontana, Daria Bignardi e Massimo Recalcati) in cui si parlerà dei grandi temi della vita e della storia da due punti di vista, quello del padre e del figlio. A partire dalla storia personale di Veltroni che non ha conosciuto suo padre, morto a 37 anni. Oggi Veltroni scrive a suo padre in “Ciao” (Rizzoli). Venerdì 23 ottobre alle 17. 

Sul potere dell’informazione. Venerdì 23 alle 19, con Jeffery Deaver. Il maestro del thriller consegna l’ultimo capitolo della Trilogia di Rune: una storia serratissima di presunti innocenti, testimoni uccisi e pericolosi assassini dietro cui si cela la New York dello strapotere dei media.  
Incontro con Jeffery Deaver (Hard news – Rizzoli).

Sul “potere” della cucina. Sabato mattina, alle 10,30. Paolo Marchi ci conduce in un viaggio eccezionale, alla scoperta della grande cucina italiana di oggi e di domani, declinata attraverso i ritratti di 100 massimi protagonisti che la nostra ristorazione è in grado di vantare. Con Stefano Peccatori, Claudio Ceroni, Cristina Bowerman, Davide Oldani, Matias Perdomo, Matteo Baronetto, Simone Padoan, Andrea Berton e Enrico Bartolini.

Sull’imprevedibilità della vita. Sabato alle 15, appuntamento con il vincitore del Premio Strega Giovani, Fabio Genovesi, con Aldo Grasso. In “Chi manda le onde” (Mondadori) Un’armata di personaggi incredibili destinati a diventare una famiglia attraverso la più sorprendente delle avventure. Perché la vita, come le onde, porta ogni giorno alla luce nuovi doni per chi sa cercare sulle sue rive.

Per parlare della forza delle donne. Domenica alle 18 e 30. Essere madri oggi. Mitologiche e lavoratrici: non solo mamme angelo, ma anche mamme coccodrillo, non solo madri della sentenza inappellabile, ma anche madri che imparano a sopravvivere alla perdita del proprio figlio, non solo levatrici della prole, ma anche mogli, amanti, donne. Si confrontano due autori d’eccezione Massimo Recalcati e Concita De Gregorio.

Sul futuro del mondo del lavoro. C’è l’incontro “Il lavoro non si trova, si inventa!” con Jacopo Perfetti, Sandro Catani e il Terzo Segreto di Satira in occasione dell’uscita del libro di Jacopo Perfetti, “Fai Fiorire il Cielo – Idee che cambiano il futuro” (Sperling & Kupfer), domenica 25 ore 19 all’ Expo Gate di fronte al Castello Sforzesco).

BOOKCITY arriveranno tra gli altri il Premio Nobel Herta Müller, Adrien Bosc, Irene Brežná, Edward Carey, Jeffery Deaver, Amitav Gosh, Hélène Grémillion, Kristin Harmel, Joanne Harris, Jonas Jonasson, Julie Kagawa, Judith Katzir, Hape Kerkeling, Mary Kubica, Maria Tatsos, Björn Larsson, Guillaume Long, Fiston Mwanza Mujila, Luis Sepúlveda, Nassim Taleb, Abraham Yehoshua, Kim Young Ha, Theodore Zeldin.

 

FONTE: Huffingtonpost

 

(ENGLISH VERSION)

Every time we open a book we take care of ourselves.

The experts say that the bibliotherapy seen as a cure can give relief to the most common mood disorders. Between the pages of a book there are opportunities to reflect on oneself, to confront to others. But reading is also useful to develop resources and empathic abilities. To live better, to understand more easily the people around us.

It is good for adults and even more so to children:

  • identifying with the characters in a story helps to discover hidden sides of the character and to throw out fears and anxieties.

But beware, there are books that can be in this much more effective than others:

the narrative of De Lillo, Alice Munro and Chekhov more of romance can turn us into the most beautiful people.

It is in the final open and in those with many psychological aspects that we can exercise our abilities, and put them to good use in a positive way. To better understand each other and to know ourselves better. Including malice.

Reading makes smarter but we must act quickly. For boys, to teach respect and fight prejudices it is better to rely on Harry Potter, as it was shown a study published in the italian journal Psychologytoday

But even for those persons that are not young guys anymore: read a lot it is one of the most important protective factors against brain aging.

Reading is therefore a good investment for your health, for at least six reasons. Here’s what we found.

1FOR UNDERSTANDING THE OTHERS

Says a study published in Science in 2013: the most avid readers are able to empathize more with other people. Interesting result that also came from researchers of VU University Medical Centre in Amsterdam: the benefits of reading last. The effects on empathy persist even for a week.

 

2TO BE DISCHARGED FROM STRESS

A study of the University of Sussex has shown that to reduce stress levels the best method is

  • the literature (68 percent),
  • most of the music (61 percent),
  • of a cup of tea (54 percent),
  • and a walk (42 percent).

It took only six minutes of reading in silence to slow the heart rate and dampen muscle tension.

 

3WHY IS IT GOOD FOR YOUR MIND

In this case there are numerous studies. These include the University of Stanford, California.

Here a team of neurobiologists led by Natalie Phillips, found that reading brings significant benefits to the brain. The demonstration was done by asking a group of students of literature to read a novel by Jane Austen. The result is that blood flow to the brain during reading resulted in much increased. To read does not distract the mind: in fact it committed a lot.

 

4FOR ADULTS BECOME SMART

Children of seven years old can already read well and appears smarter even in advancing years. The Foundation Veronesi reminds in reporting research conducted by the University of Edinburgh and King’s College London have been involved almost 1,900 identical twins (monozygotic) are part of the Twins Early Development Study under way in the UK.

All children that were subjected to various cognitive tests and reading repeated to 7, 9, 12 and 16 years. The difference on the “quality” of intelligence, more than any other skill, it would seem to have taken up from the children that read a book soon.

 

5TO BE MORE BRAVE IN LIFE

In the pages of a book you can find the courage to face life’s problems. The Ohio State University researchers say: read the story of someone who has overcome difficulties similar to your own, allows the reader to have a greater motivation to achieve the goal.

Empathize, live events recounted in the book allows the reader to acquire solutions and ability to cope with problems

 

6WHY IT WILL BE MORE EASY TO FALL IN LOVE

Nina Bahadur writes on Huff Post Use and identified 12 reasons to attend a woman reading. But these reasons can be considered sincerely valid for both sex. And that will make it easier to fall in love.

Because the reader is not afraid to be alone, he knows how to listen and has a great memory for details. Then attend a woman reading will be easier (and here we add, also a man reading).

Finally just a little to ask them out: a very nice bookstore, a meeting with an author or a reading group.
From October 22 to 25 in Milan back BOOKCITY: four days of events designed to bring more public the pleasure of reading and to stimulate new approaches to knowledge in readers already fan. There will be 800 appointments throughout the city. For those who want to concentrate on one location, there’s auditorium Lotto Castello Sforzesco: here there will be many opportunities to reflect on the times we are living.

To reflect on the figure of the father. “A child in the footsteps of his father” is the title of Walter Veltroni (with Luciano Fontana, Daria Bignardi and Massimo Recalcati) in which you speak of the great themes of life and history from two perspectives, that of the father and son. From the personal history of Veltroni he has not met his father, who died at age 37. Today Veltroni wrote to his father in “Hello” (Rizzoli). Friday, October 23 to 17.

The power of information. Friday 23 to 19, with Jeffery Deaver. The master of the thriller deliver the final chapter of the trilogy of Rune: a story of a tight presumed innocent witnesses killed and dangerous killers behind which the New York of the excessive power of the media.
Meeting with Jeffery Deaver (Hard news – Rizzoli).

The “power” of the kitchen. Saturday morning, at 10.30. Paolo Marchi takes us on a great trip, to discover the Italian cuisine of today and tomorrow, it expressed through the portraits of 100 greatest players that our restaurants can boast. Stefano Sinners, Claudio Ceroni, Cristina Bowerman, Davide Oldani, Matias Perdomo, Matthew Baronet, Simone Padoan, Andrea Berton and Enrico Bartolini.

On the unpredictability of life. Saturday at 15, meeting with the winner of the Premio Strega Young, Fabio Genovesi, with Aldo Grasso. In “Who sends waves” (Knopf) An army of amazing characters destined to become a family through the most amazing adventures. Because life, like waves, each day brings to light new gifts to those who seek its shores.

To talk about the strength of women. Sunday at 18 and 30. Being mothers today. Mythological and women, not only mothers angel, but also crocodile mothers, mothers not only of the final judgment, but also mothers who learn to survive the loss of their child, not only midwives of offspring, but also wives, lovers, women. Comparing two authors exceptional Massimo Recalcati and Conchita De Gregorio.

On the future of the working world. There is a meeting “The work is not, you invent!” By Jacopo Perfetti, Sandro Catani and the Third Secret of Satire at the release of the book by Jacopo Perfetti, “Make Flourish Heaven – Ideas that change the future “(Sperling & Kupfer), Sunday 19 to 25 hours’ Expo Gate in front of the Castello Sforzesco).

A BOOKCITY come among others, the Nobel Prize Herta Müller, Adrien Bosc, Irene března, Edward Carey, Jeffery Deaver, Amitav Ghosh, Hélène Gremillion, Kristin Harmel, Joanne Harris, Jonas Jonasson, Julie Kagawa, Judith Katzir, Hape Kerkeling, Mary Kubica Mary Tatsos, Björn Larsson, Guillaume Long, Fiston Mwanza Mujila, Luis Sepúlveda, Nassim Taleb, Abraham Yehoshua, Kim Young Ha, Theodore Zeldin.

SOURCE: Huffingtonpost

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frutta-e-verdura-le-proprieta-e-i-benefici-per-la-salute-in-base-al-colore-640x416All’origine di questo beneficio i principi antiossidanti e antinfiammatori che proteggono il sistema nervoso.

La frutta potrebbe aiutare a tenere lontana la depressione. Lo suggerisce uno studio pubblicato dall’European Journal of Clinical Nutrition.

Ricercatori australiani, sulla base dei dati relativi a più di 6 mila donne di mezza età seguite per 6 anni, hanno osservato come quelle che consumavano almeno 2 porzioni di frutta al giorno avessero una probabilità di soffrire di sintomi depressivi — o di andarvi incontro successivamente — del 14% e del 18% inferiore rispetto a quelle che ne mangiavano meno. La verdura, invece, non sembrava incidere.

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È assai probabile comunque che frutta e verdura agiscano sinergicamente

«Quanto emerge da questa ricerca — commenta Giovanni Camardese, responsabile dell’Unità dei disturbi depressivi al Policlinico Gemelli di Roma — è ovviamente interessante più per rafforzare il ruolo positivo della frutta che per sminuire quello della verdura. È assai probabile, infatti, che frutta e verdura agiscano sinergicamente: lo si è osservato anche in un’altro studio, questa volta canadese, condotto su circa 10 mila persone e pubblicato su Preventive Medicine, secondo il quale una dieta ricca di frutta e verdura può ridurre l’insorgenza di disturbi depressivi anche del 27% tra coloro che ne consumano le quantità più elevate. Le sostanze antiossidanti e antiinfiammatorie, come carotenoidi e flavonoidi di cui sono ricchi questi alimenti, possono ridurre gli effetti dannosi dello stress ossidativo sul sistema nervoso centrale. Tale stress può avere ripercussioni negative anche su alcuni neurotrasmettitori (serotonina, noradrenalina, dopamina) che contribuiscono alla regolazione del tono dell’umore e condizionano il manifestarsi di sintomi depressivi. Non dimentichiamo, comunque, che i vegetali apportano anche altre sostanze che possono avere un ruolo nel ridurre il rischio di depressione».

Quindi dieta ricca di frutta e verdura. E poi?

«Varia, piacevole per gli occhi e il palato, ispirata al modello mediterraneo, — dice l’esperto — con preferenza per cereali integrali, olio extravergine d’oliva, pesce, legumi, frutta secca a guscio, e con moderate quantità di latticini e carni magre. Questi ultimi (come il pesce) sono fonti di vitamina B 12. La B 12 (come la B 6 e l’acido folico) è coinvolta nel metabolismo della omocisteina (sottoprodotto della digestione delle proteine), che è stata associata a un aumentato rischio di depressione».

FONTE; Corriere della Sera (salute Carla Favaro)

(ENGLISH VERSION)

At the origin of this benefit  are the antioxidants and anti-inflammatory principles that protects the nervous system.

The fruit may help ward off depression. It is  suggested by  a study published by the European Journal of Clinical Nutrition.

Australian researchers, based on data from more than 6,000 middle-aged women followed for six years, they looked like those who consumed at least 2 servings of fruit per day had less chance to suffer from depressive symptoms – or going there later meeting – 14% and 18% lower than those who ate less fruits. Vegetables, however, did not seem to affect.

It is probable, however, that fruits and vegetables act synergistically

“What emerges from this research – says John Camardese, head of depressive disorders at the Gemelli Hospital in Rome – is obviously more interesting to strengthen the positive role of fruit that detract from that of vegetables.

It is probable, in fact, that fruits and vegetables act synergistically: it is also observed in another study, this time in Canada, conducted on about 10,000 people and published in Preventive Medicine, which states that a diet rich in fruits and vegetables can reduce the occurrence of depressive disorders even 27% among those who consume higher amounts.

The antioxidant and anti-inflammatory substances, such as carotenoids and flavonoids which are rich in these foods, can reduce the harmful effects of oxidative stress on the central nervous system.

Such stress can have negative repercussions on certain neurotransmitters (serotonin, norepinephrine, dopamine) that contribute to the regulation of mood and affect the onset of depressive symptoms.

Do not forget, however, that the vegetables make use of other substances that may have a role in reducing the risk of depression.”

So a diet high in fruits and vegetables. And then? 

“It varies, pleasing to the eye and palate, inspired by the Mediterranean model, – says the expert – with a preference for whole grains, olive oil, fish, legumes, dried fruits, nuts, and moderate amounts of dairy products and lean meats. The latter (such as fish) are sources of vitamin B 12.

B 12 (such as the B 6 and folic acid) is involved in the metabolism of homocysteine ​​(by-product of the digestion of protein), which has been associated with an increased risk depression. “

SOURCE; Corriere della Sera (health Carla Favaro)

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How healthy are bananas? Bananas are rich in Vitamin B6 and a good source of fiber, vitamin c, magnesium and potassium.

La parola ‘banana’ è divertente da dire, rotola a destra fuori la lingua, e non appena si dice la gente visualizza subito il frutto dalla pelle gialla nelle loro menti.

 

Questo frutto gustoso è una sorta di centrale elettrica super-alimentare che può dare il nostro corpo tutte le cose buone di cui ha bisogno per prosperare.

Sono ricche di nutrienti:

  • fibre,
  • vitamine, e
  • zuccheri naturali come saccarosio e fruttosio.

È per questo che mangiare 2 banane al giorno può aiutare a levare il medico di torno. Meglio di altri frutti, sono facili da trovare ed estremamente conveniente.

Negli Stati Uniti le banane sono il frutto più consumato in assoluto, tanto che gli americani mangiano più banane di  mele e arance messe insieme. I seguenti benefici sono alcuni dei principali vantaggi per la salute che le banane può darti.

 

1. Energia

Mangiare una banana o due prima di un allenamento ti dà energia sufficiente per durare un’ora o più. Il  basso tenore glicemico in carboidrati, vitamine e minerali tutti sostengono il vostro corpo e ne aumentano la resistenza, mentre il potassio aiuta a prevenire i crampi muscolari.

 

2. Depressione

Possono aiutare superare la depressione perché hanno alti livelli di triptofano, che i nostri corpi convertono in serotonina.

La serotonina è un neurotrasmettitore del cervello che aiuta le persone a rilassarsi, e sentirsi più felici, e migliora l’umore. Così, le banane possono aiutare le persone a sentirsi meglio e combattere la depressione.

 

3. La pressione del sangue

Una banana può contribuire ad abbassare la pressione sanguigna e protegge contro ictus o infarto, perché sono a basso contenuto di sodio e alto contenuto di potassio, che li rende un alimento sano per il cuore.

 

4. Constipazione

Se vi sentite intasati, mangiate qualche banana. Contengono  abbastanza fibra per stimolare i movimenti intestinali  e regolarizzarli  e dare un sollievo naturale in caso di stitichezza.

 

5. Anemia

Possono aiutare le persone con problemi di anemia, fornendo nella dieta tanto ferro necessario, che stimola i globuli rossi e la produzione di emoglobina e rafforza l’afflusso di sangue.

 

6. Nervosismo o SPM

Quando ti senti lunatico oppure sottotono, mangia una banana. Contribuiscono a regolare la glicemia e sono ricchi di vitamine del gruppo B, che naturalmente calma il sistema nervoso e rendono le persone più rilassate, determinando un miglioramento generale dell’umore.

 

7. Ulcera

Quando si soffre di ulcere allo stomaco molti alimenti sono off limits, ma le banane possono essere consumati, senza doversi preoccupare anche se non ti causano dolore. Questo perché essendo fatte con una polpa morbida creano un rivestimento sulla parete dello stomaco liscio che protegge contro gli acidi corrosivi e le irritazioni.

 

8. Tiene sotto controllo la temperatura corporea

Mangiare una banana in una giornata calda è in grado di rinfrescarvi anche se la temperatura esterna è alta. Lo stesso vale in caso di febbre.

 

9. Contro i bruciori di stomaco

Sono un antiacido naturale e può fornire sollievo dal bruciore di stomaco e dal reflusso acido. Mangiare solo una banana può portare immediatamente sollievo e ridurre i sintomi di bruciore di stomaco.

 

Ci sono molti più vantaggi che le banane possono dare oltre a quelli di cui sopra.

Mettetene un paio in borsa per uno spuntino e contate su di loro tutto il giorno per allontanare il desiderio di cibo e la fame,  per mantenervi di buon umore e in forma.

La mente, il corpo, e le persone intorno a voi staranno tutti meglio se le avete a portata di mano.

Diffondete salute, e buon divertimento!
FONTE: guardare-sun

 

 

(ENGLISH VERSION)

The word ‘banana’ is fun to say, it rolls right off the tongue, and as soon as it’s said people picture the yellow skinned fruit in their minds. The tasty fruit is a super food powerhouse that can give our bodies all the good stuff that it needs to thrive. They are packed full of nutrients, fiber, vitamins, and natural sugars such as sucrose and fructose. That is why eating 2 bananas a day can help to keep the doctor away. Best of all, they are easy to find and extremely affordable. In the United States bananas are the top most consumed fruit, so much so that Americans eat more of them than apples and oranges combined. The following are a few of the main health benefits that bananas can give you.

1. Energy- Eating a banana or two before a workout gives you enough energy to last an hour or more. The low glycemic carbohydrates, vitamins, and minerals all support your body increase endurance, while potassium helps to prevent muscle cramps.

2. Depression- They can help overcome depression because they have high levels of tryptophan, which our bodies convert into serotonin. Serotonin is a brain neurotransmitter that makes people relax, feel happy, and improves mood. Thus, bananas can help people feel better and beat depression.

3. Blood Pressure- Bananas help to lower blood pressure and protect against stroke or heart attack because they are low in sodium and high in potassium, making them a heart healthy food.

4. Constipation– If you are clogged up, eat a few bananas. They have enough fiber in them to stimulate regular bowel movements and provide natural relief for constipation.

5. Anemia- They can help those with anemia by providing much needed dietary iron, which stimulates red blood cell and hemoglobin production and strengthens the blood supply.

6. Nerves or PMS- When you’re feeling moody and stressed, eat a banana. They help to regulate blood sugar and are rich in B vitamins, which naturally calm the nervous system and make people relax, resulting in an overall improved mood.

7. Ulcers- When you suffer from stomach ulcers many foods are off limits, but bananas can be eaten without having to worry about whether or not they’ll cause pain. That’s because their smooth, soft, mushy texture coats the stomach lining and protects it against corrosive acids and irritation.

8. Temperature Control– Eating a banana on a hot day can cool you off by lowering your body temperature. The same is true for it you have a fever.

9. Heartburn- Bananas are nature’s anti-acid and can provide relief from heartburn and acid reflux. Eating just one banana can immediately bring soothing relief and lessen your heartburn symptoms.

There are many more benefits that bananas can give you beyond the ones mentioned above. Throw a few in your bag and snack on them throughout the day to stave off food cravings and hunger, and to keep yourself in a good mood. Your mind, body, and the people around you will all be better off if you have them on hand. Spread the health, and enjoy!
SOURCE: sun-gazing

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Ginger Root SLiced

Un nuovo studio rivela che lo zenzero contiene un composto che potrebbe essere fino a 10.000 volte più efficace rispetto alla chemioterapia convenzionale, distruggendo alla radice le cellule staminali del cancro che ne permettono la conservazione e la diffusione. 

Lo studio pubblicato sulla rivista medica PLoS rivela che il componente, presente nello zenzero, noto come 6-shogaol è superiore alla chemioterapia convenzionale nell’essere preciso a sradicare la causa principale del tumore maligno al seno: vale a dire, le cellule staminali del cancro al seno.

 

Mentre le cellule staminali tumorali rappresentano solo tra 0,2 e l’1% delle cellule all’interno di un determinato tumore, hanno l’apparente capacità “immortale”  di auto rinnovarsi, sono in grado di differenziarsi di continuo, sono resistenti agli agenti chemioterapici convenzionali, e sono tumorigeniche, vale a dire sono in grado di “dividersi” per creare nuove colonie tumorali. Chiaramente, le cellule staminali del cancro all’interno di un tumore devono essere distrutte per avere una cura duratura.

La ricerca ha dimostrato che il taxolo, un medicinale chemioterapico, usato in concentrazione pari a 10.000 volte superiore al composto dello zenzero non è stato in grado di colpire selettivamente la radice del cancro come invece ha fatto il 6-shogaol dello zenzero.

Lo 6-shogaol è contenuto nello zenzero quando viene essiccato o cotto. Lo studio ha anche riscontrato che gli effetti anticancro si sono verificati a concentrazioni che erano non tossici per le cellule non cancerose – una differenza fondamentale di trattamenti convenzionali per il cancro che non presentano questo tipo di citotossicità selettiva e quindi creano un gran danno per il paziente debilitandolo e facendogli perdere capelli.

In definitiva, questo nuovo studio si aggiunge a un crescente corpo di ricerca che indica che cellule staminali tumorali sono sradicate utilizzando sostanze naturali presenti nella dieta umana da migliaia di anni e sono di gran lunga superiori alla chemioterapia e alle radiazioni, le quali effettivamente possono far aumentare le relative popolazioni di cellule staminali del cancro dando vita a tumori più aggressivi.

CONSIGLI PER ASSUMERE LO ZENZERO

  • Per fare una tisana prendi una radice di zenzero fresca di 5 cm, togli la buccia e mettila nell’acqua fredda insieme ad un pò di cannella e curcuma. Porta ad ebollizione e fai bollire a fuoco basso per 5 minuti. Lascia in infusione per 5 minuti e poi bevi il tutto. Puoi aggiungere del latte di cocco per migliorare il gusto.
  • Inserisci una radice di zenzero fresca pelata nei tuoi frullati o centrifugati. Non eccedere che potrebbe risultare troppo piccante.
  • Usa lo zenzero in polvere o lo zenzero fresco grattugiato per condire le tue pietanze.
  • Un rimedio che alcuni hanno usato contro il cancro è zenzero fresco grattugiato mescolato con la stessa quantità di miele, prenderne 1 cucchiaio 3 volte al giorno.

FONTE: Doniream

 

(ENGLISH VERSION)

A new study reveals that ginger contains a compound that could be up to 10,000 times more effective than conventional chemotherapy, and remove the root cancer stem cells that allow the storage and dissemination.

The study published in the medical journal PLoS reveals that the component is present in ginger, known as 6-shogaol is superior to conventional chemotherapy in being accurate to eradicate the root cause of malignant breast cancer: namely, the cancer stem cells breast.

While cancer stem cells represent only between 0.2 and 1% of the cells within a given tumor, they have the apparent ability to renew itself and seem “immortal”  and are able to differentiate continuously, they are resistant to conventional chemotherapy, and are tumorigenic, and are able to “divide” to create new colonies of cancer. Clearly, the cancer stem cells within a tumor must be destroyed in order to have a lasting cure.

Research has shown that taxol, a medicinal chemotherapy, used in a concentration equal to 10,000 times higher than the compound of ginger has not been able to selectively target the root of cancer as it did the 6-shogaol ginger.

The 6-shogaol is contained in ginger when it is dried or cooked. The study also found that anti-cancer effects have occurred at concentrations that were not toxic to non-cancerous cells – a fundamental difference of the conventional treatments for cancer that do not exhibit this type of selective cytotoxicity, and then creates a great harm to the patient weakening and causing him the loss of hair.

Ultimately, this new study adds to a growing body of research indicating that cancer stem cells are eradicated using natural substances present in the human diet for thousands of years and are far superior to chemotherapy and radiation, which can actually make increase the relative populations of cancer stem cells giving rise to more aggressive tumors.

TIPS FOR TAKING THE GINGER

  • To make a tea take a fresh ginger root of 5 cm, remove the peel and put it in cold water with a bit of cinnamon and turmeric. Bring to the boil and simmer over low heat for 5 minutes. Leave in infusion for 5 minutes and then drink the whole. You can add the coconut milk to improve the taste.
  • Enter a fresh peeled ginger root in your smoothies or centrifuged. Not exceed that might be too spicy.
  • Use ginger powder or fresh grated ginger to flavor your dishes.
  • A remedy that some have used against cancer is grated fresh ginger mixed with the same amount of honey, take 1 tbsp 3 times a day.

SOURCE: Doniream

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eating-sweetsCi sono molte persone che non riescono a fare a meno del dolcetto a fine pasto. Eliminarlo è per molti difficilissimo e l’idea di dovervi rinunciare quasi spaventa.

Molti sono consapevoli che non fa bene, ma è più forte di loro, non riescono a resistere alla tentazione.

Questo accade perché sono cresciuti con la consuetudine del dessert a fine pasto. E l’unica soluzione è  “disimparare” quell’abitudine e sostituirla con un’altra.

Spesso ci facciamo bloccare dal pensiero “negativo” che abbiamo del cambiamento e dell’abbandonare le abitudini e, per quanto cerchiamo di rinforzare la nostra volontà, se non arriviamo a una comprensione profonda di come il cibo influenza il nostro corpo e i nostri pensieri, non saremo mai capaci di gestire le nostre dipendenze.

La brama di zucchero, ad esempio, viene da uno squilibrio fisico.

Ci sono dei motivi ben precisi per cui desideriamo qualcosa di dolce a fine pasto:

1. Il pasto era troppo salato

Qualcosa di dolce è ciò che il corpo chiede per ripristinare un equilibrio. Mangiare cibo molto salato ci fa sentire come se avessimo necessità di qualcosa di dolce, o non ci sentiremo a posto.

Quindi impara a dosare il sale e a fare in modo che il pasto sia sempre ben equilibrato. L’utilizzo delle spezie, oltre a rendere più digeribile la pietanza, ti aiuta anche ad usare meno sale.

2. Hai mangiato troppi carboidrati raffinati

I carboidrati raffinati innescano il desiderio di continuare a mangiarne perché generano un veloce picco di zuccheri e di insulina. E ne vuoi sempre di più.

Se non ti senti pieno e soddisfatto a fine pasto, probabilmente è perché nel tuo pasto mancavano i magici ingredienti: grassi e fibre, necessari per raggiungere la sazietà. Il dolce è un modo per compensare quella mancanza.

3. Hai mangiato troppo velocemente e non hai masticato abbastanza

Il processo di digestione comincia nella bocca, dove l’enzima amilasi (prodotto dalle ghiandolari salivari), sottopone il cibo a un processo di predigestione.

Se mangi troppo velocemente, la tua digestione sarà incompleta e, soprattutto, non riuscirai ad avvertire il senso di pienezza e sazietà e continuerai a mangiare, fino a quando non sarà troppo tardi e avrai “superato il limite”.

4. Sei disidratato

Bevi sempre lontano dai pasti, non durante.

Spesso il desiderio di altro deriva dalla disidratazione.

5. Hai mangiato poche proteine e pochi grassi

Se non ti senti soddisfatto è perché mangi poche proteine e pochi grassi. Più riduci proteine e grassi e più la tua insoddisfazione cresce…

Le soluzioni

1. Migliora il pasto

Aggiungi più verdura, più proteine e sempre un po’ di insalata all’inizio del pasto, in modo che sia ricco e completo.

Concludi sempre il pasto con un cucchiaio di cereali in chicchi ben conditi con il ghi. Anche questo ti aiuterà ad allontanare la voglia di dolci.

2. Sostituisci quella del dolce con una nuova abitudine

Una volta che hai messo a posto lo squilibrio fisico, devi concentrarti sull’abitudine.

La fine del pasto per molti significa “dolce”.

Non ci vuole molto perché un’abitudine diventi un comportamento automatico. Scegliere quindi un’altra attività è una pratica non solo di consapevolezza, ma anche di pazienza e impegno.

Molti pensano che le abitudini siano qualcosa di cui bisogna disfarsi, ma la verità è che dobbiamo addestrarci e sostituirla con una nuova, sana e costruttiva.

Ecco qualche consiglio:

  • Alla fine del pasto mastica qualche seme di finocchio, che ti farà passare la sensazione in bocca di aver bisogno di qualcosa.
  • Concediti una tisana digestiva al posto del dolce. Questa diventerà la tua conclusione del pasto, il sostituto del dolce.
  • Vai a lavare i denti e dimenticati del dolce. Fai altro!

3. Concentrati sulla consapevolezza

Ciò che accade prima di cascare nell’abitudine è la chiave che accende la tua reazione.

Diventare consapevoli di questi meccanismi è una fantastica opportunità per conoscerci meglio, quindi dobbiamo essere curiosi e indagare sul motivo che ci ha portati a fare quella cosa.

Il primo passo è acquisire familiarità con questi meccanismi chiedendoci (con curiosità e non con giudizio):

  • Cosa stavo facendo un attimo prima di cascarci?
  • Come mi sentivo un attimo prima?
  • Cosa stava succedendo attorno a me un attimo prima?

L’ “evento scatenante” si presenta in diverse forme e aspetti. Può essere un odore, un suono, o solo la routine quotidiana che ti fa agire in un certo modo.

Quindi analizza il tuo comportamento e ascolta il tuo corpo: come ti senti prima, durante e dopo aver mangiato qualcosa di dolce? 

Questo ti aiuterà a scoprire qual è la nuova abitudine che puoi inserire per sostituire la vecchia, qual è la “strategia” più adatta al tuo caso.

Ti ho dato qualche spunto su ciò che potresti fare, ma per te può essere qualcosa di totalmente diverso, qualcosa che spenga quel “bisogno” sia fisico che mentale di rifugiarti nel dolce.

Fai le tue prove, e questo ti farà migliorare non solo in salute, ma anche in saggezza e consapevolezza.

 

FONTE: Energytraining

 

(ENGLISH VERSION)

There are many people who can not do without the sweet after a meal. Avoid it is very difficult for many and the idea of ​​having to give up almost scares.

Many are aware that is not good, but it’s stronger than them, they can not resist the temptation.

This happens because they grew up with the tradition of dessert after a meal. And the only solution is to “unlearn” the habit and replace it with another.

We often do block the “negative” thought that we change and abandon this habits and, as we seek to strengthen our will, if we do not reach a deep understanding of how food affects our body and our thoughts, then we will never be able to manage our addictions.

The craving for sugar, for example, comes from a physical imbalance.

There are very specific reasons why we want something sweet after a meal:

1. The meal was too salty

Something sweet is what the body asks for restoring a balance. Eating a very salty food makes us feel as if we need something sweet, or we will not feel right.

So learn how best to salt and to ensure that the meal is always well balanced. The use of spices, as well as making the food more digestible and also helps to use less salt.

2. Did you eat too many refined carbohydrates

Refined carbohydrates trigger the desire to keep eating because they generate a quick peak in sugar and insulin. And you want more and more.

If you do not feel full and satisfied after a meal, it is probably because in your meal a magic ingredients were lacking : fat and fiber, are necessary to achieve satiety. The cake is a way to compensate for that deficiency.

3. You ate too fast and you do not have chewed enough

The process of digestion begins in the mouth, where the  amylase enzyme (produced by the salivary glands), subjecting the food to a process of pre-digestion.

If you eat too fast, your digestion will be incomplete and, above all, not be able to feel a sense of fullness and satiety, and you will continue to eat until it is too late and you’ll have “crossed the line”.

4. You are dehydrated

Always drink between meals, not during.

Often the desire to another sweet is derived from dehydration.

5. Did you eat low protein and low fat

If you do not feel satisfied it is because you eat very little protein and low fat. Eat more fat and more protein and reduce your dissatisfaction grows …

The solutions

  • Improves the meal
  • Add more vegetables, more protein, and always a little salad at the beginning of the meal, so that it is rich and full.
  • Always end the meal with a spoonful of cereal grains well seasoned with ghee. Also this will help to remove the craving for sweets.
  • Replace one of the cake with a new habit
  • Once you have put in place the physical imbalance, you have to concentrate on the habit.
  • The end of the meal for many means “sweet”.

It does not take long before a habit becomes automatic behavior. Then choose another activity is a practice not only of awareness, but also patience and commitment.

Many think that habits are something that need to discard, but the truth is that we have to train ourselves and replace it with a new, healthy and constructive habit.

Here are some tips:

  • At the end of the meal chewing some seeds of fennel, you will spend the mouthfeel of needing something.
  • Take a digestive herbal tea instead of sweet. This will become your conclusion of the meal, the substitute sweet.
  • Go wash your teeth and forgotten the sweet. Make more!
  • Focused on awareness

What happens before you fall into the habit is the key that turns on your reaction.

Becoming aware of these mechanisms is a fantastic opportunity to know yourself better, so you have to be curious and investigate the reason that led us to do that thing.

The first step is to become familiar with these mechanisms by asking (with curiosity and not with judgment):

  • What I was doing just before I fall again for sweets?
  • How I felt like a moment before?
  • What was going on around me for a moment before?

The “triggering event” comes in different forms and aspects. It may be a smell, a sound, or just the daily routine that makes you act in a certain way.

So analyze your behavior and listen to your body: how you feel before, during and after eating something sweet?

This will help you find out what the new habit that you can enter to replace the old, what is the “strategy” more suited to your case.

I’ve given you some ideas on what you do, but you can be something totally different, something off the “need” both physically and mentally to take refuge in the sweet.

Make your evidence, and this will not only improve health, but you will also have benefits in wisdom and knowledge.

 

SOURCE: Energytraining

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prpc-neuro-300x225Contro le infiammazioni, le malattie neurologiche e il cancro: la frontiera della medicina si concentra sempre di più sulle proteine.

Le frontiere mediche sono ampie, e potenzialmente infinite le porte aperte da ogni avanzamento della ricerca.

Una sintesi di questo fronte mobile e rassicurante di conoscenza la possiamo trovare rappresentata questi giorni a Napoli.

 

La città partenopea ospita Futuro Remoto, la manifestazione di divulgazione scientifica aperta al pubblico dal 16 al 19 ottobre, ma che il 15 presenta se stessa in una conferenza inaugurale (alle 18.30 a Città della Scienza) di

Alessio Figalli, brillante matematico trentunenne, docente dell’Università del Texas.

Tra gli altri appuntamenti di interesse l’incontro con Fiorenzo Omenetto, della Tufts University di Medford,USA, sul tema ‘materiali viventi per il futuro’ che si terrà domenica 18 ottobre. Ancor prima il tema delle frontiere mediche sarà anticipato dal dibattito che si terrrà dalle 10 alle 12 del 15 ottobre nella Sala Comencini di Piazza Trieste e Trento a Napoli su cosa siano le proteine e perché la ricerca scientifica si stia concentrando su queste molecole. Vediamo di seguito alcuni ambiti di ricerca sul tema.

1. Una barriera a supporto del sistema immunitario

Le proteine svolgono, a seconda della tipologie, diverse funzioni. Possono trasportare o proteggere, identificare l’identità genetica od ormonale e possono, in sintesi, aggredire il sistema immunitario o “aiutarlo”.

Un recente studio britannico ha posto l’attenzione su una proteina che contribuisce alla proliferazione dei linfociti T CD8 citotossici.

Un esperimento condotto su topolini di laboratorio ha dimostrato che un’accresciuta concentrazione di questi linfociti ha reso le cavie più resistenti ad infiammazioni e tumori. Poter intervenire sulla proteina che ne stimola la produzione ci potrebbe dunque rendere più “forti”.

 

2. Una proteina contro l’epilessia

Le proteine possono essere all’origine di gravi malattie del sistema nervoso, come quella della “mucca pazza” o di Creutzfeldt-Jackob negli esseri umani, oppure possono proteggerlo.

Si tratta di un terreno scientifico estremamente incerto, su cui la comunità di studiosi esprime ancora pareri configgenti.

Uno studio condotto da Giuseppe Legname, professore presso Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste (Sissa), ha analizzato il rapporto tra proteine cellulari (PrPC) ed epilessia. Nelle cavie in cui era stata inibita la produzione di PrPC, le crisi epilettiche erano più frequenti.

 

3. Il gene, la proteina e l’infiammazione

Tra un’invenzione in campo medico e la sua commercializzazione passa molto tempo, poiché è necessario portare a conclusione lunghi e complessi test clinici e attendere poi i risultati e le possibile controindicazioni.

Ecco perché sono passati quasi vent’anni da quando Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto Humanitas di Milano, inventò una cura anti-cancro basata sulla proteina prodotta dal gene Ptx3.

Pochi mesi fa quell’invenzione è diventata farmaco che interviene laddove il gene in questione non riesca a stimolare una quantità sufficiente di proteina preposta allo spegnimento di un’infiammazione, che può appunto tramutarsi in neoplasia.

 

4. La proteina “responsabile” del diabete alimentare

Dicevamo che una proteina può essere anche all’origine di un danno ed è questo il caso di P66Shc. Si tratta di una proteina presente soprattutto nel’olio di palma, ma anche, in misura ridotta, in burro e formaggi.

Secondo una ricerca dell’Università di Bari, alte concentrazioni di P66Shc sono correlate ad un aumento della morte cellulare programmata delle cellule, quelle in cui si produce insulina.

 

5. La proteina dell’alga e la vista

Dopo le ricerche condotte sugli animali, l’alga sarà “posata” sull’uomo. Di recente la Food and Drug Administration ha dato l’assenso affinché la RetroSense, un’azienda specializzata nel settore delle biotecnologie, possa testare una proteina per la cura della retinite pigmentosa, una malattia genetica che causa cecità.

La proteina in questione è la Channelrhodopsin-2 e viene estratta da un’alga, la Chlamydomonas reinhardtii. Grazie allo studio di RetroSense, una proteina potrebbe “accendere” la vista e far arrestrare il buio.

FONTE: scienze.fanpage.it

 

(ENGLISH VERSION)

Against inflammation, neurological diseases and cancer: the frontier of medicine focuses more and more on protein.

The medical frontiers are large, and potentially infinite  open doors from each we progress of the search. A summary of this mobile front and reassuring knowledge we can find in Naples one represented these days .

The city of Naples is home of Remote Future, the manifestation of popular science open to the public October 16 to 19, but that 15 presents itself in an inaugural conference (at 18:30 in Science City) Alessio Figalli,  thirty-one year old brilliant mathematician, professor of  University of Texas.

Among the other events of interest in the meeting with Fiorenzo Omenetto, of Tufts University in Medford, USA, on the theme of the “living materials for the future” that will be held Sunday, October 18th. Even before the issue of medical frontiers will be preceded by the debate that on earth  from 10 to 12 of October 15 in the Hall Comencini Piazza Trieste e Trento in Naples on what are proteins and why scientific research is focusing on these molecules. See below some areas of research on the topic.

 

1. A barrier to support the immune system

Proteins play, depending on the types, different functions. They may carry or protect, identify the genetic identity or hormonal and can, in short, attack the immune system or “help it”.

A recent British study has been focusing on a protein that contributes to the proliferation DEII CD8 cytotoxic T lymphocytes. An experiment conducted on laboratory mice has shown that an increased concentration of these lymphocytes has made the guinea pigs more resistant to inflammations and tumors. To intervene on the protein that stimulates the production we could then make  them “stronger”.

 

2. A protein against epilepsy

The proteins can lead to serious diseases of the nervous system, such as the “mad cow” disease or Creutzfeldt-Jakob in humans, or they can protect it. It is a scientific field extremely uncertain, on which the community of scholars expressed conflicting opinions yet.

A study by Joseph Wood, a professor at the International School for Advanced Studies of Trieste (Sissa), analyzed the relationship between cellular proteins (PrPC) and epilepsy. In guinea pigs that had been inhibited the production of PrP, the seizures were more frequent.

 

3. The gene, the protein and inflammation

Between an invention in the medical field and its marketing spends a lot of time, because you need to bring to an end a long and complex clinical trials and then wait for the results and the possible contraindications.

That’s why it’s been almost twenty years since Alberto Mantovani, scientific director of Humanitas in Milan, invented an  anti-cancer cure based on the protein produced by the gene PTX3. A few months ago that invention has become a drug that intervenes where the gene in question does not fail to stimulate a sufficient amount of protein responsible for switching off of an inflammation, which may in fact turn into a neoplasm.

 

4. The protein “responsible” Diabetes Food

We said that a protein can also be the cause of damage and this is the case p66Shc. It is a protein found especially in palm oil, but also, to a lesser extent, in butter and cheese. According to research by the University of Bari, high concentrations of p66Shc are related to an increase in programmed cell death of cells, those that produce insulin.

 

5. The protein seaweed and the view

After research conducted on animals, the alga will be “resting” on humans. Recently, the Food and Drug Administration gave the nod to the RetroSense, a company specialized in the field of biotechnology, can test a protein for the treatment of retinitis pigmentosa, a genetic disease that causes blindness. The protein in question is the channelrhodopsin-2 and is extracted from a seaweed, Chlamydomonas reinhardtii. By studying RetroSense, a protein could “turn on” the view and end darkness.

 

SOURCE: scienze.fanpage.it

 

 

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