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Archive for febbraio 2016

Young woman, shirtless, rear view.

Quando muscoli e articolazioni si infiammano non riusciamo a muoverci in modo fluido: con canfora arnica e zenzero elimini subito il dolore

 

Le temperature rigide tendono a bloccare muscoli e articolazioni. Infatti, se da un lato il caldo è un trasformatore, un metabolizzatore, favorendo l’afflusso sanguigno in tutte le zone del corpo, dall’altro il freddo compie l’effetto opposto arrestando molti processi fisiologici. Ecco perché è importante scegliere rimedi “riscaldanti” che aiutino a “smuovere” l’organismo.

 

1. Il rimedio d’elezione: la canfora

È un’eccellente stimolatrice della circolazione sanguigna in grado di ridurre molti blocchi, specie quelli che vengono evidenziati dal gonfiore. Secondo uno studio del 2011 pubblicato su The Nurse International, l’olio di canfora sarebbe in grado di ridurre significativamente il dolore articolare.

 

L’unguento che toglie dolore e infiammazione

Si tratta di un prodotto naturale al 100%, dopo una o due applicazioni si avrà subito sollievo al dolore. Per prepararlo fai sciogliere a bagnomaria 7 grammi di cera d’api insieme a 15 ml di olio di oliva e 10 ml di olio di iperico. A parte, fai sciogliere – sempre a bagnomaria – 6 g di canfora e 2 g di mentolo. Quando la cera si sarà sciolta, unisci canfora e mentolo. Continua a mescolare bene fino a raffreddamento. Ora aggiungi un po’ di oli essenziali di incenso, maggiorana, rosmarino, cajeput e cannella. Spalmalo tiepido sulla parte interessata.

 

2. Olio di zenzero e peperoncino

Si tratta di un rimedio antinfiammatorio molto efficace, ma è importante rispettare le dosi per evitare che sia irritante. Aggiungi a 100 ml di olio di iperico una fettina di zenzero fresco e 1 grammo di peperoncino in polvere. Scalda gli ingredienti a bagno maria fino a rendere il composto tiepido (40 °C circa). Quindi spalmalo sulla parte interessata ancora tiepido.

 

3. Arnica, il rimedio omeopatico

Uno dei rimedi più tradizionali per curare i dolori muscolari e articolari è l’arnica montana. E’ facilmente reperibile in erboristeria sotto forma di pomata. E’ un rimedio molto efficace per ridurre le infiammazioni poiché stimola l’irrorazione sanguigna. Spalma l’arnica sull’area dolente massaggiando bene per far penetrare la crema. Ripeti l’operazione fino a quando il dolore non passa.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

When muscles and joints become inflamed we can not move fluently: with arnica camphor and ginger eliminating immediately the pain.

Cold temperatures tend to block the muscles and joints. In fact, if on one side the heat is a transformer, a metabolizer, favoring the blood flow in all areas of the body, on the other hand the cold performs the opposite effect arresting many physiological processes. That’s why it’s important to choose “heating” remedies that help to “shake up” the body.

1. The remedy of choice: camphor

It’s an excellent stimulating for blood circulation can reduce many blocks, especially those that are highlighted by the swelling. According to a study of 2011 published in The International Nurse, camphor oil would be able to significantly reduce joint pain.

The ointment that takes away pain and inflammation

It is a natural product 100%, after one or two applications you will have a pain relief. To prepare it, melt in a water bath 7 grams of beeswax along with 15 ml of olive oil and 10 ml of hypericum oil. Besides, Melt – always in a water bath – 6 g of camphor and 2 g of menthol. When the wax has melted, combine camphor and menthol. Continue to stir until cool. Now add a bit ‘of essential oils of frankincense, marjoram, rosemary, cajeput and cinnamon. Spalmalo warm on the affected part.

2. Ginger and chilli oil

It is a very effective anti-inflammatory remedy, but it is important to respect the doses to avoid it to be irritating. Add to 100 ml of hypericum oil a slice of fresh ginger and 1 gram of chili powder. Warmers in the bathroom maria until ingredients to make the lukewarm compound (40 ° C). So spalmalo on the still tepid affected.

3. Arnica, the homeopathic remedy

One of the most traditional remedies to treat muscle and joint pain is the mountain arnica. And ‘easily it found in herbal medicine in the form of ointment. It ‘a very effective remedy to reduce inflammation because it stimulates blood flow. Rubbed into the sore area arnica massaging well to penetrate the cream. Repeat the operation when having the pain.

SOURCE: Riza

 

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uid_152eeba7cda.650.340Chi fa così è vittima dell’orgoglio e si barrica nelle proprie idee chiudendosi al mondo e alle novità: un’affermazione di sé del tutto controproducente.

 

Nell’antica Grecia veniva chiamata “ubris”:

  • l’atteggiamento, considerato superbo, con cui l’uomo cercava di liberarsi dalle dure leggi a cui gli dei lo sottoponevano.

Lo stesso accadeva nel Medioevo cristiano, quando chi, volendo affermare le proprie intuizioni, andava al di là del principio di autorità ecclesiastica e delle conoscenze imposte dalla fede di quel tempo e veniva accusato di orgoglio intellettuale se non addirittura mandato al rogo.

Per fortuna questo “istinto della ragione” vinse i pregiudizi e le resistenze e cambiò il mondo. Oggi, forse perché ormai le strade della conoscenza sono aperte, di questa “libido intellettuale” sembra rimasto solo il concetto di orgoglio.

Una volontà puntigliosa, intransigente, permalosa, di imporre il proprio pensiero, a prescindere dall’avere ragione oppure no. Si tratta appunto del “voler avere sempre l’ultima parola”. Un atteggiamento di cui molti vanno persino fieri, come se fosse una dimostrazione di valore e di forza mentale, ma che produce molti danni. Non ha più niente a che fare con il conoscere e il raggiungere un punto di vista obiettivo, anzi, è diventato proprio quell’elemento regressivo contro il quale il sano istinto di libertà combatte da sempre.

 

Così si impedisce un vero dialogo

L’orgoglio intellettuale è caratteristico di chi in una discussione è più preoccupato di far valere la sua idea piuttosto che di dialogare con gli altri, di chi, pur rendendosi conto che l’altro ha ragione, continua a difendere assurdamente la propria posizione.

Non si tratta di semplice testardaggine:

  • è esercizio di stile,
  • petulanza verbale,
  • aggressività mascherata.

Qualcosa che, in fondo, impedisce di essere in vero e proficuo scambio con la realtà esterna: si considerano solo le proprie idee, se stessi. E, quando l’orgoglioso non ha idee, aspetta che gli altri dicano le loro, per poi affermare qualcosa di diverso o di opposto, così da far vedere che è la sua l’idea giusta, quella definitiva.

Dove c’è orgoglio perisce la libertà

Per fortuna, per quanto tale atteggiamento sia radicato, modificarlo non è difficile. Occorre rendersi conto che, dove c’è orgoglio non c’è libertà e che a non avere libertà non è tanto chi subisce l’“ultima parola”, ma proprio chi la afferma . Chi ha a che fare con l‘orgoglioso, prima o poi finisce col lasciarlo nelle sue convinzioni, e così rimane libero di poter pensare e di potersi esprimere come meglio crede con chiunque altro. L’orgoglioso invece resta lì, con la sua inutile affermazione di forza, come una vecchia statua di un condottiero di cui non importa più niente a nessuno.

Abbandonare l’orgoglio intellettuale significa innanzitutto liberare il proprio pensiero. Certo, le prime volte che rinuncia ad avere l’ultima parola avrà una sensazione di sconfitta, di inferiorità; ma se esce dall’idea del confronto e del dibattito intesi come un ring su cui si gioca il proprio valore, allora si approda alla bellezza del vero scambio, del dialogo fecondo.

Si raggiunge la libertà di poter dire quello che si pensa davvero, si può cambiare idea e si può anche osservare come spesso non vi sia una sola idea giusta, ma possano coesistere possibilità diverse, punti di vista che si integrano pur nell’essere opposti. Non bisogna dunque imporre “l’ultima parola” e pretendere di avere più ragione dell’altro, ma ascoltare, proporre, associare, mischiare, estrarre nuovi spunti. L’integrazione rappresenta sempre un livello più elevato di conoscenza e di libertà. Perché non perseguirla?

Le “vittime” dell’orgoglioso: lui stesso, gli altri e le relazioni

Rapiti dal bisogno di aver ragione e di dire l’ultima, spesso gli orgogliosi non si accorgono degli effetti negativi che producono negli altri. Ne esiste una vasta gamma: nei più insicuri si crea

  • senso di inadeguatezza,
  • dubbio continuo,
  • frustrazione

rispetto alle proprie idee e speranze; in quelli che si considerano paritari subentrano irritazione, nervosismo e insofferenza per l’impossibilità di avere un dialogo sano ed utile e, alla lunga, si manifesta la tendenza ad evitare tali relazioni.

Chi invece “vede” il fenomeno per quello che è, cioè un’espressione di aggressività mascherata (e, quindi, di insicurezza), può rassegnarsi e mostrare condiscendenza, lasciando campo libero all’orgoglioso come si fa con i bambini quando insistono su qualcosa. In tutti i casi, il dialogo e la relazione vengono inquinati pesantemente dal suo atteggiamento.

E sei tu l’orgoglioso? Fai così

  • Ascoltare per davvero: spesso non ascoltiamo realmente quello che dice l’interlocutore; stiamo solo in attesa che finisca di dire la sua, così che poi noi possiamo dire la nostra, e affermarla fino alla fine. Impariamo invece a porci in stato di ascolto attivo: le parole degli altri non devono essere solo sentite acusticamente, ma accolte con attenzione.
  • Attenzione alla compulsione: voler avere l’ultima parola spesso è un automatismo riflesso dietro al quale si cela l’insicurezza, il non sentirsi autorevoli. Se rinforziamo l’autostima, quindi, potremo probabilmente fare a meno dell’orgoglio.
  • Accettare la pluralità: possiamo anche pensare di avere ragione, in un dibattito, ma non è detto che debba terminare con un “vincitore” o con una conclusione netta e univoca. Anzi, i migliori dialoghi – eccetto quelli in cui si deve decidere qualcosa – sono spesso quelli dal “finale aperto”, che hanno un’incompiutezza dinamica, capace di far nascere altre riflessioni.
  • Occhio al contesto: l’orgoglio intellettuale acceca e impedisce di accorgersi dei segnali non verbali. Prestiamo attenzione al contesto e alla situazione dell’interlocutore: noi potremmo avere ragione in termini teorici, ma lui magari vive una realtà concreta differente dalla nostra.
  • No alle teorie pronto-uso: non ragioniamo per teorie pre-confezionate. Partiamo dal presupposto che le opinioni fisse sono rischiose e che la verità è sempre mutevole.

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

One who does this is a victim of pride and barricades himself in his own ideas, closing to the world and new: an affirmation of himself completely counterproductive.

In ancient Greece it was called “hubris”: the attitude, regarded superb, with which the man was trying to break free from the harsh laws to which the subjected him.

The same happened in the Christian Middle Ages, when those who, wanting to affirm their insights, went beyond the principle of ecclesiastical authority and knowledge required by the faith of that time and was accused of intellectual pride or even burned at the stake.

Fortunately, this “instinct of reason” overcame prejudice and resistance, and changed the world. Today, perhaps because now the streets of knowledge are open, this “intellectual libido” seems to have only the concept of pride.

An obstinate will, intransigent, touchy, to impose their thoughts, regardless from having right or not. It is precisely the “wanting to have the last word.” An attitude which many are even proud, as if it were a demonstration of value and mental strength, but it produces a lot of damage. It has nothing to do with knowing and reaching an objective point of view, in fact, it has become its regressive element against which the healthy instinct of freedom fights always.

So it prevents a real dialogue

Intellectual pride is characteristic of those who in a discussion are more concerned to assert their idea rather than to dialogue with others, of those who, while realizing that the other is right, still absurdly defend their position.

This is not mere stubbornness is

  • exercise in style,
  • verbal petulance,
  • masked aggression.

Something that, after all, impossible to be true and fruitful exchange with external reality: they consider only their own ideas, themselves. And, when because of the proud they have no ideas, they expect others to tell their own, and then to say something different or opposite, as well as to see what is its the right idea, the final one.

Where there is pride perishes freedom

Fortunately, as this attitude is rooted, change is not difficult. It should be realized that where there is pride, there is no freedom, and not to have freedom is not so much who suffers about having the “last word”, but just whoever says.

Who has to do with the proud, sooner or later ends up leaving in his convictions, and so is free to be able to think and to express himself as he sees fit with anyone else. The proud instead remains there, with his useless affirmation of strength, like an old statue of a leader of which it does not matter anything to anyone.

Abandoning the intellectual pride means firstly to free your thoughts. Sure, the first few times waiver to have the last word will have a feeling of defeat, of inferiority; but if it comes from the idea of ​​confrontation and debate intended as a ring on which you play your value, then one arrives at the beauty of the real exchange of fruitful dialogue.

You reach the freedom to say what you really think, you can change your mind and you can also see how often there is only one right idea, but different possibilities can coexist , viewpoints that integrate despite being opposites.

So no need to impose “the last word” and claim to have more than the right, but listen, propose, associate, mix, extract new insights. The integration always represents a higher level of knowledge and freedom. Why not pursue it?

The “victims” of the proud: he himself, others and relationships

Kidnapped by the need to be right and have the last word, often the proud person do not notice the negative effects that he produces in the other. There exists a wide range in the more insecure you create a sense of inadequacy, I still doubt, frustration with their ideas and hopes; those who consider themselves equal take over irritation, nervousness and impatience with the inability to have a healthy  and useful dialogue and, in the long run, there is a trend to avoid such relationships.

Those who “see” the phenomenon for what it is, that is an expression of aggression disguised (and therefore unsafe), may resign and indulgent, leaving the field open to the proud as you do with the children when they insist on something . In all cases, the dialogue and the relationship are heavily polluted by his attitude.

And you’re the proud? do this

  •  Listen really:  often we do not really listen to what the other person says; we’re just waiting for it to finish to tell her, so that then we can have our say, and affirm it to the end. Instead we learn to place ourselves in a state of active listening: the words of others must not only be heard acoustically, but greeted with caution.
  • Attention to compulsion: wanting to have the last word is often an automatic reflex behind which hides the insecurity, not feeling respected. If we reinforce self-esteem, then, we can probably do without pride.
  • Accepting the plurality: we can also think to be right, in a debate, but it is said that it must end with a “winner” or a clear and unambiguous conclusion. Indeed, the best dialogues – except those in which you have to decide something – are often the ones from the “open” final, that incompleteness dynamic, able to give birth to other reflections.
  • Keep an eye to the context: intellectual pride blinds and prevents notice of non-verbal signals. We pay attention to the context and the party’s situation: we could be right in theory, but he maybe live a reality different from our.
  • No theories ready-use: not reasoning  for pre-packaged theories. We assume that the fixed opinions are risky and that the truth is always changing.

SOURCE: Riza

 

 

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rodiola-stress-lavoro-1024x768Si chiama Lotus, ed è un fiore californiano utilissimo quando il sovraccarico di impegni intacca le riserve di energia vitale: ecco come usarlo

 

Fra le varie corolle, il fior di loto è uno degli spettacoli più belli della natura. Le sue radici affondano nel fondo fangoso di stagni, laghi e paludi, ma il lungo stelo si fa strada nell’acqua risalendo fino alla superficie, dove i boccioli si schiudono lentamente al sole, un petalo alla volta, in una meravigliosa fioritura rosata.

Con questi fiori si prepara Lotus, un rimedio californiano dalle preziose proprietà riarmonizzanti sull’intero organismo. Questo fiore agisce su tutti gli stati di grande emotività, accumulo di tensione, ansia e di confusione interiore, spesso somatizzati nel corpo sotto forma di dolori, accumulo di tossine o senso di malessere generale.

Questa essenza

  • favorisce un processo di depurazione fisica e psichica;
  • aiuta a liberare la mente da pensieri negativi o preoccupanti ed emozioni angosciose,
  • migliora la concentrazione,
  • la lucidità mentale e
  • la capacità di focalizzare l’attenzione su un obiettivo.

 

Lotus, il fiore della rigenerazione

Lotus promuove inoltre la disintossicazione dalle tossine accumulate dall’organismo per effetto

  • dell’inquinamento,
  • dell’assunzione di farmaci chimici o
  • della cattiva alimentazione,

facilitando così la purificazione generale.

In molti casi può anche accelerare il recupero da malattie e disturbi fisici, e per questo motivo Lotus si rivela utile in questo mese di febbraio, per riprendersi da influenze e disturbi respiratori da freddo.

Il rimedio viene considerato un ottimo alleato nel trattamento di qualunque disturbo psicosomatico, favorendo una dolce liberazione dalle emozioni che ci rendono

  • tristi,
  • oppressi,
  • tesi,
  • nervosi o
  • stressati.

 

Come usare il fiore californiano Lotus

Quando ci sentiamo sovraccarichi e oppressi da un accumulo di impegni familiari o professionali, regaliamoci un bel massaggio a base di Lotus per ritrovare serenità e pace interiore.

Versa 7 gocce di essenza in una tazzina di crema base, emulsiona con cura e spalma sul corpo con un delicato massaggio circolare.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

It is called Lotus, and is a very useful Californian flower when overload of commitments affect the reserves of life energy here is how to use it.

Among the various blooms, the lotus flower is one of the most beautiful spectacles of nature. Its roots lie in the muddy bottom of ponds, lakes and swamps, but the long stem makes its way into the water going up to the surface, where the buds will slowly open up to the sun, one petal at a time, in a beautiful pink flowering.

With these flowers prepare Lotus, a California remedy from precious harmonizing properties on the entire organism. This flower works across all been very emotional, build up of tension, anxiety and inner confusion, often somatized in the body in the form of pain, accumulation of toxins or general malaise.

This essence promotes a physical and mental purification process; It helps to free the mind of negative thoughts or disturbing and distressing emotions, improves concentration, mental clarity and ability to focus on a goal.

Lotus, the flower of regeneration

Lotus also promotes detoxification of toxins accumulated by the body from pollution effects, the intake of chemical drugs or poor diet, thus facilitating the overall purification.

In many cases it can also speed up recovery from diseases and physical disorders, and for this reason Lotus is useful in this month of February, to recover from influences and cold respiratory ailments.

The remedy is considered a good ally in the treatment of any psychosomatic disorder, favoring a sweet release from the emotions that make us sad, oppressed, tense, nervous or stressed.

How to use the Californian flower Lotus

When we feel overloaded and burdened by an accumulation of family or professional commitments’s present with a nice massage with Lotus to regain serenity and inner peace.

Poor 7 drops of essence in a basic cream cup, emulsifies with care and rubb on the body with a gentle circular massage.

SOURCE: Riza

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Fever-400x275Quando cambiano le stagioni siamo esposti al rischio di influenze e febbri: con questi tre alimenti abbassi la temperatura e stai subito meglio

 

Se guardiamo fuori dalla finestra ci sembra di vedere la primavera in arrivo. Le ore di luce stanno aumentando e anche le temperature rigide pian piano si attenuano. Tuttavia, questo è uno dei periodi peggiori per il nostro organismo.

Secondo alcuni studi nei periodi di transizione tra due stagioni il sistema nervoso autonomo viene indebolito. Questo, infatti, è contraddistinto dal sistema simpatico/parasimpatico, uno dei meccanismi fondamentali per la regolazione delle funzioni vitali. La conseguenza sarebbe una maggior vulnerabilità all’attacco degli agenti patogeni.

 

1. Orzo, il cereale rinfrescante che abbassa la febbre

È il classico “rimedio della nonna” sempre in auge. Questo antico e prezioso cereale possiede infatti proprietà antinfiammatorie e rinfrescanti, che aiutano l’organismo a combattere più efficacemente le alte temperature indotte dai vari agenti patogeni.

È importante specificare che quello tostato non è adatto allo scopo. Quando hai la febbre puoi preparare questo antico rimedio chiamato anche “tisana di Ippocrate”:

  • si versano una cinquantina di chicchi di orzo in un litro e mezzo di acqua.

Si porta a decozione per una mezz’ora-quaranta minuti, quindi si fa raffreddare e si filtra prima di bere. Si può assumere più volte durante la giornata.

 

2. Karkadè, il rimedio naturale che reidrata l’organismo

I fiori di Ibisco, conosciuti con il nome di Karkadè, sono ottimi per rinfrescare il corpo ed eliminare la sete tipica della febbre. Non a caso è usato da millenni nei Paesi molto caldi come l’Egitto.

Al pari dell’orzo, anche l’infuso dei suoi fiori disinfiamma l’organismo, lo aiuta a eliminare le tossine e potenzia il sistema immunitario. Se ne utilizzano due o tre grammi per tazza di acqua calda, due o tre volte al giorno.

 

3. Limone e arancia, i febbrifughi naturali

Sono due rimedi eccezionali per ridurre la temperatura corporea. Non solo svolgono una potente azione rinfrescante, ma entrambi sono dotati di preziose virtù antivirali e antibatteriche.

Allo scopo è bene adoperare anche la scorza grattugiata da aggiungere ai piatti freddi.

Attenzione però: in questo caso gli agrumi devono essere rigorosamente biologici.

Un ultimo consiglio: la parte bianca amarognola immediatamente sotto la buccia è ricchissima di sostanze antibatteriche, non dimenticare di usarla.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

When the seasons change we are exposed to the risk of flu and fevers: with these three foods you  lower your temperature and you’re instantly better

If we look out the window we seem to see the spring coming. The daylight hours are increasing and also the rigid temperatures slowly fade. However, this is one of the worst periods for our body. According to some studies in transitional periods between seasons the autonomic nervous system is weakened.

This, in fact, is characterized by the sympathetic / parasympathetic system, one of the fundamental mechanisms for the regulation of vital functions. This would result in increased vulnerability to attack by pathogens.

1. Barley, refreshing cereal that lowers fever

It’s the classic “grandmother’s remedy” always in vogue. This ancient and precious cereal in fact possesses anti-inflammatory and refreshing properties, which help the body to better combat the high temperatures caused by various pathogens.

It is important to specify that the toast is not fit for purpose. When you have a fever you can prepare this ancient remedy also called ” Hippocratic tea”:

  • pour fifty grains of barley in a quart and a half of water.

It leads to a decoction for a half hour to forty minutes, when it becomes cool and is filtered before drinking. It may take more times during the day.

2. Karkade, natural remedy that rehydrates the body

The hibiscus flowers, known as the Karkade, are great to refresh the body and eliminate the typical fever thirst. Not by chance is used for thousands of years in very hot countries such as Egypt. Like barley, also the infusion of its flowers soothes the body, it helps to eliminate toxins and strengthens the immune system. Use two or three grams per cup of hot water, two or three times a day.

3. Lemon and orange, natural febrifuges

They are two exceptional remedies to reduce body temperature. Not only they have potent refreshing effects, but both come with precious antiviral virtues and antibacterial properties. The purpose is good to also use the grated rind to be added to cold dishes.

But be careful: in this case, the citrus fruit must be strictly organic.

One last tip: the bitter white part immediately beneath the rind is full of antibacterial substances, do not forget to use it.

SOURCE: Riza

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info-dieta-alcalinaLa dieta alcalina è un modello alimentare con la funzione di limitare fortemente la produzione di acidi e favorire quella delle basi in modo tale da impedire l’acidificazione del sangue riducendo il rischio di sviluppare numerose malattie.

 

Questa dieta si basa sulla considerazione che un’alimentazione ricca di cibi acidi finisce col disturbare il bilancio acido-base dell’organismo, promuovendo la perdita di minerali essenziali, come il calcio ed il magnesio contenuti nelle ossa.

Per vivere bene è, infatti necessario bilanciare il più possibile i cibi acidi (pH minore di 7) e quelli alcalini (pH maggiore di 7).

Otto Heinrich Warburg, premio nobel per la medicina e grande studioso di fisiologica cellulare e respirazione cellulare, nel 1932 affermò che la causa primaria del cancro è proprio l’acidità dell’organismo. Secondo i suoi studi l’assunzione di troppi cibi acidi e la scarsa attività fisica non permettono alle cellule di ossigenarsi adeguatamente; infatti le cellule tumorali vivono in un ambiente acido e carente di ossigeno.

L’acidità di un alimento non si misura allo stato fresco bensì sulle ceneri che ne rimangono in seguito alla combustione. Queste sostanze inorganiche possono comportarsi come acidi o basi e come tali partecipare al mantenimento del normale PH organico. Il nostro sangue è leggermente alcalino ed in condizioni normali ha un pH tra 7,35 e 7,45, tale valore è dovuto dall’equilibrio tra produzione ed escrezione di sostanza acide e alcaline. Il corpo umano, infatti, ha una tendenza naturale all’acidità, poiché durante le attività metaboliche produce continuamente scorie acide.

Lo scopo della dieta alcalina è quello di massimizzare l’efficenza del nostro organismo combattendo al contempo tutti quei sintomi tipici della cattiva digestione; presenza di gas, alito cattivo e bruciore allo stomaco sono tutti sintomi di una digestione difficile dovuta alla fermentazione dei cibi. Spesso infatti introduciamo nuovo cibo prima che venga assimilato quello precedente, acidificando con una nuova digestione ulteriormente lo stomaco.

Come si fa a capire se i liquidi nel nostro organismo sono troppo acidi o troppo alcalini?

E’ necessario acquistare della carta nitrazione (o cartina tornasole) e applicare su di essa della saliva o dell’urina. La carta cambierà colore indicando se il vostro sistema è troppo acido o troppo alcalino. Questa cartina tornasole diverrà rossa o azzurra a seconda dell’acidità del liquido.

A differenza del sangue la nostra saliva si avvicina alla neutralità con un tasso che oscilla tra 6,5 e 7,4, è consigliato sottoporsi a questo test lontano dai pasti per non intaccarne il risultato.

Quali sono i cibi acidi e i cibi alcalini?

Cibi alcalini: ortaggi, frutta e verdura in genere, yogurt, olio extravergine, tisane alle erbe, tè verde, avocado, melone, barbabietole, soia, datteri, cavolo, carote, rape e ravanelli sono solo alcuni degli elementi altamente alcalini.

Cibi acidi: tè nero, caffè, alcolici, pancetta e salumi in genere, carne rossa, pollo, pesce, latte e formaggi di ogni genere, cereali e farine che derivano da essi, lenticchie, fagioli, zucchero, cioccolato, pane, pasta e alcune verdure tra cui melanzane, peperoni, e pomodori.

 

Ovviamente non è possibile escludere totalmente dalla propria dieta i cibi acidi, il consiglio è quindi quello di cercare di compensare il più possibile assumendo cibi alcalini nella giusta quantità, in modo da riequilibrare il nostro organismo per essere più sani ed efficienti.

Ecco a voi una gallery dei cibi alcalini per eccellenza:

Le rape sono perfette come condimento per paste o insalate

Le carote al forno sono un ottimo contorno super alcanino

L’avocado è buono da gustare anche semplice, condito con un filo d’olio e sale

Zuppa di barbabietole con pistacchi tostati

 

FONTE: Babalove

 

 

(ENGLISH VERSION)

The alkaline diet is a food model with the function to strongly limit the production of acids and encourage that of the alkaline in such a way as to prevent acidification of the blood by reducing the risk of developing several diseases.

This diet is based on the consideration that a diet rich in fatty foods ends up disturbing the balance acid-base, promoting the loss of essential minerals such as calcium and magnesium content in bones.

To live well is, in fact necessary to balance as much as possible the acidic foods (pH less than 7) and those alkaline (pH greater than 7).

Otto Heinrich Warburg, Nobel Prize for medicine and a great scholar of physiological cell and cell respiration, in 1932 stated that the prime cause of cancer is just the body’s acidity. According to his studies taking too many acidic foods and lack of physical activity does not allow the cells to oxygenate adequately; in fact cancer cells live in an acid environment and oxygen deficient.

The acidity of a food is measured not on its freshness but from the ashes that remain after combustion. These inorganic substances can behave as acids or alkaline and as such participate in the maintenance of normal organic PH. Our blood is slightly alkaline and in normal circumstances has a pH between 7.35 and 7.45, this value is due to the balance between production and excretion of acidic and alkaline substance. The human body, in fact, has a natural tendency to acidity, since during the metabolic activities it continuously produces acid waste.

The purpose of the alkaline diet is to maximize the efficiency of our organism while combating all those typical symptoms of indigestion; presence of gas, bad breath and burning in the stomach are all symptoms of a difficult digestion due to the fermentation of food. Often, in fact, we introduce new food before it is assimilated the previous one, by acidifying with a new digestion stomach further.

How do you figure out if the liquid in the body is too acidic or too alkaline?

You must purchase the nitrazina paper and apply on it the saliva or urine. The paper will change color indicating if your system is too acidic or too alkaline. This litmus test will become red or blue depending on the acidity of the liquid.

Unlike blood our saliva comes close to neutrality with a rate of between 6.5 and 7.4, it is recommended to undergo this test without a meal for not taking away the result.

What are acidic foods and alkaline foods?

alkaline foods: vegetables, fruit and vegetables in general, yogurt, olive oil, herbal teas, green tea, avocados, cantaloupe, beets, soybeans, dates, cabbage, carrots, turnips and radishes are among the highly alkaline elements.

acidic foods: black tea, coffee, alcohol, bacon and cold cuts, red meat, chicken, fish, milk and cheeses of all kinds, cereals and flours derived from them, lentils, beans, sugar, chocolate, bread, pasta and some vegetables including eggplant, peppers, and tomatoes.

Obviously you can not totally exclude from your diet acidic foods, the advice is therefore to try to compensate as much as possible taking alkaline foods in the right amounts, so as to rebalance the body to be healthier and more efficient.

Here is a gallery of alkaline foods par excellence:

Turnips are perfect as a sauce for pasta or salads

 Baked carrots are an excellent side dish of alkaline super

Avocado is good to also enjoy simple, seasoned with a little olive oil and salt

Beet soup with roasted pistachio

SOURCE: Babalove

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te-verde-alzheimerAltro che latte, bere tè potrebbe essere uno dei segreti per avere ossa forti. Secondo una ricerca australiana chi ne consuma 3 tazze al giorno vede ridurre il rischio di fratture del 30%.

 

Lo studio, condotto dalla Flinders University su circa 1200 donne (età media 80 anni) e pubblicato dall’American Journal of Clinical Nutrition, ha messo in relazione l’abitudine di bere tè con la salute delle ossa. Il campione era volutamente femminile dato che, come è noto, l’osteoporosi è una malattia che riguarda molto da vicino il gentil sesso, soprattutto in tarda età.

Le anziane sono state monitorate per 10 anni e in questo arco temporale sono state registrate 288 fratture, di cui 129 all’anca. Si è potuto notare così, incrociando i dati, che le donne che bevevano almeno tre tazze di tè ogni giorno (nero o verde) avevano un terzo di possibilità in meno di incorrere in fratture ossee rispetto a chi invece consumava sporadicamente questa bevanda o addirittura mai.

I ricercatori hanno concluso che il tè potrebbe essere inserito a tutti gli effetti in una dieta pensata ad hoc per la prevenzione delle fratture ossee e dell’osteoporosi.

I benefici del tè sarebbero imputabili ai flavonoidi, sostanze vegetali antiossidanti presenti nelle foglie in grado di accelerare la formazione di nuove cellule del tessuto osseo, rallentando la degradazione di quelle già esistenti. Anche se il meccanismo non è del tutto chiaro, come ha dichiarato Sarah Leyland, della National Osteoporosis Society:

  • “Il consumo di tre o più tazze di tè ogni giorno è un’attività piacevole e secondo i risultati di questo studio aiuta a mantenere la salute delle ossa tra le donne anziane. Non è chiaro però se questo avviene perché il tè contiene flavonoidi, composti a base di piante, fluoro o qualcos’altro. Tuttavia, in generale, una dieta ben equilibrata con adeguato apporto di calcio, proteine e molta frutta e verdura fornirà le sostanze nutrienti di cui le ossa hanno bisogno”.

Come sempre quindi, non è una singola sostanza ad aiutarci, ma un insieme di nutrienti che possiamo assumere al meglio con una sana e varia alimentazione.

FONTE: Francesca Giaggioli (GREENME)

 

(ENGLISH VERSION)

More than milk, drinking tea may be one of the secrets for strong bones. According to an Australian research those who consume 3 cups per day sees reduce the risk of fractures by 30%.

The study, led by Flinders University on approximately 1,200 women (average age 80 years) and published in the American Journal of Clinical Nutrition, has linked the habit of drinking tea with bone health. The sample was intentionally women since, as is known, osteoporosis is a disease that relates very closely the fairer sex, especially in old age.

Older women were monitored for 10 years and in this period were recorded 288 fractures, including 129 hip. It has been noted as well, the combination of data, that women who drank at least three cups of tea every day (black or green) had a third less chance of incurring bone fractures than those who consumed this drink sporadically or never .

The researchers concluded that the tea may be added to all for the effects in a diet designed specifically for the prevention of bone fractures and osteoporosis.

The benefits of tea would be attributable to flavonoids, vegetable antioxidants substances present in the leaves are able to accelerate the formation of new cells of the bone tissue, slowing degradation of existing ones. Although the mechanism is not entirely clear, as stated by Sarah Leyland, the National Osteoporosis Society:

  • “The consumption of three or more cups of tea every day is an enjoyable activity and according to the results of this study it helps to maintain bone health among older women. It is not clear if this is because tea contains flavonoids, plant-based compounds, fluorine or something else. However, in general, a well-balanced diet with adequate calcium, protein and lots of fruits and vegetables will provide the nutrients of which bones need “.

As always, therefore, it is not a single substance to help us, but a set of nutrients that we can take the best with a healthy and varied diet.

If reading this news I felt like drinking a nice cup of tea, here are our tips to make you well. 

SOURCE: Francesca Giaggioli (GREENME)

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respirare-sanoI polmoni sono organi di grandi dimensioni che occupano gran parte della cavità toracica e sono il sito di scambio tra organismo interno e mondo esterno.

 

Nella Medicina Tradizionale Cinese si dice che i polmoni siano il luogo in cui il “qi fuori dal corpo incontra il qi interiore”.

Nella Medicina Tradizionale Cinese la salute della tua pelle e la potenza del tuo sistema immunitario dipendono largamente dalla salute dei polmoni.

I tessuti dei polmoni sono molto delicati e suscettibili alle irritazioni, soprattutto nelle stagioni fredde.

Le persone con polmoni in salute hanno un rivestimento leggero e umido che protegge tutte le membrane mucose; in unione con una pelle ben nutrita ed energizzata questa difesa tiene alla larga gli attacchi da parte del clima freddo, virus e altri patogeni.

Questo fornisce una buona protezione da influenza e raffreddore e una buona immunità generale.

Al contrario, troppo muco nelle membrane provoca congestione nasale, condizioni a polmoni e bronchi e raffreddori frequenti.

Molti dei problemi ai polmoni sono dovuti ad una vita sedentaria.

Un’attività fisica insufficiente può essere motivo di una povera respirazione ed eliminazione. I problemi ai polmoni sono aggravati anche da una dieta scorretta, troppo cibo, troppi derivati del latte, medicinali, sigarette e cibo raffinato in eccesso.

Ecco alcune strategie per mantenere i polmoni e il respiro in buona salute.

1. Riduci l’esposizione al cloro e agli agenti inquinanti

Cerca di bere solo acqua depurata e non acqua del rubinetto, che può contenere alte quantità di cloro. E ricorda che lesposizione al cloro non viene solo dall’acqua che bevi, ma si può anche assorbire e inalare (l’acqua delle piscine e della doccia ti espone ad alte quantità di cloro) (1).

Limita anche l’esposizione agli agenti inquinanti. Tra questi abbiamo fumi di scarico e inquinamento. Gli agenti irritanti nell’atmosfera possono influenzare la naturale capacità dei polmoni di guarirsi aumentando la produzione di muco, tosse e fastidi.

Cerca quindi di fare passeggiate il più lontano possibile dallo smog.

2. Respira profondamente dal naso e non con la bocca

Il passaggio della cavità nasale aiuta a riscaldare, umidificare e purificare l’aria che entra.

Respirando dal naso, l’aria che eventualmente raggiunge i polmoni contiene meno agenti irritanti (come batteri e corpi estranei), ed è calda e umida.

Prova adesso: fai una bella inspirazione son il naso e senti la tua gabbia toracica espandersi davanti e dietro. Espira e ripeti.

3. Evita i cibi che producono muco in eccesso

Avere più muco nei tuoi polmoni significa minore efficienza dei polmoni.

E’ importante fare una dieta pulita ed evitare i seguenti cibi che producono muco: zucchero raffinato, farinacei, tutto ciò che è bianco e processato, glutine, derivati del latte (e tutto ciò a cui sei intollerante o allergico in generale), ingredienti chimici nel cibo.

4. Evita cibi e bevande freddi

I tessuti dei polmoni sono particolarmente sensibili e i cibi e le bevande fredde li sottopongono a costrizione.

Quindi preparati pietanze calde e ben cotte durante la stagione fredda, come tisane calde, zuppe e vegetali cotti. Anche la cottura in forno è adatta a questo scopo e a questo periodo dell’anno.

Rimedi per il muco e per il benessere del respiro

Fungo reishi e le bacche di goji sono due rimedi che fanno bene alla respirazione e aiutano a sciogliere il muco e a potenziare il respiro.

Le bacche di goji puoi prenderle a colazione, ad esempio con il porridge o con la frutta.

Il fungo reishi puoi prenderlo in capsule (mattina e pranzo), cominciando con 1 capsula, fino ad arrivare a 2.

Lenitivo delle vie aeree

  • 5g di foglie di menta
  • 100 ml di acqua
  • 10g di radice di zenzero fresco

Metti in infusione in acqua calda lo zenzero tritato con la menta, preparando un infuso. Utilizza caldo come tisana o freddo per fare i gargarismi. Mentre lo prepari, respirane i vapori ad occhi chiusi. Dà sollievo alle vie respiratorie infiammate da raffreddore e tosse.

Copri gli occhi per non irritarli.

Infine ricorda che la Medicina Cellulare lavora bene su respiro e vie aeree.

 

FONTE: EnergyTraining

 

(ENGLISH VERSION)

The lungs are  large organs occupying most of the chest cavity and are the site of exchange between inner body and the outside world.
In Traditional Chinese Medicine it is said that the lungs are the place where the “qi out of the body meets the inner qi.

In traditional Chinese medicine the health of your skin and the power of your immune system largely depend on lung health.
The tissues of the lungs are very delicate and susceptible to irritation, especially in the cold seasons.
People with healthy lungs have a light and moist coating that protects all mucous membranes; in conjunction with a well-nourished and energized this defense takes away  from the cold weather attacks, viruses and other pathogens.
This provides good protection from colds and flu and a good overall immunity.

Conversely, too much mucus in the membranes causes nasal congestion, conditions in the lungs and bronchitis, and frequent colds.

Many of lung problems are due to a sedentary lifestyle.

Insufficient physical activity may give rise to a poor respiration and elimination. The lung problems are also aggravated by

  • poor diet,
  • too much food,
  • too many dairy products,
  • medicines,
  • cigarettes and
  • processed food in excess.

Here are some strategies to keep the lungs and breathing healthy.

1. Reduce exposure to chlorine and to pollutants

Try to drink only purified water and not tap water, which may contain high amounts of chlorine. And remember that exposure to chlorine is not only in the water you drink, but you can also absorb it and inhale (swimming pool water and shower exposes you to high amounts of chlorine) (1).

It also limits exposure to pollutants. Among these we inhale  fumes and pollution. The irritants in the atmosphere can affect the natural ability of the lungs to heal itself by increasing the production of mucus, coughing and discomfort.
Try to take walks as far away as possible from the smog.

2. Breathe deeply through your nose and not your mouth

The passage of the nasal cavity helps to heat, purify and humidify the air that enters.
Breathing in through the nose, the air that eventually reaches the lungs contains fewer irritants (such as bacteria and foreign bodies), and it is warm and humid.
Try it now: Make a beautiful inspiration are the nose and feel your ribcage expanding front and back. Exhale and repeat.

3. Avoid foods that produce excess mucus

Having more mucus in your lungs means less efficiency of the lungs.
It is important to do a detox diet and avoid the following foods that produce mucus:

  • refined sugar,
  • flour,
  • everything is white and processed,
  • gluten,
  • milk derivatives (and anything to which you are allergic or intolerant in general), chemical ingredients in food.

4. Avoid foods and cold drinks

The tissues of the lungs are particularly sensitive, and the foods and cold drinks subject them to compulsion.
So  prepared hot dishes and well cooked during the cold season, like hot drinks, soups and cooked vegetables. Even baking in the oven is suitable for this purpose and in this time of year.

Remedies for mucus and for the well being of breathing

Reishi mushroom and goji berries are two remedies that are good for your breathing and help loosen mucus and to strengthen the breath.
The goji berries can take them at breakfast, eg porridge or fruit.
The reishi mushroom can take it in capsule (morning and lunch), starting with 1 capsule, up to 2.

Soothing airway with this recipe 

  • 5g of mint leaves
  • 100 ml of water
  • 10g of fresh ginger root

Put in infusion in hot water chopped ginger with mint, preparing an infusion. Use hot as tea or cold to gargle. As he prepares, respirane vapors with closed eyes. It soothes inflamed airways from cold and cough.

Cover your eyes for not irritate them.
Remember that the Cellular Medicine works well on breathing and airway.

SOURCE: EnergyTraining

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uid_152abc1839c.650.340Preparate in questo modo, le salse diventano un grande alleato del dimagrimento, aiutandoti a sentirti sazia già con piccole quantità

 

Anche i cibi più innocui, come le verdure, se conditi con troppo olio o sale, diventano un rischio per la linea.

Quindi è meglio accompagnarli con le salse, evitando però i prodotti industriali preparati con l’aggiunta di aromi e conservanti, oli vegetali (spesso di palma), zucchero e sale.

Per questo puoi provare a preparare salse fresche, paste e intingoli appetitosi e poveri di grassi. Come base usa lo yogurt magro (greco o vegetale) o il latte, la panna o la besciamella di soia, assieme a poche gocce di extravergine spremuto a freddo.

Qui trovi una raccolta di ricette di salse ipocaloriche che a seconda degli ingredienti appagano il palato, attivano il metabolismo e sciolgono gli accumuli di grasso.

1. Salsa tzatziki, anti ristagni

Questa tipica salsa greca si ottiene frullando 2-3 cetrioli con yogurt, aglio tritato e aneto. Aggiungi un cucchiaio di aceto, regola di olio, sale e pepe. Decorate con fettine di cetriolo e una fogliolina di menta. Accompagnala ai pinzimoni e alle insalate di legumi. Il cetriolo è diuretico, lo yogurt è un ottimo alimento per mantenere in salute la flora intestinale, l’aglio è un grande antibatterico.

2. Salsa alla ricotta saporita: combatte cuscinetti e flaccidità

Acquista della ricotta di capra (più digeribile rispetto alla ricotta di latte vaccino) e aggiungi erbe e aromi a piacere. Regola di pepe: insieme alle verdure cotte diventa un piatto unico, proteico e leggero.

3. Salsa al wasabi: riduce il punto vita

Mescola un cucchiaino di pasta wasabi, un vasetto di yogurt greco magro, un cucchiaino di semi di sesamo e frulla. Servi questa salsa con pesce lessato, carpacci, carni magre e vegetali sbollentati. Apporta calcio, grassi buoni e sostanze solforate, altamente depurative.

4. Pasta di olive: apporta “grassi buoni” che prevengono i cedimenti

La pasta di olive si prepara facilmente anche in casa. Basta procurarsi una tazza di olive verdi oppure nere denocciolate (possibilmente non sott’olio) e frullarle nel mixer. Poi allunga questo composto con 2-3 cucchiai di yogurt magro liquido e, se necessario, con pochissima acqua. Otterrai una crema delicata, appetitosa, ricca di grassi buoni e soprattutto poco calorica, ottima per condire un piatto di pasta integrale oppure da spalmare su una fetta di pane integrale.

5. Tahin, combatte smagliature e grasso molle

Il tahin è una pasta d’origine mediorientale preparata con semi di sesamo, triturati finemente, con l’aggiunta di olio di sesamo, oppure olio di girasole. Bisogna accertarsi che l’olio utilizzato sia sempre spremuto a freddo. Prima di macinare i semi, sarebbe opportuno tostarli. Ne risulterà una crema dal sapore molto marcato, ottima da abbinare alle verdure cotte più delicate (bietole, carote, patate, finocchi lessati) oppure alle crudité.

Il sesamo è un seme ricco di acidi grassi polinsaturi che prevengono le flaccidità. L’apporto calorico di questa salsa è elevato e dunque va utilizzata in piccole dosi.

6. Guacamole: rafforza cuore, respiro e ricompatta i tessuti

Questa salsa si ottiene dal frutto dell’avocado maturo con l’aggiunta di limone, aglio, cipolla tritata, peperoncino grattugiato, sale e pepe. Per renderla più ricca, si può aggiungere dello yogurt greco magro. L’avocado contiene una bassa percentuale di zuccheri semplici e una buona dose di grassi (acido linoleico e Omega 3) che fanno bene al cuore e a tutto il sistema cardiovascolare.

7. Hummus: regala fibre e proteine super rassodanti

L’hummus, come il tahin, è una specialità della tradizione araba, ma in aggiunta al sesamo ci sono i ceci. Una volta lessati, frulla una tazza di ceci insieme a una manciata di prezzemolo, mezzo limone spremuto, mezzo spicchio d’aglio tritato, un cucchiaino di semi di lino (fonte di Omega 3 e 6). Ne risulterà una crema ricca di proteine vegetali e fibra, da abbinare al pinzimonio e ad altri piatti vegetali.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Prepared in this way, the sauces become a great ally of weight loss, helping you feel satisfied already with small amounts

Even the most innocuous foods, like vegetables, though seasoned with too much oil or salt, they become a risk to your shape. So it is better to accompany with the sauces, yet avoiding the processed products with the addition of flavorings and preservatives, vegetable oils (often palm), sugar and salt.

For this you can try to prepare fresh sauces, pastas and delicious sauces and low in fat. As a basis uses the low-fat yogurt (greek or vegetable) or the milk, cream or soy sauce, along with a few drops of extra virgin cold-pressed olive oil. Here is a collection of recipes for low-calorie sauces that depending on the ingredients satisfy the taste, activate metabolism and melt away fat deposits.

1. Tzatziki sauce, anti stagnation

This typical Greek sauce is obtained by blending 2-3 cucumbers with yogurt, chopped garlic and dill. Add a tablespoon of vinegar, oil sets, salt and pepper. Decorated with cucumber slices and a mint leaf. Take it to the dips and bean salads. The cucumber is diuretic, yogurt is an excellent food to maintain healthy intestinal flora, garlic is a great antibacterial.

2. Tasty ricotta sauce fights bearings and flaccidity

Purchase of goat cheese (more digestible than the cow’s milk cheese) and add herbs and spices to taste. Rule of pepper: along with cooked vegetables become a single dish, rich in protein and light.

3. Wasabi sauce: reduce the waistline

Mix a teaspoon of wasabi paste, a greek yogurt jar, a teaspoon of sesame seeds and blend. Servants this sauce with boiled fish, carpaccio, lean meats and vegetables blanched. It provides calcium, good fats and sulfur substances, highly purifying.

4. Tapenade: brings “good fats” that prevent sagging

The paste is easy to prepare in your own kitchen. Just get a cup of black or green olives, pitted (possibly not in oil) and blend them in a food processor. Then extends this compound with 2-3 tablespoons of low-fat yogurt liquid and, if necessary, with very little water. You will get a delicate cream, tasty, rich in good fats and especially low in calories, excellent for seasoning a dish of whole wheat pasta or spread on a slice of whole wheat bread.

5. Tahini, combats stretch marks and soft fat

Tahin is a paste of Middle Eastern origin prepared with sesame seeds, finely shredded, with the addition of sesame oil, or sunflower oil. We must ensure that the oil used shall be cold pressed. Before you grind the seeds, it would be appropriate to toast them. The result will be a cream with a very strong taste, excellent to combine the most delicate cooked vegetables (beets, carrots, potatoes, fennel boiled) or the crudités.

Sesame is a seed rich in polyunsaturated fatty acids that prevent flaccidity. The calorie content of this sauce is high and therefore must be used in small doses.

6. Guacamole: strengthens the heart, breath and repackages the tissues

This sauce is obtained from the fruit ripe avocado with the addition of lemon, garlic, chopped onion, grated pepper, salt and pepper. To make it more rich, you can add the greek yogurt. The avocado contains a low percentage of simple sugars and a fair amount of fats (linoleic acid and Omega 3) that are good for the heart and the entire cardiovascular system.

7. Hummus: gives super firming fiber and protein

The hummus, such as tahini, is a specialty of the Arab tradition, but added on the sesame are the chickpeas. Once cooked, mix a cup of chickpeas along with a handful of parsley, lemon juice, half a clove of minced garlic, a teaspoon of flaxseed (source of Omega 3 and 6) and a teaspoon of tahin. The result will be a cream rich in vegetable protein and fiber, to match the dip and other vegetable dishes.

SOURCE: Riza

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cause-dellalito-cattivoL’alitosi è un problema che può causare grandi disagi, per fortuna è facilmente risolvibile grazie ai rimedi naturali: prova con prezzemolo, verbena odorosa e chicchi di caffè

 

L’alito, miscuglio di gas che fuoriesce dai polmoni durante l’espirazione ed esala dalla bocca, è un indicatore di buono o cattivo stato delle funzioni digestive, epatiche e respiratorie.

L’alitosi può avere diverse cause:

  • un cattivo stato della bocca e della gola (stomatite, angine, amigdaliti, carie),
  • affezioni dell’apparato digerente (esofago, stomaco, intestino) o
  • problemi delle vie respiratorie (rinite cronica).

L’alitosi può anche essere provocata da alcuni alimenti, come il tanto temuto aglio o la cipolla. Un alito cattivo persistente rende necessario uno studio medico approfondito per ricercare una delle eventuali cause sopra elencate.

I chewing gum possono aiutarci a coprire l’alito cattivo, ma non risolvono i problemi che danno origine a questo problema. Anzi se contengono zuccheri creeranno acidità nell’apparato digerente aggravando il problema. Alitosi: ecco i rimedi naturali più efficaci:

1. Idratarsi: la prima arma contro l’alito cattivo

Bere tanta acqua e idratare il corpo è il primo rimedio per prevenire ed eliminare le crisi di alitosi. Infatti l’acqua limita la produzione di quegli elementi che provocano l’alitosi, depura l’ apparato digerente eliminando le tossine e pulisce stomaco e intestino.

Inoltre l’acqua riequilibra l’acidità dello stomaco, che può essere una delle cause dell’alito cattivo. Insomma, con l’acqua non si sbaglia. Puoi unire l’idratazione al crescione: quando hai l’alito cattivo mastica delle foglioline di crescione.

 

2. Prezzemolo

Uno dei rimedi naturali contro l’alitosi è il prezzemolo. E’ ricchissimo di antiossidanti. Elimina le tossine e ripristina le funzioni digestive riassorbendo i composti sulfurei volatili che causano i cattivi odori.

Mastica per quindici minuti un rametto di prezzemolo fresco. Poi, dopo averlo sputato, mangia una mela. Per dare il colpo di grazia all’alito pesante puoi anche anche bere un tè con un po’ di succo di limone o d’arancia.

 

3. Chicchi di caffè o chiodi di garofano: utili anche contro l’aglio

Se hai un appuntamento galante prova a masticare un chicco di caffè o un chiodo di garofano. E’ molto efficace anche quando abbiamo mangiato dell’aglio.

 

4. Tisana alla verbena odorosa

Se hai un po’ più di tempo a disposizione puoi preparare una decozione di verbena, preferibilmente di verbena odoroda. In alternativa puoi usare la citronella. Metti in 25 cl d’acqua fredda un cucchiaio di verbena odorosa, porta a ebollizione e lascia bollire alcuni secondi. Poi togli dal fuoco e lascia la verbena odorosa in infusione per dieci minuti. Filtra e bevi. Se l’alitosi è persistente bevine più tazze nel corso della giornata.

 

5. Succo di pomodoro la mattina

Un altro rimedio efficace contro l’alitosi è il succo di pomodoro maturo il mattino a digiuno o il succo di carote grattuggiate (100/200 g al giorno). Il succo di pomodoro o di carote innesca un processo digestivo che mantiene l’alito fresco per tutto il giorno.

 

6. L’igiene orale

Se soffri spesso di alitosi rinforza l’igiene dentale. Lava sempre i denti la sera prima di andare a letto e mescola nell’acqua di risciacquo del sale marino e del succo di limone per purificare al massimo la bocca. Non esagerare con il succo di limone per non danneggiare lo smalto dei denti.

FONTE: Riza

 

 

(ENGLISH  VERSION)

Bad breath is a problem that can cause great inconvenience, fortunately it can be easily solved thanks to natural remedies: try with parsley, lemon verbena and coffee beans

The breath, the gas mixture escaping from the lungs during exhalation, and exhale from the mouth, is a good indicator or poor state of the

  • digestive system,
  • liver and
  • respiratory system.

Bad breath can have several causes:

  • a bad state of the mouth and throat (stomatitis, tonsillitis, amigdaliti, caries),
  • digestive diseases (esophagus, stomach, intestines)
  • respiratory problems (chronic rhinitis).

Bad breath can also be caused by certain foods, such as the dreaded garlic or onion. Persistent bad breath necessitates a thorough medical study to research one of the possible causes listed above.

The chewing gum may help to cover bad breath, but do not solve the problems that give rise to this problem. Indeed if they contain sugar they will create acidity in the digestive tract compounding the problem. For halitosis here is the most effective natural remedies:

1. Hydrate: the first weapon against bad breath

Drink plenty of water and hydrate the body is the first remedy to prevent and eradicate the crisis of halitosis. In fact the water limits the production of those elements that cause bad breath, cleanses the digestive system by removing toxins and cleanses the stomach and intestines.

Furthermore, the water balances the acidity of the stomach, which can be one of the causes of bad breath. In short, with the water you do not mistaken. You can combine the watercress hydration: when you have bad breath chew the leaves of watercress.

2. Parsley

One of the natural remedies for halitosis is the parsley. And it is rich in antioxidants. It removes toxins and restores the digestive functions reabsorbing the volatile sulfur compounds that cause bad odors.

Chews for fifteen minutes a sprig of fresh parsley. Then, after spitting, eat an apple. To give the coup de grace to bad breath can also drink tea with a little slice of lemon or orange.

3. Coffee beans or cloves: are also useful against garlic

If you have a date try to chew a coffee bean or a clove. It is very effective even when we ate garlic.

 

4. Herbal tea with lemon vervain

If you have a little more time available you can prepare a decoction of vervain, preferably verbena odoroda. Alternatively you can use lemongrass. Put in 25 cl of cold water a tablespoon of lemon verbena, bring to the boil and let boil for a few seconds. Then remove from heat and let the lemon verbena to infuse for ten minutes. Filter and drink. If bad breath is persistent drink more cups throughout the day.

 

5. Tomato juice in the morning

Another effective remedy for halitosis is the ripe tomato juice in the morning on an empty stomach  or the juice of carrots grated (100/200 g per day). The tomato juice or carrot triggers a digestive process that maintains the fresh breath throughout the day.

 

6. Oral hygiene

If you suffer from halitosis often reinforce your dental hygiene. Always wash your teeth at night before going to bed and mix in the water rinse the sea salt and lemon juice to cleanse the mouth wide. Do not exaggerate with lemon as it can damage the enamel. 

 

SOURCE: Riza

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imagesL’infiammazione è una risposta di difesa del nostro corpo, molto potente e benefica, contro le infezioni.

Quando l’infiammazione diventa cronica, però, è causa di molti problemi.

Segni di infiammazione cronica sono

  • gonfiore,
  • pesantezza,
  • eruzioni cutanee,
  • mal di testa,
  • livelli di colesterolo sfasati,
  • malattie cardiache,
  • artrite e
  • patologie del cervello.

Quasi tutti i disturbi hanno alla base un’infiammazione.

Le tossine, sia quelle all’interno del corpo sia quelle esterne, possono innescare la risposta infiammatoria.

L’infiammazione è come un iceberg nell’oceano – quello che si vede è solo la punta, ma in realtà è qualcosa di molto più profondo e invasivo.

Non è sempre facile capire la causa di un’infiammazione, ma il cibo è in genere alla radice di questo problema.

Quando elimini gli alimenti “infiammatori” – i principali sono derivati del latte, glutine e soia – e aggiungi cibi che riducono le infiammazioni in eccesso, il corpo si rimette pian piano in sesto.

La pelle migliora, puoi ritrovare il peso forma, il gonfiore diminuisce e il corpo ritorna a uno stato di equilibrio.

Ecco 5 cibi da cui ti conviene stare alla larga per ridurre le infiammazioni.

1. Glutine

Il glutine è una proteina che si trova nel grano e in alcuni cereali come segale, orzo, farro e kamut.

Il glutine è quella colla che rende il pane soffice e lo “tiene tutto insieme”.

Questa proteina collosa si attacca alle pareti dell’intestino dove provoca problemi di digestione e compromette il buon funzionamento del sistema immunitario.

Il grano raffinato oltre al glutine ha anche un altro problema: è stato privato di tutti i nutrienti, quindi in sostanza non è di alcun beneficio, ma crea solo infiammazione.

Molte persone confondono il glutine con l’amido, dal momento che questi termini sono spesso usati per descrivere cose come pasta e pane.

In ogni caso alcuni amidi sono eccellenti per il corpo, mentre il glutine non lo è.

L’amido è un carboidrato che si trova nella maggior parte del cibo. Il riso, per esempio, è un alimento senza glutine, ma è un amido. E così anche patate, lenticchie e quinoa per dirne alcuni.

Inserire amidi nella dieta va bene, ma sempre senza esagerare, facendo in modo che non siano gli unici protagonisti dei nostri piatti.

2. Derivati del latte

La caseina del latte di mucca è difficile da distruggere per il sistema digerente della maggior parte delle persone e in molti genera infiammazione.

Il processo di pastorizzazione rende il latte dannoso e indigesto, distruggendo le vitamine e gli enzimi che servirebbero per digerirlo.

L’uso quotidiano di latte pastorizzato (quindi privo di enzimi), fino all’età adulta, comporta una sensibilizzazione e diversi problemi di digestione.

Un altro importante effetto dannoso che il latte ha sul nostro corpo si manifesta nelle articolazioni perché produce un eccesso di acidità nel nostro torrente sanguigno e per compensare questa situazione e riportare in equilibrio il livello acido-basico, il corpo preleva minerali preziosi dai depositi delle nostre ossa.

Non aiuta inoltre il fatto che molti animali sono allevati con ormoni e antibiotici, che aumentano l’effetto infiammatorio del corpo.

I derivati da latte crudo sono una scelta migliore, e la maggior parte delle persone li tollera bene.

I derivati del latte vanno evitati completamente da chi ha muco, digestione debole, funghi e candidadalla COSTITUZIONE CON TOSSINE e da chi è in SOVRAPPESO

3. Soia

Uno dei problemi della soia è che la maggior parte di quella che trovi in vendita e nei prodotti confezionati è altamente processata (pensa alla “soia isolata” che puoi trovare sull’etichetta di molti cibi processati).

Un altro problema è che quasi tutta la soia non biologica in circolazione è geneticamente modificata.

Ma una delle cose da considerare prima di ogni altra è che le colture di soia sono spesso irrorate di erbicidi che contengono glifosati, classificati come probabili cancerogeni dalla World Health Organization.

La soia in tutte le sue forme può contribuire a diversi problemi di salute. Contiene acido fitico, un composto tossico e difficile da digerire. Può inibire l’assorbimento da parte del corpo di ferro, calcio, zinco e magnesio.

La soia contiene inoltre inibitori della proteasi, che possono bloccare alcuni degli enzimi di cui il corpo ha bisogno per digerire le proteine.

E poi c’è la questione dei fitoestrogeni. Ricerche hanno evidenziato che gli estrogeni della soia possono interferire con le normali funzioni ormonali del corpo e possono condurre anche al cancro (1).

Infine, considera anche che la soia è il prodotto che viene dato a maiali e mucche per farli ingrassare.

Pensaci ogni volta che sei di fronte a gelato, yogurt, patatine, o altri prodotti processati sulla cui etichetta c’è scritto “contiene soia”.

4. Zuccheri raffinati e processati

dolcificanti raffinati sono stati privati di ogni nutrimento e ne privano il corpo allo stesso modo innescando e accelerando il processo di invecchiamento.

Lo zucchero e le sue altre forme come lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, lo zucchero di canna, lo zucchero da barbabietola, lo zucchero di palma e il malto (qui trovi un elenco completo di tutti i nomi con cui puoi trovare lo zucchero sulle etichette) provocano

  • infiammazione,
  • aumento di peso e
  • diabete e
  • sono legati al cancro.

Anche se le ricerche a proposito degli effetti a lungo termine dei dolcificanti raffinati sull’uomo sono contrastanti, il buonsenso ci dice che non servono alla nostra salute.

Usa quindi dolcificanti naturali quando prepari dei dolci: datteri, albicocche secche, miele crudo, xilitolo, stevia e sciroppo di yacon che soddisfano e non cariano i denti.

5. Altri alimenti che producono infiammazione

Ci sono alcuni alimenti caldi e riscaldanti che possono creare infiammazione.

Tra questi abbiamo vino, birra, miele, cibi fermentati, pomodoro, succo d’arancia, semi oleosi (che possono avere un effetto acidificante molto fastidioso).

Fai molta attenzione a non fare un uso quotidiano di semi oleosi. Quando li consumi non dimenticare mai l’ammollo in acqua e succo di limone perché, se non li metti in ammollo, la componente di acido fitico sarà talmente alta da creare acidità.

Elimina anche le farine, sia raffinate che integrali.

Possono dare infiammazione anche gli ossalati, quindi limita il consumo degli alimenti che li contengono, come spinaci, peperoni, melanzane, rape e tè nero.

FONTE: TrainingEnergy

 

(ENGLISH VERSION)

If there’s anyone who knows how harmful and frustrating inflammation can be, it’s Angela Blatteis and Vivienne Vella. They founded Soupure (a company dedicated to creating nurturing, wholesome soups) after realizing how hard it was to find delicious soups that weren’t made with cream, preservatives or GMOs. So when we got our hands on their new book, The Soup Cleanse, we were excited to read more about their take on healthy eating. Here’s their list of inflammatory foods we should all be avoiding. 

Sometimes our bodies’ inflammatory response can be a positive thing. It’s a process our immune systems use to fight off bacteria, viruses, and other pathogens that could cause harm. 

But while inflammation is a powerful and beneficial short-term response to fight infection, it’s very harmful when it becomes chronic. That’s when you start seeing damage to the body that manifests in

  • puffiness,
  • stuffiness,
  • bloat,
  • skin eruptions,
  • headaches,
  • cholesterol imbalance,
  • blood challenges,
  • chronic pain,
  • diseases such as heart disease and arthritis, and
  • brain-related conditions.

Toxins, whether from our insides or the outside, can trigger the inflammatory response

Inflammation is kind of like an iceberg in the ocean — often we see just the tip, but what is really going on is much deeper and pervasive. It can be difficult to pinpoint where inflammation is stemming from, but food can be a huge source of the problem. When you remove foods that are known to cause inflammation — dairy, gluten, corn, and soy, to name just a few — and add foods that quell unnecessary inflammation, you can start to create shifts in the body. 

Your skin might also clear up, you’ll lose weight, the stuffiness and puffiness will diminish, the bloat will go down, and your body will return to a more balanced state. 

Here are five foods we recommend you steer clear of to reduce inflammation:

1. Gluten

Gluten is a protein found in wheat and related grains like rye. In breads, it is the “glue” that holds them together. While gluten is not intrinsically bad for you, it’s more a function of how our wheat is grown

Here in the United States, most strains of wheat are hard for the body to digest, compounded by the fact that they’re genetically modified. Plus, when you strip out all the nutrients of wheat to create white flour, you’re creating a product that’s even more taxing on the body’s systems. 

Many people confuse “gluten” with “starch,” since these terms are often used to describe things like pasta and bread. However, some starch is excellent for the body, whereas gluten … sometimes not so much. Starch is the carbohydrate component found in most foods. Rice, for example, is a gluten-free food but is a starch. So, too, are potatoes, lentils, and quinoa, to name a few. 

We believe that including starchy foods in the diet is a good thing, though in moderation.

2. Dairy

The casein from cow’s milk is hard for many people’s systems to break down and for most people is inflammatory. It also doesn’t help that many animals are raised with hormones and antibiotics, which compound the inflammatory effect on our bodies. Raw dairy is a different story, and some people can tolerate it.

3. Processed Soy

The challenge with soy is that much of it has been highly processed (think “isolated soy,” which you will find on the label of most processed foods). Another problem is that almost all non-organic soy crops in the United States have been genetically modified. 

But the primary concern is that these crops are often sprayed with herbicides, which contains glyphosate, classified as “probably carcinogenic” by the World Health Organization.

Soy in all its forms can contribute to a host of health challenges. It contains phytic acid, a toxic compound that is challenging for the body to digest. It can inhibit the body from absorbing iron, calcium, zinc, and magnesium. Soy also has protease inhibitors, which can block some of the enzymes the body needs in order to digest protein. 

Then there’s the phytoestrogen issue. Research has shown that the estrogen in soy can act as an endocrine disruptor, which can interfere with your body’s hormonal function and lead to things like cancer. And additionally, consider that soy is what they feed to pigs and cows to make them fat.

Think about that any time you reach for ice cream, yogurt, chips, or any processed product that warns “made with soy.”

4. Refined and Processed Sugars

These sweeteners have been stripped of any kind of nutrition and they deplete the body as well as trigger and accelerate the aging process. Sugar — and its other forms, like high-fructose corn syrup, cane sugar, evaporated cane juice (organic and otherwise), beet sugar, palm sugar, malt syrup, and pretty much any ingredient you see ending in “-ose” — causes

  • inflammation,
  • leads to weight gain and
  • diabetes, and
  • is linked to cancer. 

While there is conflicting research about the long-term effects of fake sweeteners on humans, common sense tells us that they’re not doing you or your health any favors. Don’t worry; we won’t take all your sweet treats away.

Natural sweeteners such as dates, dried apricots, coconut sugar, raw honey, coconut, and maple syrup can actually benefit the body while still satisfying your sweet tooth.

5. MSG

Otherwise known as monosodium glutamate, MSG is one of the food industry’s favorite ingredients because of its delicious salty, umami flavor that you can achieve with a fraction of the cooking effort. 

Unfortunately, MSG is a neurotoxin that disrupts the nervous system. It lurks in processed food and is sometimes hidden behind names like “natural flavor,” “autolyzed yeast,” and “hydrolyzed protein.” Any packaged product that comes with a flavor packet most likely contains MSG.

Excerpted from the book The Soup Cleanse by Angela Blatteis and Vivienne Vella. Copyright © 2015 by Angela Blatteis and Vivienne Vella. Reprinted with permission of Grand Central Life & Style. All rights reserved.

 

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