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Archive for giugno 2016

freezeblueberriesCredo che siamo tutti già consapevoli del fatto che le bacche biologiche sono molto buone per la nostra salute in generale. Le vitamine che contengono diffondono una serie di vantaggi in tutto il nostro corpo, ma è possibile renderle ancora più sane?

 

A quanto pare, sì. Sì possiamo.

Molte ricerche hanno osservato che la frutta congelata può effettivamente rendere ancora più sana la frutta stessa. Questo sembra essere il caso di mirtilli biologici, dove la concentrazione di antociani è in realtà più potente dopo un breve soggiorno nel congelatore. Nel caso non lo si sapesse, gli antociani contengono una serie di qualità anti-infiammatori, e sono note per aiutare la vostra salute generale e in particolare quella del cervello.

Alcune ricerche suggeriscono anche che le antocianine possano possedere proprietà anti-cancerogene che potrebbero rivoluzionare completamente il settore medico.

Che cosa significa il congelamento fare?

Quando si congelano i mirtilli (per brevi o lunghi periodi di tempo), le basse temperature penetrano in profondità all’interno del frutto e destrutturano la struttura del tessuto – questo rende gli antociani più disponibili e assorbibile.

Le bacche in realtà hanno il loro intenso, colore blu a causa del antociani nel tessuto. Le  bacche biologiche già hanno una maggiore contenuto nutrizionale rispetto alle altre, ma il congelamento può effettivamente migliorare il frutto con questi 5 vantaggi:

1. Migliorare la salute del cuore

Mangiare mirtilli congelati possono ridurre in modo significativo il rischio di malattie cardiache. Questo perché le sostanze nutritive regolano e si rilassano l’elasticità della parete delle arterie vascolare, impedendole di danneggiarsi. Di conseguenza, questo migliora anche il flusso di sangue, migliorando la pressione del sangue.

2. Riduzione del rischio di malattia di Alzheimer e altre forme di demenza

Gli antociani nelle bacche possono effettivamente migliorare le funzioni della memoria, e proteggere il cervello contro i danni delle cellule e la perdita di cellule. La protezione rende più fluido i processi di codifica e di recupero, rendendo più facile ricordare le information. Può anche migliorare la vostra crescita delle cellule nervose, e facilitare la comunicazione tra i processi delle cellule nervose. Questo rallenta in realtà con l’invecchiamento diminuisce fino a morire.

3. Miglioramento la salute del sistema nervoso

Gli antiossidanti nei mirtilli forniscono le cellule nervose con protezione, come accennato in precedenza. Mantengono anche il cervello sano da varie forme di inquinamento tossico al quale si viene esposti ogni giorno. Essi creano efficacemente una salvaguardia attorno al sistema nervoso per mantenerlo sano e forte per un periodo di tempo più lungo.

4. Funzione motoria migliorata

Gli anziani, che soffrono di problemi motori di età superiore ai 70 anni, in genere eseguono e si comportano in modo più fluido dopo il consumo di mirtilli congelati. Essi hanno un’accresciuta capacità cognitiva, che mostra una maggiore capacità motoria in confronto ad altri uomini e donne nella stessa fascia di età.

5. migliore digestione

Gli antiossidanti dei mirtilli proteggono il tubo digerente da eventuali danni da fonti esterne. La cosa spaventosa è, molte delle persone che mancano di antiossidanti nella loro dieta come conseguenza sviluppano il cancro a causa di cattive condizioni di salute gastrointestinale. Le persone a rischio di sviluppare il cancro del colon dovrebbero sicuramente integrare i mirtilli congelati nella loro dieta.

FONTE: Healthy Living Holistic

 

 

(ENGLISH VERSION)

I think we’re all already aware that organic berries are very good for our overall health. The vitamins that they contain spread a number of benefits throughout our body, but is it possible to make them even more healthy? 

Apparently, yes. Yes we can.

More and more research is pointing in the direction that freezing fruits can actually make them even healthier. This appears to be the case with organic blueberries, where anthocyanin concentration is actually more potent after a short stay in the freezer. In case you don’t know, anthocyanins contain a number of anti-inflammatory qualities, and are known to benefit your overall brain health.

Some research even suggests that anthocyanin may possess anti-carcinogenic properties that could completely revolutionize the medical industry.

What does freezing do?

When you freeze blueberries (for short OR long periods of time), the low temperatures penetrate deep within the fruit and disrupt the tissue structure – this makes the anthocyanins more available and absorbable.

The berries actually have their sharp, blue color because of the anthocyanin in the tissue. Organic berries already have higher nutritional content than alternatives, but freezing them can actually improve on these 5 benefits:

1.      Improving Heart Health

Eating frozen blueberries can significantly lower your risk of heart disease. This is because the nutrients regulate and relax the elasticity of your arteries in the vascular wall, keeping them from getting damaged. Consequently, this also improves your blood flow, giving you a healthy blood pressure in the process.

 
2.      Reduced Risk of Alzheimer’s Disease & Other Forms of Dementia

The anthocyanin in the berries can actually improve your memory functions, and protect your brain against cell damage and loss. The protection makes your encoding and retrieval processes more fluid, making it easier to recall information.The berries can also improve your nerve cell growth, and make communication easier between nerve cell processes. This actually slows down the rate that they age, and ultimately, die.

3.      Improved Nervous System Health

The antioxidants in blueberries  provide your nerve cells with protection, as mentioned previously. They also keep your brain healthy from various forms of toxin pollution that it is exposed to every day. They effectively create a safeguard around your nervous system to keep it healthy and strong for a longer period of time.

4.      Improved Motor Function

Older adults, who suffer from impaired movements above the age of 70+ years, generally perform and behave more functionally after consuming frozen blueberries. They have heightened cognitive ability, which shows improved motor ability in comparison to other men and women in the same age group.

5.      Improved Digestion

The antioxidants in blueberries protect your digestive tract from any damage from outside sources. The scary thing is, many of the people who lack antioxidants in their diets consequently develop cancer as a result of poor gastrointestinal health. People at risk of developing colon cancer should definitely bring more frozen blueberries into their diets.

 

SOURCE: Healthy Holistic Living

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ferite_cicatriciGeranio, elicriso e lavanda: i tre oli essenziali più efficaci per medicare le ferite e favorirne la cicatrizzazione

 

Non è necessario farsi molto male: a volte sono infatti proprio le ferite più piccole a causarci problemi e a prolungare la guarigione. Come (quasi) sempre accade però, la natura ci mette e disposizione dei piccoli e semplici rimedi che possiamo tenere in casa per essere utilizzati all’occorrenza. Erbe ed estratti vari, infatti, possono sostituire efficacemente disinfettanti e cicatrizzanti di sintesi. L’importante è utilizzarli nelle giuste dosi e modalità.

 

Ti sei appena ferito? Il geranio viene in tuo aiuto

Se l’escoriazione è fresca la prima cosa da fare è quella di scongiurare un’infezione. E in questo non esiste un rimedio più formidabile degli oli essenziali. Questi “concentrati di natura” si utilizzano in dosi infinitesimali per svolgere un’efficace azione antisettica nei confronti di molti germi patogeni. Uno dei più importanti è l’olio essenziale di Geranio rosa. La sua potente azione antibatterica è resa possibile grazie alla presenza di limonene.

 

Per farla rimarginare più velocemente prova con l’elicriso

L’elicriso non è solo un potente antinfiammatorio ma è anche un eccellente rimedio antiemorragico. L’olio essenziale estratto dalla pianta è uno dei migliori rimedi per frenare la fuoriuscita di sangue. Come per tutti gli oli essenziali, si devono pre-miscelare alcune gocce di essenza con un po’ di olio vegetale prima dell’applicazione sulla ferita. Gli oli essenziali utilizzati puri, infatti, potrebbero essere fortemente irritanti. Per scongiurare il rischio di attacco batterico e potenziare l’effetto antinfiammatorio si può aggiungere qualche goccia di olio essenziale di tea tree e un pizzico di curcuma.

 

Per rigenerare la pelle usa l’estratto di lavanda

Sia il geranio che l’elicriso sono ottimi cicatrizzanti, ma la parte del leone la fa sicuramente la lavanda. Si può adoperare qualsiasi estratto ma l’olio essenziale è il più semplice da utilizzare.

Tra l’altro va detto che è uno dei pochi oli essenziale che può essere tranquillamente adoperato puro sulla pelle – salvo casi particolari o allergie. Se invece si ha la cute molto sensibile si può optare per la miscela in olio vegetale. L’essenza rigenera più velocemente la pelle e riduce il rischio di cicatrici.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Geranium, helichrysum and lavender: the three most effective essential oils to heal the wounds and promote healing

It is not necessary to be very bad wound: sometimes they are in fact just smaller wounds to cause us problems and prolong the healing. As (almost) always happens though, nature puts there an available remedy to small and simple wounds that we can keep at home to be used if necessary. Various herbs and extracts, in fact, can effectively replace disinfectants and  synthesis healers. The important thing is to use them in the right doses and mode.

You are just hurt? Geranium comes to your aid

If the bruise is cool the first thing to do is to ward off infection. And in this there is no more powerful remedy of essential oils. These “concentrated nature” are used in minute doses to carry out an effective antiseptic action against many pathogens. One of the most important is the essential oil of rose geranium. Its powerful antibacterial action is made possible thanks to the presence of limonene.

To make it heal faster test with helichrysum

The helicrisum plant is not only a powerful anti-inflammatory, but is also an excellent haemostatic remedy. The essential oil extracted from the plant is one of the best remedies to curb the bleeding. As with all essential oils, you must pre-mix some drops of essence with a bit of vegetable oil before application on the wound.

The essential oils used pure, in fact, may be highly irritating. To avert the risk of bacterial attack and enhance the anti-inflammatory effect can add a few drops of essential tea tree oil and a pinch of turmeric.

To regenerate the skin uses the extract of lavender

Both the geranium helichrysum are good healing, but the best share is definitely lavender. But you can use any extract you prefer but the essential oil is the easiest to use. Among other things to be said that is one of the few essential oils that can be safely used pure on the skin – except in special cases or allergies. If you have a very sensitive skin you can opt for the mixture in vegetable oil. The essence regenerates faster the skin and reduces the risk of scarring.

SOURCE: Riza

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depressione-famigliaLa depressione non arriva per rovinarti la vita ma per farti rinascere: quando te ne accorgi, la depressione se ne va, come è successo a Monica e Tiziana

 

Quando per troppo tempo siamo calati in ruoli in cui non possiamo esprimerci, la gioia di vivere si spegne.

Ecco allora arrivare la depressione, il cui scopo è farci sospendere la rigidità dei vecchi schemi mentali nei quali troppo spesso finiamo ingabbiati.

Proprio così: la depressione viene a trovarci, contrariamente a quanto pensiamo di solito, proprio per allontanarci dalla prigione esistenziale nella quale abbiamo costretto il nostro campo di azione. La tristezza ci costringe a fermarci e a guardarci dentro per riagganciare il filo che ci lega alla nostra unicità. I blocchi, il senso di inadeguatezza e le paure sono il risultato di etichette che a lungo andare indossiamo per abitudine.

Liberati del tuo personaggio lamentoso

Se riusciamo a uscire dai personaggi sofferenti che ci siamo cuciti addosso, si apre un mondo di nuove opportunità e di benessere.

In questo articolo presentiamo brevemente le storie di due donne che sono riuscite a spogliarsi dai vecchi panni di vittime sacrificali capaci solo di immolarsi per gli altri, e hanno saputo infilarsi nuove vesti di persone libere e autonome e grazie a questo semplice gesto sono rinate.

La depressione era venuta a bussare alla porta, stava già elaborando il lutto di un vecchio personaggio che doveva morire. A piccoli passi e chiudendo le porte al passato, Monica e Tiziana hanno saputo intraprendere un percorso differente che le ha portate a riscoprire una nuova fiducia e la consapevolezza di poter contare sulla forza delle proprie gambe.

Per anni mi sono sacrificata, oggi sono me stessa

“Ho dedicato un’intera vita alla mia famiglia e in cambio cosa ho ricevuto? Doveri e frustrazioni. A sessant’anni mi sembrava di non avere mai fatto niente per me e così per andare avanti ho iniziato a prendere delle pillole antidepressive: almeno quelle mi spegnevano il cervello. Poi Mi sono accorta che così non poteva funzionare, una voce interiore mi diceva che stavo sbagliando e dovevo lasciare andare il passato. Un giorno non ce l’ho fatta più e di fronte a una pigna di panni da stirare ho preso la macchina e ho iniziato a girare senza meta e ho assaporato fino in fondo la libertà. Sono stata così bene che da allora quando mi senti in prigione prendo la macchina e vado, senza altro scopo se non andare. Da li, la svolta: ho iniziato ad ascoltare i miei bisogni e a dedicare più tempo a me stessa. Il risultato? Non ho avuto bisogno più di nessuna pillola…

Ero sottomessa, ora so cosa voglio

“Il mio ex marito me ne ha fatte passare di tutti i colori e io che ero giovane e fragile con una bimba piccola, mi sono ammalata di depressione. I miei pensieri andavano sempre a quello che era successo e mi domandavo ogni giorno: perché proprio a me? Sono andata avanti così per anni.

Grazie a una psicoterapia ho capito che era tutto un inganno della mia mente. Siamo noi che riportiamo in campo il passato ogni giorno con i pensieri sbagliati, come se prima di ricominciare si debba aggiustare per forza ciò che è successo. No, il passato è passato, non si aggiusta, si deve chiuderlo! Così l’ho finita con i lamenti e ho iniziato a stupirmi per le cose di ogni giorno e a provare piacere per tutto ciò che di nuovo la vita mi offriva. Piano piano è emersa in me una nuova voglia di vivere. E ho imparato a dire no a tutte quelle situazioni che mi riportavano indietro e sto finalmente bene!”

Vaga senza meta e superi il passato che non passa

Ogni giorno proviamo a passeggiare senza meta in modo da farci orientare dalle sensazioni del momento e puntando l’attenzione sui piccoli dettagli del paesaggio che ci circonda. Cerchiamo di percepire la presenza del nostro corpo, di essere presenti al movimento che facciamo.

Passo dopo passo osserviamo anche i più piccoli dettagli, mettiamo da parte le aspettative facendoci stupire dalle “stranezze” che possiamo incontrare. Questo semplice esercizio serve per distrarci dai soliti ruoli e aprire l’orizzonte ad altre vie, più in sintonia con la nostra autorealizzazione.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Depression does not come to ruin your life but for you to be born again: when you miss it, the depression goes away, as it happened to Monica and Tiziana

When, for too long we have fallen into roles in which we can not express ourselves, the joy of living will go out.

Then came the Depression, which aims to make us suspend the rigidity of the old patterns in which too often we end up trapped.

That’s right: depression is coming to visit us, contrary to what we usually think of, just to get away from the existential prison in which we forced our field of action. Sadness forces us to stop and look inside to hang up the thread that binds us to our uniqueness. The blocks, a sense of inadequacy and fears are a result of labels in the long run we wear for habit.

Get rid of your character plaintively

If we can get out of the suffering people that we have sewn on, it opens a world of new opportunities and well-being. This article briefly present the stories of two women who have managed to skip the old role of sacrificial victims only able to sacrifice herselves for others, and have been able to put on new robes of free and autonomous people and thanks to this simple gesture were reborn. The depression had come knocking on the door, she was already processing the grief of an old character that had to die. Small steps and closing the doors to the past, Monica and Tiziana have been able to take a different path that led them to discover a new confidence and the confidence to rely on the strength of his legs.

For years I have sacrificed myself today

“I have devoted an entire life for my family and what I got in return? Duties and frustrations. Sixty years seemed to me that he has never done anything for me, and so to get ahead I started taking the antidepressant pills: at least those I extinguished the brain. Then I realized that it could not work, an inner voice told me that I was wrong and I had to let go of the past. One day I did it over and in front of a pile of clothes to iron, I took the car and I started shooting aimlessly and I savored the  freedom way. I was so good that since then when I feel like in prison I take the car and go, with no purpose other than to go. From there, the turning point: I started listening to my needs, and to dedicate more time to myself. The result? I did not need anymore pills …

I was submissive, now I know what I want

“My ex-husband dove me crazy with his behavior  and because I was young and fragile with a little girl, I became ill with depression. My thoughts always went to what had happened and asked myself every day: why me? so I went on for years. Through psychotherapy I realized it was all a deception of my mind. We are the ones that we report in the field spent every day with the wrong thoughts, as if before you start you should adjust necessarily what happened. No, the past is past, do not adjust it, you have to close it! So I finished with the moans and I started to amaze myself for the things of every day and to experience of pleasure for all that new life offered me. Slowly emerged in me a new will to live. And I have learned to say no to all those situations that brought me back and I’m finally good! “

Wanders aimlessly and exceed past that does not pass

Every day we try to wander aimlessly in a way that we orient the feelings of the moment and focusing on the small details of the landscape that surrounds us. Let us feel the presence of our body, to be present to move we make. Step by step we observe even the smallest details, we put aside the expectations making us amazed by the “quirks” that we can meet.

This simple exercise serves to distract us from the usual roles and open the horizon to other ways, more in tune with our self-realization.

SOURCE: Riza

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72325Se pensi di non aver abbastanza forza di volontà e credi che gli altri ne abbiano più di te, la stai cercando nel posto sbagliato: correggi il tiro in questo modo

 

Molti tengono i loro desideri chiusi in un cassetto, nella speranza di poterli un giorno coronare. Fantasie e buoni propositi ammuffiscono lì mentre le stagioni passano, e all’improvviso si diventa “grandi” e il tempo di realizzare i propri sogni ormai è passato: resta solo la vita reale.

Eppure alcuni ci sono riusciti: ci hanno creduto fin dal principio e mettendoci “anima e corpo” alla fine hanno realizzato il loro sogno! E così rimaniamo a guardare con ammirazione ciò che avremmo voluto accadesse anche a noi, il sogno che pensavamo scritto nel nostro destino, ma che invece abbiamo lasciato andare.

Diventiamo spettatori dei film altrui, e dimentichiamo un dato essenziale: ciascuno deve vivere il proprio film! Non ce ne sono due uguali: la natura ha scritto per ciascuno il proprio. La forza di volontà è una spinta naturale, che ci trascina spontaneamente dove dobbiamo andare. Se non si fa viva, c’è qualcosa che non va…

 

Il segreto? Assecondare la forza di volontà dell’anima

Perché certe persone arrivano fino in fondo ed altre mollano la presa? È una questione di forza di volontà? Tanti ritengono di sì e si lamentano: vorrebbero essere più determinati nella vita, più forti. Ed è qui che comincia l’errore: si confonde la forza di volontà con lo spirito di sacrificio.

 

Facciamo qualche esempio: Veronica pensa di non avere forza di volontà perché non è riuscita a laurearsi e per questo si sente una perdente.

  • “Ho promesso a mio padre che mi sarei laureata, come hanno fatto tutte le mie sorelle e invece sono ferma da anni all’ultimo esame e non c’è verso di superarlo “.

Eppure nella vita di Veronica tutto scorre liscio: è un’imprenditrice sposata, con due splendidi bambini. L’unico neo è quel famoso “foglio di carta”. E così è caduta nel trabocchetto: “Se non divento dottoressa, mi mancherà sempre qualcosa”. Anche se poi non muove un dito per farcela e si crogiola nell’autocritica…

 

Rimpianti e convinzioni nascondono la vera volontà

Poi ci sono quelli che vivono di continui rimorsi e ripensamenti: “Potevo, dovevo, volevo…”. Elisa, 43 anni, da poco separata, vive rimuginando sul passato, sulle scelte di vita sbagliate. Si pente di essersi sposata presto, senza aver investito in una carriera. Da ragazza il suo sogno era diventare avvocato, ma poi, complice il matrimonio precoce, non si è nemmeno iscritta all’università:

  • “E così ora mi ritrovo con un pugno di mosche in mano ed è troppo tardi per ricominciare…”. 
 Giada sostiene poi di non avere la volontà sufficiente per terminare alcunchè:
  • “Ho pagato l’abbonamento annuale per la palestra e non ci sono andata neppure una volta! Sono un vero disastro, la mia pigrizia non ha uguali!”.
Ma allora come stanno davvero le cose? Chi non riesce a raggiungere piccole o grandi mete non ha forza di volontà? No, in realtà tutti ne siamo dotati! I problemi nascano nel momento in cui impieghiamo le nostre risorse nel modo sbagliato.
Quel che serve davvero è fare un passo indietro e interrogarci sull’obiettivo che ci siamo prefissati: è davvero quello che vogliamo fare? Quando i risultati latitano, vuol dire di no!
Ognuno di noi ha un progetto innato: quando ci discostiamo troppo da quest’immagine che ci abita nascono le difficoltà e i risultati non arrivano. Troppo presi dal nostro Io, o dall’imperativo di far contenti gli altri, ci dimentichiamo del nostro volto più autentico: privi della sua bussola cominciamo a girare a vuoto. Ma se riusciamo a ricentrarci e a entrare in contatto con il nostro Sé, non faremo fatica a raggiungere tutto quello che ci compete per natura. Non occorrono grandi sforzi: basta cominciare ad ascoltarsi e a non correggere quel che si sente…
FONTE: Riza
(ENGLISH VERSION)

If you think you do not have enough will power and believe that others may have more than you, you are looking in the wrong place: Here how to correct your behave.

Many keep their desires in a drawer, in the hope of being able to crown a day. Fantasies and moldy good intentions there while the seasons pass, and suddenly you become “great” and the time to realize their dreams is now past: there is only the real life.

Yet some have succeeded: we have believed from the beginning and putting “body and soul” in the end they realized their dream!
And so we are to look with admiration what we wanted to happen to us, the dream that we thought written in our destiny, but instead we let it go. We become spectators of other people’s fiction, and forget an essential fact: each one must live your own fiction!

There are not two equal: the nature wrote to each their own. Will power is a natural urge, which spontaneously draws us where we should go. If you do not live, there is something wrong …

The secret? Satisfy the strength of will of the soul

Why do some people come to the end and  the other give up outlet? It’s a matter of will power? Many believe so and complain: they would like to be more certain in life, stronger. And it is here that begins the error: it confuses the willpower with the spirit of sacrifice.
A few examples: Veronica felt she lacked willpower because she failed to graduate and for this she feels a loser.
  • “I promised my father that I’d be graduated, as did all my sisters but I was stalled for years for the last examination and there’s no way to overcome it.”

Yet in Veronica’s life everything runs smoothly: she is an entrepreneur and is married, and have two beautiful children. The downside is that famous “piece of paper.” And so she  has fallen into the trap: “If I don’t become graduated, I will always miss something.” Even if you do not lift a finger to do it and revels in self …

Regrets and beliefs conceal the true will

Then there are those who live in constant remorse or second thoughts:
  • “I could, I had to, I wanted to …”.
Elisa, 43, recently divorced, she lives ruminating on the past, on the wrong lifestyle choices. He regrets marrying early, without having invested in a career. When she was young  her dream was to become a lawyer, but then, thanks to early marriage, she is not even enrolled at university:
  • “And so now I find myself with a handful of flies in hand and it is too late to start …”. 

Jade then claims not to have the sufficient will to finish anything,

  • “I have paid the annual subscription to the gym and I did not go even once! I am a disaster, my laziness has no equal. ”

But then how things really are? Those who can not reach small or large goals have not willpower? No, actually all are equipped!

The problems arise when we use our resources in the wrong way. What is really needed is to step back and ask ourselves the objective we have set ourselves: is really what you want to do? When results are not arriving quickly, it means no!

Each of us has an innate project: when we deviate too much from this image that in lives arises difficulties and the results do not come.

We are to much busy with our ego, or by the imperative to make others happy, we forget our most authentic inner self: deprived of his compass we begin to spin. But if we can recenter and get in touch with our Self, we will not make it hard to achieve everything that falls to us by nature. We do not need great efforts: just start to listen and not to correct what you feel …

SOURCE: Riza

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1675-all-kinds-of-sports-action-figures-silhouetteMuoversi è un ottimo modo per dimagrire e mantenere la linea, ma per massimizzarne l’efficacia e trarre i massimi benefici conviene diversificare l’attività fisica: ecco come

 

Camminare, correre, andare in palestra sono tutte attività utili ad avere un corpo sano e magro, bruciare grassi e calorie.

Ma capita che il peso si stabilizzi e, anche se si continua a svolgere attività fisica, non si riesca più a dimagrire. Perché? Il nostro corpo è predisposto alla sopravvivenza e tende a “sedersi” sugli standard che gli proponiamo:

  • in pratica, se l’esercizio fisico che svolgiamo d’abitudine è sempre lo stesso, ad un certo punto i benefici non saranno più quelli visibili in partenza.

Come si può ovviare a questa situazione? Variando il più possibile l’attività fisica e l’intensità dell’allenamento. Ecco qualche modo:

 

1. Cambia il tipo di attività fisica

Oggi hai corso? Domani vai in bici. E nel weekend organizza una partita a tennis. Più vari il tipo di sport e di allenamento che fai e più il corpo rimane “spiazzato”: in questo modo è costretto ogni volta ad adattarsi e di conseguenza il metabolismo rimane attivo.

 

2. Ami uno sport? Praticalo, ma variando l’allenamento

La corsa (ma vale per qualsiasi altra disciplina) è l’attività che più ti si addice? Se la pratichi solo per stare in forma (chi si allena con degli obiettivi più specifici come una gara di solito varia già la tipologia di allenamento), non continuare con i soliti 30-40 minuti tre volte a settimana.

Mantenendo lo stesso numero di sedute e lo stesso arco di tempo, varia il tuo training:

  • un giorno fai le ripetute (o inserisci dei semplici cambi di andatura),
  • un altro prevedi tratti di corsa in salita (se vivi in Pianura Padana puoi sempre usare le scale di casa), e

se riesci, quando hai un po’ più di tempo a disposizione, allunga la durata dell’allenamento.

 

3. Alterna l’intensità del lavoro fisico

In gergo si chiama HIIT (High Intensity Interval Training) e consiste nell’alternare un esercizio ad alta intensità (cioè che impegna in modo considerevole tutto l’apparato osteo-muscolo-articolare e cardio-respiratorio) a lavoro a bassa intensità, detto anche recupero attivo. Nella pratica, va svolto con una fase di lavoro ad intervalli di tempo prestabiliti preceduto da un’iniziale fase di riscaldamento e un’altra fase di defaticamento finale. Le regole possono variare, ma comunemente, per la fase di lavoro vero e proprio (intervallato), si utilizza la formula 2-1 (il tempo dell’attività ad alta intensità è doppio rispetto a quello di recupero) oppure 1-1.

Per praticarlo non devi per forza seguire il tabata (una pratica di HIIT molto intensa), ma puoi scegliere una versione più soft:

  • riscaldati per 5 minuti (ad esempio camminando o correndo blandamente sul tapis roulant). Poi, per dieci minuti, alterna 30” di esercizio intenso (piegamenti sulle braccia, squat, salti con la corda) a 30” di riposo. Termina con 5’ di camminata o cyclette e un po’ di stretching. Dedicati 3 volte a settimana.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Getting around is a great way to lose weight and maintain the line, but to maximize effectiveness and reap maximum benefits  you should diversify the exercise here is how.

Walking, running, going to the gym are all good activities to have a healthy and lean body, burn fat and calories. But it happens that the weight is stable and, even if you continue to exercise, lose the ability to lose weight.

Why? Our body is designed for survival and tends to “sit” on the standards that we propose: in practice, if we carry out the exercise habit is always the same, at some point the benefits will no longer be visible ones departing .

How can we overcome this situation? Varying as much as possible the physical activity and exercise intensity. Here are some ways:

1. Change the type of physical activity

Today you had a running session? Tomorrow go biking. And over the weekend organizes a game of tennis. Over several type of sports and workout you do and the more the body remains “displaced”: in this way it is forced each time to adapt and consequently the metabolism remains active.

2. Do you love a sport? Practice it, but vary your workout

The race (it is true for any other discipline) is the activity that suits you best? If only you enjoy to stay fit (those who train with the more specific objectives as a race usually varies already the type of training), do not continue with the usual 30-40 minutes three times a week.

Maintaining the same number of session and the same span of time, varying your training:

  • one day do the repeated (or type of the simple gait changes),
  • another expect stretches of uphill running (if you live in the Po Valley you can always use the stairs),

and if you can, when you have a little ‘more time available, extends the duration of the workout.

3. Toggle the intensity of physical work

In the jargon is called HIIT (High Intensity Interval Training) and consists of alternating a high intensity exercise (ie committing considerably entire apparatus osteo-muscular-articular and cardio-respiratory) to low-intensity work, also said active recovery.

In practice, it should be done with a work step at predetermined time intervals preceded by an initial heating phase and another phase of final cool-down. The rules vary, but commonly, for being real (interval) work, using the formula 1.2 (the time of high intensity is twice that of recovery) or 1-1.

To practice it you do not necessarily follow the tabata (a practice of intense HIIT), but you can choose a softer version:

  • heated for 5 minutes (eg walking or running on the treadmill mildly). Then, for ten minutes, alternates 30 “of intense exercise (pushups, squats, jumps with the rope) to 30” of rest. Ends with 5 ‘of walking or stationary bike and a bit’ stretching. Dedicated 3 times a week.

 

SOURCE: Riza

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menopausa-1La menopausa è un periodo di trasformazione importante: per adattarti ai cambiamenti che il corpo vive in questa fase della vita prova trifoglio rosso, dioscorea e magnesio

 

È il momento cruciale della vita di molte donne. È la menopausa. Dopo anni di fertilità, associata alla possibilità di procreare, dell’essere giovani e di divenire una donna completa eccola arrivare.

Per molte è considerata una sorta di declino, ma in realtà è un traguardo importante in cui il corpo semplicemente subisce una trasformazione. È il fuoco della vita che lentamente si riduce per far spazio a processi più importanti per questo delicato momento dell’esistenza di una donna.

 

Vivere serenamente il cambiamento

Per antonomasia, tutti i cambiamenti sono fonte di ansia. Eppure la trasformazione è alla base della vita. La Natura sa che ovunque esista qualcosa di immobile e stabile, c’è morte. Ecco perché anche la menopausa deve essere vissuta serenamente. E se proprio non ci si riesce, ad aiutare l’universo femminile in questo fragile periodo ci sono tre rimedi naturali:

  • il trifoglio rosso,
  • la dioscorea e l’immancabile
  • magnesio.

 

1. Trifoglio rosso

Di certo lo si sarà incontrato durante le passeggiate primaverili nei prati di campagna. Oltre a essere meta molto ambita delle api, il trifoglio rosso è considerato uno dei rimedi più efficaci per mitigare i sintomi della menopausa. Il suo punto di forza sono gli isoflavoni – degli estrogeni naturali che rallentano la fase di trasformazioni, riducendo i sintomi tipici: secchezza vaginale, vampate di calore e sudorazione eccessiva. Ma non solo. Il trifoglio rosso pare essere anche un ottimo preventivo per l’osteoporosi. Alcuni studi hanno evidenziato come questa piantina riduca la depressione associata alla menopausa in una percentuale altissima di casi testati. La dosa media giornaliera è di circa 1-3 grammi.

 

2. Dioscorea

Somiglia a una grossa patata, leggermente pelosa. È originaria del Messico ma la si può trovare con facilità in tutta l’America latina. La dioscorea è un’altra pianta femminile per eccellenza e usata da tempo immemorabile per riequilibrare il sistema ormonale. Il merito questa volta è della diosgenina, un componente considerato una sorta di progesterone naturale.

Ottima in caso di vampate di calore, perdita di capelli, ansia, agitazione, insonnia e disturbi del sonno. Se già non bastasse, svolge un ruolo protettivo nei confronti di

  • diverticolite,
  • colon irritabile e
  • infiammazione intestinale.

Se ne assumono generalmente una o due capsule al giorno durante i pasti principali.

 

3. Magnesio

Ovunque c’è stress, squilibrio, ansia e agitazione, non può mancare il magnesio. È uno dei minerali più importanti per la salute del nostro organismo collegato a un’infinità di reazioni chimiche. Svolge un effetto calmante sul sistema nervoso, migliorando notevolmente il tono dell’umore.

La forma in polvere è da preferire a quella in pastiglie: se ne versa un cucchiaino in acqua poco più che tiepida, due volte al giorno.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Menopause is a major transformation period to adapt to the changes that the body experiences at this stage of life, test red clover, wild yam and magnesium

This is the crucial moment in the lives of many women. It is menopause. After years of fertility, coupled with the ability to procreate, being young and to become a complete woman here it is coming. For many it is considered something associated to a decline, but it really is an important milestone in which the body simply undergoes a transformation. It is the fire of life which slowly decreases to make room for the most important processes for this delicate moment of life of a woman.

Live peacefully change

By definition, all the changes are a source of anxiety. Yet the transformation is the basis of life. Nature knows that wherever there is something still and stable, there is death. That is why even the menopause must be lived serenely. And if this does not work, to help the female population in this fragile period there are three natural remedies:

  • red clover,
  • discorea and the inevitable
  • magnesium.

1. Red clover

Certainly you will be met during the spring walks in the countryside meadows. In addition to being very popular destination of the bees, red clover is considered one of the most effective remedies to alleviate the symptoms of menopause. Its strong point is the isoflavones – natural estrogen that slow down the degree of processing, reducing typical symptoms:

  • vaginal dryness,
  • hot flashes and
  • excessive sweating.

But not only. Red clover seems to also be a great quote for osteoporosis. Some studies have shown that this map reduces depression associated with menopause in a very high percentage of cases tested. The average daily dose is about 1-3 grams.

2. Dioscorea

It resembles a large potato, slightly hairy. It is native to Mexico but you can easily find in all of Latin America. Yam is another female plant par excellence and used from time immemorial to balance the hormonal system. The credit for this time of diosgenin, a component which is considered a kind of natural progesterone. Excellent in case of hot flashes, hair loss, anxiety, agitation, insomnia, and sleep disturbances. If that was not enough already, it plays a protective role against

  • diverticulitis,
  • irritable bowel syndrome and
  • intestinal inflammation.

They generally take one or two capsules daily with meals.

3. Magnesium

Wherever there is stress, imbalance, anxiety and restlessness, you can not miss the magnesium. It is one of the most important mineral for the health of our body connected to an infinite number of chemical reactions.

It plays a calming effect on the nervous system, greatly improving the mood. The powder form is preferable to that in tablets: pour a teaspoon in little more than lukewarm water, twice daily.

SOURCE: Riza

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potereQuando si rimane ingabbiati in una situazione spiacevole ma non si riesce a cambiaria, significa che una parte di noi resiste: comprenderlo è la chiave per dare una svolta alla nostra vita.

 

Esiste una verità tanto semplice quanto negata: chi vuole andarsene davvero lo fa, chi vuole rompere un rapporto lo rompe.

Dunque, se rimani incastrato in una situazione disagevole o non riesci a cambiarla, la spiegazione è più profonda: c’è una parte di te che non vuole staccarsi, che ha bisogno proprio di quella situazione. Riconoscerlo è il primo passo per uscirne.

Ma perché non riusciamo a far valere le nostre ragioni in certe situazioni o con determinate persone? Forse perché siamo in soggezione, siamo troppo buoni, siamo deboli o semplicemente perché “non si può”?

Ci sono tanti tentacoli a imbrigliarci: obblighi, affetti, doveri, sensi di colpa, ma se osserviamo con attenzione, ci accorgiamo che anche noi siamo implicati e, in qualche modo, corresponsabili della situazione.

Chi c’è dietro il personaggio che reciti?

Facciamo qualche esempio. Roberta è sempre a disposizione dell’amica Giulia, la leader della loro compagnia. Giulia ormai la tratta da segretaria: le affida alcune commissioni, la porta con sé quando va a fare shopping, le chiede pareri sugli acquisti, le fa confidenze e… le fa portare i pacchetti. Ma Roberta è fiera di questo ruolo: lei è timida e nel gruppo sarebbe messa in disparte, così invece è la spalla della persona più brillante. Si sente importante e in cuor suo è convinta di suscitare l’invidia delle altre: se lo ripete anche quando le giungono all’orecchio le loro cattiverie e si chiude in casa a piangere. È come se nella sua vita ci fosse una Roberta insicura e bisognosa di considerazione e un’altra che si fa forte del ruolo, a dire il vero un po’ ingrato, di “scudiero”, o sarebbe meglio dire di servitore…

 

Franco invece era un ragazzino un po’ scapestrato; poi la lunga malattia della madre (che in realtà si chiuse in casa quando venne abbandonata dal padre…) l’ha reso più serio e responsabile. Ora è grande e si prende cura dell’anziana donna che lo tratta ancora come un bambino. Non si è sposato, vive con lei, è pieno di paure… Ma in certi periodi ha incubi nei quali compie azioni criminali e in quei giorni si ricopre di acne. È come se ci fosse ancora un Franco bambino e un po’ selvatico che continua a implorare un po’ di libertà, e un altro che teme di far male alla mamma…

 

Il vero conflitto è con una parte di te

È questa la vera chiave per entrare nei rapporti “complicati” e smontarne il meccanismo: le dinamiche che vivi con gli altri riflettono il tuo mondo interiore. Scrisse la psicanalista Marie-Louise Von Franz: “il conflitto esterno è sempre la materializzazione di un conflitto interno”.

Quando tieni in vita un rapporto che non funziona è perché in parte ti è necessario, anche se magari non ne sei consapevole. Altrimenti te ne andresti, o sapresti come trasformarlo. Di fatto chi vuole davvero tagliare, taglia. Senza bisogno di sforzi inutili.
Se rimani è perché almeno una parte di te ne ha bisogno. In questi casi si dice che l’esterno è una proiezione: attraverso l’altro stai “portando a galla” una parte di te che non vedi, che proietti in lui e con cui ti rapporti.

In altre parole: stai litigando con te stesso attraverso l’altro. Non è la madre “esterna” quella che rovina la vita a Franco, ma l’immagine di mamma che ha scelto di tenere fissa dentro di sé e con cui non smette di entrare in conflitto. Potrebbe attuare mille strategie diverse, invece con lei è come se avesse di nuovo tredici anni. Si rovina da solo, ma incolpa la madre “reale”. Comprenderlo è il primo passo per rompere il meccanismo.

Quando i rapporti somigliano a una palude…

C’è un lato di se stessi – fatto di insicurezza, rabbia, paura – che nascondiamo: quando si affaccia disturba, fa sentire deboli e quindi lo ricacciamo in profondità. Ma ci sono alcune persone che in qualche modo lo riportano in superficie. Allora riemerge con rinnovata carica ed è come se ci fosse solo lui.

Non ce ne rendiamo conto, perché crediamo di vederlo in quelle persone, ma in realtà stiamo osservando quel nostro lato sovrapposto al loro, confuso con il loro, ed è a loro che reagiamo.

Con queste persone il rapporto è difficile, ma non ce ne allontaniamo perché non riusciamo a staccarci da quel lato di noi stessi che loro risvegliano: prima o poi dovremo ascoltarlo, se vorremo trovare pace.

La sofferenza non nasce dunque dalle persone con cui ci scontriamo, ma da quella che non vediamo: noi stessi. Quando si esce da questo rapporto malato? Quando romperemo lo specchio e guarderemo in faccia il mondo interno. Allora i nodi si scioglieranno e potremo finalmente agire e vivere da persone libere.

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

When you  remain trapped in an unpleasant situation, but you can not bill of exchange, it means that a part of you resist that understanding is the key to make a change in our lives.

There is a truth as simple as it is denied: who wants to leave really does it, who wants to break a relationship breaks it. So, if you get stuck in an uncomfortable situation or you can not change it, the explanation is deeper: there is a part of you that does not want to come off, who needs just that situation.

Recognize it is the first step to get out. But because we can not enforce our reasons in certain situations or with certain people? Perhaps because we are in awe, we are too good, we are weak or simply because “you can not”? There are so many tentacles imbrigliarci: obligations, affection, duty, guilt, but if we look carefully, we realize that we too are involved and, in some way, share responsibility for the situation.

Who is behind the character that you recite?

A few examples. Roberta is always available to the friend Giulia, the leader of their company. Giulia is now the secretary: entrusts some errands, takes her with when she goes shopping, she asks her advice on purchases, it makes confidences and … makes her carry packets.

But Roberta is proud of this role: she is shy and the group would be put aside, so instead she is the shoulder of the most brilliant person. She feels important and in her heart, she is convinced of the envy of the others: if she repeats when she reaches  the ear of their wickedness and she will close at home crying.

It is as though in her life there was Roberta insecure and in need of consideration and another that becomes stronger role, to tell the truth a bit ungrateful, the “squire”, or should I say a servant … Franco instead was a boy a bit reckless; then the long illness of the mother (which is actually locked in the house when she was abandoned by his father …) has made him more serious and responsible. Now he is big and looks after the old woman who treats him like a child again. He is not married, lives with her, and he is full of fears … But at certain times he has nightmares in which performs criminal actions and in those days he is covered with acne. It is as if there was still a Franco child and a little wild continues to beg for a bit of freedom, and another who is afraid of hurting his mother …

The real conflict is a part of you

This is the real key to enter the “complicated relationships” and disassemble the mechanism: the dynamics that live with others reflect your inner world. Wrote the psychoanalyst Marie-Louise Von Franz: “The external conflict is always the materialization of an internal conflict”.

When keep alive a relationship that does not work is because in part you need it, even if maybe you are not aware. Otherwise you do would you go, or you’d know how to transform it. In fact those who really want to close e relationship just do it. Without the need for unnecessary effort. If you stay it is because at least a part of you needs it.

In these cases it is said that the outside is a projection: through the other you are “bringing up” a part of you that you do not see, you project in it and with whom you relate. In other words: are you arguing with yourself through the other.

It is not the “external” mother that ruined the live of Franco, but the image of the mother who has chosen to keep fixed within itself and with which never ceases to be in conflict. It could implement a thousand different strategies, however with her is as though he had again thirteen. He ruins himself, but blames the “real” mother. Understand this is the first step to break the mechanism.

When relationships resemble a swamp …

There is a side of themselves – the fact of insecurity, anger, fear – we hide when facing disturbing, it is felt weak and then ricacciamo deep. But there are some people who somehow bring him back to the surface. Then re-emerges with renewed charge and it is as if there was only him.

We do not realize it, because we believe we see it in those people, but in reality we are seeing that our side superimposed on them, confused with them, and it is to them that we react.

With these people the relationship is difficult, but we do not turn away because we can not detach ourselves from that side of ourselves that they awaken sooner or later we will have to listen to it, if we want to find peace. Suffering is not born then, from the people with whom we come up against, but by what we do not see: is ourselves.

When you exit this sick relationship? When we break the mirror and we will look into the face of the inner world. Then the nodes will melt and we can finally act and live as free people.

 

SOURCE: Riza

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