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Archive for agosto 2018

In caso di tosse acuta è meglio utilizzare miele e rimedi naturali. A dirlo sono i medici britannici del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) e della Public Health England (PHE), che per la prima volta hanno acceso i riflettori sull’abuso degli antibiotici in presenza di tosse, anche quando non sono necessari.

L’indicazione è scritta nell’anteprima delle nuove linee guida aperte alla consultazione pubblica il 23 agosto 2018, e consultabili interamente il prossimo 20 settembre.

Nella maggiore parte dei casi, la tosse è causata da infezioni virali, non batteriche. Per questo il ricorso all’antibiotico si rivela inutile e dannoso visto che col tempo si sviluppa sempre di più la resistenza.

Secondo i medici britannici, invece, è meglio ricorrere ai cosiddetti rimedi della nonna come il miele, ma anche ai farmaci di banco per lenire i fastidi. Le linee guida NICE sostengono inoltre che i medici devono spiegare al paziente perché non serve somministrare un antibiotico.

Nella maggior parte dei casi, infatti, la tosse acuta ossia quella che dura fino a 3 settimane, è causata da un raffreddore o da virus influenzale, o dalla bronchite. In questo caso, ai medici viene consigliato di non somministrare alcun antibiotico. Se i sintomi sono fastidiosi, si può ricorrere ai rimedi naturali contro la tosse.

Al contrario, in caso di tosse cronica, che dura da più di 3 settimane senza alcun cenno di miglioramento, è meglio farsi visitare dal proprio medico.

La dott.ssa Tessa Lewis, GP e presidente del gruppo di orientamento sulla prescrizione antimicrobica del NICE, ha spiegato:

“Se qualcuno ha il naso che cola, mal di gola e tosse ci aspettiamo che la tosse si stabilizzi in 2-3 settimane e che non siano necessari antibiotici”.

Quest’ultimo può essere somministrato per la tosse acuta quando una persona è a rischio di ulteriori complicazioni, ad esempio, con una condizione preesistente di malattia polmonare, immunosoppressione o fibrosi cistica.

La dott.ssa Susan Hopkins, vicepresidente della Public Health England, ha aggiunto:

“La resistenza agli antibiotici è un problema enorme e dobbiamo agire ora per ridurre l’uso di antibiotici. Assumere antibiotici quando non ne hai bisogno mette te e la tua famiglia a rischio di sviluppare infezioni che a loro volta non possono essere facilmente trattate. Queste nuove linee guida supporteranno i medici generici invitandoli a ridurre le prescrizioni di antibiotici”.

È stato scientificamente dimostrato che i rimedi a base di miele e alcuni farmaci a base di pelargonium, guaifenesina o destrometorfano siano benefici e diano sollievo contro i sintomi della tosse. Ricordiamo però che il miele non dovrebbe essere somministrato ai bambini sotto i 12 mesi a causa del rischio di botulismo.

E in Italia?

Le attuali linee guida raccomandano il trattamento antibiotico per la bronchite acuta non complicata. Secondo un’analisi che ha preso in esame 3616 visite per bronchite acuta non complicata, ben 2244 (62,1%) avevano dato luogo ad un trattamento antibiotico. Gli antibiotici sono stati prescritti più frequentemente nella fascia di età 18-39 anni (66,9%), seguita dalla fascia di età ≥65 anni (59,0%) e dalla fascia di età 40-64 anni (58,7%).

“I risultati evidenziano l’urgente necessità di ridurre l’uso inappropriato di antibiotici per la bronchite acuta non complicata in particolare nei giovani adulti” si legge nello studio.

L’abuso degli antibiotici e la relativa resistenza non sono di certo una novità, ma adesso abbiamo un’ulteriore conferma del fatto che assumerli con leggerezza, al primo colpo di tosse, è tutt’altro che benefico e risolutivo.

 

FONTE: Francesca Mancuso (Greenme)

 

(ENGLISH  VERSION)

In case of acute cough it is better to use honey and natural remedies. To say it is the British doctors of the National Institute for Health and Care Excellence (NICE) and Public Health England (PHE), who for the first time have turned the spotlight on the abuse of antibiotics in the presence of cough, even when they are not necessary .

The indication is written in the preview of the new guidelines open to public consultation on 23 August 2018, and can be consulted entirely on 20 September.

In most cases, the cough is caused by viral, non-bacterial infections. This is why the recourse to the antibiotic turns out to be useless and harmful, given that with time the resistance develops more and more.

According to British doctors, however, it is better to resort to the so-called remedies of the grandmother like honey, but also to the counter drugs to alleviate the hassles. The NICE guidelines also state that doctors must explain to the patient why there is no need to administer an antibiotic.

In most cases, in fact, the acute cough or that which lasts up to 3 weeks, is caused by a cold or flu virus, or bronchitis. In this case, doctors are advised not to administer any antibiotic. If the symptoms are bothersome, natural cough remedies can be used.

On the contrary, in case of chronic cough, which lasts for more than 3 weeks without any improvement, it is better to visit your doctor.

Dr Tessa Lewis, GP and president of the NICE Antimicrobial Guidance Guidance Team, explained:

“If someone has a runny nose, sore throat and cough we expect that the cough will stabilize in 2-3 weeks and that antibiotics are not necessary”.

The latter can be given for acute cough when a person is at risk of further complications, for example, with a pre-existing condition of lung disease, immunosuppression or cystic fibrosis.

Dr Susan Hopkins, vice president of Public Health England, added:

“Antibiotic resistance is a huge problem and we need to take action now to reduce the use of antibiotics: taking antibiotics when you do not need it puts you and your family at risk of developing infections that in turn can not be easily treated. new guidelines will support general practitioners by inviting them to reduce antibiotic prescriptions. “

It has been scientifically proven that honey-based remedies and some pelargonium, guaifenesine or dextromethorphan drugs are beneficial and relief from cough symptoms. Remember, however, that honey should not be given to children under 12 months because of the risk of botulism.

And in Italy?

Current guidelines recommend antibiotic treatment for uncomplicated acute bronchitis. According to an analysis that examined 3616 visits for uncomplicated acute bronchitis, as many as 2244 (62.1%) had given rise to an antibiotic treatment. Antibiotics were more frequently prescribed in the 18-39 age group (66.9%), followed by the age group ≥65 (59.0%) and the age group 40-64 years (58.7%).

“The results highlight the urgent need to reduce the inappropriate use of antibiotics for uncomplicated acute bronchitis particularly in young adults,” the study reads.

The abuse of antibiotics and their resistance are certainly not new, but now we have further confirmation of the fact that taking them lightly, at the first cough, is anything but beneficial and decisive.

 

SOURCE: Francesca Mancuso (Greenme)

 

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I cetrioli aiutano a prevenire ritenzione idrica, gonfiori e cellulite. Contengono anche acido tartarico, ottimo per chi vuole dimagrire.

Il cetriolo è il frutto dell’omonima pianta erbacea (Cucumis sativus) della famiglia delle Cucurbitace. È originario dell’Asia e possiede numerosissime varietà dal Dosakai indiano al Bianco di Parigi e al Verde lungo d’Italia.

Il cetriolo è ricco di acqua (oltre il 96%) e contiene mucillagini e steroli vegetali (utili contro il colesterolo, soprattutto se mangiato con la buccia che contiene queste benefiche sostanze in gran quantità, e secondo alcuni studi anche antitumorale).

Nel cetriolo è inoltre presente una sostanza importantissima per chi vuole dimagrire: l’acido tartarico, che fa sì che una parte dei carboidrati ingeriti nello stesso pasto, e non immediatamente utilizzata, non si trasformi in adipe, ma venga eliminata dall’organismo attraverso l’intestino. Grazie al loro contenuto di silicio, i cetrioli possono anche contribuire ad alleviare i sintomi della fibromialgia e della sindrome da stanchezza cronica.

Cetriolo: proprietà e benefici

I cetrioli svolgono poi un ruolo fondamentale nella prevenzione della ritenzione idricadella cellulite, che spesso affliggono le donne: consumare cetrioli in insalata, soprattutto durante i giorni del ciclo mestruale, può essere un ottimo antidoto al gonfiore tipico della ritenzione idrica e alle tossine che si accumulano nei vari distretti dell’organismo a causa della difficoltà a eliminare i liquidi in eccesso.

Contenuti del cetriolo

  • Kcal/100 g: 14
  • Grassi: 0,5 g
  • Proteine: 0,7 g
  • Glucidi: 1,8 g
  • Fibre: 0,8 g
  • Colesterolo: 0
  • Vitamine: tiamina (vit. B1) 0,02 mg; riboflavina (vit. B2) 0,03 mg; niacina (vit. B3) 0,60 mg; acido folico (vit. B9) 9,00 mcg; vit. A tr.; vit. C: 11 mg.
  • Sali minerali: sodio 13 mg; potassio 140 mg; ferro 0,3 mg; calcio 16 mg; fosforo 17 mg; zinco 0,1 mg.

Usa il centrifugato per dimagrire

Il cetriolo può essere d’aiuto nel dimagrimento se utilizzato all’interno di una dieta sana naturale ed equilibrata. Basta assumerne il centrifugato a metà mattina. Un vero elisir di benessere e salute che consente di usufruire al meglio di tutte le proprietà di questo ortaggio. Ecco come prepararlo.

Il centrifugato di cetriolo detox utile per dimagrire

Ingredienti per una persona:

  • 1 cetriolo bio;
  • 1 mela rosa bio;
  • 1 pezzetto di radice di zenzero bio

Preparazione: lava gli ingredienti senza eliminare la buccia, poi taglia mela e cetriolo a tocchetti e mettili nella centrifuga insieme allo zenzero. Aziona l’apparecchio, raccogli il succo in un bicchiere e bevi subito.

Il cetriolo in cucina

Il cetriolo viene consumato principalmente crudo. Poiché contiene acqua di vegetazione amarognola, una volta tagliate le due estremità del cetriolo, prenderne una, immergerla nel sale marino integrale e strofinarla sull’estremità dalla quale è stata tolta con movimenti circolari; si formerà una piccola quantità di schiuma: togliendo la schiuma, verrà eliminata anche la sostanza amara.

Salsa di cetriolo e yogurt

  • 1 yogurt bianco intero
  • 1 grosso cetriolo, pelato, privato dei semi e grattugiato
  • sale
  • un cucchiaino di garam masala (oppure un mix di pepe nero, cardamomo, cannella, chiodi di garofano, coriandolo essiccato, noce moscata, curcuma e semi di finocchio macinati)
  • una manciatina di foglie di menta fresca

Metti in una ciotola il cetriolo grattugiato e strizzato bene per eliminare l’acqua, lo yogurt, le spezie e lascia riposare per un’ora in frigo per amalgamare i sapori. Trita la menta, versala sulla preparazione e servi in tavola.

Consigli per l’acquisto: quelli piccoli hanno meno semi

È bene scegliere cetrioli con buccia lucida e ben tesa, non raggrinzita. Le due estremità devono essere sode, non mollicce. Anche la grandezza del frutto è un buon criterio per valutare la qualità del prodotto: cetrioli troppo piccoli o troppo grandi possono infatti essere, rispettivamente, indice di scarsa ed eccessiva maturazione. I frutti di dimensione maggiore sono inoltre più ricchi di semi.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Cucumbers help prevent water retention, swelling and cellulite. They also contain tartaric acid, excellent for those who want to lose weight.

The cucumber is the fruit of the homonymous herbaceous plant (Cucumis sativus) of the Cucurbitace family. It is native to Asia and has many different varieties from Indian Dosakai to White in Paris and to Long Green in Italy. The cucumber is rich in water (over 96%) and contains mucilages and plant sterols (useful against cholesterol, especially if eaten with the peel that contains these beneficial substances in large quantities, and according to some studies also antitumor).

In cucumber is also present a very important substance for those who want to lose weight: tartaric acid, which causes a portion of carbohydrates ingested in the same meal, and not immediately used, does not turn into fat, but is eliminated from the body through ‘intestine. Thanks to their silicon content, cucumbers can also help alleviate the symptoms of fibromyalgia and chronic fatigue syndrome.

Cucumber: properties and benefits

Cucumbers then play a fundamental role in the prevention of water retention and cellulite, which often afflicts women: consuming cucumber in salad, especially during the days of the menstrual cycle, can be an excellent antidote to the swelling typical of water retention and toxins that accumulate in the various districts of the body due to the difficulty in eliminating excess fluids.

Contents of the cucumber

Kcal / 100 g: 14
Fats: 0.5 g
Protein: 0.7 g
Glucidi: 1.8 g
Fibers: 0.8 g
Cholesterol: 0
Vitamins: thiamine (vitamin B1) 0.02 mg; riboflavin (vitamin B2) 0.03 mg; niacin (vitamin B3) 0.60 mg; folic acid (vitamin B9) 9.00 mcg; vit. To tr .; vit. C: 11 mg.
Mineral salts: sodium 13 mg; potassium 140 mg; iron 0.3 mg; calcium 16 mg; phosphorus 17 mg; zinc 0.1 mg.

Use the centrifuge to lose weight

Cucumber can help you lose weight if used in a healthy and balanced diet. Just take the centrifuge in mid-morning. A true elixir of wellness and health that allows you to make the most of all the properties of this vegetable. Here’s how to prepare it.

The centrifuged cucumber detox useful for weight loss

Ingredients for one person:

  • 1 organic cucumber;
  • 1 organic pink apple;
  • 1 piece of organic ginger root

Preparation: wash the ingredients without removing the peel, then cut the apple and cucumber into chunks and put them in the centrifuge together with the ginger. Operate the appliance, collect the juice in a glass and drink immediately.

The cucumber in the kitchen

Cucumber is consumed mainly raw. Since it contains water of bitter vegetation, once you have cut the two ends of the cucumber, take one, dip it in the sea salt and rub it on the end from which it was removed with circular movements; a small amount of foam will form: removing the foam, the bitter substance will also be removed.

Cucumber and yogurt sauce

1 whole white yogurt
1 large cucumber, peeled, deprived of seeds and grated
salt
a teaspoon of garam masala (or a mix of black pepper, cardamom, cinnamon, cloves, dried coriander, nutmeg, turmeric and ground fennel seeds)
a handful of fresh mint leaves
Put the grated cucumber in a bowl and squeeze it well to remove water, yogurt, spices and let it rest for an hour in the fridge to blend the flavors. Mince the mint, pour it on the preparation and serve at the table.

Suggestions for purchase: small ones have fewer seeds

It is good to choose cucumbers with shiny and well-tended, unrepeated peel. The two ends must be firm, not soggy. Even the size of the fruit is a good criterion for assessing the quality of the product: too small or too large cucumbers can in fact be, respectively, a sign of scarce and excessive maturation. The larger fruits are also richer in seeds.

SOURCE: Riza

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Bere acqua mentre si mangiano dolci potrebbe far innalzare troppo i livelli di zucchero nel sangue, persino di più se si mangiassero più dolci contemporaneamente senza però sorseggiare nulla.

 

A dirlo sono alcuni scienziati del Suriname, in Sud America, secondo cui l’acqua aiuterebbe il corpo ad assorbire il glucosio dal cibo.

 

Se, dunque, una ricerca ci aveva detto che più si beve meno si mangiano cibi ricchi di zuccheri e grassi saturi, ora il nuovo studio evidenzierebbe piuttosto come il consumo di acqua su dolci (soprattutto ciambella riempite di gelatina) aumenta significativamente i livelli di glicemia postprandiale.

Ma perché i dolci fanno venire sete?

Sarebbe proprio il glucosio il responsabile. Quello contenuto nei dolci è in grado di rallentare il tempo impiegato dallo stomaco per svuotarsi: non arrivano liquidi all’intestino, dove possono essere assorbiti, e quindi si sente sete. Ma se si beve comunque la sete non va via: si avrà la sensazione di sete fin quando non finirà il tempo di assorbimento, ossia fino a che l’organismo non avrà utilizzato tutto il glucosio ingerito.

Per questa nuova ricerca, gli studiosi hanno testato i livelli di zucchero nel sangue in un gruppo di 35 persone che hanno mangiato una ciambella con marmellata e

  1. bevuto acqua prima,
  2. durante o dopo aver mangiato,
  3. non hanno bevuto affatto.

Le persone che bevevano insieme allo snack avevano il più alto picco di livelli di glucosio nel sangue: i loro livelli erano infatti aumentati di quasi il doppio rispetto a quelli di altri gruppi.

I livelli elevati di zucchero nel sangue sono, lo sappiamo bene, motivo di preoccupazione perché il corpo può diventare desensibilizzato e perdere la capacità di regolare adeguatamente i livelli nel sangue. E tutto ciò può portare al diabete.

È per questo che gli scienziati suggeriscono di bere prima o dopo aver mangiato e in generale di evitare di bere nello stesso momento in cui si mangia, al fine di ridurre l’impatto del consumo di zuccheri.

Un consiglio importante soprattutto per chi soffre di diabete.

 

FONTE: Greenme

 

(ENGLISH VERSION)

Drinking water while eating sweets could raise blood sugar levels too high, even more if you eat more sweets at the same time without siping anything.

To say it is some Suriname scientists in South America that water would help the body absorb glucose from food.

If, therefore, a research had told us that the more you drink the less you eat foods rich in sugars and saturated fats, now the new study would highlight rather how the consumption of water on sweets (especially donut filled with jelly) significantly increases blood sugar levels postprandial.

But why do sweets make you thirsty?

The glucose would be responsible. The one contained in the desserts is able to slow down the time taken by the stomach to empty: no fluids arrive to the intestine, where they can be absorbed, and then you feel thirsty. But if you drink, however, the thirst does not go away: you will have the sensation of thirst until the absorption time is over, ie until the body has used all the glucose ingested.

For this new research, scholars tested blood sugar levels in a group of 35 people who ate a donut with jam and

  1. drank water before,
  2. during or after eating, or
  3. did not drink at all.

People who drank together with the snack had the highest peak in blood glucose levels: their levels were in fact nearly twice as high as in other groups.

High blood sugar levels are, we know, a cause for concern because the body can become desensitized and lose the ability to properly regulate blood levels. And all this can lead to diabetes.

This is why scientists suggest drinking before or after eating and generally avoid drinking at the same time as eating, in order to reduce the impact of sugar consumption.

An important advice especially for those suffering from diabetes.

SOURCE: Greenme

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La melagrana, grazie al contenuto di vitamina C e antiossidanti, ha un’azione immunostimolante, ma tonifica anche ghiandole, ossa, cuore e vasi sanguigni.

 

Melagrana: grandi benefici per la salute

Se c’è un frutto utile da qui al prossimo autunno, è la melagrana: i suoi grani sono molto succosi, hanno un sapore asprigno e si possono trasformare in una gradevole bevanda antiossidante con l’ausilio di una centrifuga. Ricca di vitamine (A, C e del gruppo B) e di minerali (potassio e fosforo), la melagrana rinforza il sistema immunitario: per questo è auspicabile gustarne da qui al prossimo autunno, perché i suoi principi attivi ci preparano ad affrontare i malanni da freddo con un’azione simile a quella di un vaccino.

Melagrana: un regolatore ormonale per lui e per lei

Da poco tempo si è scoperto che la melagrana, grazie alla massiccia presenza di antiossidanti e fitoestrogeni, ha un’azione riequilibrante sul sistema ormonale ed una immunostimolante, con valenze specifiche nella donna e nell’uomo. Studi recenti hanno confermato la funzione regolatrice della melagrana sugli sbalzi d’umore tipici della menopausa e sul rafforzamento delle ossa. In caso di tumore della prostata, il succo di melagrana agirebbe addirittura da scudo contro le cellule cancerogene: lo rivela uno studio dell’Università del Wisconsin, negli Stati Uniti.

La melagrana depura il sangue

La principale proprietà della melagrana riguarda l’azione su cuore e arterie: grazie al consistente contenuto in flavonoidi è un alimento perfetto per preservare l’elasticità dei vasi sanguigni e prevenire le malattie cardiovascolari. Per un’azione specifica sull’apparato cardiocircolatorio è consigliabile l’utilizzo del succo biologico già pronto, reperibile nei migliori negozi di alimentazione naturale e nelle erboristerie. Come cura, se ne beve mezzo bicchiere alla mattina anche per 2 mesi, ripetendo sempre il ciclo a ogni cambio di stagione.

Il succo di melagrana è una scorta di sali diuretici

Il succo di melagrana si può comunque preparare anche in casa centrifugando i semi dei frutti freschi, una volta privati della parte bianca (che ha un sapore amaro). È bene consumare il succo appena fatto perché i suoi principi attivi si ossidano facilmente con l’esposizione a luce e aria. La stessa regola vale anche per il succo pronto reperibile in erboristeria: una volta versato nel bicchiere, va bevuto subito. Il succo di melagrana si usa anche come condimento al posto di salsa di soia, limone o aceto: è straricco di vitamine e potassio e depura in profondità.

Aumenta la digeribilità con insalate e carni

Aggiungiamo semi di melagrana nei piatti sia dolci che salati. Nelle macedonie di frutta e nello yogurt, per arricchire piatti a base di carne sia freddi, come il roastbeef, che caldi, come arrosti, brasati e cotture al forno. Non dimentichiamoci di aggiungere la melagrana alle insalatone miste e ai carpacci di pesce: i semi rossi danno una nota di colore, rendono il piatto più digeribile e aggiungono una piccola dose di antiossidanti in più. L’abbinamento della melagrana, che è un frutto alcalinizzante, con le proteine animali (carni, formaggi) contrasta la formazione di scorie acide che favoriscono la degenerazione dei tessuti.

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

The pomegranate, thanks to the content of vitamin C and antioxidants, has an immunostimulatory action, but also tones up glands, bones, heart and blood vessels.

Pomegranate: great health benefits

If there is a useful fruit from here to the next autumn, it is the pomegranate: its grains are very juicy, have a sour taste and can be transformed into a pleasant antioxidant drink with the aid of a centrifuge. Rich in vitamins (A, C and group B) and minerals (potassium and phosphorus), the pomegranate strengthens the immune system: for this reason it is desirable to taste it from here until next autumn, because its active ingredients prepare us to face the illnesses from cold with an action similar to that of a vaccine.

Pomegranate: a hormonal regulator for him and for her

It has been recently discovered that the pomegranate, thanks to the massive presence of antioxidants and phytoestrogens, has a balancing action on the hormonal system and an immunostimulant, with specific values ​​in women and men. Recent studies have confirmed the regulating function of the pomegranate on mood swings typical of menopause and strengthening of bones. In the case of prostate cancer, pomegranate juice would even act as a shield against cancer cells: a study by the University of Wisconsin in the United States reveals it.

The pomegranate cleanses the blood

The main property of the pomegranate is the action on the heart and arteries: thanks to the consistent content in flavonoids it is a perfect food to preserve the elasticity of blood vessels and prevent cardiovascular diseases. For a specific action on the cardio-circulatory system it is advisable to use the already prepared organic juice, available in the best natural food stores and in herbalist shops. As a cure, you drink half a glass in the morning even for 2 months, always repeating the cycle at each change of season.

Pomegranate juice is a stock of diuretic salts

Pomegranate juice can also be prepared at home by centrifuging the seeds of fresh fruit, once deprived of the white part (which has a bitter taste). It is good to consume the freshly made juice because its active ingredients are easily oxidized with exposure to light and air. The same rule also applies to ready-made juice in herbal medicine: once poured into the glass, it should be drunk immediately. Pomegranate juice is also used as a condiment instead of soy sauce, lemon or vinegar: it is rich in vitamins and potassium and deeply purifies.

Increases digestibility with salads and meats

We add pomegranate seeds in both sweet and savory dishes. In fruit salads and yogurt, to enrich meat dishes both cold, such as roast beef, and hot, such as roasts, braised and baked. Do not forget to add the mixed pomegranate salad and fish carpaccio: the red seeds give a note of color, make the dish more digestible and add a small dose of antioxidants more. The combination of the pomegranate, which is an alkalizing fruit, with animal proteins (meat, cheese) contrasts the formation of acid waste that favors the degeneration of the tissues.

SOURCE: Riza

 

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Uno studio del microbiologo dell’Università di New York Philip Tierno ha messo in luce un dato incontrovertibile: nel letto, insieme a noi, vive un parco botanico di batteri e funghi. Per questo le lenzuola vanno cambiate ogni sette giorni.

 

QUANTO  tempo trascorriamo sul letto? Un terzo della nostra vita, 121,6 giorni, 2920 ore. È il momento della giornata in cui ci sentiamo più al sicuro, eppure proprio in quelle ore siamo inconsapevolmente circondati da un’orda selvaggia di animali sconosciuti. No, non è il seguito del libro “Animali fantastici e dove trovarli”di J. K. Rowling, è quello che emerge da una ricerca americana in campo microbiologico.

“Sebbene ad occhio nudo non se ne scorga traccia, il nostro giaciglio riesce velocemente a trasformarsi in un “parco botanico” di batteri e funghi. E il pericolo aumenta se i microscopici organismi vengono lasciati troppo a lungo tra le pieghe delle lenzuola”, spiega Philip Tierno, un microbiologo dell’Università di New York, al Business Insider.

Come evitarlo ed insieme eliminare questo esercito invisibile? C’è un modo semplice e alla portata di tutti:  la biancheria deve essere cambiata e lavata una volta a settimana. Se ci dimentichiamo o trascuriamo di farlo, c’è un’elevata probabilità di ammalarsi.

Cerchiamo di capire le ragioni, a parte quelle del buon senso. Ogni anno in media gli esseri umani producono 98 litri di sudore nel letto, ma nei periodi estivi, quando fuori è caldo ed umido, l’umidità si trasforma in quello che gli scienziati chiamano “l’ambiente ideale per le colture di funghi”. In un recente studio in cui è stato esaminato il livello di contaminazione da funghi nei letti, è stato scoperto che anche i cuscini, che siano sintetici o di piuma, posso contenerne tra i 4 e i 17 tipi differenti. E questo, evidentemente, è un problema.

Se al guanciale e alle lenzuola si aggiungono poi i batteri “estranei” come il pelo di animale, il polline, la polvere, la lanugine, resti di terra o parti del tessuto di cui sono fatte le lenzuola, Tierno non ha dubbi: queste “sporcizie” si fanno sempre più invadenti – batteriologicamente parlando – mano a mano che continuiamo ad usarle. Senza tralasciare un’altra particolarità: le lenzuola sporche possono provocare fastidiosi starnuti, visto che i microbi sono così vicini a naso e bocca da essere respirati.

“Anche se naturalmente non si soffre di allergie – afferma Tierno – si può incorrere ad una reazione allergica”. Il microbiologo di New York scende ancor più nello specifico facendo un esempio esemplificativo: “Se toccassi feci di cane per strada, ti laveresti la mano. Fai la stessa cosa per il tuo letto”.

In conclusione se si riuscisse a vedere cosa c’è sopra il letto ogni volta che ci stendiamo anche solo per un pisolino, la domanda sorgerebbe spontanea: “Che sia meglio dormire per terra?”

 

FONTE: Salute della Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

A study by the New York University’s microbiologist Philip Tierno has revealed an incontrovertible fact: in the bed, together with us, lives a botanical park of bacteria and fungi. This is why sheets have to be changed every seven days.

How much time do we spend on the bed? A third of our life, 121.6 days, 2920 hours. It is the moment of the day when we feel safer, and yet in those hours we are unknowingly surrounded by a wild horde of unknown animals. No, it is not the continuation of the book “Fantastic animals and where to find them” by J. K. Rowling, it is what emerges from an American research in the microbiological field.

“Although no trace is visible to the naked eye, our bed can quickly turn into a” botanical park “of bacteria and fungi, and the danger increases if the microscopic organisms are left for too long in the folds of the sheets”, explains Philip Tierno, a University of New York microbiologist, at the Business Insider.

How to avoid it and eliminate this invisible army together? There is a simple way for everyone: the linen must be changed and washed once a week. If we forget or neglect to do so, there is a high probability of getting sick.

We try to understand the reasons, apart from those of common sense. Every year, on average, humans produce 98 liters of sweat in the bed, but in the summer, when it is hot and humid outside, humidity turns into what scientists call “the ideal environment for mushroom crops”. In a recent study examining the level of fungal contamination in beds, it was discovered that even the cushions, which are synthetic or feather, can contain between 4 and 17 different types. And this, obviously, is a problem.

If you add to the pillow and sheets the “foreign” bacteria such as animal hair, pollen, dust, fluff, earth or parts of the fabric of which the sheets are made, Tierno has no doubts: these ” dirt “are becoming more and more invasive – bacteriologically speaking – as we continue to use them. Without forgetting another peculiarity: dirty sheets can provoke annoying sneezes, since the microbes are so close to the nose and mouth to be breathed.

“Although naturally you do not suffer from allergies – says Tierno – you can incur an allergic reaction”. The microbiologist from New York goes down even more specifically by giving an example: “If you touched dog feces on the street, you would wash your hand, do the same for your bed”.

In conclusion, if we could see what is on the bed every time we lay down even for a nap, the question would arise spontaneously: “Is it better to sleep on the floor?”

SOURCE:  Salute della Repubblica

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Il digiuno intermittente è un metodo naturale di alimentarsi che è stato praticato per migliaia di anni in tutti gli angoli del pianeta. Solo con la modernità e la presenza costante di cibo, il digiuno intermittente è scomparso per lasciar posto alle malattie del benessere come obesità, diabete, problemi di cuore, colesterolo, pressione, infiammazioni croniche e cancro.

Oggi la scienza conferma l’efficacia del digiuno: basta non mangiare per 16 ore per innescare dei processi benefici in tutto il corpo, dal cervello, al cuore fino a fermare la crescita del cancro. Gli studiosi affermano che c’è un aumento circa del 40% della longevità.

Il digiuno intermittente 16/8

Il digiuno intermittente consiste nell’astenersi dal cibo per una fascia oraria di almeno 16 ore e può essere praticato una volta alla settimana oppure ogni giorno.

Il digiuno intermittente 16/8 consiste infatti nel concentrare l’assunzione di cibo in una fascia oraria di 8 ore e digiunare per le restanti 16 ore. Ecco alcuni esempi pratici di digiuno intermittente 16/8:
  • Mangiare nella fascia dalle 7 alle 15. Si fa colazione, pranzo, magari merenda, e poi si salta la cena. Il giorno dopo si fa colazione e sono passate 16 ore in cui si è digiunato, quindi è abbastanza semplice, praticamente basta saltare un pasto.
  • Mangiare nella fascia dalle 13 alle 21. Molte persone preferiscono saltare la colazione e fare pranzo e cena, magari anche perché gli risulta più comodo per le loro abitudini lavorative. Io preferiscono il primo metodo in cui si salta la cena dato che mi piace andare a letto a stomaco vuoto.

Puoi scegliere e personalizzare la fascia oraria di assunzione del cibo che preferisci in base alle tue esigenze, abitudini e stile di vita. L’importante è che il digiuno sia di almeno 16 ore.

Durante il digiuno è concesso di bere acqua, preferibilmente calda. Alcuni assumono anche caffè e tisane durante il digiuno, ma è preferibile assumere solo acqua.

Perché digiunare almeno 16 ore

La motivazione è di tipo scientifico. Sono necessarie almeno 16 ore per finire le scorte di glucosio e per far passare il metabolismo da brucia-zuccheri a brucia-chetoni ovvero il nostro organismo entra in uno stato chiamato di chetosi. 

AdvertisementGeneralmente, quando il corpo viene nutrito, è impegnato a digerire e assorbire il cibo che hai mangiato. Questo di solito dura 3-4 ore, e durante questo periodo è molto difficile per il corpo bruciare grassi poiché i livelli di insulina sono particolarmente alti. Quando la digestione è finita, il corpo entra in una fase chiamata stato post-assorbimento, il che significa che non sta digerendo e processando alcun cibo. Durante lo stato di post-assorbimento, si assiste ad una diminuzione della secrezione di insulina e aumento dell’ormone glucagone. Il corpo generalmente fa affidamento sull’energia immagazzinata nello stato precedente, principalmente dal glicogeno epatico (carboidrati immagazzinati nel fegato).

Se si continua a digiunare per circa 16 ore dall’ultimo pasto (ovvero circa 12 ore dopo la fine dalla digestione) il corpo entra nello stato di chetosi. Questo accade quando la fornitura di glucosio dal glicogeno immagazzinato inizia a diminuire e l’ossidazione degli acidi grassi contribuisce molto più energia rispetto ai carboidrati immagazzinati. L’aumento dell’ossidazione degli acidi grassi, o meglio i corpi chetonici, è uno dei motivi principali per cui le persone effettuano il digiuno intermittente.

Benefici del digiuno intermittente

Nello stato di chetosi accadono dei veri miracoli terapeutici:

  • Vengono consumate le riserve di grasso
  • Eliminazione delle tossine (accumulate nel tessuto adiposo)
  • Attivazione dell’autofagia
  • Rigenerazione cellulare
  • Riduce l’infiammazione cronica
  • Diminuzione del colesterolo
  • Migliora la sensibilità all’insulina
  • Protezione contro malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson
  • Miglioramento della memoria e delle funzioni cognitive
  • Contrasta la progressione del cancro
  • Riduzione del rischio di cancro
  • Potenzia il sistema immunitario proteggendo il corpo da virus, influenza, intossicazioni, funghi, batteri
  • Riduce del 58% il rischio di sviluppare patologie cardiache
  • Riduce del 50% il rischio di sviluppare il diabete

Il digiuno terapeutico nell’antichità

Il digiuno terapeutico, ovvero astenersi dal cibo per curare il corpo e la mente, non è una pratica moderna: già dai tasti antichi sappiamo che Platone, Socrate e Plutarco lo praticavano perché ritenevano che migliorasse le loro prestazioni fisiche e mentali.

Gli arabi e gli egiziani lo consigliavano come cura per tutte le malattie. Anche nelle tradizioni religiose ed esoteriche il digiuno è visto come una tecnica utile per riconnettersi al divino. La religione islamica prevede un mese di Ramadam ogni anno d’estate in cui si digiuna dall’alba al tramonto, quindi per circa 16 ore.

Nel vangelo cristiano troviamo diversi riferimenti al digiuno. In Matteo 4, 1-11 si legge che Gesù fu condotto nel deserto per essere tentato dal diavolo. E dopo aver digiunato 40 giorni e 40 notti alla fine ebbe fame. Il tentatore gli disse: «Se sei figlio di Dio fa che queste pietre siano pane». Egli rispose: «Non di pane soltanto vivrà l’uomo».

Bisogna anche sottolineare che in passato il digiuno per molti non era una scelta ma una necessità. Basta andare indietro di soli 100 anni per accorgersi che non sempre c’erano scorte di cibo presenti, che i raccolti potevano andare male, gli animali allevati potevano ammalarsi, le guerre portavano carestia. E quando l’uomo nel Paleolitico era un cacciatore/raccoglitore poteva passare dei giorni tra quando veniva cacciata una preda e l’altra. Insomma l’uomo si è evoluto di pari passo col digiuno, e l’abbondanza moderna ha interrotto questo connubio.

Rischi e controindicazioni del digiuno intermittente

Il digiuno intermittente di 16 o 24 ore è considerato molto più sicuro e facile da eseguire rispetto ad un digiuno più lungo che richiede invece il controllo medico. Tuttavia il digiuno intermittente in alcune persone non perfettamente in salute può provocare dei disturbi. Coloro che hanno livelli di cortisolo alti, ovvero ghiandole surrenali affaticate per via di una vita stressante o magari traumi precedenti, è bene che evitino il digiuno. Analogamente coloro che hanno valori troppo alti o bassi di glicemia, o glicemia instabile, è bene che evitino il digiuno. Infatti in presenza di cortisolo e/o glicemia fuori dalla norma, il corpo non riesce a stabilizzare i livelli di glucosio a digiuno dando sintomi come:

  • stanchezza improvvisa
  • senso di svenimento
  •  secchezza delle fauci
  • secchezza degli occhi
  • irritabilità
  • rabbia o ansietà

Queste persone dovrebbero fare invece pasti più frequenti del normale, anche ogni 2-3 ore, per normalizzare i loro valori. Ovviamente bisogna avere una dieta sana senza zucchero e farine bianche, prodotti da forno, e in generale senza cibi ad alto indice glicemico. L’assunzione di erbe adattogene che abbassano lo stress come Rodiola e Ashwagandha è anche altamente consigliato. Un integratore di cromo può essere utile per aiutare a stabilizzare la glicemia. Quando glicemia e cortisolo si sono stabilizzati allora è possibile intraprendere un digiuno.

 

Considerazioni sul digiuno intermittente

Una review condotta da Valter Longo e Mark Mattson, due pionieri sugli studi del digiuno nel mondo, affermano nell’abstract della ricerca:

  • Il digiuno è praticato da millenni, ma solo recentemente alcuni studi hanno gettato luce sul suo ruolo nelle risposte cellulari adattive che riducono il danno ossidativo e l’infiammazione, ottimizzano il metabolismo energetico e rafforzano la protezione cellulare. Negli eucarioti inferiori, il digiuno cronico prolunga in parte la longevità riprogrammando le vie metaboliche e di resistenza allo stress. Nei roditori il digiuno intermittente o periodico protegge da diabete, tumori, malattie cardiache e neurodegenerazione, mentre nell’uomo aiuta a ridurre l’obesità, l’ipertensione, l’asma e l’artrite reumatoide. Pertanto, il digiuno ha il potenziale di ritardare l’invecchiamento e aiutare a prevenire e curare le malattie riducendo al minimo gli effetti collaterali causati da interventi dietetici cronici.

Astenersi totalmente dal cibo per 24 ore alla settimana produce enormi vantaggi per il corpo. Un recente studio effettuato dall’Intermountain Medical Center di Murray, nello Utah, e presentato al congresso annuale nel 2011 dell’American College of Cardiology, conferma che un semplice digiuno di 24 ore, meglio se ripetuto periodicamente, per esempio una volta alla settimana, fa aumentare la resistenza del corpo, consuma più colesterolo, riduce il numero delle cellule adipose e, non ultimo,diminuisce il rischio di diabete e malattie del cuore e può arrestare il cancro.

Il Dr. Paul Jaminet riguardo il digiuno afferma:

  • Il digiuno intermittente quotidiano aiuta ad “uccidere” molti patogeni (autofagia) e probabilmente aumenta la longevità e migliora la salute. Il digiuno è un modo efficace di migliorare l’immunità contro i patogeni intracellulariCredo che un digiuno di 16 ore sia la cosa migliore. E’ abbastanza breve da poter essere ripetuto quotidianamente, ma abbastanza lungo da provocare la morte di molti agenti patogeni dannosi.”

La popolazione dei Kitivan (Papua e Nuova Guinea), che è solita digiunare quotidianamente, è nota per la sua assenza di malattie. L’unico e il principale pasto cucinato della giornata è al tramonto, dopo che le attività di giardinaggio sono state completate, e generalmente è composto da patate dolci, taro ed occasionalmente pesce, selvaggina, maiale o uova di pesce. Durante il giorno, mango, banane, cocco ed il suo latte possono essere consumate durante il lavoro.

Il Dott. Mark Mattson e tantissimi altri scienziati americani ed europei – fra loro c’è anche un italiano, Luigi Fontana – hanno pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences un lungo articolo per ricordare alla comunità scientifica i vantaggi e le basi teoriche del digiuno.

Le ricerche affermano gli effetti positivi a livello cardiovascolare, riducendo addirittura del 58% il rischio di patologie cardiache e del 50% lo sviluppo di diabete.

Basta astenersi dal cibo per 24 ore perché nel cervello si formino nuovi neuroni. L’analisi del cervello delle cavie sottoposte al digiuno ha mostrato perfino migliori connessioni sinaptiche ovvero le connessioni tra i neuroni. 

Stare un po’ senza mangiare fra l’altro riduce l’infiammazione, migliora la risposta immunitaria e potenzia la capacità delle cellule di liberarsi da sostanze di scarto. E non basta, il digiuno rallenta persino la crescita dei tumori, almeno nei topi: anche le cellule del cancro hanno bisogno di energia ma non possono farlo durante il digiuno, dato che l’energia proviene dai chetoni e non dal glucosio.

Un team di ricercatori del National Institute on Ageing di Baltimora, asserisce che periodi brevi e ciclici di digiuni proteggerebbero il cervello da malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson.

Durante il digiuno, i soggetti, inoltre, producevano una maggiore quantità dell’ormone della crescita (Gh), capace di svolgere un’azione di protezione sui muscoli e sul bilancio metabolico.

Conclusione

Perché il digiuno è così benefico? L’uomo non si è evoluto mangiando 3 pasti al giorno più gli spuntini, l’uomo probabilmente mangiava solo la sera e non tutte le sere, dopo che aveva passato la giornata a procurarsi il cibo e tornava al villaggio a condividerlo con gli altri membri della comunità. Inoltre la nostra alimentazione così spesso ricca di cibi artificiali pieni di sostanze chimiche che si accumulano nel corpo, le errate combinazioni dei cibi che producono fermentazioni e putrefazioni, rende necessario un periodo di purificazione.

Io pratico il digiuno con succhi/frullati di frutta e verdura ogni domenica e i risultati sono evidenti. Se avete paura di morire di fame e dai crampi allo stomaco potrete sorprendervi nel mettervi alla prova.

Coloro che soffrono di diabete o stanchezza surrenale non possono eseguire il digiuno completo, ma sotto la guida di un medico possono praticare il semi-digiuno.

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

Intermittent fasting is a natural method of feeding that has been practiced for thousands of years in all corners of the planet. Only with modernity and the constant presence of food, intermittent fasting has disappeared to make way for diseases of well-being such as obesity, diabetes, heart problems, cholesterol, pressure, chronic inflammation and cancer.

Today science confirms the efficacy of fasting: just do not eat for 16 hours to trigger beneficial processes throughout the body, from the brain to the heart to stop the growth of cancer. Scholars say that there is an increase of about 40% in longevity.

Intermittent fasting 16/8

Intermittent fasting consists in refraining from food for a time slot of at least 16 hours and can be practiced once a week or every day.

Intermittent fasting 16/8 consists in concentrating food intake in an 8-hour time band and fasting for the remaining 16 hours. Here are some practical examples of intermittent fasting 16/8:

Eat in the range from 7 to 15. You have breakfast, lunch, maybe a snack, and then you skip dinner. The next day we have breakfast and 16 hours have passed in which we are fasted, so it is quite simple, practically enough to skip a meal.
Eat in the range from 13 to 21. Many people prefer to skip breakfast and have lunch and dinner, perhaps because it is more convenient for their work habits. I prefer the first method in which you skip dinner because I like going to bed on an empty stomach.
You can choose and customize the time slot of food intake you prefer based on your needs, habits and lifestyle. The important thing is that the fast is at least 16 hours.

During fasting it is allowed to drink water, preferably hot. Some also take coffee and herbal teas during the fast, but it is preferable to take only water.

Why fast at least 16 hours

The motivation is scientific. It takes at least 16 hours to finish the glucose stocks and to pass the metabolism from burning-sugars to burning-ketones or our body enters a state called ketosis.

Generally, when the body is fed, it is busy digesting and absorbing the food you ate. This usually lasts 3-4 hours, and during this period it is very difficult for the body to burn fat because insulin levels are particularly high. When the digestion is over, the body enters a phase called post-absorption state, which means it is not digesting and processing any food. During post-absorption, there is a decrease in insulin secretion and an increase in the hormone glucagon. The body generally relies on energy stored in the previous state, mainly from hepatic glycogen (carbohydrates stored in the liver).
If you continue to fast for about 16 hours after the last meal (ie about 12 hours after the end by digestion) the body enters the state of ketosis. This happens when the supply of glucose from stored glycogen begins to decrease and the oxidation of fatty acids gives more energy than stored carbohydrates. Increasing the oxidation of fatty acids, or better the ketone bodies, is one of the main reasons why people perform intermittent fasting.

Benefits of intermittent fasting

In the state of ketosis there are true therapeutic miracles:

  • Fat reserves are consumed
  • Elimination of toxins (accumulated in adipose tissue)
  • Activation of autophagy
  • Cell regeneration
  • Reduces chronic inflammation
  • Cholesterol decrease
  • Improves insulin sensitivity
  • Protection against neurodegenerative diseases such as Alzheimer’s and Parkinson’s
  • Improvement of memory and cognitive functions
  • Counteracts the progression of cancer
  • Reduction of cancer risk
  • Enhances the immune system protecting the body from viruses, flu, intoxications, fungi,
  • bacteria
  • Reduces the risk of developing heart disease by 58%
  • Reduces the risk of developing diabetes by 50%

Therapeutic fasting in antiquity

Therapeutic fasting, that is, refraining from food to cure the body and mind, is not a modern practice: from the ancient keys we know that Plato, Socrates and Plutarch practiced it because they thought it would improve their physical and mental performance.

The Arabs and the Egyptians advised him as a cure for all diseases. Even in religious and esoteric traditions, fasting is seen as a useful technique to reconnect to the divine. The Islamic religion provides a month of Ramadam every year in the summer when you are fasting from dawn to dusk, then for about 16 hours.

In the Christian gospel we find different references to fasting. In Matthew 4: 1-11 we read that Jesus was led to the desert to be tempted by the devil. And after fasting 40 days and 40 nights, he was hungry at the end. The tempter said to him, “If you are a son of God, let these stones be bread.” He replied: “Not only will man live on bread.”

It must also be stressed that in the past fasting for many was not a choice but a necessity. Just go back only 100 years to realize that there were not always present food stocks, that the crops could go wrong, the animals raised could get sick, the wars were famine. And when the man in the Paleolithic era was a hunter / gatherer could spend days between when one prey and another was hunted. In short, man has evolved hand in hand with fasting, and modern abundance has interrupted this union.

Risks and contraindications of intermittent fasting

Intermittent fasting of 16 or 24 hours is considered much safer and easier to perform than a longer fast that requires medical supervision instead. However, intermittent fasting in some people who are not perfectly healthy may cause disturbances. Those who have high levels of cortisol, or tired adrenal glands due to a stressful life or even previous traumas, should avoid fasting. Similarly, those who have too high or low blood sugar or unstable blood glucose levels should avoid fasting. In fact, in the presence of out-of-norm cortisol and / or blood sugar, the body can not stabilize fasting glucose levels, giving symptoms such as:

  • sudden tiredness
  • sense of fainting
  • dry mouth
  • dry eyes
  • irritability
  • anger or anxiety

Instead, these people should take more frequent meals than usual, even every 2-3 hours, to normalize their values. Of course you need to have a healthy diet without sugar and white flours, baked goods, and in general without foods with a high glycemic index. The intake of adaptogenic herbs that lower stress such as Rodiola and Ashwagandha is also highly recommended. A chromium supplement can be helpful to help stabilize blood sugar. When blood sugar and cortisol have stabilized then it is possible to undertake a fast.

Considerations on intermittent fasting

A review conducted by Valter Longo and Mark Mattson, two pioneers of fasting studies worldwide, states in the research abstract:

Fasting has been practiced for millennia, but only recently have some studies shed light on its role in adaptive cellular responses that reduce oxidative damage and inflammation, optimize energy metabolism and strengthen cellular protection. In the lower eukaryotes, chronic fasting prolonged longevity partly by reprogramming the metabolic and stress-resistance pathways. In rodents intermittent or periodic fasting protects against diabetes, tumors, heart disease and neurodegeneration, while in humans it helps to reduce obesity, hypertension, asthma and rheumatoid arthritis. Therefore, fasting has the potential to delay aging and help prevent and treat diseases by minimizing the side effects caused by chronic dietary interventions.

Refraining from food for 24 hours a week produces enormous benefits for the body. A recent study by the Intermountain Medical Center in Murray, Utah, and presented at the American College of Cardiology’s annual congress in 2011, confirms that a simple 24-hour fast, preferably repeated periodically, for example once a week, increases the body’s resistance, consumes more cholesterol, reduces the number of fat cells and, not least, decreases the risk of diabetes and heart disease and can stop cancer.

Dr. Paul Jaminet says about fasting:

  • “Intermittent daily fasting helps to” kill “many pathogens (autophagy) and probably increases longevity and improves health. Fasting is an effective way of improving immunity against intracellular pathogens. I believe that a 16-hour fast is the best thing. It is short enough to be repeated daily, but long enough to cause the death of many harmful pathogens. “

The Kitivan population (Papua and New Guinea), which is used to fast daily, is known for its absence of disease. The only and the main cooked meal of the day is at sunset, after the gardening activities have been completed, and generally consists of sweet potatoes, taro and occasionally fish, game, pork or fish eggs. During the day, mango, bananas, coconut and milk can be consumed during work.

Dr. Mark Mattson and many other American and European scientists – among them there is also an Italian, Luigi Fontana – have published a long article on Proceedings of the National Academy of Sciences to remind the scientific community of the advantages and the theoretical foundations of the fasting.

The research affirms the positive effects on the cardiovascular level, reducing the risk of heart disease by up to 58% and the development of diabetes by 50%.

Just abstain from food for 24 hours for new neurons to form in the brain. Brain analysis of mice subjected to fasting showed even better synaptic connections or connections between neurons.

Staying a little without eating also reduces inflammation, improves the immune response and enhances the ability of cells to get rid of waste substances. It is not enough, fasting even slows the growth of tumors, at least in mice: even cancer cells need energy but can not do it during the fast, since the energy comes from ketones and not from glucose.

A team of researchers at the National Institute on Ageing in Baltimore asserts that short and fast periods of fasting would protect the brain from neurodegenerative diseases such as Alzheimer’s and Parkinson’s.

Moreover, during fasting, the subjects produced a greater quantity of the growth hormone (GH), capable of performing a protective action on the muscles and on the metabolic balance.

Conclusion

Why is fasting so beneficial? The man did not evolve eating 3 meals a day plus snacks, the man probably ate only in the evening and not every night, after he had spent the day getting food and going back to the village to share it with the other members of the community. In addition, our diet so often rich in artificial foods full of chemicals that accumulate in the body, the wrong combinations of foods that produce fermentations and putrefactions, requires a period of purification. I practice fasting with fruit / vegetable juices / smoothies every Sunday and the results are obvious. If you are afraid of starvation and stomach cramps you may be surprised to test yourself.

Those suffering from diabetes or adrenal fatigue can not complete the fast, but under the guidance of a doctor they can practice semi-fasting.

SOURCE: Dionidream

 

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L’argento colloidale è un integratore eccellente anche a bassi dosaggi e ha davvero moltissime proprietà e benefici: scopri tutti gli usi dell’argento colloidale

Nei tempi antichi, quando ancora non esistevano i farmaci di sintesi e i guaritori preparavano da sé polveri e pozioni curative, era d’uso comune disporre sul fondo delle fontanelle sorgive dei giardini privati e delle cascine più ricche alcuni pezzetti d’argento grezzo, per mantenere l’acqua pura e prevenire la diffusione di morbi e infezioni. Per lo stesso motivo nelle corti di nobili e ricchi i cibi venivano sempre conservati e serviti in vasi, vassoi e piatti del prezioso metallo al fine di evitare che imputridissero, facendo ammalare chi li consumava.

Col tempo l’uso è andato perdendosi, ma già tra la fine dell’800 e gli inizi del 900 erano reperibili nelle farmacie preparazioni di argento colloidale sia come disinfettante che per curare infezioni virali e batteriche e malattie fungine, ma anche per riattivare i tessuti invecchiati. La sua carica antibatterica è tale che ancora oggi l’argento è considerato uno dei più potenti disinfettanti naturali, tanto che i filtri di riciclaggio dei serbatoi d’acqua, sulle navicelle spaziali, sono proprio d’argento.

Con l’avvento degli antibiotici i preparati disinfettanti a base d’argento sono caduti in disuso, sopravvivendo in parte solo nella medicina tradizionale etnica, ma negli ultimi anni sono tornati ad essere considerati un valido presidio, grazie anche all’allarmante aumento dei casi di antibiotico-resistenza, che lasciano i malati indifesi contro numerose infezioni. In particolare, l’argento colloidale si è dimostrato un validissimo rimedio per la pelle, sia per scongiurare pericolose infezioni negli ustionati che per riattivare il metabolismo dei tessuti cutanei danneggiati.

Argento colloidale: la riscoperta

A riscoprirne le proprietà terapeutiche, in particolare, fu un medico americano, il dottor Carl Moyer del Washington Department of Surgery, che negli anni ’70 dimostrò come l’argento colloidale fosse in grado di inattivare gli enzimi che permettono agli agenti patogeni di sopravvivere. Le sue conclusioni furono poi confermate da numerosi sperimentatori, tra cui il professor Robert Becker, della Syracuse University of New York , che sperimentò con successo l’uso dell’argento colloidale contro svariate infezioni, tra cui riniti, bronchiti, tonsilliti, otiti, blefariti, infezioni vaginali, candidosi e numerose patologie batteriche e virali. Dalla massa di studi clinici è risultato che l’argento colloidale sarebbe in grado di inibire oltre 650 ceppi virali o batterici, molti dei quali resistenti agli antibiotici.

Argento colloidale: cos’è e come funziona

L’argento colloidale consiste in una sospensione di microparticelle d’argento puro dotate di carica ionica positiva, finemente disperse in un liquido neutro, con una concentrazione che varia mediamente tra 10 e 20 parti per milione. Il suo potere antibatterico deriva dal fatto che, in presenza di organismi anaerobici nocivi, gli ioni d’argento si legano alla loro parete cellulare e la penetrano, inibendone le funzioni vitali, mentre sui virus esercitano un’azione ossidante che li rende inerti.

Attualmente in Italia l’argento colloidale è consentito solo per uso esterno, benché in molti altri paesi possa tranquillamente essere assunto, come da noi in passato, anche per via interna. In ogni caso è bene consultarsi con il medico curante prima dell’assunzione.

Argento colloidale: guida all’utilizzo

L’argento colloidale è reperibile in commercio in numerose forme, sia per produrre garze e cerotti medicati che come spray, in collirio e nelle creme cosmetiche o curative, da usare in caso di ustioni, ferite, acne, verruche, dermatosi ed eczemi, collirio, compresse, e per riattivare il metabolismo dei tessuti. Le sue qualità sono molto apprezzate anche dalla cosmesi moderna, che lo considera un eccellente ingrediente per creme anti-age e per restituire turgore e luminosità alle pelli sciupate e danneggiate.

Utile anche in caso di scottature, tagli o ferite, eritemi, micosi delle unghie: in tutti questi casi si può scegliere di applicare qualche goccia di argento colloidale sulla zona interessata dal problema lasciandolo agire qualche minuto oppure fare dei veri e propri impacchi applicandolo con una garza fermata con un cerotto in modo da lasciare agire per più tempo l’argento in loco.

Argento colloidale: proprietà

Le sue proprietà antibatteriche, antibiotiche e antifungine rendono l’argento colloidale un valido presidio da tenere a portata di mano. Utile in tutti i casi di infezioni alla pelle, alle orecchie, agli occhi o nel trattamento del raffreddore, può essere applicato sul petto (o assunto per via orale su indicazione del medico curante) in tutti i casi di influenza, bronchiti e in tutte le infezioni – tra cui candidosi e cistiti. Il suo elevato potere antinfiammatorio lo rende utile anche contro i dolori artritici.

Argento collloidale: controindicazioni

Usato esternamente l’argento colloidale non presenta controindicazioni, anche se è sempre bene controllare che sia un prodotto preparato da marchi affidabili, per non incorrere in contraffazioni. Per uso interno è sempre consigliabile affidarsi al medico per evitare possibili interazioni con altri farmaci, reazioni allergiche ecc.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Colloidal silver is an excellent supplement even at low doses and has very many properties and benefits: discover all the uses of colloidal silver

In ancient times, when the drugs did not yet exist, the synthesis and the healers prepared powders and healing potions, it was common to have some private gardens and some richer silver pieces on the bottom of the spring fountains. pure water and prevent the spread of diseases and infections. For the same reason, in the courts of nobles and rich foods were always stored and served in vases, trays and plates of precious metal in order to prevent them from rotting, making those who consumed them sick.

Over time, use has been lost, but already in the late nineteenth and early twentieth century colloidal silver preparations were available in pharmacies as both disinfectant and to treat viral and bacterial infections and fungal diseases, but also to reactivate the tissues aged. Its antibacterial charge is such that even today silver is considered one of the most powerful natural disinfectants, so much so that the water tank recycling filters, on the spacecraft, are really silver.

With the advent of antibiotics, silver-based disinfectant preparations have fallen into disuse, only partly surviving in traditional ethnic medicine, but in recent years have returned to be considered a valid garrison, thanks to the alarming increase in cases of antibiotic-resistance, which leave the defenseless patients against numerous infections. In particular, colloidal silver proved to be a very valid remedy for the skin, both to avoid dangerous infections in burns and to reactivate the metabolism of damaged skin tissues.

Colloidal silver: the rediscovery

To rediscover its therapeutic properties, in particular, was an American doctor, Dr. Carl Moyer of the Washington Department of Surgery, who in the 1970s demonstrated how colloidal silver was able to inactivate the enzymes that allow pathogens to survive. His conclusions were then confirmed by several experimenters, including Professor Robert Becker, of Syracuse University of New York, who successfully tested the use of colloidal silver against various infections, including cuirinitis, bronchitis, tonsillitis, otitis, blepharitis, vaginal infections, candidiasis and numerous bacterial and viral diseases. From the mass of clinical studies it has been found that colloidal silver would be able to inhibit over 650 viral or bacterial strains, many of them resistant to antibiotics.

Colloidal silver: what it is and how it works

Colloidal silver consists of a suspension of pure silver microparticles with positive ionic charge, finely dispersed in a neutral liquid, with a concentration that varies on average between 10 and 20 parts per million. Its antibacterial power comes from the fact that, in the presence of harmful anaerobic organisms, the silver ions bind to their cell wall and penetrate it, inhibiting its vital functions, while on the viruses exert an oxidizing action that renders them inert.

Currently in Italy colloidal silver is allowed only for external use, although in many other countries it can safely be hired, as we have in the past, also internally. In any case it is good to consult with the attending physician before taking it.

Colloidal silver: guide to use

Colloidal silver can be found on the market in many forms, both to produce medicated and spray gauze and patches, in eye drops and in cosmetic or curative creams, to be used in case of burns, wounds, acne, warts, dermatoses and eczema, eye drops , tablets, and to reactivate tissue metabolism. Its qualities are also highly appreciated by modern cosmetics, which considers it an excellent ingredient for anti-aging creams and to restore turgidity and brightness to damaged and damaged skin.

Also useful in case of burns, cuts or wounds, rashes, nail fungus: in all these cases you can choose to apply a few drops of colloidal silver on the area affected by leaving it to act a few minutes or make real compresses applying it with a gauze stop with a bandage so as to leave the silver on site for longer.

Colloidal silver: property

Its antibacterial, antibiotic and antifungal properties make colloidal silver a valid garrison to keep close at hand. Useful in all cases of infections to the skin, ears, eyes or the treatment of colds, it can be applied on the chest (or taken orally on the indication of the attending physician) in all cases of flu, bronchitis and in all infections – including candidiasis and cystitis. Its high anti-inflammatory power also makes it useful against arthritic pain.

Colloidal silver: contraindications

Externally used colloidal silver has no contraindications, although it is always good to check that it is a product prepared by reputable brands, so as not to incur counterfeits. For internal use it is always advisable to rely on the doctor to avoid possible interactions with other drugs, allergic reactions etc.

 

SOURCE: Riza

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