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Archive for ottobre 2018

3 decotti dimagranti e depurativi per perdere peso in modo sano e naturale. Sono bevande a base d’erbe e spezie tra le più efficaci per perdere peso. Usale nell’ambito di un programma snellente per ottenere i migliori risultati.

 

 

Decotti dimagranti: le erbe e le spezie che ti fanno dimagrire

Bardana, piccioli di ciliegia, tarassaco, semi di finocchio, curcuma, zenzero e limone forniscono i principi attivi più potenti per aiutarti a bruciare più calorie, eliminare i ristagni di liquidi e depurare organi e tessuti. Scopri con noi come utilizzarli per preparare tisane e decotti a base di zenzero, limone, finocchio o curcuma, gradevoli al gusto e super dimagranti.

Abbassa gli zuccheri col decotto dimagrante di bardana e curcuma

Ingredienti per 1 persona:

  • 250ml di acqua;
  • 1 cucchiaio raso di radice di bardana taglio tisana;
  • 1 presa di curcuma in polvere;
  • 1 cucchiaino di miele di lavanda (facoltativo)

Preparazione

  1. Porta a ebollizione l’acqua e unisci la radice di bardana.
  2. Lascia sobbollire lentamente per 3-5 minuti.
  3. Togli dal fuoco, unisci la curcuma e lascia in infusione per altri 3 minuti.
  4. Filtra il decotto e bevilo caldo oppure a temperatura ambiente.
  5. Poiché questa bevanda è abbastanza amara, anche se gradevole, a piacere puoi dolcificare con 1 cucchiaino di miele di lavanda.

Via i ristagni col decotto zenzero, piccioli di ciliegia, limone

Ingredienti per 1 persona:

  • 500ml di acqua;
  • 2 cucchiai di piccioli di ciliegia taglio tisana (li trovi in erboristeria);
  • 1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato;
  • 2 cucchiaini di buccia di limone bio grattugiata;
  • 1 cucchiaino di miele di acacia o di lavanda (facoltativo)

Preparazione

  1. Porta a ebollizione l’acqua con i piccioli di ciliegia taglio tisana.
  2. Fai bollire lentamente per 5-7 minuti
  3. Togli dal fuoco e lascia in infusione per altri 5 minuti, unendo anche lo zenzero e la buccia di limone grattugiati.
  4. Trascorso questo tempo, filtra e bevi durante il giorno
  5. A piacere puoi dolcificare con un cucchiaino di miele di acacia o di lavanda.

Sciogli i grassi con il decotto di tarassaco e semi di finocchio

Ingredienti per 1 persona:

  • 200ml di acqua;
  • 1 cucchiaio raso di radice di tarassaco taglio tisana;
  • 1 cucchiaino di semi di finocchio leggermene pestati;
  • 1 cucchiaino di miele di acacia (facoltativo)

Preparazione

  1. Porta a ebollizione l’acqua e unisci la radice di tarassaco
  2. Lascia sobbollire lentamente per 5 minuti.
  3. Togli dal fuoco, unisci i semi di finocchio e lascia in infusione per altri 3 minuti.
  4. Filtra il decotto e bevilo caldo oppure a temperatura ambiente.
  5. Poiché questa bevanda è abbastanza amara, anche se gradevole, a piacere puoi dolcificare con 1 cucchiaino di miele di acacia.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

3 slimming and depurative decoctions to lose weight in a healthy and natural way. They are herbal drinks and spices that are among the most effective for losing weight. Use it as part of a slimming program to get the best results.

Slimming Decoctions: herbs and spices that make you lose weight

Burdock, cherry peaks, dandelion, fennel seeds, turmeric, ginger and lemon provide the most powerful active ingredients to help you burn more calories, eliminate fluid stagnation and purify organs and tissues. Discover with us how to use them to prepare teas and decoctions based on ginger, lemon, fennel or turmeric, pleasant to taste and super slimming.

Lower the sugars with the slimming decoction of burdock and turmeric

Ingredients for 1 person:

  • 250ml of water;
  • 1 tablespoon of burdock root cut herbal tea;
  • 1 turmeric powder outlet;
  • 1 teaspoon of lavender honey (optional)

Preparation

  1. Bring water to the boil and add the burdock root.
  2. Leave to simmer slowly for 3-5 minutes.
  3. Remove from heat, add turmeric and leave to infuse for another 3 minutes.
  4. Filter the decoction and drink it hot or at room temperature.
  5. Since this drink is quite bitter, even if pleasant, you can sweeten with 1 teaspoon of lavender honey.

Free the stagnations with the decoction ginger, petioles of cherry, lemon

Ingredients for 1 person:

  • 500ml of water;
  • 2 tablespoons of tisane cut cherry teas (find them in herbal medicine);
  • 1 tablespoon of grated fresh ginger;
  • 2 teaspoons of grated organic lemon peel;
  • 1 teaspoon of acacia or lavender honey (optional)

Preparation

  1. Bring water to the boil with the tisane-cut cherry peaks.
  2. Simmer slowly for 5-7 minutes
  3. Remove from heat and leave to infuse for another 5 minutes, also adding the ginger and the grated lemon peel.
  4. After this time, filter and drink during the day
  5. You can sweeten with a teaspoon of acacia or lavender honey to taste.

Dissolve the fat with the decoction of dandelion and fennel seeds

Ingredients for 1 person:

  • 200ml of water;
  • 1 tablespoon of dried dandelion root tisane;
  • 1 teaspoon of lightly crushed fennel seeds;
  • 1 teaspoon of acacia honey (optional)

Preparation

  1. Bring the water to a boil and add the dandelion root
  2. Leave to simmer slowly for 5 minutes.
  3. Remove from heat, add the fennel seeds and leave to infuse for another 3 minutes.
  4. Filter the decoction and drink it hot or at room temperature.
  5. Since this drink is quite bitter, even if pleasant, you can sweeten with 1 teaspoon of acacia honey.

SOURCE: Riza

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L’artrite è una patologia caratterizzata da dolori articolari e infiammazione, che può avere notevoli miglioramenti con una dieta antinfiammatoria e integratori. Esistono tipi diversi di artrite, tra cui:

  • artrite reumatoide
  • artrosi
  • artrite psoriasica

Il trattamento farmacologico tipico prevede antinfiammatori e antidolorifici. Sebbene non ci sia una dieta univoca riconosciuta da seguire, la ricerca medica suggerisce di includere nell’alimentazione cibi che contrastano l’infiammazione e limitare gli alimenti che possono causare dolore alle articolazioni.

7 cibi da evitare che possono causare dolore e infiammazione peggiorando l’artrite

1. Cibi fritti

I ricercatori della Scuola di Medicina del Monte Sinai hanno esaminato la prevenzione delle malattie attraverso la dieta. Nel loro studio del 2009 , hanno scoperto che la riduzione del consumo di cibi fritti può “ridurre l’infiammazione e contribuire effettivamente a ripristinare le naturali difese dell’organismo”.

Cosa puoi fare: Riduci la quantità di cibi fritti e trasformati, come carni fritte e piatti surgelati preparati, e includi più frutta e verdura nella tua dieta.

2. Grassi saturi

La ricerca ha osservato che i cibi ricchi di grassi saturi innescano l’infiammazione adiposa (tessuto grasso), che non è solo un indicatore per le malattie cardiache, ma peggiora anche l’infiammazione dell’artrite. La pizza e il formaggio sono le maggiori fonti di grassi saturi nella dieta occidentale media, secondo il National Cancer Institute.

Cosa puoi fare: Riduci latticini, pasta, pizza, dolci, biscotti e carne rossa.

3. Zuccheri e carboidrati raffinati

Il consumo di zucchero apporta un aumento di sostanze pro-infiammatorie, favorendo perciò l’infiammazione. Analogamente accade con i prodotti a base di farine raffinate bianche come pane, pasta, pizza, snacks, ecc. Infatti sono tutti alimenti ad alto indice glicemico connessi con l’aumento dell’infiammazione. A riguardo si può leggere Dr. Franco Berrino – Come abbassare infiammazione e glicemia per combattere il cancro con l’alimentazione.

Cosa si può fare: eliminare caramelle, dolcificanti, bibite zuccherate, prodotti da forno. Eliminare o ridurre pasta, pizza, pane.

4. Latticini

I latticini possono contribuire al dolore da artrite a causa del tipo di proteine che contengono. Per alcune persone, questa proteina può irritare il tessuto attorno alle articolazioni. Altri che vivono con l’artrite hanno riscontrato miglioramenti passando ad una dieta vegana – che non contiene alcun tipo di prodotto animale.

Cosa puoi fare: sostituisci le proteine provenienti da carne e latticini, optando per altre fonti proteiche come spinaci, burro di arachidi, tofu, fagioli, lenticchie e quinoa.

5. Alcool e tabacco

L’uso di tabacco e alcol può causare una serie di problemi di salute, comprese alcune problematiche che possono influenzare le articolazioni. I fumatori sono a rischio di sviluppare l’artrite reumatoide, mentre quelli che consumano alcol hanno un rischio maggiore di sviluppare la gotta.

Cosa si può fare: le articolazioni sane richiedono una dieta equilibrata, attività fisica e un’adeguata quantità di riposo – il tutto può essere compromesso dall’uso di alcool e tabacco. Elimina queste cattive abitudini sostituendole con scelte salutari quali; esercizio fisico regolare e riposo adeguato. 

6. Sale e conservanti

Sai cosa contiene il tuo cibo? Molti alimenti contengono sale in quantità eccessiva e conservanti. Per alcune persone, il consumo eccessivo di sale può causare infiammazioni alle articolazioni. Prova a ridurre il consumo di sale.

Cosa puoi fare: leggi le etichette per evitare conservanti e additivi. Gli alimenti che contengono poco sale possono aiutarti a gestire l’artrite, quindi evita i pasti preparati. Sebbene siano convenienti, i pasti da microonde sono spesso molto ricchi di sodio.

7. Omega 6

Gli acidi grassi Omega 6 sono un acido grasso essenziale di cui il corpo ha bisogno per la normale crescita e lo sviluppo. Il corpo ha bisogno di un sano equilibrio di acidi grassi omega 6 e omega 3. Tuttavia la dieta moderna è troppo ricca e sbilanciata di omega 6 che hanno un’azione pro-infiammatoria, ovvero possono innescare nel corpo la produzione di sostanze chimiche che causano infiammazione. Questi acidi grassi omega 6 si trovano negli oli di semi come mais, cartamo, girasole, soia, arachidi.

Cosa puoi fare: Elimina dalla dieta gli oli di semi e tutti i prodotti che li contengono come cornetti del bar, maionese, molti condimenti e prodotti conservati. Sostituisci gli alimenti contenenti acidi grassi omega 6 con alternative omega 3 sane e anti-infiammatorie come olio extravergine d’oliva, noci, semi di lino e semi di zucca.

Integratori consigliati per l’artrite

1. Omega 3

Alcuni studi hanno scoperto che gli omega 3 hanno un’azione antinfiammatoria che può aiutare apportando sollievo al dolore e all’infiammazione di chi soffre di artrite. Ecco di seguito l’integratore di omega 3 tra i migliori in commercio che consiglio.

2. Vitamina D

La vitamina D è un altro integratore molto utile per chi soffre di infiammazione e viene assorbita meglio se combinata con l’omega 3, quindi sono due integratori sinergici e altamente benefici, di cui la maggior parte della popolazione risulta carente. Gli studi hanno infatti dimostrato che bassi livelli di vitamina D sono connessi con un’aumento del rischio di artrite. Di seguito gli integratori di vitamina D che raccomando:

Vitamina D 10.000 UI 120 compresse (estratta dai licheni) 15,99€

Vitamina D  2.500 UI 60 compresse (estratta dai licheni) 13,81€

Vitamina D 2.000 UI gocce 50ml (estratta dai licheni) 18,50€

3. Curcumina

La curcumina ha una potente azione antinfiammatoria dimostrata da numerosi studi scientifici. E’ maggiormente indicato assumere direttamente la curcumina e non la normale curcuma se si vogliono ottenere effetti terapeutici veloci e marcati. Infatti la spezia di curcuma contiene solo il 2-3% di curcumina e quindi bisognerebbe assumerne grandi dosaggi per avere dei benefici in una patologia già avviata. Diversi studi hanno dimostrato che riduce l’infiammazione e il dolore nei pazienti affetti da artrite.

Conclusione

Ci sono alcuni alimenti che se ridotti o eliminati possono apportare notevoli benefici a chi soffre di artrite. Alcuni integratori hanno dimostrato molti benefici antinfiammatori che, assunti all’interno di uno stile di vita sano, sono particolarmente indicati per ottenere effetti terapeutici marcati nel giro di poco tempo, rimuovendo il dolore e favorendo la mobilità.

 

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

Arthritis is a condition characterized by joint pain and inflammation, which can have significant improvements with an anti-inflammatory diet and supplements. There are different types of arthritis, including:

  • rheumatoid arthritis
  • arthrosis
  • psoriatic arthritis

Typical pharmacological treatment includes anti-inflammatories and painkillers. Although there is no recognized unique diet to be followed, medical research suggests including foods that counteract inflammation and restrict foods that can cause joint pain.

7 foods to avoid that can cause pain and inflammation by worsening arthritis

1. Fried foods

Researchers at the Mount Sinai School of Medicine have examined disease prevention through diet. In their 2009 study, they found that reducing the consumption of fried foods can “reduce inflammation and actually contribute to restoring the body’s natural defenses”.

What you can do: Reduce the amount of fried and processed foods, such as fried meats and prepared frozen dishes, and include more fruits and vegetables in your diet.

2. Saturated fats

Research has shown that foods high in saturated fats trigger adipose inflammation (fat tissue), which is not only an indicator for heart disease, but also the inflammation of arthritis. Pizza and cheese are the major sources of saturated fat in the average western diet, according to the National Cancer Institute.

What you can do: Reduce dairy products, pasta, pizza, sweets, biscuits and red meat.

3. Sugars and refined carbohydrates

The consumption of sugar leads to an increase in pro-inflammatory substances, thus encouraging inflammation. Similarly it happens with products based on refined white flours such as bread, pasta, pizza, snacks, etc. In fact, all foods with a high glycemic index are associated with the increase in inflammation. In this regard you can read Dr. Franco Berrino – How to lower inflammation and blood sugar to fight cancer with food.

What you can do: eliminate sweets, sweeteners, sugary drinks, baked goods. Eliminate or reduce pasta, pizza, bread.

4. Dairy product

Dairy products can contribute to arthritis pain due to the type of protein they contain. For some people, this protein can irritate the tissue around the joints. Others who live with arthritis have found improvements by switching to a vegan diet – which does not contain any type of animal product.

What you can do: replace proteins from meat and dairy products, opting for other protein sources such as spinach, peanut butter, tofu, beans, lentils and quinoa.

5. Alcohol and tobacco

The use of tobacco and alcohol can cause a number of health problems, including some issues that can affect the joints. Smokers are at risk of developing rheumatoid arthritis, while those who consume alcohol are at greater risk of developing gout.

What you can do: healthy joints require a balanced diet, physical activity and an adequate amount of rest – everything can be compromised by the use of alcohol and tobacco. Eliminate these bad habits by replacing them with healthy choices such as; regular physical exercise and adequate rest.

6. Salt and preservatives

Do you know what your food contains? Many foods contain excessive amounts of salt and preservatives. For some people, excessive salt consumption can cause inflammation of the joints. Try to reduce salt consumption.

What you can do: read the labels to avoid preservatives and additives. Foods that contain little salt can help you manage arthritis, so avoid prepared meals. Although they are convenient, microwave meals are often very sodium-rich.

7. Omega 6

Omega 6 fatty acids are an essential fatty acid that the body needs for normal growth and development. The body needs a healthy balance of omega 6 and omega 3 fatty acids. However, the modern diet is too rich and unbalanced in omega 6 that have a pro-inflammatory action, that is, they can trigger the production of chemical substances in the body that cause inflammation. These omega 6 fatty acids are found in seed oils like corn, safflower, sunflower, soy, peanuts.

What you can do: Eliminate seed oils and all products that contain them from the diet such as croissants from the bar, mayonnaise, many seasonings and preserved products. Replace foods containing omega 6 fatty acids with healthy and anti-inflammatory omega 3 alternatives such as extra-virgin olive oil, walnuts, linseed and pumpkin seeds.

Recommended supplements for arthritis

1. Omega 3

Studies have found that omega 3 has an anti-inflammatory action that can help relieve the pain and inflammation of those suffering from arthritis. Here is the omega 3 supplement among the best on the market that I recommend.

2. Vitamin D

Vitamin D is another very useful supplement for those suffering from inflammation and is better absorbed when combined with omega 3, so they are two synergistic and highly beneficial supplements, of which the majority of the population is lacking. Studies have shown that low levels of vitamin D are associated with an increased risk of arthritis. Here are the vitamin D supplements that I recommend:

Vitamin D 10,000 IU 120 tablets (extracted from lichens) € 15.99

Vitamin D 2,500 IU 60 tablets (extracted from lichens) € 13.81

Vitamin D 2,000 IU drops 50ml (extracted from lichens) € 18.50

3. Curcumin

Curcumin has a powerful anti-inflammatory action demonstrated by numerous scientific studies. It is more appropriate to take curcumin directly and not normal turmeric if fast and marked therapeutic effects are to be obtained. In fact, the turmeric spice contains only 2-3% of curcumin and therefore you should take large doses to have benefits in a disease already started. Several studies have shown that it reduces inflammation and pain in patients with arthritis. This is one of the best curcumin supplements on the market with very high bioavailability and absorption.

Conclusion

There are some foods that if reduced or eliminated can bring significant benefits to those suffering from arthritis. Some supplements have shown many anti-inflammatory benefits that, taken in a healthy lifestyle, are particularly suitable for obtaining marked therapeutic effects in a short time, removing pain and promoting mobility.

 

SOURCE: Dionidream

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Il calo di zucchero potrebbe influire sulle nostre emozioni e sul nostro comportamento. A scoprirlo sono stati i ricercatori dell’università di Guelph, in Canada.

 

“I’M HUNGRY” e “I’m angry”: Ovvero “Ho fame” e “Sono arrabbiato”. La pronuncia è quasi simile, ma il significato del tutto diverso. Sembra, però, che ci sia qualche collegamento tra le due condizioni: secondo un recente studio dell’università di Guelph, in Canada – pubblicato su Psychopharmacology – infatti, l’improvviso calo di glucosio che sperimentiamo quando siamo affamati può avere ripercussioni sul nostro umore.

“Abbiamo trovato prove che un cambiamento nel livello di glucosio può avere un effetto duraturo sull’umore”, ha affermato Francesco Leri del Dipartimento di psicologia dell’ateneo canadese, tra gli autori dello studio. “Ero scettico quando le persone mi dicevano che diventano scontrose se non mangiano, ma ora ci credo: l’ipoglicemia è un forte fattore di stress fisiologico e psicologico“.

• LO STUDIO

I ricercatori inducendo ipoglicemia nei ratti, hanno voluto esaminare l’impatto di un improvviso calo di glucosio sul comportamento emotivo.

“Quando le persone pensano agli stati d’animo negativi e allo stress, pensano ai fattori psicologici, non necessariamente ai fattori metabolici”, ha detto il dottorando Thomas Horman, che ha guidato la ricerca. “Ma abbiamo scoperto che l’alimentazione può avere un impatto”.

I ricercatori hanno indotto l’ipoglicemia nei ratti  iniettando un bloccante del glucosio, e hanno collocato gli animali in una scatola. In un’altra occasione, invece, hanno somministrato agli animali un’iniezione di acqua, collocando i ratti in un’altra scatola. Nel momento in cui gli animali erano liberi di scegliere in quale delle due entrare, evitavano la scatola in cui sperimentavano l’ipoglicemia.

“Questo comportamento di evitamento è un’espressione di stress e ansia”, ha detto Leri. “Gli animali evitano quel luogo perché hanno avuto un’esperienza stressante lì e non vogliono riviverla”.

Ma in che modo è stato valutato il livello di stress dei ratti? I ricercatori hanno osservato che, dopo l’ipoglicemia, gli animali presentavano picchi più elevati di corticosterone, un ormone indicatore di stress fisiologico. Inoltre, apparivano anche più pigri:

“Si potrebbe pensare che si verifica questo perché i ratti hanno bisogno di glucosio per far funzionare i muscoli”, ha detto Leri. “Ma quando abbiamo somministrato loro un antidepressivo di uso comune, non abbiamo più osservato il comportamento lento. I ratti – spiega il professore – hanno, infatti, iniziato a muoversi normalmente. Questo è un dato interessante perché i loro muscoli non stavano ancora assumendo il glucosio, eppure il loro comportamento è cambiato”.

• UNA POSSIBILE CONNESSIONE TRA DEPRESSIONE E ALIMENTAZIONE

Lo studio supporta, dunque, l’idea che gli animali sperimentano stress e depressione quando sono ipoglicemici. Ma questi risultati possono avere anche implicazioni per il trattamento di ansia e depressione nelle persone?

“I fattori che inducono qualcuno a sviluppare depressione e ansia sono diversi da una persona all’altra. Ma – sottolinea Horman – sapendo che la nutrizione è uno dei fattori coinvolti, si possono includere, per esempio, in un trattamento anche le abitudini alimentari. Questo studio fornisce, infatti, anche una panoramica della connessione tra depressione e malattie come obesità, diabete, bulimia e anoressia”.

Avendo stabilito che l’ipoglicemia contribuisce a stati d’animo negativi, i ricercatori vogliono in futuro capire se l’ipoglicemia cronica a lungo termine possa essere un fattore di rischio per lo sviluppo di comportamenti simili alla depressione.

“Sicuramente saltare un pasto può renderci arrabbiati, ma questi risultati – afferma Horman – suggeriscono che se il pasto saltato diventa un’abitudine, il nostro umore potrebbe essere fortemente influenzato. Si può creare un vero e proprio circolo vizioso tra cattivo umore e alimentazione povera: se una persona non sta mangiando in modo appropriato, può sperimentare un calo di umore, e questo calo di umore può far sì che non voglia mangiare. In altre parole – spiega il dottorando –  sperimentando costantemente questo fattore di stress, la risposta potrebbe influenzare lo stato emotivo in maniera più costante”.

• UNA DIETA RICCA DI ZUCCHERI PUÒ FAVORIRE LA DEPRESSIONE

In generale, la relazione tra umore e alimentazione è complessa e può essere bidirezionale”, afferma Marilena Aiello, ricercatrice di neuroscienze cognitive presso la Scuola Internazionale superiore di studi avanzati di Trieste.

In letteratura ci son diversi studi che suggeriscono un collegamento tra il consumo di cibi dolci e i sintomi depressivi:

“Per esempio uno studio recente ha esplorato questa relazione in un’ottica prospettica” afferma Aiello che si occupa prevalentemente di comportamento alimentare. Lo studio è stato effettuato su un campione di 10.000 partecipanti tra i 35 e i 53 anni seguito per più di 20 anni, dal 1989 al 2013. E “si è osservato che solamente tra gli uomini, chi consumava più zucchero aveva il 23% di probabilità in più di avere un disturbo depressivo dopo 5 anni”, spiega Aiello.

I ricercatori hanno indagato anche la relazione contraria osservando che, mentre un maggior consumo di zucchero era in qualche modo collegato a una maggiore prevalenza di sintomi depressivi, essere depressi non portava a un maggior consumo di zuccheri.

“Ovviamente ci sono dei limiti che vanno tenuti in considerazione”, precisa Aiello. “Per esempio che la frequenza di consumo degli alimenti è stata misurata mediante questionari o che la composizione di questi ultimi è cambiata negli anni”.

Ma perché una dieta ricca di zucchero sembra favorire disturbi depressivi a lungo termine? Secondo gli autori della ricerca potrebbero esserci diverse spiegazioni.

  • Per esempio, mangiare troppo zucchero può ridurre il fattore neurotrofico cerebrale e facilitare l’atrofia ippocampale, una situazione che si verifica nella depressione.
  • Inoltre, si è osservato che a lungo termine una dieta ricca di zucchero può produrre ipoglicemia attraverso una produzione eccessiva di insulina con delle ricadute a livello ormonale e quindi sull’umore.

Una condizione di resistenza all’insulina è stata documentata in alcuni pazienti con depressione maggiore.

“A tal proposito, i ricercatori – spiega Aiello – parlano di una notevole possibilità applicativa di questi risultati. In altre parole, i farmaci che agiscono sull’insulina potrebbero essere impiegati nel trattamento della depressione, in particolare delle forme resistenti o che traggono scarso beneficio dai farmaci classici”.

 

FONTE: Salute della Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

The decline in sugar could affect our emotions and our behavior. The researchers were discovered by the University of Guelph, in Canada.

“I’M HUNGRY” and “I’m angry”: That is “I’m hungry” and “I’m angry”. The pronunciation is almost similar, but the meaning is completely different. It seems, however, that there is some connection between the two conditions: according to a recent study of the University of Guelph, in Canada – published on Psychopharmacology – in fact, the sudden drop in glucose that we experience when we are hungry can have repercussions on our mood.

“We found evidence that a change in glucose levels can have a lasting effect on mood,” said Francesco Leri from the Department of Psychology at the University of Canada, one of the authors of the study. “I was skeptical when people told me that they become grumpy if they do not eat, but now I believe it: hypoglycemia is a strong physiological and psychological stress factor”.

• I STUDY
Researchers induced hypoglycemia in rats, they wanted to examine the impact of a sudden drop in glucose on emotional behavior. “When people think about negative moods and stress, they think about psychological factors, not necessarily about metabolic factors,” said doctoral student Thomas Horman, who led the research. “But we have discovered that nutrition can have an impact”.

The researchers induced hypoglycemia in rats by injecting a glucose blocker, and placed the animals in a box. On another occasion, however, they gave the animals an injection of water, placing the rats in another box. By the time the animals were free to choose which one to enter, they avoided the box in which they experienced hypoglycemia. “This avoidance behavior is an expression of stress and anxiety,” said Leri. “Animals avoid that place because they have had a stressful experience there and do not want to relive it.”

But how was the stress level of rats assessed? The researchers observed that after hypoglycemia, animals had higher peaks of corticosterone, a hormone that is a sign of physiological stress. In addition, they also looked lazier: “You might think this occurs because rats need glucose to make the muscles work,” Leri said. “But when we gave them a commonly used antidepressant, we no longer observed slow behavior.The rats – explains the professor – have, in fact, started to move normally.This is an interesting fact because their muscles were not yet taking glucose, yet their behavior has changed “.

• A POSSIBLE CONNECTION BETWEEN DEPRESSION AND POWER SUPPLY
The study therefore supports the idea that animals experience stress and depression when they are hypoglycemic. But can these results also have implications for the treatment of anxiety and depression in people? “The factors that cause someone to develop depression and anxiety are different from one person to another.But – emphasizes Horman – knowing that nutrition is one of the factors involved, we can include, for example, in a treatment also eating habits. This study also provides an overview of the connection between depression and diseases such as obesity, diabetes, bulimia and anorexia “.

Having established that hypoglycemia contributes to negative moods, researchers will in the future understand whether chronic long-term hypoglycemia may be a risk factor for developing behavior similar to depression. “Surely skipping a meal can make us angry, but these results – says Horman – suggest that if the sauteed meal becomes a habit, our mood could be strongly influenced.You can create a real vicious circle between bad mood and poor nutrition : if a person is not eating appropriately, he may experience a drop in mood, and this drop in mood may cause him not to eat.In other words – explains the doctoral student – constantly experiencing this stress factor, the answer could influence the emotional state in a more constant way “.

• A DIET OF SUGARS CAN ENHANCE THE DEPRESSION
“In general, the relationship between mood and diet is complex and can be bidirectional,” says Marilena Aiello, a researcher in cognitive neuroscience at the Advanced International School of Advanced Studies in Trieste. In the literature there are several studies that suggest a link between the consumption of sweet foods and depressive symptoms: “For example, a recent study has explored this relationship from a perspective viewpoint,” says Aiello, who deals mainly with eating behavior. The study was carried out on a sample of 10,000 participants between 35 and 53 years followed for more than 20 years, from 1989 to 2013. It was observed that only among men, those who consumed more sugar had a 23% probability in addition to having a depressive disorder after 5 years “, explains Aiello. The researchers also investigated the opposite relationship by observing that while increased sugar consumption was somehow linked to a greater prevalence of depressive symptoms, being depressed did not lead to a higher consumption of sugars. “Obviously there are limits that must be taken into consideration”, states Aiello. “For example, that the frequency of food consumption has been measured by questionnaires or that the composition of the latter has changed over the years”.

But why does a sugar-rich diet seem to favor long-term depressive disorders? According to the authors of the research there could be several explanations. For example, eating too much sugar can reduce the brain neurotrophic factor and facilitate hippocampal atrophy, a situation that occurs in depression. Furthermore, it has been observed that in the long term a diet rich in sugar can produce hypoglycemia through excessive production of insulin with relapses at the hormone level and therefore on the mood. A condition of insulin resistance has been documented in some patients with major depression. “In this regard, the researchers – explains Aiello – talk about a considerable applicative possibility of these results.In other words, drugs that act on insulin could be used in the treatment of depression, in particular resistant forms or that derive little benefit from classical drugs “.

 

SOURCE: Salute della Repubblica

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Gli integratori probiotici sono costituiti da microorganismi vivi appartenenti a specifici ceppi di batteri in grado di colonizzare positivamente l’intestino. Esistono quindi diversi tipi di probiotici in commercio che si differenziano per il tipo di ceppi batterici inclusi e per il loro quantitativo.

I probiotici non sono un’invenzione moderna ma sono stati assunti dall’essere umano per millenni attraverso cibi probiotici naturali preparati in modo particolare. Sono il supporto numero uno del sistema immunitario dato che proprio l’intestino è la sede di ben il 70% della nostra immunità. Inoltre la flora batterica influenza anche il livello di energia fisica, mentale e il nostro equilibrio emozionale. Incidono ad esempio su peso corporeo, energia, nutrizione, umore e capacità di apprendimento.

Alcuni ceppi sono più indicati per rafforzare il sistema immunitario, oppure per l’equilibrio psicologico ed altri ancora per migliorare la digestione. In generale tutti agiscono positivamente sul microbiota ma dipende un po’ dalla situazione personale quelli di cui si può avere maggior bisogno immediato.

I probiotici hanno un ruolo fondamentale nella nostra salute e non controllano solo l’intestino e la digestione, ma hanno un ruolo nello stress,nelle difese contro virus e batteri, nell’assimilazione di vitamine, nell’infiammazione, nelle intolleranze alimentari e nel nostro umore. Avere insufficienti probiotici all’interno della flora batterica significa non essere in salute ottimale e quindi predisposizione alla malattia.

E’ noto che assumere i probiotici, comunemente chiamati anche fermenti lattici, è di particolare importanza dopo un ciclo di antibiotici, poiché questi farmaci uccidono sia i batteri patogeni che quelli buoni. Quando i batteri sani vengono uccisi, i batteri nocivi prosperano, causando spesso problemi nel breve e lungo termine, specialmente dopo diversi cicli di antibiotici.

Funzioni dei diversi ceppi di batteri probiotici

Recenti studi scientifici hanno analizzato la composizione del microbiota permettendo di riconoscere le differenza tra i vari ceppi batterici.

I lattobacilli, ad esempio, vivono nel nostro sistema digestivo, urinario, nei genitali e possono essere trovati in alcuni cibi fermentati come yogurt e kefir. I bifidobatteri vivono normalmente nell’intestino, specialmente nel colon, e vengono nutriti da cibi prebiotici come l’inulina contenuta negli asparagi e nel topinambur.

Queste sono due grandi famiglie di probiotici, ma ogni ceppo specifico svolge una determinata funzione all’interno dell’organismo. Proprietà dei Lattobacilli

1. Lactobacillus Acidophilus. Miglior probiotico per: acne, salute vaginale, diarrea/stitichezza

Questo è uno dei probiotici più ampiamente riconosciuti poiché già dagli anni ’20 è noto per il trattamento della stitichezza e della diarrea. Questi microbi sopravvivono al passaggio dello stomaco e sono in grado di colonizzare nell’intestino. Ci sono diverse ricerche che mostrano l’utilità del ceppo L. Acidophilus nel trattamento delle infezioni vaginali. Altri studi sugli esseri umani dimostrano che è in grado di ridurre i problemi associati all’intolleranza al lattosio e persino di ridurre il rischio di cancro del colon. Una serie di casi clinici ha seguito 300 pazienti che hanno assunto una miscela probiotica di L. acidophilus e L. Bulgaricus. Hanno documentato che l’80% dei pazienti con acne aveva ottenuto un miglioramento clinico, specialmente nei casi dell’acne infiammatoria. Successivamente, uno studio italiano condotto su 40 pazienti ha riscontrato che l’integrazione di L. Acidophilus e B. Bifidum rispetto agli antibiotici ha prodotto risultati clinici superiori oltre a una migliore tolleranza e soddisfazione.

2. Lactobacillus Rhamnosus. Miglior probiotico per: eczema

E’ particolarmente utile assumerlo quando si è in viaggio e dopo un ciclo di antibiotici, dato che il ceppo L. Rhamnosus si è dimostrato utile nel trattamento specifico della diarrea associata a questi casi. Un altro studioha scoperto che questo ceppo è anche utile nell’eczema. I bambini di donne che hanno assunto questo probiotico durante il parto avevano la metà delle probabilità di sviluppare eczema atopico all’età di 4 anni rispetto agli altri bambini.

3. Lactobacillus Plantarum. Miglior probiotico per: infiammazione, umore

Nel tratto gastrointestinale, il ceppo L. Plantarum può aiutare a regolare l’immunità e controllare la risposta infiammatoria nell’intestino. Questo è molto importante dato che molte patologie sono di questo tipo come le allergie e intolleranze alimentari, permeabilità intestinale, colite, colon irritabile, ecc. Uno studio in doppio cieco controllato con placebo di 4 settimane ha concluso che il ceppo L. Plantarum fornisce un efficace sollievo dai sintomi, in particolare di dolore addominale e gonfiore, in pazienti con sindrome dell’intestino irritabile. Ma non finisce qui dato che questo probiotico può offrire anche degli effetti psicologici. Il Lactobacillus plantarum ha dimostrato di aumentare la dopamina e la serotonina e di diminuire i comportamenti di depressione in uno studio sui topi.

4. Lactobacillus Casei. Miglior probiotico per: supporto gastrointestinale, funzione cerebrale

Uno studio ha osservato che l’assunzione del ceppo L. Casei riduce significativamente l’incidenza di diarrea. Questo probiotico sembra essere ottimo per alleviare l’ansia. Uno studio pilota randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo ha dimostrato che un’integrazione con 24 miliardi UFC del ceppo L. Casei Shirota, nei pazienti con sindrome di stanchezza cronica, ha portato a un aumento dei probiotici Lactobacillus e Bifidobacterium, oltre a una significativa diminuzione dei sintomi di ansia e depressione.

5. Lactobacillus helveticus. Miglior probiotico per: depressione, ansia e difficoltà di apprendimento

In uno studio il ceppo L. helveticus stato confrontato con un farmaco di uso comune (citalopram) nei ratti con depressione, ansia e disfunzioni cognitive a causa dello stress cronico. I risultati hanno mostrato che il probiotico ha funzionato meglio del citalopram nel ridurre l’ansia indotta da stress, depressione e disfunzioni cognitive. Ha abbassato il cortisolo e riportato i livelli di serotonina e di altri neurotrasmettitori cerebrali alla normalità. Un altro studio ha mostrato ad esempio, che il L. helveticus combinato con il L. rhamnosus ha normalizzato i comportamenti simili all’ansia e le carenze di apprendimento e di memoria nei ratti immuno-deficienti con disfunzioni dell’asse HPA.

Proprietà dei Bifidobatteri

Una review intitolata “Bifidobacterium as Probiotic Agents – Physiological Effects and Clinical Benefits afferma che l’irregolarità batterica della flora intestinale influenza la creazione di cellule tumorali producendo enzimi che trasformano le cellule normali in cancerogeni attivi. I batteri nocivi nel colon promuovono la produzione del tumore e la trasformazione del tumore nell’intestino. L’evidenza clinica suggerisce che i ceppi dei Bifidobatteri proteggono dalla crescita e la trasformazione di cellule sane in cellule cancerose.

1. Bifidobacterium Lactis. Miglior probiotico per: immunità

Uno studio ha preso in considerazione due gruppi: uno ha assunto il ceppo B. Lactis e l’altro un placebo per 6 settimane. Alla fine del periodo, i ricercatori hanno misurato i livelli di anticorpi e riscontrato aumenti maggiori nel gruppo B. Lactis rispetto ai partecipanti al placebo, concludendo che questo probiotico può aiutare a migliorare la funzione immunitaria.

2. Bifidobacterium Longum. Miglior probiotico per: costipazione, funzione cerebrale

B. Longum è uno dei primi tipi di batteri a colonizzare i nostri corpi alla nascita. Questi importanti microrganismi fermentano gli zuccheri in acido lattico, contribuendo a stabilizzare l’acidità del tratto gastrointestinale e inibire la crescita di batteri nocivi. Uno studio su adulti inclini alla stitichezza ha mostrato che assumere di B. Longum per 2 settimane migliora la peristalsi intestinale. Il B. Longum è anche uno dei ceppi psicobiotici fondamentale per l’asse intestino-cervello. Uno studio dell’University College Cork ha trovato che l’integrazione con B. Longum ha causato un calo dei livelli di stress e un miglioramento della memoria.

3. Bifidobacterium Bifidum. Miglior probiotico per: vitamine B, K, intolleranze alimentari, infezioni

Il B. Bifidum si trova principalmente nel colon ed è fondamentale per numerose funzioni. Innanzitutto permette la sintesi delle vitamine del complesso B e della vitamina K nell’intestino, fondamentali per la salute cardiovascolare e la produzione di energia. Quindi avere abbastanza B. Bifidum protegge il corpo dagli effetti dannosi che le carenze di questi nutrienti vitali possono comportare. Questo probiotico è poi utile per prevenire le intolleranze alimentari dato che favorisce la digestione e previene la produzione di istamina. I ricercatori hanno scoperto che il B. Bifidum aiuta anche a regolare la risposta immunitaria innata, la prima linea di difesa del corpo contro le infezioni, prevenendo la proliferazione nell’intestino di agenti patogeni. La ricerca clinica ha trovato che supporta una significativa riduzione della sindrome dell’intestino irritabile, un miglioramento della qualità della vita e aiuta ad alleviare la colite ulcerosa, una malattia cronica infiammatoria intestinale.

4. Bifidobacterium Breve. Miglior probiotico per: problemi digestivi, invecchiamento, stress

Uno studio ha rilevato che B. Breve è efficace nell’aumentare la frequenza delle feci nei bambini con costipazione funzionale. Questi ricercatori hanno anche trovato un effetto positivo sulla consistenza delle feci e sul sollievo dal dolore addominale, rendendo B. breve un’aggiunta promettente per alleviare i problemi digestivi come la stitichezza. Un altro studio ha osservato il B. Breve potrebbe essere usato per prevenire il fotoinvecchiamento indotto dai raggi UV. Questa capacità di mitigare gli effetti nocivi dell’esposizione ai raggi UV del sole è un’ottima notizia per mantenere la pelle elastica, idratata e dall’aspetto più giovane sebbene ci si esponga al sole. Alcuni studi e ricerche hanno infine dimostrato che l’assunzione di B. Longum e B. Breve riduce l’ansia e migliora le prestazioni nei test cognitivi nei topi.

5. Bifidobacterium Infantis. Miglior probiotico per: bambini, donne in gravidanza, intestino irritabile

E’ chiamato così perché sembra essere uno dei primi ceppi che si trasferisce dal latte materno all’intestino del neonato. Insieme al B. Bifidum è probabilmente il ceppo probiotico più essenziale per la salute gastrointestinale dei bambini nella fase di formazione della flora batterica, dalla nascita fino ai 6 anni di vita. Il B. Infantis aiuta a trattare la diarrea infantile e prevenire la formazione dei calcoli renali (riducendo l’ossalato di calcio). Nelle donne, il B. Infantis colonizza la vagina rendendoli così consigliabili in gravidanza per favorire un sano microbiota nel neonato, ridurre la morte tra i neonati di bassissimo peso e aumentare l’immunità alla nascita. Secondo uno studio infine il B. infantis può essere utile a coloro che soffrono dei sintomi della sindrome dell’intestino irritabile, compreso gonfiore, gas, diarrea, costipazione, e disturbi addominali.

Ci sono molti altri ceppi di probiotici utili non menzionati, in questa sede abbiamo voluto analizzare quelli tra i più diffusi e studiati.

Riconoscere gli integratori di probiotici

Ecco alcune considerazioni da tenere a mente nell’acquisto di un integratore di probiotici:

  1. Molti integratori di probiotici in commercio non arrivano nell’intestino perché i batteri vengono distrutti dagli acidi dello stomaco. L’ideale è che non abbiano bisogno di essere refrigerati e che il produttore garantisca la sopravvivenza dei probiotici nell’intestino.
  2. Osserva la data di scadenza sulla confezione. La data di scadenza indicata su un integratore probiotico è la promessa del produttore che i batteri presenti nel prodotto rimarranno attivi e potenti, ai livelli specificati sull’etichetta, fino a tale data. Di solito la data di scadenza si basa su dati di test sulla stabilità e sulla formulazione, il che significa che un’azienda presta attenzione a tali aspetti.
  3. La confezione deve poter proteggere i probiotici dall’esposizione a troppa luce, calore e umidità. Fa attenzione quindi che la confezione garantisca che questi elementi abbiano un impatto minimo. Le bottiglie spesse e opache con sacchetti disidratanti sono da preferire, ma ci sono anche i blister che funzionano bene.
  4. Alcuni integratori contengono troppi pochi batteri per capsula e quindi non hanno un effetto importante. L’ideale è che contengano almeno 5 ceppi batterici 10 miliardi UFC per porzione.
  5. L’ideale è che i probiotici contengano anche all’interno dei prebiotici per favorire l’attecchimento dei nuovi ceppi. In assenza, è importante assumere i probiotici durante i pasti magari prendendosi la cura di includere cibi prebiotici (come l’inulina) così da favorire l’effetto dell’integratore.
  6. Devono contenere i ceppi probiotici che ci interessano per il miglioramento del nostro benessere. Secondo alcuni ricercatori l’ideale è che contengano almeno 5 diversi ceppi per un’azione simbiotica efficace.

Per questi motivi è chiaro che è necessario scegliere accuratamente quale integratore assumere per avere dei benefici reali e non buttare al vento i propri soldi.

Probiotici SBO

I probiotici SBO (Soil Based Organisms) sono probiotici naturalmente presenti nel terreno e in frutta e verdura cresciuti in terreni ricchi e incontaminati, come accade nelle zone selvatiche. I nostri antenati hanno costituito buona parte del loro microbiota grazie al contatto costante con la terra priva di pesticidi ed erbicidi moderni, e il consumo di frutta e verdura che non erano trattate con antiparassitari, pesticidi e fitofarmaci. La terra e i suoi prodotti sono infatti pieni di microrganismi simbiotici che entrando nel nostro organismo lo colonizzano favorendone la salute.

Studi su popolazioni tribali hanno infatti scoperto che hanno il 50% di specie batteriche in più nell’intestino rispetto a noi occidentali, letteralmente lasciando di stucco gli scienziati. Secondo i ricercatori la mancanza di biodiversità nel microbiota può essere una causa di tante malattie moderne infiammatorie, degenerative e oncologiche. Le popolazioni tribali hanno tutti questi probiotici in più perché vivono a contatto con la terra incontaminata e consumano frutta e verdura sulla cui superficie risiedono miliardi di microrganismi simbiotici.

La differenza tra gli altri ceppi probiotici e i probiotici a base di terreno SBO è che questi:

  • Sono naturalmente resistenti agli acidi gastrici
  • Sono stabili nel tempo
  • Hanno un guscio naturale che li protegge permettendogli di arrivare fino alla parte finale dell’intestino dove proliferano. Come per un seme, le temperature calde e l’umidità ne stimolano la germinazione.
  • Offrono benefici a lungo termine anche dopo che se ne è interrotto l’uso

I moderni integratori di probiotici SBO vengono prodotti in ambienti sicuri e controllati, che assicurano la produzione dei ceppi più benefici. Questo linkato di seguito è un ottimo probiotico SBO che consiglio:

Probiotici del Dr. Perlmutter

Il Dr. David Perlmutter MD., è un medico neurologo americano, uno dei più grandi esperti di microbiota, ha pubblicato studi su autorevoli riviste scientifiche ed è autore di best-seller che l’hanno reso una figura di riferimento nella medicina funzionale negli Stati Uniti. Ha fondato e dirige il Perlmutter Health Center dove applica queste conoscenze ai suoi pazienti.

L’azienda Garden of Life ha quindi contattato il Dr. Perlmutter per chiedergli di formulare degli integratori di probiotici avanzati specifici per il benessere della donna e dell’uomo. Il frutto di questa collaborazione sono i Dr. Formulated Probiotics che in Italia sono distribuiti da Vegamega. Di seguito fornisco i link con le indicazioni dettagliate sui probiotici per donna e per uomo.

Questi 3 probiotici menzionati sono tra quelli migliori in commercio come formulazione e quindi hanno un alto valore terapeutico, ovvero:

Testimonianze

Ecco di seguito alcune testimonianze tratte da Amazon.com su questi 3 integratori probiotici:

Questi sono uno dei migliori probiotici disponibili. Sono un depurativo intestinale molto potente e un supporto immunitario e digestivo. Posso prometterti che lavorano come previsto e sopravvivono intatti fino al tuo intestino, a differenza di molti altri marchi.

Assolutamente favolosi. Un integratore fondamentale nel mio armadietto.

Li assumo da circa due anni ma con costanza ogni giorno da circa 5 mesi. Hanno apportato un enorme miglioramento alla mia salute intestinale e mi sento generalmente molto meglio quando li assumo. Sono costosi ma penso che valgano bene i soldi e continuerò a prenderli.

Incredibile cambiamento dal primo giorno in cui li ho iniziati. Ho avuto problemi intestinali per anni e ho fatto di tutto per guarire il mio intestino e stavo cercando un nuovo probiotico professionale per continuare il mio percorso verso una salute e una digestione migliori. Vorrei consigliare di iniziare con dosi basse per poi aumentare gradualmente. Mi aiutano ad essere più regolare in bagno e mi hanno sgonfiato molto.  Ho usato diversi probiotici e pochissimi hanno avuto l’effetto che questi hanno.

Sicuramente il migliore che ho provato. Senza entrare troppo nei dettagli mi hanno dato i movimenti più normali in anni. Altamente raccomandato!

Sono stata alle prese con candida e permeabilità intestinale per oltre un anno. Niente mi ha aiutato come questo prodotto. Lo consiglio vivamente a chiunque sia stanco di vedere cibo non digerito nelle loro feci.

Alcuni probiotici funzionano meglio di altri. Ho provato circa 6 diversi, e questo funziona al meglio per me! Lo prendo una volta ogni mattina, e ho meno gas e meno indigestione. Ha un prezzo ragionevole. Sono molto contento di questo prodotto!

Ho sofferto per problemi digestivi per alcuni anni e periodici sviluppi di intestino irritabile. Dopo un mese con questo probiotico (ne avevo già provato altri prima), ero molto, molto meglio e ora non ho avuto problemi da 9 mesi. Questo probiotico mi ha cambiato la mia vita!

Questo è un eccellente probiotico. Riduce la tensione e l’ansia aumentando la concentrazione, senza alcun inconveniente. L’ho preso per circa un anno e continua a funzionare bene.

Ho un figlio autistico e questi probiotici sono stati di grande aiuto!

Sono stata così fortunata ad aver trovato questo prodotto. Funziona meglio delle mie medicine per la depressione.

Ho acquistato questo per rafforzare il mio sistema immunitario e per aiutare con i problemi vaginali. Dopo la gravidanza ho avuto infezioni da candida anche se ho mangiato sano e fatto esercizio. Inoltre, dopo aver avuto rapporti sessuali con mio marito, avevo frequenti infezioni da candida. Ho deciso di acquistare questo probiotico per vedere se sarebbe stato di aiuto. Sono attualmente alla mia prima bottiglia e sono felice di notare che non ho avuto alcuna infezione da candida durante l’utilizzo. Ho anche notato che mi ha fatto urinare di più e alleviato la stitichezza. Mi sta aiutando anche a tagliare le voglie che avevo per snack salati e dolci e cibi fritti. Non ho avuto alcuna voglia da quando uso assumo questi probiotici. Nel complesso mi sento meglio ogni giorno. Inoltre, non ho avuto reazioni negative dopo l’uso. Ritengo che sono positivi e li comprerò di nuovo.

Questo integratore probiotico mi sta aiutando molto a sbarazzarmi del fungo sull’unghia del piede, e anche il mio ginocchio destro ha smesso di farmi male. Terrò sempre una scorta di questo probiotico a portata di mano.

Avevo letto il libro del Dr David Perlmutters: Brain Maker: The Power of Gut Microbes, e mi è piaciuto molto. La scienza aveva senso. Un anno dopo, volevo perdere peso. Avevo il 21% di grasso corporeo e volevo scendere un pò… per farla breve, non importa quello che ho facevo, il grasso non si staccava. Mi sono ricordata del libro del dottor Perlmutter e ho deciso di andare a caccia di alcuni probiotici. Ho visto questo molto ben recensito e perdipiù che era stato formulato da Perlmutter stesso! L’ho preso solo per 20 giorni. La ragione? Stavo perdendo peso troppo velocemente! Ho perso 4 libbre che mi hanno portato al 19% di grasso corporeo. Potrei continuare a prenderlo ma ho deciso che probabilmente è buono avere il 19% di grasso corporeo in me LOL. Questa roba funziona davvero. Abbiamo ciambelle venerdì in ufficio. Da quando assumo questi probiotici, guardo alle ciambelle e a ogni cibo spazzatura con disinteresse. Il mio istinto mi sta dicendo che non vuole più zuccheri raffinati. Stupefacente!

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

The probiotic supplements are made up of live micro-organisms belonging to specific strains of bacteria able to positively colonize the intestine. There are therefore different types of probiotics on the market that differ in the type of bacterial strains included and for their quantity.

Probiotics are not a modern invention but have been hired by humans for millennia through specially prepared natural probiotic foods. They are the number one support of the immune system since the intestine is home to as much as 70% of our immunity. In addition, the bacterial flora also influences the level of physical and mental energy and our emotional balance. For example, they affect body weight, energy, nutrition, mood and learning ability.

Some strains are more suitable to strengthen the immune system, or for psychological balance and others to improve digestion. In general, all of them act positively on the microbiota but it depends a little on the personal situation those that may be most in immediate need.

Probiotics play a fundamental role in our health and do not only control the intestine and digestion, but play a role in stress, in defense against viruses and bacteria, in vitamin assimilation, in inflammation, in food intolerances and in our mood. Having insufficient probiotics within the bacterial flora means not being in optimal health and therefore predisposition to the disease.

It is known that taking probiotics, also commonly called lactic ferments, is of particular importance after a course of antibiotics, since these drugs kill both pathogenic and good bacteria. When healthy bacteria are killed, harmful bacteria thrive, often causing problems in the short and long term, especially after several cycles of antibiotics.

Functions of the different strains of probiotic bacteria

Recent scientific studies have analyzed the composition of the microbiota allowing to recognize the differences between the various bacterial strains.

Lactobacilli, for example, live in our digestive, urinary, genital system and can be found in some fermented foods like yogurt and kefir. Bifidobacteria normally live in the intestine, especially in the colon, and are nourished by prebiotic foods such as the inulin contained in the asparagus and in the Jerusalem artichoke.

These are two large families of probiotics, but each specific strain performs a certain function within the organism. Properties of Lactobacilli
1. Lactobacillus Acidophilus. Best probiotic for: acne, vaginal health, diarrhea / constipation

This is one of the most widely recognized probiotics since it has been known since the late 1920s for the treatment of constipation and adrenalgia. These microbes survive the passage of the stomach and are able to colonize in the intestine. There are several researches showing the usefulness of the L. Acidophilus strain in the treatment of vaginal infections. Other studies in humans show that it can reduce the problems associated with lactose intolerance and even reduce the risk of colon cancer. . A series of clinical cases followed 300 patients who took a probiotic mixture of L. acidophilus and L. Bulgaricus. They documented that 80% of acne patients had achieved clinical improvement, especially in cases of inflammatory acne. Subsequently, an Italian study conducted on 40 patients found that the integration of L. Acidophilus and B. Bifidum compared to antibiotics produced superior clinical results as well as better tolerance and satisfaction.

2. Lactobacillus Rhamnosus. Best probiotic for: eczema

It is particularly useful to take it when you are traveling and after a course of antibiotics, since the L. Rhamnosus strain has proven to be useful in the specific treatment of diarrhea associated with these cases. Another study found that this strain is also useful in eczema. The children of women who took this probiotic during delivery were half as likely to develop atopic eczema at the age of 4 compared to other children.

3. Lactobacillus Plantarum. Best probiotic for: inflammation, mood

In the gastrointestinal tract, the L. Plantarum strain can help regulate immunity and control the inflammatory response in the intestine. This is very important since many diseases are of this type such as food allergies and intolerances, intestinal permeability, colitis, irritable colon, etc. A 4-week double-blind placebo-controlled study concluded that the L. Plantarum strain provides effective relief from symptoms, particularly abdominal pain and swelling, in patients with irritable bowel syndrome. But it does not end here as this probiotic can also offer psychological effects. Lactobacillus plantarum has been shown to increase dopamine and serotonin and to decrease depression behaviors in a mouse study.

4. Lactobacillus Casei. Best probiotic for: gastrointestinal support, brain function

One study found that the intake of the L. Casei strain significantly reduced the incidence of diarrhea. This probiotic seems to be great for relieving anxiety. A randomized, double-blind, placebo-controlled pilot study showed that supplementation with 24 billion CFU of the L. Casei Shirota strain, in patients with chronic fatigue syndrome, led to an increase in probiotics Lactobacillus and Bifidobacterium, in addition to a significant decrease in symptoms of anxiety and depression.

5. Lactobacillus helveticus. Best probiotic for: depression, anxiety and learning difficulties

In one study, the L. helveticus strain was compared to a commonly used drug (citalopram) in rats with depression, anxiety and cognitive dysfunction due to chronic stress. The results showed that the probiotic worked better than citalopram in reducing stress-induced anxiety, depression and cognitive dysfunction. It has lowered cortisol and reported levels of serotonin and other brain neurotransmitters to normal. Another study showed, for example, that L. helveticus combined with L. rhamnosus normalized anxiety-like behaviors and learning and memory deficiencies in immune-deficient rats with dysfunction of the HPA axis.

Properties of Bifidobacteria

A review titled “Bifidobacterium as Probiotic Agents – Physiological Effects and Clinical Benefits” states that the bacterial irregularity of the intestinal flora influences the creation of tumor cells by producing enzymes that transform normal cells into active carcinogens. Harmful bacteria in the colon promote tumor production and tumor transformation in the intestine. Clinical evidence suggests that Bifidobacteria strains protect against the growth and transformation of healthy cells into cancerous cells.

1. Bifidobacterium Lactis. Best probiotic for: immunity

One study considered two groups: one took the B. Lactis strain and the other a placebo for 6 weeks. At the end of the period, the researchers measured antibody levels and found larger increases in the B. Lactis group compared to the placebo participants, concluding that this probiotic can help improve immune function.

2. Bifidobacterium Longum. Best probiotic for: constipation, brain function

B. Longum is one of the first types of bacteria to colonize our bodies at birth. These important microorganisms ferment sugars in lactic acid, helping to stabilize the acidity of the gastrointestinal tract and inhibit the growth of harmful bacteria. A study of adults prone to constipation showed that taking B. Longum for 2 weeks improves intestinal peristalsis. B. Longum is also one of the psycho-biotic background for the intestinal-brain axis. A study by University College Cork found that integration with B. Longum caused a decrease in stress levels and an improvement in memory.

3. Bifidobacterium Bifidum. Best probiotic for: vitamins B, K, food intolerances, infections

B. Bifidum is mainly found in the colon and is essential for many functions. First of all, it allows the synthesis of B vitamins and vitamin K in the intestine, fundamental for cardiovascular health and energy production. So having enough B. Bifidum protects the body from the harmful effects that the deficiencies of these vital nutrients may entail. This probiotic is then useful to prevent food intolerances since it favors digestion and prevents the production of histamine. The researchers found that B. Bifidum also helps regulate the innate immune response, the body’s first line of defense against infections, preventing the proliferation of pathogens in the gut. Clinical research has found that it supports a significant reduction in irritable bowel syndrome, improved quality of life and helps relieve ulcerative colitis, a chronic intestinal inflammatory disease.

4. Bifidobacterium Breve. Best probiotic for: digestive problems, aging, stress

One study found that B. Short is effective in increasing the frequency of faeces in children with functional constipation. These researchers also found a positive effect on stool consistency and abdominal pain relief, making B. short a promising addition to alleviate digestive problems such as constipation. Another study noted B. Brief could be used to prevent photo-aging induced by UV rays. This ability to mitigate the harmful effects of UV exposure to the sun is good news to keep your skin supple, hydrated and look younger while you are exposed to the sun. Finally, some studies and research have shown that taking B. Longum and B. Breve reduces anxiety and improves performance in cognitive tests in mice.

5. Bifidobacterium Infantis. Best probiotic for: children, pregnant women, irritable bowel

It is so named because it seems to be one of the first strains that is transferred from the mother’s milk to the newborn’s intestine. Together with B. Bifidum it is probably the most essential probiotic strain for children’s gastrointestinal health in the formation phase of bacterial flora, from birth to 6 years of life. B. Infantis helps treat infantile diarrhea and prevent kidney stone formation (by reducing calcium oxalate). In women, B. Infantis colonizes the vagina making them advisable in pregnancy to promote a healthy microbiota in the newborn, reduce death among infants of very low weight and increase immunity at birth. Finally, according to a study, B. infantis can be useful for those suffering from irritable bowel syndrome, including swelling, gas, diarrhea, constipation, and abdominal discomfort.

There are many other useful probiotic strains not mentioned here, we wanted to analyze those of the most widespread and studied.

Recognize probiotic supplements

Here are some considerations to keep in mind when buying a probiotic supplement:

Many commercial probiotic supplements do not come into the gut because bacteria are destroyed by stomach acids. The ideal is that they do not need to be refrigerated and that the producer guarantees the survival of probiotics in the intestine.
Observe the expiry date on the package. The expiration date indicated on a probiotic supplement is the promise of the manufacturer that the bacteria present in the product will remain active and powerful, at the levels specified on the label, up to that date. Usually the expiration date is based on stability and formulation test data, which means that a company pays attention to these aspects.
The package must be able to protect probiotics from exposure to too much light, heat and moisture. Pay attention, therefore, that the package guarantees that these elements have minimal impact. The thick and opaque bottles with desiccant bags are to be preferred, but there are also blisters that work well.
Some supplements contain too few bacteria per capsule and therefore do not have an important effect. The ideal is that they contain at least 5 bacterial strains and 10 billion CFU per portion.
The ideal is that probiotics also contain prebiotics to promote the engraftment of the new strains. In the absence, it is important to take probiotics during meals, perhaps taking care to include prebiotic foods (such as inulin) so as to favor the effect of the supplement.

They must contain the probiotic strains that interest us in improving our well-being. According to some researchers, the ideal is that they contain at least 5 different ceps for an effective symbiotic action.
For these reasons it is clear that it is necessary to carefully choose which supplement to take for real benefits and not throw away their money.

Probiotics SBO

Probiotics SBO (Soil Based Organisms) are probiotics naturally present in the soil and in fruits and vegetables grown in rich and uncontaminated soils, as happens in wild areas. Our ancestors made up a large part of their microbiota thanks to constant contact with the earth free of pesticides and modern herbicides, and the consumption of fruits and vegetables that were not treated with pesticides, pesticides and plant protection products. The earth and its products are in fact full of symbiotic microorganisms that enter the body and colonize it, favoring its health.

In fact, studies on tribal populations have found that they have 50% more bacterial species in the intestine than we Westerners, literally leaving scientists in awe. According to the researchers, the lack of biodiversity in the microbiota can be a cause of many modern inflammatory, degenerative and oncological diseases. Tribal people have all these extra probiotics because they live in contact with the uncontaminated land and consume fruits and vegetables on the surface of which reside billions of symbiotic microorganisms.

The difference between the other probiotic strains and the probiotics based on SBO medium is that these:

They are naturally resistant to gastric acids
They are stable over time
They have a natural shell that protects them by allowing them to reach the final part of the intestine where they proliferate. As with a seed, warm temperatures and humidity stimulate germination.
They offer long-term benefits even after their use has been discontinued
Modern SBO probiotic supplements are produced in safe and controlled environments, which ensure the production of the most beneficial strains. This link below is an excellent SBO probiotic which I recommend:

Probiotics by Dr. Perlmutter

Dr. David Perlmutter MD., Is an American neurologist, one of the greatest microbiota experts, has published studies on authoritative scientific journals and is the author of best-sellers who have made him a reference figure in functional medicine in the United States. US. He founded and directs the Perlmutter Health Center where he applies this knowledge to his patients.

The company Garden of Life then contacted Dr. Perlmutter to ask him to formulate supplements of advanced probiotics specific for the well-being of women and men. The result of this collaboration are the Dr. Formulated Probiotics, which are distributed by Vegamega in Italy. Below I provide links with detailed information on probiotics for women and men.

These 3 probiotics mentioned are among the best on the market as a formulation and therefore have a high therapeutic value, namely:

SBO Probiotic
Probiotic Dr. Perlmutter woman
Probiotic Dr. Perlmutter man
Testimonials

Here are some testimonies taken from Amazon.com on these 3 probiotic supplements:

SBO Probiotic
These are one of the best probiotics available. They are a very powerful intestinal depurative and an immune and digestive support. I can promise you that they work as expected and survive intact up to your gut, unlike many other brands.

Absolutely fabulous. A fundamental supplement in my locker.

I have been taking them for about two years, but consistently every day for about 5 months. They have made a huge improvement to my intestinal health and I generally feel much better when I take them. They are expensive but I think they are well worth the money and I will continue to take them.

Incredible change from the first day I started them. I had bowel problems for years and I did everything to heal my gut and I was looking for a new professional probiotic to continue my path to better health and digestion. I would advise starting with low doses and then gradually increasing. They help me to be more regular in the bathroom and they have deflated me a lot. I have used different probiotics and very few have had the effect that these have.

Surely the best I’ve tried. Without going into too much detail, they gave me the most normal movements in years. Highly recommended!

I’ve been struggling with candida and intestinal permeability for over a year. Nothing helped me like this product. I highly recommend it to anyone who is tired of seeing undigested food in their feces.

Probiotic Dr. Perlmutter man
Some probiotics work better than others. I’ve tried around 6 different, and this works best for me! I take it once every morning, and I have less gas and less indigestion. It has a reasonable price. I am very happy with this product!

I suffered from digestive problems for some years and periodic developments of irritable bowel. After a month with this probiotic (I had already tried others before), I was much, much better and now I have not had problems for 9 months. This probiotic has changed my life!

This is an excellent probiotic. It reduces tension and anxiety by increasing concentration, without any inconvenience. I took it for about a year and it continues to work well.

I have an autistic son and these probiotics have been a great help!

Probiotic Dr. Perlmutter woman
I was so lucky to have found this product. It works better than my depression medications.

I purchased this to strengthen my immune system and to help with vaginal problems. After pregnancy I had candida infections even though I ate healthy and exercised. Also, after having had sex with my husband, I had frequent candida infections. I decided to buy this probiotic to see if it would help. I am currently at my first bottle and I am happy to note that I have not had any candida infection during use. I also noticed that it made me urinate more and relieved constipation. It is also helping me to cut the cravings I had for savory snacks and desserts and fried foods. I have not had any desire since I use these probiotics. Overall I feel better every day. Furthermore, I did not have any negative reactions after use. I believe they are positive and I will buy them again.

This probiotic supplement is helping me a lot to get rid of the toenail fungus, and even my right knee has stopped hurting. I will always keep a stock of this probiotic at your fingertips.

I had read Dr David Perlmutters’ book: Brain Maker: The Power of Gut Microbes, and I loved it. Science made sense. A year later, I wanted to lose weight. I had 21% of body fat and I wanted to go down a little … to make it short, no matter what I did, the fat did not come off. I remembered Dr. Perlmutter’s book and decided to go hunting for some probiotics. I saw this very well reviewed and moreover that it had been formulated by Perlmutter himself! I only took it for 20 days. The reason? I was losing weight too fast! I lost 4 pounds which brought me to 19% of body fat. I could continue to take it but I decided it is probably good to have 19% of body fat in me LOL. This stuff really works. We have donuts on Friday at the office. Since taking these probiotics, I look at donuts and every junk food with disinterest. My instinct is telling me that he no longer wants refined sugars. Amazing!

 

SOURCE: Dionidream

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Cos’è il colesterolo e cosa differenzia quello buono, o Hdl, da quello cattivo, o Ldl. Come bilanciare questa molecola nella nostra dieta, e come si fa il calcolo per conoscere i valori ottimali di colesterolo totale.

 

Il colesterolo è una molecola fondamentale per il benessere del nostro corpo poiché partecipa alla costruzione delle membrane cellulari, è un precursore della vitamina D e della formazione dei sali biliari, è importantissimo per la costruzione degli ormoni steroidei (testosterone, progesterone, estradiolo e cortisolo). A valori adeguati il colesterolo è una fonte di benessere ma se aumenta eccessivamente diventa un nemico per la nostra salute.

noci colesterolo buono hdl

Le noci aiutano a mantenere sotto controllo i livelli di colesterolo cattivo, Ldl (low density lipoproteins) © Ingimage

Cos’è il colesterolo buono e quello cattivo: Hdl e Ldl

Nel sangue il colesterolo è trasportato grazie alle lipoproteine che hanno nomi diversi a seconda della loro densità. Vldl (very low density lipoproteins) e Ldl (low density lipoproteins) trasferiscono il colesterolo dal fegato ai tessuti attraverso il sangue. La loro bassa densità è connotazione del cosiddetto colesterolo cattivo poiché si stratifica sulle pareti dei vasi arteriosi formando placche che restringono calibro dei vasi, e crea un accumulo a livello del tessuto muscolare e adiposo. Hdl (high density lipoproteins) è invece la sigla del colesterolo buono poiché queste lipoproteine muovono il colesterolo presente in eccesso nel plasma ripulendo il sangue.

Colesterolo totale, i valori ottimali e il calcolo da fare

I valori del colesterolo totale non dovrebbero superare la soglia 200 mg-dl(milligrammi per decilitro), e il valore Ldl deve restare sotto soglia 130 mg-dl. Il colesterolo buono deve invece abbondare con valori Hdl superiori a 40 mg-dl. L’indice di rischio si calcola con la frazione che divide il valore del colesterolo totale con il valore Hdl: il risultato deve restare inferiore al valore 5 negli uomini e al valore 4,5 nelle donne. Ad esempio, se il colesterolo totale è 210 e il valore Hdl è 70, il loro rapporto è 210:70=3. Significa che non si corrono rischi.

te verde colesterolo buono

Anche il tè verde contiene colesterolo buono, o Hdl © Tsaiga/Unsplash

Dieta e buone abitudini

Aumentare il valore Hdl è possibile grazie al consumo di pesce azzurro, olio extravergine di oliva e vino, noci, abbondanti porzioni di verdura e frutta, di fibre integrali e di tè verde. Prebiotici e probiotici sono grandi alleati nel ripristinare l’equilibrio del colesterolo. Tra le carni è meglio prediligere quelle magre (pollo e coniglio) e nella scelta del pesce meglio rinunciare a quello grasso così come ai molluschi, alle cozze, ai crostacei, ai gamberi e ai granchi. Evitare i grassi idrogenati che alterano la capacità dell’organismo di regolare la produzione di colesterolo, l’olio di palma e la margarina. Infine meglio consumare solo occasionalmente i formaggi grassi.

I legumi sono ottimi così come i cereali integrali. Lo zucchero è invece un grande nemico, stop quindi a caramelle e attenzione alle marmellate. Lo sport è una buonissima abitudine poiché aumenta il colesterolo buono mentre fumo di sigaretta e vita sedentaria lo fanno decrescere. Le buone abitudini sono indispensabili poiché i valori ematici di colesterolo sono influenzati dalla dieta solo per il 20 per cento. Questo significa che una dieta protettiva deve essere prolungata nel tempo e associata a una vita sportivamente attiva. Mantenere il giusto peso corporeo è davvero molto importante soprattutto nei centimetri del girovita poiché l’accumulo del grasso addominale è altamente correlato al rischio di malattie cardiovascolari.

uova colesterolo buono

Le uova non sono più bandite dalla dieta anticolesterolo: il tuorlo, in particolare, aumenta il colesterolo buono © Cory Seward/Unsplash

Uova

Le uova meritano un piccolo approfondimento poiché recentemente sono state riscattate dai cibi banditi nella dieta anticolesterolo. L’albume è una fonte altamente proteica ma è nel tuorlo che si concentra la maggior parte di colesterolo. Le uova però hanno il dono di saper cambiare le particelle piccole, dense e pericolose di colesterolo Ldl, in particelle grandi e benigne. Dunque le uova aumentano la percentuale di colesterolo buono Hdl e nel 70 per cento dei casi non aumentano la frazione del colesterolo Ldl. Fra le altre virtù le uova portano a un aumento di luteina e Zeaxantina, potenti antiossidanti, aumentano senso di sazietà e dunque regolano il peso corporeo, aumentano la riserva proteica aumentando così la massa muscolare. Un uovo al giorno, soprattutto al mattino, è dunque una fonte di colesterolo buono. Ricordatevi che le uova non devono essere conservate in frigorifero per evitare il decadimento dei loro enzimi. Infine nella cottura è bene cuocere solo l’albume e non il tuorlo per evitare la dispersione delle proteine.

I rimedi naturali

1. Riso rosso fermentato

È un estratto ottenuto dalla fermentazione del riso con un lievito, il Monascus purpureus, che contiene una statina naturale, la Monakolina K. Il suo impiego porta a un’azione dimostrata sul colesterolo totale con riduzione del valore Ldl. Il valore del riso rosso fermentato è dunque nella riduzione della sintesi della produzione di colesterolo da parte del corpo.

crespino berberis vulgaris colesterolo

Il crespino, o Berberis vulgaris, è ricco di berberina, una sostanza che ostacola la deposizione delle placche sanguigne da colesterolo elevato © Ingimage

2. Crespino (Berberis vulgaris)

È un arbusto ricco di berberina, una sostanza con effetti di protezione cardiovascolare poiché ostacola la deposizione delle placche sanguigne da colesterolo elevato. Produce anche un effetto vasodilatatore, cardioprotettivo e antinfiammatorio. Il suo meccanismo di azione è diverso da quello del riso rosso fermentato e delle statine poiché il Berberis facilita la rimozione di sangue del colesterolo cattivo e dunque riduce il colesterolo totale da cattiva alimentazione.

3. Cardo mariano (Silybum marianum)

La storia di questa pianta e del suo utilizzo è molto antica ma è sempre stata dedicata ai disturbi da intossicazioni del fegato. Il suo principio attivo è la silimarina, la molecola con funzione epatoprotettrice che aumenta la quantità di colesterolo buono Hdl.

4. Omega-3 e omega-6

Questi integratori sono molto utili per contrastare le placche che il colesterolo forma sulle pareti dei vasi sanguigni, inoltre sono ottimi fluidificanti sanguigni poiché diminuiscono e prevengono la formazione di coaguli di sangue. Per questo motivo sono molto importanti in situazioni di elevata pressione sanguigna. L’olio di semi di lino è una fonte ricca di omega-3, mentre il pesce ha un alto contenuto di omega-6.

FONTE: Stefania Piloni (Lifegate)

 

 

(ENGLISH VERSION)

What is cholesterol and what differentiates the good one, or Hdl, from the bad one, or Ldl. How to balance this molecule in our diet, and how we do the calculation to know the optimal values ​​of total cholesterol.
Cholesterol is a fundamental molecule for the wellbeing of our body because it participates in the construction of cell membranes, is a precursor of vitamin D and the formation of bile salts, is very important for the construction of steroid hormones (testosterone, progesterone, estradiol and cortisol) . Cholesterol is a source of well-being at an adequate level, but if it increases excessively it becomes an enemy for our health.

noci colesterolo buono hdl
Walnuts help keep bad cholesterol levels under control, Ldl (low density lipoproteins) © Ingimage

What is good and bad cholesterol: Hdl and Ldl

Cholesterol in the blood is transported thanks to lipoproteins that have different names depending on their density. Vldl (very low density lipoproteins) and Ldl (low density lipoproteins) transfer cholesterol from the liver to the tissues through the blood. Their low density is a connotation of the so-called “bad cholesterol” because it stratifies on the walls of the arterial vessels forming plaques that restrict the size of the vessels, and creates an accumulation in the muscular and fatty tissue. Hdl (high density lipoproteins) is instead the acronym of “good cholesterol” because these lipoproteins move the excess cholesterol present in the plasma, cleaning up the blood.

Total cholesterol, optimal values ​​and the calculation to be made

The values ​​of total cholesterol should not exceed the threshold 200 mg-dl (milligrams per deciliter), and the Ldl value must remain below the threshold 130 mg-dl. The good cholesterol must instead abound with Hdl values ​​above 40 mg-dl. The risk index is calculated with the fraction that divides the value of total cholesterol with the Hdl value: the result must remain below the value 5 in men and 4.5 in women. For example, if the total cholesterol is 210 and the Hdl value is 70, their ratio is 210: 70 = 3. It means that there are no risks.

te verde colesterolo buono
Green tea also contains good cholesterol, or Hdl © Tsaiga / Unsplash

Diet and good habits

Increasing the Hdl value is possible thanks to the consumption of blue fish, extra-virgin olive oil and wine, walnuts, abundant portions of vegetables and fruit, wholemeal fibers and green tea. Prebiotics and probiotics are great allies in restoring cholesterol balance. Among the meats it is better to prefer those lean (chicken and rabbit) and in choosing the best fish to give up the fat as well as mollusks, mussels, crustaceans, shrimp and crabs. Avoid hydrogenated fats that alter the body’s ability to regulate cholesterol production, palm oil and margarine. Finally, it is better to consume fat cheeses only occasionally.

Legumes are excellent as well as whole grains. Instead, sugar is a great enemy, so stop at candy and pay attention to jams. Sport is a very good habit because it increases the good cholesterol while cigarette smoking and sedentary life make it decrease. Good habits are indispensable because the blood cholesterol values ​​are influenced by the diet only for 20 percent. This means that a protective diet must be prolonged over time and associated with a sportingly active life. Maintaining the right body weight is very important especially in the centimeters of the waistline because the accumulation of abdominal fat is highly correlated with the risk of cardiovascular disease.

uova colesterolo buono
The eggs are no longer banished from the anti-cholesterol diet: the yolk, in particular, increases the good cholesterol © Cory Seward / Unsplash

eggs

The eggs deserve a little insight as they have recently been redeemed by the banned foods in the anti-cholesterol diet. Egg white is a highly protein source but it is in the yolk that most of cholesterol is concentrated. The eggs, however, have the gift of knowing how to change the small, dense and dangerous particles of LDL cholesterol into large and benign particles. Therefore the eggs increase the percentage of good cholesterol Hdl and in 70 percent of the cases do not increase the fraction of the LDL cholesterol. Among other virtues eggs lead to an increase in lutein and Zeaxanthin, powerful antioxidants, increase satiety and therefore regulate body weight, increase the protein reserve, thus increasing muscle mass. An egg a day, especially in the morning, is therefore a source of good cholesterol. Remember that eggs should not be stored in the refrigerator to avoid decay of their enzymes. Finally in cooking it is good to cook only the egg white and not the yolk to avoid the dispersion of proteins.

Natural remedies

1. Red fermented rice

It is an extract obtained from the fermentation of the rice with a yeast, the Monascus purpureus, which contains a natural statin, Monakolina K. Its use leads to a demonstrated action on the total cholesterol with reduction of the LDL value. The value of fermented red rice is therefore in the reduction of the synthesis of the production of cholesterol by the body.

crespino berberis vulgaris colesterolo
Barberry, or Berberis vulgaris, is rich in berberine, a substance that impedes the deposition of blood plaques from elevated cholesterol © Ingimage

2. Barberry (Berberis vulgaris)

It is a shrub rich in berberine, a substance with cardiovascular protection effects since it prevents the deposition of blood plaques from high cholesterol. It also produces a vasodilator, cardioprotective and anti-inflammatory effect. Its mechanism of action is different from that of fermented red rice and statins because Berberis facilitates the removal of bad cholesterol blood and thus reduces total cholesterol from poor diet.

3. Milk thistle (Silybum marianum)

The history of this plant and its use is very old but has always been dedicated to disorders of liver intoxication. Its active ingredient is silymarin, the molecule with a hepatoprotective function that increases the amount of good cholesterol Hdl.

4. Omega-3 and omega-6

These supplements are very useful for counteracting the plaques that cholesterol forms on the walls of blood vessels, moreover they are excellent blood thinnerers because they decrease and prevent blood clots. For this reason they are very important in situations of high blood pressure. Flax seed oil is a rich source of omega-3, while fish has a high omega-6 content.

 

SOURCE: Stefania Piloni (Lifegate)

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La rosa canina è in grado di ridurre i sintomi dell’artrite reumatoide, alleviare i problemi respiratori, prevenire il cancro, abbassare il colesterolo, gestire il diabete, potenziare il sistema immunitario,aumentare la circolazione e aiutare a costruire ossa più forti.

La pianta della rosa canina cresce nei boschi di tutta Italia, Europa ed è diffusa anche in Asia. I suoi frutti di colore rosso intenso maturano in autunno inoltrato e sono da sempre usati a scopo curativo grazie all’elevato contenuto di vitamina C superiore agli agrumi.

Il nome della pianta si attribuisce a Plinio il Vecchio che nel 77 d.C. descriveva ben 32 disturbi di salute che rispondevano in modo positivo ai trattamenti a base di rosa canina.

La vitamina C nella rosa canina

La quantità esatta di vitamina C contenuta nella rosa canina dipende dalla specie e dalla latitudine in cui la pianta cresce. E’ stato dimostrato che la rosa canina cresciuta ad alte latitudini ha molta più vitamina C della stessa specie di rosa canina crescita a latitudini più basse. Quindi la rosa canina dalla Russia o Scandinavia è più ricca di vitamina C rispetto a quella in Italia.

In generale possiamo dire che la rosa canina hanno una percentuale più elevata di vitamina C rispetto a qualsiasi altra frutta o verdura comunemente disponibile e fornisce una delle fonti più liberamente disponibili di questa vitamina.

Una tazza di polpa di rosa canina contiene la stessa quantità di vitamina C contenuta in 40 arance.

Durante la Seconda Guerra Mondiale in Gran Bretagna venne prodotta proprio la rosa canina concentrata per accelerare la guarigione di bambini ed anziani, data la scarsa presenza di agrumi nei supermercati a causa dei traffici europei limitati.

La rosa canina e i fumatori

I fumatori dovrebbero essere consapevoli che consumano 25 mg di vitamina C per ogni sigaretta che viene fumata. La rosa canina può essere utile quindi per fornire la quantità di vitamina C “bruciata” con il fumo di sigaretta, e aiuta anche a sbarazzarsi della dipendenza da nicotina.

Benefici della Rosa Canina

1. Dolori articolari e Reumatismi. Uno studio pubblicato sulla rivista Australian Family Pshysician ha dimostrato come i pazienti che hanno utilizzato regolarmente gli estratti di rosa canina in polvere, hanno ridotto la rigidità ed il dolore alle articolazioni dopo 3 mesi di trattamento e si è avuto anche un potente effetto antinfiammatorio che a differenza dei farmaci non ha alcun effetto collaterale. Molti altri studi hanno confermato la validità della rosa canina per trattare l’artrite, artrosi (osteoartrite) e i vari altri disturbi alle articolazioni. Inoltre la vitamina K in essa contenuta ha un ruolo attivo nella calcificazione di ossa e denti, e per questo è ottima per chi soffre di osteoporosi e carie frequenti.

2. Stomaco. La rosa canina è utilizzata anche per i disturbi di stomaco, tra cui gli spasmi allo stomaco, carenza di acido dello stomaco, previene l’irritazione della mucosa gastrica e l’ulcera, e dona sollievo ai disturbi intestinali.

3. Sistema Immunitario. L’alto contenuto di vitamina C previene e tratta raffreddori, influenza e aumenta il nostro livello di energia. Questo è l’uso che ha reso più diffusa la rosa canina, infatti poiché la vitamina C viene introdotta solo attraverso l’alimentazione (non viene prodotta dall’organismo) è molto facile diventarne carenti.

4. Ringiovanisce la pelle. La rosa canina, grazie al suo contenuto di vitamina C, attiva la produzione di collagene che mantiene elastica e giovane la pelle e facilita la scomparsa delle macchie della pelle. L’azione antiossidante contrasta l’invecchiamento annullando i danni dei radicali liberi sulle cellule della pelle. Inoltre il suo contenuto di vitamina A è utile per prevenire e trattare acne e pelle screpolata.

5. Cistite. La rosa canina riduce le infezioni del tratto urinario, alleviando il dolore e l’infiammazione.

6. Colesterolo e pressione. E’ stato osservato che coloro che hanno colesterolo e pressione alta (di solito chi è sovrappeso) può ridurne i valori assumendo la rosa canina.

7. Antinfiammatorio delle vie respiratorie. E’ molto utile la rosa canina per sciogliere il muco e facilitare la guarigione da bronchiti, polmoniti e in generale le infiammazioni delle vie respiratorie. Previene e allevia il mal di gola.

8. Sopperisce alla carenza di Vitamina C. I sintomi di carenza di vitamina C sono molto diffusi e facilmente non riconoscibili come ad esempio: aumento di peso, stanchezza, frequente sangue dal naso, capelli secchi e fragili, gengive sanguinanti e lenta guarigione delle ferite.

9. Stitichezza/Diarrea. Per chi soffre di questi disturbi può avere beneficio assumendo la rosa canina che riequilibra il corretto transito intestinale.

10. Ritenzione idrica. La rosa canina diminuisce la ritenzione di liquidi e quindi riduce il senso di gambe e glutei pesanti e gonfie che colpisce il 30% delle donne in Italia.

Controindicazioni

  • Gli effetti collaterali della rosa canina sono rari, essi tendono a verificarsi in seguito ad un sovradosaggio di tale sostanza oppure ad una rara allergia alla rosa canina.
  • Non si consiglia durante la gravidanza o in fase di allattamento in quanto mancano ricerche scientifiche che ne confermino la sicurezza.
  • Se si assumono farmaci bisogna sempre consultare il medico prima di assumere ogni tipo di integratore ad azione terapeutica. In particolare bisogna evitare di prendere la vitamina C (e quindi la rosa canina) se si assumono antiacidi, estrogeni e anticoagulanti.

Modo d’uso della Rosa Canina

La rosa canina può essere consumata fresca magari raccogliendola durante le nostre passeggiate nei boschi anche se purtroppo non è facile gustarla dato che è il frutto è pieno di semi che vanno tolti e ne rimane molto poca di polpa. Per questo può essere molto utile assumere degli estratti concentrati di rosa canina in polvere o in capsule così da assumere tutte le proprietà della rosa canina dovunque siamo.

La dose appropriata di rosa canina dipende da diversi fattori come l’età e le condizioni di salute da risolvere.

  • Tisana. Un cucchiaino di polpa e buccia di rosa canina per ogni tazza d’acqua. Lasciare in infusione in acqua calda per 10 minuti, filtrare e bere. Per massimizzare il contenuto di vitamina C del frutto di rosa canina, si può usare a crudo all’interno della fermentazione del kombucha.
  • Polvere. Dai 2 ai 5 grammi al giorno di polvere di rosa canina. Può essere mescolata nei frullati, estratti oppure in altre bevande a temperatura ambiente o leggermente tiepide (non calde per evitare di danneggiare la vitamina C).
  • Capsule. 3 capsule al giorno preferibilmente in unica somministrazione al mattino prima della colazione.
  • Tintura. 40 gocce di tintura di rosa canina in poca acqua per 2-3 volte al giorno.

 

Riferimenti 
– Chrubasik, C., Duke, R. K., and Chrubasik, S. The evidence for clinical efficacy of rose hip and seed: a systematic review. Phytother Res 2006;20(1):1-3.
– Daels-Rakotoarison, D. A., Gressier, B., Trotin, F., Brunet, C., Luyckx, M., Dine, T., Bailleul, F., Cazin, M., and Cazin, J. C. Effects of Rosa canina fruit extract on neutrophil respiratory burst. Phytother.Res. 2002;16(2):157-161.
– Cohen M. Rosehip – an evidence based herbal medicine for inflammation and arthritis. Aust Fam Physician. 2012 Jul;41(7):495-8.
– Larsen, E., Kharazmi, A., Christensen, L. P., and Christensen, S. B. An antiinflammatory galactolipid from rose hip (Rosa canina) that inhibits chemotaxis of human peripheral blood neutrophils in vitro. J.Nat.Prod. 2003;66(7):994-995.
– Rein, E., Kharazmi, A., and Winther, K. A herbal remedy, Hyben Vital (stand. powder of a subspecies of Rosa canina fruits), reduces pain and improves general wellbeing in patients with osteoarthritis–a double-blind, placebo-controlled, randomised trial. Phytomedicine. 2004;11(5):383-391.
– Rein, E., Kharazmi, A., Thamsborg, G., and Winther, K. Herbal remedy made from a subspecies of rose-hip Rosa canina reduces symptoms of knee and hip osteoarthritis. Osteoarthr Cartil 2004;12(Suppl 2):80.
– Rossnagel, K. and Willich, S. N. [Value of complementary medicine exemplified by rose-hips]. Gesundheitswesen 2001;63(6):412-416.
– Warholm, O., Skaar, S., Hedman, E., Molmen, H. M., and Eik, L. The effects of a standardized herbal remedy ade from a subtype of Rosa canina in patients with osteoarthritis: a double-blind, randomized, placebo-controlled clinical trial. Curr Ther Res 2003;64(1):21-31.
– Winther, K. and Kharazmi, A. A powder prepared from seeds and shells of subtype of rose-hip Rosa canina reduces pain in patients with osteoarthritis of the hand – a double blind, placebo-controlled study. Osteoarthr Cartil 2004;12(Suppl 2):145.

 

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

Rosehip can reduce symptoms of rheumatoid arthritis, relieve respiratory problems, prevent cancer, lower cholesterol, manage diabetes, boost the immune system, increase circulation and help build stronger bones.

The rosehip plant grows in the woods throughout Italy, Europe and is also widespread in Asia. Its intense red fruits ripen in late autumn and have always been used for healing purposes thanks to the high content of vitamin C superior to citrus fruits.

The name of the plant is attributed to Pliny the Elder who in 77 AD. he described as many as 32 health complaints that responded positively to rosehip treatments.

Vitamin C in rosehip

The exact amount of vitamin C contained in the rose hip depends on the species and the latitude in which the plant grows. It has been shown that rose hips grown at high latitudes have much more vitamin C than the same species of rosehip growing at lower latitudes. So the rose hip from Russia or Scandinavia is richer in vitamin C than in Italy.

In general we can say that rose hips have a higher percentage of vitamin C than any other fruit or vegetable that is commonly available and provides one of the most freely available sources of this vitamin.

A cup of rosehip pulp contains the same amount of vitamin C contained in 40 oranges.

During the Second World War in Great Britain, the concentrated dog rose was produced to accelerate the healing of children and the elderly, given the scarce presence of citrus fruits in supermarkets due to limited European traffic.

Dog rose and smokers

Smokers should be aware that they consume 25 mg of vitamin C for each cigarette that is smoked. Rosehip can therefore be useful to provide the amount of vitamin C “burned” with cigarette smoking, and also helps get rid of nicotine addiction.

Benefits of Rosa Canina

1. Joint pain and rheumatism. A study published in the Australian Family Pshysician magazine showed that patients who regularly used rosehip extract powder, reduced joint stiffness and pain after 3 months of treatment and also had a powerful anti-inflammatory effect that unlike of the drugs has no side effect. Many other studies have confirmed the validity of dog rose to treat arthritis, arthritis (osteoarthritis) and various other disorders of the joints. Moreover the vitamin K contained in it has an active role in calcification of bones and teeth, and this is excellent for those suffering from osteoporosis and frequent caries.

2. Stomach. Rose hip is also used for stomach upset, including stomach spasms, stomach acid deficiency, prevents irritation of the gastric mucosa and ulcer, and relieves intestinal disorders.

3. Immune system. The high content of vitamin C prevents and treats colds, influences and increases our energy level. This is the use that has made the rosehip more widespread, in fact, since vitamin C is introduced only through food (it is not produced by the body) it is very easy to become deficient.

4. Rejuvenates the skin. The rose hip, thanks to its content of vitamin C, activates the production of collagen which keeps the skin elastic and young and facilitates the disappearance of skin spots. Antioxidant action counteracts aging by eliminating free radical damage on skin cells. In addition, its vitamin A content is useful for preventing and treating acne and chapped skin.

5. Cystitis. Rosehip reduces urinary tract infections, relieving pain and inflammation.

6. Cholesterol and pressure. It has been observed that those who have cholesterol and high blood pressure (usually those who are overweight) can reduce their values ​​by taking the rose hip.

7. Anti-inflammatory of the respiratory tract. Rosehip is very useful for dissolving the mucus and facilitating healing from bronchitis, pneumonia and in general inflammation of the respiratory tract. Prevents and relieves sore throat.

8. Supports Vitamin C deficiency. Symptoms of vitamin C deficiency are widespread and easily unrecognized, such as: weight gain, fatigue, frequent nosebleeds, dry and brittle hair, bleeding gums, and slow wound healing .

9. Constipation / Diarrhea. For those suffering from these disorders can benefit by taking the rose hips that rebalances the correct intestinal transit.

10. Water retention. Rosehip decreases fluid retention and therefore reduces the sense of heavy and swollen legs and buttocks affecting 30% of women in Italy.

Contraindications

  • The side effects of rose hips are rare, they tend to occur following an overdose of this substance or a rare allergy to rose hip.
  • It is not recommended during pregnancy or breastfeeding because there is no scientific research to confirm its safety.
  • If you take medicines you should always consult your doctor before taking any type of therapeutic supplement.
  • In particular, avoid taking vitamin C (and therefore rosehip) if you take antacids, estrogens and anticoagulants.

How to use Rosa Canina

The dog rose can be eaten fresh, perhaps picking it up during our walks in the woods, even if unfortunately it is not easy to taste it since the fruit is full of seeds that have to be removed and very little of the pulp remains. For this it can be very useful to take concentrated extracts of rose hip in powder or capsules so as to take all the properties of rosehip wherever we are.

The appropriate dose of rose hip depends on several factors such as age and health conditions to be resolved.

  • Herbal tea. A teaspoon of pulp and rosehip peel for each cup of water. Leave to infuse in hot water for 10 minutes, filter and drink. To maximize the vitamin C content of rosehip fruit, it can be used raw within the fermentation of kombucha.
  • Powder. From 2 to 5 grams a day of rose hip powder. It can be mixed in smoothies, extracts or in other drinks at room temperature or slightly warm (not hot to avoid damaging vitamin C).
  • Capsule. 3 capsules a day, preferably in a single administration in the morning before breakfast.
  • Dyeing. 40 drops of rose hip tincture in a little water 2-3 times a day.

References 
– Chrubasik, C., Duke, R. K., and Chrubasik, S. The evidence for clinical efficacy of rose hip and seed: a systematic review. Phytother Res 2006;20(1):1-3.
– Daels-Rakotoarison, D. A., Gressier, B., Trotin, F., Brunet, C., Luyckx, M., Dine, T., Bailleul, F., Cazin, M., and Cazin, J. C. Effects of Rosa canina fruit extract on neutrophil respiratory burst. Phytother.Res. 2002;16(2):157-161.
– Cohen M. Rosehip – an evidence based herbal medicine for inflammation and arthritis. Aust Fam Physician. 2012 Jul;41(7):495-8.
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– Rein, E., Kharazmi, A., and Winther, K. A herbal remedy, Hyben Vital (stand. powder of a subspecies of Rosa canina fruits), reduces pain and improves general wellbeing in patients with osteoarthritis–a double-blind, placebo-controlled, randomised trial. Phytomedicine. 2004;11(5):383-391.
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– Winther, K. and Kharazmi, A. A powder prepared from seeds and shells of subtype of rose-hip Rosa canina reduces pain in patients with osteoarthritis of the hand – a double blind, placebo-controlled study. Osteoarthr Cartil 2004;12(Suppl 2):145.

 

SOURCE: Dionidream

 

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La persona orgogliosa si barrica nelle proprie idee chiudendosi al mondo e alle novità: un’affermazione di sé del tutto controproducente, ma dalla quale ti puoi difendere, così.

La persona orgogliosa e la sua superbia

Nell’antica Grecia veniva chiamata “ubris”: l’atteggiamento, considerato superbo, con cui l’uomo cercava di liberarsi dalle dure leggi a cui gli dei lo sottoponevano. Lo stesso accadeva nel Medioevo cristiano, quando chi, volendo affermare le proprie intuizioni, andava al di là del principio di autorità ecclesiastica e delle conoscenze imposte dalla fede di quel tempo e veniva accusato di orgoglio intellettuale se non addirittura mandato al rogo. Per fortuna questo “istinto della ragione” vinse i pregiudizi e le resistenze e cambiò il mondo. Oggi, forse perché ormai le strade della conoscenza sono aperte, di questa “libido intellettuale” sembra rimasto solo il concetto di orgoglio. Una volontà puntigliosa, intransigente, permalosa, di imporre il proprio pensiero, a prescindere dall’avere ragione oppure no.

Si tratta appunto del “voler avere sempre l’ultima parola”.Un atteggiamento di cui molti vanno persino fieri, come se fosse una dimostrazione di valore e di forza mentale, ma che produce molti danni. Non ha più niente a che fare con il conoscere e il raggiungere un punto di vista obiettivo, anzi, è diventato proprio quell’elemento regressivo contro il quale il sano istinto di libertà combatte da sempre.

Persona orgogliosa: cosa ne dice la psicologia

L’orgoglio intellettuale è caratteristico di chi in una discussione è più preoccupato di far valere la sua idea piuttosto che di dialogare con gli altri, di chi, pur rendendosi conto che l’altro ha ragione, continua a difendere assurdamente la propria posizione. Non si tratta di semplice testardaggine: è esercizio di stile, petulanza verbale, aggressività mascherata.

Qualcosa che, in fondo, impedisce di essere in vero e proficuo scambio con la realtà esterna: si considerano solo le proprie idee, se stessi. E, quando l’orgoglioso non ha idee, aspetta che gli altri dicano le loro, per poi affermare qualcosa di diverso o di opposto, così da far vedere che è la sua l’idea giusta, quella definitiva.

Dove c’è orgoglio perisce la libertà e nasce la superbia

Per fortuna, per quanto tale atteggiamento sia radicato, modificarlo non è difficile. Occorre rendersi conto che, dove c’è orgoglio non c’è libertà e che a non avere libertà non è tanto chi subisce l’“ultima parola”, ma proprio chi la afferma. Chi ha a che fare con una persona orgogliosa, prima o poi finisce col lasciarlo nelle sue convinzioni, e così rimane libero di poter pensare e di potersi esprimere come meglio crede con chiunque altro.

La persona orgogliosa invece resta lì, con la sua inutile affermazione di forza, come una vecchia statua di un condottiero di cui non importa più niente a nessuno. Abbandonare l’orgoglio intellettuale significa innanzitutto liberare il proprio pensiero.

Certo, le prime volte che rinuncia ad avere l’ultima parola avrà una sensazione di sconfitta, di inferiorità; ma se esce dall’idea del confronto e del dibattito intesi come un ring su cui si gioca il proprio valore, allora si approda alla bellezza del vero scambio, del dialogo fecondo. Si raggiunge la libertà di poter dire quello che si pensa davvero, si può cambiare idea e si può anche osservare come spesso non vi sia una sola idea giusta, ma possano coesistere possibilità diverse, punti di vista che si integrano pur nell’essere opposti. Non bisogna dunque imporre “l’ultima parola” e pretendere di avere più ragione dell’altro, ma ascoltare, proporre, associare, mischiare, estrarre nuovi spunti. L’integrazione rappresenta sempre un livello più elevato di conoscenza e di libertà. Perché non perseguirla?

Le vittime della persona orgogliosa: lui stesso, gli altri e le relazioni

Rapiti dal bisogno di aver ragione e di dire l’ultima, spesso le persone orgogliose non si accorgono degli effetti negativi che producono negli altri. Ne esiste una vasta gamma: nei più insicuri si crea senso di inadeguatezza, dubbio continuo, frustrazione rispetto alle proprie idee e speranze; in quelli che si considerano paritari subentrano irritazione, nervosismo e insofferenza per l’impossibilità di avere un dialogo sano ed utile e, alla lunga, si manifesta la tendenza ad evitare tali relazioni. Chi invece “vede” il fenomeno per quello che è, cioè un’espressione di aggressività mascherata (e, quindi, di insicurezza), può rassegnarsi e mostrare condiscendenza, lasciando campo libero all’orgoglioso come si fa con i bambini quando insistono su qualcosa. In tutti i casi, il dialogo e la relazione vengono inquinati pesantemente dal suo atteggiamento.

E se la persona orgogliosa sei tu? Fai così

  • Ascolta per davvero: spesso non ascoltiamo realmente quello che dice l’interlocutore; stiamo solo in attesa che finisca di dire la sua, così che poi noi possiamo dire la nostra, e affermarla fino alla fine. Impariamo invece a porci in stato di ascolto attivo: le parole degli altri non devono essere solo sentite acusticamente, ma accolte con attenzione.
  • Attenzione alla compulsione: voler avere l’ultima parola spesso è un automatismo riflesso dietro al quale si cela l’insicurezza, il non sentirsi autorevoli. Se rinforziamo l’autostima, quindi, potremo probabilmente fare a meno dell’orgoglio.
  • Accetta la pluralità: possiamo anche pensare di avere ragione, in un dibattito, ma non è detto che debba terminare con un “vincitore” o con una conclusione netta e univoca. Anzi, i migliori dialoghi – eccetto quelli in cui si deve decidere qualcosa – sono spesso quelli dal “finale aperto”, che hanno un’incompiutezza dinamica, capace di far nascere altre riflessioni.
  • Occhio al contesto: l’orgoglio intellettuale acceca e impedisce di accorgersi dei segnali non verbali. Prestiamo attenzione al contesto e alla situazione dell’interlocutore: noi potremmo avere ragione in termini teorici, ma lui magari vive una realtà concreta differente dalla nostra.
  • No alle teorie pronto-uso: non ragioniamo per teorie pre-confezionate. Partiamo dal presupposto che le opinioni fisse sono rischiose e che la verità è sempre mutevole.

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

The proud person becomes barricaded in his own ideas and closes himself to the world and to the news: a self-asserting affirmation that is totally counterproductive, but from which you can defend yourself.

The proud person and his pride

In ancient Greece it was called “ubris”: the attitude, considered superb, with which man tried to free himself from the harsh laws to which the gods subjected him. The same thing happened in the Christian Middle Ages, when those who wanted to affirm their intuitions went beyond the principle of ecclesiastical authority and the knowledge imposed by the faith of that time and were accused of intellectual pride if not even sent to the stake. Fortunately, this “instinct of reason” won prejudices and resistance and changed the world. Today, perhaps because now the paths of knowledge are open, of this “intellectual libido” only the concept of pride remains. A meticulous, intransigent, touchy will to impose one’s own thinking, regardless of having reason or not. It is precisely about “always wanting to have the last word”. An attitude that many of us are even proud of, as if it were a demonstration of value and mental strength, but that produces a lot of damage. It has nothing more to do with knowing and reaching an objective point of view, rather, it has become precisely that regressive element against which the healthy instinct of freedom has always fought.

Proud person: what does psychology say about it?

Intellectual pride is characteristic of someone in a discussion who is more concerned with asserting his idea than of conversing with others, of those who, while realizing that the other is right, continues to absurdly defend their position. It is not a question of simple stubbornness: it is an exercise in style, verbal petulance, masked aggression. Something that, in the end, prevents us from being in true and profitable exchange with external reality: we only consider our own ideas, ourselves. And when the proud has no ideas, wait for others to say theirs, and then say something different or opposite, so as to show that it is his right idea, the ultimate.

Where there is pride perishes freedom and pride arises

Fortunately, although this attitude is rooted, changing it is not difficult. It is necessary to realize that where there is pride there is no freedom and that not having freedom is not so much who suffers the “last word”, but precisely who affirms it. Who is dealing with a proud person, sooner or later ends up leaving him in his convictions, and so he remains free to think and be able to express himself as he sees fit with anyone else. The proud person, on the other hand, remains there, with his useless affirmation of strength, like an old statue of a leader who no longer cares about anyone. Abandoning intellectual pride means first of all freeing one’s thought.

Of course, the first few times he gives up the last word will have a feeling of defeat, of inferiority; but if it comes from the idea of ​​confrontation and debate understood as a ring on which one’s value is played, then one arrives at the beauty of true exchange, of fruitful dialogue. The freedom of being able to say what one really thinks is achieved, one can change one’s mind and one can also observe how often there is not one just idea, but different possibilities can coexist, points of view that integrate even in being opposed. We must not therefore impose “the last word” and pretend to have more reason than the other, but listen, propose, associate, mix and extract new ideas. Integration always represents a higher level of knowledge and freedom. Why not pursue it?

Victims of the proud person: himself, others and relationships

Raped by the need to be right and to say the last, often proud people do not realize the negative effects they produce in others. There is a wide range: in the most insecure one creates a sense of inadequacy, continuous doubt, frustration with respect to one’s ideas and hopes; in those who consider themselves equal, irritation, nervousness and intolerance take place because of the impossibility of having a healthy and useful dialogue and, in the long run, there is a tendency to avoid such relationships. Who instead “sees” the phenomenon for what it is, that is an expression of disguised aggression (and, therefore, of insecurity), can resign and show condescension, leaving the field free to the proud as you do with the children when they insist on something . In all cases, dialogue and relationship are heavily polluted by his attitude.

And if the proud person is you? Do this

  • Listen for real: we often do not really listen to what the interlocutor says; we are just waiting for him to finish his speech, so that we can say our own, and affirm it until the end. Instead, we learn to put ourselves in a state of
  • Active listening: the words of others should not only be heard acoustically, but accepted carefully.
  • Attention to compulsion: wanting to have the last word is often a reflex automatism behind which is hidden insecurity, not feeling authoritative. If we reinforce self-esteem, then, we can probably do without pride.
  • Accept plurality: we can also think we are right in a debate, but it is not said that it should end with a “winner” or a clear and unequivocal conclusion. Indeed, the best dialogues – except those in which something must be decided – are often those from the “open end”, which have a dynamic incompleteness, capable of giving rise to other reflections.
  • Eye to context: intellectual pride blinds and prevents non-verbal signals from being noticed. We pay attention to the context and the situation of the interlocutor: we could be right in theoretical terms, but he may live a concrete reality different from ours.
  • Don’t use the ready-theories: we do not reason for pre-packaged theories. We assume that fixed opinions are risky and that truth is always changing.

SOURCE: Riza

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