Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for novembre 2018

L’alloro è un ottimo rimedio naturale dalle proprietà antisettiche, digestive e stimolanti; efficace contro i dolori articolari e muscolo-tensivi, difende dagli sbalzi di temperatura e anche dalle punture d’insetti.

 

Benefici dell’alloro

L’Alloro è una pianta della famiglia Lauraceae diffusa nelle zone a clima mediterraneo e nota soprattutto come pianta aromatica da usare in cucina per insaporire le carni, ma questo bel sempreverde vanta anche notevoli proprietà salutari.

Greci e Romani lo consideravano sacro ad Apollo, padre di Esculapio – dio della medicina –  e ne usavano le fronde per incoronare poeti e condottieri, come simbolo di sapienza e gloria. Ancora oggi gli studenti che raggiungono la laurea, così come i poeti e gli atleti vittoriosi nell’antichità, vengono cinti con una corona di alloro posta sopra la fronte, divenendo così “laureati”.

I principi attivi dell’alloro

Le foglie di alloro sono ricche di principi attivi, tra cui eugenolo e limonene dalle proprietà antisettiche, antiossidanti e digestive, sali minerali (potassio, rame, calcio, manganese, ferro, selenio, zinco e magnesio) e vitamine, in particolare acido folico, provitamina A benefica per la salute di occhi, pelle e mucose e vitamine del gruppo B, utili per il sistema nervoso, la pelle e il metabolismo. Inoltre contiene vitamina C, potente antiossidante, antinfiammatorio e disinfettante naturale, capace di stimolare il sistema immunitario e contrastare le infiammazioni e le degenerazioni cellulari.

La tisana di alloro risolve i disturbi digestivi

Il grande campo di applicazione dell’alloro sono i disturbi digestivi e le intossicazioni alimentari. Quando lo stomaco sembra incapace di digerire anche solo un bicchiere d’acqua e gli alimenti stazionano nell’addome, fermentando e producendo gonfiore, mal di stomaco, intossicazione, emicranie e senso di spossatezza, puoi ricorrere a una tisana preparata versando un cucchiaino di foglie d’alloro seccate in una tazza d’acqua; lascia riposare per qualche minuto, poi filtra e bevi: il suo potere antifermentativo, digestivo e stimolante sgombra lo stomaco, restituisce energia al corpo e schiarisce la mente.

L’infuso di alloro: foglie fresche e bacche contrasta i disturbi respiratori

Benché sia noto principalmente come pianta digestiva, l’alloro possiede anche una notevole proprietà espettorante e diaforetica, utile in tutti i casi di febbre, stati influenzali e congestione delle vie respiratorie per stimolare la sudorazione e favorire l’espulsione del catarro bronchiale. In caso di tosse, febbre e influenza assumi due volte al giorno un infuso di alloro. Per prepararlo poni in una tazza di acqua bollente due o tre foglie fresche d’alloro sminuzzate, lascia riposare 6 minuti, poi filtra e bevi, addolcendolo con un cucchiaino di miele di limone.

Le proprietà dell’olio essenziale di alloro

Le foglie dell’alloro contengono un olio essenziale dalle notevoli proprietà antibiotiche, antiparassitarie, antiputrefattive, digestive, stimolanti, antisettiche, sedative, ipotensive, sudorifere, stomachiche, antireumatiche ed  espettoranti, da tenere sempre a portata di mano. Ecco come usarlo:

  • Per favorire una buona digestione versa 5 gocce di olio essenziale di alloro in un diffusore aromatico per ambienti durante i pasti principali, oppure aspirane l’aroma direttamente dalla boccetta.
  • Contro pesantezza di stomaco, emicrania digestiva o sonnolenza post-prandiale, diluisci 5 gocce di olio essenziale di alloro in un cucchiaio di olio di mandorle dolci e friziona delicatamente, con un movimento circolare in senso orario, la zona del plesso solare e le tempie.
  • Per disinfettare da virus e batteri l’aria della stanza in cui soggiorni versa in un brucia-essenze qualche goccia di olio essenziale di alloro.

L’oleolito di bacche d’alloro

Con le bacche fresche di alloro si prepara un oleolito dall’azione antinfiammatoria, miorilassante e antidolorifica, da applicare localmente per contrastare dolori reumatici o muscolari, traumi di varia natura, ecchimosi e per facilitare la ripresa funzionale delle articolazioni dopo le ingessature. L’oleolito di bacche d’alloro è anche un eccellente rimedio da applicare sulla cute per tenere lontane le zanzare. Applicato sui capelli prima dello shampoo e lasciato in posa venti minuti, rende la chioma più forte e lucente.

Come preparare l’oleolito di bacche d’alloro

Per preparare l’oleolito di alloro pestare in un mortaio 40 gr di bacche fresche, versarle in un contenitore di vetro scuro a chiusura ermetica, aggiungere 300 ml di olio d’oliva fino a ricoprirle, chiudere e posizionare il vaso vicino ad una fonte di calore, lasciandolo riposare per un mese. Successivamente conservare il vaso in luogo fresco e al riparo dalla luce solare, filtrandone una piccola quantità al momento dell’utilizzo.

L’alloro in cucina

L’abitudine di usare foglie di alloro per cucinare arrosti e bolliti è più antica della nostra tradizione culinaria ma la ragione di questa pratica non origina tanto dalla volontà di migliorare il gusto delle carni, quanto dalle qualità medicamentose delle foglie.

Non a caso Greci e Romani le usavano già per la sua capacità di contrastare la degenerazione dei cibi: in un’epoca in cui non esistevano i frigoriferi e le moderne tecniche di conservazione era ovviamente importante assicurarsi che le carni da mettere in tavola non si guastassero e allo scopo si raccomandava di avvolgerle in foglie di alloro fresco prima e durante la cottura.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Laurel is an excellent natural remedy with antiseptic, digestive and stimulating properties; effective against joint and muscle-tension pains, it protects from temperature changes and even insect bites.

Benefits of the laurel

The Laurel is a plant of the Lauraceae family widespread in areas with Mediterranean climate and is known above all as an aromatic plant to be used in cooking to flavor meat, but this beautiful evergreen also boasts significant health properties. Greeks and Romans considered it sacred to Apollo, the father of Aesculapius – god of medicine – and used its foliage to crown poets and leaders, as a symbol of wisdom and glory. Even today, students who reach the degree, as well as poets and athletes victorious in antiquity, are encircled with a laurel wreath placed over the forehead, thus becoming “graduates”.

The active ingredients of laurel

The bay leaves are rich in active ingredients, including eugenol and limonene with antiseptic, antioxidant and digestive properties, mineral salts (potassium, copper, calcium, manganese, iron, selenium, zinc and magnesium) and vitamins, in particular folic acid, provitamin A beneficial for the health of eyes, skin and mucous membranes and B vitamins, useful for the nervous system, skin and metabolism. It also contains vitamin C, a powerful antioxidant, anti-inflammatory and natural disinfectant, capable of stimulating the immune system and counteracting inflammation and cellular degeneration.

The laurel infusion solves digestive disorders

The great field of application of the gold is digestive disorders and food poisoning. When the stomach seems unable to digest even a glass of water and the foodstuffs are stationed in the abdomen, fermenting and producing swelling, stomach ache, intoxication, headaches and exhaustion, you can resort to a herbal tea prepared by pouring a teaspoon of leaves dried laurel in a cup of water; leave for a few minutes, then filter and drink: its anti-fermentation, digestive and stimulating power clears the stomach, restores energy to the body and clears the mind.

The infusion of bay leaves: fresh leaves and berries counteracts respiratory disorders

Although it is mainly known as a digestive plant, laurel also has a remarkable expectorant and diaphoretic properties, useful in all cases of fever, flu states and respiratory congestion to stimulate sweating and promote the expulsion of bronchial catarrh. In case of cough, fever and flu take a laurel infusion twice a day. To prepare it, place in a cup of boiling water two or three fresh chopped bay leaves, let it rest for 6 minutes, then filter and drink, sweetening it with a teaspoon of lemon honey.

The properties of the bay essential oil

The laurel leaves contain an essential oil with remarkable antibiotic, antiparasitic, antiputrefactive, digestive, stimulating, antiseptic, sedative, hypotensive, sudoriferous, stomachic, anti-rheumatic and expectorant properties, to keep close at hand. Here’s how to use it:

  • To encourage a good digestion pour 5 drops of essential oil of laurel in an aromatic diffuser for environments during the main meals, or aspirate the aroma directly from the bottle.
  • Against stomach heaviness, digestive migraine or post-prandial drowsiness, dilute 5 drops of bay essential oil in a tablespoon of sweet almond oil and gently fry, with a circular movement in a clockwise direction, the solar plexus area and the temples.
  • To disinfect from viruses and bacteria the air in the room in which it stays pour a few drops of essential oil of laurel into a burn-essences.

The laurel berry oleolite

With the fresh laurel berries, an anti-inflammatory, muscle-relaxing and pain-relieving oleolite is prepared, to be applied locally to counter rheumatic or muscular pains, traumas of various kinds, bruises and to facilitate functional recovery of joints after casting. The laurel berry oil is also an excellent remedy to be applied on the skin to keep mosquitoes away. Applied to the hair before shampooing and left in place for twenty minutes, it makes the hair stronger and lighter.

How to prepare the laurel berry oil

To prepare the bay laurel oil, crush 40 g of fresh berries in a mortar, pour into a tightly sealed dark glass container, add 300 ml of olive oil to cover them, close and place the vase near a source of heat, leaving it to rest for a month. Then store the jar in a cool place away from sunlight, filtering a small amount at the time of use.

Laurel in the kitchen

The habit of using bay leaves to cook roasts and boiled meat is more ancient than our culinary tradition but the reason for this practice does not originate so much from the desire to improve the taste of meat, but the medicinal qualities of the leaves. It is no coincidence that the Greeks and Romans already used them for its ability to counter the degeneration of food: in an age when there were no refrigerators and modern preservation techniques it was obviously important to make sure that the meat to be put on the table did not spoil. and for this purpose it was recommended to wrap them in fresh bay leaves before and during cooking.

SOURCE: Riza

Read Full Post »

Non tutti sanno che le fibre alimentari sfiammano il cervello e l’intestino e ringiovaniscono il cervello

Alcuni studi hanno evidenziato che le cellule immunitarie del cervello, dette microglia, con l’età si infiammano.

L’infiammazione cronica del cervello produce sostanze che ne compromettono le funzioni cognitive e motorie.

Per ritardare questo processo esiste un rimedio : utilizzare una dieta ricca di fibre alimentari.

 

 

PICCOLA RASSEGNA SULLE FIBRE ED I SUOI BENEFICI.

BENEFICI DELLE FIBRE

  • Riducono l’assimilazione delle calorie
  • prevengono patologie come la diverticolosi
  • prevenzione dell’ulcera gastrica e cancro al colon 
  • favoriscono la crescita dei microorganismi buoni  ( funzione prebiotica )dell’intestino ( Microbiota )
  • detossificano da tossici ( metalli pesanti, sostanze cancerogene, ecc, )
  • riducono il colesterolo ed aumentano il senso di sazietà
  • riducono la fermentazione per azione meccanica e riducono l’assorbimento degli zuccheri riducendo l’indice glicemico.

 

FIBRE SOLUBILI E INSOLUBILI, QUALI SONO PiÙ UTILI PER L’INTESTINO?

Le fibre insolubili sono quelle più utili per l’intestino, per i benefici sopra descritti.

Sono fonte di fibre insolubili la maggior parte dei cereali integrali, crusche di frumento, segale, frutta e verdura.

Le fibre solubili tendono  a rallentare il transito intestinale e lo svuotamento gastrico.

Tendono a creare un composto “gelatinoso” nell’intestino rendendo le feci viscose e rallentano il transito.

Tale proprietà è definita chelante.

In compenso il gel che si forma interferisce con l’assorbimento degli zuccheri e grassi abbassando il colesterolo.

 

ATTENZIONE ALLA GIUSTA QUANTITÀ

I due tipi di fibre vanno utilizzate con moderazione e la giusta quantità.

Una dieta troppo ricca di fibre porterebbe a fermentazione eccessiva ( meteorismo ), diarrea. crampi, ecc.

Una dieta a basso contenuto di fibre ( colite o malattie intestinali infiammatorie croniche ) diminuisce i benefici sopra descritti.

La giusta quantità da assume la stabilisce il  nutrizionista in base alle necessità della persona .

 

ALIMENTI RICCHI DI FIBRE

  • fagioli, ceci, fave, piselli, mais, lenticchie, datteri, ecc.
  • frumento duro e tenere, frumento di crusca, orzo perlato, farina di frumento integrale, di segale, di soia, avena, ecc.
  • frutta e verdure : prugne secche, carciofi, finocchio, carote, melanzane, barbabietola, cavoli, mele cotogne, avocado, kiwi, pere, lamponi, ecc.
  • frutta secca : arachidi, mandorle, noci, nocciole, pistacchi, 
  • cioccolato fondente.

 

IN CHE MODO LA FIBRA ALIMENTARE RIDUCE L’INFIAMMAZIONE DEL CERVELLO NELL’INVECCHIAMENTO ?

La fibra alimentare favorisce la crescita di microrganismi buoni nell’intestino.

I batteri buoni ed i loro enzimi attraverso un processo di fermentazione delle fibre producono alcune sostanze benefiche.

Le fermentazioni principali sono quella dell’acido lattico e dell’acido butirrico.

i lattobacilli scindono il glucosio in acido lattico ed in acido butirrico.

L’acido lattico, insieme ad altre sostanze, come perossido di idrogeno e battericine fungono da antibatterici e mantengono in equilibrio il pH intestinale.

L’acido butirrico ha delle proprietà eccezionale e funzioni particolari.

Il Buttirrato  ( SCFA : acido grasso a catena corta ) si è dimostrato interessante perché ha proprietà antinfiammatorie sulla microglia, le cellule immunitarie del cervello.

La proprietà interessante è che il Butirrato inibisce la produzione di sostanze dannose da parte della microglia.

Una di queste sostanze chimiche è l’interleuchina 1𝛃, associata anche alla malattia di Alzheimer.

Uno studio pubblicato su Nature dimostra che il Butirrato funge da “interruttore” epigenetico del sistema immunitario.

Attraverso l’induzione della produzione di Cellule T regolatore dell’intestino.

Le cellule T regolatorie “contengono” la risposta infiammatoria e le malattie autoimmuni.

 Tale scoperta fornisce la possibilità di utilizzare il Butirrato come terapia per le malattie infiammatorie intestinali ( IBD ).

È anche fonte di energia per le cellule di rivestimento della parete intestinale. 

IL Butirrato ha azione antinfiammatoria anche a livello sistemico.

L’infiammazione cronica di basso grado sistemica ( Il Killer Silente ) è associata ad un aumento di rischio di insulina resistenza.

Si ritiene che il Butirrato e gli altri grassi a catena corta ( SCFA ) abbiano un effetto antinfiammatorio intestinale perché antagonizza la traduzione NF-kβ

Lo studio ha evidenziato che il Butirrato, esaminando circa 50 geni unici della microglia, riduceva il profili infiammatorio del cervello degli adulti.

Oltre l’infiammazione cerebrale migliorava la cognizione ed il comportamento.

Non a caso gli adulti consumano circa il 40% di fibre in meno rispetto ai giovani.

 

QUALI STRATEGIE ADOTTARE PER MIGLIORARE L’INTESTINO ED IL CERVELLO ?

  • Alimentazione ricca di fibre 
  • Alimentazione antinfiammatoria ed antistaminica per abbassare l’infiammazione locale ( intestino ) e sistemica.
  • Da preferire gli alimenti di provenienza biologica o biodinamica, privi di conservanti e/o coloranti, additivi, metalli e pesticidi.
  • Prevenire Intolleranze e/o allergie alimentari
  • Alimentazione Bio-Energetica ; curarsi con gli alimenti ad alta “vibrazione”.
  • Dieta a rotazione, variare il più possibile gli alimenti ( previene anche le intolleranze eventuali ) 
  • Liberare le emozioni viscerali con esercizi di grounding e, sopratutto, respirazione bioenergetica.
  • Ridurre l’ansia e la depressione, patologie che spesso vengono somatizzate nell’intestino con lavori di bioenergetica.
  • Fare esercizio fisico

 

 Non siamo  in grado di consumare acido butirrico ( Butirrato o Butirrato di sodio ) a causa del suo odore molto sgradevole.

Da diversi anni esistono in commercio dei prodotti che contengono Calcio Butirrato sotto forma di compresse per uso orale.

Tali compresse, assunte sotto controllo medico, danno la possibilità di introdurre la dose raccomandato di Butirrato.

Ad esse si possono associare  anche i Bifidobatteri che aiutano la produzione degli acidi grassi a catena corta nell’intestino.

Inoltre, i Bifidobatteri ostacolano la colonizzazione dell’intestino da parte di batteri patogeni e lieviti.

Producono acido lattico ed acetico che regolano il pH intestinale.

Inibizione dei batteri che riducono i nitrati provenienti dalla dieta in nitriti.

Migliorano la funzionalità intestinale e contrastano la costipazione.

 

FONTE: Dr Mario Nigro

 

(ENGLISH VERSION)

Not everyone knows that dietary fibers blur the brain and intestines and rejuvenate the brain

Some studies have shown that the immune cells of the brain, called microglia, become inflamed with age.

Chronic inflammation of the brain produces substances that compromise cognitive and motor functions.

To delay this process there is a remedy: use a diet rich in dietary fiber.

SMALL REVIEW ON THE FIBERS AND ITS BENEFITS.

FIBER BENEFITS

They reduce the assimilation of calories
prevent pathologies such as diverticulosis
prevention of gastric ulcer and colon cancer
promote the growth of good microorganisms (prebiotic function) of the intestine (Microbiota)
detoxify from toxic (heavy metals, carcinogens, etc.)
they reduce cholesterol and increase the sense of satiety
reduce fermentation by mechanical action and reduce the absorption of sugars by reducing the glycemic index.

SOLUBLE AND INSULATED FIBERS, WHICH ARE MORE USEFUL FOR THE INTESTIN?

The insoluble fibers are the most useful for the intestine, for the benefits described above.

Most of the whole grains, wheat bran, rye, fruit and vegetables are sources of insoluble fiber.

Soluble fibers tend to slow down intestinal transit and gastric emptying.

They tend to create a “gelatinous” compound in the intestine, making viscous stools and slowing down the transit.

This property is called chelating.

On the other hand, the gel that is formed interferes with the absorption of sugars and fats, lowering cholesterol.

ATTENTION TO THE RIGHT QUANTITY

The two types of fibers should be used in moderation and the right quantity.

A diet too rich in fiber would lead to excessive fermentation (meteorism), diarrhea. cramps, etc.

A low-fiber diet (colitis or chronic inflammatory bowel disease) decreases the benefits described above.

The right amount to be assumed establishes the nutritionist according to the needs of the person.

FIBER RICH FOODS

beans, chickpeas, beans, peas, corn, lentils, dates, etc.
durum wheat and soft wheat, bran wheat, pearl barley, whole wheat flour, rye, soy, oats, etc.
fruits and vegetables: prunes, artichokes, fennel, carrots, aubergines, beets, cabbages, quinces, avocados, kiwis, pears, raspberries, etc.
dried fruit: peanuts, almonds, walnuts, hazelnuts, pistachios,
dark chocolate.

HOW DOES THE FOOD FIBER REDUCE THE INFLAMMATION OF THE BRAIN IN THE AGING?

Dietary fiber promotes the growth of good microorganisms in the intestine.

The good bacteria and their enzymes through a process of fermentation of the fibers produce some beneficial substances.

The main fermentations are lactic acid and butyric acid.

lactobacilli split glucose into lactic acid and butyric acid.

Lactic acid, together with other substances, such as hydrogen peroxide and bactericins, act as antibacterial agents and keep intestinal pH in balance.

Butyric acid has exceptional properties and particular functions.

The Buttirrato (SCFA: short-chain fatty acid) has proved interesting because it has anti-inflammatory properties on the microglia, the immune cells of the brain.

The interesting property is that Butirrato inhibits the production of harmful substances by the microglia.

One of these chemicals is interleukin 1β, also associated with Alzheimer’s disease.

A study published in Nature shows that Butyrate acts as an epigenetic “switch” of the immune system.

Through the induction of the production of T-cell regulator of the intestine.

Regulatory T cells “contain” the inflammatory response and autoimmune diseases.

This discovery provides the possibility of using Butyrate as a therapy for inflammatory bowel disease (IBD).

It is also a source of energy for cells lining the intestinal wall.

IL Butirrato has anti-inflammatory action even at a systemic level.

Chronic systemic low-grade inflammation (The Silent Killer) is associated with an increased risk of insulin resistance.

Butyrate and other short-chain fats (SCFA) are believed to have an intestinal anti-inflammatory effect because they antagonize NF-kβ translation

The study showed that Butyrate, by examining about 50 unique microglia genes, reduced the inflammatory profiles of adults’ brains.

Beyond cerebral inflammation, cognition and behavior improved.

It is no coincidence that adults consume about 40% less fiber than young people.

WHAT STRATEGIES TO ADOPT TO IMPROVE THE INTESTINES AND THE BRAIN?

  • Feeding rich in fibers
  • Anti-inflammatory and antihistamine power to lower local (intestinal) and systemic inflammation.
  • Food from biological or biodynamic sources, without preservatives and / or dyes, additives, metals and
  • pesticides should be preferred.
  • Prevent food intolerances and / or allergies
  • Bio-energetic feeding; take care of high-vibration foods.
  • Rotating diet, vary food as much as possible (also prevents any intolerances)
  • Free the visceral emotions with grounding exercises and, above all, bioenergetic breathing.
  • Reduce anxiety and depression, diseases that are often somatised in the intestine with bioenergetics.
  • Exercise

We are not able to consume butyric acid (Butyrate or sodium butyrate) because of its very unpleasant odor.

For several years, products containing calcium butyrate in the form of tablets for oral use exist on the market.

These tablets, taken under medical supervision, give the possibility to introduce the recommended dose of Butirrato.

Bifidobacteria that help the production of short-chain fatty acids in the intestine can also be associated with them.

Furthermore, Bifidobacteria hinder the colonization of the intestine by pathogenic bacteria and yeasts.

They produce lactic and acetic acid which regulate the intestinal pH.

Inhibition of bacteria that reduce nitrates from the diet into nitrites.

Improve intestinal function and counteract constipation.

 

SOURCE: Dr Mario Nigro

Read Full Post »

Ti piace sgranocchiare qualcosa tra un pasto e l’altro ma vuoi anche perdere qualche chilo. Cosa puoi fare? Abbiamo la soluzione per te!

 

I pistacchi non solo ti aiutano a perdere peso, ma fanno bene anche a cuore e nervi. Inoltre, dati i loro valori nutrizionali, possono davvero essere definiti un “supercibo”.

I pistacchi aiutano nella dieta

A molte persone piace sgranocchiare qualche pistacchio tra un pasto e l’altro ma, a causa dei loro alti valori calorici, si dice facciano ingrassare. Tuttavia, gli scienziati hanno scoperto che i pistacchi sono un vero super cibo. Se da una parte sono molto salutari, dall’altra contengono 600 calorie per 100 grammi.

Degli scienziati americani hanno scoperto che i pistacchi non solo non fanno ingrassare ma sono di grande supporto alle diete, visto che il nostro corpo non usa gran parte degli acidi grassi in essi contenuti. Inoltre, i pistacchi contengono molte fibre e proteine, che riducono la fame e non ti fanno mangiare snack poco sani.

Visto che i pistacchi vanno sgusciati, vanno mangiati più lentamente e ciò ti permette di rendersi conto della propria sazietà e impedendo quindi di mangiare troppo. Se sei sovrappeso non devi abbandonare per sempre i pistacchi, basta solo non esagerare.

Gli effetti positivi dei micronutrienti

I pistacchi non contengono solo grassi ma sono anche ricchi di potassio, ferro, diverse vitamine, acido folico e fibre, quindi fanno benissimo al nostro corpo. Inoltre, data la quantità di vitamina B in essi contenuta, aiutano a rafforzare le terminazioni nervose e permettono anche di prevenire le malattie cardivascolari e il cancro. Inoltre, aiutano la digestione con le fibre.

I pistacchi sono fortemente consigliati alle donne incinta perché sono ricchi di acido folico.

Informazioni interessanti sui pistacchi

I pistacchi non fanno parte della famiglia delle noci. Anche tu sei sopreso vero? In realtà sono frutta a nocciolo! Possono essere raccolti solamente a mano, ecco perché costano tanto.

A cosa fare attenzione quando si comprano i pistacchi

La grande quantità di proteine e grassi contenuti nei pistacchi li rende facilmente attaccabili dalle muffe. Attento quando li compri:

  • I pistacchi dovrebbero essere di un bel verde brillante.
  • Compra pistacchi non sgusciati. In questo modo sarai sicuro che non sono danneggiati e dovrai mangiarli più lentamente.
  • Fai attenzione all’odore e all’aspetto del frutto: non devono puzzare né avere tracce di muffa.
  • Dopo aver aperto la confezione, consumala in fretta o conservala in un luogo fresco.

I modi migliori per gustarli

I pistacchi possono essere mangiati in molti modi oltre che al naturale: puoi trovarli come ingrediente nel pesto, nel formaggio, nelle salsicce e nell’olio e possono insaporire ogni piatto.

Tuttavia, gli effetti positivi dei pistacchi sulla dieta si annullano se li si mangia con olio o zucchero.

 

FONTE: Apost

 

(ENGLISH VERSION)

You like to nibble something between one meal and another but you also want to lose a few pounds. What can you do? We have the solution for you! Pistachios not only help you lose weight, but also good for your heart and nerves. Moreover, given their nutritional values, they can really be called a “supercibo”.

Pistachios help in the diet

Many people like to munch some pistachios between one meal and another but, because of their high caloric values, they are said to be ingressed. However, scientists have discovered that pistachios are a real super food. While they are very healthy, on the other hand they contain 600 calories per 100 grams.

American scientists have discovered that pistachios not only do not make you fat but are also very supportive of diets, since our body does not use much of the fatty acids they contain. In addition, pistachios contain many fibers and proteins, which reduce hunger and do not make you eat unhealthy snacks. Since pistachios should be peeled, they should be eaten more slowly and this allows you to become aware of your satiety and therefore prevent you from eating too much. If you are overweight you should not abandon pistachios forever, just do not overdo it.

The positive effects of micronutrients

Pistachios do not only contain fats but are also rich in potassium, iron, various vitamins, folic acid and fiber, so they are excellent for our body. Moreover, given the amount of vitamin B they contain, they help strengthen nerve endings and also prevent cardivascular diseases and cancer. In addition, they help digestion with the fibers.

Pistachios are strongly recommended for pregnant women because they are rich in folic acid.

Interesting information on pistachios

Pistachios are not part of the walnut family. Even you are overcome, right? In reality they are stone fruit! They can only be collected by hand, which is why they cost a lot.

What to watch out for when buying pistachios

The large amount of proteins and fats contained in pistachios make them easily attacked by molds. Careful when you buy them:

  • Pistachios should be of a beautiful bright green.
  • Buy unshelled pistachios. In this way you will be sure that they are not damaged and you will have to eat them more slowly.
  • Pay attention to the smell and the appearance of the fruit: they must not stink or have any trace of mold.
  • After opening the package, consume it quickly or store it in a cool place.

The best ways to enjoy them

Pistachios can be eaten in many ways as well as natural: you can find them as an ingredient in pesto, cheese, sausages and oil and can flavor every dish.

However, the positive effects of pistachios on the diet are canceled if you eat them with oil or sugar.

 

SOURCE: Apost

Read Full Post »

Lo sostiene uno studio guidato dall’Istituto di ricerca medica QIMR Berghofer, in Australia, su 400.000 persone.

 

LA PASSIONE per il caffè sarebbe scritta nel DNA: infatti nonostante l’uomo sia programmato per associare il gusto dell’amaro a un potenziale pericolo, alcuni geni ci rendono più o meno sensibili a questo sapore e modificano le nostre preferenze per caffè, the e alcol.

Lo sostiene uno studio guidato dall’Istituto di ricerca medica QIMR Berghofer, in Australia, e pubblicato sulla rivista Scientific Reports, che ha coinvolto più di 400.000 partecipanti.

I ricercatori, guidati da Jue-Sheng Ong e Liang-Dar Hwang, hanno analizzato le varianti genetiche associate alla percezione di tre diverse sostanze amare:

  • il propiltiouracile o Prop, usato anche come farmaco antitiroideo,
  • il chinino, che ha proprietà antimalariche, antipiretiche e analgesiche, e
  • la caffeina.

Per valutare gli effetti della diversa percezione dell’amaro sul consumo di caffè, the e alcol sono state coinvolte più di 400.000 persone grazie alla UK Biobank, una biobanca del Regno Unito.

I ricercatori hanno scoperto che una maggiore sensibilità all’amaro della caffeina, dovuta alla presenza di specifici geni, è associata con un maggiore consumo di caffè e ad una maggiore probabilità di essere bevitori appassionati di questa bevanda.

Invece la sensibilità più alta per Prop e chinino porta a consumare più the e meno caffè.

Per quanto riguarda l’alcol, la ricerca ha chiarito che la maggiore percezione del Prop è associata a consumi più bassi, mentre le altre due sostanze sembrano non avere influenze particolari

 

FONTE: Salute della Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

This is supported by a study led by the Medical Research Institute QIMR Berghofer, in Australia, on 400,000 people.

PASSION for coffee would be written in the DNA: in fact, although the man is programmed to associate the taste of bitter with a potential danger, some genes make us more or less sensitive to this flavor and change our preferences for coffee, tea and alcohol. This is supported by a study led by the QIMR Berghofer Medical Research Institute, in Australia, and published in the journal Scientific Reports, which involved more than 400,000 participants.

The researchers, led by Jue-Sheng Ong and Liang-Dar Hwang, analyzed the genetic variants associated with the perception of three different bitter substances: propiltiouracil or Prop, also used as an antithyroid drug, quinine, which has antimalarial, antipyretic and analgesics, and caffeine. To assess the effects of the different perception of bitter on the consumption of coffee, tea and alcohol, more than 400,000 people have been involved thanks to the UK Biobank, a UK biobank. Researchers have found that a greater sensitivity to the bitterness of caffeine, due to the presence of specific genes, is associated with a higher consumption of coffee and a greater likelihood of being passionate drinkers of this drink. On the other hand, the higher sensitivity for Prop and quinine leads to consuming more and less coffee. As for alcohol, research has clarified that the increased perception of prop is associated with lower consumption, while the other two substances seem to have no particular influence.

 

SOURCE: Salute della Repubblica

Read Full Post »

L’elisir di lunga vita? Il minestrone. Perché, “nell’insieme degli ingredienti che si mescolano in cottura, ci sono tutte le proprietà per vivere bene e a lungo”.

 

Ne è convinto Roberto Pili, medico ricercatore e presidente della Comunità Mondiale della Longevità che per portare avanti la teoria, illustrata recentemente anche a Minsk in Bielorussia, è andato a studiare le abitudini alimentari dei quasi 500 centenari che vivono in Sardegna. Con i territori e i loro abitanti (compresi coloro che hanno vissuto la guerra) che si sono trasformati in laboratori a cielo aperto.

Ad accomunare tutte le storie il cibo “semplice ma ricco”. Che non è rappresentato, chiarisce Pili, dal “porcetto arrosto o dalla panada (una sorta di calzone con dentro carne d’agnello e piselli o anguille), tipici delle festività» ma da un prodotto comune e senza elaborazioni: il minestrone sardo. L’elemento che caratterizza la quotidianità.

«Un pasto unico composto da legumi, patate, erbe, radici e qualche tocchetto di carne – chiarisce – ricco di essenze e profumi, proteine e carboidrati per quella che viene definita una sorta di “fucina alchemica di prodotti salutari”».

 

Una sorta di marcia in più in grado di garantire le energie necessarie per superare le fatiche di una giornata trascorsa sui campi.

«Possiamo dire che, per la loro importanza e ricchezza, si tratta di una sorta di centrali nucleari di antiossidanti e vitamine, profumi e gusto capaci di farci vivere bene».

Un esempio?

«Il nostro metabolismo per poter funzionare al meglio ha bisogno di almeno 25-30mila molecole. Ebbene in questi minestroni ci sono tutti questi elementi capaci di farlo funzionare dando il giusto apporto nutritivo».

La rivoluzione alimentare, che si lega a un’adeguata attività fisica funzionale, almeno per chi studia la longevità, guarda al passato e alla tradizione agropastorale.

No alle diete penitenziali

«Naturalmente, in chiave moderna, tutto deve essere rivisto con i dovuti accorgimenti – argomenta Pili – perché oggi non si ha il tempo per far cuocere cinque ore una zuppa o un minestrone e non si può andare in campagna a prendere radici o erbe».

Bando, a sentire il medico ricercatore, inoltre alle diete penitenziali e «all’idea che la rinuncia alimentare possa essere utile».

«La salute non viene con le privazioni. Il cibo deve essere nutriente e gustoso. Diciamo pure che è necessario mangiare in maniera sobria alimentandosi con cibi nutrienti».

Come il minestrone, piatto unico ma ricco di elementi e considerato «uno degli artefici della salute e della longevità da record dei sardi».

L’alimento

«per tutte le fasi del ciclo di vita, essendo in grado di generare benessere e di tenere a freno le più frequenti malattie dell’invecchiamento».

 

FONTE: Salute del Sole 24 Ore (Davide Madeddu)

 

(ENGLISH VERSION)

The long life elixir? Vegetable soup. Because, “in the combination of ingredients that are mixed in cooking, there are all the properties to live well and for a long time”. Roberto Pili, a research doctor and president of the World Community of Longevity, is convinced of this. He went on to study the eating habits of the nearly 500 centenarians living in Sardinia to carry out the theory, recently illustrated also in Minsk in Belarus. With the territories and their inhabitants (including those who lived through the war) who turned into open-air laboratories.

To unite all stories the “simple but rich” food. Which is not represented, explains Pili, from “roast suckling pig or panada (a sort of calzone with lamb meat and peas or eels), typical of the holidays” but from a common product and without elaboration: Sardinian minestrone. The element that characterizes everyday life. “A unique meal consisting of vegetables, potatoes, herbs, roots and a few pieces of meat – clarifies – rich in essences and aromas, proteins and carbohydrates for what is called a sort of” alchemical forge of healthy products “».

A sort of extra gear that can guarantee the energy needed to overcome the efforts of a day spent on the fields. “We can say that, because of their importance and wealth, it is a sort of nuclear power plants of antioxidants and vitamins, perfumes and taste capable of making us live well”. An example? “Our metabolism in order to function at its best needs at least 25-30 thousand molecules. Well in these minestrone there are all these elements capable of making it work giving the right nutritional contribution ». The food revolution, which is linked to an adequate functional physical activity, at least for those who study longevity, looks to the past and to the agro-pastoral tradition.

No to penitential diets

“Of course, in a modern way, everything must be reviewed with the necessary precautions – argues Pili – because today you do not have the time to cook five hours a soup or a soup and you can not go to the countryside to take roots or herbs”. Announcement, to hear the research doctor, in addition to penitential diets and “the idea that food renouncement can be useful”. “Health does not come with deprivation. The food must be nutritious and tasty. Let’s say that it is necessary to eat sober feeding with nutritious foods “. Like the minestrone, a unique dish rich in elements and considered “one of the architects of Sardinian health and record longevity”. The food “for all phases of the life cycle, being able to generate well-being and to curb the most frequent diseases of aging”.

 

SOURCE: Salute del Sole 24 Ore (Davide Madeddu)

Read Full Post »

A sostenerlo uno studio su un gruppo di sportivi. Meditando regolarmente, non ha avuto il tradizionale calo dell’attività fisica durante l’autunno.

 

COME contrastare la pigrizia che, all’arrivo dell’inverno, sembra trasformarci tutti in Oblomov?

La risposta, a sorpresa, è meditare. Per contrastare l’atroce indolenza novembrina solo un “Om” ci salverà.

A dichiararlo è uno studio dei ricercatori dell’Università del Wisconsin-Madison, pubblicato sul Medicine & Science in Sports & Exercise.

L’obiettivo degli scienziati era trovare il modo per riuscire a mantenere, tra diverse categorie di persone, quel meraviglioso brio fisico (la corsetta al parco al mattino, la pratica yoga casalinga, le nuotate nel tempo libero) conquistato durante l’estate.

Si è quindi lavorato sulla consapevolezza ribaltando il concetto che meditare sia “solo” un esercizio mentale. Sono stati reclutati 49 uomini e donne, che non avevano mai meditato in passato, e dalla fine dell’estate è stato chiesto loro di indossare un monitor di attività per una settimana. E’ stato verificato con precisione quanto avevano camminato e quanto si muovevano durante il giorno.

Nel frattempo il gruppo ha imparato a meditare seguendo un programma standard di consapevolezza.

Come? Concentrandosi sulla partecipazione al momento presente e sul controllo su tutto il corpo. Il mix di concentrazione e sport è iniziato in settembre e terminato i primi giorni di novembre.

Ebbene i risultati hanno fortemente stupito gli scienziati:

sia le donne che gli uomini del gruppo sottoposto alla meditazione non erano così inattivi come la media della popolazione ai primi freddi. Perché? Neanche gli scienziati sono stati in grado di stabilire il motivo ma la connessione indubbiamente c’è.

“Forse – hanno dichiarato – questo tipo di programma ha accresciuto il senso d’integrazione delle persone con il corpo e il risultato è stato l’essere più consapevoli di sé”.

Un esempio per tutti: chi pratica yoga con regolarità è anche abituato a meditare e non sembra conoscere pigrizia: gli yogici si alzano infatti regolarmente al mattino presto ed eseguono sezioni di asana senza fermarsi per più di un’ora. Nel dubbio continueranno ad essere fatti studi in questa direzione per quantificare il rapporto tra meditazione e pigrizia.  

 

FONTE: Salute della Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

To support a study of a group of sportsmen. Meditating regularly, did not have the traditional decline in physical activity during the fall.

HOW to counteract the laziness that, at the arrival of winter, seems to turn us all into Oblomov? The answer, surprisingly, is to meditate. To counter the atrocious November indolence only an “Om” will save us. This is stated by a study by researchers at the University of Wisconsin-Madison, published in Medicine & Science in Sports & Exercise. The goal of the scientists was to find the way to maintain, among different categories of people, that wonderful physical brio (the park jog in the morning, the practice of home yoga, swimming in leisure) conquered during the summer. We then worked on awareness by overturning the concept that meditating is “only” a mental exercise. 49 men and women were recruited, who had never meditated in the past, and since the end of the summer they have been asked to wear an activity monitor for a week. It was verified precisely how much they had walked and how much they moved during the day.

In the meantime, the group has learned to meditate following a standard program of awareness. Such as? Focusing on participation in the present moment and on control over the whole body. The mix of concentration and sport started in September and ended the first days of November. Well, the results greatly amazed the scientists: both the women and the men of the group subjected to meditation were not as inactive as the average of the first cold population. Why? Not even scientists have been able to establish the reason but the connection undoubtedly exists. “Perhaps – they said – this type of program has increased the sense of integration of people with the body and the result was being more self-aware”. An example for all: those who practice yoga regularly are also used to meditate and do not seem to know laziness: the yogic people get up regularly in the early morning and perform sections of asanas without stopping for more than an hour. Doubts will continue to be studied in this direction to quantify the relationship between meditation and laziness.

SOURCE: Salute della Repubblica 

 

Read Full Post »

Sono cresciuto indossando le mie scarpe all’interno della casa, proprio come molte altre famiglie americane. Le mattinate erano naturalmente trascorse in calzini, ma una volta che le mie scarpe erano su, sono rimasti.

 

A meno che le mie scarpe non fossero visibilmente sporche o mi facessero male i piedi per averli indossati tutto il giorno, ero perfettamente soddisfatto da ragazzino, adolescente e adulto che girovagava per casa mia con le mie scarpe da ginnastica.
Ma tutto questo è cambiato quando mi sono trasferito in Germania.
Se non lo sapete, i tedeschi (e la maggior parte degli europei) non indossano le scarpe all’interno e potrebbero anche considerarlo irrispettoso se decidete di camminare in casa loro. Le scarpe da casa, o “Hausschuhe” in tedesco, ti salutano spesso quando apri la porta di una casa tedesca. Queste morbide pantofole sono pensate per essere indossate all’interno mentre le tue scarpe da strada restano riposte fino a quando non te ne vai.

“Perché gli americani indossano le scarpe dentro casa?” Mi è stata posta questa domanda più volte di quanto possa contare mio marito, colleghi e nuovi amici in Germania. Ad essere onesti, non potrei mai dare una risposta diretta sul perché, ma da allora ho imparato che la mia peculiare abitudine era in realtà dannosa per la mia salute.

I tedeschi, i giapponesi e molte altre culture che si astengono dall’indossare le scarpe stanno evitando qualcosa di molto grande: i batteri.
“Oh nooo, non batteri!” probabilmente stai pensando, ma ascoltami!
Le tue scarpe sono una calamita per E. coli, che la maggior parte delle persone associa a fiumi e laghi sporchi. Stai trascinando questi batteri nocivi nella tua casa dopo una giornata trascorsa camminando all’aperto sui marciapiedi e sui pavimenti disseminati di escrementi di uccelli, feci di cani e urina, solo per citarne alcuni.

Secondo studi recenti, le tue scarpe possono trasportare in media 442.000 tipi diversi di batteri, e tu trasferisci il 90-99% in casa quando indossi le scarpe.

E. coli (Escherichia coli) è un batterio che vive nel tuo intestino. Può portare a diarrea, problemi intestinali e infezioni del tratto urinario. I sintomi includono crampi addominali, diarrea, nausea e costante affaticamento. Puoi contrarre l’infezione semplicemente inghiottendo una piccola quantità di batteri E. coli, che ti circondano quando indossi le scarpe.

Inoltre, un recente studio condotto a Houston, in Texas, ha rilevato che il 25% delle scarpe delle persone portava un batterio nocivo chiamato C difficile (Clostridium difficile), che causa un’infiammazione pericolosa per la vita del colon. Questo batterio si è impadronito della scarpa di parchi, fast food e negozi commerciali, che hanno lasciato tracce nella loro casa.

Immagina un bambino che gira su un pavimento coperto di batteri dall’esterno, o improvvisamente si sente male allo stomaco e non sa da dove proviene. Terribile, vero?

Forse è il momento di provare le pantofole da casa e salvare te stesso e la tua famiglia dall’essere ammalati da qualcosa che potrebbe essere facilmente evitato. Indossare pantofole a casa mia è stato un adattamento facile, e non riesco nemmeno a immaginare di indossare ancora scarpe da ginnastica sul mio tappeto.

Indossi le pantofole nella tua casa?

Come ti senti rispetto a chi lo fa?

CONDIVIDI questo articolo e facci sapere i tuoi pensieri!

FONTE: Apost

 

(ENGLISH VERSION)

I grew up wearing my shoes inside the house, much like many other American families. Mornings were naturally spent in socks but once my shoes were on, they stayed on. Unless my shoes were visibly dirty or my feet hurt from wearing them all day, I was perfectly content as a kid, teenager, and adult trotting around my home in my sneakers. 
 

But this all changed when I moved to Germany. 
 

If you didn’t know, Germans (and most Europeans) do not wear their shoes inside, and may even view it as disrespectful if you decide to walk around their home in them. House shoes, or “Hausschuhe” in German, often greet you when you open the door to a German home. These soft slippers are meant to be worn inside while your street shoes stay stored away until you leave. 

“Why do Americans wear their shoes inside?” I’ve been asked this question more times than I can count by my husband, colleagues, and new friends in Germany. To be honest, I could never give a straight answer why, but I have since learned that my peculiar habit was actually detrimental to my health. 

Germans, the Japanese, and many other cultures that abstain from wearing their shoes inside are avoiding something very big: Bacteria. 
 

“Oh nooo, not bacteria!” you’re probably thinking, but hear me out! 
 

Your shoes are a magnet for E. coli, which most people associate with dirty rivers and lakes. You’re dragging this harmful bacteria into your home after a day of walking outside on sidewalks and floors littered with bird droppings, dog waste, and urine, just to name a few. According to recent studies, your shoes can carry an average of 442,000 different types of bacteria, which you transfer 90-99% of into your home when you wear your shoes inside. 

E. coli (Escherichia coli) is a bacterium that lives in your intestines. It can lead to diarrhea, intestinal problems, and urinary tract infections. Symptoms include abdominal cramps, diarrhea, nausea, and constant fatigue. You can get infected just by swallowing a small amount of the E. coli bacteria, which surrounds you when you wear your shoes inside. 

Furthermore, a recent study conducted in Houston, Texas found that 25% of people’s shoes carried a harmful bacteria called C difficile (Clostridium difficile), which causes life-threatening inflammation of the colon. This bacteria caught on to the shoe from parks, fast food restaurants, and commercial stores, which left traces in their home. 

Imagine a baby crawling around on a floor covered in bacteria from outside, or suddenly feeling sick to your stomach and not knowing where it came from. Gross, right? 

Perhaps it’s time to give house shoes a try and save yourself and your family from getting sick by something that could have been easily avoided. Wearing slippers around my home has been an easy adjustment, and I can’t even imagine wearing sneakers on my carpet again. 

Do you wear your shoes inside your home? How do you feel about the people who do? SHARE this article and let us know your thoughts! 

 

SOURCE: Apost

Read Full Post »

Older Posts »