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Archive for dicembre 2018

Il burro chiarificato e il Ghee sono più digeribili, nutrienti e più adatti in cottura rispetto al normale burro. Sono preparati secondo un processo antico di oltre cinquemila anni e si possono acquistare già pronti al supermercato oppure farli in casa a partire da un qualunque burro non salato.

Il Ghee si differenzia dal burro chiarificato per il procedimento di cottura diventando ancora migliore. Infatti il Ghee è parte integrante della medicina ayurvedica dove viene usato a scopo curativo e mescolato ad altre erbe medicinali per potenziarne l’effetto terapeutico.

Chi ha problemi con i latticini non avrà difficoltà digestive con il Ghee dato che è praticamente privo sia di lattosio che della caseina. La medicina ayurvedica sostiene che il Ghee allunga la vita perché agisce sui tessuti nervosi migliorando

  • la memoria,
  • l’intelligenza e
  • le funzioni cognitive.

Inoltre sostiene la digestione e promuove l’assorbimento dei nutrienti.

Cos’è il burro chiarificato

Il normale burro è composto per l80% di grassi e il 20% di acqua e solidi del latte che includono le proteine come la caseina. Quando la soluzione acquosa viene rimossa, si rimane con puro grasso di burro al 100% chiamato appunto burro chiarificato.

Il burro chiarificato è quindi molto migliore del normale burro per friggere o saltare in padella perché ha un punto di fumo più elevato. Permette di cucinare a temperature elevate (come accade quando si frigge) senza bruciarsi. E’ molto migliore di un qualunque olio di semi ad esempio.

Cos’è il Ghee

Il burro chiarificato e il Ghee non sono la stessa cosa. Il Ghee viene cotto più a lungo per eliminare tutta l’acqua e i solidi del latte sono scesi completamente sul fondo fino a diventare caramellati. Questo dà al Ghee un gusto nocciolato e gli permette di essere conservato fuori dal frigorifero per lungo tempo. Il Ghee infatti ha una shelf-life più lunga, sia refrigerato che a temperatura ambiente, rispetto al burro chiarificato. È tradizionalmente utilizzato nella cucina indiana.

Tempo di cottura: 30 minuti circa

Se si vuole ottenere 500 grammi di burro chiarificato bisogna usare 625 grammi di burro normale (circa il 25% in più). Scegliere un burro di qualità per ottenere un buon burro chiarificato. Far sciogliere il burro in un pentolino profondo in acciaio inox a fiamma bassa. Assicurarsi che il pentolino che si utilizza sia pulito e asciutto. E’ importante cuocere a fuoco basso in modo che il burro non bruci. Alzando la fiamma il burro si scioglierà più velocemente ma i solidi del latte potrebbero iniziare a bruciare. Per accelerare il processo si può tagliare a pezzi il burro prima di inserirlo nel pentolino.

Quando il burro si è completamente sciolto, continuare a cuocere a fuoco basso. Quando il burro fuso inizia a bollire comincerà a dividersi in tre fasi:

  1. Lo strato superiore è un sottile strato di schiuma (questo è il contenuto d’acqua del burro in ebollizione)
  2. Lo strato intermedio contiene il liquido dorato che sono i grassi
  3. Lo strato inferiore dove precipitano la maggior parte dei solidi del latte

Non usare mai il coperchio durante tutta la preparazione.

Eliminare con un mestolo o una schiumarola la schiuma che si forma in superficie. Lentamente il liquido in cima diventa sempre più trasparente. Quando sulla superficie rimane poca schiuma e i solidi si sono depositati sul fondo, il burro chiarificato è pronto. Spegnere la fiamma e filtrare il burro chiarificato attraverso una garza o un colino all’interno di un barattolo di vetro asciutto e pulito. Chiudere e lasciar raffreddare a temperatura ambiente.

preparazione ghee burro chiarificato

Preparazione del Ghee

L’unica differenza di preparazione tra burro chiarificato e Ghee è la durata del tempo di cottura.

Invece di spegnere la fiamma per avere il burro chiarificato, continuare a cuocere lentamente a fuoco basso osservando attentamente e mescolando di tanto in tanto, fino a quando i solidi sul fondo della padella diventano un colore dorato e il liquido diventa più dorato ed emana un ricco aroma (simile ai popcorn). A questo punto è importante rimuovere immediatamente il pentolino dal fuoco. Se lo lasci sul fuoco più a lungo brucerai il residuo sul fondo e tutto il Ghee avrà un sapore di bruciato.

Lasciate riposare il Ghee per 10 minuti nel pentolino e rimuovere eventuali corpi solidi in superficie con un cucchiaio. Versare molto lentamente in un barattolo di vetro attraverso un colino con una garza appoggiata sopra, facendo molta attenzione a non far scendere anche la parte che si è depositata sul fondo costituita dalla caseina. Chiudere e lasciar raffreddare il Ghee a temperatura ambiente.

Conservazione di burro chiarificato e Ghee

A differenza del normale burro, il Ghee può essere conservato fuori dal frigorifero per circa sei mesi. A temperatura ambiente ha una consistenza semi-solida, ovvero è leggermente cremoso. Se si conserva in frigorifero è più duro e solido e si conserva per un anno. Il burro chiarificato si conserva in frigorifero per diversi mesi.

Nota importante. Non lasciare che dell’acqua penetri nel burro chiarificato o nel barattolo di Ghee. Una sola goccia d’acqua può facilmente promuovere i batteri e far crescere della muffa. Allo stesso modo se non sono stati cotti sufficientemente a lungo possono ammuffire perché l’acqua non è evaporata tutta.

burro chiarificato vs burro normale
burro chiarificato vs burro normale. Il burro normale è bianco mentre quello chiarificato è giallo

Come usare burro chiarificato e il Ghee

Il burro chiarificato e il Ghee sono ottimi in padella perché hanno un punto di fumo più elevato. Possono essere usati in tutte le preparazioni dove è richiesto il normale burro. Inoltre sono ottimi come condimento a crudo su carne, pasta, riso e sulle verdure cotte. Sono ottimi anche nella preparazione delle salse.

 

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

The clarified butter and Ghee are more digestible, nutritious and more suitable in cooking than normal butter. They are prepared according to an ancient process of over five thousand years and can be bought ready at the supermarket or made at home from any unsalted butter.

Ghee differs from the clarified butter for the cooking process and becomes even better. In fact, Ghee is an integral part of Ayurvedic medicine where it is used for healing and mixed with other medicinal herbs to enhance its therapeutic effect.

Those who have problems with dairy products will not have digestive difficulties with the Ghee since it is practically free of both lactose and casein. Ayurvedic medicine claims that Ghee stretches life because it acts on nerve tissues, improving memory, intelligence and cognitive functions. It also supports digestion and promotes nutrient absorption.

What is clarified butter

Normal butter is made up of 80% fat and 20% water and milk solids that include proteins such as casein. When the aqueous solution is removed, it remains with pure 100% butter fat called precisely clarified butter.

The clarified butter is therefore much better than normal butter for frying or sautéing in the pan because it has a higher smoke point. Allows cooking at high temperatures (as happens when frying) without burning. It is much better than any seed oil for example.

What is Ghee

Clarified butter and Ghee are not the same thing. The Ghee is cooked longer to remove all the water and the milk solids have dropped completely on the bottom until they become caramelized. This gives the Ghee a nutty taste and allows it to be stored out of the refrigerator for a long time. In fact, the Ghee has a longer shelf-life, both refrigerated and at room temperature, than the clarified butter. It is traditionally used in Indian cuisine.

Cooking time: about 30 minutes

If you want to get 500 grams of clarified butter you have to use 625 grams of normal butter (about 25% more). Choose a quality butter to get a good clarified butter. Melt the butter in a deep stainless steel pan over low heat. Make sure that the saucepan you are using is clean and dry. It is important to cook over low heat so that the butter does not burn. By raising the flame the butter will melt faster but the milk solids may start to burn. To speed up the process you can cut the butter into pieces before placing it in the saucepan.

When the butter has completely melted, continue to cook over low heat. When the melted butter starts to boil it will begin to divide into three phases:

The top layer is a thin layer of foam (this is the water content of boiling butter)
The middle layer contains the golden liquid that is fat
The lower layer where most of the milk solids precipitate
Never use the lid throughout the preparation.

Remove the foam that forms on the surface with a ladle or a skimmer. Slowly the liquid on top becomes increasingly transparent. When there is little foam left on the surface and the solids have settled on the bottom, the clarified butter is ready. Turn off the heat and filter the clarified butter through a gauze or colander inside a dry and clean glass jar. Close and allow to cool to room temperature.

Preparation of the Ghee

The only difference in preparation between clarified butter and Ghee is the duration of the cooking time.

Instead of extinguishing the flame to get the clarified butter, continue to cook slowly over low heat by carefully observing and stirring occasionally, until the solids on the bottom of the pan become a golden color and the liquid becomes more golden and gives off a rich aroma (similar to popcorn). At this point it is important to immediately remove the saucepan from the heat. If you leave it on the fire longer you will burn the residue on the bottom and all the Ghee will have a burnt flavor.

Let the Ghee rest for 10 minutes in the saucepan and remove any solid bodies on the surface with a spoon. Pour very slowly into a glass jar through a strainer with a gauze resting on it, taking great care not to let the part that has settled on the bottom of the casein come down. Close and allow the Ghee to cool to room temperature.

Preservation of clarified butter and Ghee

Unlike normal butter, Ghee can be stored out of the refrigerator for around six months. At room temperature it has a semi-solid consistency, ie it is slightly creamy. If it is kept in the fridge it is harder and more solid and can be stored for one year. The clarified butter is kept in the refrigerator for several months.

Important note. Do not allow water to enter the clarified butter or Ghee jar. A single drop of water can easily promote bacteria and grow mold. Likewise if they have not been cooked long enough they can get moldy because the water has not evaporated completely.

clarified butter vs normal butter. Normal butter is white while the clarified one is yellow
How to use clarified butter and Ghee

The clarified butter and Ghee are excellent in the pan because they have a higher smoke point. They can be used in all preparations where normal butter is required. They are also excellent as a raw condiment on meat, pasta, rice and cooked vegetables. They are also excellent in preparing sauces.

 

SOURCE: Dionidream

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Cosa possiamo fare per sentirci un po’ meglio in breve tempo quando abbiamo un leggero mal di testa o quando ci sentiamo stanchi? Possiamo provare a praticare un semplice esercizio legato alla respirazione yogica.

Vi avevamo già parlato della respirazione a narici alternate, una tecnica di respirazione che lo Yoga include nel pranayama e che è considerata utile per regolare la nostra energia fisica, mentale e vitale.

Forse non ce ne rendiamo conto ma durante la giornata si susseguono diverse fasi in cui in modo alternato una narice predomina sull’altra mente respiriamo. Se ci concentriamo sul nostro respiro possiamo comprendere se in questo momento stiamo respirando prevalentemente dalla narice destra o dalla narice sinistra. In alcune fasi comunque respiriamo davvero con entrambe le narici.

La narice destra è legata al sole (Surya), al calore, all’universo maschile, all’energia rigenerante e all’attività del sistema nervoso simpatico, che stimola il metabolismo.

La narice sinistra è legata alla luna (Chandra), al freddo, all’universo femminile, alla calma, al rilassamento, alla creatività e all’attività del sistema nervoso parasimpatico.

Quando abbiamo mal di testa possiamo provare a chiudere la narice destra e a respirare profondamente per qualche istante soltanto con la narice sinistra (inspiro e espiro solo dalla narice sinistra). La respirazione dalla narice sinistra è legata al rilassamento. Se il nostro mal di testa è generato da una serie di tensioni a livello fisico ed emotivo, questo esercizio potrebbe risultare utile per alleviarlo.

Se invece ci sentiamo stanchi, proviamo a chiudere la narice sinistra e a respirare per qualche istante soltanto dalla narice destra (inspiro e espiro solo dalla narice destra). La respirazione dalla narice destra riattiva la nostra energia vitale e può aiutarci a ritrovare la carica. Questa pratica è considerata utile da applicare, ad esempio, quando ci sentiamo già stanchi al risveglio. Se quando ci svegliamo ci accorgiamo di respirare con la narice sinistra, proviamo a respirare per qualche istante con la narice destra per capire se la situazione migliora.

La respirazione a narici alternate è una pratica consigliata agli adulti e controindicata per i bambini (i bambini devono sempre respirare liberamente, anche quando fanno Yoga).

Le tecniche di respirazione (pranayama) che la tradizione dello Yoga ci ha tramandato non sono un semplice passatempo, non vanno sottovalutate nei loro effetti sul corpo e sulla mente e vanno praticate con attenzione e idealmente sotto la guida di un insegnante esperto che sappia valutare gli esercizi più adatti da eseguire in base allo stato di salute, all’alimentazione e allo stile di vita dell’allievo.

FONTE: Marta Albè (Greenme)

 

(ENGLISH VERSION)

What can we do to feel a little better in a short time when we have a slight headache or when we feel tired? We can try to practice a simple exercise related to yogic breathing.

We had already talked about alternating nostrils, a breathing technique that Yogain excludes in pranayama and is considered useful for regulating our physical, mental and vital energy.

Maybe we do not realize it but during the day there are several phases in which alternately one nostril predominates on the other mind we breathe. If we focus on our breathing, we can understand if we are currently breathing mainly from the right nostril or the left nostril. In some phases, however, we really breathe with both nostrils.

The right nostril is linked to the sun (Surya), to the heat, to the male universe, to the regenerating energy and to the activity of the sympathetic nervous system, which stimulates the metabolism.

The left nostril is linked to the moon (Chandra), to the cold, to the female universe, to calm, to relaxation, to creativity and to the activity of the parasympathetic nervous system.

When we have a headache we can try to close the right nostril and breathe deeply for a few moments only with the left nostril (inhale and exhale only from the left nostril). Breathing from the left nostril is related to relaxation. If our headache is generated by a series of physical and emotional tensions, this exercise could be useful to alleviate it.

If we feel tired, we try to close the left nostril and breathe for a few moments only from the right nostril (inhale and exhale only from the right nostril). Breathing from the right nostril reactivates our life energy and can help us regain our charge. This practice is considered useful to apply, for example, when we feel already tired when we wake up. If when we wake up we realize that we breathe with the left nostril, we try to breathe for a few moments with the right nostril to understand if the situation improves.

Alternating nostril breathing is a practice recommended for adults and contraindicated for children (children must always breathe freely, even when they do Yoga).

The breathing techniques (pranayama) that the tradition of Yoga has handed down to us are not a simple pastime, should not be underestimated in their effects on the body and mind and should be practiced with care and ideally under the guidance of an expert teacher who can evaluate the more suitable exercises to be performed based on the student’s state of health, nutrition and lifestyle.

 

FONTE: Marta Albè (Greenme)

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C’è un tipo specifico di ammollo per noci, semi e cereali che è fondamentale per

  • neutralizzarne gli inibitori enzimatici
  • liberarne il potenziale nutritivo rendendo vitamine e minerali biodisponibili
  • renderli più digeribili senza l’effetto di gonfiore, gas e pesantezza

Perché mettere in ammollo noci, semi e cereali

Noci, semi e cereali contengono inibitori che li proteggono (come un’armatura) e ne impediscono la germinazione fino a quando le condizioni non sono perfette. Questo è un ottimo meccanismo durante la loro crescita. Tuttavia, quando questi alimenti vengono ingeriti, i loro agenti protettivi agiscono come inibitori enzimatici nel nostro organismo, compromettendo la digestione e anche la nostra salute. I cereali integrali contengono anche altri anti-nutrienti (come i fitati), che possono inibire l’assorbimento di minerali come ferro, calcio, rame, zinco e magnesio. Immergere noci, semi e cereali in acqua riproduce le perfette condizioni di umidità necessarie per la loro germinazione e neutralizza questi anti-nutrienti e inibitori enzimatici, rendendoli alimenti più digeribili.

4 Benefici dell’ammollo di noci, semi e cereali 

1. Migliora la digestione. L’ammollo di noci crude, semi e cereali integrali in acqua tiepida acidulata o salata, simula le condizioni ideali di germinazione che accade in natura, in sostanza “inganna” il cibo, neutralizzando così gli inibitori enzimatici. 

2. Attiva i nutrienti. L’ammollo in acqua attiva il pieno potenziale nutritivo del cibo. Aumenta la potenza delle vitamine, come A, C e B, le proteine ​​diventano più disponibili e vengono rilasciati gli enzimi vivi.

3. Migliora l’aroma e la consistenza. L’ammollo ammorbidisce il cibo, facilitandone la miscelazione. Le noci, i semi e la frutta secca idratati si liquefanno anche nel frullatore. Non è possibile ottenere la stessa consistenza setosa e cremosa che si ottiene immergendo le noci prima di frullarle in zuppe e frullati, se si utilizzano le noci non macerate. Per lo stesso motivo si utilizzano datteri macerati per frullati e dolci, e pomodori essiccati al sole per le salse crude. 

4. Riduce i tempi di preparazione e di cottura. Mettere in ammollo alimenti duri e fibrosi, come noci, semi, datteri e pomodori essiccati al sole per fare frullati, zuppe e salse, crea consistenze più cremose, in particolare con i frullatori convenzionali. I chicchi inzuppati si cuociono più velocemente e il riso integrale bagnato, una volta cotto, diventa soffice come il suo popolare omologo bianco.Per ottenere vantaggi nutrizionali effettuare un ammollo lungo

Il modo più semplice per esercitarsi è mettere in ammollo in acqua l’alimento la sera prima di andare a letto, e poi risciacquarlo, drenarlo e asciugarlo al mattino. In alternativa, immergerlo al mattino per utilizzarlo la sera. Se devi utilizzare più di un alimento macerato per una sola ricetta, come in latte alla nocciola o una salsa con più frutta a guscio, immergi gli ingredienti in contenitori separati, scolali, risciacquali e poi uniscili durante la preparazione.

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Come fare l’ammollo di noci, semi e cereali

Porre il cibo in un contenitore di vetro o di ceramica.

Immergerlo completamente in una soluzione di acqua tiepida, sale naturale e aceto di sidro di mele o succo di limone. Generalmente uso due parti di acqua per una parte di cibo in volume; per ogni litro di acqua aggiungo 1/2 cucchiaino di sale e 1 cucchiaino di succo di limone o aceto.

Per esempio, per immergere una tazza di mandorle, aggiungerei 1/4 di cucchiaino di sale e 1/2 cucchiaino di aceto a 2 tazze (480 ml) di acqua.

Coprire la ciotola con un canovaccio traspirante e lasciare riposare a temperatura ambiente per il periodo indicato di seguito.

La frutta secca richiede tempi di ammollo diversi, come regola generale, più è dura, più a lungo si deve lasciare in ammollo.

  1. Frutta secca con ammollo lungo – mandorle, pistacchi e nocciole – richiede almeno 8 ore.
  2. Frutta secca con ammollo medio – noci pecan, noci e noci del Brasile – è più oleosa e si gonfia rapidamente, quindi richiede meno tempo in acqua.
  3. Frutta secca con ammollo breve – anacardi, macadamia e pinoli – ha il più alto contenuto di grassi e richiede solo 2-4 ore di ammollo. Immergerli per più di 4 ore potrebbe causare una degradazione dei loro oli, che, invece, sono benefici per la salute.

Durante l’immersione, è normale vedere alcune noci, semi o granelli che galleggiano in superficie, poiché probabilmente sono rancidi: è meglio buttarli. Potreste vedere anche delle particelle di cibo, una pellicola torbida sulla superficie dell’acqua e sedimenti sul fondo del contenitore: è assolutamente normale, sono gli anti-nutrienti che sono stati prodotti dal processo di ammollo. Svuotare il contenuto della ciotola in uno scolapasta o colino, sciacquare la ciotola, quindi riposizionare il cibo. Riempire la ciotola con acqua pulita finché l’alimento non è completamente immerso, quindi scuotere il contenuto, scolare e risciacquare nuovamente. Ripetere questa procedura di nuovo se necessario, in modo che il cibo e l’acqua siano completamente puliti.

Cosa fare con noci, semi e cereali ammollati

1. Consumo immediato. Come cuocere i cereali, fare il latte vegetale, creme

Le noci, i semi e i cereali messi in ammollo devono essere usati immediatamente.

Cuocere i chicchi dei cereali con meno acqua del solito. Quando si cuociono i cereali inzuppati, si deve utilizzare circa la metà dell’acqua che si utilizzerebbe per cuocere quelli non lasciati in ammollo. Come regola generale: utilizzare un rapporto uno a uno (in volume) di acqua su cereali macerati per ottenere una cottura al dente. Quando si utilizzano i cereali inzuppati nelle ricette,si deve iniziare con metà del liquido richiesto ed eventualmente aggiungerne per raggiungere la consistenza desiderata.

Utilizzare le noci e i semi per fare del latte fresco, creme, frullati, zuppe e dessert. Evitare di lasciare per giorni in frigo la frutta secca al termine dell’ammollo che farebbe la muffa. Per fare il latte vegetale basta frullare una tazzina di cereali, semi o frutta secca ammollata in un litro di acqua. Poi filtrare con una garza.

Si possono aggiungere a piacere dei datteri da frullare insieme per addolcire. Poi aggiungere un pizzico di sale marino o dell’Himalaya. Si conserva in frigo per 2-3 giorni.

Un modo veloce per fare il latte vegetale in casa e risparmiare un bel pò a livello economico è il usare il ChufaMix.

2. Snack da usare quando vuoi. Come disidratare noci, semi e cereali

Se non li si usano immediatamente vanno essiccati al sole o disidratati in un essiccatore o in un forno a bassa temperatura. Potranno essere usati successivamente come snack o per creare burro, croste e farine.

Se non utilizzi noci, semi e cereali subito dopo l’ammollo, disidratali per utilizzarli in seguito.

L’essiccazione degli alimenti in un essiccatore elettrico (che funziona a basse temperature, in modo che i cibi crudi conservino i loro enzimi vivi) consente di conservare gli alimenti attivati ​​per utilizzarli in seguito in una grande varietà di ricette.

Per disidratare, riponi gli alimenti macerati sui vassoi reticolati del disidratatore e falli asciugare per 12-48 ore con un’impostazione non superiore a 46 ° C, per preservare gli enzimi vivi. La maggior parte dei manuali contiene istruzioni per alimenti specifici. I semi in genere si disidratano meglio a circa 38 ° C, la frutta a guscio a 46 ° C.

Lascia che il cibo si asciughi e si raffreddi completamente (diventerà croccante) prima di sigillarlo in un contenitore ermetico. Se rimane dell’umidità presto si formerà la muffa. Per evitarlo, aspetta alcune ore prima di chiudere il contenitore con il coperchio.

Se non hai a disposizione un essiccatore, utilizza una normale teglia e mettila sul ripiano più basso del forno. Tuttavia, tieni presente che sopra s 46 ° C vengono distrutti gli enzimi vivi.

3. Germogli. Come far germogliare noci, semi e cereali

In alternativa, lasciateli germogliare per ottenere ancora più vitamine e minerali. DI seguito spiego come far germogliare noci, semi e cereali dopo essere stati messi in ammollo.

Gli alimenti germogliati ( talvolta sono etichettati come “alimenti attivati”) sono ampiamente disponibili nei negozi di alimenti naturali, ma sono molto costosi. Perché spendere tanti soldi quando è facile crearli da sè?

La germinazione richiede pazienza, attenzione e un po’ di pianificazione, ma molto poco tempo.

Metti in ammollo gli alimenti che vuoi far germogliare appena prima di andare a letto, così saranno pronti al mattino. Devi quindi solo controllarli e assicurarti che restino idratati. Su un davanzale soleggiato, sono facili da gestire mentre fai altre cose.

Nota: alla maggior parte dei semi, legumi e cereali spunterà letteralmente una specie di coda, ma ad alcuni non accadrà. La maggior parte della frutta a guscio non germoglierà fisicamente. Questo perché molta di quella che acquistiamo non è tecnicamente cruda. Una noce o un seme etichettato come crudo, potrebbe non essere stato cotto, ma potrebbe essere stato irradiato, pastorizzato o sottoposto a calore per rompere il guscio. Puoi quindi attivare il potenziale nutritivo di una mandorla che non è davvero cruda, ma non potrai mai farla germogliare.

Utilizza un barattolo con un coperchio di metallo piatto e un coperchio ad anello. Togli il coperchio dall’anello e usalo come guida per tagliare un pezzo di rete traspirante o una garza per coprire l’apertura del contenitore. Metti il ​​cibo che vuoi far  germogliare nel barattolo, riempiendolo solo per un terzo, immergi il tutto in acqua tiepida e un po’ di sale (1/4 di cucchiaino per tazza d’acqua). Chiudi il barattolo con la fodera traspirante e l’anello. Lascia riposare su un piano di lavoro per il tempo desiderato (vedere la tabella). Rimuovi poi l’anello e la rete, scola l’acqua, quindi riempi nuovamente il contenitore con acqua fresca e tiepida. Sostituisci il coperchio metallico piatto e fissalo con l’anello.

Risciacqua bene il cibo agitando il barattolo. Scola nuovamente e ripeti. Dopo aver svuotato l’acqua per la seconda volta, rimonta la rete, chiudi il barattolo con l’anello e appoggia il barattolo in diagonale, in modo che l’acqua in eccesso scoli via. Lascia il barattolo su un ripiano esposto al sole per far germogliare il contenuto. Ripeti il ​​risciacquo e il drenaggio ogni poche ore, o almeno due volte al giorno. Assicurati di tenere il barattolo in diagonale per far scolare l’acqua in eccesso e di tenerlo alla luce del sole finché l’alimento non è completamente germogliato. La maggior parte degli alimenti germoglia in 1 o 4 giorni. I germogli variano di lunghezza da 3 mm a 5 cm e non tutti sono di colore verde. Quando i germogli sono pronti, fai un risciacquo finale, scolali completamente e inclina il barattolo per un ulteriore drenaggio completo fino a quando i germogli non sono completamente asciutti. (se rimangono umidi, si rovinano.) Quando sono asciutti al tatto, rimetti il ​​coperchio metallico piatto, fissalo con l’anello e riponi il barattolo nel frigorifero. Includere alimenti macerati e germogliati nella dieta non solo massimizza la disponibilità di nutrienti ed amplia il piacere culinario, ma incoraggia anche la proliferazione di batteri benefici nell’apparato digerente. Consumare questi alimenti insieme a quelli freschi è una strategia vincente per favorire un sano equilibrio interiore.

I germogli sono altamente suscettibili alla contaminazione, che può causare una crescita di batteri come l’ E. coli, con conseguente intossicazione alimentare. Quando si prepari i germogli, lavati sempre accuratamente le mani, mantieni pulite le attrezzature e le superfici della cucina per evitare la contaminazione incrociata e consuma l’alimento entro un paio di giorni, direttamente dal frigorifero. Quando acquisti germogli in commercio, procurati sempre prodotti freschi da un fornitore affidabile. La maggior parte dei germogli si mantiene in frigo per due o tre giorni. Usali in insalate crude, panini e involtini, o per condire zuppe e stufati. Possono anche essere uniti alle ricette di favolosi frullati. 

I germogli possono essere consumati crudi o saltati in padella per pochi minuti in padella. Cuocerli può danneggiarne le proprietà nutrizionali ma riduce il rischio di malattie di origine alimentare dovute a possibili contaminazioni batteriche.

Fammi sapere la tua esperienza con l’ammollo e l’uso di cereali, semi e noci attivati.

 

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

There is a specific type of soaking for nuts, seeds and grains that is essential for

neutralize the enzyme inhibitors
release its nutritive potential by making bioavailable vitamins and minerals
make them more digestible without the effect of swelling, gas and heaviness
Why soak nuts, seeds and cereals

Nuts, seeds and grains contain inhibitors that protect them (like an armor) and prevent germination until the conditions are perfect. This is a great mechanism during their growth. However, when these foods are ingested, their protective agents act as enzymatic inhibitors in our body, compromising digestion and even our health. Whole grains also contain other anti-nutrients (such as phytates), which can inhibit the absorption of minerals such as iron, calcium, copper, zinc and magnesium. Soaking nuts, seeds and grains in water reproduces the perfect moisture conditions necessary for their germination and neutralizes these anti-nutrients and enzymatic inhibitors, making them more digestible foods.

4 Benefits of soaking nuts, seeds and grains

1. Improves digestion. Soaking of raw nuts, seeds and whole grains in lukewarm acidulated or salted water, simulates the ideal conditions of germination that occurs in nature, in essence “cheats” the food, thus neutralizing the enzymatic inhibitors.

2. Activate nutrients. Soaking in water activates the full nutritional potential of food. Increases the potency of vitamins, such as A, C and B, proteins become more available and live enzymes are released.

3. Enhances the aroma and consistency. Soaking softens food, facilitating mixing. Walnuts, seeds and dried fruit hydrated also liquefy in the blender. It is not possible to obtain the same silky and creamy consistency that is obtained by dipping the walnuts before blending them in soups and smoothies, if non-macerated walnuts are used. For the same reason we use macerated dates for smoothies and desserts, and sun-dried tomatoes for raw sauces.

4. Reduces preparation and cooking times. Soak hard and fibrous foods, such as nuts, seeds, dates and sun-dried tomatoes to make smoothies, soups and sauces, create creamier textures, especially with conventional blenders. The soaked beans are cooked faster and the brown rice, once cooked, becomes soft as its popular white homologue. To obtain nutritional benefits make a long soak

The easiest way to practice is to soak the food in water the night before going to bed, and then rinse it, drain it and dry it in the morning. Alternatively, soak it in the morning to use it in the evening. If you need to use more than one macerated food for a single recipe, such as in hazelnut milk or a sauce with more nuts, dip the ingredients in separate containers, drain them, rinse them and then add them during preparation.

How to soak nuts, seeds and cereals

Place the food in a glass or ceramic container.

Soak it completely in a solution of warm water, natural salt and apple cider vinegar or lemon juice. Generally I use two parts of water for a part of food in volume; for each liter of water add 1/2 teaspoon of salt and 1 teaspoon of lemon juice or vinegar.

For example, to dip a cup of almonds, add 1/4 teaspoon of salt and 1/2 teaspoon of vinegar to 2 cups (480 ml) of water.

Cover the bowl with a breathable dish towel and allow it to stand at room temperature for the period indicated below.

The dried fruit requires different soaking times, as a general rule, the harder it is, the longer it is left to soak.

Dried fruits with long soak – almonds, pistachios and hazelnuts – requires at least 8 hours.
Dried fruits with medium soaking – pecans, walnuts and Brazil nuts – it is more oily and swells quickly, so it takes less time in water.
Dried fruits with short soaking – cashew nuts, macadamia and pine nuts – have the highest fat content and require only 2-4 hours of soaking. Immersing them for more than 4 hours may cause their oils to degrade, which, on the other hand, are beneficial to your health.
During the dive, it is normal to see some nuts, seeds or grains floating on the surface, as they are probably rancid: it is better to throw them away. You could also see food particles, a cloudy film on the surface of the water and sediments on the bottom of the container: it is absolutely normal, they are the anti-nutrients that have been produced by the soaking process. Empty the contents of the bowl in a colander or colander, rinse the bowl, then reposition the food. Fill the bowl with clean water until the food is completely immersed, then shake the contents, drain and rinse again.

Repeat this procedure again if necessary, so that the food and water are completely clean.

What to do with nuts, seeds and soaked cereals

1. Immediate consumption. How to cook cereals, make vegetable milk, creams

Walnuts, seeds and cereals soaked must be used immediately.

Cook the cereal grains with less water than usual. When cooking soggy cereals, about half of the water used to cook those not left to soak must be used. As a general rule: use a ratio one by one (in volume) of water on macerated cereals to obtain an al dente cooking. When using cereals soaked in recipes, you must start with half of the required liquid and eventually add to achieve the desired consistency.

Use nuts and seeds to make fresh milk, creams, smoothies, soups and desserts. Avoid leaving the dried fruit for days in the fridge at the end of the soak that would make the mold. To make vegetable milk, just blend a cup of cereals, seeds or dried fruit soaked in a liter of water. Then filter with gauze.

You can add dates as you like to blend together to sweeten. Then add a pinch of sea salt or Himalayan. Keep in the fridge for 2-3 days.

A quick way to make homemade milk at home and save money quite a bit is using ChufaMix.

2. Snack to use whenever you want. How to dehydrate nuts, seeds and cereals

If not used immediately they should be dried in the sun or dried in a desiccator or in a low-temperature oven. They can be used later as a snack or to create butter, crusts and flours.

If you do not use nuts, seeds and grains immediately after soaking, dehydrate them to use them later.

The drying of food in an electric drier (which operates at low temperatures, so that raw foods retain their live enzymes) allows to conserve the activated foods for later use in a wide variety of recipes.

To dehydrate, place the macerated food on the cross-linked trays of the dehydrator and let it dry for 12-48 hours at a setting not higher than 46 ° C, to preserve the live enzymes. Most manuals contain instructions for specific foods. The seeds generally dehydrate better at around 38 ° C, the nuts at 46 ° C.

Let the food dry and cool completely (it will become crisp) before sealing it in an airtight container. If moisture remains, mold will form soon. To avoid this, wait a few hours before closing the container with the lid.

If you do not have a dryer available, use a normal baking sheet and place it on the lower shelf of the oven. However, keep in mind that over 46 ° C the live enzymes are destroyed.

3. Sprouts. How to make nuts, seeds and cereals sprout

Alternatively, let them germinate to get even more vitamins and minerals. Below I explain how to sprout nuts, seeds and grains after being soaked.

Sprouted foods (sometimes labeled as “activated foods”) are widely available in health food stores, but they are very expensive. Why spend so much money when it is easy to create them for yourself?

Germination requires patience, attention and a little planning, but very little time.

Soak the foods you want to sprout just before going to bed, so they will be ready in the morning. So you just have to check them and make sure they stay hydrated. On a sunny windowsill, they are easy to manage while you do other things.

Note: most seeds, legumes and cereals will literally sprout some sort of tail, but some will not happen. Most nuts will not sprout physically. This is because much of what we buy is not technically raw. A nut or seed labeled as raw may not have been cooked, but may have been irradiated, pasteurized or heat-treated to break the shell. You can then activate the nutritive potential of an almond that is not really raw, but you will never be able to sprout it.

Use a jar with a flat metal lid and a ring lid. Remove the cover from the ring and use it as a guide to cut a piece of breathable mesh or gauze to cover the opening of the container. Put the food you want to sprout in the jar, filling it only for a third, dip it all in warm water and a little ‘salt (1/4 teaspoon per cup of water). Close the jar with the breathable lining and the ring. Leave to rest on a work surface for the desired time (see table). Then remove the ring and the net, drain the water, then refill the container with fresh, warm water. Replace the flat metal cover and secure it with the ring.

Rinse the food well by shaking the jar. Drain again and repeat. After emptying the water for the second time, reassemble the net, close the jar with the ring and place the jar diagonally so that excess water drains away. Leave the jar on a shelf exposed to the sun to make the contents sprout. Repeat rinsing and draining every few hours, or at least twice a day. Make sure to keep the jar diagonally to drain excess water and keep it in the sunlight until the food has completely germinated. Most foods sprout in 1 to 4 days. The shoots vary in length from 3 mm to 5 cm and not all are green. When the shoots are ready, do a final rinse, drain them completely and tilt the can for further drainage until the shoots are completely dry. (If they remain wet, they will ruin.) When they are dry to the touch, replace the flat metal lid, fix it with the ring and place the can in the refrigerator. Including macerated and sprouted foods in the diet not only maximizes nutrient availability and extends culinary pleasure, but also encourages the proliferation of beneficial bacteria in the digestive tract. Consuming these foods together with fresh ones is a winning strategy to promote healthy inner balance.

Sprouts are highly susceptible to contamination, which can cause growth of bacteria such as E. coli, resulting in food poisoning. When preparing the shoots, always wash your hands thoroughly, keep the kitchen equipment and surfaces clean to avoid cross-contamination and consume the food within a couple of days, directly from the refrigerator. When buying sprouts on the market, always procure fresh products from a reliable supplier. Most sprouts are kept in the fridge for two or three days. Use them in raw salads, sandwiches and rolls, or to season soups and stews. They can also be combined with recipes for fabulous smoothies.

Sprouts can be eaten raw or sautéed for a few minutes in the pan. Cooking them can damage their nutritional properties but reduce the risk of foodborne illnesses due to possible bacterial contamination.

Let me know your experience with soaking and the use of activated cereals, seeds and nuts.

 

SOURCE: Dionidream

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Insieme alla dieta aiuta a recuperare le capacità mentali di concentrazione e autocontrollo di una persona più giovane di nove anni.

 

SE CON l’età diventiamo meno pazienti e per concentrarci facciamo più fatica di un tempo, non c’è da disperarsi. Secondo i risultati di una ricerca pubblicata su Neurology, bastano sei mesi di esercizio fisico per tornare ai livelli mentali di nove anni prima.

Lo studio si è concentrato su quegli individui che, pur non soffrendo di demenza, lamentano difficoltà a concentrarsi, prendere decisioni, ricordare dettagli o gestire il proprio comportamento. I ricercatori hanno dimostrato che grazie a soli 35 minuti di esercizio fisico al giorno, si possono recuperare fino dieci anni in elasticità mentale.

“I risultati sono incoraggianti – afferma James Blumenthal, autore della ricerca – in soli sei mesi, praticando sport regolarmente, le persone che lamentano un indebolimento delle funzioni mentali, ma non sintomi di demenza, possono migliorare la propria abilità di prendere decisioni e completare altri compiti complessi”.

• LO STUDIO

Lo studio ha coinvolto 160 volontari intorno ai 65 anni di età, a rischio di malattie cardiovascolari, non abituati a fare attività fisica quotidiana e che lamentavano lievi deficit cognitivi. I ricercatori hanno analizzato gli effetti di dieta ed esercizio fisico sulle capacità mentali modificando le abitudini in termini di alimentazione e attività fisica dei volontari. In particolare hanno sottoposto alcuni di loro a una dieta ricca in fibre e vegetali ma povera in prodotti animali e carne, ideata appositamente per individui che soffrono di pressione alta, chiamata Dash.

  • Ad altri è stato richiesto di praticare attività fisica aerobica come corsa o ciclismo per almeno 35 minuti al giorno.
  • Altri ancora hanno seguito sia la dieta che il regime di allenamento dei gruppi precedenti.
  • Un ultimo gruppo di controllo riceveva solamente una consulenza sulla dieta telefonicamente, senza l’obbligo di modificare nessuna delle proprie abitudini.

A tutti i partecipanti, inoltre, è stato sottoposto un test di valutazione cognitiva sia all’inizio dell’esperimento che alla fine, dopo sei mesi. I ricercatori hanno potuto constatare che chi si era dedicato all’attività fisica migliorava il proprio punteggio di circa una decina di punti tra il primo e il secondo test.

• L’ATTIVITÀ CONSIGLIATA

L’attività fisica ideata dal gruppo di ricerca consiste in dieci minuti di riscaldamento seguiti da 35 minuti di esercizio aerobico, come corsa o ciclismo. Blumenthal riporta che all’inizio dello studio i test cognitivi indicavano un’età media di 93 anni, 28 in più dell’età effettiva dei pazienti. Dopo soli sei mesi, per il gruppo di chi aveva seguito sia la dieta che il programma di allenamento, l’età media raggiunta nei questionari conclusivi si avvicinava agli 84 anni. Ancora molto oltre la loro età anagrafica, ma comunque un miglioramento di quasi dieci anni. Per coloro che invece non avevano seguito né dieta né esercizio fisico, ma solo un percorso di educazione alimentare, il punteggio è peggiorato esattamente dei sei mesi trascorsi dal primo test.

La ricerca suggerisce che i risultati migliori si raggiungono unendo dieta e attività fisica. Ma per capire se veramente è l’associazione delle diverse pratiche a dare risultati positivi più rapidamente bisogna approfondire lo studio. I soggetti finora coinvolti sono troppo pochi per valutare i risultati senza le dovute precauzioni.

“È necessario fare ulteriori ricerche con un campione più ampio ed esteso su periodi più lunghi – afferma il ricercatore – per verificare se i benefici vengono raggiunti accoppiando diversi approcci come dieta ed esercizio”.

 

FONTE: Salute della Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

Together with the diet it helps to recover the mental skills of concentration and self-control of a person younger than nine years.

IF we become less patient with age, and to concentrate on it, we struggle more than once, we must not despair. According to the results of a research published in Neurology, six months of exercise are enough to return to the mental levels of nine years earlier. The study focused on those individuals who, although not suffering from dementia, complain of difficulty concentrating, making decisions, remembering details or managing their behavior. Researchers have shown that thanks to just 35 minutes of exercise a day, they can recover up to ten years in mental flexibility. “The results are encouraging – says research author James Blumenthal – in just six months, practicing sport regularly, people who complain of a weakening of mental functions, but not symptoms of dementia, can improve their ability to make decisions and complete others. complex tasks “.

• I STUDY

The study involved 160 volunteers around 65 years of age, at risk of cardiovascular disease, not used to doing daily physical activity and complaining of mild cognitive deficits. Researchers analyzed the effects of diet and exercise on mental abilities by changing habits in terms of nutrition and physical activity of volunteers. In particular, they have submitted some of them to a diet rich in fiber and vegetables but poor in animal products and meat, designed specifically for individuals suffering from high blood pressure, called Dash. Others were asked to practice physical aerobics such as running or cycling for at least 35 minutes a day. Others have followed both the diet and the training regimen of previous groups. One last control group received only diet advice by telephone, without the obligation to change any of their habits. Furthermore, all the participants underwent a cognitive assessment test both at the beginning of the experiment and at the end, after six months. The researchers found that those who had dedicated themselves to physical activity improved their score by about ten points between the first and second tests.

• RECOMMENDED ACTIVITY

The physical activity created by the research group consists of ten minutes of warmup followed by 35 minutes of aerobic exercise, such as running or cycling. Blumenthal reports that at the beginning of the study, cognitive tests indicated a mean age of 93 years, 28 more than the actual age of patients. After only six months, for the group of those who had followed both the diet and the training program, the average age reached in the final questionnaires approached 84 years. Still much beyond their age, but still an improvement of almost ten years. For those who had not followed either diet or exercise, but only a path of nutrition education, the score worsened exactly the six months since the first test.

Research suggests that the best results are achieved by combining diet and physical activity. But to understand if it is really the association of the different practices to give positive results more quickly, it is necessary to deepen the study. The subjects so far involved are too few to evaluate the results without due precautions. “It is necessary to do further research with a larger and wider sample over longer periods – says the researcher – to see if the benefits are achieved by coupling different approaches such as diet and exercise”.

 

SOURCE: Salute della Repubblica

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A sostenerlo uno studio italiano pubblicato sulla rivista Food Research International

 

GRANO, segale, farro, orzo e avena. Tutti nemici dei celiaci, si sa. Ma c’è una differenza tra grani antichi e grani moderni? È vero, come spesso si sente dire, che i grani antichi sono meno tossici per i celiaci e che hanno livelli più alti di carboidrati potenzialmente prebiotici come l’amido resistente e le fibre? Sono state queste le domande che hanno guidato un gruppo di ricercatori del Crea Cerealicoltura e Colture industriali di Foggia e delle Università di Modena-Reggio Emilia e di Parma, all’interno del progetto “Antiche varietà di frumento duro e salute: valorizzazione della filiera pastaria, claim salutistici ed etichettatura nella cornice normativa interna e sovranazionale”, finanziato dal Fondo di Ateneo dell’Università di Modena e Reggio Emilia per la Ricerca 2015.

Lo studio – pubblicato sulla rivista Food Research International – sostiene che i grani antichi, rispetto ai moderni, in realtà sono caratterizzati da un contenuto di proteine e glutine maggiore: rilasciano, pertanto, cioè una maggiore quantità di peptidi coinvolti nella malattia celiaca. E quindi l’incremento dei casi di celiachia non sembrerebbe una conseguenza del miglioramento genetico condotto nel secolo scorso. Nel passato, infatti, si è cercato di ridurre l’altezza delle piante per aumentare la resa. Se un tempo i frumenti arrivavano a oltre due metri di altezza e al primo temporale si allettavano – cioè si piegavano – determinando una perdita di raccolto, oggi, invece, sono molto più bassi, ma molto più produttivi: proprio la necessità di ridurre l’altezza delle piante, renderle più resistenti all’allettamento con l’obiettivo di avere più produzione segna il confine tra grani antichi e modern

• I GRANI ANTICHI HANNO PIÚ PEPTIDI RESPONSABILI DELLA CELIACHIA

I ricercatori hanno confrontato 9 grani antichi – considerati ormai obsoleti – diffusi maggiormente nel Sud Italia e nelle Isole dagli inizi del 1900 fino al 1960 con 3 grani moderni. I campioni di grano sono stati coltivati e raccolti presso il CREA di Foggia nelle stesse condizioni sperimentali di campo, per poi essere macinati e sottoposti tutti a digestione in vitro dall’Università di Modena e Reggio Emilia.

“Si tratta – spiega Donatella Ficco, coordinatrice del team CREA – di una digestione realizzata in laboratorio in cui sono state riprodotte le condizioni enzimatiche e di pH dell’apparato digerente”.

In questo modo le proteine sono state ridotte in molecole più piccole, dette peptidi, che sono state analizzate, dall’Università di Parma, mediante cromatografia legata alla massa, una tecnica usata per separare, identificare e quantificare i peptidi sulla base del loro rapporto massa/carica.

“I peptidi – prosegue Ficco – sono le proteine digerite derivanti dal glutine, definito come il complesso viscoelastico capace di rendere il pane più soffice e la pasta più al dente. Dal lavoro è emerso che i grani antichi contengono in maggiore quantità dei peptidi noti per essere responsabili della reazione immunitaria”.

Rilasciano cioè una maggiore quantità di peptidi che scatenano la celiachia.

• QUANTITÁ  DI AMIDO RESISTENTE: NESSUNA DIFFERENZA SOSTANZIALE TRA GRANI ANTICHI E MODERNI

Per quanto riguarda le componenti prebiotiche, in particolare l’amido resistente, sulla base di uno screening iniziale effettuato sui 12 campioni oggetto di studio, il CREA ha selezionato due grani: uno antico ad alto contenuto di amido resistente e uno moderno, invece, che presentava valori opposti. Da ciascuno di essi è stata prodotta la pasta, a diverse condizioni di essiccamento. A questo punto, il gruppo dell’Università di Reggio Emilia, su ogni tipologia di pasta ha valutato l’amido resistente, prima e dopo la cottura: precisamente sui campioni di granella macinati, una volta sottoposti a digestione in vitro, è stato quantificato l’amido resistente rilasciato dopo la digestione. Obiettivo? Verificare se, anche alla fine del processo di pastificazione e dopo la cottura, nella granella dei grani antichi ci fosse un maggior contenuto di amido resistente.

“In realtà – afferma Ficco – dopo la cottura della pasta, non è stata rilevata alcuna differenza sostanziale tra grani antichi e moderni. Nei grani antichi non sembra, quindi, esserci un potenziale prebiotico in più”.

• TUTELA DELLA BIODIVERSITÁ O DELLA SALUTE?

Grani antichi e grani moderni: l’argomento è sempre molto dibattuto, ma è importante fare chiarezza per aiutare a distinguere ciò che è moda e ciò che, invece, sono risultati scientificamente validi.

“I grani antichi – precisa Ficco – sono sicuramente importanti in un’ottica di tutela della biodiversità, ma dal punto di vista della salute non abbiamo individuato alcuna specificità, per i parametri presi in esame, rispetto a quelli moderni. Sebbene l’indagine sia stata condotta su un numero limitato di genotipi, lo studio rappresenta un importante contributo di conoscenza su un argomento in cui spesso, purtroppo, la disinformazione regna sovrana a danno non solo del portafoglio, ma anche della salute”.

 

FONTE: Salute della Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

To support it an Italian study published in the journal Food Research International

GRAIN, rye, spelled, barley and oats. All enemies of celiacs, you know. But is there a difference between ancient grains and modern grains? Is it true, as we often hear it said, that ancient grains are less toxic to coeliacs and that they have higher levels of potentially prebiotic carbohydrates such as resistant starch and fibers? These were the questions that led a group of researchers of the Creature Agriculture and Industrial Cultures of Foggia and the University of Modena-Reggio Emilia and Parma, within the project “Ancient varieties of durum wheat and health: enhancement of the pastoral supply chain , health claims and labeling in the internal and supranational regulatory framework “, funded by the University Fund of the University of Modena and Reggio Emilia for Research 2015.

The study – published in the journal Food Research International – argues that ancient grains, compared to modern ones, are actually characterized by a higher protein and gluten content: they release, therefore, that is, a greater quantity of peptides involved in celiac disease. And therefore the increase in cases of celiac disease would not seem a consequence of the genetic improvement carried out in the last century. In the past, in fact, we tried to reduce the height of plants to increase yield. If once the wheats came to over two meters in height and when they first tempted – that is, they bent – resulting in a loss of crop, today they are much lower, but much more productive: just the need to reduce the height of the plants, make them more resistant to lodging with the aim of having more production marks the boundary between ancient and modern grains.

• ANTIQUE GRANTS HAVE MORE PEPTIDES RESPONSIBLE FOR CELIACHIA

The researchers compared 9 ancient grains – considered obsolete – more widespread in Southern Italy and in the Islands from the beginning of 1900 up to 1960 with 3 modern grains. The grain samples were cultivated and collected at the CREA of Foggia in the same experimental field conditions, to be ground and subjected to in vitro digestion by the University of Modena and Reggio Emilia. “It is – explains Donatella Ficco, coordinator of the CREA team – of a digestion made in the laboratory where the enzymatic and pH conditions of the digestive system have been reproduced.” In this way the proteins have been reduced into smaller molecules, called peptides, which were analyzed by the University of Parma, using mass-linked chromatography, a technique used to separate, identify and quantify peptides on the basis of their mass-to-charge ratio. “The peptides – Ficco continues – are the digested proteins deriving from gluten, defined as the viscoelastic complex capable of making the bread softer and the pasta al dente From the work it emerged that the ancient grains contain in greater quantities the peptides known to be responsible for the immune reaction. ” amount of peptides that trigger celiac disease.

• QUANTITY OF RESISTANT STARCH: NO SUBSTANTIAL DIFFERENCE BETWEEN ANCIENT AND MODERN GRANS

Regarding the prebiotic components, in particular the resistant starch, on the basis of an initial screening carried out on the 12 samples studied, CREA has selected two grains: an ancient one with a high content of resistant starch and a modern one, instead, which presented opposite values. From each of them pasta was produced, under different drying conditions. At this point, the University of Reggio Emilia group, on each type of pasta evaluated the resistant starch, before and after cooking: precisely on the samples of ground grains, once subjected to in vitro digestion, it was quantified the resistant starch released after digestion. Target? Check whether, even at the end of the process of pasta making and after cooking, in the grain of the ancient grains there was a greater content of resistant starch. “In reality – says Ficco – after cooking pasta, no substantial difference was found between ancient and modern grains. Therefore, in ancient grains there does not seem to be an extra prebiotic potential “.

• PROTECTION OF BIODIVERSITY OR HEALTH?

Ancient grains and modern grains: the topic is always much debated, but it is important to clarify to help distinguish what is fashion and what, instead, have been scientifically valid. “The ancient grains – Ficco specifies – are certainly important in terms of protection of biodiversity, but from the point of view of health we have not identified any specificity, for the parameters taken into consideration, compared to modern ones. Although the survey was conducted on a limited number of genotypes, the study represents an important contribution of knowledge on a topic in which, unfortunately, disinformation often reigns sovereign to the detriment not only of the portfolio, but also of health “.

 

SOURCE: Salute della Repubblica

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La salute dei reni è fondamentale per il benessere di tutto l’organismo: per aiutare i reni a funzionare a dovere occorrono i rimedi naturali giusti.

 

Posti al centro della schiena e protetti dai muscoli dorsali, i reni sono il laboratorio di raccolta e depurazione di tutte le acque del corpo, che vengono poi veicolate alla vescica per essere scaricate. A questo scopo i nostri reni lavorano giorno e notte, instancabilmente e silenziosamente, e forse per questo in genere prestiamo loro solo un’attenzione distratta, accorgendoci della loro importanza solo quando si ammalano.

A ritenerli fondamentali è invece la Medicina tradizionale Cinese, che li considera i depositari dell’energia vitale e di quella sessuale, e raccomanda di mantenerli in forma perché la loro energia, una volta consumata, non può essere “ricaricata”. Per conservarli in salute è fondamentale bere abbastanza acqua e depurarli regolarmente con rimedi verdi appropriati, per stroncare sul nascere i focolai infiammatori che possono minacciarne la salute.

Mantieni in forma i reni con la solidago

Per conservare i reni in buona salute è bene sostenere ciclicamente la loro funzione con l’aiuto di una pianta depurativa nota col nome popolare di “verga d’oro”: la solidago. Usata da secoli per le sue proprietà antinfiammatorie, diuretiche e drenanti dell’apparato renale e urinario, la solidago contiene saponine, flavonoidi, polifenoli, tannini e mucillagini efficaci contro la ritenzione idrica, l’uricemia e le infiammazioni delle vie urinarie, nonché per la prevenzione della “renella” (sabbia renale) e delle calcolosi renali e vescicali.

Fai così

Per prevenire le infiammazioni e i sovraccarichi renali assumi due volte alla settimana una tazza di tisana di solidago: porta a ebollizione una tazza di acqua, versa un cucchiaio dell’erba (si acquista in erboristeria), spegni e lascia riposare per 10 minuti, poi filtra e bevila dolcificando con miele di acacia.

Previeni il sovraffaticamento renale con l’olio essenziale di Ginepro

Depurativo e diuretico, il ginepro è noto da sempre perché, oltre a favorire l’escrezione dell’acido urico e delle tossine, possiede notevoli proprietà antisettiche, tanto che un tempo lo si usava per disinfettare le navi provenienti da paesi colpiti da epidemie. Dalle sue bacche si ricava un olio essenziale dal profumo balsamico ricco di principi attivi, come cadinene, canfene, terpineolo e alfa pinene – un monoterpene biciclico usato dall’industria farmaceutica per la preparazione di suffimigi da inalare. Applicato localmente l’olio essenziale di ginepro esercita un’azione diuretica, drenante e disinfettante, rinfresca i reni, rilassa la muscolatura che li sostiene e disinfetta le vie urinarie, in più regola il sistema neurovegetativo, spesso coinvolto nelle problematiche renali.

Come usarlo

  • Per drenare e depurare i reni, due volte alla settimana diluisci 4 gocce di olio essenziale di ginepro in un cucchiaio d’olio d’oliva o di avocado, applicalo sulla zona renale e massaggia delicatamente fino a completo assorbimento.
  • In caso di ristagni idrici o cellulite, applicate la diluizione con delicati movimenti circolari a sfioramento anche sulle principali stazioni linfatiche di collo, ascelle, inguine e gambe.

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Kidney health is essential for the wellbeing of the whole body: the right natural remedies are needed to help the kidneys function properly.

In the middle of the back and protected by back muscles, the kidneys are the laboratory for the collection and purification of all the body’s waters, which are then conveyed to the bladder to be discharged. For this purpose our kidneys work day and night, tirelessly and silently, and perhaps for this reason we usually give them only a distracted attention, noticing their importance only when they fall ill. Traditional Chinese Medicine, which considers them the depositaries of vital and sexual energy, is instead considered fundamental, and recommends keeping them in shape because their energy, once consumed, can not be “recharged”. To keep them healthy, it is essential to drink enough water and purify them regularly with appropriate green remedies, to stop inflammation in the bud that may threaten their health.

Keep the kidneys in shape with the solidago

To keep the kidneys in good health it is good to cyclically support their function with the help of a purifying plant known by the popular name of “golden rod”: solidago. Used for centuries for its anti-inflammatory, diuretic and draining properties of the renal and urinary system, solidago contienesaponine, flavonoids, polyphenols, tannins and mucilages effective against water retention, uricemia and inflammation of the urinary tract, as well as for prevention of the “renella” (renal sand) and of the renal and bladder stones.

Do this

To prevent inflammation and kidney overload, take a cup of solidago tea twice a week: bring a cup of water to the boil, pour a tablespoon of the herb (you buy it in herbal medicine), turn off and let it rest for 10 minutes, then filter and drink it sweetening with acacia honey.

Prevent kidney overexertion with Juniper essential oil

Depurative and diuretic, juniper has always been known because, in addition to promoting the excretion of uric acid and toxins, it has significant antiseptic properties, so much so that it was once used to disinfect ships from countries affected by epidemics. From its berries we obtain an essential oil with a balsamic perfume rich in active ingredients, such as cadinene, camphene, terpineol and alpha pinene – a bicyclic monoterpene used by the pharmaceutical industry for the preparation of suffymigos to be inhaled. Locally applied, the essential oil of juniper exerts a diuretic, draining and disinfecting action, refreshes the kidneys, relaxes the muscles that support them and disinfects the urinary tract, in addition it regulates the neurovegetative system, often involved in kidney problems.

How to use it

To drain and purify the kidneys, dilute 4 drops of juniper essential oil in a tablespoon of olive oil or avocado twice a week, apply it to the renal area and massage gently until completely absorbed.
In case of stagnant water or cellulite, apply dilution with delicate circular movements to touch even on the main lymphatic stations of the neck, armpits, groin and legs.

 

SOURCE: Riza

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Milioni di americani stanno lottando con l’aumento di peso, eppure ciò che è veramente alla base di questo problema dilagante.

 

 

 

Quasi esclusivamente, sentirai che l’aumento di peso viene attribuito a:

  • un metabolismo lento,
  • eccesso di cibo,
  • troppi carboidrati o
  • mancanza di esercizio fisico.

Queste sono teorie comuni ma sono solo questo: teorie. Non sono la vera ragione per cui c’è un’epidemia di aumento di peso misterioso in tutto il mondo.

Nonostante le teorie e le promesse di diete alla moda ovunque tu guardi, è quella che contiene le tue risposte sull’aumento di peso misterioso. Non è così facile come bruciare più calorie di quelle che consumiamo. Molte volte, le persone seguono una dieta alla moda e fanno attività fisica regolarmente e stanno ancora aumentando di peso. È fondamentale avere molta compassione e comprensione.

La vera causa del mistero dell’aumento di peso

Se stai guadagnando peso, viene detto che il tuo metabolismo è pigro. Ho un intero capitolo sul mistero dell’aumento di peso e un altro capitolo sul fegato pigro e che andare in aiuto al fegato:

  • Risposte alle eczema, psoriasi, diabete, Strep, Acne, gotta, gonfiore, calcoli biliari, Stress surrenale, Esaurimento, fegato grasso, problemi di peso, SIBO & Malattia autoimmune

Mentre due altri fattori, la tiroide e le ghiandole surrenali, possono spesso essere coinvolti, ma l’aumento di peso è davvero legato a ciò che fa male al tuo fegato.

Quando una persona vuole mangiare cibi spazzatura e non ingrassa, è perché il fegato non è arrivato ancora a saturazione nello stoccaggio del grasso e del veleno. Ciò non significa che non siano sovraccarichi o saturi. Potresti essere magro e avere ancora un fegato saturo che causerà o finirà per causare sintomi.

Cosa potrebbe sovraccaricare il fegato? e mettere in difficoltò il fegato. Questo è il nome delle tossine, agenti patogeni e sostanze inquinanti che abbiamo nel nostro fegato. Siamo stati esposti a molte di queste sostanze nella nostra vita e siamo nati con loro nel grembo materno perché sono tramandati di generazione in generazione nelle nostre linee familiari. I fattori che creano problemi (sfortunatamente è più simile al 70% al massimo.) Per scoprire cosa sono questi fattori di disordini, dove si siedono nel fegato? quanto tempo ci vuole per depurare un fegato, e come sostenere il tuo corpo e fegato per rimuoverli, puoi leggere “Liver Rescue”.

Idealmente, il fegato sarebbe forte e abbastanza senza compromessi per elaborare i grassi, le tossine, ormoni e con facilità, neutralizzando batteri e virus e sbarazzandosi delle tossine. Complessivamente mentre solo aggrappandosi ai grassi di alta qualità e gli ormoni che potrebbero essere utili per il vostro corpo in seguito. La realtà è che per la maggior parte del mondo, è destinato in quel senso, si mangia troppo grasso e grassi di cattiva qualità, così le cellule grasse cominciano a raccogliersi e accumularsi nel fegato. Il fegato diventa così congestionato che si sviluppa intorno a fuori, con pre-grassi e poi in via di sviluppo. Le cellule grasse cominciano quindi ad accumularsi nel tratto intestinale e alla fine il cuore e le arterie si saturano. Il peso inizia ad formarsi intorno alla vita.

Questo è solo un aspetto del misterioso aumento di peso. C’è molto di più da capire nel libro, riguardo a questo aumento di pesi.

La connessione con le surrenali

Uno dei motivi è una immissione di adrenalina nel sangue. Mentre la vita diventa più sovraccarica e più stressante, l’adrenalina viene pompata attraverso il corpo in quantità sempre maggiore. Non è più solo un problema delle persone di una certa età, ed è un problema molto importante in questo momento della vita. Gli studenti stanno saltando la scuola e stanno prendendo una pausa. Persino gli studenti di medicina scelgono di rinunciare alle residenze a causa di alti livelli di stress.

Il motivo per cui lo stress e l’adrenalina sono così tossici da causare il sovraccarico del fegato. Aggiungete a ciò le diete ad alto contenuto proteico e ad alto contenuto di grassi che sono oggi molto popolari e normali. Se sei di tuo vegetariano o ami alimenti animali, le diete ad alto contenuto proteico (che sono anche intrinsecamente ad alto contenuto di grassi), sono problematiche per il fegato. Non importa quale sia la fonte di grassi – proteine ​​animali, soia, noci, avocado, olio – troppo grasso che grava sul fegato. La dieta chetogenica è particolarmente problematica. Perché? Quando mangi una dieta ricca di proteine ​​e ricca di grassi, le tue ghiandole surrenali immettono adrenalina nel flusso sanguigno per aiutare il tuo fegato a disperdere i grassi. Il tuo fegato ha bisogno di questo aiuto perché il tuo lavoro è  spezzato, è indebolito quando il tuo fegato è saturo di grassi. Se le tue ghiandole surrenali non rispondono con l’aiuto dell’adrenalina. si finisce per affaticare il cuore. Questa adrenalina in più, è corrosiva e dannosa, è il modo in cui il tuo corpo protegge la tua vita.

Guarire il fegato

In Salvataggio di Fegato, il Congedo delle sostanze dannose del Fegato. La chiave è la coerenza; sostenere il fegato con abbondanza di frutta, verdure a foglia verde e verdure, 16 once di succo di sedano dritto a stomaco vuoto e il mio Detox Smoothie dai metalli pesanti, sono due opzioni che possono aiutarti a iniziare il processo. In Liver Rescue, condivido con voi il migliore modo del mondo per purificare il fegato (compresi i dosaggi consigliati). Il libro include informazioni su come utilizzare questi alimenti e integratori per ottenere i migliori risultati. 3.6.9 Detergere il fegato, quali sono i modi che cambiano la vita per sostenere e disintossicare il fegato. Queste non sono le stesse informazioni sulla salute che potresti leggere o sentire altrove. È un’informazione altamente avanzata e dettagliata che possono veramente farti guarire da dozzine di sintomi e condizioni.

Per coloro che hanno già applicato le informazioni che condivido su Liver Rescue e gli altri miei libri, non devono scoraggiarsi. Ciò significa che l’aumento di peso può continuare per un periodo quando inizi la cura.

Inoltre, quando abbiamo virus, batteri, metalli pesanti tossici come rame, alluminio, oro, mercurio e altri fattori tossici del fegato che risiedono nel nostro fegato, il tempo di recupero aumenta. Ciò è dovuto al fatto che, quando il nostro mondo è inondato da queste malattie, riteniamo che questi virus siano indeboliti e che questi virus abbiano maggiori probabilità di verificarsi. potreste avere questi agenti patogeni nel fegato). Se soffri di asma, per esempio, e continui a vedere occasionali focolai quando sei malato o attraversi un ciclo di vita stressante, questo è causato dal batterio dello streptococco, che continua ad apparire nel tuo corpo. più tardi nella vita. Lo stesso vale per l‘herpes labiale e l’HHV. Altri virus, come Epstein-Barr (che ha oltre 60 ceppi non scoperti), sono anche rampanti, aspettano per tanto tempo e affaticano il fegato. Tutti questi fattori di cui discuto in Liver Rescue giocano un ruolo nelle condizioni del fegato e nel futuro sulla salute.

Il nostro lavoro, quindi, è prenderci cura del nostro mondo nel modo in cui hanno bisogno di una base quotidiana. Allora guarirai ogni giorno, anche quando non puoi sentirlo. Questo integra la fonte di grasso, che provenga da fonti vegetali o animali, per dare una pausa al fegato. Include anche mangiare i carboidrati puliti critici e sani che discuto in dettaglio nella mio libro. È così importante capire come funziona il tuo corpo e ciò di cui hai bisogno per proteggere te stesso e i tuoi cari in futuro. Ti consiglio vivamente di leggere il libro in modo da poterti potenziare con la verità e diventare un esperto del tuo corpo. Sono con te e credo in te.

FONTE: Medical Medium

 

(ENGLISH VERSION)

Millions of Americans are struggling with weight gain and yet what’s really behind this pervasive issue is still unknown in conventional medical and alternative health communities. Almost exclusively, you’ll hear weight gain blamed on slow metabolism, overeating, too many carbohydrates, or a lack of exercise. These are common theories but they’re just that: theories. They aren’t the real reason there’s an epidemic of mystery weight gain across the globe.

Despite the theories and promises of trendy fad diets everywhere you look, it’s the liver that holds the answers to your questions about mystery weight gain. It is not as straightforward as burning more calories than we consume. Many times, people are following a trendy diet and exercising regularly and are still gaining weight. It’s critical to have great compassion for those who are struggling with their weight and to understand what’s really going on so we can help end the shame and judgement many overweight people experience.

The True Cause of Mystery Weight Gain

If you’re gaining weight, it means your liver is sluggish. I have a whole chapter on mystery weight gain and another chapter on sluggish liver in Liver Rescue: Answers to Eczema, Psoriasis, Diabetes, Strep, Acne, Gout, Bloating, Gallstones, Adrenal Stress, Fatigue, Fatty Liver, Weight Issues, SIBO & Autoimmune Disease. While two other factors, the thyroid and the adrenals, can often be involved, weight gain is really about what your liver is up against.

When someone can eat all the junk food she or he wants and not gain an ounce, it’s because they have a liver that hasn’t yet hit its fat-storing or poison-storing limitation and therefore functions at a faster pace. That doesn’t mean their liver isn’t overburdened or overstressed. You could be thin and still have a liver illness developing or a liver complication that’s causing or will eventually cause symptoms.

What could be overburdening the liver you might ask? Liver Troublemakers. That’s the name I have given to the hundreds of different toxins, pathogens and pollutants we have in our livers. We have all been exposed to many of them over our lifetimes and even before we were born we inherited them in the womb because they’re passed down from generation to generation in our family lines. Even the healthiest babies are born with livers that aren’t functioning at 100% because of these Liver Troublemakers (unfortunately it’s more like 70% at most.) To discover what these troublemakers are, where they sit in the liver, how they damage the liver, how long it takes for them to leave, and how to support your body and liver to remove them, you can read Liver Rescue.

Ideally, the liver would be strong and uncompromised enough to process fats, toxins, and hormones with ease, neutralizing and getting rid of the toxins altogether while only holding on to high-quality fats and hormones that could be useful to your body later. The reality is that for most people, the liver simply has too much to do and the liver can’t process fat as well as it’s meant to, so fat cells begin to collect in it at a more rapid rate. The liver becomes so congested internally that fat builds around the outside of it, with pre-fatty and then fatty liver developing. Fat cells then begin to accumulate in the intestinal tract, and eventually, the heart and arteries get saturated. Weight starts to cling on around the waist.

This is just one side of mystery weight gain. There’s a great deal more to understand that I cover in Liver Rescue so you have a complete picture of what is happening when you’re gaining unwanted weight.

The Adrenal Connection

One of the reasons that the liver begins to breakdown is an influx of adrenaline in the bloodstream. As life get busier and more stressful, adrenaline is pumped through the body in increasing quantities. No longer is this an issue solely restricted to mid or late adulthood with the many responsibilities and stresses this time of life holds. Students are becoming burnt out earlier on in their college careers and are taking a year off or dropping out of school completely. Even medical students are choosing to forgo residencies due to increasingly high levels of stress.

The reason that stress and adrenaline are so toxic is that they cause the liver to become overburdened. Add to that the high-protein and high-fat diets that are highly popular and normal today and the liver is put into further distress. Whether you’re plant based or love animal foods, high-protein diets (which are also inherently high in fat), are problematic for the liver. No matter what the fat source is—animal protein, soy, nuts, avocados, oil—too much of it burdens the liver. The ketogenic diet is especially problematic. Why? When you eat a high-protein and high-fat diet, your adrenals flood adrenaline into your bloodstream to help your liver disperse fats. Your liver needs this help because bile, whose job it is to breakdown fats, is weakened when your liver is under stress. If your adrenals do not respond with aid, excess fat in the bloodstream can lead to stroke or heart attack. This extra adrenaline, while corrosive and damaging, is your body’s way of protecting your life.

Healing the Liver

In Liver Rescue, I dive into the many troubles plaguing the liver and the solutions available to recover its health and help the Liver Troublemakers leave. The key is consistency; supporting your liver with plenty of fruits, leafy greens, and vegetables—16 ounces of straight celery juice on an empty stomach and my Heavy Metal Detox Smoothie are two options that can help you jumpstart the process. In Liver Rescue, I share exactly how you can support your liver with specific foods and supplements (including suggested dosages.) The book includes information on how to use these foods and supplements for best results. I also offer you my Liver Rescue Morning and Liver Rescue 3.6.9 Cleanse which are life-changing ways to support and detoxify the liver. This isn’t the same liver health information you might read or hear elsewhere. It’s highly advanced and detailed information that can bring back your liver’s health and help you truly recover from dozens of symptoms and conditions.

For those who have already been applying the information I share in Liver Rescue and my other books, rescuing the liver takes time so do not be discouraged. This means that weight gain can continue for a period when you’re doing the right things because the liver was already under such distress that it needs time to adjust and heal before the weight can start to leave.

Additionally, when we have viruses, bacteria, toxic heavy metals like copper, aluminum, or mercury, and other Liver Troublemakers sitting in our livers, recovery time increases. This is due to the fact that, when our livers are inundated with fats and our bile is weakened, viruses and bacteria take advantage of this dip in our immune systems and strengthen (you can read Liver Rescue or any of my books to understand why you might have these pathogens in your liver). If you suffered from acne as a teenager, for instance, and continue to see occasional outbreaks when you are sick or around your cycle, this is because acne is caused by the strep bacteria, which continues to sit in the liver long term producing more symptoms later in life. The same is true for cold sores and HHV. Other viruses, like Epstein-Barr (which has over 60 undiscovered strains), are also rampant, biding time, and straining the liver. All of these factors plus more I discuss in Liver Rescue play a part in the condition of your liver and the symptoms and illnesses you have now or could have in the future.

Our job, then, is to take care of our livers in the way they need on a daily basis. Then you will be healing every day, even when you can’t yet see or feel it. This includes limiting fat intake, whether it’s from plant or animal sources, to give your liver a break so it can work on other important roles aside from processing fats. It also includes eating the healthy critical clean carbohydrates I discuss in detail in Liver Rescue that our livers need to replenish vital glycogen storage and heal and prevent countless conditions. It’s so important to understand how your body works and what it needs from you so you can protect yourself and your loved ones now and in the future. I highly recommend reading Liver Rescue so you can empower yourself with the truth and become an expert on what your body needs to heal and feel its best. I’m with you and I believe in you.

 

SOURCE: Medical Medium

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