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Archive for maggio 2019

Più dell’85% delle specie di mammiferi hanno un sonno polifasico, il che significa che dormono per brevi periodi durante il giorno.

 

Gli esseri umani fanno parte della minoranza dei dormienti monofasici, il che significa che i nostri giorni sono divisi in due periodi distinti, uno per il sonno e l’altro per la veglia. Non è chiaro se questo sia il modello naturale del sonno degli umani.

Per esempio, i bambini piccoli e gli anziani fanno un sonnellino pomeridiano e il sonnellino è un aspetto molto importante di molte culture.

 

Come nazione, gli Stati Uniti sembrano diventare una popolazione sempre più privata ​​del sonno. E potrebbe essere il nostro stile di vita frenetico che ci impedisce di sonnecchiare. Mentre i sonnellini non compensano necessariamente un sonno notturno inadeguato o di scarsa qualità, un breve pisolino di 20-30 minuti può aiutare a migliorare l’umore, la vigilanza e le prestazioni.

Le persone che fanno il sonnellino sono in buona compagnia: Winston Churchill, John F. Kennedy, Ronald Reagan, Napoleone, Albert Einstein, Thomas Edison e George W. Bush sono noti per aver inserito nella loro vita quotidiana un sonnellino pomeridiano.

Tipi di sonnellini
I sonnellini possono essere distinti in tre modi diversi:

  1. Il pisolino programmato (chiamato anche sonnellino preparatorio) prevede di fare un pisolino prima che tu abbia veramente sonno. Puoi usare questa tecnica quando sai che dovrai restare in piedi più a lungo del normale orario al quale vai a letto o come meccanismo per evitare di stancarti prima.
  2. Il pisolino d’emergenza si verifica quando sei improvvisamente molto stanco e non puoi continuare con l’attività in cui ti eri inizialmente impegnato. Questo tipo di pisolino può essere utilizzato per combattere la sonnolenza della guida o la fatica durante l’utilizzo di macchinari pesanti e pericolosi.
  3. Il pisolino abituale viene praticato quando una persona fa un pisolino alla stessa ora ogni giorno. I bambini piccoli possono addormentarsi all’incirca alla stessa ora ogni pomeriggio o un adulto potrebbe fare un breve pisolino dopo pranzo ogni giorno.

Suggerimenti

  • Di solito si consiglia un breve pisolino (20-30 minuti) per la vigilanza a breve termine. Questo tipo di pisolino offre un beneficio significativo per un miglioramento della vigilanza e delle prestazioni senza farti sentire intontito o interferire con il sonno notturno.
  • L’ambiente che dedichi per una pennica può avere un forte impatto sulla tua capacità di addormentarti. Assicurati di avere un posto riposante per sdraiarsi e che la temperatura nella stanza sia confortevole. Cerca di limitare la quantità di rumore percepito e l’estensione della luce che filtra. Mentre alcuni studi hanno dimostrato che passare il tempo a letto può essere utile, è meglio provare a catturare alcuni addormentamenti anche comodamente seduti in poltrona.
  • Se fai un pisolino troppo tardi, ciò potrebbe influenzare i tuoi schemi di sonno notturno e rendere difficile addormentarti al momento di andare a dormire regolarmente. Se provi a farlo troppo presto, il tuo corpo potrebbe non essere pronto per dormire e quindi non riesci a fare il pisolino.

 

Benefici

  • I pisolini possono ripristinare l’attenzione, migliorare le prestazioni e ridurre gli errori e gli incidenti. Uno studio della NASA su piloti e astronauti militari sonnolenti ha rilevato che un pisolino di 40 minuti ha migliorato le prestazioni del 34% e la vigilanza del 100%.
  • I pisolini possono aumentare la vigilanza nel periodo immediatamente successivo al pisolino e possono estendere la vigilanza poche ore dopo nel corso della giornata.
  • Il pisolino programmato è stato prescritto anche a coloro che sono colpiti dalla narcolessia.
  • Il pisolino ha benefici psicologici. Un pisolino può essere un lusso piacevole, una mini vacanza. Può fornire un modo semplice per ottenere un po’ di relax e ringiovanimento.
  • La maggior parte delle persone sa che guidare mentre si dorme è estremamente pericoloso. Tuttavia, molti conducenti continuano a sentirsi assonnati nonostante i rischi, mettendo se stessi e gli altri in pericolo. Mentre dormire per una notte intera prima di guidare è l’ideale, fare un breve pisolino prima di guidare può ridurre il rischio di una persona che ha un incidente di guida perché assonnato. Gli esperti del sonno raccomandano anche che, se si sente sonnolenza durante la guida, si dovrebbe immediatamente spostare in un’area di sosta, bere una bevanda con caffeina e fare un pisolino di 20 minuti.

Il lavoro a turni, che significa un programma che si discosta dalle tipiche “dalle 9 alle 5” ore, può causare affaticamento e problemi di prestazioni, soprattutto per i lavoratori del turno di notte. In uno studio del 2006, i ricercatori del Centro di medicina e di ricerca del sonno affiliati al St. John’s Mercy Medical Center e St. Luke’s Hospital nella periferia di St. Louis, MO, hanno esaminato l’efficacia del prendere i sonnellini e consumare caffeina per far fronte alla sonnolenza durante il turno di notte. Hanno scoperto che sia i sonnellini che la caffeina hanno migliorato la vigilanza e le prestazioni tra i lavoratori del turno di notte e che la combinazione di pisolini e caffeina ha avuto l’effetto più benefico.

James K. Walsh, PhD, uno dei ricercatori che ha condotto lo studio, spiega:

“A causa della propensione del corpo a dormire la notte, essere vigili e produttivi durante il turno di notte può essere difficile, anche se hai dormito abbastanza durante il giorno “. “Fare un pisolino prima del lavoro combinato con il consumo di caffeina durante il lavoro è una strategia efficace per rimanere all’erta durante il turno di notte.”

Effetti negativi

Nonostante questi benefici, il pisolino non è sempre l’opzione migliore per tutti. Ad esempio, alcune persone hanno difficoltà a dormire in un posto diverso dal proprio letto, facendo un pisolino in ufficio o in qualsiasi altro luogo improbabile. Altre persone hanno semplicemente problemi a dormire durante il giorno; potrebbe essere che alcuni individui sono più sensibili alla sonnolenza di mezzogiorno di altri – quelli che lo sono possono sentirsi più sonnolenti e avere giovamento da un sonnellino. Ecco alcuni altri effetti negativi:

  • I pisolini possono lasciare le persone con lo stordimento del sonno, specialmente quando durano più di 10-20 minuti. Lo stordimento del sonno è definita come la sensazione di intontimento e disorientamento che può derivare dal risveglio da un sonno profondo. Mentre questo stato di solito dura solo da pochi minuti a mezz’ora, può essere dannoso per coloro che devono esibirsi immediatamente dopo essersi svegliati da un periodo di sonnellino. La disabilità e il disorientamento post-sonnellino è più grave e può durare più a lungo, nelle persone che dormono da soli o dormono per periodi più lunghi.
  • Il sonnellino può anche avere un effetto negativo su altri periodi di sonno. Un lungo pisolino o un pisolino preso troppo tardi nella giornata può influire negativamente sulla durata e sulla qualità del sonno notturno. Se hai problemi a dormire di notte, un pisolino amplifica solo i problemi.
  • Uno studio ha indicato che il sonnellino è associato ad un aumentato rischio di insufficienza cardiaca nelle persone già a rischio.

Pregiudizi 

Mentre la ricerca ha dimostrato che il sonnellino è un modo utile per alleviare la stanchezza, ci sono ancora dei pregiudizi associati ad esso.

  • Il pisolino indica pigrizia, mancanza di ambizione e bassi standard.
  • Sonnecchiare è solo per i bambini, i malati e gli anziani.

Anche se le dichiarazioni di cui sopra sono false, molti segmenti del pubblico possono ancora essere informati sui benefici del sonnellino.

Un recente studio nella rivista di ricerca Sleep ha esaminato i benefici dei sonnellini di varie lunghezze e senza sonnellini. I risultati hanno mostrato che un pisolino di 10 minuti ha prodotto il massimo beneficio in termini di sonnolenza ridotta e miglioramento delle prestazioni cognitive. Un sonnellino della durata di 30 minuti o più è più probabile che sia accompagnato dallo stordimento da sonno, che è il periodo di rallentamento che a volte segue il sonno.

Ormai probabilmente stai pensando a come incorporare i pisolini nella tua routine quotidiana. Tieni presente che dormire abbastanza regolarmente è il modo migliore per stare attento e sentirsi al meglio. Ma quando la stanchezza inizia, un breve pisolino può fare miracoli per la tua resistenza fisica e mentale.

 

FONTE: Sleepfoundation.org

 

(ENGLISH VERSION)

More than 85% of mammalian species are polyphasic sleepers, meaning that they sleep for short periods throughout the day. Humans are part of the minority of monophasic sleepers, meaning that our days are divided into two distinct periods, one for sleep and one for wakefulness. It is not clear that this is the natural sleep pattern of humans. Young children and elderly persons nap, for example, and napping is a very important aspect of many cultures.

As a nation, the United States appears to be becoming more and more sleep deprived. And it may be our busy lifestyle that keeps us from napping. While naps do not necessarily make up for inadequate or poor quality nighttime sleep, a short nap of 20-30 minutes can help to improve mood, alertness and performance. Nappers are in good company: Winston Churchill, John F. Kennedy, Ronald Reagan, Napoleon, Albert Einstein, Thomas Edison and George W. Bush are known to have valued an afternoon nap.

Types

Naps can be typed in three different ways:

  • Planned napping (also called preparatory napping) involves taking a nap before you actually get sleepy. You may use this technique when you know that you will be up later than your normal bed time or as a mechanism to ward off getting tired earlier.
  • Emergency napping occurs when you are suddenly very tired and cannot continue with the activity you were originally engaged in. This type of nap can be used to combat drowsy driving or fatigue while using heavy and dangerous machinery.
  • Habitual napping is practiced when a person takes a nap at the same time each day. Young children may fall asleep at about the same time each afternoon or an adult might take a short nap after lunch each day.

Tips

  • A short nap is usually recommended (20-30 minutes) for short-term alertness. This type of nap provides significant benefit for improved alertness and performance without leaving you feeling groggy or interfering with nighttime sleep.
  • Your sleep environment can greatly impact your ability to fall asleep. Make sure that you have a restful place to lie down and that the temperature in the room is comfortable. Try to limit the amount of noise heard and the extent of the light filtering in. While some studies have shown that just spending time in bed can be beneficial, it is better to try to catch some zzz’s.
  • If you take a nap too late in the day, it might affect your nighttime sleep patterns and make it difficult to fall asleep at your regular bedtime. If you try to take it too early in the day, your body may not be ready for more sleep.

Benefits

  • Naps can restore alertness, enhance performance, and reduce mistakes and accidents. A study at NASA on sleepy military pilots and astronauts found that a 40-minute nap improved performance by 34% and alertness 100%.
  • Naps can increase alertness in the period directly following the nap and may extend alertness a few hours later in the day.
  • Scheduled napping has also been prescribed for those who are affected by narcolepsy.
  • Napping has psychological benefits. A nap can be a pleasant luxury, a mini-vacation. It can provide an easy way to get some relaxation and rejuvenation.

Most people are aware that driving while sleepy is extremely dangerous. Still, many drivers press on when they feel drowsy in spite of the risks, putting themselves and others in harm’s way. While getting a full night’s sleep before driving is the ideal, taking a short nap before driving can reduce a person’s risk of having a drowsy driving crash. Sleep experts also recommend that if you feel drowsy when driving, you should immediately pull over to a rest area, drink a caffeinated beverage and take a 20-minute nap.

Shift work, which means working a schedule that deviates from the typical “9 to 5” hours, may cause fatigue and performance impairments, especially for night shift workers. In a 2006 study, researchers at the Sleep Medicine and Research Center affiliated with St. John’s Mercy Medical Center and St. Luke’s Hospital in suburban St. Louis, MO, looked at the effectiveness of taking naps and consuming caffeine to cope with sleepiness during the night shift. They found that both naps and caffeine improved alertness and performance among night shift workers and that the combination of naps and caffeine had the most beneficial effect.

James K. Walsh, PhD, one of the researchers who conducted the study, explains, “Because of the body’s propensity for sleep at night, being alert and productive on the night shift can be challenging, even if you’ve had enough daytime sleep.” “Napping before work combined with consuming caffeine while on the job is an effective strategy for remaining alert on the night shift.”

Negative Effects

In spite of these benefits, napping isn’t always the best option for everyone. For example, some people have trouble sleeping any place other than their own bed, making a nap at the office or anywhere else unlikely. Other people simply have trouble sleeping in the daytime; it could be that certain individuals are more sensitive to the midday dip than others – those who are may feel sleepier and have an easier time napping. Here are some other negative effects:

  • Naps can leave people with sleep inertia, especially when they last more than 10-20 minutes. Sleep inertia is defined as the feeling of grogginess and disorientation that can come with awakening from a deep sleep. While this state usually only lasts for a few minutes to a half-hour, it can be detrimental to those who must perform immediately after waking from a napping period. Post-nap impairment and disorientation is more severe, and can last longer, in people who are sleep deprived or nap for longer periods.
  • Napping can also have a negative effect on other sleeping periods. A long nap or a nap taken too late in the day may adversely affect the length and quality of nighttime sleep. If you have trouble sleeping at night, a nap will only amplify problems.
  • One study has indicated that napping is associated with increased risk of heart failure in people already at risk.

Stigmas

While research has shown that napping is a beneficial way to relieve tiredness, it still has stigmas associated with it.

  • Napping indicates laziness, a lack of ambition, and low standards.
  • Napping is only for children, the sick and the elderly.

Though the above statements are false, many segments of the public may still need to be educated on the benefits of napping.

A recent study in the research journal Sleep examined the benefits of naps of various lengths and no naps. The results showed that a 10-minute nap produced the most benefit in terms of reduced sleepiness and improved cognitive performance. A nap lasting 30 minutes or longer is more likely to be accompanied by sleep inertia, which is the period of grogginess that sometimes follows sleep.

By now you’re probably thinking about ways to incorporate naps into your daily routine. Keep in mind that getting enough sleep on regular basis is the best way to stay alert and feel your best. But when fatigue sets in, a quick nap can do wonders for your mental and physical stamina.

 

SOURCE: Sleepfoundation.org

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Una ricerca sostiene che superare i sei caffè al giorno farebbe aumentare del 22% il rischio cardiovascolare. Per mantenere il cuore in salute gli esperti consigliano di berne al massimo cinque. Ecco quanti caffè invece potrebbero addirittura portare dei benefici.

 

A COLAZIONE, nello spuntino, dopo pranzo, durante le pause. Spesso il caffè ci accompagna lungo tutta la giornata. Tanto che a volte perdiamo il conto di quante tazzine abbiamo consumato e rischiamo di esagerare. Uno studio della University of South Australia ha esaminato qual è il limite oltre al quale troppo caffè potrebbe far male alla nostra salute, in particolare al cuore. E ha dimostrato che sei o più tazzine di espresso potrebbero aumentare il rischio cardiovascolare. Mentre per mantenere il cuore in salute è bene rimanere sotto le sei – al massimo cinque. I risultati dello studio sono pubblicati su The American Journal of Clinical Nutrition.

Caffeina: quanta ne possiamo assumere?

Gli autori hanno rivolto la loro attenzione alla caffeina, un composto abbondante nel caffè, ma presente anche nel tè e nel cacao. Il collegamento fra caffè e cuore è proprio qui: secondo alcuni studi l’eccesso di caffeina può causare un aumento della pressione sanguigna, che a sua volta può portare ad una malattia cardiaca. In generale, nel 2015 l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) ha già fissato dei limiti per la caffeina: una dose giornaliera di 200mg e fino a 400 mg da tutte le fonti alimentari, che corrisponde al massimo a circa 5 tazzine di espresso non desta preoccupazioni per la salute. Tuttavia ricercatori da tutto il mondo continuano a dibattere sull’argomento, cercando di capire quando e quanto il caffè può far bene o male, con risultati spesso contrastanti.

Meno di sei caffè

In questo filone di ricerca si inserisce lo studio odierno: gli autori australiani hanno analizzato un vasto campione di dati, genetici e sulle abitudini al consumo di caffè di 350mila persone dai 37 ai 73 anni, di cui più di 8mila avevano avuto un evento cardiovascolare grave, come infarto o ictus. I dati sono stati estratti dalla Uk Biobank, un database realizzato all’interno di un enorme studio inglese a lungo termine. Dall’analisi statistica emerge che il rischio cardiovascolare è collegato anche alla quantità di caffè consumata. In particolare, assumere 6 o più caffè al giorno è risultato associato a un aumento del 22% del rischio cardiovascolare rispetto a solo una o due tazzine al giorno. Ma a sorpresa anche chi non ne assume affatto e chi ha virato verso il decaffeinato presenta un leggera crescita del rischio cardiovascolare, rispettivamente dell’11% e del 7%. La percentuale più bassa del rischio per il cuore, invece, è stata registrata fra chi beve uno o due caffè al giorno (ma anche chi ne beve tre o quattro ha un rischio basso). L’effetto protettivo del consumo moderato di caffè risiederebbe, secondo precedenti studi, nella presenza di composti antinfiammatori e antiossidanti nella bevanda.

Tutto sta nella moderazione

“Per mantenere un cuore in salute e una buona pressione”, spiega Elina Hyppönen dell’Australian Centre for Precision Health della University of South Australia, “le persone devono limitare il numero di caffè assunti ogni giorno a meno di sei tazzine, una quantità che rappresenta la soglia alla quale questa bevanda inizia a far male”.

Come spesso accade quando si parla di alimentazione e salute, tutto sta nell’essere moderati e non eccedere con un cibo o con una bevanda. In tal senso, sapere quando e quanto una cosa ci fa male diventa essenziale per compiere scelte maggiormente consapevoli.

La genetica del caffè

I ricercatori hanno esaminato anche dati relativi ad un gene che regola il metabolismo della caffeina, il CYP1A2. In particolare, una mutazione di questo gene risulta associata ad una capacità di metabolizzare la caffeina ben quattro volte più alta. Tuttavia l’analisi mostra che il rischio cardiovascolare legato al caffè non cambia – e non diminuisce – in presenza di un metabolismo della caffeina più veloce e della mutazione del gene CYP1A2. Dunque, anche chi è portatore di questa mutazione non è autorizzato a bere sei o più caffè.

 

FONTE: Salute della Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

Research suggests that exceeding six coffees per day would increase cardiovascular risk by 22%. To keep the heart healthy, experts recommend drinking a maximum of five. Here are just how many coffees could even bring benefits.

BREAKFAST, snack, after lunch, during breaks. Coffee often accompanies us throughout the day. So much so that sometimes we lose count of how many cups we have consumed and we risk exaggerating. A study by the University of South Australia examined the limit beyond which too much coffee could hurt our health, particularly the heart. And showed that six or more espresso cups could increase cardiovascular risk. While to keep the heart healthy it is good to stay under six – at most five. The results of the study are published in The American Journal of Clinical Nutrition.

Caffeine: how much can we take?

The authors turned their attention to caffeine, a compound abundant in coffee, but also present in tea and cocoa. The connection between coffee and the heart is right here: according to some studies, excess caffeine can cause an increase in blood pressure, which in turn can lead to heart disease. In general, in 2015 the European Food Safety Authority (EFSA) has already set limits for caffeine: a daily dose of 200mg and up to 400mg from all food sources, which corresponds to a maximum of about 5 cups of Express does not raise health concerns. However, researchers from around the world continue to debate the subject, trying to understand when and how much coffee can do good or bad, with often conflicting results.

Less than 6 cups

Today’s research is part of this line of research: Australian authors analyzed a vast sample of genetic and coffee consumption habits of 350,000 people aged 37 to 73, of whom more than 8,000 had a serious cardiovascular event , such as heart attack or stroke. The data was extracted from the UK Biobank, a database created within a huge long-term English study. The statistical analysis shows that the cardiovascular risk is also linked to the amount of coffee consumed. In particular, taking 6 or more coffees a day was associated with a 22% increase in cardiovascular risk compared to only one or two cups a day. But surprisingly even those who do not take any at all and those who have turned to decaffeinated have a slight increase in cardiovascular risk, 11% and 7% respectively. The lowest percentage of heart risk, on the other hand, was recorded among those who drink one or two coffees a day (but even those who drink three or four have a low risk). According to previous studies, the protective effect of moderate consumption of coffee resides in the presence of anti-inflammatory and antioxidant compounds in the drink.

Everything is in moderation

“To maintain a healthy heart and good pressure,” explains Elina Hyppönen of the Australian Center for Precision Health at the University of South Australia, “people must limit the number of coffees taken every day to less than six cups, a quantity that represents the threshold at which this drink starts to hurt “. As often happens when we talk about nutrition and health, everything is about being moderate and not overdoing food or drink. In this sense, knowing when and how much something hurts us becomes essential for making more informed choices.

Coffee genetics

The researchers also examined data on a gene that regulates caffeine metabolism, CYP1A2. In particular, a mutation of this gene is associated with a capacity to metabolize caffeine as much as four times higher. However, the analysis shows that the cardiovascular risk linked to coffee does not change – and does not decrease – in the presence of a faster caffeine metabolism and of the CYP1A2 gene mutation. Therefore, even those who carry this mutation are not allowed to drink six or more coffees.

 

SOURCE: Salute della Repubblica

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L’acne è causata da batteri streptococchi che si sono rafforzati nel tempo con gli antibiotici, che potresti aver assunto in qualche momento della tua vita o essere stato esposto inconsapevolmente attraverso il cibo e l’acqua.

 

Lo streptococco si annida nel fegato e quando il fegato e il sistema linfatico si indeboliscono, lo streptococco può viaggiare e raggiungere la pelle. Il grasso del sebo viene prodotto per cercare di impedire allo streptococco di causare danni alla pelle.

 

Poiché lo streptococco è stato ben alimentato dagli alimenti di cui ci si nutre, come latticini, uova, glutine, olio di canola, mais e soia, insieme a una pletora di tossine nel fegato, diventa estremamente vitale a questo punto.

Il grasso del sebo non è sufficiente per fermarlo. Ora il sistema immunitario della pelle prende il sopravvento, portando la produzione del grasso del sebo a volumi ancora maggiori come ultimo tentativo di intrappolare i batteri e salvaguardare la pelle.

Quando lo streptococco è forte, combatte e sopravvive ai linfociti e alle cellule killer appena sotto l’epidermide. Si arrampica sullo strato esterno della pelle e come risultato produce l’acne cistica. Le epidemie possono essere lievi o devastanti. Ciò che determina un lieve tra l’aggravante e l’estremo caso di acne, incluso quanti ceppi di streptococco avete, quante tossine come metalli pesanti sono presenti nel fegato e tessuto sottocutaneo perché lo streptococco si alimenti, quanti antibiotici hai usato o in qualche modo ingerito per tutta la vita, cosa è successo prima della tua vita che hai ereditato, che tipo di adrenalina e come aumenta durante la tua vita quotidiana, quanto è importante la tua esposizione ai pesticidi e come è la tua dieta.

Sali di ammasso di sodio non scoperti dentro il succo di sedano agiscono come un antisettico ed espongono e distruggono i batteri dello streptococco.

Il succo di sedano aiuta anche a disintossicare e rafforzare il fegato in modo tale che il batterio non lo trova più come posto così felice da farlo annidare.

Il succo di sedano rafforza anche il sistema immunitario in modo che possa aiutare a uccidere lo streptococco e fare in modo da prevenire che diventi acne in futuro. I linfociti su cui fai affidamento per fermare lo streptococco nelle autostrade linfatiche si nutrono anche di vitamine e minerali presenti nel succo di sedano.

FONTE: medical medium

 

(ENGLISH VERSION)

Acne is caused by streptococcus bacteria that has strengthened over time from antibiotics, which you may have taken at some point in your life or been exposed to unknowingly through food and water supply.

Streptococcus nests into the liver and when the liver and lymphatic system weaken, strep can travel and reach the skin. Sebum oil is produced to try to stop the strep from causing harm to your skin.

Because the strep has been well fueled from foods it feeds on, like dairy, eggs, gluten, canola oil, corn, and soy, along with a plethora of toxins in the liver, it is extremely vital at this point. The sebum oil isn’t enough to stop it. Now the skin’s immune system kicks into higher gear, prompting the production of sebum oil at even larger volumes as a last attempt to trap the bacteria and safeguard your skin.

When strep is strong, it fights and survives the lymphocytes and killer cells just below the epidermis. It climbs up into the outer layer of your skin and cystic acne results. Outbreaks can be mild or devastating. So much goes into what determines a mild versus aggravating versus extreme case of acne, including how many strains of strep you have, how many toxins such as heavy metals are present in the liver and subcutaneous tissue for strep to feed on, how many antibiotics you have used or otherwise ingested over a lifetime, what happened before your lifetime that you inherited, what kind of adrenaline surges you experience in daily life, pesticide exposure, and what your diet’s like.

Celery juice’s undiscovered sodium cluster salts act as an antiseptic and expose and destroy strep bacteria. Celery juice also helps detoxify and strengthen the liver so strep doesn’t find it to be such a happy place for it to nest. Celery juice also strengthens the immune system so it can help kill off the strep and help prevent it from becoming acne in the future. The lymphocytes you rely on to stop strep in the lymphatic highways also feed off vitamins and minerals found in celery juice.

 

SOURCE: Medical Medium

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Le fave fresche hanno pochi grassi e calorie: amiche della linea, contengono sostanze che proteggono dal cancro e aiutano contro artrite e osteoporosi.

 

In primavera e fino a giugno, troviamo sui banchi del mercato le fave fresche (dette anche “favette”) che sono di colore verde acceso, avvolte nel loro baccello, mentre durante l’anno sono disponibili quelle secche (di colore biancogiallino). Le fave o favette fresche sono più ricche di vitamine, oligoelementi, sali minerali (in particolare il ferro), fibra anticolesterolo e hanno poche calorie. Inoltre contengono una buona dose di vitamina E, un antiossidante che presiede al nutrimento della pelle. Un motivo in più per introdurre nella nostra alimentazione questo legume e per approfittare, adesso, della disponibilità delle fave novelle di stagione, le migliori dal punto di vista vitaminico. Si tratta di un legume davvero unico, in grado di contrastare l’anemia, vincere la stipsi, e persino proteggere il sistema nervoso. Vegetali ricchi di ferro, magnesio, vitamine del gruppo B e vitamina C (che viene persa con la cottura), le fave hanno poi un elevato contenuto di proteine, di fibre e un apporto calorico inferiore agli altri legumi.

Fave: ottima protezione contro diabete e malattie coronariche

Tra le fave coltivate in Italia, due sono particolarmente rinomate: quella pugliese di Carpino e quella siciliana di Leonforte. Le prime, più piccole di dimensioni, sono famose per il tegumento friabile, leggero, e per il gusto delicato. Da un punto di vista nutrizionale sono apprezzate per il contenuto di antiossidanti e per la L-dopa, una sostanza chiave per sostenere le funzioni del sistema nervoso. La qualità di Leonforte, invece, è più grande e si contraddistingue per un minor contenuto di zuccheri, fattore decisivo per chi deve seguire un’alimentazione a basso indice glicemico.

Utili anche nella prevenzione dei tumori

Le fave potrebbero essere anche un ottimo alimento da mettere in una dieta anticancro. Uno studio della australiana Charles Sturt University (CSU) comparso sul British Journal of Nutrition ha scoperto in test di laboratorio che i componenti delle fave del tipo Nura e Rossa sono attivi contro cinque diverse linee di cellule cancerose. Questa azione pare sia legata ai composti fenolici, sostanze che difendono la pianta dai parassiti. Sempre lo stesso studio ha evidenziato anche un effetto benefico delle fave contro la pressione alta.

Le fave sono un grande rimedio per artrite e osteoporosi

Le fave sono anche eccellenti nella cura della salute articolare perché contengono manganese, un minerale che nel corpo svolge diverse funzioni, soprattutto a livello muscolo-scheletrico. Ne basta una tazza (circa) per soddisfare le necessità nutrizionali di una donna di media corporatura e il 70% di quelle di un uomo. Il manganese difende il sistema endocrino, quello nervoso e quello immunitario.

Fave, come scegliere le più buone

Le fave fresche sono contenute in un baccello, che dimostra la sua freschezza quando si presenta con un colore verde brillante, erbaceo. Piccole macchioline di colore scuro sono normali, ma ampie zone annerite possono essere espressione di una contaminazione parassitaria. Anche il tegumento può essere mangiato, ma solo quando le fave sono molto “giovani” e fresche e questo è sottile. Se invece è più coriaceo, deve essere eliminato: si può fare abbastanza facilmente partendo da una piccola apertura sul bordo, chiamata “occhio”.

Abbina le fave ai cereali e ai cibi ricchi di vitamina c

Le proteine contenute in abbondanza nelle fave, sebbene siano di buona qualità, mancano di un particolare aminoacido e per essere meglio assimilate sarebbe opportuno non mangiarle mai da sole ma abbinarle a carboidrati integrali: provale, per esempio, con quinoa, cipollotto rosso, olive nere taggiasche, scorza di limone grattugiata, prezzemolo tritato e coriandolo fresco tritato.

Con i peperoni fai un mix stracolmo di vitamina c antirughe

Per facilitare maggiormente l’assorbimento del ferro basterà abbinare alle fave altri alimenti ricchi di vitamina C, come agrumi e peperoni. Prova un risotto antiossidante con peperoni rossi, fave, cipollotto e zafferano.

Insieme alle erbe amare per ripulire il fegato

Aggiungi una manciata di fave fresche alle verdure amare. Lessa la cicoria, poi saltala in padella con aglio, olio e peperoncino: usa questo condimento per la pasta. Con le favette fresche puoi anche preparare un pesto ottenuto pestando 100 g di fave sgranate con 2 cucchiai di pinoli o mandorle, 2 spicchi di aglio, menta, pecorino e olio EVO.

Attenzione: sono vietate a chi soffre di favismo

Le fave non vanno consumate se si soffre di favismo, una malattia genetica che comporta la mancanza di un enzima preposto all’inibizione di due sostanze presenti nelle fave, la vicina e la convicina. Inoltre, nei soggetti sensibili e predisposti, il consumo di fave, anche minimo, può scatenare delle reazioni acute con gravi conseguenze.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

In spring and until June, we find on the market stalls fresh broad beans (also called “favette”) which are bright green, wrapped in their pods, while during the year dry ones are available (whitish color). Fresh broad beans are rich in vitamins, trace elements, mineral salts (in particular iron), anti-cholesterol fiber and have few calories. They also contain a good dose of vitamin E, an antioxidant that presides over skin nutrition. One more reason to introduce this legume into our diet and to take advantage, now, of the availability of seasonal beans, the best from the vitamin point of view. It is a truly unique legume, able to counteract anemia, overcome constipation, and even protect the nervous system. Plants rich in iron, magnesium, B vitamins and vitamin C (which is lost through cooking), the beans have a high content of proteins, fibers and a lower caloric intake than other legumes.

Broad beans: excellent protection against diabetes and coronary heart disease
Among the beans grown in Italy, two are particularly renowned: the Apulian one of Carpino and the Sicilian one of Leonforte. The first ones, smaller in size, are famous for the friable, light integument and for the delicate taste. From a nutritional point of view they are appreciated for their antioxidant content and for L-dopa, a key substance to support the functions of the nervous system. The quality of Leonforte, on the other hand, is greater and is characterized by a lower sugar content, a decisive factor for those who must follow a low glycemic index diet.

Also useful in cancer prevention
The beans could also be an excellent food to put on an anti-cancer diet. A study by the Australian Charles Sturt University (CSU) in the British Journal of Nutrition found in laboratory tests that the components of Nura and Rossa beans are active against five different cancer cell lines. This action appears to be linked to phenolic compounds, substances that defend the plant from parasites. The same study also showed a beneficial effect of beans against high blood pressure.

Broad beans are a great remedy for arthritis and osteoporosis
The beans are also excellent in the treatment of joint health because they contain manganese, a mineral that has various functions in the body, especially in the musculoskeletal level. One cup is enough (about) to satisfy the nutritional needs of a woman of average build and 70% of those of a man. Manganese defends the endocrine, nervous and immune systems.

Fave, how to choose the best ones
The fresh broad beans are contained in a pod, which demonstrates its freshness when presented with a bright, herbaceous green color. Small specks of dark color are normal, but large blackened areas can be an expression of parasitic contamination. Even the integument can be eaten, but only when the beans are very “young” and fresh and this is thin. If it is more leathery, it must be eliminated: it can be done quite easily starting from a small opening on the edge, called “eye”.

Combine beans with cereals and foods rich in vitamin c
The proteins contained in abundance in the beans, although they are of good quality, lack a particular amino acid and to be better assimilated it would be advisable never to eat them alone but combine them with whole carbohydrates: try them, for example, with quinoa, red onion, black olives taggiasche, grated lemon rind, chopped parsley and chopped fresh coriander.

Mix the peppers with a mixture of vitamin C anti-wrinkle
To make iron absorption easier, it is sufficient to combine beans with other foods rich in vitamin C, such as citrus fruits and peppers. Try an antioxidant risotto with red peppers, broad beans, spring onion and saffron.

Along with bitter herbs to cleanse the liver
Add a handful of fresh broad beans to the bitter vegetables. Boil the chicory, then sauté in a pan with garlic, oil and chilli: use this sauce for pasta. With fresh baby beans you can also prepare a pesto made by crushing 100 g of shelled broad beans with 2 tablespoons of pine nuts or almonds, 2 cloves of garlic, mint, pecorino cheese and EVO oil.

Attention: those who suffer from favism are forbidden
The beans should not be consumed if you suffer from favism, a genetic disease that involves the lack of an enzyme responsible for the inhibition of two substances present in the beans, the neighbor and convicina. Moreover, in sensitive and predisposed subjects, the consumption of beans, even minimal, can trigger acute reactions with serious consequences.

 

SOURCE: Riza

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Nei test di laboratorio blocca crescita cellule del cancro

 

Il miele di corbezzolo, tipico delle aree mediterranee, può essere un’arma contro il cancro del colon. I ricercatori dell’Università politecnica delle Marche, insieme con quelli delle università di Vigo e Granada, hanno visto in laboratorio che le cellule tumorali del colon, quando gli viene aggiunto questo miele, smettono di crescere e diffondersi.

 

Secondo lo studio, pubblicato sul Journal of Functional Foods,

“il trattamento con questo miele blocca il ciclo delle cellule del cancro regolando alcuni geni, inibisce la migrazione delle cellule, riduce la loro capacità di formare colonie e induce la loro morte programmata”,

commenta Maurizio Battino, coordinatore della ricerca.

L’effetto antitumorale del miele di corbezzolo sul cancro del colon aumenta con la quantità e durata della terapia.

“Nessun effetto è stato osservato invece quando il miele viene applicato sulle cellule sane – continua.
Tuttavia serviranno nuovi studi, su modelli vivi, per confermare l’effetto chemio preventivo di questo miele. E’ un punto di partenza che ci indica i principali meccanismi molecolari attraverso cui si produce questo effetto, rafforzando l’interesse per lo studio di questo alimento mediterraneo”.

 

FONTE: ANSA

 

(ENGLISH VERSION)

In laboratory tests it stops the growth of cancer cells

Arbutus honey, typical of Mediterranean areas, can be a weapon against colon cancer. Researchers from the Polytechnic University of the Marche, together with those from the universities of Vigo and Granada, have seen in the laboratory that colon cancer cells, when this honey is added, stop growing and spreading. According to the study, published in the Journal of Functional Foods, “treatment with this honey blocks the cycle of cancer cells by regulating some genes, inhibits cell migration, reduces their ability to form colonies and induces their programmed death”, comments Maurizio Battino, research coordinator. The antitumor effect of arbutus honey on colon cancer increases with the amount and duration of therapy. “No effect was observed when honey is applied to healthy cells – continues.

However, new studies will be needed, on live models, to confirm the chemo preventive effect of this honey. It is a starting point that shows us the main molecular mechanisms through which this effect is produced, strengthening the interest in the study of this Mediterranean food “.

 

SOURCE: ANSA

 

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Il corniolo, detto anticamente “pianta dei maghi” contiene grandi sostanze purificanti e antietà non solo nelle bacche ma anche nelle foglie e nella corteccia.

 

Lo si incontra spesso in campagna e nei vecchi giardini e lo si riconosce dai profumati fiori dorati simili a piccoli ombrelli, che compaiono prima delle foglie e dai quali maturano grappoli di frutti scarlatti e carnosi a forma di oliva dal gradevole sapore acidulo, ricchissimi di proprietà salutari e ottimi da gustare maturi al naturale o per farne gustose conserve. Il corniolo è un bell’arbusto che “ama” vivere in compagnia, e per questo in natura è raro vederlo da solo. In Italia è abbastanza facile trovarne piccoli gruppi di piante di corniolo nei boschi di latifoglie, in collina e bassa montagna ma anche in pianura, là dove il terreno è calcareo e ben ventilato. Del corniolo si usa tutto, a scopo curativo e non solo: anche il legno, duro, compatto e resistente, una volta lavorato da esperti artigiani fornisce manufatti lisci e setosi, mentre un tempo i suoi rametti venivano legati fra loro per costruire le scope.

Con la corteccia di corniolo contrasti la febbre e aiuti l’intestino

La corteccia di corniolo, che si trova pronta in molte erboristeria, si usa per contrastare gli stati febbrili e le infiammazioni intestinali, specie se accompagnate da episodi di dissenteria. Per preparare un decotto di corteccia di corniolo, basta versare 2 grammi di corteccia essiccata e sminuzzata in una tazza d’acqua, poi si pone sul fuoco e si porta a ebollizione; si lascia sobbollire a fuoco basso per10 minuti, poi si spegne e si fa riposare il liquido finché si raffredda. Se ne bevono 3 tazze al giorno fino a miglioramento.

I frutti di corniolo, una miniera di sostanze benefiche

Ricchissimi di vitamine (in particolare la vitamina C, presente in quantità doppia rispetto agli agrumi), carotenoidi, pectine, tannini, mucillagini, fruttosio e acidi organici, i frutti rossi del corniolo possiedono proprietà disintossicanti e astringenti. I piccoli frutti del corniolo si gustano al naturale oppure possono essere usati per preparare succhi freschi, marmellate, salse o gelatine, o vengono fatti essiccare per preparare infusi o decotti rinfrescanti, da usare anche per allungare spremute e centrifugati. Per preparare il decotto di bacche di corniolo, è sufficiente porre in una tazza d’acqua bollente 5 grammi di bacche secche, far sobbollire il tutto per 10 minuti, filtrare e dolcificare con miele d’acacia oppure di tiglio.

Il decotto di foglie e corteccia di corniolo elimina acne e punti neri

Con foglie e corteccia possiamo preparare un decotto ottimo per ringiovanire la pelle: usato come un tonico, libera la cute dalle impurità, riduce le rughe e rende il viso più tonico e luminoso; ma può essere usato anche come base per impacchi e maschere all’argilla. In 250 ml di acqua fai sobbollire per 10 minuti a fuoco basso 2 cucchiai di foglie e corteccia di corniolo; lascia che il liquido si intiepidisca, filtralo e usalo per detergere viso, collo e décolleté.

Fai così la tua confettura di corniolo

Per preparare una deliziosa marmellata di corniolo utilizza frutti giunti a maturazione, lavali accuratamente e dopo averli ben scolati e asciugati mettili in una casseruola; ricoprili appena di acqua e porta il tutto a ebollizione finché non si aprono. Ritirali dal fuoco e passali a un setaccio medio per separare la polpa dai noccioli. Una volta eliminati i noccioli, rimetti sul fuoco la polpa schiacciata, aggiungi del vino bianco (dolce o secco), zucchero (da 300 a 500 g per chilo di polpa) e la scorza grattugiata di un limone biologico. Continua la cottura rimescolando con un cucchiaio di legno finché la confettura non diventa gelatinosa. Versa il tutto in barattoli di vetro da conserve, chiudili e lasciali bollire a bagnomaria per almeno mezz’ora, così da sterilizzarli.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

The cornelian tree, formerly known as the “magic plant” contains great purifying and anti-aging substances not only in the berries but also in the leaves and bark

It is often found in the countryside and in the old gardens and can be recognized by the fragrant golden flowers similar to small umbrellas, which appear before the leaves and from which ripen bunches of scarlet and fleshy olive-shaped fruits with a pleasant sour taste, very rich in properties healthy and excellent to be eaten ripe or to make tasty preserves. The cornel tree is a beautiful shrub that “loves” to live in company, and for this reason it is rare in nature to see it alone. In Italy it is quite easy to find small groups of dogwood plants in broad-leaved forests, in the hills and low mountains but also in the plains, where the soil is calcareous and well ventilated. Everything is used to make the dogwood, for curative purposes and more: wood, hard, compact and resistant, once worked by expert craftsmen, provides smooth and silky artifacts, while once its twigs were tied together to build brooms.

With dogwood bark contrasts fever and aids the intestine
Dogwood bark, which is found in many herbal medicines, is used to counteract fever and intestinal inflammation, especially if accompanied by episodes of dysentery. To prepare a decoction of cornel bark, just pour 2 grams of dried and chopped bark into a cup of water, then place on the fire and bring to a boil; let it simmer on low heat for 10 minutes, then turn off and let the liquid rest until it cools down. If you drink 3 cups a day until improvement.

The fruits of dogwood, a mine of beneficial substances
Rich in vitamins (in particular vitamin C, present in twice the quantity of citrus fruits), carotenoids, pectins, tannins, mucilage, fructose and organic acids, the red fruits of the cornel have detoxifying and astringent properties. The small fruits of the cornel tree can be tasted naturally or they can be used to prepare fresh juices, jams, sauces or jellies, or they are dried to prepare infusions or refreshing decoctions, to be used also to lengthen juices and centrifuged. To prepare the decoction of cornel berries, simply place 5 grams of dried berries in a cup of boiling water, simmer for 10 minutes, strain and sweeten with acacia or lime honey.

The decoction of leaves and cornel bark eliminates acne and blackheads
With leaves and bark we can prepare a decoction that is excellent for rejuvenating the skin: used as a tonic, it frees the skin from impurities, reduces wrinkles and makes the face more toned and radiant; but it can also be used as a base for clay packs and masks. In 250 ml of water simmer 2 spoonfuls of leaves and cornel bark for 10 minutes on low heat; let the liquid cool, filter it and use it to cleanse the face, neck and décolleté.

Do so your cornel jam
To prepare a delicious cornel jam, use ripe fruits, wash them carefully and, after having drained and dried them, put them in a saucepan; just cover them with water and bring them to a boil until they open. Remove them from the heat and pass them through a medium sieve to separate the pulp from the stones. Once the pits have been removed, return the flattened pulp to the heat, add white wine (sweet or dry), sugar (300 to 500 g per kilo of pulp) and the grated rind of an organic lemon. Continue cooking stirring with a wooden spoon until the jam becomes gelatinous. Pour everything into glass jars from cans, close them and let them boil in a bain-marie for at least half an hour, so as to sterilize them.

 

SOURCE: Riza

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Farsi una bella passeggiata a passo veloce giova enormemente alla salute, tanto che farebbe guadagnare 15 anni di vita rispetto a chi per strada se ne va comodamente.

 

Un nuovo studio infatti rileva una differenza significativa nell’aspettativa di vita correlata alla velocità di deambulazione, indipendentemente dal peso corporeo. E ciò vale soprattutto per le donne.

 

Si tratta della ricerca condotta all’Istituto Nazionale per la Ricerca sulla Salute (NIHR) del Leicester Biomedical Research Center, dove sono stati analizzati i dati della Biobanca britannica di quasi 500mila persone scoprendo che chi camminava più velocemente aveva aspettative di vita più lunghe e che i camminatori più veloci avrebbero un indice di massa corporea più basso (BMI), che di solito è associato a una salute migliore.

 

Insomma, non solo camminare velocemente riduce il rischio di diabete di tipo 2, di malattie cardiovascolari e di alcuni tipi di cancro ed è un ottimo metodo green per dimagrire, ma è anche un elisir di lunga vita.

Lo studio

La ricerca ha analizzato i dati di 474.919 persone con un’età media di 52 anni nel Regno Unito tra il 2006 e il 2016. Il team ha scoperto che, indipendentemente dal peso, quelli con un ritmo di andatura abitualmente veloce hanno una lunga aspettativa di vita.

In particolare, le donne che camminavano a passo svelto avevano un’aspettativa di vita di 86,7-87,8 anni, mentre le donne che camminavano a un ritmo più lento avevano un’aspettativa di vita di 72,4. Per gli uomini, invece, si è registrata una aspettativa da 85,2 a 86,8 anni per un ritmo veloce e di soli 64,8 per chi camminava lentamente. Risultati che valgono anche nei casi in cui le persone siano gravemente in sovrappeso oppure obese.

“Le nostre scoperte suggeriscono come la forma fisica sia un indicatore migliore dell’aspettativa di vita rispetto all’indice di massa corporea – ha spiegato il professor Tom Yates dell’Università di Leicester e principale autore dello studio – e che incoraggiare le persone a camminare a passo spedito possa aggiungere degli anni alle loro vite”.

Questa è la prima volta che dei ricercatori associano il passo veloce con un’aspettativa di vita più lunga indipendentemente dal peso corporeo di una persona o dallo stato di obesità.

Secondo Francesco Zaccardi, epidemiologo clinico presso il Leicester Diabetes Center e coautore dello studio, “gli studi pubblicati finora hanno mostrato principalmente l’impatto del peso corporeo e della forma fisica sulla mortalità in termini di rischio relativo, ad esempio un aumento relativo del 20% del rischio di morte per ogni 5 chilogrammi per metro quadrato di aumento, rispetto a un valore di riferimento di un BMI di 25 chilogrammi per metro quadrato (il BMI soglia tra peso normale e sovrappeso).

Tuttavia, concludono gli studiosi, non è sempre facile interpretare un “rischio relativo”: la relazione in termini di aspettativa di vita, al contrario, è più facile da interpretare e dà un’idea migliore dell’importanza dell’indice di massa corporea e della forma fisica.

Ciò vuol dire che non avete più scuse e, se proprio non avete il tempo di andare in palestra tra lavoro e impegni familiari, è la volta buona per lasciare a casa l’auto e trottare a piedi.

 

FONTE: Greenme (Germana Carillo)

 

(ENGLISH VERSION)

Taking a nice walk at a fast pace is enormously good for your health, so much so that you would gain 15 years of life compared to those who go off the road comfortably. In fact, a new study shows a significant difference in life expectancy related to walking speed, regardless of body weight. And this is especially true for women.

This is the research conducted at the National Institute for Health Research (NIHR) of the Leicester Biomedical Research Center, where the data of the British Biobank of almost 500 thousand people were analyzed, discovering that those who walked faster had longer life expectancies and the fastest walkers would have a lower body mass index (BMI), which is usually associated with better health.

In short, not only walking quickly reduces the risk of type 2 diabetes, cardiovascular disease and some types of cancer and is an excellent green method to lose weight, but it is also an elixir of life.

I study

The research analyzed data from 474,919 people with an average age of 52 in the UK between 2006 and 2016. The team found that, regardless of weight, those with a usually fast pace of pace have a long expectation of life.

In particular, women who walked at a brisk pace had a life expectancy of 86.7-87.8 years, while women who walked at a slower pace had a life expectancy of 72.4. For men, instead, there was an expectation from 85.2 to 86.8 years for a fast pace and only 64.8 for those who walked slowly. Results that also apply in cases where people are severely overweight or obese.

“Our findings suggest that physical fitness is a better indicator of life expectancy than body mass index – explained Professor Tom Yates of the University of Leicester and principal author of the study – and that encourage people to walk I can quickly add years to their lives. “
This is the first time that researchers associate the fast pace with a longer life expectancy regardless of a person’s body weight or the state of obesity.

According to Francesco Zaccardi, clinical epidemiologist at the Leicester Diabetes Center and co-author of the study, “the studies published so far have mainly shown the impact of body weight and physical form on mortality in terms of relative risk, for example a relative increase of 20% of the risk of death for every 5 kilograms per square meter of increase, compared to a reference value of a BMI of 25 kilograms per square meter (the BMI threshold between normal weight and overweight).
However, scholars conclude, it is not always easy to interpret a “relative risk”: the relationship in terms of life expectancy, on the contrary, is easier to interpret and gives a better idea of ​​the importance of the body mass index and of physical form.

This means that you have no more excuses and, if you really don’t have the time to go to the gym between work and family commitments, it’s the right time to leave the car at home and trot on foot.

 

SOURCE: Greenme (Germana Carillo)

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