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Archive for dicembre 2019

Possiamo dire che il mese delle abbuffate è ufficialmente iniziato! Cerchiamo di essere reali: per quanti buoni propositi cerchiamo di perseguire, uno strappo alla regola ce lo concediamo sempre. E in alcuni casi lo strappo diventa proprio una voragine! In questi periodi di feste non è raro, dunque, soffrire di bruciori di stomaco o di indigestione.

 

La buona notizia è che questi disturbi da abbuffate possono in qualche modo essere tamponati. Come? Attraverso alcuni piccoli suggerimenti. Vediamo quali.

Prima del pasto

Uno dei migliori rimedi che possono aiutarci prima di un grande pasto è assumere qualcosa che sarà di aiuto nel processo digestivo. Ci sono diversi alimenti che possono aiutarci a farlo.

Una delle soluzioni più potenti, ad esempio, è l’aceto di mele. L’aceto di mele ha diverse proprietà e può essere utilizzato per evitare o alleviare bruciori di stomaco o pesantezza. Per rendere più semplice l’assunzione, potete mescolare un cucchiaio di aceto di mele in un bicchiere pieno d’acqua, prima del super pasto!

Secondo Christina K. Major, nutrizionista e medico naturopata, “Molte persone credono erroneamente tutto il reflusso acido e indigestione è causata da una sovrapproduzione di acido. L’ultima ricerca mostra che in realtà è il contrario per molte persone: c’è troppo poco acido prodotto per digerire adeguatamente il cibo mangiato”. L’aceto di mele, quindi, aiuterebbe il nostro intestino a lavorare meglio. Può essere assunto diluito nell’acqua, e bevuto a piccoli sorsi durante i pasti.

Durante il pasto

Durante il pasto, possiamo sfruttare diversi alimenti ed erbe che si accoppiano bene con le cene tipiche di questo periodo e che possono aiutare a compensare eventuali problemi digestivi. Alcuni di questi cibi, erbe e spezie sono:

Ovviamente, la migliore soluzione è non mangiare fino a scoppiare, lasciando lo spazio e la capacità al vostro stomaco di smaltire e digerire quello che avete consumato.

È l’errore più comune delle abbuffate che si effettuano durante le vacanze, ma è importantissimo tenerlo sempre presente.

Inoltre, evitate di bere acqua fredda durante il pasto, perché ne compromette la digestione.

Abbuffarsi? I funghi sono un protagonista delle cene natalizie e in genere di quelle invernali.

Le mandorle sono un alimento alcalino che può bilanciare il pH e che può aiutare a contrastare il reflusso e il bruciore di stomaco. Mangiatene qualcuna a fine pasto e ricordate: è importante masticare molto bene e a lungo, per avere un rapido sollievo dai sintomi. Un’altro alimento molto utile sono le mele: proteggono lo stomaco e riducono l’acidità.

Dopo il pasto

Prima di lanciarvi sui dolci, aspettate un attimo. Cercate di avvertire i segnali che il vostro stomaco invia alla mente, per comprendere quanto “spazio” c’è ancora e se è il caso di mangiare anche il dessert o, magari, rimandare un po’.

Dopo il vostro pasto, inoltre, potete completare bevendo un tè caldo alla menta o allo zenzero.

Ricordate, inoltre, che è sbagliatissimo ricorrere a delle soluzioni riparatrici fai da te post abbuffata, come il digiuno drastico. Evitate i lassativi, meglio aumentare il consumo di  fibre, anche sotto forma di cereali a colazione.

Infine, se volete depurarvi dopo le feste, ecco cinque tisane che possono fare al caso vostro.

 

FONTE: Ambientebio (Gino Favola)

 

(ENGLISH VERSION)

We can say that the bingeing month has officially started! We try to be real: for how many good intentions we try to pursue, we always grant a tear to the rule. And in some cases the tear becomes a chasm! In these periods of holidays it is not uncommon, therefore, to suffer from heartburn or indigestion.

The good news is that these binge eating ailments can somehow be buffered. Like? Through some small tips. Let’s see which ones.

Before the meal

One of the best remedies that can help us before a big meal is to take something that will aid in the digestive process. There are several foods that can help us do this.

One of the most powerful solutions, for example, is apple cider vinegar. Apple cider vinegar has several properties and can be used to avoid or relieve heartburn or heaviness. To make it easier to take, you can mix a spoonful of apple cider vinegar in a glass full of water, before the super meal!

According to Christina K. Major, nutritionist and naturopathic doctor, “Many people mistakenly believe all acid reflux and indigestion is caused by an overproduction of acid. The latest research shows that it is actually the opposite for many people: there is too little acid produced to adequately digest the food eaten. ” Therefore, apple cider vinegar would help our intestines work better. It can be taken diluted in water, and drunk in small sips with meals.

During the meal

During the meal, we can take advantage of different foods and herbs that pair well with the typical dinners of this period and that can help compensate for any digestive problems. Some of these foods, herbs and spices are:

  • Sauerkraut
  • Parsley
  • Coriander
  • Turmeric
  • Cinnamon (for sweet foods)

Obviously, the best solution is not to eat until it burst, leaving the space and capacity for your stomach to dispose of and digest what you have consumed.

It is the most common mistake of binges that are made during the holidays, but it is very important to always keep this in mind.

Also, avoid drinking cold water during a meal, as it affects digestion.

Overeat? Mushrooms are a protagonist of Christmas and winter dinners.
Almonds are an alkaline food that can balance the pH and that can help counteract reflux and heartburn. Eat a few at the end of the meal and remember: it is important to chew very well and for a long time, to get quick relief from the symptoms. Another very useful food is apples: they protect the stomach and reduce acidity.

After the meal

Before launching on sweets, wait a moment. Try to feel the signals that your stomach sends to the mind, to understand how much “space” there is still and if it is appropriate to eat dessert or, perhaps, postpone a little.

After your meal, you can also complete by drinking a hot mint or ginger tea.

Remember, too, that it is very wrong to resort to post-binge DIY repair solutions, such as drastic fasting. Avoid laxatives, better increase fiber consumption, even in the form of cereals for breakfast.

Finally, if you want to purify yourself after the holidays, here are five herbal teas that are right for you.

 

SOURCE: Ambientebio (Gino Favola)

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Stimola la creatività e l’immaginazione, oltre ad alimentare sentimenti di gioia, condivisione ed empatia. Ecco perché credere nella magia di Babbo Natale aiuta i bambini nel loro percorso di crescita.

 

UN uomo piuttosto in carne, vestito di rosso e con la barba bianca che incornicia un viso gentile. È un ritratto che tutti noi conosciamo bene: quello di Babbo Natale, che nella notte della vigilia sale a bordo della sua slitta trainata da renne volanti, per portare doni ai bambini di tutto il mondo. Una bugia – come abbiamo scoperto tutti crescendo – ma raccontata a fin di bene. E in effetti, credere in Babbo Natale aiuta i bambini nel loro percorso di crescita e a

 

  • sviluppare la creatività,
  • usare l’immaginazione e
  • trovare sicurezza e autostima.

A raccontarcelo è Elena Merenda, esperta di pedagogia infantile dell’Università canadese di Guelph-Humber.

Il confine tra realtà e fantasia

“Credere in qualcosa senza vederlo richiede creatività e spinge i bambini a usare la loro immaginazione”, spiega Merenda.

“La creatività è una forma d’espressione ed è importante che sia stimolata ed allenata durante l’infanzia, per sviluppare la salute emotiva”.

Attraverso l’immaginazione – continua l’esperta – i bambini allenano capacità emotive e psicologiche che li aiutano a dare un senso al loro mondo.

“L’immaginazione e il gioco li spingono a rafforzare le loro capacità di ragionamento, affrontare situazioni ipotetiche, imparare a risolvere problemi e sviluppare abilità sociali, come l’empatia e il rispetto per i sentimenti altrui”, spiega Merenda. Credere in Babbo Natale, inoltre, alimenta sentimenti di empatia, condivisione e gioia. “La sua storia ricorda ai bambini che è importante esprimere sentimenti di gentilezza, compassione e generosità”, precisa l’esperta. “

E insegna che donare dà gioia sia a chi riceve che a chi dona”.

L’importanza delle tradizioni

Continuare a raccontare la storia di Babbo Natale e scrivere insieme la famosa “letterina” sono elementi importanti nel percorso di crescita di un bambino. Le tradizioni, infatti, aiutano a rafforzare i legami familiari, alimentano il senso di appartenenza e creano un bel bagaglio di ricordi positivi.

“Tutti elementi fondamentali per un corretto sviluppo emotivo, sociale e cognitivo”, spiega Merenda. Ma ancor più importante, le tradizioni familiari raccontano ai bambini la storia di chi sono e da dove provengono. “I bambini che conoscono la storia e le tradizioni della loro famiglia sono in genere più equilibrati, sicuri e hanno una maggior autostima”, spiega Merenda.

Alla scoperta della verità

Se da una parte ci sono molti benefici nel credere a Babbo Natale, arriva per tutti anche il momento di crescere. Scoprire la verità su Babbo Natale, smettere di credere nella magia, è un segnale che il bambino sta sviluppando capacità di pensiero critico. Che ha imparato a sperimentare, valutare e analizzare il mondo attorno a sé: un uomo può davvero volare in tutto il mondo in una sola notte?

In risposta a questa domanda è importante che i genitori non mentano. Crescendo per i bambini diventa importante imparare a fidarsi della famiglia.

“Le relazioni tra genitori e figli si basano sull’onestà”, spiega Merenda. “I bambini hanno bisogno di punti di riferimento, in modo che si sentano abbastanza sicuri per esplorare il mondo, correre rischi, sbagliare e provare cose nuove. I bambini devono, inoltre, poter fare affidamento sui propri genitori, in quanto su questa prima relazione si baseranno i futuri legami, quelli che dureranno una vita”.
FONTE: Salute della Repubblica (Marta Musso)
(ENGLISH VERSION)

It stimulates creativity and imagination, as well as fueling feelings of joy, sharing and empathy. That’s why believing in the magic of Santa Claus helps children on their growth path.

A rather flesh-colored man, dressed in red and with a white beard framing a gentle face. It is a portrait that we all know well: that of Santa Claus, who on the eve of the night climbs aboard his sleigh pulled by flying reindeers, to bring gifts to children all over the world. A lie – as we all discovered growing up – but told for good. And in fact, believing in Santa Claus helps children on their path of growth and develop creativity, use their imagination and find safety and self-esteem. Elena Merenda, an expert in child pedagogy at the Canadian University of Guelph-Humber, told us.

The border between reality and fantasy

“Believing in something without seeing it requires creativity and pushes children to use their imagination,” explains Merenda.

“Creativity is a form of expression and it is important that it is stimulated and trained during childhood, to develop emotional health.” Through imagination – continues the expert – children train emotional and psychological skills that help them make sense of their world.

“Imagination and play push them to strengthen their reasoning skills, deal with hypothetical situations, learn to solve problems and develop social skills, such as empathy and respect for the feelings of others,” explains Merenda.

Furthermore, believing in Santa Claus feeds feelings of empathy, sharing and joy. “Her story reminds children that it is important to express feelings of kindness, compassion and generosity,” says the expert. “And it teaches that giving gives joy to both those who receive and those who give.”

The importance of the traditions

Continuing to tell the story of Santa Claus and writing the famous “letter” together are important elements in a child’s growth path. Traditions, in fact, help to strengthen family ties, nurture a sense of belonging and create a good wealth of positive memories.

“All fundamental elements for a correct emotional, social and cognitive development”, explains Merenda. But more importantly, family traditions tell children the story of who they are and where they come from. “Children who know their family’s history and traditions are generally more balanced, confident and have greater self-esteem,” explains Merenda.

Discovering the truth

If on the one hand there are many benefits in believing in Santa Claus, it is time for everyone to grow. Finding out the truth about Santa Claus, stop believing in magic, is a signal that the child is developing critical thinking skills. Who has learned to experience, evaluate and analyze the world around him: can a man really fly around the world in one night?

In response to this question it is important that parents do not lie. Growing up for children becomes important to learn to trust the family.

“Parent-child relationships are based on honesty,” says Merenda. “Children need reference points, so that they feel confident enough to explore the world, take risks, make mistakes and try new things. Furthermore, children must be able to rely on their parents, as future bonds, those that will last a lifetime, will be based on this first relationship ”.

SOURCE: Salute della Repubblica (Marta Musso)

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I pistacchi sono uno dei più sani frutti a guscio disponibili a causa del loro alto contenuto di proteine, calcio, ferro, acidi oleici e antiossidanti come le vitamine A ed E. I pistacchi contengono meno grassi rispetto alla maggior parte delle altre noci e sono propensi a formare alcalini che è essenziale nella guarigione di malattie e malattie.

 

I pistacchi sono incredibilmente nutrienti

  • per il sangue, nonché
  • il sistema immunitario,
  • il sistema cardiovascolare,
  • il sistema muscolare
  • il sistema nervoso.

Sono anche un eccellente aiuto per perdere peso. Solo una manciata al giorno può aiutare a frenare l’appetito e mantenerti energico durante il giorno. I pistacchi sono noti per aiutare a ridurre i lipidi e le lipoproteine ​​nel sangue, che alla fine aiuta a ridurre il colesterolo LDL (cattivo) e ad aumentare il colesterolo HDL (buono).

I pistacchi crudi sono molto utili per costipazione, pelle secca e tonificante per fegato e reni. I pistacchi possono aiutare a prevenire

  • la malattia coronarica,
  • ictus,
  • infezioni,
  • perdita di memoria,
  • diabete di tipo 2,
  • insonnia,
  • disturbi neurologici,
  • cancro della pelle e
  • degenerazione maculare.

Per i massimi benefici per la salute, scegli il pistacchioi grezzo e non salato, di colore naturale (senza coloranti rossi o verdi).

L’olio di pistacchio è anche eccellente per rivitalizzare e nutrire la pelle ed è eccellente anche per la terapia di massaggio e l’uso cosmetico.

Considera di trovare altri modi per incorporare questo frutto sano nella tua dieta normale. I pistacchi funzionano benissimo con insalate, mix di trail e persino pesto fresco!

Prova questa ricetta del pesto di pistacchio che ha ingredienti salutari e curativi a cuore multiplo:

  • 1 1/2 tazze di basilico fresco
  • 1/2 tazza di coriandolo
  • 1 tazza di pistacchi sgusciati
  • 2-3 spicchi d’aglio
  • 1/4 di tazza di olio d’oliva o di pistacchio
  • 1-2 cucchiaini di succo di limone fresco
  • Pizzico di sale marino

Metti tutti gli ingredienti in un robot da cucina o in un frullatore e frulla fino a ottenere una crema liscia.

Il pesto di pistacchio è un delizioso tuffo, spalmabile o condimento per verdure crude, patate al forno, asparagi al vapore, pasta di riso o cracker.

FONTE: Medical Medium

 

(ENGLISH VERSION)

Pistachios are one of the healthiest nuts available due to their high content of protein, calcium, iron, oleic acids, and antioxidants such as vitamins A & E. Pistachios contain less fat than most other nuts and are inclined to be alkaline-forming which is essential in healing illnesses and disease. 

Pistachios are incredibly nourishing for the blood as well as the immune system, cardiovascular system, muscular system, and nervous system. They are also an excellent weight loss aid. Just one handful a day can help to curb your appetite and keep you energized throughout the day. Pistachios are known to help lower lipids and lipoproteins in the blood which ultimately helps to lower LDL (bad) cholesterol and raise HDL (good) cholesterol. 

Raw pistachios are highly beneficial for constipation, dry skin, and for toning the liver and kidneys. Pistachios can help to prevent coronary artery disease, strokes, infections, memory loss, type 2 diabetes, insomnia, neurological disorders, skin cancer, and macular degeneration. For ultimate health benefits, choose raw, unsalted nuts that are natural in color (meaning no red or green dye). 

Pistachio nut oil is also excellent for revitalizing and nourishing the skin and is excellent for massage therapy and cosmetic use as well. Consider finding more ways to incorporate this healthy nut into your regular diet. Pistachios work great with salads, trail mix, and even fresh pesto! 

Try this pistachio pesto recipe that has multiple heart healthy and healing ingredients:

1 1/2 cups fresh basil
1/2 cup cilantro
1 cup shelled pistachio nuts
2 -3 cloves garlic
1/4 cup olive oil or pistachio oil
1-2 teaspoons fresh lemon juice
Pinch of sea salt

Place all ingredients in a food processor or blender, and pulse until smooth.

Pistachio Pesto is a delicious dip, spread, or topping for raw veggies, baked potatoes, steamed asparagus, rice pasta or crackers.

 

SOURCE: Medical Medium

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E se suonare la batteria stimolasse il cervello? Secondo una ricerca tedesca condotta dalla Bergmannsheil University Clinic e dall’Università della Ruhr è proprio così. Perché il cervello dei batteristi, stando ai risultati dello studio, è più performante della media.

 

Basterebbe un solo anno di pratica per migliorare il modo in cui parte destra e sinistra del cervello comunicano tra loro, è risaputo infatti quanto sia importante, per suonare la batteria, la coordinazione.

I ricercatori, che hanno pubblicato lo studio sulla rivista scientifica Brain and Behavior, hanno raggiunto questi risultati esaminando 20 batteristi professionisti con circa 17 anni di pratica alle spalle, che suonavano circa 10 ore e mezzo ogni settimana, e 24 musicisti di altro genere.

I partecipanti sono stati sottoposti a risonanza magnetica mentre suonavano i vari strumenti, ed è stata analizzata la reazione del corpo calloso situato sotto la corteccia cerebrale, che collega i lobi garantendo la comunicazione e la coordinazione tra i due emisferi, la cui parte anteriore è responsabile della pianificazione motoria.

Hanno così constatato che il corpo calloso dei batteristi risulta molto più stimolato di quello degli altri musicisti, e che nonostante le sue fibre siano inferiori di numero rispetto alla media, sono più spesse, e quindi capaci di trasmettere in modo più rapido le informazioni.

Già un altro studio pubblicato sul Journal of American Academy of Child & Adoloscent Psychiatry aveva evidenziato che apprendere a suonare uno strumento musicale è utile a livello cerebrale perché da un lato migliora la coordinazione dei movimenti, dall’altro determina un ingrossamento corticale nelle aree cerebrali legate al funzionamento esecutivo, al controllo inibitorio e all’elaborazione delle emozioni.

E un altro ancora aveva messo in luce i benefici del pianoforte, che aiuta a migliorare le capacità cerebrali rendendo i pianisti tendenzialmente più bravi nel risolvere i problemi, più creativi e capaci di svolgere compiti contemporaneamente.

Ora si aggiunge alla lista la batteria, divertente ma anche intelligente!

FONTE: Greenme (Laura De Rosa)

 

(ENGLISH VERSION)

And if playing the drums stimulated the brain? According to German research conducted by the Bergmannsheil University Clinic and the Ruhr University, this is precisely the case. Because the brain of the drummers, according to the results of the study, is more efficient than the average.

A single year of practice would be enough to improve the way in which the right and left sides of the brain communicate with each other, in fact it is well known how important coordination is for playing drums.

The researchers, who published the study in the scientific journal Brain and Behavior, achieved these results by examining 20 professional drummers with about 17 years of practice behind them, who played about 10 and a half hours each week, and 24 other musicians.

The participants underwent magnetic resonance while playing the various instruments, and the reaction of the corpus callosum below the cerebral cortex was analyzed, which connects the lobes ensuring communication and coordination between the two hemispheres, whose front is responsible of motor planning.

They have thus found that the callous body of the drummers is much more stimulated than that of the other musicians, and that although its fibers are lower in number than the average, they are thicker, and therefore able to transmit information more quickly.

Already another study published in the Journal of the American Academy of Child & Adoloscent Psychiatry had shown that learning to play a musical instrument is useful in the brain because on the one hand it improves the coordination of movements, on the other it determines a cortical enlargement in the linked brain areas executive functioning, inhibitory control and emotional processing.

And yet another had highlighted the benefits of the piano, which helps improve brain capacity by making pianists tend to be better at solving problems, more creative and able to perform tasks simultaneously.

Now the battery is added to the list, fun but also “smart”!

 

SOURCE: Greenme (Laura De Rosa)

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Bere una tazza di acqua al rosmarino al giorno è in grado di aumentare la nostra capacità di memorizzare informazioni fino al 15%.

 

Il rosmarino non è solo un’erba aromatica da usare per insaporire i cibi. Il rosmarino infatti non si limita a donare un gusto unico a tanti piatti, ma possiede anche tantissime proprietà utili per la nostra salute e il nostro benessere.

Uno studio pilota dell’Università della Northumbria, in Inghilterra, ha ad esempio dimostrato gli effetti benefici dell’acqua di rosmarino per la memoria e le funzionalità cognitive e contro l’invecchiamento cerebrale. Consumare idrolato di rosmarino potrebbe addirittura ringiovanire il nostro cervello di 11 anni.

Secondo lo studio, bere una tazza da 250 millilitri di acqua al rosmarino al giorno è in grado di aumentare la nostra capacità di memorizzare informazioni fino al 15%.
Inoltre, il consumo di idrolato al rosmarino può prevenire l’invecchiamento cerebrale, grazie alle sostanze antiossidanti in esso contenute e capaci di ridurre le infiammazioni a carico del sistema nervoso.

Queste proprietà dell’acqua di rosmarino si aggiungono alle numerose evidenze a supporto del potenziale di questa erba aromatica per migliorare memoria, funzioni cognitive e concentrazione, favorire il buonumore, ridurre lo stress e apportare benefici al sistema cardiovascolari.

Per godere dei benefici dell’acqua di rosmarino è sufficiente aggiungere due cucchiai di idrolato a una tazza di acqua da sorseggiare nell’arco della giornata.

In alternativa, è possibile preparare un infuso al rosmarino: dopo aver portato a bollore una tazza di acqua in un pentolino, si aggiunge un cucchiaio di foglie essiccate di rosmarino. Dopo aver lasciato in infusione le foglie per 12 ore, si filtra e si consuma.

Ideale per i periodi molto stressanti in cui abbiamo bisogno di concentrazione nello studio e nel lavoro.

 

FONTE: Greenme (Tatiana Maselli)

 

(ENGLISH VERSION)

Drinking a cup of rosemary water a day can increase our ability to store information by up to 15%.

Rosemary is not just an aromatic herb to be used to flavor foods. In fact, rosemary is not limited to giving a unique taste to so many dishes, but it also has many useful properties for our health and well-being.

A pilot study by the University of Northumbria, in England, has shown for example the beneficial effects of rosemary water for memory and cognitive functions and against brain aging. Consuming rosemary hydrolate could even rejuvenate our 11-year-old brain.

According to the study, drinking a 250 milliliter cup of rosemary water a day can increase our ability to store information up to 15%.
Furthermore, the consumption of rosemary hydrolate can prevent brain aging, thanks to the antioxidant substances contained in it and capable of reducing inflammation of the nervous system.

These properties of rosemary water add to the many evidences supporting the potential of this aromatic herb to improve memory, cognitive functions and concentration, promote good humor, reduce stress and bring benefits to the cardiovascular system.

To enjoy the benefits of rosemary water, simply add two tablespoons of hydrolate to a cup of water to sip throughout the day.

Alternatively, it is possible to prepare an infusion with rosemary: after bringing a cup of water to a boil in a saucepan, a tablespoon of dried rosemary leaves is added. After leaving the leaves to infuse for 12 hours, it is filtered and consumed.

Ideal for very stressful periods when we need concentration in study and work.

 

SOURCE: Greenme (Tatiana Maselli)

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Il bisfenolo A (o BPA) è una sostanza chimica pericolosa presente in molti prodotti di uso comune, ad esempio le bottiglie in plastica dura. Un nuovo studio sostiene che l’esposizione a questa sostanza potrebbe essere in realtà molto più alta di quanto si credeva in precedenza.

 

Abbiamo parlato più volte del bisfenolo A e dei rischi per la nostra salute dell’esposizione a questa sostanza, considerata un interferente endocrino. Alcuni studi hanno infatti collegato il BPA a un elevato rischio di problemi di fertilità e alcuni tumori ma, nonostante ciò, rimane ampiamente utilizzato per indurire la plastica, prevenire la corrosione dei metalli e rivestire la carta.

Questa sostanza si trova spesso nei rivestimenti delle lattine che contengono cibo, sulle ricevute, nelle attrezzature mediche e nelle bottiglie d’acqua di plastica dura.

Ora un nuovo studio aggiunge un tassello in più alla questione spiegando che la modalità con cui gli scienziati di solito misurano il bisfenolo A potrebbe sottovalutare drasticamente la nostra esposizione a questa sostanza chimica.

Attualmente, la nostra esposizione al BPA viene generalmente misurata utilizzando quello che è noto come metodo indiretto. Il nuovo studio, pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology, suggerisce che questo metodo potrebbe non essere accurato e riporta che una tecnica più recente riscontra invece livelli di BPA molte volte superiori a quanto ci si aspetterebbe.

Cosa ha scoperto concretamente il nuovo studio?

Quando il nostro corpo è esposto al BPA, inizia a scomporre rapidamente questa sostanza. Ciò significa che la maggior parte di ciò che si trova nelle urine umane (che vengono spesso utilizzate per monitorare l’esposizione), non è lo stesso BPA. Ciò che viene trovato sono infatti i metaboliti. Fino a poco tempo fa, i ricercatori non potevano misurare direttamente quei metaboliti e l’unico modo in cui potevano determinare i livelli di esposizione nell’uomo era, indirettamente, convertendo i metaboliti in BPA.

Ma negli ultimi anni, hanno iniziato a emergere nuovi metodi diretti, in modo che “in un colpo solo, si misura il BPA e i suoi metaboliti“, afferma Roy Gerona, Ph.D., assistente professore presso la School of Medicine presso l’Università della California di San Francisco, che gestisce il laboratorio di tossicologia clinica e di biomonitoraggio ambientale dell’UCSF. Tuttavia, questi metodi non sono ancora stati ampiamente adottati.

Gerona, l’autore principale del nuovo studio, ha lavorato per anni su un metodo diretto per misurare i metaboliti del BPA. Nel nuovo studio voleva confrontare questa nuova tecnica con una simile con approccio indiretto.

Il suo team ha usato entrambe le tecniche per analizzare i campioni di urina raccolti da 29 donne in gravidanza, cinque donne non in gravidanza e cinque uomini. Il nuovo metodo diretto ha rilevato livelli di BPA quasi 19 volte superiori a quelli individuati utilizzando il metodo indiretto. E sembrava che maggiore era la concentrazione di BPA, più il metodo indiretto la sottovalutava.

“Se le conclusioni sono vere e possono essere generalizzate ad altre popolazioni, le comunità di ricerca e di regolamentazione di tutto il mondo hanno sistematicamente sottovalutato i rischi per la salute posti dal BPA, forse con un margine piuttosto ampio” ha commentato Jonathan Martin, Ph.D., un professore del dipartimento di scienze ambientali e chimica analitica dell’Università di Stoccolma, che non era coinvolto nel nuovo studio. 

Ma lo stesso professore ha sollecitato anche la cautela nell’interpretazione dei risultati del nuovo studio, che è piuttosto piccolo:

“L’entità del problema mostrato qui potrebbe non essere ampiamente generalizzabile. Sto riservando il giudizio fino a quando risultati come questi possano essere replicati in altri laboratori con altri campioni”.

Ricordiamo infine che la FDA e le sue controparti in Canada e nell’Unione Europea affermano che il BPA utilizzato negli imballaggi e nei contenitori per alimenti non presenta rischi per i consumatori.

Ma l’Autorità europea per la sicurezza alimentare sta attualmente rivedendo le ricerche più recenti sul BPA e potrebbe aggiornare le sue raccomandazioni nel 2020. Staremo a vedere cosa esce fuori…

FONTE: Greenme

 

(ENGLISH VERSION)

Bisphenol A (or BPA) is a hazardous chemical found in many commonly used products, such as hard plastic bottles. A new study suggests that exposure to this substance may actually be much higher than previously believed.

We have spoken several times about bisphenol A and the risks to our health of exposure to this substance, considered an endocrine disruptor. Some studies have in fact linked BPA to a high risk of fertility problems and some cancers but, despite this, it remains widely used to harden the plastic, prevent metal corrosion and coat the paper.
This substance is often found in cans that contain food, on receipts, in medical equipment and in hard plastic water bottles.
Now a new study adds an extra piece to the question by explaining that the way scientists usually measure bisphenol A could drastically underestimate our exposure to this chemical.
Currently, our exposure to BPA is generally measured using what is known as the indirect method. The new study, published in The Lancet Diabetes & Endocrinology, suggests that this method may not be accurate and reports that a more recent technique finds BPA levels many times higher than would be expected.
What did the new studio actually discover? When our body is exposed to BPA, it begins to rapidly break down this substance. This means that most of what is found in human urine (which is often used to monitor exposure) is not the same as BPA. The metabolites are in fact found. Until recently, researchers could not directly measure those metabolites and the only way they could determine exposure levels in humans was, indirectly, by converting metabolites into BPA.
But in recent years, new direct methods have begun to emerge, so that “in one fell swoop, BPA and its metabolites are measured,” says Roy Gerona, Ph.D., assistant professor at the School of Medicine at the University of California, San Francisco, which manages the clinical toxicology and environmental biomonitoring laboratory of UCSF. However, these methods have not yet been widely adopted.
Gerona, the lead author of the new study, has worked for years on a direct method to measure BPA metabolites. In the new study he wanted to compare this new technique with a similar one with an indirect approach.

His team used both techniques to analyze urine samples collected from 29 pregnant women, five non-pregnant women and five men. The new direct method found BPA levels almost 19 times higher than those identified using the indirect method. And it seemed that the higher the concentration of BPA, the more the indirect method underestimated it.
“If the conclusions are true and can be generalized to other populations, the research and regulatory communities around the world have systematically underestimated the health risks posed by the BPA, perhaps with a fairly wide margin,” commented Jonathan Martin, Ph .D., A professor in the department of environmental sciences and analytical chemistry of the University of Stockholm, who was not involved in the new study.
But the same professor also urged caution in interpreting the results of the new study, which is rather small:
“The magnitude of the problem shown here may not be widely generalized. I am reserving the judgment until results such as these can be replicated in other laboratories with other samples “.
Finally, we remind you that the FDA and its counterparts in Canada and the European Union state that BPA used in packaging and food containers does not present risks to consumers. But the European Food Safety Authority is currently reviewing the latest BPA research and could update its recommendations in 2020. We’ll see what comes up …

 

SOURCE: Greenme

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Uno studio ha rivelato che la misteriosa scomparsa di alcuni cromosomi Y nel 44% degli individui di sesso maschile, quando raggiungono i 70 anni, può aumentare il rischio di ammalarsi di cancro.

 

I cromosomi sono strutture cellulari composte da DNA e proteine. La sua funzione principale è la trasmissione di materiale genetico da una cellula all’altra. Delle 23 coppie di cromosomi che esistono nel corpo umano, XY appartiene solo agli uomini, mentre le donne hanno la coppia di cromosomi XX.

Lo studio pubblicato su Nature , che includeva 205.011 uomini di età diverse, stima che il 20% abbia perso i cromosomi Y dal sangue con il passare del tempo. Diversamente dal 43,6% degli uomini di 70 anni con lo stesso problema.

Le conclusioni dello studio su DNA e cromosomi

Con questi risultati, i ricercatori deducono che questo comportamento dell’organismo è un segno che il DNA degli uomini che perdono il cromosoma Y è instabile e consente alle mutazioni di diversi tipi di accumularsi esponendoli a contrarre alcuni tipi di cancro .

“Partiamo dal presupposto che la perdita del cromosoma Y è una manifestazione di una più ampia instabilità genomica” che è associata al cancro in molti tipi di cellule, ha affermato John Perry, biologo dell’Università di Cambridge e uno degli autori dello studio.

I ricercatori concludono che sia la perdita di cromosomi, che il cancro, sono radicati negli errori del DNA ed è possibile che entrambi siano correlati. Oltre ai vari fattori comuni che portano al rischio di insorgenza di queste malattie, vi sarebbe così una correlazione con il patrimonio genetico.

 

FONTE: Ambientebio (Gino Favola)

 

(ENGLISH VERSION)

A study has revealed that the mysterious disappearance of some Y chromosomes in 44% of male individuals, when they reach the age of 70, can increase the risk of getting cancer.

Chromosomes are cellular structures composed of DNA and proteins. Its main function is the transmission of genetic material from one cell to another. Of the 23 pairs of chromosomes that exist in the human body, XY belongs only to men, while women have the pair of chromosomes XX.

The study published in Nature, which included 205,011 men of different ages, estimates that 20% have lost Y chromosomes from the blood over time. Unlike 43.6% of 70-year-old men with the same problem.

The conclusions of the study on DNA and chromosomes

With these results, the researchers deduce that this behavior of the organism is a sign that the DN to men who lose the Y chromosome is unstable and allows mutations of different types to accumulate exposing them to contract certain types of cancer.

“We assume that the loss of the Y chromosome is a manifestation of a wider genomic instability” that is associated with cancer in many cell types, said John Perry, a biologist at the University of Cambridge and one of the authors of the study.

The researchers conclude that both chromosome loss and cancer are rooted in DNA errors and it is possible that both are related. In addition to the various common factors that lead to the risk of the onset of these diseases, there would thus be a correlation with the genetic heritage.

 

SOURCE: Ambientebio (Gino Favola)

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