Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for febbraio 2020

Infiammazione è un termine ormai sulla bocca di tutti, talmente sdoganato da arrivare persino sui giornali e quando accade questo, vuol dire che il problema è ormai evidente!

 

Quello che difficilmente trovi è invece una spiegazione di cosa sia davvero questa nuova “diavoleria” e se riguardi anche te.

Mi piace parlare in modo semplice, ma attenzione questo non vuol dire che non sia una spiegazione valida ed accurata.

L’Infiammazione è la conseguenza di un funzionamento speciale (di tutti i sistemi interni), che accade quando il tuo corpo è costretto a fronteggiare condizioni di vita incompatibili con la sopravvivenza stessa.

E’ una modalità di funzionamento alternativa e protettiva, perfettamente prevista dalla nostra fisiologia che entra in funzione quando c’è qualcosa che non va e nel corpo scatta l’allarme “rosso”,

A cosa serve l’infiammazione?

Praticamente sospende, in via cautelativa, tutti i sistemi operativi del corpo che sono ritenuti non vitali a breve termine.

In questo modo risparmia forze, energia e nutrimento, per dirottarli tutti a risolvere la situazione problematica, in attesa che il corpo esca dall’emergenza e possa riprendere il normale funzionamento.

Le cause previste per far scattare il funzionamento alternativo hanno tutte una caratteristica “acuta”, cioè fronteggiare un trauma di diversa natura:

  • fisico (incidente, intervento chirurgico, malattia acuta),
  • emotivo (grave trauma psichico) o
  • ambientale (guerre, carestie, inondazioni, terremoti).

Quali sono i sistemi che vengono sospesi?

Metabolismo, sistema ormonale, sistema immunitario, sistema nervoso, sistema riproduttivo.

Praticamente tutto ciò che ci consente di vivere bene ma che non compromette la semplice sopravvivenza infatti non blocca il cuore, il respiro e la digestione.

Il corpo lo fa per consentirci di sopravvivere e perché sa che questo è solo un funzionamento temporaneo e che finita l’emergenza potrà tornare a riavviare tutto.

Perché allora l’Infiammazione è sulla bocca di tutti e allarma scienziati di tutto il mondo?

Perché l’Emergenza da condizione acuta e temporanea, è diventata “cronica”(dura molto più del tempo previsto, anche anni) e “sistemica” (riguarda tutti i sistemi insieme e si allarga a macchia d’olio nel corpo), e ci sta trasformando da esseri umani vivi e vibranti in “zombie” che sopravvivono trascinandosi senza vitalità, senza energia, senza motivazione, come spenti, e con malesseri che zitti zitti stanno prendendo il sopravvento.

Cosa succede se sei costretto a vivere per anni nella modalità di Emergenza, con tutti i sistemi bloccati?

Questo stop lungo e totale ci porta a vivere a regime ridotto, come se fossimo “vivi solo a metà”, e lentamente ci priva di energia, nutrimento, difese e soprattutto equilibrio mentale ed emotivo e ci fa cadere nell’impossibilità assoluta di perdere peso o di acquistarlo, se siamo molto magri.

Gli scienziati hanno iniziato a riscontrare l’attivazione del Sistema di Emergenza, anche in tutte le persone che soffrono di

  • sovrappeso,
  • sindrome metabolica,
  • diabete,
  • malattie della tiroide,
  • infertilità,
  • disturbi articolari gravi,
  • disturbi cardiaci,
  • sindromi allergiche.

Si calcola che circa l’80% della popolazione americana sia oggi in modalità di emergenza, e questa situazione coinvolge sempre più adolescenti e bambini e non più solo adulti e anziani.

Ma perché succede persino in paesi ricchi dove non ci sono guerre o calamità?

A persone che hanno tutto e vivono in una relativa tranquillità che solo 80 anni fa era completamente inimmaginabile?

E’ tutta una questione di carburante!

Abbiamo cambiato il nostro carburante quotidiano, consumiamo zuccheri in varie forme da mattina a sera e ci mancano verdure, proteine e grassi sani.

Siamo immersi in cibi pronti e cibi spazzatura e in un inquinamento elettromagnetico che sta disintegrando il nostro cervello e le nostre cellule.

Ci entri in silenzio e piano piano ti trasformi senza accorgertene

Esiste una via per uscirne ed è ricominciare a mangiare in modo ricco ed equilibrato, con proteine verdure e grassi sani, senza contare le calorie ma riducendo gli zuccheri e il cibo spazzatura.

Rintracciando la tua personale strada per raggiungere il tuo SAUTÓN, la migliore espressione del potenziale meraviglioso con cui sei nato!

 

FONTE: EnergyTrianing

 

(ENGLISH VERSION)

Inflammation is a term now on everyone’s lips, so cleared through customs that it even arrives in the newspapers and when this happens, it means that the problem is now evident!

What you hardly find is instead an explanation of what this new “devilry” really is and if it concerns you too.

I like to speak in a simple way, but attention does not mean that it is not a valid and accurate explanation.

Inflammation is the consequence of a special functioning (of all internal systems), which occurs when your body is forced to face life conditions incompatible with survival itself.

It is an alternative and protective mode of operation, perfectly foreseen by our physiology that comes into operation when there is something wrong and the “red” alarm is triggered in the body,

What is inflammation for?

Practically, as a precautionary measure, it suspends all the operating systems of the body that are considered not viable in the short term.

In this way, it saves forces, energy and nourishment, to divert them all to solve the problematic situation, waiting for the body to emerge from the emergency and to resume normal operation.

The causes envisaged for triggering the alternative functioning all have an “acute” characteristic, that is, dealing with a trauma of a different nature: physical (accident, surgery, acute illness), emotional (serious psychic trauma) or environmental (wars, famines, floods , earthquakes).

What are the systems that are suspended?

Metabolism, hormonal system, immune system, nervous system, reproductive system.

Practically everything that allows us to live well but that does not compromise simple survival in fact does not block the heart, breath and digestion.

The body does it to allow us to survive and because it knows that this is only a temporary functioning and that once the emergency is over it can go back to restarting everything.

Why then is inflammation on everyone’s lips and alarming scientists from all over the world?

Because the emergency from acute and temporary condition has become “chronic” (lasts much longer than the expected time, even years) and “systemic” (affects all systems together and spreads like wildfire in the body), and there it is transforming from living and vibrant human beings into “zombies” that survive by dragging themselves without vitality, without energy, without motivation, as they are turned off, and with aches and pains that are quietly taking over.

What happens if you are forced to live for years in Emergency mode, with all systems blocked?

This long and total stop leads us to live at a reduced regime, as if we were “only half alive”, and slowly deprives us of energy, nourishment, defenses and above all mental and emotional balance and makes us fall into the absolute impossibility of losing weight or to buy it, if we are very thin.

Scientists have started to find the activation of the Emergency System, also in all people who suffer from overweight, metabolic syndrome, diabetes, thyroid disease, infertility, serious joint disorders, heart problems, allergic syndromes.

An estimated 80% of the American population is now in emergency mode, and this situation involves more and more teenagers and children and no longer just adults and the elderly.

But why does it happen even in rich countries where there are no wars or calamities?

To people who have it all and live in relative tranquility that only 80 years ago was completely unimaginable?

It’s all about fuel!

We have changed our daily fuel, we consume sugars in various forms from morning to evening and we lack vegetables, proteins and healthy fats.

We are immersed in ready meals and junk foods and in an electromagnetic pollution that is disintegrating our brain and our cells.

You enter it in silence and slowly you transform yourself without realizing it

There is a way out and it is to start eating in a rich and balanced way, with protein, vegetables and healthy fats, not counting calories but reducing sugars and junk food.

Tracing your personal way to reach your SAUTÓN, the best expression of the wonderful potential with which you were born!

 

SOURCE: EnergyTraining

Read Full Post »

È arrivato il momento di dirlo una volta per tutti: arrabbiarsi fa ingrassare. Si tratta di una frase che abbiamo sentito dire molto spesso ma alla quale nessuno di noi ha mai dato il giusto peso.

 

Forse perché, a pensarci bene, può sembrare una cosa davvero assurda. Eppure è la verità ed a confermarlo è la scienza. E come si dice? Mai andare contro la scienza! Vediamo che cosa dice lo studio scientifico.

Arrabbiarsi fa ingrassare: parlano gli esperti

Come detto, non si tratta di uno scherzo. Sembra, infatti, che nel momento in cui ci innervosiamo e ci arrabbiamo, il nostro corpo tenda a secernere sia il cortisolo che l’adrenalina.

Questo vuol dire che se le cellule non riescono a liberarsi di queste due sostanze, potete fare tutte le diete che volete. Ingrasserete lo stesso.

Lo studio di cui vogliamo parlarvi è firmato da Juan Manuel Romero Villa, un nutrizionista che ha condotto ben 14 anni di ricerche per giungere a questo incredibile risultato.

Secondo il nutrizionista non ci sono dubbi: arrabbiarsi fa ingrassare. Sembra, infatti, che l’aumento di peso non dipenda solo da fattori esterni. Ci sono anche alcuni fattori interni che entrano in gioco, come ad esempio lo stress o, appunto, la rabbia.

E non solo. Secondo la scienza arrabbiarsi fa male al nostro organismo anche per altri motivi. Potrebbe, infatti, essere una delle cause del precoce invecchiamento.

Arrabbiarsi spesso, infatti, potrebbe causare problemi ai polmoni e al cuore.

Nel momento in cui ci arrabbiamo, infatti, il nostro battito aumenta e questo porta ad un deterioramento delle pareti delle arterie. In questo modo, il nostro corpo tende ad accumulare grasso.

Non ci sono dubbi, quindi, arrabbiarsi fa ingrassare. Sebbene si tratti di un sentimento che è impossibile eliminare dalla nostra vita, il nostro consiglio è quello di cercare di gestire la rabbia nel migliore dei modi. Non vorrete mica ingrassare?

Tecniche di meditazione potrebbero esservi di aiuto

FONTE: filosofiaspicciola

 

(ENGLISH VERSION)

The time has come to say it once and for all: getting angry makes you fat. It is a phrase that we have heard very often but to which none of us has ever given the right weight.

Maybe because, if you think about it, it may seem really absurd. Yet it is the truth and science confirms it. And how do you say that? Never go against science! Let’s see what the scientific study says.

Getting angry makes you fat: experts talk

As said, this is not a joke. It seems, in fact, that when we get nervous and angry, our body tends to secrete both cortisol and adrenaline.

This means that if the cells cannot get rid of these two substances, you can do as many diets as you want. You will gain weight anyway.

The study we want to talk about is signed by Juan Manuel Romero Villa, a nutritionist who has conducted 14 years of research to achieve this incredible result.

According to the nutritionist there is no doubt: getting angry makes you fat. It seems, in fact, that weight gain does not depend only on external factors. There are also some internal factors that come into play, such as stress or anger.

And not only. According to science, getting angry hurts our body for other reasons too. It could, in fact, be one of the causes of premature aging. Getting angry often, in fact, could cause lung and heart problems.

In fact, when we get angry, our beat increases and this leads to a deterioration of the walls of the arteries. In this way, our body tends to accumulate fat.

There is no doubt, therefore, getting angry makes you fat. Although it is a feeling that is impossible to eliminate from our life, our advice is to try to manage anger in the best way. You don’t want to gain weight? 

 

Some meditation techniques might be for a fabulous help

 

SOURCE: Filosofiaspicciola

Read Full Post »

Sapevate che molti dei fichi che consumiamo possono ospitare una vespa morta? Non ce ne siamo mai accorti perché in realtà l’animale viene decomposto attraverso un enzima, trasformandosi in proteine. Un meccanismo ben noto e affascinante.

 

I fichi che comunemente finiscono sulla nostra tavola non sono un frutto ma un fiore. Gli alberi non fioriscono come le mele e pesche ma i loro fiori sbocciano all’interno del baccello che successivamente matura nel prodotto che mangiamo. Ogni fiore produce quindi un singolo frutto, a guscio duro chiamato achene, che dà al fico lo scricchiolio che conosciamo. Il fico è formato da più acheni quindi quando ne mangiamo uno in realtà stiamo consumando più frutti.

Ma cosa c’entra la vespa? I fichi hanno una caratteristica unica. Visto che i fiori sbocciano internamente, hanno bisogno di un processo speciale per l’impollinazione. Non possono affidarsi semplicemente al vento o alle api per diffondere il loro polline ma a farlo deve essere una creatura specifica: la vespa del fico o Blastophaga psenes. Quest’ultimo non può sopravvivere senza la sua presenza e al tempo stesso la vespa non può vivere senza il fico, perché è lì che giace la sua larva. Un rapporto noto come mutualismo obbligato anche se è l’insetto a pagarne le conseguenze.

Il sistema Blastophaga-Fico

Il sistema Blastophaga-Ficus è strettamente specie-specifico: solo questo insetto è adatto a fecondare il fico e a permettergli la produzione di semi. E il fico è il solo albero adatto a permettere la vita dell’insetto.

vespa fichi grafico

La vespa femmina entra nel fico maschio per deporre le uova. Le ali e le antenne si staccano quando l’animale entra nello spazio angusto riservato dal fico. Una volta dentro, non ha via d’uscita. Spetta alle baby vespe continuare il ciclo di vita, scavando un tunnel per uscire dal fico. È la progenie femminile che compie il viaggio verso il mondo esterno, portando il polline con sé.

Questo non significa che il fico contiene una carcassa di vespa. Esso infatti usa un enzima noto come ficina per ridurre l’animale in proteine, anche se non sempre riesce a farlo con l’intero esoscheletro. Quindi, tecnicamente può capitare che quando mordiamo un fico mangiamo anche le vespe o i loro resti.

Ma non tutti i fichi le contengono. Alcuni sono a maturazione “partenocarpia”, significa che non richiedono fecondazione.

Meccanismi affascinanti di Madre Natura.

FONTE: Greenme

 

(ENGLISH VERSION)

Did you know that many of the figs we consume can host a dead wasp? We never noticed it because in reality the animal is decomposed through an enzyme, turning into proteins. A well-known and fascinating mechanism.

The figs that commonly end up on our table are not a fruit but a flower. The trees do not bloom like apples and peaches but their flowers bloom inside the pod which subsequently matures into the product we eat. Each flower therefore produces a single, hard-shelled fruit called achene, which gives the fig tree the crunch we know. The fig is made up of several achenes so when we eat one we are actually consuming more fruits.

But what does the wasp have to do with it? Figs have a unique feature. Since the flowers bloom internally, they need a special process for pollination. They cannot simply rely on the wind or bees to spread their pollen but must be done by a specific creature: the wasp of the fig or Blastophaga psenes. The latter cannot survive without its presence and at the same time the wasp cannot live without the fig tree, because that is where its larva lies. A relationship known as obligatory mutualism even if it is the insect that pays the consequences.

The Blastophaga-Fico system

The Blastophaga-Ficus system is strictly species-specific: only this insect is suitable for fertilizing the fig tree and allowing it to produce seeds. And the fig tree is the only tree suitable for allowing insect life.

The female wasp enters the male fig to lay eggs. The wings and antennae come off when the animal enters the narrow space reserved by the fig tree. Once inside, it has no way out. It is up to the baby wasps to continue the life cycle, digging a tunnel to get out of the fig tree. It is the female offspring who makes the journey to the outside world, taking pollen with them.

This does not mean that the fig contains a wasp carcass. In fact, it uses an enzyme known as ficin to reduce the animal into proteins, even if it does not always manage to do it with the entire exoskeleton. So, technically it can happen that when we bite a fig we also eat the wasps or their remains.

But not all figs contain them. Some are maturing “parthenocarpy”, meaning that they do not require fertilization.

Fascinating mechanisms of Mother Nature.

 

FONTE: Greenme

Read Full Post »

Mangiato come un frutto, spremuto come succo o essiccato come spuntino, il tamarindo è gustoso e salutare.

 

Molta ricerca è stata fatta sul tamarindo e i risultati sono stati promettenti. Il tamarindo è efficace nell’aiutare a ridurre la pressione sanguigna e il colesterolo.

Il tamarindo contiene una buona quantità di fibra che aiuta a ridurre il colesterolo rimuovendo il colesterolo LDL dalle arterie. I ricercatori ritengono che il potassio trovato nel tamarindo aiuti a ridurre la pressione sanguigna perché è un noto vasodilatatore. Il tamarindo contiene anche alti livelli di vitamina C che aiuta a neutralizzare i radicali liberi.

I nutrizionisti hanno scoperto che il tamarindo può aiutare nella perdita di peso e nel mantenimento del peso. Il tamarindo contiene acido idrossicitrico che è stato trovato per inibire un enzima trovato nel corpo che è noto per immagazzinare grasso.

Gli studi hanno dimostrato che mangiare tamarindo può sopprimere l’appetito. I ricercatori hanno scoperto che il tamarindo aumenta i neurotrasmettitori della serotonina. Sono in corso ulteriori ricerche con risultati promettenti che dimostrano che il tamarindo può essere usato come integratore per la perdita di peso.

Il tamarindo è stato conosciuto nel corso della storia come lassativo naturale e recenti studi hanno dimostrato che ciò è vero. Pieno di fibre se consumato come frutto, il tamarindo può aumentare l’efficacia del tratto digestivo. La fibra può anche ammassare le feci che le fanno muovere attraverso il tratto intestinale più agevolmente e più facilmente.

La ricerca ha scoperto che il consumo di tamarindo aiuta a stimolare l’attività della bile che dissolve il cibo più velocemente. Poiché il tamarindo ha molte fibre, viene stimolato il succo gastrico che accelera la digestione. Studi recenti hanno scoperto che il tamarindo può anche aiutare con la diarrea cronica.

Sono in corso ricerche sul tamarindo per quanto riguarda il corpo e i nervi. Il tamarindo contiene quantità molto elevate di tiamina che è responsabile del miglioramento della funzione nervosa. Non solo aiuta con la funzione nervosa, ma aiuta anche con lo sviluppo muscolare. La tiamina è un complesso vitimana B che aiuta con attività e riflessi.

I ricercatori stanno studiando il legame tra il tamarindo e la sua capacità di aiutare le persone con diabete. È stato scoperto che il tamarindo blocca un enzima che è noto per impedire l’assorbimento dei carboidrati. I carboidrati vengono quindi convertiti in zuccheri o grassi semplici. I carboidrati possono causare livelli incontrollati di insulina e glucosio e il tamarindo è stato trovato utile nel monitoraggio e nel controllo di queste fluttuazioni.

 

FONTE: Ask Dr Nandi

 

(ENGLISH VERSION)

Eaten as a fruit, pressed as a juice or dried as a snack, tamarind is both tasty and healthy.

Much research has been done on tamarind and the results have been promising.  Tamarind is effective in helping to reduce blood pressure and cholesterol.  Tamarind contains a good amount of fiber which helps to reduce cholesterol by removing LDL cholesterol from arteries.  Researchers believe the potassium found in tamarind helps to reduce the blood pressure because it is a well known vasodilator.   Tamarind also contains high levels of vitamin C  which helps in the neutralization of free radicals.

Nutritionists have found that tamarind can aid in weight loss and weight maintenance.  Tamarind contains hydroxycitric acid which has been found to inhibit an enzyme found in the body that is known to store fat.  Studies have shown that eating tamarind can suppress the appetite.  Researchers have found that tamarind increases serotonin neurotransmitters.  More research is being done with promising results which show that tamarind may be used as a weight loss supplement.

Tamarind has been known throughout history as a natural laxative and recent studies have proven this to be true.  Full of fiber when eaten as a fruit, the tamarind can increase the effectiveness of your digestive tract.  Fiber can also bulk up stool which makes it move through the intestinal tract smoother and more easily.  Research has found that the consumption of tamarind helps to stimulate the activity of bile which dissolves food  faster.  Because tamarind has a lot of fiber, the gastric juice are stimulated which speeds up digestion.  Recent studies have found that tamarind can also help with chronic diarrhea as well.

Research is being done with tamarind in regards to the body and nerves.  Tamarind contains very high quantities of Thiamine which is responsible for improving nerve function.   Not only does it help with nerve function but it aids with muscle development as well.  Thiamine is a B complex that helps with activity and reflexes.

Researchers are studying the link between tamarind and its ability to help those with diabetes.  Tamarind has been found to stop an enzyme that is known to stop carbohydrates from being absorbed.  The carbohydrates are then converted to simple sugars or fats.  Carbohydrates can cause uncontrolled insulin and glucose levels and tamarind has been found to be helpful in monitoring and controlling these fluctuations.

 

SOURCE: Ask Dr Nandi

Read Full Post »

Come e anzi più di un morbido maglione di lana, le spezie hanno un potere riscaldante e ci aiutano persino ad ‘attrezzare’ il sistema immunitario contro i virus influenzali.

 

COME e anzi più di un morbido maglione di lana, per scaldarsi si possono sfruttare anche le proprietà di alcune spezie. E non solo perchè le si mette in tazza sotto forma di tisana bollente. Alcune erbe e spezie, infatti, hanno un vero e proprio potere riscaldante e ci aiutano persino ad ‘attrezzare’ il sistema immunitario contro i virus influenzali. Si possono assumere sotto forma di decotti e tisane, ma anche per preparare colluttori, suffumigi o un mix da mettere nella vasca da bagno. «Zenzero, cannella, curcuma ma anche chiodi di garofano e timo – spiega Fabio Firenzuoli, responsabile del centro di ricerca e innovazione in fitoterapia e medicina integrata (Cerfit) dell’azienda ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze – contengono sostanze riscaldanti che hanno un’azione vasodilatatrice e agevolano la termogenesi, cioè la produzione e la conservazione del calore da parte del corpo». Queste spezie sono anche ricche di molecole che stimolano la produzione di catarro più fluido e che svolgono un’azione balsamica, anti-batterica o anti-infiammatoria.

Tra quelle più studiate negli ultimi anni c’è la curcuma, nota anche come lo ‘zafferano dei poveri’. Uno studio condotto dai ricercatori della Oregon State University e pubblicato sul Journal of Nutrition Biochemistry, ha dimostrato che è in grado di rafforzare il sistema immunitario proteggendo il nostro organismo dalle infezioni. Il rizoma della curcuma contiene anche sostanze con effetto anti-infiammatorio che funzionano soprattutto quando c’è una patologia cronica come, per esempio, i dolori reumatici che in questa stagione sono più frequenti a causa delle temperature rigide e dell’umidità. «La curcumina, però, ha una bassa biodisponibilità, cioè a livello epatico e intestinale viene trasformata in sostanze che hanno un’ attività biologica più blanda» avverte Valeria Severi, biologa nutrizionista e collaboratrice del Cerfit.

«Perciò, per potenziarne l’assorbimento, consigliamo di assumerla insieme al pepe nero magari su pietanze di carne e pesce oppure si può aggiungere al latte, al succo di pompelmo e ananas oppure inserirla in un pasto con condimenti grassi come olio o latticini come yogurt».

Tra le spezie ad effetto termico c’è lo zenzero ricco di gingerolo e altre sostanze con una forte azione anti-infiammatoria.

Contro il raffreddore

«E’ particolarmente utile – prosegue Firenzuoli – per alleviare i sintomi di raffreddore, tosse o una bronchite. Se lo si aggiunge fresco in un centrifugato di frutta e verdura ha un effetto anti-infiammatorio molto marcato. In alternativa si può aggiungere al latte in ebollizione per ottenere una bevanda molto gradevole leggermente pungente».

Ma anche alcune erbe aromatiche di casa nostra possono tornare utili. Come il Timo vulgaris considerato il ‘principe’ dei rimedi per i mali di stagione:

«Grazie al suo principio attivo, il timolo, e ai tannini che contiene – spiega Severi – il timo svolge un’azione antivirale e viene utilizzato per le sue proprietà balsamiche e come calmante della tosse. Allevia anche i sintomi del raffreddore e per questo può essere piacevole utilizzarlo per un bagno caldo».

Bisogna preparare una miscela facendo bollire 20 grammi di timo essiccato che si lascia in infusione per 10 minuti. Poi ad un cucchiaio di olio di mandorle o jojoba si aggiunge una goccia di olio essenziale di timo, si mescola bene e infine si versa tutto nella vasca da bagno. E poi ci sono i chiodi di garofano:
«L’olio essenziale – prosegue Severi – contiene soprattutto eugenolo, un composto che ha un elevato potere antinfiammatorio e antimicotico nei confronti di batteri e funghi. In particolare, vari studi hanno evidenziato l’attività battericida nei confronti dello Streptococcus pneumonie, uno dei principali batteri che causano la polmonite».
Stesse proprietà per l’origano:
«E’ stato scientificamente dimostrato – conclude Firenzuoli – che questa spezia ha un effetto antibatterico anche nei confronti di germi diventati resistenti agli antibiotici ma solo se utilizzato sotto forma di estratto fluido o capsule preparate in farmacia».
FONTE: Salute della Repubblica (Irma D’Aria)
(ENGLISH VERSION)

Like and indeed more than a soft wool sweater, spices have a heating power and even help us to “equip” the immune system against flu viruses.

AS and indeed more than a soft wool sweater, the properties of some spices can also be used to warm up. And not only because it is put in the cup in the form of boiling herbal tea. Some herbs and spices, in fact, have a real heating power and even help us to “equip” the immune system against flu viruses. They can be taken in the form of decoctions and herbal teas, but also to prepare mouthwashes, additives or a mix to put in the bath. “Ginger, cinnamon, turmeric but also cloves and thyme – explains Fabio Firenzuoli, head of the research and innovation center in herbal medicine and integrated medicine (Cerfit) of the Careggi hospital-university of Florence – contain heating substances that have a vasodilating action and facilitate thermogenesis, ie the production and conservation of heat by the body “. These spices are also rich in molecules that stimulate the production of more fluid phlegm and that have a balsamic, anti-bacterial or anti-inflammatory action.

Among the most studied in recent years is turmeric, also known as the ‘saffron of the poor’. A study conducted by Oregon State University researchers and published in the Journal of Nutrition Biochemistry, has shown that it is able to strengthen the immune system by protecting our body from infections. The rhizome of turmeric also contains substances with an anti-inflammatory effect that work especially when there is a chronic pathology such as, for example, rheumatic pains which are more frequent in this season due to cold temperatures and humidity. “Curcumin, however, has a low bioavailability, that is, in the liver and intestine it is transformed into substances that have a milder biological activity” warns Valeria Severi, biologist nutritionist and collaborator of Cerfit. «Therefore, to enhance its absorption, we recommend taking it together with the neromagari pepper on meat and fish dishes or you can add it to milk, grapefruit and pineapple juice or insert it in a meal with fatty dressings like oil or dairy products like yogurt» . Spices with a thermal effect include ginger rich in gingerol and other substances with a strong anti-inflammatory action.

Against colds

“It is particularly useful – continues Firenzuoli – to relieve the symptoms of cold, cough or bronchitis. If you add it fresh in a fruit and vegetable centrifuge, it has a very marked anti-inflammatory effect. Alternatively, it can be added to boiling milk to obtain a very pleasant slightly pungent drink ». But even some aromatic herbs of our house can be useful. Like the Thyme vulgaris considered the ‘prince’ of remedies for seasonal ailments: «Thanks to its active ingredient, thymol, and the tannins it contains – explains Severi – the thyme has an antiviral action and is used for its properties balsamic and as a cough reliever. It also relieves the symptoms of colds and therefore it can be pleasant to use it for a hot bath ».

You need to prepare a mixture by boiling 20 grams of dried thyme which is left to infuse for 10 minutes. Then add a drop of thyme essential oil to a spoonful of almond or jojoba oil, mix well and finally pour everything into the bathtub. And then there are the cloves: “The essential oil – continues Severi – mainly contains eugenol, a compound that has a high anti-inflammatory and antifungal power against bacteria and fungi. In particular, various studies have highlighted the bactericidal activity against Streptococcus pneumonie, one of the main bacteria that cause pneumonia “. Same properties for oregano: “It has been scientifically proven – Firenzuoli concludes – that this spice has an antibacterial effect also against germs that have become resistant to antibiotics but only if used in the form of fluid extract or capsules prepared in pharmacies”.

SORCE: Salute della Repubblica (Irma D’Aria)

 

Read Full Post »

Se abbiamo bisogno d’un po’ di energia, niente è meglio di un caffè. A parte una corsetta.

 

Harry Prapavessis, direttore del Western Exercise and Health Psychology Laboratory della canadese Western University, ha scoperto che l’esercizio fisico (di breve durata e moderata intensità) stimola la memoria di lavoro quanto la caffeina.

Aiuta a immaganizzare e utilizzare informazioni nell’immediato, tipo ricordarsi cosa comprare al supermercato dopo aver fatto un check del frigorifero. Per chi non può far a meno di caffè per concentrarsi è una buona notizia, visto che la caffeina ha sì effetti benefici ma è pur sempre una sostanza psicoattiva (la più consumata secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità) che può anche causare insonnia e accelerazione del battito cardiaco.

Nello studio, pubblicato sui Scientific Reports, Prapavessis e colleghi hanno messo alla prova la memoria di lavoro di una sessantina di persone, consumatori di caffè e non, dopo venti minuti di corsa veloce su tapis roulant o dopo aver bevuto una tazza di caffè.

Le performance, che consistevano nel memorizzare oggetti simili in un serie, erano analoghe.

I consumatori di caffè hanno partecipato a un secondo esperimento per verificare se l’esercizio fisico alleviasse i sintomi da astinenza da caffeina (affaticamento, disturbi dell’umore, mente annebbiata).

La risposta affermativa: dopo dodici ore senza caffè, una corsetta li ha fatti stare meglio

 

FONTE: Salute della Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

If we need some energy, nothing is better than a coffee. Except for a jog.

Harry Prapavessis, director of the Western Exercise and Health Psychology Laboratory of the Canadian Western University, has found that exercise (short duration and moderate intensity) stimulates working memory as much as caffeine.

It helps to imagine and use information immediately, such as remembering what to buy at the supermarket after checking the fridge. For those who cannot do without coffee to concentrate, this is good news, given that caffeine has beneficial effects but it is still a psychoactive substance (the most consumed according to the World Health Organization) which can also cause insomnia and acceleration heart rate.

In the study, published in Scientific Reports, Prapavessis and colleagues tested the working memory of about sixty people, coffee and non-coffee consumers, after twenty minutes of running fast on a treadmill or after drinking a cup of coffee.

The performances, which consisted of storing similar objects in a series, were similar.

Coffee consumers participated in a second experiment to test whether exercise alleviated caffeine withdrawal symptoms (fatigue, mood disturbances, clouded mind).

The affirmative answer: after twelve hours without coffee, a run made them feel better

 

SOURCE: Salute della Repubblica

Read Full Post »

La rodiola è anche chiamata magica radice d’oro perché aiuta a contrastare la stanchezza e favorisce la sintesi degli ormoni del benessere, liberando la mente dai troppi pensieri.

 

Ti senti stanco e poco reattivo? La tua mente è affollata da pensieri un po’ cupi e da qualche paura? Ti senti più esposto a contagi e malattie? Affidati alla rodiola (Rhodiola rosea), la pianta che offre un prezioso aiuto e sostegno al cervello. Questa pianta, ricca di serotonina, il neurotrasmettitore del benessere, riduce i livelli di cortisolo, ci rende più lucidi e creativi, ed è particolarmente indicata per favorire il naturale adattamento dell’organismo ai cambi di stagione. Ecco perché la rodiola è considerata il ricostituente perfetto in questo periodo dell’anno quando il bioritmo non è ancora stabilizzato, ma risente ancora del lungo periodo di festa.

Prendi la rodiola con acqua, a digiuno e durante il giorno

La rodiola si trova in farmacia e in erboristeria, sotto forma di compresse e di estratto secco. Deve assere assunta con un bicchiere d’acqua prima di colazione e prima di pranzo, a digiuno. Per cicli di 1-2 mesi.

Così la rodiola diventa un ottimo ricostituente

In questo periodo in cui si è ancora a rischio influenza per raddoppiare il contenuto di vitamina C e sostenere al massimo le difese immunitarie il consiglio è assumere la rodiola con una spremuta d’arancia fresca. Se vuoi agire in ottica preventiva e tenerti al riparo da raffreddori, mal di gola e reumatismi al mattino a colazione frulla un bicchiere di latte di miglio con una compressa di rodiola e tre albicocche secche che ti garantiscono ferro, magnesio e fibre. Se invece ti senti spossato ed esaurito e fai fatica ad alzarti dal letto, abbina la compressa di rodiola con una palettina di pappa reale… l’energia tornerà ad animare le tue giornate! E se sei uno sportivo, prima dell’allenamento frulla una compressa di rodiola con un bicchiere di succo di mirtilli e un bicchierino di succo di barbabietola, migliorerai il microcircolo e darai ossigeno a sangue e muscoli.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Rhodiola is also called magical golden root because it helps to counteract tiredness and promotes the synthesis of well-being hormones, freeing the mind from too many thoughts.

Do you feel tired and unresponsive? Is your mind crowded with dark thoughts and some fear? Do you feel more exposed to infections and diseases? Trust Rhodiola (Rhodiola rosea), the plant that offers valuable help and support to the brain. This plant, rich in serotonin, the neurotransmitter of well-being, reduces cortisol levels, makes us more lucid and creative, and is particularly suitable for promoting the natural adaptation of the organism to seasonal changes. This is why rhodiola is considered the perfect tonic in this period of the year when the biorhythm has not yet stabilized, but is still affected by the long festive period.

Take the rhodiola with water, on an empty stomach and during the day

Rhodiola is found in pharmacies and herbal medicine in the form of tablets and dry extract. It must be taken with a glass of water before breakfast and before lunch, on an empty stomach. For 1-2 month cycles.

So rhodiola becomes an excellent tonic

In this period when you are still at risk of influence to double the content of vitamin C and to support the immune system to the maximum, the advice is to take rhodiola with a fresh orange juice. If you want to act preventively and keep away from colds, sore throats and rheumatism in the morning for breakfast, blend a glass of millet milk with a rhodiola tablet and three dried apricots that guarantee you iron, magnesium and fiber. If, on the other hand, you feel exhausted and exhausted and find it hard to get out of bed, combine the rhodiola tablet with a scoop of real jelly … the energy will liven up your days! And if you are a sportsman, before training blend a rhodiola tablet with a glass of blueberry juice and a glass of beet juice, you will improve microcirculation and give oxygen to blood and muscles.

 

SOURCE: Riza

Read Full Post »

Older Posts »