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Archive for the ‘alimenti’ Category

Il cioccolato? E’ inutile negarlo: è il cibo degli dei, ma anche un peccato di gola al quale è più difficile resistere.

 

Una vera e propria passione, che di solito è proibita quando si segue una dieta snellente. Ed è allora che il desiderio di addentare la classica tavoletta diventa irrefrenabile. Che cosa fare? Una cosa è certa: concedersi qualche quadretto dell’ambita tavoletta è il modo migliore per mettere d’accordo linea e palato e ritrovare benessere e buonumore.

Il cioccolato è un alimento energetico, poiché ricco di zuccheri, ma anche un prodotto a basso indice glicemico e in grado di fornire energia immediatamente disponibile. Da prediligere quello fondente, con cacao amaro superiore al 75%, senza farciture o frutta secca. Si, poi, anche al cacao amaro in polvere, che gratifica il palato, mantiene tutti i benefici e, oltretutto, è molto meno energetico: un cucchiaino (5g) aggiunge appena 16 calorie a ogni preparazione.

Il segreto per trasformarlo in un alleato della linea?

Non superare la dose prevista. Se la tavoletta, rigorosamente nera, ha quadratini di circa 7,5 g, basta non superare i 4 quadratini, ovvero 30g in tutto, pari a 152 calorie.

Leggere le etichette nutrizionali, confrontando le varie marche, è il modo migliore per acquistare un cioccolato di qualità, ovvero con un’alta percentuale di cacao amaro e un basso apporto di zuccheri aggiunti.

Sul mercato sono presenti numerosi prodotti con differenti caratteristiche nutrizionali. Di solito, i grassi variano dal 30 al 40% mentre i carboidrati dal 35 al 50%. Prima di mettere la tavoletta nel carrello della spesa, però, occorre controllare che tra i grassi ci sia solo il burro di cacao. Meglio tralasciare, invece, i prodotti che contengono grassi di sostituzione come il burro di karitè, di mango, di kokum, o l’olio di palma, tutti poco benefici per la salute.

Il cioccolato è una risorsa importante per l’organismo; contiene vitamine (come la B3 e la E), magnesio (utile in caso di stress) ma anche fosforo, ferro e potassio.

In più, il cioccolato nero puro è un’ottima fonte di antiossidanti, come polifenoli, teobromina e tannino, che esercitano effetti benefici sulla circolazione sanguigna attraverso un’azione vasodilatatrice; stimolano anche l’attività cerebrale, influenzando l’attenzione.

Qualche quadretto di cioccolato a colazione, poi, fornisce energia immediatamente disponibile e da consumare nelle attività quotidiane. Grazie alla presenza di feniletilamina, anandamidi e altre sostanze attive, il cioccolato nero attiva gli ormoni della serenità, regalando una piacevole sensazione di benessere e buonumore.

 

FONTE: Il Vero Benessere

 

(ENGLISH VERSION)

The chocolate? It is useless to deny it: it is the food of the gods, but also a sin of gluttony which is more difficult to resist. A real passion, which is usually prohibited when following a slimming diet. And that’s when the desire to bite the classic tablet becomes unstoppable. What to do? One thing is certain: taking a few pictures of the coveted tablet is the best way to agree on line and palate and find well-being and good humor.

Chocolate is an energetic food, as it is rich in sugars, but also a product with a low glycemic index and capable of providing energy immediately available. Dark chocolate is preferred, with bitter cocoa higher than 75%, without fillings or dried fruit. Yes, then, even with bitter cocoa powder, which gratifies the palate, maintains all the benefits and, moreover, is much less energetic: a teaspoon (5g) adds just 16 calories to each preparation.

The secret to transforming it into an ally of the line? Do not exceed the expected dose. If the tablet, strictly black, has squares of about 7.5 g, just do not exceed 4 squares, or 30g in total, equal to 152 calories.

Reading the nutritional labels, comparing the various brands, is the best way to buy quality chocolate, that is, with a high percentage of bitter cocoa and a low intake of added sugar.

There are numerous products on the market with different nutritional characteristics. Usually, fats vary from 30 to 40% while carbohydrates from 35 to 50%. Before putting the tablet in the shopping cart, however, it is necessary to check that among the fats there is only cocoa butter. Better to leave out, however, products that contain replacement fats such as shea butter, mango, kokum, or palm oil, all of which are of little benefit to health.

Chocolate is an important resource for the body; it contains vitamins (such as B3 and E), magnesium (useful in case of stress) but also phosphorus, iron and potassium. In addition, pure black chocolate is an excellent source of antioxidants, such as polyphenols, theobromine and tannin, which have beneficial effects on blood circulation through a vasodilator action; they also stimulate brain activity, affecting attention.

A few squares of chocolate for breakfast, then, provide energy immediately available and to be consumed in daily activities. Thanks to the presence of phenylethylamine, anandamides and other active substances, black chocolate activates the hormones of serenity, giving a pleasant feeling of well-being and good humor.

 

SOURCE: Il Vero Benessere

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Raffreddore, disturbi intestinali e dolori alle articolazioni legati alla stagione fredda: sono tutti malanni che puoi combattere a tavola scegliendo i cibi giusti.

 

La prevenzione comincia a tavola

Malattie da raffreddamento, indolenzimenti e infiammazioni a carico di ossa, articolazioni, sistema nervoso e vie urinarie sono disturbi tipici della stagione fredda. Se vogliamo prevenirle, o accelerare il processo di guarigione, possiamo, oltre ai trattamenti tradizionali, affidarci a ciò che mettiamo nel piatto. Verdure a foglia verde, segale, lenticchie e sedano rapa, per esempio, sono solo alcuni dei cibi perfetti per stare bene!

Broccoli, prezzemolo e tanta acqua per il raffreddore

È cosa ben nota che il raffreddore dura circa una settimana, ma la giusta dose di vitamina C può accorciarne il decorso. Ottimo motivo per non farci mancare i cibi stagionali che ne contengono di più: broccoli, rucola, kiwi, cavoletti di Bruxelles, prezzemolo, cavolfiore, spinaci, lattuga, clementine e cavolo cappuccio rosso. Allo stesso tempo cerchiamo di limitare il consumo di zuccheri che riducono il livello di questa preziosa vitamina e compromettono l’efficienza dei globuli bianchi la cui funzione è neutralizzare i batteri nocivi. Il segreto per prevenire e combattere le malattie da raffreddamento è mantenere un corretto livello di idratazione. Per questo via libera ad acqua e tisane non zuccherate! E per fare il pieno di vitamina C il consiglio è bere ogni giorno un centrifugato con rucola, un pizzico di prezzemolo, un bicchiere di acqua, succo di limone e zenzero grattugiato. In caso di mal di gola un prezioso aiuto ci viene fornito dall’echinacea, immunostimolante e decongestionante. Questa pianta si trova essiccata in erboristeria e 1 cucchiaino in una tazza di acqua bollente, dolcificata con pochissimo miele di eucalipto ci regala la tisana perfetta.

Kimchi per ritrovare l’equilibrio intestinale

Il kimchi, pietanza tradizionale coreana a base di cavolo cinese fermentato, ha un gusto e proprietà benefiche interessanti. Consumarlo regolarmente porta beneficio alla flora batterica intestinale, rinfoltendola e rinforzandola, e difende da disturbi come colite, stipsi, gonfiore e difficoltà digestive. Se vogliamo prepararlo a casa, e godere dei suoi preziosi effetti benefici, dobbiamo tagliare a pezzi un cavolo cinese e lasciarlo riposare per una notte in una ciotola coperta con acqua fredda e circa 30 g di sale, facendo attenzione che il cavolo rimanga sempre sommerso. Il giorno successivo bisogna sciacquarlo e unirlo a uno scalogno e a 6-7 ravanelli (o carote o daikon) tritati, peperoncino in polvere, zenzero grattugiato e, se graditi, due spicchi di aglio. A questo punto occorre mettere il mix in un barattolo di vetro sterilizzato, aggiungere un pizzico di sale, mescolare, coprire tutto con acqua fredda e chiudere il barattolo. Bisogna lasciarlo fermentare per un circa settimana e quando si vedono comparire delle piccole bolle significa che la fermentazione è avvenuta con successo. Il barattolo di kimchi è pronto! Non ci resta che provarlo accompagnato a una piccola porzione di carne, verdure cotte o insalata di cereali.

La dieta mediterranea salva le ossa dal freddo

La dieta mediterranea ci offre tutti gli alimenti in grado di disinfiammare e rinforzare le articolazioni, preservare l’elasticità della cartilagine e sostenere le ossa. L’alleato in più per attenuare artrosi, artrite e infiammazioni osteoarticolari è il sedano rapa, ricco di zolfo, fosforo e vitamina B, C ed E. Perfetto da mangiare fresco, grattugiato, condito con yogurt greco e semi di sesamo, utili anch’essi per ridurre gli indolenzimenti a ossa e articolazioni.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Colds, intestinal ailments and joint pains related to the cold season: they are all ailments that you can fight at the table by choosing the right foods.

Prevention begins at the table

Colds, sores and inflammations affecting bones, joints, nervous system and urinary tract are typical cold season disorders. If we want to prevent them, or speed up the healing process, we can, in addition to traditional treatments, rely on what we put on the plate. Green leafy vegetables, rye, lentils and celeriac, for example, are just some of the perfect foods to feel good!

Broccoli, parsley and lots of water for colds

It is well known that the cold lasts about a week, but the right dose of vitamin C can shorten its course. Excellent reason not to miss the seasonal foods that contain the most: broccoli, arugula, kiwi, Brussels sprouts, parsley, cauliflower, spinach, lettuce, clementines and red cabbage. At the same time we try to limit the consumption of sugars which reduce the level of this precious vitamin and compromise the efficiency of white blood cells whose function is to neutralize harmful bacteria. The secret to preventing and fighting colds is to maintain proper hydration. For this go ahead water and unsweetened herbal teas! And to fill up on vitamin C, the advice is to drink a centrifuged salad with rocket, a pinch of parsley, a glass of water, lemon juice and grated ginger every day. In case of sore throat, valuable help is provided by echinacea, immunostimulant and decongestant. This plant is dried in herbal medicine and 1 teaspoon in a cup of boiling water, sweetened with very little eucalyptus honey, gives us the perfect herbal tea.

Kimchi to regain intestinal balance

Kimchi, a traditional Korean dish made from fermented Chinese cabbage, has an interesting taste and beneficial properties. Consuming it regularly brings benefit to the intestinal bacterial flora, thickening and strengthening it, and defends against ailments such as colitis, constipation, swelling and digestive difficulties. If we want to prepare it at home, and enjoy its precious beneficial effects, we must cut a Chinese cabbage into pieces and let it rest overnight in a bowl covered with cold water and about 30 g of salt, making sure that the cabbage is always submerged. The next day, rinse it and add it to a shallot and 6-7 radishes (or carrots or daikon), ground chilli pepper, grated ginger and, if desired, two cloves of garlic. At this point you need to put the mix in a sterilized glass jar, add a pinch of salt, mix, cover everything with cold water and close the jar. You have to let it ferment for about a week and when you see small bubbles appear it means that the fermentation has taken place successfully. The kimchi jar is ready! We just have to try it accompanied with a small portion of meat, cooked vegetables or cereal salad.

The Mediterranean diet saves bones from the cold

The Mediterranean diet offers us all the foods that can inflammate and strengthen the joints, preserve the elasticity of the cartilage and support the bones. The extra ally to mitigate osteoarthritis, arthritis and osteoarticular inflammation is celeriac, rich in sulfur, phosphorus and vitamins B, C and E. Perfect to eat fresh, grated, seasoned with Greek yogurt and sesame seeds, also useful they to reduce aches and pains in bones and joints.

SOURCE: Riza

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Le giornate in classe non sono una passeggiata. Ogni giorno gli studenti hanno bisogno di tanta energia, buona memoria e mente sveglia per affrontare al meglio le spiegazioni, le interrogazioni e le verifiche.

 

La dieta può venire in loro aiuto: imparare a scegliere i cibi più adatti, ma anche a programmare gli orari degli spuntini può fare la differenza.

Ecco come nutrire la memoria e il cervello.

La colazione dovrebbe essere il primo vero e proprio pasto della giornata: invece spesso non è nemmeno uno spuntino. La maggior parte dei ragazzi italiani non fa colazione o ne fa una inadeguata. Spesso gli studenti tendono ad andare a dormire tardi e a svegliarsi all’ultimo minuto, sacrificando questo pasto.

Il 20% circa delle calorie giornaliere deve arrivare dalla colazione; solo in questo modo, il bambino ha a disposizione energie sufficienti per affrontare gli impegni scolastici. Senza, al contrario, può faticare a concentrarsi. Il pasto mattutino può comprendere una parte liquida, come una tazza di latte o un vasetto di yogurt, e una solida come cereali o pane con marmellata.

Frutta e verdura in abbondanza.

Sono ricche di vitamine e minerali che proteggono le cellule nervosa, migliorando anche le capacità di apprendimento.

  • La vitamina C favorisce la circolazione a livello cerebrale.
  • Le vitamine B regalano energia e vitalità.
  • Il magnesio riduce l’ansia, aumentando la concentrazione, e
  • il ferro è fondamentale contro la fatica mentale.

Ogni studente dovrebbe consumare uno spuntino a metà mattina e uno a metà pomeriggio.

Attenzione, però:

non devono essere pasti sostitutivi o aggiuntivi, ma piccoli snack per ricaricarsi e affrontare tutti gli impegni fino al pasto successivo con lucidità mentale e prontezza fisica, senza sentire troppa fame. Questi spezza fame devono essere vari, anche per abituare i ragazzi a mangiare alimenti diversi e a combattere la monotonia a tavola. La frutta è ottima, soprattutto per chi ha problemi di sovrappeso.

 

FONTE: Il vero benessere

 

(ENGLISH VERSION)

Classroom days are not a walk. Every day, students need a lot of energy, good memory and an awake mind to better deal with explanations, questions and checks. Diet can help them: learning to choose the most suitable foods, but also to program snack times can make a difference. Here’s how to feed your memory and brain.

Breakfast should be the first real meal of the day: instead it is often not even a snack. Most of the Italian boys do not eat breakfast or make an inadequate one. Often students tend to go to sleep late and wake up at the last minute, sacrificing this meal.

About 20% of the daily calories must come from breakfast; only in this way will the child have sufficient energy available to face school commitments. Without, on the contrary, it can struggle to concentrate. The morning meal can include a liquid part, such as a cup of milk or a jar of yogurt, and a solid part such as cereals or bread with jam.

Plenty of fruit and vegetables. They are rich in vitamins and minerals that protect nerve cells, also improving learning skills. Vitamin C promotes circulation in the brain. B vitamins provide energy and vitality. Magnesium reduces anxiety by increasing concentration, and iron is essential against mental fatigue.

Each student should have a mid-morning snack and a mid-afternoon snack. Attention, however: they must not be substitute or additional meals, but small snacks to recharge and face all commitments until the next meal with mental clarity and physical alertness, without feeling too hungry. These hunger breakers must be varied, even to get kids used to eating different foods and to fight monotony at the table. The fruit is excellent, especially for those with overweight problems.

 

SOURCE: Il vero benessere

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L’olio di nocciola, ricco di antiossidanti, vitamina E, flavonoidi e acidi grassi è indispensabile per una beauty routine di bellezza: sceglilo per illuminare e proteggere la pelle.

 

L’olio di nocciola, dall’aroma delicato e dal colore tendente al giallo ambrato, si ottiene dalla spremitura a freddo delle nocciole sgusciate, procedimento che permette di mantenere integre tutte le caratteristiche organolettiche. Per un litro di olio servono ben 2,5 kg di nocciole.

L’olio di nocciola è un elisir di bellezza ad azione immediata

L’olio di nocciola è più fluido dell’olio di mandorle dolci e per questo penetra più facilmente e profondamente nella pelle. Per godere appieno delle virtù di questo olio prova a sostituirlo al classico latte detergente quotidiano, come struccante o semplice tonico. Versa qualche goccia su un dischetto di cotone e applicalo sul viso, eseguendo delicati movimenti circolari. La pelle apparirà subito più luminosa e levigata. Per rallentare il processo di invecchiamento, neutralizzare i radicali liberi e ritardare la formazione delle rughe, a fine giornata esegui un leggero massaggio su viso, collo e décolleté con un mix preparato in un flaconcino contagocce di

  • 4 cucchiai di olio di nocciola,
  • un cucchiaio di olio di rosa mosqueta,
  • 5 gocce di essenza di geranio,
  • 5 di rosa e 5 di neroli.

Se vuoi far brillare i tuoi occhi, l’olio di nocciola è perfetto per reidratare la cute sottile e ridurre aloni, borse e occhiaie. Per ottenere questo risultato mescola in una ciotolina

  • un cucchiaio di olio di nocciola con
  • 2 gocce di essenza di lavanda e
  • un cucchiaino di olio di borragine e

applicane poche gocce sul contorno occhi pulito e inumidito.

Capelli lucenti e folti con l’olio di nocciola

Nelle stagioni fredde anche i capelli soffrono prendendo quell’aspetto secco e danneggiato. Per nutrirli e ridare lucentezza e corposità massaggiali, ancora umidi, dopo lo shampoo con olio di nocciola e poi procedi con la piega. Se ti serve un trattamento d’urto puoi fare un impacco, da tenere in posa per una notte, avvolgendo i capelli in un asciugamano a turbante. L’olio di nocciola si rivela prezioso anche per i capelli tinti perché ne prolunga la tenuta del colore e protegge in profondità cuoio capelluto e lunghezze.

Un consiglio in più! 

Se fai la tinta in casa, massaggia poche gocce di olio sulla cute e vicino all’attaccatura dei capelli: avrai un film protettivo contro i possibili schizzi di colore.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Hazelnut oil, rich in antioxidants, vitamin E, flavonoids and fatty acids, is essential for a beauty beauty routine: choose it to brighten and protect the skin.

Hazelnut oil, with a delicate aroma and color tending towards amber yellow, is obtained from the cold pressing of shelled hazelnuts, a process that allows the preservation of all the organoleptic characteristics. For one liter of oil, 2.5 kg of hazelnuts are needed.

Hazelnut oil is an elixir of beauty with immediate action

Hazelnut oil is more fluid than sweet almond oil and therefore penetrates more easily and deeply into the skin. To fully enjoy the virtues of this oil, try replacing it with the classic daily cleansing milk, as a make-up remover or a simple tonic. Pour a few drops on a cotton pad and apply it to your face, performing delicate circular motions. The skin will immediately appear brighter and smoother. To slow down the aging process, neutralize free radicals and delay the formation of wrinkles, at the end of the day perform a light massage on the face, neck and décolleté with a mix prepared in a dropper bottle of 4 tablespoons of hazelnut oil, a tablespoon of rosehip oil, 5 drops of geranium essence, 5 rose and 5 of neroli. If you want to make your eyes shine, hazelnut oil is perfect for rehydrating thin skin and reducing rings, bags and dark circles. To obtain this result, mix in a bowl a tablespoon of hazelnut oil with 2 drops of lavender essence and a teaspoon of borage oil and apply a few drops on the clean and moistened eye contour.

Bright and thick hair with hazelnut oil

In the cold seasons also the hair suffers taking that dry and damaged look. To nourish them and give back shine and full-bodied body massages, still damp, after shampooing with hazelnut oil and then proceed with the crease. If you need an impact treatment you can make a compress, to be kept on for a night, wrapping the hair in a turban towel. Hazelnut oil is also precious for dyed hair because it prolongs its color retention and protects scalp and length in depth.

One more tip!

If you dye at home, massage a few drops of oil on the skin and near the hairline: you will have a protective film against possible splashes of color.

SOURCE: Riza

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Sono “più sprecone” le famiglie con poche persone e quelle “giovani” che buttano via soprattutto verdure, frutta e pane.

 

La maggior parte delle famiglie – nonostante le buone intenzioni – spreca ogni giorno tanto cibo. Il tema torna alla ribalta oggi che si celebra la Giornata mondiale della nutrizione che precede la Giornata nazionale della dieta mediterranea. A fotografare il fenomeno facendo anche una sorta di identikit degli “spreconi” è un’indagine condotta dall’Osservatorio sulle eccedenze, recuperi e sprechi alimentari del CREA presentata oggi in occasione della II edizione della giornata della nutrizione, Nutrinformarsi: lo spreco nel piatto.

I giovani sprecano di più

L’ indagine ha raccolto dati provenienti da diversi paesi europei (Olanda, Spagna, Germania e Ungheria) coinvolgendo 1.142 famiglie rappresentative della popolazione italiana. Il 77% delle famiglie ha gettato via del cibo nella settimana precedente all’indagine, percentuale che si riduce con l’aumentare dell’età del responsabile acquisti, con il diminuire del reddito e in famiglie che vivono al sud e isole.

Lo spreco maggiore si è riscontrato nelle famiglie monocomponenti e nei segmenti di età più giovane. I prodotti alimentari più sprecati sono verdura, frutta fresca e pane, seguiti da pasta, patate, uova, budini, derivati del latte (yogurt, formaggi), per un totale in media di 370 g/settimana/famiglia. Il dato italiano sullo spreco alimentare è allineato con quello olandese (365 g/settimana) e molto inferiore a quello spagnolo (534 g/settimana), tedesco (534 g/settimana) e ungherese (464 g/settimana).

Quant’è sana e sostenibile la dieta mediterranea

E in vista della Giornata nazionale della Dieta mediterranea, anche l’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market / SWG ha diffuso dei dati su come questo regime alimentare, dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’Umanità nel 2010, possa contribuire a ridurre gli sprechi. Dall’indagine emerge che 1 italiano su 3 (33%) dichiara di praticarla nel quotidiano e 1 italiano su 2 (52%) almeno “parzialmente”, per un totale di 85% di cittadini che hanno presente il significato del “mangiare mediterraneo” e improntano, del tutto in parte, la loro alimentazione ai parametri di questa dieta.

“Aspetto decisamente rilevante per il monitoraggio sull’evoluzione delle abitudini alimentari degli italiani – commenta l’agroeconomista Andrea Segre’, fondatore di Last Minute Market e della campagna Spreco Zero – e’ quello legato alle scelte nutrizionali: i dati Waste Watcher evidenziano che 1 italiano su 3 (29%) ha ridotto il consumo di carne, mentre il 39% dei cittadini ha aumentato il consumo di verdura e legumi o abbracciato le regole del regime nutrizionale mediterraneo”.

La Dieta Mediterranea si dimostra anche un prezioso alleato nella prevenzione/riduzione dello spreco alimentare secondo il 64% degli italiani. Secondo il 26% aiuta a ridurre del tutto gli sprechi e per il 38% parzialmente.

“Del resto – conclude Segre? – i nostri studi dimostrano che il modello agro-nutrizionale mediterraneo ha un impatto ambientale assai ridotto: il consumo di acqua è  pari a 1.700 metri cubi procapite rispetto ai 2.700 del modello anglosassone, il che dimostra la sostenibilità della Dieta Mediterranea, sia dal punto vista della produzione che del consumo”.

Dalla Cina (e non solo) a scuola di Dieta Mediterranea

La nostra dieta mediterranea fa proseliti anche all’estero e persino in paesi molto distanti dalla nostra tradizione alimentare. Infatti, di recente un gruppo selezionato di giovani ricercatori e operatori di area nutrizionale provenienti da Cina, Spagna, Olanda e Italia si è recato in Cilento, nei luoghi dove il fisiologo nutrizionista americano Ancel Keys ha studiato e “scoperto” la Dieta Mediterranea, per acquisire le conoscenze indispensabili sul modello di alimentazione globale più salutare, sicuro e sostenibile al mondo. L’occasione è arrivata dal 2° Ancel Keys International Seminar on Mediterranean Diet and Sustainable Dietary Models, promosso dalla Società Italiana di Nutrizione Umana in sinergia con l’Università di Napoli Federico II, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II e l’Istituto di Scienza dell’Alimentazione del CNR di Avellino.
“Purtroppo – sottolinea Pasquale Strazzullo, docente dell’Università Federico II di Napoli e Presidente della Società Italiana di Nutrizione Umana – a dispetto dei vantaggi ampiamente riconosciuti per la salute umana e per l’ambiente, le abitudini alimentari delle popolazioni mediterranee si sono gradualmente modificate negli ultimi cinquant’anni, allontanandosi in misura preoccupante dal modello tradizionale, a causa del crescente consumo di prodotti animali e della riduzione dell’uso di prodotti vegetali, con conseguente maggiore assunzione di grassi saturi e proteine animali in sostituzione di proteine vegetali e grassi, cereali integrali e fibre alimentari”.
FONTE: Salute di Repubblica (Irma D’Aria)
(ENGLISH VERSION)

Families with few people and those “young” who throw away mainly vegetables, fruit and bread are “more wasteful”.

Most families – despite good intentions – waste so much food every day. The theme returns to the fore today as it celebrates World Nutrition Day that precedes the National Day of the Mediterranean Diet. To photograph the phenomenon also making a sort of identikit of the “wasteful” is a survey conducted by the Observatory on food surpluses, recoveries and waste of CREA presented today on the occasion of the II edition of the nutrition day, Nutrinformarsi: the waste in the dish.

Young people waste more

The survey collected data from different European countries (Holland, Spain, Germany and Hungary) involving 1,142 families representing the Italian population. 77% of families threw away food in the week prior to the survey, a percentage that decreases with the age of the purchasing manager, as income decreases and families living in the south and islands.

The greatest waste was found in single-component families and in the younger age segments. The most wasted food products are vegetables, fresh fruit and bread, followed by pasta, potatoes, eggs, puddings, milk by-products (yogurt, cheese), for a total of 370 g / week / family. The Italian data on food waste is aligned with the Dutch one (365 g / week) and much lower than the Spanish one (534 g / week), German (534 g / week) and Hungarian (464 g / week).

How healthy and sustainable is the Mediterranean diet

And in view of the National Mediterranean Diet Day, the Last Minute Market / SWG Observatory Waste Watcher also released data on how this food regime, declared by UNESCO as a World Heritage Site in 2010, can help reduce waste. The survey shows that 1 Italian out of 3 (33%) declares that he practices it in everyday life and 1 Italian out of 2 (52%) at least “partially”, for a total of 85% of citizens who have the meaning of “Mediterranean eating” and they shape their diet entirely in accordance with the parameters of this diet. “Definitely important aspect for monitoring the evolution of Italian eating habits – commented the agro-economist Andrea Segre?, Founder of Last Minute Market and of the Zero Waste campaign – and? that related to nutritional choices: the Waste Watcher data show that 1 Italian out of 3 (29%) reduced meat consumption, while 39% of citizens increased consumption of vegetables and legumes or embraced the rules of the Mediterranean nutritional regime ” .

The Mediterranean Diet is also a valuable ally in the prevention / reduction of food waste according to 64% of Italians. According to 26% it helps to reduce waste entirely and for 38% partially. “After all – concludes Segre? – our studies show that the Mediterranean agro-nutritional model has a very reduced environmental impact: water consumption and? equal to 1,700 cubic meters per capita compared to 2,700 of the Anglo-Saxon model, which demonstrates sustainability? of the Mediterranean Diet, both from the point of view of production and consumption “.

From China (and beyond) to the school of the Mediterranean Diet

Our Mediterranean diet is also popular abroad and even in countries far removed from our food tradition. In fact, recently a selected group of young researchers and nutritional area operators from China, Spain, Holland and Italy went to Cilento, to places where the American nutritionist physiologist Ancel Keys studied and “discovered” the Mediterranean Diet, for acquire the essential knowledge on the world’s healthiest, safest and most sustainable global nutrition model. The occasion came from the 2nd Ancel Keys International Seminar on Mediterranean Diet and Sustainable Dietary Models, promoted by the Italian Society of Human Nutrition in synergy with the University of Naples Federico II, the University Hospital Federico II and the Institute of Food Science of the CNR of Avellino.

“Unfortunately – underlines Pasquale Strazzullo, a professor at the University of Naples Federico II and President of the Italian Society of Human Nutrition – despite the widely recognized benefits for human health and the environment, the eating habits of Mediterranean populations have gradually changed in the last fifty years, moving away from the traditional model to a worrying extent, due to the increasing consumption of animal products and the reduction in the use of vegetable products, with a consequent greater intake of saturated fats and animal proteins in place of vegetable and fat proteins, whole grains and dietary fiber “.

SOURCE: Salute di Repubblica (Irma D’Aria)

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La carruba è un frutto oggi quasi dimenticato, con cui abbiamo perso familiarità.

 

È, invece, un frutto dalle notevoli qualità, ma purtroppo è difficilmente reperibile, lo si può trovare solo in alimentari meglio forniti, nel reparto della frutta secca, ma, a volte, con costi abbastanza elevati.

La carruba è il frutto dell’albero del carrubo ed appartiene alla stessa famiglia dei legumi, quella delle Fabaceae e al genere Ceratonia e in Italia viene coltivato quasi esclusivamente a scopo ornamentale.

La carruba è originaria della Siria e da lì si è diffusa in Europa, in Africa Settentrionale, nel Medio Oriente e in Asia Occidentale.

Oggi, la carruba viene coltivata soprattutto in Spagna, Portogallo, Africa settentrionale e in alcuni Paesi del Medio Oriente. In Italia piantagioni di carruba si possono trovare nella costiera ligure e un po’ in tutto il Centro sud.

Il carrubo è un albero sempreverde dall’aspetto maestoso, che arriva anche allaltezza di 10 metri e vive fino a 500 anni, e che trova il suo habitat naturale in terreni rocciosi e calcarei con climi caldi.

Ha fusto eretto, largo e tozzo, molto ramificato e una chioma tondeggiante e folta.Le foglie sono grandi e spesse, di colore verde scuro, lucido. In estate produce numerosi fiori rossastri, ma solo le piante femminili fruttificano.

I frutti del carrubo sono baccelli indeiscenti, verdi, che divengono marrone scuro a maturità, lunghi circa 15 cm e contenenti semi durissimi, rotondi e piatti, commestibili. Grazie al suo alto contenuto di fibre e polifenoli, la carruba aiuta in caso di

  • alterato transito intestinale,
  • disturbi digestivi e
  • acidità.

Inoltre abbassa i livelli di colesterolo nel sangue ed è un coadiuvante nelle diete dimagranti, perché interferisce nell’azione degli enzimi digestivi e aiuta a creare un senso di sazietà.

È, anche, un’ottima alternativa al cacao, per chi soffre di intolleranza per questo alimento, perché la polpa delle carrube ha un sapore dolciastro, simile a quello del cacao, senza le stesse calorie.
Per di più, la carruba è priva di glutine e quindi adatta anche a chi soffre di celiachia.

 

FONTE: custonaciweb

 

(ENGLISH VERSION)

Carob is a fruit almost forgotten today, with which we have lost familiarity.

Instead, it is a fruit with remarkable qualities, but unfortunately it is difficult to find, it can only be found in better supplied food, in the dried fruit department, but, sometimes, with quite high costs.

Carob is the fruit of the carob tree and belongs to the same family of legumes, that of the Fabaceae and to the genus Ceratonia and in Italy it is cultivated almost exclusively for ornamental purposes.

Carob is native to Syria and from there it has spread to Europe, North Africa, the Middle East and Western Asia.

Today, carob is cultivated mainly in Spain, Portugal, northern Africa and in some Middle Eastern countries. In Italy, carob plantations can be found in the Ligurian coast and a little in the whole of central and southern Italy.

The etymology of the name comes from the Arabic noun “kharrūb”, but the carob is also known as “bread of St. John”, because, legend has it that the prophet nourished himself of this plant during the long periods of asceticism in the desert.
The carob is an evergreen tree with a majestic appearance, which reaches even the height of 10 meters and lives up to 500 years, and which finds its natural habitat in rocky and calcareous soils with warm climates.

It has an erect, broad and stocky stem, very branched and a round and thick crown. The leaves are large and thick, dark green, glossy. In summer it produces numerous reddish flowers, but only the female plants bear fruit.

The fruits of the carob are indehiscent, green pods, which become dark brown when ripe, about 15 cm long and containing very hard, round and flat, edible seeds. Thanks to its high content of fibers and polyphenols, the carob helps in case of

altered intestinal transit,
digestive disorders e
acidity.
It also lowers cholesterol levels in the blood and is an adjunct in slimming diets, because it interferes with the action of digestive enzymes and helps create a sense of satiety.

It is also an excellent alternative to cocoa, for those suffering from intolerance for this food, because the pulp of carob beans has a sweet taste, similar to that of cocoa, without the same calories.
Moreover, the carob is gluten-free and therefore also suitable for those suffering from celiac disease.

SOURCE: custonaciweb

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Due studi dimostrano gli effetti positivi del cacao per il sistema immunitario. Un consumo moderato può influire sulle infiammazioni croniche, con una ridotta incidenza di malattie quali per esempio aterosclerosi, tumori, malattie degenerative e infiammazione dell’endotelio con conseguente ipertensione…

 

Vera prelibatezza per i golosi, il cioccolato non solo fa bene all’umore(contribuisce alla secrezione della serotonina, l’ormone del benessere), ma secondo recenti studi, è anche un potente antinfiammatorio. Come ci spiega il professor Carlo Selmi, responsabile della Sezione di Immunologia Clinica dell’Istituto Clinico Humanitas e docente dell’Università degli Studi di Milano, l’influenza che il cioccolato opera sul sistema immunitario è molto forte. Sebbene l’argomento possa sembrare di importanza minore, è utile sottolineare come questo comportamento apparentemente voluttuario possa in realtà avere implicazioni sulla nostra salute.

 

Cioccolato o cacao?

Più che di cioccolato, è però opportuno parlare di cacao, il frutto prodotto dalla Theobroma Cacao, pianta originaria dell’America meridionale, e principio attivo di cibi e bevande a base di cioccolato fondente; ricordiamo infatti che il cioccolato al latte contiene poco cacao e quello bianco non ne contiene affatto. I benefici aumentano in base alla percentuale di cacao contenuta nel prodotto finale. Negli ultimi quindici anni la ricerca si è concentrata su questi effetti e ha indagato due livelli: quello cellulare e quello umano.

 

Gli studi su cacao e sistema immunitario

A partire dalle cellule del sangue si sono isolate quelle del sistema immunitario. L’immunità è il meccanismo attraverso il quale l’organismo si difende da potenziali attacchi, distinguiamo un’immunità innata e un’immunità acquisita. La prima è composta da meccanismi di difesa non specifici, presenti anche senza che l’organismo sia stato esposto all’antigene e rappresentano la prima reazione agli agenti infettivi. Ne fanno parte macrofagi, neutrofili e monociti. La seconda invece è specifica, è la risposta a un dato stimolo. Ne fanno parte i linfociti T e i linfociti B, che producono gli anticorpi.


Le cellule isolate vengono stimolate con concentrazioni di flavanoli e procianidine di cui è ricco il cacaoper poi monitorarne la reazione e valutare che tipo di urla producano. È emerso che il cacao ha effetto antinfiammatorio, ma non immunosoppressore e che può modulare, ad esempio, la risposta dei neutrofili alle infezioni batteriche.

Il cioccolato fa bene alla salute?

Le ricerche concernenti l’ambito più strettamente umano hanno evidenziato come un utilizzo saltuario o anche quotidiano di dosi limitate di cacao influisca sulle infiammazioni croniche, con una ridotta incidenza di malattie quali per esempio aterosclerosi, tumori, malattie degenerative e infiammazione dell’endotelio con conseguente ipertensione.

Il cacao sembra infine proteggere dalla steatosi epatica (o fegato grasso), una patologia spesso causata da un’alimentazione scorretta, diabete e abuso di alcol e pare che possa migliorare l’insulino-resistenza in soggetti sovrappeso.

Infine, un recentissimo studio spagnolo ha dimostrato come assumere una piccola dose di cioccolato due volte al giorno per due mesi produca una riduzione della pressione arteriosa e del danno ossidativo in chi abbia il colesterolo elevato.

FONTE: Humanitas Salute (Valeria Leone)

 

(ENGLISH VERSION)

Two studies show the positive effects of cocoa for the immune system. A moderate consumption can affect chronic inflammations, with a reduced incidence of diseases such as atherosclerosis, tumors, degenerative diseases and inflammation of the endothelium resulting in hypertension …

True delicacy for gourmands, chocolate is not only good for mood (it contributes to the secretion of serotonin, the wellness hormone), but according to recent studies, it is also a powerful anti-inflammatory. As Professor Carlo Selmi, head of the Clinical Immunology Section of the Humanitas Clinical Institute and professor at the University of Milan, explains to us, the influence of chocolate on the immune system is very strong. Although the subject may seem of minor importance, it is useful to underline how this apparently voluptuous behavior may actually have implications for our health.

 

Chocolate or cocoa?

More than chocolate, however, it is appropriate to speak of cocoa, the fruit produced by Theobroma Cacao, a plant originating from South America, and an active ingredient in foods and drinks based on dark chocolate; in fact we remember that milk chocolate contains little cocoa and the white one does not contain any. The benefits increase based on the percentage of cocoa contained in the final product. In the last fifteen years research has focused on these effects and has investigated two levels: the cellular and the human.

 

Studies on cocoa and the immune system

The immune system was isolated from the blood cells. Immunity is the mechanism by which the body defends itself from potential attacks, we distinguish innate immunity and acquired immunity. The first is composed of non-specific defense mechanisms, present even without the organism being exposed to the antigen and representing the first reaction to infectious agents. Macrophages, neutrophils and monocytes are part of it. The second one is specific, it is the answer to a given stimulus. It is made up of T lymphocytes and B lymphocytes, which produce antibodies.

chocolateThe isolated cells are stimulated with concentrations of flavanols and procyanidins whose cocoa is rich in order to then monitor the reaction and assess what type of screams they produce. It emerged that cocoa has an anti-inflammatory, but not an immunosuppressant effect and that it can modulate, for example, the response of neutrophils to bacterial infections.

Is chocolate good for your health?

Research concerning the more strictly human environment has shown that occasional or even daily use of limited doses of cocoa affects chronic inflammation, with a reduced incidence of diseases such as atherosclerosis, tumors, degenerative diseases and inflammation of the endothelium with consequent hypertension.

Finally, cocoa seems to protect against hepatic steatosis (or fatty liver), a disease often caused by poor nutrition, diabetes and alcohol abuse and it seems that it may improve insulin resistance in overweight individuals. Finally, a very recent Spanish study has shown how taking a small dose of chocolate twice a day for two months produces a reduction in blood pressure and oxidative damage in those with high cholesterol.

SOURCE: Humanitas Salute (Valeria Leone)

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