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Il consumo di alimenti biologici viene considerata generalmente un’ottima scelta per la salute. In precedenza una dieta biologica era già stata collegata da uno studio a riduzione di pesticidi nel corpo.

 

 

Più del 90% della popolazione occidentale testata è risultata positiva alla presenza di pesticidi nel sangue e nelle urine. Cosa significa questo per la nostra salute nel lungo termine? Alcune di questa sostanze usate nell’agricoltura e negli allevamenti sono state collegate al Parkinson e al cancro.

Ma qual è l’associazione tra una dieta a base di alimenti biologici e il rischio di cancro?

A ottobre 2018 i ricercatori dell’Institut National de la Sante e dalla Recherche Medicale in Francia hanno indagato la questione prendendo in esame 68.946 adulti francesi.

I risultati, pubblicati su JAMA Internal Medicine, sono stati chiarissimi. La scelta di alimenti biologici, rispetto a quelli coltivati ​​in modo convenzionale, può ridurre del 25% il rischio di cancro.

I ricercatori spiegano:

“Una maggiore frequenza di consumo di alimenti biologici è stata associata a un ridotto rischio di cancro. Sebbene i risultati dello studio debbano essere confermati, promuovere il consumo di alimenti biologici nella popolazione generale potrebbe essere una strategia preventiva promettente contro il cancro.”

Cosa si intende per alimento biologico?

La produzione di alimenti biologici vieta l’uso di:

  • Pesticidi chimici
  • Fertilizzanti sintetici
  • Fanghi di depurazione
  • Radiazioni ionizzanti
  • Bioingegneria (Organismi Geneticamente Modificati)

Per ottenere l’etichetta biologica, un certificatore approvato dal governo ispeziona l’azienda e approva il prodotto finito. Esistono standard e controlli rigorosi a cui devono sottostare le aziende agricole. L’agricoltura biologica consente solamente l’uso di fertilizzanti naturali come il letame e il compost. Altri metodi caratteristici comprendono:

  • Rotazione delle colture
  • Consociazione di piante
  • Controllo naturale dei parassiti
  • Nessun OGM

Più biologico significa meno pesticidi nel corpo

La ricerca dimostra che il passaggio da una dieta a base di alimenti convenzionali a quelli organici provoca una diminuzione delle concentrazioni di metaboliti dei pesticidi nelle urine. Cosa significa esattamente per la nostra salute?

Nel 2015, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato tre pesticidi ed erbicidi, usati frequentemente in agricoltura, come cancerogeni per l’uomo. Ciò significa che, come afferma la IARC, il glifosato, il malatione e il diazinon sono sostanze chimiche che vengono utilizzate sul nostro cibo anche se possono causare tumori.

Fino a poco tempo fa, le prove a supporto degli effetti cancerogeni di questi pesticidi si basavano solo sull’esposizione professionale, principalmente in contesti agricoli. Si potrebbe però affermare che la popolazione in generale è esposta a basse concentrazioni di pesticidi assumendo frutta e verdura coltivati in modo convenzionale? Questa è la domanda a cui hanno cercato di rispondere i ricercatori francesi  con questo studio.

Uno dei motivi per cui una dieta biologica può ridurre il rischio di cancro è perché molti pesticidi sono interferenti endocrini che imitano la funzione estrogenica e gli ormoni svolgono un ruolo causale in molti tipi di cancro.

Lo studio di alimenti biologici e la prevenzione del cancro

La recente ricerca francese prende in considerazione l’associazione tra l’assunzione di alimenti biologici e il rischio di contrarre il cancro. I ricercatori hanno raccolto dati su oltre 68.900 adulti francesi, con un’età media di 44 anni, al fine di stabilire con che frequenza consumano alimenti biologici e alimenti convenzionali. Su 16 prodotti alimentari, tra cui frutta, verdura, prodotti lattiero-caseari, carne, pesce, uova e oli vegetali, i partecipanti hanno riferito quanto spesso hanno scelto il biologico rispetto alle opzioni convenzionali, selezionando una delle otto categorie, tra cui: “mai”, “occasionalmente” e “la maggior parte”.

Sulla base dell’autovalutazione di un individuo, i ricercatori hanno calcolato un “punteggio di cibo biologico” e lo hanno usato per stimare il rischio di cancro di una persona. Gli autori dello studio hanno seguito i partecipanti per una media di cinque anni, analizzando l’incidenza del cancro durante una valutazione successiva. Dei 68.946 volontari 1340 hanno sviluppato un tumore:

  • 459 casi di tumori al seno
  • 180 tumori della prostata
  • 135 tumori della pelle
  • 99 tumori del colon-retto
  • 47 linfomi non Hodgkin e altri 15 linfomi

I ricercatori hanno sottolineato che negli individui che assumevano alimenti biologici con una frequenza maggiore c’è stata una riduzione del rischio di tre tumori specifici: carcinoma mammario in post menopausa, linfoma non Hodgkin e altri linfomi.

Secondo i ricercatori, un’alimentazione più ricca di cibo biologico è correlata a un rischio inferiore del 25% di contrarre il cancro. Più nello specifico, le persone che hanno assunto alimenti biologici con maggiore frequenza hanno sviluppato una riduzione del rischio del 73% di linfomi, del 86% di contrarre il linfoma non Hodgkin e del 34% di contrarre il cancro al seno in postmenopausa.

Quali sono i limiti di questa ricerca?

Sebbene questi recenti dati suggeriscano ciò che già sospettavamo,cioè il fatto che mangiare alimenti biologici sia più salutare, ci sono alcuni inconvenienti che bisogna affrontare.

Una possibile debolezza dello studio sta nel fatto che l’assunzione di alimenti biologici è notoriamente difficile da valutare. Mangiare in un ristorante, acquistare cibo da asporto o cenare a casa di amici rende più difficile sapere che tipo di cibo si assume. Quindi in alcuni casi potrebbe esserci stato un problema di classificazione errata.

Inoltre, non tutti gli alimenti convenzionali sono uguali. Alcuni contengono più pesticidi (o pesticidi più potenti) e questo studio non ne tiene conto. Quindi non è stato possibile prendere in considerazione se un partecipante abbia scelto di comprare  solo gli alimenti che fanno parte della “sporca dozzina” come biologici, e rimanere sul convenzionale per gli altri.

Inoltre, i ricercatori ammettono che il tempo di follow-up è stato breve. Questo potrebbe aver limitato i dati statistici per alcune forme di cancro.

E infine, le persone che non hanno seguito un’alimentazione con cibi biologici hanno avuto la possibilità di scrivere i motivi della loro scelta. Questi includono:

  • Prezzi troppo alti
  • Disponibilità limitata
  • Mancanza di interesse

Tutti i partecipanti che non hanno scelto alimenti biologici, a prescindere dal motivo, sono stati raggruppati in un’unica categoria. Questo potrebbe essere stato uno svantaggio, perché le persone che non hanno interesse per gli alimenti biologici potrebbero non avere una grande considerazione della loro salute generale e della prevenzione, e questo potrebbe aver influenzato i risultati dello studio.

Etichetta degli alimenti biologici

Gli agricoltori coltivano prodotti biologici certificati senza fertilizzanti sintetici, pesticidi chimici, conservanti, modificazioni genetiche, fanghi di depurazione o radiazioni. Per essere certificati come biologici, gli alimenti non possono contenere o crescere da semi geneticamente modificati. Non ci si può fidare delle etichette alimentari fuorvianti. Termini come “naturale”,tutto naturale” e “naturale al 100%” sono privi di significato e non garantiscono che il prodotto sia biologico.

La ricerca dimostra che gli alimenti biologici contengono quantità elevate di antiossidanti, che migliorano la salute, e bassi livelli di cadmio, un metallo pesante nocivo. I cibi biologici sono migliori anche per l’ambiente. Le aziende agricole biologiche non inquinano il suolo e le acque circostanti con sostanze chimiche nocive e tossiche. Alcuni alimenti non biologici vengono classificati come “sporca dozzina”, poiché sono particolarmente carichi di pesticidi. Se si preferisce acquistare solo alcuni alimenti biologici, è preferibile che siano quelli che fanno parte di questa categoria.

Considerazioni finali

Sono necessari, come al solito, ulteriori dati per rendere più solide e ampie le conclusioni, ma promuovere il consumo di alimenti biologici potrebbe essere quasi sicuramente una promettente strategia preventiva contro il cancro. Ci sono, comunque, sicuramente altri fattori, come il peso corporeo, la dieta e l’attività fisica, che influenzano il rischio di sviluppare il cancro, ed è anche vero che gli alimenti biologici sono di solito più costosi e talvolta persino difficili da trovare in alcune zone. Quindi bisogna tenere presente di dover incoraggiare una maggiore assunzione di alimenti che combattono il cancro, come frutta e verdura, siano essi biologici o convenzionali, come parte integrante di una dieta sana. Non bisogna eliminare questi importanti gruppi di alimenti ricchi di nutrienti solo perché non sono biologici. Se non puoi acquistare tutti alimenti biologici, prova a evitare almeno quelli che sono più contaminati da pesticidi come spiegato nell’articolo

 

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

Consumption of organic food is generally considered a good choice for health. Previously a biological diet had already been linked by a pesticide reduction study in the body.

More than 90% of the western population tested was positive in the presence of pesticides in the blood and urine. What does this mean for our health in the long term? Some of these substances used in agriculture and breeding have been linked to Parkinson’s and cancer.

But what is the association between a diet based on organic food and the risk of cancer?

In October 2018, researchers from the Institut National de la Sante and Recherche Medicale in France investigated the issue by examining 68,946 French adults.

The results, published on JAMA Internal Medicine, were very clear. The choice of organic food, compared to those grown in a conventional way, can reduce the risk of cancer by 25%.

The researchers explain:

“A higher frequency of consumption of organic food has been associated with a reduced risk of cancer. Although the results of the study should be confirmed, promoting the consumption of organic food in the general population could be a promising preventive strategy against cancer. “

What is organic food?

The production of organic food prohibits the use of:

  • Chemical pesticides
  • Synthetic fertilizer
  • Sewage sludge
  • Ionizing radiations
  • Bioengineering (Genetically Modified Organisms)

To obtain the organic label, a government approved certifier inspects the company and approves the finished product. There are strict standards and controls that farms must undergo. Organic farming only allows the use of natural fertilizers such as manure and compost. Other characteristic methods include:

  • Crop rotation
  • Consociation of plants
  • Natural pest control
  • No GMOs

More organic means less pesticides in the body

Research shows that switching from a conventional to organic food diet causes a decrease in the concentrations of pesticide metabolites in the urine. What does this mean exactly for our health?

In 2015, the International Agency for Research on Cancer (IARC) classified three pesticides and herbicides, frequently used in agriculture, as human carcinogens. This means that, as IARC states, glyphosate, malathione and diazinon are chemicals that are used on our food even if they can cause cancer.

Until recently, evidence supporting the carcinogenic effects of these pesticides was based only on occupational exposure, mainly in agricultural settings. Could it be said, however, that the general population is exposed to low concentrations of pesticides, assuming conventionally grown fruits and vegetables? This is the question that French researchers have tried to answer with this study.

One of the reasons why a biological diet can reduce the risk of cancer is because many pesticides are endocrine disruptors that mimic estrogenic function and hormones play a causal role in many types of cancer.

The study of organic food and cancer prevention

Recent French research takes into account the association between the intake of organic food and the risk of contracting cancer. Researchers collected data on more than 68,900 French adults, with an average age of 44, in order to establish how often they consume organic foods and conventional foods. Out of 16 food products, including fruits, vegetables, dairy products, meat, fish, eggs and vegetable oils, participants reported how often they chose organic compared to conventional options, selecting one of the eight categories, including: ” never “,” occasionally “and” most “.

Based on an individual’s self-assessment, the researchers calculated a “organic food score” and used it to estimate a person’s cancer risk. The study authors followed the participants for an average of five years, analyzing the incidence of cancer during a subsequent evaluation. Of the 68,946 1340 volunteers developed a tumor:

  • 459 cases of breast tumors
  • 180 prostate tumors
  • 135 skin tumors
  • 99 colorectal cancers
  • 47 non-Hodgkin’s lymphomas and another 15 lymphomas

The researchers pointed out that in individuals who took organic foods more frequently there was a reduction in the risk of three specific cancers: post-menopausal breast cancer, non-Hodgkin’s lymphoma and other lymphomas.

According to the researchers, a richer diet of organic food is related to a 25% lower risk of contracting cancer. More specifically, people who took organic food more frequently developed a 73% risk reduction of lymphomas, 86% of non-Hodgkin lymphoma and 34% of postmenopausal breast cancer.

What are the limits of this research?

Although these recent data suggest what we already suspected, namely the fact that eating organic food is healthier, there are some drawbacks that need to be addressed.

One possible weakness of the study lies in the fact that the intake of organic food is notoriously difficult to evaluate. Eating in a restaurant, buying takeaway food or having dinner at a friend’s house makes it more difficult to know what kind of food is taken. So in some cases there may have been a problem with incorrect classification.

Furthermore, not all conventional foods are the same. Some contain more pesticides (or more powerful pesticides) and this study does not take them into account. So it was not possible to consider whether a participant has chosen to buy only the foods that are part of the “dirty dozen” as organic, and remain on the conventional for others.

Furthermore, the researchers admit that the follow-up time was short. This may have limited statistical data for some forms of cancer.

And finally, people who did not follow a diet with organic foods had the opportunity to write down the reasons for their choice. These include:

  • Prices too high
  • Limited availability
  • Lack of interest

All participants who did not choose organic food, regardless of the reason, were grouped into one category. This may have been a disadvantage, because people who have no interest in organic foods may not have a high regard for their general health and prevention, and this may have influenced the results of the study.

Organic food label

Farmers grow certified organic products without synthetic fertilizers, chemical pesticides, preservatives, genetic modifications, sewage sludge or radiation. To be certified as organic, foods can not contain or grow from genetically modified seeds. You can not trust misleading food labels. Terms like “natural”, “all natural” and “100% natural” are meaningless and do not guarantee that the product is organic. Research shows that organic foods contain high amounts of antioxidants, which improve health, and low levels of cadmium, a harmful heavy metal. Organic foods are also better for the environment. Organic farms do not pollute the soil and surrounding waters with harmful and toxic chemicals. Some non-organic foods are classified as “dirty dozen” because they are particularly loaded with pesticides. If you prefer to buy only some organic foods, it is preferable that they are those that are part of this category.

Final considerations

As usual, more data are needed to make the conclusions more solid and broad, but promoting the consumption of organic food could almost certainly be a promising preventive strategy against cancer. There are, however, certainly other factors, such as body weight, diet and physical activity, which influence the risk of developing cancer, and it is also true that organic foods are usually more expensive and sometimes even difficult to find. in some areas. So we need to keep in mind that we need to encourage greater intake of cancer-fighting foods, such as fruits and vegetables, be they organic or conventional, as part of a healthy diet. We do not have to eliminate these important nutrient-rich groups just because they are not organic. If you can not buy all organic foods, try to avoid at least those that are more contaminated with pesticides as explained in the article

 

SOURCE: Dionidream

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Milioni di americani stanno lottando con l’aumento di peso, eppure ciò che è veramente alla base di questo problema dilagante.

 

 

 

Quasi esclusivamente, sentirai che l’aumento di peso viene attribuito a:

  • un metabolismo lento,
  • eccesso di cibo,
  • troppi carboidrati o
  • mancanza di esercizio fisico.

Queste sono teorie comuni ma sono solo questo: teorie. Non sono la vera ragione per cui c’è un’epidemia di aumento di peso misterioso in tutto il mondo.

Nonostante le teorie e le promesse di diete alla moda ovunque tu guardi, è quella che contiene le tue risposte sull’aumento di peso misterioso. Non è così facile come bruciare più calorie di quelle che consumiamo. Molte volte, le persone seguono una dieta alla moda e fanno attività fisica regolarmente e stanno ancora aumentando di peso. È fondamentale avere molta compassione e comprensione.

La vera causa del mistero dell’aumento di peso

Se stai guadagnando peso, viene detto che il tuo metabolismo è pigro. Ho un intero capitolo sul mistero dell’aumento di peso e un altro capitolo sul fegato pigro e che andare in aiuto al fegato:

  • Risposte alle eczema, psoriasi, diabete, Strep, Acne, gotta, gonfiore, calcoli biliari, Stress surrenale, Esaurimento, fegato grasso, problemi di peso, SIBO & Malattia autoimmune

Mentre due altri fattori, la tiroide e le ghiandole surrenali, possono spesso essere coinvolti, ma l’aumento di peso è davvero legato a ciò che fa male al tuo fegato.

Quando una persona vuole mangiare cibi spazzatura e non ingrassa, è perché il fegato non è arrivato ancora a saturazione nello stoccaggio del grasso e del veleno. Ciò non significa che non siano sovraccarichi o saturi. Potresti essere magro e avere ancora un fegato saturo che causerà o finirà per causare sintomi.

Cosa potrebbe sovraccaricare il fegato? e mettere in difficoltò il fegato. Questo è il nome delle tossine, agenti patogeni e sostanze inquinanti che abbiamo nel nostro fegato. Siamo stati esposti a molte di queste sostanze nella nostra vita e siamo nati con loro nel grembo materno perché sono tramandati di generazione in generazione nelle nostre linee familiari. I fattori che creano problemi (sfortunatamente è più simile al 70% al massimo.) Per scoprire cosa sono questi fattori di disordini, dove si siedono nel fegato? quanto tempo ci vuole per depurare un fegato, e come sostenere il tuo corpo e fegato per rimuoverli, puoi leggere “Liver Rescue”.

Idealmente, il fegato sarebbe forte e abbastanza senza compromessi per elaborare i grassi, le tossine, ormoni e con facilità, neutralizzando batteri e virus e sbarazzandosi delle tossine. Complessivamente mentre solo aggrappandosi ai grassi di alta qualità e gli ormoni che potrebbero essere utili per il vostro corpo in seguito. La realtà è che per la maggior parte del mondo, è destinato in quel senso, si mangia troppo grasso e grassi di cattiva qualità, così le cellule grasse cominciano a raccogliersi e accumularsi nel fegato. Il fegato diventa così congestionato che si sviluppa intorno a fuori, con pre-grassi e poi in via di sviluppo. Le cellule grasse cominciano quindi ad accumularsi nel tratto intestinale e alla fine il cuore e le arterie si saturano. Il peso inizia ad formarsi intorno alla vita.

Questo è solo un aspetto del misterioso aumento di peso. C’è molto di più da capire nel libro, riguardo a questo aumento di pesi.

La connessione con le surrenali

Uno dei motivi è una immissione di adrenalina nel sangue. Mentre la vita diventa più sovraccarica e più stressante, l’adrenalina viene pompata attraverso il corpo in quantità sempre maggiore. Non è più solo un problema delle persone di una certa età, ed è un problema molto importante in questo momento della vita. Gli studenti stanno saltando la scuola e stanno prendendo una pausa. Persino gli studenti di medicina scelgono di rinunciare alle residenze a causa di alti livelli di stress.

Il motivo per cui lo stress e l’adrenalina sono così tossici da causare il sovraccarico del fegato. Aggiungete a ciò le diete ad alto contenuto proteico e ad alto contenuto di grassi che sono oggi molto popolari e normali. Se sei di tuo vegetariano o ami alimenti animali, le diete ad alto contenuto proteico (che sono anche intrinsecamente ad alto contenuto di grassi), sono problematiche per il fegato. Non importa quale sia la fonte di grassi – proteine ​​animali, soia, noci, avocado, olio – troppo grasso che grava sul fegato. La dieta chetogenica è particolarmente problematica. Perché? Quando mangi una dieta ricca di proteine ​​e ricca di grassi, le tue ghiandole surrenali immettono adrenalina nel flusso sanguigno per aiutare il tuo fegato a disperdere i grassi. Il tuo fegato ha bisogno di questo aiuto perché il tuo lavoro è  spezzato, è indebolito quando il tuo fegato è saturo di grassi. Se le tue ghiandole surrenali non rispondono con l’aiuto dell’adrenalina. si finisce per affaticare il cuore. Questa adrenalina in più, è corrosiva e dannosa, è il modo in cui il tuo corpo protegge la tua vita.

Guarire il fegato

In Salvataggio di Fegato, il Congedo delle sostanze dannose del Fegato. La chiave è la coerenza; sostenere il fegato con abbondanza di frutta, verdure a foglia verde e verdure, 16 once di succo di sedano dritto a stomaco vuoto e il mio Detox Smoothie dai metalli pesanti, sono due opzioni che possono aiutarti a iniziare il processo. In Liver Rescue, condivido con voi il migliore modo del mondo per purificare il fegato (compresi i dosaggi consigliati). Il libro include informazioni su come utilizzare questi alimenti e integratori per ottenere i migliori risultati. 3.6.9 Detergere il fegato, quali sono i modi che cambiano la vita per sostenere e disintossicare il fegato. Queste non sono le stesse informazioni sulla salute che potresti leggere o sentire altrove. È un’informazione altamente avanzata e dettagliata che possono veramente farti guarire da dozzine di sintomi e condizioni.

Per coloro che hanno già applicato le informazioni che condivido su Liver Rescue e gli altri miei libri, non devono scoraggiarsi. Ciò significa che l’aumento di peso può continuare per un periodo quando inizi la cura.

Inoltre, quando abbiamo virus, batteri, metalli pesanti tossici come rame, alluminio, oro, mercurio e altri fattori tossici del fegato che risiedono nel nostro fegato, il tempo di recupero aumenta. Ciò è dovuto al fatto che, quando il nostro mondo è inondato da queste malattie, riteniamo che questi virus siano indeboliti e che questi virus abbiano maggiori probabilità di verificarsi. potreste avere questi agenti patogeni nel fegato). Se soffri di asma, per esempio, e continui a vedere occasionali focolai quando sei malato o attraversi un ciclo di vita stressante, questo è causato dal batterio dello streptococco, che continua ad apparire nel tuo corpo. più tardi nella vita. Lo stesso vale per l‘herpes labiale e l’HHV. Altri virus, come Epstein-Barr (che ha oltre 60 ceppi non scoperti), sono anche rampanti, aspettano per tanto tempo e affaticano il fegato. Tutti questi fattori di cui discuto in Liver Rescue giocano un ruolo nelle condizioni del fegato e nel futuro sulla salute.

Il nostro lavoro, quindi, è prenderci cura del nostro mondo nel modo in cui hanno bisogno di una base quotidiana. Allora guarirai ogni giorno, anche quando non puoi sentirlo. Questo integra la fonte di grasso, che provenga da fonti vegetali o animali, per dare una pausa al fegato. Include anche mangiare i carboidrati puliti critici e sani che discuto in dettaglio nella mio libro. È così importante capire come funziona il tuo corpo e ciò di cui hai bisogno per proteggere te stesso e i tuoi cari in futuro. Ti consiglio vivamente di leggere il libro in modo da poterti potenziare con la verità e diventare un esperto del tuo corpo. Sono con te e credo in te.

FONTE: Medical Medium

 

(ENGLISH VERSION)

Millions of Americans are struggling with weight gain and yet what’s really behind this pervasive issue is still unknown in conventional medical and alternative health communities. Almost exclusively, you’ll hear weight gain blamed on slow metabolism, overeating, too many carbohydrates, or a lack of exercise. These are common theories but they’re just that: theories. They aren’t the real reason there’s an epidemic of mystery weight gain across the globe.

Despite the theories and promises of trendy fad diets everywhere you look, it’s the liver that holds the answers to your questions about mystery weight gain. It is not as straightforward as burning more calories than we consume. Many times, people are following a trendy diet and exercising regularly and are still gaining weight. It’s critical to have great compassion for those who are struggling with their weight and to understand what’s really going on so we can help end the shame and judgement many overweight people experience.

The True Cause of Mystery Weight Gain

If you’re gaining weight, it means your liver is sluggish. I have a whole chapter on mystery weight gain and another chapter on sluggish liver in Liver Rescue: Answers to Eczema, Psoriasis, Diabetes, Strep, Acne, Gout, Bloating, Gallstones, Adrenal Stress, Fatigue, Fatty Liver, Weight Issues, SIBO & Autoimmune Disease. While two other factors, the thyroid and the adrenals, can often be involved, weight gain is really about what your liver is up against.

When someone can eat all the junk food she or he wants and not gain an ounce, it’s because they have a liver that hasn’t yet hit its fat-storing or poison-storing limitation and therefore functions at a faster pace. That doesn’t mean their liver isn’t overburdened or overstressed. You could be thin and still have a liver illness developing or a liver complication that’s causing or will eventually cause symptoms.

What could be overburdening the liver you might ask? Liver Troublemakers. That’s the name I have given to the hundreds of different toxins, pathogens and pollutants we have in our livers. We have all been exposed to many of them over our lifetimes and even before we were born we inherited them in the womb because they’re passed down from generation to generation in our family lines. Even the healthiest babies are born with livers that aren’t functioning at 100% because of these Liver Troublemakers (unfortunately it’s more like 70% at most.) To discover what these troublemakers are, where they sit in the liver, how they damage the liver, how long it takes for them to leave, and how to support your body and liver to remove them, you can read Liver Rescue.

Ideally, the liver would be strong and uncompromised enough to process fats, toxins, and hormones with ease, neutralizing and getting rid of the toxins altogether while only holding on to high-quality fats and hormones that could be useful to your body later. The reality is that for most people, the liver simply has too much to do and the liver can’t process fat as well as it’s meant to, so fat cells begin to collect in it at a more rapid rate. The liver becomes so congested internally that fat builds around the outside of it, with pre-fatty and then fatty liver developing. Fat cells then begin to accumulate in the intestinal tract, and eventually, the heart and arteries get saturated. Weight starts to cling on around the waist.

This is just one side of mystery weight gain. There’s a great deal more to understand that I cover in Liver Rescue so you have a complete picture of what is happening when you’re gaining unwanted weight.

The Adrenal Connection

One of the reasons that the liver begins to breakdown is an influx of adrenaline in the bloodstream. As life get busier and more stressful, adrenaline is pumped through the body in increasing quantities. No longer is this an issue solely restricted to mid or late adulthood with the many responsibilities and stresses this time of life holds. Students are becoming burnt out earlier on in their college careers and are taking a year off or dropping out of school completely. Even medical students are choosing to forgo residencies due to increasingly high levels of stress.

The reason that stress and adrenaline are so toxic is that they cause the liver to become overburdened. Add to that the high-protein and high-fat diets that are highly popular and normal today and the liver is put into further distress. Whether you’re plant based or love animal foods, high-protein diets (which are also inherently high in fat), are problematic for the liver. No matter what the fat source is—animal protein, soy, nuts, avocados, oil—too much of it burdens the liver. The ketogenic diet is especially problematic. Why? When you eat a high-protein and high-fat diet, your adrenals flood adrenaline into your bloodstream to help your liver disperse fats. Your liver needs this help because bile, whose job it is to breakdown fats, is weakened when your liver is under stress. If your adrenals do not respond with aid, excess fat in the bloodstream can lead to stroke or heart attack. This extra adrenaline, while corrosive and damaging, is your body’s way of protecting your life.

Healing the Liver

In Liver Rescue, I dive into the many troubles plaguing the liver and the solutions available to recover its health and help the Liver Troublemakers leave. The key is consistency; supporting your liver with plenty of fruits, leafy greens, and vegetables—16 ounces of straight celery juice on an empty stomach and my Heavy Metal Detox Smoothie are two options that can help you jumpstart the process. In Liver Rescue, I share exactly how you can support your liver with specific foods and supplements (including suggested dosages.) The book includes information on how to use these foods and supplements for best results. I also offer you my Liver Rescue Morning and Liver Rescue 3.6.9 Cleanse which are life-changing ways to support and detoxify the liver. This isn’t the same liver health information you might read or hear elsewhere. It’s highly advanced and detailed information that can bring back your liver’s health and help you truly recover from dozens of symptoms and conditions.

For those who have already been applying the information I share in Liver Rescue and my other books, rescuing the liver takes time so do not be discouraged. This means that weight gain can continue for a period when you’re doing the right things because the liver was already under such distress that it needs time to adjust and heal before the weight can start to leave.

Additionally, when we have viruses, bacteria, toxic heavy metals like copper, aluminum, or mercury, and other Liver Troublemakers sitting in our livers, recovery time increases. This is due to the fact that, when our livers are inundated with fats and our bile is weakened, viruses and bacteria take advantage of this dip in our immune systems and strengthen (you can read Liver Rescue or any of my books to understand why you might have these pathogens in your liver). If you suffered from acne as a teenager, for instance, and continue to see occasional outbreaks when you are sick or around your cycle, this is because acne is caused by the strep bacteria, which continues to sit in the liver long term producing more symptoms later in life. The same is true for cold sores and HHV. Other viruses, like Epstein-Barr (which has over 60 undiscovered strains), are also rampant, biding time, and straining the liver. All of these factors plus more I discuss in Liver Rescue play a part in the condition of your liver and the symptoms and illnesses you have now or could have in the future.

Our job, then, is to take care of our livers in the way they need on a daily basis. Then you will be healing every day, even when you can’t yet see or feel it. This includes limiting fat intake, whether it’s from plant or animal sources, to give your liver a break so it can work on other important roles aside from processing fats. It also includes eating the healthy critical clean carbohydrates I discuss in detail in Liver Rescue that our livers need to replenish vital glycogen storage and heal and prevent countless conditions. It’s so important to understand how your body works and what it needs from you so you can protect yourself and your loved ones now and in the future. I highly recommend reading Liver Rescue so you can empower yourself with the truth and become an expert on what your body needs to heal and feel its best. I’m with you and I believe in you.

 

SOURCE: Medical Medium

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Il lavoro della nutrizionista e della psicologa per mettere a punto sette menù cromatici per il primo pasto della giornata.

 

I sette menù, spiega la nutrizionista, sono stati studiati per le esigenze di una persona adulta e  non sedentaria, sono equilibrati e partono da una composizione comune.

Prevedono latte, prezioso per l’apporto di calcio e proteine; biscotti o merendine o una fetta di torta per recuperare energia dopo il digiuno notturno sotto forma di zuccheri semplici e complessi;  frutta per la presenza di fibre, minerali e vitamine, importante ad inizio giornata soprattutto per chi passa molto tempo fuori casa e non sempre ha l’occasione di consumare le 2-3 porzioni quotidiane raccomandate.

La colazione, ricorda Valeria del Balzo,  deve essere adeguata sotto il profilo nutrizionale e deve fornire tra il 15 e il 20% del fabbisogno calorico quotidiano.

  • Se la prima indicazione è di evitare colazioni frettolose e scarse,
  • la seconda è di non accontentarsi sempre dello stessa formula.

“Siamo abituati a variare ciò che mangiamo a pranzo e cena, impariamo a farlo anche a colazione”, invita la nutrizionista.

Il vantaggio, spiega, è duplice: il primo pasto della giornata può diventare più invitante; la varietà migliora l’apporto di nutrienti, dunque la qualità nutrizionale.
Ecco allora i sette menù, uno per ogni colore e per ogni stato d’animo che fanno parte della campagna AIDEPI, Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane, a favore del valore della colazione.

• ARANCIONE PER UN PIENO DI ENERGIA

L’arancione rimanda all’allegria, al divertimento, all’apertura agli altri, spiega la psicologa; è il colore ideale per partire con positività ed energia. Il menù può essere composto da un bicchiere di latte (200 ml), con o senza caffè, una spremuta d’arancia o un’arancia, una porzione di crostata (circa 50 g) con confettura ad esempio di albicocca, oppure un cornetto o tre biscotti alla frutta.

• ROSSO, PRIMA DI UN INCONTRO DI LAVORO

“Il rosso a colazione è perfetto per aiutarci ad esprimere con sicurezza la nostra opinione durante un incontro di lavoro a cui teniamo o se puntiamo a sedurre chi ci piace”, dice la psicologa.

Questo colore caldo e rivitalizzante è associato al desiderio di potere e di autorità o, comunque, alla passione. La proposta menù prevede un bicchiere di latte (200 ml), con o senza caffè, oppure un vasetto di yogurt bianco intero; una fettina di pane (40 g) con 20 g marmellata di fragole o con 10 g di crema spalmabile alla nocciola, oppure una merendina ai frutti rossi o tre biscotti al cacao; una porzione di frutta, come 100 g di more o lamponi, oppure una spremuta di arancia rossa.

• BLU, PER RALLENTARE IL RITMO

ll blu, colore freddo, può stimolare la distensione, la tranquillità e la fiducia. Una colazione ispirata a questo colore ci aiuta a non farci travolgere dagli eventi, suggerisce  Gaia Vicenzi. In tavola possiamo optare per tre fette biscottate con della marmellata di mirtilli (20 g) oppure una porzione di muesli (45 g) o una fettina di pane (40 g) con della crema spalmabile alla nocciola (10 g). Da accompagnare con un bicchiere di latte (200 ml), con o senza caffè, oppure un vasetto di yogurt bianco intero e una porzione di frutta come mirtilli (100 g) o uva fragola (50 g).

• NERO E MARRONE, PER RITROVARE SE STESSI

Le sfumature tra marrone e nero rimandano a naturalezza, normalità, mancanza di sofisticatezza. È un “colore non colore” che fa pensare alla vita semplice, in cui più che all’apparenza si dà attenzione all’interiorità. Nei giorni in cui vogliamo ritagliarci del tempo per stare con noi stessi la colazione si compone di cacao, caffè, frutta secca e prodotti integrali. Ecco qualche idea di menù: una merendina con farina integrale o una fettina di pane (40 g) con della crema spalmabile alla nocciola, oppure 3 biscotti integrali; 20 g di noci o nocciole; una tazza di caffè con un cucchiaino di zucchero; un vasetto di yogurt bianco o una tazza di latte (200 ml).

• VERDE CONTRO LO STRESS

Il verde, colore freddo, rimanda a un’idea di tranquillità. Crea armonia e calma, evoca autonomia e tenacia. Se si è stanchi e stressati aiuta a ritrovare il proprio baricentro e, se possibile, evitare di immergerci subito nella mischia. Il menù dà spazio a frutti e confetture di kiwi, mela o fichi. Può essere composto da una merendina oppure tre/quattro fette biscottate, magari integrali, con della marmellata di fichi o di kiwi (20 g) oppure del muesli (45 g); una porzione di kiwi (100 g) o una mela verde; una tazza di tè verde e un vasetto di yogurt bianco intero oppure un bicchiere di latte (200 ml).

• GIALLO PER IL BUONUMORE

Una nota di giallo ogni giorno non guasta mai: il colore del sole richiama ottimismo, migliora la percezione di benessere e di speranza, aumenta la capacità di concentrazione e la voglia di aprirsi agli altri e di stare in gruppo. A tavola possiamo scegliere tra una fettina di pane (40 g) con del miele (15 g) o della marmellata di arance (20 g) oppure tre biscotti; una porzione di ananas (100 g) o un pompelmo o un bicchiere di spremuta di arancia bionda o di pompelmo; un bicchiere di latte (200 ml) o un vasetto di yogurt al naturale.

•  BIANCO PER UN BUON PROPOSITO

Colore freddo, simbolo di purezza, freschezza e rinascita, il bianco è da scegliere quando vogliamo che la giornata sia l’inizio di una cosa nuova, abbiamo buoni propositi e ci sentiamo carichi dell’energia giusta per metterli in pratica. Per un menù “total white” si può scegliere una merendina o un croissant o due/tre biscotti semplici; una tazza di latte (200 ml) o un vasetto di yogurt bianco; una mela o una pera.

 

FONTE: Salute della Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

The work of the nutritionist and the psychologist to develop seven color menus for the first meal of the day.

The seven menus, explains the nutritionist, have been studied for the needs of an adult and not sedentary, are balanced and start from a common composition. They provide milk, precious for the contribution of calcium and proteins; biscuits or snacks or a piece of cake to recover energy after night fasting in the form of simple and complex sugars; fruit due to the presence of fibers, minerals and vitamins, important at the beginning of the day especially for those who spend a lot of time away from home and do not always have the opportunity to consume the 2-3 daily portions recommended. Breakfast, remember Valeria del Balzo, must be adequate from the nutritional point of view and must provide between 15 and 20% of daily caloric needs. If the first indication is to avoid hurried and poor breakfasts, the second is not to be satisfied with the same formula. “We are used to varying what we eat for lunch and dinner, we learn to do it for breakfast too”, the nutritionist invites. The advantage, he explains, is twofold: the first meal of the day can become more inviting; the variety improves the supply of nutrients, therefore the nutritional quality.
Here are the seven menus, one for each color and for each mood that are part of the campaign AIDEPI, Association of the industries of sweet and Italian pasta, in favor of the value of breakfast.

• ORANGE FOR A FULL OF ENERGY

The orange refers to happiness, fun, openness to others, explains the psychologist; it is the ideal color to start with positivity and energy. The menu can be composed of a glass of milk (200 ml), with or without coffee, an orange or orange juice, a portion of tart (about 50 g) with jam, for example of apricot, or a croissant or three fruit biscuits.

• RED, BEFORE A WORK MEETING

“Red for breakfast is perfect to help us to express our opinion with confidence during a business meeting we hold or if we aim to seduce those we like,” says the psychologist. This warm and revitalizing color is associated with the desire for power and authority or, in any case, for passion. The proposed menu includes a glass of milk (200 ml), with or without coffee, or a jar of whole white yogurt; a slice of bread (40 g) with 20 g strawberry jam or with 10 g of hazelnut spread cream, or a red fruit snack or three cocoa biscuits; a portion of fruit, like 100g of blackberries or raspberries, or a red orange juice.

• BLUE, TO SLOW THE RHYTHM

Blue, cold color, can stimulate relaxation, tranquility and trust. A breakfast inspired by this color helps us not to be overwhelmed by events, suggests Gaia Vicenzi. On the table we can opt for three biscuits with blueberry jam (20 g) or a portion of muesli (45 g) or a slice of bread (40 g) with hazelnut cream spread (10 g). To be served with a glass of milk (200 ml), with or without coffee, or a jar of whole white yogurt and a portion of fruit such as blueberries (100 g) or strawberry grapes (50 g).

• BLACK AND BROWN, TO FIND HIMSELF

The shades between brown and black refer to naturalness, normality, lack of sophistication. It is a “non-colored color” that makes one think of simple life, in which more than appearance is given attention to interiority. In the days when we want to take time out to be with ourselves, breakfast consists of cocoa, coffee, nuts and wholegrain products. Here are some menu ideas: a snack with wholemeal flour or a slice of bread (40 g) with hazelnut cream spreads, or 3 whole biscuits; 20 g of walnuts or hazelnuts; a cup of coffee with a teaspoon of sugar; a jar of white yogurt or a cup of milk (200 ml).

• GREEN AGAINST STRESS

The green, cold color, refers to an idea of ​​tranquility. It creates harmony and calm, evokes autonomy and tenacity. If you are tired and stressed, help you find your center of gravity and, if possible, avoid immersing yourself in the fray. The menu gives space to fruits and jams of kiwi, apple or figs. It can be composed of a snack or three / four biscuits, maybe wholemeal, with fig or kiwi jam (20 g) or muesli (45 g); a portion of kiwi (100 g) or a green apple; a cup of green tea and a jar of whole white yogurt or a glass of milk (200 ml).

• YELLOW FOR THE BUONUMORE

A note of yellow every day never hurts: the color of the sun calls for optimism, improves the perception of well-being and hope, increases the ability to concentrate and the desire to open up to others and to be in a group. At the table we can choose between a slice of bread (40 g) with honey (15 g) or orange marmalade (20 g) or three biscuits; a portion of pineapple (100 g) or a grapefruit or a glass of orange or grapefruit juice; a glass of milk (200 ml) or a jar of natural yogurt.

• WHITE FOR A GOOD PROPOSED

Cold color, symbol of purity, freshness and rebirth, white is to choose when we want the day to be the beginning of something new, we have good intentions and we feel full of the right energy to put them into practice. For a “total white” menu you can choose a snack or a croissant or two / three simple biscuits; a cup of milk (200 ml) or a jar of white yogurt; an apple or a pear.

 

SOURCE: Salute della Repubblica

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L’elisir di lunga vita? Il minestrone. Perché, “nell’insieme degli ingredienti che si mescolano in cottura, ci sono tutte le proprietà per vivere bene e a lungo”.

 

Ne è convinto Roberto Pili, medico ricercatore e presidente della Comunità Mondiale della Longevità che per portare avanti la teoria, illustrata recentemente anche a Minsk in Bielorussia, è andato a studiare le abitudini alimentari dei quasi 500 centenari che vivono in Sardegna. Con i territori e i loro abitanti (compresi coloro che hanno vissuto la guerra) che si sono trasformati in laboratori a cielo aperto.

Ad accomunare tutte le storie il cibo “semplice ma ricco”. Che non è rappresentato, chiarisce Pili, dal “porcetto arrosto o dalla panada (una sorta di calzone con dentro carne d’agnello e piselli o anguille), tipici delle festività» ma da un prodotto comune e senza elaborazioni: il minestrone sardo. L’elemento che caratterizza la quotidianità.

«Un pasto unico composto da legumi, patate, erbe, radici e qualche tocchetto di carne – chiarisce – ricco di essenze e profumi, proteine e carboidrati per quella che viene definita una sorta di “fucina alchemica di prodotti salutari”».

 

Una sorta di marcia in più in grado di garantire le energie necessarie per superare le fatiche di una giornata trascorsa sui campi.

«Possiamo dire che, per la loro importanza e ricchezza, si tratta di una sorta di centrali nucleari di antiossidanti e vitamine, profumi e gusto capaci di farci vivere bene».

Un esempio?

«Il nostro metabolismo per poter funzionare al meglio ha bisogno di almeno 25-30mila molecole. Ebbene in questi minestroni ci sono tutti questi elementi capaci di farlo funzionare dando il giusto apporto nutritivo».

La rivoluzione alimentare, che si lega a un’adeguata attività fisica funzionale, almeno per chi studia la longevità, guarda al passato e alla tradizione agropastorale.

No alle diete penitenziali

«Naturalmente, in chiave moderna, tutto deve essere rivisto con i dovuti accorgimenti – argomenta Pili – perché oggi non si ha il tempo per far cuocere cinque ore una zuppa o un minestrone e non si può andare in campagna a prendere radici o erbe».

Bando, a sentire il medico ricercatore, inoltre alle diete penitenziali e «all’idea che la rinuncia alimentare possa essere utile».

«La salute non viene con le privazioni. Il cibo deve essere nutriente e gustoso. Diciamo pure che è necessario mangiare in maniera sobria alimentandosi con cibi nutrienti».

Come il minestrone, piatto unico ma ricco di elementi e considerato «uno degli artefici della salute e della longevità da record dei sardi».

L’alimento

«per tutte le fasi del ciclo di vita, essendo in grado di generare benessere e di tenere a freno le più frequenti malattie dell’invecchiamento».

 

FONTE: Salute del Sole 24 Ore (Davide Madeddu)

 

(ENGLISH VERSION)

The long life elixir? Vegetable soup. Because, “in the combination of ingredients that are mixed in cooking, there are all the properties to live well and for a long time”. Roberto Pili, a research doctor and president of the World Community of Longevity, is convinced of this. He went on to study the eating habits of the nearly 500 centenarians living in Sardinia to carry out the theory, recently illustrated also in Minsk in Belarus. With the territories and their inhabitants (including those who lived through the war) who turned into open-air laboratories.

To unite all stories the “simple but rich” food. Which is not represented, explains Pili, from “roast suckling pig or panada (a sort of calzone with lamb meat and peas or eels), typical of the holidays” but from a common product and without elaboration: Sardinian minestrone. The element that characterizes everyday life. “A unique meal consisting of vegetables, potatoes, herbs, roots and a few pieces of meat – clarifies – rich in essences and aromas, proteins and carbohydrates for what is called a sort of” alchemical forge of healthy products “».

A sort of extra gear that can guarantee the energy needed to overcome the efforts of a day spent on the fields. “We can say that, because of their importance and wealth, it is a sort of nuclear power plants of antioxidants and vitamins, perfumes and taste capable of making us live well”. An example? “Our metabolism in order to function at its best needs at least 25-30 thousand molecules. Well in these minestrone there are all these elements capable of making it work giving the right nutritional contribution ». The food revolution, which is linked to an adequate functional physical activity, at least for those who study longevity, looks to the past and to the agro-pastoral tradition.

No to penitential diets

“Of course, in a modern way, everything must be reviewed with the necessary precautions – argues Pili – because today you do not have the time to cook five hours a soup or a soup and you can not go to the countryside to take roots or herbs”. Announcement, to hear the research doctor, in addition to penitential diets and “the idea that food renouncement can be useful”. “Health does not come with deprivation. The food must be nutritious and tasty. Let’s say that it is necessary to eat sober feeding with nutritious foods “. Like the minestrone, a unique dish rich in elements and considered “one of the architects of Sardinian health and record longevity”. The food “for all phases of the life cycle, being able to generate well-being and to curb the most frequent diseases of aging”.

 

SOURCE: Salute del Sole 24 Ore (Davide Madeddu)

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La sera il metabolismo è più attivo rispetto al mattino. Si consuma circa il 10% in più. Uno studio di Harvard lo ha misurato chiudendo sette volontari “in gabbia” per tre settimane.

 

Siamo distesi sul divano e il solo fatto che siano le sette di sera ci fa bruciare fra le 100 e le 150 calorie. Il nostro orologio interno, che regola sonno e veglia, pressione sanguigna, una gran quantità di ormoni e molto altro, fa anche variare il ritmo con il quale l’organismo – a riposo – consuma calorie.

La nostra “caldaia” lavora al minimo la mattina presto, poco prima del risveglio. Accelera invece nel tardo pomeriggio e di sera, con uno sprint abbastanza consistente: circa il 10% del fabbisogno giornaliero, pari appunto a 100 calorie e oltre. Il cosiddetto metabolismo basale, su cui si è concentrato lo sguardo della Harvard Medical School e del Brigham and Women’s Hospital di Boston, comprende l’energia spesa dal corpo per mantenere le funzioni vitali. Rappresenta il 60-70% di tutte le calorie bruciate durante il giorno. Osservare le sue variazioni in modo indipendente dalle attività quotidiane non è stato banale. I ricercatori hanno dovuto “chiudere a chiave” in un laboratorio protetto sette volontari per tre settimane. I risultati sono pubblicati su Current Biology.

“La scoperta che fare le stesse cose a una certa ora del giorno consentisse di bruciare molte calorie in più ha sorpreso noi per primi” ha commentato la coordinatrice dello studio, Kirsi-Marja Zitting, esperta di disturbi dei ritmi circadiani ad Harvard.

I sette volontari dello studio si sono ritrovati in una sorta di casa del Grande Fratello, senza orologi, internet, finestre o telefoni: nulla che potesse dar loro informazioni sull’ora del giorno o della notte.

Gli ordini di andare a dormire o di alzarsi dal letto venivano impartiti dall’esterno. I ricercatori, per scollegare il ritmo circadiano dei volontari dalle attività quotidiane, hanno adottato lo stratagemma di ritardare ogni giorno l’ora del sonno di quattro ore: una sorta di jet lag indotto.

“E’ come se avessero fatto un giro del mondo ogni settimana. L’orologio interno non aveva il tempo di recuperare e ha continuato a oscillare al suo ritmo originario” ha spiegato Jeanne Duffy, coautrice, sempre del Brigham and Women’s Hospital. “Questo ci ha permesso di misurare il metabolismo in ogni fase del ciclo circadiano”.

Per calcolare le calorie bruciate i medici hanno misurato la temperatura corporea.
A variare, nel corso del giorno, non è solo

  • la rapidità del metabolismo, ma anche
  • la fonte dell’energia utilizzata.

Al mattino si tende a bruciare più carboidrati, la sera più grassi. Queste osservazioni non sono ancora state tradotte in indicazioni su come ottimizzare dieta o esercizio fisico, ma si inseriscono in un nuovo filone di ricerca – la crononutrizione – che a qualche punto fermo negli ultimi anni è già arrivato.

Si è osservato infatti che mangiare a tarda sera o di notte fa ingrassare di più e che concentrare tutti i pasti della giornata in un numero ristretto di ore (riservando indicativamente 12 ore continuative al digiuno) aumenta le chance di successo di una dieta.

 

FONTE: Salute delle Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

In the evening, the metabolism is more active than in the morning. It consumes around 10% more. A Harvard study measured it by closing seven “caged” volunteers for three weeks.

We are lying on the sofa and the fact that it is seven in the evening makes us burn between 100 and 150 calories. Our internal clock, which regulates sleep and wakefulness, blood pressure, a large amount of hormones and much more, also varies the rate at which the body – at rest – consumes calories. Our “boiler” works at idle early in the morning, just before waking up. Accelerate instead in the late afternoon and evening, with a fairly consistent sprint: about 10% of the daily requirement, equal to 100 calories and more. The so-called basal metabolic rate, on which the gaze of the Harvard Medical School and the Brigham and Women’s Hospital in Boston focused, includes the energy expended by the body to maintain vital functions. It represents 60-70% of all calories burned during the day. Observing its variations independently of everyday activities has not been trivial. The researchers had to “lock” seven volunteers for three weeks in a protected laboratory. The results are published in Current Biology.

“The discovery that doing the same things at a certain time of day allowed to burn a lot of extra calories surprised us first,” commented the study coordinator, Kirsi-Marja Zitting, an expert in circadian rhythm disorders at Harvard. The seven studio volunteers found themselves in a sort of Big Brother house, without clocks, internet, windows or telephones: nothing that could give them information about the time of day or night. The orders to go to sleep or get out of bed were given from the outside. The researchers, to disconnect the circadian rhythm of the volunteers from everyday activities, have adopted the stratagem to delay the four-hour sleep time every day: a sort of induced jet lag. “It’s like they’ve been around the world every week. The internal clock did not have time to recover and continued to swing at its original pace “explained Jeanne Duffy, co-author of the Brigham and Women’s Hospital. “This allowed us to measure the metabolism at each stage of the circadian cycle”. To calculate the calories burned, doctors measured body temperature.

To vary, in the course of the day, it is not only the speed of the metabolism, but also the source of the used energy. In the morning we tend to burn more carbohydrates, in the evening fatter. These observations have not yet been translated into directions on how to optimize diet or exercise, but they are part of a new line of research – the crononutrition – which has already arrived at some point in the last few years. In fact, it was observed that eating late at night or at night makes you more fat and that concentrating all the meals of the day in a limited number of hours (reserving indicatively 12 continuous hours of fasting) increases the chances of success of a diet.

 

SOURCE: Salute della Repubblica

 

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L’acido oleico contenuto nell’olio e prodotto anche dal nostro organismo crea una barriera che blocca l’infiammazione delle cellule intestinali e previene il tumore. A dimostrarlo uno studio finanziato dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc)

 

LA SCOPERTA è di quelle destinate a far discutere gli scienziati di tutto il mondo: il consumo quotidiano di olio extravergine di oliva – made in Italy, soprattutto – aiuta a prevenire e combattere i tumori dell’intestino.

A dimostrarlo è uno studio finanziato dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) e condotto dall’equipe di ricercatori che fa capo al professor Antonio Moschetta, 45 anni, ordinario di medicina interna all’università Aldo Moro di Bari e titolare di una ricerca sul metabolismo dei tumori della stessa onlus.

Cinque anni di lavoro nei laboratori del policlinico di Bari che hanno coinvolto anche uno scienziato americano, tre colleghi di Tolosa (Francia) e un altro gruppo di Cambridge (Inghilterra). Tutti concentrati su una molecola contenuta nell’olio extravergine di oliva: l’acido oleico. Non una novità assoluta per i camici bianchi. Ma i suoi effetti sui tumori del colon non erano mai stati indagati fino in fondo. Non così.

Quanto basta per far dire a Moschetta che “il dato registrato è senza precedenti”. E alla rivista scientifica internazionale Gastroenterology – un riferimento tra gli addetti ai lavori di tutto il mondo – per pubblicare lo studio, che uscirà sul numero di novembre. La scintilla è un’intuizione dello scienziato barese, poi condivisa dal collega d’Oltralpe Simon Ducheix.

“Ci siamo chiesti perché l’acido oleico contenuto nell’olio extravergine di oliva italiano sia prodotto anche dal nostro organismo, grazie – spiega Moschetta – a un enzima che si chiama Scd1″.

In altri termini:

“Perché madre natura ci ha dato la possibilità di sintetizzare l’acido oleico? vuol dire che è una molecola fondamentale?”.

Sì. E la risposta è arrivata quando nei modelli sperimentali i ricercatori hanno ‘spento’ quell’enzima e bandito la somministrazione di acido oleico attraverso la dieta.

Risultato: un’infiammazione dei tessuti, prima, e l’insorgenza di tumori spontanei dell’intestino, poi.

“Abbiamo dimostrato che la natura ci dà la possibilità di sintetizzare l’acido oleico per proteggerci dal cancro”, commenta Moschetta. “Perché crea una barriera che blocca l’infiammazione delle cellule intestinali e previene il tumore”.

Da qui a suggerire il consumo di olio extravergine di oliva nella popolazione generale il passo è breve, per lo scienziato barese. Ancora di più in caso di pazienti con una predisposizione ereditaria al tumore del colon, o per quelli con morbo di Crohn o colite ulcerosa.

“Basta consumare un cucchiaio di olio extravergine di oliva a pranzo e uno a cena, oltre a quello utilizzato come condimento”.

Del resto, i ricercatori hanno chiarito che anche quando l’enzima funziona e si ha una predisposizione genetica, la somministrazione di acido oleico abbatte il rischio di contrarre il tumore dell’intestino. E che si debba trattare di olio extravergine made in Italy non è una questione di campanile, né di marketing.

È scienza:

“Se paragonato a quelli prodotti in Nord Africa, per esempio, il nostro olio risulta più ricco in acido oleico rispetto all’acido palmitico, quindi ha un ottimale bilanciamento di acidi grassi”.

La cultivar migliore?

“Questione di gusti e altri costituenti minori”.  

Almeno allo stato della ricerca scientifica. Quella che, ancora una volta, ha incoronato l’olio extravergine di oliva come il principe della dieta mediterranea. E non è un caso, secondo Moschetta, che proprio in Terra di Bari, come in tutta la Puglia, l’aspettativa di vita media superi gli 84 anni di età.

 

FONTE: Salute della Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

The oleic acid contained in the oil and also produced by our body creates a barrier that blocks the inflammation of the intestinal cells and prevents the tumor. To prove it a study funded by the Italian Association for Cancer Research (Airc)

THE DISCOVERY is about those destined to let scientists all over the world discuss: the daily consumption of extra virgin olive oil – made in Italy, above all – helps to prevent and fight intestinal tumors. To prove it is a study funded by the Italian Association for Cancer Research (Airc) and conducted by the team of researchers headed by Professor Antonio Moschetta, 45, a professor of internal medicine at the Aldo Moro University of Bari and owner of a research on the metabolism of tumors of the same non-profit organization.
Five years of work in the laboratories of the Bari Polyclinic which also involved an American scientist, three colleagues from Toulouse (France) and another group from Cambridge (England). All concentrated on a molecule contained in extra-virgin olive oil: oleic acid. Not an absolute novelty for white coats. But its effects on colon cancer had never been fully investigated. Not like that.

Enough to make Moschetta say that “the recorded data is unprecedented”. And to the international scientific journal Gastroenterology – a reference among insiders from around the world – to publish the study, which will be published in the November issue. The spark is an intuition of the Bari scientist, later shared by the French colleague Simon Ducheix. “We asked ourselves why the oleic acid contained in the Italian extra virgin olive oil is also produced by our organism, thanks – explains Moschetta – to an enzyme called Scd1”.

In other words: “Because mother nature has given us the possibility to synthesize oleic acid, does this mean that it is a fundamental molecule?”. Yes. And the answer came when in experimental models the researchers ‘turned off’ that enzyme and banished the administration of oleic acid through the diet. Result: an inflammation of the tissues, first, and the onset of spontaneous tumors of the intestine, then. “We have shown that nature gives us the opportunity to synthesize oleic acid to protect us from cancer,” comments Moschetta. “Because it creates a barrier that blocks inflammation of intestinal cells and prevents cancer”. From here to suggest the consumption of extra virgin olive oil in the general population the step is short, for the scientist from Bari. Even more so in patients with a hereditary predisposition to colon cancer, or for those with Crohn’s disease or ulcerative colitis.

“Just consume a tablespoon of extra virgin olive oil for lunch and one for dinner, in addition to the one used as a condiment”. Moreover, the researchers have clarified that even when the enzyme works and there is a genetic predisposition, the administration of oleic acid reduces the risk of contracting the tumor of the intestine. And that should be treated with extra-virgin oil made in Italy is not a question of bell tower or marketing. It is science: “Compared to those produced in North Africa, for example, our oil is richer in oleic acid than palmitic acid, so it has an optimal balance of fatty acids”. The best cultivar? “Matter of tastes and other minor constituents”. At least in the state of scientific research. That which, once again, has crowned extra-virgin olive oil as the prince of the Mediterranean diet. It is no coincidence, according to Moschetta, that in the Land of Bari, as in all of Puglia, the average life expectancy is over 84 years of age.

 

FONTE: Salute della Repubblica

 

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I consigli degli endocrinologi per mangiare al meglio i maccheroni senza prendere chili

 

E’ BUONA e se si evitano i condimenti eccessivi non fa ingrassare e fa bene alla salute. Parliamo di pasta, che può costituire la base di un pasto ideale con qualche accorgimento. In occasione del World Pasta Day, che si tiene il 25 ottobre, gli endocrinologi hanno diffuso una serie di consigli per mangiare al meglio i maccheroni senza rischio di ingrassare, nè sensi di colpa. A fornire indicazioni e trucchi Serena Missori, endocrinologa e nutrizionista, in collaborazione con il provider Ecm 2506 Sanità in-Formazione e Consulcesi Club

 

• MEGLIO SE INTEGRALE

Scegliere la pasta integrale è il primo passo, perchè permette, senza rinunciare al gusto, di assumere carboidrati a lento rilascio. Si tratta di quei carboidrati che mantengono stabile il livello di zuccheri nel sangue e forniscono energia in modo costante, permettendo all’organismo di assorbirli e usarli lentamente. Va segnalato che non bisogna farsi ingannare dalle etichette. Deve essere indicata chiaramente la dicitura farina integrale o 100% integrale per essere sicuri che la pasta sia preparata esclusivamente con farine che non abbiano subìto raffinazione.

• COME CUCINARLA

Chi è a dieta può essere tentato di mangiare la pasta ma solo a patto che sia scondita. Ma non è una buona idea, spiega la nutrizionista. In realtà, sarebbe meglio saltarla in padella con un cucchiaino di olio extra vergine di oliva,aglio, che aiuta il corpo ad abbattere i depositi grassi e peperoncino, che aumenta il metabolismo.

• COME EVITARE IL GONFIORE

Un’attenzione utile per evitare il gonfiore addominale e non avere picchi di glicemia, è quello di scolare la pasta al dente e sciacquarla sotto l’acqua fredda. Cotture troppo prolungate infatti tendono a far innalzare l’indice glicemico e a rendere gli amidi della pasta più facilmente assimilabili.

• CON VERDURE

Poi tocca alle verdure, grande amiche della pasta: consumare della verdura cruda prima di una spaghettata o di un bel piatto di pasta corta, anche un semplice pinzimonio in olio extra vergine di oliva, e a seguire una porzione di verdura cotta, saltata in padella o grigliata (ma non bollita), crea una sorta di paracadute per l’assorbimento degli zuccheri, impedendo un’impennata della glicemia.

Infine, tocca sfatare un tabù: non è vero che sia assolutamente da evitare il primo piatto di sera. La pasta a cena fa bene, sottolinea la nutrizionista, rilassa e aiuta a dimagrire. Questo perché favorisce la sintesi di serotonina e di melatonina facendo assorbire maggiormente il triptofano. Quindi fa rilassare e aiuta il sonno: se ci rilassiamo, si riducono gli ormoni dello stress, fra cui il cortisolo, colpevoli di favorire l’aumento di peso.

• PIU’ LONGEVI CON I CARBOIDRATI

Fra l’altro le diete in cui si eliminano quasi completamente i carboidrati per perdere velocemente i chili di troppo sono state bocciate da alcuni studi scientifici. Una ricerca del Brigham and Women’s Hospital di Boston, pubblicata su The Lancet Public Health, ha recentemente bocciato questo regime alimentare, sostenendo che mangiare riso, spaghetti e pane con moderazione è la via ottimale per una vita lunga e in salute.

I ricercatori hanno analizzato un campione di oltre 15.400 persone calcolando il rischio aterosclerotico. Sia chi aveva seguito una dieta con un basso apporto di carboidrati, inferiore al 40% dell’energia totale, che chi aveva un regime con un apporto troppo alto (oltre il 70%) registravano un aumento della mortalità, mentre il rischio più basso era associato ad un consumo moderato, tra il 50% e il 55% dell’energia.

 

FONTE: Salute Della Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

The advice of endocrinologists to eat macaroni at best without taking pounds

It’s GOOD and if you avoid excessive condiments it does not make you fat and is good for your health. We talk about pasta, which can form the basis of an ideal meal with some tricks. On the occasion of the World Pasta Day, held today 25 October, the endocrinologists have spread a series of tips to eat at best macaroni without risk of gaining weight, or guilt. To provide guidance and tricks Serena Missori, endocrinologist and nutritionist, in collaboration with the provider Ecm 2506 Health in-Training and Consulcesi Club.

• BETTER IF INTEGRAL
Choosing wholemeal pasta is the first step, because it allows, without sacrificing taste, to take slow release carbohydrates. These are carbohydrates that keep the level of sugar in the blood stable and provide energy in a constant way, allowing the body to absorb and use them slowly. It should be noted that you should not be fooled by the labels. The word whole wheat or 100% integral must be clearly indicated to make sure that the dough is prepared exclusively with flours that have not undergone refining.

• HOW TO COOK IT
Those on a diet can be tempted to eat pasta, but only if it is left unscathed. But it’s not a good idea, explains the nutritionist. In fact, it would be best to sauté it in a pan with a teaspoon of extra virgin olive oil, garlic, which helps the body break down fat and chilli deposits, which increases metabolism.

• HOW TO AVOID THE GONFIORE
A useful way to avoid abdominal swelling and not to have blood glucose peaks is to drain the pasta al dente and rinse it under cold water. In fact, over-prolonged cooking tend to raise the glycemic index and make pasta starches more easily assimilated.

• WITH VEGETABLES
Then it’s up to vegetables, great pasta friends: eat raw vegetables before a spaghetti or a nice plate of short pasta, even a simple pinzimonio in extra virgin olive oil, and follow a portion of cooked vegetables, stir-fried or grilled (but not boiled), creates a sort of parachute for the absorption of sugars, preventing a surge in blood sugar.

Pasta, not only satisfies the palate. It also helps to sleep and stimulates the thyroid

Finally, you have to debunk a taboo: it is not true that the first course in the evening must be avoided. Pasta at dinner is good, underlines nutritionist, relaxes and helps you lose weight. This is because it promotes the synthesis of serotonin and melatonin by making the tryptophan more absorbed. So it relaxes and helps sleep: if we relax, we reduce stress hormones, including cortisol, which are responsible for promoting weight gain.

• MORE LONGEVI WITH CARBOHYDRATES
Among other things, diets in which they are almost completely eliminated carbohydrates to quickly lose the extra pounds have been rejected by some scientific studies. A research by Brigham and Women’s Hospital in Boston, published in The Lancet Public Health,, recently rejected this diet, arguing that eating rice, spaghetti and bread in moderation is the best way to a long and healthy life.

Researchers analyzed a sample of over 15,400 people by calculating atherosclerotic risk. Both those who had followed a diet with a low carbohydrate intake, less than 40% of the total energy, and those who had a regimen with a too high intake (over 70%) recorded an increase in mortality, while the lowest risk was associated with moderate consumption, between 50% and 55% of energy.

 

SOURCE: Salute della Repubblica

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