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Archive for the ‘dieta’ Category

L’autoguarigione è una capacità naturale di tutti gli esseri viventi che permette la rigenerazione delle parti danneggiate o usurate attraverso l’uso dell’energia vitale. In questo estratto, il maestro Katsuzo Nishi spiega come il corpo umano è in grado di guarire se stesso e come stimolare questo potere.

 

“Nel corpo umano sono previsti dalla natura dei principi dell’armonia. Il corpo “sa” da solo come dovrebbe essere, per essere perfetto. E ogni persona ha poteri di guarigione che proteggono l’armonia e cercano nel caso dello squilibrio con tutti i mezzi ristabilire l’equilibrio.

Il corpo è progettato dalla natura come un sistema che è in grado di mettersi a posto da sola, regolarsi e portare il corpo ad uno stato di normalità. Una persona può sempre contare sul successo nella lotta per la propria salute. Non bisogna cercare di bloccare i poteri curativi del corpo – ma si possono aiutare. La prima condizione per mantenere la salute e sbarazzarsi della malattia – credere nei poteri curativi dell’organismo, preservarli e mantenerli.

In ogni persona si trova un potente potere di guarigione, sufficiente per recuperare da qualsiasi malattia, anche da quelle che i medici chiamano non curabili. E ogni uomo, se vuole, può fare riferimento ai propri poteri di guarigione e lasciarli fare il loro lavoro di curare e rigenerare.

Nel Sistema della Salute vengono usati solo metodi naturali di ricupero, che sono indirizzati a svegliare i poteri curativi del organismo. Quando non si disturba il loro funzionamento, la persona rimane resistente a tante malattie. Nonostante il fatto che l’uomo è abitato da microbi di tifo, tubercolosi, peste, colera e molte altre malattie, non c’è minaccia, se il corpo non è stanco, non è arrabbiato, ed è pulito dentro, in questo caso le sue cellule possono coesistere in pace con molti microrganismi che sono impegnati a combattere  uno con l’altro, ma non con l’ambiente in cui vivono. Pertanto, occorrono esercizi che alleviano stanchezza, stabilizzando tutti i processi fisiologici, normalizzando l’equilibrio energetico del corpo, pulendolo a livello di ogni cellula.

Che cosa significa fare l’attività fisica giusta?

Significa muoversi in modo che ogni cellula del corpo inizia a muoversi per evitare che i muscoli siano irrigiditi, la colonna vertebrale non flessibile, le braccia e le gambe fredde, dove quasi non circola sangue. Nulla nella natura rimane immobile, vediamo costantemente in essa il movimento di energia, il movimento di forze vitali – e solo guardando una persona malata, notiamo che non c’è vita, nessun movimento. La persona che si condanna all’immobilità, condanna se stessa alla malattia.

Che cosa significa mangiare bene?

Questo significa mangiare cibo naturale. Non necessariamente solo cibi crudi – ma è necessario alimentarsi con il cibo  pieno di energia, il cibo vitale. Ideale cibo energetico naturale è riso e cereali, solo integrali, cereali non raffinati, adeguatamente cotte. Tali alimenti danno forza e salute, prolungano la vita. Il cibo privo di energia naturale blocca lo stomaco e avvelena il corpo, senza portargli alcun bene. Tuttavia, questo non significa che si debba morire di fame oppure mangiare solo cereali e  fare dieta vegetariana, sono necessari anche alimenti di origine animale, tutto nelle giuste proporzioni e  preparati con adeguati metodi di cottura.

Che cosa significa respirare bene?

Significa respirare in modo che insieme al ossigeno entrerebbe anche la forza vitale e arriverebbe in ogni cellula del corpo più distante, vitalizzandole e riempiendole con la salute. La maggior parte delle persone respirano in modo che l’ossigeno non raggiunge neppure le cime dei polmoni, e quindi con sangue non raggiunge tutti gli organi nella quantità desiderata, per non menzionare il fatto che, a causa della mancanza di movimento la maggior parte delle persone ha scarsa circolazione sanguina, che non consente di riempire il corpo con ossigeno e con nutrienti nelle giuste quantità.

Che cosa significa stabilire il corretto scambio di energia all’interno del corpo?

Significa saturare il corpo con l’energia vitale, l’energia della terra e del cielo, aprirsi alla forza vitale della natura e di cogliere questa energia che fluisce attraverso canali specifici del corpo – i meridiani; regolare il suo corso in modo che non ci sia ne anche un solo posto di ristagno di energia, la sua mancanza o eccesso. Quando questa energia non fluisce bene, oppure non ci sono le forze vitali nel corpo, se ne va anche la vita stessa – la persona muore. Disturbo del normale flusso di energia naturale crea la malattia. Stabilire normale flusso di energia (come in natura, dove non c’è ristagno di energia) porta alla salute.

Che cosa significa portare armonia nell’anima?

Significa liberarsi delle emozioni dannose – dalla rabbia, paura, tristezza e dolore, ansia, eccitazione eccessiva. Questo significa smettere di sentirsi dispiaciuto del proprio passato. Ciò significa ritrovare la pace della mente, imparando l’arte della meditazione. Allora saremo come ci ha creato la natura, sempre in armonia e in pace, anche quando si infuriano uragani sulla terra e tempeste nel mare. La tempesta non è una manifestazione dell’ira della natura, non è arrabbiata, ma la sua energia può essere piuttosto forte. E solo la persona che soffre dalla mancanza di energia, è arrabbiata e infuriata, presentando l’esatto opposto della natura, in quale la forza, il movimento dell’energia e pace interiore, invece nelle persone c’è la mancanza di forze e di energia, l’assenza di pace interiore, c’è la rabbia debilitante e sentimenti negativi.”

Tratta da “Sistema della Salute” di KATSUZO NISHI maestro di macrobiotica

 

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

Self-healing is a natural ability of all living things that allows the regeneration of damaged or worn parts through the use of vital energy. In this excerpt, Master Katsuzo Nishi explains how the human body is able to heal itself and how to stimulate this power.

“In the human body are predicted by the nature of the principles of harmony. The body “knows” itself as it should be, to be perfect. And every person has healing powers that protect harmony and seek in the case of imbalance by all means to restore balance.

The body is designed by nature as a system that is able to stand by itself, regulate and bring the body to a state of normalcy. A person can always count on success in the struggle for their own health. We must not try to block the healing powers of the body – but they can help. The first condition for maintaining health and getting rid of the disease – believing in the body’s healing powers, preserving and maintaining them.
In every person there is a powerful healing power, enough to recover from any disease, even from what doctors call untreatable. And every man, if he wants to, can refer to his healing powers and let them do their job of healing and regenerating.

In the Health System only natural recovery methods are used, which are aimed at awakening the healing powers of the organism. When they do not disturb their functioning, the person remains resistant to many diseases. Despite the fact that humans are inhabited by typhoid microbes, tuberculosis, plague, cholera and many other diseases, there is no threat, if the body is not tired, it is not angry, and it is clean inside, in this case the its cells can coexist in peace with many microorganisms that are committed to fighting one another, but not with the environment in which they live. Therefore, exercises that alleviate fatigue, stabilizing all physiological processes, normalizing the body’s energy balance, by cleaning it at the level of each cell, are needed.

What does it mean to do the right physical activity? It means moving so that every cell in the body starts moving to prevent the muscles from being stiffened, the spine not flexible, the arms and legs cold, where almost no blood flows. Nothing in nature remains motionless, we constantly see in it the movement of energy, the movement of vital forces – and only by looking at a sick person, we notice that there is no life, no movement. A person who condemns himself to immobility, condemns himself to illness.
What does it mean to eat well? This means eating natural food. Not necessarily just raw food – but it is necessary to eat with food full of energy, vital food. Ideal natural energy food is rice and cereals, only whole grain, unrefined cereals, properly cooked. These foods give strength and health, prolong life. Food without natural energy blocks the stomach and poisons the body, without bringing any good. However, this does not mean that you should die of hunger or eat only cereals and make a vegetarian diet, you also need food of animal origin, all in the right proportions and prepared with appropriate cooking methods.

What does it mean to breathe well? It means breathing in such a way that together with the oxygen the vital force would also enter and arrive in every cell of the farthest body, vitalizing them and filling them with health. Most people breathe so that oxygen does not even reach the tops of the lungs, and so with blood it does not reach all organs in the desired amount, not to mention the fact that, due to lack of movement most people have poor blood circulation, which does not allow to fill the body with oxygen and with nutrients in the right quantities.

What does it mean to establish the correct exchange of energy within the body? It means saturating the body with the vital energy, the energy of the earth and the sky, opening up to the vital force of nature and grasping this energy that flows through specific channels of the body – the meridians; adjust its course so that there is not even one place of stagnation of energy, its lack or excess. When this energy does not flow well, or there are no vital forces in the body, life itself goes away – person dies. Disorder of the normal flow of natural energy creates the disease. Establishing normal flow of energy (as in nature, where there is no stagnation of energy) leads to health.

What does it mean to bring harmony into the soul? It means getting rid of harmful emotions – from anger, fear, sadness and pain, anxiety, excessive excitement. This means to stop feeling sorry for your past. This means rediscovering peace of mind, learning the art of meditation. Then we will be how nature has created us, always in harmony and peace, even when hurricanes rage on the earth and storms in the sea. The storm is not a manifestation of the wrath of nature, it is not angry, but its energy can be quite strong. And only the person who suffers from the lack of energy, is angry and enraged, presenting the exact opposite of nature, in which the force, the movement of energy and inner peace, instead in people there is the lack of strength and energy, the absence of inner peace, there is debilitating anger and negative feelings. “

Taken from “System of Health” by KATSUZO NISHI master of macrobiotics

 

SOURCE: Dionidream

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Perché una persona segue una dieta con tanta facilità e un’altra non ci riesce per due giorni di fila? Tutta “colpa” del cervello, che comanda come comportarsi dinanzi alla tentazione di un piatto di patatine fritte.

Responsabile di certe preferenze a tavola è l’anatomia cerebrale: è questa la conclusione alla quale sono giunti alcuni ricercatori dopo aver scoperto che il volume della materia grigia in due regioni del cervello predice la capacità di esercitare il controllo proprio sulle scelte alimentari.

Secondo l’analisi condotta su uomini e donne sani, insomma, la capacità di un individuo di riuscire a resistere al junk food e orientarsi verso cibi salutari è già scritta nella corteccia prefrontale. Uno studio importante, pubblicato sul Journal of Neuroscience, che potrebbe fornire possibili terapie per l’obesità e disturbi correlati, ma che potrebbe anche mirare a sviluppare metodi migliori per valutare e trattare i disturbi alimentari che comportano problemi di autocontrollo, come ad esempio abbuffate nervose e anoressia.

La “neuroeconomia” del cibo

Lo studio appartiene alla scienza della neuroeconomia, che analizza le funzioni cerebrali dietro al processo decisionale”.

I ricercatori in questo campo suggeriscono che ci sono due meccanismi che governano il modo in cui scegliamo il cibo che mangiamo. Innanzitutto, valutiamo ogni caratteristica di un prodotto alimentare. Una caratteristica, ad esempio, potrebbe essere “bontà”, mentre un’altra potrebbe essere “salubrità”. Poi selezioniamo il prodotto che ha il valore totale più alto dopo aver preso in considerazione l’importanza che diamo a ciascuna funzionalità.

La professoressa Hilke Plassmann, docente in neuroscienze, e i suoi colleghi hanno voluto indagare su quali strutture cerebrali potrebbero essere coinvolte in tali scelte e se c’è qualcosa che potrebbe predire la capacità di selezionare quelle sane. Così hanno studiato i dati di imaging da scansioni cerebrali di persone sane – 45 uomini e 78 donne – mentre mettevano in campo delle scelte sul cibo, esaminando se differenze più stabili nell’anatomia del cervello potevano spiegare variazioni nell’autocontrollo.

Ebbene, analizzando i dati raccolti da tre precedenti studi e poi i risultati di questi esperimenti, i ricercatori hanno scoperto che un maggiore volume nella corteccia prefrontale dorsolaterale e ventromediale era da associare a un migliore autocontrollo alimentare attraverso diversi obiettivi dietetici e gruppi di partecipanti (i risultati hanno rivelato cioè che le persone con più volumi di materia grigia tendevano a mostrare più autocontrollo).

Dal momento che la struttura cerebrale può mutare nel corso del tempo in base allo stile di vita, queste regioni del cervello risultano essere a questo punto degli obiettivi da esplorare nella progettazione di interventi che promuovono scelte salutari. Nel senso che in futuro, potremmo essere in grado di proporre interventi basati sul cervello, in modo da poter cambiare la densità della materia grigia in queste regioni“.

Un obiettivo ambizioso, utile soprattutto per sconfiggere le patologie legate ai disturbi alimentari.

FONTE: Germana Carillo (Greenme)

 

(ENGLISH VERSION)

Why does a person follow a diet so easily and another fails for two days in a row? It is all “fault” of the brain, which commands how to behave in front of the temptation of a plate of chips.

The brain anatomy is responsible for certain preferences at the table: this is the conclusion reached by some researchers after discovering that the volume of gray matter in two brain regions predicts the ability to exercise control over food choices.

According to the analysis conducted on healthy men and women, in short, the ability of an individual to be able to resist junk food and move towards healthy foods is already written in the prefrontal cortex. An important study, published in the Journal of Neuroscience, which could provide possible therapies for obesity and related disorders, but which could also aim to develop better methods to assess and treat eating disorders that involve self-control problems, such as nervous binges and anorexia.

The “neuroeconomics” of food

The study belongs to the science of neuroeconomics, which analyzes the “brain functions behind the decision-making process”.

Researchers in this field suggest that there are two mechanisms that govern the way we choose the food we eat. First of all, we evaluate every characteristic of a food product. A characteristic, for example, could be “goodness”, while another could be “wholesomeness”. Then we select the product that has the highest total value after taking into account the importance we give to each feature.

Professor Hilke Plassmann, a neuroscience professor, and her colleagues wanted to investigate which brain structures might be involved in such choices and if there is anything that could predict the ability to select healthy ones. So they studied imaging data from brain scans of healthy people – 45 men and 78 women – while they were making food choices, examining whether more stable differences in brain anatomy could explain variations in self-control.

Well, analyzing the data collected from three previous studies and then the results of these experiments, the researchers found that greater volume in the dorsolateral and ventromedial prefrontal cortex was to be associated with better self-control through different dietary objectives and groups of participants (the results revealed that people with more volumes of gray matter tended to show more self-control).

Since the brain structure can change over time according to lifestyle, these brain regions turn out to be at this point targets to be explored in the design of interventions that promote healthy choices. In the sense that “in the future, we may be able to propose interventions based on the brain, so that we can change the density of gray matter in these regions”.

An ambitious goal, especially useful for defeating diseases related to eating disorders.

SOURCE: Germana Carillo (Greenme)

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Il fucus è un’alga eccezionale per attivare un’azione stimolante sul metabolismo dei lipidi o più comunemente dei grassi, indispensabile per dimagrire.

 

Il Fucus vesiculosus, chiamato anche alga bruna o quercia marina, è un’alga che prospera sulle coste dell’Oceano Atlantico, del mare del Nord, in Groenlandia, Norvegia, ma anche nelle Isole Azzorre e nelle Indie occidentali. La quercia marina è facilmente riconoscibile per le caratteristiche foglie a ventaglio simili a quelle della quercia, cosparse di vescicole globose piene d’aria che la fanno galleggiare, ed è tra le alghe più utilizzate in fitoterapia per contrastare i disturbi connessi a un’insufficienza del metabolismo basale. Nelle estremità di alcune lamine, l’alga bruna presenta anche piccole sacche ovoidali, simili ad olive ripiene di una sostanza gelatinosa verde-arancio.

Ad accorgersi delle proprietà dimagranti della quercia marina fu un medico francese, Duchesne-Duparc, che nel 1862 – mentre sperimentava l’uso dell’alga bruna per combattere la psoriasi – si accorse che quest’alga aveva un’azione stimolante sul metabolismo dei grassi, ed iniziò ad usarla con successo nel trattamento dell’obesità.

Composizione chimica della quercia marina

Riccchissima di iodio organico e inorganico, mucopolisaccaridi (acido alginico, fucoidano e laminarina), polifenoli, fucosterolo, fuxoxantina, lipidi polari, oligoelementi, vitamine (B1, C ed E), tannini, steroli vegetali, e saliminerali (iodio, bromo, potassio, sodio, magnesio, ferro). La quercia marina agisce in modo particolare sulla tiroide, che utilizza la sua ricchezza in iodio e microelementi per la produzione degli ormoni tiroidei tiroxina e triiodotironina, indispensabili per aumentare il metabolismo basale, accelerare il ricambio e riequilibrare il processo di sintesi dei grassi da parte del nostro organismo. La sua azione stimolante è quindi utile anche in tutti i casi ipotiroidismo e nei disturbi ad esso connesso.

Per questo è utilizzata sia per dimagrire che per riequilibrare il ricambio e contrastare patologie della pelle come la cellulite, causata dalla perdita di capacità di ricambio da parte delle cellule del derma.

Le proprietà curative della quercia marina

Oltre a contrastare sovrappeso, obesità e cellulite, la quercia marina possiede numerose altre virtù che la rendono utile in numerose patologie, tra le quali:

  • Gastroprotettiva e antiulcerosa Le mucillagini che compongono gli alginati della quercia assorbono molta acqua e, una volta arrivati nello stomaco, si trasformano in un denso gel viscoso che riveste e protegge la mucosa gastrica e ne riduce la secrezione acida, costituendo anche un efficace antidoto al reflusso gastrico.
  • Lassativo naturale La massa di gel vischioso formata dall’alga bruna nell’intestino, stimola la peristalsi favorendo il transito intestinale con un’azione lassativa non irritante, che libera i visceri senza infiammarli come i lassativi su base irritativa, che alla lunga possono creare pericolose infiammazioni e diverticoliti.
  • Antidiabetica Secondo numerosi studi sperimentali, gli alginati presenti nell’alga bruna hanno una provata attività antidiabetica, riducendo significativamente l’indice glicemico e i trigliceridi nelle cavie.
  • Antibatterica e antinfiammatoria Altri studi hanno dimostrato che l’alga bruna è utile per contrastare le infezioni batteriche da Staphilococco aureo, Pseudomonas aeruginosa ed Escherichia coli. L’azione antimicrobica sarebbe dovuta ad alcuni batteri marini isolati sulla superfice dell’alga bruna, capaci di sintetizzare antibiotici totalmente innovativi come struttura chimica, mentre il fucoidano ha un’azione potentemente antinfiammatoria.
  • Antiage Gli alginati della quercia marina appaiono in grado di attivare una glicoproteina coinvolta nella sintesi del collagene. Secondo uno studio recente, l’estratto acquoso di alga bruna all’1% applicato localmente avrebbe dimostrato attività anti-age.

Le dosi da assumere

La quercia marina è reperibile in commercio sia come estratto secco che come tintura madre. La posologia consigliata per l’estratto secco è variabile in relazione alle diverse case produttrici, si consiglia di usare la dose minima prevista per non incorrere in squilibri. La tintura madre di quercia marina si assume nella dose di 30 gocce diluite in acqua, la mattina a colazione.

Controindicazioni della quercia marina

Prima di assumere la quercia marina consultarsi col medico:

  • non va assunta in caso di cardiopatie, aritmie, tachicardie, ipertensione arteriosa, ipertiroidismo, gravidanza e allattamento.

In caso di ipotiroidismo non assumere assieme a farmaci come l’eutirox per non incorrere in disturbi come tremori, tachicardia, nervosismo, insonnia e ipertensione arteriosa. Non assumere la sera o per periodi superiori a 6 settimane.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

The fucus is an exceptional algae to activate a stimulating action on the metabolism of lipids or more commonly fat, essential for weight loss.

The Fucus vesiculosus, also called brown algae or marine oak, is a seaweed that thrives on the coasts of the Atlantic Ocean, the North Sea, in Greenland, Norway, but also in the Azores and in the West Indies. The sea-oak is easily recognizable by the characteristic fan-shaped leaves similar to those of the oak, sprinkled with globose vesicles full of air that make it float, and it is among the most used algae in phytotherapy to counter the disorders related to an insufficiency of the basal metabolism. In the extremities of some laminae, the brown alga also has small ovoid sacs, similar to olives stuffed with a gelatinous orange-green substance.

A French doctor, Duchesne-Duparc, who noticed in 1862 – while experimenting with the use of brown seaweed to fight psoriasis – realized that this alga had a stimulating effect on fat metabolism. , and began to use it successfully in the treatment of obesity.

Chemical composition of marine oak

Rich in organic and inorganic iodine, mucopolysaccharides (alginic acid, fucoidan and laminarine), polyphenols, fucosterol, fuxoxanthin, polar lipids, trace elements, vitamins (B1, C and E), tannins, plant sterols, and saliminerals (iodine, bromine, potassium , sodium, magnesium, iron). The marine oak acts in particular on the thyroid, which uses its richness in iodine and microelements for the production of thyroid hormones thyroxine and triiodothyronine, essential to increase the basal metabolism, accelerate the exchange and rebalance the process of synthesis of fats by the our organism. Its stimulating action is therefore also useful in all cases hypothyroidism and related disorders.

This is why it is used both to lose weight and to rebalance the turnover and to counteract skin diseases such as cellulitis, caused by the loss of spare capacity by the cells of the dermis.

The healing properties of sea oak

In addition to combating overweight, obesity and cellulite, the sea oak has many other virtues that make it useful in many diseases, including:

  • Gastroprotective and antiulcerose The mucilages that make up the alginates of the oak absorb a lot of water and, once arrived in the stomach, they turn into a thick viscous gel that covers and protects the gastric mucosa and reduces its acid secretion, also constituting an effective antidote to reflux gastric.
  • Natural laxative The mass of viscous gel formed by the brown algae in the intestine stimulates peristalsis favoring intestinal transit with a non-irritating laxative action, which releases the viscera without inflaming them like irritative based laxatives, which in the long run can create dangerous inflammation and diverticulitis.
  • Antidiabetic According to numerous experimental studies, alginates present in the brown alga have a proven antidiabetic activity, significantly reducing the glycemic index and triglycerides in guinea pigs.
  • Antibacterial and anti-inflammatory Other studies have shown that brown alga is useful for counteracting bacterial infections by Staphilococcus aureus, Pseudomonas aeruginosa and
  • Escherichia coli. The antimicrobial action is due to some marine bacteria isolated on the surface of the brown alga, capable of synthesizing totally innovative antibiotics as a chemical structure, while the fucoidan has a potently anti-inflammatory action.
  • Antiage The alginates of the marine oak appear able to activate a glycoprotein involved in the synthesis of the collagen. According to a recent study, the locally applied 1% aqueous brown alga extract would have shown anti-aging activity.

The doses to be taken

The marine oak is commercially available both as a dry extract and as a mother tincture. The recommended dosage for the dry extract is variable in relation to the different manufacturers, it is advisable to use the minimum dose required to avoid imbalances. The mother tincture of marine oak is assumed in the dose of 30 drops diluted in water, in the morning for breakfast.

Contraindications of marine oak

Consult with your doctor before taking marine oak: it should not be taken in case of heart disease, arrhythmias, tachycardias, arterial hypertension, hyperthyroidism, pregnancy and lactation. In case of hypothyroidism do not take together with drugs such as eutirox in order not to incur disorders such as tremors, tachycardia, nervousness, insomnia and arterial hypertension. Do not take in the evening or for periods longer than 6 weeks.

 

SOURCE: Riza

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Ecco per te due “mangia e bevi“ deliziosi che dissetano, sgonfiano e ti arricchiscono di vitamine, minerali e preziosi elementi utili anche per dimagrire.

 

Dopo un pasto particolarmente salato (per esempio una pizza, del fast food o un fritto misto), soprattutto quando fa caldo, puoi sentirti gonfia e veder aumentare il peso anche di un paio di chili in una sola notte! I gonfiori dovuti alla ritenzione provocata dall’eccesso di sale e grassi “cattivi”, oltre a essere antiestetici, appesantiscono il corpo, aumentano la percezione del caldo estivo e favoriscono il sovrappeso. Ecco perché è bene liberarsene velocemente. A tale scopo, ti presentiamo due super ricette facili, dissetanti e anti ristagni. Ecco come prepararle e utilizzarle…

 

Mangia e bevi” diuretico e anti fame

Ingredienti per 1 persona: 100 g di frutti di bosco misti (mirtilli, fragole, more, lamponi); mezzo bicchiere di acqua; 1 cucchiaio di succo di limone; 2 cucchiaini di stevia

Preparazione: frulla tutti gli ingredienti fino a ottenere una crema liscia e morbida. Servi subito in tavola.

Quando assumerlo – Questo mangia e bevi è ottimo a colazione ma, se hai poco appetito o sei di fretta, puoi utilizzarlo non più di due volte a settimana come sostituto del pranzo o della cena. In questo caso al posto dell’acqua usa 120 g di ricotta, resa più morbida aggiungendo qualche cucchiaio di latte.

Mangia e bevi” detox e sciogli grassi

Ingredienti per 1 persona: mezza mela rossa bio con la buccia; mezza zucchina soda e mondata; 1 cucchiaio di succo di limone; mezzo bicchiere di succo di mela del tipo t: frulla tutti gli ingredienti fino a ottenere una crema liscia e morbida. Servi subito in tavola.

Quando assumerlo – Ideale a colazione ma, se hai poco appetito o sei di fretta, puoi utilizzarlo non più di due volte a settimana come sostituto del pranzo o della cena. In questo caso al posto del succo di mela usa 150 g di yogurt greco allo 0% di grassi e aggiungi anche 1 cucchiaio di farina di mandorle.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Here are two delicious “eat and drink” for you that quench your thirst, deflate and enrich you with vitamins, minerals and precious elements also useful for weight loss.

After a particularly salty meal (for example a pizza, fast food or a mixed fry), especially when it’s hot, you can feel bloated and see the weight increase even a couple of pounds in one night! The swelling due to the retention caused by the excess of salt and “bad” fats, besides being unsightly, weigh down the body, increase the perception of summer heat and promote overweight. That’s why it’s good to get rid of it quickly. To this end, we present two super easy recipes, refreshing and anti-stagnant. Here’s how to prepare and use them …

“Eat and drink” diuretic and anti-hunger

Ingredients for 1 person: 100 g mixed berries (blueberries, strawberries, blackberries, raspberries); half a glass of water; 1 tablespoon of lemon juice; 2 teaspoons of stevia

Preparation: blend all the ingredients until a smooth and soft cream is obtained. Serve immediately on the table.

When to take it – This “eat and drink” is great for breakfast but, if you have little appetite or are in a hurry, you can use it no more than twice a week as a substitute for lunch or dinner. In this case, instead of water, use 120 g of ricotta, made softer by adding a few tablespoons of milk.

“Eat and drink” detox and melt fat

Ingredients for 1 person: half an organic red apple with peel; half a courgette, firm and clean; 1 tablespoon of lemon juice; half a glass of t-type apple juice: blend all the ingredients until a smooth and soft cream is obtained. Serve immediately on the table.

When to take it – Ideal for breakfast but, if you have little appetite or are in a hurry, you can use it no more than twice a week as a substitute for lunch or dinner. In this case, instead of apple juice, use 150 g of 0% fat yoghurt and add 1 tablespoon of almond flour.

SOURCE: Riza

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Le prime cause di sovrappeso e diabete sono l’alimentazione ricca di zuccheri e la sedentarietà. Ecco come mantenersi in forma ed evitare queste patologie.

 

Il glucosio (zucchero) nel sangue deriva dai carboidrati assunti con l’alimentazione e i suoi livelli sono regolati da diversi ormoni, primo fra tutti l’insulina. Una dieta ricca di zuccheri e la sedentarietà, nel tempo, riducono la sensibilità dei tessuti all’insulina. In tal modo gli zuccheri nel sangue si alzano, facendo accumulare chili in eccesso e portando al diabete.

Quanto zucchero mangiamo ogni giorno

In Italia, fino agli anni Settanta, si consumava il 60% di zucchero saccarosio semplice (usato per dolci e bevande fatti in casa), mentre il 40% proveniva da alimenti confezionati. Oggi, la maggior parte dello zucchero assunto deriva da cibi elaborati, in particolare quelli di produzione industriale, e non solo dolci e bevande gassate, ma anche hamburger, würstel, salse come ketchup, senape, worchester sauce. Inoltre lo contengono molti tipi di pane, i cibi in scatola e spesso quelli precotti. L’Italia è al nono posto per il consumo, con 25 kg all’anno pro capite, circa 70 g al giorno.

Il parere dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) suggerisce un’assunzione giornaliera di zucchero (indicando con questo termine glucosio, fruttosio, saccarosio ovvero lo zucchero da tavola, anche quello contenuto in bevande ed alimenti) pari al 10% dell’energia totale giornaliera assimilata attraverso il cibo. In pratica non più di 50g giornalieri di zuccheri (ma bisogna considerare che, per esempio, una lattina di bibita ne contiene circa 40g e la classica bustina che versiamo nel caffè 5g). Tuttavia, sempre secondo l’OMS sarebbe ancora meglio non superare il 5%.

Cosa accade se consumi meno zuccheri

In base alle prove scientifiche, le persone adulte che consumano zucchero entro i limiti indicati dall’OMS hanno un peso corporeo più basso e corrono meno rischi di sviluppare diabete e malattie di cuore e cervello. Ma ridurre questo elemento non basta, occorre anche sostituire pane, pasta e chicchi di cereali raffinati con quelli integrali, in quanto gli zuccheri dei prodotti raffinati nel sangue si comportano proprio come il saccarosio.

I sette campanelli d’allarme del diabete

  1. Aumento di peso
  2. Formazione di grasso addominale
  3. Sonnolenza dopo i pasti
  4. Attacchi improvvisi e frequenti di fame
  5. Problemi di stomaco
  6. Mal di testa frequenti
  7. Frequenza cardiaca alterata

Questi segni possono indicare che i livelli degli zuccheri nel sangue alternano picchi elevati a picchi bassi, situazione tipica di chi eccede, a tavola, con i cibi contenenti zuccheri. In presenza di almeno due di questi sintomi, è fondamentale riequilibrare la dieta, fare attività fisica regolare e rivolgersi al medico per una diagnosi corretta.

Le 10 cose da fare a tavola per una prevenzione efficace

1. Aumenta l’apporto di fibre.

Le fibre presenti nei cereali e derivati integrali (riso, pane, pasta e farine in genere), ma soprattutto nelle verdure, assorbono una parte degli zuccheri forniti dal pasto impedendone l’assimilazione. In tal modo, prevengono i picchi glicemici elevati, possibili cause di rallentamento del metabolismo, della formazione di grasso addominale e di diabete.

2. Consuma proteine in ogni pasto.

Insieme a una quota di cereali o derivati integrali, che forniscano il 50% delle calorie del pasto, consuma anche una quota proteica (il 15%-20% delle calorie totali) alternando pesce, legumi, carni magre, uova, tofu e tempeh, ma anche ricotta (100-150g a persona), fiocchi di latte (le stesse quantità della ricotta), grana e parmigiano (30g a porzione). Le proteine, come le fibre, rallentano l’arrivo degli zuccheri dei cereali e derivati nel sangue. Il pasto si completa con una porzione di verdure (250g di verdure a crudo, oppure 100g di insalata o 50g per quelle dalle foglie più leggere come il songino).

3. Scegli grassi buoni.

Olio extravergine d’oliva (fino a 3,5 cucchiai al giorno), pesce grasso (salmone, sarde, acciughe, tonnetto) 3-4 volte a settimana, avocado (fino a 70g al dì), frutta e semi oleosi come mandorle, noci, semi di chia (fino a 30g al giorno) sono consigliati, in quanto i grassi buoni che contengono ripuliscono le arterie, riducono gli stati infiammatori contribuendo alla prevenzione del diabete. Vanno invece evitati i cibi grassi saturi di origine animale (salumi e insaccati, formaggi e carni rosse) e quelli contenenti grassi idrogenati e olio di palma. Tali elementi sono dannosi per fegato, cistifellea e pancreas, oltre che causa di sovrappeso.

4. Sostituisci lo zucchero con la stevia.

La stevia, oltre a non alzare la glicemia nel sangue, non ha effetti collaterali e contribuisce a ridurre il desiderio di dolce. Ricorda che la stevia ha un potere dolcificante maggiore dello zucchero comune, quindi prima di utilizzarla leggi le indicazioni riportate sulla confezione.

5. Utilizza la cannella.

Questa spezia è un aiuto in più per la prevenzione dei picchi glicemici nel sangue. Questo secondo numerosi studi scientifici e, in particolare quello condotto dai ricercatori della Western University of Health Sciences in Pomona (California) e pubblicato su Annali of Family Medicine.

Tale studio afferma che l’impiego della cannella può ridurre in modo significativo i livelli di zucchero nel sangue dei diabetici di tipo 2 (quello più comune che deriva soprattutto da errori alimentari). E la spezia può anche essere utile per le persone non diabetiche, ma che hanno problemi di zucchero nel sangue senza saperlo.

6. Consuma alimenti ricchi cromo.

Questo elemento è fondamentale per aumentare l’efficacia dell’insulina e far “stancare” meno il pancreas, contribuendo alla prevenzione del diabete. Lo trovi nei cereali integrali e nei loro derivati, nei formaggi e nelle carni (vedi punto 2). È presente anche nel lievito di birra, quello utilizzato come integratore che trovi in vendita in erboristeria, nei negozi bio e in alcune farmacie e parafarmacie.

7. Mangia la frutta con una piccola quantità di grassi buoni o di proteine.

La frutta, anche quella zuccherina, è consentita nella dieta di chi vuole tenere sotto controllo la glicemia, meglio se consumata come spuntino e accompagnata da grassi buoni come quelli di avocado, semi di chia o frutta oleosa (mandorle, nocciole, noci).

8. Dolci? Sì, meglio però a colazione, con qualche eccezione.

Una fetta di torta casalinga da preparare con farina integrale, stevia al posto dello zucchero e ingredienti classici come latte, uova, burro e lievito è adatta a colazione, da servire con tè e qualche mandorla o caffè e latte. Mentre un cioccolatino fondente con maltitolo o stevia anziché zucchero è un buon dessert, così come 100 g di mango.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista «Nutrition and Metabolic Insights» il consumo giornaliero di 100 grammi di mango può aiutare ad abbassare i livelli di zucchero nel sangue. Invece, un gelato può occasionalmente sostituire un pasto, purché abbia ingredienti proteici (latte, uova) e poco zucchero aggiunto.

9. Bevande zuccherate? No, nemmeno quelle light.

Lo zucchero che arriva nel sangue attraverso i liquidi crea i picchi glicemici più elevati, danneggia le cellule del pancreas e riduce la sensibilità all’insulina più velocemente, porta a grasso addominale e diabete. Da evitare anche dolcificanti di sintesi come aspartame, ciclammati e simili, che aumentano la dipendenza dal sapore dolce, rallentano il metabolismo e sono comunque, anche se indirettamente, fattore predisponente al diabete.

10. Mantieniti idratato.

È importante bere almeno 8 bicchieri d’acqua al dì, 3-4 tazze di tè verde e un decotto di bardana al giorno (metti 2 cucchiaini di radice spezzattata in 150ml d acqua in ebollizione per 3 minuti; lascia riposare per 5 minuti, filtra e bevi).

Oltre ad assicurarsi un’idratazione ottimale, si contribuisce alla prevenzione del diabete. Inoltre, ricorda che quando mangi un dolce, bere subito dopo un bicchiere d’acqua contribuisce a diluire gli zuccheri che contiene, riducendone l’impatto sul sangue.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

The first causes of overweight and diabetes are nutrition rich in sugar and a sedentary lifestyle. Here’s how to stay fit and avoid these conditions.

The glucose (sugar) in the blood comes from the carbohydrates taken with food and its levels are regulated by different hormones, first of all insulin. A diet rich in sugars and sedentary lifestyle, over time, reduce the sensitivity of tissues to insulin. In this way the sugars in the blood rise up, accumulating excess pounds and leading to diabetes.

How much sugar do we eat every day

In Italy, up to the seventies, 60% of simple sucrose sugar was consumed (used for homemade cakes and drinks), while 40% came from packaged foods. Today, most of the sugar consumed comes from processed foods, especially those of industrial production, and not only sweets and carbonated drinks, but also hamburgers, sausages, sauces such as ketchup, mustard, worchester sauce. They also contain many types of bread, canned foods and often pre-cooked ones. Italy is in ninth place for consumption, with 25 kg per capita per year, around 70 g per day.

The opinion of the World Health Organization

The World Health Organization (WHO) suggests a daily intake of sugar (indicating this term glucose, fructose, sucrose or table sugar, even that contained in beverages and food) equal to 10% of the total daily energy assimilated through food. In practice no more than 50g of sugar per day (but we must consider that, for example, a can of drink contains about 40g and the classic sachet that we pour into coffee 5g). However, according to the WHO, it would still be better not to exceed 5%.

What happens if you use less sugar

According to scientific evidence, adult people who consume sugar within the limits indicated by the WHO have lower body weight and run less risk of developing diabetes and diseases of the heart and brain. But reducing this element is not enough, it is also necessary to replace bread, pasta and refined grains with whole grains, as the sugars of refined products in the blood behave just like sucrose.

The seven alarm bells of diabetes

1. Weight gain

2. Formation of abdominal fat

3. Drowsiness after meals

4. Sudden and frequent attacks of hunger

5. Stomach problems

6. Frequent headaches

7. Altered heart rate

These signs may indicate that blood sugar levels alternate high peaks with low peaks, a situation typical of those who exceed, at the table, with foods containing sugars. In the presence of at least two of these symptoms, it is essential to rebalance the diet, exercise regular physical activity and contact the doctor for a correct diagnosis.

The 10 things to do at the table for effective prevention

1. Increase fiber intake.

The fibers present in cereals and wholemeal derivatives (rice, bread, pasta and flour in general), but above all in vegetables, absorb a part of the sugars supplied by the meal, preventing their assimilation. In this way, they prevent high glycemic peaks, possible causes of slowing down of the metabolism, of the formation of abdominal fat and of diabetes.

2. Consume proteins in every meal.

Together with a quota of cereals or wholemeal derivatives, which provide 50% of the calories of the meal, it also consumes a protein share (15% -20% of total calories) alternating fish, legumes, lean meats, eggs, tofu and tempeh, but also ricotta (100-150g per person), flakes of milk (the same amounts of ricotta), parmesan and parmesan (30g per serving). Proteins, like fibers, slow down the arrival of sugars from cereals and blood derivatives. The meal is completed with a portion of vegetables (250g of raw vegetables, or 100g of salad or 50g for those with lighter leaves such as the songino).

3. Choose good fats.

Extra virgin olive oil (up to 3.5 spoons a day), fatty fish (salmon, sardines, anchovies, tuna) 3-4 times a week, avocado (up to 70g per day), fruit and oil seeds such as almonds, walnuts, chia seeds (up to 30g per day) are recommended, as the good fats they contain clean up the arteries, reduce inflammatory states contributing to the prevention of diabetes. Instead saturated fats of animal origin (cured meats and sausages, cheeses and red meats) and those containing hydrogenated fats and palm oil should be avoided. These elements are harmful to the liver, gall bladder and pancreas, as well as causing overweight.

4. Replace sugar with stevia.

The stevia, in addition to not raise blood sugar in the blood, has no side effects and helps reduce the desire for sweet. Remember that stevia has a sweetening power greater than common sugar, so before using it read the instructions on the package.

5. Use cinnamon.

This spice is an additional aid for the prevention of blood glucose peaks. This according to numerous scientific studies and, in particular that conducted by researchers at the Western University of Health Sciences in Pomona (California) and published in Annals of Family Medicine.

This study states that the use of cinnamon can significantly reduce the blood sugar levels of type 2 diabetics (the most common type of blood that comes mainly from eating errors). And the spice can also be useful for non-diabetic people, but who have blood sugar problems without knowing it.

6. Consume foods rich in chromium.

This element is essential to increase the effectiveness of insulin and make the pancreas less “tired”, contributing to the prevention of diabetes. You can find it in whole grains and their derivatives, in cheese and in meat (see point 2). It is also present in brewer’s yeast, the one used as a supplement that you can find for sale in herbal medicine, in organic stores and in some pharmacies and parapharmacies.

7. Eat fruit with a small amount of good fats or protein.

The fruit, even the sugary one, is allowed in the diet of those who want to keep the blood sugar under control, better if consumed as a snack and accompanied by good fats such as avocado, chia seeds or oily fruits (almonds, hazelnuts, walnuts).

8. Sweets? Yes, but better at breakfast, with some exceptions.

A slice of homemade cake to be prepared with whole wheat flour, stevia instead of sugar and classic ingredients like milk, eggs, butter and yeast is suitable for breakfast, to be served with tea and some almonds or coffee and milk. While a dark chocolate with maltitol or stevia instead of sugar is a good dessert, as well as 100g of mango.

According to a study published in the journal “Nutrition and Metabolic Insights” the daily consumption of 100 grams of mango can help lower blood sugar levels. Instead, an ice cream can occasionally replace a meal, provided it has protein ingredients (milk, eggs) and little added sugar.

9. Sweetened drinks? No, not even light ones.

The sugar that arrives in the blood through the liquids creates the highest glycemic peaks, damages the cells of the pancreas and reduces insulin sensitivity faster, leads to abdominal fat and diabetes. Also to avoid synthetic sweeteners such as aspartame, cyclamates and the like, which increase the dependence on sweet taste, slow down the metabolism and are however, albeit indirectly, predisposing factor to diabetes.

10. Stay hydrated.

It is important to drink at least 8 glasses of water a day, 3-4 cups of green tea and a decoction of burdock a day (put 2 teaspoons of root broken in 150ml of boiling water for 3 minutes, let stand for 5 minutes, filter and drink).

In addition to ensuring optimal hydration, it contributes to the prevention of diabetes. Also, remember that when you eat a dessert, drink immediately after a glass of water helps to dilute the sugars it contains, reducing its impact on the blood.

SOURCE: Riza

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Grassi saturi e alimenti ricchi di calorie no; fibre, vitamine, cipolle, e aglio, frutta e verdura sì.

 

La dieta antinfiammatoria sembra davvero capace di prevenire non solo il cancro (all’appartai digerente, mammella, polmone, prostata e altri) ma anche i linfomi non Hodgkin. lo dice uno studio svolto grazie a un finanziamento Airc da epidemiologi di cro. centro di riferimento oncologico di Aviano, coordinati da Guido Serraino. 

 

La notizia in fondo non stupisce, perché è noto da anni che l’infiammazione è un motore del processo di cancerogenesi e che il grasso in eccesso, soprattutto addominale, è una delle principali fonti di infiammazione dell’organismo.

Spiega Serraino:

  • “Un paio di anni fa, sulla base di centinaia di studi pubblicato fino al 2015, un gruppo americano con cui anche noi collaboriamo ha stillato l’indice infiammatorio di una quarantina di alimenti, ovvero una  valutazione numerica di quanto una certa categoria di cibi o singoli alimenti possano stimolare la sintesi e il rilascio di molecole proinfiammatorie. Tra i virtuosi ci sono la vitamina B6 (farine integrali, salmone, nocciole) e le fibre, tra i peggiori i grassi saturi, mentre lo zucchero ha un potere proinfiammatorio, ma di modesta intetità.Usando questi parametri per valutare la dieta di oltre 500 malati di linfoma, e un gruppo di controllo di oltre 900 persone sane abbiamo mostrato l’esistenza di una correlazione tra dieta e malattia: in media, gli uomini (ma non le donne) che mangiano peggio hanno un aumento del rischio di linfoma del 60%”

I dati di Serraino confermano così che la dieta mediterranea, piena di sostanze antiossidanti e antinfiammatorie e povera di carni rosse e grassi saturi, è il miglior menù possibile.

 

FONTE: La Repubblica ( Agnese Codignola)

 

(ENGLISH VERSION)

Saturated fat and foods rich in calories should not be eaten; fiber, vitamins, onions, and garlic, fruit and vegetables are the recommended food.

The anti-inflammatory diet seems to be able to prevent not only cancer (to the digestive appendage, breast, lung, prostate and others) but also non-Hodgkin’s lymphomas. Says a study done thanks to an Airc funding from epidemiologists of Cro. Oncological reference center of Aviano, coordinated by Guido Serraino.

The news is not surprising, because it has been known for years that inflammation is an engine of the process of carcinogenesis and that excess fat, especially abdominal, is one of the main sources of inflammation of the body.

Dr Serraino explains:

  • “A couple of years ago, based on hundreds of studies published until 2015, an American group with whom we also collaborate has drowned the inflammatory index of about forty foods, or a numerical assessment of how much a certain category of food or individual foods can stimulate the synthesis and release of pro-inflammatory molecules. Among the virtuous ones there are vitamin B6 (wholemeal flours, salmon, hazelnuts) and fibers, among the worst saturated fats, while sugar has a pro-inflammatory power, but of modest intensity. Using these parameters to evaluate the diet of over 500 lymphoma patients, and a control group of over 900 healthy people, we showed the existence of a correlation between diet and disease: on average, men (but not women) who eat worse they have an increased risk of lymphoma by 60% “

The data from Serraino confirm that the Mediterranean diet, full of antioxidant and anti-inflammatory substances and low in red meat and saturated fats, is the best possible menu.

SOURCE: La Repubblica (Agnese Codignola)

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Per mantenere la salute dovremmo assumere il giusto quantitativo di fibre ogni giorno. Se questo non avviene il nostro corpo ci manda alcuni segnali per farci capire che siamo in carenza di queste sostanze. Ecco quali sono i sintomi da non sottovalutare.

Siamo soliti assumere fibre con l’alimentazione, sostanze particolarmente importanti per favorire i processi digestivi, il corretto funzionamento dell’intestino e, come provato da alcune ricerche, diminuire il rischio di sviluppare malattie croniche come diabete e cancro.

Le fibre si trovano soprattutto negli alimenti integrali, nei legumi, nella frutta e nella verdura. In alcuni casi però la nostra dieta ne è carente, ecco allora che potrebbero comparire i seguenti sintomi:

1. Stitichezza

Il primo e più frequente sintomo di una carenza di fibre è indubbiamente la stitichezza, queste sostanze aiutano infatti la motilità intestinale e di conseguenza la naturale regolarità.

2. Gonfiore addominale

Una carenza di fibre può manifestarsi con gonfiore addominale e crampi. La pancia gonfia e il meteorismo fanno sempre parte di un quadro in cui l’intestino è irritato e spesso non riesce a liberarsi bene dalle feci creando ristagno e fermentazione.

3. Problemi digestivi

Assumere il giusto quantitativo di fibre aiuta anche la digestione, una carenza può dunque far comparire problemi a livello del corretto funzionamento dello stomaco.

4. Sonnolenza dopo i pasti

A causa delle difficoltà digestive e dell’intestino sovraccarico è facile che, se le fibre che assumiamo non sono sufficienti, compaia sonnolenza dopo i pasti.

5. Senso di fame

Le fibre tendono a saziare e dunque un’alimentazione che le contiene nella giusta misura ci aiuta a tenere a bada il senso di fame. In caso contrario potremmo aver bisogno nuovamente di mangiare anche poco tempo dopo aver consumato un pasto.

6. Emorroidi e ragadi

La difficoltà di evacuare dovuta alla scarsa assunzione di fibre può portare come effetto collaterale anche alla comparsa di emorroidi e ragadi che peggiorano il quadro complessivo.

7. Colesterolo alto

Diversi studi hanno dimostrato che le fibre aiutano a tenere a bada il colesterolo cattivo, non assumerne a sufficienza può  dunque farci trovare alle prese con un problema di colesterolo alto (dovuto ovviamente anche ad altri fattori).

8. Glicemia alta

Un effetto negativo della carenza di fibre si può riscontrare anche sulla glicemia che queste sostanze presenti nei cibi contribuiscono a ridurre compensando in qualche modo l’eccesso di zuccheri.

9. Tendenza ai diverticoli

L’intestino messo in crisi dalla carenza di fibre può sviluppare anche alcune patologie tra cui la diverticolosi ovvero la comparsa di anse intestinali che tendono ad infiammarsi diventando molto dolorose.

10. Tendenza al sovrappeso

Le fibre ci aiutano a mantenere il peso forma. Una carenza, associata ad un’alimentazione errata e alla sedentarietà, può farci incorrere in problemi di sovrappeso.

 

FONTE: Greenme

 

(ENGLISH VERSION)

To maintain health we should take the right amount of fiber every day. If this does not happen, our body sends us some signals to make us understand that we are lacking these substances. Here are the symptoms that should not be underestimated.

We usually take fiber with food, particularly important substances to promote digestive processes, the proper functioning of the intestine and, as proven by some research, decrease the risk of developing chronic diseases such as diabetes and cancer.

The fibers are found mainly in whole foods, legumes, fruits and vegetables. In some cases, however, our diet is lacking, so that the following symptoms may appear:

1. Constipation

The first and most frequent symptom of fiber deficiency is undoubtedly constipation, these substances in fact help intestinal motility and consequently natural regularity.

2. Abdominal swelling

A lack of fiber can manifest itself with abdominal swelling and cramps. The swollen belly and the meteorism are always part of a picture in which the intestine is irritated and often can not get rid of the faeces well by creating stagnation and fermentation.

3. Digestive problems

Assuming the right amount of fiber also helps digestion, a deficiency can therefore bring problems to the level of proper functioning of the stomach.

4. Drowsiness after meals

Because of the digestive difficulties and the overloaded intestine it is easy to see drowsiness after meals if the fibers we are taking are not sufficient.

5. Sense of hunger

The fibers tend to satiate and therefore a diet that contains them in the right measure helps us to keep the sense of hunger at bay. Otherwise we may need to eat again a short time after having eaten a meal.

6. Hemorrhoids and fissures

The difficulty of evacuating due to scarce fiber intake can also lead to the appearance of hemorrhoids and fissures that worsen the overall picture.

7. High cholesterol

Several studies have shown that the fibers help to keep bad cholesterol at bay, not taking enough can therefore make us find ourselves dealing with a problem of high cholesterol (obviously due to other factors).

8. High blood sugar

A negative effect of fiber deficiency can also be found on the glycemia that these substances present in foods help to reduce by compensating in some way the excess of sugars.

9. Tendency to diverticula

The intestine put in crisis by the lack of fibers can also develop some diseases including diverticulosis or the appearance of intestinal loops that tend to ignite and become very painful.

10. Tendency to overweight

The fibers help us to maintain a healthy weight. A deficiency, associated with a wrong diet and a sedentary lifestyle, can make us run into overweight problems.

SOURCE: Greenme

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