Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘dieta’ Category

di Giuseppe Cocca, Medico esperto di digiuno, crudismo e igiene naturale. autore di “L’intestino intelligente

Sapere come nasce e si forma il microbiota,l’insieme dei microorganismi simbiotici che compongono l’intestino, conoscerne le funzioni, come fare per mantenerlo in salute e quali sono i disagi che corre se abbiamo abitudini scorrette può aiutarci a migliorare la nostra vita, perché quando l’intestino è felice lo siamo anche noi.

Cos’è il Microbiota

Quando parliamo di “microbiota umano”, dal greco micròs (piccolo) e bìos (vita), intendiamo l’insieme di tutti quei microorganismi che vivono in sintonia con il corpo umano. Si potrebbe dire che il microbiota sia “una microvita” che ci accompagna e ci aiuta sin dalla nascita, il microbiota è composto da un numero di batteri di gran lunga superiore al numero delle stesse cellule umane. Per quanto si possa definire “micro”, va detto che secondo alcune ricerche si parla di 10 trilioni di cellule umane contro 100 trilioni di cellule batteriche localizzate principalmente nell’apparato digerente e nel colon, con 4 milioni di tipi diversi di batteri. Il peso stesso dei batteri intestinali è notevole: secondo alcuni studi, in una persona di 70 chili, il loro peso equivale a 1 chilo e mezzo.

In passato il microbiota veniva chiamato con il termine più generico di flora batterica intestinale perché i batteri, ancora sconosciuti, erano considerati alla stregua di piante, da qui il concetto di “flora” intestinale. Come le piante, anche i batteri infatti si distinguono per habitat, alimentazione e grado di velenosità.

Le funzioni del microbiota

Queste due comunità di esseri viventi, l’organismo pluricellulare, ovvero il nostro corpo, e i colonizzatori (microbioti) hanno iniziato a convivere e a trovare regole per ottenere vantaggi reciproci. L’organismo pluricellulare procura una casa e del cibo; il microbiota ricambia producendo per esempio la vitamina K, fondamentale per la corretta coagulazione del sangue, e la vitamina B12, fondamentale per la formazione dei globuli rossi. Se ben formato, il microbiota oltre a fornire questi utili nutrimenti, impedisce la crescita di microrganismi non funzionali per noi: mediante i suoi enzimi elimina quello che non riusciamo a sminuzzare e a digerire. Interviene nel

  • metabolismo degli acidi biliari,
  • garantisce integrità alla mucosa intestinale,
  • demolisce i veleni e
  • mantiene in buona forma il sistema immunitario.

Per la precisione, il rapporto tra microbiota e sistema immunitario è ben più stretto di così: i due sono praticamente coinquilini, visto che gran parte del nostro sistema immunitario (circa l’80 per cento) è situato proprio nell’intestino. E non potrebbe essere altrimenti visto che è qui che si trova la più alta concentrazione di batteri (e funghi, lieviti, virus e altri organismi unicellulari) e che il sistema immunitario ha il compito fondamentale di tenere a bada ed eliminare tutto ciò che può rappresentare un pericolo per l’organismo.

L’intestino è il secondo cervello del nostro corpo

Un’altra scoperta ancora più stupefacente ci dice che questi innumerevoli e microscopici esseri sono dotati di un intelligenza straordinaria. Il dottor Anthony Bassler, professore di gastroenterologia a New York, ha scoperto infatti che i batteri comunicano tra loro attraverso sostanze chimiche con due modalità:

  • un linguaggio comune a tutti i batteri chiamato Al 2, e
  • un altro linguaggio caratteristico per ogni specie, Al 1.

Grazie a questa lingua chimica ogni specie batterica ha la capacità di connettersi a esse e coordinare il proprio comportamento. I microrganismi sono esseri sociali: collaborano tra loro e cooperano per il benessere comune.

Inoltre è stato scoperto che questa capacità di comunicazione consente ai batteri microbiotici d’influenzare notevolmente le nostre scelte e le nostre reazioni. In particolare, secondo la teoria dell’olobionte(insieme di organismi in simbiosi tra loro), i batteri che formano il nostro microbiota hanno la capacità di produrre sostanze chimiche che inducono nell’uomo comportamenti utili sia al batterio sia al microbiota stesso. I batteri sono circa 10 volte più numerosi delle cellule che costituiscono il corpo umano e possiedono un patrimonio genetico più ricco del nostro, per questo possiamo presumere che molti dei nostri comportamenti, atteggiamenti emotivi e condizionamenti alimentari siano indotti da questi ultimi.

Per questi ricercatori il microbiota influenza direttamente la nostra qualità di vita, i pensieri, le nostre abitudini alimentari, il nostro metabolismo e perfino la scelta del partner! Per questo motivo è importante riflettere sul modo in cui influenziamo il microbiota attraverso l’utilizzo di antibiotici, germicidi, cibo con conservanti, lavaggi troppo frequenti e una cattiva alimentazione. Inoltre si è scoperto che i batteri (sia simbionti che non) sono in grado di influenzare la mente attraverso sostanze che inviano al Sistema Nervoso Centrale. Quindi si può dire che l’influenza del microbiota nella nostra vita abbia più “peso” di quella che c’immaginavamo, in tutti i sensi.

Nell’intestino ha sede il sistema nervoso enterico formato da cento milioni di neuroni: esso trasmette le proprie sensazioni viscerali proprio tramite la rete di neuroni e permette all’organismo di svolgere la digestione e altre funzioni complesse senza l’intervento diretto del cervello. Sappiamo che i segnali provenienti da diverse parti del corpo vengono inviati al cervello ed eleborati da sue aree specifiche. Lo stesso vale nella comunicazione tra intestino e cervello, tra la pancia e la testa. Spesso ci sentiamo guidati a compiere scelte di pancia, e le crediamo irrazionali, mentre le scelte di testa ci sembrano ragionevoli e “più giuste”: bè sarai sorpreso di scoprire che c’è molta testa anche nell’intestino e che le scelte di pancia non sono poi così insensate. I segnali dell’intestino possono giungere in diverse zone del cervello e precisamente nelle seguenti: insula (o corteccia insulare), sistema limbico, corteccia prefrontale, amigdala, ippocampo e corteccia cingolata anteriore. Semplificando molto, possiamo attribuire alle aree indicate sopra le seguenti funzioni:

  • Insula: senso del sé
  • Sistema limbico: elaborazione dei sentimenti
  • Corteccia prefrontale: senso dell’etica
  • Ippocampo: memoria
  • Corteccia cingolata anteriore: motivazione

A livello fisico, cervello e intestino sono collegati dal nervo vago: esso parte dal midollo allungato e arriva fino allo stomaco. Cervello e intestino sono posti agli antipodi del corpo umano e hanno anche una collocazione nient’affatto simile. Il primo è isolato e protetto, il secondo è in mezzo alla mischia ed è in grado di dire cose di noi che altrimenti il cervello ignorerebbe. La collaborazione tra questi due organi fondamentali inizia quando siamo neonati e si concentra sulla creazione del nostro mondo emotivo.

Quando abbiamo la pancia piena e digeriamo bene proviamo piacere, quando abbiamo le coliche ci lamentiamo per il dolore. Questo rapporto di base continua evolvendosi negli anni, legando indissolubilmente benessere emotivo e fisico. Uno dei primi studi che riporta gli effetti benefici di una terapia intestinale sul cervello risalgono ad anni recenti (2013) ed è la conferma che se l’intestino sta bene, anche il cervello prospera.

Come far felice il nostro intestino

L’alterazione del microbiota si può considerare come la risposta del corpo a un modello alimentare troppo ricco di:

  • Zuccheri raffinati e dolci
  • Carne
  • Cibi industriali
  • Amidi
  • Farmaci
  • Lassativi
  • Additivi alimentari
  • Alcol
  • Cibo in generale
  • Prodotti caseari

E allo stesso tempo povero di alimenti come:

  • Ortaggi
  • Frutta
  • Noci

All’alimentazione sbilanciata, si aggiunge l’uso eccessivo di antibiotici, lo stress quotidiano che è da non sottovalutare quando si tratta della salute dell’intestino, e anche – paradossalmente, un igiene eccessiva. Oltre a curare questi fattori, alcuni strumenti utili sono l’idrocolonterapia e il digiuno.

Bibliografia e approfondimento: “L’intestino intelligente” di Giuseppe Cocca

Sull’autore:

Giuseppe Cocca, laureato in Medicina e Chirurgia, con diploma di Medicina Tradizionale Cinese, Agopuntura e Omeopatia, tiene conferenze in tutta Italia di Alimentazione Naturale e Raw Food, Digiuno Consapevole, Nuova Igiene Naturale. Ha studiato Natural Hygiene con il dr. Kaki Siidwa allievo diretto di H.M. Shelton e con Desirè Merien, uno dei massimi esponenti dell’Igienismo Francese.

 

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

by Giuseppe Cocca, a physician experienced in fasting, raw food and natural hygiene, author of “The Intelligent Intestine”

Knowing how the microbiota is born and formed, the set of symbiotic microorganisms that make up the intestine, knowing its functions, how to keep it healthy, and what are the discomforts that run if we have bad habits can help us improve our lives, because when the bowel is happy we are also happy ourselves.

What is the Microbiota

When we talk about “human microbiota”, from the Greek micròs (small) and bìos (life), we mean the set of all those microorganisms that live in tune with the human body. One could say that the microbial is a “micro life “ that accompanies us and helps us since birth, the microbiota is made up of a number of bacteria far superior to the number of the same human cells. Although it may be termed “micro,” it is to be said that according to some research there are 10 trillion human cells against 100 trillion of bacterial cells mainly located in the digestive system and colon, with 4 million different types of bacteria. The same weight of intestinal bacteria is remarkable: according to some studies, in a person of 70 pounds, their weight equals one and a half pounds.

In the past, the microbiota was called with the most generic term of intestinal bacterial flora because bacteria, still unknown, were considered as plants, hence the concept of intestinal flora. Like plants, even bacteria are distinguished by habitat, feeding, and degree of poisoning.

The microbial functions

These two communities of living things, the multi-cellular organism, our body, and the colonizers (microbiotics) have begun to live together and find rules to obtain mutual benefits. The pluricellular organism provides a home and food; the microbial reappears producing, for example, vitamin K, essential for proper blood clotting, and vitamin B12, which is essential for the formation of red blood cells. If well-formed, the microbial addition to providing these useful nutrients prevents the growth of unorganic microorganisms for us: through its enzymes it eliminates what we can not digest and assimilate. It intervenes in the

  • metabolism of bile acids,
  • guarantees integrity to the intestinal mucosa,
  • demolishes poisons and
  • maintains the immune system in good shape.

For the sake of precision, the ratio between the microbial and the immune system is much narrower than that: the two are pretty much coinquiline, since much of our immune system (about 80 percent) is located right in the intestine. And it could not be otherwise because it is here that the highest concentration of bacteria (and fungi, yeasts, viruses and other unicellular organisms) is found and that the immune system has the fundamental task of keeping up and eliminating anything that can represent a danger to the body.

The intestines are the second brain of our body

Another more amazing discovery tells us that these countless and microscopic beings are endowed with extraordinary intelligence. Dr. Anthony Bassler, a professor of gastroenterology in New York, has discovered that bacteria communicate with each other through chemical substances in two ways:

  • a common language for all bacteria called Al 2, and
  • another characteristic language for each species, Al 1

Thanks to this chemical language, every bacterial species has the ability to connect to them and coordinate their behavior. Microorganisms are social beings: they cooperate with each other and cooperate for common well-being.

It has also been found that this ability of communication allows microbiotic bacteria to greatly influence our choices and reactions. In particular, according to the theory of olobionte (a set of organisms in symbiosis with each other), bacteria forming our microbiota have the ability to produce chemicals that induce in humans behaviors useful both to the bacterium and to the microbiot itself. Bacteria are about 10 times as numerous as cells that make up the human body and possess a richer genetic heritage than ours, so we can assume that many of our behaviors, emotional attitudes, and dietary conditioning are induced by the latter.

For these researchers, the microbiota directly affects our quality of life, our thoughts, our eating habits, our metabolism and even the partner’s choice! For this reason, it is important to reflect on the way in which the microbial is influenced by the use of antibiotics, germicides, food with preservatives, too frequent washing and poor nutrition. It has also been discovered that bacteria (both symptomatic and non-virulent) are able to influence the mind by sending substances to the Central Nervous System. So we can say that the influence of microbiosis in our life has more “weight” than we imagined, in all senses.

In the intestine is the enteric nervous system formed by one hundred million neurons: it transmits its own visceral sensations through the network of neurons and allows the body to perform digestion and other complex functions without the direct intervention of the brain. We know that signals from different parts of the body are sent to the brain and embedded in its specific areas. The same applies to communication between the intestines and the brain, between the belly and the head. Often we feel guided to make belly choices, and believe them irrational, while the head choices seem reasonable and “fairer”: you will be surprised to find that there is a lot of head in the bowel and that belly choices they are not so insensate. Signs of the intestine may come in different areas of the brain and specifically in the following: insula (or insular cortex), limbic system, prefrontal cortex, amygdala, hippocampus and anterior cingulate cortex. By simplifying a lot, we can attribute the areas indicated above the following functions:

  • Insula: sense of self
  • Limbic system: processing of feelings
  • Prefrontal bark: sense of ethics
  • Hippocampus: memory
  • Crawled front bark: motivation

Physically, the brain and the intestine are connected by the vague nerve: it starts from the elongated midline and reaches up to the stomach. Brain and intestines are placed against the antibodies of the human body and also have no similar placement. The first one is isolated and protected, the second is in the middle of the melee and is able to say things to us that otherwise the brain would ignore. Collaboration between these two fundamental organs starts when we are newborn and focuses on the creation of our emotional world.

When we have full stomach and digest well we feel pleasure when we have colic we complain of pain. This basic relationship continues to evolve over the years, indivisibly linking emotional and physical well-being. One of the first studies showing the beneficial effects of intestinal cancer on the brain dates back to recent years (2013) and is the confirmation that if the bowel is well, the brain also thrives.

How to make our bowels happy

Microbial alteration can be considered as the body’s response to a diet that is too rich in:

  • Refined and sweet sugars
  • Meat
  • Industrial foods
  • Starches
  • Drugs
  • Laxatives
  • Food Additives
  • Alcohol
  • Food in general
  • Dairy products

And at the same time poor in food such as:

  • Vegetables
  • Fruit
  • Nuts

In unbalanced diet, excessive use of antibiotics is added, daily stress that is not to be underestimated when it comes to the health of the intestine, and – paradoxically, excessive hygiene. In addition to treating these factors, some useful tools are hydrocolontherapy and fasting.

Bibliography and In-depth Study: Giuseppe Cocca’s “Intelligent Intestine”

About the author:

Giuseppe Cocca, a graduate of Medicine and Surgery, holds a Bachelor’s degree in Chinese Traditional Medicine, Acupuncture and Homeopathy, holds conferences throughout Italy for Natural Nutrition and Raw Food, Conscious Freedom, New Natural Hygiene. He studied Natural Hygiene with Dr. Kaki Siidwa direct student of H.M. Shelton and Desirè Merien, one of the highest representatives of French Hienism.

 

SOURCE: Dionidream

Annunci

Read Full Post »

Gli anacardi contengono numerose sostanze che aiutano ad alleviare lo stress, ad aumentare il buonumore e a tenere lontano la fame nervosa.

 

Gli anacardi sono frutti oleosi originari del Brasile indispensabili nelle diete dimagranti in quanto

  • forniscono energia,
  • saziano e
  • rilassano il sistema nervoso,
  • allontanano lo stress,
  • favoriscono il buonumore e
  • contrastano la fame fuori pasto

ma soprattutto quella che emerge nei momenti in cui si è sotto pressione.

Gli anacardi contengono ben 18 tipi di aminoacidi, sostanze fondamentali per il funzionamento dell’intero organismo. Tra questi anche il triptofano (in 100 g la quantità è di ben 400 mg), che agisce positivamente a livello cerebrale, combattendo gli stati di stress. È la stessa sostanza che è presente nel cioccolato e che ce lo rende così appetibile nei momenti di stress. Senza di esso l’organismo non potrebbe produrre la serotonina, necessaria per l’equilibrio del sistema neurovegetativo e detta anche ormone della felicità.

Contengono magnesio, minerale anti stress

Gli anacardi contengono vitamina A, K, le vitamine del gruppo B, e sali minerali, soprattutto magnesio (sostanza dal grande potere rasserenante e anti stress, indispensabile durante la dieta) e acido folico. Sono presenti in abbondanza anche l’acido oleico e linoleico, efficaci sul sistema cardiovascolare: tengono sotto controllo l’aumento del colesterolo “cattivo”, favorendo la produzione di quello “buono”. Gli anacardi sono in grado di rallentare il passaggio degli zuccheri nel sangue, con effetto ipoglicemizzante. Negli anacardi si trova anche una discreta dose di melatonina, efficace per chi soffre d’insonnia.

Le loro molecole ti aiutano nella dieta

Il cocktail di sostanze energizzanti, senza essere eccitanti, fa degli anacardi i candidati ideali per lo spuntino di metà mattina o metà pomeriggio, oppure la soluzione a portata di mano ogni qualvolta il cervello avverte la necessità di una ricarica, soprattutto se sei a dieta. Uno snack a base di anacardi è decisamente una scelta migliore rispetto alla solita tazzina di caffè e assolutamente da preferire rispetto a un cioccolatino, che se non è di qualità è portatore di calorie vuote. Tra tutti i frutti secchi, inoltre, gli anacardi sono quelli che hanno meno grassi. Devono comunque essere consumati in modiche quantità in quanto l’apporto calorico (553 kcal per 100 g) è rilevante. Tre al giorno sono più che sufficienti.

È essenziale scegliere gli anacardi giusti

Le varietà di anacardi a coltivazione Bioorganic sono quelle che preservano al meglio il patrimonio organolettico dei frutti. La lavorazione del seme è, infatti, piuttosto complessa. Il guscio che riveste l’ anacardo è fatto da una corteccia tossica ed è necessario eliminarla del tutto. Di solito questo processo avviene tramite alte temperature o scottando il guscio in olio bollente. In questo modo, però, i frutti vengono privati della maggior parte dei loro principi attivi. Nella lavorazione biologica a crudo (raw), la separazione del seme dal mallo avviene mediante esposizione alla luce solare. Il procedimento è più lungo ma lascia intatte le proprietà del seme. 

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Cashew nuts contain many substances that help relieve stress, increase humor and keep away from nervous hunger.

Cashew nuts are Brazil’s oily fruits that are indispensable in slimming diets as they

  • provide energy, and
  • relax the nervous system,
  • remove stress,
  • promote good humor and
  • counteract hunger outside the meal,

but especially what emerges when you are under pressure .

Cashew nuts contain up to 18 types of amino acids, essential for the functioning of the whole organism. Among them, tryptophan (in 100 g the amount is 400 mg), which acts positively at the cerebral stage, fighting the stress states. It is the same substance that is present in chocolate and makes it so attractive in times of stress. Without it, the body could not produce serotonin, necessary for the balance of the neurovegetative system and also called the hormone of happiness.

They contain magnesium, anti-stress minerals

Cashews contain Vitamin A, K, Group B vitamins, and mineral salts, especially magnesium (a substance of great power and anti-stress, essential during diet) and folic acid. There is also an abundance of oleic and linoleic acid, effective on the cardiovascular system: they control the “bad” cholesterol, favoring the production of the “good”. Cashews are able to slow down the passage of blood sugar, with a hypoglycaemic effect. In cashews there is also a fair dose of melatonin, effective for those suffering from insomnia.

Their molecules help you in the diet

Cocktails of energizing substances, without being exciting, make cashew ideal for mid-morning or mid-afternoon snacks, or the handy solution every time your brain feels the need for a refill, especially if you’re dieting. A cashew snack is definitely a better choice than the usual cup of coffee and absolutely to be preferred over a chocolate, which if it is not quality is an empty calorie carrier. Of all the dried fruits, in addition, cashew nuts are the ones that have less fat. However, they must be consumed in small quantities because caloric intake (553 kcal per 100 g) is important. Three per day are more than enough.

It is essential to choose the right cashews

The varieties of Bioorganic cultivars are the ones that best preserve the organoleptic heritage of the fruits. Seed processing is, in fact, rather complex. The shell that covers the anacard is made of a toxic cortex and it is necessary to eliminate it altogether. Usually this process takes place through high temperatures or by shaking the shell in hot oil. In this way, however, the fruits are deprived of most of their active ingredients. In raw organic processing, seed separation from the malt occurs by exposure to sunlight. The process is longer but leaves seed properties untouched.

 

SOURCE: Riza

Read Full Post »

Gli esperti hanno dimostrato che assumere regolarmente dolcificanti di sintesi porta a incrementare l’introito calorico fino al 30% in più.

 

I  dolcificanti ti aiutano se vuoi dimagrire? Ebbene no. I dolcificanti di sintesi, come l’aspartame, sarebbero responsabili di un aumento dell’appetito, e indurrebbero a un maggior consumo di calorie. È la scoperta di alcuni studiosi dell’Università di Sidney, che hanno osservato gli effetti a lungo termine del consumo abituale dei dolcificanti, che vengono in genere impiegati proprio per ridurre l’apporto calorico. In diversi esperimenti successivi i ricercatori hanno dimostrato che assumere regolarmente tali prodotti determina a lungo andare un incremento dell’introito calorico del 30%, cui sembrerebbe associarsi anche una predilezione per i cibi dolci. Ma perché?

Il cervello non si fa ingannare…

Gli autori dello studio, che è stato pubblicato sulla rivista Cell Metabolism, spiegano che attraverso analisi sistematiche, si è osservato che nel cervello la sensazione di dolce è legata a quella del contenuto calorico di un alimento. Una cosa che si capisce bene con lo zucchero, dolce e calorico appunto. Di fronte ai dolcificanti, dolci ma per nulla calorici, il cervello non si fa ingannare e invia un nuovo segnale di fame. È come se cercasse di ottenere tutte quelle calorie che il gusto dolce aveva promesso. E così si mangia di più. Inoltre tale meccanismo orienterebbe le scelte alimentari verso quei cibi che, da sempre, il cervello ha associato a un veloce e abbondante rifornimento di calorie, i dolci appunto.

Se usi i dolcificanti, mangi di più

Se utilizzi abitualmente i dolcificanti nella tua dieta, quindi, non solo si mangi di più, ma più dolci. Di conseguenza, se l’obiettivo è il dimagrimento, i dolcificanti non aiutano. Questi studi rinforzano l’idea che i cibi “sugar free” non siano inerti, ma abbiano rilevanti conseguenze sul modo in cui ci alimentiamo.

Comincia ad abituarti a sapori meno dolci

Il consiglio per diminuire l’utilizzo di zucchero è quello di ridurne le quantità, a cominciare da quelle usate nel caffè e via via nelle preparazioni dolci come ad esempio le torte. Lo zucchero si può sostituire con dolcificanti naturali e più salutari, come ad esempio i vari malti e il miele, anche se bisogna considerare che anche questi alimenti hanno un impatto sulla glicemia. Mano a mano che ci si abitua a sapori meno dolci, in ogni caso, non sarà difficile fare a meno di zucchero e dolcificanti.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Experts have shown that taking regular synthesis sweeteners leads to increased calorie intake up to 30% more.

 

Will sweeteners help you if you want to lose weight? Well, no.

Synthetic sweeteners, such as aspartame, would be responsible for increased appetite, and would result in increased calorie consumption. It is the discovery by some scholars at the University of Sidney who have observed the long-term effects of the usual consumption of sweeteners, which are typically employed to reduce caloric intake. In several subsequent experiments, researchers have shown that taking these products regularly leads to an increase in calorie consumption of 30%, which seems to be associated with sweet foods preference. But why?

The brain is not fooled …

The authors of the study, published in the journal Cell Metabolism, explain that through systematic analysis, it has been observed that in the brain the sweet feeling is related to that of the calorie content of a food.

One thing you understand well with the sugar, sweet and calorie precisely. When taking these sweeteners that doesn’t have any calories, the brain is not fooled and sends a new sign of hunger. It’s as if trying to get all those calories that sweet taste had promised. And so you eat more. In addition, this mechanism would orient the dietary choices towards those foods that have always associated the brain with a fast and abundant supply of calories, sweet cakes.

If you use sweeteners, you will eat more

If you usually use sweeteners in your diet, then not only  you will eat more, but also sweeter foods. Consequently, if the goal is slimming, the sweeteners is not for help. These studies reinforce the idea that “sugar free” foods are not inert, but have significant consequences on the way we feed them.

You start to get used to less sweet flavors

The advice to lessen the use of sugar is to reduce its amount, starting with those used in coffee and onwards in sweet preparations such as cakes. Sugar can be replaced by natural and healthier sweeteners, such as various malts and honey, although these foods have an impact on blood glucose. As you get used to less sweet flavors, in any case, it will not be difficult to do without sugars and sweeteners.

 

SOURCE: Riza

Read Full Post »

I radicali liberi sono nemici della bellezza e della longevità: per combatterli devi scegliere un’alimentazione ricca di vitamine e sostanze antiossidanti.

 

Contrastare l’azione dei radicali liberi, agenti alla base dell’invecchiamento cellulare, è molto importante per assicurarsi una lunga vita. La prima cosa da fare? Sembra banale, ma è bere… molta acqua! In questo periodo estivo, il corpo richiede più acqua per compensare i liquidi persi con la traspirazione. Bere di più fa bene (ad agosto servirebbero almeno 2 litri di liquidi al giorno), ma ancora meglio sarebbe introdurre l’acqua con i cibi idratanti: così

  • la pelle è meno secca,
  • la circolazione migliora,
  • aumenta l’energia,
  • si rafforza il sistema immunitario e anche
  • la mente è più lucida.

Inoltre, con i giusti liquidi nel corpo, combatti anche sbalzi pressori, ansia e stanchezza.

Scegli cibi ricchi di betacarotene

Il betacarotene è contenuto in frutta e verdura gialla, verde e arancio. Oltre ad essere idratanti, i cibi estivi sono anche ricchi di questa sostanza, il precursore della vitamina A che ci protegge dai rischi del sole. Allora, via libera a frutta e verdure colorate, soprattutto gialle, verdi e arancioni, cariche di vitamine che contrasteranno la formazione delle scorie acide e dei pericolosi radicali liberi. Alla carne, questo mese andrebbero preferiti i vegetali proteici, come la quinoa, e i carpacci di verdure e pesce con olio d’oliva e limone, ricchi di Omega 3: anche questo contribuisce alla diminuizione dei radicali liberi.

A colazione fai il “carico” di proteine e di frutta fresca

Una colazione anti radicali liberi è costituita da un bicchiere di succo di ribes, una ciotola di yogurt naturale con 3-4 albicocche fresche e una tazza di caffè d’orzo con miele. Sali minerali, vitamine e fermenti lattici sono un toccasana per affrontare il caldo e combattere la spossatezza e la disidratazione. Inoltre, lo yogurt, come tutti i latti fermentati, fa funzionare meglio l’intestino, con un conseguente vantaggio sullo stato generale di salute e sull’umore. Grazie alle albicocche, sarai anche meno esposto al rischio di scottature solari e la pelle sarà più protetta.

Tante verdure e quinoa a pranzo

Per il pranzo, come antipasto, scegli un pinzimonio di verdure con olio extravergine di oliva, pepe nero e una fetta di pane integrale tostato. Prosegui con un piatto di quinoa e termina con una macedonia di melone, kiwi, mirtilli e ananas, condita con succo di limone e zucchero di canna.

A cena il licopene, con la pappa al pomodoro

Anche la cena dovrebbe essere ricca di verdure e carboidrati “buoni” che tengano lontani i radicali liberi:

  1. inizia con dei piccoli cestini di pasta fillo ripieni di crema di piselli e feta.
  2. Prosegui con della pappa al pomodoro accompagnata da cialde di pecorino.
  3. Termina con un goloso “crumble” con granella di nocciole, yogurt bianco e albicocche frullate con zucchero di canna.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Free radicals are enemies of beauty and longevity: to fight them you have to choose a diet rich in vitamins and antioxidants.

 

Contrasting the action of free radicals, which is the basis of cellular aging, is very important to ensure a long life. The first thing to do? It seems trivial, but it is drinking … plenty of water! In this summer period, the body requires more water to compensate lost liquids with perspiration. Drinking more is good (in August it would serve at least 2 liters of liquid per day), but it would still be better to introduce water with moisturizing foods: so

  • the skin is less dry,
  • circulation improves,
  • it increases energy,
  • it strengthens the Immune system and
  • even the mind is more lucid.

In addition, with the right liquids in the body, you also fight rushes of pressure, anxiety and fatigue.

Choose rich beta-carotene foods

Betacarotene is contained in yellow, green and orange fruits and vegetables. In addition to being moisturizing, summer foods are also rich in this substance, the forerunner of vitamin A that protects us against the risks of the sun. Then, free fruit and vegetable vegetables, especially yellow, green and orange, loaded with vitamins that counteract the formation of acid slags and dangerous free radicals. At meat, this month should be preferred protein crops such as quinoa, and vegetable carpacas and fish with olive oil and lemon rich in Omega 3: this also contributes to the reduction of free radicals.

At breakfast do the “load” of protein and fresh fruit

An anti-radical free breakfast consists of a glass of currant juice, a bowl of natural yogurt with 3-4 fresh apricots and a cup of barley coffee with honey. Mineral salts, vitamins and lactic ferments are a source of warmth and combat fatigue and dehydration. In addition, yogurt, like all fermented milk, works better on the intestine, with a consequent benefit on the overall state of health and mood. Thanks to the apricots, you will be even less exposed to the risk of sunburn and the skin will be more protected.

So many vegetables and quinoa for lunch

For lunch, as an appetizer, choose a vegetable pinzimonio with extra virgin olive oil, black pepper and a slice of toasted wholemeal bread. Continue with a plate of quinoa and finish with a melon, kiwi, blueberry and pineapple salad, seasoned with lemon juice and cane sugar.

Dinner with lycopene, with tomato juice

Even dinner should be rich in vegetables and “good” carbohydrates that keep away free radicals: start with small pasta baskets filled with pea cream and feta. Continue with tomato juice accompanied by pecorino waffles. Ends with a greedy “crumble” with hazelnut grain, white yogurt and apricot shreds with cane sugar.

 

SOURCE: Riza

Read Full Post »

Con la dieta crudista fai il pieno di vitamine, minerali e fibre, con un potente effetto detox su tutto l’organismo; in più, ti aiuta a dimagrire…

 

Per molte persone, l’idea di cucinare col gran caldo non è allettante. In più, conoscendo i benefici di un’alimentazione a base di cibi crudi, la voglia di sperimentare la dieta crudista sale. Questo stile alimentare ha dalla sua notevoli vantaggi che vanno ben oltre il fatto di evitarci il calore di forno e fornelli. Si tratta di un modo di mangiare che usa gli alimenti mantenendoli il più possibile al naturale. Ideata dallo svizzero Maximilian Bircher-Benner, la dieta crudista (cioè esclusivamente a base di cibi crudi) parte dal presupposto che nessun animale cuoce ciò che mangia e neppure lo facevano i nostri progenitori, centinaia di migliaia di anni fa. La dieta crudista deve gran parte della sua fama alla sua capacità di favorire la perdita di peso: la modella Carol Alt è diventata il simbolo di quanto il cibo raw (crudo, in inglese) sia anche dimagrante. Il suo punto di forza sta nel proporre alimenti che contengono una maggior quantità di sostanze nutritive, risultando nel complesso meno calorica.

Frutta e verdura, protagoniste della dieta crudista

Cercare di mangiare, ogni giorno, qualcosa di crudo, di non preparato né trasformato, è una buona abitudine che si dimostrerà tale anche al confronto con la bilancia. La cottura, infatti, se ha il vantaggio di rendere alcuni cibi più digeribili e di uccidere alcuni microrganismi che potrebbero creare problemi, ha il difetto di impoverire quello che portiamo in tavola.

Le alte temperature trasformano chimicamente la struttura molecolare degli alimenti, privandoli di molte delle sostanze che rappresentano la loro vera ricchezza.  Consentendo di assumere molte più fibre rispetto a un normale regime alimentare, la dieta crudista ha un immediato effetto saziante. Ma cosa si mangia? Frutta e verdura sono ovviamente le protagoniste. Alla base della piramide alimentare crudista vi sono i vegetali a foglia verde, insalate, ma anche broccoli e cavoli, ortaggi che agiscono positivamente sul fegato e ti liberano dall’eccesso di grassi e tossine.  Ci sono poi semi oleosi, cereali e legumi (ma solo come semi germogliati). Pochi i condimenti, a base di oli estratti a freddo.

Con l’erba di grano elimini le tossine acide

L’erba di grano è molto amata da chi sceglie la dieta crudista. È questo uno dei superfood di cui la dieta crudista ha diffuso la fama. L’erba di grano è ottenuta dalle piantine appena germogliate. I giovani steli, verdi e freschissimi, sono un concentrato di nutrienti (vitamine, minerali, clorofilla) che aiutano ad alcalinizzare l’organismo, eliminando le tossine acide che rallentano i processi metabolici. L’erba di grano è utile anche per tenere sotto controllo la fame. La trovi in polvere nei negozi di alimentazione naturale o nelle erboristerie.

Basta aggiungerne un cucchiaino a un qualsiasi succo o bevanda. L’ideale è assumerla al mattino.

Prova gli “spaghetti” di verdure crude

Non c’è da far bollire l’acqua, ma gli spaghetti si fanno lo stesso. Una delle tecniche sfruttate nella dieta crudista consiste nell’affettare in modo sottilissimo le verdure, in modo da ottenere striscioline simili a spaghetti, da condire poi con un sugo anch’esso crudo (il pesto senza formaggio e qualche pomodorino sono perfetti).

Per rendere la preparazione più veloce si utilizza una sorta di temperino, che consente di trasformare in spaghetti zucchine, carote, sedano rapa, batata o barbabietola. Un piatto così avrà meno di un quarto delle calorie dell’equivalente tradizionale. 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

With raw diet you get full of vitamins, minerals and fibers, with a powerful detox effect on your entire body; in addition, it helps you lose weight …

 

For many people, the idea of ​​cooking with great heat is not tempting. In addition, knowing the benefits of raw food, the desire to experience raw diet rises. This food style has its remarkable advantages that go well beyond avoiding the heat of the oven and the stove. It’s a way of eating that uses foods while keeping them as natural as possible. Designed by the Swiss Maximilian Bircher-Benner, the raw diet (that is, exclusively based on raw foods) starts with the assumption that no animal bakes what he eats and did not even make our progenitors, hundreds of thousands of years ago. The raw diet is largely due to its ability to promote weight loss: the Carol Alt model has become a symbol of how raw food is even slimming. Her strength lies in the propagation of foods that contain a greater amount of nutrients, resulting in a less caloric complexity.

Fruits and vegetables, protagonists of the crude diet

Trying to eat, every day, something raw, unprepared or transformed, is a good habit that will prove this even in comparison with the balance. Cooking, in fact, if it has the advantage of making some more digestible foods and killing some microorganisms that could cause problems, it has the defect to impoverish what we bring to the table.

High temperatures chemically transform the molecular structure of foods, depriving them of many of the substances that represent their true wealth. By allowing you to assume much more fiber than a normal diet, the raw diet has an immediate masculine effect. But what are you eating? Fruits and vegetables are of course the protagonists. At the base of the raw food pyramid there are green leafy vegetables, salads, but also broccoli and cabbages, vegetables that act positively on the liver and free you from excess fat and toxins. There are then oil seeds, cereals and legumes (but only as sprouted seeds). Few condiments, based on cold extracted oils.

With wheat grass eliminates acid toxins

Grain grass is loved by those who choose the crude diet. This is one of the superfoods the crude diet has spread to fame. Grain grass is obtained from freshly planted seedlings. Young stems, green and fresh, are a nutrient concentrate (vitamins, minerals, chlorophyll) that help to alkalize the body by eliminating acid toxins that slow down metabolic processes. Wheat grass is also useful to keep starvation under control. Find it in powder in natural food stores or herbalist shops.

Just add a teaspoon to any juice or drink. The ideal is to take it in the morning.
Try the “spaghetti” of raw vegetables

There is no boiling water, but spaghetti does the same. One of the techniques used in the crude diet is to squeeze the vegetables so thin, so they get spaghetti strudels, then seasoned with a raw sauce (cheese without cheese and some tomatoes are perfect). To make the preparation faster, a sort of tempera is used, which makes it possible to transform into spaghetti zucchini, carrots, celery, beans or beetroot. A dish will thus have less than a quarter of the calories of the traditional equivalent.

SOURCE: Riza

Read Full Post »

Se in tanti momenti della giornata ti assale la voglia di cibi salati dannosi per la linea, c’è un causa psicologica: se la sai eviti di cadere in tentazione

 

Alla domanda se preferisci i cibi salati o quelli dolci, rispondi senza dubbi: i cibi salati. Può succedere a metà mattina o nel pomeriggio, ma anche di sera, quando ti sdrai sul divano per rilassarti o poco prima di andare a letto: all’improvviso ti assale il desiderio incontenibile di spizzicare qualcosa dei cibi salati. Così vai alla ricerca di pizzette o patatine, ma ti vanno bene anche le arachidi, i cracker, un pezzo di formaggio. Il loro sapore deciso e appetitoso, la consistenza corposa e croccante, la presenza di grassi e sale ti regalano un appagamento breve ma intenso. A tutto svantaggio della linea…

Leggi anche: alt al sale per due giorni e perdi fino a due chili!

Un bisogno di affermazione represso…

Se la voglia di dolce cela una ricerca di piacere negato e un desiderio ancora infantile di accudimento, la voglia di cibi salati maschera spesso un bisogno di affermazione di sé, di impronta più “maschile”: secondo la medicina cinese, infatti, il bisogno di sale corrisponde a una carenza di Yang, l’energia “solare” che insieme allo Yin (la forza del femminile), governa l’alternanza del giorno e della notte, oltre che delle stagioni. Lo Yang è il sale ed esprime calore, movimento e vitalità. Se hai bisogno di sale, se il tuo corpo ti spinge alla ricerca di cibi sapidi, allora, molto probabilmente non riesci a far valere in maniera adeguata la tua parte maschile, forte e decisa: magari nei rapporti con gli altri – con il partner, in famiglia o sul lavoro – hai paura di sostenere le tue ragioni, non combatti abbastanza per difendere le tue idee, getti facilmente la spugna, rinunci, ti metti in disparte. Eppure, dentro di te, quel fuoco che non riesci a esprimere e che spesso addirittura reprimi, alla fine torna a manifestarsi con prepotenza sotto forma di voglia di sale e quindi di cibi salati: una fame che per gli antichi era simbolo di nutrimento e di vita, visto che il salato è il sapore che caratterizza il sangue e anche il liquido seminale.

Se la voglia di cibi salati arriva fuori pasto

Se la voglia di cibi salati ti assale lontano dai pasti, potresti avere la necessità di riempire un vuoto con qualcosa che ti dia un appagamento veloce; inoltre, spesso i cibi salati hanno una consistenza croccante, e l’atto di sgranocchiarli con voracità può mascherare la rabbia di non riuscire a esprimerti per ciò che davvero sei.

Così non cadi in tentazione

Se subisci il fascino di patatine e cracker, fai questo esercizio: non appena senti arrivare la fame di cibi salati, fermati, chiudi gli occhi e concentrati su ciò che provi. Visualizza i cibi saporiti di cui se golosa e cerca di capire se in questo momento hai bisogno di diventare più grintosa, più dura e maschile, e se gli snack salati sono davvero l’unico “strumento” per placare il tuo bisogno di determinazione.

Accogli la fame senza assecondarla, lascia che la sua forza ti pervada senza mangiare nulla, poi lentamente riapri gli occhi e torna alle tue attività.

Tieni a portata di mano il “pronto soccorso”

Vuoi tamponare il desiderio di cibi salati senza assumere troppi grassi e calorie, coasì dannosi per la silhouette? In una ciotola mescola un cucchiaio di argilla verde ventilata, due cucchiaini di gomasio (il mix di sale grezzo e semi di sesamo che trovi in erboristeria o nei negozi bio) e 4 compresse di alga spirulina che avrai ridotto in polvere in un mortaio.

Mescola bene e versa il composto in una scatolina con coperchio a chiusura ermetica, da portare sempre con te; mastica qualche pizzico del mix ogni volta che vorresti abbuffarti di pizzette o patatine.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

If in so many moments of the day you feel the desire for salty foods that are damaging your shape,  there is a psychological cause: if you can avoid being tempted

 

When asked if you prefer salty or sweet foods, you should definitely answer the salty foods. It can happen mid-morning or in the afternoon, but also in the evening, when you lie down on the couch to relax or just before you go to bed: suddenly you get the insatiable desire to spice something salty foods. So you go find pizzas or chips, but you also like peanuts, crackers, a piece of cheese. Their decisive and appetizing flavor, crisp, crispy consistency, the presence of fat and salt give you a brief but intense fulfillment. At all disadvantage of the shape …

A need for repressed affirmation …

If the desire for sweet hides a search for denying pleasure and a still childish desire to cuddle, the desire for salty foods often masks a need for self-affirmation, with a more “male” impression: according to Chinese medicine, in fact, the need to Salt corresponds to a shortage of Yang, the “solar” energy that along with Yin (female strength) governs the alternation of day and night as well as seasons. Yang is the salt and expresses warmth, movement and vitality. If you need salt, if your body is pushing you for the search for sour foods, then most likely you will not be able to properly claim your male, strong and determined part: maybe in relationships with others – with your partner, Family or work – you are afraid to support your reasons, do not fight enough to defend your ideas, simply throw your sponge, give up, put you apart. Yet within you, that fire that you can not express and often even suppress, in the end, returns to arrogance in the form of a desire for salt and therefore salty foods: a hunger that for the ancients was a symbol of nourishment and Life, since the salad is the taste that characterizes the blood and also the seminal fluid.

If the desire for salty foods comes out of the meal

If the desire for salty foods aches you away from meals, you may need to fill a void with something that will give you a quick fulfillment; Also, salty foods often have a crunchy texture, and the act of munching them with voraciousness can mask the anger of not being able to express you for who you really are.

So do not fall into temptation

If you take on the charm of chips and crackers, do this exercise: as soon as you hear the hunger of salty foods arrive, stop, close your eyes and focus on what you feel. See the tasty foods that you gourmand looking for if you need to become grubby, harder and masculine at this moment, and if salty snacks are really the only “tool” to appease your need for determination.

Get hungry without supporting it, let your strength pervade you without eating anything, then slowly re-open your eyes and return to your business.
Keep the “first aid” at your fingertips

Do you want to tame the desire for salty foods without taking too much fat and calories, so damaging to the silhouette? In a bowl mix a spoonful of green clay, two teaspoons of gomasio (the raw salt mix and sesame seeds found in herbalist or bio shops) and 4 tablets of spirulina algae that will be powdered into a mortar. Mix well and pour the compound into a box with a hermetic lid, always with you; Mix some pinch of the mix every time you want to binge with pizza or chips.

 

SOURCE: Riza

Read Full Post »

Quando si vuole dimagrire, spesso si abusa di bibite light. Ma le bibite light fanno davvero dimagrire?

 

La soglia di zuccheri da consumare quotidianamente secondo l’Oms è del 5% delle calorie assunte nel corso della giornata, pari a circa 25 grammi, ossia 5 cucchiaini da tè.

 

Purtroppo, lo zucchero si assume anche attraverso cibi insospettabili e difficilmente controllabili come, per esempio, le conserve di pomodoro, il ketchup, le fette biscottate, il pane e così via. Da questo punto di vista, allora, l’offerta di prodotti e bibite light può sembrare una buona notizia e, in parte lo è, soprattutto per chi, magari per patologie, deve astenersi dal consumo di zucchero.

In linea più generale, però, non è proprio così. Per decenni gli edulcoranti sono stati oggetto di diffidenza per la loro presunta tossicità, poi smentita nella maggior parte dei casi. Attualmente, tutti i dolcificanti utilizzati dall’industria alimentare sono stati studiati e approvati da una commissione scientifica europea che ne detta anche le dosi giornaliere accettabili (le DGA).

Nonostante ciò, stanno nascendo nuovi sospetti, come quello che possano favorire il diabete e l’obesità invece di prevenirli. Questo fatto sarebbe dovuto all’alterazione della flora batterica intestinale (microbiota) provocata dal loro consumo abituale. La parola definitiva ancora non c’è, ma un po’ di cautela è d’obbligo. Inoltre, le bibite light contengono vari tipi di edulcoranti artificiali, spesso in associazione tra loro, e alcuni sconsigliati soprattutto ai bambini e alle future mamme.

Abituano sempre di più al gusto dolce

Tra i vari tipi di dolcificanti, nelle bibite light meglio evitare ciclamato e saccarina, ma bisogna avere cautele anche con l’acesulfame K, anche perché è facile superare la dose giornaliera raccomandata. Un’altra sostanza impiegata è il sucralosio (un derivato del saccarosio preparato in laboratorio).

L’abuso di prodotti con edulcoranti abitua sempre più il gusto al dolce e alza il desiderio di dolciumi. Per questo può provocare una sorta di dipendenza, col rischio di eccessi nel consumo. Con sapori meno dolci si tornerebbe a un gusto più “naturale” e a un consumo inferiore di cibi zuccherati e bibite light.

Bibite light: meglio ridurle al minimo

Per non dover dichiarare lo zucchero e per non rinunciare al gusto dolce l’industria alimentare ricorre molto di frequente agli edulcoranti, che hanno anche il vantaggio di essere poco costosi. Si tratta di sostanze presenti in quei prodotti che si fregiano di essere “light” o che riportano la scritta “diet”. A volte gli edulcoranti sfuggono nascosti dietro i numeri con i quali vengono classifi cati gli additivi.

Ecco quali sono i più frequenti:
  • E950 (acesulfame-K),
  • E954 (saccarina),
  • E951 (aspartame),
  • E952 (ciclamato di sodio).

Il consiglio è quello di ridurre al minimo indispensabile il consumo di dolcificanti sintetici (e quindi anche di bibite light che li contengono), se non di evitarli del tutto.

Attenzione anche agli energy drink

A base di caffeina, ginseng, glucosio, carnitina o taurina, gli energy drink che si bevono per contrastare la stanchezza non devono diventare un’abitudine: secondo uno studio del Cnr, specie se vengono assunti in concomitanza col caffè, aumentano il battito cardiaco.

E, se assunti la sera, alterano la percezione della stanchezza. In media una lattina da 250 ml contiene 80 mg di caffeina, l’equivalente di una tazzina di caffè, ma il contenuto può essere maggiore ed è segnalato dalla dicitura “Tenore elevato di caffeina”.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

When you want to lose weight, you are often abused with light drinks. But are light drinks really lose weight?

The sugar threshold to be consumed daily according to Oms is 5% of calories taken during the day, equal to about 25 grams, or 5 teaspoons. Unfortunately, sugar is also consumed through unsustainable and hard-to-control foods such as tomato sauce, ketchup, roasted slices, bread, and so on. From that point of view, then, the supply of light drinks and drinks may seem good news and, in part, it is especially for those who, perhaps for pathologies, must refrain from eating sugar.

Generally speaking, however, this is not the case. For decades, sweeteners have been mistrusted for their alleged toxicity, and have been denied in most cases. At present, all sweeteners used by the food industry have been studied and approved by a European Scientific Committee, which also calls for acceptable daily doses (DGAs).

Nevertheless, new suspects are emerging, such as those that can promote diabetes and obesity instead of preventing them. This is due to the alteration of the bacterial flora (microbiota) caused by their habitual consumption. The definitive word is still not there, but a little cautious is a must. In addition, light drinks contain various types of artificial sweeteners, often in association with each other, and some are not recommended especially to children and future mothers.

They become more and more accustomed to sweet taste

Among the various types of sweeteners, in light drinks, it is best to avoid cyclamate and saccharin, but you should also have caution with acesulfame K, also because it is easy to exceed the recommended daily dose. Another substance used is sucralose (a derivative of sucrose prepared in the laboratory). The abuse of products with sweeteners is increasingly used to sweet taste and increases the desire for sweets. This can cause a sort of dependency, with the risk of excessive consumption. With less sweet flavors you would return to a more “natural” taste and a lower consumption of sugary foods and light drinks.

Light drinks: better reduce them to a minimum

Not having to declare sugar and not to give up sweet taste, the food industry is very popular with sweeteners, which also have the advantage of being inexpensive. These are substances present in those products that pretend to be “light” or “diet”. Sometimes sweeteners hide hidden behind the numbers with which the additives are classified.

Here are the most common ones:

  • E950 (acesulfame-K),
  • E954 (saccharin),
  • E951 (aspartame),
  • E952 (sodium cyclamate).

The advice is to minimize the consumption of sweet candies (and therefore also light drinks that contain them), if not to avoid them altogether.

Also pay attention to energy drinks

Based on caffeine, ginseng, glucose, carnitine or taurine, the energy drinks that are consumed to counteract fatigue should not become a habit: according to a Cnr study, especially if co-administered with coffee, they increase heart rate.

And, if taken in the evening, they alter the perception of fatigue. On average, a 250 ml can contains 80 mg of caffeine, the equivalent of a cup of coffee, but the content may be higher and is indicated by the term “high caffeine content”.

 

SOURCE: Riza

Read Full Post »

Older Posts »