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Archive for the ‘dieta’ Category

Terry Wahls è una dottoressa americana famosissima in tutto il mondo per aver sconfitto la sclerosi multipla con la dieta.

 

Prima della diagnosi di SM era solita correre maratone, scalare montagne in Nepal, partecipare a gare di Triathlon ed ha persino ottenuto la cintura nera di Taekwondo, oltre ad una medaglia di bronzo in full contact ai giochi PAN AMERICANI del 1978 a Washington.

La diagnosi di sclerosi multipla

Medico, con 2 figli, nel 2000 Terry Wahls ha ricevuto la diagnosi di sclerosi multipla che, soli 3 anni dopo, nonostante il supporto di ottimi mesi, è passata nella fase secondariamente progressiva.

Dopo la chemioterapia, la dottoressa è stata costretta alla sedia a rotelle motorizzata e reclinabile, fino alle notti insonni, spese a in ricerche relative a malattie in cui il cervello, proprio come nella sclerosi multipla, tende a ridursi di volume (Alzheimer, Parkinson, Huntington).

Riflettendo sul fatto che in studi condotti sui topi, il loro cervello i loro mitocondri venivano protetti con olio di pesce, creatina e coenzima, ha deciso di adattare quelle dosi ad un essere umano, iniziando la sperimentazione su se stessa.

Il passaggio ad una dieta salutare ed in cosa consiste

Partendo dal presupposto che per una più robusta guaina mielinica occorrono molte vitamine del gruppo B, acidi grassi omega 3, antiossidanti e minerali, la dottoressa Terry Wahls ha pensato bene di assumere questi preziosi nutrienti col cibo, abolendo il cibo spazzatura in favore di una dieta dei raccoglitori-cacciatori rivisitata in chiave moderna; sul presupposto che gli Unuit o gli africani della Savana hanno sempre goduto di ottima salute nutrendosi di foglie, radici, bacche, pesce, raccolti localmente, fresche, di stagione, naturali.

Ma in che cosa consiste la sua dieta?

  • 3 tazze di verdure a foglia verde
  • 3 tazze di vegetali ricchi di zolfo
  • 3 tazze di carne proveniente da animali che si nutrono solo di erba
  • alghe marine
  • organi interni
  • pesce
Dieta dei raccoglitori-cacciatori: la rivisitazione in chiave moderna di un’alimentazione più salutare, preziosa contro la sclerosi multipla e altre malattie.

Cosa mangiare nello specifico?

  • cavoli, cavolfiori, broccoli, ravanelli, kale
  • cipolle, aglio, porro, erba cipollina
  • funghi
  • asparagi
  • carote, peperoni gialli e rossi, barbabietola, cavoli rossi
  • gelsi, mirtilli
  • salmone e aringhe
  • carne proveniente da bestiame che si nutre solo di erba
  • organi interni per 1 volta a settimana (es. fegato, cuore)
  • alghe marina 1 volte a settimana, dall’effetto antitumorale e detossificante

I miglioramenti ottenuti con la dieta

Se nel 2007 era in carrozzella, dopo l’adozione di questa dieta la dottoressa ha avuto progressivi miglioramenti: ha ripreso a camminare; dopo 5 mesi ad andare in bici, dopo 9 mesi a pedalare per 30 km, fino ad un enorme giro tra le montagne canadesi nel 2009.

La dottoressa Terry Wahls ha vinto la sclerosi multipla con la dieta dei raccoglitori-cacciatori, rivisitata in chiave moderna. Essa è strutturata su 3 livelli:

  • The Wahls diet per avviare il sistema ad un’alimentazione più ricca di nutrienti, rimuovendo parte dei cibi poco salutari
  • Wahls Paleo, il secondo livello in cui le persone sono più consapevoli della loro scelta di proseguire con questa dieta per ottenere l’integrità intestinale
  • Wahls Paleo plus, il livello maggiore, quello che apporta i migliori benefici a livello neurologico e psicologico.

FONTE: AmbienteBio

 

(ENGLISH VERSION)

Terry Wahls is an American doctor famous all over the world for defeating multiple sclerosis with diet.

Before the diagnosis of MS she used to run marathons, climb mountains in Nepal, participate in Triathlon competitions and even got the Taekwondo black belt, as well as a bronze medal in full contact at the 1978 PAN AMERICAN games in Washington.

The diagnosis of multiple sclerosis

Doctor, with 2 children, in 2000 Terry Wahls received the diagnosis of multiple sclerosis which, just 3 years later, despite the support of excellent months, went into the secondary progressive phase.

After chemotherapy, the doctor was forced into a motorized and reclining wheelchair, until sleepless nights, spent on research related to diseases in which the brain, just like in multiple sclerosis, tends to decrease in volume (Alzheimer, Parkinson, Huntington).

Reflecting on the fact that in studies conducted on mice, their brains their mitochondria were protected with fish oil, creatine and coenzyme, she decided to adapt those doses to a human being, starting the experimentation on herself.

The transition to a healthy diet and what it consists of

Assuming that for a more robust myelin sheath many B vitamins, omega 3 fatty acids, antioxidants and minerals are needed, Dr. Terry Wahls thought it well to take these precious nutrients with food, abolishing junk food in favor of a diet hunter gatherers revisited in a modern key; on the assumption that the Unuit or the Africans of the Savannah have always enjoyed excellent health by feeding on leaves, roots, berries, fish, collected locally, fresh, seasonal, natural.

But what does your diet consist of?

3 cups of green leafy vegetables
3 cups of sulfur-rich vegetables
3 cups of meat from animals that feed only on grass
Seaweed
internal organs
fish

Diet of gatherers-hunters: a modern reinterpretation of a healthier diet, valuable against multiple sclerosis and other diseases.

What to eat specifically?

cabbage, cauliflower, broccoli, radish, kale
onions, garlic, leek, chives
mushrooms
asparagus
carrots, yellow and red peppers, beetroot, red cabbage
mulberries, blueberries
salmon and herring
meat from cattle that feeds only on grass
internal organs once a week (e.g. liver, heart)
seaweed 1 times a week, with an anti-tumor and detoxifying effect

The improvements achieved with the diet

If in 2007 she was in a wheelchair, after the adoption of this diet the doctor had progressive improvements: she started walking again; after 5 months of cycling, after 9 months of pedaling for 30 km, up to a huge ride in the Canadian mountains in 2009.

Dr. Terry Wahls has overcome multiple sclerosis with the hunter-gatherer diet, revisited in a modern way. It is structured on 3 levels:

The Wahls diet to start the system with a more nutrient-rich diet, removing part of the unhealthy foods
Wahls Paleo, the second level where people are most aware of their choice to continue this diet to obtain intestinal integrity
Wahls Paleo plus, the highest level, the one that brings the best neurological and psychological benefits.

 

SOURCE: AmbienteBio

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Non è una questione estetica: il grasso addominale è un vero pericolo per il cuore, ma per fortuna si può eliminare facilmente, così.

 

Secondo le più recenti scoperte scientifiche, il grasso addominale è un vero e proprio “organo” in grado di produrre ormoni, alcuni dei quali causano stati infiammatori che attaccano il cuore, danneggiandolo. Ecco perché è bene eliminarlo subito. Scopri come fare.

Il grasso addominale ti fa ammalare

Quando il grasso in eccesso si accumula sull’addome, si parla di obesità centrale o “androide” (tipica degli uomini ma presente anche nelle donne), più pericolosa per cuore e cervello rispetto all’obesità ginoide, dove il grasso si accumula soprattutto su fianchi, glutei e cosce. La circonferenza della nostra pancia deve quindi essere presa in grande considerazione per motivi che vanno ben al di là dell’aspetto estetico, in quanto diventa il segnale ben visibile

  • dei nostri errori alimentari,
  • della nostra vita sedentaria ma soprattutto
  • del nostro rischio di ammalarci.

Valori del punto vita pari o superiori a 80 cm nella donna e a 95 cm nell’uomo (indipendentemente dal peso corporeo) possono essere associati all’aumento di rischio di malattie cardiocircolatorie.

Grasso addominale: perché si forma

Sono soprattutto i carboidrati in eccesso a provocarne la formazione. Quando introduciamo cibi ricchi di zuccheri, il nostro corpo si attiva per la loro assimilazione, scomponendoli fino a trasformarli in glucosio. Questo entra in circolo nel sangue, stimolando il pancreas a produrre più insulina per regolarizzare i livelli degli zuccheri che diventano troppo alti.

Il cervello risponde a questa maggior produzione di insulina rallentando il metabolismo e “ordinando” al corpo di accantonare l’eccesso di glucosio (che non può essere utilizzato subito) sotto forma di grasso, soprattutto addominale; allo stesso tempo, aumentano i trigliceridi circolanti nel sangue e, se la situazione si ripete nel tempo, arriveremo a sviluppare diabete, in quanto non riusciremo più a produrre l’insulina necessaria per metabolizzare in modo corretto gli zuccheri ingeriti.

Perché il grasso addominale è pericoloso

Non tutto il grasso presente nella zona è davvero pericoloso; lo è solo quello viscerale, che si fissa agli organi interni situati in quest’area, rallentandone le funzioni e soffocandoli. Qui il grasso si attiva per produrre sostanze che creano stati infiammatori che danneggiano il cuore e distruggono i neuroni, facilitando la comparsa di demenze senili anche in età non avanzata. Si può ben capire, quindi, l’importanza della prevenzione del sovrappeso e del grasso addominale in particolare: prevenirli o eliminarli, infatti, significa rendere la nostra silhouette più gradevole, vivendo meglio e più a lungo.

Sconfiggi a tavola il grasso addominale

Grazie al percorso alimentare che viene proposto qui sotto puoi:

  • ridurre o eliminare il grasso viscerale e rimodellare il corpo
  • tenere sotto controllo zuccheri, trigliceridi e colesterolo;
  • proteggerti da ictus e infarto;
  • abbassare i rischi di sviluppare il morbo di Alzheimer;
  •  prevenire numerosi tipi di tumore;
  • contrastare l’invecchiamento precoce;
  • evitare o ridurre stati infiammatori, dolori articolari e reumatici.

Alcuni consigli pratici per la tua dieta

Prima di tutto una dieta adatta per ridurre il grasso della pancia prevede l’assunzione di 8 bicchieri di acqua al giorno, meglio se arricchita con limone (succo e buccia) in modo da aumentare il contenuto di vitamina C utile per la sua azione antiossidante necessaria in quanto il grasso addominale produce ormoni che ossidano le cellule danneggiandole. Occorre poi diminuire il consumo di sale, che favorisce la ritenzione di liquidi che rende più difficile l’eliminazione del grasso, e di zuccheri (sono proprio questi i nutrienti che fanno accumulare adipe sul punto vita) che però non devono essere eliminati, perché necessari al corpo. Le proteine non devono mancare e via libera a grassi buoni e verdure.

Il menu anti grasso addominale da usare due volte a settimana per un mese

Colazione

1 tazza di tè super snellente e il mix ai semi di chia

Il tè super snellente: prepara un litro di tè verde e unisci il succo di 1 limone (appena spremuto) e 10  foglie di menta. Lascia riposare per 12 ore in frigo e bevi durante il giorno.

Il mix ai semi di chia: lo prepari con 100 g di mirtilli; 150 g di yogurt greco allo 0% di grasso; 4 noci; 1 cucchiaio di semi di chia; 1 cucchiaio di fiocchi d’avena; 2-3 foglie di menta. Versa metà dello yogurt greco in un bicchiere. Ricopri con i fiocchi d’avena, metà dei semi di chia e metà dei mirtilli. Versaci sopra lo yogurt greco rimasto e termina con i gherigli di noce grossolanamente tritati, i semi di chia e i mirtilli rimasti. Servi subito in tavola decorando con le foglioline di menta.

Spuntini

  • A metà mattina: 1 tazza di tè super snellente, 100 g di lamponi e 3 noci
  • A metà pomeriggio: 1 tazza di tè super snellente, 1 mela e 1 cucchiaio di semi di girasole

Pranzo

1 porzione di insalata di quinoa; 120 g di ceci lessati e passati in padella con 2 cucchiaini di olio d’oliva, 1 cucchiaio di scalogno tritato e 1 peperoncino

Insalata di quinoa

  • Ingredienti: 60g di quinoa bianca e rossa; 100g di cubetti di pomodoro; 100g di cubetti di peperoni; 100g di cubetti di zucchina; 2 cucchiaini di olio extravergine d’oliva; sale marino integrale e pepe q.b.
  • Preparazione: lava bene sotto acqua corrente la quinoa, quindi lessala in 2 volte e mezzo il suo volume di acqua (1 tazza di quinoa per 2 tazze e mezza di acqua). Quando è cotta, metti a scaldare l’olio in un tegame, versaci le verdure a cubetti e lasciali appassire regolando di sale. Unisci quindi la quinoa cotta, mescola bene su fiamma vivace e servi in tavola spolverizzando con pepe nero.

Cena

1 porzione di pollo al cartoccio; 250 g di zucchine a dadini cotte in padella con 2 cucchiaini di olio extravergine d’oliva; 2-3 gallette di quinoa

Pollo al cartoccio

  • Ingredienti: 180 g di petto di pollo; 15 foglie di prezzemolo; 1 limone bio; 3 foglie di salvia; 1 cipolla piccola; 1 spicchio d’aglio; 2 cucchiaini di olio; sale e pepe q.b.
  • Preparazione: trita prezzemolo, buccia di limone bio, salvia, aglio e cipolla mondati e sbucciati. Sistema il petto di pollo bagnato con succo di limone su un foglio di carta forno, ricoprilo con il trito, schiaccia un poco con il palmo della mano, e condisci con l’olio, regolando di sale e pepe. Chiudi a mo’ di cartoccio, legando le estremità con apposito spago. Inforna a 200 °C per circa 30-40 minuti (il forno deve essere già ben caldo). È buono anche freddo.

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

It is not an aesthetic question: abdominal fat is a real danger for the heart, but fortunately it can be easily eliminated, like this.

According to the most recent scientific discoveries, abdominal fat is a real “organ” capable of producing hormones, some of which cause inflammatory states that attack the heart, damaging it. That’s why it’s good to eliminate it right away. Find out how.

Abdominal fat makes you sick

When excess fat accumulates on the abdomen, we speak of central or “android” obesity (typical of men but also present in women), more dangerous for the heart and brain than ginoid obesity, where fat accumulates above all on hips, buttocks and thighs. The circumference of our belly must therefore be taken into great consideration for reasons that go far beyond the aesthetic aspect, as it becomes the clearly visible signal of our food errors, of our sedentary life but above all of our risk of getting sick. Values ​​of the waist equal to or greater than 80 cm in women and 95 cm in men (regardless of body weight) can be associated with the increased risk of cardiovascular diseases.

Abdominal fat: why it is formed

It is mainly excess carbohydrates that cause their formation. When we introduce foods rich in sugars, our body is activated by their assimilation, breaking them down to transforming them into glucose. This enters the bloodstream, stimulating the pancreas to produce more insulin to regulate the levels of sugars that become too high.

The brain responds to this greater production of insulin by slowing down the metabolism and “ordering” the body to set aside excess glucose (which cannot be used immediately) in the form of fat, especially abdominal; at the same time, the circulating triglycerides in the blood increase and, if the situation repeats over time, we will develop diabetes, as we will no longer be able to produce the insulin necessary to correctly metabolize the ingested sugars.

Why abdominal fat is dangerous

Not all the fat in the area is really dangerous; only the visceral one, which attaches itself to the internal organs located in this area, slowing down its functions and suffocating them. Here the fat is activated to produce substances that create inflammatory states that damage the heart and destroy neurons, facilitating the appearance of senile dementia even in old age. You can clearly understand, therefore, the importance of preventing overweight and abdominal fat in particular: preventing or eliminating them, in fact, means making our silhouette more pleasant, living better and longer.

Defeat the abdominal fat at the table

Thanks to the food route proposed below you can:

  • reduce or eliminate visceral fat and reshape the body
  • keep sugars, triglycerides and cholesterol under control;
  • protect you from stroke and heart attack;
  • lower the risk of developing Alzheimer’s disease;
  • prevent numerous types of cancer;
  • counteract premature aging;
  • avoid or reduce inflammatory states, joint and rheumatic pains.

Some practical tips for your diet

First of all, a suitable diet to reduce belly fat involves taking 8 glasses of water a day, preferably enriched with lemon (juice and peel) in order to increase the content of vitamin C useful for its necessary antioxidant action. as abdominal fat produces hormones that oxidize cells and damage them. It is then necessary to decrease the consumption of salt, which favors the retention of liquids which makes it more difficult to eliminate fat, and sugars (these are the nutrients that cause fat to accumulate on the waist) which, however, must not be eliminated, because they are necessary to the body. Protein must not be missing and go-ahead for good fats and vegetables.

The anti abdominal fat menu to be used twice a week for a month

Breakfast

1 cup of super slimming tea and chia seed mix

Super slimming tea: brew a liter of green tea and add the juice of 1 lemon (freshly squeezed) and 10 mint leaves. Leave to rest for 12 hours in the fridge and drink during the day.

The chia seed mix: prepare it with 100 g of blueberries; 150 g of Greek yogurt with 0% fat; 4 walnuts; 1 tablespoon of chia seeds; 1 tablespoon of oat flakes; 2-3 mint leaves. Pour half of the Greek yogurt into a glass. Cover with the oat flakes, half of the chia seeds and half of the blueberries. Pour the remaining Greek yogurt over it and finish with the coarsely chopped walnut kernels, chia seeds and remaining blueberries. Serve immediately on the table decorating with mint leaves.

Snacks

Mid-morning: 1 cup of super slimming tea, 100 g of raspberries and 3 walnuts
Mid-afternoon: 1 cup of super slimming tea, 1 apple and 1 tablespoon of sunflower seeds

Lunch

1 portion of quinoa salad; 120 g of boiled chickpeas and sautéed in a pan with 2 teaspoons of olive oil, 1 tablespoon of chopped shallots and 1 hot pepper

Quinoa salad

  • Ingredients: 60g of white and red quinoa; 100g of tomato cubes; 100g of cubes of peppers; 100g of courgette cubes; 2 teaspoons of extra virgin olive oil; whole sea salt and pepper to taste
  • Preparation: wash the quinoa well under running water, then boil it in 2 and a half times its volume of water (1 cup of quinoa for 2 and a half cups of water). When it is cooked, heat the oil in a pan, pour the diced vegetables and let them dry with salt. Then add the cooked quinoa, mix well over a high flame and serve on the table sprinkling with black pepper.

Dinner

1 portion of baked chicken; 250 g diced courgettes cooked in a pan with 2 teaspoons of extra virgin olive oil; 2-3 quinoa cakes

Chicken in foil

  • Ingredients: 180 g of chicken breast; 15 parsley leaves; 1 organic lemon; 3 sage leaves; 1 small onion; 1 clove of garlic; 2 teaspoons of oil; Salt and Pepper To Taste.
  • Preparation: mince parsley, organic lemon peel, sage, peeled and peeled garlic and onion. Place the chicken breast wet with lemon juice on a sheet of parchment paper, cover it with the mince, crush a little with the palm of the hand, and season with the oil, adjusting with salt and pepper. Close like a foil, tying the ends with a special string. Bake at 200 ° C for about 30-40 minutes (the oven must already be hot). It is also good cold.

SOURCE: Riza

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Una combinazione di dosi endovenose molto elevate di vitamina C e una dieta che imita il digiuno può essere un modo efficace per trattare tipi di cancro aggressivo. A differenza della maggior parte delle terapie per il cancro, è improbabile che sia tossico per i tessuti sani.

 

Negli anni ’70, quando il chimico vincitore del premio Nobel Linus Pauling propose per la prima volta che alte dosi di vitamina C per via endovenosa potessero curare il cancro, le persone respinsero la sua idea come ciarlatano.

Ma ricerche recenti suggeriscono che era interessato a qualcosa. Un piccolo studio clinico del 2017 , ad esempio, ha scoperto che alte dosi di vitamina C in combinazione con radioterapia e chemioterapia sono ben tollerate e possono prolungare la sopravvivenza delle persone con cancro al cervello.

Sono attualmente in corso studi clinici più ampi che studiano la combinazione di vitamina C ad alte dosi con queste terapie convenzionali per il cancro.

Uno studio sui topi ora suggerisce che una dieta mima-digiuno può migliorare la capacità della vitamina C di trattare il cancro del colon-retto evitando la necessità di chemioterapia o radioterapia.

La ricerca, che appare in Nature Communications , fornisce anche indizi su come potrebbero funzionare alte dosi di vitamina C e in quali circostanze.

Le due facce della vitamina C

Nelle quantità fornite da una dieta salutare, la vitamina C è un antiossidante , che elimina i radicali liberi altamente reattivi nei tessuti.

L’iniezione dell’acido ascorbico direttamente nel flusso sanguigno, tuttavia, porta ad alte concentrazioni di tessuto, in cui diventa un “pro-ossidante”, innescando la formazione di radicali liberi come il perossido di idrogeno.

In una cellula cancerosa, i radicali liberi possono danneggiare grandi molecole, tra cui proteine, lipidi e DNA, portando alla morte cellulare.

Alcune ricerche suggeriscono che una forma aggressiva di cancro che ha mutazioni in un gene chiamato KRAS è vulnerabile ai danni dei radicali liberi provocati da alte dosi di vitamina C.

I tumori del KRAS mutanti sono resistenti alla maggior parte delle altre terapie per il cancro e le persone con questi tumori hanno un tasso di sopravvivenza più basso. Gli scienziati stimano che queste mutazioni si verificano in circa un quarto di tutti i tumori umani e circa il 40% di tutti i tumori del colon-retto.

La combinazione della vitamina C con la chemioterapia sembra dare i migliori risultati nei tumori a base di KRAS . Tuttavia, questo trattamento danneggia allo stesso modo i tessuti sani e cancerosi, che possono causare gravi effetti avversi.

Gli scienziati dell’Università della California del Sud (USC) a Los Angeles e dell’IFOM Cancer Institute di Milano, in Italia, hanno deciso di scoprire se una dieta speciale che imita gli effetti del digiuno potrebbe essere un’opzione alternativa.

Vantaggi del digiuno

Le diete che limitano gravemente l’apporto calorico hanno dimostrato benefici per la salute del cuore e possono invertire il diabete di tipo 2 . I ricercatori hanno persino scoperto che possono aumentare la longevità in altri primati.

Gli scienziati sanno che il digiuno rende le cellule tumorali più vulnerabili al trattamento, ma può essere molto impegnativo per le persone quando sono già in una condizione indebolita.

In studi precedenti, gli autori del recente studio hanno imitato gli effetti metabolici del digiuno sviluppando una dieta a base vegetale che è molto povera di carboidrati e proteine ​​ma ricca di grassi buoni da fonti come olive e semi di lino.

Con questa dieta, una volta che il corpo ha esaurito le sue riserve di glicogeno, deve generare energia da fonti non di carboidrati.

Le persone si attengono alla dieta che imita il digiuno per 5 giorni e quindi seguono una dieta normale per ridurre al minimo o evitare una perdita malsana della massa magra.

Il prof. Valter Longo, autore senior dell’ultimo studio e direttore dell’USC Longevity Institute, ha fondato un’azienda per commercializzare la dieta come un modo per perdere peso. Vale anche la pena notare che il Prof. Longo ha un interesse commerciale nel promuovere questa dieta.

Il biologo Valter Longo, autore della dieta mima-digiuno

Una conclusione positiva

Per studiare la vitamina C alto dosaggio in endovena e una dieta che imita il digiuno, i ricercatori hanno iniziato misurando i loro effetti sia da soli che insieme su cellule tumorali mutanti di KRAS coltivate in laboratorio .

“Se usato da solo, la dieta che imita il digiuno o la vitamina C da sola ha ridotto la crescita delle cellule tumorali e causato un lieve aumento della morte delle cellule tumorali”, afferma Longo. “Ma, se usati insieme, hanno avuto un effetto drammatico, uccidendo quasi tutte le cellule cancerose.”

Il team ha scoperto che nei topi con tumori mutanti del KRAS , la combinazione di dieta che imita il digiuno e vitamina C ha rallentato la progressione del cancro.

Altrettanto importante, il trattamento sembrava essere sicuro e ben tollerato. I topi hanno perso non più del 20% del loro peso corporeo durante la dieta e hanno riguadagnato rapidamente il peso quando sono tornati alla loro dieta normale.

Per la prima volta, abbiamo dimostrato come un intervento completamente non tossico possa efficacemente curare un cancro aggressivo. Abbiamo preso due trattamenti che sono stati ampiamente studiati come interventi per ritardare l’invecchiamento – una dieta che imita il digiuno e la vitamina C – e li abbiamo combinati come un potente trattamento per il cancro “.

– Prof. Valter Longo, Ph.D.

FONTE: AmbienteBio

 

(ENGLISH VERSION)

A combination of very high intravenous doses of vitamin C and a diet that mimics fasting can be an effective way to treat aggressive cancer types. Unlike most cancer therapies, it is unlikely to be toxic to healthy tissues.

In the 1970s, when Nobel Prize-winning chemist Linus Pauling first proposed that high doses of intravenous vitamin C could cure cancer, people rejected his idea as a charlatan.

But recent research suggests that he was interested in something. A small 2017 clinical study, for example, found that high doses of vitamin C in combination with radiation therapy and chemotherapy are well tolerated and can prolong the survival of people with brain cancer.

Larger clinical trials are currently underway investigating the combination of high-dose vitamin C with these conventional cancer therapies.

A study in mice now suggests that a mima-fasting diet may improve vitamin C’s ability to treat colorectal cancer by avoiding the need for chemotherapy or radiation therapy.

The research, which appears in Nature Communications, also provides clues to how high doses of vitamin C might work and under what circumstances.

The two sides of vitamin C

In the quantities provided by a healthy diet, vitamin C is an antioxidant, which eliminates liberally highly reactive radicals in the tissues.

The injection of ascorbic acid directly into the bloodstream, however, leads to high concentrations of tissue, in which it becomes a “pro-oxidant”, triggering the formation of free radicals such as hydrogen peroxide.

In a cancer cell, free radicals can damage large molecules, including proteins, lipids and DNA, leading to cell death.

Some research suggests that an aggressive form of cancer that has mutations in a gene called KRAS is vulnerable to free radical damage from high doses of vitamin C.

Mutant KRAS tumors are resistant to most other cancer therapies and people with these cancers have a lower survival rate. Scientists estimate that these mutations occur in about a quarter of all human cancers and about 40% of all colorectal cancers.

The combination of vitamin C with chemotherapy appears to give the best results in KRAS-based cancers. However, this treatment also damages healthy and cancerous tissues, which can cause serious adverse effects.

Scientists from the University of Southern California (USC) in Los Angeles and the IFOM Cancer Institute in Milan, Italy, have decided to find out if a special diet that mimics the effects of fasting could be an alternative option.

Benefits of fasting

Diets that severely limit calorie intake have shown heart health benefits and can reverse type 2 diabetes. Researchers have even found that they can increase longevity in other primates.

Scientists know that fasting makes cancer cells more vulnerable to treatment, but it can be very challenging for people when they are already in a weakened condition.

In previous studies, the authors of the recent study imitated the metabolic effects of fasting by developing a plant-based diet that is very low in carbohydrates and proteins but rich in good fats from sources such as olives and flax seeds.

With this diet, once the body has depleted its glycogen stores, it must generate energy from non-carbohydrate sources.

People stick to the diet that mimics fasting for 5 days and then follow a normal diet to minimize or avoid an unhealthy loss of lean body mass.

The professor. Valter Longo, senior author of the latest study and director of the USC Longevity Institute, founded a company to market the diet as a way to lose weight. It is also worth noting that Prof. Longo has a commercial interest in promoting this diet.

The biologist Valter Longo, author of the mima-fasting diet
A positive conclusion

To study high-dose intravenous vitamin C and a diet that mimics fasting, researchers started by measuring their effects both alone and together on laboratory-cultured KRAS mutant cancer cells.

“If used alone, the diet that mimics fasting or vitamin C alone reduced the growth of cancer cells and caused a slight increase in the death of cancer cells,” says Longo. “But, when used together, they had a dramatic effect, killing almost all cancer cells.”

The team found that in mice with KRAS mutant tumors, the combination of diet that mimics fasting and vitamin C slowed the progression of cancer.

Equally important, the treatment appeared to be safe and well tolerated. The mice lost no more than 20% of their body weight during the diet and quickly regained weight when they returned to their normal diet.

“For the first time, we have shown how a completely non-toxic intervention can effectively cure aggressive cancer. We took two treatments that have been extensively studied as interventions to delay aging – a diet that mimics fasting and vitamin C – and combined them as a powerful cancer treatment. “

– Prof. Valter Longo, Ph.D.

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La primavera fa dormire male molte persone che poi s’intossicano di farmaci: il problema si riduce anche con cene a base di cibi rilassanti e calmanti.

 

A notte fonda, sei ancora lì con gli occhi sbarrati e fatichi ad addormentarti? Oppure scivoli dolcemente nel sonno ma, dopo poche ore, sei già sveglia a fissare il soffitto, mentre ti giri e ti giri nel letto senza riuscire a prendere sonno?

In Italia l’insonnia colpisce circa 9 milioni di persone e si manifesta soprattutto come difficoltà nell’addormentamento e in alcuni casi anche con risvegli precoci o frequenti nel corso della notte. A livello simbolico, questa ritrosia a “lasciarsi andare” si ricollega a una situazione di ipervigilanza e di ansia che impedisce di inoltrarsi nel mondo ignoto e oscuro del sonno. Anche la ventata energetica primaverile rischia di destabilizzare un organismo magari già scarico e stanco favorendo la comparsa di nervosismo, stanchezza e quindi di insonnia. La dieta ha un ruolo fondamentale per garantirsi un buon riposo. Vediamo come.

Cena presto, prima delle 20 per dormire bene

Un corretto regime alimentare è alla base anche di un buon riposo, come d’altra parte è ben sottolineato dalla cultura popolare, che associa sempre gli incubi notturni a problemi di carattere digestivo e a “pesantezza” di stomaco. È quindi buona norma attenersi a un pasto serale leggero, possibilmente osservando le corrette associazioni alimentari ed evitando di mangiare troppo tardi, ovvero dopo le ore 20. È bene infatti coricarsi solo dopo aver terminato la fase digestiva.

Pasti leggeri, non troppo proteici

La cena perfetta è a base di carboidrati integrali e verdure di stagione. Non bisogna invece eccedere con le proteine. Un eccesso durante la cena riduce la disponibilità delle sostanze da cui si ottiene la melatonina: meglio dunque un pasto a base di poche proteine vegetali, come soia, legumi o pesce, abbinati a cereali in chicco (avena, farro, riso integrale).

Broccoli, kiwi e mandorle: i tuoi sonniferi naturali

Gli alimenti che favoriscono il sonno sono cibi ricchi di vitamine del complesso B come l’acido folico necessario per la produzione di melatonina e serotonina. L’acido folico si trova soprattutto nelle verdure a foglia verde. Asparagi, broccoli, cavoletti di Bruxelles e cavolfiori ne apportano dai 100 ai 300 mcg per etto; agretti, avocado, biete, legumi, kiwi, indivia, lattuga lollo, frutta secca (mandorle, noci), pane e pasta integrali, rucola, pomodorini ciliegina e spinaci dai 30 ai 99 mcg ogni 100 g. Nelle uova ce ne sono 50 mcg per etto.

Salmone, riso integrale e sesamo nel piatto della buonanotte

Altri alimenti adatti a favorire l’addormentamento e un buon sonno senza interruzioni sono anche quelli ricchi di triptofano, un aminoacido precursore della serotonina, un neurostramettitore che induce benessere. Sono utili anche i cibi ricchi di magnesio. Sì quindi a latte, yogurt bianco, mele, pesche, banane e riso preferibilmente integrale. Ottimo anche il pesce, soprattutto quello azzurro e quello dei mari freddi come il salmone, perché i suoi Omega 3 favoriscono un buon riposo notturno, come confermato dai ricercatori della Oxford University. Inoltre sono indicati il tacchino e i semi di sesamo.

Dopo cena sorseggia un moon milk per sonni profondi

Al posto del classico bicchiere di latte bevuto prima di andare a dormrire, puoi scegliere un moon milk, i drink ayurvedici a base di piante come l’ashawagandha (pianta adattogena potente) dalle rinomate proprietà calmanti e ricostituenti. Prendi 500 ml di latte di cocco non zuccherato, 1 cucchiaino di ashwagandha in polvere, 1/4 di cucchiaino di cannella macinata, 1/8 di cucchiaino di noce moscata macinata, 1 cucchiaino di sciroppo d’acero, 1 cucchiaino di estratto puro di vaniglia. Riscalda il latte a fuoco lento. Aggiungi le polveri, la vaniglia, lo sciroppo d’acero, mescolando con una piccola frusta. Spegni, versa nelle tazze, sorseggia ancora caldo e … sogni d’oro.

Dai un taglio al caffè: meglio il tè alla rosa

Tra i nemici di chi fatica a prendere sonno vi sono senz’altro e caffè. Sconsigliati anche gli energy drink, anch’essi ricchi di caffeina o le bevande a base di ginseng. Come alternativa puoi optare per il tè bancha, una varietà particolarmente povera di teina. Per potenziarne le virtù puoi associarlo alla rosa, che ha proprietà rilassanti e aiuta la concentrazione. In un litro d’acqua fai bollire per 10 minuti un cucchiaino di tè bancha, spegni e aggiungi un cucchiaio di boccioli di rosa secchi (si trovano in erboristeria): lascia riposare 10 minuti prima di filtrare e bere.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Spring makes many people sleep badly, who then become intoxicated with drugs: the problem is also reduced with dinners based on relaxing and calming foods.

Late at night, are you still there with your eyes wide and you struggle to fall asleep? Or do you slip gently into sleep but, after a few hours, are you already awake staring at the ceiling, while you turn and turn in bed without being able to sleep? In Italy insomnia affects about 9 million people and manifests itself mainly as difficulty in falling asleep and in some cases even with early or frequent awakenings during the night. On a symbolic level, this reluctance to “let go” is linked to a situation of hyper-vigilance and anxiety which prevents one from entering the unknown and dark world of sleep. Even the spring energy surge risks destabilizing an organism that may already be exhausted and tired, favoring the appearance of nervousness, tiredness and therefore insomnia. Diet plays a fundamental role in guaranteeing a good rest. Let’s see how.

Dinner early, before 20 to sleep well

A correct diet is also the basis for a good rest, as on the other hand it is well underlined by popular culture, which always associates nightmares with digestive problems and “heaviness” of the stomach. It is therefore a good idea to stick to a light evening meal, possibly observing the correct food associations and avoiding eating too late, or after 8 pm. In fact, it is good to go to bed only after finishing the digestive phase.

Light meals, not too protein

The perfect dinner is based on whole carbohydrates and seasonal vegetables. Instead, you should not overdo it with proteins. An excess during dinner reduces the availability of the substances from which melatonin is obtained: therefore a meal based on few vegetable proteins, such as soy, legumes or fish, combined with grain cereals (oats, spelled, brown rice) is better.

Broccoli, kiwi and almonds: your natural sleeping pills

Foods that promote sleep are foods rich in B complex vitamins such as the folic acid necessary for the production of melatonin and serotonin. Folic acid is mainly found in green leafy vegetables. Asparagus, broccoli, Brussels sprouts and cauliflowers bring 100 to 300 mcg per hectogram; agretti, avocado, beets, legumes, kiwi, endive, lollo lettuce, dried fruit (almonds, walnuts), wholemeal bread and pasta, arugula, cherry tomatoes and spinach from 30 to 99 mcg every 100 g. There are 50 mcg per egg in eggs.

Salmon, brown rice and sesame in the bedtime dish

Other foods suitable for promoting falling asleep and a good sleep without interruptions are also those rich in tryptophan, a precursor amino acid of serotonin, a neurostrammer that induces well-being. Magnesium-rich foods are also useful. Yes, then milk, white yogurt, apples, peaches, bananas and preferably brown rice. The fish is also excellent, especially the blue one and that of cold seas such as salmon, because its Omega 3 fish promote a good night’s sleep, as confirmed by researchers from Oxford University. Also indicated are turkey and sesame seeds.

After dinner, sip a moon milk for deep sleep

Instead of the classic glass of milk drunk before going to sleep, you can choose a moon milk, Ayurvedic plant-based drinks such as ashawagandha (powerful adaptogenic plant) with renowned calming and restorative properties. Take 500 ml of unsweetened coconut milk, 1 teaspoon of ground ashwagandha, 1/4 teaspoon of ground cinnamon, 1/8 teaspoon of ground nutmeg, 1 teaspoon of maple syrup, 1 teaspoon of pure extract of vanilla. Heat the milk over a low heat. Add the powders, vanilla, maple syrup, mixing with a small whisk. Turn off, pour into the cups, sip while still warm and … sweet dreams.

Give a cut to coffee: better rose tea

Among the enemies of those who struggle to sleep are undoubtedly tea and coffee. Energy drinks, also rich in caffeine or ginseng-based drinks, are not recommended. As an alternative you can opt for bancha tea, a particularly low in theine variety. To enhance its virtues you can associate it with the rose, which has relaxing properties and helps concentration. In a liter of water, boil a teaspoon of bancha tea for 10 minutes, turn off and add a tablespoon of dried rosebuds (found in herbal medicine): let stand 10 minutes before filtering and drinking.

 

SOURCE: Riza

 

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Anche quello che metti in tavola ti serve per vincere le rughe: ecco tutti gli alimenti antiage che possono regalarti un sorprendente “effetto lifting”.

 

Il collagene è la proteina “incaricata” di dare struttura alla cute: quando manca, compaiono le rughe. L’acido ialuronico, invece, mantiene l’idratazione e il tono della pelle. Queste due sostanze sono sempre presenti in creme e sieri antiage, ma non tutti sanno che il nostro corpo è in grado di produrle da solo e se lo aiutiamo con l’alimentazione.

Tra gli alimenti che permettono al nostro organismo di sintetizzare collagene e acido ialuronico ci sono anzitutto quelli  più ricchi di vitamina C, che interviene direttamente nella formazione di queste sostanze. Un posto in prima fila spetta quindi ai quindi peperoni (da mangiare crudi in pinzimonio) e ai ribes che sono, in natura, le fonti più ricche di vitamina C. Ma spazio anche a rucola, broccoli, agrumi e agli altri  frutti di bosco. Il potere antiossidante della vitamina C aiuta anche a ridurre i danni che i radicali liberi fanno alle molecole di collagene e acido ialuronico.

Cibi antiage: sì a cavolini, pollo e amaranto

Indispensabili per produrre collagene sono anche gli alimenti ricchi di zolfo, sostanza di cui il corpo ha bisogno per ricostruire e proteggere questa proteina. Lo contengono, sotto forma di aminoacidi solforati, i cavolini di Bruxelles, l’albume d’uovo, il pesce e il pollame.

Per la sintesi del collagene è indispensabile poi la presenza di un aminoacido, la lisina. Lo trovi nei legumi, in carne e pesce e nell’amaranto, uno pseudocereale originario delle Ande, che contiene anche minerali come lo zinco, sostanza che, quando è carente, porta a un indebolimento delle strutture del collagene. Puoi gustare i chicchi di amaranto come “aggiunta” a minestre e passati di verdura. È opportuno lavarli, utilizzando un colino a maglie piuttosto fitte, poiché sono piccolissimi. Cuociono in circa 40 minuti in acqua.

Scopri il potere cosmetico della soia

Per aumentare i livelli di acido ialuronico un aiuto ti viene da quegli alimenti che contengono genisteina, una sostaza particolarmente utile alle donne che, con il diminuire degli ormoni femminili dopo i 50 anni, vedono le rughe farsi più profonde. La trovi in abbondanza nel tofu, ricavato dalla soia, che puoi aggiungere alle insalate o far saltare in padella, dopo averlo marinato con aromi, olio extravergine di oliva e limone, per dargli sapore. La genisteina è presente anche nelle fave e nei lupini, che oggi si possono acquistare al naturale oppure come crocchette veg già pronte.

Anche il brodo è antirughe

Di recente il brodo ha vissuto una grande popolarità, legata alla sua capacità di far perdere peso. In più il brodo, fatto alla maniera tradizionale, ovvero facendo bollire la carne con l’osso (di pollo o di manzo), ma anche il brodo di pesce è anche capace di rifornirti di acido ialuronico e collagene. Nel brodo si trovano disciolti tutti gli aminoacidi che servono per dare struttura alla pelle, associati ad acqua e sali minerali in abbondanza. Per preparare in casa, ad esempio, quello di pollo (fatto con un pollo da un chilo, due litri di acqua, sedano, cipolle, carote, due spicchi d’aglio e aromi) sono necessari circa 50 minuti. Anche quando si prepara il tradizionale lesso di manzo, si ottiene un brodo che è un ottimo antiage alimentare.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Even what you put on the table you need to overcome wrinkles: here are all the anti-aging foods that can give you a surprising “lifting effect”.

Collagen is the protein “charged” with giving structure to the skin: when it is missing, wrinkles appear. Hyaluronic acid, on the other hand, maintains hydration and skin tone. These two substances are always present in anti-aging creams and serums, but not everyone knows that our body is able to produce them by itself and if we help it with nutrition.

Among the foods that allow our body to synthesize collagen and hyaluronic acid there are first of all those richest in vitamin C, which directly intervenes in the formation of these substances. A place in the front row therefore belongs to peppers (to be eaten raw in pinzimonio) and currants which are, in nature, the richest sources of vitamin C. But there is also space for rocket, broccoli, citrus fruits and other berries. The antioxidant power of vitamin C also helps to reduce the damage that free radicals do to collagen and hyaluronic acid molecules.

Anti-aging foods: yes to sprouts, chicken and amaranth

Also essential to produce collagen are sulfur-rich foods, a substance that the body needs to rebuild and protect this protein. Brussels sprouts, egg whites, fish and poultry contain it in the form of sulfur amino acids. For the synthesis of collagen, the presence of an amino acid, lysine, is indispensable. You can find it in legumes, in meat and fish and in amaranth, a pseudocereal originating in the Andes, which also contains minerals such as zinc, a substance which, when deficient, leads to a weakening of the collagen structures. You can taste amaranth grains as an “addition” to soups and vegetable purees. It is advisable to wash them, using a sieve with rather thick meshes, since they are very small. They cook in about 40 minutes in water.

Discover the cosmetic power of soy

To increase the levels of hyaluronic acid, help comes from those foods that contain genistein, a substance particularly useful for women who, with the decrease of female hormones after 50 years, see wrinkles deepen. You can find it in abundance in tofu, made from soy, which you can add to salads or sauté in a pan, after marinating it with aromas, extra virgin olive oil and lemon, to give it flavor. Genistein is also present in the beans and lupines, which can now be purchased plain or as ready-made veg croquettes.

The broth is also anti-wrinkle

The broth has recently enjoyed great popularity, linked to its ability to make you lose weight. In addition, the broth, made in the traditional way, or by boiling the meat on the bone (chicken or beef), but also the fish broth is also capable of supplying you with hyaluronic acid and collagen. All the amino acids that are used to give structure to the skin, combined with water and mineral salts in abundance, are dissolved in the broth. For example, to prepare at home, the chicken dish (made with a one-pound chicken, two liters of water, celery, onions, carrots, two cloves of garlic and herbs) takes about 50 minutes. Even when preparing the traditional beef boiled meat, a broth is obtained which is an excellent food anti-aging product.

 

SOURCE: Riza

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La dieta mediterranea è tanto sana per il cuore quanto sembra essere utile per le ossa e i muscoli delle donne anziane; un nuovo studio sul post menopausa ci dice questo.

 

I ricercatori hanno riferito di aver trovato più massa ossea e massa muscolare nelle donne in post-menopausa che hanno scelto di una dieta mediterranea rispetto a quelle che non lo hanno fatto. 

Questo modo di mangiare come sappiamo comporta un’elevata assunzione di frutta e verdura, cereali, patate, olio d’oliva e semi; assunzione di pesce moderatamente alta; basso consumo di grassi saturi, latticini e carni rosse; e bere regolarmente, ma moderatamente, vino rosso.

La dieta mediterranea è stata collegata sia ad un importante apporto allo sviluppo della funzione cognitiva che a un minor rischio di malattie cardiache, diabete, cancro e altre malattie croniche. I risultati dello studio sono stati recentemente presentati all’ENDO 2018, il 100 ° incontro annuale della Endocrine Society a Chicago, Illinois.

La dieta mediterranea protegge la funzione cognitiva 

I ricercatori del National Eye Institute (NEI) hanno scoperto che una dieta sana di stile mediterraneo riduce il rischio di declino cognitivo . In particolare, gli esperti hanno trovato un forte legame tra la dieta mediterranea e una maggiore funzione cerebrale.

La principale autrice dello studio, la dott.ssa Emily Chew, è la direttrice della divisione NEI di epidemiologia e applicazioni cliniche.

“Non prestiamo sempre attenzione alle nostre diete. Dobbiamo esplorare in che modo l’alimentazione influisce sul cervello e sull’occhio “, ha affermato il dott. Chew.

La dieta mediterranea è nota per avere un ampio elenco di benefici per la salute protettivi, che vanno dalle malattie cardiache e la prevenzione del cancro all’aumento della longevità.

I ricercatori del NEI hanno iniziato a studiare i potenziali benefici cognitivi della dieta mediterranea. Si sono concentrati sugli effetti di nove componenti specifici della dieta, tra cui:

  • verdure
  • cereali integrali
  • pesce
  • legumi
  • noci
  • frutta
  • olio d’oliva
  • ridotto consumo di carne e alcol

Per l’indagine, i ricercatori hanno analizzato i dati di due importanti studi sulle malattie degli occhi, lo studio delle malattie degli occhi legate all’età (AREDS) e AREDS2. Questi sono stati progettati per analizzare l’effetto delle vitamine sulla degenerazione maculare legata all’età (AMD), che danneggia la retina sensibile alla luce.

Complessivamente, oltre 8.000 partecipanti sono stati coinvolti negli studi AREDS e AREDS2, inclusa la maggior parte delle persone con AMD. I partecipanti hanno riferito ogni anno sul loro consumo medio di ogni componente della dieta mediterranea e la funzione cognitiva è stata valutata a diversi intervalli tra due e dieci anni dopo. 

Gli esperti hanno scoperto che i partecipanti con la più grande aderenza alla dieta mediterranea avevano il minor rischio di compromissione cognitiva. I maggiori effetti protettivi erano associati all’elevato consumo di pesce e verdure. 

Dopo 10 anni, gli individui con i più alti livelli di consumo di pesce hanno riscontrato il più basso tasso di declino cognitivo.

L’importanza dell’alimentazione e la novità degli studi sulla dieta mediterranea

Questo è un nuovo studio tra quelli disponibili sulla dieta mediterranea e sui suoi effetti sulla composizione corporea dopo la menopausa, ha detto il ricercatore capo dello studio, Thais Rasia Silva.

Questa ricerca è importante, ha detto, perché la menopausa, con il suo calo di estrogeni, accelera la perdita di massa ossea di una donna, aumentando il rischio di osteoporosi e ossa rotte.

Inoltre, la menopausa e l’invecchiamento riducono la massa muscolare. Silva ha detto che la diminuzione della massa muscolare scheletrica e la forza delle persone anziane contribuiscono in misura maggiore a un aumento delle malattie, a una riduzione della qualità della vita e ad un più alto tasso di mortalità.

Il campo di ricerca

Silva e i suoi colleghi hanno condotto il loro studio in 103 donne sane del Brasile meridionale, che avevano un’età media di 55 anni e che avevano attraversato la menopausa 5,5 anni prima, in media.

Tutte le donne sono state sottoposte a scansioni ossee per misurare la loro densità minerale ossea, il grasso corporeo totale e la massa magra appendicolare, utilizzata per stimare la massa muscolare scheletrica.I soggetti hanno anche compilato un questionario alimentare su ciò che hanno mangiato nel mese precedente.

Più struttura ossea a disposizione delle donne

Un punteggio più elevato di dieta mediterranea (MDS), che significa migliore aderenza alla dieta mediterranea, era direttamente associato con una maggiore densità minerale ossea misurata alla colonna lombare e con una maggiore massa muscolare, ha riferito Silva. Questa associazione, ha detto, era indipendente dal fatto che le donne avessero utilizzato una terapia ormonale, se fossero state fumatrici o meno o riguardo al loro attuale livello di attività fisica, misurata indossando un contapassi per sei giorni.

La dieta mediterranea come strumento di prevenzione

“Abbiamo scoperto che la dieta mediterranea potrebbe essere un’utile strategia non medica per la prevenzione dell’osteoporosi e delle fratture nelle donne in postmenopausa“, ha detto Silva.

Dati i numerosi benefici per la salute della dieta mediterranea, Silva ha aggiunto: “Le donne in postmenopausa, specialmente quelle con ridotta massa ossea, dovrebbero chiedere al loro medico la possibilità di trarre beneficio dal consumo di questo schema alimentare“.

 

FONTE: Ambientebio

 

(ENGLISH VERSION)

The Mediterranean diet is as healthy for the heart as it appears to be useful for the bones and muscles of older women; a new post menopause study tells us this.

The researchers reported finding more bone mass and muscle mass in postmenopausal women who chose a Mediterranean diet than those who didn’t.

This way of eating as we know involves a high intake of fruit and vegetables, cereals, potatoes, olive oil and seeds; moderately high fish intake; low consumption of saturated fats, dairy products and red meats; and drink regularly, but moderately, red wine.

 
The Mediterranean diet has been linked both to an important contribution to the development of cognitive function and to a lower risk of heart disease, diabetes, cancer and other chronic diseases. The results of the study were recently presented at ENDO 2018, the 100th annual meeting of the Endocrine Society in Chicago, Illinois.

The Mediterranean diet protects cognitive function

Researchers from the National Eye Institute (NEI) have found that a healthy Mediterranean-style diet reduces the risk of cognitive decline. In particular, experts have found a strong link between the Mediterranean diet and increased brain function.

The lead author of the study, Dr. Emily Chew, is the director of the NEI division of epidemiology and clinical applications.

“We don’t always pay attention to our diets. We need to explore how nutrition affects the brain and eye, “said Dr. Chew.

The Mediterranean diet is known for having an extensive list of protective health benefits, ranging from heart disease and cancer prevention to increased longevity.

 
NEI researchers have begun to study the potential cognitive benefits of the Mediterranean diet. They focused on the effects of nine specific components of the diet, including:

vegetables
Whole grains
fish
legumes
walnuts
fruit
olive oil
reduced consumption of meat and alcohol
For the survey, the researchers analyzed data from two important studies on eye diseases, the study of age-related eye diseases (AREDS) and AREDS2. These were designed to analyze the effect of vitamins on age-related macular degeneration (AMD), which damages the light-sensitive retina.

Overall, over 8,000 participants were involved in the AREDS and AREDS2 studies, including most people with AMD. Participants reported annually on their average consumption of each component of the Mediterranean diet and cognitive function was assessed at different intervals between two and ten years later.

Experts found that participants with the greatest adherence to the Mediterranean diet had the lowest risk of cognitive impairment. The greatest protective effects were associated with the high consumption of fish and vegetables.

After 10 years, individuals with the highest levels of fish consumption experienced the lowest rate of cognitive decline.

 
The importance of nutrition and the novelty of studies on the Mediterranean diet

This is a new study among those available on the Mediterranean diet and its effects on body composition after menopause, said the study’s lead researcher, Thais Rasia Silva.

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This research is important, he said, because menopause, with its drop in estrogen, accelerates a woman’s loss of bone mass, increasing the risk of osteoporosis and broken bones.

In addition, menopause and aging reduce muscle mass. Silva said that the decrease in skeletal muscle mass and the strength of older people contribute more to an increase in disease, a reduction in quality of life and a higher mortality rate.

The research field

Silva and her colleagues conducted their study in 103 healthy women in southern Brazil who were 55 years old on average and who had gone through menopause 5.5 years earlier on average.

All women underwent bone scans to measure their bone mineral density, total body fat and lean appendicular mass, used to estimate skeletal muscle mass. The subjects also completed a food questionnaire on what they ate in the month previous one.

 
More bone structure available to women

A higher Mediterranean diet score (MDS), which means better adherence to the Mediterranean diet, was directly associated with higher bone mineral density measured in the lumbar spine and greater muscle mass, Silva said. This association, he said, was independent of whether women had used hormone therapy, whether they had been smokers or not or about their current level of physical activity, measured by wearing a pedometer for six days.

The Mediterranean diet as a prevention tool

“We discovered that the Mediterranean diet could be a useful non-medical strategy for the prevention of osteoporosis and fractures in postmenopausal women,” said Silva.

Given the numerous health benefits of the Mediterranean diet, Silva added: “Postmenopausal women, especially those with reduced bone mass, should ask their doctor about the possibility of benefiting from the consumption of this diet.”

 

FONTE: Ambientebio

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Costretti a casa, causa restrizioni imposte dalle misure anti-contagio legate alla devastante diffusione del Coronavirus, potremmo cogliere l’occasione per rivedere e modificare al meglio le nostre abitudini alimentari, magari iniziando a mangiare bio.

 

Il ruolo dell’alimentazione è fondamentale sempre, per cui, specie mentre in tutto il mondo è in corso la pandemia, mangiare biologico è meglio, senza se e senza ma, per tutelare la salute e l’ambiente.

Come mantenere in salute il microbioma

Ci si chiede spesso come mantenere in salute il microbioma, inteso come la totalità del patrimonio genetico posseduto dal microbiota, cioè i geni che quest’ultimo è in grado di esprimere.

Rispetto ai prodotti ottenuti dall’agricoltura convenzionale, seppure sostenibile, i vegetali bio contengono un maggior quantitativo di polifenoli che riducono lo stress ossidativo dell’organismo e stimolano le difese immunitarie, oltre ad altri preziosi antiossidanti.

La loro concentrazione, nei vegetali bio, è direttamente associata alla salute del microbioma che a sua volta influenza la salute del nostro sistema immunitario.

In che modo? Le piante non trattate con l’agrochimica, quindi con pesticidi, concimi inorganici, fertilizzanti, fungicidi ecc, sono costrette a organizzarsi secondo i ritmi della natura, seguendo le stagioni, per proteggere se stesse, metabolizzare i nutrienti, come appunto i polifenoli che vanno a loro volta a proteggere la salute dei consumatori.

Un perfetto circolo vitale, una perfetta macchina verde che non può che farci del bene!

I fattori che influenzano il microbiota intestinale

Il microbiota intestinale è uno degli elementi fondamentali di tutto l’ecosistema intestinale, assieme alla barriera intestinale e al cosiddetto “secondo cervello“.

Il microbiota intestinale è una comunità microbica del tratto enterico formata da batteri, parassiti, virus che, se in equilibrio, vivono in una condizione detta eubiosi.

Esso è fortemente influenzato negativamente dall’uso inappropriato di farmaci (es. antibiotici) , oltre che da altri fattori come l’alimentazione, lo stile di vita, l’esercizio fisico, il background genetico ed è connesso all’instaurarsi di diabete tipo 2, patologie cardiovascolari, obesità.

Gli inquinanti ambientali rientrano tra i fattori che determinano uno scompenso del microbiota intestinale, riducendo l’efficienza del sistema immunitario e l’assorbimento di nutrienti, oltre a contribuire ad altri scompensi metabolici. Tra i vari inquinanti, i nitrati, tossici per la salute.

L’alimentazione, come noto, può contribuire a mantenere una flora intestinale ottimale, grazie ai probiotici, presenti in alimenti freschi come le verdure.

Il ruolo della dieta mediterranea

Per favorire la durata e la qualità della vita, non si può non citare l’importanza della dieta mediterranea, ricca di fibre alimentari, solubili e insolubili, vitamine, minerali, polifenoli e altre sostanze volte a:

  • combattere i processi ossidativi
  • contrastare virus e batteri
  • mantenere il peso forma
  • ridurre il rischio di infezioni come la polmonite, tra le più diffuse complicazioni del Covid-19

Come non sottolineare l’importanza della vitamina D, nel prevenire infezioni specie alle vie respiratorie e delle vitamine A ,vitamina C , di cui ci siamo più volte occupati e l’importanza, ad esempio, dello zinco, contenuto in frutta secca e legumi, utile ad aumentare i preziosi globuli bianchi nell’organismo?

MANGIARE BIO
Dieta mediterranea: un ottimo modo per mantenersi in salute a lungo, riducendo il rischio di infezioni come la polmonite che è tra le complicanze più diffuse da Covid-19.

Il bio-valore aggiunto

In definitiva, perchè mangiare biologico è importante? Da numerosi studi scientifici che hanno messo a confronto agricoltura convenzionale e biologica, è emerso che:

  • le proteine nei prodotti di origine vegetale e animale tendono ad essere inferiori per quantità ma migliori per qualità e composizione
  • carni, latte e formaggi hanno un profilo più bilanciato degli acidi grassi /omega 3 e omega 6) grazie alla qualità del foraggio somministrato e assunto al pascolo, oltre a un maggior contenuto di acidi grassi polinsaturi
  • i prodotti biologici hanno una maggiore capacità antiossidante che riduce l’attività ossidante nell’organismo, grazie a un miglior stato metabolico ed energetico cellulare
  • gli spinaci bio hanno valori superiori del 15% di polifenoli e flavonoidi rispetto ai prodotti convenzionali
  • pomodori e prodotti trasformati contengono più polifenoli, carotenoidi, flavonoidi e vitamina C
  • i mirtilli sono più ricchi di zuccheri, acidi organici, sostanze fenoliche
  • l’olio da oliva biologica è più ricca di polifenoli
  • i cavolfiori bio contengono più carotenoidi e polifenoli

Altri buoni motivi per mangiare bio

E se tutto questo non vi avesse ancora convinti, perché mangiare bio? Il cibo biologico, e frutta e verdura provenienti da agricoltura biologica, è:

  • più ricco di nutrienti
  • libero dalle neurotossine
  • favorisce la crescita corporea e cerebrale dei bambini
  • riduce l’inquinamento dell’acqua potabile
  • sostiene la terra, la sua biodiversità
  • riduce l’impatto ambientale grazie al non utilizzo di pesticidi, fertilizzanti, fungicidi ecc.
  • ha un sapore più naturale, appagante, saziante al palato
  • è più controllato
  • riduce lo spreco di materie prime

Insomma, mangiare bio è un’ottima modifica che potrete iniziare ad apportare alla vostra alimentazione durante l’isolamento forzato da Coronavirus.

 

FONTE: Ambientebio

 

(ENGLISH VERSION)

Forced home, due to restrictions imposed by the anti-contagion measures related to the devastating spread of Coronavirus, we could take the opportunity to better review and modify our eating habits, perhaps starting to eat organic.

The role of nutrition is always fundamental, so, especially while the pandemic is ongoing all over the world, eating organic is better, without ifs and buts, to protect health and the environment.

How to keep the microbiome healthy

We often ask ourselves how to keep the microbiome healthy, understood as the totality of the genetic heritage possessed by the microbiota, that is, the genes that the latter is able to express.

Compared to products obtained from conventional agriculture, albeit sustainable, organic vegetables contain a greater amount of polyphenols which reduce the oxidative stress of the body and stimulate the immune system, in addition to other valuable antioxidants.

Their concentration, in organic plants, is directly associated with the health of the microbiome which in turn influences the health of our immune system.

How? Plants not treated with agrochemistry, therefore with pesticides, inorganic fertilizers, fertilizers, fungicides etc., are forced to organize themselves according to the rhythms of nature, following the seasons, to protect themselves, to metabolize nutrients, such as the polyphenols that go in turn to protect consumer health.

A perfect vital circle, a perfect green car that can only do us good!

The factors influencing the intestinal microbiota

The intestinal microbiota is one of the fundamental elements of the entire intestinal ecosystem, together with the intestinal barrier and the so-called “second brain”.

The intestinal microbiota is a microbial community of the enteric tract formed by bacteria, parasites, viruses that, if in balance, live in a condition called eubiosis.

It is strongly influenced negatively by the inappropriate use of drugs (e.g. antibiotics), as well as by other factors such as nutrition, lifestyle, exercise, genetic background and is connected to the onset of type 2 diabetes , cardiovascular pathologies, obesity.

Environmental pollutants are among the factors that determine an intestinal microbiota failure, reducing the efficiency of the immune system and the absorption of nutrients, as well as contributing to other metabolic disorders. Among the various pollutants, nitrates, toxic to health.

Nutrition, as is known, can contribute to maintaining an optimal intestinal flora, thanks to probiotics, present in fresh foods such as vegetables.

The role of the Mediterranean diet

To promote the duration and quality of life, one cannot fail to mention the importance of the Mediterranean diet, rich in dietary fiber, soluble and insoluble, vitamins, minerals, polyphenols and other substances aimed at:

  • combat oxidative processes
  • fight viruses and bacteria
  • maintain a healthy weight
  • reduce the risk of infections such as pneumonia, one of the most common complications of Covid-19

How not to underline the importance of vitamin D, in preventing infections especially in the respiratory tract and of vitamins A, vitamin C, which we have dealt with several times and the importance, for example, of zinc, contained in dried fruit and legumes, useful to increase the precious white blood cells in the body?

Mediterranean diet: a great way to stay healthy for a long time, reducing the risk of infections such as pneumonia which is among the most common complications of Covid-19.

Bio-added value

Ultimately, why is organic eating important? From numerous scientific studies that have compared conventional and organic agriculture, it has emerged that:

  • proteins in products of plant and animal origin tend to be lower in quantity but better in quality and composition
  • meats, milk and cheeses have a more balanced profile of fatty acids / omega 3 and omega 6) thanks to the quality of the fodder administered and taken to pasture, as well as a higher content of polyunsaturated fatty acids
  • organic products have a greater antioxidant capacity which reduces the oxidizing activity in the body, thanks to a better cellular metabolic and energetic state
  • organic spinach has 15% higher values ​​of polyphenols and flavonoids than conventional products
  • tomatoes and processed products contain more polyphenols, carotenoids, flavonoids and vitamin C
  • blueberries are richer in sugars, organic acids, phenolic substances
  • organic olive oil is richer in polyphenols
  • organic cauliflowers contain more carotenoids and polyphenols

Other good reasons to eat bio

And if all this still hasn’t convinced you, why eat organic? Organic food, and fruit and vegetables from organic farming, is:

  • richer in nutrients
  • free from neurotoxins
  • promotes the body and brain growth of children
  • reduces pollution of drinking water
  • supports the earth, its biodiversity
  • reduces the environmental impact thanks to the non-use of pesticides, fertilizers, fungicides etc.
  • it has a more natural, satisfying, satiating taste on the palate
  • it is more controlled
  • reduces the waste of raw materials

In short, eating bio is an excellent change that you can start making to your diet during forced isolation from Coronavirus.

 

SOURCE: Ambientebio

 

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Negli scorsi decenni si è diffusa una tale paura delle proteine, soprattutto di origine animale, che il timore di consumarne troppe è diventato un ossessione.

 

In realtà moltissime persone hanno il problema opposto, sono cioè carenti, a volte anche in modo serio, ma non se ne rendono conto perché non sanno riconoscere i segnali che il corpo ci manda quando l’apporto proteico non è sufficiente.

Si è calcolato che le proteine sono coinvolte in circa due milioni di processi metabolici all’interno del nostro corpo, com’è possibile quindi pensare di poterne fare a meno o credere di poter stare in salute se ne consumiamo troppo poche?

I segnali più importanti di carenza da proteine

Questi sono gli 8 segnali principali che si manifestano più di frequente quando siamo in forte carenza di proteine:

1) Sei in sovrappeso e hai difficoltà a perdere il peso in eccesso

2) Soffri di insonnia o comunque hai sonno disturbato e non riesci a riposare bene

3) Hai sempre fame, le proteine danno sazietà e ti nutrono in profondità. Se non ne consumi a sufficienza il continuo senso di fame è assicurato!

4) Sei convalescente, hai la tendenza ad ammalarti facilmente e sei in uno stato di di perenne debolezza

5) Sei sempre stressato, un corpo ben nutrito sopporta e gestisce lo stress molto più facilmente

6) Hai provato a diminuire le calorie per perdere peso senza successo

7) Hai alti livelli di zucchero nel sangue: una delle conseguenze della carenza di proteine è la continua voglia di zuccheri (il corpo non riceve le sostanze che gli servono e ti spinge a cercare una fonte di energia veloce e rapida come gli zuccheri)

8) Hai dolori articolari: le proteine, tra le altre cose, servono per la sintesi del collagene che è la principale proteina che forma il tessuto connettivo. Senza un adeguato apporto proteico articolazioni, muscoli, pelle e organi letteralmente “crollano”

Abbiamo tutti bisogno di un adeguato apporto di proteine ma alcuni sono più a rischio di altri e questi sono:

  • i vegani
  • gli sportivi
  • i bambini

 

 

FONTE: EnergyTraining (Maria Pia Festini)

 

(ENGLISH VERSION)

In recent decades, such a fear of proteins, especially of animal origin, has spread that the fear of consuming too many has become an obsession.

In reality, many people have the opposite problem, that is, they are deficient, sometimes even seriously, but they do not realize it because they do not know how to recognize the signals that the body sends us when the protein intake is not enough.

It has been calculated that proteins are involved in about two million metabolic processes within our body, so how can we think we can do without it or believe we can stay healthy if we consume too few of them?

The most important signs of protein deficiency

These are the 8 main signals that occur most frequently when we are in high protein deficiency:

1) You are overweight and have difficulty losing excess weight

2) You suffer from insomnia or in any case you have disturbed sleep and you cannot rest well

3) You are always hungry, proteins give satiety and feed you deeply. If you do not consume enough, the constant sense of hunger is assured!

4) You are recovering, you have a tendency to get sick easily and you are in a state of perpetual weakness

5) You are always stressed, a well-fed body bears and manages stress much more easily

6) You tried to decrease calories to lose weight without success

7) You have high levels of sugar in the blood: one of the consequences of the lack of proteins is the constant desire for sugars (the body does not receive the substances it needs and pushes you to look for a fast and fast source of energy such as sugars)

8) You have joint pain: proteins, among other things, are used for the synthesis of collagen which is the main protein that forms the connective tissue. Without adequate protein intake joints, muscles, skin and organs literally “collapse”

We all need adequate protein but some are more at risk than others and these are:

  • vegans
  • athletes
  • the children

 

SOURCE: EnergyTraining (Maria Pia Festini)

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Ci sono piccoli segreti per non ingrassare che possiamo mettere in atto anche durante l’emergenza coronavirus e l’isolamento forzato: suggerimenti psicologici e accorgimenti alimentari semplici ma super efficaci!

 

Specie di questi tempi, capita spesso di mangiare pensando ad altro: il periodo è difficile e il cibo può diventare anche una pericolosa tentazione “passatempo”.

Purtroppo, questo è il primo passo per ingrassare. Un primo accorgimento utile è quindi quello di avvicinarsi al pasto come se questo fosse un momento sacro, senza pensieri in testa, ritrovando odori, colori, consistenze, che il più delle volte non consideriamo, ma che invece saziano quasi quanto i cibi. Dobbiamo dunque prestare attenzione alle sensazioni, e goderne, trasformando ogni pasto, dalla colazione alla cena, in un rituale. Appena ci siediamo a tavola poniamoci questa semplice domanda: “Sono presente e attento a ciò che faccio, ai gusti, ai profumi, a godermi ogni boccone?”. Il centro della fame nel cervello si sentirà più soddisfatto e il rischio di ingrassare attenuato. Ma vediamo nel dettaglio i 7 trucchi.

1- Ritroviamo il tempo giusto per ogni pasto

Dedichiamo alla colazione almeno quindici minuti, almeno mezz’ora al pranzo e un’ora alla cena, ricordando che venti minuti è il tempo necessario perché si manifesti il senso di sazietà. Mangiare in fretta ci impedisce di percepirlo e in quella manciata di minuti dedicata al pasto rischiamo di ingerire più calorie del necessario. Mangiando lentamente, invece, accade proprio il contrario. Quindi, mangiamo e basta!

2 -La colazione perfetta non fa ingrassare

Fare colazione significa accogliere il cibo per trasformarlo in energia, cioè in luce che ci accompagna per tutto il giorno. È diverso iniziare così piuttosto che ingurgitare al volo due biscotti e un caffè, magari in piedi. Ti piacerebbe una torta a colazione? Frulla 3 frollini e 5 mandorle, poi unisci il composto a 1 yogurt greco. Stendi il mix in un coppapasta, fomando uno strato alto 1 cm. Metti in freezer per 30 minuti, poi orna la superficie con la polpa di 1 kiwi a dadini e  gustati questa mini cheesecake con il caffè.

3- Trasforma una tazzina di caffè in un rimedio dimagrante

Unisci al caffè una presa di cannella e peperoncino e un cucchiaino di stevia. La cannella in polvere aiuta a dimagrire perché contiene un polifenolo antiossidante che agisce come l’insulina, riducendo la glicemia. La stevia, un dolcificantea zero calorie, invece, contrasta la dipendenza da dolci e bevande zuccherate.

4- Dopo pranzo puoi concederti un dolcetto

Se vuoi chiudere il pranzo con un delizioso dessert,  gustoso per il palato e perfetto per la linea, mescola 120 g di ricotta con 1 cucchiaino di stevia, una presa di uvetta e 1 cucchiaio raso di farina di nocciole. Versa in uno stampino e cuoci in forno a 180 °C per 20 minuti.

5- Prova l’aperitivo che non fa ingrassare

Metti in un bicchiere di acqua gasata, 1 cucchiaio di succo puro di carciofo(si trova in erboristeria e farmacia), una presa di cannella e una di pepe nero. Se vuoi, puoi mettere la bevanda in uno shaker e agitare bene per alcuni istanti. Assaporalo, accompagnandolo con tocchetti di verdue e 4 olive verdi.

6- Lo spuntino per placare la fame dopo cena

Se dopo cena avverti ancora un languorino, ti serve un piccolo spuntino che lo plachi e che ti aiuti a riposare bene, senza però mettere a rischio la linea. Metti in una ciotolina 1 cucchiaio di ricotta (o di tofu frullato) e unisci 1 cucchiaino di buccia di limone bio grattugiata e uno di stevia. Amalgama e gustalo con un gianduiotto fondente.

7- L’aiuto in più per non ingrassare sulla pancia

Per eliminare la “pancetta”, affidati alla bardana, la pianta che aiuta a tenere sotto controllo gli zuccheri e a contrastare la formazione di grasso addominale. Fai bollire 150 ml di acqua, unisci 2 prese di radice di bardana, e lascia bollire ancora piano piano per tre minuti. Quando il decotto è tiepido filtra e bevi. Bevine 3 tazze al giorno.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

There are little secrets not to gain weight that we can put in place even during the coronavirus emergency and forced isolation: psychological suggestions and simple but super effective food devices!

Especially in these times, it often happens to eat thinking of something else: the period is difficult and food can also become a dangerous “pastime” temptation. Unfortunately, this is the first step in gaining weight. A first useful tip is therefore to approach the meal as if this were a sacred moment, without thoughts in mind, finding smells, colors, textures, which most of the time we do not consider, but which instead satiate almost as much as food. We must therefore pay attention to the sensations, and enjoy them, transforming every meal, from breakfast to dinner, into a ritual. As soon as we sit down at the table we ask ourselves this simple question: “Am I present and attentive to what I do, to tastes, to perfumes, to enjoy every bite?”. The hunger center in the brain will feel more satisfied and the risk of gaining weight will be lessened. But let’s see in detail the 7 tricks.

1- We find the right time for each meal

We dedicate at least fifteen minutes to breakfast, at least half an hour at lunch and an hour at dinner, remembering that twenty minutes is the time necessary for the sense of satiety to manifest. Eating in a hurry prevents us from perceiving it and in that handful of minutes dedicated to the meal we risk ingesting more calories than necessary. By eating slowly, however, the opposite happens. So let’s just eat!

2 -The perfect breakfast does not make you fat

Having breakfast means welcoming food to transform it into energy, that is, into light that accompanies us throughout the day. It is different to start like this than to swallow two biscuits and a coffee on the fly, perhaps standing. Would you like a cake for breakfast? Blend 3 shortbreads and 5 almonds, then add the mixture to 1 Greek yogurt. Spread the mix in a pastry cutter, adding a 1 cm high layer. Put in the freezer for 30 minutes, then decorate the surface with the pulp of 1 diced kiwi and enjoy this mini cheesecake with coffee.

3- Turn a cup of coffee into a slimming remedy

Add a pinch of cinnamon and chilli pepper and a teaspoon of stevia to the coffee. Cinnamon powder helps you lose weight because it contains an antioxidant polyphenol that acts like insulin, reducing blood sugar. Stevia, a zero-calorie sweetener, on the other hand, counteracts the dependence on sweets and sugary drinks.

4- After lunch you can treat yourself to a sweet treat

If you want to close lunch with a delicious dessert, tasty for the palate and perfect for the line, mix 120 g of ricotta with 1 teaspoon of stevia, a pinch of raisins and 1 level spoon of hazelnut flour. Pour into a mold and bake at 180 ° C for 20 minutes.

5- Try the aperitif that does not make you fat

Put in a glass of sparkling water, 1 tablespoon of pure artichoke juice (found in herbal medicine and pharmacy), a pinch of cinnamon and one of black pepper. If you want, you can put the drink in a shaker and shake well for a few moments. Savor it, accompanying it with pieces of verdue and 4 green olives.

6- The snack to quench hunger after dinner

If you still feel peckish after dinner, you need a small snack that will calm him down and help you rest well, without jeopardizing the line. Put 1 tablespoon of ricotta (or tofu smoothie) in a bowl and add 1 teaspoon of grated organic lemon peel and one of stevia. Mix and taste it with a dark gianduiotto.

7- The extra help to not get fat on your stomach

To eliminate the “bacon”, rely on burdock, the plant that helps keep sugars under control and counteract the formation of abdominal fat. Boil 150 ml of water, add 2 pinches of burdock root, and let it boil slowly for three minutes. When the decoction is lukewarm, filter and drink. Drink 3 cups a day.

 

SOURCE: Riza

 

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Nuove conferme da uno studio dell’università di Pisa.

 

  • MANGIO poco, come mai ingrasso?
  • Sono a dieta perchè non dimagrisco?

 

Frasi che tutti abbiamo sentito o detto nella nostra vita almeno una volta. A venirci in aiuto per rispondere a queste domande, e magari a perdere peso, c’è un nuovo studio dell’università di Pisa e del National Institutes of Health statunitense pubblicato sulla rivista scientifica “Diabetes”.

“Al di là di quello che mangiamo, è infatti il nostro specifico profilo metabolico (‘brucia grassì o ‘brucia carboidrati’) a determinare il mantenimento del nostro peso corporeo. In altre parole le persone con un metabolismo che tende a bruciare meno grassi sono più a rischio di sovrappeso e obesità dato che nel tempo tendono maggiormente ad ingrassare”, spiegano i ricercatori di Pisa.

 

Esistono differenti profili metabolici tra gli individui di una popolazione.

“Ci sono soggetti più propensi a ossidare cioè a “bruciare” i grassi e altri più inclini a “bruciare” i carboidrati della dieta. Questi ultimi, come abbiamo scoperto, tendono a guadagnare più peso nel tempo dato che non consumano tutti i grassi ingeriti con la dieta (anche se seguono una dieta normocalorica) ma li immagazzinano nel corpo come tessuto adiposo, il quale nel tempo si espande e provoca un aumento di peso corporeo”, spiega Paolo Piaggi, bioingegnere dell’ateneo pisano e autore dello studio.

La ricerca, condotta nella clinica del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases,Phoenix, in Arizona, ha coinvolto 79 individui sani di varie etnie. A ciascuna persona è stata misurata la risposta metabolica rispetto a diverse diete ipercaloriche ricche in carboidrati o in grassi somministrate nell’arco di 24 ore.

Piaggi è responsabile del progetto di ricerca per l’utilizzo della camera metabolica presso l’Azienda ospedaliera universitaria pisana, Unità  operativa endocrinologia i diretta dal professore Ferruccio Santini del dipartimento di Medicina clinica e sperimentale.
Il progetto ha l’obiettivo di identificare e caratterizzare dei fenotipici metabolici nei soggetti umani”.
“Il nostro profilo metabolico – conclude Piaggi – dipende da genetica, fattori ormonali, dieta e stili di vita. Sapere se rientriamo più nella tipologia ‘brucia grassi’ o ‘brucia carboidrati’ può aiutarci a identificare i soggetti maggiormente a rischio di guadagnare peso e mettere a punto nuovi terapie personalizzate per combattere sovrappeso e obesità”.
FONTE: Salute della Repubblica
(ENGLISH VERSION)

New confirmations from a study by the University of Pisa.

“I eat a little, how come I gain weight? Are I on a diet because I don’t lose weight? Phrases that we have all heard or said in our life at least once. To come to our aid to answer these questions, and maybe to lose weight, there is a new study by the University of Pisa and the US National Institutes of Health published in the scientific journal “Diabetes”.

“Beyond what we eat, it is in fact our specific metabolic profile (‘burn fat’ or ‘burn carbohydrates’) that determines the maintenance of our body weight. In other words, people with a metabolism that tends to burn less fat are more at risk of being overweight and obesity as they tend to gain weight over time “, explain the researchers from Pisa.

There are different metabolic profiles among individuals in a population. “There are people more likely to oxidize, that is, to” burn “fats and others more inclined to” burn “carbohydrates in the diet. The latter, as we have discovered, tend to gain more weight over time since they do not consume all the ingested fats with the diet (even if they follow a normocaloric diet) but they store them in the body as adipose tissue, which over time expands and causes an increase in body weight “, explains Paolo Piaggi, bioengineer of the Pisan university and author of the study.

The research, conducted in the clinic of the National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases, Phoenix, Arizona, involved 79 healthy individuals of various ethnic backgrounds. The metabolic response was measured to each person compared to different high-calorie diets rich in carbohydrates or fats administered within 24 hours.

Piaggi is responsible for the research project for the use of the metabolic chamber at the Pisan university hospital, Endocrinology Operational Unit i directed by Professor Ferruccio Santini of the Department of Clinical and Experimental Medicine. The project aims to identify and characterize metabolic phenotypics in human subjects “.” Our metabolic profile – concludes Piaggi – depends on genetics, hormonal factors, diet and lifestyles. Knowing if we are more in the ‘fat burning’ or ‘carbohydrate burning’ typology can help us identify those most at risk of gaining weight and develop new personalized therapies to combat overweight and obesity “.

 

SOURCE: Salute della Repubblica

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