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Archive for the ‘ecologia’ Category

Aloe3Conosciuta e utilizzata per le sue infinite proprietà, è di facile coltivazione e non necessita di molte cure. Ideale anche per le nostre case ed uffici.

 

L’Aloe vera è una succulenta che cresce spontanea in climi secchi e aridi. Utilizzata in cosmetica, in medicina e come integratore alimentare, è conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà

  • antinfiammatorie,
  • antisettiche,
  • depuranti.

Veniva utilizzata già nell’antico Egitto per favorire il processo di mummificazione, mentre per gli indiani d’America è annoverata tra le piante sacre. Oggi la trovate nei supermercati e in erboristeria nelle sue diverse varianti, in gel o crema.

La coltivazione.

È una pianta facile da coltivare, indicata quindi anche per chi non ha il pollice verde. Infatti potete dimenticarvi di lei per settimane e non ne risentirà. Anzi vi ringrazierà quando le darete un po’ d’acqua. L’importante è collocarla in una zona della stanza ben illuminata.

In primavera ed in estate è indicata una leggera concimazione se coltivata in vaso; se possedete un balcone, durante la bella stagione potete spostarla all’esterno, stando però attenti che il terriccio non si secchi eccessivamente. Altrimenti ricordatevi che ama il sole.

Il rinvaso si può fare in autunno, aggiungendo nuovo terriccio, mentre potete tagliare le vecchie foglie che non possiedono più l’originale turgore tagliandole alla base. Se dovessero spuntare delle nuove piantine dal vaso, è possibile dividerle e piantarle in vasi diversi, stando però attenti a non rovinare le radici, poco profonde e fragili.

Se ben curata vi ripagherà con un verde brillante e con succulente e carnose foglie. Fa parte inoltre di una serie di piante in grado di purificare l’aria dall’inquinamento domestico; in questo caso la possiamo usare anche in camera da letto.

FONTE: Rudi Bressa (Lifegate)

 

 

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CREMOR TARTAROIl cremor tartaro, conosciuto anche come bitartrato di potassio, è una tipologia di lievito utilizzata per la preparazione dei dolci e in panificazione. Generalmente lo si abbina a piccole quantità di bicarbonato di sodio per favorire la produzione di anidride carbonica, che gonfierà l’impasto.

Il suo impiego è adatto alla preparazione casalinga di numerose ricette, in sostituzione del lievito vanigliato o del normale lievito per dolci.

Il cremor tartaro e il lievito in polvere biologico al cremor tartaro si trovano in vendita nei negozi di prodotti biologici, online e in alcuni supermercati o farmacie.

Il cremor tartaro naturale viene ricavato dall’uva. Questo ingrediente non è utile soltanto per la lievitazione. Ecco alcune interessanti idee per utilizzare il cremor tartaro in cucina, per le pulizie ecologiche, e non solo.

Lievito al cremor tartaro

1) Lievitazione di pane e dolci

E’ l’utilizzo principale del cremor tartaro. Una normale bustina di cremor tartaro è sufficiente per la lievitazione di impasti di torte e dolci, ma anche del pane, preparati con 500 grammi di farina. Per attivare la lievitazione, che avverrà durante la cottura, si consiglia di unire all’impasto 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio. Seguite le istruzioni in proposito riportate sulle confezioni.

2) Lievito fatto in casa

Per preparare in casa il vostro lievito istantaneo per dolci dovrete mescolare 1 cucchiaio di bicarbonato di sodio, 2 cucchiai di cremor tartaro e 1 cucchiaio di amido di mais. Questo lievito si conserva per 6 mesi in un barattolino di vetro. Potete aumentare le dosi degli ingredienti, rispettando le proporzioni. Utilizzate 20 grammi di lievito fatto in casa ogni 500 grammi di farina.

Bucato

3) Ravvivare i capi bianchi

Il cremor tartaro è un ingrediente molto utile per ravvivare la luminosità dei capi bianchi che si sono ingrigiti. Prima di passare al normale lavaggio a mano o in lavatrice della vostra biancheria, lasciate in ammollo per tutto il giorno o per tutta la notte i capi da trattare, in acqua tiepida, aggiungendo 1 cucchiaino di cremor tartaro per ogni litro d’acqua.

4) Pretrattare le macchie

Pretrattare le macchie che si possono formare su abiti, tovaglie e tovaglioli è molto utile per ottenere un pulito perfetto dopo il normale lavaggio. Per pretrattare le macchie di unto, di cibo o provocate dalle bevande, applicate su di esse un composto formato con 1 cucchiaino di cremor tartaro e 1 cucchiaino di detersivo liquido ecologico per i piatti o per il bucato. Lasciate agire il più possibile prima di passare al lavaggio.

Pulizie ecologiche

5) Pulizia del rame

Per una pulizia perfetta degli oggetti di rame potrete utilizzare del cremor tartaro abbinato a del succo di limone. Ad un cucchiaino di cremor tartaro aggiungete alcune gocce di succo di limone e mescolate per creare una crema pulente. Applicatela sulla spugna e passatela sulle superfici in rame. Quindi risciacquate e, se serve, lucidate strofinando una fettina di limone o la parte interna della buccia.

6) Piano cottura

Rimuovere le macchie dal piano cottura sarà molto più semplice grazie al cremor tartaro. Questo rimedio è efficace soprattutto in caso di macchie di tè nero, caffè, brodo o sugo che si siano asciugate vicino ai fornelli. Versate sulla spugna umida un cucchiaino di cremor tartaro insieme a qualche goccia d’acqua e strofinate per rimuovere le macchie.

7) Detergente non abrasivo

Ecco come ottenere un detergente non abrasivo, utile soprattutto per la pulizia delle superfici in ceramica, dei lavelli e dei sanitari in presenza di macchie. Mescolate 3 cucchiaini di cremor tartaro e 3 cucchiaini di aceto di vino bianco (vanno bene anche quantità superiori o inferiori, a seconda delle superfici da pulire). Applicate sulle macchie, lasciate agire per qualche minuto, strofinate e risciacquate con acqua e sapone.

8) Acciaio inossidabile

Il cremor tartaro è perfetto per la pulizia delle superfici in acciaio inossidabile dei lavelli, del bagno e della cucina. Per facilitare la loro pulizia, cospargete le eventuali macchie con un cucchiaino di cremor tartaro, lasciate agire per qualche minuto e strofinate con una spugna umida e qualche goccia di detersivo per i piatti ecologico.

9) Pulizia delle pentole

Per la pulizia delle vostre pentole in acciaio inossidabile o in alluminio ricorrete al cremor tartaro. E’ utile soprattutto per rimuovere più facilmente le macchie di unto e le incrostazioni che posssono essersi formate sul fondo dopo aver cucinato. Riempite la pentola con un litro di acqua bollente, aggiungete due cucchiai di cremor tartaro e lasciate in ammollo il più possibile prima di passare al lavaggio, oppure portate ad ebollizione e lasciate sobbollire per 10 minuti, in modo che i residui rimasti sul fondo si ammorbidiscano e si stacchino.

Bambini

10) Pasta da modellare

Con il cremor tartaro preparerete una fantastica pasta da modellare, tipo “didò”, per i vostri bambini. Mescolate in una ciotola 2 bicchieri d’acqua, 2 bicchieri di farina, 1 bicchiere di sale fino, 1 cucchiaio d’olio d’oliva, 2 cucchiaini di cremor tartaro, qualche goccia di colorante per alimenti (oppure 1 cucchiaino di curcuma, di cacao o di cannella in polvere). Versate in un pentolino, riscaldate a fiamma media e mescolate fino ad ottenere un composto solido e omogeneo. Quando si raffredderà, lo potete lavorare con le mani per ammorbidirlo. Si conserva a lungo all’interno di contenitori di plastica sottovuoto.

FONTE: Marta Albè (Greenme)

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sarinFrançois Hollande e Barack Obama vogliono scatenare una guerra per “punire” il presidente della Siria, Bashar El-Assad, che ha ucciso numerose persone con del gas sarin, un veleno terrificante.

Ma i media non spiegano abbastanza, a mio avviso, che il sarin è una categoria particolare di composti organofosforici, gli stessi che sono usati in continuazione, nel mondo intero, come pesticidi.

Il Roundup, il malathion (antiparassitario molto usato in Cina, ex-URSS e negli USA, ma vietato dal 2007 nell’Unione Europea) e il Phosmet (usato sui meli), per esempio, sono dei composti organofosforici.

Perché gli organofosforici sono efficaci per uccidere?

I pesticidi organofosforici agiscono come il sarin: bloccano il cervello. Quando il vostro cervello cessa di funzionare, il vostro cuore continua a battere in modo provvisorio, in quanto le cellule del cuore son autonome, ma voi perdete conoscenza (coma) e soprattutto, smettete di respirare, quindi la morte sopraggiunge per asfissia.

I componenti organofosoforici producono questo effetto impedendo ai vostri neuroni di comunicare tra di loro. I vostri neuroni sono le cellule del vostro cervello. Comunicano tra di loro grazie a dei prodotti chimici chiamati “neurotrasmettitori”. Uno dei più importanti è l’acetilcolina. Senza l’acetilcolina, i neuroni non possono parlarsi: non potete pensare, ne dare alcun ordine al vostro organismo.

Ma, i componenti organofosforici bloccano la produzione di acetilcolina. Basta una minima quantità che penetri il vostro corpo perché i vostri neuroni siano privi di acetilcolina, questo blocca il vostro cervello, e porta alla morte.

L’importanza di lavare bene la frutta e la verdura.

Non morirete se ingerite dei residui di pesticidi organofosforici sulla vostra frutta e verdura se dimenticate di lavarla, ma avrà comunque un impatto sul vostro organismo.

Uno studio americano si è basato sull’osservazione di 1139 bambini in USA, di età tra gli 8 e i 15 anni, seguendo un quadro di studi epidemiologici ((National Health and Nutrition Examination Survey) e di cui 119 corrispondevano ai criteri di definizione della sindrome. Hanno quindi osservato i bambini esposti a delle concentrazioni importanti di pesticidi organofosforici attraverso la frutta e la verdura che mangiavano, e tutti soffrivano di diversi problemi con il deficit dell’attenzione e l’iperattività (TDA/H).

Uno studio del 2010 a dimostrato che ogni aumento di un fattore 10 della concentrazione nelle urine di metaboliti organofosforici era associata a un aumento del 55% al  72% di rischi di apparizione della TDA/H nei bambini.

i pesticidi hanno ancora un altro effetto deleterio sul cervello: da una ricerca collettiva dell’ Institut national de la santé et de la recherche médicale (INSERM), aumentano anche il rischio di sviluppare la malattia del Parkinson.

E’ dunque di capitale importanza, quando non mangiate frutta e verdura biologica, di lavare in modo accurato i vostri alimenti, soprattutto se le mangiate crude e/o con la buccia, se possibile usate una spazzola da verdura per asportare bene ogni residuo di pesticidi.

Una scoperta fatta tramite le ricerche sulle armi chimiche

I pesticidi organofosforici sono il frutto delle ricerche sul gas da combattimento iniziato durante la Seconda Guerra Mondiale. Hanno rimpiazzato, negli anni ’70, gli organoclorati, di cui il capo stipite era il DDT.

La maggior parte delle armi chimiche oggi sono degli organofosforati.

L’obiettivo finale di un regime bellicoso, in effetti, è di trovare un prodotto con effetti immediati e definitivi, e abbastanza potente per uccidere decine di migliaia, meglio, centinaia di migliaia di persone in un colpo solo. Capite che, i gas usati durante la Prima Guerra Mondiale (cloro e gas senape, che bruciavano gli occhi e i polmoni) potevano raramente uccidere più di qualche migliaia di persone, in un colpo solo, e questo risultava molto insufficiente per i gusti dei dirigenti politici e militari.

E’ nel 1939, che dei ricercatori tedeschi trovarono finalmente la soluzione “miracolosa”, con il sarin. Gli inventori, della casa chimica IG Farben, ne furno talmente orgogliosi che fecero battezzare questo gas con le iniziali dei loro nomi, in modo da essere certi di passare alla storia (GerhardSchrader, Ambros, Rüdiger et Van der LINde).

Per quanto incredibile possa sembrare, il sarin è inodore, incolore e volatile, e perfino capace di penetrare la pelle. Non vedete quindi nulla, non sentite nulla, ma bastano poce molecole che vi raggiungono e penetrano i vostri  polmoni (una concentrazione di 10 parti per miliardo è già fatale) e siete morti.

Se diffuso per le strade di una città oppure nella metropolitana, mengtre le persone non sospettano nulla, il sarin provoca una scena agghiacciante dove i passanti, giovani e meno giovani, grandi e piccoli, stramazzano per terra paralizzati per poi morire asfissiati (visto che il cervello smette di funzionare), senza che nessuno possa reagire ne capire cosa stia capitando.

Si tratta quindi di una vera arma apocalittica, alla stessa stregua di un arma nucleare, ed è questo che l’ha fatta classificare dall’ONU nella categoria delle armi di distruzione di massa (risoluzione 687). E sempre a questo titolo, la sua produzione e conservazione è vietata  dal 1993.

Purtroppo, i recenti fatti dimostrano che la scomparsa delle armi di distruzione di massa sono ancora da venire.

Alla vostra salute!

FONTE: Jean-Marc Dupuis (traduzione dal francese di Zeinab Youssef)

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frutta-verdura-viveAnche frutta e verdura sanno che ora è. A sondarne i segreti è stata una nuova ricercha che ha scoperto che tali alimenti, dopo il raccolto, continuano a rimanere vivi per un certo periodo di tempo grazie al loro orologio biologico interno.

Secondo gli scienziati della Rice University e dei colleghi della University of California a Davis, frutta e verdura, così come gli altri esseri viventi che popolano il pianeta, hanno un loro ritmo circadiano in grado di adattarsi alle varie situazioni proprio come fa il corpo umano dopo un lungo viaggio, per recuperare il jet lag.

Gestire questo orologio biologico delle piante, secondo gli scienziati, potrebbe però avere dei benefici per la salute dell’uomo, preservando a lungo le caratteristiche benefiche degli alimenti.

Frutta e verdura non muoiono nel momento in cui vengono raccolte“, ha detto la biologo Janet Braam. “Essi rispondono al loro ambiente per giorni, e abbiamo scoperto che potevamo usare la luce per convincere a fare di più lotta contro il cancro con gli antiossidanti in determinate ore del giorno.

frutta verdura orae

Com’è possibile?

Lo studio è il un follow-up di una ricerca del 2012 – che ha ricevuto numerosi riconoscimenti – basata sui modi in cui le piante usano i loro orologi circadiani per difendersi dagli insetti affamati. La ricerca ha così scoperto che l’Arabidopsis thaliana  o arabetta comune – un organismo modello molto usato per gli studi sulle piante – inizia ad aumentare la sua produzione di prodotti chimici poche ore prima dell’alba, per contrastare l’attacco degli insetti, proprio nel momento in cui essi iniziano a nutrirsi.

E il momento migliore per consumare le verdure sarebbe proprio durante quando esse, per difendersi dai parassiti, accumulano le sostanze chimiche, preziosi metaboliti per la salute umana. Per riuscire a dimostrare che i vegetali hanno questa capacità, il team di ricerca ha simulato dei cicli giorno-notte e di luce e buio per controllare il comportamento degli “orologi interni” di alcuni tipi di frutta e verdura, tra cui cavoli, carote, zucca, spinaci, lattuga, zucchine, patate dolci e mirtilli.

 

 

Non possiamo ancora dire se tutte le condizioni di buio o luce accorciano la durata di conservazione di frutta e verdura“, ha detto Braam, a capo della ricerca. “Quello che abbiamo dimostrato è che mantenere intatto l’orologio interno è vantaggioso nella resistenza agli insetti ma potrebbe anche produrre benefici per la salute.

 

 

E’ stupefacente pensare che potremmo essere in grado di aumentare i benefici per la salute dei nostri prodotti semplicemente cambiando il nostro modo di conservarli,” ha aggiunto il secondo autore dello studio, Goodspeed. Tra i prodotti più salutari un antiossidante chiamato 4-MSO, un composto anti-cancro presente nei broccoli e in altri ortaggi.

FONTE: Francesca Mancuso (Greenme)

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detersivi-naturaliLe spese per l’acquisto dei detersivi per la pulizia della casa possono essere drasticamente ridotte sostituendo i prodotti comunemente in commercio con delle alternative naturali, che si riveleranno nel contempo maggiormente rispettose dell’ambiente. 

 

Grazie a pochi e semplici ingredienti di base come il bicarbonato di sodio, il succo di limone, il sale, gli oli essenziali, l’acido citrico ed il sapone naturale fatto in casa è possibile ottenere tutto ciò che occorre per la pulizia di tutta la propria abitazione.

1) DETERSIVO PER IL BUCATO

 

detersivi bucato

Esistono numerose opzioni per realizzare del detersivo da bucato fai-da-te, solido o liquido, da utilizzare a mano o in lavatrice. A partire dall’autoproduzione casalinga del sapone naturalecon il metodo a freddo è possibile ottenere delle saponette a basso costo, che potranno essere grattugiate per ottenere un detersivo in polvere da versare direttamente nel cestello della lavatrice, con l’aggiunta di un cucchiaio di bicarbonato per ogni lavaggio in caso di capi bianchi e di poche gocce di un olio essenziale a scelta, ad esempio di lavanda, per profumare. Dal sapone in scaglie è poi possibile ottenere un detersivo liquido, disciogliendolo in acqua bollente in proporzione 1 a 5, ad esempio 200 grammi di scaglie di sapone autoprodotto per 1 litro d’acqua, e lasciando riposare il tutto per una giornata intera.

5 ricette:

Nel caso di capi particolarmente sporchi, è consigliabile aggiungere nel cestello della lavatrice un cucchiaio di percarbonato di sodio, una sostanza dal potere sbiancante, smacchiante e disinfettante considerata molto meno nociva ed inquinante rispetto alle comuni candeggine.

1) Detersivo liquido alla soda

 

  • 7 litri d’acqua
  • 400 grammi di soda per bucato
  • 400 grammi di sapone vegetale grattugiato

 

Utilizzate una pentola capiente per portare ad ebollizione l’acqua, Potrete eventualmente dimezzare le dosi. Sciogliete, mescolando, il sapone in scaglie nell’acqua. Spegnete il fuoco ed aggiungete la soda per bucato (da non confondere con la soda caustica!). Continuate a mescolare finché il vostro detersivo liquido non si sarà ben amalgamato. Lasciate raffreddare e trasferite il tutto in un contenitore per detersivo liquido di recupero, o suddividetelo in bottiglie. Utilizzatene un misurino, calcolando la quantità facendo riferimento al tappo di un vecchio detersivo, per ogni lavatrice a pieno carico. Dimezzate la quantità per i lavaggi leggeri.

2) Detersivo liquido alla lavanda e bicarbonato

 

  • 5 litri d’acqua
  • 200 grammi di sapone vegetale in scaglie
  • 100 grammi di bicarbonato di sodio
  • 25 gocce di olio essenziale alla lavanda

 

Portate ad ebollizione l’acqua all’interno di una pentola capiente. Versate mano a mano il sapone vegetale in scaglie e mescolate. Lasciate riposare finché il liquido non si sarà raffreddato e le scaglie di sapone non si saranno completamente disciolte. Quindi aggiungete il bicarbonato e mescolate per bene. Prima di passare al trasferimento del detersivo nel flacone prescelto, addizionatelo con l’olio essenziale di lavanda e mescolate con un cucchiaio di legno. Si tratta di un detersivo perfetto per asciugamani, lenzuola e biancheria in cotone. Il bucato risulterà profumatissimo. In caso di macchie ostinate, pretrattare con sapone di Marsiglia vegetale.

3) Detersivo in scaglie profumato

 

  • 500 grammi di sapone vegetale
  • 200 grammi di bicarbonato di sodio
  • 15 gocce di olio essenziale di eucalipto
  • 10 gocce di olio essenziale di geranio

 

Munitevi di una grattugia ed i pazienza ed iniziate a ridurre in scaglie il vostro sapone vegetale. Quando avrete terminato tale operazione, potrete trasferire il tutto all’interno di una ciotola, nella quale aggiungerete il bicarbonato di sodio, mescolando con molta cura in modo che il composto risulti uniforme. Addizionate il vostro detersivo con gli oli essenziali per profumarlo e per renderlo maggiormente disinfettante. Suddividetelo in barattoli di vetro da conservare ben chiusi.

4) Detersivo per il bucato a mano

 

  • 5 litri d’acqua
  • 50 grammi di sapone vegetale

 

Assicuratevi di procurarvi del vero sapone di Marsiglia completamente vegetale, oppure provate a prepararlo da voi con soli tre ingredienti.

Portate ad ebollizione l’acqua e versatevi mano a mano le scaglie di sapone, mescolando finché non si saranno sciolte. Quando il detersivo si sarà raffreddato, trasferitelo in un flacone. Potrete utilizzarlo per il bucato a mano comodamente senza guanti. Al detersivo, una volta freddo, potrete aggiungere 15-20 gocce di oli essenziali a piacere per ottenere una preparazione profumata.

5) Ammorbidente all’acido citrico

 

  • 500 millilitri di acqua demineralizzata
  • 50 grammi di acido citrico

 

Con l’aiuto di un imbuto versate all’interno di una bottiglietta da mezzo litro l’acqua demineralizzata ed aggiungetevi subito dopo lacido citrico. Chiudete bene la bottiglia con il proprio tappo ed agitate finché l’acido citrico non si sarà sciolto. Ricordatevi inoltre di agitare ogni volta prima dell’utilizzo. L’acido citrico rappresenta un ottima soluzione per la realizzazione di un ammorbidente casalingo in grado di contrastare i residui di calcio che possono indurire il vostro bucato. Utilizzatene 50 millilitri per ogni lavaggio a pieno carico, versandolo nella vaschetta per la lavatrice destinata all’ammorbidente. Nello stesso momento potrete anche addizionarlo con oli essenziali a piacere per profumare il bucato.


2) DETERSICO PER I PIATTI 

 

detersivo piatti

Con la stessa metodologia indicata per la preparazione del detersivo liquido per la lavatrice al punto precedente, è possibile ottenere circa 1 litro di detersivo utilizzabile per il lavaggio a mano dei piatti, a cui è possibile aggiungere alcune gocce di olio essenziale di limone per aumentarne l’effetto antibatterico. Un altro detersivo per i piatti casalingosi ottiene impiegando aceto, sale e limone.

procedimento:

Di seguito la lista della spesa per realizzare circa 0,5 L di detersivo 100 % ecologico (dunque per farne un litro dovrete raddoppiare le dosi):

  • 8 limoni (biologici, non barate!);
  • 800 ml d’acqua;
  • 300 gr sale;
  • 200 ml aceto;

 

fate bollire i limoni in pentola come fossero delle patate, finché non diventano delle specie di morbide polpette (la regola vale anche per i limoni: bucateli con una forchetta per testarne la consistenza; se i denti affondano con facilità, è ora di spegnere il fuoco). In internet si trovano moltissime ricette con scritto “frullare i limoni a freddo”. L’esperienza vi insegnerà che è molto meglio farli bollire prima – provare per credere.

A questo punto, tagliate i limoni in piccoli pezzetti. Non importa che siano rondelle, cubetti, o quant’altro; l’operazione serve solo a facilitare il minipimer/frullatore. Eliminati i semi, servitevi della tecnologia a vostra disposizione per ridurre il tutto a una poltiglia fine. La cucina a questo punto sarà piuttosto incasinata, ma sappiate che il traguardo è vicino.

Verificate ora la consistenza del frullato: se avete bollito per bene e/o se il vostro frullatutto era in perfetta forma, saltate pure il filtraggio. Senza dubbio avrete un succo denso e uniforme. Se invece vi sembra opportuno, utilizzate un colino a maglie non troppo fitte. Versate quindi la poltiglia negli 800 ml d’acqua, e aggiungete i 200 ml di aceto e i 300 gr di sale FINO. Fate bollire il tutto, ma senza distrarvi troppo (il pericolo è che il contenuto monti fino a esondare, spegnere il fuoco e chissà cos’altro). Mescolate il quasi-detersivo con un mestolo di legno, fino a quando non vi sembra di aver ottenuto la giusta consistenza (N.B.: il vostro detersivo dovrà passare per un beccuccio sottile, per cui giusta consistenza = né troppo liquido, né troppo denso). A questo punto dovreste avere in pentola circa 500 ml di ottimo detersivo 100 % ecologico e altrettanto percento autoprodotto. Una volta raffreddato, travasatelo nel fusto


3) ANTICALCARE

 

aceto

Anche per quanto riguarda i rimedi anticalcare sarà possibile evitare l’acquisto di prodotti commerciali. Tra i rimedi più efficaci troviamo l’impiego di aceto, di limone o di acido citrico per la realizzazione di prodotti spray casalinghi, da ottenere diluendo in acqua piccole parti di tali ingredienti, in modo da facilitare le pulizia domestiche. Delle semplici fettine di limone sono perette per la pulizia dei fornelli. In lavatrice può essere impiegato dell’acido citrico disciolto in acqua contro il calcare. L’aceto è perfetto per la pulizia dei bollitori e dei tappi degli scarichi.


4) DETERSIVO PER I VETRI

 

detersivo vetri

Nemmeno per la pulizia dei vetrie degli specchi è necessario acquistare detersivi commerciali particolari. Se i vetri non sono eccessivamente sporchi potrebbe bastare della semplice acqua per la loro pulizia, accompagnata dall’impiego di un panno in microfibra. Altri rimedi prevedono di passare i vetri con della carta di giornale per facilitarne la pulizia o di ottenere uno spray fai-da-te semplicemente disciogliendo un cucchiaio di sapone liquido ecologico in un litro d’acqua.Oppure un pò di aceto bianco e acqua.

ricette:

1) Acqua e aceto

 

Una soluzione semplice da preparare in poche mosse prima di dedicarsi alla pulizia dei vetri consiste nella combinazione di acqua e di aceto. Utilizzate 100 millilitri d’aceto ogni 500 millilitri d’acqua. L’aceto contribuirà a disinfettare le superfici ed a rimuovere segni presenti sui vetri e tracce di sporco. Sarà semplicemente necessario versare i due ingredienti con l’aiuto di un imbuto in un flacone spray. L’effetto è potenziato se si proverà ad utilizzare acqua calda. I vetri dovranno essere passati utilizzando un canovaccio morbido in cotone, applicando poco liquido alla volta. Non servirà risciacquare. Se desiderate che il vostro detergente naturale risulti profumato, potrete aggiungere ad esso poche gocce di olio essenziale di lavanda.

2) Fogli di giornale

 

Ecco un ulteriore rimedio rapido che permette di non impiegare gli spray per la pulizia dei vetri così tanto pubblicizzati, quanto effettivamente inutili, soprattutto a livello domestico. E’ possibile sfruttare le pagine di vecchi quotidiani che andrebbero comunque gettati per la pulizia e per l’asciugatura dei vetri, dopo averli spruzzati con della semplice acqua o passati con un panno umido. L’unico consiglio consiste nello strofinare bene per eliminare i segni più persistenti. L’operazione risulterà comunque velocissima.

3) Panno in microfibra

 

Utilizzare un panno in microfibra resistente permette di avere a disposizione uno strumento duraturo per la pulizia dei vetri, che vi salverà sia dall’accumulo tra i rifiuti di salviette o panni usa-e-getta, sia dall’incombenza di dover acquistare dei detersivi per la pulizia dei vetri o di qualsiasi altra sostanza che avreste ritenuto necessaria. I panni in microfibra, infatti, per la pulizia dei vetri necessitano semplicemente di essere inumiditi con acqua tiepida o fredda e di essere ben strizzati, per poi essere passati sulle superfici, anche una sola volta nei casi di sporco più leggero. Non sarà necessario risciacquare. I panni in microfibra dovranno poi essere lavati a mano con semplice acqua tiepida o con l’aggiunta di un pochino di sapone naturale.

4) Detergente per i vetri fai-da-te

 

Avendo a disposizione del sapone liquido ecologico, del detersivo per i piatti non inquinante o delle scaglie di sapone naturale, è possibile ottenere un detergente per i vetri e per le superfici lavabili della casa in pochi minuti. Nel caso dei detergenti liquidi, sarà infatti sufficiente discioglierne un cucchiaio in un contenitore spray insieme a 500 millilitri d’acqua fredda o tiepida. Le scaglie di sapone dovranno invece essere disciolte preferibilmente in acqua calda, nella dose di un cucchiaio per mezzo litro d’acqua. Agitate dunque il vostro flacone ed utilizzate il liquido ottenuto come se si trattasse di un comune detergente per i vetri.

In alternativa è possibile anche utilizzare l’acido citrico. Basta discioglierne un cucchiaio in un litro d’acqua a cui aggiungere un cucchiaio di detersivo ecologico per i piatti. Agitare il tutto all’interno di un contenitore spray ed è fatta.

5) Microrganismi effettivi

 

Non sono ancora molto noti, ma l’impiego dei microrganismi effettivi ha permesso la creazione non soltanto di fertilizzanti naturali, ma anche di detergenti ecologici da utilizzare non soltanto a livello domestico, ma anche in contesti professionali, in cui le regole per l’igiene e per la pulizia devono solitamente seguire dei criteri ben precise. I prodotti a base di microrganismi effettivi permettono di ottenere una pulizia profonda ed allo stesso tempo ecologica, traendo la propria efficacia esclusivamente dalla forza della natura. Essi sono composti principalmente da batteri e microrganismi utili, oli essenziali ed enzimi in grado di garantire una pulizia efficace. I microrganismi effettivi vengono utilizzati per la creazione di detergenti ecologici universaligià pronti, adatti anche alla pulizia dei vetri, o da preparare grazie ad appositi kit.


5) DETERSIVO PER IL FORNO

 

pulire forno

Anche per quanto riguarda la pulizia del fornonon appare necessario acquistare prodotti specifici. A partire da alcuni ben noti ingredienti poco costosi è possibile ottenere tutto ciò che occorre. Con sale, acqua e bicarbonato è ad esempio possibile preparareuna pasta abrasiva. Con l’acqua e con il limone si ottiene invece un rimedio naturale perfetto per sgrassare, a cui aggiungere semplicemente olio di gomito.

ricetta:

Scrub con Bicarbonato e Sale

 

  • 1 tazza di sale
  • 1 tazza di bicarbonato
  • 1 tazza di acqua

 

Questa formula è  adatta per disincrostare i residui di cibo dalle pareti del forno, grazie alle note proprietà abrasive del bicarbonato e del sale. Miscelate insieme gli ingredienti formando una pasta. Passate il composto ottenuto su tutte le pareti del forno, aiutandovi con un panno umido, mettendoci un po’ di forza per eliminare lo sporco. Lasciate agire per un’oretta e risciacquate accuratamente.

Sale, aceto e calore per rimuovere grasso e schizzi di cibo

 

Se non avete in casa il bicarbonato, potete in alternativa utilizzare il sale, ugualmente ottimo per un delicato scrub al forno. In questo caso però è necessario un po’ di calore. Riscaldate quindi il forno almeno a 180°. Una volta caldo, spruzzate una miscela di aceto e acqua e spargete il sale su tutta la superficie del forno. Spengete e lasciate agire. Una volta raffreddato, rimuovete la sporcizia, utilizzando una spugna umida. Oltretutto l’aceto disinfetta, eliminando contemporaneamente gli odori.

Limone e acqua per sgrassare

 

Per sgrassare a fondo il forno che c’è di meglio se non il limone, sgrassante naturale per eccellenza? Prendete 2 limoni abbastanza grandi, tagliateli a metà e spremetene il succo su tutta la superficie. Mettete quel che rimane dei limoni, in un tegame da forno con un po’ di acqua e infornate per circa 30minuti a 180° gradi. 

Pasta di bicarbonato e acqua

 

Il modo più semplice, e allo stesso tempo più efficace, per pulire il forno è quello di utilizzare una pasta, abbastanza consistenze, realizzata miscelando insieme acqua e bicarbonato. Applicatela su tutte le superfici del forno. Lasciate agire una notte e la mattina dopo, utilizzando un spazzolino o un spatola, rimuovete lo sporco risciacquando con acqua tiepida.

Micorganismi Effettivi

 

Altro modo per pulire il forno senza l’utlizzo di prodotti chimici è quello di affidarsi ai Microrganismi Effettivi. Per chi non li conosce, si tratta di microrganismi naturalmente presenti nella terra e nell’instestino umano che, lavorando insieme sono in grado di scatenare delle reazioni biologiche a catena con effetti benefici sulla, terra, sulle piante e per la pulizia della casa in quando sono in grado di nutrirsi dello sporco e del grasso. Sono in grado di assorbire i cattivi odori senza essere aggressivi sulla pelle. I detergenti per la casa  a base di microrganismi effettivi sono reperibili online. Per pulire il forno (procedimento testato personalmente) basta spruzzare un po’ di prodotto sulle superfici del forno, aspettare qualche minuto e passare un panno in microfibra. Lo sporco e l’unto verranno via come per magia!


6) PRODOTTI ANTIMUFFA

 

muffa

I prodotti antimuffa comunemente in vendita possono contenere sostanze non propriamente salutari e dannose per l’ambiente. Esistono però dei rimedi antimuffa sicuramente più innocui, a partire dall’olio essenziale di tea tree, dal sale fino e dal bicarbonato di sodio. Esistono inoltre rimedi particolarmente adatti alla rimozione della muffa presente sia sulle piastrelle che sulle tende della doccia.

ricetta:

  • Ingredienti: 
  • 700ml di acqua,
  • 2 cucchiai di acqua ossigenata da 30/40 volumi,
  • 2 cucchiai di bicarbonato di sodio  
  • 2 cucchiai di sale fino.

 

Preparazione

  • Sciogliete il bicarbonato e il sale fino nell’acqua, quindi versate tutto in uno spruzzino che abbia la capacità di almeno un litro, per poter contenere anche l’acqua ossigenata in espansione.

 

Versate in un flacone, aggiungete l’acqua ossigenata e agitate bene prima dell’uso.

Applicate sulla superficie da trattare, magari aiutandovi con un vecchio spazzolino da dentiper raggiungere i punti più difficili.

 

7) CANDEGGINA

 

bicarbonato

Sul nostro Forum si è aperta una discussionesull’utilizzo della candeggina e dei disinfettanti da bucato. I disinfettanti da bucato sono davvero necessari? C’è chi suggerisce di provare a sostituire la candeggina con dell’acqua ossigenata, considerata maggiormente rispettosa per l’ambiente. Per quanto riguarda il mantenimento dei capi bianchi nel corso dei lavaggi, è possibile utilizzare in lavatrice o a mano del bicarbonato di sodio o del percarbonato di sodio, acquistabile online o in negozi che vendano prodotti naturali per la pulizia della casa. Sul Forum è stata inoltre segnalata una ricetta per la creazione di una candeggina fai-fa-te.

ricetta:

mezza tazza di sapone liquido per lavatrice (da realizzare con 1 tazza di bicarbonato di sodio solvay, 1 tazza di carbonato di sodio, 10 gocce di olio essenziale di eucalipto, di 30 ml di sapone di Marsiglia puro liquido), un quarto di tazza di borace (si compra in farmacia o in ferramenta), un quarto di tazza di borace, un quarto di tazza di succo di limone o di aceto con un po’ di gocce di olio essenziale di limone.
Tutti questi ingredienti ndranno versati in una caraffa di plastica o in un contenitore che avete in casa, l’importante è che sia molto resistente. Mescolate per bene in modo che tutti gli ingredienti possano amalgamarsi alla perfezione e la vostra candeggina è servita.
Questa candeggina è perfetta per pulire dei capi con macchie difficili, ma con qualche piccola variante (fate delle prove) possiamo anche usarla per pulire i pavimenti, le piastrelle e anche i piatti.

8) DETERSIVO PER PAVIMENTI

 

sapone

Per la pulizia dei pavimenti è possibile evitare l’acquisto di prodotti specifici e limitarsi ad utilizzare alcuni cucchiai di scaglie di sapone naturale da diluire in un secchio di acqua calda. Si tratta di una soluzione adatta alla pulizia delle piastrelle presenti sia sui pavimenti che sulle pareti. Disciogliete in un litro d’acqua bollente 50 grammi di scaglie di sapone, mescolate, lasciate raffreddare ed utilizzate il liquido ottenuto per immergere il panno che utilizzerete per la pulizia dei pavimenti. Potrete aggiungere un totale di 10 gocce di olio essenziale di lavanda, eucalipto, limone o tea tree.

 

9) SPRAY DISINFETTANTE MULTIUSO

 

detersivi

Un prodotto spray multiuso da utilizzare in modo particolare per la pulizia dei sanitari, dei lavelli presenti in bagno o in cucina, dei ripiani della cucina stessa e di tutte le superfici lavabili della casa può essere ottenuto disciogliendo in mezzo litro di acqua bollente due cucchiai di sapone ecologico liquido o in scaglie. Per ottenere un potere disinfettante e per profumare, aggiungete alla preparazione 10 gocce di olio essenziale di limone, eucalipto o tea tree. Versate il detersivo, una volta che si sarà raffreddato, in un contenitore spray, e risulterà così sempre pronto all’uso.


10) PRODOTTI PER LA PULIZIA DEI SANITARI

 

sanitari

Dal nostro Forum viene suggerita una ricetta green per la preparazione di una facile pastella ecologicaadatta per la pulizia del bagno, con particolare riferimento ai sanitari. Questa pastella viene preparata mescolando bicarbonato di sodio, acqua e olio essenziale di tea tree, e può essere preparata al momento conservando gli avanzi in frigorifero all’interno di un barattolino per pulizie successive.

ricetta:

bicarbonato, acqua, tea tree oil.

Le proporzioni sono: una parte di acqua calda per due di bicarbonato. Mescolare bene il tutto fino ad ottenere una specie di pastella (in caso aggiungere un po’ di acqua o di bicarbonato a seconda che vi piaccia più liquida o più compatta), infine aggiungere qualche goccia di tea tree oil (che è un potente disinfettante).

FONTE: Marta Albé (Greenme)

 

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piantare_alberi_nuovi_natiPer ogni bimbo che nasce bisogna piantare un albero. La normativa esiste da più di vent’anni ma dal 16 febbraio le disposizioni di legge sono cambiate. Vale anche per i bimbi adottati.
La speranza di un mondo più verde con meno cemento ce la portano i bambini.
Una legge entrata in vigore il 16 febbraio scorso obbliga i Comuni sopra i 15mila abitanti a piantare un albero per ogni bambino registrato all’anagrafe o adottato.
La normativa, che punta a incentivare gli spazi verdi urbani, non è certo una novità assoluta, esiste da oltre vent’anni, ed era stata introdotto in Italia con la legge Cossiga-Andreotti n.113 del 29 gennaio 1992.
Per “assicurarne l’effettivo rispetto”, tuttavia, la legge n.10 del 14 gennaio 2013, entrata in vigore il 16 febbraio scorso, introduce modifiche alla precedente disposizione.

L’obbligo non si applicherà più a tutti i comuni, ma solo quelli con una popolazione superiore ai 15mila abitanti, e non interesserà solo le nascite, ma anche i bambini adottati.
Un altro cambiamento riguarda i tempi: la piantumazione dovrà avvenire entro sei mesi, e non più dodici, dalla nascita o dall’adozione.

Nonostante il basso tasso di natalità italiano, la legge dovrebbe riuscire a contrastare, almeno in parte, la perdita di zone verdi nel Paese, che secondo l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) è di otto metri quadrati al secondo.
A vigilare sul rispetto della normativa sarà il Comitato per lo sviluppo del verde pubblico istituito presso il ministero dell’Ambiente, mentre i Comuni dovranno comunicare informazioni sul tipo di albero scelto per ogni bimbo e il luogo in cui è stato piantato, provvedendo anche a un censimento annuale di tutte le piantumazioni.

Sempre per tutelare il verde pubblico, la legge che entrerà in vigore domani introduce norme a tutela degli alberi monumentali e ridefinisce la Giornata nazionale dell’albero, celebrata il 21 novembre, che punta a “perseguire, attraverso la valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo, l’attuazione del protocollo di Kyoto”, e prevede attività formative in tutte le scuole.

FONTE:  Gabriele Bindi. (SaporBio)

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