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Archive for the ‘psicologia’ Category

Quando sei triste, un amico ti apre il cuore e vi getta manciate di luce”, recita un aforisma di Fabrizio Caramagna.

 

Ebbene il prezioso aiuto delle persone a noi più care nel farci superare i momenti difficili e anche il dolore fisico è stato confermato dalla scienza: gli amici sarebbero addirittura meglio della morfina!

Già da tempo si parlava di questa possibilità ma adesso una nuova ricerca dell’Università britannica di Oxford ha confermato che gli amici aiutano a sopportare meglio il dolore e a tenere lontana la depressione.

Tutto ciò è possibile perché, quando siamo in loro compagnia, vengono liberate molte endorfine, sostanze utili a farci provare sensazioni di benessere, gratificazione e a regolare l’umore.

C’è quindi un collegamento tra comparsa della depressione, minor livello di endorfine e pochi amici? A detta di Katerina Johnson, coordinatrice dello studio, la risposta potrebbe essere affermativa:

“I risultati sono interessanti anche perché una recente ricerca suggerisce che il circuito delle endorfine può essere interrotto nei disturbi come la depressione e questo potrebbe spiegare anche perché le persone depresse spesso fanno una vita socialmente più ritirata”.

L’esperimento su cui si è basato lo studio, pubblicato su Scientific Reports, si è svolto in maniera molto semplice. Per prima cosa i ricercatori hanno fatto compilare un questionario ai 101 volontari (tra i 18 e i 34 anni) nel quale ciascuno doveva specificare gli aspetti principali delle sue relazioni sociali. Successivamente tutti sono stati sottoposti ad un piccolo test del dolore che consisteva nello stare in una posizione molto scomoda (posizione di squat con schiena dritta contro il muro) per tutto il tempo in cui si riusciva a resistere.

Si è visto così che, proprio coloro che avevano più amici, erano anche quelli che resistevano meglio e più a lungo, mostrando così una sopportazione del dolore simile a quella che si ha assumendo morfina.

Gli amici, dunque (la scienza lo conferma), sono dei veri e propri antidolorifici naturali, non resta che approfittarne!

 

FONTE: Greenme (Francesca Biagioli)

 

(ENGLISH VERSION)

“When you are sad, a friend opens your heart and throws you handfuls of light”, says an aphorism by Fabrizio Caramagna.

Well the precious help of the people most dear to us in getting us through difficult times and even physical pain has been confirmed by science: friends would be even better than morphine!

This possibility has been talked about for some time but now new research by the British University of Oxford has confirmed that friends help to better withstand pain and keep depression away. All this is possible because, when we are in their company, many endorphins are released, substances useful for us to experience feelings of well-being, gratification and to regulate mood.
Also read: freccia HOW TO STIMULATE THE ENDORPHINS IN A NATURAL WAY TO BE BETTER?
Is there therefore a connection between the appearance of depression, lower levels of endorphins and few friends? According to Katerina Johnson, study coordinator, the answer could be yes:

“The results are also interesting because recent research suggests that the endorphin circuit can be interrupted in disorders such as depression and this could also explain why depressed people often make a socially more retired life.”

The experiment on which the study was based, published in Scientific Reports, was carried out in a very simple manner. First, the researchers had a questionnaire filled out by 101 volunteers (between 18 and 34) in which each had to specify the main aspects of his social relations. Then all were subjected to a small pain test which consisted of staying in a very uncomfortable position (squat position with a straight back against the wall) for as long as it was possible to resist.

Thus we have seen that, precisely those who had more friends, were also those who resisted better and longer, thus showing a tolerance of pain similar to that which one has when taking morphine.
Friends, then (science confirms it), are real natural painkillers, you just have to take advantage of it!

 

SOURCE: Greenme (Francesca Biagioli)

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Negli Stati Uniti, si è scoperto con stupore
che le cellule cancerose temevano di più l’Amore! Lo studio ha dimostrato che molta gente è malata per mancanza d’AMORE.

Il Dott. David Hawkins è un medico Statunitense che ha trattato numerosi pazienti, dice che vedendo il paziente, conosce già la causa della malattia.

“Molte persone si ammalano, per mancanza di Amore. Perché hanno soltanto dolore e frustrazione.”

Le persone ammalatate hanno generalmente pensieri negativi, con frequenze vibratorie inferiori a 200.
Con vibrazioni superiori a 200, la gente non si ammala.

Il tasso vibrazionale (campo magnetico) più elevato è 1000 e il più basso è 1.

Quali sono i pensieri che abbassano le frequenze?

La gente piena di ODIO, che ama ESIGERE, biasimare ed essere temuta, ha una frequenza di circa trenta o quaranta.
ACCUSARE sempre gli altri, ruba una grande quantità d’energia e fa abbassare drammaticamente la frequenza vibratoria.

Il Dott. David Hawkins ha detto che in questo mondo, la frequenza più alta di vibrazione che abbia vista in una persona era di 700, un’energia particolarmente intensa.

Quando queste persone appaiono, possono influenzare considerevolmente il campo magnetico locale.

Quando una persona con un’energia elevata compare, il campo magnetico intorno diventa tranquillo e pacifico. Ma quando prevalgono i pensieri negativi, non solo la persona fa del male a sé stessa ma inquina anche il campo magnetico altrui.

Il dott. Hawkins dichiarò di aver testato milioni di casi, su diverse razze in tutto il mondo e Il risultato è sempre lo stesso.

  • Quando la frequenza vibratoria è inferiore a 200, la persona è malata.
    Invece Oltre i 200, è in buona salute.

Quali sono i pensieri sopra i 200?

“La BENEVOLENZA, la COMPASSIONE, l’AMORE, le AZIONI COMPIUTE con COSCIENZA & CONSAPEVOLEZZA, la TOLLERANZA, ecc.”… (Elevano le frequenze da 400 a 500).

Invece l’odio, la rabbia, il biasimo, il risentimento, la gelosia, il disprezzo, l’egoismo, il narcisismo e la quasi-totale assenza di empatia creano basse frequenze che portano anche al cancro, a malattie cardiache ecc…

Il pensiero è incredibile dal punto di vista medico.

L’AMORE ha una grande influenza sulla salute delle persone.

Dopo che il violoncellista giapponese ha sofferto di cancro, ha provato a combattere la malattia ma si è sempre sentito peggio.
Si è concentrato e ha deciso di AMARE tutte le cellule cancerose del suo corpo.
Ha considerato il dolore intenso del cancro come un “servizio di risveglio”, con riconoscenza e gratitudine.
Ha deciso di amare tutto il mondo.
Dopo un certo tempo, inaspettatamente tutto era scomparso.
Divenne un terapeuta famoso in tutto il Giappone.

L’Essenza della vita è l’Amore.! ❤️
La tua essenza è l’AMORE ❤️INFINITO ED ETERNO.

Emmanuel Schaeffer

FONTE:  Riflessioni e Benessere

 

(ENGLISH VERSION)

In the United States, it was discovered with astonishment
that the cancer cells feared more Love!

The study showed that many people are sick due to lack of LOVE.
Dr. David Hawkins is a US doctor who has treated many patients, says that seeing the patient, he already knows the cause of the disease.
“Many people get sick due to lack of love. Because they have only pain and frustration.

Sick people generally have negative thoughts, with vibratory frequencies below 200.
With vibrations above 200, people don’t get sick.

The highest vibrational rate (magnetic field) is 1000 and the lowest is 1).

What are the thoughts that lower the frequencies?
People full of HATE, who love DEMANDING, blaming and being feared, have a frequency of about thirty or forty.
Always to accuse others, steal large amounts of energy and dramatically lower the vibratory frequency.

Dr. David Hawkins said that in this world, the highest frequency of vibration seen in one person was 700, a particularly intense energy.

When these people appear, they can significantly influence the local magnetic field.

When a person with high energy appears, the magnetic field around becomes quiet and peaceful. But when negative thoughts prevail, not only does the person hurt himself but he also pollutes the magnetic field of others.

The dott. Hawkins claimed to have tested millions of cases, on different races around the world, and the result is always the same.
When the vibration frequency is less than 200, the person is sick.
Instead Over 200, he is in good health.

What are the thoughts above 200?
“BENEVOLENCE, COMPASSION, LOVE, ACTIONS CARRIED OUT WITH CONSCIENCE & AWARENESS, TOLERANCE, etc.” … (The frequencies range from 400 to 500).

Instead hatred, anger, blame, resentment, jealousy, contempt, selfishness, narcissism and the almost total absence of empathy create low frequencies that also lead to cancer, heart disease, etc.
The thought is incredible from a medical point of view.
LOVE has a great influence on people’s health.

After the Japanese cellist suffered from cancer, he tried to fight the disease but he always felt worse.
He concentrated and decided to LOVE all the cancer cells in his body.
He considered the intense pain of cancer as an “awakening service”, with gratitude and gratitude.
He decided to love the whole world.
After a while, unexpectedly everything had disappeared.
He became a famous therapist throughout Japan.

The Essence of life is Love.! ❤️
Your essence is the ITOINFINITO AND ETERNAL LOVE.

SOURCE: Riflessioni e Benessere

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Uno studio su Scientific Reports dimostra che in un mollusco americano l’accumulo di scorte energetiche, la sonnolenza dopo i pasti e la produzione di nuove memorie a lungo termine sono regolati dalla stessa molecola. E nell’uomo potrebbe accadere qualcosa di simile.

 

La conosciamo un po’ tutti: quella sensazione di sazietà che segue un buon pasto abbondante, accompagnata inevitabilmente da un’irresistibile torpore.

Perché l’evoluzione ha plasmato questa sonnolenza “post prandiale”?

L’ipotesi più comune è che sia legata, in qualche modo, alla digestione. Ma dalla New York University arriva una nuova ipotesi: riposarsi dopo una scorpacciata, qualcosa che avviene praticamente in tutte le specie animali, potrebbe essere un modo per promuovere la formazione di memorie a lungo termine. A suggerirlo, una serie di esperimenti che hanno coinvolto la Aplysia californica, una lumaca di mare americana, descritti dai ricercatori sulle pagine di Scientific Reports.

La scelta dell’Aplysia californica non è casuale. Si tratta infatti di uno dei modelli animali più utilizzati per indagare i processi di apprendimento e memoria, perché possiede neuroni di dimensioni molto grandi (anche 50 volte più grandi di quelli presenti nel cervello umano) e in numero piuttosto limitato. Caratteristiche che semplificano molto questo genere di studi. Scelto il protagonista delle loro ricerche, gli scienziati hanno osservato il comportamento dei molluschi nei laboratori dell’Università di New York, studiando a fondo cosa avviene all’interno del loro cervello dopo un abbondante scorpacciata di alghe. Scoprendo una serie di novità.

Per prima cosa, l’insulina, nota anche come ormone della sazietà, funziona in modo molto diverso nelle lumache di mare californiane, rispetto a quanto avviene nel nostro organismo.

“Negli esseri umani l’alimentazione promuove il rilascio di insulina, che a sua volta spinge le cellule del corpo ad assorbire nutrienti dal sangue e trasformarli in grasso per conservarli”, spiega Nikolay Kukushkin, uno dei ricercatori che ha partecipato allo studio. “Si ritiene invece che l’insulina abbia pochissimi effetti sul nostro cervello. Ma un ormone molto simile, l’insuline-like growth factor 2, è fondamentale per il corretto funzionamento del sistema nervoso centrale, in particolare nel caso della formazione della memoria a lungo termine. In questo caso, però, il suo rilascio non è legato all’assunzione di calorie”.

Completamente differente la situazione nell’Aplysia: le due funzioni appena citate, metaboliche e di modulazione neurale, sono svolte da una singola molecola, simile all’insulina, prodotta nel sistema nervoso e responsabile
  • sia di rafforzare le connessioni tra neuroni (e sedimentare quindi le memorie),
  • sia di promuovere l’assorbimento dei nutrienti nei tessuti del corpo.

E se normalmente dopo un abbondante pasto a base di alghe queste lumache tendono a ridurre le loro attività per qualche tempo, in modo simile a quanto avviene nella nostra specie, bloccando i recettori cerebrali per la molecola ‘simil-insulina’ questo comportamento svanisce. A dimostrare che svolge un ruolo anche nell’innescare la sonnolenza (o meglio diminuzione di attività nel caso delle lumache) in seguito a un pasto abbondante.

A livello evolutivo, sia nelle lumache di mare che nella nostra specie gli ormoni che compongono il sistema dell’insulina devono quindi essersi sviluppati per controllare al contempo alimentazione, comportamento e memoria. Nella lumaca milioni di anni di evoluzione hanno lasciato questo sistema tutto sommato inalterato, mentre nell’uomo un po’ alla volta le due funzioni sono diventate parzialmente indipendenti.

“Si tratta di risultati che potrebbero aiutare a comprendere i meccanismi con cui l’insulina e molecole simili svolgono il loro ruolo nell’alimentazione e nella formazione dei ricordi, negli uomini e negli altri animali”,
spiega Thomas Carew, coordinatore dello studio. Visto che il sonno è un momento fondamentale per fissare i ricordi accumulati durante la giornata, secondo gli Carew anche la sonnolenza post prandiale potrebbe nascere per ragioni simili.
“Potrebbe essere un modo per preservare la memoria di quello che abbiamo mangiato – conclude Carew – in caso il ricordo tornasse utile in futuro. Che si tratti di alghe o di un tacchino del ringraziamento, d’altronde, una buona cena è sempre qualcosa che vale la pena ricordare”.
FONTE: Salute della Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

A study in Scientific Reports shows that in an American mollusk the accumulation of energy stocks, the drowsiness after meals and the production of new long-term memories are regulated by the same molecule. And something similar could happen in humans.

 

We all know it a little: that feeling of satiety that follows a good hearty meal, inevitably accompanied by an irresistible numbness. Why has evolution shaped this “post prandial” drowsiness? The most common hypothesis is that it is linked, in some way, to digestion. But a new hypothesis comes from New York University: resting after a feast, something that happens in practically all animal species, could be a way to promote the formation of long-term memories. To suggest, a series of experiments involving Aplysia californica, an American sea snail, described by the researchers on the pages of Scientific Reports.

The choice of Aplysia californica is not accidental. It is in fact one of the most used animal models to investigate the processes of learning and memory, because it has very large neurons (even 50 times larger than those present in the human brain) and in a rather limited number. Features that greatly simplify this kind of study. Having chosen the protagonist of their research, the scientists observed the behavior of the molluscs in the laboratories of the University of New York, studying in depth what happens inside their brain after an abundant feast of algae. Discovering a series of new features.

First, insulin, also known as satiety hormone, works very differently in Californian sea snails, compared to what happens in our body. “In humans, nutrition promotes the release of insulin, which in turn drives the body’s cells to absorb nutrients from the blood and turn them into fat to conserve them,” explains Nikolay Kukushkin, one of the researchers who participated in the study. “It is believed that insulin has very few effects on our brain. But a very similar hormone, insulin-like growth factor 2, is fundamental for the proper functioning of the central nervous system, particularly in the case of memory formation. long term. In this case, however, its release is not related to calorie intake. “

The situation in Aplysia is completely different: the two functions mentioned above, metabolic and neural modulation, are carried out by a single molecule, similar to insulin, produced in the nervous system and responsible both for strengthening the connections between neurons (and then sedimenting the memories), and to promote the absorption of nutrients in body tissues. And if normally after an abundant meal of algae these snails tend to reduce their activity for some time, similar to what happens in our species, blocking the brain receptors for the insulin-like molecule this behavior vanishes. To demonstrate that it also plays a role in triggering drowsiness (or rather diminishing activity in the case of snails) following a large meal.

At the evolutionary level, both in sea snails and in our species the hormones that make up the insulin system must therefore have developed to control both nutrition, behavior and memory. In the snail millions of years of evolution have left this system altogether unaltered, while in man a little at a time the two functions have become partially independent.

“These are results that could help us understand the mechanisms by which insulin and similar molecules play their role in nutrition and memory formation, in men and other animals,” explains Thomas Carew, study coordinator. that sleep is a fundamental moment to fix the memories accumulated during the day, according to Carew also post prandial drowsiness could arise for similar reasons. “It could be a way to preserve the memory of what we ate – concludes Carew – in case the memory would be useful in the future. Whether it’s algae or a thanksgiving turkey, a good dinner is always something worth remembering “.

 

SOURCE: Salute della Repubblica

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Anni fa, ho introdotto una potente meditazione chiamata Meditazione della Luna Curativa per le persone che stavano lottando e bisognose. È nostro diritto di nascita conoscere il potere curativo di questa meditazione e usarla ogni volta che vorremmo. È una meditazione miracolosa che ci è stata data per aiutarci a guarire e persino ad accrescere la compassione per noi stessi e gli altri.

 

Esistono molte forme di meditazione insegnate online e in classe. Ognuno di essi ha i suoi meriti e può essere utile. Tuttavia, se sei qualcuno che fatica a meditare perché è difficile rimanere fermi, non hai tempo, o sei troppo sofferente o troppo stressato per cancellare i pensieri dalla tua mente, quelle meditazioni possono essere difficili o non funzionare per te.

Ci sono molte meditazioni che ho condiviso che possono aiutarti ad accedere a benefici di guarigione miracolosi in pochi minuti, rendendoli realistici per quasi tutti. Ti forniscono anche un modo per connetterti profondamente con la bellissima terra in cui viviamo e il suo design perfetto per supportarci attraverso le nostre prove e difficoltà.

Chiamo queste meditazioni le Meditazioni di Guarigione dell’Anima e descrivo alcune delle migliori nel mio primo libro Medical Medium. Nel momento in cui siamo nati e abbiamo fatto il nostro primo respiro, ci è stato dato il diritto di usare queste Meditazioni di Guarigione dell’Anima per la guarigione e il sostentamento.

Una meditazione che non ho ancora condiviso nei miei libri è la Meditazione della Luna Curativa.

Questa meravigliosa meditazione purifica la mente dai pensieri velenosi che corrono attraverso una mente indaffarata e cancella le emozioni tossiche immagazzinate nel cuore.

Per iniziare la meditazione, devi riconnetterti con la luna.

Ogni notte, o quante più notti alla settimana puoi, guarda la luna per cinque minuti. Se non sei in grado di farlo per così tanto tempo, anche farlo per 30 secondi sarà utile. Puoi prima orientarti verso la meraviglia che è la luna e passare un momento ad apprezzarla. È utile essere generalmente consapevoli della luna il più possibile. Scopri dove si trova e in che modo la forza magnetica può aiutarti a curare e trattenere più luce. Mentre fissi la luna per alcuni minuti o per tutto il tempo che desideri, sappi che sta schiarendo la tua coscienza dalle erbacce.

Le erbacce sono pensieri, emozioni e stress tossici immagazzinati in noi, che influenzano le decisioni che prendiamo, i pensieri che pensiamo e i sentimenti che proviamo. Queste erbe infestanti influiscono anche sulla nostra fede, fiducia e compassione, e più erbe abbiamo, più è difficile orientarci attraverso la vita in un modo che è nel nostro interesse.

Non è necessario che la luna sia luminosa o piena per fare questa meditazione. Puoi sederti o alzarti. Tutto ciò che serve è essere in grado di vederlo e sperimentare un’intimità con la luna per quei pochi minuti.

La luna ha una frequenza magnetica che le dà la straordinaria capacità di attirare l’oscurità per il tempo in cui fai questa meditazione, dandoti un nuovo inizio all’istante, anche se non la senti ancora tu stesso.

  • La tua anima inizia a guarire,
  • il tuo spirito inizia a guarire e
  • il tuo cuore inizia a guarire.

Le ferite che hai raccolto a causa della rottura della fiducia, del tradimento o di situazioni difficili che hai dovuto sopportare, persino malattie o sofferenze fisiche, possono iniziare a guarire.

Più fai questa meditazione, più profondi saranno i suoi effetti nel tempo. Nel tempo, potresti sentirti rinnovato e muoverti in una direzione nuova e più sana.

La meditazione della luna curativa è davvero così semplice e profonda. Può cambiare la vita ed è lì per te ogni volta che desideri usarlo.

FONTE: Medical Medium

 

(ENGLISH VERSION)

Years ago, I introduced a powerful meditation called the Healing Moon Meditation to people who were struggling and in need. It is our birthright to know the healing power of this meditation and use it whenever we’d like. It’s a miraculous meditation we have been given to help us heal and even to grow in compassion for ourselves and others.

There are many forms of meditation taught online and in classes. They each have their merits and can be helpful. However, if you’re someone who struggles to meditate because it’s hard to sit still, you don’t have time, or you’re in too much pain or too stressed to clear the thoughts from your mind, those meditations may be challenging or not work for you.

There are many meditations I have shared that can help you access miraculous healing benefits in just a few minutes, making them realistic for almost anyone. They also provide a way for you to deeply connect with the beautiful earth we live on and its perfect design to support us through our trials and hardships. I call these meditations the Soul-Healing Meditations and I describe some of the best of them in my first book Medical Medium. The minute we were born and took our first breath, we were given the right to use these Soul-Healing Meditations for healing and sustenance.

One meditation that I haven’t yet shared in my books is the Healing Moon Meditation. This wonderful meditation cleanses the mind of poisonous thoughts racing through a busy mind and clears toxic emotions stored in the heart. To start the meditation, you must reconnect with the moon. Each night, or as many nights a week as you can, gaze at the moon for five minutes. If you’re not able to do it for that long, even doing it for 30 seconds will be helpful. You can first orient yourself to the wonder that is the moon and spend a moment appreciating it. It’s helpful to generally be aware of the moon as much as possible. Know where it is and how it’s magnetic force can help you heal and hold more light. As you stare at the moon for a few minutes or as long as you’d like, know that it is clearing your consciousness of weeds. The weeds are the toxic thoughts, emotions, and stresses that are stored within us, influencing the decisions we make, the thoughts we think, and the feelings we experience. These weeds also affect our faith, trust, and compassion, and the more weeds we have, the harder it is to navigate our way through life in a way that’s in our best interests.

The moon doesn’t have to be bright or full to do this meditation. You can sit or stand. All you need is to be able to see it and experience an intimacy with the moon for those few minutes. The moon has a magnetic frequency that gives it the amazing ability to draw out darkness for the time you do this meditation, giving you a fresh start instantly, even if you don’t feel it yet yourself. Your soul starts to heal, your spirit starts to heal, and your heart starts to heal. Wounds you’ve collected from trust being broken, betrayal, or difficult situations you’ve had to bear, even illness or physical suffering, can start to mend. The more you do this meditation, the more profound its effects will be over time. Over time, you may feel yourself renewed and moving in a new and healthier direction. The Healing Moon Meditation is really that simple and that profound. It can be life-changing and it’s right there for you every time you wish to use it.

 

SOURCE: Medical Medium

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Avete provato tutti i trucchi, letto guide su guide, consultato esperti di procrastinazione, ma niente da fare? Continuate imperterriti a rimandare al domani quello che potreste fare oggi? Ebbene, forse non è poi così atroce questa “cattiva” abitudine, anzi potrebbe essere addirittura geniale.

 

Secondo Adam Grant, docente di Management alla Wharton, autore del libroEssere originali: come gli anticonformisti cambiano il mondo, la procrastinazione è una caratteristica molto diffusa tra i pensatori più innovativi del Pianeta, inclusi due dei cofondatori di Apple, Steve Jobs e Steve Wozniak.

Nell’intervista rilasciata a Business Insider, Grant spiega che oggi la procrastinazione è associata alla pigrizia e all’apatia ma nell’antico Egitto la si considerava come un avvertimento: il momento giusto non è ancora arrivato. Vale a dire che chi procrastina, in fondo a se stesso, sa che quello non è il momento per procedere.

Se la procrastinazione, afferma Grant, è negativa parlando di produttività, è invece positiva per la creatività. Lo sapeva bene Steve Jobs che rimandava le cose per far nascere idee più alternative rispetto a quelle convenzionali.

Trattasi di procrastinazione strategica che tutti noi, a detta di Grant, possiamo testare nella vita quotidiana, semplicemente interrompendo qualsiasi attività creativa e rimandandola prima del termine, per consentire a idee più originali di emergere.

I vantaggi della procrastinazione

Genialità a parte, i vantaggi della procrastinazione non finiscono qui, eccone un elenco:

  1. ci permette di avere un quadro d’insieme più completo quando dobbiamo prendere una decisione;
  2. mentre rimandiamo un lavoro, abbiamo più tempo per perfezionarlo e individuare eventuali errori e sviste;
  3. ci permette di non perdere tempo in attività inutili o che semplicemente non fanno per noi;
  4. ci protegge dall’iper-produttività tipica di questi tempi;
  5. stimola e migliora la creatività alternativa;
  6. ci permette di capire cosa davvero fa per noi.

E tanto per concludere in bellezza, sappiate che un’altra ricerca, “The Structural and Functional Signature of Action Control”, ha dimostrato tramite risonanza magnetica che la causa della procrastinazione è un’amigdala mediamente più grande, nonché una bassa connessione funzionale tra quest’ultima a l’ACC dorsale.

L’amigdala è coinvolta, fra le altre cose, nella gestione delle emozioni e se è di dimensioni maggiori, causa maggiore ansia quando ci si appresta a svolgere un dato compito. A dimostrazione che la procrastinazione non dipende necessariamente dalla pigrizia!

 

FONTE: Greenme

 

(ENGLISH VERSION)

Have you tried all the tricks, read guides on guides, consulted procrastination experts, but nothing to do? Do you continue undeterred to postpone to tomorrow what you could do today? Well, maybe this “bad” habit is not all that atrocious, in fact it could even be brilliant.

According to Adam Grant, professor of Management at Wharton, author of the book “Being original: how nonconformists change the world”, procrastination is a widespread characteristic among the most innovative thinkers on the planet, including two of Apple’s co-founders, Steve Jobs and Steve Wozniak.

In an interview with Business Insider, Grant explains that today procrastination is associated with laziness and apathy but in ancient Egypt it was considered as a warning: “the right time has not yet arrived”. That is to say that those who procrastinate, after all, know that this is not the time to proceed.

If procrastination, says Grant, is negative when it comes to productivity, it is positive for creativity. Steve Jobs was well aware that he postponed things to give birth to more alternative ideas than conventional ones.

This is a strategic procrastination that all of us, according to Grant, can test in everyday life, simply by interrupting any creative activity and delaying it before the end, to allow more original ideas to emerge.

The advantages of procrastination

Genius aside, the advantages of procrastination don’t end there, here’s a list:

  1. allows us to have a more complete picture when we have to make a decision;
  2. while we postpone a job, we have more time to perfect it and identify any errors and oversights;
  3. allows us not to waste time on useless activities or those that simply are not for us;
  4. it protects us from the typical hyper-productivity of these times;
  5. stimulates and improves alternative creativity;
  6. allows us to understand what it really does for us.

And to top it off, know that another research, “The Structural and Functional Signature of Action Control”, showed by magnetic resonance that the cause of procrastination is an average amygdala larger, as well as a low functional connection between quests last to the ACC dorsal.

The amygdala is involved, among other things, in the management of emotions and if it is larger, it causes greater anxiety when preparing to perform a given task. A demonstration that procrastination does not necessarily depend on laziness!

 

SOURCE: Greenme

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Quando dici “grazie”, lo intendi davvero o è solo la cortesia a cui dai poca attenzione? I neuroscienziati hanno scoperto che se lo senti davvero quando lo dici, sarai più felice e più sano. La pratica regolare di esprimere gratitudine non è una moda del New Age; è una sfaccettatura della condizione umana che porta veri benefici a coloro che la intendono.

 

Gli psicologi Dr. Robert Emmons dell’Università della California a Davis e Dr. Michael McCullough dell’Università di Miami hanno pubblicato uno studio nel 2015 che ha esaminato i risultati fisici della pratica della gratitudine.

  1. A un terzo dei soggetti dello studio è stato chiesto di tenere un diario giornaliero delle cose accadute durante la settimana per le quali erano grati.
  2. Un altro terzo è stato invitato a scrivere irritazioni quotidiane o eventi che li avevano dispiaciuti.
  3. All’ultimo terzo del gruppo è stato chiesto di scrivere situazioni ed eventi quotidiani senza enfasi sull’attaccamento emotivo positivo o negativo.

Alla fine dello studio di 10 settimane, a ciascun gruppo è stato chiesto di registrare come si sentivano fisicamente e in generale sulla vita.

Il gruppo di gratitudine ha riferito di sentirsi più ottimista e positivo della propria vita rispetto agli altri gruppi. Inoltre, il gruppo di gratitudine era più attivo fisicamente e riferiva meno visite da un medico rispetto a quelli che scrivevano solo delle loro esperienze negative. (1)

Migliore salute fisica

Altre ricerche sugli effetti fisici della gratitudine riportano risultati ancora più tangibili. Concentrarsi sugli aspetti positivi e sentirsi riconoscenti

  • può migliorare la qualità del sonno e
  • ridurre i sentimenti di ansia e depressione.

(2) Inoltre, i livelli di gratitudine sono correlati a stati d’animo migliori e minore affaticamento e infiammazione, riducendo il rischio di insufficienza cardiaca, anche per coloro che sono sensibili. (3)

Gratitudine e il tuo cervello

Le ragioni per cui la gratitudine ha un impatto così grande sulla salute e sul benessere iniziano nel cervello. In un esperimento neurologico condotto da ricercatori dell’Università della California a Los Angeles, l’attività cerebrale è stata misurata utilizzando la risonanza magnetica poiché i soggetti sono stati indotti a provare gratitudine ricevendo doni. Le aree del cervello che mostravano una maggiore attività erano la corteccia cingolata anteriore e la corteccia prefrontale mediale, quelle associate a cognizione morale e sociale, ricompensa, empatia e giudizio di valore. Ciò ha portato alla conclusione che l’emozione della gratitudine supporta un atteggiamento positivo e solidale nei confronti degli altri e una sensazione di sollievo dagli stressanti. (4)

La gratitudine attiva anche l’ipotalamo, con effetti a valle sul metabolismo, sullo stress e su vari comportamenti. (5) L’ipotalamo si trova alla base del cervello e regola gli ormoni responsabili di molte funzioni critiche, come la temperatura corporea, le risposte emotive e le funzioni di sopravvivenza come l’appetito e il sonno. Uno dei neurochimici associati alle parti del cervello colpite dalla gratitudine è la dopamina, un ormone del piacere.

L’influenza positiva della gratitudine sulla salute mentale continua oltre un evento particolare se l’emozione viene rivissuta:

“… un semplice intervento di gratitudine è stato associato a una sensibilità neuronale significativamente maggiore e duratura alla gratitudine – i soggetti che hanno partecipato alla scrittura di lettere di gratitudine hanno mostrato sia aumenti comportamentali di gratitudine che una modulazione neuronale significativamente maggiore di gratitudine nella corteccia prefrontale mediale tre mesi dopo.” ( 6)

In effetti, questo effetto duraturo è psicologicamente protettivo. Negli adolescenti, i sentimenti di gratitudine hanno mostrato una correlazione inversa con la vittimizzazione del bullismo e il rischio di suicidio. (7) La gratitudine influenza la funzione cerebrale a livello chimico e la sua pratica promuove sentimenti di autostima e compassione per gli altri.

Siamo in grado di percepire e provare gratitudine e le sue numerose caratteristiche in uno spettro molto ampio. (8) L’apertura e la volontà di provare gratitudine non riguardano solo l’individuo ma i suoi rapporti interpersonali; una tensione comune nelle relazioni è causata da ripetuti feedback negativi da parte di uno o entrambi i partner senza compensare la gratitudine. (9)

3 passaggi per diventare più riconoscenti

In periodi di difficoltà o stress potrebbe sembrare difficile essere grati. Ma se ci pensate davvero, tutti abbiamo qualcosa di cui essere grati. Se ti impegni in una sola preghiera, lascia che sia semplicemente un sentito “grazie”. Ecco tre semplici modi per metterti nella consapevolezza della gratitudine.

  1. Tieni un diario giornaliero delle cose di cui sei grato: elenca almeno tre. I periodi migliori per scrivere sul diario sono la mattina quando inizia la giornata o la sera prima di dormire.
  2. Fai in modo di dire alle persone nella tua vita ciò che apprezzi di loro su base giornaliera.
  3. Quando ti guardi allo specchio, concediti un momento per pensare a una qualità che ti piace di te o di qualcosa che recentemente hai raggiunto.

Attraverso il potere della gratitudine, puoi collegare il tuo cervello ad essere ottimista e compassionevole, facendoti sentire bene. Più sembri, più puoi essere grato. Questa positività può estendersi a coloro che ti circondano, creando un ciclo virtuoso. (10)

 

FONTE: dailyhealthpost

 

 

(ENGLISH VERSION)

When you say “thank you”, do you really mean it or is it just politeness to which you give little attention? Neuroscientists have found that if you really feel it when you say it, you’ll be happier and healthier. The regular practice of expressing gratitude is not a New Age fad; it’s a facet of the human condition that reaps true benefits to those who mean it.

Psychologists Dr. Robert Emmons of the University of California at Davis and Dr. Michael McCullough of the University of Miami published a study in 2015 that looked at the physical outcomes of practicing gratitude. One third of the subjects in the study were asked to keep a daily journal of things that happened during the week for which they were grateful. Another third was asked to write down daily irritations or events that had displeased them. The last third of the group was asked to write down daily situations and events with no emphasis on either positive or negative emotional attachment. At the end of the 10-week study, each group was asked to record how they felt physically and generally about life.

The gratitude group reported feeling more optimistic and positive about their lives than the other groups. In addition, the gratitude group was more physically active and reported fewer visits to a doctor than those who wrote only about their negative experiences. (1)

Better Physical Health

Other research into the physical effects of gratitude report even more tangible results. Focusing on the positive and feeling grateful can improve your sleep quality and reduce feelings of anxiety and depression. (2) Furthermore, levels of gratitude correlate to better moods and less fatigue and inflammation, reducing the risk of heart failure, even for those who are susceptible. (3)

Gratitude and Your Brain

The reasons why gratitude is so impactful to health and well-being begin in the brain. In a neurological experiment conducted by researchers at the University of California at Los Angeles, brain activity was measured using magnetic resonance imaging as subjects were induced to feel gratitude by receiving gifts. The areas of the brain showing increased activity were the anterior cingulate cortex and medial prefrontal cortex—those associated with moral and social cognition, reward, empathy, and value judgment. This led to the conclusion that the emotion of gratitude supports a positive and supportive attitude toward others and a feeling of relief from stressors. (4)

Gratitude activates the hypothalamus as well, with downstream effects on metabolism, stress, and various behaviors. (5) The hypothalamus is located at the base of the brain and regulates hormones responsible for many critical functions, such as body temperature, emotional responses, and survival functions like appetite and sleep. One of the neurochemicals associated with the parts of the brain affected by gratitude is dopamine, a pleasure hormone.  

The positive influence of gratitude on mental health continues past a particular event if the emotion is relived:

“…a simple gratitude writing intervention was associated with significantly greater and lasting neural sensitivity to gratitude–subjects who participated in gratitude letter writing showed both behavioral increases in gratitude and significantly greater neural modulation by gratitude in the medial prefrontal cortex three months later.” (6)

In fact, this lasting effect is psychologically protective. In adolescents, feelings of gratitude have shown an inverse correlation with bullying victimization and suicide risk. (7) Gratitude affects brain function on a chemical level and its practice promotes feelings of self-worth and compassion for others. 

We can perceive and experience gratitude and its many characteristics in a very broad spectrum. (8) Openness and willingness to experience gratitude affects not only the individual but her/his interpersonal relationships; a common strain in relationships is caused by repeated negative feedback by one or both partners without off-setting gratitude. (9

3 Steps to Becoming More Grateful

In times of hardship or stress it might seem difficult to be grateful. But if you really think about it, we all have something to be grateful for. If you engage in only one prayer, let it be simply a heartfelt “thank you”. Here are three easy ways to put yourself in the mindfulness of gratitude.

  1. Keep a daily journal of things you are grateful for—list at least three. The best times for writing in your journal are in the morning as your day begins or at night before sleep.
  2. Make it a point to tell people in your life what you appreciate about them on a daily basis.
  3. When you look in the mirror, give yourself a moment to think about a quality you like about yourself or something have recently accomplished.

Through the power of gratitude, you can wire your brain to be optimistic and compassionate, making you feel good. The more you look, the more you can find to be grateful for. This positivity can extend to those around you, creating a virtuous cycle. (10)

 

SOURCE: dailyhealthpost

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Dopo decenni di studi fornite direttive ai medici per diagnosticare il cosiddetto “burnout”

La sindrome da burnout entra ufficialmente nella lista dell’International Classification of Diseases (Icd) dell’Organizzazione mondiale della sanità. Si tratta del manuale che l’Oms dà ai medici per riconoscere e diagnosticare le malattie.

L’esaurimento da lavoro, però, non è riconosciuto come vera e propria malattia ma come uno dei fattori che «influenzano lo stato di salute o che portano al contatto con i servizi sanitari». Il burnout è considerato un «problema associato con l’occupazione o la disoccupazione lavorativa», una sindrome conseguente allo «stress cronico sul posto di lavoro gestito senza successo». Non una malattia o una condizione medica, quindi, ma un «fenomeno legato al lavoro», come ha precisato anche un portavoce dell’Organizzazione.

Secondo l’OMS è caratterizzato da tre sintomi:

  1. sentimenti di esaurimento mentale o fisico;
  2. aumento della distanza mentale dal proprio lavoro o sentimenti di negativismo o cinismo relativi al proprio lavoro;
  3. ridotta efficacia professionale.

Il burnout si riferisce specificamente ai fenomeni nel contesto occupazionale e non dovrebbe essere applicato per descrivere esperienze in altri ambiti della vita.

La nuova classificazione delle malattie, denominata CIP-11 e già pubblicata lo scorso anno, è stata ufficialmente adottata dagli stati membri durante la 7esima Assemblea mondiale dell’OMS, che si è conclusa martedì a Ginevra. Entrerà in vigore il 1 gennaio 2022. Questo elenco, compilato dall’Organizzazione mondiale della sanità, si basa sui risultati ottenuti da esperti provenienti da tutto il mondo.

La classificazione delle malattie dell’OMS fornisce un linguaggio comune attraverso il quale i professionisti della salute possono scambiarsi informazioni sanitarie.

Usa, il burnout dei medici costa 4,6 miliardi di dollari l’anno
Secondo uno studio pubblicato sugli “Annals of Internal Medicine”, il burnout dei medici arriva a costa al sistema sanitario americano circa 4,6 miliardi di dollari l’anno. L’analisi è stata condotta da un gruppo di ricerca composto da studiosi della National University of Singapore, della Stanford University, della Mayo Clinic, e dell’American Medical Association.

I ricercatori hanno sviluppato un modello matematico utilizzando i risultati di precedenti ricerche e hanno stimato i costi relativi al “burnout” e alla conseguente riduzione delle ore di lavoro. Dall’analisi è emerso che vengono persi ogni anno circa 7.600 dollari per ogni medico vittima dell’esaurimento fisico. Secondo gli esperti «è necessario un cambiamento culturale all’interno dei luoghi di lavoro, con una maggiore attenzione alla salute e al benessere, e fornendo anche aiuto psicologico».

FONTE: Salute della Stampa

(ENGLISH VERSION)

After decades of studies, you gave doctors directives to diagnose the so-called “burnout”.

Burnout syndrome officially enters the list of the International Classification of Diseases (ICD) of the World Health Organization. This is the manual that the WHO gives doctors to recognize and diagnose diseases. However, work exhaustion is not recognized as a real illness but as one of the factors that “influence the state of health or that lead to contact with health services”. Burnout is considered a “problem associated with employment or unemployment”, a syndrome resulting from “chronic stress in the workplace managed unsuccessfully”. Not a disease or a medical condition, therefore, but a “work-related phenomenon”, as a spokesman for the Organization pointed out.

According to the WHO it is characterized by three symptoms: feelings of mental or physical exhaustion; increased mental distance from one’s work or feelings of negativism or cynicism related to one’s work; reduced professional effectiveness. Burnout refers specifically to phenomena in the occupational context and should not be applied to describe experiences in other areas of life.

The new classification of diseases, called CIP-11 and already published last year, was officially adopted by member states during the 7th World Assembly of the WHO, which ended Tuesday in Geneva. It will enter into force on 1 January 2022. This list, compiled by the World Health Organization, is based on the results obtained by experts from around the world. The WHO classification of diseases provides a common language through which health professionals can exchange health information.

US burnout costs US $ 4.6 billion a year
According to a study published in the “Annals of Internal Medicine”, doctors’ burnout reaches the American health system at about $ 4.6 billion a year. The analysis was conducted by a research group composed of scholars from the National University of Singapore, Stanford University, Mayo Clinic, and the American Medical Association. Researchers developed a mathematical model using the results of previous research and estimated the costs related to “burnout” and the consequent reduction in working hours. The analysis showed that about 7,600 dollars are lost each year to every physician victim of physical exhaustion. According to experts, “a cultural change is needed within the workplace, with greater attention to health and well-being, and also providing psychological help”.

 

SOURCE: Salute della Stampa

 

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