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Archive for the ‘psicologia’ Category

potere gratitudine

“Dai tempi immemorabili esiste una legge cosmica: se una persona non ha ringraziato per un aiuto o per delle conoscenze ricevute, si vedrà comunque prelevare l’energia della gratitudine, in un modo o nell’altro.

Un uomo ingrato rompe l’equilibrio energetico, il quale sarà ripristinato alla prima occasione. Come un lago dal quale è stata presa l’acqua per le irrigazioni, se la riprenderà altrove: dai pozzi vicini, o dalle nuvole cariche di pioggia – non importa.

Colui che ha fatto un favore, un servizio e ha preso per questo del denaro o altri beni materiali, ha l’energia equilibrata. Ma se fa un servizio gratuitamente, la sua energia non sarà considerata equilibrata, e tale equilibrio sarà ripristinato appena possibile. Di solito, l’uomo lo vedrà sotto forma delle conoscenze in più, fortuna o salute.
Riceverà in regalo un libro che gli serve, troverà per caso un guaritore che lo aiuterà a tornare in salute, o, semplicemente, avrà fortuna in ciò che farà…”
Katsuzo Nishi

“Molto comunemente, la gente, principalmente ignoranti delle conoscenze esoteriche, non riconoscono, non si rendono conto, o non vogliono sapere che le benedizioni ottenute dovrebbero essere condivise per aprire le porte a nuove benedizioni.

Infatti, dato che siamo venuti a conoscere l’importanza di questa Legge Cosmica, per adempiere la condividiamo in uso dalla Legge della Gratitudine.

Una delle leggi cosmiche a cui si è fatto riferimento in uno dei libri sacri, la Bibbia, è il passaggio che corrisponde a una parabola che dice:

  • “A colui che ha molto, molto sarà dato e a chi ha poco anche quel poco sarà tolto.”– Ordine dei Rosacroce

 

“La gratitudine non è soltanto la principale virtù, ma anche la madre di tutte le altre.” – Cicerone

 

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Negli ultimi anni si è assistito ad un notevole aumento di ricerche nel campo della psicologia positiva e diversi autori per anni hanno studiato gli effetti di questo potente stato d’animo positivo sulla salute e sul benessere.

Robert Emmons e Michael McCullough sono due dei principali autori americani che hanno indagato il potere della gratitudine. Essi l’hanno descritta come un punto di forza della personalità, la capacità di essere chiaramente consapevoli di ciò che c’è di positivo nella propria vita. Gli individui grati esprimono tipicamente il loro apprezzamento agli altri in modo sincero, di cuore e non per essere educati.  Se possiedi un alto livello di questa forza interna, spesso sperimenterai uno stato emotivo di meraviglia, riconoscenza e apprezzamento per la vita.

I ricercatori hanno trovato che le persone che esprimevano più frequentemente questo sentimento erano:

  •           Più felici.
  •           Più sane (riportavano meno mal di testa, mal di stomaco, ecc.)
  •           Avevano più energia.
  •           Era meno stressate e ansiose.

“La gioia è la forma più semplice di gratitudine.” – Karl Barth

“Ringraziare è un modo meraviglioso per incominciare la giornata!

Di sera, rivedo il giorno trascorso con tutte le benedizioni e le mille opportunità che sono arrivate e di cui essere grata.
Perdono anche me stessa quando mi accorgo di aver commesso degli errori o se sento di aver detto o fatto qualcosa di inappropriato, o se ho preso una decisione che non si è rivelata la cosa migliore per me. Sii grato di tutto!” – Louise L. Hay

“Dimenticate le ingiurie, non dimenticare mai gentilezze.” – Confucio

 

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

“From the immemorial time there is a cosmic law: if a person has not thanked for help or for the knowledge received, you will still see the energy of gratitude, in one way or another.

An ungrateful man breaks the energy balance, which will be restored at the first opportunity. Like a lake from which water has been taken for irrigation, it will resume it elsewhere: from nearby wells, or from rain clouds – it does not matter.

 
He who has done a favor, a service and has taken money or other material goods for this, has balanced energy. But if he does a free service, its energy will not be considered balanced, and this unbalance will be restored as soon as possible. Usually, man will see him in the form of extra knowledge, luck or health.
He will receive as a gift a book he needs, he will find a healer by chance that will help him return to health, or, simply, he will have luck in what he will do … “Katsuzo Nishi

“Very commonly, people, mainly ignorant of esoteric knowledge, do not recognize, do not realize, or do not want to know that the blessings obtained should be shared to open the door to new blessings.

In fact, since we have come to know the importance of this Cosmic Law, to fulfill it we share it in use by the Law of Gratitude.

 
One of the cosmic laws referred to in one of the sacred books, the Bible, is the passage that corresponds to a parable that says: “To him who has much, much will be given, and to those who have little even that little will be taken away. “– Order of the Rosicrucians

“Gratitude is not only the principal virtue, but also the mother of all others.”  Cicero

In recent years there has been a considerable increase in research in the field of positive psychology and several authors have studied for years the effects of this powerful positive state of mind on health and well-being.

Robert Emmons and Michael McCullough are two of the leading American authors who have investigated the power of gratitude. They have described it as a strength of personality, the ability to be clearly aware of what is positive in one’s life. Grateful individuals typically express their appreciation to others sincerely, heartily and not to be educated. If you have a high level of this internal strength, you will often experience an emotional state of wonder, gratitude and appreciation for life.

The researchers found that the people who expressed this feeling most frequently were:

  •  Happier
  •  More healthy (reported less headache, stomach ache, etc.)
  • They had more energy.
  •  It was less stressed and anxious.

“Joy is the simplest form of gratitude.” Karl Barth
“To thank is a wonderful way to start the day!

In the evening, I review the day with all the blessings and the many opportunities that have come and to be grateful.
I also lose myself when I realize I’ve made mistakes or if I feel I’ve said or done something inappropriate, or if I made a decision that did not turn out to be the best thing for me. Be grateful for everything! ” Louise L. Hay

“Forget the insults, never forget kindness.” Confucius

 

SOURCE: Dionidream

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A chi non è mai capitato, almeno una volta nella vita, di interiorizzare le emozioni, i sentimenti e le sensazioni, così tanto da poterle sentire con la pancia?

In realtà, nella pancia abbiamo un “cervello addominale” che non serve soltanto alla digestione e che, al pari del cervello vero e proprio, produce alcune sostanze, come la serotonina e dopamina, in grado di influenzare i nostri stati d’animo.

E’ come se il nostro intestino si comportasse da “secondo cervello” e, in maniera completamente autonoma, inviasse segnali di stress, compromettendo la produzione dell’ormone del benessere, rilasciato dal medesimo organo.

E’ proprio sull’addome che si accumulano la rabbia, le tensioni sul lavoro, le discussioni di coppia o di famiglia, le preoccupazioni in generale.

L’accumulo di ansia, quella che non riesce ad essere scaricata correttamente, viene interiorizzata ed inizia a circolare nella pancia (pancia gonfia).

Il respiro affannoso, tipico delle persone ansiose, favorisce l’ingestione di molta aria che resta bloccata nell’intestino, perché non riesce a venir fuori da bocca o naso.

I sintomi che più di frequente vengono riferiti al proprio medico (quali dolori addominali, stitichezza, diarrea, digestione lenta, nausea, ecc.), vengono approfonditi mediante alcune indagini diagnostiche (esami e test per scoprire le cause fisiche che li originano), anche se molto spesso i disturbi intestinali hanno matrice psicosomatica.

Dietro questi sintomi, non sempre, c’è una vera e propria patologia (allergie, ulcere, polipi, ecc.), pertanto, è bene affrontare il prima possibile le cause psicologiche scatenanti.

L’intestino e il cervello comunicano molto da vicino. Le cellule neuronali presenti nell’intestino, seppur in numero inferiore rispetto a quelle presenti nel cervello, a seguito di fattori fisici o stimoli di vario tipo (ad esempio le emozioni), rilasciano in media il 95% della serotonina complessiva rilasciata dall’organismo.

Tutte le volte che le emozioni sono associate ad ansia, paura e tensione il cervello invia all’intestino “l’ordine” di rilasciare altra serotonina in modo tale da poter gestire questo surplus di emozioni negative, e, purtroppo, questo avviene non senza conseguenze per la funzionalità dell’intero apparato digestivo.

La muscolatura addominale, infatti, si contrae, provocando gonfiore, diarrea, crampi, ecc.; inoltre, l’eccessiva tensione e stress emotivo inducono nello stomaco una iper- secrezione di acido cloridrico che provoca, nel tempo, infiammazioni, bruciori e addirittura ulcere.

Alla luce di questo, ricordiamo che sono proprio le emozioni negative la fonte del nostro malessere!

In assenza di una vera patologia fisica, pertanto, è fondamentale lavorare sul proprio stato psicologico, riducendo il livello di stress anche mediante altre vie di sfogo.

 

FONTE: youredueaction

 

(ENGLISH VERSION)

To those who have never, at least once in their lifetime, been able to internalize their emotions, feelings and sensations, so much that they can feel them with their stomachs?

In reality, in the belly we have an “abdominal brain” that is not only used for digestion and that, like the actual brain, produces some substances, such as serotonin and dopamine, which can influence our moods.It is as if our intestine behaved like a “second brain” and, in a completely autonomous way, it sent stress signals, compromising the production of the hormone of well-being, released by the same organ.

It is on the abdomen that the anger accumulates, the tensions at work, the discussions of a couple or family, concerns in general.

The accumulation of anxiety, the one that fails to be properly discharged, is internalized and begins to circulate in the belly (swollen belly).

The wheezing, typical of anxious people, favors the ingestion of a lot of air that remains blocked in the intestine, because it can not come out of the mouth or nose.

The symptoms that are most frequently referred to your doctor (such as abdominal pain, constipation, diarrhea, slow digestion, nausea, etc.), are deepened through some diagnostic investigations (tests and tests to find out the physical causes that originate them), also if very often intestinal disorders have a psychosomatic matrix.

Behind these symptoms, not always, there is a real pathology (allergies, ulcers, polyps, etc.), therefore, it is good to face as soon as possible the triggering psychological causes.

The intestine and the brain communicate very closely. Neuronal cells present in the intestine, albeit in smaller numbers than those present in the brain, as a result of physical factors or stimuli of various types (for example emotions), release on average 95% of the total serotonin released by the body.

Whenever emotions are associated with anxiety, fear and tension, the brain sends the “order” to release more serotonin so that it can handle this surplus of negative emotions, and, unfortunately, this happens not without consequences. for the functionality of the entire digestive system.

In fact, the abdominal muscles contract, causing swelling, diarrhea, cramps, etc .; furthermore, excessive tension and emotional stress induce in the stomach a hypersecretion of hydrochloric acid which, over time, causes inflammation, burning and even ulcers.

In light of this, we remember that it is precisely negative emotions that are the source of our uneasiness!

In the absence of a true physical pathology, therefore, it is essential to work on one’s own psychological state, reducing the level of stress also by means of other ways of venting.

SOURCE: youredueaction

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Scopriamo le principali funzioni, le caratteristiche e le differenze degli emisferi cerebrali: forse non tutti sanno che abbiamo un cervello “poeta” e uno “ingegnere”…

Il cervello è certamente l’organo più complesso e affascinante del corpo umano, la struttura biologica che maggiormente ci differenzia dagli animali. La cosa più straordinaria del cervello è che non si tratta di un organo statico, ma di qualcosa che muta ed evolve grazie agli stimoli e alle esperienze a cui è sottoposto. Per questa ragione è possibile parlare di cervello “plastico”, da intendersi come una struttura dinamica.

Il cervello è diviso in due emisferi

La sua parte anteriore è divisa in due emisferi, emisfero destro ed emisfero sinistro, i quali presentano significative differenze funzionali: così come il linguaggio è un aspetto caratterizzante della parte sinistra del cervello, la capacità di percepire in modo globale un quadro, una mappa o un insieme di immagini, cogliendo i rapporti presenti tra gli elementi che li compongono, è una dote tipica dell’emisfero destro, considerando per semplicità tutti destrimani. Nei mancini il discorso è rovesciato.

Il ruolo dominante dell’emisfero sinistro nei processi linguistici, sia scritti che orali, potrebbe erroneamente far pensare che questa zona abbia funzioni più importanti o “elevate” rispetto all’emisfero destro: numerosi studi hanno dimostrato invece come i due emisferi cerebrali presentino differenti specializzazioni, tutte fondamentali nella realizzazione dei processi cognitivi e nella costruzione del pensiero in senso lato.

Cervello: ingegnere o poeta? Entrambi !

A livello generale si può affermare che l’emisfero sinistro del cervello è “l’ingegnere”: oltre ad essere specializzato nei i processi linguistici, è maggiormente competente in quelli sequenziali e nella percezione-gestione degli eventi che si susseguono nel tempo, come ad esempio la concatenazione logica del pensiero; in altri termini, il cervello ingegnere è maggiormente qualificato nella percezione analitica della realtà.

L’emisfero destro, invece, è il “poeta”, più specializzato nell’elaborazione visiva e nella percezione delle immagini, nella loro organizzazione spaziale e nell’interpretazione emotiva; più sommariamente, al cervello poeta spetta la percezione globale e complessiva degli stimoli.

La dominanza degli emisferi del cervello

Un emisfero diventa dominante sull’altro quando svolge processi e funzioni che l’emisferoopposto non è in grado di gestire in modo altrettanto competente. Quando leggiamo, scriviamo o intavoliamo una discussione, la dominanza è riservata all’emisfero sinistro; al contrario quando disegniamo o guardiamo un’immagine, sarà l’emisfero destro ad avere dominanza su quello sinistro.

Il cervello non va comunque inteso come scisso in due parti a se stanti: cervello poeta e cervello ingegnere sono strettamente connessi tra loro, caratterizzati da un continuo scambio di informazioni e messi in comunicazione tra loro da un grosso fascio di fibre nervose, il corpo calloso, che permette al cervello di integrare le elaborazioni delle varie aree.

Gli emisferi funzionano in sincrono

L’importanza dei due emisferi e della loro interazione è dimostrata dal fatto che una lesione delle aree cerebrali responsabili dei processi linguistici, causa una perdita della capacità di parlare o di comprendere il linguaggio, facendo sì che una persona, pur riconoscendo visivamente un oggetto e sapendolo usare, non sia ad esempio in grado di descriverlo o di attribuirgli un nome.

Un deficit o una perdita di funzionalità a carico dell’emisfero destro può impedire al soggetto di riconoscere volti noti così come oggetti conosciuti; la persona in questione potrebbe essere perfettamente in grado di spiegare verbalmente ciò che vede senza sapere minimamente di che cosa si tratti (può descrivere una caffettiera parlando della sua forma, della sua grandezza, del manico, del colore senza però riuscire a risalire alla sua utilità).

La dominanza di un emisfero varia anche in base allo scopo

In pratica, nessuno utilizza sempre e solo funzioni appartenenti all’uno o all’altro emisfero; il cervello umano sfrutta entrambi gli emisferi e le corrispettive specializzazioni, anche se, a seconda delle varie situazioni, vengono predilette modalità analitiche piuttosto che emotive e globali.

Inoltre, è importante sottolineare come una stessa funzione mentale possa essere di competenza dell’emisfero sinistro o di quello destro a seconda di ciò che si vuole ottenere: i musicisti percepiscono la musica in due modi differenti: se vogliono lasciarsi trasportare dal suono e verificarne l’armonia “ascolteranno”, in modo inconscio, con l’emisfero destro; al contrario, se vogliono analizzare la melodia da un punto di vista tecnico interverrà, in modo automatico, l’emisfero sinistro.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

We discover the main functions, characteristics and differences of the cerebral hemispheres: perhaps not everyone knows that we have a “poet” brain and an “engineer” …

The brain is certainly the most complex and fascinating organ in the human body, the biological structure that most differentiates us from animals. The most extraordinary thing about the brain is that it is not a static organ, but something that changes and evolves thanks to the stimuli and experiences to which it is subjected. For this reason it is possible to speak of a “plastic” brain, to be understood as a dynamic structure.

The brain is divided into two hemispheres

Its front part is divided into two hemispheres, right hemisphere and left hemisphere, which present significant functional differences: just as language is a characterizing aspect of the left side of the brain, the ability to perceive a framework, a map or a global a set of images, capturing the relationships between the elements that compose them, is a typical gift of the right hemisphere, considering for simplicity all right-handed. In the left-handed, the speech is reversed.

The dominant role of the left hemisphere in linguistic processes, both written and oral, could wrongly suggest that this area has more important or “elevated” functions than the right hemisphere: numerous studies have shown how the two cerebral hemispheres present different specializations , all fundamental in the realization of cognitive processes and in the construction of thought in the broadest sense.

Brain: engineer or poet? Both !

On a general level it can be said that the left brain hemisphere is “the engineer”: besides being specialized in the linguistic processes, it is more competent in the sequential ones and in the perception-management of the events that follow each other over time. for example the logical concatenation of thought; in other words, the brain engineer is more qualified in the analytical perception of reality.

The right hemisphere, on the other hand, is the “poet”, more specialized in visual elaboration and perception of images, in their spatial organization and in emotional interpretation; more briefly, the global and global perception of stimuli lies with the poet’s brain.

The dominance of the hemispheres of the brain

A hemisphere becomes dominant over the other when it carries out processes and functions that the hemisphere can not handle in an equally competent manner. When we read, write or engage in a discussion, dominance is reserved for the left hemisphere; on the contrary when we draw or look at an image, it will be the right hemisphere to have dominance over the left one.

However, the brain should not be understood as split into two parts: brain poet and brain engineer are closely connected, characterized by a continuous exchange of information and put in communication with each other by a large bundle of nerve fibers, the corpus callosum , which allows the brain to integrate the elaborations of the various areas.

The hemispheres work in sync

The importance of the two hemispheres and their interaction is demonstrated by the fact that a lesion of the cerebral areas responsible for the linguistic processes, causes a loss of the ability to speak or understand the language, causing a person, while recognizing visually an object and knowing how to use it, it is not for example able to describe it or to give it a name.

A deficit or loss of function in the right hemisphere may prevent the subject from recognizing known faces as well as known objects; the person in question could perfectly be able to explain verbally what he sees without knowing what it is about (he can describe a coffeepot talking about his shape, his size, the handle, the color without being able to go back to its usefulness ).

The dominance of a hemisphere also varies according to the purpose

In practice, no one always uses functions belonging to one or the other hemisphere; the human brain exploits both the hemispheres and the corresponding specializations, even if, depending on the various situations, analytical rather than emotional and global modes are preferred.

Furthermore, it is important to underline how the same mental function can be the responsibility of the left or right hemisphere depending on what you want to achieve: musicians perceive music in two different ways: if they want to be carried away by the sound and check ‘harmony’ will listen, unconsciously, to the right hemisphere; on the contrary, if they want to analyze the melody from a technical point of view, the left hemisphere will automatically intervene.

 

SOURCE: Riza

 

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Ti sei mai sentito abbattuto, sconfitto o addirittura schiacciato da una malattia cronica o da un dolore, o da una difficoltà emotiva come la perdita, il tradimento o la malattia di una persona cara? O forse non hai più fiducia nella capacità del tuo corpo di guarire perché ti è stato detto che il tuo corpo sta attaccando se stesso, quando la verità è che non lo è. Non ha mai avuto e non lo sarà mai.

 

Tutti noi attraversiamo momenti difficili nella nostra vita, ma alcuni possono essere così difficili da sopportare o durare a lungo che iniziamo a credere che le cose non cambieranno o miglioreranno mai. Questo è particolarmente comune per così tanti che hanno sofferto di malattie croniche per anni, persino decenni. Forse tu o qualcuno che conosci stia lottando, anche se è stato solo per pochi mesi o un anno. Puoi iniziare a dimenticare cosa vuol dire sentirsi bene, e lottare ogni giorno può farti mettere in discussione se mai guarirai e riprenderai la tua vita.

Forse sei qualcuno che ha un sintomo o una malattia che non è ovvia per le persone intorno a te, quindi pensano che tu stia bene, e che sia solo nella tua testa. Ma sai che non ti senti bene e ti senti solo nel tuo dolore. O forse non sei stato fisicamente malato, ma hai subito degli shock emotivi che ti hanno lasciato vacillare e ti sei chiesto se ti saresti mai sentito di nuovo felice. L’idea di essere completamente sani e felici di nuovo può sembrare una fantasia riservata alle persone che vedi fare jogging, ridere e sorridere con i loro amici e familiari.

Ho sentito questo da persone che stanno facendo queste esperienze quasi ogni giorno. È straziante il fatto che così tante persone stiano lottando e perdendo la speranza e la fede che possono guarire. Ma c’è una verità su cui puoi aggrapparti durante i tempi difficili, ed è quello che voglio condividere con te oggi e nel mio nuovo libro. “Life-Changing Foods”: Salva te stesso e quelli che ami con i poteri di guarigione nascosti di frutta e verdura .

Quando stavo attraversando i momenti più difficili della mia vita, Spirit mi avrebbe sempre detto di ricordare che tutte le tempeste passano. Niente rimane uguale, e tutte le cose cambiano. Il sole uscirà di nuovo e il cielo blu sostituirà il grigio, devi solo rimanere lì finché non lo faranno. Questo potrebbe sembrare un concetto semplice, ma non toglie nulla alla sua verità o al potere che ha di aiutarti nei momenti bui.

Personalmente mi sono aggrappato a questa saggezza dallo Spirito molte volte per sopportare le tempeste della mia vita, e volevo condividerlo con voi oggi in modo che anche voi e i vostri cari possano tenervi duro. Ricordando che tutto cambia e che tutte le cose passeranno aiuta a costruire il tuo spirito in modo da poter perseverare nei momenti difficili sapendo che c’è un cambiamento in avanti. Quando tieni stretta questa verità, ti aiuta ad accelerare il processo di guarigione.

I vantaggi del viaggio nel tempo

Oggi c’è una tendenza popolare a concentrarsi sul momento presente. Il concetto suggerisce che concentrarsi su ciò che sta accadendo in questo momento ci permette di non soffermarci sul passato, che non possiamo cambiare, o sul futuro, che è lontano e distoglie la nostra attenzione da ciò che ci sta di fronte in questo momento. L’idea alla base di questo movimento è che essendo presenti, possiamo evitare di sentirci miserabili su ciò che è già accaduto nelle nostre vite o non esiste ancora, e possiamo essere grati per ciò che abbiamo in questo momento. Questa è una pratica potente, positiva e consapevole.

Concentrarsi sul momento presente può essere una strategia meravigliosa per qualcuno che è sano e felice, ma è occupato o sopraffatto dal lavoro, o non dedica abbastanza tempo ad apprezzare ciò che conta veramente nella loro vita. Può aiutare a radicarli e calmare la loro mente come forma di meditazione. Ma se sei qualcuno che attualmente soffre o ha una malattia, un sintomo o un dolore cronico, o stai attraversando un momento difficile emotivamente o in qualsiasi altro modo, non devi sempre essere nel momento presente. In effetti per molti, il momento presente è l’ultimo posto in cui vuoi essere. Questo potrebbe sorprenderti, ma lo Spirito mi ha insegnato che in genere è meglio pensare al passato o al futuro.

Se tu o una persona cara stai lottando con una malattia o un sintomo fisico o emotivo al momento, devi guardare al passato. Ripensa a un momento in cui ti sei sentito bene, prima di sperimentare malattie, lotte o prove. O se hai sempre avuto difficoltà, c’è un tempo in passato quando tutto sembrava un po ‘più facile? È lì che devi portare la tua mente e  i tuoi pensieri.

Pensa a come ti sei sentito, a cosa stavi facendo e godendoti, ai luoghi in cui ti trovavi, ai bei momenti che hai vissuto. Ripensare ai tempi più felici e più sani del passato ti connette con i sentimenti che avevi in ​​quel momento, e ricorda al tuo spirito e alla tua anima che la stessa salute e felicità che avevi allora è ancora dentro di te ora. Ti ricorda che è possibile sentirsi di nuovo bene e che la guarigione non è così lontana.

Ricordando che tutte le tempeste passano, è anche importante pensare al futuro. Puoi guarire e sentirti di nuovo felice e in salute, quindi pianifica i bei tempi per il futuro. Cosa aspetti? Dove ti vedi in futuro? Immagina come ti sentirai quando sarai guarito o sei uscito da questa tempesta, risorgendo dalle ceneri, e stai facendo le cose che volevi. Mantieni vivi i tuoi sogni dedicando tempo a pianificare il tuo futuro, perché il sole verrà fuori di nuovo.

Festeggia i tuoi progressi

Se hai già fatto qualche passo per guarire o alleviare una situazione stressante, come includere più frutti, bere succo di sedano, guardare il tramonto o pregare gli Angeli, hai notato qualche piccolo cambiamento, anche se non sono coerenti ancora? Ogni piccolo progresso che facciamo conta ed è fondamentale quando siamo in una tempesta per mantenere ogni piccolo miglioramento, vittoria o sollievo che sperimentiamo.

La guarigione non è sempre un processo lineare, quindi non scoraggiarti se sembra che ci siano delle battute d’arresto. Spesso sono tre passi avanti, due indietro, quindi ci possono essere momenti in cui può sembrare che non stiamo facendo progressi, ma in realtà li stiamo facendo. La guarigione può avvenire anche in incrementi in cui si possono fare molti progressi un mese e poi piccoli progressi nel mese successivo.

Ma se prestiamo veramente attenzione, potremmo notare che abbiamo avuto un giorno migliore, o mal di testa vengono meno frequentemente, o abbiamo un po’ più di energia. Quando noti piccoli cambiamenti, tienili sopra per ricordare che la salute e la felicità sono possibili e che tutte le tempeste passano.

Il cibo della risurrezione

I mirtilli selvatici sono il vero alimento della risurrezione, motivo per cui discuto dei veri poteri miracolosi di guarigione che hanno, che sono sconosciuti dalla scienza medica e dalla ricerca, nel mio libro Life-Changing Foods. Se stai lottando e vuoi che l’assistenza esca dalle ceneri, mangia queste bacche fenomenali il più spesso possibile. I mirtilli selvatici sono sopravvissuti nel terreno acido e sfidano gli inverni nel clima settentrionale per molte migliaia di anni e quelle sfide naturali li rendono speciali, proprio come le tue sfide ti rendono speciale.

La loro capacità di adattarsi ad ambienti difficili conferisce loro un’enorme forza fisica e spirituale, di cui beneficiate anche quando li consumate. I loro nutrienti adattogeni possono aiutarti ad adattarti alle sfide e allo stress e ad aiutarti a riportarti in vita quando tutto sembra perduto.

Le tempeste ti rendono più forte

So che è difficile e pesante attraversare disagi emotivi e avere malattie e sintomi, anche se è solo un sintomo apparentemente piccolo per un breve periodo. Sono stato intimamente consapevole delle lotte di ogni persona che ho incontrato da quando avevo quattro anni, e non ho altro che compassione per chiunque stia vivendo delle difficoltà. Una cosa che succede quando affrontiamo le lotte è che diventiamo più forti anche se al momento non la si pensa in quel modo.

Impariamo ad adattarci, sopravvivere e attingere a parti di noi stessi che altrimenti non avremmo conosciuto. Molti di noi che attraversano malattie croniche o disagi scelgono anche di aiutare gli altri che stanno lottando offrendo sostegno e compassione nei loro momenti difficili, che è un dono speciale. Se hai attraversato delle prove in questa vita, o li stai ancora vivendo, lo sai perché sei una persona speciale con un grande scopo qui. Ricordare questa verità su chi sei può anche aiutarti a superare le tempeste finché non passano.

Non sei solo

Spesso ci sentiamo isolati e soli nel nostro dolore quando attraversiamo un momento difficile. Ma non importa dove ti trovi o come ti senti, sappi che non sei solo. Nel mio nuovo libro “Life-Changing Foods”, condivido i molti modi in cui ci vengono forniti così da poter affrontare le sfide che affrontiamo. Condivido anche la verità sulla guarigione e la medicina nel cibo che non è ancora stata scoperta dalla scienza medica e dalla ricerca che può aiutarti a trasformare la tua vita in senso emotivo, fisico e spirituale.

Questa informazione è così essenziale da sapere perché non solo ti dà gli strumenti per muoverti attraverso le tempeste che affrontiamo; aiuta anche a ripristinare la nostra fede e compassione. Lo Spirito e io dedichiamo innumerevoli ore alla stesura di questo libro per voi e per i vostri cari, in modo che tutti possiamo iniziare a guarire e prosperare di nuovo. Con le giuste informazioni e strumenti possiamo alzarci insieme dalle ceneri.

Quando mi è stato dato il dono di ascoltare lo Spirito e vedere dentro gli altri, ho capito subito che mi è stato dato in modo da poter fornire informazioni che possano aiutare a salvare vite. Il mio regalo non è mai stato per me. È per gli altri, per te e per i tuoi cari, ed è quello che conta di più. Mi è stato insegnato dallo Spirito di essere un indipendente che guardava le persone, non gli interessi. Mi è stato insegnato a guardarti le spalle per aiutarti a superare la nebbia della malattia.

Mi interessa profondamente dal profondo del mio cuore di te e dei tuoi cari, e voglio che tutti noi andiamo avanti e guariamo insieme. Sappi che sono con te e sto dietro di te. Grazie ancora per essere qui e imparare queste informazioni importanti. Sono davvero onorato di essere al servizio e sono così orgoglioso di te.

FONTE: Medical Medium

 

(ENGLISH VERSION)

Have you ever felt beaten down, defeated, or even crushed by chronic illness or pain, or from an emotional hardship like the loss, betrayal, or illness of a loved one? Or maybe you no longer trust in your body’s ability to heal because you’ve been told that your body is attacking itself, when the truth is it isn’t. It never has and it never will.

We all go through challenging times in our lives, but some can be so difficult to bear or long lasting that we start to believe things won’t ever change or improve. This is particularly common for so many who have suffered from chronic illness for years, even decades. Maybe you or someone you know is struggling, even if it has only been for a few months or a year. You can start to forget what it’s like to feel well, and struggling through each day can make you question if you’ll ever heal and get your life back.

Perhaps you’re someone who has a symptom or illness that isn’t obvious to the people around you, so they think you’re fine, and that it’s just in your head. But you know you don’t feel well and you feel alone in your pain. Or maybe you haven’t been physically ill, but you’ve gone through emotional blows that have left you reeling and wondering if you’ll ever feel happy again. The idea of being fully healthy and happy again can seem like a fantasy reserved for the people you see jogging, laughing, and smiling with their friends and family.

I hear from people who are having these experiences almost every day. It’s heartbreaking that so many people are struggling, and losing hope and faith that they can heal. But there is a truth you can hold onto during the tough times, and that’s what I want to share with you today and in my new book Life-Changing Foods: Save Yourself And The Ones You Love With The Hidden Healing Powers Of Fruits And Vegetables.

When I was going through the hardest times of my life, Spirit would always tell me to remember that all storms pass. Nothing stays the same, and all things change.The sun will come out again and blue skies will replace the grey, you just have to hang in there until they do. This might seem like a simple concept, but it doesn’t detract from its truth or the power it has to help you through the dark times.

I personally have gripped on to this wisdom from Spirit many times to endure the storms in my life, and I wanted to share it with you today so that you and your loved ones can hold onto it too. Remembering that everything changes and all things will pass helps build up your spirit so you can persevere through the hard times knowing there is change ahead. When you hold this truth close, it helps to speed up your healing process.

The Benefits of Time Traveling

There is a popular trend today to focus on the present moment. The concept suggests that focusing on what’s happening right now allows us to not dwell on the past, which we can’t change, or the future, which is far away and diverts our attention from what’s in front of us right now. The idea behind this movement is that by being present, we can prevent feeling miserable about what’s already happened in our lives or doesn’t exist yet, and we can be grateful for what we have in this very moment. This is a powerful, positive, and mindful practice.

Focusing on the present moment can be a wonderful strategy for someone who is healthy and happy, but is busy or overwhelmed with work, or not taking enough time out to appreciate what really matters in their life. It can help to ground them and calm their mind as a form of meditation. But if you’re someone who presently is suffering or has a chronic illness, symptom, or pain, or you’re going through a hard time emotionally or in any other way, you don’t always have to be in the present moment. In fact for many, the present moment is the last place you want to be. This may surprise you, but Spirit taught me that instead it’s typically better to think of the past or future.

If you or a loved one is struggling with a physical or emotional illness or symptom currently, you have to look into the past. Think back to a time when you did feel good, before you experienced illness, struggles, or trials. Or if you’ve always had hardships, is there a time in the past when it all felt a bit easier? That’s where you need to take your mind and thoughts to.

Think about how you felt, what you were doing and enjoying, the places you were in, the beautiful moments you experienced. Thinking back to happier and healthier times in the past connects you with the feelings you had then, and reminds your spirit and soul that the same health and happiness you had back then is still within you now. It reminds you that it’s possible to feel good again and that healing isn’t that far away.

Remembering that all storms pass, It’s also important to think about the future. You can heal and feel happy and healthy again, so plan for the good times ahead in your future. What do you look forward to? Where do you see yourself in the future? Imagine how you will feel when you’re healed or have come out of this storm, rising out of the ashes, and you’re doing the things you’ve been wanting to. Keep your dreams alive by spending time planning for your future, because the sun will come out again.

Celebrate Your Progress

If you’ve already been taking some steps for healing or easing a stressful situation, like including more fruits, drinking celery juice, watching the sunset, or praying to the Angels, have you noticed any little changes, even if they’re not consistent yet? Every little bit of progress we make counts, and it’s critical when we are in a storm to hold onto every little improvement, win, or relief we experience.

Healing isn’t always a linear process, so don’t be discouraged if it seems like there’s some setbacks. Often it’s three steps forward, two steps back, so there may be times when it can feel like we aren’t making progress, but in reality we are. Healing can also happen in increments where a lot of progress could be made one month and then small amounts of progress the next month.

But if we really pay attention, we may notice that we did have a better day, or headaches come less frequently, or we have a little more energy. When you notice little shifts, hold onto them as a reminder that health and happiness is possible, and all storms pass.

The Resurrection Food

Wild blueberries are the true resurrection food, which is why I discuss the true miraculous healing powers they have, which are unknown by medical science and research, in my book Life-Changing Foods. If you are struggling and wanting assistance to rise out of the ashes, eat these phenomenal berries as often as possible. Wild blueberries have survived in the acidic soil and challenging winters in the northern climate for many thousands of years and those natural challenges make them special, just like your challenges make you special.

Their ability to adapt to harsh environments gives them enormous physical and spiritual strength, which you also benefit from when you consume them. Their adaptogenic nutrients can help you adapt to the challenges and stress you face, and can help bring you back to life when all seems lost.

Storms Make You Stronger

I know it’s miserable going through emotional hardships and having illnesses and symptoms, even if it’s just a seemingly small symptom for a short time. I’ve been intimately aware of the struggles of every person I have encountered since I was four years old, and I have nothing but compassion for anyone who is experiencing hardship. One thing that happens when we go through struggles is that we become stronger even if it doesn’t feel that way at the time.

We learn to adapt, survive, and draw on parts of ourselves we otherwise wouldn’t have had to. Many of us who go through chronic illness or hardships also choose to help others who are struggling by offering support and compassion in their tough times, which is a special gift. If you have gone through trials in this life, or still are, know it’s because you are a special person with great purpose here. Remembering this truth about who you are can also help you ride out the storms until they pass.

You Are Not Alone

We often feel isolated and alone in our pain when we are going through a hard time. But no matter where you are or how you feel, please know that you’re not alone. In my new book Life-Changing Foods, I share the many ways we are being provided for so we can navigate through the challenges we face. I also share the truth about healing and the medicine in food that still hasn’t been discovered by medical science and research that can help you turn your life around emotionally, physically, and spiritually.

This information is so essential to know because it not only gives you the tools to move through the storms we face; it also helps to restore our faith and compassion. Spirit and I put countless hours into writing this book for you and your loved ones so we can all start to heal and thrive again. With the right information and tools we can rise out of the ashes together.

When I was given the gift to hear Spirit and see inside others, I knew right away that it was given to me so I could provide information that can help save lives. My gift has never been for me. It’s for others, for you and your loved ones, and that’s what matters most. I was taught by Spirit to be an independent looking out for people, not interests. I was taught to watch your back to help you get through the fog of sickness.

I deeply care from the bottom of my heart about you and your loved ones, and I want us all to move forward and heal together. Know that I’m with you and I stand behind you. Thank you again for being here and learning this critical information. I am truly honored to be of service and I’m so proud of you.

SOURCE: Medical Medium

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Che pianto sia: sotto la doccia, lasciando che l’acqua si mescoli alle lacrime e, insieme, facciano pulizia emozionale; in mezzo alla natura, in un angolo raccolto o al centro di un prato, tra i fiori.

Sotto il sole, alla luce della luna o approfittando della pioggia. È liberatorio, innanzitutto. Ma non solo: piangere, per lo più, fa bene.

Le lacrime sono salutari per chiunque ma, ebbene sì, ammettiamolo, la propensione a produrle è più femminile: lo dicono, perlomeno, tutti gli studi scientifici disponibili.

Circa trent’anni fa William H. Frey, biochimico, scoprì che le donne piangevano (in un range che varia dagli occhi umidi al pianto con singhiozzi) in media 5,3 volte al mese, gli uomini 1,3 volte. Uno studio pubblicato sul Journal of Research in Personality del 2011 conferma i vecchi dati.

E se biologicamente potrebbe esserci un motivo per cui le donne piangono più degli uomini (il testosterone può inibire il pianto, mentre la prolattina ormonale può promuoverla) è senz’altro vero che il pianto è influenzato da regole sociali e culturali.

Uno studio condotto da Dianne Van Hemert ha sottolineato come nei paesi che consentono una maggiore libertà di espressione e risorse sociali, come in Cile, Svezia e Stati Uniti mentre in altri (Ghana, Nigeria e Nepal) la differenza tra uomini e donne è decisamente meno marcata. d’altra parte, hanno riportato solo tassi di lacrime leggermente più alti per le donne (Cross-Cultural Research, 2011); chi vive in situazioni o nazioni più ricche può piangere di più perché la cultura lo permette, mentre tendenzialmente le persone che vivono nella povertà e in zone disagiate tendono a farlo di meno perché sarebbe un comportamento non consono rispetto alle norme sociali consolidate. Interessante no?

Come e quanto piangiamo dipende anche dalla nostra infanzia: il pianto – come ha osservato la psicologa Judith Kay Nelson – può riflettere gli stili di attaccamento, ci si sente a proprio agio nell’esprimere le proprie emozioni, lacrime incluse. Le persone con attaccamento insicuro tendono invece a piangere più spesso mentre quando lo stile è evitante, più facilmente si registra una tendenza a inibire le lacrime.

Certo è che il pianto è un segnale sociale che può indicare un bisogno di supporto ed ha quindi la funzione di attirare comportamenti di aiuto o vicinanza ma è anche, a prescindere, un momento di “scarico emozionale”che presenta una lunga serie di vantaggi. Vediamo quali.

1. Ha un effetto calmante
Piangere è un buon modo per autoregolare le proprie emozioni, calmarsi, ridurre la propria angoscia, la tensione, la rabbia o qualunque altra emozione forte, impattante: attiva il sistema nervoso parasimpatico e aiuta a rilassarsi.

2. Aiuta ad alleviare il dolore e migliora l’umore
Probabilmente è nell’esperienza pratica di molti ma la conferma viene anche dalla ricerca: le lacrime emotive sono accompagnate da un rilascio di ossitocina ed endorfine, che rilassano, calmano, fanno stare meglio e persino alleviare il dolore fisico (oltre quello emotivo).

3. Rilascia le tossine e riduce lo stress
Le lacrime di un pianto che nasce come sfogo liberatorio in situazioni sfidanti, difficili, che mettono in qualche modo alla prova, sono piene di ormoni dello stress e altre sostanze chimiche collegate. Piangere quindi – dai primi studi disponibili – sembrerebbe poter ridurrebbe anche il livello stressogeno del momento.

piangere donna

4. Aiuta a dormire
Uno studio del 2015 ha rilevato che il pianto può aiutare i bambini a dormire meglio; la ricerca non ha ancora approfondito l’effetto sugli adulti ma è facile immaginare che gli effetti calmanti, di moderazione positiva dell’umore e contro il dolore possano aiutare ogni persona ad addormentarsi più facilmente.

5. Combatte i batteri
Ebbene sì, il pianto ha un effetto antibatterico e antimicrobico e tiene gli occhi puliti.

6. Migliora la visione
Le lacrime mantengono gli occhi umidi e questo aiuta a vedere meglio; diversamente la visione diverrebbe più sfocata.

7. Allontana il rischio di somatizzare il disagio
Secondo alcune ricerche, chi piange più spesso ha meno disturbi gastrointestinali e respiratori di chi non lo fa o lo fa poco: le emozioni, scaricate, non “diventano corpo”.

8. Permette di cambiare prospettiva
Quando piangiamo possiamo diventare più consapevoli delle nostre “debolezze” e questo ci permette di affrontare il tema, trovare una prospettiva diversa e più adeguata alle situazioni.

Certo stiamo parlando di lacrime emotive: sono occasionali, uno scarico liberatorio e così fanno stare meglio. Se invece sorgono tra le ciglia in ogni momento – o comunque spesso –; se l’effetto successivo non è di rilassamento e calma; se, insomma, non portano benefici, potrebbero essere un segnale chiaro di un disagio più profondo: in quel caso è sicuramente utile non prendere le lacrime sottogamba e cercare un aiuto.

 

FONTE: Greenme (Anna Maria Cebrelli)

 

(ENGLISH VERSION)

That cry is: in the shower, letting the water mix with the tears and, together, make emotional cleansing; in the middle of nature, in a corner or in the middle of a meadow, among the flowers. Under the sun, in the light of the moon or taking advantage of the rain. It is liberating, first of all. But not only: crying, for the most part, is good.

The tears are healthy for everyone but, yes, let’s face it, the propensity to produce them is more feminine: they say, at least, all the available scientific studies.

About thirty years ago William H. Frey, a biochemist, discovered that women cried (on a range that varies from wet eyes to crying with sobs) on average 5.3 times a month, men 1.3 times. A study published in the 2011 Journal of Research in Personality confirms the old data.

And if biologically there could be a reason why women cry more than men (testosterone can inhibit crying, while hormone prolactin can promote it) it is certainly true that crying is influenced by social and cultural rules.

A study conducted by Dianne Van Hemert underlined how in countries that allow greater freedom of expression and social resources, as in Chile, Sweden and the United States while in others (Ghana, Nigeria and Nepal) the difference between men and women is decidedly less marked. on the other hand, they reported only slightly higher tear rates for women (Cross-Cultural Research, 2011); those who live in richer situations or nations can cry more because culture allows it, while the people who live in poverty and in poor areas tend to do less because it would be inappropriate behavior compared to established social norms. Interesting no?

How and how much we cry also depends on our childhood: crying – as noted by the psychologist Judith Kay Nelson – can reflect the styles of attachment, you feel at ease in expressing their emotions, including tears. On the other hand, people with insecure attachment tend to cry more often, whereas when the style is avoiding, there is a tendency to inhibit tears more easily.

What is certain is that crying is a social signal that can indicate a need for support and therefore has the function of attracting behaviors of help or closeness but it is also, irrespective of, a moment of “emotional discharge” that has a long series of advantages. Let’s see what.

1. It has a calming effect
Crying is a good way to self-regulate one’s emotions, to calm down, to reduce one’s anguish, tension, anger or any other strong, impactful emotion: it activates the parasympathetic nervous system and helps to relax.

2. It helps relieve pain and improves mood
Probably it is in the practical experience of many but the confirmation also comes from research: emotional tears are accompanied by a release of oxytocin and endorphins, which relax, calm, make you feel better and even relieve physical pain (beyond emotional).

3. It releases toxins and reduces stress
The tears of a cry that arises as a liberating outburst in challenging, difficult situations that somehow put to the test, are full of stress hormones and other related chemicals. Crying then – from the first available studies – would seem to be able to reduce the stress level of the moment.

4. Help to sleep
A 2015 study found that crying can help children sleep better; research has not yet explored the effect on adults but it is easy to imagine that the calming effects, of positive moderation of mood and against pain can help each person fall asleep more easily.

5. It fights bacteria
Yes, crying has an antibacterial and antimicrobial effect and keeps your eyes clean.

6. Improve the vision
Tears keep the eyes moist and this helps to see better; otherwise the vision would become more blurred.

7. Remove the risk of somatizing the discomfort
According to some research, those who cry more often have less gastrointestinal and respiratory disorders than those who do not or do little: emotions, discharged, do not “become a body”.

8. It allows you to change perspective
When we cry we can become more aware of our “weaknesses” and this allows us to face the topic, find a different perspective and more appropriate to situations.

Of course we are talking about emotional tears: they are occasional, a liberating discharge and thus make us feel better. On the contrary, if they arise between the eyelashes at any time – or however often -; if the next effect is not of relaxation and calm; if, in short, they do not bring benefits, they could be a clear sign of a deeper discomfort: in that case it is certainly useful not to take lightly tears and seek help.

 

SOURCE: Greenme (Anna Maria Cebrelli)

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La scienza dimostra il potere del canto

Molti di noi hanno ascoltato i monaci Gyuto del Tibet. Con il loro straordinario canto e il loro basso ronzio di antichi testi sacri, hanno tenuto il pubblico in Occidente incantato con le loro lunghe, precise e accurate recitazioni di potenti testi buddisti tibetani. Seduti alla loro presenza senti una chiarezza e un potente trasferimento spirituale di energia e guarigione. La tradizione buddista deriva dall’India e dalla sacra lingua del sanscrito. Mentre i buddisti tibetani hanno una ricca tradizione di canto, in India, questa antica tradizione risale ancora più lontano.

Gli studiosi di sanscrito in India imparano a recitare testi antichi dalla tenera età. Cantano semplici mantra, poesia sanscrita e prosa, insieme a memorizzare e cantare i più antichi testi sanscriti, tra cui lo Shukla Yajurveda, che impiega sei ore per essere recitato. Mentre coloro che ascoltano questi canti ricevono il dono dei sacri testi che condividono con noi, il canto di lunghi testi ha, in effetti, un effetto sorprendente sul cervello.

Le neuroscienze mostrano quanto la memorizzazione rigorosa possa aiutare il cervello. Il termine “effetto Sanscrito” è stato coniato dal neuroscienziato James Hartzell, che ha studiato 21 pandit di sanscrito professionalmente qualificati. Scoprì che memorizzare i mantra vedici aumenta le dimensioni delle regioni del cervello associate alla funzione cognitiva, compresa la memoria a breve e lungo termine. Questa scoperta corrobora le convinzioni della tradizione indiana secondo cui i mantra di memorizzazione e di recitazione stimolano la memoria e il pensiero.

Sanskrit pandits

I pandit sanscriti si allenano a recitare testi sanscriti fin dall’infanzia, per sette anni.

Una scoperta inaspettata …

Il dott. Hartzell, un devoto sanscrito e ricercatore post-dottorato presso il Centro basco spagnolo di Cognizione, cervello e lingua, ha trascorso molti anni a studiare e tradurre il sanscrito ed è rimasto affascinato dal suo impatto sul cervello.

Ho notato che più studiavo il sanscrito e lo traducevo,  e più la mia memoria verbale migliorava. Compagni di studio e insegnanti hanno spesso sottolineato la mia capacità di ripetere esattamente le stesse frasi dei docenti quando facevano domande in classe. Altri traduttori di sanscrito mi hanno riferito di simili cambiamenti cognitivi.

I Pandit in India del  Sanscrito Vedico si allenano da anni per memorizzare oralmente e recitare esattamente i testi orali di 3000 anni, che vanno da 40.000 a oltre 100.000 parole. Volevamo scoprire come un allenamento della memoria verbale così intenso influenzi la struttura fisica del loro cervello.

La ricerca del dott. Hartzell è il primo studio ad esaminare il cervello degli studiosi sanscriti. Usando la risonanza magnetica strutturale (MRI) presso il National Brain Research Center dell’India, hanno esaminato il cervello di 21 pandit in sanscrito e 21 soggetti di controllo.

Ciò che abbiamo scoperto dalla scansione MRI strutturale è stato notevole. Numerose regioni nel cervello dei pandit erano drammaticamente più grandi di quelle del gruppo di controllo, con oltre il 10 percento di materia grigia in più su entrambi gli emisferi cerebrali e aumenti sostanziali dello spessore corticale. Sebbene le basi cellulari esatte della materia grigia e le misure di spessore corticale siano ancora sotto esame, gli aumenti di queste metriche sono coerentemente correlati con una funzione cognitiva avanzata.

Riferisce che il giusto ippocampo degli studiosi, una regione che gioca un ruolo vitale nella memoria a breve e lungo termine, ed è specializzato per i modelli, come i suoni, i modelli spaziali e visivi, aveva più materia grigia del cervello del controllo soggetti. Anche la corteccia temporale destra, associata alla prosodia vocale e all’identità vocale, era notevolmente più spessa.

Chanting improves brain performance

Le regioni nei cervelli dei pandit erano drammaticamente più grandi di quelle dei controlli.

Studi passati

Il dott. Hartzell non è sicuro se l’effetto si riferisca in particolare al linguaggio sanscrito e progetta di condurre ulteriori ricerche. Il potere del suono e del canto sta diventando ampiamente documentato, e anche i canti brevi hanno un effetto energizzante e curativo sul corpo e sulla mente di coloro che recitano mantra sacri o versi. È interessante notare che cinquant’anni fa uno scienziato francese notò che i monaci cristiani che cantavano i Canti Gregoriani hanno ricordi eccezionali.

Nel 1967, Alfred Tomatis, un medico francese, psicologo e specialista dell’orecchio, studiò l’effetto del canto sui monaci benedettini che avevano fatto parte di una tradizione con un programma rigoroso di canto quotidiano fino a otto ore al giorno. Quando un nuovo abate ha cambiato questo programma, tagliando fuori il canto, i monaci si sono stancati e ed erano diventati letargici, anche se stavano dormendo di più. Infatti, più dormivano, più erano stanchi. Alfred Tomatis credeva che il canto stimolasse i loro cervelli e corpi, così reintrodusse il canto e i monaci furono presto pieni di energia.

Il recente studio del dott. Hartzell solleva la questione se questo tipo di memorizzazione di testi antichi possa essere utile per ridurre la devastante malattia dell’Alzheimer e di altri ricordi che affliggono le malattie. Apparentemente, i medici ayurvedici dell’India suggeriscono che è il caso e verranno condotti studi futuri, insieme a ulteriori ricerche sul sanscrito.

Mentre tutti conosciamo i benefici delle pratiche di consapevolezza e meditazione, le scoperte del dott. Hartzell sono davvero notevoli. In un mondo di attenzioni sempre più ridotte, dove siamo inondati di informazioni quotidiane, e i bambini mostrano una serie di disturbi da deficit dell’attenzione, l’antica saggezza indiana ha molto da insegnare all’Occidente.

Anche l’introduzione di piccole quantità di canto e recitazione potrebbe avere un effetto sorprendente su tutto il nostro cervello.

FONTE: Upliftconnect

 

(ENGLISH VERSION)

Science Proves the Power of Chanting

Many of us have heard the Gyuto Monks of Tibet. With their extraordinary chanting and low throaty drone of ancient sacred texts, they have kept audiences in the West spellbound with their long, careful and accurate recitations of potent Tibetan Buddhist texts. Sitting in their presence you feel a clarity, and a potent spiritual transference of energy and healing. The Buddhist tradition stems from India and the sacred language of Sanskrit. While Tibetan Buddhists have a rich chanting tradition, in India, this age-old tradition goes back even further.

Sanskrit scholars in India learn to chant ancient texts from a tender age. They chant simple mantras, Sanskrit poetry and prose, along with memorising and chanting the most ancient Sanskrit texts, including the Shukla Yajurveda, which takes six hours to chant. While those listening to these chantings receive the gift of the sacred texts they are sharing with us, the chanting of long texts does, in fact, have an amazing effect on the brain.

Neuroscience shows how rigorous memorising can help the brain. The term the ‘Sanskrit Effect’ was coined by neuroscientist James Hartzell, who studied 21 professionally qualified Sanskrit pandits. He discovered that memorising Vedic mantras increases the size of brain regions associated with cognitive function, including short and long-term memory. This finding corroborates the beliefs of the Indian tradition which holds that memorising and reciting mantras enhances memory and thinking.

Sanskrit panditsSanskrit pandits train in reciting Sanskrit texts from childhood, for seven years.

An Unexpected Discovery…

Dr Hartzell, a Sanskrit devotee and postdoctoral researcher at Spain’s Basque Centre on Cognition, Brain and Language, spent many years studying and translating Sanskrit and became fascinated by its impact on the brain.

I noticed that the more Sanskrit I studied and translated, the better my verbal memory seemed to become. Fellow students and teachers often remarked on my ability to exactly repeat lecturers’ own sentences when asking them questions in class. Other translators of Sanskrit told me of similar cognitive shifts.

India’s Vedic Sanskrit pandits train for years to orally memorise and exactly recite 3,000-year old oral texts ranging from 40,000 to over 100,000 words. We wanted to find out how such intense verbal memory training affects the physical structure of their brains.

Dr Hartzell’s research is the first study to examine the brains of Sanskrit scholars. Using structural Magnetic Resonance Imaging (MRI) at India’s National Brain Research Centre, they scanned the brains of 21 Sanskrit pandits and 21 control subjects.

What we discovered from the structural MRI scanning was remarkable. Numerous regions in the brains of the pandits were dramatically larger than those of controls, with over 10 percent more grey matter across both cerebral hemispheres, and substantial increases in cortical thickness. Although the exact cellular underpinnings of grey matter and cortical thickness measures are still under investigation, increases in these metrics consistently correlate with enhanced cognitive function.

He reports that the right hippocampus of the scholars, a region that plays a vital role in short and long-term memory, and is specialised for patterns, such as sound, spatial and visual patterns, had more grey matter than the brains of the control subjects. The right temporal cortex, associated with speech prosody and voice identity, was also substantially thicker.

Chanting improves brain performanceRegions in the pandits’ brains were dramatically larger than those of controls.

Past Studies

Dr Hartzell is not sure whether the effect relates particularly to the Sanskrit language and plans to conduct further research. The power of sound and chanting is becoming widely documented, and even short chants have an energising and healing effect on the body and mind of those who are chanting sacred mantras or verses. Interestingly, fifty years ago, a French scientist noted that Christian monks who chanted the Gregorian Chants have exceptional memories.

In 1967, Alfred Tomatis, a French physician, psychologist and ear specialist, studied the effect of chanting on Benedictine monks who had been part of a tradition with a strict schedule of daily chanting of up to eight hours a day. When a new abbott changed this schedule, cutting out the chanting, the monks became tired and lethargic, even though they were getting extra sleep. In fact, the more sleep they got, the more tired they were. Alfred Tomatis believed that the chanting was energising their brains and bodies, so he reintroduced the chanting and the monks were soon full of energy again.

Dr Hartzell’s recent study raises the question whether this kind of memorisation of ancient texts could be helpful in reducing the devastating illness of Alzheimer’s and other memory affecting diseases. Apparently, Ayurvedic doctors from India suggest it is the case and future studies will be conducted, along with more research into Sanskrit.

While we all know the benefits of mindfulness and meditation practices, the findings of Dr Hartzell are truly dramatic. In a world of shrinking attention spans, where we are flooded with information daily, and children display a range of attention deficit disorders, ancient Indian wisdom has much to teach the West. Even introducing small amounts of chanting and recitation could have an amazing effect on all of our brains.

SOURCE: Upliftconnect

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Dr. Claudio Pagliara, medico oncologo

Ci sono dati scientifici che dimostrano che il pensiero ha un vero e proprio effetto curativo, che risulta spesso anche più potente dell’effetto farmacologico vero e proprio.

Un esempio molto conosciuto è l’effetto placebo. Si tratta del miglioramento soggettivo e oggettivo della malattia di un individuo conseguente all’assunzione di un finto farmaco. La sola convinzione da parte di un paziente di assumere una sostanza con potere curativo determina un effetto curativo.
Il paziente anche assumendo un finto farmaco, come potrebbe essere una pillola di zucchero o una puntura di soluzione fisiologica, se è convinto di assumere una terapia efficace, perché nutre fede nel suo potere curativo, migliorerà il suo quadro clinico fino alla possibile guarigione.

Diversi esperimenti clinici dimostrano che spesso l’effetto placebo risulta più potente dell’effetto prodotto da farmaci veri. Strano ma vero, i tuoi pensieri possono essere più efficaci di una sostanza chimica.
La fede nella guarigione ha, molte volte, più importanza del farmaco che viene assunto.
Tanto più si è convinti che il rimedio funzionerà, tanto maggiore sarà in realtà il beneficio curativo. Ad esempio un’iniezione di un finto farmaco (una semplice soluzione fisiologica) sarà più efficace di una pillola di zucchero, perché si è convinti che un’iniezione sia più potente di una pillola.

Qualsiasi cosa sia utile a rafforzare la convinzione in merito all’evoluzione favorevole della malattia influenzerà realmente il miglioramento del quadro clinico. La solo idea di un miglioramento, legata a un’aspettativa di guarigione, determina degli stati d’animo che facilitano la guarigione.

L’effetto placebo è provocato dal rilascio da parte del tuo organismo di sostanze terapeutiche che favoriscono i normali processi di auto-guarigione. Siamo in presenza della più antica dimostrazione scientifica che la tua mente influenza il tuo corpo.

I tuoi pensieri modificano la biologia delle tue cellule.

Così come esiste l’effetto placebo così esiste l’effetto opposto, chiamato l’effetto nocebo. L’idea di fare qualcosa che peggiora la malattia determina un peggioramento della malattia. Tutto ciò che può nutrire o rafforzare la convinzione che la malattia avrà un’evoluzione sfavorevole determina un reale peggioramento del quadro clinico.

Ci sono diverse sperimentazioni cliniche che lo documentano. Se viene fornito un finto farmaco, perfettamente innocuo, associato alla comunicazione che può dare effetti collaterali avversi, determina spesso degli effetti avversi.

Questi dati devono responsabilizzare maggiormente i medici nel momento in cui forniscono delle informazioni in merito alla diagnosi ed eventuale prognosi di malattie importanti.

Bisogna stare molto attenti all’uso delle parole. Esistono parole che hanno il potere di curare il corpo, ma esistono anche parole che hanno il potere di far ammalare o di far peggiorare l’evoluzione di una malattia.
Le parole del medico curano come i farmaci o intossicano come i veleni.

Il tuo cervello fa cose “stupefacenti”, anzi produce anche dei veri e propri stupefacenti.

Le endorfine sono delle vere e proprie droghe endogene, cioè sostanze chimiche prodotte dal cervello, dotate di potenti proprietà analgesiche ed euforizzanti. Il nostro organismo ha la capacità di produrre delle droghe naturali, le endorfine, che hanno, di fatto, gli stessi effetti della morfina e degli oppiacei.

Di solito vengono prodotte durante le attività sportive, soprattutto nelle attività aerobiche di lunga durata (ciclismo, maratone, ecc.), quando si sorride, nell’innamoramento, quando ci si scambiano le coccole, durante il sesso, nella meditazione, durante l’ascolto della musica, durante il ballo, ecc.

Il pensiero diventa materia

La naturale conseguenza è che pensieri diversi determinano un funzionamento diverso delle tue cellule, dei tuoi organi, dei tuoi apparati, del tuo corpo e della tua stessa mente.
Attraverso i nuovi sistemi di imaging sappiamo che i pensieri modificano l’anatomia del nostro cervello, modificano anche il nostro corpo e modificano perfino il nostro ambiente.

Per modificare a nostro piacimento sia la qualità del nostro mondo interno che quella del nostro mondo esterno, per quanto già detto, bisogna necessariamente partire dalla consapevolezza del grande potere che i nostri pensieri esercitano sia sul nostro mondo interno che sul nostro mondo esterno.
Per modificare la qualità e la durata della vita bisogna pertanto focalizzarsi sulla qualità dei propri pensieri.

Il cervello è il più efficiente produttore di farmaci e di veleni

Non è un caso che il cervello ha un peso medio di 1.200/1.300 grammi, corrispondente al 2% del peso corporeo, ma consuma il 20% di ossigeno e il 60% di glucosio dell’intero organismo. Questo dà l’idea dell’importanza biologica data dalla natura al nostro cervello.
Quello che sappiamo sul funzionamento del sistema nervoso, attualmente sembra tantissimo, in realtà è solo una piccolissima percentuale, una percentuale quasi insignificante, di ciò che si dovrà ancora scoprire.

Il cervello è veramente un organo straordinario, capace di fare cose straordinarie, anzi veri e propri miracoli.

Estratti dal libro “L’Amore è la Medicina più Potente” di Claudio Pagliara, Uno Editori

 

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

Dr. Claudio Pagliara, oncologist doctor

There are scientific data that show that thought has a real healing effect, which is often even more powerful than the actual pharmacological effect.

A well known example is the placebo effect. This is the subjective and objective improvement of an individual’s illness resulting from the assumption of a false drug. The sole belief of a patient to take a substance with healing power determines a healing effect.
The patient also assuming a false medication, such as a sugar pill or a saline solution, if he is convinced to take an effective therapy, because he nurtures faith in his healing power, will improve his clinical picture until the possible recovery.

Several clinical experiments show that often the placebo effect is more powerful than the effect of real drugs. Strange but true, your thoughts may be more effective than a chemical.
Faith in healing has, many times, more importance than the drug that is taken.
The more you are convinced that the remedy will work, the greater the healing benefit will actually be. For example, an injection of a fake drug (a simple saline solution) will be more effective than a sugar pill because you are convinced that an injection is more powerful than a pill.

Anything useful to reinforce the belief about the favorable evolution of the disease will really influence the improvement of the clinical picture. The only idea of ​​an improvement, linked to an expectation of healing, determines states of mind that facilitate healing.

The placebo effect is caused by the release by your body of therapeutic substances that promote the normal processes of self-healing. We are in the presence of the oldest scientific proof that your mind influences your body.

Your thoughts change the biology of your cells.

Just as the placebo effect exists, so does the opposite effect, called the nocebo effect. The idea of ​​doing something that makes the disease worse leads to a worsening of the disease. Anything that can nourish or reinforce the belief that the disease will have an unfavorable evolution leads to a real worsening of the clinical picture.

There are several clinical trials that document it. If a fake, perfectly harmless drug is given, associated with communication that can have adverse side effects, it often causes adverse effects.

These data must make the doctors more responsible when they provide information on the diagnosis and possible prognosis of important diseases.
We must be very careful with the use of words. There are words that have the power to cure the body, but there are also words that have the power to make sick or to make the evolution of a disease worsen.
The doctor’s words treat drugs like or poison like poisons.

Your brain does “amazing” things, it even produces real narcotics.

Endorphins are real endogenous drugs, ie chemicals produced by the brain, endowed with powerful analgesic and euphorizing properties. Our body has the ability to produce natural drugs, endorphins, which have, in fact, the same effects of morphine and opiates.

They are usually produced during sports activities, especially in long-term aerobic activities (cycling, marathons, etc.), when smiling, falling in love, when cuddling is exchanged, during sex, during meditation, during listening to music, during dancing, etc.

Thought becomes matter

The natural consequence is that different thoughts determine a different functioning of your cells, your organs, your equipment, your body and your own mind.
Through the new imaging systems we know that thoughts change the anatomy of our brain, they also modify our body and even modify our environment.

To change at will both the quality of our internal world and that of our external world, as already said, we must necessarily start from the awareness of the great power that our thoughts exert both on our internal world and on our external world.
Therefore, to change the quality and duration of life, one must focus on the quality of one’s own thoughts.

The brain is the most efficient producer of drugs and poisons

It is no coincidence that the brain has an average weight of 1,200 / 1,300 grams, corresponding to 2% of body weight, but consumes 20% of oxygen and 60% of glucose of the entire organism. This gives the idea of ​​the biological importance given by nature to our brain.
What we know about the functioning of the nervous system, currently seems a lot, in reality it is only a very small percentage, an almost insignificant percentage, of what we will have yet to discover.

The brain is truly an extraordinary organ, capable of doing extraordinary things, indeed real miracles.

Extracts from the book “L’Amore è la Medicina più Potente” by Claudio Pagliara, Uno Editori

SOURCE: Dionidream

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