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Archive for the ‘rimedi naturali’ Category

Questa cura è davvero efficace e può essere usata per quasi tutti i tipi di allergia, da quella al nichel a quella ai pollini e graminacee.

 

E’ stata ideata dal Prof. Karl Hecht, Professore Emerito di Fisiologia clinica e sperimentale presso l’Università Charitè, Humboldt di Berlino. Ha sperimentato per lungo tempo l’associazione di zeolite cIinoptilolite attivata e spirulina per la cura delle allergie mettendo a punto il protocollo riportato qui di seguito.

Il Prof. Karl Hecht ha al suo attivo più di 800 pubblicazioni scientifiche, 42 Libri, 29 brevetti. Relatore di 172 tesi di Laurea. E’ membro effettivo e membro onorario di molte Accademie Internazionali e di molte Associazioni di medicina e scienza.

 

In Germania dove la zeolite è usata da decenni e la spirulina è arrivata molto prima che in Italia, il professore aveva iniziato a sperimentare sui suoi pazienti allergici varie combinazioni di queste due sostanze naturali.

La zeolite è un minerale vulcanico con le più alte capacità al mondo di assorbire tossine. E’ ottima per trattare le allergie in quanto assorbe i metalli pesanti responsabili di molte di esse sia a livello indiretto (come l’allergia al nichel) sia a livello indiretto eliminando sostanze tossiche che possono causare l’insorgenza di allergie (come formaldeide presente nelle vernici e prodotti per la casa, e gli stessi metalli pesanti che squilibrano la funzione ormonale).

L’inquinamento è subdolo e non è dose dipendente, lo dimostra il paradosso del veleno del serpente, sono sufficienti basse dosi ma mirate e purtroppo di veleni ne abbiamo prodotti. Basti considerare l’ondata di allergie che sta colpendo almeno il 15% della popolazione in Italia e che sembra in costante aumento. Come spiegato in questa ricerca della Medical University of South Carolina per causare allergia è sufficiente una dose 1000 volte inferiore a quella che causa una tossicità sintomatica.

La spirulina è un’alga di acqua dolce che cresce in ambiente alcalino ed è una delle più antiche forme di vita del pianeta. Essendo un immunomodulatore e ricca di amminoacidi essenziali e betacarotene inibisce le reazioni allergiche. Uno studio del 2008 pubblicato nel Journal of Medicinal Food, ha dimostrato che la spirulina è particolarmente efficace tra coloro che soffrono di rinite allergica.

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

This treatment is really effective and can be used for almost all types of allergies, from nickel to pollen and grass. It was conceived by Prof. Karl Hecht, Professor Emeritus of Clinical and Experimental Physiology at the Charitè University, Humboldt of Berlin. He experimented for a long time with the association of activated cininyltolite zeolite and spirulina for the treatment of allergies, developing the following protocol.

 
Prof. Karl Hecht has more than 800 scientific publications, 42 books, 29 patents. Speaker of 172 graduation theses. He is an effective member and honorary member of many international academies and many medical and scientific associations.

In Germany, where zeolite has been used for decades and spirulina arrived much earlier than in Italy, the professor had begun experimenting on his allergic patients various combinations of these two natural substances.

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Zeolite is a volcanic mineral with the highest capacity in the world to absorb toxins. It is excellent for treating allergies as it absorbs the heavy metals responsible for many of them both indirectly (such as nickel allergy) and indirectly by eliminating toxic substances that can cause the onset of allergies (such as formaldehyde present in the paints and products for the home, and the same heavy metals that unbalance the hormonal function).

 
Pollution is subtle and not a dose dependent, as demonstrated by the poison of the snake poison, low doses are enough but targeted and unfortunately we have produced poisons. Suffice it to consider the wave of allergies that is affecting at least 15% of the population in Italy and which seems to be steadily increasing. As explained in this research by the Medical University of South Carolina, a dose 1000 times lower than that which causes symptomatic toxicity is sufficient to cause allergy.

Spirulina is a freshwater algae that grows in an alkaline environment and is one of the oldest life forms on the planet. Being an immunomodulator and rich in essential amino acids and beta-carotene inhibits allergic reactions. A 2008 study published in the Journal of Medicinal Food showed that spirulina is particularly effective among those suffering from allergic rhinitis.

 

SOURCE: Dionidream

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Una molecola presente nelle crucifere riesce a riattivare meccanismi di protezione che nei tessuti tumorali sono bloccati. Come rivela una nuova ricerca, appena pubblicata su Science.

 

METTERE a tappeto il cancro risvegliando PTEN, uno dei principali “guardiani” delle cellule che normalmente protegge il corpo dai tumori ma che, in molti casi, può non funzione a dovere, diventando lui stesso il cavallo di Troia per diverse malattie oncologiche.

Come? Sfruttando l’azione dell’indolo-3-carbinolo (I3C), un composto naturale che si trova in alcune verdure presenti sulle nostre tavole, come broccoli, cavoli, cavolfiori e cavolini di Bruxelles.

La scoperta, pubblicata su Science, viene dagli Usa ma parla italiano: il primo autore dello studio è infatti Pier Paolo Pandolfi, genetista italiano che dirige il Cancer Center e del Cancer Research Institute del Beth Israel Deaconess Medical Center (Bidmc) della Harvard Medical School di Boston (Usa).

Per arrivare a queste conclusioni il team di ricerca si è servito di diversi campioni di cellule umane e modelli animali – topi – grazie ai quali è riuscito a identificare gli attori in gioco in questo processo molecolare:

“Abbiamo trovato il modo di riattivare PTEN, il Titano della soppressione tumorale, andando a bloccare la molecola WWP1, cioè l’interruttore che tiene PTEN spento, con il composto presente nei broccoli”, spiega Pandolfi.

Un’arma contro più tipi di tumore

Si tratta di una strategia promettente che consentirebbe di ampliare le opzioni preventive e terapeutiche contro il cancro:

“L’inattivazione di PTEN è molto frequente e poter risvegliare farmacologicamente questa molecola è un’arma importantissima a nostro favore”, aggiunge il genetista.

Infatti, anche se lo studio si è focalizzato su campioni di tumore alla prostata, l’approccio proposto dai ricercatori

“dovrebbe funzionare in molti tipi di tumore di grande impatto, incluso quello alla mammella”, e del fegato, perché in questi tipi di tumori l’oncogene WWP1 è molto abbondante. “In sintesi PTEN è il Titano buono, mentre WWP1 è l’oncogene cattivo, anzi direi cattivissimo”, puntualizza Pandolfi.

Si tratta infatti di un enzima, già noto per il suo ruolo nello sviluppo del cancro, e che, come spiega l’esperto, tiene spento il guardiano delle cellule.

La molecola anticancro è green

Durante lo studio, i ricercatori hanno poi condotto delle analisi biochimiche e delle simulazioni al computer grazie alle quali sono riusciti a individuare la molecola presente nelle verdure – l’indolo-3-carbinolo –, quella cioè in grado di risvegliare i sistemi di controllo contro la crescita e la proliferazione incontrollata delle cellule nei quali è coinvolto l’oncosoppressore PTEN, ponendo quindi le basi per la messa a punto di una nuova strategia anti-cancro.

Che, come preannuncia questo studio, funziona:

  • il trattamento basato su questa molecola, e testato su alcuni modelli animali, ha consentito la riduzione del tumore sia in termini di peso sia di dimensioni. In poche parole, il composto contenuto nelle verdure potrebbe diventare un buon alleato nella lotta contro il cancro, grazie alla sua capacità di contrastare gli effetti dannosi dell’oncogene WWP1.

Mangiare broccoli potrebbe dunque tenerci lontani dal cancro? Di sicuro, conclude l’esperto,

“questa scoperta enfatizza l’importanza di introdurre nella dieta alimenti vegetali, come le verdure crucifere”, appunto broccoli, cavoli, cavolfiori. “E rappresenta un’altra dimostrazione che una dieta ad alto contenuto di vegetali e fibre fa bene”.

Attenzione però a non cedere alla tentazione di tenersi lontano dalla malattia oncologica con un piatto di verdure: per trarne il potenziale beneficio anti-cancro, avremmo bisogno di generose dosi. Affinché il composto naturale sia efficace

“si dovrebbero mangiare chilogrammi di broccoli, circa 7. Per questo – conclude Pandolfi – al momento il composto in purezza è l’unica alternativa se si volessero sviluppare sperimentazioni cliniche”.

 

FONTE: Salute delle Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

PLAN cancer by awakening PTEN, one of the main “guardians” of cells that normally protects the body from tumors but, in many cases, may not function properly, becoming the Trojan horse for various oncological diseases. Such as? Taking advantage of the action of indole-3-carbinol (I3C), a natural compound found in some vegetables on our tables, such as broccoli, cabbage, cauliflower and Brussels sprouts. The discovery, published in Science, comes from the US but speaks Italian: the first author of the study is in fact Pier Paolo Pandolfi, Italian geneticist who directs the Cancer Center and of the Cancer Research Institute of the Beth Israel Deaconess Medical Center (Bidmc) of Harvard Medical School of Boston (USA).

To reach these conclusions the research team used different samples of human cells and animal models – mice – thanks to which it was able to identify the actors involved in this molecular process: “We have found a way to reactivate PTEN, the Titan of tumor suppression, blocking the WWP1 molecule, that is the switch that keeps PTEN off, with the compound present in the broccoli “, explains Pandolfi.
 

A weapon against multiple types of cancer

This is a promising strategy that would make it possible to expand the preventive and therapeutic options against cancer: “Inactivation of PTEN is very frequent and being able to awaken this molecule pharmacologically is a very important weapon in our favor”, adds the geneticist. In fact, although the study focused on prostate cancer samples, the approach proposed by the researchers “should work in many types of high-impact cancer, including breast cancer,” and liver, because in these types of tumors the WWP1 oncogene is very abundant. “In summary PTEN is the good Titan, while WWP1 is the bad oncogene, I would say very bad,” points out Pandolfi. It is in fact an enzyme, already known for its role in the development of cancer, and which, as the expert explains, keeps the guardian of the cells off.
 

The anticancer molecule is green

During the study, the researchers then conducted biochemical analyzes and computer simulations thanks to which they were able to identify the molecule present in vegetables – indole-3-carbinol – that is able to awaken the control systems against the growth and uncontrolled proliferation of cells in which the PTEN oncosuppressor is involved, thus laying the foundations for the development of a new anti-cancer strategy. Which, as this study predicts, works: the treatment based on this molecule, and tested on some animal models, has allowed the reduction of the tumor both in terms of weight and size. In short, the compound contained in vegetables could become a good ally in the fight against cancer, thanks to its ability to counteract the harmful effects of the WWP1 oncogene.

So eating broccoli could keep us away from cancer? Certainly, the expert concludes, “this discovery emphasizes the importance of introducing plant foods, such as cruciferous vegetables” into the diet, namely broccoli, cabbage, cauliflower. “And it represents another demonstration that a diet high in vegetables and fiber is good”. But be careful not to give in to the temptation to stay away from the oncological disease with a plate of vegetables: to get the potential anti-cancer benefit, we would need generous doses. In order for the natural compound to be effective “kilograms of broccoli should be eaten, about 7. For this – concludes Pandolfi – at the moment the pure compound is the only alternative if we wanted to develop clinical trials”.

 

SOURCE: Salute della Repubblica

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In questo periodo dell’anno è utile prevenire e contrastare le infezioni gastriche: esegui i seguenti trattamenti per due settimane, anche in assenza di sintomi.

 

Il nostro stomaco s’infiamma quando è costretto a funzionare in modo scorretto rispetto alle necessità fisiologiche: accade ogni volta che siamo oberati dagli impegni e dalle sollecitazioni “ballerine” del clima primaverile e così usiamo quest’organo per “digerire” anche tensioni e contrarietà. Questo sovraccarico induce un aumento della secrezione di succo gastrico e una parallela diminuzione della quota di ioni bicarbonato sulla mucosa digestiva: prendono piede di conseguenza bruciore, reflusso e senso di peso dopo i pasti. Che fare? La cosa migliore è scendere in campo subito con una terapia per prevenire e se già in atto contrastare le infezioni gastriche.

Contro le infezioni gastriche, alla mattina largo al miele di manuka

Fra tutti i tipi di miele a nostra disposizione, uno dei più preziosi e potenti è quello che le api ricavano dall’alberello di manuka. Questo miele (che trovi in erboristeria e nelle farmacie con reparto naturale) è uno dei più efficaci battericidi naturalie aiuta quindi a curare e prevenire le infezioni gastriche. Recenti studi dell’Università di Dresda hanno isolato in questo miele una componente antibatterica capace di contrastare vari tipi di disturbi da contagio. Il miele di manuka è dunque un prodotto ideale, da assumere quotidianamente soprattutto nella parte centrale della primavera, non solo proteggere lo stomaco dalle infezioni gastriche ma anche per rinforzare la milza, da cui dipende l’efficienza delle nostre difese. La mattina, prima di fare colazione, gusta a stomaco vuoto un cucchiaino da tè di miele di manuka, lasciandolo sciogliere lentamente in bocca. Subito dopo bevi un bel bicchiere di acqua naturale a temperatura ambiente, che idrata lo stomaco e lo aiuta a metabolizzare i principi attivi contenuti nel miele.

Tre volte al giorno, prendi l’integratore di Mastiha

Per prevenire e ridurre le infezioni gastriche, uno dei rimedi naturali più preziosi è il mastice che arriva da Chios, in Grecia. Noto già ai medici dell’antichità in tutto il Mediterraneo, il mastice (o mastiha) è una resina aromatica, ottenuta dalla linfa solidificata dalla varietà Chia del Pistacia lentiscus, un albero che da secoli cresce solo nell’isola di Chios. Numerose relazioni basate sia su studi di laboratorio che su esperimenti clinici certificano che anche a bassi dosaggi il mastice di Chios è in grado di limitare i bruciori, combattendo infezioni gastriche, acidità e tutti i sintomi della gastrite. Come integratore protegge le cellule dello stomaco, riduce le lesioni della mucosa gastrica causate dall’abuso di farmaci di sintesi, cura la dispepsia e ha effetti benefici anche sul metabolismo dei grassi e del glucosio, il cui abuso è spesso all’origine di molti disturbi di stomaco. Come prevenzione contro le infezioni gastiche primaverili, ma anche come terapia se i disturbi sono già presenti, prendi un grammo di resina di mastice di Chios in dosi separate: ne basta una capsula (350 mg) 3 volte al giorno al di fuori dei pasti per 2 settimane. Fai una pausa di 3-4 settimane dopo ogni ciclo di cura.

Prima di mangiare, serve il macerato di fico

Per completare l’azione anti infezioni gastriche del miele di manuka e del mastice di Chios, un valido alleato è il macerato glicerico di fico. La sua attività calmante e disinfiammante a livello gastrico è dovuta alle mucillagini e agli enzimi presenti nelle gemme, con cui si prepara il macerato glicerico. Ficus carica agisce nella parte alta dell’apparato digerente e in particolare nello stomaco, di cui regola la motilità e la secrezione, migliora la tenuta del cardias (la valvola che mette in collegamento l’esofago e lo stomaco e che si trova sotto il diaframma), attenua l’iperacidità e allevia i bruciori. Bevi 40 gocce di macerato glicerico di Ficus carica (1 DH) 2 volte al giorno mezz’ora prima di pranzo e cena, diluendolo in 2 dita di acqua naturale. La cura dovrà proseguire per almeno 2 settimane, e può essere ripetuta con una decina di giorni di pausa fra un ciclo e l’altro.

Con il tiglio dopo cena tieni a bada il mal di stomaco notturno

L’altro albero amico dello stomaco è il tiglio. Grazie alla sua azione rilassante, è benefico per l’apparato digerente e per il sistema nervoso, e riduce l’ansia che spesso si riverbera sullo stomaco, rendendo difficile l’addormentamento e il riposo notturno. Ricco di flavonoidi, olio essenziale e mucillagini, il tiglio è il rimedio più indicato quando stress e nervosismo producono somatizzazioni a livello viscerale, sia perché esercita un’azione sedativa sul sistema neurovegetativo e centrale, con un effetto antispastico sulla muscolatura liscia dell’intestino, sia perché le mucillagini idrofile di cui il vegetale è ricco formano una sorta di “rivestimento” protettivo sulla mucosa gastrointestinale, isolandola dal contatto con gli acidi gastrici e le sostanze irritanti. Il fitocomplesso della pianta vanta notevoli proprietà calmanti, antispasmodiche e decongestionanti particolarmente adatte a contrastare crampi, meteorismo e cefalea che peggiorano a fine giornata e durante la notte. Bevi 20 gocce di macerato glicerico di tiglio (1 DH) prima di dormire, diluendo il rimedio in due dita di acqua naturale non fredda.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Our stomach becomes inflamed when it is forced to function incorrectly with respect to physiological needs: it happens every time we are overburdened by the commitments and solicitations “dancers” of the spring climate and so we use this organ to “digest” even tensions and opposition . This overload causes an increase in the secretion of gastric juice and a parallel decrease in the amount of bicarbonate ions on the digestive mucosa: burning, reflux and a sense of weight after meals take hold accordingly. What to do? The best thing is to take the field immediately with a therapy to prevent and if already in place to counter gastric infections.

Against gastric infections, in the morning broad to manuka honey

Among all the types of honey available to us, one of the most precious and powerful is that which bees derive from the manuka tree. This honey (which you find in herbal medicine and in pharmacies with natural wards) is one of the most effective natural bactericides and therefore helps to cure and prevent gastric infections. Recent studies by the University of Dresden have isolated an antibacterial component in this honey that can combat various types of infection. Manuka honey is therefore an ideal product, to be taken daily especially in the central part of spring, not only to protect the stomach from gastric infections but also to strengthen the spleen, on which the efficiency of our defenses depends. In the morning, before having breakfast, enjoy a teaspoon of manuka honey on an empty stomach, letting it melt slowly in your mouth. Immediately afterwards drink a nice glass of natural water at room temperature, which hydrates the stomach and helps it to metabolize the active ingredients contained in the honey.

Three times a day, take the Mastiha supplement

To prevent and reduce gastric infections, one of the most precious natural remedies is the mastic that comes from Chios, Greece. Already known to the doctors of antiquity throughout the Mediterranean, the mastic (or mastiha) is an aromatic resin, obtained from the sap solidified by the Chia variety of the Pistacia lentiscus, a tree that for centuries has only grown on the island of Chios. Numerous reports based on both laboratory studies and clinical experiments certify that even at low dosages Chios mastic is able to limit burns, fighting gastric infections, acidity and all the symptoms of gastritis. As a supplement it protects the cells of the stomach, reduces the lesions of the gastric mucosa caused by the abuse of synthetic drugs, cures dyspepsia and has beneficial effects also on the metabolism of fats and glucose, the abuse of which is often the cause of many disorders of stomach. As a prevention against spring gastro infections, but also as a therapy if the ailments are already present, take a gram of Chios mastic resin in separate doses: one capsule (350 mg) 3 times a day is sufficient for meals 2 weeks. Take a 3-4 week break after each treatment cycle.

Before eating, you need fig marinated

To complete the anti-gastric infection action of manuka honey and Chios mastic, a valid ally is the glyceric macerate of fig. Its calming and inflammatory activity at the gastric level is due to the mucilage and to the enzymes present in the buds, with which the glycerine macerate is prepared. Ficus carica acts in the upper part of the digestive system and in particular in the stomach, of which it regulates motility and secretion, improves the tightness of the cardia (the valve that connects the esophagus and the stomach and is located below the diaphragm ), reduces hyperacidity and relieves heartburn. Drink 40 drops of Ficus carica (1 DH) glycerine macerate twice a day, half an hour before lunch and dinner, diluting it in 2 fingers of natural water. The treatment will have to continue for at least 2 weeks, and can be repeated with a ten-day break between each cycle.

With the linden after dinner, keep the nocturnal stomach ache at bay

The other tree friend of the stomach is the lime tree. Thanks to its relaxing action, it is beneficial for the digestive system and the nervous system, and reduces the anxiety that often reverberates on the stomach, making it difficult to fall asleep and sleep at night. Rich in flavonoids, essential oil and mucilage, linden is the most indicated remedy when stress and nervousness produce somatizations at a visceral level, both because it exerts a sedative action on the neurovegetative and central system, with an antispasmodic effect on the smooth muscles of the intestine, and because the hydrophilic mucilages of which the vegetable is rich form a sort of protective “coating” on the gastrointestinal mucosa, isolating it from contact with gastric acids and irritants. The plant’s phytocomplex has remarkable calming, antispasmodic and decongest properties.

 

SOURCE: Riza

 

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Il nostro corpo è costituito per il 60% da acqua, quindi abbiamo bisogno di bere molta acqua per aumentare la circolazione sanguigna e supportare tutti i processi che si verificano nel sistema.

 

Tuttavia, se si aggiunge sapore all’acqua, si ottiene una deliziosa bevanda naturale che manterrà il corpo idratato e migliorerà la salute in molti modi. L’acqua di ananas è una delle bevande naturali più potenti che

  • accelera la perdita di peso,
  • combatte l’infiammazione nel corpo e
  • allevia il dolore alle articolazioni.

Gli ananas hanno potenti effetti anti-infiammatori a causa della presenza di bromelina, un enzima che accelera il processo di guarigione e allevia il dolore. L’alto contenuto di bromelina e iodio impedirà varie malattie autoimmuni e allevia i disturbi della tiroide.

Gli ananas sono ricchi di fibre, quindi il loro consumo crea una sensazione di sazietà e impedisce voglie di zuccheri e grassi, mentre la tiamina aumenta il metabolismo e converte i carboidrati in energia.
Inoltre, l’ananas è ricco di potassio, che rafforza il corpo e mantiene un sano equilibrio di elettroliti.

La bromelina ha potenti qualità antiparassitarie, quindi il consumo regolare di ananas distrugge anche la tenia e svuota i parassiti dal fegato e dall’intestino.

Il succo di ananas combatte l’infiammazione del colon e allevia anche i sintomi dell’asma. Se aggiungi anche i semi di finocchio alla bevanda, arricchirai anche il sapore e lenirai il sistema digestivo.

Ecco come preparare questa bevanda:

Ingredienti:

  • ½ tazza di pezzi di ananas
  • 1 cucchiaino di semi di finocchio
  • 8 tazze di acqua calda

Istruzioni:

Aggiungi i pezzi di ananas a una brocca piena di acqua calda. Lasciare raffreddare la bevanda a temperatura ambiente e aggiungere i semi di finocchio. Lasciare a bagno durante la notte, e al mattino, filtrare.
Bevi questa bevanda benefica ogni giorno e raccoglierai tutti i benefici per la salute offerti da questo delizioso frutto. Godere!

Fonte: body2diefor.com

FONTE: Healthy Food House

 

(ENGLISH VERSION)

Our body consists of 60% water, so we need to drink plenty of water in order to boost blood circulation and support all processes occurring in the system.

 

Yet, if you add flavor to water, you get a delicious natural drink that will keep the body hydrated, and improve health in many ways.  Pineapple water is one of the most powerful natural beverages that accelerate weight loss, fight inflammation in the body, and alleviate joint pain.

Pineapples have potent anti-inflammatory effects due to the presence of bromelain, an enzyme that speeds up the healing process and relieves pain.  The high bromelain and iodine content will prevent various autoimmune disorders, and relieve thyroid disorders.

Pineapples are abundant in fiber, so their consumption creates a feeling of satiety and prevents sugar and fat cravings, while thiamine boosts metabolism, and converts carbs into energy.

Moreover, pineapples are rich in potassium, which strengthens the body, and maintains a healthy balance of electrolytes.

Bromelain has potent antiparasitic qualities, so the regular consumption of pineapples also destroys tapeworms, and flushes parasites from the liver and intestines.

Pineapple juice fights colon inflammation and relieves asthma symptoms as well. If you also add fennel seeds to the drink, you will also enrich the flavor, and soothe the digestive system.

Here is how to prepare this drink:

Ingredients:

  • ½ cup pineapple chunks
  • 1 tsp fennel seeds
  • 8 cups hot water

Instructions:

Add the pineapple chunks to a pitcher filled with hot water. Leave the drink to cool at room temperature, and then add in the fennel seeds. Leave to soak overnight, and in the morning, strain it.

Drink this beneficial beverage on a daily basis, and you will reap all health benefits offered by this delicious fruit. Enjoy!

Source: body2diefor.com

 

SOURCE: Healthy Food House

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Se in questo periodo ti senti svogliata, gonfia e con la pelle opaca, ti serve un percorso detossinante che dia la sveglia a tutto il corpo e vinca la pigrizia.

 

Dopo tanti mesi di buio e freddo, a marzo ritorna la luce, ma spesso, giunti al cambio di stagione, il corpo sta ancora pagando il prezzo di un inverno trascorso in ambienti chiusi e senza un’adeguata attività fisica. Per liberarti dal grigiore e dalla pigrizia, restituendo slancio a tutte le funzioni metaboliche ma anche al cervello, uno o due giorni alla settimana – il weekend è il momento ideale – trasforma il bagno di casa in una piccola spa, dove potrai liberarti dalle tossine e regalare una ventata d’energia al corpo e anche alla mente. I trattamenti ispirati alla tradizione nord europea sono fra i più efficaci per recuperare tono e vitalità e dire addio alla pigrizia.

Preparare così il terreno ai trattamenti scaccia pigrizia

  • Il bagno è, insieme alla camera da letto, la stanza da dedicare ai trattamenti. Illumina l’ambiente con la luce soft di una lampada al sale rosa d’Himalaya o con una candela di cera d’api naturale, che profuma delicatamente l’atmosfera.
  • Nel bruciaessenze versa una miscela di olio essenziale d’eucalipto e limone che purificano l’aria e, a livello olfattivo, creano un effetto-spa.
  • Per i bagni con immersione in vasca, procurati un termometro e assicurati che la temperatura sia intorno ai 37 gradi e che ti permetta una leggera sudorazione.
  • Evita di mangiare prima e dopo i trattamenti: se l’organismo è impegnato nei processi digestivi, potresti accusare nausea e capogiri.

Le essenze d’abete bianco e ginepro aprono i bronchi

Fai scorrere l’acqua calda nella vasca o nella doccia, chiudi le finestre e la porta. Lascia che il vapore si accumuli nel locale così da creare una sorta di banya, un bagno di vapore tipico della tradizione russa. In un diffusore versa 2 gocce di olio essenziale di abete bianco e 2 di ginepro e respira a fondo per ripulire i bronchi dalle impurità e aumentare la ventilazione polmonare.

Fai l’automassaggio svedese che scioglie gli ingorghi di liquidi

Per ripulire l’organismo prova l’automassaggio svedese. Individua i punti del sistema linfatico dove s’accumulano le tossine: base della cervicale, attaccatura delle scapole, ascelle, piega del braccio, sull’addome all’altezza delle ovaie, all’attaccatura delle gambe e dietro il ginocchio. Con l’indice e il medio massaggia questi punti con un movimento circolare. Ripeti 10 volte.

Alghe atlantiche e aneto ossigenano e regalano benessere

Porta a ebollizione 2 litri d’acqua, aggiungi 100 g di foglie intere di Fucus vesiculosus (lo trovi in erboristeria). Fai bollire per 15 minuti a pentola coperta, poi filtra l’infuso in una caraffa: versa il liquido nella vasca e metti le foglie in un sacchettino di mussola insieme a 100 g di sali di Epsom (originari della Gran Bretagna) lega il tutto a mo’ di sacchetto e mettili sotto il getto del rubinetto. Fai un bagno di 20 minuti. Per aumentare l’effetto, aggiungi al bagno 5 gocce di olio essenziale di aneto. Se non hai tempo per il bagno, puoi strofinare il corpo con un sacchettino di garza riempito di foglie di Fucus vesiculosus oppure crea una miscela di sali di Epsom e polvere di alga fucus da massaggiare delicatamente sul corpo prima della doccia calda.

Dopo il bagno applica l’unguento di olivello spinoso

Uscita dalla vasca, prima di asciugare la pelle massaggia, sempre con movimenti circolari dal basso verso l’alto nella direzione del cuore, un generoso strato di olio di olivello spinoso, una miniera di acidi grassi essenziali, in particolare l’Omega 7, che nutre i tessuti. Rilassati per 30 minuti sorseggiando un succo detox ottenuto mescolando 50 ml di succo di olivello spinoso in un bicchiere di linfa di betulla: l’olivello spinoso ripulisce il tratto intestinale, mentre la linfa di betulla drena il sistema linfatico.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

If in this period you feel listless, swollen and with dull skin, you need a detoxifying path that will wake the whole body and win laziness.

After so many months of darkness and cold, the light returns in March, but often, once the season has changed, the body is still paying the price of a winter spent indoors and without adequate physical activity. To get rid of the greyness and laziness, giving new impetus to all the metabolic functions but also to the brain, one or two days a week – the weekend is the ideal time – turns your bathroom into a small spa, where you can get rid of toxins and give a breath of energy to the body and also to the mind. The treatments inspired by the North European tradition are among the most effective for recovering tone and vitality and saying goodbye to laziness.

Thus preparing the ground for treatments expel laziness

The bathroom is, together with the bedroom, the room to devote to treatments. Brighten the environment with the soft light of a Himalayan pink salt lamp or a natural beeswax candle, which delicately perfumes the atmosphere.
In the burnt essence it pours a mixture of eucalyptus and lemon essential oils that purify the air and, at an olfactory level, create a spa effect.
For baths with immersion in the tub, get a thermometer and make sure that the temperature is around 37 degrees and that it allows you a slight sweating.
Avoid eating before and after treatments: if the body is engaged in digestive processes, you may experience nausea and dizziness.
The essences of silver fir and juniper open the bronchi
Run hot water in the tub or shower, close the windows and the door. Let the steam accumulate in the room so as to create a sort of banya, a steam bath typical of the Russian tradition. In a diffuser pour 2 drops of essential oil of silver fir and 2 of juniper and breathe deeply to clean the bronchi of impurities and increase pulmonary ventilation.

Make Swedish self-massage that loosens up liquid jams

To clean up the body, try Swedish self-massage. It identifies the points of the lymphatic system where toxins accumulate: base of the cervical, attachment of the shoulder blades, armpits, fold of the arm, on the abdomen at the height of the ovaries, at the attachment of the legs and behind the knee. With the index and middle fingers, massage these points in a circular motion. Repeat 10 times.

Atlantic algae and dill oxygenate and give well-being

Bring 2 liters of water to a boil, add 100 g of whole leaves of Fucus vesiculosus (find it in herbal medicine). Boil for 15 minutes in a covered pot, then filter the infusion into a jug: pour the liquid into the tub and put the leaves in a small muslin sachet together with 100 g of Epsom salts (originating in Great Britain) binds the whole to mo ‘bag and put them under the tap. Take a 20 minute bath. To increase the effect, add 5 drops of essential dill oil to the bath. If you don’t have time for the bath, you can rub the body with a gauze bag filled with Fucus vesiculosus leaves or create a mixture of Epsom salts and fucus seaweed powder to gently massage on the body before the hot shower.

After the bath, apply the sea buckthorn ointment

Exit the tank, before drying the skin, massage a generous layer of sea buckthorn oil, a mine of essential fatty acids, in particular the Omega 7, which is always circulated from the bottom upwards in the direction of the heart. nourishes the tissues. Relax for 30 minutes sipping a detox juice obtained by mixing 50 ml of sea buckthorn juice in a glass of birch sap: the sea buckthorn clears the intestinal tract, while the birch lymph drains the lymphatic system.

SOURCE: Riza

 

 

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L’Ashwagandha, nota anche come ciliegia d’inverno, è una potente erba medicinale che ha incredibili proprietà adattogene che possono ridurre significativamente le condizioni legate allo stress come l‘affaticamento surrenale, l’esaurimento surrenale e problemi cardiaci e renali.

L’Ashwagandha è una ricca fonte di minerali tra cui zinco, ferro, calcio, magnesio, vanadio e cobalto.

È un’erba immunostimolante efficace che ha la capacità di aumentare la conta dei globuli bianchi e preparare il corpo a produrre antigeni per combattere diverse infezioni e allergie.

L’Ashwagandha è anche eccellente per migliorare la funzione del cervello e dei neurotrasmettitori che possono aiutare condizioni neurologiche come il cervello appannato, emicrania, tremori, tic e spasmi, sindrome delle gambe senza riposo, dolore nervoso cronico e fuoco di Sant’Antonio.

L’Ashwagandha è anche benefico per la tiroide poiché aiuta l’organismo a produrre ormoni tiroidei che possono aumentare l’energia, il metabolismo e promuovere un ciclo del sonno equilibrato.

L’Ashwagandha ha dimostrato di migliorare il flusso di ossigeno e l’uso a livello cellulare, il che è molto utile per chi soffre di problemi respiratori come BPCO e asma, nonché per gli atleti che cercano di aumentare la resistenza e la forza durante l’allenamento.

È anche molto utile per la depressione, l’ansia, l’insonnia, l’anemia, la candida, il diabete di tipo 2 e le malattie autoimmuni come la fibromialgia, la malattia di Lyme, la sindrome da stanchezza cronica e la sindrome di Guillain-Barrette.

Storicamente, l’ashwagandha è stato anche usato come trattamento naturale per l’infertilità.

FONTE: Medical Medium

 

(ENGLISH VERSION)

Ashwagandha, also known as winter cherry, is a powerful medicinal herb that has incredible adaptogenic properties that can significantly reduce stress related conditions such as adrenal fatigue, adrenal exhaustion, and heart and kidney problems. Ashwagandha is a rich source of minerals including zinc, iron, calcium, magnesium, vanadium, and cobalt.

It is an effective immune boosting herb that has the ability to increase white blood cell count and prepare the body to produce antigens to fight against different infections and allergies. Ashwagandha is also excellent for improving the function of the brain and neurotransmitters which can aid neurological conditions such as brain fog, migraines, tremors, tics & spasms, restless leg syndrome, chronic nerve pain, and shingles .

Ashwagandha also is beneficial for the thyroid as it helps the body produce thyroid hormones which can increase energy, metabolism, and promote a balanced sleep cycle. Ashwagandha has been shown to improve oxygen flow and usage on a cellular level which is very beneficial for those suffering with breathing problems such as COPD and asthma as well as for athletes looking to increase there endurance and strength while training.

It is also highly beneficial for depression, anxiety, insomnia, anemia, candida, type 2 diabetes, and autoimmune disorders such as fibromyalgia, lyme disease, chronic fatigue syndrome, and Guillain-barre syndrome. Historically, ashwagandha has also been used as a natural infertility treatment.

 

FONTE: Medical Medium

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Cause e sintomi dell’alitosi: l’alito cattivo può dipendere da abitudini errate o vere e proprie patologie, ecco come diagnosticare e curare l’alitosi

L’alito cattivo, meglio detto alitosi, è un spesso considerato solo un disagio imbarazzante dai fastidiosi risvolti sociali, ma può in realtà essere sintomatico di veri e propri problemi di salute. Una cura efficace dell’alitosi, pertanto, deve prima di tutto passare per il riconoscimento delle cause, in modo da individuare i rimedi più indicati.

Alitosi: in cosa consiste

In cosa consiste l’alitosi? Il cosiddetto alito cattivo, in sostanza, è l’emissione di aria maleodorante dalla bocca quando si parla o semplicemente si espira. Un problema che si può presentare in forma cronica o saltuaria, con sintomi dalla comparsa apparentemente casuale oppure ricorrente in determinate ore della giornata. L’alitosi, per esempio, può manifestarsi con maggiore insistenza nelle prime ore del mattino, oppure dopo i pasti, rappresentando in ogni caso un motivo di imbarazzo e, nei casi peggiori, compromettendo addirittura il normale svolgimento delle attività sociali. Le caratteristiche dei sintomi dell’alito cattivo possono essere di aiuto nell’individuarne le cause e, di conseguenza, adottare dei rimedi efficaci per l’alitosi.

Cause dell’alitosi: scarsa igiene orale

Una igiene orale carente o inadeguata rappresenta una delle prime cause di alitosi. Il cavo orale, infatti, ospita una ricca flora batterica – necessaria sia come “protezione” immunitaria che per la prima, parziale, digestione del cibo – che, in determinate circostanze, può alterarsi o proliferare in modo anomalo. Una condizione che, in certi casi, può determinare l’alito cattivo. La corretta pulizia dei denti e della lingua – da effettuare regolarmente almeno due volte al giorno, possibilmente anche con collutorio e filo interdentale – unita a regolari operazioni di abluzione del tartaro (la cosiddetta “pulizia professionale”) effettuate dal dentista possono risolvere il problema dell’alito cattivo quando la causa è costituita da una scarsa igiene orale. Anche chi utilizza una protesi dovrebbe fare particolarmente attenzione all’igiene, perché pure in questo caso la presenza di residui di cibo può favorire la comparsa di odori sgradevoli.

alitosi pulizia denti professionale

Una scarsa igiene orale può essere causa di alitosi © IngImage

Alitosi e alimentazione

Talvolta, la presenza di odori sgradevoli nel respiro si deve all’assunzione di alimenti specifici. Aglio e cipolla, per esempio, possono determinare alito cattivo durante la digestione, così come le proteine del latte presente nei latticini (yogurt, formaggio etc). Anche il caffè può contribuire all’alitosi, così come un consumo eccessivo di zucchero, che tende a favorire la proliferazione batterica all’interno della bocca. In questi casi, la sospensione anche temporanea del consumo dell’alimento incriminato permette abbastanza rapidamente la risoluzione del fastidio. Va inoltre tenuto presente che il digiuno, che spesso viene ingenuamente considerato come una possibile soluzione del problema alitosi, può in realtà favorire la sgradevolezza dell’alito: l’operazione di masticazione, infatti, contribuisce a migliorare le condizioni “ambientali” della bocca, favorendo il rinnovamento cellulare del cavo orale. Altre cause o concause di alitosi possono essere la disidratazione della bocca, il fumo, l’assunzione di alcol o di farmaci specifici.

alito cattivo cibi aglio

Il consumo di aglio può causare alito cattivo © IngImage

Alitosi e patologie

Nei casi fin qui elencati, le cause di alito cattivo sono riconducibili alla bocca in sé. Sono questi fattori, senza dubbio, che determinano il disturbo nella maggior parte dei casi. Non è da escludere, tuttavia, che il cattivo odore dell’alito sia invece riconducibile a una condizione patologica e che le cause di alitosi non si esauriscano, per così dire, nel cavo orale. Tra le malattie che possono essere responsabili dell’alitosi ci sono per esempio le malattie respiratorie come la tonsillite e la tracheite, oppure le infezioni locali come la candida (mughetto). Malattie digestive come esofagite e reflusso possono a loro volta costituire una causa di alitosi, così come patologia sistemiche che includono il diabete o le malattie epatiche. Quando il miglioramento dell’igiene orale e il cambiamento delle abitudini alimentari non comportano un beneficio dell’alitosi, è consigliabile rivolgersi al medico – generico, gastroenterologo, dentista – per escludere la presenza di altre cause.

diabete alito cattivo

Il diabete è una delle malattie che può causare alitosi © IngImage

Alitosi, le cure

La cura per l’alitosi dipende ovviamente dalla sua causa specifica. In qualche caso, può bastare un cambiamento delle abitudini quotidiane (alimentazione, igiene orale, fumo etc) per risolvere definitivamente il problema. In altre circostanze, può essere invece indicata una operazione di pulizia professionale da parte del dentista, che includa anche la lingua, da ripetere periodicamente durante l’anno. La maggiore idratazione e la masticazione di gomme senza zucchero, che favorisce la produzione di saliva, sono altri efficaci rimedi contro l’alitosi. Nel caso in cui l’alito cattivo sia riconducibile a una patologia specifica, ovviamente occorrerà agire anche sulla malattia stessa per cercare di eliminare il sintomo in modo definitivo.

Rimedi naturali per l’alito cattivo

L’alitosi, infine, può essere trattata anche utilizzando dei rimedi naturali, come la clorofilla o l’olio essenziale di menta piperita, che può essere usato per la produzione di un collutorio naturale fai da te (1 goccia di olio essenziale in un bicchiere d’acqua). Alternative naturali contro l’alito cattivo possono essere anche il succo d’aloe vera oppure un dentifricio a base di gel d’aloe, o ancora dei chiodi di garofano da masticare per prevenire la comparsa di cattivi odori nel respiro.

 

FONTE: Lifegate (Silvana Santo)

 

(ENGLISH VERSION)

Causes and symptoms of halitosis: bad breath can depend on incorrect habits or real pathologies, this is how to diagnose and treat halitosis.

Bad breath, better called halitosis, is often considered only an embarrassing discomfort by annoying social implications , but may actually be symptomatic of real health problems. An effective cure of halitosis, therefore, must first pass through the recognition of the causes, in order to identify the most suitable remedies.

Halitosis: what does it consist of

What is halitosis? The so-called bad breath, in essence, is the emission of foul-smelling air from the mouth when speaking or simply exhaling. A problem that can present itself in a chronic or irregular form, with symptoms that appear to be random or recurring at certain times of the day. Bad breath, for example, can occur with greater insistence in the early hours of the morning, or after meals, representing in any case a cause for embarrassment and, in the worst cases, even compromising the normal course of social activities. The characteristics of the symptoms of bad breath can be helpful in identifying the causes and, consequently, adopting effective remedies for halitosis.

Causes of halitosis: poor oral hygiene

A poor or inadequate oral hygiene is one of the first causes of halitosis. The oral cavity, in fact, hosts a rich bacterial flora – necessary both as an immune “protection” and for the first, partial digestion of food – which, under certain circumstances, can alter or proliferate abnormally. A condition that, in some cases, can cause bad breath. Proper cleaning of teeth and tongue – to be performed regularly at least twice a day, possibly also with mouthwash and dental floss – combined with regular operations of tartar ablution (the so-called “professional cleaning”) performed by the dentist can solve the problem of ‘bad breath when the cause is poor oral hygiene. Even those who use a prosthesis should pay particular attention to hygiene, because even in this case the presence of food residues can favor the appearance of unpleasant odors.

Halitosis and food

Sometimes the presence of odors unpleasant in the breath is due to the intake of specific foods. Garlic and onion, for example, can cause bad breath during digestion, as well as milk proteins present in dairy products (yogurt, cheese etc). Coffee can also contribute to bad weather, as well as excessive consumption of sugar, which tends to favor bacterial proliferation inside the mouth. In these cases, even temporary suspension of the consumption of the offending food allows resolution of the nuisance fairly quickly. It should also be borne in mind that fasting, which is often naively regarded as a possible solution to the halitosis problem, may actually favor the unpleasantness of the breath: the chewing operation, in fact, helps to improve the “environmental” conditions of the mouth, favoring the cellular renewal of the oral cavity. Other causes or contributing causes of halitosis may be dehydration of the mouth, smoking, alcohol or specific drug intake. 

Halitosis and pathologies

In the cases listed so far, the causes of bad breath can be traced back to to the mouth itself. These factors undoubtedly determine the disorder in most cases. It is not to be excluded, however, that the bad smell of the breath is instead attributable to a pathological condition and that the causes of halitosis do not exhaust themselves, so to speak, in the oral cavity. Among the diseases that may be responsible for halitosis are, for example, respiratory diseases such as tonsillitis and tracheitis, or local infections such as candida (thrush). Digestive diseases such as esophagitis and reflux can in turn constitute a cause of halitosis, as well as systemic pathologies that include diabetes or liver disease. When improving oral hygiene and changing eating habits does not lead to a benefit of halitosis, it is advisable to seek medical attention – generic, gastroenterologist, dentist – to rule out the presence of other causes.

Halitosis, the cure

The cure for halitosis obviously depends on its specific cause. In some cases, a change in daily habits (nutrition, oral hygiene, smoking, etc.) may suffice to definitively resolve the problem. In other circumstances, a professional cleaning operation may be indicated by the dentist, which also includes the language, to be repeated periodically during the year.

The greater hydration and chewing of sugar-free gums, which promotes the production of saliva, are other effective remedies against halitosis. If the bad breath is due to a specific pathology, obviously it will be necessary to act also on the disease itself in order to try to eliminate the symptom in a definitive way.

Natural remedies for bad breath

Natural remedies, such as chlorophyll or peppermint essential oil, which can be used to produce a natural DIY mouthwash (1 drop of essential oil in a glass of water). Natural alternatives to bad breath can also be aloe vera juice or an aloe gel-based toothpaste, or even chewing cloves to prevent the appearance of bad smells in the breath.

SOURCE: Lifegate (Silvana Santo)

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