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Archive for the ‘stile di vita’ Category

L’insonnia più diffusa è la cosiddetta psicofisiologia. Si manifesta con l’incapacità a prendere sonno, con la sensazione di non riuscire a spegnere il cervello ed è pericolosa, perché diventa rapidamente cronica. In chi ha questo tipo di insonnia, scatta una spirale senza fine.

 

Si crea, infatti, un condizionamento interno dovuto alla consapevolezza di non riuscire a dormire. Così, man mano che si avvicina il momento di coricarsi, si diventa sempre più apprensivi. La conseguenza? Più ci si sforza di dormire, tanto più si attivano le strutture nervose della veglia e tanto meno ci si addormenta.

A mano a mano che trascorrono i giorni con un pessimo sonno notturno, di giorno si diventa sempre più stanchi e meno attenti. Tutto va a scapito della propria resa nelle attività. Ci sono meno energie, si diventa dispersivi sul lavoro e nello studio e aumenta il rischio di incidenti. Non solo. Dormire poco può far saltare gli equilibri del metabolismo.

Ecco gli 8 motivi per cui si dorme poco o male e che quindi ci provocano stress e ansia.

1. Per problemi di soldi: i pensieri sui conti da pagare, sulle entrate economiche che scarseggiano, possono scatenare forti stati d’ansia.

2. Per lo stress da lavoro: l’eccesso di attività lavorativa sollecita esageratamente le strutture del sistema nervoso e causa uno stato di vera e propria fibrillazione cerebrale.

3. Per complessi sul proprio stato fisico: si tratta d uno stato d’animo delicato, soprattutto nel caso di un adolescente, dal momento che il passo è breve per scivolare in una forma di depressione.

4. Per rumori molesti: soprattutto nei mesi caldi, la presenza dei rumori esterni sale ai primissimi posti nella hit parade delle cause che non fanno dormire.

5. Per questioni familiari: dall’andamento scolastico dei figli alla salute di un genitore anziano. Le questioni familiari che tolgono il sonno sono molte.

6. Per liti con il partner: le continue discussioni provocano uno stato di tensione a livello muscolare. Inoltre, possono far crescere il livello di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, che impedisce un giusto sonno.

7. Per difficoltà relazionali: sono problemi molto diffusi, legati al timore di apparire imbarazzati davanti alla gente oppure di arrossire, o di balbettare. Di notte poi si ripassano mentalmente i fatti e ci si rimprovera di non esserci comportati come gli altri.

8. Perché si guarda la tv fino a notte fonda: la camera da letto deve essere utilizzata soltanto per il riposo. Non bisogna trasformarla in un luogo dove gestire le attività tipiche dei momenti di veglia, come guardare la tv, parlare al telefono, chattare al computer.

 

FONTE: Il vero benessere

 

(ENGLISH VERSION)

The most common insomnia is the so-called psychophysiology. It manifests itself in the inability to sleep, with the feeling of not being able to turn off the brain and is dangerous, because it quickly becomes chronic. In those who have this type of insomnia, an endless spiral starts. In fact, an internal conditioning is created due to the awareness of not being able to sleep. Thus, as bedtime approaches, you become increasingly apprehensive. The consequence? The more you try to sleep, the more the nervous structures of wakefulness are activated and the less you fall asleep.

As the days go by with a bad night’s sleep, during the day we become more tired and less attentive. Everything goes to the detriment of one’s surrender in the activities. There is less energy, you become dispersed at work and in the studio and the risk of accidents increases. Not only. Sleeping too little can blow up the balance of metabolism.

Here are the 8 reasons why you sleep little or badly and therefore cause us stress and anxiety.

1. For money problems: thoughts about the accounts to be paid, about the low income, can trigger severe anxiety.

2. For work stress: the excess of work activity exaggerates the nervous system structures and causes a state of real brain fibrillation.

3. For complexes about one’s physical state: it is a delicate mood, especially in the case of a teenager, since the step is short to slip into a form of depression.

4. For disturbing noises: especially in the warm months, the presence of external noises rises to the top places in the hit parade of causes that do not make you sleep.

5. For family matters: from the school performance of the children to the health of an elderly parent. There are many familiar issues that take sleep away.

6. For quarrels with your partner: the constant discussions provoke a state of tension in the muscles. In addition, they can increase the level of cortisol, the so-called stress hormone, which prevents proper sleep.

7. For relationship difficulties: these are very common problems, related to the fear of appearing embarrassed in front of people or of blushing, or of stammering. At night, then you mentally review the facts and you are reproached for not having behaved like the others.

8. Because you watch TV until late at night: the bedroom should only be used for rest. You don’t have to turn it into a place where you can manage the typical activities of waking moments, like watching TV, talking on the phone, chatting on the computer.

 

SOURCE: Il Vero Benessere

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Negli Stati Uniti il neuroscienziato Mark Mattson ha revisionato i maggiori studi sull’argomento degli ultimi 25 anni. E ha promosso il digiuno a intermittenza.

 

 

Sono diversi i vantaggi per la salute del ‘digiuno a intermittenza’, che può essere di due tipi:

 

  1. uno in cui si consumino tutti i pasti nell’arco di 6-8 ore al giorno digiunando per le restanti 18-16 ore;
  2. oppure il cosiddetto digiuno intermittente 5:2 nel quale ci si limita a un solo pasto al dì per due giorni a settimana e una dieta normale per i restanti 5 giorni.

È il verdetto reso noto su The New England Journal of Medicine, dal neuroscienziato Mark Mattson della Johns Hopkins Medicine di Baltimora che ha revisionato una vasta mole di studi condotti sull’argomento negli ultimi 25 anni.

“Il digiuno a intermittenza – sostiene Mattson – potrebbe far parte di uno stile di vita sano”. Dal lavoro è emerso che può modificare i fattori di rischio di obesità e diabete, come ad esempio la pressione alta, il colesterolo alto, la glicemia e l’infiammazione.

Per esempio, quattro studi su modelli animali e persone hanno dimostrato che il digiuno a intermittenza, oltre a diminuire la pressione del sangue e a migliorare i valori dei grassi (colesterolo e trigliceridi) nel plasma, riduce anche il battito cardiaco a riposo.

Inoltre, continua Mattson, due studi condotti presso la University Hospital of South Manchester NHS Foundation Trust su 100 donne sovrappeso hanno mostrato che coloro che adottavano il digiuno 2 giorni su 7 (5:2) hanno perso tanto peso quanto donne che seguivano una dieta ipocalorica, e in più presentavano migliori valori di insulina e di grassi nel sangue rispetto alle donne a dieta stretta.

E ancora, secondo Mattson studi preliminari suggeriscono che il digiuno a intermittenza potrebbe far bene anche alla salute del cervello.

Sebbene servano nuove ricerche per dimostrare gli effetti positivi del digiuno a intermittenza su apprendimento e memoria, conclude Mattson, in futuro si potrà arrivare a nuove strategie di intervento per contrastare neurodegenerazione e demenza basate sul digiuno e sviluppare un farmaco ‘mima-digiuno’ con la stessa efficacia del digiuno stesso su corpo e mente.

FONTE: Salute della Repubblica
(ENGLISH VERSION)

In the United States, neuroscientist Mark Mattson has reviewed major studies on the subject over the past 25 years. And he promoted fasting intermittently

There are several health benefits of ‘intermittent fasting’, which can be of two types: one in which all meals are consumed within 6-8 hours a day by fasting for the remaining 18-16 hours; or the so-called intermittent fasting 5: 2 in which we limit ourselves to only one meal a day for two days a week and a normal diet for the remaining 5 days. It is the verdict made known in The New England Journal of Medicine, by neuroscientist Mark Mattsondella Johns Hopkins Medicine of Baltimore who has reviewed a vast amount of studies conducted on the subject over the past 25 years.

“Intermittent fasting – says Mattson – could be part of a healthy lifestyle”. The work has shown that it can modify the risk factors for obesity and diabetes, such as high blood pressure, high cholesterol, blood sugar and inflammation. For example, four studies on animal and human models have shown that intermittently fasting, in addition to decreasing blood pressure and improving the values ​​of fats (cholesterol and triglycerides) in plasma, also reduces resting heart rate.

In addition, Mattson continues, two studies conducted at the University Hospital of South Manchester NHS Foundation Trust on 100 overweight women showed that those who took 2 days out of 7 (5: 2) fasting lost as much weight as women on a low calorie diet. they also had better insulin and blood fat values ​​than women on a narrow diet.

And again, according to Mattson preliminary studies suggest that intermittent fasting could also be good for brain health. Although new research is needed to demonstrate the positive effects of intermittent fasting on learning and memory, Mattson concludes, in the future new intervention strategies will be possible to combat fasting-based neurodegeneration and dementia and develop a ‘mime-fast’ drug with same efficacy as fasting itself on body and mind.

SOURCE: Salute della Repubblica

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Possiamo dire che il mese delle abbuffate è ufficialmente iniziato! Cerchiamo di essere reali: per quanti buoni propositi cerchiamo di perseguire, uno strappo alla regola ce lo concediamo sempre. E in alcuni casi lo strappo diventa proprio una voragine! In questi periodi di feste non è raro, dunque, soffrire di bruciori di stomaco o di indigestione.

 

La buona notizia è che questi disturbi da abbuffate possono in qualche modo essere tamponati. Come? Attraverso alcuni piccoli suggerimenti. Vediamo quali.

Prima del pasto

Uno dei migliori rimedi che possono aiutarci prima di un grande pasto è assumere qualcosa che sarà di aiuto nel processo digestivo. Ci sono diversi alimenti che possono aiutarci a farlo.

Una delle soluzioni più potenti, ad esempio, è l’aceto di mele. L’aceto di mele ha diverse proprietà e può essere utilizzato per evitare o alleviare bruciori di stomaco o pesantezza. Per rendere più semplice l’assunzione, potete mescolare un cucchiaio di aceto di mele in un bicchiere pieno d’acqua, prima del super pasto!

Secondo Christina K. Major, nutrizionista e medico naturopata, “Molte persone credono erroneamente tutto il reflusso acido e indigestione è causata da una sovrapproduzione di acido. L’ultima ricerca mostra che in realtà è il contrario per molte persone: c’è troppo poco acido prodotto per digerire adeguatamente il cibo mangiato”. L’aceto di mele, quindi, aiuterebbe il nostro intestino a lavorare meglio. Può essere assunto diluito nell’acqua, e bevuto a piccoli sorsi durante i pasti.

Durante il pasto

Durante il pasto, possiamo sfruttare diversi alimenti ed erbe che si accoppiano bene con le cene tipiche di questo periodo e che possono aiutare a compensare eventuali problemi digestivi. Alcuni di questi cibi, erbe e spezie sono:

Ovviamente, la migliore soluzione è non mangiare fino a scoppiare, lasciando lo spazio e la capacità al vostro stomaco di smaltire e digerire quello che avete consumato.

È l’errore più comune delle abbuffate che si effettuano durante le vacanze, ma è importantissimo tenerlo sempre presente.

Inoltre, evitate di bere acqua fredda durante il pasto, perché ne compromette la digestione.

Abbuffarsi? I funghi sono un protagonista delle cene natalizie e in genere di quelle invernali.

Le mandorle sono un alimento alcalino che può bilanciare il pH e che può aiutare a contrastare il reflusso e il bruciore di stomaco. Mangiatene qualcuna a fine pasto e ricordate: è importante masticare molto bene e a lungo, per avere un rapido sollievo dai sintomi. Un’altro alimento molto utile sono le mele: proteggono lo stomaco e riducono l’acidità.

Dopo il pasto

Prima di lanciarvi sui dolci, aspettate un attimo. Cercate di avvertire i segnali che il vostro stomaco invia alla mente, per comprendere quanto “spazio” c’è ancora e se è il caso di mangiare anche il dessert o, magari, rimandare un po’.

Dopo il vostro pasto, inoltre, potete completare bevendo un tè caldo alla menta o allo zenzero.

Ricordate, inoltre, che è sbagliatissimo ricorrere a delle soluzioni riparatrici fai da te post abbuffata, come il digiuno drastico. Evitate i lassativi, meglio aumentare il consumo di  fibre, anche sotto forma di cereali a colazione.

Infine, se volete depurarvi dopo le feste, ecco cinque tisane che possono fare al caso vostro.

 

FONTE: Ambientebio (Gino Favola)

 

(ENGLISH VERSION)

We can say that the bingeing month has officially started! We try to be real: for how many good intentions we try to pursue, we always grant a tear to the rule. And in some cases the tear becomes a chasm! In these periods of holidays it is not uncommon, therefore, to suffer from heartburn or indigestion.

The good news is that these binge eating ailments can somehow be buffered. Like? Through some small tips. Let’s see which ones.

Before the meal

One of the best remedies that can help us before a big meal is to take something that will aid in the digestive process. There are several foods that can help us do this.

One of the most powerful solutions, for example, is apple cider vinegar. Apple cider vinegar has several properties and can be used to avoid or relieve heartburn or heaviness. To make it easier to take, you can mix a spoonful of apple cider vinegar in a glass full of water, before the super meal!

According to Christina K. Major, nutritionist and naturopathic doctor, “Many people mistakenly believe all acid reflux and indigestion is caused by an overproduction of acid. The latest research shows that it is actually the opposite for many people: there is too little acid produced to adequately digest the food eaten. ” Therefore, apple cider vinegar would help our intestines work better. It can be taken diluted in water, and drunk in small sips with meals.

During the meal

During the meal, we can take advantage of different foods and herbs that pair well with the typical dinners of this period and that can help compensate for any digestive problems. Some of these foods, herbs and spices are:

  • Sauerkraut
  • Parsley
  • Coriander
  • Turmeric
  • Cinnamon (for sweet foods)

Obviously, the best solution is not to eat until it burst, leaving the space and capacity for your stomach to dispose of and digest what you have consumed.

It is the most common mistake of binges that are made during the holidays, but it is very important to always keep this in mind.

Also, avoid drinking cold water during a meal, as it affects digestion.

Overeat? Mushrooms are a protagonist of Christmas and winter dinners.
Almonds are an alkaline food that can balance the pH and that can help counteract reflux and heartburn. Eat a few at the end of the meal and remember: it is important to chew very well and for a long time, to get quick relief from the symptoms. Another very useful food is apples: they protect the stomach and reduce acidity.

After the meal

Before launching on sweets, wait a moment. Try to feel the signals that your stomach sends to the mind, to understand how much “space” there is still and if it is appropriate to eat dessert or, perhaps, postpone a little.

After your meal, you can also complete by drinking a hot mint or ginger tea.

Remember, too, that it is very wrong to resort to post-binge DIY repair solutions, such as drastic fasting. Avoid laxatives, better increase fiber consumption, even in the form of cereals for breakfast.

Finally, if you want to purify yourself after the holidays, here are five herbal teas that are right for you.

 

SOURCE: Ambientebio (Gino Favola)

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E se suonare la batteria stimolasse il cervello? Secondo una ricerca tedesca condotta dalla Bergmannsheil University Clinic e dall’Università della Ruhr è proprio così. Perché il cervello dei batteristi, stando ai risultati dello studio, è più performante della media.

 

Basterebbe un solo anno di pratica per migliorare il modo in cui parte destra e sinistra del cervello comunicano tra loro, è risaputo infatti quanto sia importante, per suonare la batteria, la coordinazione.

I ricercatori, che hanno pubblicato lo studio sulla rivista scientifica Brain and Behavior, hanno raggiunto questi risultati esaminando 20 batteristi professionisti con circa 17 anni di pratica alle spalle, che suonavano circa 10 ore e mezzo ogni settimana, e 24 musicisti di altro genere.

I partecipanti sono stati sottoposti a risonanza magnetica mentre suonavano i vari strumenti, ed è stata analizzata la reazione del corpo calloso situato sotto la corteccia cerebrale, che collega i lobi garantendo la comunicazione e la coordinazione tra i due emisferi, la cui parte anteriore è responsabile della pianificazione motoria.

Hanno così constatato che il corpo calloso dei batteristi risulta molto più stimolato di quello degli altri musicisti, e che nonostante le sue fibre siano inferiori di numero rispetto alla media, sono più spesse, e quindi capaci di trasmettere in modo più rapido le informazioni.

Già un altro studio pubblicato sul Journal of American Academy of Child & Adoloscent Psychiatry aveva evidenziato che apprendere a suonare uno strumento musicale è utile a livello cerebrale perché da un lato migliora la coordinazione dei movimenti, dall’altro determina un ingrossamento corticale nelle aree cerebrali legate al funzionamento esecutivo, al controllo inibitorio e all’elaborazione delle emozioni.

E un altro ancora aveva messo in luce i benefici del pianoforte, che aiuta a migliorare le capacità cerebrali rendendo i pianisti tendenzialmente più bravi nel risolvere i problemi, più creativi e capaci di svolgere compiti contemporaneamente.

Ora si aggiunge alla lista la batteria, divertente ma anche intelligente!

FONTE: Greenme (Laura De Rosa)

 

(ENGLISH VERSION)

And if playing the drums stimulated the brain? According to German research conducted by the Bergmannsheil University Clinic and the Ruhr University, this is precisely the case. Because the brain of the drummers, according to the results of the study, is more efficient than the average.

A single year of practice would be enough to improve the way in which the right and left sides of the brain communicate with each other, in fact it is well known how important coordination is for playing drums.

The researchers, who published the study in the scientific journal Brain and Behavior, achieved these results by examining 20 professional drummers with about 17 years of practice behind them, who played about 10 and a half hours each week, and 24 other musicians.

The participants underwent magnetic resonance while playing the various instruments, and the reaction of the corpus callosum below the cerebral cortex was analyzed, which connects the lobes ensuring communication and coordination between the two hemispheres, whose front is responsible of motor planning.

They have thus found that the callous body of the drummers is much more stimulated than that of the other musicians, and that although its fibers are lower in number than the average, they are thicker, and therefore able to transmit information more quickly.

Already another study published in the Journal of the American Academy of Child & Adoloscent Psychiatry had shown that learning to play a musical instrument is useful in the brain because on the one hand it improves the coordination of movements, on the other it determines a cortical enlargement in the linked brain areas executive functioning, inhibitory control and emotional processing.

And yet another had highlighted the benefits of the piano, which helps improve brain capacity by making pianists tend to be better at solving problems, more creative and able to perform tasks simultaneously.

Now the battery is added to the list, fun but also “smart”!

 

SOURCE: Greenme (Laura De Rosa)

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Un libro con un titolo che sembra promettere l’elisir di eterna gioventù. Ma in realtà spinge chi sta bene a lavorare oggi per prevenire le malattie di domani.

 

IL TITOLO  è provocatorio: Come ringiovanire invecchiando(edizioni Utet). Una scelta per un libro che sembra promettere l’elisir di eterna gioventù, cosa che nella pratica è impossibile: fermare lo scorerre degli anni. Ma il titolo accattivante è solo un pretesto per parlare di prevenzione e di come si possa vivere a lungo bene, lavorando però per proteggere la nostra salute nel tempo.

L’autore di questo saggio è Enzo Soresi, medico chirurgo, è specializzato in anatomia patologica, malattie dell’apparato respiratorio e oncologia clinica. È stato membro della Iaslc (International Association for the Study of Lung Cancer) e della Eortc (European Organisation for Research and Treatment of Cancer).

Professore perché è importante curare le persone sane?

“Il concetto di “curare le persone sane” sembra un paradosso, ma in realtà è già nella antica Cina i medici venivano pagati dai pazienti finché questi stavano bene ed il pagamento cessava non appena si ammalavano. Come pneumoncologo richiedo nei fumatori a rischio di tumore polmonare:
  • la Tac torace senza contrasto in grado di identificare tumori polmonari di piccole dimensioni e quindi guaribili con intervento chirurgico. Il nostro sistema sanitario però non prevede questo esame a scopo preventivo, mentre si esborsa cifre medie di 9.000 euro per ciclo di chemioterapia per pazienti affetti da tumore polmonare in fase avanzata”.

Quale sarebbe la migliore prevenzione?

“La vera prevenzione della salute si basa sullo stile di vita che vorrebbe dire semplicemente

  • alimentazione sana impostata sulla dieta mediterranea,
  • attività fisica moderata tipo 40 minuti di camminata veloce 3 volte alla settimana e
  • controllo dello stress emotivo con tecniche di rilassamento o di autoipnosi o di meditazione tipo mindfulness.

Personalmente in realtà, avendo avuto la fortuna di praticare regolarmente il tennis, ritengo con questo di avere avuto un ottimo controllo dei danni biologici da stress proprio per questa attività”.

Quanto ha cambiato le cose la “target therapy”, nei tumori?

“Questa medicina attualmente in evoluzione differisce dalla chemioterapia tradizionale che fa uso di farmaci tossici per bloccare la proliferazione delle cellule tumorali. E’ una terapia mirata che agisce prendendo di mira i geni, le proteine o l’ambiente dei tessuti specifici del cancro che contribuiscono alla sua crescita e sopravvivenza. I tumori ancora trattabili con questa tecnica sono ancora pochi ma le potenzialità di questa terapia selettiva e non tossica sempre maggiori”.

Una delle terapie del futuro agisce sul microbiota intestinale.

“Come clinico sono venuto a conoscenza del microbiota intestinale qualche anno fa ascoltando una lezione magistrale del professor Antonio Gasbarrini, gastroenterologo del Policlinico Gemelli di Roma. Dal momento della nascita, già nel canale del parto ci contaminiamo fino all’età di 5 anni con una quantità di germi il cui genoma è cento volte superiore al nostro. È come se si fosse scoperto un nuovo organo del peso di circa 250 grammi, il cui metabolismo può condizionare, se alterato, una serie di patologie del nostro organismo. Negli ultimi anni i lavori scientifici pubblicati su questo argomento, interessando patologie che vanno dal morbo di Parkinson, all’obesità, alla depressione, allo stress e molto altro”.

Parlando di invecchiamento, cos’è la misurazione degli AGE?

“A 73 anni andai a trovare una  dietologa dell’Istituto dei Tumori di Milano. Mi fece appoggiare un braccio su uno strumento che attraverso una luce ultravioletta mi misurò i prodotti finali della glicazione, in inglese si parla di “Advanced glycation end products (AGEs)”. Sono sostanze derivanti dalla precipitazione nella cellula di zuccheri e proteine, sia a livello intra che extracellulare. Questi derivati sono molto legati al tipo di cottura degli alimenti”.

Quali sono gli alimenti più a rischio?

“I più punitivi sono i cibi cotti alla brace o al forno ad elevate temperature. Dopo l’esame in cui risultavo ad alto rischio di diabete e malattie cardiovascolari, con un radicale  cambio di alimentazione e l’aiuto di un farmaco antidiabetico ho potuto, dopo 8 anni, ripetere l’esame rientrando nei valori normali. Il titolo del libro “Come ringiovanire invecchiando” non è un paradosso in quanto tutte le nuove cellule nate nel mio organismo in questi 8 anni sono così povere di AGEs da avermi portato a una media di normalità. In prospettiva quindi mantenendo questo percorso alimentare mi troverò con cellule sempre più pulite e libere da incrostazioni. Tutto questo significa riduzione dell’infiammazione nel mio organismo.

Anche la mente ha un ruolo importante.

“Un libro dello psichiatra britannico Edward Bullmore dal titolo “La mente in fiamme” sviluppa il tema della importanza della infiammazione nel nostro organismo come possibile responsabile della depressione. Nel nostro libro riporto il caso clinico di una donna di media età in terapia con quattro farmaci antidepressivi per una grave condizione di depressione. Gli esami da me richiesti hanno confermato un elevato stato di stress ossidativo e quindi ha affiancato alla terapia con psicofarmaci una alimentazione antiossidante e ho prescritto una moderata attività fisica finalizzata a migliorare le condizioni biologiche di questa donna. Penso che ormai i tempi siano maturi in senso culturale affinché anche gli psichiatri non si limitino a prescrivere psicofarmaci ma pongano la loro attenzione all’organismo nella sua globalità”.

Quanto ci danneggia lo stress?

“Il nostro organismo è organizzato per vivere bene in una condizione di omeostasi, cioè di buon equilibrio biologico. Quando siamo sotto stress, o di tipo emotivo o di tipo ossidativo, ci troviamo in una condizione di allostasi che non può essere sostenuta troppo a lungo in quanto può favorire insorgenza di malattie infiammatorie, autoimmuni, tumorali. Il rientro di conseguenza da una situazione “eroica” di allostasi deve essere abbastanza tempestiva onde evitare danni biologici. Qualche tempo fa notai che il mio giovane maestro di golf sovraccarico di impegni, aveva uno sguardo allucinato. Gli prescrissi pertanto il dosaggio del cortisolo nelle ultime 24 ore che risultò nettamente superiore alla norma. Lo invitai pertanto a rivedere i suoi impegni e con l’aiuto della tintura madre di iperico lo feci tornare in pochi mesi ad una condizione di normalità”.

Nel libro parla di metodo Simonton. Di che cosa si tratta?

“Si tratta di una tecnica psicologica messa a punto negli anni Settanta da due coniugi americani, lui oncologo e radioterapista e lei psicologa, con cui venivano potenziati i trattamenti terapeutici con chemio e radioterapia, attraverso tecniche di visualizzazione mentale la cui finalità era di ottenere la massima resa dall’effetto placebo. Personalmente scoprii questa tecnica negli anni Ottanta grazie a uno psicologo che l’aveva applicata al suocero durante i trattamenti chemioterapici che affrontava per un tumore polmonare inoperabile. La sopravvivenza di questo paziente era più del doppio di quella prevista e da allora a numerosi miei pazienti ho proposto di seguire il metodo Simonton oggi diffuso anche in Italia, in particolare all’Istituto dei Tumori di Milano. Nel nostro libro è riportata la testimonianza di una mia giovane paziente che applica questa tecnica durante i trattamenti chemioterapici con buoni risultati”.

Quanto conta l’alimentazione?

“Anche se siamo bombardati da chef stellati, libri di medici, nutrizionisti, oncologi, neurologi e altri, in realtà la sindrome metabolica è una epidemia che si sta diffondendo nel mondo occidentale. Poiché i diabetici in Italia sono oltre 3 milioni, il significato del nostro libro è quello di intervenire sulla sindrome metabolica, che vuole dire essere in largo sovrappeso, evitando di aspettare che tutti questi soggetti diventino diabetici”.

E l’esercizio fisico?

Lo sport è stato fondamentale nella mia vita per difendermi dallo stress e mantenermi in buona salute. In un mio libro scritto con Pierangelo Garzia, “Mitocondrio mon amour”, parliamo dell’importanza di questo batterio intracellulare nel mantenerci in buona salute. La sua funzione è quella di fornire ossigeno e nutrimento alla cellula e più  noi manteniamo una buona attività fisica, più questi batteri diffusi in quasi tutti gli organi ma in particolare nel cervello e nei muscoli, sono “felici”, si ringiovaniscono e producono “mitochine” cioè sostanze antinfiammatorie“.

Cosa accade se siamo invece sedentari?

“Se invece rimaniamo inattivi, già dall’età di 40 anni inizia la sarcopenia che significa perdita di cellule muscolari ed infiammazione indotta dal Dna mitocondriale che entra in circolo. Ecco quindi che la vecchiaia sottintende perdita di muscolo e infiammazione che può essere contrastata da una moderata attività fisica”.

Per chi fa prevenzione la vecchiaia sarà un ricordo?

“Già nel mio libro “Il cervello anarchico” concludevo con un monito per il lettore in cui scrivevo: se siete fumatori buttate via le sigarette, camminate mezz’ora al giorno e lasciate un buon ricordo di voi morendo il più tardi possibile e in buona salute. Con questo nuovo libro posso solo aggiungere l’importanza della restrizione calorica per una longevità qualitativamente ottimale. Il fondo il piacere di sfruttare la saggezza dell’esperienza per avere una vita ancora più ricca di stimoli e conoscenze è il privilegio che il vecchio ha se rimane efficiente sia a livello fisico che cognitivo. Se come ho dimostrato su di me esiste un ricambio cellulare, è evidente che se noi manteniamo queste nuove cellule libere da infiammazione potremo in prospettiva sconfiggere la vecchiaia”.

FONTE: Salute della Repubblica
(ENGLISH VERSION)

A book with a title that seems to promise the elixir of eternal youth. But in reality it drives those who are doing well to work today to prevent the diseases of tomorrow.

THE TITLE is provocative: How to rejuvenate by getting older (Utet editions). A choice for a book that seems to promise the elixir of eternal youth, something that in practice is impossible: to stop the scorerre of the years. But the captivating title is just a pretext to talk about prevention and how to live well for a long time, but working to protect our health over time.

The author of this essay is Enzo Soresi, a surgeon, specializing in pathological anatomy, diseases of the respiratory system and clinical oncology. He was a member of the IASLC (International Association for the Study of Lung Cancer) and of the Eortc (European Organization for Research and Treatment of Cancer).

Professor why is it important to treat healthy people?
“The concept of” treating healthy people “seems a paradox, but in reality it is already in ancient China that doctors were paid by patients as long as they were well and the payment stopped as soon as they became ill. pulmonary: the thoracic CT without contrast capable of identifying small-sized lung tumors which can therefore be cured by surgery Our health system does not, however, foresee this examination for preventive purposes, while an average of 9,000 euros is spent per chemotherapy cycle for patients suffering from advanced lung cancer “.

What would be the best prevention?
“True health prevention is based on a lifestyle that would simply mean healthy eating set on the Mediterranean diet, moderate physical activity such as 40 minutes of brisk walking 3 times a week and emotional stress control with relaxation or self-hypnosis or mindfulness meditation. Personally, in reality, having had the good fortune to practice tennis regularly, I believe with this that I had a very good control of biological damage from stress just for this activity “.

How much has the “target therapy in tumors changed things?
“This currently evolving medicine differs from traditional chemotherapy that uses toxic drugs to block the proliferation of cancer cells. It is a targeted therapy that acts by targeting the genes, proteins or environment of the specific cancer tissues that contribute to its growth and survival. The tumors still treatable with this technique are still few but the potential of this selective and non-toxic therapy is increasingly greater “.

One of the therapies of the future acts on the intestinal microbiota.
“As a clinician, I learned about the intestinal microbiota a few years ago by listening to a lecture by Professor Antonio Gasbarrini, gastroenterologist at the Policlinico Gemelli in Rome. From the moment of birth, already in the birth canal we contaminate each other until the age of 5 with a quantity of germs whose genome is a hundred times higher than ours, as if a new organ weighing about 250 grams had been discovered, whose metabolism can affect, if altered, a series of pathologies in our body. scientific works published on this topic, involving pathologies ranging from Parkinson’s disease, obesity, depression, stress and much more “.

Speaking of aging, what is AGE measurement?
“At the age of 73 I went to see a dietician from the Milan Cancer Institute. She placed an arm on an instrument that measured the final products of glycation through an ultraviolet light, in English it is called” Advanced glycation end products (AGEs ) “. These substances derive from the precipitation of sugars and proteins in the cell, both intra and extracellular. These derivatives are very linked to the type of food cooking”.

Which foods are most at risk?
“The most punitive are the foods cooked on the grill or in the oven at high temperatures. After the examination in which I was at high risk of diabetes and cardiovascular diseases, with a radical change of diet and the help of an antidiabetic drug I could, after 8 years, repeat the exam within the normal values.The title of the book “How to rejuvenate getting older” is not a paradox because all the new cells born in my organism in these 8 years are so poor of AGEs that they brought me to a average of normality In perspective, therefore, by maintaining this dietary path, I will find myself with cells that are increasingly cleaner and free from fouling, all of which means a reduction in inflammation in my body.

The mind also plays an important role.
“A book by British psychiatrist Edward Bullmore entitled” The Mind in Flames “develops the theme of the importance of inflammation in our body as a possible cause of depression. In our book I report the clinical case of a middle-aged woman on four drugs. antidepressants for a serious condition of depression.The tests I requested confirmed a high state of oxidative stress and therefore added psychoactive drugs to an antioxidant diet and I prescribed moderate physical activity aimed at improving the biological conditions of this woman. that by now the time is ripe in a cultural sense so that even psychiatrists do not limit themselves to prescribing psychiatric drugs but pay attention to the organism as a whole “.

How much does stress damage us?
“Our organism is organized to live well in a condition of homeostasis, that is of good biological balance. When we are under stress, or of an emotional or oxidative type, we find ourselves in a condition of allostasis that cannot be sustained too long as it can promote the onset of inflammatory, autoimmune, and tumor diseases, and the consequent return from a “heroic” situation of allostasis must be timely enough to avoid biological damage.Some time ago I noticed that my young golf teacher was overworked, he had I therefore prescribed the dosage of cortisol in the last 24 hours which was clearly higher than the norm, so I invited him to review his commitments and with the help of the hypericum mother tincture I returned him in a few months to a condition of normality “.

In the book he talks about the Simonton method. What is it about?
“It is a psychological technique developed in the seventies by two American spouses, he is an oncologist and radiotherapist and she is a psychologist, with whom therapeutic treatments were enhanced with chemo and radiotherapy, through mental visualization techniques whose purpose was to obtain the maximum yield from the placebo effect. Personally, I discovered this technique in the 1980s thanks to a psychologist who had applied it to his father-in-law during chemotherapy treatments he faced for an inoperable lung cancer. The survival of this patient was more than double that expected and Since then, I have proposed to many of my patients to follow the Simonton method, which is also widespread in Italy today, particularly at the Milan Cancer Institute. In our book is the testimony of a young patient of mine who applies this technique during chemotherapy treatments with good results”.

How important is feeding?
“Even if we are bombarded by starred chefs, books by doctors, nutritionists, oncologists, neurologists and others, in reality the metabolic syndrome is an epidemic that is spreading in the western world. Since diabetics in Italy are over 3 million, the meaning of our book is to intervene on the metabolic syndrome, which means to be largely overweight, avoiding waiting for all these subjects to become diabetic “.

And exercise?
“Sport has been fundamental in my life to defend myself from stress and to stay healthy. In my book written with Pierangelo Garzia,” Mitocondrio mon amour “, we talk about the importance of this intracellular bacterium in keeping us in good health. function is to provide oxygen and nourishment to the cell and the more we maintain a good physical activity, the more these bacteria spread in almost all the organs but in particular in the brain and muscles, are “happy”, rejuvenate and produce “mitochine” ie anti-inflammatory substances “.

What happens if we are sedentary instead?
“If, on the other hand, we remain inactive, sarcopenia, which means loss of muscle cells and inflammation induced by the mitochondrial DNA that enters the circulation, begins at the age of 40. Thus old age implies loss of muscle and inflammation that can be counteracted by a moderate physical activity “.

Will old age be a memory for prevention?
“Already in my book” The anarchic brain “I concluded with a warning to the reader in which I wrote: if you are a smoker, throw away your cigarettes, walk half an hour a day and leave a good memory of you dying as late as possible and in good health. With this new book I can only add the importance of caloric restriction for a qualitatively optimal longevity.The fund the pleasure of exploiting the wisdom of experience to have a life even more full of stimuli and knowledge is the privilege that the old has if it remains efficient both on a physical and on a cognitive level. If, as I have demonstrated, there is a cellular exchange, it is evident that if we maintain these new cells free from inflammation, we will eventually defeat old age “.

 

SOURCE. Salute della Repubblica

 

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Bimbi e adolescenti: avete mai realizzato che gran parte della pubblicità dell’industria del cibo spazzatura sia rivolta a loro? Un enorme volume di spot che produce un’immagine positiva del cibo spazzatura e incoraggia i più giovani a mangiarne più di quanto dovrebbero. Un meccanismo che genera dipendenza, cattiva alimentazione e obesità. Ma come farlo cessare? Sfruttando la tendenza degli adolescenti a ribellarsi all’autorità.

 

Quel che non tutti sanno è che il marketing alimentare viene appositamente progettato per promuovere una falsa propensione verso il cibo spazzatura nella mente dei più piccoli e per stimolare il mangiare in eccesso. E le ricerche condotte finora dimostrano che funziona.

Il marketing alimentare è deliberatamente progettato per creare associazioni emotive positive con il cibo spazzatura, per collegarlo a sentimenti di felicità e divertimento“, spiega Christopher J. Bryan, l’autore principale di uno studio condotto all’Università del Texas ad Austin, secondo cui un cambiamento di prospettiva su come gli studenti vedono le campagne di marketing alimentare potrebbe spronare gli adolescenti stessi a fare scelte dietetiche quotidiane più sane e per un lungo periodo di tempo.

Il metodo funziona in parte facendo leva sul desiderio naturale dei ragazzi di ribellarsi alle autorità.

Lo studio

Lo studio ha previsto due fasi. Per la parte preliminare, il team di ricercatori è andato in una scuola e ha presentato a un gruppo di alunni un articolo di tipo espositivo sulle grandi aziende alimentari. L’idea era quella di mostrare ai ragazzi come queste aziende usano il marketing e come manipolano nel vero senso della parola per agganciare i consumatori al cibo spazzatura solo per il proprio guadagno e su come la pubblicità spesso si rivolga a popolazioni vulnerabili, come i giovani e i più poveri.

Di contro, un gruppo di controllo ha ricevuto materiali tradizionali sui benefici di un’alimentazione sana e sugli aspetti negativi del cibo spazzatura. I ricercatori hanno quindi seguito i cibi che gli adolescenti hanno mangiato il giorno successivo per circa tre mesi ed è emerso che coloro che facevano parte del primo gruppo hanno ridotto significativamente il consumo di cibo spazzatura, in particolare i maschi, di circa il 31% rispetto al gruppo di controllo.

Una delle cose più eccitanti è che alla fine i ragazzi hanno una reazione istintiva più negativa al cibo spazzatura e al marketing di cibi spazzatura e una reazione istintiva più positiva a cibi sani“, sottolinea Bryan.

Quel che hanno fatto gli scienziati, insomma, è appellarsi all’impulso naturale dei nostri ragazzi di ribellarsi alle autorità, che potrebbe fornire un modo per gli operatori della salute pubblica un’arma in più per competere con i pubblicitari di cibo spazzatura cambiando le abitudini alimentari dei ragazzi.

La maggior parte degli interventi precedenti sembrava presumere che mettere in allarme gli adolescenti per le conseguenze negative a lungo termine sulla salute di un’alimentazione pessima, possa essere un modo efficace per motivarli a cambiare il loro comportamento“, continua Bryan. Ma probabilmente proprio questa è la ragione principale per cui nessuno è stato in grado finora di indurre gli adolescenti a cambiare le proprie abitudini alimentari in modo duraturo.

Sulle ragazze gli effetti dell’esperimento sono risultati meno significativi, forse perché sono più attente alle questioni legate all’eccesso di calorie del cibo malsano, che risulta così già di per sé un forte deterrente.

Questo studio dimostra che è possibile modificare il comportamento durante l’adolescenza utilizzando un intervento leggero – spiegano i ricercatori. L’adolescenza è una fase di sviluppo in cui anche gli approcci più lunghi di promozione della salute non hanno praticamente avuto alcun effetto. Poiché tanti problemi sociali, dall’educazione al comportamento a rischio, hanno le loro radici negli anni dell’adolescenza, questo studio apre la strada a possibili soluzioni per alcune delle sfide più ardue per la promozione in generale della salute pubblica“.

Quello che gli studiosi ora hanno fatto è stato rimettere le cose nella prospettiva giusta, esponendo in modo chiaro questa manipolazione agli adolescenti e innescando la loro naturale avversione al controllo da parte di chi è più grande.

Si fa il loro gioco, insomma, ma probabilmente questo potrebbe incidere di più sulle buone abitudini alimentari a lungo termine.

FONTE: Greenme

 

(ENGLISH VERSION)

Children and adolescents: have you ever realized that most of the advertising of the junk food industry is aimed at them? A huge volume of commercials that produces a positive image of junk food and encourages the younger ones to eat more than they should. A mechanism that generates dependency, poor nutrition and obesity. But how to stop it? Taking advantage of the tendency of adolescents to rebel against authority.

What not everyone knows is that food marketing is specially designed to promote a false propensity towards junk food in the minds of children and to stimulate eating in excess. And the research conducted so far shows that it works.

“Food marketing is deliberately designed to create positive emotional associations with junk food, to link it with feelings of happiness and fun,” explains Christopher J. Bryan, lead author of a study conducted at the University of Texas at Austin, according to which a change of perspective on how students view food marketing campaigns could spur them to make healthier daily dietary choices over a long period of time.

The method works in part by leveraging the boys’ natural desire to rebel against the authorities.

The study

The study included two phases. For the preliminary part, the team of researchers went to a school and presented an exhibition-type article on large food companies to a group of students. The idea was to show kids how these companies use marketing and how they manipulate in the true sense of the word to hook consumers to junk food just for their own gain and how advertising often targets vulnerable populations, such as young people and the poorest.

In contrast, a control group received traditional materials on the benefits of healthy eating and the negative aspects of junk food. The researchers then followed the foods that the teenagers ate the next day for about three months and showed that those in the first group significantly reduced their consumption of junk food, particularly males, by about 31% compared to to the control group.

“One of the most exciting things is that eventually kids have a more negative instinctive reaction to junk food and junk food marketing and a more positive instinctive reaction to healthy foods,” Bryan emphasizes.

What scientists have done, in short, is to appeal to our boys’ natural impulse to rebel against the authorities, which could provide a way for public health workers to use an extra weapon to compete with junk food advertisers by changing habits children’s food.

“Most of the previous interventions seemed to assume that alerting adolescents to the long-term negative health consequences of poor nutrition can be an effective way to motivate them to change their behavior,” Bryan continues. But probably this is the main reason why no one has been able so far to induce adolescents to change their eating habits in a lasting way.

On girls the effects of the experiment were less significant, perhaps because they are more attentive to issues related to the excess of calories of unhealthy food, which is thus already a strong deterrent.

“This study shows that it is possible to change behavior during adolescence using a light intervention – the researchers explain. Adolescence is a phase of development in which even the longest health promotion approaches have practically had no effect. Since so many social problems, from education to risky behavior, have their roots in the adolescent years, this study opens the way to possible solutions to some of the most difficult challenges for the general promotion of public health “.

What the scholars have now done is to put things back in the right perspective, clearly exposing this manipulation to adolescents and triggering their natural aversion to control by those who are older.
They play their game, in short, but this could probably have a greater impact on good long-term eating habits.

 

SOURCE: Greenme

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Peter Gabriel ai tempi dei Genesis negli anni 70′ cantava You are what you eat, eat well!   Evidente è il riferimento al filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, in cui un trattato del 1862 sosteneva che l’uomo è ciò che mangia e come un popolo potrebbe evolvere spiritualmente anche solo modificando la propria alimentazione.

 

Tuttavia, conoscenze relative ai ‘poteri psichici’ del cibo sono reperibili in tutte le culture più antiche.

Seneca ad esempio osservava come tiranni, assassini e schiavisti fossero spesso mangiatori di grandi quantità di carne, sottolineando per contro la mitezza d’animo e la profondità dei sentimenti di coloro che si nutrivano dei frutti della terra.

Anche  Giovenale, circa 2000 anni fa, si rese autore della celebre massima: “Mens sana in corpore sano”. Un concetto semplice ed estremamente pragmatico, che rivela la stretta dipendenza della ‘mente’ dall’integrità del corpo.

Platone, nel 400 a.C., raccomandava la carne solo ai guerrieri.

Oggi non è più solo filosofia o saggezza empirica: ciò di cui ci nutriamo influisce attivamente su pensieri, emozioni e comportamenti dell’essere umano; infatti a 250 anni di distanza dalle intuizioni di Feuerbach e a 2500 da quelle di Platone, la biochimica dei neurotrasmettitori è in grado di dimostrare scientificamente la relazione tra alimentazione e comportamento umano.

Le neuroscienze, d’altro canto, scoprono che a seconda del cibo di cui ci si nutre si attivano determinate aree encefaliche e si sviluppano o meno sentimenti e percezioni empatiche.

Un’alimentazione a base di cibi vegetali può incidere profondamente sul comportamento e sulle emozioni.
I vegetali agiscono, grazie al contenuto di amidi e fibre, sulle concentrazioni di triptofano nel cervello, l’amminoacido ‘antidepressivo’ precursore della serotonina (un neurotrasmettitore).

Un’adeguata concentrazione di serotonina incide favorevolmente su:

– gestione di stati d’ansia e stati depressivi;
– tolleranza;
– creatività;
– socievolezza;
– rilassamento;
– calma;
– comportamento pacifico;
– gioia;
– gioco;

Inoltre, un’alimentazione a base vegetale ha la peculiarità di indurre naturalmente la frequenza delle onde cerebrali alfa, in questo stato il cervello è caratterizzato da coscienza vigile e da un senso di benessere diffuso simile a quello che è possibile sperimentare durante l’esperienza della meditazione. Il consumo frequente di carne incide negativamente sui livelli di serotonina. Mangiare carne, pesce e derivati influisce anche profondamente sul metabolismo dei neurotrasmettitori e quindi sul comportamento umano.

Bassi livelli di serotonina hanno evidenti ricadute sul comportamento diminuendo la tolleranza, inducendo facilmente stati di agitazione, rabbia, angoscia, aggressività e violenza, propensione alla lotta e allo scontro.

L’eccesso di fosforo determinato da un consumo abituale di alimenti di origine animale comporta un vero e proprio crollo di calcio con conseguente instaurazione nel comportamento umano di irritabilità e aggressività. Oltre all’aumento di patologie quali l’osteoporosi, praticamente sconosciuta nei popoli che non usano latte vaccino e in cui la base alimentare è costituita dai cereali e non dalla carne.

A questi elementi di biochimica è possibile affiancare diverse statistiche comparative che osservano un aumento direttamente proporzionale tra consumo di carne e incremento della criminalità, specialmente nei paesi più sviluppati.

Anche il consumo di zucchero è fonte di aggressività e irritabilità, come nel caso della carne , alla base c’è la sottrazione di calcio, e delle vitamine B, essenziali per il funzionamento del cervello.

Questo impatto è particolarmente evidente e preoccupante nei bambini che manifestano:

– intolleranza nel comportamento ed assuefazione alla sostanza;

– ansia;

– livelli elevati di competitività ed difficoltà ad accettare le sconfitte;

– deconcentrazione;

– sbalzi d’umore.

 

FONTE: focus-psicologia

 

(ENGLISH VERSION)

Peter Gabriel at the time of the Genesis in the 70’s sang You are what you eat, eat well! The reference to the German philosopher Ludwig Feuerbach is evident, in which a treaty of 1862 claimed that man is what he eats and how a people could evolve spiritually even if only by changing their diet.

However, knowledge concerning the ‘psychic powers’ of food can be found in all the most ancient cultures. Seneca, for example, observed how tyrants, murderers and slavers were often eaters of large quantities of meat, stressing against the mildness of mind and the depth of the feelings of those who fed on the fruits of the earth. Even Juvenal, about 2000 years ago, became the author of the famous maxim: “Mens sana in corpore sano”. A simple and extremely pragmatic concept, which reveals the close dependence of the “mind” on the integrity of the body. Plato, in 400 BC, recommended meat only to warriors.

Today it is no longer just philosophy or empirical wisdom: what we eat influences actively the thoughts, emotions and behavior of the human being; in fact, 250 years after the intuitions of Feuerbach and 2500 from those of Plato, the biochemistry of neurotransmitters is able to scientifically demonstrate the relationship between nutrition and human behavior.

Neurosciences, on the other hand, discover that depending on the food they eat, certain brain areas are activated and feelings and empathic perceptions develop or not.

A diet based on plant foods can have a profound effect on behavior and emotions.
The vegetables act, thanks to the content of starch and fiber, on the concentrations of tryptophan in the brain, the amino acid “antidepressant” precursor of serotonin (a neurotransmitter).

Adequate serotonin concentration favorably affects:

– management of anxiety and depressive states;
– tolerance;
– creativity;
– sociability;
– relaxation;
– calm;
– peaceful behavior;
– joy;
– game;

Furthermore, a plant-based diet has the peculiarity of naturally inducing the frequency of alpha brain waves, in this state the brain is characterized by alert consciousness and a sense of widespread well-being similar to that which is possible to experience during the experience of meditation. Frequent consumption of meat adversely affects serotonin levels. Eating meat, fish and derivatives also has a profound effect on the metabolism of neurotransmitters and therefore on human behavior.

Low levels of serotonin have obvious repercussions on behavior by decreasing tolerance, easily inducing states of agitation, anger, anguish, aggression and violence, propensity to fight and confrontation.

The excess of phosphorus caused by habitual consumption of food of animal origin entails a real collapse of calcium with consequent establishment in human behavior of irritability and aggression. In addition to the increase in diseases such as osteoporosis, practically unknown in populations that do not use cow’s milk and in which the food base is made up of cereals and not meat.

These biochemical elements can be combined with various comparative statistics that observe a directly proportional increase in meat consumption and an increase in crime, especially in more developed countries.

Sugar consumption is also a source of aggression and irritability, as in the case of meat, at the base there is the subtraction of calcium, and of B vitamins, essential for brain functioning.

This impact is particularly evident and worrying in children who manifest:

– intolerance in behavior and addiction to the substance;

– anxiety;

– high levels of competitiveness and difficulty in accepting defeats;

– deconcentration;

– mood swings.

SOURCE: focus-psychology

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