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Archive for the ‘stile di vita’ Category

L’attività fisica è fondamentale per mantenere la forma, specialmente dopo una dieta: per farlo, non occorrono estenuanti sedute in palestra ma bastano due esercizi…

 

Che l’esercizio fisico sia importante per la salute è ormai assodato. Naturalmente, possiamo dire la stessa cosa per quanto concerne il mantenimento della forma fisica, specialmente se l’abbiamo raggiunta dopo una dieta. Ma sai che per mantenere la tua forma fisica bastano due semplici esercizi di fitness? Proprio così: secondo il dottor Michael Joyner, medico e ricercatore della Mayo Clinic di Boston, negli Stati uniti, questi due esercizi di fitness sono sufficienti a garantire avere una vita lunga e sana. Qualsiasi attività fisica, in realtà, garantisce benessere: che tu scelga la corsa, il nuoto, la bicicletta o attività più intense (pesi, crossfit e via dicendo), il fisico e la mente ne beneficeranno. Ma non è strettamente necessario recarsi in palestra per mantenere lo stato di salute e la forma fisica. Ebbene, quali sono questi esercizi tanto utili? presto detto:

  • il salto della corda e
  • le flessioni (piegamenti è il nome corretto) sulle braccia.

Così rafforzi tutto il corpo e ti garantisci la forma fisica

Secondo  Joyner, questi due esercizi di fitness allenano la forza e la resistenza contemporaneamente, tonificando i muscoli di tutto il corpo: ecco il segreto della forma fisica!

  • Le flessioni utilizzano la forza delle braccia e del petto, ma rafforzano anche gli addominali,
  • mentre il salto della corda, oltre ad essere un’attività aerobica (eccellente bruciagrassi) impegna i muscoli di tutto il corpo.

Inizia l’allenamento gradualmente

Bisogna cominciare a compiere questi due esercizi con gradualità: se sei sedentario da tempo, inizia con qualche flessione sulle braccia (5-6) appoggiando le ginocchia a terra se non riesci a completare il movimento.

Con i salti alla corda, alterna 30 secondi di salto a 10 secondi di recupero per qualche minuto e mano a mano che ti senti più allenato aumenta il tempo delle fasi di lavoro. Puoi anche effettuare i due esercizi uno di seguito all’altro: 30 secondi di salto alla corda e poi altri 30 di flessioni.

Forma fisica al top con il burpee

Un altro esercizio di fitness completo ed efficace per la forma fisica è il burpee: si tratta di una serie di movimenti che consistono in squat (piegamento sulle gambe), flessioni sulle braccia e salto.

Da una posizione in piedi, piegati sulle gambe fino a toccare al suolo con le mani, effettua un salto all’indietro con le gambe fino a trovarti prono, con un salto torna alla posizione di squat ed effettua un salto portando le gambe tese e le braccia in alto. Inizia a farne solo qualcuno e incrementa il numero di burpee con il tempo.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Physical activity is essential to maintaining shape, especially after a diet: to do this, there is no need for exhausting sessions in the gym but two exercises are enough …

 

The fact that physical exercise is important to health is now asserted. Of course, we can say the same thing as regards maintaining physical fitness, especially if we have reached it after a diet. But do you know that just two fitness exercises are enough to maintain your fitness? That’s right: According to Dr Michael Joyner, MD, MD, MD, Boston, Massachusetts, Mayo Clinic, USA, these two fitness exercises are enough to ensure a long and healthy life. Any physical activity, in fact, guarantees well-being: that you choose the running, swimming, bicycling or more intense activities (weights, crossfit and so on), the physical and the mind will benefit from it. But it is not strictly necessary to go to the gym to maintain the state of health and fitness. Well, what are these exercises so useful? Soon said:

  • the jump of the rope and
  • the flexions (folds is the correct name) on the arms.

So strengthen your whole body and guarantee your fitness

According to Joyner, these two fitness exercises train strength and strengthen at the same time, toning muscles throughout the body: here’s the secret of fitness!

  • The flexions use the force of arms and chest, but they also strengthen the abdomen,
  • while rope jumping, in addition to being an aerobic activity (excellent burning), engages the muscles of the whole body.

Start workout gradually

You need to start doing these two exercises gradually: if you’ve been sedentary for a while, start with some flexion on your arms (5-6) by placing your knees on the ground if you can not complete the movement. With rope jumps, alternate 30 seconds to jump to 10 seconds of recovery for a few minutes and as you feel more trained increases the time of the work phases. You can also perform the two exercises one after the other: 30 seconds to jump to the rope and then 30 more flexes.

Top shape with burpee

Another complete and effective fitness exercise for fitness is burpee: it is a series of movements that consist of squats (bending on the legs), flexions in the arms and jumping.

From a standing position, bent on your legs until you touch the ground with your hands, jumps backwards with your legs until you find yourself in a prone, with a jump back to the squat position and jumps with your legs stretched and the Arms up. It only starts to make someone and increases the number of burpees with time.

 

SOURCE: Riza

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Per non ingrassare di nuovo, segui questi consigli e manterrai i risultati senza fatica: il primo passo è individuare una buona dieta di mantenimento…

 

Spesso i chili persi con la dieta si recuperano in fretta, ma mantenere il peso forma raggiunto si può, con qualche piccolo accorgimento e con una buona dieta di mantenimento, che deve diventare presto lo “stile alimentare” abituale.  Al proposito, ci scrive Ginevra:

  • “Buongiorno, mi ci sono voluti più di sei mesi, ma con una dieta ipocalorica, tanta costanza ed esercizio fisico, ce l’ho fatta: ho perso 12 chili e mi sento benissimo! Ora però temo di riprendere il peso perso e non so come impostare una valida dieta di mantenimento. Sono condannata a rimanere “a stecchetto” in eterno o posso concedermi qualche dolce e qualche piatto finora proibito?”.

Un meccanismo antico rischia di farci ingrassare ancora

Gli studi parlano chiaro: a perdere peso si riesce, mantenere è più difficile, perché spesso si ritorna velocemente alle vecchie abitudini e si riprendono i chili persi. L’organismo sottoposto a una dieta restrittiva, si adatta, ma poi, tornando a mangiare come prima, inesorabilmente s’ingrassa. Si tratta di un meccanismo di auto regolazione che ci portiamo dietro dal Paleolitico. Quando si riduce l’introito alimentare, si trasmette un messaggio di allerta. L’organismo cerca di bruciare il meno possibile e di accumulare il più possibile e i chili tornano in fretta.

La dieta di mantenimento passa…dallo sport!

Ma qualche trucchetto per far fronte a questo meccanismo c’è: un primo modo per potersi garantire dolci e piatti proibiti è aumentare l’attività fisica, che ti permette di bruciare subito i grassi e gli zuccheri che il tuo corpo vorrebbe mettere da parte. Dedicati sia all’attività aerobica (corsa, nuoto) sia ad attività più impegnative come l’interval training o il fitness funzionale. Praticata tutti i giorni, l’attività fisica migliora

  • la funzionalità cardiovascolare,
  • l’attività respiratoria,
  • combatte ansia e depressione,
  • regola il sonno e
  • mantiene il peso regolare.

Da tutto questo si evince come la vera dieta di mantenimento non sia solo un fatto alimentare, ma abbia a che vedere con lo stile di vita a 360 gradi

Piatti “proibiti”: si ma solo una o due volte a settimana

Inoltre, è sbagliato credere di dover stare a stecchetto a vita per mantenere il peso perso. Ciò che fa la differenza è la frequenza con cui dessert, pizzette e cibi ricchi di zuccheri e grassi in genere ritornano nel menu. In una valida dieta di mantenimento, una o al massimo due volte alla settimana, un dolce, una pizza, delle lasagne o altri piatti sostanziosi sono concessi: non più spesso. Solo così queste eccezioni resteranno tali e non solo non ti faranno ingrassare di nuovo, ma trasmetteranno all’organismo un messaggio di ricchezza e opulenza, accelerando le attività del metabolismo.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

To not regain weight, follow these tips and keep your results effortless: the first step is to find a good maintenance diet …

 

Often the lost pounds with the diet are recovered quickly, but maintaining the achieved weight can be, with some small effort and a good diet, which must soon become the habitual “eating style”. For this purpose, Geneva writes:

  • “Good morning, it took me more than six months, but with a low calorie diet, so much constancy and work out, I did it: I lost 12 pounds and I feel great! But now I’m afraid of taking back lost weight and I do not know how to set up a valid diet. Is it condemned to stay “stabbed” forever or can I eat some sweets and some plates so far forbidden? “

An old mechanism is likely to make us grow fat again

Studies make it clear: to lose weight is possibile, to keep it is harder, because it often comes back quickly to old habits and the lost pounds come again. The organism undergoes a restrictive diet, it suits, but then, coming back to eating as before, it inexorably hurts. This is a self regulation mechanism that we carry behind the Paleolithic. When you reduce the food intake, an alert message is sent. The body tries to burn as little as possible and to accumulate as much as possible and the pounds back in a hurry.

Staying in shape goes … through sports!

But some trick to cope with this mechanism is: a first way to be able to guarantee desserts and prohibited dishes is to increase physical activity, which allows you to immediately burn the fats and sugars that your body would like to set aside. Dedicated to aerobic activity (racing, swimming) and more challenging activities such as interval training or functional fitness. Practiced every day, physical activity

  • improves cardiovascular function,
  • respiratory activity,
  • combat anxiety and depression,
  • regulates sleep and
  • maintains regular weight.

From all this it can be seen how the true maintenance diet  is not just a food fact, but it has to do with the 360 ​​degree lifestyle

“Forbidden” dishes: but only one or two times a week

Additionally, it is wrong to believe that you have to go on a diet forever  to keep your weight lost. What makes a difference is the frequency with which you eat desserts, pizzas and foods rich in sugars and fats generally return to the menu. In a valid diet, one or two times a week,  a sweet, pizza, lasagna or other substantial dishes are granted: not more often. Only then will these exceptions remain such and not only will not make you grow fat again, but they will send to the body a message of wealth and opulence, accelerating metabolism activities.

 

SOURCE: Riza

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1. “Le carenze di cianocobalamina (vitamina B12) e di folati (vitamina B9) possono causare deterioramento cognitivo. Pertanto, è una pratica standard valutare i livelli di queste vitamine in tutti coloro che presentano deterioramento cognitivo.”

2. “L’Alzheimer è una malattia del sistema nervoso. C’è una forte evidenza che l’esposizione ai campi elettromagnetici per lungo tempo è un fattore di rischio per l’Alzheimer”. Gruppo di lavoro BioInitiative

3. “La carenza di vitamina K può contribuire alla patogenesi dell’Alzheimer”. Allison

4. “L’autopsia di individui con diagnosi di danni da Alzheimer a causa di infarti cerebrali o mini ictus, indica che questi infarti o interruzioni del flusso sanguigno al cervello possono avere un ruolo nell’Alzheimer”. Dott. David Snowden University of Kentucky. Nota: la “vaccinazione” produce certamente una interruzione del flusso di sangue al cervello.

5. “La vitamina K2 può portare a una significativa riduzione del colesterolo, può prevenire e potenzialmente migliorare l’Alzheimer e può essere efficace per risolvere alcune forme di cancro. E studi recenti indicano che la vitamina K2 (e soprattutto la MK-7) è più biodisponibile ed efficace della vitamina K1”. Howard & Payne

6. “Molte malattie umane sono di natura infiammatoria, compresa asma, malattia di Crohn, artrite reumatoide, polimialgia reumatica, tendiniti, borsiti, laringite, gengivite, gastrite, otite, malattia celiaca (intolleranza al glutine), diverticolite (infezione dei diverticoli nel colon) , e la malattia infiammatoria intestinale. Inoltre, un certo numero di malattie croniche hanno componenti infiammatorie, come aterosclerosi, obesità, diabete, cancro, e forse anche Alzheimer”. Victoria J. Drake, PhD

7. “L’associazione fluoruro/alluminio è di particolare importanza perché si collega all’Alzheimer. L’alluminio in sé stesso non è facilmente assorbito dal corpo. Tuttavia, quando sono entrambi presenti, gli ioni di fluoruro si combinano con l’alluminio per formare fluoruro di alluminio, che viene assorbito dal corpo. Nel corpo, l’alluminio si combina infine con l’ossigeno per formare ossido di alluminio o allumina. L’allumina è il composto di alluminio che si trova nel cervello dell’Alzheimer”. Ronsivalli, LJ (“Aggiunta di fluorizzazione delle forniture di acqua pubblica”).

8. In uno studio di Fotuhi e colleghi ( Fotuhi M et. al 2009) il consumo di pesce ha ridotto lo sviluppo dell’Alzheimer. In individui non portatori di APOE-4, che mangiavano pesce 2 o 3 volte alla settimana, si è ridotto lo sviluppo di demenza del 50% su 4 anni ( Barberger-Gateau P. et al 2007). In uno studio prospettico di follow-up, 899 persone senza demenza sono state studiate per più di 9 anni, constatando una riduzione del 47% nello sviluppo di AD nei soggetti con livelli plasmatici elevati di DHA (Schaefer EJ et al 2006).

9. “Topi vecchi da laboratorio alimentati con una dieta integrata con un composto di frutti di bosco e uva chiamato pterostilbene ottengono risultati migliori nelle sfide mentali rispetto alle loro controparti senza integrazione. I risultati indicano che nei ratti anziani, il pterostilbene è efficace per invertire il declino della funzione cognitiva che arriva naturalmente con l’età, e precede malattie come l’Alzheimer. I risultati hanno anche mostrato un miglioramento della memoria di lavoro degli animali”. Journal of Agricultural and Food Chemistry, 56(3):636-641, 2008.

10. “Una causa comune di perdita della memoria è l’insufficiente approvvigionamento di sostanze nutritive necessarie al cervello. Se il sangue è “inspessito” da colesterolo e trigliceridi, diminuisce la quantità di sangue ricco di sostanze nutritive che può passare attraverso la barriera ematoencefalica. Può verificarsi malnutrizione del cervello, specialmente se la condizione è cronica in natura. Altre cause modificabili della demenza sono le carenze di aminoacidi e vitamine del gruppo B, in particolare le vitamine B6 e B12. La carenza di vitamina B12 produce sintomi simili all’Azheimer”. Dott. Michael Lam MD

11. “Anche i livelli di antiossidanti vitamina A, E, ed di carotenoidi (tra cui il beta-carotene) sono bassi nelle persone con demenza e Alzheimer. Questi nutrienti agiscono da spazzini dei radicali liberi, la mancanza di questa funzione potrebbe esporre le cellule cerebrali ad un maggiore danno ossidativo. Studi longitudinali di lungo termine in Svizzera, che abbracciavano 22 anni, dal 1971 al 1993, e coinvolgevano 442 soggetti da 65 a 94 anni, hanno dimostrato che livelli plasmatici maggiori di acido ascorbico e beta-carotene sono associati a migliori prestazioni in termini di memoria e di richiamo”. Dott. Michael Lam MD

12.Troppi farmaci e interazioni tra di essi: La persona media di 65 anni rischia di avere tra le 8 e le 10 prescrizioni diverse oltre a farmaci da banco. L’interazione tra farmaci, insieme con una dieta povera di nutrienti, si traduce spesso in sintomatologia mentale, oltre ai problemi fisici. L’abuso cronico di alcol può portare a sintomi molto simili all’Alzheimer. Soluzione: Ridurre il numero di farmaci il più possibile”. Dott. Michael Lam MD

13. “Abbiamo scoperto che la nattokinasi degrada tre diverse forme di fibrille: A-beta-40, legate all’Alzheimer, le fibrille di insulina, legate a complicanze diabetiche e le fibrille di peptide prione, responsabili di malattie da prioni”. (Ruei-Lin Hsu et al)

14. “Le persone con Parkinson hanno maggiori probabilità di essere carenti di vitamina D rispetto agli adulti sani della stessa età o dei pazienti con Alzheimer. Secondo uno studio su 300 persone provenienti dal Sud-Est degli Stati Uniti, il 55% dei pazienti con Parkinson avevano livelli insufficienti di vitamina D, rispetto al 36% e al 41% delle persone sane e dei pazienti con Alzheimer”. Marian Evatt et al, Emory University School of Medicine.

15. “Siamo progettati in modo così sbagliato da non poter essere felici o concentrarci o ricordare le cose senza pillole? La depressione è una carenza di Prozac? L’ADHD è una carenza di Ritalin? L’Alzheimer è una carenza di Aricept? Io credo di no”. Doctor Mark Hyman, MD

16. “Un maggioe livello plasmatico di omocisteina è un fattore di rischio indipendente per lo sviluppo di demenza e Alzheimer”. NEJM 2002.

17. “L’Alzheimer è presente più del doppio tra le donne con livelli più alti di omocisteina rispetto a quelle con livelli più bassi, e il rischio per qualsiasi tipo di demenza é del 70 per cento più alto. Ciò apre la possibilità per un futuro trattamento preventivo in un momento molto precoce”. Dott. Dimitri Zylberstein, Università di Göteborg

18. “La curcumina e la vitamina D3 possono aiutare il sistema immunitario ad eliminare le placche di proteine legate all’Alzheimer”. Journal of Alzheimer’s Disease.

19. “Le recenti ricerche dimostrano che i mirtilli possono essere un grande alleato nella lotta contro l’Alzheimer. I mirtilli limitano i danni cerebrali causati da ictus ischemico. I mirtilli funzionano proteggendo il cervello contro il danno ossidativo e l’infiammazione. Le due cause principali alla base del declino mentale”. Doctor Al Sears MD

20. “In uno studio svedese, ogni aumento dei livelli ematici di vitamina B12 di una singola minuscola unità (chiamata “picomole”) ha portato a un calo del 2 per cento nel rischio di Alzheimer, secondo lo studio in Neurology. Di più, i ricercatori hanno scoperto che ogni aumento micromolare nell’omocisteina, marcatore dell’infiammazione, aumenta il rischio di Alzheimer del 16 per cento”. Doctor William Douglass MD. Nota: l’omocisteina è tenuta a bada in parte dalla vitamina B12.

 

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

1. “The deficiencies of cyanocobalamin (vitamin B12) and folate (vitamin B9) can cause cognitive deterioration. Therefore, it is a standard practice to evaluate the levels of these vitamins in all those with cognitive impairment. “

2. “Alzheimer’s is a nervous system disease. There is strong evidence that exposure to electromagnetic fields for a long time is a risk factor for Alzheimer’s. ” BioInitiative Working Group

3. “Vitamin K deficiency can contribute to Alzheimer’s pathogenesis”. Allison

4. “Autopsy of individuals with Alzheimer’s Disease Diagnosis due to Brain Infections or Mini Stroke,” indicates that these infarcts or breaks of blood flow to the brain may play a role in Alzheimer’s. ” Dr. David Snowden University of Kentucky. Note: “vaccination” certainly produces a breakdown of blood flow to the brain.

5. “Vitamin K2 can lead to a significant reduction in cholesterol, can prevent and potentially improve Alzheimer’s and may be effective in resolving some forms of cancer. And recent studies indicate that vitamin K2 (and especially MK-7) is more bioavailable and effective than Vitamin K1. ” Howard & Payne

6. “Many human diseases are inflammatory, including asthma, Crohn’s disease, rheumatoid arthritis, rheumatic polymyalgia, tendinitis, bursitis, laryngitis, gingivitis, gastritis, otitis, celiac disease (gluten intolerance), diverticulitis (diverticulitis in Colon), and intestinal inflammatory disease. Also, a number of chronic diseases have inflammatory components, such as atherosclerosis, obesity, diabetes, cancer, and perhaps even Alzheimer’s. ” Victoria J. Drake, PhD

7. “The fluoride / aluminum association is of particular importance because it connects to Alzheimer’s. Aluminum itself is not easily absorbed by the body. However, when both are present, fluoride ions combine with aluminum to form aluminum fluoride, which is absorbed by the body. In the body, aluminum is combined with oxygen to form aluminum oxide or alumina. Alumina is the aluminum compound found in the Alzheimer’s brain. ” Hedgehog, LJ (“Addition of fluoridation of public water supply”).

8. In a study by Fotuhi and colleagues (Fotuhi M et al 2009), fish consumption has reduced the development of Alzheimer’s. In non-carriers of APOE-4, who ate fish 2 or 3 times a week, dementia developed 50% over 4 years (Barberger-Gateau P. et al., 2007). In a prospective follow-up study, 899 people without dementia were studied for more than 9 years, observing a 47% reduction in AD development in subjects with high plasma levels of DHA (Schaefer EJ et al 2006).

9. “Laboratory old rats fed with a diet supplemented with a batch of berries and grapes called pterostilbene get better results in mental challenges than their counterparts without integration. The results indicate that in older rats, pterostilbene is effective in inverting the decline in cognitive function that naturally arrives with age, and precedes diseases such as Alzheimer’s. The results also showed an improvement in animal work memory. ” Journal of Agricultural and Food Chemistry, 56 (3): 636-641, 2008.

10. “A common cause of memory loss is the inadequate supply of nutrients needed for the brain. If blood is “suppressed” by cholesterol and triglycerides, it decreases the amount of blood rich in nutrients that can pass through the hematoma barrier. Malnutrition of the brain may occur, especially if the condition is chronic in nature. Other modifiable causes of dementia are the deficiencies of Group B amino acids and vitamins, in particular B6 and B12 vitamins. Vitamin B12 deficiency produces similar symptoms to AD. ” Dr. Michael Lam MD

11. “Even vitamin A, E and antioxidant levels of carotenoids (including beta-carotene) are low in people with dementia and Alzheimer’s. These nutrients act as free radical cleansers, lack of this function could expose brain cells to greater oxidative damage. Long-term long-term studies in Switzerland, covering 22 years, from 1971 to 1993, involving 442 subjects aged 65 to 94, have shown that higher plasma levels of ascorbic acid and beta-carotene are associated with better memory performance And recall “. Dr. Michael Lam MD

12. “Too many drugs and interactions between them: The average person of 65 years is likely to have between 8 and 10 different prescriptions as well as over-the-counter medications. Drug interaction, along with a poor diet of nutrients, often translates into mental symptoms as well as physical problems. Chronic alcohol abuse can lead to symptoms very similar to Alzheimer’s. Solution: Reduce the number of drugs as much as possible. ” Dr. Michael Lam MD

13. “We found that nattokinase degrades three different forms of fibril: A-beta-40, linked to Alzheimer’s, insulin fibrils, linked to diabetic complications and prion peptide fibrils, responsible for prion diseases.” (Ruei-Lin Hsu et al)

14. “People with Parkinson’s are more likely to have vitamin D deficiency than healthy adults of the same age or Alzheimer patients. According to a study of 300 people from South East United States, 55% of Parkinson’s patients had insufficient levels of vitamin D compared to 36% and 41% of healthy people and Alzheimer patients. ” Marian Evatt et al., Emory University School of Medicine.

15. “Are we so badly planned that we can not be happy or concentrate or remember things without pills? Depression is a Prozac deficiency? Is ADHD a Ritalin Deficiency? Alzheimer’s is an Aricept deficiency? I do not think so”. Doctor Mark Hyman, MD

16. “A higher plasma homocysteine ​​level is an independent risk factor for dementia and Alzheimer’s development”. NEJM 2002.

17. “Alzheimer’s is more than double among women with higher levels of homocysteine ​​than those with lower levels, and the risk for any type of dementia is 70 percent higher. This opens the possibility for future preventive treatment at a very early time. ” Dr. Dimitri Zylberstein, University of Gothenburg

18. “Curcumin and vitamin D3 can help the immune system to eliminate Alzheimer’s protein pads.” Journal of Alzheimer’s Disease.

19. “Recent research shows that blueberries can be a great ally in the fight against Alzheimer’s. Cranberries limit brain damage caused by ischemic stroke. Blueberries work by protecting the brain against oxidative damage and inflammation. The two main causes behind the mental decline. ” Doctor Al Sears MD

20. “In a Swedish study, any increase in vitamin B12 blood levels in a single tiny unit (called” picomole “) resulted in a 2 percent drop in Alzheimer’s risk, according to the Neurology study. Moreover, the researchers found that any micromolar increase in homocysteine, an inflammation marker, increases Alzheimer’s risk by 16 percent. ” Doctor William Douglass MD. Note: homocysteine ​​is partially controlled by vitamin B12.

 

SOURCE: Dionidream

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Volersi bene e prendersi cura di sé sono due capisaldi del benessere: il modo più semplice di metterli in pratica è quello di scegliere cibi sani e leggeri, che regalano energia e buonumore.

 

Qualunque sia il problema che ti assilla, il primo passo è volerti bene e prenderti cura di te stesso. Volersi bene significa anche tutelare la propria salute, scegliendo uno stile di vita sano e alimenti adatti a fornire all’organismo tutti i nutrienti, che senza appesantire restituiscano buone dosi di energia. Lo abbiamo sperimentato tutti: quando ci alimentiamo in modo corretto, non solo il fisico ma anche la mente funziona al meglio. Quando non siamo appesantiti, riposiamo bene, siamo pieni di energia e la nostra mente è lucida e concentrata, e questo ci permette di portare a termine le incombenze quotidiane con lo sprint giusto.

Volersi bene vuol dire scegliere i cibi più adatti a noi

Un buon sonno, scelte di vita felici, un po’ di movimento e una sana alimentazione sono gli elementi fondamentali per raggiungere l’armonia. Il cibo sano e leggero, oltre ad essere un mezzo che ci aiuta a mantenere lo stato di salute, è anche una coccola alla quale non possiamo rinunciare: volersi bene vuole dire scegliere dagli scaffali dei supermercati gli alimenti più adatti a noi, che assecondino i nostri gusti senza, però, avere gli effetti collaterali tipici dei cibi più grassi e ricchi di zuccheri. L’importante è anche sapersi ascoltare: se in inverno si ha sicuramente più voglia di zuppe calde e piatti elaborati, nella stagione calda il corpo richiede cibi freschi, ricchi di vitamine e sali minerali, come gli ortaggi e la frutta che la natura ci offre in tante varietà.

Primo passo: fare la spesa bene

Prendersi cura di se stessi vuol dire naturalmente fare la spesa in maniera corretta, e in commercio si trovano facilmente molti  prodotti che ci fanno stare bene: frutta e verdura in primo luogo, ma anche cereali integrali, proteine magre di origine vegetale e animale, marmellate senza zucchero per la colazione, yogurt (se non siete intolleranti al lattosio) e alimenti fermentati che fanno benissimo all’ intestino, da cui dipende la salute di tutto l’organismo. E poi le grandi fonti di grassi “buoni”: olive e olio di oliva, avocado, frutta secca, con cui “condire” ogni piatto dolce o salato che sia. Qualche sfizio non può mancare: il cioccolato fondente fa tornare il buonumore, il vino rosso in modica quantità è un toccasana per le nostre arterie e il caffè biologico è ricco di elementi che ne fanno un alimento pro longevità.

Riprendiamoci il tempo per godere il nostro cibo

Anche il modo di preparare e gustare i cibi è importante. Gli esperti ripetono che bisogna assaporare il cibo lentamente e senza distrazioni. Per cui, anche se si è soli, è bene preparare con cura la tavola e cucinare un piatto per sé, usando condimenti leggeri e salutari come l’olio di oliva extravergine a crudo. Volersi bene vuole dire anche sedersi a tavola e godere di ogni boccone, almeno tre volte al giorno. Quest’abitudine incide anche sul senso si sazietà e permette di smettere di mangiare quando non si ha più fame, e di conseguenza di rimanere sempre in forma. Basta poco… per prendersi cura di sé!

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Loving and caring for yourself are two cornerstones of well-being: the simplest way to put them into practice is to choose healthy and light foods that give energy and good humor.

 

Whatever the problem you get, the first step is to love yourself and take care of yourself. Loving it well also means protecting your health by choosing a healthy lifestyle and foods that will provide the body with all nutrients that, without weight, give good energy. We all experienced it: when we feed properly, not only the physical but also the mind works best. When we are not weighed down, we are resting well, we are full of energy and our mind is shiny and focused, and this allows us to accomplish daily tasks with the right sprint.

 

Loving it means choosing the foods best suited to us

 

Good sleep, take happy life choices, do a bit of movement and have healthy eating these are the key elements to achieve harmony. Healthy and light food, in addition to being a means to help maintain our health, is also a cuddle that we can not give up: to be sure, to choose from the shelves of supermarkets the foods that best suit us, our taste without having the side effects typical of the fatty foods rich in sugars. It is also important to know how to listen our body: if in winter you definitely want hot soups and elaborate dishes, in the hot season the body requires fresh foods rich in vitamins and mineral salts such as vegetables and fruit that nature offers us in so many varieties.

 

 

First step: to spend the money well

 

Taking care of yourself means of course doing the shopping properly, and on the market you can easily find many products that make us feel good: fruits and vegetables in the first place, but also whole grains, lean protein of animal and vegetable origin,  no sugar jams for breakfast, yogurt (if you are not lactose intolerant) and fermented foods that do well to the intestine, which depends on the health of the entire body. And then the great fat sources “good”: olive and olive oil, avocado, dried fruit, with which to “season” every sweet or salty dish it is. There is no need to miss it: dark chocolate brings you good mood, red wine in small quantities is a hint for our arteries and organic coffee is rich in ingredients that make it a pro longevity food.

 

Let’s take the time to enjoy our food

 

The way to prepare and taste food is also important. Experts repeat that you have to savor the food slowly and without distraction. So even if you are alone, you should carefully prepare the board and cook a plate for yourself, using light and healthy ingredients such as raw extra virgin olive oil. taking care of yourself in a good way  also means sitting at the table and enjoying each bite, at least three times a day. This habit also affects the sense of satiety and allows you to stop eating when you are no longer hungry, and consequently to stay fit. Just a little … to take care of yourself!

 

SOURCE: Riza

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Il set più importante di istruzioni genetiche che tutti noi abbiamo proviene dal nostro DNA, ed è passato attraverso generazioni. Ma l’ambiente in cui viviamo può anche influire e provocare dei cambiamenti genetici.

I ricercatori hanno ora scoperto che questi tipi di cambiamenti genetici ambientali possono essere tramandati per ben 14 generazioni in un animale – il più grande span mai osservato in una creatura, in questo caso essere una dinastia di nematodi C. elegans (roundworms).

Per studiare quanto tempo l’ambiente può lasciare un segno sull’espressione genetica, una squadra guidata da scienziati dell’European Molecular Biology Organization (EMBO) in Spagna ha adottato vermi di nematodi geneticamente modificati che trasportano un transgene per una proteina fluorescente. Quando attivato, questo gene ha reso i vermi luminescenti sotto luce ultravioletta.

Poi hanno commutato le cose per i nematodi cambiando la temperatura dei loro contenitori. Quando la squadra ha mantenuto nematodi a 20 ° C, hanno misurato una bassa attività del transgene – il che significava che i vermi erano quasi scintillati.

Ma spostando i vermi in un clima più caldo di 25 ° C, improvvisamente si illuminavano come piccoli alberi di Natale, il che significava che il gene della fluorescenza era diventato molto più attivo.

La loro vacanza tropicale non durò tuttavia a lungo. I vermi sono stati trasferiti a temperature più fresche per vedere cosa accadeva all’attività del gene della fluorescenza.

Sorprendentemente, continuavano a brillare, indicando che conservavano una “memoria ambientale” del clima più caldo – e che il transgene era ancora molto attivo.

Inoltre, questa memoria fu passata alla loro progenie per sette generazioni brillantemente incandescenti, nessuno dei quali aveva sperimentato le temperature più calde. I vermi del figlio ereditano questo cambiamento epigenetico attraverso le uova e lo sperma.

La squadra ha spinto i risultati ancora di più – quando hanno tenuto cinque generazioni di nematodi a 25 ° C (77 ° F) e poi ha bandito la loro prole a temperature più fredde, i vermi hanno continuato ad avere un’attività di transgene più elevata per 14 generazioni senza precedenti.

Questi sono i risultati più lunghi che gli scienziati hanno mai osservato nel passaggio di un cambiamento genetico indotto dall’ambiente. Di solito, i cambiamenti ambientali all’espressione genetica durano solo poche generazioni.

  • “Non sappiamo esattamente perché questo accada, ma potrebbe essere una forma di progettazione biologica”, dice uno dei team Adam Klosin dell’EMBO e Pompeu Fabra University, Spagna.
  • I vermi sono molto a breve termine, forse stanno trasmettendo ricordi delle condizioni passate per aiutare i loro discendenti a prevedere quale sia il loro ambiente in futuro”, aggiunge co-ricercatore Tanya Vavouri presso l’Istituto di ricerca leucemia di Josep Carreras in Spagna.

C’è un motivo per cui gli scienziati si rivolgono a C. elegans come organismo di modello – dopotutto, queste 14 generazioni richiederebbero solo circa 50 giorni per svilupparsi, ma ci possono ancora dare indizi importanti su come il cambiamento genetico ambientale viene trasmesso in altri animali, tra cui gli esseri umani.

Ci sono molti esempi di questo fenomeno nei vermi e nei topi, ma lo studio dell’eredità epigenetica ambientale negli esseri umani è un argomento fortemente discusso, e c’è ancora molto che non sappiamo.

  • “Gli effetti ereditari nell’uomo sono difficili da misurare a causa dei tempi di lungo generazione e della difficoltà con un accurato record di conservazione”, afferma una recente revisione dell’eredità epigenetica.

Ma alcune ricerche suggeriscono che gli eventi della nostra vita possano infatti influire sullo sviluppo dei nostri figli e forse anche dei nipoti, senza modificare il DNA.

Ad esempio, gli studi hanno dimostrato che sia i figli che i nipoti delle donne sopravvissuti alla carestia olandese del 1944-45  hanno aumentato l’intolleranza al glucosio in età adulta.

Altri ricercatori hanno scoperto che i discendenti dei sopravvissuti dell’Olocausto hanno livelli inferiori del cortisolo ormonale, che aiuta il tuo corpo a rimbalzare dopo il trauma.

L’ultimo studio sui nematodi è un passo importante per capire meglio la nostra eredità epigenetica, specialmente perché serve come una notevole dimostrazione di quanto possono durare questi effetti inter-generazionali.

FONTE: Science Alert

 

(ENGLISH VERSION)

The most important set of genetic instructions we all get comes from our DNA, passed down through generations. But the environment we live in can make genetic changes, too.

Researchers have now discovered that these kinds of environmental genetic changes can be passed down for a whopping 14 generations in an animal – the largest span ever observed in a creature, in this case being a dynasty of C. elegans nematodes (roundworms).

 

To study how long the environment can leave a mark on genetic expression, a team led by scientists from the European Molecular Biology Organisation (EMBO) in Spain took genetically engineered nematode worms that carry a transgene for a fluorescent protein. When activated, this gene made the worms glow under ultraviolet light.

Then, they switched things up for the nematodes by changing the temperature of their containers. When the team kept nematodes at 20° Celsius (68° F), they measured low activity of the transgene – which meant the worms hardly glowed at all.

But by moving the worms to a warmer climate of 25° C (77° F), they suddenly lit up like little wormy Christmas trees, which meant the fluorescence gene had become much more active.

Their tropical vacation didn’t last long, however. The worms were moved back to cooler temperatures to see what would happen to the activity of the fluorescence gene.

Surprisingly, they continued to glow brightly, suggesting they were retaining an ‘environmental memory’ of the warmer climate – and that the transgene was still highly active.

Furthermore, that memory was passed onto their offspring for seven brightly-glowing generations, none of whom had experienced the warmer temperatures. The baby worms inherited this epigenetic change through both eggs and sperm.

 

The team pushed the results even further – when they kept five generations of nematodes at 25° C (77° F) and then banished their offspring to colder temperatures, the worms continued to have higher transgene activity for an unprecedented 14 generations.

That’s the longest scientists have ever observed the passing-down of an environmentally induced genetic change. Usually, environmental changes to genetic expression only last a few generations.

“We don’t know exactly why this happens, but it might be a form of biological forward-planning,” says one of the team, Adam Klosin from EMBO and Pompeu Fabra University, Spain.

“Worms are very short-lived, so perhaps they are transmitting memories of past conditions to help their descendants predict what their environment might be like in the future,” adds co-researcher Tanya Vavouri from the Josep Carreras Leukaemia Research Institute in Spain.

There’s a reason why scientists turn to C. elegans as a model organism – after all, those 14 generations would only take roughly 50 days to develop, but can still give us important clues on how environmental genetic change is passed down in other animals, including humans.

There are many examples of this phenomenon in worms and mice, but the study of environmental epigenetic inheritance in humans is a hotly debated topic, and there’s still a lot we don’t know.

“Inherited effects in humans are difficult to measure due to the long generation times and difficulty with accurate record keeping,” states one recent review of epigenetic inheritance.

But some research suggests that events in our lives can indeed affect the development of our children and perhaps even grandchildren – all without changing the DNA.

For example, studies have shown that both the children and grandchildren of women who survived the Dutch famine of 1944-45 were found to have increased glucose intolerance in adulthood.

Other researchers have found that the descendants of Holocaust survivors have lower levels of the hormone cortisol, which helps your body bounce back after trauma.

The latest study on nematodes is an important step towards understanding more about our own epigenetic inheritance – especially because it serves as a remarkable demonstration of how long-lasting these inter-generational effects may be.

SOURCE: Science Alert

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Un buon sonno stimola la perdita di peso: fa funzionare bene il metabolismo e aumenta la produzione di leptina, l’ormone della sazietà che aiuta a dimagrire.

 

Dormire per dimagrire? Non è un sogno ma la realtà. La relazione tra dormire bene e dimagrimento è ormai dimostrata da numerose ricerche scientifiche. Rispettando il ciclo sonno-veglia si mantiene un equilibrio metabolico che è essenziale per contrastare i chili in eccesso e quindi dimagrire.

Se non si riposa a sufficienza, si crea uno sbilanciamento a livello ormonale che provoca un aumento dall’appetito, in particolare a crescere è il desiderio di cibi ad alto contenuto di zuccheri e grassi, ma si verifica anche una diminuzione del dispendio calorico e un rallentamento del metabolismo basale, l’insieme delle funzioni che ci mantengono vivi e che consuma, da solo, fino al 75% delle calorie quotidiane. Inoltre, una delle ragioni che fa del sonno un alleato di chi vuole dimagrire è l’aumento della sintesi della leptina, l’ormone della sazietà, e una diminuzione della grelina, l’ormone che stimola invece l’appetito. Dormire poco e male fa diminuire i livelli di leptina e il segnale di stop all’appetito non viene inviato. Risultato? Si tende a mangiare di più.

 

Meno dormi, meno dimagrisci

Una ricerca condotta all’Integrative Cardiac Health Project del Walter Army Medical Center di Washington da Arn Eliasson ha seguito 14 infermiere volontarie che, lavorando per la necessità su turni notturni, rendevano evidenti gli effetti di uno sfasamento del ritmo circadiano. Quello che è emerso non ha lasciato spazio a dubbi sul fatto che dormire in modo “disordinato” non solo non faccia dimagrire, ma faccia proprio ingrassare: le infermiere che avevano riposato male, che avevano avuto di difficoltà ad addormentarsi, avevano un indice di massa corporea ben più alto rispetto a quelle che, invece, avevano riposato in modo regolare. Ma quanto dormire? Gli esperti sono concordi su sette ore e comunque non meno di sei. Altrimenti, secondo un altro studio brasiliano, si rischia di ritrovarsi dopo un anno anche con sei chili in più. 

Usa la melatonina per dimagrire

La melatonina, l’ormone del sonno, fa anche dimagrire. Lo studio più importante in questo senso è stato eseguito alcuni anni fa dai ricercatori dell’Università di Granada. L’analisi ha rilevato che la melatonina stimola la produzione del “grasso beige”, che aumenta il consumo di calorie e lo smaltimento dell’adipe accumulato. Una teoria che anche Michael Breus, conosciuto come “the Sleep Doctor”, applica nei suoi programmi per dimagrire. La melatonina si può assumere come integratore (nella dose di 1-5 mg al dì), ma il consiglio degli esperti è aumentare l’assunzione dei cibi che la contengono: semi oleosi (in particolare mandorle e semi di girasole), pomodori e finocchi, ciliegie, cardamomo e coriandolo.

Cena presto per dormire bene e dimagrire

Anche cenare presto aiuta a dormire bene e, quindi, a dimagrire. Quest’abitudine attiva un “reset” del metabolismo, ovvero una riprogrammazione che spinge l’organismo a bruciare i grassi. Far passare più di otto ore dalla cena alla colazione favorisce la secrezione di GH (somatotropina), che stimola la lipolisi, ovvero l’eliminazione del grasso, e quindi aiuta a dimagrire. Una o due volte alla settimana, organizzati in modo da cenare entro le 19 (e fare colazione per le 8/9) e prepara un pasto leggero: un passato di verdura con olio extravergine e grana seguito da una ciotolina di fragole al naturale o un uovo sodo con insalata e una fetta di pane integrale.

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

A good sleep promotes weight loss: It works well on metabolism and increases the production of leptin, the satiety hormone that helps to lose weight.

Sleeping to lose weight? It’s not a dream but reality. The relationship between sleeping well and slimming is now proven by numerous scientific researches. Respecting the sleep-wake cycle maintains a metabolic balance which is essential to countering the excess pounds and then slimming. If you do not rest sufficiently, hormone imbalance creates an increase in appetite, in particular it is the desire to eat high-sugar and fat foods, but there is also a decrease in calorie expenditure and a  slowdown in basal metabolism, all of the functions that keep us alive and consume up to 75% of daily calories alone. Additionally, one of the reasons for sleeping an ally of those who want to lose weight is the increase in the synthesis of leptin, the hormone of satiety, and a decrease in grelina, the hormone that stimulates appetite instead. Sleeping little or bad decreases leptin levels and the stop sign for appetite is not sent. Result? You tend to eat more.

Less sleep, less slimming down

A research conducted at the Walter Army Medical Center in Washington DC by Arn Eliasson followed 14 volunteer nurses who, working for necessity on night shifts, made it clear the effects of a phase shift away from the circadian rhythm. What emerged did not leave room for doubt that  “messy” sleeping not only does not make you lose weight, but it makes you fatten: the nurses who had rest, who had difficulty falling asleep, had a body  mass index much higher than those who, on the contrary, had rested regularly. But how much sleep you need? The experts agree on seven hours and no less than six. Otherwise, according to another Brazilian study, it is likely to find yourself after a year even with six pounds more.

Use melatonin to lose weight

Melatonin, the sleeping hormone, also makes you  lose weight. The most important study in this regard was carried out a few years ago by researchers at the University of Granada. The analysis found that melatonin stimulates the production of “beige fat”, which increases the consumption of calories and the disposal of the accumulated fat. A theory that even Michael Breus, known as the “Sleep Doctor”, applies in his weight loss programs. Melatonin can be taken as a supplement (in the dose of 1-5 mg per day), but the advice of experts is to increase the intake of the foods that contain it: oilseeds (especially almonds and sunflower seeds), tomatoes and fennel , cherries, cardamom and coriander.

Dinner soon to sleep well and lose weight

Even having dinner soon helps to sleep well and, therefore, to lose weight. This habit activates a “reset” of metabolism, that is, a reprogramming that drives the body to burn fat. Going over eight hours from dinner to breakfast favors the secretion of GH (somatotropin), which stimulates lipolysis, that is, the elimination of fat, and thus helps to lose weight. One or two times a week, arranged to dine by 19 (and have breakfast for 8/9) and prepare a light meal: a soup of vegetables with extra virgin olive oil and parmesan followed by a strawberry bowl of natural or a Hard boiled egg with salad and a slice of wholemeal bread.

SOURCE: Riza

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Se ti svegli nel cuore della notte con il desiderio di divorare cibi dolci, forse la tua alimentazione non è abbastanza equilibrata: come rimediare

 

Se la fame di dolci ti assale di notte occorre trovare una soluzione o la linea potrebbe presto risentirne. Questo problema attanaglia Fausto, che scrive dicendo di essere una persona piena di entusiasmo e forza di volontà, ma che da qualche tempo si sente senza forze e che, soprattutto, si sveglia da un po’ nel cuore della notte con una smisurata fame di dolci.

 

Più si mangiano dolci, più se ne ha voglia…

Ricerche recenti dimostrano che gli zuccheri contenuti nei dolci agiscono direttamente sul cervello causando una vera e propria dipendenza: il corpo continua a richiederne, anche quando non ne ha effettivamente bisogno. Inoltre il desiderio di zuccheri e quindi la fame di dolci è spesso più forte di quello che proviamo per altri alimenti, come i grassi. Gli zuccheri infatti sono in grado di stimolare i cosiddetti “ormoni del buonumore”, come serotonina ed endorfine, sostanze chimiche che inducono un breve e transitorio aumento dell’energia e spesso migliorano l’umore, ma quando si esaurisce l’effetto ci si ritrova più stanchi di prima.

A volte però è vera fame…

Detto tutto questo, occorre sapere che l’appetito che ti sveglia nel cuore della notte può anche avere a che fare con quello che mangi o non mangi durante il giorno. Cerca innanzitutto di capire se non si tratta davvero di fame; magari i tuoi pasti non sono stati completi o correttamente bilanciati. Prova a seguire per qualche settimana un’alimentazione equilibrata nei nutrienti a colazione, pranzo e cena, e completala con due spuntini e metà mattina e metà pomeriggio.

Riduci i dolci e mangia frutta secca

Un pasto bilanciato ti farà stare meglio e allo stesso tempo preverrà le eventuali “ricadute” nella fame di dolci delle ore successive. Quando scegli cosa cucinare, preferisci cibi salutari e davvero rinvigorenti:

  • proteine,
  • fibre e
  • carboidrati complessi.

Aumenta il consumo di frutta secca nel corso della giornata ed evita i cibi dolci e preconfezionati, troppo ricchi di zuccheri e di sale.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

If you wake up in the middle of the night with the desire to eat sweet foods, maybe your diet is not balanced enough: here how to fix it

If the hunger for sweets comes at night you need to find a solution or your shape may soon be affected. This is the  problem of Fausto, who says he is a person full of enthusiasm and willpower, but some time feels without energy and that, above all, he wakes up in the middle of the night with a tremendous hunger for sweets.

The more they eat sweets, the more they want it …

Recent research shows that sugars contained in cakes act directly on the brain causing a real addiction: the body continues to ask for it, even when it does not really need it. Moreover, the desire for sugars and therefore the hunger for sweets is often stronger than what we feel for other foods, such as fats. Sugars, in fact, can stimulate so-called “humorous hormones” such as serotonin and endorphins, chemicals that induce a short and transient increase in energy and often improve mood, but when the effect is exhausted we feel more tired than before.

Sometimes it is really hungry …

Having said all this, you should know that the appetite that wakes you up in the middle of the night may also have to do with what you eat or not eat during the day. First, find out if it’s not really about hunger; Maybe your meals were not complete or properly balanced. Try to follow a balanced diet in nutrients for a few weeks for breakfast, lunch and dinner, and complete it with two snacks at mid-morning and mid-afternoon.

Reduce the sweets and eat dried fruits

A balanced meal will make you feel better and at the same time there will be any “relapses” in the hunger of cakes of the next few hours. When choosing what to cook, you prefer healthy and really rejuvenating foods:

  • proteins,
  • fibers and
  • low carbohydrates.

Increase the consumption of dry fruits during the day and prevents sweet and pre-packaged foods, too rich in sugars and salt.

SOURCE: Riza

 

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