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Archive for the ‘vitamine’ Category

Avere alti livelli di vitamina D nel sangue protegge contro il tumore più comune in Italia, quello del colon-retto.

 

La conferma di questa importante funzione di scudo protettivo di una vitamina già nota per i suoi molti benefici per la salute è uno studio internazionale nato dalla collaborazione di ricercatori europei, americani e asiatici, pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute.

  •   “Il rischio di sviluppare un tumore del colon-retto nel corso della vita è di una donna su 24 e di un uomo su 22; è la seconda causa di decessi attribuibili a tumore negli uomini e nelle donne”, spiega Sabina Sieri, epidemiologa presso la Fondazione Irccs-Istituto Nazionale dei Tumori e co-autore dell’articolo.

È stato già ipotizzato che la vitamina D, nota per il suo ruolo nel mantenimento della salute dell’osso, possa ridurre il rischio di sviluppare questo tumore attraverso diverse vie metaboliche implicate nella regolazione cellulare.

Per affrontare i risultati incongruenti di studi precedenti in materia, sono stati analizzati 5.700 casi di tumore del colon-retto e 7.100 casi controllo, appartenenti a 17 coorti e osservati per 5,5 anni. In questo arco di tempo, rispetto ai soggetti con concentrazioni di vitamina D circolanti ritenute adeguate per la salute dell’osso, quelli con concentrazioni sub-ottimali hanno presentato un rischio maggiore del 31% di sviluppare un tumore del colon-retto.

Livelli superiori a quelli ritenuti adeguati per la salute dell’osso sono stati associati a un rischio inferiore del 27%. Ciò suggerisce, conclude Sieri, che i livelli “raccomandati per la salute delle ossa potrebbero essere inferiori a quelle che sarebbero ottimali per la prevenzione del tumore del colon-retto”.

 

FONTE: Ansa

 

(ENGLISH VERSION)

Having high levels of vitamin D in the blood protects against the most common cancer in Italy, that of the colon-rectum.

The confirmation of this important function of a protective shield of a vitamin already known for its many health benefits is an international study created by the collaboration of European, American and Asian researchers, published in the Journal of the National Cancer Institute.
   

  •  “The risk of developing a colorectal cancer in the course of life is one in 24 women and one in 22 men, and the second cause of death attributable to cancer in men and women,” explains Sabina Sieri, epidemiologist at the IRCCS Foundation – National Cancer Institute and co-author of the article.

It has already been hypothesized that vitamin D, known for its role in maintaining bone health, can reduce the risk of developing this tumor through various metabolic pathways involved in cell regulation.

To address the inconsistent results of previous studies on the subject, 5,700 cases of colorectal cancer and 7,100 control cases were analyzed, belonging to 17 cohorts and observed for 5.5 years.

Over this time, compared to subjects with circulating vitamin D concentrations considered adequate for bone health, those with sub-optimal concentrations had a 31% greater risk of developing colorectal cancer.

Levels higher than those considered adequate for bone health have been associated with a 27% lower risk. This suggests, concludes Sieri, that the levels “recommended for bone health could be lower than those that would be optimal for the prevention of colorectal cancer”.

 

SOURCE: Ansa

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Vitamina D, una ragione in più per fare incetta! Non solo fondamentale per la salute delle nostra ossa e per mantenere attivo il sistema immunitario, ma utilissima anche per ridurre il rischio di tumore al seno.

 

Le donne con livelli sufficientemente elevati di questa vitamina nel sangue avrebbero infatti un rischio significativamente più basso di cancro alla mammella.

 

A confermarlo è uno studio della University of California San Diego School of Medicine pubblicato sulla rivista Plos one, secondo cui più vitamina D si ha nel sistema, meno è probabile che si sviluppi il cancro al seno.

I pregi della vitamina D quando si parla di prevenzione del cancro sono da tempo al centro dei dibattiti medici. Alcuni studi avevano già rivelato che il rischio complessivo di cancro è più basso nelle persone con livelli più alti di questa vitamina, dal momento che, di contro, bassi livelli ematici di questa sostanza sono stati associati a un aumentato rischio di cancro alla vescica e, in uno studio recente, a un rischio elevato di cancro all’intestino.

Oltre al suo ruolo fondamentale nel metabolismo osseo, è in effetti accertato che la vitamina D sia coinvolta anche in altri processi, come la modulazione della crescita cellulare, le funzioni neuromuscolari e immunitarie e la riduzione delle infiammazioni. Di conseguenza, la carenza di vitamina D, oltre ai disturbi alle ossa può essere anche collegata una serie di altre malattie, comprese condizioni metaboliche, cardiovascolari, autoimmuni e tumori.

Lo studio

L’analisi californiana ha coinvolto due campioni di donne di età media 55 anni, 3.325 e poi 1.713 donne sane all’inizio dello studio e monitorate per una media di 4 anni. Nel corso di questo periodo sono stati diagnosticati 77 casi di tumore al seno.

Gli esperti avevano misurato i livelli di vitamina D nel sangue delle partecipanti all’inizio delle indagini e era emerso che le donne che avevano concentrazioni di vitamina D pari o superiori a 60 nanogrammi per millimetro di sangue presentavano un quinto del rischio di ammalarsi di tumore rispetto a coloro che invece avevano concentrazioni di vitamina D inferiori a 20 nanogrammi/millilitro. Se le concentrazioni di vitamina D aumentavano, il rischio di tumore si riduceva progressivamente.

Per ora gli studiosi ammettono che non si hanno basi sufficienti per dimostrare una relazione di causa-effetto tra carenza di vitamina D e rischio cancro ma, vista la mole degli studi a favore, non si fa fatica a legare la vitamina D alla prevenzione dei tumori. Quello che è oramai assodato è che la Vitamina D è un vero toccasana e, tra giusta alimentazione e regolare e corretta esposizione al sole, dobbiamo cercare di non farcela mai mancare.

 

FONTE: Greenme

 

(ENGLISH VERSION)

Vitamin D, one more reason to stock up! Not only essential for the health of our bones and to keep the immune system active, but also very useful to reduce the risk of breast cancer. Women with sufficiently high levels of this vitamin in the blood would in fact have a significantly lower risk of breast cancer.

To confirm it is a study by the University of California San Diego School of Medicine published in the journal Plos one, according to which the more vitamin D one has in the system, the less likely it is that breast cancer will develop.

The benefits of vitamin D when it comes to cancer prevention have long been at the center of medical debates. Some studies have already revealed that the overall risk of cancer is lower in people with higher levels of this vitamin, since, on the other hand, low blood levels of this substance have been associated with an increased risk of bladder cancer and, in a recent study, at a high risk of bowel cancer.

In addition to its fundamental role in bone metabolism, it is indeed established that vitamin D is also involved in other processes, such as the modulation of cell growth, neuromuscular and immune functions and the reduction of inflammation. As a result, vitamin D deficiency, in addition to bone disorders, can also be linked to a range of other diseases, including metabolic, cardiovascular, autoimmune and tumors.

The study

The Californian analysis involved two samples of women 55 years old, 3.325 and then 1,713 healthy women at the beginning of the study and monitored for an average of 4 years. During this period, 77 cases of breast cancer were diagnosed.

The experts had measured the vitamin D levels in the blood of the participants at the start of the investigation and found that women who had vitamin D concentrations equal to or greater than 60 nanograms per millimeter of blood had one fifth of the risk of getting cancer compared to those who had vitamin D concentrations below 20 nanograms / milliliter. If vitamin D concentrations increased, the risk of cancer decreased progressively.

For now, scholars admit that there is not sufficient basis to demonstrate a cause-effect relationship between vitamin D deficiency and cancer risk, but, given the amount of studies in favor, it is not difficult to bind vitamin D to cancer prevention . What is now established is that Vitamin D is a true panacea and, between right nutrition and regular and proper exposure to the sun, we must try not to make it never miss. 

 

SOURCE: Greenme

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Storicamente, le persone che vivevano nei climi settentrionali divennero estremamente carenti di vitamina C, magnesio e potassio durante l’inverno.

 

Questo perché tutto quello che avevano da mangiare dopo un certo punto dell’anno erano latticini, uova, cereali, e alcune carni, con una misera quantità di verdure rimaste e ancora meno frutta.

Prima che le consegne di prodotti industriali diventasse un pilastro della vita moderna, la gente si sarebbe radunata intorno ai treni che si diceva portare le rare casse di arance da una terra del Sud, anche se, quando gli agrumi erano a bordo, la maggior parte sarebbe andata a finire da famiglie ricche e a consiglieri comunali. E ‘ stato un piacere. Se un’arancia vagante fosse finita nelle mani di un cittadino meno fortunato, velava come oro. Questo perché la gente del tempo apprezzava le arance per quello che erano: frutti miracolosi. Oggi le arance hanno perso la loro lucentezza agli occhi del pubblico.

Ora la gente si preoccupa delle allergie agli agrumi, e i dentisti avvertono che l’acido fa male allo smalto dei denti. Non farti prendere dall’indignazione verso le arance. La verità è che le arance (e i loro cugini, mandarini) sono ricchi del coenzima glutatione, che entra in attivazione a causa del loro alto contenuto di flavonoidi e albuminoidi.

Questa è una relazione che la ricerca medica non ha ancora scoperto, e che rende le arance e i mandarini una chiave per guarire l’epidemia di malattie croniche del XXI secolo. Insieme, glutatione, flavonoidi e albuminoidi

  • combattono i virus,
  • proteggono il corpo dai danni alle radiazioni e
  • disattiva i metalli pesanti tossici nel sistema.

Anche le arance e i mandarini sono ricchi di in una forma di calcio biodisponibile che non si può ottenere da nessun’altra parte. Il corpo assorbe immediatamente questo calcio, il che significa che questi bellissimi agrumi aiutano a far ricrescere i denti, non a distruggerli. Il loro contenuto acido non è distruttivo; piuttosto, funziona per voi sciogliendo calcoli renali e calcoli biliari.

E’ ora di riconnetterti a quel periodo in cui abbiamo apprezzato il vero valore di arance  e mandarini. Questi agrumi sono la vita che dà, e dovrebbero essere una base nella dieta. La prossima volta che passi davanti a quelle con l’ombelico, arance tarocco, Valencia, mandarino, miele murcott, clementine, o minneola mandarancio, pensa a cosa potevano significare per un antenato agli inizi del ‘900 e gioisci per i progressi che ti hanno dato l’opportunità di portare il suo dolce nettare nella tua vita.

Condizioni

Se hai una delle seguenti condizioni, prova a introdurre  arance e / o mandarini nella tua alimentazione:

Malattia alle gengive; calcoli renali; streptococco; calcoli; osteoporosi; diabete; ipoglicemia; esposizione alla muffa; affaticamento surrenale; infertilità misteriosa; disturbo post-traumatico da stress (post-traumatico da stress); ansia; depressione; infezioni del tratto urinario (Itu); arteriosclerosi; tumori allo stomaco e all’intestino ; acne; ipertensione; batteria a basso sistema riproduttivo; hhv-6; Citomegalovirus (cmv); scandole; hhv-7; il hhv non ancora scoperto-10, hhv-11 e hhv-12; Sindrome da affaticamento cronico (Cfs); fibromialgia; sclerosi multipla (MS); Lupus; malattia di Graves; sclerosi laterale amiotrofica (SLA); vertigini; linfoma (compresi quelli non-Hodgkin); virus epstein-Barr (ebv) / mononucleosi; Hashimoto Tiroidite; virus del papilloma umano (Hpv); malattia di Huntington; herpes simplex 1 (Hsv-1); herpes simplex 2 (Hsv-2); borsite; sindrome del tunnel carpale; tendinite; raffreddore; noduli

Sintomi

Se hai uno dei seguenti sintomi, prova a introdurre arance e / o mandarini nella tua alimentazione:

Costipazione, fatica, dolori e dolori erranti, occhi sfocati, reflusso acido, brividi e intorpidimento, debolezza, disturbo affettivo stagionale (triste), gastrite, svogliatezza, malinconia, sbalzi d’umore, nervosismo, dolore alla mascella, ritenzione idrica, allergie alimentari, pelle macchie , squilibri ormonali, problemi di zucchero nel sangue, ronzio o ronzio nelle orecchie, sensazioni di canticchiare o di vibrazione nel corpo, dolore alla schiena, mal di schiena, dolori del corpo, rigidità del corpo, lividi, piaghe fredde, disidratazione, difficoltà deglutizione, difficoltà respiratoria, dolore all’orecchio , vampate di calore, perdita di energia, tremori, mal di gola, divenne, ipotiroidismo

Supporto emotivo

Il succo di arancia o mandarino è come il sole liquido. Se ti senti spesso triste, piagnucoloso, tenebroso o giù, le arance tagliano l’oscurità e fanno luce sulla tua vita. Sono il cibo perfetto da mangiare quando ci si sente soli e solitario, come se ci fosse un vuoto che deve essere riempito. Le arance portano via tutto il freddo e ti riempiono di calore.

Lezione spirituale

Arance e mandarini ci ricordano che a volte trascuriamo gli ingredienti più importanti della nostra vita. Di tanto in tanto, dobbiamo pensare a ciò che spingiamo o abbandoniamo e valutiamo se tutto ciò meritasse di essere svalutato. Nel caso di questi frutti, si può bere solo il succo d’arancia occasionale (e sentirsi in colpa quando si fa), fare merenda con una clementine una volta all’anno, o provare una rara diffusione di marmellata di arance su toast-mentre arance e mandarini dovrebbero essere di diritto un centrotavola nella tua dieta. Dato che li fai diventare una parte piu’ grande della tua vita, guardati intorno. Cos’altro è degno di un secondo sguardo?

Consigli

  • per la realizzazione ottimale dei benefici delle arance e dei mandarini, consumare quattro al giorno.
    Il miele aumenterà la capacità della pectina di agrumi di uccidere e eliminare la muffa, il lievito, i virus e i batteri improduttivi nell’intestino del 50 per cento.
  •  per un aiuto predigestivo, provate ad aggiungere una spruzzatina di succo d’arancia o di mandarino per le vostre insalate e piatti preferiti. Vi aiuterà a digerire il vostro pasto nel miglior modo possibile.

Insalata spagnola di arance e olive

Con le arance succose e le olive e l’avocado soddisfacenti, questo piatto dolce è perfetto quando si cerca un pasto che si sente leggero e ripieno allo stesso tempo. In piu’, è uno schianto da vedere, con colori vibranti che offrono sia benefici per la salute che per gli occhi. Goditi questa insalata da sola, sopra l’insalata di verdure.

  • 6 arance, qualsiasi varietà
  • 1/4 tazza di olive verdi a fette
  • 1/4 coppa di prezzemolo finemente tritato
  • 1/4 tazza di cipolla rossa tagliata a fette
  • 1 avocado, a cubetti
  • Pepe nero (facoltativo)

Taglia la cima e il fondo di ogni arancia. Poi, riposando ogni piatto arancione sul pannello di taglio, tagliato giù e intorno ai lati, rimuovendo tutta la buccia. Tagliare le arance orizzontalmente in dischi e organizzare i piatti. Top le arance con gli ingredienti rimanenti, servire e godere!

Dosi per 2 a 4 porzioni

FONTE: Medical Medium

(ENGLISH VERSION)

Historically, people who lived in northern climates became extremely deficient in vitamin C, magnesium, and potassium during the winter. That’s because all they had to eat after a certain point in the year were dairy, eggs, grains, and some meat—with a paltry amount of vegetables remaining and even less fruit. Before truck deliveries of produce became a mainstay of modern life, townspeople would crowd around trains that were rumored to carry the rare crate of oranges from a southern land—although when citrus was on board, most of it would go to wealthy families and town selectmen. If a stray orange did get into the hands of a less fortunate townsperson, it would be worth its weight in gold. That’s because people of the time valued oranges for what they were: miracle fruits. Today, oranges have lost their luster in the public eye.

Now people worry about citrus allergies, and dentists warn that the acid is bad for tooth enamel. Don’t get caught up in the orange outrage. The truth is that oranges (and their cousins, tangerines) are full of the coenzyme glutathione, which goes into activation because of their high content of flavonoids and limonoids. This is a relationship medical research has not yet tapped into, and one that makes oranges and tangerines a key to healing the 21st century epidemic of chronic illness. Together, glutathione, flavonoids, and limonoids fight off viruses, protect the body from radiation damage, and deactivate toxic heavy metals in the system. Oranges and tangerines are also abundant in a form of bioactive calcium you can’t get anywhere else. The body instantly absorbs this calcium, which means that these citrus beauties actually help regrow teeth, not destroy them. Their acid content is not destructive; rather, it works for you by dissolving kidney stones and gallstones.

It’s time to reconnect to that period when we appreciated oranges’ and tangerines’ true value. These citrus fruits are life giving, and they should be a foundation in the diet. The next time you walk by a navel, blood orange, Valencia, mandarin, honey Murcott, clementine, or Minneola tangelo, think about what it might have meant to an ancestor in the early1900s and rejoice that progress has given you the opportunity to bring its sweet nectar into your life.

CONDITIONS

If you have any of the following conditions, try bringing oranges and/or tangerines into your life:

Gum disease; kidney stones; strep throat; gallstones; osteoporosis; diabetes; hypoglycemia; mold exposure; adrenal fatigue; mystery infertility; posttraumatic stress disorder (PTSD); anxiety; depression; urinary tract infections (UTIs); arteriosclerosis; stomach and intestinal cancers; acne; hypertension; low reproductive system battery; HHV-6; cytomegalovirus (CMV); shingles; HHV-7; the undiscovered HHV-10, HHV-11, and HHV-12; chronic fatigue syndrome (CFS); fibromyalgia; multiple sclerosis (MS); lupus; Graves’ disease; amyotrophic lateral sclerosis (ALS); vertigo; lymphoma (including non-Hodgkin’s); Epstein-Barr virus (EBV)/mononucleosis; Hashimoto’s thyroiditis; human papilloma virus (HPV); Huntington’s disease; herpes simplex 1 (HSV-1); herpes simplex 2 (HSV-2); bursitis; carpal tunnel syndrome; tendonitis; colds; nodules

SYMPTOMS

If you have any of the following symptoms, try bringing oranges and/or tangerines into your life:

Constipation, fatigue, roving aches and pains, blurry eyes, acid reflux, tingles and numbness, weakness, seasonal affective disorder (SAD), gastritis, listlessness, melancholy, mood swings, nervousness, jaw pain, water retention, food allergies, skin discolorations, hormonal imbalances, blood sugar issues, ringing or buzzing in the ears, sensations of humming or vibration in the body, back pain, backache, body aches, body stiffness, bruising, cold sores, dehydration, difficulty swallowing, difficulty breathing, ear pain, hot flashes, loss of energy, tremors, sore throat, hyperthyroid, hypothyroid

EMOTIONAL SUPPORT

The juice of an orange or tangerine is like liquid sunshine. If you often feel sad, weepy, glum, or down, oranges cut through the gloom and shine a light on your life. They are the perfect food to eat when you feel sun deprived and lonely, as though there’s an empty void that needs to be filled. Oranges take out all the chill and fill you with warmth instead.

SPIRITUAL LESSON

Oranges and tangerines remind us that we sometimes overlook the most important ingredients in our lives. Every now and then, we have to think about what we push aside or forsake and reevaluate whether all of it deserved to be devalued. In the case of these fruits, you may drink only the occasional orange juice (and feel guilty when you do), snack on a clementine once a year, or try an infrequent spread of orange marmalade on toast—whereas oranges and tangerines should rightfully be a centerpiece in your diet. As you make them a bigger part of your life, look around. What else is worthy of a second glance?

TIPS

* For optimum realization of the benefits of oranges and tangerines, consume four per day.

* As a snack, drizzle raw honey over slices of orange or tangerine. The honey will increase the citrus pectin’s ability to kill off and eliminate mold, yeast, viruses, and unproductive bacteria in the gut by 50 percent.

* For a predigestive aid, try adding a squeeze of fresh orange or tangerine juice over your favorite salads and dishes. It will help ensure that you digest your meal at the best level possible.

Spanish Orange & Olive Salad

With juicy oranges and satisfying olives and avocado, this sweet-savory dish is perfect when you’re looking for a meal that feels light and filling at the same time. Plus, it’s a stunner, with vibrant colors that offer both health benefits and eye appeal. Enjoy this salad on its own, over salad greens, or in a wrap.

6 oranges, any variety
1/4 cup sliced green olives
1/4 cup finely chopped parsley
1/4 cup thinly sliced red onion
1 avocado, diced
Black pepper (optional)

Cut off the top and bottom of each orange. Then, resting each orange flat on the cutting board, cut down and around the sides, removing all of the peel. Slice the oranges horizontally into disks and arrange on plates. Top the oranges with the remaining ingredients, serve, and enjoy!

Makes 2 to 4 servings

SOURCE: Medical Medium

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Foods High in Vitamin C. View from above

Fra i cibi che aiutano a perdere peso, occorre aumentare quelli ricchi di vitamina C: sono buoni, salutari e non intaccano la linea…

 

La vitamina C è una delle sostanze più preziose e potenti che puoi utilizzare per perdere peso. Il nostro corpo ha bisogno di vitamina C quasi per ogni funzione, ma soprattutto per produrre energia, servendosi proprio dei grassi. la “C”, che tutti considerano semplicemente la vitamina contro il raffreddore, è in realtà uno straordinario attivatore metabolico. Le ultime ricerche scientifiche hanno messo in evidenza che grazie alla vitamina C il nostro corpo è in grado di bruciare molti grassi e in fretta. Ma per sfruttarne il potere bruciagrassi bisogna assumerla nel modo giusto, garantendosene una “ricarica” ogni giorno e a ogni pasto. Per prima cosa con gli alimenti che ne sono più ricchi e poi con un integratore naturale che completi l’azione della dieta. Così la vitamina C sarà sempre disponibile per dare l’attacco a quei chili difficili e ostinati che finora hanno resistito anche all’azione di dieta e attività fisica.

La vitamina C ha una doppia azione

Il grasso sulla pancia ha due cause fondamentali: il consumo eccessivo di zuccheri e carboidrati e lo stress. Nel primo caso la “pancetta” è dovuta al fatto che l’insulina trasforma il glucosio in adipe, che viene poi “stoccato” soprattutto sul girovita. Nel secondo caso, quando di mezzo c’è lo stress, la colpa è del cortisolo, un ormone che viene prodotto proprio quando siamo sotto pressione e che, attraverso complessi meccanismi fisiologici, porta ad accumulare grasso. In entrambi i casi è efficace la vitamina C: da un lato contribuisce a regolare il livello di zuccheri nel sangue, opponendosi all’intervento eccessivo dell’insulina. Dall’altro favorisce una miglior resistenza allo stress, contrastando così i meccanismi ingrassanti attivati dal cortisolo. Una doppia azione che si tradurrà in un addome più piatto e in una riduzione del girovita.

Più vitamina C, meno chili più in fretta

Aumentando il consumo di alimenti con vitamina C, come agrumi, peperoni e cavoli ad esempio, avrai risultati in breve tempo. Basteranno cinque giorni per iniziare a notare cambiamenti positivi sul tuo corpo. In meno di una settimana potrai osservare:

  • un addome più piatto, una riduzione del girovita e una maggior tonicità dei tessuti;
  • una riduzione della ritenzione idrica;
  • una pelle più compatta e sana;
  • una maggior voglia di fare e vitalità, associata anche a una più alta concentrazione.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Among the foods that help lose weight, those rich in vitamin C must be increased: they are good, healthy and do not stain the shape …

Vitamin C is one of the most valuable and powerful substances you can use to lose weight. Our body needs vitamin C for almost every function, but above all to produce energy, using just fat. The “C”, which everyone simply considers the vitamin against cold, is actually an extraordinary metabolic activator. The latest scientific research has highlighted that thanks to vitamin C our body is able to burn many fats and quickly. But to take advantage of its burning power you have to take it in the right way, guaranteeing a “refill” every day and at every meal. First with the foods that are richer and then with a natural supplement that completes the action of the diet. So vitamin C will always be available to attack those hard and obstinate pounds that have so far resisted the action of diet and physical activity.

Vitamin C has a dual action

Fat on the stomach has two fundamental causes:

  • excessive consumption of sugars and carbohydrates and
  • stress.

In the first case, the “fat on the belly” is due to the fact that insulin turns glucose into adipose, which is then “stored” especially on the waist.

In the second case, when there is stress in the middle, the blame is cortisol, a hormone that is produced just when we are under pressure and which, through complex physiological mechanisms, leads to accumulating fat. In either case, vitamin C is effective: on the one hand, it helps regulate the level of blood sugar, counteracting excessive insulin action. On the other hand, it promotes better stress resistance, thus counteracting the cortisol-activated fattening mechanisms. A double action that will result in a flater abdomen and a reduction in the waist.

More vitamin C, less pounds faster

By increasing the consumption of vitamin C foods, such as citrus, pepper and cabbage, for example, you will find results in a short time. It will take five days to begin to notice positive changes on your body. In less than a week you will be able to observe:

  • a flater abdomen, a reduction in the waistband and a greater tonicity of the tissues;
  • a reduction in water retention;
  • a more compact and healthy skin;
  • a greater desire to be active and vitality, coupled with a higher concentration.

SOURCE: Riza

 

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La vitamina D è importantissima per la nostra salute e, nonostante la dieta da sola non possa integrarla, ci sono alimenti che possono aiutare: eccoli

 

Da qualche tempo gli esperti parlano di carenza di vitamina D: sembra che i livelli del sangue di questa importante vitamina siano spesso troppo bassi, a causa dello stile di vita. È bene ricordare che non è possibile rifornirci dell’intero nostro fabbisogno di vitamina D attraverso la dieta, gioca un ruolo fondamentale l’esposizione alla luce del sole, ma scegliere gli alimenti giusti può aiutarci a integrare il nostro fabbisogno di vitamina D. Una dieta ricca di alimenti che contengono vitamina D è salutare, insieme ad alimenti “rinforzati” (con l’aggiunta della vitamina D, sempre più presenti in commercio), che rappresentano una risorsa importante, soprattutto se si vuole evitare (o ridurre) il ricorso a forme di integrazione, magari in pasticche.

Uova, l’importante per la vitamina D è il tuorlo

Scagionato ormai dal fatto di rappresentare un pericolo per i livelli di colesterolo, l’uovo è un ottima fonte di vitamina D. La parte preziosa è il tuorlo, dal momento che l’albume è costituito solo ed esclusivamente da proteine. Nel tuorlo, che rappresenta anche la riserva nutritiva del futuro pulcino, è anche contenuta una piccola quantità di vitamina D, pari a 20 UI. Nell’uovo sono presenti poi 116 mg di calcio per 100 g. La quantità di uova consigliata è di tre alla settimana. Il modo migliore per mangiarlo, in modo che sia digeribile e conservi al massimo le sue proprietà, è alla coque, con il tuorlo ancora leggermente fluido. Ovviamente è necessario che le uova siano freschissime.

I germogli di girasole, da coltivare anche in casa!

Fonte di calcio e di vitamina D sono anche i germogli di girasole. Si tratta di un super-alimento:

  • fornisce anche fosforo e magnesio, che collaborano con il calcio per creare ossa forti.

Possono essere consumati con formaggi o insalate. È facilissimo anche farli crescere a casa: basta acquistare i semi di girasole utili alla germogliazione. Lasciali a bagno in acqua per una notte: il mattino saranno disponili in un vaso con tappo forato o in un germogliatore. Mantienili a temperatura ambiente ed in buone condizioni di luminosità, sciacquandoli 2-3 volte al giorno (ed eliminando poi tutta l’acqua) fino alla completa germinazione, che avviene in 4-6 giorni. Si conservano in frigorifero per una settimana.

Pesce, salmone selvaggio e sardine: ricchissimi di vitamina D

Un grande gruppo di alimenti che deve essere presente sulla tavola per aumentare il consumo di vitamina D sono i pesci. I migliori sono sicuramente il salmone selvaggio e le sardine. Il primo è pescato, e non allevato, ed è questo che gli consente di avere una maggior concentrazione di nutrienti.

È soprattutto la vitamina D ad abbondare: una porzione di 100 g di salmone selvaggio fornisce circa 600 UI di vitamina D, oltre a 54 mg di calcio. Nel tonno in scatola ci sono 200 UI di vitamina D, in soli 85 g. Altro pesce da considerare sono le sardine: 100 g contengono 193 UI di vitamina D e 382 mg di calcio. Anche gli sgombri e le alici contengono tanto l’uno quanto l’altra dei nostri protagonisti, ma in quantità inferiori.
FONTE: Riza
(ENGLISH VERSION)

Vitamin D is very important to our health and despite the only diet cannot integrate it, there are foods that can help: here there are.

For some time, experts talk about vitamin D deficiency: it seems that blood levels of this important vitamin are often too low because of our lifestyle. It’s good to remember that we cannot supply our entire vitamin requirement.

Through diet, plays a key role in exposure to sunlight, but choosing the right foods can help us integrate our vitamin D. A rich diet of foods that contain vitamin D are healthy, along with “reinforced” foods (with the addition of vitamin D, increasingly present in the market), which are an important resource, especially if you want to avoid (or reduce) the use of integration, perhaps in tablets.

Eggs, the important for vitamin D is yolk

Given the danger of cholesterol levels is no more true, egg is a good source of vitamin D. The precious part is yolk, since the albumens are made exclusively from proteins. In yolk, which also represents the nutritional reserve of the future chick, it also contains a small amount of vitamin D, equal to 20 UIs. In the egg there are then 116 mg of calcium per 100 g. The recommended amount of eggs is three per week. The best way to eat it, so that it is digestible and conserves its properties at best, is à la coque, with the still slightly fluid yolk. Obviously, the eggs must be fresh.

The sunflower sprouts, to be cultivated also in the home!

Calcium and vitamin D sources are also found in sunflower sprouts. It’s a super-food: it also supplies phosphorus and magnesium, which work with calcium to create strong bones. They can be eaten with cheeses or salads. It is also easy to make them grow at home: just buy the sunflower seeds useful for sprouting. Let them bathe in water for one night: in the morning they will be placed in a vase with a perforated cap or a sprout. Keep them at room temperature and in good light conditions, rinsing 2-3 times daily (and then removing all the water) until complete germination, which takes place in 4-6 days. They are stored in a fridge for a week.

Fish, wild salmon and sardines: rich in vitamin D

A large group of foods that must be present on the table to increase vitamin D consumption are fish. The best are definitely wild salmon and sardines. The first one has to be fished, and not bred, and this is what allows it to have a higher concentration of nutrients.

Vitamin D is especially abundant: a portion of 100 g of wild salmon provides about 600 IU of vitamin D plus 54 mg of calcium. In canned tuna there are 200 UI of vitamin D, in only 85 g. Other fish to be considered are sardines: 100 g contain 193 UI of vitamin D and 382 mg calcium. The mackerel and the anchovies contain as much the same as our other protagonists, but in smaller quantities.

SOURCE: Riza

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Sono uno un minerale e l’altro una vitamina, ma lavorano in squadra per il benessere di tutto il corpo, in particolare ossa, cuore e arterie

 

Il calcio e la vitamina D sono due sostanze che hanno compiti complementari. Possono dunque essere visti come una squadra: l’uno non è efficiente senza l’altra e viceversa. La funzione per la quale sono maggiormente noti è quella di rinforzare le ossa, ma sarebbe riduttivo limitare la loro importanza a questo compito preventivo. Molte delle loro funzioni, che svolgono insieme ma anche separatamente, affiancando all’uno i benefici dell’altra, non sono ancora del tutto note alla stessa ricerca scientifica, che continua a fare nuove scoperte sul loro conto.

Per il benessere di ossa e cuore

Il calcio è il minerale maggiormente presente nel corpo umano. Tanta abbondanza, dal momento che nulla è senza scopo nella nostra fisiologia, è già una prima spiegazione della sua importanza. Se la più grande quantità è nelle ossa, il suo compito non è però solo quello di dare solidità allo scheletro (cosa che, per altro, riesce a fare solo grazie alla vitamina D). La salute di muscoli, nervi, cuore e cervello dipende (anche) dal calcio. Un indebolimento della struttura ossea, ovvero una carenza di questo minerale, ha effetti negativi su tutto l’organismo.

Vitamina D, una sostanza fondamentale

La D è una delle vitamine più “misteriose”, basti pensare che la prima vaga consapevolezza della sua esistenza risale solamente al 1919. A quel tempo Kurt Huldschinsky, un pediatra tedesco, si rese conto che esponendo ai raggi ultravioletti alcuni bambini affetti da rachitismo (una malattia infantile che si manifesta con un indebolimento delle ossa) si otteneva un sensibile miglioramento delle loro condizioni. Molta strada è stata fatta da allora, nella conoscenza di quella che continua a essere chiamata vitamina ma che, in realtà, è molto più simile a un ormone. Il fatto stesso che la Natura abbia fatto in modo che fossimo in grado di produrla autonomamente (con l’esclusivo aiuto del sole), è indice della sua importanza: non era pensabile, per averla a disposizione, dover dipendere da un alimento che avrebbe potuto scarseggiare o esaurirsi. Purtroppo, oggi abbiamo un disperato bisogno di vitamina D: la vita che conduciamo, per lo più sedentaria e per la maggior parte del tempo trascorsa tra quattro mura, ci rende carenti.

Per cuore e arterie, servono entrambi

Il calcio è presente praticamente in ogni cellula del corpo umano e la vitamina D gli è indispensabile per poter essere assimilato e per poter svolgere i propri compiti al meglio. Calcio e vitamina D sono indispensabili per il corretto funzionamento dell’apparato circolatorio, che consente di far arrivare nutrimento e ossigeno a ogni singola cellula. Mantengono in buona salute i vasi sanguigni e hanno un’azione regolativa sui valori pressori, consentendo la corretta coagulazione del sangue, in caso di tagli e ferite.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

They are a mineral and the other a vitamin, but they work in the team for the well-being of the whole body, especially the bones, the heart and the arteries

 

Calcium and vitamin D are two substances that have complementary tasks. They can therefore be seen as a team: one is ineffective without the other and vice versa. The best known feature is to strengthen the bones, but it would be ridiculous to limit their importance to this preventive task. Many of their functions, which play together, but also separately, and the benefits of the other, are not yet fully known to the same scientific research, which continues to make new discoveries on their behalf.

For the well-being of bones and heart

Calcium is the most present mineral in the human body. So much abundance, since nothing is purpose in our physiology, is already a first explanation of its importance. If the greatest amount is in the bones, its task is not only to give solidity to the skeleton (which, by the way, can only be done by vitamin D). The health of muscles, nerves, heart and brain depends (also) on calcium. A weakening of the bone structure, which is a shortage of this mineral, has negative effects on the entire body.

Vitamin D is a fundamental substance

Vitamin D is one of the most “mysterious” vitamins, just think that the first vague awareness of its existence dates back to 1919 only. At that time Kurt Huldschinsky, a German pediatrician, realized that exposing ultraviolet rachitism to children ( A childish illness that manifests itself with a weakening of the bones) they achieved a significant improvement in their condition. Much has been done since then, in the knowledge of what continues to be called vitamin but which, in reality, is much more like a hormone. The fact that Nature has made it possible for us to produce it autonomously (with the sole help of the sun) is an indication of its importance: it was not conceivable for it to have it dependent on a food that could have short or running out. Unfortunately, today we have a desperate need for vitamin D: the life we ​​lead, mostly sedentary and most of the time spent between four walls, makes us deprived.

For heart and arteries, they both serve

Calcium is present in virtually every cell of the human body and vitamin D is essential for it to be assimilated and to carry out its tasks at its best. Calcium and vitamin D are indispensable for the proper functioning of the circulatory system, enabling nutrition and oxygen to arrive at each cell. They are healthy in blood vessels and have regulatory action on pressure values, allowing the correct coagulation of the Blood, in the event of cuts and injuries.

 

SOURCE: Riza

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La vitamina D è stata a lungo indicata come il ‘vitamina del sole.’ I ricercatori della vitamina D suggeriscono che i 5-30 minuti di esposizione al sole, almeno due volte alla settimana 10:00-15:00 con la pelle esposta senza protezione solare si tradurrà in sintesi una dose di vitamina D sufficiente. (1)

 

Tuttavia, la ricerca suggerisce che quasi il 50 per cento della popolazione mondiale ha insufficienza di vitamina D – una stima fatta su  1 miliardo di persone. (2) Questo è stato attribuito alle popolazioni che soggiornano fattori interni sempre ambientali come l’inquinamento atmosferico, che può ostacolare i raggi del sole. (2)

La vitamina D è importante non solo per la salute del cervello, ma anche per la mineralizzazione ossea. Le donne hanno maggiori probabilità di soffrire di una frattura ossea rispetto agli uomini. (3) Circa il 40 per cento delle donne bianche di  50 anni o più anziani negli Stati Uniti sperimenterà una frattura ossea nel corso della loro vita. (3) Con il giorno internazionale della donna all’inizio di marzo, è importante far luce su questa sostanza chiave nutriente e chiarire i modi migliori per ottenere le quantità adeguate.

Tutto sulla vitamina D

La vitamina D è una vitamina liposolubile ottenuta da integratori alimentari e dietetici, o prodotta dall’organismo. Viene prodotta a livello endogeno quando la pelle è esposta ai raggi ultraviolenti. Questa vitamina, tuttavia, non è attiva a consumo. Deve essere attivata mediante idrossilazione del corpo, che si verifica per prima nel fegato, seguita dal rene. Nel rene, la forma attivata di vitamina D viene prodotta in risposta alle concentrazioni di siero calcio e fosforo. Questo è un promemoria che diversi nutrienti lavorano in sinergia tra loro. Una volta che la vitamina D viene attivata, essa agisce come un ormone nel corpo.

Perché il cervello ama la vitamina D

Mentre il legame tra vitamina D e la salute delle ossa è stato ampiamente esplorato, la ricerca proprio di recente ha cominciato scoprire l’importanza della vitamina D quando si tratta della salute del cervello. disturbi neuropsichiatrici come ad esempio il deterioramento cognitivo e la demenza sono state legate a carenza di vitamina D attraverso l’ultimo decennio di ricerca. (4)

  • La presenza di recettori della vitamina D nel cervello implica che questa vitamina svolge un ruolo nel funzionamento di questo organo. (5)
  • Questi recettori sono ampiamente situati in aree associate alla  conoscenza e la memoria compreso l’ippocampo e la corteccia prefrontale. (6)
  • Inoltre, il sistema nervoso centrale è stato identificato come un bersaglio per vitamina D.
  • metaboliti della vitamina D sono stati trovati presenti nel liquido cerebrospinale (CSF), che circonda il cervello. (7)

Ci sono prove che la vitamina D e i suoi metaboliti agiscono per proteggere il cervello attraverso diversi meccanismi, tra cui la promozione della crescita dei nervi e di compensazione placche amiloidi. (8) Poiché molte malattie neurodegenerative sono caratterizzate dall’accumulo della placca amiloide, puo’ essere particolarmente utile.

Il declino neurocognitivo caratterizza gran parte della popolazione. Questa popolazione è particolarmente ad alto rischio di carenza di vitamina D a causa della diminuzione sintesi e assunzione con la dieta. (9) Inoltre, la malnutrizione è comune negli anziani, che spesso accompagna altre malattie che affliggono queste popolazioni tra cui il diabete e malattie renali.

Quanto ne hai bisogno?

L’assunzione con la dieta consigliata per un adulto sano è di 600 UI (15 mcg). Tuttavia, gli individui anziani di età superiore ai 70 dovrebbero mirare 800 UI (20 mcg). Queste assunzioni sono stabiliti come sufficiente per mantenere la salute delle ossa e il normale metabolismo del calcio in individui sani.

Gli individui dalla pelle scura sono più inclini a carenza di vitamina D in quanto la pelle scura ha una quantità più alta in melanina e richiede più sole per sintetizzare la vitamina. La ricerca mostra che l’insufficienza di vitamina D è più diffusa tra gli afro-americani rispetto agli altri americani. (10)

Come si può ottenere?

Ci sono poche fonti alimentari che contengono vitamina D, che lo rende ancora più importante per bilanciare la necessità di esposizione al sole con moderazione e supplementazione dove necessario. Il pesce grasso compreso il salmone, il tonno e lo sgombro sono noti fonti. Inoltre, gli alimenti arricchiti forniscono una grande porzione di vitamina D nella dieta americana, tra cui alcuni prodotti lattiero-caseari e cereali da colazione.

L’esposizione al sole è una risposta ovvia quando si tratta di modi in cui possiamo ottenere vitamina D. Tuttavia, ci sono diversi fattori che determinano la sufficienza tra cui la stagione, ora del giorno, copertura nuvolosa, crema solare e il contenuto di melanina nella pelle. L’equilibrio di esposizione al sole e protezione della pelle dalle radiazioni UV è una linea sottile. Le radiazioni ultraviolette sono responsabili di circa 1,5 milioni di tumori della pelle ogni anno in America. (11)

A causa delle poche fonti alimentari naturali di vitamina D insieme con la necessità di proteggere la pelle dai raggi del sole, l’integrazione alimentare può essere un’opzione praticabile per colmare le lacune. La maggior parte degli integratori alimentari contengono vitamina D3, che è stata considerata la forma più efficace nella sua capacità di aumentare i livelli di vitamina D attivi nel siero mentre integratori contenenti la forma D2 sono stati per lo più considerate meno efficaci. (12)

Referenze

  1. Holick MF. Vitamin D deficiency. N Engl J Med 2007;357:266-81
  2. Nair R, Maseeh A, et al: Vitamin D: The “sunshine” vitamin. J Pharmacol Phrmacother 2016; April-June.
  3. United States. (2004). Bone health and osteoporosis: A report of the Surgeon General. Rockville, Md: U.S. Dept. of Health and Human Services, Public Health Service, Office of the Surgeon General.
  4. Soni M, Kos K, et al. Vitamin D and cognitive function. Scand J Clin Lab Invest Suppl 2012.
  5. Harms L, Burne, THJ, et al. Vitamin D and the brain. Best Practice and Research Clinical Endocrinology and Metabolism. 2011.
  6. Eyles DW, Smith S, Kinobe R, Hewison M, McGrath JJ. Distribution of the vitamin D receptor and 1 alpha-hydroxylase in human brain. J Chem Neuroanat. 2005;29:21–30.
  7. Balabanova S, Richter HP, Antoniadis G, Homoki J, Kremmer N, Hanle J, Teller WM. 25-Hydroxyvitamin D, 24, 25-dihydroxyvitamin D and 1,25-dihydroxyvitamin D in human cerebrospinal fluid. Klin Wochenschr. 1984;62:1086–90.
  8. Schlog M. Holick MF. Vitamin D and neurocognitive function. Clin Inter Aging. 2014.
  9. Harris SS, Soteriades E, Coolidge JA, Mudgal S, Dawson-Hughes B. Vitamin D insufficiency and hyperparathyroidism in a low income, multiracial, elderly population. J Clin Endocrinol Metab. 2000;85(11):4125-4130
  10. Harris S. Vitamin D and African Americans. The Journal of Nutrition. April 2006.
  11. Wolpowitz D, Gilchrest BA. The vitamin D questions: how much do you need and how should you get it? J Am Acad Dermatol 2006;54:301-17.
  12. Tripkovic L, Lambert H, Hart K, et al. Comparison of vitamin D2 and vitamin D3 supplementation in raising serum 25-hydroxyvitamin D status: a systematic review and meta-analysis. Am J Clin Nutr. 2012;95(6):1357-1364.

FONTE: by Mia Syn, M.S., R.D. (blog.beautiful-minds)

 

 

(ENGLISH VERSION)

Vitamin D has long been referred to as the ‘sunshine vitamin.’ Vitamin D researchers suggest that 5-30 minutes of sun exposure at least twice a week between 10 a.m. and 3 p.m. to exposed skin without sunscreen will result in sufficient vitamin D synthesis. (1) However, research suggests that almost 50 percent of the world population has vitamin D insufficiency – an estimated 1 billion people. (2) This has been attributed to populations staying indoors more and environmental factors like air pollution, which can obstruct the sun’s rays. (2)

Vitamin D is important for not only brain health but bone mineralization as well. Women are more likely to suffer from a bone fracture than men. (3) Roughly 40 percent of white women 50 years old or older in the United States will experience a bone fracture in their lifetime. (3) With International Women’s Day in early March, it is important to shed light on this key nutrient and elucidate the best ways to obtain adequate amounts.

All about vitamin D

Vitamin D is a fat-soluble vitamin obtained from food and dietary supplements, or made by the body. It is produced endogenously when skin is exposed to ultraviolent rays. This vitamin, however, is not active upon consumption. It must be activated through hydroxylation in the body, which occurs first in the liver, followed by the kidney. In the kidney, the activated form of vitamin D is produced in response to serum calcium and phosphorous concentrations. This is a reminder that several nutrients work synergistically with one another. Once vitamin D is activated, it acts as a hormone in the body.

Why your brain loves vitamin D

While the link between vitamin D and bone health has been largely explored, research just recently began illuminating the importance of vitamin D when it comes to brain health. Neuropsychiatric disorders such as cognitive impairment and dementia have been linked to vitamin D deficiency across the last decade of research. (4) The presence of vitamin D receptors in the brain implies that this vitamin plays a role in the functioning of this organ. (5) These receptors are largely located in areas associated with cognition and memory including the hippocampus and prefrontal cortex. (6) Additionally, the central nervous system has been identified as a target for vitamin D. Vitamin D metabolites have been found present in cerebrospinal fluid (CSF), which surrounds the brain. (7)

There is evidence that vitamin D and its metabolites act to protect the brain through several mechanisms including promoting nerve growth and clearing amyloid plaques. (8) Because several neurodegenerative diseases are characterized by amyloid plaque buildup, this may be particularly beneficial.

Neurocognitive decline characterizes a large portion of the aging population. This population is especially at a high risk for vitamin D deficiency due to decreased synthesis and dietary intake. (9) Additionally, malnutrition is common in the elderly, which often accompanies other diseases that afflict these populations including diabetes and kidney disease.

How much do you need?

The recommended dietary intake for a healthy adult is 600 IU (15 mcg). However, elderly individuals over the age of 70 should aim for 800 IU (20 mcg). These intakes are established as sufficient to maintain bone health and normal calcium metabolism in healthy individuals.

Dark-skinned individuals are more prone to vitamin D deficiency since dark skin is higher in melanin and requires more sunlight to synthesize the vitamin. Research shows that vitamin D insufficiency is more prevalent among African Americans than other Americans. (10)

How can you get it?

There are few food sources that contain vitamin D which makes it that much more important to balance the need of sun exposure in moderation and supplementation where needed. Fatty fish including salmon, tuna and mackerel are known sources. Additionally, fortified foods provide a large portion of vitamin D in the American diet, including certain dairy products and breakfast cereals.

Sun exposure is an obvious answer when it comes to ways we can obtain vitamin D. However, there are several factors that determine the sufficiency including the season, time of day, cloud coverage, sunscreen and melanin content in the skin. The balance of sun exposure and skin protection from UV rays is a fine line. Ultra violet radiation is responsible for an estimated 1.5 million skin cancers yearly in America. (11)

Because of the few natural food sources of vitamin D coupled with the need to protect skin from the suns rays, dietary supplementation may be viable option to fill in gaps. Most dietary supplements contain vitamin D3, which has been considered the more efficacious form in its ability to raise active vitamin D levels in the serum while supplements containing the D2 form have been mostly considered less efficacious. (12)

References

  1. Holick MF. Vitamin D deficiency. N Engl J Med 2007;357:266-81
  2. Nair R, Maseeh A, et al: Vitamin D: The “sunshine” vitamin. J Pharmacol Phrmacother 2016; April-June.
  3. United States. (2004). Bone health and osteoporosis: A report of the Surgeon General. Rockville, Md: U.S. Dept. of Health and Human Services, Public Health Service, Office of the Surgeon General.
  4. Soni M, Kos K, et al. Vitamin D and cognitive function. Scand J Clin Lab Invest Suppl 2012.
  5. Harms L, Burne, THJ, et al. Vitamin D and the brain. Best Practice and Research Clinical Endocrinology and Metabolism. 2011.
  6. Eyles DW, Smith S, Kinobe R, Hewison M, McGrath JJ. Distribution of the vitamin D receptor and 1 alpha-hydroxylase in human brain. J Chem Neuroanat. 2005;29:21–30.
  7. Balabanova S, Richter HP, Antoniadis G, Homoki J, Kremmer N, Hanle J, Teller WM. 25-Hydroxyvitamin D, 24, 25-dihydroxyvitamin D and 1,25-dihydroxyvitamin D in human cerebrospinal fluid. Klin Wochenschr. 1984;62:1086–90.
  8. Schlog M. Holick MF. Vitamin D and neurocognitive function. Clin Inter Aging. 2014.
  9. Harris SS, Soteriades E, Coolidge JA, Mudgal S, Dawson-Hughes B. Vitamin D insufficiency and hyperparathyroidism in a low income, multiracial, elderly population. J Clin Endocrinol Metab. 2000;85(11):4125-4130
  10. Harris S. Vitamin D and African Americans. The Journal of Nutrition. April 2006.
  11. Wolpowitz D, Gilchrest BA. The vitamin D questions: how much do you need and how should you get it? J Am Acad Dermatol 2006;54:301-17.
  12. Tripkovic L, Lambert H, Hart K, et al. Comparison of vitamin D2 and vitamin D3 supplementation in raising serum 25-hydroxyvitamin D status: a systematic review and meta-analysis. Am J Clin Nutr. 2012;95(6):1357-1364.

SOURCE: by Mia Syn, M.S., R.D. (blog.beautiful-minds)

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