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Un nuovo studio dimostra come un consumo “normale” di caffè abbia effetti benefici sul cervello e sulle capacità cognitive.

 

La caffeina fa bene al cervello: lo dice un nuovo studio pubblicato a settembre di quest’anno  su Scientific Report.  Secondo la ricerca, il caffè promuove le connessioni neuronali, fornendo possibili ulteriori informazioni sul meccanismo d’azione di questa sostanza sulla memoria e sulla cognizione. Un consumo abituale di caffè, in sostanza, avrebbe effetti fisiologici sulle cellule neuronali, con un aumento della vigilanza e la capacità potenziale di ridurre il rischio di malattie neurodegenerative. In particolare, il team di ricercatori di Svezia, Finlandia, Regno Unito e Giappone che hanno condotto lo studio – primo nel suo genere – hanno analizzato la perturbazione dei cambiamenti di espressione genica causata dalla caffeina in un modello di cellule neuronali umane, il modello più vicino al sistema nervoso centrale umano.

Più attivi grazie al caffè

La ricerca prevedeva la somministrazione di livelli normali di caffeina per periodi di 1, 3 e 9 ore. I risultati hanno mostrato un’attivazione dipendente dal dosaggio dei primi “geni immediati precoci” già dopo un’ora. I “geni immediati precoci” sono geni che rispondono rapidamente – spesso in pochi minuti – agli stimoli cellulari. Alcuni di questi geni sono legati al sistema immunitario e altri sono legati all’apprendimento e alla memoria. L’esperimento ha rivelato che la caffeina ha incrementato alcuni processi neuronali (“upregulation”) e ne ha ridotto altri (“downregulation”).

L’“upregulation” è un processo che incrementa il segnale a una cellula; è simile a quando un segnale radio viene aumentato per assicurare che il messaggio verrà trasmesso; al contrario, la “downregulation” riduce il segnale alla cellula. Quello che è stato scoperto è che la caffeina ridurrebbe i processi del sistema immunitario e potenzierebbe i processi di sviluppo della proiezione neuronale che sono legati alla memoria e ad altre connettività neuronali. Nel complesso, più geni sono soggetti a “downregulation” che ad “upregulation” a causa della caffeina; tuttavia, maggiore è la dose di caffeina utilizzata nell’esperimento, più geni immediati precoci si attivano.

La caffeina migliora memoria e cognizione

“La caffeina nel caffè è una delle sostanze psicoattive più diffuse al mondo, ma sappiamo relativamente poco su come influisce sui neuroni e sulle loro funzioni cellulari”, ha commentato il professor Juha Kere dell’Istituto Karolinska, in Svezia, uno degli autori dello studio. ” Saperne di più su come la caffeina influenza il nostro organismo potrebbe aiutare a spiegare perché il caffè e la caffeina sembrano ridurre il rischio di alcune malattie e migliorare la memoria e la cognizione. Quello che abbiamo scoperto potrebbe aiutare a comprendere in parte perché è stato ipotizzato che il caffè possa migliorare la memoria e proteggere contro la perdita della stessa negli anziani”.

Da una a tre tazzine di caffè al giorno

Il caffè, bevuto con moderazione, rappresenta un valido aiuto per il nostro benessere: un piacere per il palato, una fonte di buon umore per il suo aroma inconfondibile e, in generale, un alleato per la salute dell’organismo. Basta non esagerare con le tazzine: da una a tre al giorno vanno benissimo, meglio se nella prima parte della giornata soprattutto per chi ha problemi col sonno.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

A new study shows that “normal” coffee consumption has beneficial effects on the brain and cognitive abilities.

Caffeine works well with the brain, says a new study published in September this year on the Scientific Report. According to research, coffee promotes neural connections, providing further information on the mechanism of action of this substance on memory and cognition. Usual coffee consumption, essentially, would have physiological effects on neuronal cells, with increased vigilance and potential capacity to reduce the risk of neurodegenerative diseases. In particular, the team of researchers from Sweden, Finland, the United Kingdom and Japan who conducted the study – the first of its kind – analyzed the perturbation of gene expression changes caused by caffeine in a model of human neuronal cells, the most close to the human central nervous system.

More active thanks to coffee

The study included the administration of normal caffeine levels for periods of 1, 3 and 9 hours. The results showed an activation dependent on the dosage of the early “immediate immediate genes” after an hour. “Early immediate genes” are genes that respond quickly – often in a few minutes – to cellular stimuli. Some of these genes are related to the immune system and others are related to learning and memory. The experiment revealed that caffeine has increased some “upregulation” processes and reduced others (downregulation).

Upregulation is a process that increases the signal to a cell; it is similar to when a radio signal is increased to ensure that the message is transmitted; Conversely, downregulation reduces the signal to the cell. What has been discovered is that caffeine would reduce the processes of the immune system and potentiate neuronal projection development processes that are related to memory and other neuronal connectivity. Overall, more genes are subject to “downregulation” or “upregulation” due to caffeine; however, the greater the amount of caffeine used in the experiment, the more immediate immediate genes are activated.

Caffeine improves memory and cognition

“Caffeine in coffee is one of the most common psychoactive substances in the world, but we know relatively little about how it affects neurons and their cellular functions,” said Professor Juha Kere of the Karolinska Institute, Sweden, one of the authors of the study . “Find out more about how caffeine affects our body could help explain why coffee and caffeine seem to reduce the risk of some diseases and improve memory and cognition. What we discovered could help to understand in part why it was hypothesized that coffee can improve memory and protect against loss of it in the elderly. “

One to three cups of coffee a day

Coffee, drunk moderately, is a useful aid to our well-being: a pleasure for the palate, a source of good humor for its unmistakable aroma and, in general, an ally for the health of the body. Just do not overdo it with cups: one to three a day are fine, better if in the first part of the day especially for those who have problems with sleep.

SOURCE: Riza

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L’amaranto unisce le migliori proprietà dei cereali a quelle dei legumi: ci protegge nei mesi più freddi, ripulisce le arterie e ringiovanisce.

 

L’amaranto fa parte della categoria degli pseudocereali, cioè quegli alimenti che uniscono le caratteristiche dei legumi a quelle dei cereali (come ad esempio il grano saraceno). L’amaranto ha moltissime proprietà, tra cui quella di ripulire il sangue e le arterie. Essendo privo di glutine, è un alimento adatto ai celiaci. L’amaranto, rispetto ad altri “cugini”, è ricchissimo di proteine di alta qualità (circa 16 grammi per 100 grammi di alimento) e contiene lisina e metionina, due aminoacidi essenziali di cui sono carenti quasi tutti i cereali (tranne la quinoa). Il suo livello di lisina – elemento essenziale della dieta – è addirittura superiore a quello dei cereali, dei fagioli e della soia, o ancora della carne, del latte e delle uova. L’amaranto contiene il 15% di fibre, il che lo rende utilissimo per chi soffre di gonfiori e stitichezza.

Se ne usano chicchi, foglie e farina

Oltre a consumarlo in chicchi, dell’amaranto si possono usare anche le foglie e la farina. Quest’ultima, priva di zuccheri semplici e ricca di amilopectina e zuccheri complessi, è adatta a essere usata nella dieta di obesi e diabetici. Le foglie invece, ricche di calcio, ferro e fosforo, si consumano come verdura cotta (simile agli spinaci). L’olio di amaranto contiene acidi grassi insaturi, vitamina E, squalene, un triterpene presente anche nell’olio di oliva, potente antiossidante capace di ridurre la sintesi di colesterolo nel fegato, secondo uno studio apparso sul Food and Public Health e sul Journal of Food Science.

L’amaranto abbassa il colesterolo cattivo

L’amaranto è ricco di antiossidanti naturali e di magnesio, che riduce il rischio di ipertensione e di malattie cardiache, aiuta il rilassamento dei vasi sanguigni e svolge un ruolo importante nella regolazione ormonale. L’amaranto abbassa anche i livelli di colesterolo “cattivo” nel sangue, grazie alla presenza dei tocotrienoli (vitamina E). Nel germe, la parte più interna del seme, sono presenti anche preziosi acidi grassi come il linoleico, che ha un effetto antinfiammatorio e regolatore della coagulazione sanguigna.

L’amaranto fa bene anche alle ossa

Ma non è solo il sangue a beneficiare dell’amaranto. Lo pseudocereale fa bene anche alle ossa, in quanto vanta un elevato contenuto di calcio che lo rende adatto soprattutto all’alimentazione delle donne per mantenere le ossa forti e protette, specie in menopausa, e dei bambini in fase di sviluppo. Cento grammi di amaranto contengono il 33 per cento del fabbisogno di calcio di una donna in menopausa.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Amaranth combines the best properties of cereals with legumes: it protects us in the coldest months, cleanses the arteries and rejuvenates.

Amaranth is part of the pseudocereal category, that is, those foods that combine the characteristics of legumes with those of cereals (such as buckwheat). Amaranth has a lot of properties, including that of cleaning the blood and arteries. Being gluten-free, it is a food suitable for celiac disease. Amaranth, compared with other “cousins”, is rich in high quality proteins (about 16 grams per 100 grams of food) and contains lysine and methionine, two essential amino acids which are lacking in almost all cereals (except quinoa) . Its lysine level – the essential element of diet – is even higher than that of cereals, beans and soy, or even meat, milk and eggs. Amaranth contains 15% fibers, which makes it very useful for those who suffer from swelling and constipation.

Use grains, leaves and flour

In addition to consuming it in grains, amaranth can also be used for its leaves and flour. The latter, simple and rich in amylopectin and complex sugars, is suitable for use in obese and diabetic diets. The leaves, however, rich in calcium, iron and phosphorus, are consumed as cooked vegetables (like spinach). Amaranth oil contains unsaturated fatty acids, vitamin E, squalene, a triterpene also present in olive oil, a powerful antioxidant capable of reducing cholesterol synthesis in the liver, according to a study published on Food and Public Health and the Journal of Food Science.

Amaranth lowers bad cholesterol

Amaranth is rich in  magnesium  and natural antioxidants, which reduces the risk of hypertension and heart disease, helps relieve blood vessels and plays an important role in hormonal regulation. Amaranth also lowers “bad” cholesterol levels in the blood, due to the presence of tocotrienols (vitamin E). In the germ, the innermost part of the seed, there are also precious fatty acids such as linoleic, which has an anti-inflammatory and regulating effect of blood clotting.

Amaranth is also good for bones

But it is not just the blood to benefit from the anchor. The pseudocereal is also good for bones, as it has a high calcium content that makes it especially suitable for women’s nutrition to maintain strong and protected bones, especially menopausal, and growing children. One hundred grams of amaranth contain 33 percent of the calcium requirement of a menopausal woman.

SOURCE: Riza

Nel 2011, l’Ente per il turismo finlandese ha condotto una campagna che utilizzava il silenzio come “prodotto” di marketing. Hanno cercato di invogliare le persone a visitare la Finlandia e sperimentare la bellezza di questa terra silenziosa.

 

Hanno pubblicato una serie di fotografie di singole figure nella natura e hanno usato lo slogan “Silence, Please”. Un tag line è stato aggiunto da Simon Anholt, un consulente internazionale di branding, “No talking, but action.”

Eva Kiviranta, la direttrice dei social media di VisitFinland.com, ha dichiarato:

  • “Abbiamo deciso, invece di dire che è davvero vuoto e molto tranquillo e nessuno sta parlando di nulla qui, abbracciamolo e rendiamolo una buona cosa”.

La Finlandia potrebbe avere qualcosa di molto grande. Potresti vedere gli inizi dell’uso del silenzio come un punto di forza, poiché il silenzio potrebbe diventare sempre più attraente. Mentre il mondo intorno diventa sempre più rumoroso e disordinato, potresti ritrovarti a cercare il sollievo che i luoghi silenziosi e il silenzio hanno da offrire. Questa potrebbe essere una mossa saggia in quanto gli studi dimostrano che il silenzio è molto più importante per il tuo cervello di quanto tu possa pensare.

Le cellule cerebrali rigenerate possono essere solo una questione di silenzio.

Uno studio del 2013 sui topi pubblicato sulla rivista Brain, Structure and Function usava diversi tipi di rumore e silenzio e monitorava l’effetto che il suono e il silenzio avevano sul cervello dei topi. Il silenzio doveva essere il controllo nello studio, ma ciò che trovarono fu sorprendente. Gli scienziati hanno scoperto che quando i topi venivano esposti a due ore di silenzio al giorno sviluppavano nuove cellule nell’ippocampo. L’ippocampo è una regione del cervello associata a

  • memoria,
  • emozione
  • apprendimento.

La crescita di nuove cellule nel cervello non si traduce necessariamente in benefici per la salute tangibili. Tuttavia, in questo caso, la ricercatrice Imke Kirste afferma che le cellule sembravano diventare neuroni funzionanti.

  • “Abbiamo visto che il silenzio aiuta davvero le nuove cellule generate a differenziarsi nei neuroni e ad integrarsi nel sistema”.

In questo senso il silenzio può letteralmente far crescere il tuo cervello.

Il cervello sta attivamente interiorizzando e valutando le informazioni durante il silenzio

Uno studio del 2001 definiva una “modalità predefinita” della funzione cerebrale che mostrava che anche quando il cervello “riposava“, era perennemente attivo interiorizzare e valutare le informazioni.

La ricerca di follow-up ha rilevato che la modalità predefinita viene utilizzata anche durante il processo di auto-riflessione. Nel 2013, in Frontiers in Human Neuroscience, Joseph Moran et al. ha scritto, la rete modalità predefinita del cervello

  • “è osservata più da vicino durante il compito psicologico di riflettere sulla propria personalità e caratteristiche (auto-riflessione), piuttosto che durante l’auto-riconoscimento, pensando al concetto di sé, o pensando all’autostima, per esempio.”

Quando il cervello riposa, è in grado di integrare le informazioni interne ed esterne in “uno spazio di lavoro consapevole”, hanno detto Moran e colleghi.

Quando non sei distratti dal rumore o dai compiti orientati all’obiettivo, sembra esserci un momento di tranquillità che consente al tuo spazio di lavoro consapevole di elaborare le cose. Durante questi periodi di silenzio, il tuo cervello ha la libertà di cui ha bisogno per scoprire il suo posto nel tuo mondo interno ed esterno.

La modalità predefinita ti aiuta a pensare a cose profonde in modo fantasioso.

Come scrisse una volta Herman Melville,

  • “Tutte le cose profonde e le emozioni delle cose sono precedute e seguite dal silenzio”.

Il silenzio allevia lo stress e la tensione.

È stato scoperto che il rumore può avere un marcato effetto fisico sul nostro cervello con conseguente elevato livello di ormoni dello stress. Le onde sonore raggiungono il cervello come segnali elettrici attraverso l’orecchio. Il corpo reagisce a questi segnali anche se sta dormendo. Si pensa che l’amigdala (localizzata nei lobi temporali del cervello) che è associata alla formazione della memoria e alle emozioni sia attivata e questo causa un rilascio di ormoni dello stress. Se si vive in un ambiente costantemente rumoroso, è probabile che si verifichino livelli cronicamente elevati di ormoni dello stress.

Uno studio che è stato pubblicato nel 2002 in Psychological Science (Vol. 13, No. 9) ha esaminato gli effetti che il trasferimento dell’aeroporto di Monaco aveva sulla salute e la cognizione dei bambini. Gary W. Evans, professore di ecologia umana presso la Cornell University, osserva che i bambini esposti al rumore sviluppano una risposta allo stress che li fa ignorare il rumore. Ciò che è interessante è che questi bambini non solo hanno ignorato gli stimoli dannosi, ma hanno anche ignorato gli stimoli a cui dovrebbero prestare attenzione come le parole.

  • “Questo studio è tra i più importanti, probabilmente la prova più definitiva che il rumore – anche a livelli che non producono alcun danno all’udito – provoca stress ed è dannoso per l’uomo“, dice Evans.

Il silenzio sembra avere l’effetto opposto sul cervello al rumore. Mentre il rumore può causare stress e tensione, il silenzio libera la tensione nel cervello e nel corpo. Uno studio pubblicato sulla rivista Heart ha scoperto che due minuti di silenzio possono rivelarsi ancora più rilassanti di ascoltare musica “rilassante”. Hanno basato queste scoperte di cambiamenti che hanno notato nella pressione sanguigna e nella circolazione del sangue nel cervello.

Il silenzio reintegra le nostre risorse cognitive.

L’effetto che l’inquinamento acustico può avere sulle prestazioni del compito cognitivo è stato ampiamente studiato. È stato rilevato che il rumore danneggia le prestazioni del lavoro al lavoro e a scuola. Può anche essere la causa di una diminuzione della motivazione e di un aumento nella generazione di errori. Le funzioni cognitive maggiormente influenzate dal rumore stanno sono relative

  • alla attenzione,
  • alla memoria e
  • alla risoluzione dei problemi.

Gli studi hanno anche concluso che i bambini esposti a famiglie o aule nelle vicinanze di percorsi aerei, ferrovie o autostrade hanno punteggi di lettura più bassi e sono più lenti nel loro sviluppo di abilità cognitive e linguistiche.

Ma non co sono solo cattive notizie. È possibile che il cervello ripristini le sue risorse cognitive perse. Secondo la teoria del restauro dell’attenzione, quando si è in un ambiente con livelli più bassi di input sensoriali, il cervello può “recuperare” alcune delle sue capacità cognitive. Nel silenzio il cervello è in grado di abbassare la guardia sensoriale e ripristinare parte di ciò che è stato “perso” attraverso il rumore in eccesso.

In conclusione

Viaggiare in Finlandia potrebbe entrare nella tua lista di cose da fare. Lì puoi trovare il silenzio che ti serve per aiutare il tuo cervello. Oppure, se la Finlandia è un po’ fuori mano per ora, potresti semplicemente fare una passeggiata tranquilla in un posto tranquillo nel tuo quartiere. Questo potrebbe provare a fare di te e del tuo cervello un mondo di bene.

FONTE: Lifehack

 

 

(ENGLISH VERSION)

In 2011, the Finnish Tourist Board ran a campaign that used silence as a marketing ‘product’. They sought to entice people to visit Finland and experience the beauty of this silent land. They released a series of photographs of single figures in the nature and used the slogan “Silence, Please”. A tag line was added by Simon Anholt, an international country branding consultant, “No talking, but action.”

Eva Kiviranta the manager of the social media for VisitFinland.com said: “We decided, instead of saying that it’s really empty and really quiet and nobody is talking about anything here, let’s embrace it and make it a good thing”.

Finland may be on to something very big. You could be seeing the very beginnings of using silence as a selling point as silence may be becoming more and more attractive. As the world around becomes increasingly loud and cluttered you may find yourself seeking out the reprieve that silent places and silence have to offer. This may be a wise move as studies are showing that silence is much more important to your brains than you might think.

Regenerated brain cells may be just a matter of silence.

 

 A 2013 study on mice published in the journal Brain, Structure and Function used differed types of noise and silence and monitored the effect the sound and silence had on the brains of the mice. The silence was intended to be the control in the study but what they found was surprising. The scientists discovered that when the mice were exposed to two hours of silence per day they developed new cells in the hippocampus. The hippocampus is a region of the brain associated with memory, emotion and learning.

The growth of new cells in the brain does not necessarily translate to tangible health benefits. However, in this instance, researcher Imke Kirste says that the cells appeared to become functioning neurons.

“We saw that silence is really helping the new generated cells to differentiate into neurons, and integrate into the system.”

In this sense silence can quite literally grow your brain.

The brain is actively internalizing and evaluating information during silence

 

A 2001 study defined a “default mode” of brain function that showed that even when the brain was “resting” it was perpetually active internalizing and evaluating information.

Follow-up research found that the default mode is also used during the process of self-reflection. In 2013, in Frontiers in Human Neuroscience, Joseph Moran et al. wrote, the brain’s default mode network “is observed most closely during the psychological task of reflecting on one’s personalities and characteristics (self-reflection), rather than during self-recognition, thinking of the self-concept, or thinking about self-esteem, for example.”

When the brain rests it is able to integrate internal and external information into “a conscious workspace,” said Moran and colleagues.

When you are not distracted by noise or goal-orientated tasks, there appears to be a quiet time that allows your conscious workspace to process things. During these periods of silence, your brain has the freedom it needs to discover its place in your internal and external world.

The default mode helps you think about profound things in an imaginative way.

 

As Herman Melville once wrote, “All profound things and emotions of things are preceded and attended by silence.”

Silence relieves stress and tension.

 

It has been found that noise can have a pronounced physical effect on our brains resulting in elevated levels of stress hormones. The sound waves reach the brain as electrical signals via the ear. The body reacts to these signals even if it is sleeping. It is thought that the amygdalae (located in the temporal lobes of the brain) which is associated with memory formation and emotion is activated and this causes a release of stress hormones. If you live in a consistently noisy environment that you are likely to experience chronically elevated levels of stress hormones.

A study that was published in 2002 in Psychological Science (Vol. 13, No. 9) examined the effects that the relocation of Munich’s airport had on children’s health and cognition. Gary W. Evans, a professor of human ecology at Cornell University notes that children who are exposed to noise develop a stress response that causes them to ignore the noise. What is of interest is that these children not only ignored harmful stimuli they also ignored stimuli that they should be paying attention to such as speech. 

 

“This study is among the strongest, probably the most definitive proof that noise – even at levels that do not produce any hearing damage – causes stress and is harmful to humans,” Evans says.

Silence seems to have the opposite effect of the brain to noise. While noise may cause stress and tension silence releases tension in the brain and body. A study published in the journal Heart discovered that two minutes of silence can prove to be even more relaxing than listening to “relaxing” music. They based these findings of changes they noticed in blood pressure and blood circulation in the brain.

Silence replenishes our cognitive resources.

 

The effect that noise pollution can have on cognitive task performance has been extensively studied. It has been found that noise harms task performance at work and school. It can also be the cause of decreased motivation and an increase in error making.  The cognitive functions most strongly affected by noise are reading attention, memory and problem solving.

Studies have also concluded that children exposed to households or classrooms near airplane flight paths, railways or highways have lower reading scores and are slower in their development of cognitive and language skills.

But it is not all bad news. It is possible for the brain to restore its finite cognitive resources. According to the attention restoration theory when you are in an environment with lower levels of sensory input the brain can ‘recover’ some of its cognitive abilities. In silence the brain is able to let down its sensory guard and restore some of what has been ‘lost’ through excess noise. 

Summation

Traveling to Finland may just well be on your list of things to do. There you may find the silence you need to help your brain. Or, if Finland is a bit out of reach for now, you could simply take a quiet walk in a peaceful place in your neighborhood. This might prove to do you and your brain a world of good.

SOURCE: Lifehack

 

La pasta è per molti di noi una passione irrinunciabile, una tradizione che fa parte della nostra quotidianità. Negli ultimi decenni però il grano comune, quello più diffuso, ha subito delle modifiche peggiorando in qualità nutrizionale e causando, nel tempo, ipersensibilità al glutine.

Fortunatamente in campo alimentare il nostro Paese continua a studiare e a creare nuovi prodotti per soddisfare sia le nostre esigenze di benessere che quelle del nostro palato. Da qualche tempo infatti possiamo trovare in commercio anche la pasta di legumi.

Si tratta di un tipo di pasta prodotta con la farina di legumi: ceci, lenticchie e piselli. La pasta di legumi è una pasta ad alto contenuto proteico e può costituire un ottimo pasto dal punto di vista nutrizionale. Ecco perché vi suggeriamo di introdurla nella vostra alimentazione.

1.Rende varia la nostra alimentazione

Non ci stancheremo mai di ripetere quanto è importante variare l’alimentazione il più possibile per fornire all’organismo tutte le sostanze nutritive di cui necessita. Siamo abituati a mangiare sempre le stesse cose, anche a scegliere le stesse marche e gli stessi prodotti quando oggi abbiamo a disposizione una varietà di alimenti che ci permette di alimentarci in modo salutare.

2.Ci consente di “purificarci” dal glutine

Il glutine nella pasta di legumi è pressoché assente. Il glutine contenuto nei cereali che siamo abituati a mangiare oggi, proveniente la maggior parte delle volte, da coltivazioni geneticamente modificate e trattate con pesticidi. È difficile da digerire e a lungo andare può infiammare l’intestino. Ecco perché fa bene alternare alla pasta classica la pasta di legumi.

3.Ha un basso indice glicemico

Consumare alimenti a basso indice glicemico comporta una minore produzione di insulina che

  • tiene sotto controllo la glicemia,
  • mantiene equilibrato il metabolismo,
  • protegge l’apparato cardiovascolare,
  • favorisce il controllo del peso e
  • previene il diabete.

4.Fornisce un buon apporto di fibre

Le fibre sono fondamentali per il benessere del nostro organismo: concorrono al benessere dell’intestino, riducono l’assorbimento degli zuccheri, mantengono bassi i livelli di colesterolo e donano senso di sazietà.

5.Fornisce un buon apporto di proteine vegetali

Le proteine sono i pilastri del nostro organismo: concorrono allo sviluppo e al benessere dei nostri muscoli e organi, del sistema immunitario e ormonale. È importante introdurne la giusta quantità e la pasta ai legumi può aiutarci soprattutto se siamo vegetariani o vegani e se mangiamo poche proteine animali.

6. Arricchisce il nostro palato

La pasta di legumi è un’esperienza da provare: ci permette di sperimentare nuovi cibi e abbinamenti alimentari, arricchendo il nostro bagaglio del gusto con sapori e consistenze nuove.

Quale pasta di legumi scegliere

Abbiamo sperimentato e apprezzato le varietà de La Finestra sul Cielo che utilizza la farina di legumi al 100% per produrre la pasta.  Si possono gustare i Maccheroncini 100% azuki bio, Maccheroncini 100% lenticchie nere o rosse bio, Maccheroncini 100% ceci bio, Maccheroncini 100% piselli bio.

 

Vi suggeriamo di giocare di fantasia con il condimento per sperimentare nuovi sapori. Inoltre, anche se si abbinano al classico sugo di pomodoro o di verdure,  vi consigliamo di assaporare anche il gusto naturale con l’aggiunta di solo un filo di olio extravergine di oliva per gustarne il sapore autentico.

 

FONTE: BenessereCorpoMente

 

(ENGLISH VERSION)

Pasta is for many of us an indispensable passion, a tradition that is part of our everyday life. However, in recent decades, common wheat, the most common wheat, has undergone changes, worsening nutritional quality and causing gluten-intolerance over time.

Fortunately, in the food field, our country continues to study and create new products to meet both our wellness needs and those of our taste. In fact, for some time, we can also find the pulp in the market.

It is a kind of pasta made with legume flour: chickpeas, lentils and peas. Leguminous pasta is a high-protein pasta and can be a great meal from a nutritional point of view. That’s why we suggest you introduce it to your diet.

1. It will change our diet

We will never be tired of repeating how important it is to vary the nutrition as much as possible to provide the body with all the nutrients it needs. We are used to eat the same things, even choosing the same brands and the same products when we have a variety of foods available today that allows us to nourish in a more healthy way.

2. It allows us to “purify” from gluten

Gluten in legume is almost absent. The gluten contained in grains we are used to eat today, most of the time, is issued from genetically modified crops and treated with pesticides. It is difficult to digest and in the long run it can inflate the intestines. That’s why it’s good to change the pasta with legumes.

3. It has a low glycemic index

Consuming low glycemic food leads to lower insulin production that

  • keeps blood glucose under control,
  • maintains metabolism balanced,
  • protects cardiovascular equipment,
  • promotes weight control, and
  • prevents diabetes.

4. It provides a good supply of fibers

Fibers are essential to the well-being of our body: they contribute to the well-being of the intestine,

  • reduce the absorption of sugars,
  • keep the cholesterol levels low and
  • give a sense of satiety.

5. Provides a good contribution of plant proteins

Proteins are the pillars of our organism: they contribute to the development and well-being of our muscles and organs, the immune and hormonal systems. It is important to introduce the right amount and the pulp paste can help us especially if we are vegetarian or vegan and if we eat a few animal proteins.

6. Enriches our taste

Leguminosa is an experience to try: it allows us to experience new foods and food combinations, enriching our taste bag with new flavors and consistency.

Which legume to choose

We have experienced and appreciated the varieties of “Una finestra sul cielo” that uses 100% pulp flour to produce pasta. You can enjoy 100% azuki bio macaroni, Macaroni 100% black or red bio lentils, Macaroni 100% chick peas, Macaroni 100% bio peas.

We suggest you to play with creativity with the seasoning to experience new flavors. Additionally, even if combined with classic tomato or vegetable sauce, we suggest that you also enjoy the natural flavor by adding only a string of extra virgin olive oil to enjoy the authentic flavor.

SOURCE: WellbeingCorpoMent

 

 

Persimmon

Il cachi è davvero il più grande tesoro alimentare di novembre:

  • rinforza il sistema immunitario,
  • protegge le arterie e
  • nutre il cervello…

 

L’autunno è la stagione in cui avvertiamo maggiormente il senso di tristezza e malumore. Ma la natura ci viene in aiuto con il cachi, chiamato anche “mela d’Oriente”, “loto del Giappone”, “cibo degli dei”, “diospero”. Il cachi fa parte di quella vasta gamma di frutti colorati che ci viene portata in dono proprio per affrontare il calo dell’umore tipico della stagione, caratterizzata da temperature sempre più rigide e poche ore di luce durante il giorno.

Il cachi è considerato il frutto delle sette virtù: ricchissimo di vitamina C – la cui concentrazione varia a seconda della maturità del frutto (da 50 mg a 7 mg nel frutto molto maturo) -, vitamina A (betacarotene, licopene), che aiuta a combattere i radicali liberi con un potente effetto antiaging, e di acqua (l’80%), per cui risulta un frutto molto idratante e diuretico. Tra le sue virtù principali c’è anche quella epatoprotettiva, perché grazie alla sua azione diuretica e lassativa depura e protegge anche il lavoro del fegato.

Cachi: ottimi contro ipertensione e stipsi

La principale caratteristica del cachi è di essere molto resistente alle avversità atmosferiche, di adattarsi a qualsiasi terreno e di non aver bisogno di esser protetto con trattamenti antiparassitari. Il cachi ha un altissimo contenuto di potassio (170 mg per 100 g) e un basso apporto di sodio, per cui è ideale nella dieta per prevenire e salvaguardare la salute del cuore e delle arterie, soprattutto di chi soffre di ipertensione. Il cachi è eccezionale anche per chi soffre di stipsi, in quanto ottimo regolatore intestinale.

I cachi maturi sono ottimi lassativi naturali

Il frutto del cachi protegge le nostre difese fornendo quell’energia e quei nutrienti (vitamina C ed A) che rinvigoriscono il sistema immunitario. I cachi un po’ acerbi “legano” in bocca (l’effetto è dovuto alla presenza di tannini che si trasformano poi in glucosio con la maturazione), mentre i cachi maturi sono lassativi.

Ecco le qualità di cachi più pregiate

Tra le qualità di cachi più pregiata c’è la rojo brillante, importata una decina di anni fa dalla Spagna e adattatasi perfettamente al terreno e al clima della zona di Faenza, in Emilia Romagna. Ma ci sono altre qualità ottime:

  • loto di Romagna, con frutti gialli-arancio e polpa dura,
  • cachi di Misilmeri (Palermo), ricchissimo di betacarotene e polpa molto liquida,
  • cachi vaniglia napoletano, con polpa morbida e sapore molto dolce.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Kaki is really the biggest nutrition store in November:

  • it strengthens the immune system,
  • protects the arteries and
  • nourishes the brain …

Autumn is the season in which we feel the most of the sadness and bad mood. But nature comes to us with kaki, also called “apple of the Orient,” “Japan’s lotus,” “god food,” “diospero.” Kaki is part of that wide range of colorful fruits that is brought to our attention to tackle the mood of the season, characterized by stiffer temperatures and few hours of light during the day.

Kaki is considered the fruit of the seven virtues: rich in vitamin C – whose concentration varies depending on the maturity of the fruit (50 mg to 7 mg in the very mature fruit) – Vitamin A (betacarotene, lycopene), which helps to fight free radicals with a powerful antiaging effect, and water (80%), resulting in a very moisturizing and diuretic fruit. Among its main virtues is also the hepatoprotective, because thanks to its diuretic and laxative action purifies and also protects the work of the liver.

Kaki: excellent against hypertension and constipation

The main feature of kaki is to be very resistant to atmospheric adversity, to adapt to any soil and not to need to be protected with pesticides. Kaki has a very high potassium content (170 mg per 100 g) and low sodium intake, so it is ideal for dieting to prevent and protect the health of the heart and the arteries, especially those suffering from hypertension. Kaki is also great for those who suffer from constipation, as an excellent intestinal regulator.

The mature persimmons are great natural laxatives

Kaki fruit protects our defenses by providing that energy and nutrients (vitamin C and A) that boost the immune system. Kaki a bit acerbic “bind” in the mouth (the effect is due to the presence of tannins that turn into glucose with maturation), while ripe persimmons are laxative.

Here are the qualities of the most valuable kaki

Among the finest quality persimmons there is the brilliant rojo, imported a decade ago from Spain and perfectly adapted to the soil and climate of the Faenza area in Emilia Romagna. But there are other excellent qualities: Romagna lotus, with yellow-orange fruit and hard pulp, Misilmeri kaki (Palermo), rich in betacarotene and very liquid pulp, khaki vanilla Neapolitan, with soft pulp and very sweet flavor.

 

SOURCE: Riza

Gingko biloba e centella sono gli estratti che devi abbinare alle essenze di geranio e cannella per ridare un aspetto giovanile alla pelle del collo.

 

A volte, guardandoti allo specchio, può capitare di notare dei cedimenti sulla pelle del collo. La pelle del collo è per natura sottile, carente di ghiandole sebacee, e quindi molto secca e facile a segnarsi con rughe, rossori e macchie. Inoltre, avendo all’interno solo muscoli lunghi e sottili, può risultare svuotata e flaccida soprattutto in persone molto magre. A danneggiare la pelle del collo possono essere anche i raggi solari o diete troppo severe. C’è poi la zona del mento, dove la pelle spesso tende a cedere a causa dei depositi adiposi o di liquidi in eccesso collocati nella zona tra la mandibola e il collo. In entrambi i casi, bisogna intervenire con i prodotti giusti. Meglio se naturali.

Dopo i 35 anni aver più cura della tua pelle

Le rughe che segnano il collo sono dette “collane di Venere”: sono pieghe orizzontali che si formano a seguito dei movimenti che assumiamo durante il giorno e il sonno. Si evidenziano soprattutto dopo i 35 anni, quando pulire e nutrire adeguatamente questa zona diventa indispensabile. Ai primi segni di “rilassamento”, bisogna subito correre ai ripari con un trattamento rassodante.

I rimedi per nutrire la pelle del collo

Ginseng, ginkgo biloba e olio essenziale di geranio sono rimedi eccezionali per nutrire la pelle del collo: le sostanze che contengono, aumentano la produzione endogena del collagene nativo, che sostiene i tessuti, e apportano fitoestrogeni che favoriscono l’idratazione e il turgore. Per il doppio mento, due sostanze adatte allo scopo sono la centella asiatica, drenante e attivante, e la soia selvatica, vero tesoro di fitoestrogeni, da combinare con l’olio essenziale di cannella.

Inizia col gommage

Se vuoi eseguire un trattamento anti rughe, inizia con un gommage che apre i pori, elimini lo strato di cellule morte e aumenti l’assorbimento dei cosmetici che verranno applicati successivamente. In una ciotola, mescola 2-3 cucchiai di crusca di riso con olio di germe di grano quanto basta per ottenere una crema. Unisci 3 gocce di olio essenziale di camomilla e strofina lo scrub su mento e collo, con movimenti circolari. Poi risciacqua.

Prosegui col massaggio

In una boccetta scura con contagocce metti 10 ml di olio di ginseng, 10 ml di olio di ginkgo biloba e 5 gocce di olio essenziale di geranio. Prelevane 6 gocce e stendile sul collo facendo movimenti avvolgenti fino ad arrivare al décolleté. Conserva la boccetta in frigorifero per non più di 20 giorni. Per la zona del mento, invece, mischia nel palmo della mano una goccia di olio di centella, 2 gocce di olio di soia selvatica e una goccia di olio essenziale di cannella, mescola e applica il composto dal mento alla base delle orecchie, con leggeri pizzicotti dove è più visibile l’accumulo adiposo.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Gingko biloba and centella are the extracts that you have to match with geranium and cinnamon essences to restore a youthful appearance to the skin of your neck.

Sometimes, looking at yourself in the mirror, you may notice sagging on the skin of your neck. The skin of the neck is thin by nature, lacking sebaceous glands, and therefore very dry and easy to spot with wrinkles, and stains. In addition, having only long, thin muscles inside, it can be emptied and flaky especially in very lean people. Damaging the skin of your neck may also be too sunlight or too severe diete. There is then the area of ​​the chin, where the skin often tends to yield because of excessive fat deposits or excess fluid located in the area between the jaw and neck. In either case, you have to intervene with the right products. Better than natural.

After 35 years have more skin care

The wrinkles that mark the neck are called “necklaces of Venus”: they are horizontal creases they are formed as a result of the movements we take during the day and sleep. It is especially evident after the age of 35 when it is indispensable to clean and nourish this area properly. At first signs of “relaxation”, you must immediately run to the shelter with a firming treatment.

The remedies for nourishing the skin of the neck

Ginseng, ginkgo biloba and geranium essential oil are exceptional remedies for nourishing the skin of the neck: the substances that contain, increase the endogenous production of native collagen, which supports the tissues, and make phytoestrogens that favor hydration and turgor. For the double chin, two substances suitable for this purpose are the Asian, draining and activating centella, and the wild soybean, a true treasure of phytoestrogens, to be combined with essential cinnamon oil.

Start with the “gommage”

If you want to run an anti wrinkle treatment, it starts with a treatment that opens the pores, removes the dead cell layer, and increases the absorption of cosmetics that will be applied later. In a bowl, mix 2-3 tablespoons of rice bran with grain germ oil just enough to get a cream. Add 3 drops of chamomile essential oil and scrub the chin and neck scrub, with circular movements. Then rinsed.

Continue with the massage

In a dark flask with dropper, put 10 ml of ginseng oil, 10 ml of ginkgo biloba oil and 5 drops of geranium essential oil. Prelevant 6 drops and strainer on the neck making wraparound movements until you reach the décolleté. Keep the bottle in the fridge for no more than 20 days. For the chin area, instead, mixes a drop of centella oil in the palm of your hand, 2 drops of wild soybean oil and a drop of essential oil of cinnamon, mixes and apply the compound from the chin to the base of the ears, lightly pinch where adipose fat is more visible.

SOURCE: Riza

Se non vuoi vedere rallentare il tuo metabolismo in autunno, devi sfruttare le proprietà del selenio , importantissimo oligoelemento: ecco come farne scorta

 

Il selenio è fra i minerali più importanti per assicurare una buona funzionalità della tiroide, un aspetto molto importante anche nei processi di dimagrimento. Un’adeguata disponibilità di selenio è essenziale perché la tiroide possa svolgere le sue funzioni e perché il metabolismo sia efficiente. Il selenio è un componente essenziale del sistema enzimatico che trasforma l’ormone tiroxina nella sua versione più attiva, l’ormone triiodotironina. In questo periodo dell’anno è bene garantirsi il giusto apporto di questo minerale, perchè la sua assunzione contrasta la tendenza ad accumulare peso con il progressivo abbassarsi delle temperature.

Il selenio è importante anche per chi vuole mantenere la linea, ma ha qualche anno in più. È uno dei componenti del più importante antiossidante prodotto dal nostro organismo, il glutatione perossidasi, che ostacola i danni dei radicali liberi, principali responsabili dell’invecchiamento. Il selenio contribuisce inoltre ad aumentare le difese immunitarie. Quindi è perfetto per prepararsi all’arrivo della stagione fredda, in forma e con anticorpi più forti.

Così fai il pieno di selenio

La quantità di selenio necessaria per la salute è di 55 microgrammi (mcg) al giorno in media per gli adulti. La dose necessaria al corpo sale fino a 70 mcg al giorno per le donne che allattano e si può arrivare ad assumerne fino a 200 mcg: è questa la dose che non deve essere superata. Per raggiungere il fabbisogno base basta mangiare a pranzo un piatto di riso parboiled (14 mcg di selenio ogni 100 g) con fagioli borlotti (16 mcg ogni 100 g) e a cena della sogliola fresca (36 mcg) cucinata con sedano (3 mcg) e funghi prataioli (7,5 mcg). Il selenio è contenuto anche nelle noci brasiliane, nel merluzzo, nel tonno, nel lievito di birra e in noci, funghi, broccoli, cavoli, cetrioli, aglio e cipolle.

Con zinco e iodio il selenio è ancora più efficace

Se vuoi rendere l’azione del selenio sul metabolismo ancora più efficace, associalo a zinco e iodio, consumando anche alimenti che contengano questi minerali. Lo zinco è presente nel pesce, nella carne rossa, nei cereali, nei legumi e nella frutta secca, mentre lo iodio abbonda soprattutto nel pesce di mare, che può arrivare a contenerne fino a 2,5 mg per kg di alimento, e nelle alghe marine. Il modo migliore per abbinare questi elementi è quello di consumare un piatto unico composto da 50 g di cereali integrali conditi con filetti di merluzzo, un cucchiaio di olio di oliva e una spolverata di alghe essiccate.

Puoi assumere il selenio anche come integratore

L’alimentazione può non essere sufficiente per fare il pieno di selenio, ma questo prezioso minerale è disponibile anche come integratore. Lo trovi ad esempio in tavolette da 50 mcg: ne viene consigliata l’assunzione di mezza tavoletta al giorno, durante il pasto. Si consiglia di non superare mai la dose raccomandata sulle confezioni, e in generale quella totale di selenio assunto nel corso della giornata, sommando cibo e integratori, di 200 mcg.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

If you do not want to see your metabolism slow down in the fall, you have to exploit the properties of selenium, an important trace element: here’s how to escort

Selenium is among the most important minerals to ensure good thyroid function, a very important aspect also in weight loss processes. An adequate availability of selenium is essential because the thyroid can perform its functions and that is why metabolism is efficient. Selenium is an essential component of the enzymatic system that transforms thyroid hormone into its more active version, the hormone triiodothyronine. During this time of year, it is good to ensure the proper supply of this mineral, because its intake counteracts the tendency to accumulate weight with the progressive lowering of temperatures.

Selenium is also important for those who want to keep the shape, but it has a few more years. It is one of the most important antioxidant components produced by our body, glutathione peroxidase, which obstructs the free radical damage, which is responsible for aging. Selenium also contributes to increasing immune defenses. So it’s perfect to prepare for the cold season, shape, and stronger antibodies.

So fill out the selenium

The amount of selenium needed for health is 55 micrograms (mcg) per day on average for adults. The required dose of the body will rise up to 70 mcg per day for nursing women and you can get up to 200 mcg: this is the dose that should not be exceeded. To reach the basic requirement, you can eat a parboiled rice dish (14 mcg of selenium every 100 g) with borlotti beans (16 mcg every 100 g) and dinner with fresh (36 mcg) soft sole (3 mcg) mushrooms (7.5 mcg). Selenium is also contained in Brazilian nuts, cod, tuna, yeast and nuts, mushrooms, broccoli, cabbage, cucumber, garlic and onions.

With zinc and iodine selenium is even more effective

If you want to make selenium action on metabolism even more effective, zinc and iodine, also consuming foods that contain these minerals. Zinc is present in fish, red meat, cereals, legumes and dried fruits, while iodine abounds mostly in sea fish, which can reach up to 2.5 mg per kg of food and in algae marine. The best way to match these elements is to consume a unique dish consisting of 50 g of whole grain cereals seasoned with cod fillets, a tablespoon of olive oil and a sprinkling of dried seaweed.

You can also take selenium as a supplement

Food may not be enough to fill the selenium, but this precious mineral is also available as a supplement. For example, it can be found in 50 mcg tablets: it is advised to take half a tablet a day, during the meal. It is recommended that you never exceed the recommended dose on the packs, and in general the total amount of selenium taken during the day, adding food and supplements of 200 mcg.

SOURCE: Riza