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L’erba medica accelera il ricambio cellulare, sostiene il metabolismo e migliora le performance fisiche e mentali: ecco come usarla e abbinarla al meglio.

 

Gli antichi medici arabi aggiungevano i suoi germogli agli infusi e alle minestre, perché già ben conoscevano le straordinarie virtù ricostituenti dell’erba medica (Medicago sativa). Il suo nome arabo alfa-alfa significa “padre di tutti i cibi”, perché in effetti si tratta di una pianta molto nutriente. Contiene minerali, proteine, vitamina A e vitamina E, fondamentale per la salute dei muscoli e per il cuore. Recenti ricerche rivelano che l’erba medica avrebbe anche la capacità di bloccare la formazione dei vasi sanguigni che alimentano le cellule tumorali.

L’erba medica abbassa anche il colesterolo “cattivo”

Ma l’erba medica contiene anche fitoestrogeni (ormoni vegetali), utili per rafforzare la struttura ossea, e sostanze che riducono il colesterolo “cattivo”. L’alto dosaggio di vitamina K presente in questa pianta la rende utile anche per proteggersi da piccole emorragie o mestruazioni abbondanti.

Puoi usarla in tintura madre o in compresse

Se ti senti molto stanca e ti serve un immediato effetto energizzante, utilizza l’erba medica in tintura madre: 40 gocce al dì la mattina per un mese. Se invece vuoi potenziare la massa muscolare e “asciugarti” in vista dell’estate prossima, scegli l’erba medica in compresse: basta una compressa al dì polverizzata nello yogurt, nella spremuta o in un frullato.

Erba medica: con questi abbinamenti la sfrutti al meglio

Le proprietà terapeutiche dell’erba medica vengono ulteriormente enfatizzate dal mix con i latti vegetali, i frutti ricchi di grassi buoni, le radici vitaminiche e le erbe disinfettanti. In questo modo diventa un rimedio adatto per curare disturbi specifici. Ecco gli abbinamenti più salutari.

Erba medica e latte di soia contro ipertensione e osteoporosi

Sei in menopausa e hai le ossa fragili? Bevi una volta al giorno un bicchiere di latte di soia frullato con un cucchiaino di polvere di erba medica. Così fai scorta di ormoni vegetali, migliori la fissazione del calcio e contrasti anche le vampate e gli sbalzi pressori.

Erba medica e avocado: così ripulisci il circolo dagli accumuli di grassi

Un paio di volte alla settimana bevi come spuntino un frullato preparato con mezzo avocado, un cucchiaino di malto di riso, un cucchiaino di erba medica in polvere e latte di avena quanto basta per ottenere un composto cremoso. È un’ottima cura per ripulire il sangue dai grassi in eccesso.

Per il benessere di tendini e cartilagini, abbinala al centrifugato di carota

L’erba medica ha un alto contenuto di potassio, minerale che preserva la funzionalità dei muscoli e di tutto l’apparato osteoarticolare: la mattina sciogline un cucchiaino di polvere in un centrifugato di carota, che ti fornisce betacarotene e rende più elastici sia pelle che connettivo.

Con l’erba limoncina previene l’alitosi

Prepara una tisana di erba medica e di limoncina (il mix di erbe essiccate in parti uguali, 3 pizzichi per tazza), filtrala e usala come collutorio: disinfetta bocca e alito. La stessa bevanda si assume lontano dai pasti per cicli di 1-2 mesi: rinforza unghie e capelli e migliora la digestione.

Prepara in casa i tuoi germogli di erba medica

Se poi vuoi usare i germogli di erba medica in cucina, puoi far crescere i suoi semi in casa su un panno umido o nel germogliatore. Si sciacquano e si aggiungono all’insalata o si saltano in padella, come contorno.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Lasciano cicatrici indelebili, segni che si tramandano per generazioni. I traumi possono essere ereditari, le paure passare da padre in figlio. E segnare vite. Queste trasmissioni genetiche sono state studiate sui topi ma probabilmente hanno effetto anche sull’uomo.

Il processo per il quale i traumi possono essere tramandati fino alla terza generazione. Il segreto di questa ereditarietà si nasconde nei microRna, molecole genetiche che regolano il funzionamento di cellule, organi e tessuti.

Il trauma altera questi ‘registi molecolari’, e il difetto viene passato alla progenie attraverso i gameti. A svelare un meccanismo finora misterioso è uno studio dell’università di Zurigo, pubblicato su ‘Nature Neuroscience’.

Coordinati da Isabelle Mansuy, i ricercatori del Brain Research Institute sono riusciti a identificare alcuni componenti chiave di questo processo, piccole frazioni di materiale genetico chiamato microRna. Si tratta di brevi sequenze, i veicoli con cui vengono trasmesse le istruzioni per costruire le proteine ma conservano anche la memoria di eventi traumatici.

“Ci sono malattie come il disordine bipolare che si tramandano in famiglia nonostante non siano riconducibili a un particolare gene”, ricorda Mansuy, docente all’Istituto federale di tecnologia (Eth) e dell’ateneo di Zurigo.

Lo studio, i traumi si ereditano. Da genitori a figli e nipoti, fino alla terza generazione

Isabelle Mansuy, docente all’Istituto federale di tecnologia (Eth) e dell’ateneo di Zurigo

Gli studiosi hanno osservato che i topi traumatizzati modificavano il loro comportamento. Per esempio perdevano la naturale avversione agli spazi aperti e alla luce, e mostravano segni di depressione. Caratteristiche che tramite lo sperma venivano trasferite alla prole, anche se gli esemplari della progenie non subivano stress o traumi. Anche il metabolismo dei cuccioli di topo stressato cambiava: i livelli di insulina e di zuccheri nel sangue, ad esempio, erano inferiori rispetto a quelli dei topolini nati da genitori non traumatizzati.

“Siamo stati in grado di dimostrare per la prima volta – riassume Mansuy – che le esperienze traumatiche influenzano il metabolismo a lungo termine, che i cambiamenti indotti sono ereditari” e che gli effetti del trauma ereditato sul metabolismo e i comportamenti psicologici persistono fino alla terza generazione.

“Lo squilibrio dei microRna nello sperma si è dimostrato un fattore chiave per il passaggio degli effetti del trauma da genitore a figlio”.

Anche se molte questioni restano aperte e dovranno essere chiarite in studi successivi, puntualizzano gli autori, la conclusione è che

“i condizionamenti ambientali lasciano tracce nel cervello, negli organi e nei gameti, e attraverso i gameti queste tracce vengono trasmesse alla generazione successiva”.

L’èquipe zurighese sta cercando adesso di verificare se anche nell’uomo i ‘colpevoli’ siano i microRna.

 

FONTE: Salute della Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

They leave indelible scars, signs that are handed down for generations. Traumas can be hereditary, fears pass from father to son. And mark lives. These genetic transmissions have been studied in mice but are likely to also affect humans.

The process by which traumas can be passed down to the third generation. The secret of this inheritance is hidden in microRNAs, genetic molecules that regulate the functioning of cells, organs and tissues. The trauma alters these ‘molecular directors’, and the defect is passed to the progeny through the gametes. A study by the University of Zurich, published in ‘Nature Neuroscience’, reveals a mysterious mechanism so far.

Coordinated by Isabelle Mansuy, researchers at the Brain Research Institute were able to identify some key components of this process, small fractions of genetic material called microRna. These are short sequences, the vehicles with which the instructions to build proteins are transmitted but also preserve the memory of traumatic events. “There are diseases such as bipolar disorder that are passed down in the family even though they cannot be traced back to a particular gene,” recalls Mansuy, a professor at the Federal Institute of Technology (Eth) and of the University of Zurich.

Lo studio, i traumi si ereditano. Da genitori a figli e nipoti, fino alla terza generazione
Isabelle Mansuy, professor at the Federal Institute of Technology (Eth) and of the University of Zurich

To identify the mechanism, adult mice that had been exposed to traumatic conditions in the first years of life with other, non-traumatized mice were compared. The researchers studied the number and type of microRna in traumatized rodents and found that traumatic stress alters excessively or by low the amount of numerous microRNAs in the blood, brain and spermatic fluid. Modifications that affect the functioning of cells regulated by these mini-molecules.

Scholars have observed that traumatized mice modified their behavior. For example, they lost their natural aversion to open spaces and light, and showed signs of depression. Characteristics that through the sperm were transferred to the offspring, even if the specimens of the progeny were not subjected to stress or trauma. Even the metabolism of stressed mouse pups changed: insulin and blood sugar levels, for example, were lower than those of mice born to non-traumatized parents.

“We were able to demonstrate for the first time – sums up Mansuy – that traumatic experiences influence long-term metabolism, that induced changes are hereditary” and that the effects of inherited trauma on metabolism and psychological behavior persist until the third generation . “The imbalance of microRNAs in sperm has proved to be a key factor in passing the effects of parent-to-child trauma.”

Although many questions remain open and need to be clarified in subsequent studies, the authors point out, the conclusion is that “environmental conditioning leaves traces in the brain, organs and gametes, and through the gametes these traces are transmitted to the next generation”. The Zurich team is now trying to verify whether even in humans the ‘culprits’ are microRNAs.

 

SOURCE: Salute della Repubblica

Poco conosciuti, i nosodi di Bach sono rimedi omeopatici efficacissimi contro i disturbi intestinali: quando e come assumerli.

 

Se milioni di persone conoscono il dottor Edward Bach come il medico gallese che ha inventato la floriterapia, pochissimi conoscono la sua brillante carriera come microbiologo, anatomo-patologo e omeopata, e soprattutto come creatore dei nosodi intestinali, messi a punto per contrastare la proliferazione disordinata dei batteri che colonizzano l’intestino umano, dando luogo a patologie croniche e degenerative. A oscurare questo importante aspetto della sua carriera di medico-ricercatore fu probabilmente proprio la celebrità raggiunta con la scoperta della floriterapia, ma i nosodi di Bach sono ancor oggi usati con successo da milioni di persone in tutto il mondo per la loro straordinaria efficacia.

La ricerca batteriologica di Edward Bach

Agli inizi della sua carriera professionale, lavorando come responsabile del reparto di pronto soccorso presso l’ospedale dell’University College di Londra, Bach si accorse che pazienti diversi con sintomi analoghi reagivano diversamente allo stesso farmaco e che determinati tipi di pazienti reagivano in determinati modi costanti. Passando poi al reparto di batteriologia e immunologia come assistente, Bach si concentrò sulle connessioni tra i ceppi batterici dell’intestino umano, le conseguenti intossicazioni e la comparsa di malattie croniche, arrivando a identificare sette gruppi fondamentali di bacilli, e sette tipi umani, classificati secondo

  • il comportamento,
  • gli atteggiamenti del corpo,
  • l’espressione del viso,
  • i caratteri mentali ecc.

Il passaggio alla medicina omeopatica

Da qui all’omeopatia il passo è breve. Nel 1918 lo troviamo al London Homeopatic Hospital, impegnato a studiare l’Organon di Hahneman e il suo concetto di “psora”, in cui riconosce la tossiemia intestinale da lui studiata. Su questa base, con la collaborazione del dottor Paterson, elabora sette nosodi, auto-vaccini ricavati dai batteri patogeni intestinali trattati omeopaticamente, che sono tuttora usati per la loro efficacia in numerose malattie croniche, come le cistiti batteriche ricorrenti che si ripresentano puntualmente dopo le terapie convenzionali a base di antibiotici.

I sette nosodi di Bach-Paterson

Sono una sorta di “vaccini autogeni” omeopatici, ricavati da colture microbiotiche devitalizzate preparate a partire dal tipo di batterio predominate nel soggetto malato, che vengono somministrate con una iniezione intramuscolare e arrivano a eradicare totalmente il disturbo. A provocare la cistite ad esempio, è di solito la migrazione verso le vie urinarie di batteri della flora intestinale come l’Escherichia coli o il Proteus e a innescarla può contribuire un’improvvisa caduta di difese dell’organismo, causata da stress, stanchezza fisica o anche solo dal freddo intenso. Anche la disbiosi può danneggiare la parete intestinale, lasciando filtrare sostanze tossiche nel sangue e generando squilibri a livello neurovegetativo e a livello immunitario, fino a dar luogo nel tempo patologie importanti.

I nosodi di Bach sono preparati a partire dai batteri:

  • Bacterius proteus
  • Bacterius dysentery
  • Bacterius Morgan
  • Bacterius Faekals alkalagenes
  • Bacterius Coli mutabile
  • Bacterius Gaertner
  • Bacterius Nº 7

I sette ceppi batterici corrispondono alle sette personalità costituzionali individuate da Bach e ai corrispondenti stati emotivi, comportamenti e tipo di personalità, e la loro somministrazione promuove un effetto molto profondo, stimolando immunologicamente il sistema immunitario ed eradicando definitivamente la batteriosi patologica. Per questo i Nosodi di Bach-Paterson, vengono ancora utilizzati in tutto il mondo in omeopatia ed omotossicologia.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Little known, Bach nosodes are very effective homeopathic remedies for intestinal disorders: when and how to take them.

If millions of people know Dr. Edward Bach as the Welsh doctor who invented flower therapy, very few know his brilliant career as a microbiologist, anatomo-pathologist and homeopath, and above all as the creator of intestinal nosodes, developed to counteract disorderly proliferation of bacteria that colonize the human intestine, giving rise to chronic and degenerative diseases. To obscure this important aspect of his career as a medical researcher was probably the celebrity achieved with the discovery of flower therapy, but Bach nosodides are still used successfully today by millions of people around the world for their extraordinary effectiveness.

Edward Bach’s bacteriological research

Early in his professional career, working as head of the emergency department at the University College London hospital, Bach realized that different patients with similar symptoms reacted differently to the same drug and that certain types of patients reacted in certain ways constant. Turning then to the department of bacteriology and immunology as an assistant, Bach focused on the connections between the bacterial strains of the human intestine, the consequent intoxications and the appearance of chronic diseases, coming to identify seven fundamental groups of bacilli, and seven human types, classified according to behavior, body attitudes, facial expression, mental characteristics, etc.

The transition to homeopathic medicine

From here to homeopathy the step is short. In 1918 we find him at the London Homeopatic Hospital, committed to studying Hahneman’s Organon and his concept of “psora”, in which he recognizes the intestinal toxemia he studied. On this basis, with the collaboration of Dr. Paterson, he elaborates seven nosodes, self-vaccines derived from homeopathic intestinal pathogenic bacteria, which are still used for their effectiveness in numerous chronic diseases, such as recurrent bacterial cystitis which recur punctually after the conventional antibiotic-based therapies.

The seven nosodes of Bach-Paterson

They are a sort of “autogenic vaccines” homeopathic, derived from devitalized microbiotic cultures prepared starting from the type of bacterium predominated in the sick subject, which are administered with an intramuscular injection and arrive to totally eradicate the disorder. To cause cystitis for example, it is usually the migration to the urinary tract of intestinal flora bacteria such as Escherichia coli or Proteus and to trigger it can contribute a sudden drop in the body’s defenses, caused by stress, physical fatigue or even only from intense cold. Dysbiosis can also damage the intestinal wall, leaving toxic substances in the blood and generating imbalances on the neurovegetative level and at the immune level, leading to major diseases over time. Bach nosodes are prepared from bacteria:

  • Bacterius proteus
  • Bacterius dysentery
  • Bacterius Morgan
  • Bacterius Faekals alkalagenes
  • Bacterius Coli changeable
  • Bacterius Gaertner
  • Bacterius Nº 7

The seven bacterial strains correspond to the seven constitutional personalities identified by Bach and the corresponding emotional states, behaviors and personality type, and their administration promotes a very profound effect, immunologically stimulating the immune system and definitively eradicating pathological bacteriosis. This is why Bach-Paterson’s Nosodes are still used throughout the world in homeopathy and homotoxicology.

SOURCE: Riza

L’astaxantina è uno dei più potenti antiossidanti del pianeta che risulta essere fino a 100 volte più efficace della vitamina E. Un composto rossobrillante che è presente in alcuni tipi di plancton, l’astaxantina è ciò che conferisce il caratteristico colore rosso-arancio al salmone e ai crostacei che se ne nutrono.

 

Oggi l’astaxantina è disponibile sottoforma di integratore per le sue proprietà terapeutiche dimostrate scientificamente e viene ricavata dalle microalghe Haematococcus pluvialis, Chlorella zofingiensis, Chlorococcum che ne sono ricche.

Astaxantina 5 Benefici

1. Ripara e protegge gli occhi. Come l’occhio che ha uno strato lipidico, l’astaxantina è liposolubile; nel senso che si integra facilmente in tessuti carichi di lipidi come l’occhio. La sua capacità unica di supportare gli occhi deriva dal fatto che è in grado di attraversare la barriera oculare. Questa barriera non è facilmente penetrabile da tutti i nutrienti, poiché la sua funzione principale è quella di proteggere questi organi vitali da sostanze estranee. Tuttavia, l’astaxantina passa facilmente e si accumula rapidamente per iniziare il suo straordinario lavoro sostenendo l’occhio e aiutando a prevenire ulteriori danni.

L’astaxantina, grazie al suo specifico potere antiossidante che agisce sulle membrane cellulari, può rallentenare e invertire la degenerazione degli occhi legata all’età. Migliora anche la vista riducendo l’abbagliamento e lo sfocamento. L’astaxantina ha 10 volte più potere antiossidante della Zeaxantina e Luteina che sono note per la loro azione positiva sulla vista.

L’astaxantina ci difende da un altro grande assalto ai tuoi occhi: la luce a spettro blu. Questa è usata in tutte le luci fluorescenti dall’ufficio al negozio di alimentari e dai monitor degli smartphone, computer e tablet. Praticamente ce l’abbiamo in faccia tutto il giorno ed è dimostrato che può danneggiare l’occhio oltre a disturbare il ciclo circadiano della ghiandola pineale con la melatonina. L’astaxantina si deposita negli occhi ed è in grado di assorbire la luce blu, proteggendo così le cellule dell’occhio dallo stress ossidativo.

2. Ringiovanisce la pelle. Negli studi su campioni di cellule umane, l’astaxantina protegge contro i danni del sole (raggi UVA) sulla pelle ovvero contrasta la riduzione di collagene, la formazione di rughe e dal rilassamento cutaneo (pelle flaccida). Quindi è ideale nella stagione estiva in cui constrata le scottature e i danni del sole. Ma non è ottima solo d’estate.

  • Diminuisce le rughe
  • Diminuisce la dimensione delle macchie dell’età
  • Migliora la ritenzione idrica
  • Migliore elasticità della pelle

In uno studio su animali, ha dimostrato di proteggere anche dal cancro alla pelle.

3. Protegge il cervello e il sistema nervoso. Gli studi dell’astaxantina sul cervello sono stati eseguiti solo su animali e modelli cellulari per ora e hanno dimostrato che:

  • Rallenta il declino cognitivo del cervello causato dall’invecchiamento
  • Aumenta il BDNF, il fattore di crescita che fa crescere nuove cellule cerebrali e aiuta a sopravvivere a quelle esistenti
  • Previene l’edema cerebrale dopo una lesione alla testa
  • Protegge le cellule cerebrali dai danni causati dalle tossine
  • Se assuna come pre-trattamento, riduce i danni cerebrali indotti dall’ictus
  • Migliora le prestazioni mentali dopo l’ictus
  • Migliorare il flusso sanguigno cerebrale e la memoria nei casi di demenza
  • Protegge le cellule neuronali dalla tossicità indotta dalle placche beta-amiloide, suggerendo che l’astaxantina può proteggere dal morbo di Alzheimer

4. Protegge il cuore. Il sistema cardiovascolare trae molto beneficio dagli antiossidanti. Lo stress ossidativo e l’infiammazione contribuiscono all’accumulo di placca nelle arterie e l’assunzione di astaxantina si è dimostrata ridurre entrambi questi problemi in studi in vitro e in vivo. In studi su animali, il pre-trattamento a base di astaxantina ha protetto il cuore dai danni da infarto. Uno studio clinico randomizzato condotto sull’uomo ha dimostrato che abbassa i trigliceridi e alza il colesterolo HDL. Un altro studio sull’uomo su pazienti in sovrappeso ha dimostrato che l’assunzione di astaxantina riduce il colesterolo LDL e i marcatori di stress ossidativo. In sintesi l’astaxantina:

  • Migliora il flusso sanguigno
  • Diminuisce la pressione sanguigna
  • Protegge dalla coagulazione del sangue
  • Riduce i valori di trigliceridi e colesterolo LDL
  • Alza il colesterolo HDL
  • Migliora la conta lipidica
  • Diminuisce lo stress ossidativo

5. Fornisce energia e vitalità. L’astaxantina sostiene i mitocondri, ovvero le “microscopiche centrali elettriche” presenti in ciascuna delle tue cellule. Producono energia cellulare (ATP), la forma che le cellule usano per alimentare ogni processo che il tuo corpo esegue. Tutto ciò che aiuta i mitocondri aumenterà la tua energia complessiva a livello cellulare. E’ dimostrato che l’astaxantina migliora la produzione complessiva di energia mitocondriale, migliorando quindi tutte le funzioni del corpo.

L’astaxantina non solo aiuta i mitocondri a funzionare meglio, ma li protegge anche. L’astaxantina rinforza le membrane cellulari, bloccando i radicali liberi dannosi. Se le specie reattive dell’ossigeno attraversano la membrana, l’astaxantina continua a proteggere i mitocondri riducendo lo stress ossidativo.

Controindicazioni

Attualmente, non esistono prove dirette che dimostrino il danno derivante dall’uso dell’astaxantina nell’uomo o negli animali.

Dosaggio

Risultati benefici si sono ottenuti in studi con dosi da 2mg fino a 12mg al giorno. Per i maggiori benefici terapeutici si consiglia 12mg al giorno.

Attualmente, negli studi sulla tossicità condotti sui topi non è stata riscontrata alcuna tossicità anche dosi molto elevate (oltre 500 mg per kg di peso corporeo).

Come assumere l’astaxantina

L’astaxantina è contenuta nel salmone e nei crostacei. Il salmone selvaggio può contenere fino a 26-38 mg di astaxantina per kg di peso, mentre i salmoni d’allevamento (quelli che si trovano al supermercato) hanno solo 6-8 mg di astaxantina per kg di peso.

Quindi per ottenere un dosaggio terapeutico di astaxantina si consiglia di assumere un integratore specifico.

Quando assumere l’astaxantina

Essendo liposolubile, l’astaxantina si assorbe meglio insieme ai pasti principali.

Testimonianze

Questi commenti riportati di seguito sono recensioni di persone che hanno assunto l’astaxantina e hanno lasciato una recensione online al prodotto.

“Mia madre, mio ​​marito e io stiamo prendendo l’astaxantina da 3 settimane ormai. Abbiamo sentito tutti una notevole differenza dopo solo una settimana di utilizzo. Affaticamento degli occhi diminuito. Gli occhi asciutti sono significativamente diminuiti.”

 

“Ho iniziato a prenderla come una protezione solare naturale per proteggere la mia pelle dalle scottature solari facili e funziona assolutamente. Brucio ancora se trascorro mezza giornata o più sotto il sole diretto dell’Alabama con zero crema solare ma è molto mite e il giorno successivo si è già trasformato in un’abbronzatura. In periodi relativamente più brevi di esposizione al sole, la mia pelle non brucia più, diventa semplicemente marrone. E dura molto più a lungo perché non c’è alcun peeling da una grave ustione iniziale. Un tale miglioramento rispetto alle mie solite tendenze di scottature solari!”

 

“Antiossidante super potente di alta qualità. Vera astaxantina dalle alghe e non roba sintetica economica. Ciò ha incredibili benefici antinfiammatori naturali. La mia pelle non è più secca come una volta e il mio dolore da artrite alle dita e al collo è quasi sparito. È una vera centrale elettrica con cui la natura ci ha benedetto, con numerosi benefici in tutto il corpo. Sono così felice di aver scoperto l’astaxantina.”

 

“La mia pelle è più chiara, le mie macchie scure sono più piccole e MOLTO più chiare, i miei pori sono più piccoli e in generale ho solo un aspetto più giovane e riposato. LA ADORO!!!!”

 

“Volevo provare l’astaxantina per alcuni problemi di salute. Credo che mi abbia aiutato con l’infiammazione e con i miei occhi. La mia infiammazione è stata molto più gestibile, il che significa che il mio corpo soffre molto MOLTO meno. Ho gli occhi asciutti cronici e durante l’assunzione ho notato che non dovevo usare i miei colliri durante il giorno.”

Domande

Per quanto tempo assumere l’astaxantina? La maggior parte degli studi ha osservato benefici nell’arco di 6-8 settimane.

L’astaxantina è sicura? Sono stati condotti almeno otto studi clinici su oltre 180 persone usando astaxantina per valutarne la sicurezza, la biodisponibilità e gli aspetti clinici relativi allo stress ossidativo, all’infiammazione o al sistema cardiovascolare. Non sono stati segnalati esiti avversi.

Sono allergica ai crostacei, posso assumere l’astaxantina? Alcuni integratori sono ricavati dai plancton, e non dai crostacei, quindi possono essere assunti senza problemi.

Assumere astaxantina è uno dei modi più semplici per rafforzare gli occhi, la pelle, il cervello e per energizzare ogni cellula del tuo corpo.

Riferimenti

1. Effect of Multiple Dietary Supplement Containing Lutein, Astaxanthin, Cyanidin-3-Glucoside, and DHA on Accommodative Ability

2. Effect of lutein and zeaxanthin on macular pigment and visual function in patients with early age-related macular degeneration.

3. Transport and retinal capture of lutein and zeaxanthin with reference to age-related macular degeneration.

4. Astaxanthin attenuates the UVA-induced up-regulation of matrix-metalloproteinase-1 and skin fibroblast elastase in human dermal fibroblasts.

5. Cosmetic benefits of astaxanthin on humans subjects.

6. Effective inhibition of skin cancer, tyrosinase, and antioxidative properties by astaxanthin and astaxanthin esters from the green alga Haematococcus pluvialis.

7. Astaxanthin alleviates brain aging in rats by attenuating oxidative stress and increasing BDNF levels.

8. Astaxanthin alleviates cerebral edema by modulating NKCC1 and AQP4 expression after traumatic brain injury in mice.

9. Astaxanthin Protects Primary Hippocampal Neurons against Noxious Effects of Aβ-Oligomers

10. Astaxanthin upregulates heme oxygenase-1 expression through ERK1/2 pathway and its protective effect against beta-amyloid-induced cytotoxicity in SH-SY5Y cells.

11. Antihypertensive and neuroprotective effects of astaxanthin in experimental animals.

12. Neuroprotective effect of astaxanthin on H(2)O(2)-induced neurotoxicity in vitro and on focal cerebral ischemia in vivo.

13. Administration of natural astaxanthin increases serum HDL-cholesterol and adiponectin in subjects with mild hyperlipidemia.

14. Positive Effects of Astaxanthin on Lipid Profiles and Oxidative Stress in Overweight Subjects

15. Efficacy and safety of eight-week treatment with astaxanthin in individuals screened for increased oxidative stress burden

16. Astaxanthin protects mitochondrial redox state and functional integrity against oxidative stress.

 

FONTE: Dionidream (Riccardo Lautizi)

 

(ENGLISH VERSION)

Astaxanthin is one of the most powerful antioxidants on the planet which is up to 100 times more effective than vitamin E. A blush-red compound that is present in some types of plankton, astaxanthin is what gives the characteristic red-orange color to salmon and shellfish that eat it.

Today astaxanthin is available as a supplement for its scientifically proven therapeutic properties and is derived from the microalgae Haematococcus pluvialis, Chlorella zofingiensis, Chlorococcum which are rich in it.

Astaxanthin 5 Benefits

1. Repair and protect eyes. Like the eye that has a lipid layer, astaxanthin is fat-soluble; in the sense that it is easily integrated into lipid-laden tissues like the eye. Its unique ability to support the eyes comes from the fact that it is able to cross the eye barrier. This barrier is not easily penetrated by all nutrients, since its main function is to protect these vital organs from foreign substances. However, astaxanthin passes easily and rapidly accumulates to begin its extraordinary work by supporting the eye and helping to prevent further damage.

Astaxanthin, thanks to its specific antioxidant power that acts on cell membranes, can slow down and reverse age-related eye degeneration. It also improves vision by reducing glare and blur. Astaxanthin has 10 times more antioxidant power than Zeaxanthin and Lutein which are known for their positive action on vision.

Astaxanthin defends us from another great assault on your eyes: blue spectrum light. This is used in all fluorescent lights from the office to the grocery store and from smartphone monitors, computers and tablets. Practically we have it in our face all day and it has been shown that it can damage the eye as well as disturbing the circadian cycle of the pineal gland with melatonin. Astaxanthin is deposited in the eye and is able to absorb blue light, thus protecting the eye cells from oxidative stress.

2. Rejuvenates the skin. In studies on samples of human cells, astaxanthin protects against sun damage (UVA rays) on the skin or counteracts the reduction of collagen, the formation of wrinkles and sagging skin (loose skin). So it is ideal in the summer season when it burns sunburn and damage to the sun. But it’s not great only in summer.

Reduces wrinkles
Decreases the size of age spots
Improves water retention
Better skin elasticity
In an animal study, it was shown to also protect from skin cancer.

3. It protects the brain and the nervous system. Studies of astaxanthin in the brain have only been performed on animals and cellular models for now and have shown that:

Slow down the cognitive decline of the brain caused by aging
BDNF increases, the growth factor that makes new brain cells grow and helps them survive existing ones
Prevents cerebral edema after a head injury
Protects brain cells from damage caused by toxins
If it is given as a pre-treatment, it reduces stroke-induced brain damage
Improves mental performance after stroke
Improve cerebral blood flow and memory in dementia cases
It protects neuronal cells from toxicity induced by beta-amyloid plaques, suggesting that astaxanthin may protect against Alzheimer’s disease

4. Protects the heart. The cardiovascular system benefits greatly from antioxidants. Oxidative stress and inflammation contribute to plaque accumulation in the arteries and astaxanthin intake has been shown to reduce both of these problems in in vitro and in vivo studies. In animal studies, astaxanthin-based pre-treatment protected the heart from heart attack. A randomized clinical trial in humans has shown that it lowers triglycerides and raises HDL cholesterol. Another study on humans in overweight patients showed that astaxanthin intake reduces LDL cholesterol and markers of oxidative stress. In short, astaxanthin:

Improves blood flow
Decreases blood pressure
Protects against blood clotting
Reduces triglyceride and LDL cholesterol levels
Raises HDL cholesterol
Improves lipid count
Decreases oxidative stress

5. Provides energy and vitality. Astaxanthin supports the mitochondria, or the “microscopic power plants” present in each of your cells. They produce cellular energy (ATP), the form that cells use to fuel every process your body performs. Anything that helps mitochondria will increase your overall energy on a cellular level. Astaxanthin has been shown to improve overall mitochondrial energy production, thereby improving all body functions.

Astaxanthin not only helps mitochondria function better, but also protects them. Astaxanthin strengthens cell membranes, blocking harmful free radicals. If reactive oxygen species cross the membrane, astaxanthin continues to protect the mitochondria by reducing oxidative stress.

Contraindications

Currently, there is no direct evidence showing the damage resulting from the use of astaxanthin in humans or animals.

dosage

Beneficial results were obtained in studies with doses of 2mg up to 12mg per day. For the greater therapeutic benefits we recommend 12mg a day.

Currently, in toxicity studies conducted on mice no toxicity was found even very high doses (over 500 mg per kg of body weight).

How to take astaxanthin

Astaxanthin is contained in salmon and shellfish. Wild salmon can contain up to 26-38 mg of astaxanthin per kg of weight, while farmed salmon (those found in the supermarket) have only 6-8 mg of astaxanthin per kg of weight.

Therefore to obtain a therapeutic dosage of astaxanthin it is recommended to take a specific supplement.

When to take astaxanthin

Being fat-soluble, astaxanthin is better absorbed together with the main meals.

Testimonials

These comments below are reviews of people who took astaxanthin and left an online review of the product.

“My mother, my husband and I have been taking astaxanthin for 3 weeks now. We all heard a noticeable difference after only a week of use. Reduced eye strain. Dry eyes are significantly diminished. “

“I started taking it as a natural sunscreen to protect my skin from easy sunburn and it absolutely works. I still burn if I spend half a day or more under the direct sun of Alabama with zero sun cream but it is very mild and the next day has already turned into a tan. In relatively shorter periods of sun exposure, my skin no longer burns, it simply turns brown. And it lasts much longer because there is no peeling from a severe initial burn. Such an improvement compared to my usual sunburn trends! “

“High quality super powerful antioxidant. Real astaxanthin from algae and not synthetic economic stuff. This has incredible natural anti-inflammatory benefits. My skin is not as dry as it used to be and my arthritis pain in my fingers and neck is almost gone. It is a true power plant with which nature has blessed us, with numerous benefits throughout the body. I’m so happy to have discovered astaxanthin. “

“My skin is lighter, my dark spots are smaller and VERY lighter, my pores are smaller and in general I only look younger and more rested. I LOVE IT!!!!”

“I wanted to try astaxanthin for some health problems. I believe he helped me with inflammation and with my eyes. My inflammation has been much more manageable, which means that my body suffers a lot MUCH less. I have chronic dry eyes and during the hiring I noticed that I didn’t have to use my eye drops during the day. “

Questions

How long to take astaxanthin? Most studies have observed benefits over 6-8 weeks.

Is astaxanthin safe? At least eight clinical studies have been conducted on over 180 people using astaxanthin to assess its safety, bioavailability and clinical aspects related to oxidative stress, inflammation or the cardiovascular system. No adverse outcomes have been reported.

I’m allergic to shellfish, can I take astaxanthin? The supplement that I recommend (click here) is derived from plankton, and not from crustaceans, so problems can be assumed.

Taking astaxanthin is one of the easiest ways to strengthen your eyes, skin, brain and energize every cell in your body.

 

Sources

1. Effect of Multiple Dietary Supplement Containing Lutein, Astaxanthin, Cyanidin-3-Glucoside, and DHA on Accommodative Ability

2. Effect of lutein and zeaxanthin on macular pigment and visual function in patients with early age-related macular degeneration.

3. Transport and retinal capture of lutein and zeaxanthin with reference to age-related macular degeneration.

4. Astaxanthin attenuates the UVA-induced up-regulation of matrix-metalloproteinase-1 and skin fibroblast elastase in human dermal fibroblasts.

5. Cosmetic benefits of astaxanthin on humans subjects.

6. Effective inhibition of skin cancer, tyrosinase, and antioxidative properties by astaxanthin and astaxanthin esters from the green alga Haematococcus pluvialis.

7. Astaxanthin alleviates brain aging in rats by attenuating oxidative stress and increasing BDNF levels.

8. Astaxanthin alleviates cerebral edema by modulating NKCC1 and AQP4 expression after traumatic brain injury in mice.

9. Astaxanthin Protects Primary Hippocampal Neurons against Noxious Effects of Aβ-Oligomers

10. Astaxanthin upregulates heme oxygenase-1 expression through ERK1/2 pathway and its protective effect against beta-amyloid-induced cytotoxicity in SH-SY5Y cells.

11. Antihypertensive and neuroprotective effects of astaxanthin in experimental animals.

12. Neuroprotective effect of astaxanthin on H(2)O(2)-induced neurotoxicity in vitro and on focal cerebral ischemia in vivo.

13. Administration of natural astaxanthin increases serum HDL-cholesterol and adiponectin in subjects with mild hyperlipidemia.

14. Positive Effects of Astaxanthin on Lipid Profiles and Oxidative Stress in Overweight Subjects

15. Efficacy and safety of eight-week treatment with astaxanthin in individuals screened for increased oxidative stress burden

16. Astaxanthin protects mitochondrial redox state and functional integrity against oxidative stress.

 

SOURCE: Dionidream (Riccardo Lautizi)

Questo fiore australiano è perfetto per superare contratture muscolari e dolori assai frequenti in inverno : scopri come assumerlo facilmente.

 

C’è una piccola pianta tipica dell’Australia centrale, che cresce in zone aride lungo le rive di fiumi e torrenti secchi. Quando arrivano le piogge invernali, questa pianta, nota come Senecio magnificus “esplode” in una meravigliosa e fitta fioritura di corolle giallo-oro. Con questi fiori si prepara Tall Yellow Top, un rimedio australiano dalla carica energetica gioiosa e vitalizzante, molto utile alle persone tristi, demoralizzate, che vivono sentimenti di solitudine, emarginazione e isolamento. Ma esiste una connessione fra tono dell’umore e muscolatura? Sembra sorprendente, ma è proprio così!

Quando le contratture muscolari dipendono dall’umore

La psicosomatica lo afferma da sempre: a livello fisico, questi stati emotivi sono spesso accompagnati da tensioni muscolari, rigidità e dolori al collo e alla nuca, o recidive di artrosi cervicale, particolarmente frequenti in queste fredde giornate invernali. Chi è triste è spesso “sulla difensiva”, quindi inconsapevolmente contratto, come dovesse prepararsi a “parare un colpo”: l’essenza di Tall Yellow Top aiuta a “scaldare” le articolazioni e il cuore, restituendo allegria e gioia di vivere. Inoltre, scioglie le barriere e le rigidità fisiche e psichiche, favorendo i rapporti umani e la connessione con gli altri e quindi, indirettamente, un atteggiamento corporeo più fluido e meno contratto, a tutto vantaggio della salute dei muscoli.

Usa Tall Yellow Top in caso di artrosi e mal di schiena

Tall Yellow Top è consigliato a chi soffre di problemi alla schiena,

  • disallineamento vertebrale,
  • dolori alle anche e al bacino e
  • tendenza a una postura squilibrata.

In questi casi il rimedio può essere massaggiato localmente sulle zone dolenti, dopo averne emulsionato 7 gocce in mezza tazzina di crema neutra.

Uniscilo a un fango caldo

Se soffri di lombalgie e artrosi cervicale, prepara un “fango” arricchito con Tall Yellow Top. Versa in una ciotola 4 cucchiai di argilla, aggiungi acqua calda fino a ottenere un composto denso e unisci 10 gocce del rimedio. Applica il fango sulle zone da trattare, copri con pellicola trasparente e lascia in posa 20 minuti.

Come si assume Tall Yellow Top

Versa 7 gocce del rimedio in una boccetta di vetro scuro da 30 ml. Aggiungi 2 cucchiaini di brandy e riempi con acqua minerale naturale. Assumi 7 gocce mattina e sera, per almeno 3 settimane.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

This Australian flower is perfect for overcoming muscle contractions and very frequent pains in winter: find out how to take it easily.

There is a small plant typical of central Australia, which grows in arid areas along the banks of dry rivers and streams. When the winter rains arrive, this plant, known as Senecio magnificus “explodes” in a wonderful and dense flowering of yellow-gold corollas. With these flowers, Tall Yellow Top is prepared, an Australian remedy with a joyful and vitalizing energetic charge, very useful for sad, demoralized people who experience feelings of loneliness, marginalization and isolation. But is there a connection between mood and muscle? It sounds surprising, but that’s it!

When muscle contractions depend on mood

Psychosomatics has always affirmed it: on a physical level, these emotional states are often accompanied by muscular tensions, stiffness and neck and neck pain, or recurrences of cervical arthrosis, particularly frequent on these cold winter days. Who is sad is often “on the defensive”, therefore unknowingly contracted, as if he were preparing to “parry a blow”: the essence of Tall Yellow Top helps to “warm up” the joints and the heart, restoring joy and joy of life. Furthermore, it dissolves physical and mental barriers and rigidities, favoring human relationships and connection with others and therefore, indirectly, a more fluid and less contracted body attitude, to the benefit of muscle health.

Use Tall Yellow Top in case of osteoarthritis and back pain

Tall Yellow Top is recommended for those suffering from back problems, vertebral misalignment, pain in the hips and pelvis and a tendency to an unbalanced posture. In these cases the remedy can be massaged locally on the painful areas, after having emulsified 7 drops in half a cup of neutral cream.

Combine it with a warm mud

If you suffer from lumbago and cervical arthrosis, prepare a “mud” enriched with Tall Yellow Top. Pour 4 tablespoons of clay into a bowl, add hot water until you obtain a thick mixture and add 10 drops of the remedy. Apply the mud on the areas to be treated, cover with transparent film and leave on for 20 minutes.

How to take Tall Yellow Top

Pour 7 drops of the remedy in a 30 ml dark glass bottle. Add 2 teaspoons of brandy and fill with natural mineral water. Take 7 drops morning and evening for at least 3 weeks.

SOURCE: Riza

È un lassativo se mangiato molto maturo. Diuretico, invece, quando è acerbo. Ottimo per bambini e atleti, specie a colazione, per i suoi effetti energizzanti. Funziona come anti-influenzale. Una sola controindicazione: sconsigliato per chi soffre di diabete.

 

PROPRIETÀ DEI CACHI

Nel pieno della stagione dei cachi, la “mela d’Oriente” secondo la definizione letteraria per la sua origine prima in Cina e poi in Giappone, dove è conosciuto come Loto (il frutto) e Albero della Pace (la pianta), vale la pena fare un punto su quanto possa essere utile per la nostra salute e per le nostre giornate questo tipico frutto autunnale. Un frutto che, tra l’altro, possiamo usare molto, e con diverse declinazioni, in cucina. Lassativo, diuretico, energizzante e ricco di vitamine, betacarotene e sali minerali come il potassio, il fosforo e il magnesio: il cachi, o kaki, protegge e depura il fegato, uno degli organi più delicati del nostro corpo.

BENEFICI DEI CACHI

L’albero è originario della zona centrale della Cina e il termine “cachi” altro non è che una formula abbreviata del giapponese kaki noki. Una varietà molto diffusa è anche quella del cachi vaniglia simile alla mela per forma e consistenza, la polpa infatti si taglia a fette, ma dal sapore tipico del cachi.

Un etto di questo frutto, con buccia giallo arancio, fornisce 65 calorie ed è composto per l’80 per cento di acqua e fino al 18 per cento di zuccheri con tracce di proteine e grassi, mentre presenta circa un 2,5 di fibre.

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PROPRIETÀ E BENEFICI DEI CACHI

Il cachi contiene inoltre un’elevata quantità di sali minerali, soprattutto potassio, calcio, fosforo e vitamine A, C e B. Essendo ricco di vitamine e betacarotene, il cachi apporta al nostro organismo anche un buon quantitativo di antiossidanti in grado di svolgere un’azione preventiva nei confronti dei tumori.

Un frutto altamente energetico, raccomandato soprattutto in caso di inappetenza e per chi pratica sport regolarmente, il cachi è però un frutto sconsigliato in caso di diabete a causa dell’alto indice glicemico che provoca un innalzamento repentino della glicemia.

CACHI: DIABETE E OBESITÁ

Da evitare o mangiare con moderazione anche in caso di sovrappeso e obesità a causa dell’elevato contenuto calorico.

EFFETTI BENEFICI DEI CACHI

Ma vediamo nel dettaglio quali sono le qualità terapeutiche dei cachi:

  • Rafforza il sistema immunitario. Come già detto, il cachi contiene vitamina C in grado di rafforzare il nostro sistema immunitario, un alimento da portare quindi in tavola spesso soprattutto durante il periodo del cambio di stagione per proteggerci dai malanni tipici della stagione autunnale. 
  • Previene le malattie cardiovascolari. E non solo: il cachi favorisce anche l’assorbimento del ferro.
  • Un ottimo lassativo. Agendo direttamente sul fegato e sull’intestino, il cachi è un naturale lassativo grazie ai tannini e alle fibre presenti nella sua polpa. Con una raccomandazione per beneficare di questa funzione: va mangiato maturo.
  • Diuretico. Per questa funzione invece il frutto va mangiato a colazione e acerbo. In queste condizioni diventa un ottimo diuretico grazie al contenuto di potassio.
  • Energizzante. Il cachi è considerato un frutto ideale per i bambini, gli sportivi e gli astenici poiché ha ottime capacità energizzanti, grazie agli zuccheri che contiene.

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COME UTILIZZARE I CACHI IN CUCINA

Ottimo da gustare così com’è, perfetto per concludere il pranzo al posto del dessert, il cachi è un ingrediente perfetto anche per la preparazione di tante gustose ricette dolci e salate, eccone alcune:

COME CONSERVARE I CACHI

Potete conservare i cachi in frigorifero per qualche giorno se non eccessivamente maturi oppure all’esterno, in un luogo fresco e al riparo da fonti di calore se ancora acerbi. In questo caso, per favorirne la maturazione, riponeteli in un cestino di vimini o in una cassetta e poi collocatevi all’interno anche qualche mela: dopo qualche giorno risulteranno maturi.

MASCHERA VISO CON CACHI

Grazie all’elevato contenuto di vitamine e sali minerali, i cachi non solo sono un vero e proprio toccasana per la nostra salute ma anche per la nostra bellezza: hanno infatti numerosi effetti benefici per pelle e capelli.

Utilizzate ad esempio la polpa del cachi come maschera di bellezza per ringiovanire la pelle del viso: vi basterà lasciarla in posa per 5-10 minuti per permettere alla pelle di assorbirne tutte le proprietà benefiche. Per un effetto antirughe, aggiungete anche qualche goccia di olio di semi di lino.

 

FONTE: Nonsprecare

 

(ENGLISH VERSION)

It is a laxative if eaten very mature. Diuretic, instead, when it is unripe. Great for children and athletes, especially at breakfast, for its energizing effects. It works as an anti-flu. One contraindication: not recommended for those suffering from diabetes.

PROPERTY OF PERSIMMON

At the height of the persimmon season, the “apple of the East” according to the literary definition for its origin first in China and then in Japan, where it is known as Lotus (the fruit) and Tree of Peace (the plant), is worth the worth making a point on how useful this typical autumn fruit can be for our health and for our days. A fruit that, among other things, we can use a lot, and with different variations, in the kitchen. Laxative, diuretic, energizing and rich in vitamins, beta-carotene and mineral salts such as potassium, phosphorus and magnesium: persimmon, or khaki, protects and purifies the liver, one of the most delicate organs of our body.

BENEFITS OF PERSIMMON

The tree is native to the central area of ​​China and the term “persimmon” is nothing but an abbreviated formula of the Japanese kaki noki. A very widespread variety is also that of persimmon vanilla similar to apple in shape and consistency, in fact the pulp is cut into slices, but with the typical taste of persimmon.

One pound of this fruit, with an orange-yellow peel, provides 65 calories and is made up of 80 per cent of water and up to 18 per cent of sugars with traces of protein and fat, while it has about 2.5% of fiber.

PROPERTIES AND BENEFITS OF PERSIMMON

The persimmon also contains a high amount of mineral salts, especially potassium, calcium, phosphorus and vitamins A, C and B. Being rich in vitamins and beta-carotene, the persimmon also provides our body with a good amount of antioxidants capable of performing a preventive action against tumors.

A highly energetic fruit, recommended especially in case of lack of appetite and for those who practice sport regularly, however, the persimmon is a fruit advised against in the case of diabetes due to the high glycemic index which causes a sudden rise in blood sugar.

PERSIMMON: DIABETES AND OBESITY

Avoid or eat in moderation even in the case of overweight and obesity due to the high calorie content.

BENEFICIAL EFFECTS OF PERSIMMON

But let’s see in detail what are the therapeutic qualities of the persimmons:

Strengthens the immune system. As already mentioned, the persimmon contains vitamin C able to strengthen our immune system, a food to be brought to the table often especially during the season changeover period to protect us from the ailments typical of the autumn season.
Prevents cardiovascular diseases. And not only: the persimmon also favors the absorption of iron.
An excellent laxative. Acting directly on the liver and intestines, the persimmon is a natural laxative thanks to the tannins and fibers present in its pulp. With a recommendation to benefit from this function: it should be eaten ripe.
Diuretic. For this function instead the fruit should be eaten at breakfast and unripe. In these conditions it becomes an excellent diuretic thanks to the potassium content.
Energizing. The persimmon is considered an ideal fruit for children, sportsmen and asthenic because it has excellent energizing abilities, thanks to the sugars it contains.

HOW TO USE PERSIMMON IN THE KITCHEN

Excellent to taste as it is, perfect to end lunch instead of dessert, persimmon is a perfect ingredient also for the preparation of many tasty sweet and savory recipes, here are some:

Risotto recipe with persimmons
Jam recipe with persimmons
Tart recipe with persimmons
DIY candy recipe with persimmons

HOW TO STORE THE PERSIMMON

You can keep the persimmons in the refrigerator for a few days if not excessively mature or outside, in a cool place away from heat sources if still immature. In this case, to help them ripen, place them in a wicker basket or in a box and then place some apples inside them: after a few days they will be ripe.

FACE MASK WITH PERSIMMON

Thanks to the high content of vitamins and mineral salts, the persimmons are not only a real cure for our health but also for our beauty: in fact they have numerous beneficial effects for skin and hair.

For example, use the persimmon pulp as a beauty mask to rejuvenate the skin of the face: just leave it on for 5-10 minutes to allow the skin to absorb all its beneficial properties. For an anti-wrinkle effect, also add a few drops of linseed oil.

 

SOURCE: Nonsprecare

 

Sono “più sprecone” le famiglie con poche persone e quelle “giovani” che buttano via soprattutto verdure, frutta e pane.

 

La maggior parte delle famiglie – nonostante le buone intenzioni – spreca ogni giorno tanto cibo. Il tema torna alla ribalta oggi che si celebra la Giornata mondiale della nutrizione che precede la Giornata nazionale della dieta mediterranea. A fotografare il fenomeno facendo anche una sorta di identikit degli “spreconi” è un’indagine condotta dall’Osservatorio sulle eccedenze, recuperi e sprechi alimentari del CREA presentata oggi in occasione della II edizione della giornata della nutrizione, Nutrinformarsi: lo spreco nel piatto.

I giovani sprecano di più

L’ indagine ha raccolto dati provenienti da diversi paesi europei (Olanda, Spagna, Germania e Ungheria) coinvolgendo 1.142 famiglie rappresentative della popolazione italiana. Il 77% delle famiglie ha gettato via del cibo nella settimana precedente all’indagine, percentuale che si riduce con l’aumentare dell’età del responsabile acquisti, con il diminuire del reddito e in famiglie che vivono al sud e isole.

Lo spreco maggiore si è riscontrato nelle famiglie monocomponenti e nei segmenti di età più giovane. I prodotti alimentari più sprecati sono verdura, frutta fresca e pane, seguiti da pasta, patate, uova, budini, derivati del latte (yogurt, formaggi), per un totale in media di 370 g/settimana/famiglia. Il dato italiano sullo spreco alimentare è allineato con quello olandese (365 g/settimana) e molto inferiore a quello spagnolo (534 g/settimana), tedesco (534 g/settimana) e ungherese (464 g/settimana).

Quant’è sana e sostenibile la dieta mediterranea

E in vista della Giornata nazionale della Dieta mediterranea, anche l’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market / SWG ha diffuso dei dati su come questo regime alimentare, dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’Umanità nel 2010, possa contribuire a ridurre gli sprechi. Dall’indagine emerge che 1 italiano su 3 (33%) dichiara di praticarla nel quotidiano e 1 italiano su 2 (52%) almeno “parzialmente”, per un totale di 85% di cittadini che hanno presente il significato del “mangiare mediterraneo” e improntano, del tutto in parte, la loro alimentazione ai parametri di questa dieta.

“Aspetto decisamente rilevante per il monitoraggio sull’evoluzione delle abitudini alimentari degli italiani – commenta l’agroeconomista Andrea Segre’, fondatore di Last Minute Market e della campagna Spreco Zero – e’ quello legato alle scelte nutrizionali: i dati Waste Watcher evidenziano che 1 italiano su 3 (29%) ha ridotto il consumo di carne, mentre il 39% dei cittadini ha aumentato il consumo di verdura e legumi o abbracciato le regole del regime nutrizionale mediterraneo”.

La Dieta Mediterranea si dimostra anche un prezioso alleato nella prevenzione/riduzione dello spreco alimentare secondo il 64% degli italiani. Secondo il 26% aiuta a ridurre del tutto gli sprechi e per il 38% parzialmente.

“Del resto – conclude Segre? – i nostri studi dimostrano che il modello agro-nutrizionale mediterraneo ha un impatto ambientale assai ridotto: il consumo di acqua è  pari a 1.700 metri cubi procapite rispetto ai 2.700 del modello anglosassone, il che dimostra la sostenibilità della Dieta Mediterranea, sia dal punto vista della produzione che del consumo”.

Dalla Cina (e non solo) a scuola di Dieta Mediterranea

La nostra dieta mediterranea fa proseliti anche all’estero e persino in paesi molto distanti dalla nostra tradizione alimentare. Infatti, di recente un gruppo selezionato di giovani ricercatori e operatori di area nutrizionale provenienti da Cina, Spagna, Olanda e Italia si è recato in Cilento, nei luoghi dove il fisiologo nutrizionista americano Ancel Keys ha studiato e “scoperto” la Dieta Mediterranea, per acquisire le conoscenze indispensabili sul modello di alimentazione globale più salutare, sicuro e sostenibile al mondo. L’occasione è arrivata dal 2° Ancel Keys International Seminar on Mediterranean Diet and Sustainable Dietary Models, promosso dalla Società Italiana di Nutrizione Umana in sinergia con l’Università di Napoli Federico II, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II e l’Istituto di Scienza dell’Alimentazione del CNR di Avellino.
“Purtroppo – sottolinea Pasquale Strazzullo, docente dell’Università Federico II di Napoli e Presidente della Società Italiana di Nutrizione Umana – a dispetto dei vantaggi ampiamente riconosciuti per la salute umana e per l’ambiente, le abitudini alimentari delle popolazioni mediterranee si sono gradualmente modificate negli ultimi cinquant’anni, allontanandosi in misura preoccupante dal modello tradizionale, a causa del crescente consumo di prodotti animali e della riduzione dell’uso di prodotti vegetali, con conseguente maggiore assunzione di grassi saturi e proteine animali in sostituzione di proteine vegetali e grassi, cereali integrali e fibre alimentari”.
FONTE: Salute di Repubblica (Irma D’Aria)
(ENGLISH VERSION)

Families with few people and those “young” who throw away mainly vegetables, fruit and bread are “more wasteful”.

Most families – despite good intentions – waste so much food every day. The theme returns to the fore today as it celebrates World Nutrition Day that precedes the National Day of the Mediterranean Diet. To photograph the phenomenon also making a sort of identikit of the “wasteful” is a survey conducted by the Observatory on food surpluses, recoveries and waste of CREA presented today on the occasion of the II edition of the nutrition day, Nutrinformarsi: the waste in the dish.

Young people waste more

The survey collected data from different European countries (Holland, Spain, Germany and Hungary) involving 1,142 families representing the Italian population. 77% of families threw away food in the week prior to the survey, a percentage that decreases with the age of the purchasing manager, as income decreases and families living in the south and islands.

The greatest waste was found in single-component families and in the younger age segments. The most wasted food products are vegetables, fresh fruit and bread, followed by pasta, potatoes, eggs, puddings, milk by-products (yogurt, cheese), for a total of 370 g / week / family. The Italian data on food waste is aligned with the Dutch one (365 g / week) and much lower than the Spanish one (534 g / week), German (534 g / week) and Hungarian (464 g / week).

How healthy and sustainable is the Mediterranean diet

And in view of the National Mediterranean Diet Day, the Last Minute Market / SWG Observatory Waste Watcher also released data on how this food regime, declared by UNESCO as a World Heritage Site in 2010, can help reduce waste. The survey shows that 1 Italian out of 3 (33%) declares that he practices it in everyday life and 1 Italian out of 2 (52%) at least “partially”, for a total of 85% of citizens who have the meaning of “Mediterranean eating” and they shape their diet entirely in accordance with the parameters of this diet. “Definitely important aspect for monitoring the evolution of Italian eating habits – commented the agro-economist Andrea Segre?, Founder of Last Minute Market and of the Zero Waste campaign – and? that related to nutritional choices: the Waste Watcher data show that 1 Italian out of 3 (29%) reduced meat consumption, while 39% of citizens increased consumption of vegetables and legumes or embraced the rules of the Mediterranean nutritional regime ” .

The Mediterranean Diet is also a valuable ally in the prevention / reduction of food waste according to 64% of Italians. According to 26% it helps to reduce waste entirely and for 38% partially. “After all – concludes Segre? – our studies show that the Mediterranean agro-nutritional model has a very reduced environmental impact: water consumption and? equal to 1,700 cubic meters per capita compared to 2,700 of the Anglo-Saxon model, which demonstrates sustainability? of the Mediterranean Diet, both from the point of view of production and consumption “.

From China (and beyond) to the school of the Mediterranean Diet

Our Mediterranean diet is also popular abroad and even in countries far removed from our food tradition. In fact, recently a selected group of young researchers and nutritional area operators from China, Spain, Holland and Italy went to Cilento, to places where the American nutritionist physiologist Ancel Keys studied and “discovered” the Mediterranean Diet, for acquire the essential knowledge on the world’s healthiest, safest and most sustainable global nutrition model. The occasion came from the 2nd Ancel Keys International Seminar on Mediterranean Diet and Sustainable Dietary Models, promoted by the Italian Society of Human Nutrition in synergy with the University of Naples Federico II, the University Hospital Federico II and the Institute of Food Science of the CNR of Avellino.

“Unfortunately – underlines Pasquale Strazzullo, a professor at the University of Naples Federico II and President of the Italian Society of Human Nutrition – despite the widely recognized benefits for human health and the environment, the eating habits of Mediterranean populations have gradually changed in the last fifty years, moving away from the traditional model to a worrying extent, due to the increasing consumption of animal products and the reduction in the use of vegetable products, with a consequent greater intake of saturated fats and animal proteins in place of vegetable and fat proteins, whole grains and dietary fiber “.

SOURCE: Salute di Repubblica (Irma D’Aria)