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Posts Tagged ‘ansia’

ansia1Ci sono situazioni e periodi bui nei quali l’ansia può impadronirsi della nostra vita e dobbiamo conviverci: anche in questi casi, è possibile ridimensionarla

Da sempre diciamo che l’ansia va accolta e compresa, che questa è l’unica strada per curarla davvero. Ma ci sono situazioni di vita, immodificabili quantomeno per un certo periodo, che procurano un’ansia che non è possibile far passare, situazioni nelle quali un’atmosfera minacciosa o un evento drammatico mettono in allerta tutto il nostro essere: può essere una contingenza economica spiacevole, o la malattia di un familiare. Si può dire anzi che in questi casi non provare alcuna ansia sia patologico e rivela un distacco dalla realtà.

Conviverci non significa arrendersi

Se però questo tipo di ansia si “deposita” su un soggetto già ansioso per natura, rischia di portarlo a livelli di stress così elevati che alla fine esso non riesce ad affrontare la situazione specifica, oppure lo fa ma con un enorme dispendio energetico e comunque occupandosi principalmente della sua reazione psicologica.  Ecco dunque la necessità di imparare a convivere con l’ansia dovuta ad alcune situazioni “obbligate”, togliendo quella inutile quota in più che può fare grossi danni e spingerci nel tempo a crisi più acute.

Le situazioni scatenanti

– Precarietà economica
– Malattie gravi proprie o dei familiari
– Spettri di licenziamento, disoccupazione
– Atmosfere familiari (separazioni non consensuali)
– Atmosfere collettive attuali (ad es. venti di guerra, terrorismo, vivere in quartieri malfamati))
– Professioni ad alto rischio di stress (ad es. agenti di polizia, guardie, medici chirurghi)

I rischi che si corrono

Assenza di riposo, stato di allarme cronico
Frustrazione continua e logorio con rischio di depressione
Pensieri ossessivi sull’evento ansiogeno
– Atteggiamento ipercinetico e logorroico 
– Comportamenti di evitamento e scelte non libere
Sintomi fisici (palpitazioni, debolezza, tremori, tensioni muscolari, cefalea…)
– Difficoltà ad affrontare la situazione che crea ansia, con creazione di nuova ansia

I consigli utili

– Cerca l’obiettività. Non mettere in campo una reazione soltanto emotiva all’evento, per quanto forte. Cerca di capire, con l’aiuto di qualcuno non coinvolto, se ci sono margini reali di miglioramento o di cambiamento della situazione. Spesso ci sono.

– Crea il miglior assetto. Lucidamente, ancora con l’aiuto di qualcuno, ottimizza più che puoi gli aspetti che ti fanno sentire più sicuro e meno ansioso. Al contempo, non fare lo spavaldo e rispetta i tuoi limiti emotivi di questo momento.

– Vivere l’ansia con consapevolezza. Quest’ansia non va negata, ma vissuta per ciò che è realmente. Eventualmente attraverso una psicoterapia mirata (6-8 incontri) si impara a separare l’ansia oggettiva, naturale, da quella aggiunta in eccesso.

– Non identificarti. Se hai un’indole ansiosa potresti facilmente identificarti o con l’ansia in eccesso o col problema che la produce. Sviluppa uno sguardo distaccato, osservatore, panoramico. Gestirai molto meglio la situazione.

– Metti il corpo in primo piano. Aggancia l’ansia al corpo con esercizi fisici quotidiani (basta che ti piacciano) e dalle forma con disegni, scritti, fotografie. Portare l’ansia al di fuori e “vederla” ha sempre un effetto calmante.

FONTE: Riza

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ANSIA, RIMEDI NATURALI

ANSIA“Fai ogni giorno qualcosa che ti fa paura”, è una famosa frase di Eleanor Roosevelt e sembra la perfetta descrizione della giornata di una persona ansiosa, in cui quel “qualcosa”, purtroppo, è la sua vita.

La resistenza agli stati d’ansia è una continua misura personale verso la paura, un perpetuo tentativo di vanificarla o quanto meno di tenerla a bada.
Ognuno usa le proprie strategie, ognuno ha un proprio rituale, semplice o complesso, ma necessario. Dalle unghie morsichiate ai quadri raddrizzati, dalla superstizione all’ordine maniacale, dalla sigaretta al cibo ingurgitato.
Il rituale è una soluzione possibile, una risposta logica all’ansia, che però può diventare un circolo vizioso: dapprima seda la paura poi innesca una dipendenza. Il disturbo ossessivo-compulsivo ne è l’esasperazione, nei suoi aspetti più classici.
Il controllo innanzitutto:
verificare più volte di aver spento il gas o le luci della macchina, sentirsi in colpa per possibili omissioni che potrebbero causare catene di eventi negativi.
La superstizione è anch’essa un rituale di neutralizzazione, dalla lettera ricevuta on-line e girata a nove persone, al gatto nero che taglia la strada fino alla ripetizione meticolosa di sequenze destinate a propiziare un esame o il successo della squadra del cuore.
Ordine e simmetria non sfuggono alla logica:
pulizia estrema, ripetuti lavaggi di mani per non contrarre germi, scrivanie con matite in fila in ordine decrescente, vasetti di yogurt in fila in ordine di scadenza, armadi maniacali. Chiamatevi fuori. Impossibile. Grande o piccino ognuno ha il suo rituale, e dunque a ciascuno il proprio rimedio.
RIMEDI
1) Camelia Sinensis:
è la pianta da cui originano tante varietà di tè. Nelle sue radici è presente la molecola L-teanina, precursore del GABA, mediatore dell’ansia insieme a Serotonina e Noradrenalina. La carenza di questi mediatori di felicità è il primo  sistema di innesco dell’ansia. Una regolare assunzione di the verde, oppure di Camelia Sinensis in estratto secco, è una buona ricetta fitoterapica per il disturbo ossessivo dell’ansia. 150 ml al giorno (1 confetto).

2) Iperico: 
l’ipericina e l’iperforina in esso contenuti inibiscono il riassorbimento del GABA, della Serotonina e della Noradrenalina da parte delle cellule nervose, e dunque aumentano il loro livello circolante. Dunque l’iperico è un ansiolitico naturale, ma anche un mite antidepressivo. Utile nelle sindromi miste, dove la depressione è un trabocchetto dell’ansia, dell’incapacità di controllo, è l’esito peggiore dell’insuccesso personale. Compresse da 200 mg, un confetto mattina e sera.
3) Aconitum:
rimedio omeopatico di crisi d’ansia e anche di angoscia, specie se l’insorgenza è improvvisa e notturna, se presenta anche sintomi fisici come formicolii, difficoltà a coordinare i muscoli, anche respiratori, sensazione di oppressione al petto e paura della morte. Aconitum è l’attacco di panico, la reazione improvvisa del corpo che non possiamo dominare. 30 CH 5 granuli mattina e sera, prima dei pasti principali, da sciogliere in bocca.
4) Argentum Nitricum:
ossessivo compulsivo è l’indicazione giusta per questo meraviglioso rimedio, adatto alle persone con forte ansia anticipatoria che conduce spesso a fobia, ma anche ad atteggiamenti concitati, ossessivi, ripetitivi,  dominati dalla paura. Spesso i sintomi sono anche fisici con diarrea, difficoltà nell’eloquio, capogiri. Argentum nitricum è una possibilità per gli sfiduciati, per trovare la forza di percorrere fino in fondo la propria strada. 30 ch, 5 granuli mattina e sera, prima dei pasti principali, da sciogliere in bocca. 30 CH, 5 granuli mattina e sera, prima dei pasti principali, da sciogliere in bocca.
5) Gelsemium:
rimedio omeopatico per l’ansia anticipatoria, che sfinisce la persona prima di un esame o di una grande prova. La serenità viene proprio a mancare in relazione a questa scadenza, fino a provocare tremori, crisi di dissenteria, sogni ricorrenti di disfatta. Il timore di non farcela è spesso fuori luogo, ma spesso mina la serenità anche di chi è all’altezza della situazione, ma non riesce comunque ad esprimersi al meglio per l’insicurezza. 30 CH, 5 granuli mattina e sera, prima dei pasti principali, da sciogliere in bocca.
BIOTRANSENERGETICA
Se il problema è nella mente allora meglio andare oltre la mente. La BTE è una disciplina psico-spirituale, che insegna a padroneggiare l’esperienza interiore e gli stati di coscienza. E’ una pratica di auto-guarigione che parte da una trasposizione della coscienza stessa, in un territorio dove la mente sia meno potente: uno stato di “trans” per l’appunto, raggiunto attraverso respirazione quieta, meditazione e pratiche fisiche. La persona viene accompagnata dal terapeuta in questo spazio nuovo, assistita mentre guarda, parla, si affida alla sua paura. Controllare una paura è la strategia del rituale d’ansia, affidarsi ad essa è un viaggio da eroi: restare senza scappare, restare e basta, guardare dentro la paura senza offrire strategia.
E scoprire che è proprio così che i problemi non si risolvono, ma si dissolvono.
FONTE: Lifegate

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dipendenza_affettivaChi ne soffre crede di essere molto fragile e incapace di farcela da solo, ma in tutti esiste una forza nascosta che deve solo emergere: ecco come

“E adesso che sono da solo, come farò?”; “Ho bisogno di persone su cui poter contare”; “Per fortuna che c’era lui, se no chissà come avrei fatto!” e via dicendo. Sono solo alcune delle espressioni tipiche di chi vive se stesso come fragile, bisognosa di “appoggi” esterni, non autosufficiente a livello emotivo. Una percezione di sé che ha certo radici lontane nel tempo, e che obbliga chi la vive a stabilire dei rapporti di forte dipendenza psicologica da altre persone. Un obbligo che limita fortemente le libertà di scelta e di azione e che inquina talora irrimediabilmente la qualità sia della vita della persona, sia le relazioni con le “figure di riferimento”. Ma questa fragilità così limitante può svanire davvero, se siamo disposti a “sperimentare” un altro sguardo su noi stessi. Come fare?

Tutti sono fragili e forti

Le persone che si considerano più fragili, dipendenti e bisognose spesso sono proprio quelle che nei momenti più difficili si dimostrano forti e determinate: ad esempio dover prestare soccorso, restare lucidi quando qualcuno ha bisogno, offrire presenza e aiuto in condizioni anche impossibili. Situazioni con due caratteristiche significative.

– Sono estreme e urgenti, cosa che fa dimenticare alla persona “fragile” di essere fragile e la fa dunque agire per come è e non per come pensa di essere;

– Riguardano gli altri, cosa che consente alla persona di mettere la sua esperienza di “fragilità” al servizio di chi soffre e di chi ha bisogno: chi meglio di loro può comprendere il disagio?

Se la fragilità è soprattutto un idea (sbagliata) di sé

Esistono situazioni reali nelle quali il cervello dell’insicuro produce una “chimica” della sicurezza, della forza e dell’autonomia. Non è un segreto che chi soffre d’ansia o di panico non ha mai una crisi davanti a una persona che a sua volta ha un attacco di panico: anzi, lucidamente la aiuta a superare quel momento, diventando per lei un forte punto di riferimento. Ciò dimostra che la fragilità è un’idea, è il modo in cui nel tempo abbiamo imparato a guardarci, uno sguardo deviato prodotto in altri tempi da un’altra coscienza, quella sì più fragile. Appena si abbandona quell’idea, l’autonomia sgorga con la sicurezza dell’energia vitale.

Nella dipendenza spesso ci si crogiola

Purtroppo le esperienze di forza e autonomia che la persona fa in condizioni “estreme” non “sedimentano”, non creano un’autostima stabile: non bastano a cambiare un modo di essere. Anche perché nella dipendenza c’è comunque una sorta di comodità e di compiacimento.

Alla scoperta della forza innata

Se decidiamo di cambiar rotta dobbiamo essere consapevoli che all’inizio occorrerà un grande sforzo di volontà e di costanza. Sembrerà certamente difficile pensarsi più forti, ma in realtà non si tratta che provare: non è vero che ci vogliono anni per liberarsi da questa idea di se stessi. Possono bastare pochi momenti di autonomia vissuti consapevolmente per fissare in noi la percezione della nostra naturale capacità di stare al mondo e della nostra forza innata.    

Le cose da fare se dipendi dagli altri

– Fai qualcosa da solo: ricavati momenti e spazi in cui non è presente la persona a cui di solito ti appoggi.

– Non spostare la dipendenza. Nel creare ambiti solo tuoi stai attento a non riproporre il solito schema: tu che ti appoggi a un’altra figura “forte e carismatica”.

– Riscopri i tuoi interessi: ci sono cose che appartengono al tuo talento, vecchie passioni da ritrovare oppure nuove da scoprire. Sii disponibile e curioso.

– Fa ciò che ti piace: nello sperimentarti come “persona singola”, senza “stampelle”, fai cose che ti appassionano. Il tuo cervello attingerà a un’energia capace di ampliare i suoi limiti.

– Via i sensi di colpa: se per anni ti sei appoggiato a qualcuno – che dunque era disponibile – potresti sentire di tradirlo se non ti appoggi più. Non importa: scoprirai se ti vuole bene o se il tuo bisogno di lui serviva alla sua autostima.

FONTE: Riza

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oliiInizia il periodo della preparazione agli esami per chi si appresta alla maturità, la concentrazione è un’ abilità fondamentale per chi deve studiare, ma non solo. Quando si deve affrontare un periodo di studio intenso è facile perdere la concentrazione e farsi prendere da ansia e stress. Vi segnaliamo alcuni oli essenziali che vi aiuteranno a migliorare la vostra concentrazione in vista di questo importante periodo legato alla preparazione degli esami di maturità:
Olio essenziale di basilico

Bruciare l’ olio essenziale per favorire la concentrazione ed elevare il tono dell’umore, versare in un diffusore 6 gocce di essenza di basilico per profumare l’ambiente. L’olio essenziale di basilico viene indicato nei casi di affaticamento nervoso, sovraccarico intellettuale e nelle insonnie di tipo nervoso. Si rivela inoltre efficace nella risoluzione di digestioni difficili, di spasmi gastrici e intestinali e nelle emicranie di origine nervosa o digestiva. Anti-spasmodico, stati post-infettivi, epatiti virali, infezioni virali, poliomielite.

 

 

  • Olio essenziale di incenso

 

L’olio essenziale d’incenso aiuta nella meditazione. Attraverso il nostro olfatto, man mano che si percepisce il profumo, si può dar beneficio agli organi della respirazione, influenzare le emozioni e la creatività, infondere una gradevole sensazione di benessere, calmare e rilassare la mente, aumentare la concentrazione nello studio o nel lavoro. Si possono purificare e rinfrescare gli ambienti, ionizzare l’aria ed allontanare gli insetti fastidiosi. Le fumigazioni e l’inalazione hanno un effetto distensivo sulla sfera emotiva, specie nei casi di ansia e paura. Mettere alcune gocce in un diffusore per profumare l’ambiente.

 

  • Olio essenziale di bergamotto

 

Stimolante delle facoltà logiche, l’olio essenziale di bergamotto aiuta a recuperare concentrazione e freschezza nei momenti di disordine e di torpore. Apporta serenità e concentrazione, basta mettere alcune gocce nel brucia essenze per trarne subito giovamento.

 

  • Olio essenziale di lavanda

 

L’olio essenziale di lavanda aiuta a calmare i nervi, a rilassare la mente e favorisce la concentrazione. Possiede altre proprietà che abbiamo già approfondito in un articolo precedente.  Per favorire la concentrazione invece mettere alcune gocce nel brucia essenze.

 

  • Olio essenziale di menta piperita

 

L’olio di menta piperita aiuta la memoria e lo stato vigile, come gli altri oli vanno messe alcune gocce nel porta essenze della stanza da studio.

 

  • Olio essenziale di rosmarino

 

E’ stato dimostrato che il rosmarino aumenta la memoria e la capacità di concentrazione, oltre a migliorare la memoria a lungo termine e la capacità di eseguire esercizi di calcolo mentale, questo nuovo studio aiuta anche la memoria prospettica. Attenzione comunque a non aumentare mai le dosi. Bastano poche gocce nel brucia essenze.

 

  • Olio essenziale di Limone

 

L’olio essenziale di limone è utile in caso di stanchezza sia fisica che mentale, a seguito di sforzi intensi, come energizzante e aiuta a sciogliere la fatica. L’olio essenziale di limone favorisce la concentrazione mentale e rende più attivi e vitali. Grazie alla sua azione sull’ipotalamo può aiutare a schiarire le idee nei momenti in cui serve decisione e in caso di conflitti interiori. Facilita il pensiero logico e razionale, dona lucidità mentale favorendo l’ottimismo. Ne bastano poche gocce nel brucia essenze dell’ambiente di studio o di lavoro per trarne giovamento.

 

  • Olio essenziale di Alloro

 

L’olio essenziale di alloro è stimolante, rafforza la capacità di concentrazione e la memoria. Basta mettere alcune gocce nel brucia essenze per aumentare la concentrazione e tener viva la memoria.

FONTE: Ambientebio

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