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Posts Tagged ‘carboidrati’

Eating-Too-Much-1728x800_cLa colpa è dell’eccesso di zuccheri e amidi che consumi a pranzo e a merenda: prova a correggere le dosi e aiutati con i granuli che ripuliscono il fegato.

Un’amica, Donatella, scrive alla redazione di Dimagrire:

  • “il mio fisico è robusto e, specialmente a livello dello stomaco e della pancia, sembro tutta d’un pezzo. Ho 43 anni sono alta 1,56 e peso attualmente 53 kg. Ho provato varie diete ma senza risultato. Credo che il punto sia questo: mi capita di essere affamata e quando mangio appena un po’ di più, per alcuni giorni continuo ad avere più appetito del solito invece di saziarmi e nonostante senta la digestione appesantita e lo stomaco gonfio. Il momento della giornata che è più a rischio, è il tardo pomeriggio, verso le 17, quando, immancabilmente, mi viene fame. Le volte che cedo, finisco per non sentirmi mai sazia né mai con la sensazione di aver digerito».

 

Ecco dove sbagli 

In genere le persone che hanno fame nel tardo pomeriggio consumano troppi carboidrati a pranzo e a merenda e, scivolando in ipoglicemia, diventano nuovamente preda dell’appetito. Inoltre intorno alle 17 di solito si fa  un piccolo “bilancio” della giornata e se il dovere supera il piacere, sarà facile cercare una consolazione con il cibo.

 

Riduci i carboidrati

Ogni volta che i carboidrati sono presenti in un pasto in una quantità superiore al 40%, determinano una condizione di ipoglicemia da cui deriva la sensazione di fame che si avverte fin da subito, a fine pasto, o più in ritardo.

Il problema è che i carboidrati richiamano altri carboidrati e contenerne le dosi è indispensabile per perdere peso.

Per attivare il metabolismo sarà d’aiuto Ignatia 30 CH, 2 granuli per 2 volte al dì per 3 settimane, seguita da una monodose di Thuja 200 CH, da ripetere dopo un mese.

Si può abbinare Rosmarinus prima dei pasti, in macerato glicerico: 35 gocce diluite in poca acqua, per sostenere il fegato.

 

In più, associa il movimento

Il movimento in questi casi è una vera e propria terapia: non solo stimola l’attività del fegato ma, secondo recenti studi, si è dimostrato capace di ridurre l’appetito se l’esercizio è breve ed intenso, come nel caso

  • dei pesi,
  • dello step,
  • dello spinning o
  • della cyclette.

Individuare le ore critiche della giornata e approfittare per muoversi un po’ ha quindi un duplice effetto positivo sulla linea:

  • protegge dalle abbuffate e
  • brucia il grasso.

Per sostenere la motivazione ed evitare gli eccessi di cibo, sarà utile abbinare ai precedenti rimedi Nux vomica, 3 granuli 30 CH una volta al giorno, per 2 settimane.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

It is the fault of  consumption of sugars and starches in excess at lunch time and for snack that you feel hungry at 5 P.M.: try to correct your doses and help yourself with homeopathic granules that clean the liver.

A friend of Donatella, writes:

“My body is heavy-set and, especially in the zone of stomach and belly, I look like a trunk. I’m 43 years old and I am  1.56 m high, my weight is 53 kg now. I have tried various diets but without any result. I think the point is this: I happen to be hungry and when I eat just a little more, for few days I continue to have more appetite than usual  and instead of sumptious and despite  feeling weighed down and bloated stomach, I feel like needing to eat. The time of day that is most at risk, is the late afternoon, at 17 o’clock, when, without fail, I get hungry. The times that I give in, I end up never feel satisfied and never with the feeling of having digested. “

where is the mistake

Generally people who are hungry in the late afternoon consume too many carbohydrates for lunch and snack time and, slipping in hypoglycemia, again become prey appetite. Also around 17  o clock, usually they make a small “budget” of the day and if the duty exceeds the pleasure, they will easily find a comfort with food.

 

reduce carbohydrates

Each time the carbohydrates are present in a meal in an amount exceeding 40%, it determines a condition of hypoglycemia increasing the feeling of hunger that is felt immediately, after a meal, or more delayed.

The problem is that carbohydrates recall other carbohydrates and limiting its dose is essential for losing weight.

Activateìing the metabolism can be useful to take Ignatia 30 CH, 2 granules to 2 times daily for 3 weeks, followed by a single dose of Thuja 200 CH, to be repeated after one month.

You can match Rosmarinus before meals, in glycerine macerate: 35 drops diluted in a little water, to support the liver.

In addition, associate exercises

The exercise  in these cases is a real therapy: not only it stimulates the activity of the liver but, according to recent studies, it has been proved to be capable of reducing the appetite if exercise is short and intense, as in the case; 

  • weights,
  • the step,
  • of spinning or
  • the exercise bike.

Identify the critical hours of the day and take advantage to move a bit, thus has two positive effect on your shape:

  • protects from bingeing and
  • burns fat.

To support motivation and avoid the excesses of food,it  will be useful to combine the old remedy Nux vomica, 3 granules 30 CH once a day, for two weeks.

SOURCE: Riza

 

 

 

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spaghetti pomodoriniScegli quelli integrali e abbinali alla giusta dose di proteine e grassi “buoni”: così raggiungi prima la sazietà, non alzi la glicemia e resti magra…

 

L’indicazione di preferire i cibi proteici a cena nasce da sperimentazioni condotte negli anni Settanta che misero in luce l’azione stimolante delle proteine sull’ormone GH, che favorisce la “combustione” del tessuto adiposo. Tuttavia, va detto che il dimagrimento dipende non solo dalla dieta, ma anche da altre variabili, come l’attività fisica e l’umore.

Che cosa fare in pratica 

Più che concentrarsi sul solo pasto della sera, sarebbe utile capire quanti carboidrati si consumano durante il giorno: se non si eccede con zuccheri e farinacei a colazione, a pranzo e a merenda, nulla esclude che se ne possa consumare una razione moderata anche a cena.

 

L’importante è:

  • non oltrepassare  le 1500 kcal al giorno,
  • non eccedere con lo zucchero bianco (non più di 2-3 cucchiaini da caffè al dì),
  • non esagerare con sale, dadi e salumi (favoriscono l’accumulo di ristagni)
  • bere almeno 1,5 lt di acqua (3 bottiglie da 1/2 litro al dì) sorseggiandola spesso, possibilmente fuori pasto.

 

Inoltre, per dimagrire è importante evitare gli elevati picchi glicemici dopo la digestione:

  • maggiore è la glicemia, maggiore è la secrezione di insulina, maggiore è la possibilità di rapida trasformazione del glucosio in tessuto adiposo.

I picchi glicemici di un pasto sono determinati dall’insieme dei carichi glicemici degli alimenti contenenti carboidrati; il carico glicemico indica l’aumento di zucchero nel sangue, e si ottiene moltiplicando l’indice glicemico (valore che indica la velocità di assorbimento nel sangue dei carboidrati, reperibile in apposite tabelle) per la quantità in grammi di carboidrati contenuti nella porzione consumata.

 

Alla luce di queste considerazioni, quindi, nulla esclude che si possano tranquillamente consumare carboidrati anche a cena, a patto di mettere in pratica (in tutti i pasti della giornata) alcuni piccoli accorgimenti che riducono l’indice glicemico e impediscono l’accumulo di grasso, accelerando il metabolismo, aumentando il colesterolo buono (HDL) e riducendo il colesterolo cattivo (LDL) e i trigliceridi.

Le quattro regole vincenti

  • Privilegia i carboidrati più ricchi di fibre.
    La fibra idrosolubile (pectine, gomme e mucillagini) rallenta l’assorbimento di glucosio a livello intestinale, mantenendo la glicemia costante per lunghi periodi: questo è uno dei numerosi vantaggi che ti puoi assicurare se riesci a consumare almeno un chilo di vegetali al giorno, evitando però la frutta troppo dolce.

 

  • Abbina sempre una piccola dose di grassi, preferibilmente vegetali. 
    La giusta quantità di grassi rallenta in modo fisiologico la digestione degli alimenti e il loro assorbimento.

 

  • Consuma sempre i carboidrati con un po’ di proteine. 
    La giusta quantità di proteine (meglio se derivate da pesce, legumi, soia) riduce l’indice glicemico.

 

  • Riso e pasta: meglio al dente! 
    Anche la cottura dei cibi amidacei e dei farinacei modifica l’indice glicemico: la cottura prolungata accelera la digestione. Quindi meglio cuocere “al dente”.

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Choose whole foods and combine it  with the right dose of protein and  “good” fats : so you reach satiety faster, and you do not raise your blood glucose levels that remains lean…

The indication to prefer protein-based meals for dinner was born from tests conducted in the seventies where they highlight the stimulating action of the proteins on the hormone GH, which favors the ‘burning’ of the fat tissue. However, it must be said that slimming depends not only on the diet, but also on other variables, such as physical activity, and mood.

What to do in practice

More than focusing  only on  evening meal , it would be useful to understand how many carbohydrates you consume during the day: if you do not exceed with sugars and starchy foods for breakfast, lunch and  snacks, there is nothing wrong to consume a diet moderate also for dinner.

The important thing is:

  • do not exceed the 1500 kcal per day,
  • not to exceed with white sugar (not more than 2-3 teaspoons per coffee day),
  • not to exaggerate with salt, nuts and salami (promoting the accumulation of stagnation)
  • drink at least 1.5 lt of water (3 bottles (1/2 liter) sipping often, possibly out meal.

In addition, for losing weight it  is important to avoid the high peaks blood glucose after digestion:

  • the higher the glucose, the greater the secretion of insulin, the greater the possibility of rapid transformation of the glucose in the fat tissue.

The peaks of glycemic meal are determined by the set of loads of glycemic carbohydrate-containing foods; the glycemic load indicates the increase of sugar in the blood, and is obtained by multiplying the glycaemic index (value that indicates the rate of absorption in the blood of carbohydrates, which can be found in appropriate tables) for the amount in grams of carbohydrates contained in the portion consumed.

After these considerations, then, there is nothing against  consuming safely carbohydrates for dinner, provided to put into practice (in all the meals of the day) some small devices which reduce the glycemic index and prevent the accumulation of fat, accelerating the metabolism, by increasing the good cholesterol (HDL) and reducing the bad cholesterol (LDL) and triglycerides.

The four rules winning

  • Prefer fiber-rich carbohydrates.
    The water-soluble fiber (pectins, gums and mucilages) slows down the absorption of glucose in the intestine, while keeping the sugar blood  level constant for long periods: this is one of the many advantages that you can ensure if you are unable to consume at least one kilo of vegetables a day, but avoiding fruit because too sweet.

 

  • Combines always a small dose of fat, preferably vegetable.
    The right amount of fat slows down physiological digestion of foods and their absorption.

 

  • Always consumes carbohydrates with a little protein.
    The right amount of proteins (better if derived from fish, legumes, soy) reduces the glycemic index.

 

  • Rice and pasta: better “al dente”!
    Also the cooking of starchy foods and farinaceous foods change the glycaemic index: the prolonged cooking accelerates the digestion. Therefore, better cook “al dente”.

SOURCE: Riza

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BASSO INDICE GLICEMICOConoscere quali sono gli alimenti a basso indice glicemico è molto importante per prestare attenzione al nostro benessere.

L’indice glicemico consiste nella capacità dei carboidrati di aumentare il livello di glucosio nel sangue.

In linea di massima, sarebbe essenziale scegliere di consumare prodotti integrali, messi a punto con farine non raffinate. In questa maniera si può evitare che la glicemia aumenti eccessivamente, con la possibilità di danneggiare il pancreas, di rallentare il metabolismo e di fare incorrere nel sovrappeso. Vi forniamo quindi un elenco di cibi a basso indice glicemico, per sapervi regolare ed evitare le conseguenze del diabete.

Come si calcola l’indice glicemico

Per calcolare l’indice glicemico bisogna assumere 50 grammi di carboidrati e tenere sotto controllo i livelli della glicemia nel corso delle due ore che seguono. I valori ottenuti vengono messi a confronto con quelli di riferimento, costituiti da quelli rappresentati dal glucosio contenuto nel pane bianco, pari a 100.

Mettiamo caso, ad esempio, che un cibo ha un indice 60: significa che, se ne mangiamo 50 grammi, la glicemia sale del 60% rispetto ai valori registrati con l’assunzione di 50 grammi di glucosio. Gli alimenti a basso indice glicemico hanno un valore minore di 55.

In generale si può dire che il valore aumenta in relazione alla digeribilità di un alimento. Infatti, i livelli di zuccheri nel sangue diventano più alti via via che si porta avanti il processo di digestione e di assimilazione da parte dell’organismo. In questo senso i tempi variano, a seconda del tipo di cibo e dei nutrienti che lo compongono.

In gravidanza, basandosi sui carboidrati a basso indice glicemico, si può ridurre il rischio di prendere troppo peso, non esponendosi all’ipertensione, al diabete e avendo l’opportunità di ritornare velocemente in forma dopo il parto.

Gli alimenti

Una dieta a basso indice glicemico consentirebbe di controllare l’appetito e il peso ed è utile soprattutto per i diabetici. I cibi vengono assorbiti in maniera lenta e danno un più lungo senso di sazietà, spingendo quindi a non abbuffarsi. Un principio alla base di diversi regimi alimentari.

Quest’ultima mira alla minore introduzione di zuccheri nell’organismo, in modo che non vengano stimolate troppo la produzione di insulina e la formazione dei grassi.

Fra gli alimenti da mangiare, in quanto hanno un indice glicemico basso, ci sono il latte magro, quello di soia e lo yogurt: esso contiene fermenti che producono acido acetico e propionico, i quali nel fegato regolano la produzione di glucosio e di colesterolo. Da non sottovalutare la curcuma, perché, secondo differenti ricerche, il suo principio attivo, la curcumina, contribuisce a tenere sotto controllo il diabete di tipo 2.

E poi ancora i legumi, in particolare lenticchie e fagioli bolliti.

Per quanto riguarda la frutta, mele, pere e prugne, ma non sono da dimenticare le arance, che, grazie alle fibre contenute nella parte bianca sotto la buccia, intervengono nel controllare l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi, prevenendo il diabete. Lo stesso vale per il salmone, tramite il suo apporto di omega 3, efficaci anche contro le malattie che interessano l’apparato cardiocircolatorio.

Forse non tutti lo sanno, ma la zucca aiuta a riparare le cellule del pancreas danneggiate e la cannella riduce il pericolo di sviluppare l’iperglicemia negli anziani e nei soggetti in sovrappeso.

FONTE: Tantasalute

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dieta-mediterraneaIl cibo italiano è noto in tutto il mondo per il sapore, la qualità e la bontà che lo caratterizza.
Negli ultimi anni la sua fama è aumentata anche grazie alla “dieta mediterranea”, conosciuta soprattutto per le sue doti di prevenzione nelle malattie cardiovascolari.

 
Purtroppo però l’italiani non hanno sane abitudini alimentari.

La maggior parte degli abitanti italiani saltano la colazione.

Il primo pasto della giornata è il più importante. Chi non fa colazione infatti rallenta il metabolismo, l’agilità mentale e le attività intellettuali, aumenta lo stato di affaticamento psico-fisico, rischia l’ipoglicemia e rende il mantenimento di un giusto peso corporeo più difficile.

Di contro, l’italiano che fa colazione, mangia alimenti troppo ricchi di zuccheri e grassi animali come brioches, biscotti, paste e cornetti a discapito di una  sana colazione con dello yogurt. Una manciata di cereali senza zucchero e un frutto oppure con una fetta di pane, marmellata e caffè latte.

Le abitudini alimentari scorrette degli italiani si riscontrano anche nei pasti successivi alla colazione.

Il pranzo e a cena eccedono con le quantità di carboidrati : il doppio di quelle consigliate.

L’effetto benefico di pane, pasta e riso si ha se la dose di carboidrati assunta è quella suggerita dalla dieta mediterranea: circa 70-100gr.

Ulteriori errori nelle abitudini alimentari degli italiani è quello di mangiare tipi di carboidrati diversi in un solo pasto (pasta e patate, pasta e pane etc..),oppure consumare un primo seguito da un secondo proteico ma accompagnato da ulteriori carboidrati (pane, grissini etc..).

Inoltre si mangiano troppi affettati spesso troppo grassi e ricchi di colesterolo. La raccomandazione è di limitare il consumo di questi grassi e golosi alimenti a 1 volta a settimana cercando di preferire comunque gli affettati magri come il tacchino, il pollo o il prosciutto crudo sgrassato.

È comune trovare il piatto unico sulle tavole italiane, è necessario però porre una certa attenzione perché il rischio è quello di ingerire comunque una quantità eccessiva di carboidrati a discapito di proteine, fibre, vitamine a sali minerali.

Erroneamente si pensa che il piatto di pasta contenga “tutto”ma in realtà la pasta è composta prevalentemente da carboidrati e grassi e, a meno che non sia condita con un sugo leggero di verdure e qualche legume, si corre il rischio di avere un abbassamento della glicemia nel giro di 1 o 2 ore facendoci  venir fame e invogliandoci ad un break a base di altri carboidrati.

Un ultimo suggerimento:

per adottare delle sane abitudini alimentari è importante limitare merendine e snack ricchi di zuccheri e poveri di nutrienti; essi aiutano solo ad aumentare i casi di obesità nei bambini.

FONTE: medicina-benessere

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