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Posts Tagged ‘depressione bipolare’

affaticamento cronicoLa “depressione energetica” è diffusa ma trascurata e dipende da un modo sbagliato di usare le energie: non la curano gli psicofarmaci ma il “piacere di fare”.

 

Quando l’umore si abbassa fino a produrre i sintomi tipici della depressione – apatia, perdita di senso, pessimismo, debolezza, demotivazione – si pensa subito a cause concrete:

  • è successo qualcosa di brutto?
  • una perdita, una separazione, un cambiamento?

Se non emerge nulla, di solito si ipotizza qualche squilibrio neurochimico di natura non specificata e, nella maggior parte dei casi, si ricorre agli psicofarmaci, che  possono anche riportare la persona, per un po’, a stare bene (o quantomeno meglio), fino a quando l’umore crolla di nuovo, senza alcuna spiegazione.

È a quel punto che si rischia di cadere in un vortice di diagnosi psichiatriche che possono andare

  • dalla depressione ricorrente,
  • alla ciclotimia
  • alla depressione bipolare,
  • e di essere trattati per patologie che non si hanno.

 

Dove sono finite le nostre energie profonde?

Quella di cui parliamo è una depressione che sfugge spesso sia alle diagnosi psichiatriche sia alle indagini psicologiche, ma che è addirittura la forma di disagio più diffusa.

Possiamo chiamarla “depressione energetica”.

Quando il livello energetico si abbassa oltre una certa soglia, che è diversa da soggetto a soggetto, la depressione si innesca, in modo a volte lieve, a volte marcato, ma sempre con una deflessione dell’umore tale da influenzare, almeno in parte, le attività quotidiane.

È come se le energie vitali fossero svanite e la persona, appena le si presentano davanti le normali difficoltà della vita (lavoro, famiglia, preoccupazioni) non si sentisse in grado di affrontarle, cadendo in uno stato di prostrazione. Ma dove sono finite le energie?

 

Se le spendi bene, allora sei felice

Le energie vengono costantemente reintegrate grazie a due apporti:

  • il cibo e
  • il riposo.

Pochi però sanno che c’è un altro fattore fondamentale che entra nel bilancio energetico dell’individuo:

  • il piacere.

Avete mai provato a fare una gita in alta montagna, arrivando a un rifugio isolato? Ricordate le sensazioni? La frase “stanco ma felice” non basta a esprimerle:

  • un misto di fatica fisica e puro piacere di sentire il proprio corpo indolenzito, una sensazione di gioia per lo sforzo fatto e il risultato ottenuto, la felicità di poter contemplare uno spettacolo meraviglioso…

Ci sono azioni, e sono le migliori, che più ci fanno spendere energie, più ci mettono nella condizione ideale per recuperarle.

Le azioni piacevoli, quelle che suscitano passione, le azioni che aspettiamo magari come un’oasi di gioia in una giornata grigia, da una parte consumano energie, dall’altra però restituiscono sensazioni fondamentali:

  • fare ciò che ci piace davvero attiva nel cervello ormoni e mediatori chimici che aumentano l’appetito, predispongono a un buon sonno, fanno sentire in pace con se stessi.

 

Un bilancio in perdita 

L’assenza cronica di questo tipo di azioni fa percepire la fatica in modo più forte, sviluppa pensieri negativi e scoraggianti, rende più difficoltoso il recupero.

Alla base della crisi che nasce da una carenza di azioni piacevoli nella propria vita non c’è un trauma esistenziale: la prevenzione e la cura non possono basarsi su psicofarmaci o su psicoterapia, ma su una mossa molto semplice e praticamente gratuita:

  • la rinascita energetica.

La prima forma di “recupero” di energia è non dissiparla in mille attività e pensieri inutili. Rallenta, esci dal ritmo che ti ha spinto in difficoltà, e aspetta.

 

Rallentare per poi accelerare di nuovo

Il problema è che a volte non siamo capaci di usare bene la nostra energia vitale. La sprechiamo impegnandoci tanto

  • per ottenere un “bravo”,
  • per essere apprezzati,
  • per somigliare a modelli che ci siamo messi in testa.

Usare così l’energia significa esaurirla. Quando invece la usiamo in modo naturale l’energia si “ricostituisce”. Ritrovare il piacere di fare “le proprie cose” è sempre l’antidoto più efficace ai disagi: le forze che usi nel fare ciò che ti dà piacere infatti non si esauriscono mai, si riformano ogni volta che le usi!

 

Dai tutto per gli altri? Forse è il momento di pensare a te

Esci dall’idea di “dover sempre funzionare”: è questo atteggiamento a creare la crisi, perché comporta una censura di ogni tentativo di orientare le tue azioni verso il piacere.

Un’intera giornata o settimana piena solo di azioni in cui “funzioni”, svolgi tutti i doveri ma non fai niente per te, non può che lasciarti sfinito e sfiduciato.

Prova a riservare durante la giornata dei momenti in cui usi l’energia per attività “tue”.

La regola è questa:

  • se sei stanco fisicamente, prenditi una pausa (anche breve, ma prendila);
  • se sei stanco mentalmente, rallenta ritmo e intensità.

 

Cambia velocità: fai un po’ meno e ascolta i tuoi ritmi 

Se vai incontro a crisi ricorrenti, la “velocità” con cui fai le cose nella tua vita va ridotta. A volte si tratta di fare meno cose, più spesso si tratta di fare le stesse cose ma con più calma.

Non serve sempre tutta questa partecipazione emotiva, né tutto questo iper-controllo. Già risparmiare un po’ cambierebbe molte cose.

 

Delegare ogni tanto ti farà stare meglio

Quasi sempre ciò che ci spinge a dedicarci anima e corpo ad azioni da cui non ricaviamo sufficiente piacere è l’eccessivo senso del dovere e l’incapacità di delegare momentaneamente ad altri quello che ci è pesante fare. È quindi importante “concedersi” qualche momento in cui si esce dalla routine quotidiana stando però al riparo dai sensi di colpa.

Nessuno è indispensabile, nemmeno tu!

Prova una volta ad astenerti da una delle mille azioni che fai – ad esempio in casa – “altrimenti non ci pensa nessuno”:
  • scoprirai che non solo non crolla il mondo, ma che gli altri prima o poi si organizzano. E resisti anche alle loro eventuali accuse: li hai abituati troppo bene, ora tocca a loro darsi da fare.

 

Quando fai qualcosa per te, poi riposi meglio

Se fai fatica ad addormentarti o non riposi a sufficienza di notte vuol dire che hai energie accumulate da smaltire che ti tengono sveglio.

È fondamentale quindi dedicare almeno una parte del tuo tempo a un interesse in cui impegnare le tue energie fisiche e mentali in modo piacevole.

  • una passione che avevi da ragazzo,
  • una curiosità trascurata perché “non hai abbastanza tempo”.

Spesso è solo questione di organizzazione e il tempo si trova. Se ti piace uno sport ma da tempo non lo fai, è il momento di ricominciare.

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

The “vacuum energy depression” is widespread but neglected and dependent on a wrong way to use energy:  the real cure is the “pleasure of doing” not the drugs 

When the mood drops to produce the typical symptoms of depression – apathy, loss of meaning, pessimism, weakness, lack of motivation – you immediately think of concrete causes:

  • is something bad happened?
  • is there a loss, a separation, a change?

If you do not reveal anything, usually it is assumed that you have some neurochemical imbalance of unspecified nature and, in most cases, we resort to take drugs, which may also cure the person, for a while, so they feel good (or at least better) up to when the mood again collapses, without any reason.

It is at that point that we risk falling into a vortex of psychiatric diagnoses that can go

  • from recurrent depression,
  • to cyclothymia
  • bipolar depression,
  • and to be treated for diseases that you actually do not have.

Where are our deep energies?

That of which we speak is a depression that often escapes both psychiatric diagnoses both psychological studies, but which is actually the most common form of discomfort.

We can call it ” energy depression”.

When the energy level is lowered beyond a certain threshold, which is different from subject to subject, depression triggers, so sometimes mild, sometimes marked, but always with a deflection mood such as to affect, at least in part, daily activities.

It is as if the vital energies were gone and the person, as soon as they present themselves before the normal stresses of life (work, family, worries) did not feel able to face them, falling into a state of prostration. But where you have the energy?

If you spend well yourself, then you’re happy

The energies are constantly replenished thanks to two contributions:

  • food and
  • the rest.

But few know that there is another key factor that enters into the energy balance of the individual:

  • the pleasure.

Have you ever tried to make a trip in the mountains, arriving at a secluded retreat? Remember the feelings? The phrase “tired but happy” is not enough to express them:

  • a mixture of physical and pure pleasure of hearing his aching body, a feeling of joy for the effort and the result obtained, the happiness of being able to contemplate a wonderful show …

There are actions, and they are the best, that make us spend more energy, but they put us in the unique position to recover.

Pleasant actions, those that arouse from  passion, the actions that we wait maybe an oasis of joy on a cloudy day, on the one side they make us consume energy, but on the other side they give us fabulous sensations in return key:

  • doing what we like really active in the brain hormones and chemical mediators that increase appetite, predispose to a good sleep, make you feel at peace with themselves.

A budget in loss

The chronic lack of this type of action makes the fatigue feel more strongly, develops and discouraging negative thoughts, makes it more difficult to recover.

 At the root of the crisis stems from a lack of action in their pleasant life there is an existential trauma: the prevention and treatment can not rely on drugs or psychotherapy, but on a move very simple and virtually free:

  • the revival energy.

The first form of “recovery” is not dissipating energy in many activities and useless thoughts. Slow down, get out of the rhythm that drove you in trouble, and waits.

Slow down and then accelerate again

The problem is that sometimes we are not able to make good use of our life energy. The waste committing much

  • to do our best
  • to be appreciated,
  • to look like the models we got in the head.

So the energy used exhaust us. But when we use it in a natural way the energy is “reconstituted”. Rediscover the pleasure of doing “what you feel yours” is always the most effective antidote to the discomfort: the energy used in doing what gives you pleasure in fact never run out, its is regenerating!

You give your best to others? Maybe it’s time to think about yourself

Exit from the idea that you should ​​”always work”: is this attitude that creates the crisis, because it involves an allegation of any attempt to guide your actions towards pleasure.

Full-day or full week only action in which “functions”, you conduct all the duties but you do not do anything for you, this attitude can only leave you exhausted and discouraged.

Try to reserve, during the day times when you use energy for “your” activities .

The rule is this:

  • if you are physically tired, take a break (even short, but take it);
  • if you are mentally tired, slow pace and intensity.

Change speed: Make a little less and listen at your own pace

If you go to meet recurrent crises, the “speed” with which you do things in your life should be reduced. Sometimes it comes to doing fewer things, more often they are doing the same thing but with more time.

You don’t always need all this emotional involvement, nor all this hyper-control. You just need to do the same things in a different way,

Delegate sometimes will make you feel better

Almost always what motivates us to dedicate body and heart to actions from which they derive enough pleasure is the excessive sense of duty and the inability to temporarily delegate to others what we do that counts heavily. It is therefore important to “enjoy” a moment where you leave the daily routine but staying away from guilt.

No one is indispensable, not even you!

Try once to refrain from one of the many actions that do – such as at home – “otherwise no one will think about it”:

  • you will find that not only the world does not collapse, but that others will sooner or later be organized.

And also hold on to their eventual allegations: they have become used too well, now it’s up to them to get busy.

When you do something for you, then you rest better

If you find it difficult to fall asleep or not enough having enough rest at night it means that you have accumulated too much energies that keep you awake.

It is essential therefore to spend at least some of your time to an interest in which to engage your physical and mental energy that is pleasant for you.

  • a passion that you had as a child,
  • a curiosity neglected because “you do not have enough time.”

Often it is only a matter of organization and time is. If you like a sport for some time but you do not, it’s time to start over.

SOURCE: Riza

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