Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘dieta mediterranea’

Couple playing chess in living room smilingDue nuove ricerche evidenziano che uno stile alimentare sano, soprattutto se arricchito da olio extra vergine d’oliva e noci, aumenta la memoria e le funzioni cognitive.

Le persone che mangiano molta frutta e verdura, cereali integrali e pesce, riducendo il consumo di carne rossa, dolci, fritti e cibi raffinati, conservano la memoria e la capacità di pensiero anche quando invecchiamo, spiega il primo studio, realizzato dalla McMaster University di Hamilton, Ontario, Canada e pubblicato il 6 maggio sulla rivista Neurology.

 

dieta mediterranea

 

I ricercatori hanno scoperto che tra 28.000 anziani provenienti da 40 Paesi, quelli che hanno dichiarato di “mangiare sano” si sono rivelati meno propensi a mostrare cali di memoria e di attenzione, conservando le abilità mentali negli anni. Rispetto al gruppo di anziani consumatore di carne rossa e dolci, il rischio di declino mentale per il primo gruppo è stato di circa un quarto inferiore. Secondo il ricercatore Andrew Smyth, a capo del team di ricerca, pur considerando che le persone con abitudini alimentari sane possono essere più istruite, più magre, più propense all’attività fisica e meno inclini a fumare di quelle che fanno meno attenzione alla dieta, dallo studio risulta comunque chiaro che una sana alimentazione può ridurre il rischio di declino cognitivo.

 

dieta mediterranea olio

 

Dall’altra parte del mondo, una ricerca spagnola, pubblicata l’11 maggio su Jama Internal Medicine, ha dimostrato che l’aggiunta di olio extravergine di d’oliva e di noci alla dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, pesce e cereali integrali e povera di carne rossa, può contribuire a mantenere la mente più acuta e attiva. I ricercatori spagnoli hanno scoperto che gli anziani che praticano questo tipo di dieta mostrano miglioramenti del pensiero e della memoria, cosa non riscontrata nel gruppo di anziani a cui i ricercatori hanno chiesto di praticare una dieta a basso contenuto di grassi.

 

noci

 

“Si può ritardare l’insorgenza del declino mentale correlato all’invecchiamento con una dieta sana ricca di alimenti con un alto potere antiossidante, come l’olio extravergine di oliva e le noci”, ha dichiarato il Dr. Emilio Ros dell’Hospital Clinic di Barcellona. “Poiché l’età media dei partecipanti era di 67 anni quando è iniziato il test, possiamo affermare che non è mai troppo tardi per cambiare la nostra dieta, per mantenere o addirittura migliorare la funzione cerebrale”, ha concluso Ros.

FONTE: Lifegate (Paola Magni)

 

(ENGLISH VERSION)

People who eat lots of fruits and vegetables, whole grains and fish, reduce the consumption of red meat, sweets, fried and refined foods, preserve memory and thinking ability even as they grow older, says the first study, conducted by McMaster University Hamilton, Ontario, Canada, and published on May 6 in the  Neurology journal.
 
Mediterranean diet
 
The researchers found that among 28,000 seniors from 40 countries, those who said they “eat healthy” were less likely to show declines in memory and attention, preserving mental abilities over the years. Compared to the group of elderly consumer of red meat and cakes, the risk of mental decline for the first group was about a quarter lower.

According to researcher Andrew Smyth, head of the research team, even considering that people with healthy eating habits can be better educated, more lean, more inclined to physical activity and less likely to smoke than those who make less attention to diet, the study is nevertheless clear that a healthy diet can reduce the risk of cognitive decline.
 
Mediterranean diet oil
 
Across the world, a Spanish research, published on 11 May of Jama Internal Medicine, showed that the addition of extra virgin olive oil and nuts to the Mediterranean diet, rich in fruits, vegetables, fish and cereals grains and low in red meat, can help keep the mind active and more acute.

Spanish researchers found that older people who practice this type of diet showed improvements in thinking and memory, which is not observed in the group of elders in which the researchers have asked to practice a diet low in fat.
 
Walnuts
 
“You can delay the onset of mental decline related to aging with a healthy diet rich in foods with a high antioxidant, such as extra virgin olive oil and walnuts,” said Dr. Emilio Ros Hospital Clinic Barcelona. “As the average age of participants was 67 years old when he started testing, we can say that it is never too late to change our diet, to maintain or even improve brain function,” said Ros.

 

SOURCE: Lifegate (Paola Magni)

Annunci

Read Full Post »

prevenire tumoreQuali sono le 10 regole d’oro per vivere in salute, a parere di un oncologo famoso come il professor Franco Berrino, dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano: è questo l’argomento del video che vi proponiamo.

 

E’ bene, infatti, soprattutto in termini di prevenzione, essere consapevoli delle regole fondamentali in campo alimentare e non solo, che costituiscono la base essenziale, a vantaggio del nostro benessere fisico. La ricerca scientifica si sta occupando molto dei tumori e sempre più sono le notizie, secondo le quali il cancro può essere sconfitto, adottando uno stile di vita migliore.

1. L’esposizione ai pesticidi

L’esposizione, anche professionale, ai pesticidi è correlata allo sviluppo di molte malattie. Oltre che il Parkinson, la depressione, il diabete e le malattie respiratorie, anche i tumori cerebrali, il melanoma, il mieloma multiplo, le leucemie, i carcinomi al polmone, al pancreas, al colon-retto, alla vescica e alla prostata. Piccole dosi di pesticidi si trovano anche negli alimenti che mangiamo, ma ancora la scienza non è sicura sugli effetti che esse possono determinare. E’ meglio sicuramente evitare queste tracce di sostanze nocive.

 

2. Il latte vaccino

Il latte vaccino, secondo la ricerca scientifica e in base a ciò che riferisce il professor Berrino, è una causa vera e propria di stitichezza, oltre che di allergie, di aggravamento dell’asma, di incremento delle mucosità, di perdita di ferro (se usato precocemente) e di acne negli adolescenti. Il latte può servire alla crescita in altezza, ma in molti casi bisognerebbe perfino evitarlo, sfatando il mito dell’apporto del calcio.

 

3. La dieta mediterranea

Essa consiste nel cibarsi soprattutto di cereali, di legumi, di verdure, di olio d’oliva, di frutta e di pesce. Soltanto raramente, specialmente un tempo, spiega il professor Berrino, venivano mangiate le carni, il formaggio, le patate, il burro, lo zucchero e i dolciumi. La dieta mediterranea può proteggere dall’asma e dalla dermatite atopica, dall’obesità, riduce l’infiammazione, il rischio di ipertensione, migliora l’assorbimento del ferro e del calcio e previene la stitichezza. L’ideale, quindi, sarebbe seguire sempre più questo tipo di regime alimentare.

 

4. La prevenzione delle infezioni intestinali

Secondo il professor Berrino, per prevenire le infezioni intestinali, sarebbe importante per l’organismo usufruire dell’azione dei batteri che producono acidi grassi a catena corta. Uno studio, che ha messo a confronto le feci dei bambini africani con quelle dei piccoli di Firenze, ha dimostrato proprio questo concetto. I bambini dell’Africa presi in considerazione non soffrivano, comunque, di denutrizione e le loro funzionalità intestinali sono risultate più sane rispetto a quelle degli italiani.

 

5. Le proteine

Il professor Berrino sottolinea l’importanza che una dieta garantisca anche l’apporto quantitativo adeguato di proteine, perché esse si rivelano importanti, anche per permettere al nostro sistema immunitario di funzionare bene.

 

6. Le bevande zuccherate

A detta degli esperti, bisognerebbe limitare il consumo di bevande zuccherate. Esse spesso contengono zuccheri aggiunti raffinati, che fanno male alla salute e che stanno alla base di molte patologie. Inoltre proprio questi zuccheri sono la principale causa dellobesità, fattore di rischio da non sottovalutare.

 

7. Gli ortaggi e la frutta

Le regole per vivere in salute prescrivono anche di aumentare la quantità di ortaggi e frutta. Essi si rivelano essenziali, per dare al nostro organismo tutte quelle vitamine e i sali minerali, di cui ha bisogno per funzionare al meglio.

 

8. Gli zuccheri

Il professor Berrino ricorda vari rapporti anche frutto di studi internazionali, i quali raccomandano di limitare il consumo degli zuccheri. Nella nostra società, con l’alimentazione attuale, questo intento è parecchio difficile, così come la regola, secondo la quale lo zucchero non dovrebbe superare il 10% nell’ambito delle calorie giornaliere assunte.

 

9. La ristorazione scolastica

Il professor Berrino ricorda anche i principi fondamentali che sono stati stabiliti per ciò che concerne la ristorazione scolastica: evitare di fornire carni conservate, bevande zuccherate e grassi idrogenati, far mangiare dolci senza zucchero, usare poco sale e, in generale, ricorrere a due quinti dei pasti con prodotti animali e tre quinti che prevedano il consumo di cereali e legumi.

 

10. L’attività fisica

Secondo il WHO Global strategy on diet, physical activity and health 2004, dovrebbe essere riservato un tempo di almeno 30 minuti giornalieri alla pratica dell’esercizio fisico. L’allenamento, infatti, si rivela molto importante per contrastare il sovrappeso ed apporta numerosi benefici a livello psicofisico. Difatti è noto che lo sport e l’attività fisica migliorano anche l’umore.

 

FONTE: Tantasalute

Read Full Post »

dieta mediterraneaCari lettori,

se avete le arterie in cattivo stato, prendere dei medicinali o subire un intervento (by pass, angioplastica, trapianto) non risolverà il problema se non solo in modo provvisorio.

Questi interventi sono efficaci solo in caso di urgenza:

  • Infarto
  • Trombosi
  • Certi AVC
  • Rischi imminenti di incidenti

 

 

L’unico modo di fare qualcosa a lungo termine per il vostro cuore e le vostre arterie è di cambiare il vostro stile di vita: 

  • esercizio fisico
  • alimentazione corretta
  • smettere il fumo

 

I farmaci contro il colesterolo non funzionano.

Assumete statine, il medicinale contro il colesterolo, ed ecco che di colpo il vostro tasso di colesterolo diminuisce da 10 a 30%. Senza nulla cambiare al vostro stile di vita, nemmeno la vostra alimentazione.

Il vostro rischio di morte è diminuito dopo l’operazione? No, purtroppo.

 

Le cose non sono così semplici.

Tutto quello che fanno le statine, è semplicemente di evitare che il fegato produca colesterolo. Ma questo non riduce il rischio di infarto, in quanto gli incidenti cardiaci, sono, nella maggior parte dei casi, provocati da un coagulo di sangue che ne ha otturato un arteria. Il colesterolo, non interviene in alcuna parte nella formazione di questo coagulo. Abbassare il tasso di colesterolo non riduce il rischio di  infarto.

 

Al contrario: il colesterolo è una molecola essenziale per le pareti cellulari, ridurre il tasso di colesterolo sanguigno potrebbe rendere le vostre cellule più fragili e quindi anche le vostre arterie. Le statine (contro il colesterolo) sono oggi incriminate di aumentare il rischio di AVC emorragica [1] (sangue che si riversa nel cervello in seguito alla rottura di un arteria, e questo può sia portare alla morte, oppure avere gravi conseguenze, come la paralisi) ed è anche sospetto di favorire il cancro [2].

 

Attraverso i mass media, voi leggete che il problema viene dal colesterolo che riduce il diametro delle arterie, come se il colesterolo si depositasse nelle arterie come fa il calcare nelle tubature di casa.

Ma questa è solo una legenda che non ha alcun fondamento scientifico ne medico.

Si, le arterie ammalate sono sempre più strette. Si dice che sono in stenosi. Ma questa stenosi non è provocata da un accumulo di colesterolo. E’ provocata da una sclerosi delle arterie, che si cicatrizzano a forza di essere aggredite e ferite. All’interno della cicatrice si accumulano cristalli ci colesterolo, ferro e calcio: l’ateroma.

L’ateroma e la sclerosi sono chiamate atero-sclerosi dai medici, ma non è del colesterolo. Il colesterolo sanguigno non è la causa della aterosclerosi. Il colesterolo entra solo come componente della ateroma, ma è solo il 10% dell’aterosclerosi.

Ecco perché lottare contro il colesterolo è così poco efficace per far regredire l’aterosclerosi.

 

Gli attacchi alla parete delle arterie sono di fatto molto vecchie:

  • fumo di sigaretta
  • inquinamento
  • cattiva alimentazione
  • carenza di esercizio fisico

Questa parete è protetta da uno strato di cellule molto sensibile a questi fattori, l’endotelio. L’esercizio fisico regolare, in particolare, permette al vostro endotelio di rigenerarsi.

 

Ma se lasciate il vostro endotelio degenerare, è inevitabile, le vostre arterie saranno toccate dall‘aterosclerosi.

 

L’aterosclerosi è la conseguenza di un problema di stile di vita:

  • vita sedentaria
  • cattiva alimentazione.

Si può combattere, non con farmaci, ma con una sana alimentazione e una buona igiene di vita, che includa un esercizio fisico frequente.

 

La dieta che si dimostrata efficace contro le malattie cardiovascolari.

La buona alimentazione, contro l’ateroscelrosi , non consiste affatto nel diminuire il proprio tasso di colesterolo. Tutti gli esperimenti scientifici rigorosi che sono stati fatti per far diminuire il tasso di colesterolo dei pazienti e la loro mortalità sono falliti, sia che siano stati fatti attraverso l’alimentazione che attraverso farmaci. Questo è stato stabilito scientificamente [3].

Di contro, sappiamo che esiste una dieta alimentare che diminuisce in modo drastico il rischio di infarto.

 

Era in Francia, negli anni ’90, che è stata fatta una ricerca scientifica approfondita ed è la più efficace in questo ambito. Ha dimostrato gli effetti di una dieta per ridurre la mortalità nelle persone anche indebolite, sofferenti di malattie cardiovascolari.

 

Questa ricerca, chiamata Lyon Diet Heart Study (studio di Lyon) è stata condotta dal Dr Michel de Lorgeril e Dr Serge Renaudin. I risultati sono stati pubblicati nel 1999 nella prestigiosa rivista medica The Lancet. Indicano che una dieta mediterranea tradizionale per dei pazienti che sono sopravvissuti al miocardio ridotto dal 50% al 70%  di rischio di una nuova complicazione cardiovascolare, hanno visto la loro speranza di vita aumentare del 50%.

Nessun trattamento ha mai dimostrato ne in pasto ne ad oggi, una tale efficacia.

 

Eppure, questa ricerca coinvolgeva molte persone in grave stato di salute. Tutte le persone sottoposte alla ricerca non hanno seguito alla lettera la dieta. E non è stato loro chiesto di fare esercizio fisico particolare.

 

Se tutti questi fattori fossero stati messi insieme, i risultati sarebbero diventati ancor più spettacolari

 

In cosa consiste questa dieta mediterranea?

Nel suo libro Cholestérol, Mensonge et Propagande [4], le Dr Michel de Lorgeril riassume la dieta mediterranea che ha permesso di ottenere questi risultati:

“la dieta mediterranea è una dieta ricca in cereali poco raffinati, soprattutto frumento consumato sotto forma di pane, pasta, couscous, ecc… E’ ricca in frutta e verdura fresca consumata secondo la stagione. Le verdure a foglia verde, in particolare, vengono proposte ad ogni pasto. E’ ugualmente ricca in legumi secchi: Fagioli, fave, ceci, lenticchie. I mediterranei consumavano frutta a guscio (mandorle, noci, nocciole…) e durante l’inverno, frutta secca (da frutto essiccato), come la famosa uvetta di Corinto, ma anche fichi secchi, e albicocche. Consumavano uova, pesce e carne (ma soprattutto volatili e coniglio, in alcune zone) in modo comunque moderato, in via generale. Cosumano latticini ma solo fermentati (formaggio e yogurt) in quantità minima, e soprattutto fatti da latte di capra o pecora.

L’olio di oliva è l’unico che viene usato per cucinare, e chiaramente non si usa il burro e gli oli polinsaturi (girasole, mais, ecc..). Le erbe aromatiche (rosmarino, timo e origano), l’aglio e la cipolla sono ampiamente usate per la preparazione delle pietanza, e allo stesso modo il succo di limone e altri agrumi.”

 

Aggiungiamo a questo riassunto che questa dieta è ricca in omega-3. Si può completare l’olio di oliva con olio di lino ricco in omega-3. Il pesce consumato sé per la maggior parte sardine e acciughe, anche loro ricche in omega-3. Durante la Lyon Diet Heart Study, i partecipanti ricevevano gratuitamente una margarina speciale fatta base di olio di colza ricca in omega-3. Infine, è raccomandato, per le persone che bevono alcolici, un buon bicchiere di vino rosso al giorno, ricco di eccellenti polifenoli (antiossidanti) protettori delle arterie.

Potete avere tutti i dettagli nel libro di Michel de Lorgeril  Prévenir l’infarctus et l’accident vasculaire cérébral (purtroppo esiste solo in francese), stampato nel 2011, e che contiene dodici capitoli sulla dieta mediterranea.

 

Il segreto della dieta mediterranea

Coincidenza strana, nel momento in cui scrivo questa lettera, due ricercatori annunciano aver compreso il segreto della dieta mediterranea [5].

 

Secondo loro, gli acidi grassi insaturi (olio di oliva, e frutta secca a guscio), incoraggiata nella dieta mediterranea a scapito della acidi grassi saturi (grasso animale, prodotti industriali), interagiscono con i nitrati e i nitriti prodotti dalle verdure l’altra principale categoria alimentare raccomandata in questa dieta. Questa reazione tra gli acidi insaturi e i nitrati dalle verdure inducono alla formazione degli acidi grassi “nitro”. Ora, questi acidi grassi “nitro! neutralizzerebbero un enzima nella regolazione della pressione del sangue.

Si tratta tuttavia di un esperimento condotto sulle cavie.

 

la mia opinione a questo riguardo è che è difficile se non impossibile isolare un solo effetto, della dieta mediterranea, come se, in fondo, funzionasse come un medicinale.

 

la dieta mediterranea è uno stile di vita sano, e in questo è favorevole alla nostra salute, in quanto si avvicina il più possibile ai nostri bisogni naturali.

 

E il glutine in tutto ciò?

Si noterà che la dieta mediterranea da molto peso ai cereali, e in particolare al frumento ricco di glutine, che viene spesso additato. Il Dr de Lorgeril ha nel frattempo pubblicato un altro studio, nella rivista Food Sciences & Nutrition , nel quale mette in guardia sugli effetti del frumento moderno, avendo questo subito molte ibridazioni che provocano l’intolleranza al glutine [6].

Le persone che non tollerano il glutine o che sono affette da celiachia devono quindi mangiare riso integrale, che ha anche lui un tasso glicemico basso. Senza dimenticare i legumi che non contengono glutine (lenticchie, fagioli rossi e bianchi, ceci, piselli secchi, ecc..)

 

L’importante è fissare degli obiettivi

Lo studio del Dr Michel de Lorgeril era condotto su persone che avevano avuto un infarto. I pazienti essendo stati reclutati a Lione e nella regione, molti erano abituati ad un alimentazione ricca di insaccati, pasticceria, carne con salse.

Non erano persone interessate dal principio a uno stile di vita austero e sano, ma al contrario.

E’ quindi fondamentale che i consigli alimentari siano praticabili dalle persone che le devono seguire. La medicina tratta delle persone, non delle macchine.

In materia di cambiamenti di stile di vita, la cosa più urgente non è di applicare queste ricette in modo rigido, ma in modo progressivo, secondo le proprie forze, e nella buona direzione.

Spero che questo aiuti le persone che hanno delle arteria in cattivo stato a prendere la decisione di mangiare meglio, e mettersi a fare del sano e quotidiano esercizio fisico, anche a piccoli passi, in modo graduale.

Alla vostra salute!

 

FONTE: Jean Marc Dupuis (traduzione dal francese di Zeinab Youssef)

[1] Voir « Étude de Rotterdam » publiée en avril 2014.

[2] Etude suédoise publiée en juin 2013 dans la revue PlosOne.

[3] Voir Cholestérol, Mensonges et Propagande, par le Dr Michel de Lorgeril, aux éditions Thierry Souccar.

[4] Première édition, Thierry Souccar Editions, 2007.

[5] Charles R.L. et coll., PNAS, April 24, 2014

[6] De Lorgeril M. Salen P. Gluten and wheat intolerance today: are modern wheat strains involved ?, Int J Food Sci Nutr , février 2014.

 

Read Full Post »

pistacchi-di-bronteLe persone a rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, potrebbero trarre molti benefici aggiungendo qualche pistacchio nella propria dieta quotidiana.

 

Il pistacchio potrebbe aiutare a tenere alla larga il rischio di soffrire di diabete di tipo 2. A renderlo noto sarebbero stati i membri della Rovira i Virgili University, secondo i quali il cosiddetto “diabete borderline” potrebbe essere combattuto proprio grazie a questo gustosissimo e nutriente alleato.

Per giungere a tale conclusione, gli esperti avrebbero analizzato i dati relativi a un campione di 54 persone con pre-diabete, sovrappeso o obesità. Ai volontari sarebbe stato chiesto di seguire una dieta mediterranea, e per la metà della durata dell’esperimento, è stato anche chiesto di integrare 57 grammi di pistacchi al giorno nella propria alimentazione.

Il periodo di studio è durato circa otto mesi, al termine dei quali sarebbero emersi diversi dati interessanti. Innanzitutto, non si sono verificati dei cambiamenti per quanto riguarda il peso corporeo dei partecipanti.

Tuttavia, dagli esami del sangue sarebbe emerso che i livelli di glucosio e di insulina nel sangue, così come quelli del colesterolo LDL, sarebbero diminuiti dopo l’integrazione dei pistacchi nella dieta. Questo effetti possono senza dubbio contribuire a ridurre il rischio di diabete di tipo 2.
I risultati dello studio sono stati presentati in occasione dell’European Congress on Obesity in corso a Sofia, dove Mònica Bulló, una delle autrici dello studio, ha ricordato come i pistacchi siano ricchi di ottime sostanze benefiche, a cominciare dai

  • grassi insaturi,
  • fibre e
  • carotenoidi e
  • antiossidanti,

tutte sostanze capaci di migliorare la nostra salute generale.

Naturalmente, ulteriori studi dovranno ancora essere condotti in merito agli effetti benefici dei pistacchi contro il diabete. Intanto, assumerne una manciata ogni tanto non potrà che farci bene, non trovate?

FONTE: Scienzaesalute

Read Full Post »

IQDMolte volte chi sta a dieta si priva di tutta una serie di cibi considerati troppo calorici o grassi e quindi inadatti a chi vuole perdere peso velocemente.

Tutto questo però spesso comporta il fatto di improvvisarsi nutrizionisti seguendo regimi alimentari sregolati, anche sulla scia di diete famose che promettono drastiche e durature perdite di peso.

Il concetto di calorie presenti nei cibi rimane importante ma non è l’unica cosa da tenere presente, è per questo che alcuni ricercatori della Sapienza di Roma hanno ideato l’Indice di Qualità della Dieta (IQD) presentato a Roma al congresso della Società italiana dell’obesità.

Per ogni alimento, questo indice valuta il risultato dell’introito di glicidi (carboidrati e zuccheri non integrali), moltiplicandolo per gli acidi grassi saturi e dividendolo per l’apporto di fibre (cereali integrali, frutta e verdura).

Il calcolo può sembrare un po’ complesso, ma in realtà i presupposti da cui parte sono abbastanza semplici: ci sono cibi che fanno ingrassare rapidamente e possono avere effetti di rallentamento del metabolismo come carboidrati raffinati, grassi saturi, zuccheri; e altri alimenti che invece sono in grado di compensare gli effetti dannosi di quest’ultimi, si tratta ovviamente di cereali integrali, ortaggi e frutta.

Per arrivare a questa conclusione e ideare il nuovo indice sono state analizzate le abitudini alimentari di 120 persone:

  • 30 vegani,
  • 30 latto-ovo-vegetariani,
  • 30 onnivori magri e
  • 30 onnivori obesi,

con un’introduzione di calorie giornaliera molto simile (oscillava tra le 1970 e le 2140 calorie).

A parità di calorie assunte ogni giorno da vegani, vegetariani che includono latte e uova, magri onnivori e obesi onnivori si evidenziano pesi decisamente differenti. Non è solo l’introito calorico a determinare lo sviluppo dell’obesità e del sovrappeso, ma come si costruisce il menù, bilanciando i cibi contenenti grassi saturi o glucidi con le fibre. In linea con i dettami della dieta mediterranea, i piatti privi di fibre e verdure e ricchi di grassi saturi, in particolare le carni rosse, non solo fanno ingrassare, ma facilitano lo sviluppo di malattie correlate all’obesità” ha dichiarato Andrea Lenzi, professore di endocrinologia e direttore della Sezione di fisiopatologia medica ed endocrinologia del Dipartimento di medicina sperimentale della Sapienza.

Ecco allora che è molto più facile essere obesi o sovrappeso se si è onnivori e si fa largo consumo di carni rosse grasse e formaggi senza avere un giusto apporto di frutta e verdura quotidiana. Ciò che importa dunque non è solo la quantità ma anche la qualità di ciò che assumiamo ogni giorno!

Adesso, a detta dei ricercatori, è fondamentale ampliare i risultati di questa ricerca per “poter stabilire come impiegare il nuovo indice IQD su ampia scala e renderlo utile non solo a scopo di ricerca ma fruibile a tutti”.

FONTE: Francesca Biagiol (Greenme)

Read Full Post »

dieta-mediterraneaIl cibo italiano è noto in tutto il mondo per il sapore, la qualità e la bontà che lo caratterizza.
Negli ultimi anni la sua fama è aumentata anche grazie alla “dieta mediterranea”, conosciuta soprattutto per le sue doti di prevenzione nelle malattie cardiovascolari.

 
Purtroppo però l’italiani non hanno sane abitudini alimentari.

La maggior parte degli abitanti italiani saltano la colazione.

Il primo pasto della giornata è il più importante. Chi non fa colazione infatti rallenta il metabolismo, l’agilità mentale e le attività intellettuali, aumenta lo stato di affaticamento psico-fisico, rischia l’ipoglicemia e rende il mantenimento di un giusto peso corporeo più difficile.

Di contro, l’italiano che fa colazione, mangia alimenti troppo ricchi di zuccheri e grassi animali come brioches, biscotti, paste e cornetti a discapito di una  sana colazione con dello yogurt. Una manciata di cereali senza zucchero e un frutto oppure con una fetta di pane, marmellata e caffè latte.

Le abitudini alimentari scorrette degli italiani si riscontrano anche nei pasti successivi alla colazione.

Il pranzo e a cena eccedono con le quantità di carboidrati : il doppio di quelle consigliate.

L’effetto benefico di pane, pasta e riso si ha se la dose di carboidrati assunta è quella suggerita dalla dieta mediterranea: circa 70-100gr.

Ulteriori errori nelle abitudini alimentari degli italiani è quello di mangiare tipi di carboidrati diversi in un solo pasto (pasta e patate, pasta e pane etc..),oppure consumare un primo seguito da un secondo proteico ma accompagnato da ulteriori carboidrati (pane, grissini etc..).

Inoltre si mangiano troppi affettati spesso troppo grassi e ricchi di colesterolo. La raccomandazione è di limitare il consumo di questi grassi e golosi alimenti a 1 volta a settimana cercando di preferire comunque gli affettati magri come il tacchino, il pollo o il prosciutto crudo sgrassato.

È comune trovare il piatto unico sulle tavole italiane, è necessario però porre una certa attenzione perché il rischio è quello di ingerire comunque una quantità eccessiva di carboidrati a discapito di proteine, fibre, vitamine a sali minerali.

Erroneamente si pensa che il piatto di pasta contenga “tutto”ma in realtà la pasta è composta prevalentemente da carboidrati e grassi e, a meno che non sia condita con un sugo leggero di verdure e qualche legume, si corre il rischio di avere un abbassamento della glicemia nel giro di 1 o 2 ore facendoci  venir fame e invogliandoci ad un break a base di altri carboidrati.

Un ultimo suggerimento:

per adottare delle sane abitudini alimentari è importante limitare merendine e snack ricchi di zuccheri e poveri di nutrienti; essi aiutano solo ad aumentare i casi di obesità nei bambini.

FONTE: medicina-benessere

Read Full Post »

MEMORIAUn nuovo importante studio emette il verdetto: una dieta basata sui vegetali e gli alimenti ricchi di omega-3 protegge la memoria.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Neurology, la bibbia dei neurologi di tutto il mondo. Sono state seguite per 4 anni 18mila persone con un’età media di 64 anni. Alla fine, il 7% delle persone esaminate aveva sviluppato un deficit cognitivo, che prevede anche un indebolimento della memoria.

Ma le persone che avevano seguito la dieta ricca di vegetali e omega 3 sono risultate meno colpite dai deficit mnemonici. Nessun farmaco è in grado di fare questo, in totale assenza di rischi.

Più nel dettaglio la dieta protettiva non era altro che una versione della dieta mediterranea. In breve, si tratta di tagliare carne e latticini e di scegliere frutta, verdura e cibi ricchi di omega 3.

Si prevede il consumo del pesce o dell’olio di pesce, che è ricco di omega 3, ma la dieta orienta anche verso cibi vegetali che apportano omega 3. Soprattutto le noci e ancor di più i semi di lino che sono molto generosi di questo nutriente. Anche i legumi (come soia e piselli), i semi di sesamo e alcuni vegetali a foglia verde (spinaci) contribuiscono con la loro quota di omega 3.

Altre fonti vegetali di omega 3.

– Sono molto ricchi di omega 3 i semi di Chia.
– Tra gli oli meglio l’olio di lino ma anche di soia
– Poi ci sono le alghe, in particolare la klamath, consigliata da qualcuno come integratore.

Ricordiamo infine che l’effetto sulla memoria non è l’unico beneficio attribuito agli
omega 3. Oltre alla ben nota protezione contro infarto e ictus, questi acidi grassi sono attualmente sottoposti a un’intensa ricerca per i loro possibili effetti contro il cancro, il Crohn, la colite ulcerosa, e altre malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide e il lupus.

FONTE: SaporBio

Read Full Post »