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Di norma il gonfiore dipende dalla scarsità di fibre introdotte, ma ci sono casi nei quali è vero il contrario: come intervenire e arrivare alla pancia piatta.

 

Una signora scrive:

Ho 50 anni, e nonostante cerchi sempre di moderarmi nelle porzioni per avere la pancia piatta noto che, dopo quasi ogni pasto, mi gonfio tanto da dover spostare di un buco la cintura. Il mio girovita aumenta di almeno 3 centimetri. A pranzo consumo sempre cereali integrali (circa 60 grammi) e a cena pesce, legumi, seitan o tempeh con tante verdure. Latticini e pizza solo una volta la settimana. Anche se mangio poco o nulla durante il giorno, la sera mi gonfio ugualmente. Come posso fare per alleggerirmi e combattere questo gonfiore perenne che mi deprime in un momento della vita già avaro di felicità e soddisfazioni?”

Pancia piatta: dipende anche dall’umore?

Lo dimentichiamo facilmente, ma la parola dieta significa “regola di vita”: ciò significa che non è fatta solo dal cibo che ingeriamo ma anche dallo stile di vita che conduciamo, dalle bevande voluttuarie che più o meno spesso ingeriamo, dal lavoro che facciamo, dalle ansie e degli stress quotidiani…. Quindi, se l’alimentazione è trattenuta ma la tua felicità è scarsa, forse il gonfiore non dipende solo da ciò che introduci a tavola ma simboleggia anche la necessità di affermare la propria presenza nel mondo, per rompere le gabbie di una vita sostanzialmente insoddisfacente.

Pancia piatta: per ridurre il gonfiore evita questi cibi

Ciò premesso, l’alimentazione della nostra lettrice contiene legumi, cereali integrali e tempeh, un derivato dalla soia: sono ottimi cibi, ricchi di fibre insolubili che però richiamano acqua e possono provocare il tipico gonfiore. Si tratta di un gonfiore naturale, che però può essere accentuato da una ridotta motilità intestinale, in persone con tendenza alla stipsi. Che fare? Eliminare del tutto le fibre non darebbe i benefici sperati per avere la pancia piatta. Ma possiamo mettere in campo altri accorgimenti…

Frutta, acqua, movimento: i “magnifici tre” della pancia piatta

Un’alimentazione più varia, arricchita con frutta di stagione ricca di fibre solubili assunta due volte al giorno lontano dai pasti (con la buccia quando è possibile) fa acquisire vitamine e antiossidanti, che consentono di avere una flora microbica intestinale più equilibrata che favorisce la pancia piatta. Poi non bisogna mai trascurare l’idratazione e il movimento fisico, che combinati insieme stimolano la peristalsi.

Come verdure in questo periodo è meglio evitare la lattuga, che con le sue fibre lunghe rischia più facilmente di altre insalate di appesantire stomaco e intestino (ma solo in chi è predisposto).

Bene, invece, il songino: saporito e leggero, ha foglie minute e fibre corte, che non disturbano l’apparato digerente: la scelta migliore è abbinarlo a insalate amare, come rucola o radicchio. Si può arricchire il tutto con uova sode, pesce ai ferri e una cucchiaiata di pinoli o di semi di sesamo, alghe sbriciolate e zenzero grattugiato.

Agisci subito contro i gas intestinali

Per alleviare il gonfiore e riavere la pancia piatta, scegli i seguenti rimedi naturali:

  • Finocchio, (1 opercolo a fine pasto) oppure integratori di enzimi deputati alla digestione delle fibre insolubili (cellulasi, 1 capsula durante il pasto).
  • Una valida alternativa sono anche i regolatori della motilità digestiva, ad esempio il MIRTILLO ROSSO (30-50 gocce di integratore tre volte al giorno per un mese).

Fibre: ecco spiegato l’effetto paradosso

Il gonfiore è in genere dovuto alla mancanza di fibre, che impigrisce l’intestino e impoverisce la flora batterica intestinale, con prevedibili conseguenze anche sul girovita. Ma può essere causato, all’opposto, anche dall’eccesso di cibi e verdure ricchi di fibre che tendono a creare fenomeni putrefattivi a livello intestinale, perché attivano eccessivamente il microbiota e, se consumati in modo disordinato, irritano il colon.

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Usually the swelling depends on the scarcity of introduced fibers, but there are cases in which the opposite is true: how to intervene and reach the flat stomach

A reader writes:

“I am 50 years old, and although you always try to moderate me in the portions to have a flat stomach I know that, after almost every meal, I swell so much that I have to move my belt by one hole. My waist increases by at least 3 centimeters. always whole grains (about 60 grams) and at dinner fish, legumes, seitan or tempeh with lots of vegetables, dairy products and pizza only once a week, even if I eat little or nothing during the day, in the evening I swell anyway. to lighten and fight this perennial swelling that depresses me in a moment of life already stingy with happiness and satisfaction? “

Flat belly: does it also depend on mood?

We easily forget it, but the word diet means “rule of life”: this means that it is not made only by the food we ingest but also by the lifestyle we lead, by the voluptuous drinks that we more or less often ingest, by the work we do, from daily anxieties and stresses …. So, if the power is restrained but your happiness is scarce, perhaps the swelling does not depend only on what you introduce at the table but also symbolizes the need to affirm your presence in the world, to break the cages of a substantially unsatisfactory life.

 

Flat belly: to reduce swelling avoid these foods

That being said, the power supply of our reader contains legumes, whole grains and tempeh, a derivative of soy: they are excellent foods, rich in insoluble fibers which, however, attract water and can cause the typical swelling. It is a natural swelling, but it can be accentuated by reduced intestinal motility, in people with a tendency to constipation. What to do? Eliminating fiber altogether would not give the benefits hoped for having a flat stomach. But we can put other tricks in place …

Fruit, water, movement: the “magnificent three” of the flat stomach
A more varied diet, enriched with seasonal fruits rich in soluble fiber taken twice a day between meals (with the skin when possible) acquires vitamins and antioxidants, which make it possible to have a more balanced intestinal microbial flora that favors the Flat stomach. Then we must never overlook hydration and physical movement, which combined together stimulate peristalsis.

As vegetables in this period it is better to avoid lettuce, which with its long fibers risks more easily than other salads to weigh down the stomach and intestine (but only in those who are predisposed).

Well, instead, the songino: tasty and light, it has minute leaves and short fibers, which do not disturb the digestive system: the best choice is to combine it with bitter salads, such as rocket or radicchio. It can be enriched with boiled eggs, grilled fish and a spoonful of pine nuts or sesame seeds, crumbled seaweeds and grated ginger.

 

Act immediately against intestinal gases

To relieve swelling and regain a flat stomach, choose the following natural remedies:

Fennel, (1 operculum at the end of a meal) or enzyme supplements dedicated to the digestion of insoluble fibers (cellulase, 1 capsule during the meal).
 
A valid alternative is also the regulators of digestive motility, such as RED BLUEBERRY (30-50 drops of supplement three times a day for a month).

Fibers: this explains the paradoxical effect

The swelling is generally due to the lack of fibers, which makes the intestine lazy and impoverishes the intestinal bacterial flora, with foreseeable consequences also on the waistline. But it can be caused, on the contrary, also by the excess of foods and vegetables rich in fibers that tend to create putrefactive phenomena in the intestine, because they activate the microbiota excessively and, if consumed in a disordered way, irritate the colon.

 

SOURCE: Riza

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Secondo i risultati di uno studio appena pubblicato sul British Medical Journal gli stili di vita sono i principali responsabili dell’aumento di peso della popolazione a partire dagli anni Sessanta.

 

E’ SOPRATTUTTO dell’ambiente in cui viviamo – inteso come insieme di stili di vita e abitudini – la responsabilità del generale aumento di peso che si è verificato a partire dagli anni ’60. I geni giocano un ruolo, ma in tandem con l’ambiente che è diventato sempre più ‘obesogeno’.

E’ quanto emerge da uno studio condotto in Norvegia e appena pubblicato sul British Medical Journal. Dal 1975 l’obesità è quasi triplicata nel mondo, ma le origini di questa epidemia sono tuttora poco chiare.

I numeri della ricerca

I ricercatori hanno esaminato 119.000 pazienti, di età compresa tra 13 e 80 anni, arruolati nel Nord Trøndelag Heath Study tra il 1963 e il 2008. Su 67.305 di questi, è stata analizzata l’associazione tra la predisposizione genetica e l’Indice di Massa Corporea (IMC). Dopo aver preso in considerazione i fattori principali, i risultati dell’analisi hanno dimostrato che in Norvegia l’IMC ha cominciato ad aumentare tra la metà degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta. Inoltre, i nati dopo il 1970, se messi a confronto con coorti di nascita precedenti, avevano già un IMC significativamente maggiore nella fascia d’età dei giovani adulti.

Geni e ambienti, la coppia che fa salire l’ago della bilancia

I pazienti sono stati suddivisi equamente in 5 gruppi:

  • il primo era quello maggiormente predisposto geneticamente a sviluppare un IMC più elevato e l’ultimo era quello con una minore predisposizione genetica.

L’IMC è risultato essere di gran lunga diverso tra il primo e l’ultimo gruppo a seconda delle fasce d’età e queste differenze aumentavano progressivamente dagli anni Sessanta agli anni Duemila. I ricercatori hanno rilevato come negli ultimi decenni i soggetti con una predisposizione genetica all’obesità abbiano avuto un rischio più elevato di ingrassare in quanto i geni interagiscono con un ambiente sempre più obesogeno e ciò ha portato all’aumento dell’Indice di Massa Corporea. Ma lo studio ha fatto emergere anche che, a partire dagli anni Sessanta, l’IMC è aumentato sia nei soggetti con una predisposizione genetica ad ingrassare che in quelli non predisposti geneticamente, dimostrando che l’ambiente resta il principale responsabile dell’epidemia di obesità.

Com’è cambiato negli anni l’IMC

In particolare, si è visto che nei trentacinquenni maschi, coloro che risultavano maggiormente predisposti geneticamente avevano un IMC di 1,20 kg/m2 più alto di coloro che erano meno predisposti negli anni Sessanta. Ma questa differenza è aumentata nel tempo e negli anni 2000 l’IMC in chi era geneticamente predisposto era di 2,09 kg/m2. Stesso andamento per le donne di 35 anni: l’IMC era di 1,77 kg/m2 negli anni Sessanta e di 2,58 kg/m2 negli anni Duemila. Quindi, secondo i ricercatori, negli anni Duemila, l’aumento dell’IMC rispettivamente di 0,89 kg/m2 negli uomini e di 0,81 kg/m2 nelle donne potrebbe essere dovuto all’interazione tra genetica e un ambiente obesogeno.

Ambiente ‘obesogeno’: di cosa si tratta?

Ma che vuol dire esattamente ‘ambiente obesogeno’? Si fa riferimento a questi termini per indicare che la società moderna è caratterizzata dall’incessante offerta di cibo, spesso nutrizionalmente povero, ricco in grassi, zuccheri, sale e calorie. Rientrano nel concetto anche gli stili di vita sedentari con lavori fisicamente meno impegnativi, l’uso diffuso di mezzi di trasporto e la tendenza a muoversi poco in generale.
 

FONTE: Salute della Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

ESPECIALLY of the environment in which we live – understood as a set of lifestyles and habits – the responsibility for the general weight gain that has occurred since the 1960s. Genes play a role, but in tandem with the environment that has become increasingly “obesogenic”. This is what emerges from a study conducted in Norway and just published in the British Medical Journal. Since 1975 obesity has almost tripled in the world, but the origins of this epidemic are still unclear.
 

The numbers of the research

The researchers examined 119,000 patients, aged between 13 and 80, enrolled in the Nord Trøndelag Heath Study between 1963 and 2008. Of the 67,305 of these, the association between genetic predisposition and the Mass Index was analyzed. Body (IMC). After considering the main factors, the results of the analysis showed that in Norway the IMC began to increase between the mid-1980s and the mid-1990s. Furthermore, those born after 1970, when compared with previous birth cohorts, already had a significantly larger BMI in the age range of young adults.
 

Genes and environments, the pair that makes the needle rise

The patients were divided equally into 5 groups: the first was the one most genetically predisposed to develop a higher BMI and the last was the one with a lower genetic predisposition. The IMC was found to be far different between the first and last group according to age groups and these differences progressively increased from the 1960s to the 2000s. Researchers have found that in recent decades, subjects with a genetic predisposition to obesity have had a higher risk of gaining weight as the genes interact with an increasingly obesogenic environment and this has led to an increase in the Body Mass Index. But the study also revealed that, since the 1960s, the IMC has increased both in subjects with a genetic predisposition to gain weight and in those not genetically predisposed, demonstrating that the environment remains the main culprit of the obesity epidemic .
 

How the IMC has changed over the years

In particular, we have seen that in the 35-year-old males, those who were most genetically predisposed had a BMI of 1.20 kg / m2 higher than those who were less predisposed in the 1960s. But this difference has increased over time and in the 2000s the BMI in those who were genetically predisposed was 2.09 kg / m2. Same trend for women aged 35: the BMI was 1.77 kg / m2 in the 1960s and 2.58 kg / m2 in the 2000s. Thus, according to researchers, in the 2000s, the increase in BMI of 0.89 kg / m2 in men and 0.81 kg / m2 in women could be due to the interaction between genetics and an obesogenic environment.
 

“Obesogenic” environment: what is it?

But what exactly does “obesogenic environment” mean? We refer to these terms to indicate that modern society is characterized by the incessant supply of food, often nutritionally poor, rich in fats, sugars, salt and calories. Sedentary lifestyles with physically less demanding jobs, the widespread use of means of transport and the tendency to move in general are also part of the concept.

 

SOURCE: Salute della Repubblica

 

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Scopri i cereali migliori per una colazione sana e nutriente: devono essere poveri di sodio, non troppo dolci e provenienti da agricoltura biologica.

 

Sugli scaffali dei supermercati l’offerta dei cereali da colazione è vastissima. Solo alcuni di questi prodotti, però, sono semplici derivati dei cereali. La maggior parte sono arricchiti da altri ingredienti che ne fanno un alimento tutt’altro che “naturale”.

Il rischio principale di questi prodotti è che siano ricchi di zucchero o altri dolcificanti. L’ideale è che ne contengano meno di 10 g per 100 g di prodotto. Anche il sale, utilizzato per rendere più appetibili i cereali, deve comparire in fondo alla lista degli ingredienti o non esserci affatto. Altre sostanze delle quali diffidare sono gli aromi non specificati e i vari conservanti, correttori di acidità o addensanti, che per quanto siano regolati da precise norme di sicurezza, vanno a sommarsi a quelli presenti in altri alimenti.

I migliori cereali sono fatti solo con ingredienti genuini

La scelta più salutare è quella di un prodotto che, in etichetta, presenti come unico ingrediente il cereale lavorato, quindi avena, orzo, frumento, mais, riso o farro, ma anche miglio, quinoa o amaranto. Tutt’al più, come nel caso del muesli, possono esservi anche frutta secca o essiccata, semi oleosi e vari tipi di cereali insieme, ma eventuali altri ingredienti devono comparire in percentuale minima o, meglio, essere del tutto assenti. Troppo spesso non è così: basti pensare che in alcuni prodotti pubblicizzati come “dietetici” il frumento può arrivare a rappresentare poco più del 70% della composizione totale, a vantaggio di zuccheri, aromi e conservanti.

Scegli cereali bio, soprattutto se li vuoi integrali

Questa abbondanza di ingredienti aggiunti ai cereali da colazione fa sì che la scelta di prodotti biologici si riveli ancora una volta la migliore. Tra i prodotti a marchio verde, infatti, si riscontra una minore presenza di additivi e zuccheri e, anzi, è facile che l’ingrediente sia uno solo: il cereale di origine biologica. Inoltre, acquistando cereali integrali, prediligere il bio è ancora più importante perché garantisce l’assenza di residui chimici nella parte esterna del chicco, che è quella più esposta alle contaminazioni.

Fiocchi, petali, chicchi soffiati: ecco le differenze

Nella scelta di un prodotto di qualità, oltre all’elenco degli ingredienti, è utile anche considerare la tecnica di lavorazione del cereale: la fioccatura, per esempio, è il metodo di produzione che meglio conserva le proprietà nutrizionali del chicco. Altre tecniche utilizzate, come la soffiatura e l’estrusione, sottopongono il cereale ad alte temperature e hanno un impatto più rilevante sul valore nutritivo.

  • Fiocchi: si ricavano dai chicchi interi dei cereali. La lavorazione consiste solo nello scaldare a vapore e schiacciare i chicchi, per poi tostarli o essiccarli. Rappresentano la forma più “naturale” dei cereali da colazione.
  • Chicchi soffiati: i chicchi del cereale sono scaldati sotto pressione ad alte temperature, in modo che l’acqua all’interno del chicco evapori rapidamente facendolo “scoppiare”. Molte vitamine e nutrienti vengono persi, per questo tanti prodotti vengono poi arricchiti artificialmente.
  • Crusca: è la parte esterna dei chicchi. È una miniera di fibre, infatti quella di frumento può contenerne fino al 40% del suo peso, mentre quella di avena ne contiene il 15%.
  • Petali, anelli, palline: sono cereali ottenuti per estrusione, cioè una tecnica che prevede la macinazione dei cereali, il riscaldamento ad alte temperature e la successiva pressione in uno stampo, per conferire all’impasto la forma desiderata. È la tecnica che più compromette i valori nutrizionali del chicco di cereale.
  • Muesli: contiene frutta secca, semi oleosi, frutta essiccata. L’ideale è prepararlo da sé perché spesso quelli confezionati sono ricchi di zuccheri aggiunti.

Impara a leggere bene l’etichetta: cosa sapere (per 100 g. di prodotto)

  • Livelli di zucchero inferiori a 10 g
  • Grassi saturi inferiori a 1 g
  • Sodio inferiore a 0,2g
  • Almeno 6 g di fibre, se il prodotto è integrale almeno 3 g se non è integrale
  • No: grassi idrogenati, coloranti e conservanti

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

On the shelves of supermarkets the offer of breakfast cereals is vast. Only some of these products, however, are simple derivatives of cereals. Most are enriched with other ingredients that make it a food that is anything but “natural”. The main risk of these products is that they are rich in sugar or other sweeteners. The ideal is that they contain less than 10 g per 100 g of product. Even the salt, used to make cereals more palatable, must appear at the bottom of the list of ingredients or not be there at all. Other substances to be wary of are unspecified aromas and various preservatives, acidity correctors or thickeners, which, although regulated by precise safety standards, are in addition to those present in other foods.

The best cereals are made only with genuine ingredients

The healthiest choice is that of a product that, on the label, presents as the only ingredient the processed cereal, then oats, barley, wheat, corn, rice or spelled, but also millet, quinoa or amaranth. At most, as in the case of muesli, there may also be dried or dried fruit, oil seeds and various types of cereals together, but any other ingredients must appear in minimum percentage or, better, be completely absent. Too often this is not the case: just think that in some products advertised as “dietetic” wheat can represent just over 70% of the total composition, to the advantage of sugars, flavorings and preservatives.

Choose organic cereals, especially if you want them whole

This abundance of ingredients added to breakfast cereals means that the choice of organic products once again proves to be the best. In fact, among the green brand products, there is a lower presence of additives and sugars and, indeed, it is easy to have only one ingredient: the cereal of biological origin. Moreover, buying whole grains, preferring the bio is even more important because it guarantees the absence of chemical residues in the external part of the grain, which is the one most exposed to contamination.

Flakes, petals, blown grains: these are the differences

In choosing a quality product, in addition to the list of ingredients, it is also useful to consider the technique of processing the cereal: flaking, for example, is the production method that best preserves the nutritional properties of the grain. Other techniques used, such as blowing and extrusion, subject the cereal to high temperatures and have a more significant impact on the nutritional value.

  • Flakes: they are obtained from whole grains of cereals. The processing consists only of steam heating and crushing the beans, to then roast or dry them. They represent the most “natural” form of breakfast cereals.
  • Blown grains: the cereal grains are heated under pressure at high temperatures, so that the water inside the grain evaporates quickly, causing it to “burst”. Many vitamins and nutrients are lost, so many products are then artificially enriched.
  • Bran: it is the external part of the beans. It is a fiber mine, in fact that of wheat can contain up to 40% of its weight, while that of oats contains 15%.
  • Petals, rings, balls: they are cereals obtained by extrusion, that is a technique that involves the grinding of cereals, heating at high temperatures and the subsequent pressure in a mold, to give the dough the desired shape. It is the technique that most compromises the nutritional values ​​of the cereal grain.
  • Muesli: contains dried fruit, oilseeds, dried fruit. The ideal is to prepare it yourself because often the packaged ones are rich in added sugars.

Learn to read the label well: what to know (per 100 g. Of product)

  • Sugar levels below 10 g
  • Saturated fats less than 1 g
  • Sodium less than 0.2g
  • At least 6 g of fiber, if the product is integral at least 3 g if it is not integral
  • No: hydrogenated fats, dyes and preservatives

 

SOURCE: Riza

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Dopo le abbuffate di Pasqua e Pasquetta potremmo sentire l’esigenza di rimetterci in forma e di depurare un po’ il nostro corpo che nei giorni di festa è stato probabilmente caricato un po’ troppo di cibi ricchi di grassi e zuccheri. Ecco allora 10 consigli utili per buttare giù qualche chilo.

 

Se avete esagerato solamente nei giorni di festa, niente paura! Non sarà difficile rimettersi in forma tornando subito a mangiare in maniera sana e favorendo il detox con alcuni piccoli accorgimenti. Se l’aumento di peso è solo di 1 o 2 chili non serviranno grandi sacrifici per tornare al proprio peso consueto e non occorrerà neppure seguire una vera e propria dieta.

C’è poi da considerare che gli stravizi, se sono solo cosa di pochi giorni, non permettono di accumulare vero e proprio grasso. Nella maggioranza dei casi, infatti, si tratta di liquidi che possono essere facilmente eliminati.

Scopriamo adesso alcuni semplici consigli per tornare presto in forma dopo Pasqua e Pasquetta.

1. Basta dolci

Sicuramente in casa avrete avanzi di colombe, torte pasqualine o uova di cioccolata. Non lasciatevi tentare! Almeno per qualche giorno dopo gli stravizi è bene evitare di mangiare dolci di ogni genere per disintossicare il corpo dallo zucchero. Se riuscite eliminatelo anche dal caffè o tè, sostituendolo magari con qualche altro dolcificante naturale.

2. Bevi tanta acqua

I liquidi aiutano ad eliminare i liquidi. Per fronteggiare la ritenzione idrica, dunque, non c’è rimedio migliore che bere tanta acqua. E’ scontato che bisogna evitare invece bibite gassate, succhi di frutta confezionati (ben accetti invece sono gli estratti di frutta e verdura fatti in casa) e alcoolici. L’introito di liquidi può essere favorito assumendo anche delle tisane, meglio se dal potere sgonfiante o detox (vedi sotto) o acque aromatizzate.

3. Limita al minimo il sale

Il sale è un condimento di cui spesso abusiamo ma che invece dovremmo fortemente limitare se abbiamo a cuore la nostra salute. Utilizzarlo troppo non solo ci espone maggiormente al rischio cardiovascolare ma peggiora una già presente situazione di ritenzione idrica. Cerchiamo quindi di sostituirlo il più possibile con spezie ed erbe aromatiche per rendere più gustosi i nostri piatti.

4. Scegli cibi freschi e sani

Eliminate il più possibile i cibi raffinati e ricchi di grassi prediligendo una dieta a base di frutta e verdura di stagione. 5 porzioni di questi cibi andrebbero messi in tavola ogni giorno, facendo in modo di consumarne alcuni crudi in modo da garantirsi il massimo di vitamine e sali minerali. Non bisogna però dimenticarsi anche di assumere il giusto apporto di proteine e carboidrati.

5. Non saltare i pasti

C’è chi pensa (erroneamente) che dopo alcuni giorni di abbuffate si può dimagrire più in fretta saltando i pasti. Ovviamente non è così. Al contrario questa consuetudine sbagliata ci espone al fallimento dei nostri buoni propositi. Si rischia di avere scompensi glicemici e di arrivare con troppa fame al pasto successivo e quindi di esagerare con il cibo.

6. Acqua e limone

Appena svegli si può iniziare la giornata sorseggiando acqua e limone, aspettando una mezzora circa prima di fare colazione. Questo è un semplice rimedio che offre diversi benefici tra cui quello di riattivare il metabolismo e favorire la perdita di peso.

7. Tisane depurative

Esistono delle tisane a base di erbe, perfette per favorire il detox. Si tratta di bevande che possono essere gustate nel corso della giornata o la sera prima di andare a dormire. Se possibile, meglio evitare di dolcificarle.

8. Muoviti

Rimettersi in forma significa non solo mangiare bene ma anche evitare la sedentarietà. Non dimenticate dunque di camminare ogni giorno per almeno 40 minuti a passo svelto oppure di praticare il vostro sport preferito.

9. Dormi a sufficienza

Non sottovalutate neppure il riposo. Dormire bene e a sufficienza è tanto importante quanto mangiare correttamente per ritrovare il peso forma. Diverse ricerche hanno infatti dimostrato che chi dorme poco (meno di cinque ore a notte) ha un rischio maggiore di disequilibri ormonali, di veder rallentare il proprio metabolismo e di sentire un bisogno maggiore di mangiare.

10. Dieta detox

Se poi volete, e ne sentite la necessità, potete seguire una vera e propria dieta detox. Vi abbiamo parlato di questo tipo di regime alimentare nei seguenti articoli:

FONTE: Greenme (Francesca Biagioli)

 

(ENGLISH VERSION)

After the Easter and Easter binges we could feel the need to get back into shape and purify our body a bit, which on holidays was probably loaded a little too much with foods rich in fat and sugar. So here are 10 useful tips to get rid of a few pounds.

If you have only exaggerated on holidays, don’t worry! It will not be difficult to get back into shape by returning immediately to eating healthy and favoring the detox with some small tricks. If the weight gain is only 1 or 2 kilos it will not take big sacrifices to return to your usual weight and you will not even need to follow a real diet.

It must also be considered that the extravagances, if they are only for a few days, do not allow them to accumulate real fat. In most cases, in fact, these are liquids that can be easily eliminated.

Let’s find out some simple tips to get back in shape soon after Easter and Easter Monday.

1. Stop desserts

Certainly at home you will have scraps of doves, Easter cakes or chocolate eggs. Don’t be tempted! At least for a few days after the extravagance it is good to avoid eating sweets of any kind to detoxify the body from sugar. If you can also eliminate it from coffee or tea, replacing it with some other natural sweetener.

2. Drink lots of water

Liquids help eliminate liquids. To cope with water retention, therefore, there is no better remedy than drinking lots of water. It is obvious that we must avoid carbonated drinks, packaged fruit juices (home-made fruit and vegetable extracts) and spirits instead. The intake of liquids can be fostered by also taking herbal teas, preferably with a deflating or detoxifying power (see below) or flavored waters.

3. Keep salt to a minimum

Salt is a condiment that we often abuse but that we should strongly limit if we care about our health. Using it too much not only exposes us more to cardiovascular risk but worsens an already present situation of water retention. So we try to replace it as much as possible with spices and aromatic herbs to make our dishes more tasty.

4. Choose fresh and healthy foods

Eliminate as much refined and fat-rich foods as possible, preferring a diet based on seasonal fruits and vegetables. 5 portions of these foods should be put on the table every day, making sure to consume some raw so as to guarantee the maximum of vitamins and mineral salts. However, we must not forget to take the right amount of protein and carbohydrates.

5. Do not skip meals

There are those who think (erroneously) that after a few days of bingeing one can lose weight faster by skipping meals. Obviously this is not the case. On the contrary, this wrong practice exposes us to the failure of our good intentions. There is the risk of having glycemic imbalances and of having the next meal too hungry and therefore of overdoing it with food.

6. Water and lemon

As soon as you wake up, you can start the day sipping water and lemon, waiting about half an hour before having breakfast. This is a simple remedy that offers several benefits including that of reactivating the metabolism and promoting weight loss.

7. Purifying teas

There are herbal teas, perfect for detoxification. These are drinks that can be enjoyed during the day or in the evening before going to sleep. If possible, better avoid sweetening them.

8. Move

Getting into shape means not only eating well but also avoiding a sedentary lifestyle. So don’t forget to walk fast for at least 40 minutes every day or practice your favorite sport.

9. Get enough sleep

Do not underestimate even rest. Sleeping well and getting enough is as important as eating properly to regain your weight. Several studies have shown that those who sleep little (less than five hours a night) have a greater risk of hormonal imbalance, of seeing their metabolism slow down and of feeling a greater need to eat.

10. Detox diet

If you want, and feel the need, you can follow a real detox diet. We have talked about this type of diet in the following articles:

Detox diet after the holidays: what to eat and the best natural remedies
Detox diet: when to do it, proven benefits, examples and duration

 

SOURCE: Greenme (Francesca Biagioli)

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È quanto risulta dalla classifica mondiale delle diete che ha esaminato 41 regimi alimentari diversi. La dieta mediterranea si è classificata al primo posto nel contrastare il diabete e favorire la salute del cuore.

La dieta mediterranea sarebbe la migliore al mondo: è quanto emerge dal ranking mondiale delle diete elaborato dal media statunitense U.S. News & World Report, noto a livello globale per la redazione di classifiche e consigli per i consumatori. Tra 41 diete esaminate da esperti di salute, la mediterranea ha ottenuto un punteggio di 4,2 su 5 grazie agli effetti positivi sulla longevità e ai benefici per la salute.

dieta mediterranea

Secondo il ranking di U.S. News & World Report, la dieta mediterranea è la migliore al mondo ©Ingimage

Dieta mediterranea contro il diabete e la più facile da seguire

A base di frutta e verdura, cereali integrali, legumi, frutta secca, latticini da consumare con moderazione, carni bianche e pesce, carne rossa da riservare a poche occasioni, oltre a risultare la migliore in generale, la dieta mediterranea sarebbe al primo posto nel contrastare il diabete, nel favorire un’alimentazione sana, nell’aiutare la salute del cuore e la più facile da seguire come stile alimentare, mentre si è classificata al 17esimo posto come dieta per perdere peso. Dietro la mediterranea, compaiono in classifica la dieta dash contro l’ipertensione, la flexitariana, la dieta mind che ridurrebbe il declino cognitivo e la dieta ipocalorica weight watchers.

dieta mediterranea

La dieta mediterranea risulta al primo posto in classifica nel contrastare il diabete e favorire la salute del cuore ©Ingimage

Coldiretti: “Riconoscimento contro i bollini allarmistici”

“La dieta mediterranea ha un ruolo importante per la salute che – ha commentato la Coldiretti – è stato riconosciuto anche con l’iscrizione nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco nel 2010”. L’associazione ha poi continuato: “Il nuovo riconoscimento rappresenta anche una risposta ai bollini allarmistici fondati sui componenti nutrizionali che alcuni Paesi, dalla Gran Bretagna al Cile, stanno applicando su diversi alimenti della dieta mediterranea sulla base dei contenuti in grassi, zuccheri o sale. Un marchio infamante che favorisce i prodotti artificiali e colpisce già oggi ingiustamente le confezioni di olio extravergine Made in Italy, il prodotto simbolo della dieta mediterranea”.

FONTE: Lifegate (Carlotta Garancini)

 

(ENGLISH VERSION)

This is what emerges from the world ranking of diets which examined 41 different diets. The Mediterranean diet was ranked first in fighting diabetes and promoting heart health.
The Mediterranean diet would be the best in the world: this is what emerges from the world ranking of diets developed by the US media U.S. News & World Report, known globally for the preparation of rankings and advice for consumers. Among 41 diets examined by health experts, the Mediterranean obtained a score of 4.2 out of 5 thanks to the positive effects on longevity and health benefits.

Mediterranean diet
According to the ranking of U.S. News & World Report, the Mediterranean diet is the best in the world © Ingimage
Mediterranean diet against diabetes is the easiest to follow
Based on fruit and vegetables, whole grains, legumes, dried fruit, dairy products to be consumed in moderation, white meats and fish, red meat to be reserved for a few occasions, besides being the best in general, the Mediterranean diet would be in first place in combating diabetes, encouraging healthy eating, helping heart health and being the easiest to follow as a diet, while being ranked 17th as a diet to lose weight. Behind the Mediterranean, there are the dash diet against hypertension, flexitariana, the mind diet that would reduce cognitive decline and the hypocaloric diet weight watchers.

Mediterranean diet
The Mediterranean diet ranks first in the ranking in fighting diabetes and promoting heart health © Ingimage
Coldiretti: “Recognition against alarmist stamps”
“The Mediterranean diet has an important role for health which – Coldiretti commented – was also recognized with the inclusion in the list of the intangible cultural heritage of UNESCO in 2010”. The association then continued: “The new recognition also represents a response to the alarmist stamps based on the nutritional components that some countries, from Great Britain to Chile, are applying to different foods of the Mediterranean diet on the basis of the contents in fats, sugars or salt . An infamous brand that favors artificial products and unjustly affects the packaging of Made in Italy extra virgin olive oil, the symbolic product of the Mediterranean diet.”

 

SOURCE: Lifegate (Carlotta Garancini)

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Siamo il paese della pasta, ma solo 1 piatto di spaghetti su 3 viene servito a cena.

 

I quasi 12 milioni di italiani che non la consumano di sera per paura di ingrassare o di compromettere il sonno dovrebbero però ricredersi.

 

In occasione della Giornata mondiale del Sonno che ricorre il 15 marzo una guida di Unione Italiana Food (già Aidepi, l’Associazione che rappresenta i pastai italiani), aiuta ad orientarsi tra le ricette di pasta più indicate a cena.

Uno studio pubblicato di recente sulla rivista scientifica The Lancet Public Health – come spiegato nel corso di un incontro a Napoli – ha dimostrato che mangiare pasta a cena migliora il riposo notturno, e non fa ingrassare. E lo spaghetto di mezzanotte? Un rito nato 40 anni fa, tornato in auge grazie alla generazione under 35 e agli chef.

Una buona notizia, insomma, per quei 27 milioni di italiani che soffrono di disturbi del sonno:

  • mangiare pasta a cena fa bene, rilassa, facilita il sonno e non fa ingrassare, anzi fa dimagrire.

Lo studio dimostra che la pastasciutta può essere consumata nelle ultime ore del giorno, soprattutto se siamo stressati e soffriamo d’insonnia, grazie alla presenza in questo alimento di Triptofano e Vitamine del gruppo B. La ricerca potrebbe far cambiare abitudini a una larga fetta della popolazione italiana. Il 65% dei consumi di pasta avviene infatti a pranzo, mentre solo il 35% si concentra sulla cena.

Cosa che non accade, ad esempio, per pane, frutta, verdura, carne e perfino dolce, consumati in quantità più o meno equivalenti tra i due pasti principali della giornata.

Vanno controcorrente i Millennials: per il 39% degli under 35, la spaghettata da preparare tutti insieme è l’elemento irrinunciabile di una cena tra amici.

 

FONTE: ANSA

 

(ENGLISH VERSION)

We are the pasta country, but only 1 dish of spaghetti out of 3 is served for dinner.

The nearly 12 million Italians who do not consume it at night for fear of gaining weight or compromising sleep should think again. On the occasion of World Sleeping Day on March 15th, a guide from Unione Italiana Food (formerly Aidepi, the association that represents Italian pasta makers), helps to find the most suitable pasta recipes for dinner.

A study recently published in the scientific journal The Lancet Public Health – as explained during a meeting in Naples – showed that eating pasta at dinner improves sleep, and does not make you fat. And the midnight spaghetti? A ritual born 40 years ago, back in vogue thanks to the under 35 generation and the chefs.

In other words, good news for those 27 million Italians who suffer from sleep disorders: eating pasta at dinner is good, relaxing, making sleep easier and it does not make you fat, rather it makes you lose weight.

The study shows that pasta can be consumed in the last hours of the day, especially if we are stressed and suffer from insomnia, thanks to the presence in this food of Tryptophan and Vitamins from group B.

Research could change habits to a large slice of Italian population. In fact, 65% of pasta consumption occurs at lunch, while only 35% concentrates on dinner. What does not happen, for example, for bread, fruit, vegetables, meat and even dessert, consumed in quantities more or less equivalent between the two main meals of the day.

The Millennials go against the flow: for 39% of the under-35s, the spaghetti to be prepared all together is the essential element of a dinner with friends.

SOURCE: ANSA

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Segnare ogni alimento consumato nella giornata in un diario alimentare è estremamente utile per perdere peso. Molte persone credono che sia una strategia difficile ma una ricerca sostiene che si tratta di una strategia vincente.

 

ORE 8, colazione con latte e quattro fette biscottate. Ore 11, una mela. Ore 13, petto di pollo e insalata. E così via: segnare ogni alimento che consumiamo durante la giornata nel cosiddetto diario alimentare è un aiuto prezioso per chi vuole dimagrire. Ma a volte può risultare una strategia difficile da portare avanti: molte persone pensano infatti che richieda troppo tempo, e non trovano la forza di volontà necessaria per cominciarlo o di tenerlo costantemente aggiornato. Tutte scuse, almeno secondo i ricercatori dell’Università del Vermont e dell’Università della Carolina del Sud. Nel loro studio appena pubblicato sulle pagine di Obesity hanno infatti dimostrato che tenere un diario alimentare non è poi così dispendioso in termini di tempo: richiederebbe infatti appena 14 minuti al giorno.

Per perdere peso serve un diario

Consigliato da medici e nutrizionisti, il diario alimentare è uno strumento molto utile per riuscire a perdere peso, in quanto ci aiuta a monitorare le quantità e la qualità degli alimenti che consumiamo durante l’arco della giornata.

“Il diario alimentare rende il paziente consapevole dei propri errori e delle cattive abitudini alimentari, aiuta a modificare gli orari e le assunzioni degli alimenti e rappresenta, quindi, il punto di partenza verso un nuovo stile di vita”, spiega Laura Maria Anna Carabelli, dietologa di Humanitas Mater Domini.

 

“Viene richiesta, tuttavia, costanza e puntualità, in quanto va aggiornato entro la giornata e possibilmente dopo ogni pasto, per evitare di dimenticare alcuni alimenti, anche quelli che possono sembrare più superflui, come caramelle e caffè zuccherati. Le persone in sovrappeso, spesso, tendono ad ingannarsi da sole involontariamente, rimuovendo l’assunzione di alcuni cibi”.

Bastano 14 minuti al giorno

Il nuovo studio, il primo ad aver quantificato il tempo che richiede tenere un diario alimentare a coloro che vogliono perdere peso, ha coinvolto 142 partecipanti, a cui è stato chiesto, per un periodo di sei mesi, di registrare su una piattaforma online le calorie e i grassi di tutti gli alimenti e le bevande che hanno consumato durante la giornata.

Ai volontari, inoltre, è stato chiesto quanto tempo hanno impiegato per completare questa attività e con quale frequenza hanno effettuato l’accesso alla piattaforma. Dai risultati è emerso che il gruppo di partecipanti che è riuscito a dimagrire più degli altri (perdendo il 10% del peso corporeo) ha trascorso in media 23,2 minuti al giorno sulla piattaforma nel primo mese dello studio. Una quantità di tempo che si è ridotta notevolmente al termine della ricerca: al sesto mese, infatti, il tempo passato sulle piattaforma era in media di 14 minuti al giorno. Una quantità di tempo, precisano i ricercatori, relativamente breve e che perciò non dovrebbe “intimorire” i meno volenterosi.

Questione di autocontrollo

Dai risultati è emerso, inoltre, che il fattore più importante per riuscire a perdere peso non è né il tempo dedicato al diario né i dettagli dei pasti che vengono riportati. Ma, piuttosto, la frequenza con cui si aggiorna il diario. Nello studio, i partecipanti che si sono monitorati tre o più volte al giorno, e sono risultati quindi più costanti, sono stati anche quelli che hanno perso più peso. Secondo gli autori dello studio, quindi, ciò che fa la differenza è quindi l’autocontrollo, più che la quantità di tempo dedicato a tenere il diario o quali dettagli vi vengano riportati.

“Bisogna sensibilizzare i pazienti al fatto che ogni minuto dedicato a compilare il diario è un piccolo passo verso un obiettivo più grande, la propria salute”, conclude Carabelli. “Per sentirsi motivati consiglio ai pazienti di dedicare ogni giorno 30 minuti del proprio tempo a se stessi e, in quest’ottica il diario può essere visto in positivo: bisogna prendersi cura di sé, prima scrivendo il diario e poi dedicandosi al proprio hobby, come fare una passeggiata o ascoltare musica. Questo serve a trasformare l’imposizione di un dovere, ovvero il dover tenere il diario, in un dedicare uno spazio del proprio tempo per poter stare bene”.

SOURCE: Salute della Repubblica (MARTA MUSSO)

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