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Posts Tagged ‘disturbi del sonno’

Dormire-poco-fa-male-al-cervelloDormi poco? Forse è il caso che rivedi le tue priorità. La mancanza di sonno è ormai associata a malesseri che interessano il cuore ed il tessuto cerebrale così come la memoria e la fertilità.

 

Secondo uno studio britannico del 2013 il poco sonno può modificare fino a 700 geni. Considerato il trend in Italia i dati sono ancora più allarmanti. Sono ben pochi infatti quelli che si concedono le otto ore considerate il giusto riposo e negli ultimi 30 anni in media abbiamo perso due ore di sonno per notte.

 

Trent’anni fa infatti gli adolescenti dormivano 9 ore e mezza per notte rispetto alle 7 e tre quarti di oggi mentre per gli adulti negli ultimi 10 anni si è passati dalle 7 ore e mezza alle 6 e mezza. Ecco un’infografica, basata su studi scientifici, per comprendere tutti gli effetti della mancanza di sonno sul nostro benessere psico-fisico.


Infographic by Alissa Scheller for the Huffington Post.

Dopo una notte…

  • Aumenta il senso di fame e la propensione a mangiare di più. Alcuni studi hanno trovato dei nessi fra la mancanza di sonno con effetti a breve termine quali la propensione a scegliere porzioni maggiori di cibo, alimenti a maggior contenuto calorico e con più carboidrati ed in generale ad optare durante la spesa per scelte meno salutari.

 

  • Più possibilità di avere un incidente. Dormire 6 ore o di meno triplica il rischio di incidenti collegati alla mancanza di concentrazione, secondo la National Sleep Foundation’s Drowsydriving.org. Inoltre, una sola notte di sonno carente può influire sulla capacità di coordinazione del guidatore secondo una ricerca della Manchester Metropolitan University. La mancanza di sonno rende in generale più goffi, al volante come in altre situazioni, secondo Prevention.

 

  • L’aspetto fisico ne risente. Il cosiddetto “sonno di bellezza” esiste davvero. Un piccolo studio pubblicato l’anno scorso da SLEEP ha rivelato che chi aveva dormito poco veniva giudicato meno attraente e apparentemente più triste, come aveva scritto l’Huffpost. Un altro studio del Medical Institutet di Stoccolma, in Svezia, ha rivelato che i soggetti stanchi vengono approcciati con più diffidenza. E il problema peggiora nel tempo: la mancanza di sonno è stata collegata anche all’invecchiamento della pelle.

 

  • Più possibilità di ammalarsi d’influenza. Un buon sonno è un un must per un sistema immunitario in salute. Infatti secondo uno studio della Carnegie Mellon University dormire meno di sette ore triplica il rischio di ammalarsi d’influenza.

 

  • Perdita del tessuto cerebrale. Un piccolo studio effettuato di recente su 15 soggetti, pubblicato sul giornale SLEEP ha rivelato che una sola notte di sonno carente si può collegare all’evidenza di perdite del tessuto cerebrale, come prova la misurazione dei livelli nel sangue di due molecole che solitamente aumentano in caso di danno cerebrale.

 

  • Maggiore emotività. Uno studio del 2007 di alcuni ricercatori della University of California, Berkeley e Harvard Medical School ha utilizzato la Magnetic Resonance Imaging per mostrare che in caso di carenza di sonno i centri emotivi del cervello aumentano la reattività del 60%. “E’ come se, un minor sonno facesse tornare il cervello ad uno stadio primitivo in cui non è in grado di mettere òe esperienze emotive nel giusto contesto e produrre risposte sensate e controllate”, spiega Matthew Walker, direttore del UC Berkeley’s Sleep and Neuroimaging Laboratory.

 

 

Dopo un po’…

  • I rischi d’infarto aumentano del +400%. Una ricerca presentata alla conferenza SLEEP del 2012 suggerisce che dormire meno di 6 ore a notte può aumentare il rischio d’infarto per le persone di mezza età ed età avanzata. “Queste persone quando dormivano meno di 6 ore vedevano un aumento del 400% del rischio di sperimentare i sintomi dell’infarto rispetto ai loro coetanei che dormivano dalle 7 alle 8 ore”, ha spiegato ad Huffpost la ricercatrice Megan Ruiter, della University of Alabama at Birmingham.

 

  • Il rischio di obesità aumenta notevolmente. Non solo la carenza di sonno a breve termine porta ad un consumo maggiore di calorie, molti studi hanno dimostrato che esiste un collegamento fra la mancanza cronica di sonno e un maggior rischio di obesità nel tempo. Uno studio del 2012 di Penn State, ad esempio rivela che dormire meno di 6 ore a notte provocava una variazione nella presenza degli ormoni dell’appetito grelina e leptina. Un altro studio del 2012 pubblicato sull’ American Journal of Human Biology suggerisce che un sonno insufficiente modifica la regolarità dell’appetito e può portare a mangiare di più. Infine un altro studio ha scoperto che i partecipanti sottoposti a 5 notti di sonno carenti acquisiscono fino a quasi un chilo in più, forse a causa degli snack notturni.

 

 

 

  • Maggior rischio di diabete. Uno studio del 2013 del Centers for Disease Control and Prevention ha riscontrato che troppo poco (o troppo!) contribuisce al rischio di una serie di malattie croniche, incluso il diabete di tipo 2. Lo stesso studio del 2012 che rivela un nesso fra carenza di sonno e sbalzi ormonali legati all’obesità ha anche rivelato un collegamento con una minore sensibilità all’insulina, aumentando il rischio di diabete.

 

  • Aumento del rischio di malattie legate al cuore. La carenza cronica di sonno è stata associata all’alta pressione sanguigna, all’arteriosclerosi (o all’artrite causata dal colesterolo), agli arresti cardiaci e agli infarti, secondo Harvard Health Publications . Secondo uno studio del 2011 della Warwick Medical School ha trovato un nesso fra il poco sonno, i rischi d’infarti, disturbi cardiovascolari ed ictus. “Se dormi meno di 6 ore per notte ed hai disturbi del sonno hai il 48% di chances in più di soffrire o morire di una malattia cardiaca ed il 15% di morire per un ictus”, ha detto Francesco Cappuccio in una dichiarazione circa i risultati pubblicati sull’ European Heart Journal.

 

  • Calo della concentrazione di spermatozoi per gli uomini (spermiogramma). Oltre al fatto che dormire poco in generale non è positivo per l’attività sessuale, saltare le ore di sonno può peggiorare la fertilità. Uno studio del 2013 pubblicato sull’ American Journal of Epidemiology ed eseguito su 953 giovani danesi ha riscontrato un nesso fra la mancanza di sonno ed una diminuzione del 29% della concentrazione di spermatozoi.

 

  • Aumento del rischio di mortalità. Uno studio di SLEEP eseguito su 1.741 uomini e donne nel corso di 10-14 anni ha rivelato che chi dorme meno di 6 ore a notte era decisamente più esposto al rischio di mortalità, anche quando si tiene conto di fattori come il diabete e l’ipertensione.

FONTE: Huffigtonpost

 

(ENGLISH VERSION)

The immediate effects of skimping on sleep are obvious. You’re groggy, unfocused, sluggish and dying for a nap (or a second cup of coffee). Then there are the sneakier signs you’re overtired: You’re overly emotional, starving and clumsier than usual. Most of the time, a solid night’s sleep will solve all these problems.

The average adult needs about seven to nine hours of sleep each night, according to the National Sleep Foundation, but most of us don’t even get that much. But getting too little sleep — generally understood to mean six hours or less a night — can be serious — enough to change your genes.

Of course, one night of short sleep won’t put you at serious risk, but one week can. After just seven nights of too little sleep, researchers observed more than 700 genetic changes that could play a role in consequences including heart problems and obesity, according to a recent study.

Here are some of the most frightening effects of sleep deprivation in the slideshow below. And while these are sobering, the good news is that sleep duration is in your control. For more and better sleep, try these eight ideas.

Sleep deprivation can…

  • Increase Stroke Risk
    stockdevil via Getty Images
    Even without the typical risk factors, like being overweight or having a family history, short sleep can up your risk for stroke, according to 2012 research. Adults who regularly slept fewer than six hours a night had four times the risk of stroke symptoms, HuffPost reported.
  • Lead To Obesity
    Shutterstock
    Too little sleep can spur some less-than-ideal food choices, including serving yourself larger portions, and a hankering for junk food, thanks to some complicated hormonal changes that occur when you don’t get sufficient shuteye. It seems that six hours of sleep or less bumps up production of the hunger hormone ghrelin and limits leptin, which helps you balance your food intake, according to a 2012 review of 18 studies of sleep and appetite.
  • Up Diabetes Risk
    Shutterstock
    A pair of small studies from 2012 examined the link between poor sleep and insulin resistance, a telltale risk factor for diabetes. One found that among healthy teenagers, the shortest sleepers had the highest insulin resistance, meaning the body is not using insulin effectively, according to the National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases. The second study examined fat cells, in particular, and found that cutting back on sleep increased insulin resistance in these cells, even when diet and calorie intake were restrictedHealth.com reported.
  • Fuel Memory Loss
    Alamy
    You probably know that on the days when you are most tired, you’re forgetful and unfocused — but sleep deprivation can lead to permanent cognitive issues. The less we sleep, the less we benefit from the memory-storing properties of sleep. But additionally, a lack of sleep can cause “brain deterioration,” according to a 2013 study, which may at least in part explain memory loss in seniors.
  • Damage Bones
    Reza Estakhrian via Getty Images
    At least in rats, long-term sleep deprivation seems to contribute to osteoporosis, according to a 2012 study. Researchers found changes to bone mineral density and bone marrow in the rodents when they were deprived of shuteye over a period of 72 days. “If true in humans, and I expect that it may be, this work will have great impact on our understanding of the impact of sleep deprivation on osteoporosis and inability to repair bone damage as we age,” Steven R. Goodman, Ph.D., editor-in-chief of Experimental Biology and Medicine, said in a statement.
  • Increase Cancer Risk
    Shutterstock
    A small (but growing) body of research suggests that short and poor sleep can up risk for certain types of cancer. A 2010 study found that among 1,240 people screened for colorectal cancer, the 338 who were diagnosed were more likely to average fewer than six hours of sleep a night. Even after controlling for more traditional risk factors, polyps were more common in people who slept less, according to the study. Getting just six hours of sleep a night has also been linked to an increase of recurrence in breast cancer patients. The study’s author has pointed to more and better sleep as a possible pathway of reducing risk and recurrence.
  • Hurt Your Heart
    Shutterstock
    The stress and strain of too little sleep can cause the body to produce more of the chemicals and hormones that can lead to heart disease, according to 2011 research. The study found that people who slept for six hours or less each night and have problems staying asleep had a 48 percent higher risk of developing or dying from heart disease.
  • Kill You
    kieferpix via Getty Images
    It’s not just heart problems that can lead to sleep-deprivation-related death. In fact, short sleepers seem to die younger of any cause than people who sleep about 6.5 to 7.5 hours a night, TIME reported. A 2010 study examined the impact of short sleep on mortality and found that men who slept for less than six hours of sleep a night were four times more likely to die over a 14-year period. The study’s authors called this link “a risk that has been underestimated.”

SOURCE: Huffingtonpost

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la-valerianaLa valeriana o valeriana officinali è una pianta a fiori; appartiene a un genere che conta oltre 150 specie differenti ed è diffusa in Europa e in tutto il continente americano. 

Proprietà:

La valeriana, nota anche come erba dei gatti, ha proprietà

  • sedative,
  • antiansia,
  • spasmolitiche.

Impieghi:

la valeriana viene utilizzata contro i disturbi del sonno, nonché come terapia complementare di alcune manifestazioni di tipo ansioso e relative somatizzazioni (Attacchi di panico, crisi d’angoscia, tremori, crampi addominali, irritabilità, tensione nervosa, vertigini, cefalee, colon irritabile…)

Interazioni:

la valeriana interagisce con le benzodiazepine (principio attivo dei farmaci ansiolitici), con gli antistaminici e con l’alcool e può aumentare il “tempo di sonno” da barbiturici.

 

Quando e come utilizzarla

  •  Insonnia e disturbi del sonno: assumere 50 gocce di tintura madre di valeriana in un po’ d’acqua, la sera, mezz’ora prima di coricarsi.
  • Stress e incapacità a star fermi: assumere 3-4 capsule di polvere (500mg cad.) al giorno
  •  Attacchi di panico, crisi d’angoscia, tremori, crampi addominali, irritabilità, tensione nervosa, vertigini, cefalee, colon irritabile: assumere 50 gocce di tintura madre in un po’ d’acqua, 3 volte al giorno.

Avvertenze (!!!):

il trattamento con gli estratti di Valeriana non deve superare i 2-3 mesi consecutivi; se necessario, ripetere dopo un mese di interruzione.

L’era della buona salute

Il termine ” valeriana” deriva dal latino Valere, ovvero essere in salute. Quest’antica erba è da sempre apprezzata in tutto il mondo, tanto da essere utilizzata da erboristi nordici, persiani, cinesi e persino dai pellerossa del Canada, che la usavano come antisettico per le ferite.

FONTE: Riza

 

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entusiasmoIl cervello produce spontaneamente le sostanze del benessere, senza bisogno di chimiche aggiuntive: ecco come ritrovare la sorgente della tua vitalità

Se gli psicofarmaci sono la categoria di farmaci più venduta al mondo, non lo si deve solo al fatto che il disagio psichico è una realtà molto diffusa, ma anche a un modo unilaterale di affrontarlo.

Non c’è alcun dubbio che una significativa percentuale del loro utilizzo è relativa a situazioni di disagio psichico che potrebbero essere risolte in modo differente, più sano e consapevole.

 

La psicoterapia Dimostra che molti disturbi d’ansia (tra cui anche gli attacchi di panico e le fobie), le forme di depressione moderata, molti disturbi del sonno, possono essere curati da una “sostanza” che il nostro cervello, nelle condizioni giuste, sa produrre da solo, senza bisogno di chimiche aggiuntive: l’entusiasmo.

 

Con la dose minima giornaliera non ti ammali
È un’esperienza che tutti conosciamo, tanto che, quando la viviamo, ci viene da dire: “Mi sento da Dio”.

Però spesso la trascuriamo in nome dei doveri, della morale, delle paure e di tanti altri fattori. E questo è la base dell’insorgenza di molti disturbi che poi finiamo per curare proprio con gli psicofarmaci.

Sì, possiamo dire che, quando la “quota di entusiasmo” nella nostra vita si abbassa sotto una certa soglia (o addirittura sparisce), l’ansia e la depressione arrivano a invadere il campo, dimostrando così che i disturbi psichici non hanno solo una base genetico-costituzionale, ma spesso rappresentano il risultato di un sistema psiche-mente-corpo che ha perso la sorgente della sua vitalità.

 

Cerca e coltiva il tuo entusiasmo
Provare entusiasmo non è solo un’esperienza psichica, ma anche biologica: il cervello e il sistema nervoso in quei momenti presentano un funzionamento elettrochimico diverso, che potenzia e armonizza l’azione del sistema immunitario e di quello endocrino.

È importante proteggere l’entusiasmo per prevenire la caduta in stati di disagio ed è importante andarlo a cercare nel momento in cui l’abbiamo perduto e ci ritroviamo in sofferenza. 

 

Si tratta di qualcosa di sacro, di una “sostanza” preziosa che deve avere il suo spazio nella vita di ogni giorno: bisogna difenderlo dalle forze centrifughe della routine, che hanno sempre un effetto deleterio.

E bisogna coltivarlo:

  • non vivere solo dell’entusiasmo che arriva per caso, ma mantenere la curiosità di conoscere sempre cose nuove che possono destare la nostra passione.
  • Ritrovarlo quando si sta male è comunque possibile. Certo, quando si è in stato di ripiegamento, di malinconia o di prostrazione sembra complicato, ma non bisogna lasciarsi influenzare dal pessimismo.

 

Ecco come agisce il farmaco più potente:

– Riduce nettamente l’insorgenza di vari tipi di disturbi e malattie.

– Tiene alto il tono energetico dell’organismo e la sua reattività.

– Migliora la qualità del sonno, fa relativizzare molti problemi.

– Fa ritenere possibili anche cose molto difficili e dà la spinta per farle.

 

Parti dalle piccole azioni, così

  • Cosa ti fa sentire bene? Non pensare che per avere entusiasmo si debba rincorrere chissà quali obiettivi. Può nascere in molti momenti del quotidiano. Quel che lo crea non è il prestigio o la grandezza di un’azione, ma tutto ciò che, in qualsiasi modo, ti fa sentire vivo, utile o parte di qualcosa che ti piace. Spesso sono le piccole (ma in realtàfondamentali) cose di ogni giorno.

 

  • No a troppi sacrifici. Non impersonare il ruolo di chi si prende carico di tutti i problemi degli altri, perché sotto questo peso il tuo entusiasmo rischia di spegnersi. E per quanto è possibile evita le persone che ti fanno star male e passa più tempo con quelle che ti fanno star bene. Gli stati d’animo sono contagiosi….

 

  • Nel silenzio puoi crescere. È fondamentale poter manifestare il proprio entusiasmo, ma è bene anche tenerne una piccola parte solo per sé, senza subito condividerla (ad esempio buttandola sui social network). Avere un entusiasmo segreto, che non può essere oggetto di ammirazione, di invidia o di chiacchiera fornisce una grande forza d’animo e stabilizza l’equilibrio psichico.

 

FONTE: Riza

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YOGA-5-450-dreamstimefree_5333506_2Non solo curcuma, spezie e semi di sesamo come coadiuvanti o sostituti alle terapie per combattere i dolori causati dall’osteoartrite al ginocchio, ora anche lo yoga può aiutare a stare meglio.

La speranza per quanti soffrono di artrite e osteoartrite al ginocchio è racchiusa tutta in un recente studio, condotto dai ricercatori Corjena Cheung, Jean F. Wyman, Kay Savik e Barbara Resnick , rispettivamente facenti parte della School of Nursing presso l’Università del Minnesota a Minneapolis e della School of Nursing presso l’Università del Maryland a Baltimora.

Secondo le ricerche condotte, sembra che la pratica dello yoga sia sicura e utile a combattere problemi di osteoartrite al ginocchio, gonartrosi e disturbi del sonno, soprattutto per le donne anziane.

La gonartrosi è una delle più comuni malattie del ginocchio che si presenta con l’avanzamento dell’età. È una patologia cronico-degenerativa a carico delle articolazioni che porta a una limitazione funzionale nei movimenti e nello svolgimento delle normali attività quotidiane.

Gli studiosi sono partiti dalla constatazione che un numero sempre più crescente di donne soffrono di questo disturbo. Così, hanno deciso di condurre una ricerca randomizzata, finalizzata ad analizzare gli effetti che lo yoga può avere sulle donne che soffrono di osteoartrite o gonartrosi.

L’osteoartrite (OA) è un problema comune nelle donne anziane, associato a forti dolori e disabilità. Anche se lo yoga è raccomandato come un intervento supplementare per gestire l’artrite, fino ad adesso, non erano stati ancora documentati i suoi benefici a lungo termine.

I ricercatori hanno coinvolto un gruppo di volontarie, composto da 36 donne con un’età media di 72 anni e suddivise a caso in due gruppi.

Il primo gruppo è stato sottoposto a un programma di Hata yoga della durata di 8 settimane, che prevedeva sia sessioni con cinque insegnanti che esercizi a casa.

Gli effetti sono stati valutati misurando l’Indice WOMAC (Western Ontario e McMaster Universities Osteoarthritis Index), che registra il dolore da gonartrosi, la rigidità e la funzionalità. Al tempo stesso, sono stati valutari gli esiti secondari, la funzione fisica degli arti inferiori, l’indice di massa corporea (BMI), la qualità del sonno (QOS) e la qualità della vita (QOL).

I dati sono stati raccolti al basale, a 4 e 8 settimane e infine a 20 settimane.

I risultati hanno dimostrato come le partecipanti al gruppo di studio che hanno seguito le lezioni di yoga, a 8 settimane dall’esperimento, mostravano un miglioramento significativamente maggiore nel dolore. Non solo, sembra che miglioramenti siano stati ottenuti anche nel lungo periodo, con punteggi incoraggianti per quanto riguarda la funzionalità delle articolazioni coinvolte dalle patologie. Così come si è verificato anche per i disturbi del sonno.

I ricercatori hanno così concluso che un programma settimanale di yoga con la possibilità di pratica a casa mostra notevoli benefici terapeutici per coloro che soffrono di queste patologie. Non solo, è una pratica sicura per tutti, semplice e senza effetti collaterali. Del resto, abbiamo già visto come praticare yoga aiuti non solo la mente, ma anche il corpo, intervenendo nella prevenzione ma anche nella cura di determinate malattie.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica BMC Complementary and Alternative Medicine.

FONTE: Ambientebio

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INSONNIA1Capita a tutti di avere prima o poi dei periodi in cui non si riesce a dormire. I motivi possono essere i più disparati, da attacchi d’ansia, a problemi di digestione, a scompensi ormonali.

I disturbi del sonno condizionano fortemente la vita delle persone, perché

  • incidono sul loro lavoro,
  • sull’umore,
  • sui rapporti con gli altri,
  • sullo stato fisico generale.

Per questo, anche se non è semplice identificare le cause che hanno portato al verificarsi di questa problematica, è necessario intervenire.

Oggi proporremo una bevanda particolare, utile ad aiutare le persone a dormire. Sia che dipenda da problemi legati allo stress, che da una cattiva alimentazione o da altre problematiche.

Per poter dormire meglio è necessario partire dal presupposto che il nostro corpo deve rilassarsi e disintossicarsi.

La bevanda proposta ha questo scopo ed ha come ingredienti principali:

  • 1 cetriolo;
  • 1 pezzo di zenzero;
  • il succo di 1 limone;
  • 1 mela verde da usare con tutta la buccia;
  • 9 asparagi;
  • 2 gambi di sedano.

Per la preparazione, sarà innanzitutto necessario immergere gli asparagi in acqua fredda per circa un’ora. Nel frattempo, tagliate il cetriolo, il limone e la mela a pezzetti. Frullateli, aggiungendo gradualmente lo zenzero e il sedano. Gli asparagi dovranno essere aggiunti solo in un secondo momento, dopo che li avrete sgocciolati per bene.

Frullate il tutto e consumate questa bevanda dopo i pasti.

Tutti gli ingredienti che vi abbiamo elencato influenzano positivamente le cause più comuni dell’insonnia, tra cui i

  • problemi digestivi,
  • l’ipertensione arteriosa e
  • lo stress.

Ci sono rimedi naturali come la “Tisana del sonno ristoratore”.

Questa particolare bevanda viene preparata utilizzando:

  • 40 g di fiori di luppolo;
  • 25 g di sommità di passiflora;
  • 20 g di foglie di melissa;
  • 15 g di radice di valeriana.

Ognuno di questi ingredienti ha delle proprietà adatte per i casi di insonnia e ipertensione. Inoltre, queste piante potenziano l’azione del luppolo, rendendo più efficace il composto.

 

Per la preparazione, basta creare un infuso immergendo un cucchiaio della miscela in una tazza d’acqua bollente, lasciandolo riposare per 15 minuti, prima di filtrare il composto.

In aggiunta a queste due bevande, potete pensare anche di regalarvi un bagno sedativo. Basterà prendere:

  • 150 g di foglie di asperula odorosa;
  • 150 g di sommità di passiflora;
  • 50 g di arancio amaro.

Questo bagno, fatto prima di andare a letto, predispone il corpo e la mente al sonno, visto che i principi attivi penetrano nell’organismo attraverso la pelle.

FONTE: Ambientebio

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cellulare_bambiniVietare l’uso dei telefonini al di sotto dei 10 anni, a causa dell’effetto nocivo per la salute delle onde elettromagnetiche e dell’abuso che i minori ne fanno.

L’avvertimento, questa volta, viene dai pediatri, secondo i quali parte dei disturbi che affliggono i nostri figli, deriva proprio dai dispositivi elettronici.

In questa sede abbiamo parlato diverse volte dei rischi legati all’utilizzo di cellulari, smartphone e altri dispositivi. Abbiamo visto, ad esempio, il primo storico ricorso presentato al Tar del Lazio da Innocente Marcolini, un ex dirigente di azienda bresciano che ha contratto un tumore al cervello a causa dell’uso eccessivo che, per lavoro, ha fatto del cellulare.

Abbiamo anche visto un elenco di cellulari più o meno nocivi per la salute delle persone e di come questi possano causare dei disturbi del sonno.

Col passare del tempo, sembra che si assuma sempre più consapevolezza dei rischi legati ai campi elettromagnetici emessi da questi dispositivi, soprattutto sui più piccoli, maggiormente esposti e vulnerabili.

Adesso sono proprio i pediatri a sconsigliare i telefonini a tutti i bambini al di sotto dei 10 anni, principalmente perché l’uso “si sta trasformando sempre più in abuso” e in secondo luogo perché “gli effetti nocivi delle onde elettromagnetiche sono “sempre più evidenti”.

Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), ha così commentato la cosa: “Ad oggi non conosciamo tutte le conseguenze legate all’uso dei cellulari, ma da un utilizzo eccessivo potrebbero scaturire una perdita di concentrazione e di memoria, oltre ad una minore capacità di apprendimento ed un aumento dell’aggressività e di disturbi del sonno”.

L’allarme acquisterebbe maggior valore anche in relazione ai numeri di mercato registrati in Italia. Maria Grazia Sapia, pediatra, esperta di ambiente e bambino, spiega infatti come “l’Italia si colloca al primo posto in Europa per numero di telefonini posseduti e l’età media dei possessori diminuisce sempre di più”.

Trattandosi di piccoli dispositivi tenuti vicino alla testa, gli effetti nocivi sono sempre più evidenti e legati a diversi fattori, alcuni sono inerenti al riscaldamento della parte che entra a contatto con il cellulare: “l’interazione di un campo elettromagnetico con un sistema biologico provoca aumento, localizzato, della temperatura” e “quando le esposizioni sono molto intense e prolungate possono superare il meccanismo di termoregolazione portando a morte le cellule con necrosi dei tessuti”.

Oltre a questi ci sono poi gli aspetti psicologici che coinvolgono comportamenti e abitudini dei più piccoli: “Insieme alle altre dipendenze che affliggono la nostra società e specialmente i giovani, quali droga, alcool e fumo, un posto predominante lo ha conquistato la dipendenza da telefonino, con danni gravissimi sullo sviluppo psichico e sociale”, specifica Sapia.

Per questo, per la salute psicofisica dei nostri bambini, i pediatri sconsigliano assolutamente l’uso totale dei telefoni prima dei 10 anni. Non solo, ogni medico, ha l’obbligo di aggiornarsi su questo argomento e mettere al corrente i propri pazienti sui rischi a cui si va incontro.

FONTE: Ambientebio

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