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Posts Tagged ‘glucosio nel sangue’

STANCHEZZA POMERIDIANACaro lettore,

Vi succede di avere un colpo di sonno dopo il pranzo?

Avete caldo, le vostre palpebre si appesantiscono. Anche in piena riunione, impossibile resistere a questa stanchezza che vi pervade, e che vi fa addormentare?

 

Il problema coinvolge moltissime persone. Pensano che sia normale.

Ebbene NO, questo non è normale!

Se avete mangiato bene, e dormito bene e vi spendete sufficientemente, non c’è alcun motivo che il vostro corpo reclami del riposo in piano giorno, senza darvi scelta.

C’è sicuramente qualcosa che potete fare per eliminare questa stanchezza.

Da dove arriva questa stanchezza del primo pomeriggio?

Molto spesso, il colpo di sonno del primo pomeriggio indica che siete in ipoglicemia – questo significa “tasso di zuccheri nel sangue basso”.

Può sembrare strano:

  • come posso avere un calo di zuccheri nel sangue se ho la pancia piena?

Ecco la spiegazione

2 tipo di ipoglicemia

Di solito, il vostro tasso di zuccheri è basso quando avete la pancia vuota. E’ quello che provoca l’impazienza, l’irritabilità, e la difficoltà a concentrarvi quando la fame vi perseguita.

E’ quello che viene chiamato “ipoglicemia a digiuno” [1]

Ma l’ipoglicemia può anche comparire dopo un pasto consistente.

In effetti, quando avete mangiato molto, il vostro tasso di zuccheri nel sangue subisce uno sbalzo a dei livelli insostenibili per il corpo.

Questo picco di glicemia è tanto più elevato quanto il vostro pasto è ricco di glucidi (pane, pasta, patate, pasticcini, bevande zuccherate) che si trasformano facilmente in glucosio nel vostro stomaco; glucosio che passa nel vostro sangue.

Troppo glucosio nel sangue è pericoloso, l’organismo quindi provvede ad abbassare il tasso di glicemia secernendo insulina, un ormone prodotto dal pancreas. L’insulina ordina alle cellule del corpo di assorbire l’eccesso di zuccheri presenti nel sangue per stabilizzare la glicemia.

E’ così che il tasso di zuccheri nel sangue diminuisce.

Solo che, tenendo conto del panico provocato dal picco di glicemia dovuto a una alimentazione troppo ricca in glucidi, il vostro corpo andrà a produrre un eccesso di insulina.

In questo modo, non ci sarà una stabilizzazione nel vostro sangue del livello corretto di glicemia . tra 70 mg/dl e 140 mg/dl.  L’eccesso di insulina provocherà una caduta eccessiva dell vostro tasso di glicemia, e questo genera la vostra ipoglicemia.

Questo viene chiamato l’ipoglicemia reattiva [1] [2].
A questo punto, il vostro tasso di energia è ai livelli più bassi, la vostra vigilanza diminuisce, e la stanchezza subentra.

In teoria, il vostro corpo potrebbe uscire dallo stato di ipoglicemia bruciando i grassi presenti nelle vostre cellule. ma se non lo allenate regolarmente a bruciare i grassi complessi, ne sarà incapace.

Insegnare al vostro coropo a utilizzare i grassi come risorsa di energia vi eviterà le crisi di ipoglicemia reattiva, questo ridurrà i vostro colpi di sonno dopo il pasto. Ma comporta anche molti altri vantaggi molto interessanti per la vostra salute.

Testatevi

Mentre i nostri antenati erano adattati a briciare i grassi, 99% di noi utilizziamo in modo prioritario il glucosio come principale fonte di energia.

E voi, siete dei “bruciatori di zuccheri” o “bruciatori di grassi”?

Ecco un test semplice che vi permetterà di conoscervi meglio.

Prima di tutto, cercate di saltare un pasto oggi. Intento un vero pasto, la merenda non conta.

Poi ascoltate il vostro corpo e vedete come reagisce.

  • Se siete di cattivo umore, imbrociati, stanchi, affamati, pronti a vendere vostra madre e vostro padre per un pezzo di pane e Nutella, significa che bruciate gli zuccheri e non i grassi.
  • Se siete svegli, allerta, concentrati, e pieni di energia, significa che bruciate i grassi.

Altro test:

Fate dell’esercizio fisico o un allenamento intenso a stomaco vuoto, senza assumere nessuna barretta energetica prima.

  • Se lo sforzo vi sembra insormontabile, non state bruciando i grassi.
  • Se non vi fa soffrire più del solito, significa che il vostro corpo brucia grassi.

Vantaggi immediati imparando a bruciare i grassi

Se insegnate la vostro corpo a bruciare i grassi e trasformarlo in energia, potrete eliminare i cali di energia del pomeriggio. Ma avrete anche altri numerosi vantaggi. Avrete:

 

  • Più energia immediata disponibile e per tutta la durata della giornata
  • Meno infiammazioni croniche legate agli zuccheri che generano malattie gravi: diabete di tipo 2, cancro, Alzheimer, Parkinson, sclerosi a placche. Migliorerete la vostra sensibilità all’insulina e alla leptina.
  • Perderete massa grassa – soprattutto al livello della pancia. Bruciando in modo naturale i grassi alimentari come energia, ridurrete i grassi accumulati nei tessuti adiposi. Questo vi permetterà di dimagrire senza pensarci e senza sacrifici.
  • Diventerete più forti e resistenti alla stanchezza. Brucerete i grassi e questo vi permetterà di risparmiare il vostro glicogeno (succhero) durante lo sforzo, e di utilizzarlo quando ne avete veramente bisogno. Migliorerete le prestazioni fisiche e brucerete più massa grassa.

Potete allenare il vostro corpo a bruciare il grasso.

Ecco i 5 pilastri su cui lavorare:

1° PILASTRO : sostituire i glucidi cone dei buoni grassi

I glucidi di cui parliamo sono quello della alimentazione a base di cereali (pasta, pane, pasticini, patate, dolci).

E’ molto importante sostituire una grossa parte dei glucidi con un apporto di buoni grassi:

  • olio di oliva (spremuto a freddo) ;
  • avocado ;
  • noci, nocciole, mandorle, noci pecan, anacardi, arachidi, ecc…;
  • noce di cocco, olio di cocco (per la cottura) ;
  • olio di arachidi crudo (non riscaldato) ;
  • tuorlo di uova bio ;
  • burro di latte crudo bio di mucca da pascolo; e
  • carne di allevamento bio da pascolo.

Evitate gli oli modificati, idrigenati, ricchi in omega-6: olio di semi di uva, di girasole, di germe di grano, di mais, di cartamo, di soia.

In realtà comsumate abbastanza oli omega-6 senza rendervene conto:

  • cioccolato
  • barrette di cioccolato
  • carne industriale alimentata con cereali
  • piatti pronti
  • margarina…

Gli oli omega-6 sono a  buon mercato e quindi ampiamente usati nei prodotti industriali, e ovunque dove il costo della materia prima è ridotta al massimo.

Ciò che è saturo, non sempre fa male. I grassi saturi sono una componente essenziale in un alimentazione sana.

Un obiettivo ragionevole è quello di consumare 50% a 70% del vostro introiti calorico sotto forma di grassi. Ridurrete in questo modo automaticamente il vostro apporti in glucidi, senza rendervene conto.

Mangiando dei grassi al posto dei glucidi, sarete sazi prima. I grassi sono più consistenti e meno facili da digerire rispetto ai glucidi.

Se avete sostituito i glucidi con dei buoni grassi, ma continuate a sentire la fame, allora mangiate più grassi. Non esitate a giocare sulle varianti tra:

  • olive
  • carni
  • avocado
  • noci
  • uova

non ci si può annoiare

Il vostro apporto in glucidi verrano dai legumi (lenticchie, piselli, fagioli, cavolo, verdure verdi, patate dolci), che hanno un basso indice glicemico.

2e° PILASTRO : digiunare regolarmente

Il vostro corpo ha anche lui diritto a un RTL (Riduzione del Tempo di Lavoro)
L’uomo non ama digiunare per natura, e di solito è il destino che lo decide per lui.

Ma il vostro corpo apprezza molto il digiuno. E’ un giorno di riposo. L’ambiente è calmo. Non deve gestire la massa di alimenti di cui lo riempite in permanenza. Voi lo sollevate da questo accollandovi un po’ di sacrificio.

Questo gli permette di fare “grandi pulizie interne!”. Ne approfitta per bruciare gli scarti e i rifiuti che sono un po’ in giro. Si riorganizza nel suo interno,

  • si purifica e
  • si rinforza.

In alcune culture si conserva la tradizione del digiuno, ed è una pratica che sta riemergendo nei paesi occidentali.

Oggi, degli scienziati confermano che il digiuno è eccellente per la salute.

  • controllo del peso
  • lotta contro il cancro
  • anti-stress
  • anti-infiammatorio
  • ecc

 

Il digiuno offre speranze in molto settori.

Diguiunare è il modo migliore per incoraggiare il vostro corpo a bruciare i grassi disponibili nei vostri tessuti.

Non mettetevi a digiuno di botto se vi nutrite attualmente di piatti pronti, di merendine, panini e altri alimenti del genere.

Iniziate con il consumare alimenti nutrienti  e di qualità prima di saltare i pasti. Se digiunare regolarmente, realizzerete che ogni pasto avrà un importanza fondamentale.

Per praticare il digiuno intermittente, dovete conoscere bene il vostro metabolismo.

Ci vuole da 6 a 8 ore perché il vostro corpo possa consumare completamente le riserve di glicogeno (zucchero). Dopo questo lasso di tempo, il vostro corpo inizia a consumare i grassi.

Se ricaricate le vostre riserve di glicogeno ogni 8 ore, il vostro corpo avrà più difficoltà a utilizzare i grassi come combustibile.

Un modo semplice per praticare il digiuno intermittente condite a ridurre a 8 ore il lasso di tempo tra un pasto e un altro, invece di spizzicare durante la giornata. Fate in modo da far passare tutti i giorni 16 ore nelle quali non mangiate nulla.

Per esempio, potete fare la colazione al mattino alle 9.00, poi 8 ore più tardi, cenare verso le 17.00. Fate in modo che ogni pasto sia consistente.

Questo fa passare 16 ore di pausa per il vostro corpo, durante i quali si mettere nelle modalità “bruciare i grassi”

Quando il vostro corpo si sarà abituato a bruciare i grassi, voi sarete stupiti della facilità con la quale dimenticherete le vostre voglie di merendine e snack e golosità varie.

ATTENZIONE!!! : Il digiuno intermittente non è adatto ai malati di Addison, o persone affette da stress cronico, problemi di cortisolo, donne incinte e donne che allattano.

3° PILASTRO: L’esercizio fisico

L’esercizio fisico crea delle sinergie con il digiuno intermittente. Accelera il metabolsimo forzando la combustione del glicogeno e dei grassi in energia,

Grazie allo sport, diventate più vigili e meno sensibilità del colpo di sonno del primo pomeriggio.

Per ottenere i risultati migliori, privilegiate lo sport al mattino, prima della colazione. Gli esercizi intensivi intervallati sono ritenuti ottimi per migliorare i livelli di energia.

Si tratta per esempio di correre velocemente per 20 secondi, riprendere fiato, per 10 secondi, e di nuovo correre per 120 secondo, facendo delle serie, fino a 8 volte.

 

4° PILASTRO: diffidate della vita da ufficio

Restare seduti tutta la giornata in ufficio non è naturale per niente .

Tra l’altro questa posizione ha un impatto molto negativo sulla salute in generale.

A lungo andare, la posizione seduta

  • incrementa il rischio di malattie croniche,
  • riduce la speranza di vita.

Cambiate alimentazione e digiunate tutti i giorni, se però restate seduti senza muovervi tutta la giornata, il vostro livelli di energia resterà quello di una lumaca.

 

La stanchezza del primo pomeriggio si combatte che evitando la sedentarietà.

Quindi provate a lavorare in piedi il più possibile.

Quando dovete alzarvi per andare in qualche posto, non attraversate l’ufficio trascinando i piedi, ma al contrario, approfittate per avere una camminata energica, in modo di sgranchirvi le gambe. Salite e scendete la scale correndo.

Questo è un tema a cui tengo e che abbiamo trattato altre volte. Vi invito quindi a vedere il mio articolo sul lavoro in piedi

 

5° PILASTRO: Il sacrosanto sonno

Non potete sperare di essere in piena forma tutta la giornata se non dormite abbastanza.

E’ un fatto evidente. Ma è importante ribadirlo in un epoca dove l’informatica ci tiene svegli senza difficoltà fino a tarda notte.

 

Alla vostra salute

Jean-Marc Dupuis (tradotto dal francese da Zeinab Youssef)

 

 

Riferimento :

Riferimento generale : L’articolo del Dr Joseph Mercola, How To Banish Afternoon Fatigue , publicato il 13 settembre 2013.

[1] Canoë, Hypoglycémie 

[2] Dr Mercola, How To Banish Afternonn Fatigue,

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cesto_paneBasta col pane quotidiano, pasta, biscotti, cereali ma anche orzo, crusca e cuscus. Basta eliminare totalmente il grano per vivere una vita sana (e più magra: fino a 20 chili in meno in sei mesi). È una teoria provocatoria – quella proposta dal cardiologo americano William Davis – basata sul suo lavoro con pazienti in sovrappeso e a rischio diabete con dietro una raccolta dettagliata di studi scientifici tutti citati in “La dieta zero grano” (Mondadori).

 

Uscito nel 2011 negli Usa “Wheat Belly” ha venduto milioni di copie (in arrivo una ripresa a settembre) e raccontato – cosa che dicono anche i nutrizionisti italiani – come il grano non sia più quello di una volta.

 

Il grano nano e semi nano ad alta resa secondo Allan Fritz (professore specializzato negli incroci del grano all’Università dello Stato del Kansas) rappresenta oggi il 99 per cento del grano coltivato in tutto il mondo.

 

Un grano prodotto di incroci genetici scelti per aumentarne la produttività e a rendere le piante più resistenti alle malattie, alla siccità e al caldo. Attenzione allora pancia da grano.

Il grasso addominale – spiega Davis – ha caratteristiche uniche: diversamente da quello accumulato in qualsiasi area del corpo,

  • provoca fenomeni infiammatori,
  • altera risposte insuliniche e
  • manda segnali metabolici anomali al resto del corpo.

Non esiste alcun organo che non sia colpito dal grano in qualche modo potenzialmente dannoso”.

 

Abbiamo estratto dieci ragioni per cui – secondo il cardiologo americano – eliminando il grano dalla nostra alimentazione si vive meglio.

 

Ricordiamo sempre però che per molti medici ed esperti di alimentazione la dieta migliore è la mediterranea.

 Giorgio Calabrese, nel suo ultimo libro “Dimagrire con la dieta mediterranea”, dice: “È una dieta includente, cioè che non elimina nessun cibo, anzi: si deve mangiare un po’ di tutto. La tanto celebrata Dukan, come tutte le diete iperproteiche con un solo nutriente, nel breve periodo aiuta a dimagrire. Poi però i chili si riprendono, e con interessi da usurai”.

 

  1. Il pane integrale alza la glicemia più dello zucchero da cucina.
  2. La pasta mantiene alto il livello degli zuccheri nel sangue per periodi che vanno dalle quattro alle sei ore dopo l’assunzione mantenendo la glicemia delle persone diabetiche anche di 100mg/dL superiore alla norma per lunghi periodi
  3. Più è alto il livello di glucosio nel sangue dopo aver mangiato e maggiore sarà il livello di insulina nel sangue, di conseguenza anche la formazione del grasso avrà un incremento.
  4. Più è grossa la pancia da grano e più si producono risposte infiammatorie che alla fine possono portare a cardiopatie e tumori
  5. Chi elimina il grano dalla propria dieta sente meno la fame e consuma meno calorie
  6. Il grano ha caratteristiche uniche rispetto agli altri alimenti, caratteristiche che fanno sì che i suoi effetti sul cervello siano simili a quelli prodotti dagli oppiacei. Lo hanno scoperto i ricercatori del National Institutes of Health.
  7. Le persone che eliminano il grano dal loro regime alimentare di solito registrano un complessivo miglioramento del morale, minori sbalzi d’umore, una maggiore lucidità e un sonno più profondo
  8. Il consumo di grano fa aumentare il colesterolo LDL, mentre la sua eliminazione lo riduce
  9. Gli Age prodotti da alti livelli di glucosio nel sangue provocano disturbi alla funzionalità erettile
  10. Il grano può esercitare degli effetti invecchianti sulla pelle, come le rughe e la perdita di elasticità

FONTE: Huffingtonpost

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erbe cinesiErbe medicinali cinesi per combattere il diabete. Secondo i ricercatori dell’Università di Chicago il consumo di una selezione di 10 specifici prodotti della tradizione cinese, aiuta a prevenire o contrastare un disturbo chiamato “prediabete”.

Il pre-diabete viene in genere diagnosticato quando una persona sviluppa livelli elevati di zucchero nel sangue, tuttavia, i livelli di glucosio non sono ancora abbastanza alti da sviluppare il diabete di tipo 2. Le persone a cui è stato diagnosticato il “pre-diabete” corrono un rischio maggiore di sviluppare il diabete di tipo 2, così come malattie cardiache e ictus.

Uno degli autori dello studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism (JCEM), il dottor Chun-Su Yuan, dell’Università di Chicago, ha così affermato:

“Con il diabete si evolve un grave problema di sanità pubblica a livello mondiale, è fondamentale adottare misure per arginare il numero dei casi. I pazienti hanno spesso difficoltà ad attuare tutti quei cambiamenti nel loro stile di vita, necessari per controllare i livelli di zucchero nel sangue, i farmaci attuali presentano dei limiti e possono produrre effetti collaterali a livello gastrointestinale. Alcune erbe tradizionali cinesi possono offrire una nuova opzione per la gestione dei livelli di zucchero nel sangue, da sole o in combinazione con altri trattamenti”.

I ricercatori dell’University of Chicago affermano che i risultati del loro studio mostrano come la fitoterapia cinese sia promettente per rallentare la progressione del pre-diabete.

Durante lo studio, sono state coinvolte 389 persone, assegnate in modo casuale a dei gruppi di controllo. Ad alcuni di loro è stata somministrata una capsula contenente una miscela di 10 erbe medicinali cinesi (chiamata Tianqi), ad altri un semplice placebo. Per circa un anno, queste soluzioni sono state assunte tre volte al giorno prima dei pasti.

Tutti i partecipanti allo studio hanno inoltre hanno seguito per un mese un corso di formazione per migliorare il loro stile di vita e hanno incontrato dei nutrizionisti più volte durante il periodo in cui è stata condotta la ricerca.

Ogni tre mesi è stata misurata la tolleranza al glucosio.

Alla fine del periodo di osservazione, 36 partecipanti del gruppo che assumeva il Tianqi e 56 del gruppo che invece assumeva placebo avevano sviluppato il diabete.

Le analisi hanno rilevato che assumendo il mix di erbe medicinali cinesi il rischio di diabete si è ridotto del 32,1 per cento rispetto al placebo.

Un’ottima notizia, visto che la riduzione complessiva del rischio è risultata paragonabile a quella riscontrata negli studi effettuati con i farmaci tradizionali usati per il diabete; il tutto con la differenza che le erbe Tianqi hanno rivelato veramente pochissimi effetti collaterali.

Il mix Tianqi comprende diverse erbe che hanno dimostrato di essere in grado di abbassare i livelli di glucosio nel sangue e migliorarne il controllo dopo i pasti.

Il dottor Xiaolin Tong, un altro degli autori principali dello studio, ha affermato: “Pochi studi clinici controllati hanno esaminato l’impatto della medicina tradizionale cinese sul diabete, ed i risultati del nostro studio ha mostrato che questo approccio può essere molto utile nel rallentare la progressione della malattia”.

Naturalmente, saranno necessarie ulteriori ricerche per confermare le evidenze emerse durante lo studio, ma è già un ottimo passo in avanti.

Questo non è l’unico studio che spiega come l’utilizzo di alcuni elementi presenti in natura possa aiutare a prevenire l’insorgenza del diabete.

Ricordiamo infatti uno studio pubblicato sulla rivista Diabetes Care, che spiega il ruolo della curcuma nella prevenzione di questa malattia, o ancora lo studio pubblicato su The Annals of Family Medicine che a tal riguardo enfatizza le proprietà della cannella.

FONTE: Ambientebio

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BASSO INDICE GLICEMICOConoscere quali sono gli alimenti a basso indice glicemico è molto importante per prestare attenzione al nostro benessere.

L’indice glicemico consiste nella capacità dei carboidrati di aumentare il livello di glucosio nel sangue.

In linea di massima, sarebbe essenziale scegliere di consumare prodotti integrali, messi a punto con farine non raffinate. In questa maniera si può evitare che la glicemia aumenti eccessivamente, con la possibilità di danneggiare il pancreas, di rallentare il metabolismo e di fare incorrere nel sovrappeso. Vi forniamo quindi un elenco di cibi a basso indice glicemico, per sapervi regolare ed evitare le conseguenze del diabete.

Come si calcola l’indice glicemico

Per calcolare l’indice glicemico bisogna assumere 50 grammi di carboidrati e tenere sotto controllo i livelli della glicemia nel corso delle due ore che seguono. I valori ottenuti vengono messi a confronto con quelli di riferimento, costituiti da quelli rappresentati dal glucosio contenuto nel pane bianco, pari a 100.

Mettiamo caso, ad esempio, che un cibo ha un indice 60: significa che, se ne mangiamo 50 grammi, la glicemia sale del 60% rispetto ai valori registrati con l’assunzione di 50 grammi di glucosio. Gli alimenti a basso indice glicemico hanno un valore minore di 55.

In generale si può dire che il valore aumenta in relazione alla digeribilità di un alimento. Infatti, i livelli di zuccheri nel sangue diventano più alti via via che si porta avanti il processo di digestione e di assimilazione da parte dell’organismo. In questo senso i tempi variano, a seconda del tipo di cibo e dei nutrienti che lo compongono.

In gravidanza, basandosi sui carboidrati a basso indice glicemico, si può ridurre il rischio di prendere troppo peso, non esponendosi all’ipertensione, al diabete e avendo l’opportunità di ritornare velocemente in forma dopo il parto.

Gli alimenti

Una dieta a basso indice glicemico consentirebbe di controllare l’appetito e il peso ed è utile soprattutto per i diabetici. I cibi vengono assorbiti in maniera lenta e danno un più lungo senso di sazietà, spingendo quindi a non abbuffarsi. Un principio alla base di diversi regimi alimentari.

Quest’ultima mira alla minore introduzione di zuccheri nell’organismo, in modo che non vengano stimolate troppo la produzione di insulina e la formazione dei grassi.

Fra gli alimenti da mangiare, in quanto hanno un indice glicemico basso, ci sono il latte magro, quello di soia e lo yogurt: esso contiene fermenti che producono acido acetico e propionico, i quali nel fegato regolano la produzione di glucosio e di colesterolo. Da non sottovalutare la curcuma, perché, secondo differenti ricerche, il suo principio attivo, la curcumina, contribuisce a tenere sotto controllo il diabete di tipo 2.

E poi ancora i legumi, in particolare lenticchie e fagioli bolliti.

Per quanto riguarda la frutta, mele, pere e prugne, ma non sono da dimenticare le arance, che, grazie alle fibre contenute nella parte bianca sotto la buccia, intervengono nel controllare l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi, prevenendo il diabete. Lo stesso vale per il salmone, tramite il suo apporto di omega 3, efficaci anche contro le malattie che interessano l’apparato cardiocircolatorio.

Forse non tutti lo sanno, ma la zucca aiuta a riparare le cellule del pancreas danneggiate e la cannella riduce il pericolo di sviluppare l’iperglicemia negli anziani e nei soggetti in sovrappeso.

FONTE: Tantasalute

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