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Posts Tagged ‘malattie cardiovascolari’

La-bicicletta-ti-fa-perdere-peso-in-menopausa_su_vertical_dynDimagrire in menopausa è facile, basta seguire poche regole alimentari. Evitare di accumulare grasso viscerale è importante per prevenire malattie cardiovascolari e tumori.

 

La menopausa è una condizione fisiologica: non bisogna viverla come una condizione patologica. In questa fase della vita alcune donne possono aumentare la circonferenza dell’addome senza aumentare di peso. Per dimagrire in menopausa è sufficiente seguire qualche accorgimento nello stile di vita e nell’alimentazione.

 

Dopo la menopausa evita di accumulare grasso viscerale

Il grasso accumulato nella parte bassa del corpo (glutei e fianchi) é definito grasso sottocutaneo, mentre quello nella zona addominale é definito grasso viscerale.

Il grasso viscerale é particolarmente dannoso per la salute perché aumenta il rischio di

  • malattie cardiovascolari,
  • diabete e
  • alcuni tipi di cancro.

Ciò a causa del fatto che il grasso viscerale è tributario della vena porta, che convoglia tutto il grasso al fegato, con ripercussioni sulla sindrome metabolica. Il grasso viscerale é anche collegato all’aumento del colesterolo LDL (colesterolo “cattivo”) e la diminuzione di HDL (colesterolo “buono”), e alla resistenza all’insulina. I maggiori livelli di glucosio nel sangue circolante che ne derivano aumentano il rischio di diabete.

 

Le cause dell’aumento del girovita

Per dimagrire dopo la menopausa è necessario capire i fattori che determinano l’aumento del grasso viscerale. Questi fattori sono principalmente tre:

  • la componente ereditaria
  • uno scorretto stile di vita
  • i cambiamenti ormonali tipici di questo periodo

Durante la menopausa la produzione di estrogeni diminuisce e il rapporto tra gli androgeni (ormoni maschili presenti in piccole quantità nelle donne) e gli estrogeni, aumenta; questo cambiamento viene associato all’aumento di tessuto adiposo nella menopausa. Alcuni studi dimostrano anche che la diminuzione dei livelli di estrogeni durante la menopausa é legato all’aumento dei livelli di cortisolo, ormone che può aumentare l’accumulo di grasso addominale.

 

L’importanza di avere uno stile di vita sano

Uno stile di vita sano e una corretta alimentazione possono ridurre e prevenire tutte le alterazioni tipiche della menopausa. Possono controllare i sintomi fastidiosi come

  • le vampate,
  • le sudorazioni notturne,
  • la secchezza vaginale,
  • la perdita di energia e di desiderio sessuale,
  • i cambiamenti di umore;

inoltre possono prevenire l’osteoporosi, proteggere dal rischio di malattie cardiovascolari e insorgenza di tumori, ridurre la rigidità e il dolore delle articolazioni, controllare il peso corporeo e donare una migliore efficienza mentale; in poche parole possono rallentare il processo di invecchiamento.

Le donne che riescono ad avere un approccio più sano alla salute del corpo e della mente affrontano meglio la menopausa, che può diventare pertanto un’importante occasione di cambiamento in positivo.

 

I consigli pratici per dimagrire in menopausa

Alcuni consigli pratici che vengono generalmente dati alle donne in menopausa per dimagrire sono riassunti nelle seguenti linee guida:

  • Raggiungere e/o mantenere un peso ottimale riducendo se necessario l’apporto calorico.
  • Seguire una dieta variata: ogni gruppo alimentare ha un ruolo preciso per la nostra salute, pertanto non deve mai essere eliminato del tutto.
  • Consumare tre pasti al giorno, più eventualmente due spuntini a basso contenuto di calorie e grassi
  • Pasta e pane devono essere assunti ogni giorno senza esagerare nelle quantità e nei condimenti. Preferibile scegliere quelli integrali e a basso indice glicemico.
  • Aumentare il consumo di alimenti ricchi in calcio.
  • Consumare tutti i giorni frutta e verdura, alimenti ricchi di antiossidanti, fibra, vitamine, provitamine e sali minerali.
  • Consumare pesce (in particolare azzurro) almeno 2-3 volte alla settimana perché ricco di vitamina D.
  • Preferire olio extravergine d’oliva a crudo come condimento.
  • Ridurre la quantità di sale e scegliere quello iodato; una valida alternativa per insaporire i nostri piatti sono le spezie.
  • Bere acque bicarbonato calciche (a residuo fisso medio-alto) che presentano una biodisponibilità del calcio pari a quella dei latticini.
  • Aumentare l’attività fisica: deve diventare un abitudine quotidiana. Il beneficio che apporta una costante attività fisica è di fondamentale importanza; qualsiasi tipo di movimento è utile: scale a piedi, passeggiate a passo svelto, ginnastica dolce ecc.
  • In caso di inadeguato apporto di calcio e/o di carenza di vitamina D consultare sempre il proprio medico per una eventuale supplementazione.
  • Leggere attentamente le etichette nutrizionali per fare delle scelte consapevoli.

FONTE: Riza

 

 

(ENGLISH VERSION)

Losing weight in menopause period is easy, just follow a few food rules. Avoid accumulating visceral fat is important to prevent cardiovascular diseases and tumors.

Menopause is a physiological condition: we shouldn’t live it as a pathological condition. In this stage of life some women may increase the circumference of the abdomen without gaining weight. To lose weight in menopause just follow some changes in lifestyle and nutrition.

After menopause avoid to accumulate visceral fat

The accumulated fat in the lower body (buttocks and hips) is called subcutaneous fat, while that in the abdominal area is called visceral fat.

Visceral fat is particularly harmful to health because it increases the risk of

  • cardiovascular disease,
  • diabetes and
  • some cancers.

This due to the fact that visceral fat is a tributary of the portal vein, which carries all the fat liver, thus affecting the metabolic syndrome. Visceral fat is also linked to increased cholesterol LDL (“bad” cholesterol) and decrease HDL (“good” cholesterol), and insulin resistance. The higher levels of glucose in the blood circulating ensuing increase the risk of diabetes.

The causes of the increase in waist

Weight loss after menopause is necessary to understand the factors leading to the increase in visceral fat. These factors are mainly three:

  • the hereditary component
  • improper lifestyle
  • hormonal changes typical of this period

During menopause estrogen production decreases and the ratio of androgens (male hormones present in small amounts in women) and estrogen, increases; This change is associated with increased adipose tissue in menopause.

Some studies also show that the decline in estrogen levels during menopause is linked to increased levels of cortisol, a hormone that can increase the accumulation of abdominal fat.

 

The importance of having a healthy lifestyle

A healthy lifestyle and a healthy diet can reduce and prevent all alterations typical of menopause. They can control the symptoms as

  • bothersome hot flashes,
  • night sweats,
  • vaginal dryness,
  • loss of energy and sex drive,
  • mood changes;

also they can prevent osteoporosis, protect from the risk of cardiovascular disease and the onset of tumors, reduce stiffness and pain in the joints, control your weight and give a better mental efficiency; in short, they can slow the aging process.

Women who manage to have a healthier approach to health of body and mind are better addressed through menopause, which can thus become an important opportunity for positive change.

 

The practical tips to lose weight in menopause

Some practical tips that are generally given to women in menopause for weight loss are summarized in the following guidelines:

  • Achieve and / or maintain a healthy weight by reducing caloric intake if necessary.
  • Follow a varied diet: Each food group has a definite role for our health, so must never be eliminated entirely.
  • Eat three meals a day, plus possibly two snacks low in calories and fat
  • Pasta and bread should be taken every day without going overboard in the quantities and seasonings. Best to choose whole grains and low-glycemic index.
  • Increase consumption of foods rich in calcium.
  • Consume daily fruits and vegetables, foods rich in antioxidants, fiber, vitamins, pro-vitamins and minerals.
  • Consume fish (especially blue) at least 2-3 times a week because it is rich in vitamin D.
  • Prefer raw olive oil  as a seasoning.
  • Reduce the amount of salt and choose the one iodized; a viable alternative to flavor our dishes are spices.
  • Drinking water calcium bicarbonate (a fixed residual medium-high) that have a bioavailability of calcium equal to that of dairy products.
  • Increase physical activity: it must become a daily habit. The benefit that brings a constant physical activity is of paramount importance; any kind of movement is useful: walking stairs, walking at a brisk pace, gymnastics etc.
  • In case of inadequate intake of calcium and / or vitamin D Always consult your physician for a possible supplementation.
  • Read the nutrition labels to make informed choices.

SOURCE: Riza

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UnknownNoci, mandorle, arachidi e tutta la frutta a guscio in generale (salvo casi di allergia) è un vero e proprio toccasana per la salute. Da tempo l’assunzione di frutta a guscio era stata associata con un rischio di mortalità più basso, ma pochi studi fino a questo momento avevano indagato il rapporto tra consumo di frutta a guscio e riduzione del rischio cardiovascolare e di altre gravi malattie.

Basta mangiare una piccola manciata di frutta secca al giorno per vivere più a lungo. Lo studio in questione è stato pubblicato sulla rivista scientifica International Journal of Epidemiology. Viene considerato come uno studio completo e significativo rispetto alle ricerche condotte fino ad ora.

La nuova ricerca è stata realizzata all’interno del Cohort Study, che è in corso nei Paesi Bassi dal 1986 e che coinvolge 120 mila persone tra uomini e donne olandesi. Gli autori dello studio hanno concluso che gli uomini e le donne che mangiano almeno 10-15 grammi di noci o arachidi al giorno – circa mezza manciata – hanno una riduzione evidente del rischio di morte per alcune gravi malattie rispetto alle persone che non consumano né frutta a guscio né arachidi. Nello studio, come nella vita quotidiana, le arachidi vengono considerate tra la frutta a guscio, anche se dal punto di vista botanico sono imparentate con i legumi.

Il rischio di mortalità si riduce per quanto riguarda

  • le malattie respiratorie,
  • le malattie degenerative,
  • il diabete,
  •  il cancro e
  • le malattie cardiovascolari.

Le arachidi proteggono la salute come le noci, ma il burro di arachidi industriale (che spesso ha ingredienti aggiuntivi come oli vegetali, sale e acidi grassi) non dà lo stesso effetto.

Studi precedenti condotti negli Usa e in Asia avevano mostrato un’associazione tra consumo di noci e arachidi e minor rischio di malattie cardiovascolari, ma il nuovo studio è considerato sorprendente soprattutto per l’aspetto legato alla riduzione del rischio di cancro e di diabete, tra le malattie più preoccupanti del nostro tempo.

Il merito sarebbe tutto dei grassi polinsaturi, delle vitamine, degli antiossidanti e dei composti bioattivi presenti nella frutta a guscio, sostanze in grado di ridurre il rischio di ammalarsi. E 15 grammi di frutta a guscio al giorno apportano meno di 100 calorie, dunque non è un problema inserirle come spuntino nel corso delle nostre giornate.

 

FONTE: Greenme

 

(ENGLISH VERSION)

Walnuts, almonds, peanuts and whole nuts in general (except in cases of allergy) is a real boon to health. Since long time intake of nuts was associated with a lower mortality risk, but few studies so far had investigated the relationship between consumption of nuts and cardiovascular risk reduction and other serious diseases.

Just eat a small handful of nuts a day to live longer.

This study was published in the journal International Journal of Epidemiology. It is considered as a complete study and the most significant research conducted ever.

The new research was conducted within the Cohort Study, which is underway in the Netherlands since 1986 and involving 120,000 people between men and Dutch women. The authors of the study concluded that men and women who eat at least 10-15 grams of nuts or peanuts per day – about half a handful – have a clear reduction in the risk of death for some serious diseases than people who do not consume any fruit nuts or peanuts. In the study, as in everyday life, peanuts are considered among the nuts, although the botanically are related with the legumes.

The risk of mortality is reduced as far as

  • respiratory diseases,
  • degenerative diseases,
  • diabetes,
  • cancer and
  • cardiovascular disease.

Peanuts protect health as nuts, but the peanut butter industry (which often has additional ingredients like vegetable oils, fatty acids and salt) does not give the same effect.

Previous studies conducted in the US and in Asia had shown an association between consumption of nuts and peanut and lower risk of cardiovascular disease, but the new study is considered surprising especially for the aspect of reducing the risk of cancer and diabetes, among the most troubling diseases of our time.

The credit would be all of the fatty acids, vitamins, antioxidants and bioactive compounds present in nuts, substances that can reduce the risk of getting sick. And 15 grams of nuts a day make less than 100 calories, so it’s not a problem to insert them as a snack during our days.

SOURCE: greenme

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SaunaRischio di infarto minore con la sauna. Non solo più frutta ogni dì per salvare il nostro cuore, ma anche bagni a vapore per scongiurare le malattie cardiovascolari

Un rimedio naturale che, tra l’altro aiuta ad espellere le tossine dal corpo e a facilita quindi la depurazione. Quindi, doppio risultato!

A sostenere il ruolo della sauna nella salvaguardia dello stato del nostro cuoricino è un gruppo di ricercatori (guarda caso) finlandesi della University of Eastern Finland di Kuopio, secondo i quali tale pratica, di almeno 20 minuti a sessione, sarebbe da associare a un tasso di mortalità per malattie cardiovascolari inferiore di circa la metà.

L’esperimento

Lo studio ha coinvolto 2.315 uomini di età compresa tra i 41 e i 60 anni residenti nella zona est della Finlandia, dove vige la tradizione di recarsi regolarmente in sauna. Durante i 21 anni di analisi si sono registrate 190 morti per arresto cardiaco improvviso, 281 per disturbi coronarici e 407 cardiovascolari. In totale, si sono verificati 929 decessi prematuri, legati sia a patologie cardiache o vascolari che ad altre cause.

Secondo i dati ottenuti, frequentare una sauna per due o tre volte a settimana riduce il rischio di mortalità per infarto e altra patologia a carico del cuore fino al 22%, mentre tra le quattro e le sette il rischio si ridurrebbe del 66%. Percentuali simili sono quelle riscontrate riguardo alle patologie coronariche, con percentuali rispettivamente del 23% (2-3 volte a settimana) e del 48% (da 4 a 7). Si passa a 27% e a un rischio dimezzato per le malattie cardiovascolari, mentre per la mortalità generale il rischio è ridotto del 24% e del 40%.

Inoltre, gli uomini che effettuavano saune di almeno 20 minuti avevano una riduzione del pericolo di mortalità del 52% rispetto a chi si tratteneva meno di 11 minuti. Ma qual è il meccanismo che realmente si innesca in un ciclo di bagni?

È questo un aspetto ancora da chiarire e ulteriori studi saranno necessari, dicono i ricercatori, per stabilire il meccanismo attraverso il quale si esprime il potenziale collegamento tra sauna e salute cardiovascolare.

Intanto, concediamocela qualche sessione di sauna, ma ricordatevi che se soffrite di pressione troppo bassa, siete incinte oppure avete disturbi cardio-circolatori o respiratori, non è consigliabile!

FONTE: Germana Carillo (Greenme)

 

(ENGLISH VERSION)

Lower risk of heart attack in the sauna. Not only more fruits every day to save our heart, but also steam baths to ward off cardiovascular disease.

A natural remedy that, among other things, helps to expel toxins from the body and thus facilitates purification. Then, double result!

To support the role of the sauna in the preservation of the state of our little heart is a group of researchers (coincidentally) Finnish at the University of Eastern Finland in Kuopio, according to which such practice, at least 20 minutes per session, would be associated with a rate of mortality from cardiovascular disease lower by about half.

The experiment

The study involved 2,315 men aged between 41 and 60 years residing in the east of Finland, where there is a tradition to attend regular sauna. During the 21 years of analysis, there were 190 deaths from sudden cardiac arrest, 281 for coronary heart disease and cardiovascular 407. In total, there were 929 premature deaths, linked to both heart disease or vascular than other causes.

According to data obtained, attend a sauna for two or three times a week reduces the risk of death from heart attack and other diseases affecting the heart up to 22%, while between four and seven the risk would be reduced by 66%. Similar percentages are found with regard to coronary heart disease, with percentages of 23% (2-3 times a week) and 48% (4 to 7). It goes to 27% and halved the risk for cardiovascular disease, while the overall mortality risk was reduced by 24% and 40%.

In addition, men who carried saunas at least 20 minutes had a reduction in the risk of mortality by 52% compared to those who held back less than 11 minutes. But what is the mechanism that really triggers a cycle of baths?

This is an aspect still unclear and further studies will be needed, the researchers say, to determine the mechanism by which it expresses the potential link between sauna and cardiovascular health.

Meanwhile, do some sauna session, but remember that if you suffer from insufficient pressure, or you are pregnant or have cardio-circulatory or respiratory disorders, it is not recommended!

SOURCE: Germana Carillo (greenme)

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melagranaQuesto dolce frutto invernale combatte i radicali liberi e rinforza l’apparato cardiocircolatorio grazie a polifenoli, tannini e potassio:usalo nella tua cucina.

 

Fra gli alimenti più studiati negli ultimi anni, il frutto del melograno è stato classificato al primo posto tra i cibi più antiossidanti disponibili in natura: il merito è dell’alta percentuale di flavonoidi che contiene (una quantità maggiore rispetto anche ai mirtilli, al tè verde e al vino rosso) e del suo apporto di vitamine (A, C e del gruppo B) e di sali minerali (soprattutto potassio, fosforo e ferro), che ne garantiscono l’efficace azione antinfiammatoria e preventiva nei confronti delle malattie da raffreddamento. Ma la melagrana è soprattutto il rimedio naturale più mirato per contrastare le malattie cardiovascolari.

 

Gli antiossidanti si trovano nella membrana interna bianca

La ricerca ha stabilito che non sono tanto i semi a racchiudere i principi attivi efficaci a ridurre il rischio dell’insorgenza delle malattie cardiovascolari, quanto la buccia e la membrana bianca che li avvolge. Per questo motivo è più efficace assumere l’estratto del frutto intero anziché semplicemente i semi.

Uno studio clinico dimostra che il consumo regolare di succo di melagrana agisce sul controllo dell’ispessimento dell’arteria carotide e, in generale, sulla diminuzione delle lesioni aterosclerotiche.

I polifenoli presenti nel frutto agirebbero infatti con un’azione sbloccante sui grassi che si accumulano sulle arterie (causa dell’aterosclerosi), favorendo un netto miglioramento della circolazione e un abbassamento del colesterolo, sia di quello LDL (considerato nocivo) che di quello totale.

 

La melagrana rende elastici i tessuti e non solo

Gli studi hanno rilevato anche significativi miglioramenti dell’elasticità dei tessuti soprattutto nelle persone diabetiche, obese e affette da sindrome metabolica.

Per chi soffre di ipertensione il succo di melagrana si rivela un buon rimedio in quanto si dimostra un buon regolatore della pressione sanguigna. Ma l’azione preventiva della melagrana non si limita alle malattie cardiocircolatorie.

Il succo, grazie all’acido ellagico agirebbe anche sulla formazione di alcune forme tumorali, in particolare sulle neoplasie della prostata, del seno e del colon, prevenendone l’insorgenza o riducendone lo sviluppo.

L’azione combinata di antociani, tannini e acido ellagico avrebbe poi un effetto benefico anche a livello neuronale: nelle patologie del cervello come l’Alzheimer, nel trattamento della depressione e degli sbalzi d’umore.

La melagrana presenta anche caratteristiche detossificanti e drenanti (grazie al potassio). È un frutto alcalino, efficace nel regolare l’equilibrio acido basico: per questo è consigliato per tonificare lo stomaco e negli stati di acidità gastrica, spesso indotti da un consumo eccessivo di zuccheri raffinati e proteine.

 

Provalo nel risotto, tonifica lo stomaco

Aggiungi i semi di melagrana ai tuoi risotti:

alleggerisci le funzioni gastriche e migliori la digestione, evitando reflusso e acidità.

Per una persona, fai un soffritto di porro o scalogno tritato finemente e, quando inizia a imbiondire, aggiungi una manciata di riso; porta a cottura il risotto aggiungendo poco alla volta del brodo vegetale bollente e, a fine cottura, unisci un bicchierino di succo e 2-3 cucchiai di chicchi di melagrana. Prosegui la cottura per altri 2-3 minuti e servi.

 

FONTE: Riza

(ENGLISH VERSION)

This sweet winter fruit fights free radicals and strengthens the cardiovascular system thanks to polyphenols, tannins and potassium: use it in your kitchen.

Among the foods most studied in recent years, the pomegranate fruit has been ranked in first place among the foods most antioxidants available in nature: the merit is due to the high percentage of flavonoids containing (a larger amount than even blueberries, tea green and red wine) and its intake of vitamins (A, C and B group) and minerals (especially potassium, phosphorus and iron), which ensure the effective anti-inflammatory and preventive action against colds . But the pomegranate is especially the natural remedy more targeted to fight cardiovascular disease.

Antioxidants are found in the inner membrane white

Research has determined that the seeds are not so much to enclose the active ingredients effective in reducing the risk of occurrence of cardiovascular disease, as the peel and white membrane that surrounds them. For this reason it is more effective to take the extract of the whole fruit rather than simply the seeds.

 A clinical study shows that regular consumption of pomegranate juice acts on the control of the thickening of  carotid artery and, in general, on the reduction of atherosclerotic lesions.

Polyphenols present in the fruit would act in fact with unlocking action on fats that accumulate in the arteries (atherosclerosis due), favoring a remarkable  improvement of the circulation and lowering cholesterol, both of the LDL (considered harmful) and of the total .

The pomegranate makes elastic tissues and not only

Studies have also found significant improvements of tissue elasticity especially in diabetic, obese and persons who are suffering from metabolic syndrome.

For those suffering from hypertension, pomegranate juice proves to be a good remedy because it demonstrates to be a good regulator of blood pressure. But the preventive action of the pomegranate is not limited to cardiovascular diseases.

The juice, thanks to ellagic acid would act on the formation of some cancers, particularly cancers of the prostate, breast and colon, preventing the onset or reducing its development.

The combined action of anthocyanins, ellagic acid and tannins would then also have a beneficial effect on neurons: in brain diseases such as Alzheimer’s, in the treatment of depression and mood swings.

The pomegranate also has detoxifying and draining characteristics (thanks to potassium). It is an alkaline fruit , effective in regulating the acid-base equilibrium: this is recommended for toning the stomach and in the states of gastric acidity, often caused by excessive consumption of refined sugars and proteins.

 

Try it in risotto, it tones the stomach

Add the pomegranate seeds to your risotto:

it lightens the gastric functions and help for better digestion, preventing reflux and acidity.

For one person, do a fried with leeks or shallots, finely chopped, and, when it starts to get brown, add a handful of rice; leads to cooking the risotto by adding a little at a time of boiling vegetable stock and, at the end of cooking, combine a small glass of juice and 2-3 tablespoons of pomegranate seeds. Continue cooking for another 2-3 minutes and serve.

SOURCE: Riza

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Abbiamo già parlato dei benefici dello stare in piedi in questo articolo ma ora approfondiamone i benefici a seguito di studi recenti fatti dal Prof. James Levine della Mayo Clinic

 

Trascorrere del tempo considerevole della vostra giornata stando in piedi potrebbe ridurre il rischio di

  • obesità,
  • diabete,
  • malattie cardiovascolari e
  • il cancro.

 

Una settimana di campeggio può trasformare una persona in una sola mattina.

La ricerca mostra che l’impatto cumulativo di seduta tutto il giorno per anni è associato ad una serie di problemi di salute, dall’obesità al diabete, al cancro.

Poiché il lavoratore medio in ufficio trascorre 5 ore e 41 minuti seduto ogni giorno alla sua scrivania, alcuni descrivono il problema con un nuova lapidaria frase che è innegabilmente accattivante, se non un po ‘esagerato:

  • “lo stare seduti è come il fumo”.

Gran parte di questa ricerca è stata effettuata da James Levine, endocrinologo presso la Mayo Clinic. “Il modo in cui viviamo ora tende a farci stare seduti tutto il giorno, a volte siamo tentati da una passeggiata dal parcheggio in ufficio”, ha recentemente detto durante un’intervista telefonica, parlando mentre passeggiava intorno al suo soggiorno. “Il valore di default è diventato il sedersi. Abbiamo bisogno rimanere in piedi.”

Tutto questo potrebbe sembrare sospetto, come l’ultima moda di salute, e nulla più. Ma un crescente corpo di ricerca, condotta sia da Levine e altri scienziati, conferma che uno stile di vita sedentario sembra essere dannoso nel lungo termine.

La soluzione, dicono, è non sedersi per sei ore di lavoro e poi dirigersi verso la palestra dopo, perché l’evidenza suggerisce che gli effetti negativi della seduta estesa non possono essere neutralizzati da brevi periodi di esercizio fisico.

 

La risposta è quella di rimanere in piedi.

 

Stando in posizione eretta di fronte alla scrivania è il modo più semplice per combattere i possibili danneggiamenti fisici dovuti al nostro lavoro. Qui sotto un elenco di alcuni dei benefici scienziati hanno trovato finora.

1) Riduzione del rischio di obesità

La ricerca di Levine ha iniziato come un’indagine in una questione di salute secolare:

  • perché alcune persone aumentano di peso e altri no.

Lui e colleghi hanno reclutato un gruppo di impiegati che si sono impegnati in poco esercizio di routine, mettendoli tutti su una dieta identica, che conteneva circa 1000 più calorie di quante fossero state consumate in precedenza e vietando loro di cambiare le abitudini di esercizio.

Ma nonostante le dieta e l’esercizio fisico nei regimi standardizzati, alcuni partecipanti hanno guadagnato peso, mentre altri sono rimasti magri.

 

Alla fine, con la biancheria intima cucita con sensori che misurano ogni movimento sottile, i ricercatori hanno scoperto il segreto:

  • i partecipanti che non hanno guadagnato peso sono aumentati, in media, 2.25 più ore al giorno, anche se tutti di loro hanno lavorato presso (seduti) sui loro banchi, e nessuno è andato in palestra.

“Durante tutti i nostri giorni, ci sono opportunità per muoversi sostanzialmente di più», dice Levine, menzionando cose banali come camminare nell’ufficio di un collega piuttosto che inviare email, o fare le scale anziché l’ascensore.

Non riuscendo a trarre vantaggio da queste opportunità di costante movimento, si scopre che è strettamente associato con l’obesità.

E la ricerca suggerisce che il nostro esercizio convenzionale, lo stare seduti tutto il giorno al lavoro, poi andare in palestra o andare a correre, “rende poco più sensata l’idea come quando si potrebbe contrastare l’abitudine di un pacchetto al giorno di sigarette per fare jogging”, afferma James Vlashos al New York Times.

 

La chiave per ridurre il rischio di obesità è coerente con livelli moderati di movimento durante il giorno.

 

Gli scienziati stanno ancora studiando perché questo potrebbe essere il caso. La ridotta quantità di calorie bruciate durante la seduta ( uno studio 2013 ha trovato che standers bruciano in media 50 calorie all’ora) è chiaramente coinvolto, ma ci possono essere anche cambiamenti metabolici in gioco, come

  • le cellule del corpo che diventano meno sensibili all’insulina
  • i muscoli sedentari che rilasciando bassi livelli dell’enzima lipoproteina lipasi.

Naturalmente, tutto questo indica specificamente al pericolo dell’eccessiva seduta, non esattamente come il beneficio della capacità. Ma Levine ritiene che le due cose siano strettamente intrecciate.

“Il primo passo è alzarsi. La sase due è imparare ad alzarsi più spesso. Il passo tre è, una volta che siete in su, spostarvi,” dice. «E quello che abbiamo scoperto è che una volta che siete in su, non tendete a muovervi.” I passaggi uno e due, poi, sono tra i più importanti pezzi e una scrivania che ti incoraggia a stare almeno un po ‘di tempo è uno dei mezzi più comodi per farlo.

2) Riduzione del rischio di diabete di tipo 2 e altri problemi metabolici

Gli effetti nocivi per la salute del-sitting ed i benefici di standing-sembrano andare oltre la semplice obesità. Alcuni degli stessi studi di Levine e altri hanno trovato che lo stare seduti per lunghi periodi di tempo è correlata con efficacia ridotta nella regolazione dei livelli di glucosio nel sangue, parte di una condizione nota come sindrome metabolica, che aumenta notevolmente la probabilità di tipo 2 di diabete.

Uno studio del 2008, per esempio, ha scoperto che le persone che sedevano per periodi più lunghi durante il loro giorno avevano livelli significativamente più elevati di glicemia a digiuno, indicando loro che le loro cellule sono diventate meno sensibili all’insulina, con l’ormone non riuscendo a innescare l’assorbimento del glucosio dal sangue. Un 2013 studio [PDF] è venuto a risultati simili, ed è arrivato alla conclusione che per le persone già a rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, la quantità di tempo trascorso seduta potrebbe essere un fattore di rischio più importante piuttosto che alla quantità di tempo speso con forza nell’esercizio fisico.

3) Riduzione rischio di malattie cardiovascolari

Per quanto riguarda il sistema cardiovascolare, le prove scientifiche sui mali che seguono lo stare seduti risalgono fino al 1950, quando i ricercatori britannici hanno confrontato i tassi di malattie cardiache negli autisti di autobus di Londra (che ovviamente tendono a rimanere seduti per molto tempo) e ai controllori di autobus (che invece tendono sempre a rimanere in piedi durante le ore di lavoro), scoprendo che il primo gruppo ha registrato finora più attacchi di cuore e altri problemi rispetto al secondo.

Da allora, gli scienziati hanno scoperto che gli adulti che trascorrono più di due ore al giorno seduti hanno un 125 per cento aumento del rischio di problemi di salute legati a malattie cardiovascolari, tra cui dolore toracico e attacchi di cuore. Altri studi hanno rivelato che gli uomini che spendono più di cinque ore al giorno seduti al di fuori del lavoro e che fanno esercizio limitato erano a due volte più a rischio di insufficienza cardiaca, come coloro che esercitano spesso e sedersi in meno di due ore al giorno al di fuori dell’ufficio.

Anche quando i ricercatori hanno controllato per la quantità di esercizio fisico, elementi eccessivi erano ancora al 34 per cento più probabilità di sviluppare insufficienza cardiaca rispetto a quelli che sono stati in piedi o in movimento.

 

4) Riduzione del rischio di cancro

Una manciata di studi hanno suggerito che i periodi di soggiorno prolungati possono essere collegati con un più alto rischio di molte forme di cancro. Il cancro al seno e al colon sembrano essere maggiormente influenzati dall’attività fisica (o mancanza):

uno studio del 2011 ha rilevato che prolungata posizione seduta potrebbe essere responsabile

  • fino a 49.000 casi di cancro al seno e
  • 43.000 casi di tumore del colon ogni anno negli Stati Uniti,
  • ma la stessa ricerca ha scoperto che quantità significative di cancro al polmone (37.200 casi),
  • cancro della prostata (30.600 casi),
  • carcinoma dell’endometrio (12.000 casi) e
  • cancro ovarico (1.800 casi) potrebbero essere legati alla seduta eccessiva.

Il meccanismo alla base da cui la seduta aumenta il rischio di cancro non è ancora chiaro, ma gli scienziati hanno trovato una serie di biomarcatori, come la proteina C-reattiva , che sono presenti in livelli più alti nelle persone che siedono per lunghi periodi di tempo. Questi possono essere legati allo sviluppo del cancro.

 

5) Rischio di mortalità a lungo termine

A causa della ridotta possibilità di obesità, diabete, malattie cardiovascolari e cancro, un certo numero di studi hanno trovato forti correlazioni tra la quantità di tempo che una persona trascorre seduta e la sua possibilità di morire entro un determinato periodo di tempo.

In uno studio australiano risalente al 2010, per esempio, si è scoperto che per ogni supplementare partecipante alle ore trascorse nella seduta giornaliera, il rischio complessivo di morire durante il periodo di studio (sette anni) è aumentato dell’11 per cento. Uno studio del 2012 ha trovato che, se l’americano medio riducesse il suo tempo nel sedersi a tre ore al giorno, l’aspettativa di vita salirebbe di due anni.

 

Controllando questi progetti relativi ad altre fattori come la dieta e-esercizio indicando che sedersi, in isolamento, può portare ad una varietà di problemi di salute e aumentare il rischio complessivo di morte, anche se si tenta di fare esercizio mentre tu non sei seduto e mangiare una dieta sana.

E anche se ci sono molte situazioni oltre l’ufficio in cui ci si siede per lunghi periodi (guida e guardare la TV, per esempio, sono in cima alla lista),

  • trascorrere un po ‘del vostro tempo al lavoro alla scrivania in piedi è uno delle più soluzioni dirette.

Se avete intenzione di iniziare a farlo, la maggior parte degli esperti consiglia di suddividere il tempo tra in piedi e seduti, perché il rimanere piedi tutto il giorno può portare a

  • mal schiena,
  • mal di ginocchio o
  • problemi ai piedi.

dvizna_pisalna_miza_02_wmIl modo più semplice di realizzare questo sono o utilizzando una scrivania che può essere sollevata verso l’alto o una sedia alta che si può tirare fino alla vostra scrivania quando si ha bisogno di sedersi. E ‘anche importante facilitare in esso, dicono, da in piedi per poche ore al giorno in un primo momento in modo che il vostro corpo si abitui al ceppo, e muovendosi un po’, spostando la vostra posizione, stimolazione, o addirittura ballando mentre si lavora. Dopotutto, perché no?

 

C’è un ultimo fattore importante che agisce sul cervello.

“Alzandoci: un corpo seduto produce un cervello sedentario” dice Levine “Iniziando a muoverci, la plasticità del cervello gioca a nostro vantaggio; “un cerebello che cammina”, infatti, forma nuove sinapsi che in tre settimane di tempo ci rendono più propenso al movimento”

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Fonte: smithsonianmag.com

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antiossidanti-fonti-600x433Privilegiare i cibi ricchi di questi elementi significa prevenire molte malattie e ridurre gli effetti dell’età: ecco gli alimenti più ricchi di antiossidanti.

 
Oggi sappiamo che uno stress che affligge tutti è quello “ossidativo”.

  • Un’alimentazione povera di sostanze nutrienti,
  • il fumo di sigaretta,
  • gli inquinanti ambientali,
  • i raggi ultravioletti,
  • un eccesso di attività fisica inappropriata

accrescono il carico di radicali liberi da cui l’organismo deve difendersi, creando una situazione nota agli esperti come “stress ossidativo”.

 

Come difendersi?

La risposta è semplice: mangiare antiossidanti. Un adeguato apporto di antiossidanti aiuta a mantenere la salute e a ridurre il rischio di sviluppare alcune malattie cronico-degenerative.

 
Ecco la “classifica” dei cibi antiossidanti
1)Frutti di bosco, una vera miniera…
Al primo posto una sorpresa: i frutti di bosco. Fragole, mirtilli, lamponi, more e ribes sono piccoli frutti polposi, ricchi di vitamine e sali minerali che dovrebbero trovare posto più di frequente sulle nostre tavole. A parità di peso con altri alimenti racchiudono il più alto contenuto di sostanze antiossidanti.

 
2) Broccoli e cavoli proteggono dai tumori
Un secondo posto davvero promettente per le crocifere: broccoli, cavoli, cavolfiori, verze, cavolini di Bruxelles. Contengono indolo carbinolo, protettivo nei confronti di alcuni tipi di tumore dell’apparato digerente e carotenoidi, dall’azione preventiva nei confronti di alcune malattie cardiovascolari, quali aterosclerosi e cardiopatia ischemica.

 
3) Pomodori: la prostata ringrazia
Un meritatissimo terzo posto per i pomodori. Il pomodoro è un cibo molto ricco di carotenoidi, in particolare di licopene. Il licopene sembra possa abbassare il rischio di sviluppare alcuni tumori, in particolare quello della prostata. Sembra anche che l’assorbimento del licopene sia migliore se l’ortaggio è stato lavorato (salse e sughi).

 
4) Uva nera per proteggere cuore e arterie
Arriva quarta l’ uva nera. Mangiata come frutto fresco o gustata come nettare, offre una pregiata varietà di antiossidanti: resveratrolo e quercetina. Un bicchiere di vino rosso contiene una buona quantità di queste sostanze antiossidanti, attualmente molto promettenti come protettrici del cuore e delle arterie coronariche.

 
5) L’Aglio controlla il colesterolo
Quinto posto per l’aglio: nonostante venga accuratamente evitato dai seduttori per via dell’intenso aroma, l’aglio è un vero toccasana. Contiene preziose sostanze antiossidanti che lo rendono fondamentale nella prevenzione alimentare delle malattie cardiovascolari, dell’ipercolesterolemia e di alcuni tumori.

 
6) Spinaci: fanno bene alla vista
Sesto posto in ascesa per gli spinaci. Sono ricchi di luteina, un antiossidante della famiglia dei carotenoidi che sembra efficace nel contrastare l’azione dei radicali liberi anche a livello delle cellule nervose deputate alla visione. Studi scientifici hanno evidenziato che le persone che ne mangiano con regolarità tendono ad avere una vista migliore.

 

7) Il tè salva da malattie degenerativa
Al tè spetta la settima posizione. Dopo l’acqua, il tè è la bevanda più consumata al mondo. Specialmente nella sua qualità verde, è ricchissimo di antiossidanti e flavonoidi, utili nella prevenzione di alcune tra le più importanti malattie cronico-degenerative.

 
8) Carote contrastano i radicali liberi
All’ottavo posto ecco le carote: famose per la ricchezza di beta-carotene, peraltro presente in altre verdure di colore giallo-arancio, le carote sono un alimento assolutamente salutare, da consumare con regolarità. Cotte pare abbiano livelli di carotenoidi assimilabili più alti. Meglio il vapore della bollitura.

 
9) Soia utile anche in menopausa
Nona posizione per la soia. Emblema del mangiar sano, la soia, difesa senza riserve dai vegetariani rimane un caposaldo della dieta antiossidante. Inoltre la sua ricchezza in isoflavoni ne fa un alimento vivamente consigliato a tutte le donne fin dalla pre-menopausa.

 
10) Cereali integrali, ottima fonte di antiossidanti
Al decimo posto, e non potevano certo mancare in una classifica completa del mangiar sano, i cereali integrali. Riso, farro, miglio, orzo, grano saraceno, avena rigorosamente integrali e biologici sono una fonte preziosissima di antiossidanti, in particolare di vitamina E e acido fitico.

 

FONTE: Riza

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attivita-fisicaIl movimento previene oltre 40 malattie croniche, sia tra gli adulti che tra i bambini.

La conferma arriva da un nuovo studio condotto dallAmerican College of Sports Medicine. Addio diabete, depressione, ipertensione e malattie cardiovascolari ma anche ansia e osteoporosi. Una corretta attività fisica è un toccasana per la nostra salute.

Ma quanta? Secondo lo studio, gli adulti devono muoversi almeno 150 minuti alla settimana, una media di 30 minuti al giorno per 5 giorni, cifra che viene raddoppiata se occorre anche dimagrire.

La ricerca, svolta dagli scienziati del National Heart, Lung, and Blood Institute e dell’Acms, ha monitorato oltre 33 mila camminatori e 15 mila appassionati di jogging. Sotto la guida del prof. Paul Williams, gli studiosi sono riusciti anche a stilare una lista delle patologie che l’attività fisica fatta con questa intensità riesce a tenere lontane.

Oltre alle ovvie malattie cardiovascolari e al diabete, camminare o correre riduce anche il rischio di cancro al colon (fino al 31% per le donne), ma anche quello di contrarre un tumore al seno, oltre ai benefici per l’apparato muscolo-scheletrico e per la colonna vertebrale.

Gli scienziati hanno confrontato i dati di quasi 8.500 uomini e oltre 33.500 donne che avevano partecipato al National Walkers Health Study, suddividendoli in quattro gruppi in base alla quantità di attività fisica praticata.

I risultati hanno mostrato che coloro che camminavano di più, avevano un terzo di rischio in meno di morire a causa di una di tali patologie durante il periodo di studio. Per questo, secondo Williams, ci sono “ benefici per la salute sostanziali” praticando attività fisica almeno 2,5 ore alla settimana.

FONTE: Francesca Mancuso (Greenme)

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