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Poco conosciuti, i nosodi di Bach sono rimedi omeopatici efficacissimi contro i disturbi intestinali: quando e come assumerli.

 

Se milioni di persone conoscono il dottor Edward Bach come il medico gallese che ha inventato la floriterapia, pochissimi conoscono la sua brillante carriera come microbiologo, anatomo-patologo e omeopata, e soprattutto come creatore dei nosodi intestinali, messi a punto per contrastare la proliferazione disordinata dei batteri che colonizzano l’intestino umano, dando luogo a patologie croniche e degenerative. A oscurare questo importante aspetto della sua carriera di medico-ricercatore fu probabilmente proprio la celebrità raggiunta con la scoperta della floriterapia, ma i nosodi di Bach sono ancor oggi usati con successo da milioni di persone in tutto il mondo per la loro straordinaria efficacia.  

La ricerca batteriologica di Edward Bach

Agli inizi della sua carriera professionale, lavorando come responsabile del reparto di pronto soccorso presso l’ospedale dell’University College di Londra, Bach si accorse che pazienti diversi con sintomi analoghi reagivano diversamente allo stesso farmaco e che determinati tipi di pazienti reagivano in determinati modi costanti. Passando poi al reparto di batteriologia e immunologia come assistente, Bach si concentrò sulle connessioni tra i ceppi batterici dell’intestino umano, le conseguenti intossicazioni e la comparsa di malattie croniche, arrivando a identificare sette gruppi fondamentali di bacilli, e sette tipi umani, classificati secondo il comportamento, gli atteggiamenti del corpo, l’espressione del viso, i caratteri mentali ecc.

Il passaggio alla medicina omeopatica

Da qui all’omeopatia il passo è breve. Nel 1918 lo troviamo al London Homeopatic Hospital, impegnato a studiare l’Organon di Hahneman e il suo concetto di “psora”, in cui riconosce la tossiemia intestinale da lui studiata. Su questa base, con la collaborazione del dottor Paterson, elabora sette nosodi, auto-vaccini ricavati dai batteri patogeni intestinali trattati omeopaticamente, che sono tuttora usati per la loro efficacia in numerose malattie croniche, come le cistiti batteriche ricorrenti che si ripresentano puntualmente dopo le terapie convenzionali a base di antibiotici.

I sette nosodi di Bach-Paterson

Sono una sorta di “vaccini autogeni” omeopatici, ricavati da colture microbiotiche devitalizzate preparate a partire dal tipo di batterio predominate nel soggetto malato, che vengono somministrate con una iniezione intramuscolare e arrivano a eradicare totalmente il disturbo.

A provocare la cistite ad esempio, è di solito la migrazione verso le vie urinarie di batteri della flora intestinale come l‘Escherichia coli o il Proteus e a innescarla può contribuire un’improvvisa caduta di difese dell’organismo, causata da stress, stanchezza fisica o anche solo dal freddo intenso.

Anche la disbiosi può danneggiare la parete intestinale, lasciando filtrare sostanze tossiche nel sangue e generando squilibri a livello neurovegetativo e a livello immunitario, fino a dar luogo nel tempo patologie importanti. I nosodi di Bach sono preparati a partire dai batteri:

  • Bacterius proteus
  • Bacterius dysentery
  • Bacterius Morgan
  • Bacterius Faekals alkalagenes
  • Bacterius Coli mutabile
  • Bacterius Gaertner
  • Bacterius Nº 7

I sette ceppi batterici corrispondono alle sette personalità costituzionali individuate da Bach e ai corrispondenti stati emotivi, comportamenti e tipo di personalità, e la loro somministrazione promuove un effetto molto profondo, stimolando immunologicamente il sistema immunitario ed eradicando definitivamente la batteriosi patologica. Per questo i Nosodi di Bach-Paterson, vengono ancora utilizzati in tutto il mondo in omeopatia ed omotossicologia.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Little known, the Bach nosodes are effective homeopathic remedies against intestinal disorders: when and how to take them.

If millions of people know Dr. Edward Bach as the Welsh doctor who invented flower therapy, very few know his brilliant career as a microbiologist, anatomo-pathologist and homeopath, and especially as a creator of intestinal nosodes, developed to counteract the disordered proliferation bacteria that colonize the human intestine, giving rise to chronic and degenerative diseases. To obscure this important aspect of his career as a doctor-researcher was probably the celebrity achieved with the discovery of the flower therapy, but the nosodids Bach are still used successfully by millions of people all over the world for their extraordinary effectiveness.

Bacteriological research by Edward Bach

At the beginning of his professional career, working as head of the emergency department at the University College London hospital, Bach found that different patients with similar symptoms reacted differently to the same drug and that certain types of patients reacted in certain ways constant. Moving on to the bacteriology and immunology department as an assistant, Bach focused on the connections between the bacterial strains of the human gut, the resulting poisoning and the appearance of chronic diseases, identifying seven basic groups of bacilli, and seven human types, classified according to the behavior, the attitudes of the body, the expression of the face, the mental characters etc.

The transition to homeopathic medicine

From here to homeopathy, the step is short. In 1918 we find him at the London Homeopatic Hospital, busy studying the organon of Hahneman and his concept of “psora”, in which he recognizes the intestinal toxemia he studied. On this basis, with the collaboration of Dr. Paterson, he elaborates seven nosodes, self-vaccines obtained from intestinal pathogenic bacteria treated homeopathically, which are still used for their effectiveness in numerous chronic diseases, such as recurring bacterial cystitis that reappear on time after conventional antibiotic therapies.

The seven nosodes of Bach-Paterson

They are a kind of homeopathic “autogenous vaccines”, obtained from devitalized microbiotic cultures prepared from the type of bacterium predominated in the diseased subject, which are administered with an intramuscular injection and completely eradicate the disorder. To cause cystitis for example, it is usually the migration to the urinary tract of bacteria of the intestinal flora such as Escherichia coli or Proteus and to trigger it may contribute to a sudden fall of body defenses, caused by stress, physical fatigue or even only from the intense cold. Dysbiosis can also damage the intestinal wall, allowing to filter toxic substances into the blood and generating imbalances in the neurovegetative and immune levels, leading to significant diseases over time. Bach nosodes are prepared from bacteria:

  • Bacterius proteus
  • Bacterius dysentery
  • Bacterius Morgan
  • Bacterius Faekals alkalagenes
  • Bacterius Coli mutable
  • Bacterius Gaertner
  • Bacterius Nº 7

The seven bacterial strains correspond to the seven constitutional personalities identified by Bach and the corresponding emotional states, behaviors and personality type, and their administration promotes a very profound effect, immunologically stimulating the immune system and definitively eradicating pathological bacteriosis. This is why the Bach-Paterson Nosodes are still used all over the world in homeopathy and homotoxicology.

 

SOURCE: Riza

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Vorrei condividere e rendere fruibili a tutti le informazioni contenute in Pub Med sulla dimostrazione di efficacia dell’omeopatia. Pub Med è una banca dati gratuita e online.

 

Raccoglie circa 16 milioni di citazioni di articoli scientifici, di ambito biomedico o di scienze affini, dal 1950 ad oggi. Il valore scientifico delle informazioni è garantito dalla selezione umana dei contenuti condotta da qualificati comitati scientifici. Quindi quando un articolo scientifico è pubblicato su Pub Med la sua validità è riconosciuta a livello mondiale.

Arnica omeopatica qualche chiarimento

L’arnica omeopatica è uno dei medicinali più conosciuti ed usati. Alcuni ricercatori italiani dell’Università di Verona e dell’Università di Milano-Bicocca hanno provato a dimostrare la sua efficacia in laboratorio applicando il metodo scientifico.

Questi ricercatori hanno voluto capire il meccanismo che spinge le ferite a guarire più velocemente in presenza di Arnica omeopatica.

Quindi hanno preso una coltura di macrofagi, cioè hanno preso un particolare tipo di globuli bianchi coltivati in laboratorio. Li hanno trattati con Arnica a diverse diluizioni omeopatiche per 24 ore. Hanno notato che le ferite guariscono più velocemente in presenza di arnica omeopatica. Questo accade perchè i macrofagi arrivano sul posto più velocemente. Sostanze che mantengono pulita la ferita (tipo fibronectina) e che facilitano l’arrivo del sangue (eparina) vengono prodotte in modo maggiore. Quindi l’arnica omeopatica funziona agendo sull’epigenetica e non sui geni della cellula.

Cercherò ora di spiegare in modo semplice questo concetto perchè penso che sia importante far circolare le informazioni.

Prendiamo ad esempio una catena di montaggio per produrre un’automobile. La “genetica” della catena ci dice quale tipo di automobile sarà prodotta, utilitaria o suv. L’”epigenetica” ci dice invece quale cilindrata avrà, quale assetto o quale tipo di alimentazione.

Se la mia fabbrica produce Panda posso decidere, a seconda delle esigenze di mercato, se produrla a diesel o a benzina, 4×4 o in assetto sportivo. Non potrò invece mai ottenere una Ferrari perchè ha una “genetica” diversa.

Tornando all’esperimento descritto, abbiamo una zona terremotata (ferita) e dobbiamo inviare soccorsi. Attraverso le informazioni (arnica omeopatica) che arrivano in azienda la catena di montaggio prepara automobili 4×4 per poter raggiungere meglio la zona. E le prepara con alimentazione diesel perchè più adatte a fare molti km con un pieno. Quando l’emergenza finisce (24h) la catena di montaggio ritorna a produrre un tutte le varianti di Panda a seconda del piano aziendale.

Di seguito troverete la traduzione dell’abstract dell’articolo e il link per poter visionare l’articolo per intero da Pub Med.

Arnica montana stimola l’espressione genica a matrice extracellulare nella linea cellulare di un macrofago differenziato in fenotipo cicatrizzante.

Arnica montana (Arnica m.) è utilizzata per i suoi affermati effetti antinfiammatori e riparatori dei tessuti dopo traumi, ematomi o ferite, ma i suoi meccanismi cellulari e molecolari sono largamente sconosciuti.

Questo lavoro ha testato gli effetti dell’Arnica m. sull’espressione genica, utilizzando un modello in vitro di macrofagi polarizzati verso un fenotipo “cicatrizzante”.

La linea cellulare THP-1 umana del macrofago monocita è stata messa in coltura e differenziata con phorbol-myristate acetate e Interleukin-4, poi esposta per 24 ore ad Arnica m. centesimale (c) diluzioni 2c, 3c, 5c, 9c, 15c o Control.

L’RNA totale è stato isolato e le librerie di cDNA sono state sequenziate con un sequenziatore NextSeq500.

I geni con fold change significativamente positivi (sovraregolati) o negativi (sottoregolati) sono stati definiti “geni diversamente espressi” (DEGs).

Nelle cellule trattate con Arnica m. 2c sono stati individuati in totale 20 DEGs. Di questi, 7 geni erano sovraregolati e 13 geni erano sottoregolati.

La più significativa funzione di sovraregolazione è stata osservata su 4 geni che hanno conservato una zona simile al fattore di crescita dell’epidermide (p<0.001) e 3 geni di matrice extracellulare proteinacea, inclusi

  • heparin sulphate proteoglycan 2 (HSPG2),
  • fibrillina 2 (FBN2) e
  • fibronectina (FN1) (p<0.01).

L’esame delle proteine ha confermato un incremento statisticamente significativo della produzione di fibronectina (p<0.05).

Le trascrizioni sottoregolate derivavano da geni mitocondriali che codificavano alcuni componenti della catena di trasporto degli elettroni.

Gli stessi gruppi di geni sono stati anche regolati incrementando le diluzioni di Arnica m. (3c, 5c, 9c, 15c), anche se con effetti di minore entità.

Abbiamo testato ulteriormente il potenziale di guarigione di Arnica m. 2c in un modello di chiusura delle ferite basato sulla motilità di macrofagi derivati dal midollo, e trovato evidenza di un effetto di accelerazione della migrazione cellulare in questo sistema.

I risultati di questo lavoro, considerati nel loro insieme, forniscono nuove intuizioni sull’azione guaritiva e riparatoria dei tessuti di Arnica m., e individuano nella -regolazione a matrice extracellulare da parte di macrofagi- un obiettivo terapeutico.

 

Qui sotto trovate il link per legere l’articolo originale su Pub Med.

Arnica omeopatica: efficacia dimostrata scientificamente

FONTE: la cura naturale

 

(ENGLISH VERSION)

I would like to share and make accessible to all the information contained in Pub Med on the demonstration of effectiveness of homeopathy. Pub Med is a free and online database. It collects about 16 million citations of scientific articles, biomedical or related sciences, from 1950 to today. The scientific value of information is guaranteed by the human selection of contents conducted by qualified scientific committees. So when a scientific article is published in Pub Med its validity is recognized worldwide.

Homeopathic Arnica some clarification

Homeopathic arnica is one of the most known and used medicines. Italian researchers from the University of Verona and the University of Milan-Bicocca have tried to demonstrate its effectiveness in the laboratory by applying the scientific method.
These researchers wanted to understand the mechanism that drives wounds to heal faster in the presence of homeopathic Arnica.
So they took a culture of macrophages, that is, they took a particular type of white blood cells grown in the laboratory. They treated them with Arnica at different homeopathic dilutions for 24 hours. They have noticed that the wounds heal faster in the presence of homeopathic arnica. This happens because macrophages arrive on the spot faster. Substances that keep the wound clean (like fibronectin) and that facilitate the arrival of blood (heparin) are produced in a greater way. So the homeopathic arnica works by acting on epigenetics and not on the genes of the cell.

I will now try to explain this concept in a simple way because I think it is important to circulate information.

Take for example an assembly line to produce a car. The “genetics” of the chain tells us what kind of car will be produced, utilitarian or suv. The “epigenetics” tells us instead what displacement will have, what structure or what kind of feeding.

If my factory produces Panda, I can decide, depending on the market needs, whether to produce it in diesel or petrol, 4 × 4 or in sports set-up. But I will never be able to get a Ferrari because it has a different “genetics”.
Returning to the described experiment, we have an earthquake zone (wound) and we have to send help. Through the information (homeopathic arnica) that arrive in the company the assembly line prepares 4 × 4 cars to better reach the area. And it prepares them with diesel fuel because they are more suitable to make many kilometers with a full tank. When the emergency ends (24h) the assembly line returns to produce all the Panda variants depending on the business plan.

Below you will find the translation of the abstract article and the link to view the entire article from Pub Med.

Arnica montana stimulates extracellular matrix gene expression in the cell line of a macrophage differentiated in cicatrizing phenotype.
Arnica montana (Arnica m.) Is used for its established anti-inflammatory and tissue repair effects after trauma, hematoma or wounds, but its cellular and molecular mechanisms are largely unknown.
This work has tested the effects of the Arnica m. on gene expression, using an in vitro model of macrophages polarized towards a “cicatrizing” phenotype.

The human THP-1 cell line of the monocyte macrophage was cultured and differentiated with phorbol-myristate acetate and Interleukin-4, then exposed for 24 hours to Arnica m. centesimal (c) dilutions 2c, 3c, 5c, 9c, 15c or Control.
Total RNA was isolated and cDNA libraries were sequenced with a NextSeq500 sequencer.
Genes with significantly positive (upregulated) or negative (subregulated) fold changes have been termed “differently expressed genes” (DEGs).
In cells treated with Arnica m. 2c a total of 20 DEGs were identified. Of these, 7 genes were upregulated and 13 genes were downregulated.

The most significant upregulation function was observed on 4 genes that retained an area similar to the growth factor of the epidermis (p <0.001) and 3 genes of extracellular proteinaceous matrix, including heparin sulphate proteoglycan 2 (HSPG2), fibrillin 2 ( FBN2) and fibronectin (FN1) (p <0.01).
Protein testing confirmed a statistically significant increase in fibronectin production (p <0.05).
The subregulated transcripts derived from mitochondrial genes that encoded some components of the electron transport chain.
The same gene groups were also adjusted by increasing the dilutions of Arnica m. (3c, 5c, 9c, 15c), albeit with minor effects.
We have further tested the healing potential of Arnica m. 2c in a wound closure model based on the motility of marrow-derived macrophages, and found evidence of an accelerating effect of cell migration in this system.

 

 

Arnica omeopatica: efficacia dimostrata scientificamente

 SOURCE: La cura naturale

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Ricerche in laboratorio hanno dimostrato che i vegetali, immuni dall’effetto placebo, se trattati con medicinali omeopatici reagiscono diventando più resistenti e più ricchi di sostanze nutraceutiche. Ce ne parla Lucietta Betti, già ricercatore confermato e docente di patologia vegetale e micologia.

 

C’è una donna, una scienziata, che da oltre trent’anni studia l’omeopatia e l’applicazione dei principi omeopatici in campo vegetale. Si tratta di Lucietta Betti, già ricercatrice confermata e docente di patologia vegetale presso il Dipartimento di scienze e tecnologie agroambientali dell’Università di Bologna, ora in pensione ma richiamata dall’Università per portare avanti un progetto di agro omeopatia proprio in virtù della sua competenza in materia. L’abbiamo incontrata per farci raccontare quali sono i risultati e i progetti futuri legati alle sue ricerche. E abbiamo scoperto che – lo confermano innumerevoli studi pubblicati su riviste scientifiche specializzate – una grande certezza c’è: l’agro omeopatia funziona; le piante reagiscono all’applicazione di medicinali omeopatici diventando più forti e sviluppando più nutrienti e antiossidanti. Sconfessando la teoria che i buoni risultati in omeopatia dipendano solo dall’effetto placebo.

effetto placebo

Le piante reagiscono all’applicazione di medicinali omeopatici diventando più forti e sviluppando più nutrienti e antiossidanti.

Agro omeopatia, in cosa consiste?

L’agro omeopatia non è altro che l’applicazione dei principi omeopatici all’agricoltura, quindi alle piante. In questo campo c’è molto poco a livello di sperimentazione, a differenza dell’omeopatia in campo medico che esiste dalla fine del ‘700 ed è supportata da tantissimi testi di riferimento. Siamo dunque agli albori di questa disciplina. Applicando i principi omeopatici alle piante, con forti diluizioni del principio attivo, possiamo dire di essere all’interno dell’agricoltura sostenibile, che non inquina l’ambiente.

Quali sono i vantaggi che i modelli vegetali possono dare alla ricerca di base in omeopatia?

Il vantaggio principale per cui ho iniziato questa ricerca circa trent’anni fa è che le piante, non avendo un sistema nervoso, non sono influenzabili da un punto di vista psichico, dunque sono immuni dall’effetto placebo. L’obiezione che viene sempre fatta da coloro i quali non credono nell’efficacia dell’omeopatia è proprio che agisca sull’onda dell’effetto placebo, anche quando viene applicata agli animali oltre che alle persone. Le piante ci dicono che non è così: se rileviamo un effetto significativo e ripetibile in modello sperimentali comprovati e validati questo è sicuramente dovuto a un effetto diretto del trattamento che noi abbiamo applicato. Il risultato non dipende quindi dall’effetto placebo.

effetto placebo

Le piante non sono influenzabili da un punto di vista psichico, dunque sono immuni dall’effetto placebo

Su quali vegetali avete lavorato e con quali farmaci?

Il nostro modello di base è stato quello della germinazione e crescita in vitro di plantule di frumento; il medicinale utilizzato maggiormente è stato Arsenicum album preparato da noi. Abbiamo lavorato con il triossido di arsenico e lo abbiamo portato a tante diluizioni decimali diverse, partendo da diluizioni ponderali come la quinta decimale fino ad arrivare alla 60esima decimale. Gli effetti più significativi e più riproducibili sono stati ottenuti con la 45esima decimale, quindi con una diluizione ben oltre il numero di Avogadro, una ultra diluizione. Di molecole di arsenico, di principio attivo, nel preparato che noi abbiamo dato alle piante, non ce n’era più. Abbiamo creato un modello sia con semi sani, sia con semi “stressati” attraverso dosi ponderali di arsenico allo 0.1 per cento. Lo stress provocato dall’arsenico ponderale induceva una iperossidazione, un’intossicazione nel seme, e faceva sì che questo germinasse meno e che anche la plantula crescesse molto meno. Trattando con arsenico omeopatico i semi stressati, abbiamo riscontrato che la germinazione veniva stimolata in maniera significativa così come la crescita della plantula. Come ultima sperimentazione abbiamo fatto degli studi di biologia molecolare dai quali è emerso che il trattamento con arsenico alla 45esima induce un effetto epigenetico: nei semi stressati era presente una iper espressione di moltissime classi geniche che con il trattamento con arsenico ultra diluito è rientrata verso la normalità, senza raggiungere quella dei semi sani, ma comunque riducendosi significativamente. La riduzione dell’iper espressione è la spiegazione del perché da un punto di vista morfologico vedevamo un aumento di germinazione e di crescita delle plantule.

effetto placebo

Una delle critiche mosse all’omeopatia è che agirebbe sull’onda dell’effetto placebo, l’agro omeopatia lo smentisce

Quanto è importante la dinamizzazione all’interno di queste prove?

La dinamizzazione è fondamentale. All’inizio della sperimentazione abbiamo lavorato con diverse tesi, una era il controllo negativo da ottenere attraverso semi stressati trattati con acqua distillata; poi abbiamo preparato l’acqua dinamizzata alla 45esima senza principio attivo, adottando lo stesso protocollo usato per l’arsenico; in seguito abbiamo creato la 45esima decimale del triossido di arsenico con diluizione e dinamizzazione e infine abbiamo preparato un arsenico diluito alla 45esima senza dinamizzazione intercalare, quindi semplicemente facendo gli step di diluizione. Abbiamo testato circa 50.000 semi, applicando l’elaborazione statistica in maniera molto rigorosa. Questi sono stati i risultati: l’arsenico alla 45esima DH era sempre stimolante in maniera significativa; l’acqua alla 45esima DH aveva anch’essa un effetto stimolante ma meno significativo rispetto a quello dell’arsenico; l’arsenico semplicemente diluito alla 45esima, senza dinamizzazione, era esattamente come l’acqua di controllo. Questo cosa dimostra? Che la legge di Avogadro, come non era nemmeno da mettere in dubbio, è una legge fondamentale e funziona, cioè quando si supera il numero di Avogadro non ci sono più molecole del principio attivo di partenza e il preparato è identico all’acqua di controllo. Era logico aspettarsi che con la sola diluizione il trattamento non avesse nessun effetto significativo. Quando invece introduco il processo di dinamizzazione le cose cambiano drasticamente: l’arsenico alla 45esima DH è sempre altamente stimolante in maniera significativa e anche l’acqua semplicemente dinamizzata ha un effetto. Questo vuol dire che il processo di dinamizzazione è un punto focale nella preparazione dei medicinali omeopatici.

Gli standard metodologici che avete applicato alle ricerche sono affidabili e incontestabili?

Abbiamo pubblicato sempre su riviste internazionali indicizzate con referee. Per pubblicare su riviste internazionali lavorando nel settore dell’omeopatia bisogna essere irreprensibili. Mentre su ricerche più convenzionali a volte i referee possono trascurare alcuni errori di protocollo sperimentale, quando si stratta di omeopatia basta una minima disattenzione per vedersi bloccare tutto. Abbiamo lavorato in modo ineccepibile.

effetto placebo

Gli studi di agro omeopatia della professoressa Betti sono stati pubblicati sempre su riviste internazionali indicizzate con referee

Quali sono i passi successivi e quali i vostri obiettivi futuri?

Stiamo passando dalla ricerca di laboratorio alla ricerca di campo, tenendo presente però che il campo è un ambiente difficilissimo. Mentre in laboratorio si può lavorare con protocolli sperimentali rigidi, con tante ripetizioni, tenendo sotto controllo le tante variabili, in campo può succedere di tutto. Si tratta dunque di un passaggio complesso. Abbiamo già fatto due sperimentazioni di campo negli anni passati, una nella nostra azienda universitaria e l’altra in una serra in condizioni controllate, quindi fuori dal laboratorio ma ancora con un impianto di tipo sperimentale.

  • Abbiamo lavorato sul cavolfiore contro un fungo che lo colpisce e abbiamo visto che il trattamento agro omeopatico non solo riusciva a contenere l’infezione agendo in modo identico rispetto a quello che faceva il rame a 3 grammi/litro (il trattamento che viene generalmente usato nelle aziende bio), ma anche che i cavolfiori trattati avevano una qualità di tipo nutraceutico superiore, essendo più ricchi di glucosinolati rispetto al controllo, composti che hanno un effetto antiossidante, quindi antitumorale. Ciò significa che quei cavolfiori fanno molto meglio a chi li mangia perché hanno proprietà nutraceutiche maggiori.
  • Anche sulla fragola, l’altra sperimentazione effettuata, i trattamenti agro omeopatici facevano aumentare in maniera significativa il tasso di antiossidanti. Due anni fa abbiamo vinto un progetto della regione Emilia Romagna per l’applicazione di preparati agro omeopatici su coltivazioni di aziende biologiche della regione che ci ha portati “veramente” in campo. In questi due anni di sperimentazione abbiamo ottenuto risultati incoraggianti, ma c’è ancora molto lavoro da fare. Siamo solo agli inizi di un lungo percorso e le prospettive si stanno rivelando interessanti.

Qual è la difficoltà maggiore da fronteggiare nella ricerca in campo?

La scelta del trattamento agro omeopatico adeguato, perché non esiste una materia medica di riferimento e quindi bisogna ancora trovare il sistema per capire come intervenire, con quale trattamento omeopatico. A Bologna ultimamente abbiamo tenuto un corso di agro omeopatia in cui abbiamo invitato il dottor Radko Tichavsky, l’unico che da tanti anni applica l’agro omeopatia in campo. Ci ha raccontato le sue esperienze, come cerca di identificare i preparati con un approccio di tipo metabolico, sicuramente interessante, ma tutta la sua esperienza va ancora comprovata. Ora stiamo lavorando per capire se l’approccio di tipo metabolico è quello che effettivamente potrà dare in futuro dei risultati positivi.

Possiamo dire che l’agro omeopatia potrebbe essere usata per controllare le malattie delle piante ma anche per potenziarne i nutrienti e le virtù benefiche?

Certo, serve ad aumentare la resistenza naturale delle piante a qualunque tipo di stress, che può essere di tipo patogeno (funghi, batteri) o di tipo ambientale (carenza idrica, troppo caldo, troppo freddo). L’aumento di resistenza naturale generalmente è mediato da un punto di vista metabolico da sostanze, metaboliti secondari, che il più delle volte hanno un effetto benefico a livello nutraceutico, quindi le due cose vanno di pari passo.

effetto placebo

In Italia, non avendo una legislazione a riguardo, al momento non si potrebbero somministrare i preparati agro omeopatici alle piante.

A livello mondiale, quali sono le altre realtà che stanno lavorando all’agro omeopatia?

Come detto, il dottor Radko Tichavsky, che sta lavorando in Messico. Esiste poi una legislazione relativa all’agro omeopatia in Brasile, dove questa pratica è consentita, ma si tratta anche in questo caso di una realtà “locale” non supportata da pubblicazioni e dunque priva di autorevolezza scientifica.

L’altro Paese dove viene applicata l’agro omeopatia è l’India, dove è usata moltissimo perché ha costi infinitamente più bassi rispetto ai prodotti convenzionali. Anche lì non ci sono pubblicazioni di riferimento: esistono sì alcune pubblicazioni a livello di ricerca, con lavori molto interessanti, ma sul lavoro di campo non esistono ricerche passate attraverso il referaggio internazionale.

In Italia, non avendo una legislazione a riguardo, al momento non si potrebbero somministrare i preparati agro omeopatici alle piante, il che è paradossale se pensiamo che il glifosato è permesso mentre i preparati agro omeopatici da un lato vengono accusati di essere semplicemente “acqua fresca” e dall’altro vengono invece vietati in natura come se fossero nocivi per le piante.

FONTE: LifeGate (Paola Magni)

 

(ENGLISH VERSION)

Laboratory research has shown that plants, immune to the placebo effect, when treated with homeopathic medicines react by becoming more resistant and richer in nutraceutical substances. Lucietta Betti, already a confirmed researcher and professor of plant pathology and mycology, speaks about it.
There is a woman, a scientist, who has been studying homeopathy and the application of homeopathic principles in the plant field for over thirty years. This is Lucietta Betti, already a confirmed researcher and professor of plant pathology at the Department of agro-environmental sciences and technologies of the University of Bologna, now retired but referred by the University to carry out a project of agro homeopathy precisely because of its competence in the field. We met her to let us tell what are the results and future projects related to her research. And we discovered that – confirmed by countless studies published in specialized scientific journals – there is a great certainty: agro homeopathy works; the plants react to the application of homeopathic medicines becoming stronger and developing more nutrients and antioxidants. By defeating the theory that good results in homeopathy depend only on the placebo effect.

Plants react to the application of homeopathic medicines becoming stronger and developing more nutrients and antioxidants.

Agro homeopathy, what does it consist of?
Agro homeopathy is nothing more than the application of homeopathic principles to agriculture, then to plants. In this field there is very little experimentation, unlike homeopathy in the medical field that exists since the end of the eighteenth century and is supported by many texts of reference. We are therefore at the dawn of this discipline. Applying the homeopathic principles to plants, with strong dilutions of the active ingredient, we can say that we are within sustainable agriculture, which does not pollute the environment.

What are the advantages that plant models can give to basic research in homeopathy?
The main advantage I started this research about thirty years ago is that plants, not having a nervous system, are not psychologically influential, so they are immune to the placebo effect. The objection that is always made by those who do not believe in the effectiveness of homeopathy is precisely that it acts on the wave of the placebo effect, even when it is applied to animals as well as to people. The plants tell us that this is not the case: if we detect a significant and repeatable effect in proven and validated experimental models, this is surely due to a direct effect of the treatment we have applied. The result does not therefore depend on the placebo effect.

Plants are not psychologically influential, so they are immune to the placebo effect

Which vegetables have you worked on and with which drugs?
Our basic model was the germination and in vitro growth of wheat seedlings; the most used medicine was Arsenicum album prepared by us. We worked with arsenic trioxide and took it to many different decimal dilutions, starting from weighted dilutions such as the fifth decimal up to the 60th decimal place. The most significant and most reproducible effects were obtained with the 45th decimal, then with a dilution well beyond the Avogadro number, an ultra dilution. Of arsenic molecules, of active ingredient, in the preparation we gave to plants, there was no more. We have created a model with both healthy seeds and “stressed” seeds through 0.1 percent per cent weight arsenic doses. The stress caused by the weight arsenic induced a hyperoxidation, an intoxication in the seed, and caused this to germinate less and that even the plantula grew much less. Treating stressed seeds with homeopathic arsenic, we found that germination was stimulated significantly as well as plant growth. As a last experimentation we have made molecular biology studies which showed that treatment with arsenic at the 45th induces an epigenetic effect: in the stressed seeds was present an over-expression of many gene classes that with the treatment with ultra diluted arsenic has returned to the normality, without reaching that of healthy seeds, but reducing significantly. The reduction of hyper expression is the explanation of why from a morphological point of view we saw an increase in germination and growth of the seedlings.

How important is the dynamization within these trials?
Dynamization is essential. At the beginning of the experimentation we worked with different theses, one was the negative control to be obtained through stressed seeds treated with distilled water; then we prepared the dynamized water at the 45th with no active ingredient, using the same protocol used for arsenic; later we created the 45th decimal of arsenic trioxide with dilution and dynamization and finally we prepared an arsenic diluted at the 45th without interlayer dynamization, then simply doing the dilution steps. We have tested about 50,000 seeds, applying statistical processing in a very rigorous manner. These were the results: the arsenic at the 45th DH was always stimulating significantly; the water at the 45th DH also had a stimulating effect but less significant than that of arsenic; the arsenic simply diluted at the 45th, without dynamization, was exactly like the control water. What does this show? That the law of Avogadro, as it was not even to be questioned, is a fundamental law and works, that is, when the Avogadro number is exceeded there are no more molecules of the active starting ingredient and the preparation is identical to the control water . It was logical to expect that with the sole dilution the treatment had no significant effect. When I introduce the process of dynamization, things change drastically: the arsenic at the 45th DH is always highly stimulating in a significant way and even simply dynamized water has an effect. This means that the process of dynamization is a focal point in the preparation of homeopathic medicines.

Are the methodological standards that you have applied to research reliable and indisputable?
We have always published in international journals indexed with referee. To publish in international journals working in the field of homeopathy must be irreproachable. While on more conventional researches sometimes referees can neglect some experimental protocol errors, when a homeopathy is struck, a minimal inattention is enough to see everything stop. We have worked flawlessly.

The studies of agro homeopathy of Professor Betti have been published in international journals indexed with referees

What are the next steps and what are your future goals?
We are moving from laboratory research to field research, keeping in mind however that the field is a very difficult environment. While in the laboratory you can work with rigid experimental protocols, with many repetitions, keeping the many variables under control, everything can happen in the field. It is therefore a complex passage. We have already done two field trials in the past years, one in our university and the other in a greenhouse under controlled conditions, then out of the laboratory but still with an experimental plant. We worked on cauliflower against a fungus that affects it and we saw that the agro homeopathic treatment not only managed to contain the infection by acting in the same way as did the copper to 3 grams / liter (the treatment that is generally used in organic farms), but also that the treated cauliflowers had a higher nutraceutical quality, being richer in glucosinolates than in the control, compounds that have an antioxidant effect, therefore antitumor. This means that those cauliflowers do much better for those who eat them because they have more nutraceutical properties. Also on the strawberry, the other experimentation carried out, the agro homeopathic treatments significantly increased the antioxidant rate. Two years ago we won a project of the Emilia Romagna region for the application of agro-homeopathic preparations on crops of organic farms in the region that brought us “really” in the field. In these two years of experimentation we have obtained encouraging results, but there is still a lot of work to do. We are only at the beginning of a long journey and the prospects are proving interesting.

What is the greatest difficulty to face in field research?
The choice of adequate homeopathic treatment, because there is no medical reference material and therefore we must still find the system to understand how to intervene, with which homeopathic treatment. In Bologna we recently held a course of agro homeopathy in which we invited Dr. Radko Tichavsky, the only one who has been applying agro homeopathy in the field for many years. He told us his experiences, how he tries to identify the preparations with a metabolic approach, certainly interesting, but all his experience is still proven. Now we are working to understand if the metabolic approach is the one that will actually give positive results in the future.

Can we say that agro homeopathy could be used to control plant diseases but also to enhance nutrients and beneficial properties?
Of course, it serves to increase the natural resistance of plants to any type of stress, which can be pathogenic (fungi, bacteria) or environmental (water scarcity, too hot, too cold). The increase in natural resistance is generally metabolic mediated by substances, secondary metabolites, which most often have a beneficial effect on the nutraceutical level, so the two things go hand in hand.

In Italy, not having legislation in this regard, at the time it could not be administered agro-homeopathic preparations to plants.

Worldwide, what are the other companies that are working on agro homeopathy?
As said, Dr. Radko Tichavsky, who is working in Mexico. There is also legislation concerning agro homeopathy in Brazil, where this practice is allowed, but this is also a case of a “local” reality that is not supported by publications and therefore lacks scientific authoritativeness. The other country where agro homeopathy is applied is India, where it is used a lot because it has infinitely lower costs compared to conventional products. Even here there are no reference publications: yes there are some publications at the research level, with very interesting works, but on the field work there is no past research through the international referendum. In Italy, not having legislation in this regard, at the time you can not administer the agro-homeopathic preparations to plants, which is paradoxical if we think that glyphosate is allowed while the agro homeopathic preparations on the one hand are accused of being simply “fresh water” “And on the other hand they are forbidden in nature as if they were harmful to plants.

 

SOURCE: LifeGate (Paola Magni)

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La nux vomica è eccellente contro cefalee, insonnia e caduta dell’umore, ma non solo: utile anche per lenire colite, cura ipertensione, gastriti e altro ancora.

 

Nux vomica: cos’è

Originaria dell’India e sud-est asiatico, la nuxvomica (Strychnos nux-vomica), è un albero folto e cespuglioso della famiglia delle Loganiacee, originario dell’Asia subtropicale, presente nelle foreste aride della Birmania, della Thailandia, della Cina e dell’Australia, e coltivato anche nello Sri Lanka e nell’Arcipelago Malese.

Pianta di dimensioni medie, dal tronco spesso e liscio e foglie ovali, la nuxvomica fiorisce durante la stagione fredda, punteggiandosi di piccoli fiori bianchi che si trasformano in grandi bacche arancio dalla polpa bianca, gelatinosa e amara, in cui affondano semi discoidali color grigio cenere finemente ricoperti da una peluria setosa, che costituiscono la fonte del rimedio.

La nux vomica in medicina e in omeopatia

Nella medicina occidentale, la nux vomica fu utilizzata inizialmente – a piccole dosi – come tonico stimolante del sistema nervoso e per curare i disturbi gastroenterici, ma fu presto abbandonata perché gli effetti erano pericolosamente difficili da controllare, anche se nella metà del 900 è stata spesso utilizzata come dopante sportivo assieme alle anfetamine. A comprendere l’importanza dei suoi principi attivi fu invece l’omeopatia, che ne fece uno dei policresti (rimedi ad ampio raggio) e dei rimedi costituzionali più noti e flessibili.

Le proprietà di Nux Vomica

In omeopatia, Nux vomica è considerato un rimedio costituzionale polivalente, capace di agire sia sul Sistema Nervoso Centrale che su quello Autonomo, nonché su numerosi organi essenziali, come ad esempio il fegato. Non a caso, infatti, le patologie organiche si annunciano con la caduta del tono dell’umore prima ancora che compaiano sintomi specifici. I sintomi che ne raccomandano l’impiego sono, in particolare,

  • la presenza di spasmi,
  • l’iperestesia sensoriale e
  • la sensazione di freddo.

I sintomi peggiorano con il freddo e con il clima secco, con l’uso di sostanze eccitanti e stimolanti, e con un’alimentazione eccessiva; migliorano con il riposo, il caldo e con applicazioni calde. Salvo casi specifici, il rimedio va usato alla diluizione 7 o 9 CH, nella dose di 3 granuli tre volte al giorno, fino a miglioramento dei sintomi.

Nux vomica è indicata contro:

Cali del tono dell’umore

Nux vomica è adatto alle persone molto attive, determinate, impegnate professionalmente e socialmente che tendono ad abusare di pranzi e libagioni alcoliche nelle occasioni conviviali e, tutto a un tratto, entrano in crisi. I primi sintomi comprendono astenia, sonnolenza,  irritabilità e difficoltà a organizzare i processi mentali, segnali di un fegato “avvelenato”, soprattutto quando si è abusato di alcool, fumo, grassi e farmaci come antibiotici, antinfiammatori e antipiretici. Il calo dell’umore si accompagna a un senso di vuoto, la persona si sente spenta, insoddisfatta.

Lombalgie, sciatalgie, reumatismi

Nux vomica è il rimedio più utilizzato nei dolori lombari in genere. È efficace per alleviare i dolori acuti, spesso preceduti da una sensazione di indolenzimento e che migliorano in posizione eretta e con il movimento. Nelle lombalgie il rimedio va assunto alla 5 CH, 3 granuli, da 2 a 4 volte al giorno a seconda dell’intensità della sintomatologia.

Acidità di stomaco, gastriti, ulcera

Nux vomica allevia la sensazione di pesantezza allo stomaco che generalmente compare qualche ora dopo aver mangiato e peggiora con l’assunzione di bevande alcoliche, caffé, fumo e spezie, che aumentano la secrezione di acidi della cavità gastrica, mentre migliora col riposo e con bevande calde. Gastriti acute o croniche con bruciore acuto e rigurgiti acidi, che possono evolvere in ulcera gastrododuenale. Dolori epigastrici di tipo crampiforme. Eruttazioni, singhiozzo, flatulenza.

Colite

Nux vomica è indicata in caso di coliti spastiche con stipsi e forte stimolo ad evacuare senza riuscire ad espellere le feci. Nausea mattutina con tendenza al vomito. Lingua con patina bianco-giallastra e gusto amaro al risveglio. Talvolta diarrea con vomito, dolori e bruciori all’ano.

Ipertensione

Nux Vomica 30 CH  è utile nell’ipercolesterolemia e nell’ipertensione da stress e tensione nervosa, tipica delle persone  irritabili che soffrono di infiammazioni gastriche e intestinali e scaricano lo stress negli eccessi alimentari, intasando il fegato di grassi e tossine che si traducono in alti livelli di colesterolo e trigliceridi. Ipertensione arteriosa dei fumatori con dolore nella regione precordiale. Palpitazioni cardiache accompagnate da angoscia e dall’insieme dei sintomi del rimedio. Se ne assumono 3 granuli tre volte al giorno per un mese

Cefalee

Nux vomica 6 CH è il rimedio omeopatico delle cefalee congestizie da eccessi di ogni tipo – da cibo, alcool, fumo, stress – che compaiono la mattina, accompagnate talvolta da nausea e vertigini, dolore “a chiodo” concentrato su fronte e occhi. Se ne assumono tre granuli ogni due ore, fino a scomparsa del sintomo.

Cistiti e disturbi della sfera genitale

Le cistiti che richiedono Nux vomica sono facilmente riconoscibili, perché caratterizzate da un fastidioso dolore che dirama verso la schiena e sensazione di freddo intenso urinando. Il rimedio è efficace anche nelle dismenorree femminili e nelle infiammazioni genitali maschili, caratterizzate da ipereccitabilità.

Insofferenza fisica ed iperestesie

L’eccessiva emotività e reattività dei “soggetti Nux Vomica” si traduce spesso in iperestesie fisiche e psichiche che gli provocano una vera e propria insofferenza verso fattori di disturbo come i rumori, la luce, gli odori e talvolta il semplice contatto fisico, con scoppi di collera e cefalee e conseguente sensazione di indigestione.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

The nux vomica is excellent against headaches, insomnia and mood fall, but not only: also useful to soothe colitis, cure hypertension, gastritis and more.

Nux vomica: what is it?

Nuxvomica (Strychnos nux-vomica), native to India and South-East Asia, is a thick and bushy tree of the Loganiacee family, native to subtropical Asia, present in the arid forests of Burma, Thailand, China and ‘Australia, and also cultivated in Sri Lanka and in the Malay Archipelago. Medium-sized plant, with a thick and smooth trunk and oval leaves, the nuxvomica blooms during the cold season, punctuating with small white flowers that turn into large orange berries with a gelatinous and bitter white pulp, in which ash gray disk-like seeds sink. finely covered with a silky hair, which are the source of the remedy.

The nux vomica in medicine and in homeopathy

In western medicine, nux vomica was initially used – in small doses – as a stimulant tonic of the nervous system and to treat gastrointestinal disorders, but was soon abandoned because the effects were dangerously difficult to control, although in the mid-900s it was often used as a sports dopant together with amphetamines. To understand the importance of its active ingredients was instead homeopathy, which made it one of the policresti (wide-ranging remedies) and the most known and flexible constitutional remedies.

The properties of Nux Vomica

In homeopathy, Nux vomica is considered a polyvalent constitutional remedy, capable of acting on both the Central Nervous System and the Autonomous Nervous System, as well as on numerous essential organs, such as the liver. Not by chance, in fact, the organic pathologies are announced with the fall of the mood even before specific symptoms appear. The symptoms that recommend its use are, in particular, the presence of spasms, sensory hyperesthesia and the sensation of cold. Symptoms get worse with cold and dry weather, with the use of stimulating and stimulating substances, and with excessive nutrition; they improve with rest, heat and hot applications. Except in specific cases, the remedy should be used at 7 or 9 CH dilution, in a dose of 3 granules three times a day, until symptoms improve.

Nux vomica is indicated against:

Drops of mood

Nux vomica is suitable for very active, determined, professionally and socially committed people who tend to abuse alcoholic lunches and libations on social occasions and, all of a sudden, enter into crisis. Early symptoms include asthenia, drowsiness, irritability and difficulty in organizing mental processes, signs of a “poisoned” liver, especially when alcohol, smoking, fats and drugs such as antibiotics, anti-inflammatories and antipyretics have been abused. The drop in mood is accompanied by a sense of emptiness, the person feels off, dissatisfied.

Lumbago, sciatica, rheumatism

Nux vomica is the most used remedy in lumbar pains in general. It is effective for relieving acute pains, often preceded by a feeling of soreness and improving in an upright position and with movement. In lumbago the remedy should be taken at 5 CH, 3 granules, 2 to 4 times a day depending on the intensity of the symptomatology.

Stomach acid, gastritis, ulcer

Nux vomica relieves the feeling of heaviness in the stomach that usually appears a few hours after eating and gets worse with the intake of alcoholic drinks, coffee, smoke and spices, which increase the secretion of acids in the gastric cavity, while it improves with rest and drinks hot. Acute or chronic gastritis with acute burning and acid regurgitation, which may evolve into gastrododueral ulcer. Epigastric cramp-like pain. Eructations, sobs, flatulence.

Colitis

Nux vomica is indicated in the case of colitispastiche with constipation and strong stimulus to evacuate without being able to expel the feces. Morning sickness with a tendency to vomit. Tongue with white-yellowish patina and bitter taste when awakening. Sometimes diarrhea with vomiting, aches and pains in the anus.

Hypertension

Nux Vomica 30 CH is useful in hypercholesterolemia and stress and nervous tension hypertension, typical of irritable people suffering from gastric and intestinal inflammation and discharging stress in overeating, clogging up the liver with fats and toxins that result in high cholesterol and triglyceride levels. Arterial hypertension of smokers with pain in the precordial region. Heart palpitations accompanied by distress and all the symptoms of the remedy. Take 3 granules three times a day for a month

Headaches

Nux vomica 6 CH is the homeopathic remedy of congestive headaches from excesses of all kinds – from food, alcohol, smoke, stress – that appear in the morning, sometimes accompanied by nausea and dizziness, “nail” pain concentrated on the forehead and eyes. Take three granules every two hours until the symptom disappears.

Cystitis and disorders of the genital sphere

The cystitis requiring Nux vomica are easily recognizable, because characterized by an annoying pain that branches towards the back and feeling of intense cold when urinating. The remedy is also effective in female dysmenorrhea and male genital inflammations, characterized by hyperexcitability.

Physical intolerance and hyperesthesia

The excessive emotionality and reactivity of the “Nux Vomica subjects” often results in physical and psychic hyperesthesia that provoke a real intolerance towards disturbing factors such as noise, light, odors and sometimes the simple physical contact, with explosions of rage and headaches and consequent sensation of indigestion.

SOURCE: Riza

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Contro il solleone di luglio, che mette a dura prova il sistema nervoso ci viene in soccorso l’omeopatia, con arnica e lycopodium.

 

In questa stagione la dilatazione dei vasi sanguigni, ma soprattutto la disidratazione con perdita di acqua e sali minerali, possono portare alla comparsa di piccoli disturbi nervosi di varia entità. Quelli più lievi sono spesso generici e difficili da sospettare, specie nei bambini e negli anziani, ma non devono essere sottovalutati, soprattutto in questa stagione. Spaziano dalla sonnolenza alla vera e propria stanchezza, accompagnate da scarsa concentrazione, nervosismo e talvolta da febbricola. Se il malessere diventa più intenso si manifestano vertigini, palpitazioni, scarso appetito, stanchezza e debolezza per sforzi minimi e tendenza a dormire molto.

Con arnica stop alla fatica da caldo

L’arnica è un’erba dai fiori giallo-arancio che sboccia tra luglio e agosto nei luminosi pascoli d’alta montagna. Non tutti sanno che, oltre all’azione esterna per traumi e contusioni, l’arnica può essere utilizzata anche come stimolante delle funzioni cerebrali e come tonico del sistema nervoso centrale, specialmente quando l’afa estiva indebolisce e disorienta.

Come assumere l’arnica omeopatica

Il rimedio omeopatico arnica va assunto in granuli alla 7 CH, nella dose di 5 granuli una volta alla settimana. La terapia va seguita per tutti i mesi estivi. È un ottimo ricostituente cerebrale e ci aiuta anche ad affrontare con energia la ripresa di settembre.

Usa Lycopodium se l’afa ti mette ko

Lycopodium è il rimedio omeopatico indicato per prevenire i disturbi nervosi che compaiono d’estate o sono aggravati dal caldo. È utile in caso di affaticamento mentale, difficoltà di memoria, scarsa attenzione e concentrazione, irritabilità e depressione dell’umore che peggiorano quando le condizioni climatiche sono particolarmente inclementi.

Come assumerlo

Prendi 5 granuli alla 15 CH una volta alla settimana per tutta la stagione estiva.

Già dopo una settimana di cura con i rimedi proposti dall’omeopatia, è possibile notare un aumento dell’energia vitale e una maggiore prontezza di riflessi. Inoltre, la mattina ci sveglieremo con le “pile cariche”, senza sonnolenza né malumore. A livello cerebrale, ne trarranno beneficio anche la memoria e la capacità di concentrazione.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Homeopathy, with arnica and lycopodium, comes to the rescue against the hot July which puts a strain on the nervous system.

In this season the dilatation of blood vessels, but especially the dehydration with loss of water and minerals, can lead to the appearance of small nervous disorders of various entities. The milder ones are often generic and difficult to suspect, especially in children in the elderly, but they should not be underestimated, especially in this season. They range from drowsiness to real exhaustion, accompanied by poor concentration, nervousness and sometimes from low-grade fever. If the malaise becomes more intense, dizziness, palpitations, poor appetite, fatigue and weakness for minimal efforts and a tendency to sleep are manifested.

With arnica you say stop to heat fatigue

Arnica is a grass with orange-yellow flowers that blooms between July and August in the bright high mountain pastures. Not everyone knows that, in addition to the external action due to trauma and bruising, arnica can also be used as a stimulant of brain functions and as a tonic of the central nervous system, especially when summer heat weakens and disorients.

How to take homeopathic arnica

The homeopathic remedy arnica is taken in granules at 7 CH, in the dose of 5 granules once a week. Therapy should be followed for all the summer months. It is an excellent brain tonic and also helps us to face the September recovery with energy.

Use Lycopodium if the afa makes you ko

Lycopodium is the homeopathic remedy indicated to prevent nervous disorders that appear in summer or are aggravated by heat. It is useful in case of mental fatigue, memory difficulties, lack of attention and concentration, irritability and depression of mood that worsen when the climatic conditions are particularly inclement.

How to assume it

Take 5 granules at 15 CH once a week for the entire summer season.

Already after a week of treatment with the remedies proposed by homeopathy, it is possible to notice an increase in vital energy and a greater readiness of reflexes. In addition, in the morning we will wake up with “charged batteries”, without drowsiness or bad mood. At the cerebral level, memory and concentration capacity will also benefit.

SOURCE: Riza

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L’abuso di farmaci di sintesi è dannoso per la salute; con i rimedi omeopatici puoi superare molti disagi senza intossicarti di effetti collaterali.

 

In tutti i paesi sviluppati l’abuso di farmaci sta diventando un problema serio; molti farmaci son assunti con leggerezza, spesso se ne fa un uso consumistico, assumendoli a casaccio o senza una reale necessità, perché li si è visti in una pubblicità televisiva, su consiglio di un’amica o per sentito dire. Ma nessun farmaco è “a costo zero” per la salute, perché tutti possono provocare intossicazioni più o meno gravi e tutti producono effetti collaterali che sono tollerabili solo se il loro utilizzo è indispensabile.

Prima dei farmaci prova i rimedi naturali

Inoltre il ricorso ai medicinali tende nel tempo a diventare compulsivo, creando una vera e propria dipendenza psicofisica, un fenomeno che non riguarda solo sonniferi, ansiolitici e psicofarmaci in genere. Anche i consumatori abituali di analgesici e antinfiammatori sviluppano spesso forme di dipendenza psicofisica dal farmaco, con sintomi di tolleranza, craving e astinenza. Per proteggere la salute, meglio quindi evitare il più possibile di fare ricorso ai farmaci, riservandoli ai casi di necessità e curando i disturbi ordinari con l’ampia gamma di soluzioni che il mondo del naturale mette a nostra disposizione.

Omeopatia, la via dolce che cura in profondità

Una valida alternativa è rappresentata dai rimedi omeopatici, che offrono il vantaggio di poter essere scelti in modo mirato: non solo in base al tipo di disturbo, ma anche in base al modo e ai sintomi prevalenti, nonché al carattere della persona che ne soffre. Tutti i rimedi omeopatici possono essere utilizzati anche in associazione alle piante medicinali, con il vantaggio di poter modulare la terapia in modo mirato alle proprie esigenze individuali.

Kalmia latifolia e spigelia anthelmia contro le nevralgie del trigemino

Le infiammazioni dei nervi sono, tra tutti i dolori, i più lancinanti e difficili da sopportare e quindi provocano un ricorso massiccio ad antidolorifici “pesanti” che, se riescono ad attutire per un po’ il dolore, non risolvono comunque il problema e producono pesanti ricadute tossiche sull’organismo. Ottimi risultati in questo campo si ottengono invece dall’omeopatia, con rimedi specifici per le differenti forme nevralgiche. In caso di nevralgia del trigemino ricorriamo alla kalmia quando la fitta dolorosa decorre dall’alto in basso, seguita a volte da formicolio e perdita di sensibilità, o quando il dolore si attenua masticando. Se invece peggiora masticando, è localizzata alla parte sinistra del viso e le fitte lasciano una sensazione di freddo, il rimedio adatto è spigelia. Quando la nevralgia si scatena dopo un colpo di freddo, si associa al rimedio specifico aconitum napellus.

Posologia: tutti i rimedi vanno usati alla diluizione 7CH, nella dose di 5 granuli tre volte al giorno fino a miglioramento.

Hypericum perforatum lenisce i dolori da ferite

La variante omeopatica dell’iperico fitoterapico è il rimedio dei dolori nervini provocati da traumi delle terminazioni nervose, per contusione, compressione o ferite anche lontane nel tempo, con un’azione che si concentra particolarmente sul midollo spinale. Dà il meglio di sé nei dolori irradiati, acuti e pungenti, con fitte lancinanti che si irradiano lungo tutto il percorso del nervo, nei traumi spinali e in particolar modo della zona coccigea. In associazione con arnica, è un ottimo rimedio delle sindromi cervicali.

Posologia: Hypericum perforatum 30CH, 5 granuli ogni ora fino ad attenuazione del disturbo.

Contro i traumi, prova Arnica montana

L’arnica omeopatica è uno dei rimedi più flessibili e facili da usare: il suo campo d’elezione sono i traumi di qualsiasi origine, fisici e psichici, sui quali agisce anche a grande distanza dall’evento. Dal punto di vista fisico ha effetti spettacolari in particolare sui traumi dei tessuti, come pelle, muscoli e tessuti sottocutanei o dopo l’estrazione di un dente, ma anche sulle conseguenze di sforzi muscolari prolungati, nelle lombalgie e nei traumi degli sportivi. Sul piano psichico risolve gli stati di shock traumatico. Interessante è anche l’effetto dell’arnica negli stati influenzali o virali in genere accompagnati da indolenzimento muscolare, dolori ossei, sensazione di “corpo contuso. Il rimedio esercita infatti un importante azione antidolorifica e antisettica che si estende alle ferite dei tessuti molli. Per questo è usato anche negli interventi chirurgici, in associazione con staphisagria, rimedio omeopatico delle ferite (fisiche e non) dell’integrità personale.

Posologia: Arnica 30 CH, 3 granuli ogni ora, fino ad attenuazione dei sintomi. In caso di interventi chirurgici Arnica 200 CH monodose, mezza dose prima dell’intervento e mezza dopo + Staphisagria 200 CH, un tubo dose dopo l’intervento

Conium maculatum se il tuo problema sono le ghiandole

Ricavato dalla cicuta maggiore, è il rimedio dei traumi dei tessuti ghiandolari e linfatici, dolenti o non dolenti. Si raccomanda quindi in caso di traumi ai seni, ai testicoli, alle ovaie, alle ghiandole linfatiche e alle parotidi.

Posologia: Conium maculatum 9 CH, 5 granuli 2 volte al giorno fino a risoluzione del trauma

Omeopatia contro l’emicrania

Contro le emicranie l’omeopatia mette in campo una quantità di rimedi, ognuno dei quali va scelto in relazione alle caratteristiche con cui la sindrome dolorosa si manifesta. I più importanti sono:

  • Sanguinaria: cefalea periodica che parte dalla nuca, risale irradiandosi alla fronte e si posiziona sull’occhio destro. Intolleranza a luce e rumore, che intensificano il dolore fino a provocare vomito. Posologia: 3 granuli alla 15 CH ogni mezz’ora, fino a miglioramento.
  • Belladonna: la cefalea esplode all’improvviso con violenza, in forma pulsante, con dolori pungenti come chiodi. La cute del capo è dolente e ipersensibile al contatto del pettine, il dolore peggiora con il rumore e all’aria aperta. Posologia: 3 granuli alla 7 CH tre volte al giorno o più
  • Spigelia: cefalea a grappolo: il dolore si irradia a partire da un punto centrale, scendendo fino al volto e coinvolgendo spesso l’occhio destro. Posologia: tubo monodose alla 200 CH, una sola dose
  • Gelsemium: usa questo rimedo se il dolore è preceduto da una sensazione di debolezza, vista velata, indolenzimento di collo e spalle. La cute della testa è dolente al tatto, come se un cerchio stringesse il capo. Desiderio di solitudine e di stendersi da qualche parte. Posologia:  tubo monodose alla 30 CH, una dose
  • Natrum muriaticum: è il rimedio della cefalea premestruale. Il dolore si presenta al risveglio, come se un martelletto picchiasse sul cranio, e rimane fisso fino al giorno successivo. Posologia: 5 granuli alla 9 CH 3 volte al giorno
  • Wolframium: questo rimedio di recente sperimentazione, ricavato dal tungsteno, elemento che resiste alle alte temperature, è indicato per le emicranie accompagnate da nausea e vampate di calore. Sintomi tipici: la testa sembra imbottita di ovatta, sensazione che gli occhi sporgano in fuori, sapore chimico in gola. Posologia: 5 granuli alla 7 CH, due o tre volte al giorno.

Antivirali e antibiotici omeopatici

  • Hepar sulphur Ricavato da una miscela di zolfo e calcare di ostrica, è un rimedio flessibile, indicato nelle infezioni acute virali o batteriche: laringo-tracheiti con sensazione di avere una scheggia in gola, tosse, bronchiti, herpes, congiuntiviti, otiti, sinusiti, ascessi dentali, parotiti ecc. È anche un buon rimedio contro i reumatismi che migliorano con l’umidità. Si associa spesso a pyrogenium. Posologia: Hepar sulfur  9 CH, 5 granuli 3 o più volte al giorno nei casi acuti.
  • Pyrogenium Considerato l’antibiotico dell’omeopatia, è il rimedio di tutti gli stati infettivi acuti o cronici debilitanti, accompagnati da astenia, senso di prostrazione, spossatezza e febbre. Utile anche nelle infiammazioni intestinali dolorose, come le diverticoliti. Posologia: Pyrogenium 9CH  3 granuli 3 volte al giorno
  • Mercurius solubilis è raccomandato in caso di mal di gola intenso, con gengive gonfie e “spugnose”, sapore metallico in bocca. Le tonsille  sono ricoperte di placche bianche e i linfonodi del collo sono dolenti al tatto. Posologia: Mercurius solubilis 9CH  3 granuli 3 volte al giorno
  • Anas barbariae 200 K è il rimedio indicato per stimolare le difese organiche contro i virus ed è consigliato anche a bambini ed anziani, con la stessa posologia indicata per gli adulti. Come preventivo, se ne assume un tubo-dose una volta alla settimana. In caso di influenza, un tubo-dose la mattina e la sera per 3 giorni.

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

The abuse of synthetic drugs is harmful to health; with homeopathic remedies you can overcome many discomforts without getting intoxicated with side effects.

Drug abuse is becoming a serious problem in all developed countries; many drugs are taken lightly, often used as a consumer, taking them at random or without a real need, because they were seen in a television advertisement, on the advice of a friend or hearsay. But no drug is “at no cost” for health, because everyone can cause more or less severe poisoning and all produce side effects that are tolerable only if their use is essential.

Before the drugs, try natural remedies

Furthermore, the use of medicines tends to become compulsive over time, creating a real psychophysical dependence, a phenomenon that does not only concern sleeping pills, anxiolytics and psychotropic drugs in general. Even regular consumers of analgesics and anti-inflammatories often develop forms of psychophysical dependence on the drug, with symptoms of tolerance, craving and abstinence. To protect health, it is better to avoid the use of drugs as much as possible, reserving them for cases of need and taking care of ordinary problems with the wide range of solutions that the natural world places at our disposal.

Homeopathy, the sweet way that cares deeply

A valid alternative is represented by homeopathic remedies, which offer the advantage of being able to be chosen in a targeted way: not only according to the type of disorder, but also according to the prevailing manner and symptoms, as well as the character of the person who suffers. All homeopathic remedies can also be used in conjunction with medicinal plants, with the advantage of being able to modulate the therapy in a targeted manner to their individual needs.

Kalmia latifolia and spigelia anthelmia against trigeminal neuralgia

The inflammations of the nerves are, among all the pains, the most excruciating and difficult to bear and therefore cause a massive recourse to “heavy” painkillers which, if they manage to soften the pain for a while, do not solve the problem anyway and produce heavy toxic repercussions on the organism. Excellent results in this field are obtained from homeopathy, with specific remedies for the different neuralgic forms. In the case of trigeminal neuralgia we resort to kalmia when the painful twinge runs from top to bottom, sometimes followed by tingling and loss of sensitivity, or when the pain is eased by chewing. On the other hand, if it gets worse chewing, it is localized on the left side of the face and the pips leave a feeling of cold, the appropriate remedy is spigelia. When the neuralgia is triggered after a cold stroke, it is associated with the specific remedy aconitum napellus. Posology: all remedies should be used at 7CH dilution, in a dose of 5 granules three times a day until improvement.

Hypericum perforatum soothes pains from wounds

The homeopathic variant of hypericum phytotherapeutic is the remedy of nerve pains caused by traumas of nerve endings, by contusion, compression or wounds even distant in time, with an action that focuses particularly on the spinal cord. It gives its best in irradiated, sharp and pungent pains, with excruciating pangs that radiate along the nerve path, in spinal traumas and especially in the coccygeal area. In association with arnica, it is an excellent remedy for cervical syndromes. Dosage: Hypericum perforatum 30CH, 5 granules every hour until attenuation of the disturbance.

Against the traumas, try Arnica montana

Homeopathic arnica is one of the most flexible and easy to use remedies: its field of choice is the traumas of any physical and psychic origin, on which it acts even at a great distance from the event. From the physical point of view, it has spectacular effects especially on the traumas of the tissues, such as skin, muscles and subcutaneous tissues or after the extraction of a tooth, but also on the consequences of prolonged muscular efforts, in the lumbago and traumas of athletes. On the psychic level it resolves the states of traumatic shock. Also interesting is the effect of arnica in the flu or viral states usually accompanied by muscle soreness, bone pains, “bruised body” sensation. In fact, the remedy exerts an important anti-pain and antiseptic action that extends to the wounds of the soft tissues. For this reason it is also used in surgical interventions, in association with staphisagria, homeopathic remedy of wounds (physical and otherwise) of personal integrity.

Dosage: Arnica 30 CH, 3 granules every hour, up to attenuation of symptoms. In case of Arnica 200 CH single-dose surgery, half a dose before surgery and a half after + Staphisagria 200 CH, a dose tube after surgery

Conium maculatum if your problem is the glands

Made from the main hemlock, it is the remedy of the traumas of glandular and lymphatic tissues, painful or not painful. It is therefore recommended in cases of trauma to the sinuses, testicles, ovaries, lymphatic glands and parotids. Posology: Conium maculatum 9 CH, 5 granules 2 times a day until resolution of trauma

Homeopathy against migraine

Homeopathy involves a number of remedies against migraines, each of which must be chosen in relation to the characteristics with which the pain syndrome manifests itself. The most important are:

  • Sanguinaria: periodic headache that starts from the nape of the neck, rises up irradiating on the forehead and positions itself on the right eye. Intolerance to light and noise, which intensify the pain up to cause vomiting. Dosage: 3 granules at 15 CH every half hour, until improvement.
  • Belladonna: the headache suddenly explodes violently, in a pulsating form, with pungent pains like nails. The skin of the head is sore and hypersensitive to the contact of the comb, the pain gets worse with noise and in the open air. Dosage: 3 granules at 7 CH three times a day or more
  • Spigelia: cluster headache: the pain radiates from a central point, descending to the face and often involving the right eye. Dosage: single-dose tube at 200 CH, only one dose
  • Gelsemium: use this remedy if the pain is preceded by a feeling of weakness, veiled vision, neck and shoulder soreness. The skin of the head is painful to the touch, as if a circle tightens the head. Desire for solitude and to lie down somewhere. Dosage: single dose tube at 30 CH, one dose
  • Natrum muriaticum: is the remedy of premenstrual headache. Pain arises when waking up, as if a hammer hits the skull, and remains fixed until the next day. Dosage: 5 granules at 9 CH 3 times a day
  • Wolframium: this remedy of recent experimentation, obtained from tungsten, an element that resists high temperatures, is indicated for migraines accompanied by nausea and hot flashes.
  • Typical symptoms: the head seems padded with cotton wool, feeling that the eyes protrude outward, chemical taste in the throat. Dosage: 5 granules at 7 CH, two or three times a day.

Antivirals and homeopathic antibiotics

  • Hepar sulphur Made from a mixture of sulfur and oyster limestone, it is a flexible remedy, indicated in acute viral or bacterial infections: laringo-tracheitis with the sensation of having a splinter in the throat, cough, bronchitis, herpes, conjunctivitis, otitis, sinusitis, dental abscesses, mumps etc. It is also a good remedy against rheumatism that improves with moisture. It is often associated with pyrogenium. Posology: Hepar sulfur 9 CH, 5 granules 3 or more times a day in acute cases.
  • Pyrogenium Considered the antibiotic of homeopathy, it is the remedy of all debilitating acute or chronic infectious states, accompanied by asthenia, sense of prostration, exhaustion and fever. Also useful in painful intestinal inflammations, such as diverticulitis. Dosage: Pyrogenium 9CH 3 granules 3 times a day
  • Mercurius solubilis is recommended in cases of intense sore throat, with swollen and “spongy” gums, metallic taste in the mouth. The tonsils are covered with white plaques and the lymph nodes in the neck are painful to the touch. Dosage: Mercurius solubilis 9CH 3 granules 3 times a day
  • Anas barbariae 200 K is the remedy indicated to stimulate organic defenses against viruses and is also recommended for children and the elderly, with the same dosage indicated for adults. As a preventive, a tube-dose is taken once a week. In case of flu, a tube-dose in the morning and in the evening for 3 days.

SOURCE: Riza

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Eccellente contro cefalee, insonnia e caduta dell’umore, la nux vomica è utile anche per lenire colite, ipertensione, gastriti e altro ancora.

 

Originaria dell’India e sud-est asiatico, la nuxvomica(Strychnos nux-vomica), è un albero folto e cespuglioso della famiglia delle Loganiacee, originario dell’Asia subtropicale, presente nelle foreste aride della Birmania, della Thailandia, della Cina e dell’Australia, e coltivato anche nello Sri Lanka e nell’Arcipelago Malese. Pianta di dimensioni medie, dal tronco spesso e liscio e foglie ovali, la nuxvomica fiorisce durante la stagione fredda, punteggiandosi di piccoli fiori bianchi che si trasformano in grandi bacche arancio dalla polpa bianca, gelatinosa e amara, in cui affondano semi discoidali color grigio cenere finemente ricoperti da una peluria setosa, che costituiscono la fonte del rimedio.

La noce vomica in medicina e in omeopatia

Nella medicina occidentale, la nux vomica fu utilizzata inizialmente – a piccole dosi – come tonico stimolante del sistema nervoso e per curare i disturbi gastroenterici, ma fu presto abbandonata perché gli effetti erano pericolosamente difficili da controllare, anche se nella metà del 900 è stata spesso utilizzata come dopante sportivo assieme alle anfetamine. A comprendere l’importanza dei suoi principi attivi fu invece l’omeopatia, che ne fece uno dei policresti (rimedi ad ampio raggio) e dei rimedi costituzionali più noti e flessibili.

Le proprietà di Nux Vomica

Nella Medicina Omeopatica, Nux vomica è considerato un rimedio costituzionale polivalente, capace di agire sia sul Sistema Nervoso Centrale che su quello Autonomo, nonché su numerosi organi essenziali, come ad esempio il fegato. Non a caso, infatti, le patologie organiche si annunciano con la caduta del tono dell’umore prima ancora che compaiano sintomi specifici. I sintomi che ne raccomandano l’impiego sono, in particolare, la presenza di spasmi, l’iperestesia sensoriale e la sensazione di freddo. I sintomi peggiorano con il freddo e con il clima secco, con l’uso di sostanze eccitanti e stimolanti, e con un’alimentazione eccessiva; migliorano con il riposo, il caldo e con applicazioni calde. Salvo casi specifici, il rimedio va usato alla diluizione 7 o 9 CH, nella dose di 3 granuli tre volte al giorno, fino a miglioramento dei sintomi.

Caduta del tono dell’umore

Nux vomica è adatto alle persone molto attive, determinate, impegnate professionalmente e socialmente che tendono ad abusare di pranzi e libagioni alcoliche nelle occasioni conviviali e, tutto a un tratto, entrano in crisi. I primi sintomi comprendono astenia, sonnolenza,  irritabilità e difficoltà a organizzare i processi mentali, segnali di un fegato “avvelenato”, soprattutto quando si è abusato di alcool, fumo, grassi e farmaci come antibiotici, antinfiammatori e antipiretici. Il calo dell’umore si accompagna a un senso di vuoto, la persona si sente spenta, insoddisfatta.

Lombalgie, sciatalgie, reumatismi

Nux vomica è il rimedio più utilizzato nei dolori lombari in genere. È efficace per alleviare i dolori acuti, spesso preceduti da una sensazione di indolenzimento e che migliorano in posizione eretta e con il movimento. Nelle lombalgie il rimedio va assunto alla 5 CH, 3 granuli, da 2 a 4 volte al giorno a seconda dell’intensità della sintomatologia.

Acidità di stomaco, gastriti, ulcera

Nux vomica allevia la sensazione di pesantezza allo stomaco che generalmente compare qualche ora dopo aver mangiato e peggiora con l’assunzione di bevande alcoliche, caffé, fumo e spezie, che aumentano la secrezione di acidi della cavità gastrica, mentre migliora col riposo e con bevande calde. Gastriti acute o croniche con bruciore acuto e rigurgiti acidi, che possono evolvere in ulcera gastrododuenale. Dolori epigastrici di tipo crampiforme. Eruttazioni, singhiozzo, flatulenza.

Colite

Coliti spastiche con stipsi e forte stimolo ad evacuare senza riuscire ad espellere le feci. Nausea mattutina con tendenza al vomito. Lingua con patina bianco-giallastra e gusto amaro al risveglio. Talvolta diarrea con vomito, dolori e bruciori all’ano.

Ipertensione

Nux Vomica 30 CH  è utile nell’ipercolesterolemia e nell’ipertensione da stress e tensione nervosa, tipica delle persone  irritabili che soffrono di infiammazioni gastriche e intestinali e scaricano lo stress negli eccessi alimentari, intasando il fegato di grassi e tossine che si traducono in alti livelli di colesterolo e trigliceridi. Ipertensione arteriosa dei fumatori con dolore nella regione precordiale. Palpitazioni cardiache accompagnate da angoscia e dall’insieme dei sintomi del rimedio. Se ne assumono 3 granuli tre volte al giorno per un mese

Cefalee

Nux vomica 6 CH è il rimedio omeopatico delle cefalee congestizie da eccessi di ogni tipo – da cibo, alcool, fumo, stress – che compaiono la mattina, accompagnate talvolta da nausea e vertigini, dolore “a chiodo” concentrato su fronte e occhi. Se ne assumono tre granuli ogni due ore, fino a scomparsa del sintomo.

Cistiti e disturbi della sfera genitale

Le cistiti che richiedono Nux vomica sono facilmente riconoscibili, perché caratterizzate da un fastidioso dolore che  dirama verso la schiena e sensazione di freddo intenso urinando. Il rimedio è efficace anche nelle dismenorree femminili e nelle infiammazioni genitali maschili, caratterizzate da ipereccitabilità.

Insofferenza fisica ed iperestesie

L’eccessiva emotività e reattività dei soggetti Nux Vomica si traduce spesso in iperestesie fisiche e psichiche che gli provocano una vera e propria insofferenza verso fattori di disturbo come i rumori, la luce, gli odori e talvolta il semplice contatto fisico, con scoppi di  collera e cefalee e conseguente sensazione di indigestione.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Nuxvomica (Strychnos nux-vomica), native to India and South-East Asia, is a thick and bushy tree of the Loganiacee family, native to subtropical Asia, present in the arid forests of Burma, Thailand, China and Australia, and also cultivated in Sri Lanka and in the Malay Archipelago. Medium-sized plant, with a thick and smooth trunk and oval leaves, the nuxvomica blooms during the cold season, punctuating with small white flowers that turn into large orange berries with a gelatinous and bitter white pulp, in which ash gray disk-like seeds sink. finely covered with a silky hair, which are the source of the remedy.

Nuxvomica in medicine and in homeopathy

In western medicine, nux vomica was initially used – in small doses – as a stimulant tonic of the nervous system and to treat gastrointestinal disorders, but was soon abandoned because the effects were dangerously difficult to control, although in the mid-900s it was often used as a sports dopant together with amphetamines. To understand the importance of its active ingredients was instead homeopathy, which made it one of the policresti (wide-ranging remedies) and the most known and flexible constitutional remedies.

The properties of Nux Vomica

In Homeopathic Medicine, Nux vomica is considered a polyvalent constitutional remedy, capable of acting both on the Central Nervous System and on the Autonomous System, as well as on numerous essential organs, such as the liver. Not by chance, in fact, the organic pathologies are announced with the fall of the mood even before specific symptoms appear. The symptoms that recommend its use are, in particular, the presence of spasms, sensory hyperesthesia and the sensation of cold. Symptoms get worse with cold and dry weather, with the use of stimulating and stimulating substances, and with excessive nutrition; they improve with rest, heat and hot applications. Except in specific cases, the remedy should be used at 7 or 9 CH dilution, in a dose of 3 granules three times a day, until symptoms improve.

Fall of mood

Nux vomica is suitable for very active, determined, professionally and socially committed people who tend to abuse alcoholic lunches and libations on social occasions and, all of a sudden, enter into crisis. Early symptoms include asthenia, drowsiness, irritability and difficulty in organizing mental processes, signs of a “poisoned” liver, especially when alcohol, smoking, fats and drugs such as antibiotics, anti-inflammatories and antipyretics have been abused. The drop in mood is accompanied by a sense of emptiness, the person feels off, dissatisfied.

Lumbago, sciatica, rheumatism

Nux vomica is the most used remedy in lumbar pains in general. It is effective for relieving acute pains, often preceded by a feeling of soreness and improving in an upright position and with movement. In lumbago the remedy should be taken at 5 CH, 3 granules, 2 to 4 times a day depending on the intensity of the symptomatology.

Stomach acid, gastritis, ulcer

Nux vomica relieves the feeling of heaviness in the stomach that usually appears a few hours after eating and gets worse with the intake of alcoholic drinks, coffee, smoke and spices, which increase the secretion of acids in the gastric cavity, while it improves with rest and drinks hot. Acute or chronic gastritis with acute burning and acid regurgitation, which may evolve into gastrododueral ulcer. Epigastric cramp-like pain. Eructations, sobs, flatulence.

Colitis

Spastic colitis with constipation and strong stimulus to evacuate without being able to expel the feces. Morning sickness with a tendency to vomit. Tongue with white-yellowish patina and bitter taste when awakening. Sometimes diarrhea with vomiting, aches and pains in the anus.

Hypertension

Nux Vomica 30 CH is useful in hypercholesterolemia and stress and nervous tension hypertension, typical of irritable people suffering from gastric and intestinal inflammation and discharging stress in overeating, clogging up the liver with fats and toxins that result in high cholesterol and triglyceride levels. Arterial hypertension of smokers with pain in the precordial region. Heart palpitations accompanied by distress and all the symptoms of the remedy. Take 3 granules three times a day for a month

Headaches

Nux vomica 6 CH is the homeopathic remedy of congestive headaches from excesses of all kinds – from food, alcohol, smoke, stress – that appear in the morning, sometimes accompanied by nausea and dizziness, “nail” pain concentrated on the forehead and eyes. Take three granules every two hours until the symptom disappears.

Cystitis and disorders of the genital sphere

The cystitis requiring Nux vomica are easily recognizable, because characterized by an annoying pain that branches towards the back and feeling of intense cold when urinating. The remedy is also effective in female dysmenorrhea and male genital inflammations, characterized by hyperexcitability.

Physical intolerance and hyperesthesia

The excessive emotionality and reactivity of the subjects Nux Vomica often results in physical and psychic hyperesthesia that cause a real intolerance towards disturbing factors such as noise, light, smells and sometimes the simple physical contact, with outbursts of anger and headaches and consequent sensation of indigestion.

SOURCE: Riza

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