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Posts Tagged ‘pericoli per la salute’

Mi è stato diagnosticato l’asma poco prima del mio diciassettesimo compleanno, dopo un bel po ‘di discussioni con il mio medico sul fatto che la “bronchite” persistente per cui ero in cura non era affatto la bronchite.

Anche se non saprò mai l’esatta “causa” del mio asma, ho diversi fattori di rischio per lo sviluppo della malattia. I fattori che probabilmente mi hanno predisposto allo sviluppo dell’asma includono:

 

  • La mia storia familiare (anche se nessuno dei miei genitori ce l’ha)
  • Atopia (una tendenza genetica verso le malattie allergiche)
  • Nascere prematuro di 10 settimane tramite parto cesareo, comunemente indicato come un taglio cesareo
  • Mia madre ha avuto un’infezione durante la gravidanza che ha richiesto antibiotici

Sono sicuro che tralascerò qualcosa, ma quelli sono i principali criminali quando si tratta di mio asma. Osservando tutti questi fattori di rischio, sono sorpreso di non aver sviluppato i sintomi dell’asma prima di me.

Come appassionato di dati e qualcuno che scrive blog e articoli sull’asma, ho sempre fame delle ultime ricerche su ciò che provoca e scatena questa condizione cronica e su come quelli di noi che vivono con l’asma possono trovare modi migliori per far fronte.

Quindi, quando mi sono imbattuto nella ricerca che ha esaminato una possibile causa di asma sia per i bambini nati con taglio cesareo sia per quelli di noi con asma in generale, il mio interesse ha suscitato interesse. Questa nuova area di ricerca riguarda il ruolo dei batteri intestinali nello sviluppo dell’asma.

So cosa stai pensando: cosa c’entra una condizione polmonare con il tuo intestino?

Scartare la scienza tra i batteri intestinali e l’asma c’è molto da scompattare, quindi prendiamo questa teoria passo dopo passo.

Inizieremo esaminando l’ipotesi di igiene e il ruolo dell’esposizione dei batteri nella possibile prevenzione dell’asma, e passeremo a ciò che i batteri intestinali sono effettivamente e cosa fa nel corpo.

Infine, considereremo se ci sono implicazioni pratiche di questa ricerca per le persone che vivono con l’asma.

L’ipotesi igienica

I feti in via di sviluppo sono protetti dai batteri grazie a un ambiente incredibilmente sterile e privo di germi all’interno dell’utero. Per i bambini nati in modo vaginale, l’esposizione batterica inizia durante l’uscita dal canale del parto e questo può avere un effetto determinante per tutta la vita sul sistema immunitario. La ricerca suggerisce che questo processo può dare il via alla capacità del corpo di combattere i germi.

Quelli di noi nati dal taglio cesareo perdono questa ulteriore esplosione di batteri, altre ricerche hanno scoperto. Di conseguenza, non otteniamo quel potenziamento del sistema immunitario mentre entriamo nel mondo.

Dopo la nascita, siamo esposti a un ecosistema di batteri in continua evoluzione. L’esposizione ripetuta può aiutare lo sviluppo del nostro sistema immunitario, permettendoci di combattere le infezioni comuni e prevenire l’iper-risposta alle sostanze quotidiane (pensa alle allergie).

Questa è la spina dorsale dell’ipotesi di igiene. È una possibile spiegazione di ciò che predispone alcuni di noi all’asma e alle allergie.

Stiamo aiutando o danneggiando i bambini con la nostra diligenza sociale verso la disinfezione e la sanificazione di ogni superficie, e quindi impedendo l’esposizione a determinati germi? L’ipotesi igienica è un buon esempio.

Gli studi indicano che i bambini che sono più frequentemente in contatto con altri bambini – come quelli in asilo nido o con famiglie numerose e diversi fratelli – possono avere un rischio inferiore di sviluppare l’asma. Lo stesso vale per i bambini cresciuti nelle fattorie che sono esposti al bestiame e ad altri animali. Questi scenari spingono il sistema immunitario a rispondere ai germi e, a sua volta, a sviluppare resistenza a questi germi.

Tuttavia, l’ipotesi igienica rimane proprio questa – un’ipotesi. Non è stato provato. Gli studi a sostegno dell’ipotesi igienica sono stati accolti con ricerche che la contestano.

Provare: legando i batteri intestinali

Mentre l’ipotesi igienica può essere contestata, il ruolo dei batteri intestinali nello sviluppo del sistema immunitario è stato ben documentato.

Alcuni tipi di batteri intestinali sono buoni per noi e aiutano a controllare la nostra salute futura. Questi batteri intestinali “sani” sviluppati durante l’infanzia possono preparare il terreno per lo sviluppo della malattia per tutta la durata della vita. Allo stesso modo, la distruzione di quei batteri intestinali sani mediante antibiotici può avere un impatto su di noi per il resto della nostra vita.

L’asma è una condizione caratterizzata da iper-reattività delle vie aeree. Forse non abbiamo semplicemente sviluppato i batteri giusti per sensibilizzare i nostri corpi – i nostri polmoni – a stimoli quotidiani, come gli allergeni? La ricerca in questo settore è nuova, ma promettente e può aiutare a spiegare perché la malattia si sviluppa in alcune persone ma non in altre.

I bambini con bassi livelli di batteri intestinali specifici a marcatori di età specifici hanno dimostrato una maggiore incidenza di allergie e asma più avanti nella vita, secondo un recente studio. L’applicazione di questi risultati ai topi, tuttavia, ha portato qualche speranza: potrebbe essere possibile manipolare i batteri intestinali e mitigare il rischio di sviluppare l’asma.

Il Dr. Stuart Turvey dell’Università della British Columbia, citato in TIME Health, ha dichiarato che spera che questa ricerca porti allo sviluppo di approcci per prevenire l’asma e le allergie. È possibile che un giorno fornire un integratore probiotico nella prima infanzia possa in definitiva prevenire l’asma.

References

Job Code: UK/MED/18/0226

Date of Preparation: September 2018

 

FONTE: Kerri Mackay (Life effects)

 

(ENGLISH VERSION)

I was diagnosed with asthma just before my 17th birthday, after a fair amount of arguing with my doctor that the persistent “bronchitis” I was being treated for wasn’t bronchitis at all. Although I will never know the exact “cause” of my asthma, I have several risk factors for developing the disease. The factors that likely predisposed me to developing asthma include:

  • My family history (although neither of my parents have it)
  • Atopy (a genetic tendency toward allergic diseases)
  • Being born 10 weeks premature via caesarean delivery, commonly referred to as a C-section
  • My mother had an infection while pregnant that required antibiotics

I’m sure I’m leaving something out, but those are the main offenders when it comes to my asthma. Looking at all these risk factors, I’m surprised I didn’t develop the symptoms of asthma earlier than I did.

As a data enthusiast and someone who writes blogs and articles about asthma, I’m always hungry for the latest research into what causes and triggers this chronic condition, and how those of us living with asthma can find better ways to cope.

So when I came across research looking into a possible cause of asthma pertaining both to C-section babies and those of us with asthma in general, my interest piqued. This new area of research concerns the role of gut bacteria in asthma development.

I know what you’re thinking: What does a lung condition have to do with your gut?

Unwrapping the science between gut bacteria and asthma is a lot to unpack, so let’s take this theory step-by-step.

We’ll start by looking at the hygiene hypothesis and the role of bacteria exposure in possibly preventing asthma, and move on to what gut bacteria actually is and what it does in the body.

Finally, we’ll consider whether there are any practical implications of this research for people living with asthma.

The hygiene hypothesis

Developing fetuses are protected from bacteria thanks to an incredibly sterile, germ-free environment within the womb. For babies born vaginally, bacterial exposure begins during the exit from the birth canal, and this may have a life-long effect on the immune system. Researchsuggests this process can kick-start the body’s ability to fight off germs.

Those of us born by C-section miss out on this extra burst of bacteria, other research has found. As a result, we don’t get that immune system boost as we enter the world.

After birth, we’re exposed to an ever-evolving ecosystem of bacteria. Repeated exposure may help our immune systems develop, enabling us to fight common infections and preventing hyper-response to everyday substances (think allergies).

This is the backbone of the hygiene hypothesis. It’s one possible explanation for what predisposes some of us to asthma and allergies.

Are we helping or harming children with our societal diligence toward disinfecting and sanitizing every surface, and therefore preventing exposure to certain germs? The hygiene hypothesis makes a good case.

Studies indicate children who are more frequently in contact with other children — such as those in day care or with large families and several siblings — may have lower risk of developing asthma. The same is true for children raised on farms who are exposed to livestock and other animals. These scenarios prompt the immune system to respond to germs, and in turn, to develop resistance to those germs.

However, the hygiene hypothesis remains just that — a hypothesis. It hasn’t been proven. Studies supporting the hygiene hypothesis have been met with research disputing it.

Bring it on: Tying in gut bacteria

While the hygiene hypothesis may be disputed, the role of gut bacteria in immune system development has been well-documented.

Some types of gut bacteria are good for us and help to control our future health. These “healthy” gut bacteria developed in infancy may set the stage for disease development throughout the lifespan. Similarly, the destruction of those healthy gut bacteria by way of antibiotics may impact us for the rest of our lives.

Asthma is a condition characterised by hyper-responsiveness of the airway. Could it be we simply didn’t develop the right bacteria to sensitize our bodies — our lungs — to everyday stimuli, such as allergens? The research in this area is new, but promising, and may help explain why the disease develops in some people but not others.

Infants with low levels of specific gut bacteria at specific age markers have demonstrated increased incidence of allergies and asthma later in life, according to a recent study. Applying these findings to mice, however, brought some hope: It may be possible to manipulate the gut bacteria and mitigate risk of developing asthma.

Dr. Stuart Turvey at University of British Columbia, quoted in TIME Health, stated he hopes this research will lead to the development of approaches to prevent asthma and allergies. It’s possible that someday providing a probiotic supplement in infancy could ultimately prevent asthma from developing.

We’re not there yet, but there is hope in future research developments.

Practical aspects: Could probiotics help me even though I have asthma?

If probiotics could be used to promote good bacterial growth in infants, potentially preventing asthma and allergies, could those probiotic supplements on the market now help with asthma? After all, the theory remains the same — we simply need to rebalance what’s gone awry in the gut to solve this asthma thing, right?

Not so fast.

Multifaceted claims about the wonders of probiotic supplements are rampant online. But when it comes to asthma, they are generally not well-supported by research. Of the limited research available, the results tend to differ from study to study. Probiotic supplements can be expensive, and based on the research that is available, they may not produce any significant benefit for treating asthma or allergies.

People with compromised immune systems may also need to be cautious about taking probiotics due to the bacteria they introduce to the body. If you’re considering a probiotic supplement, speak with your doctor to ensure it’s safe for you, as many asthma treatments can compromise your immune system to some degree. Probiotics may be safe if you’re curious, but only your doctor can provide this advice.

Because research to date focuses on altering the gut bacteria during infancy while the immune system is still developing, more information is needed before we can be certain about the impacts of probiotics on asthma, and which probiotic strains are likely to be beneficial.

Looking ahead in asthma research

As someone living with asthma, I share Dr. Turvey’s hope that the key to preventing the disease may lie in gut bacteria.

Imagine if a simple probiotic supplement could prevent millions of children from developing asthma, whether or not they face extra risk factors (like me). What if we could predict who is going to get asthma more easily and have an isolated marker for it — in gut bacteria?

We aren’t there yet, but hopefully this developing research can provide clues that show us better ways to treat asthma, if not prevent it entirely. Although we might have to wait a while for researchers to make the next big breakthrough, there’s reason to believe that the future for new potential treatments looks bright.

References

Job Code: UK/MED/18/0226

Date of Preparation: September 2018

 

SOURCE: Kerri Mackay (Life effects)

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Disabilità dello sviluppo neurologico, tra cui l’autismo, disturbo da deficit di attenzione, iperattività, dislessia e altri disturbi cognitivi, colpiscono milioni di bambini in tutto il mondo. In alcuni casi si parla addirittura di un aumento dei casi.

 

Le sostanze chimiche che danneggiano il cervello in via di sviluppo sono tra le cause più note di questo aumento di disturbi cognitivi. Pensiamo ad esempio al piombo, o al mercurio.

Nel 2006, a seguito di una revisione sistematica, gli scienziati sono riusciti a individuare cinque sostanze chimiche industriali a cui sono state riconosciute proprietà neurotossiche durante il periodo dello sviluppo dei bambini: il piombo, il metilmercurio, bifenili policlorurati, arsenico, e toluene.

Dal 2006 in poi, questo elenco è aumentato, aggiungendo alla lista sostanze non soltanto non considerate nocive, ma addirittura prescritte per la prevenzione di altri disturbi.

Ad affermarlo un team di esperti che ha condotto uno studio di revisione, pubblicato sulla rivista The Lancet Neurology nel marzo 2014. Lo studio è il risultato della collaborazione tra l’Università della Danimarca meridionale, Harvard School of Public Health e Icahn School of Medicine presso il Monte Sinai.

Dal 2006, gli studi epidemiologici hanno documentato altre sei sostanze neurotossiche pericolose per il cervello nel periodo dello sviluppo: manganese, fluoro, clorpirifos, diclorodifeniltricloroetano, tetracloroetilene, e gli eteri di difenile polibromurati.

Come si può notare, con quest’ultimo studio, anche il fluoro è finalmente stato inserito in maniera riconosciuta tra le sostanze neurotossiche, pericolose per la salute umana.

Nel corso del tempo, in realtà, si sono susseguiti diversi studi che hanno palesato il sospetto di pericolosità di questa sostanza.

Abbiamo visto, ad esempio, come inizialmente si pensasse che un supplemento di questa sostanza aiutasse a prevenire la carie. Come ad esempio si sia sperimentata addirittura la fluorizzazione dell’acqua, cioè l’aggiunta di composti del fluoro all’acqua, senza effettivi benefici.

Anche se in effetti le persone ingeriscono solo dosi relativamente piccole di questa sostanza, il fluoro si accumula nel corpo e si accumula negli anni. Con degli effetti che sono tutt’altro che benefici.

Uno studio condotto in Cina, ad opera di alcuni ricercatori del Department of Pathology della Nanjing University School of Medicine, avrebbe accertato ad esempio lo sviluppo di un quoziente intellettivo più basso, nei bambini che abitavano in zone maggiormente esposte a fonti di fluoruro.

Sono molti i Paesi che stanno rimuovendo il fluoro dall’acqua potabile. In Europa la pratica della fluorizzazione, ad esempio, è cessata nel 97% dei Paesi che ne fanno parte. Questa ricerca rafforza la loro decisione.

Secondo gli autori dello studio, è impensabile che prodotti chimici non testati siano considerati a prescindere sicuri per la salute umana. Uno degli autori, il dottor Philippe Grandjean, chiede ad esempio il miglioramento degli standard di regolamentazione per i prodotti chimici comuni.

Secondo gli esperti, infatti, ci sono ancora altre sostanze neurotossiche che possono essere scoperte e per controllare la pandemia di neurotossicità per lo sviluppo, è indispensabile che si intervenga a livello internazionale.

Per quanto riguarda gli effetti nocivi del fluoro per la salute umana, comunque, secondo un altro studio, pubblicato sulla rivista Pharmacognosy,  esisterebbe una spezia che può proteggere in maniera naturale da questo composto: http://www.ambientebio.it/i-pericoli-neurotossici-del-fluoro-e-la-curcumina-come-soluzione/

FONTE: Ambientebio

 

 

(ENGLISH VERSION)

Neurological developmental disabilities, including autism, attention deficit disorder, hyperactivity, dyslexia and other cognitive disorders, affect millions of children worldwide. In some cases there is even talk of an increase in cases.

The chemicals that damage the developing brain are among the most known causes of this increase in cognitive disorders. Think of lead, for example, or mercury.

In 2006, following a systematic review, scientists were able to identify five industrial chemicals that were recognized as having neurotoxic properties during the developmental period of children: lead, methylmercury, polychlorinated biphenyls, arsenic, and toluene.

From 2006 onwards, this list has increased, adding to the list substances not only not considered harmful, but even prescribed for the prevention of other disorders.

This was stated by a team of experts who conducted a review study, published in the journal The Lancet Neurology in March 2014. The study is the result of collaboration between the University of Southern Denmark, the Harvard School of Public Health and the Icahn School of Medicine at Mount Sinai.

Since 2006, epidemiological studies have documented six other neurotoxic substances that are dangerous for the brain during development: manganese, fluorine, chlorpyrifos, dichlorodiphenyltrichloroethane, tetrachlorethylene, and polybrominated diphenyl ethers.

As can be seen, with this latest study, also fluorine has finally been included in a recognized way among neurotoxic substances, dangerous for human health.

In the course of time, in fact, several studies have followed which have revealed the suspicion of danger of this substance. In our blog, we talked about it several times.

We have seen, for example, how it was initially thought that a supplement of this substance helped prevent tooth decay. For example, even the fluoridation of water, that is the addition of fluorine compounds to water, has been experienced without any real benefits.

Although people actually ingest only relatively small doses of this substance, fluoride accumulates in the body and accumulates over the years. With effects that are anything but beneficial.

A study conducted in China by researchers at the Department of Pathology of the Nanjing University School of Medicine, for example, would have ascertained the development of a lower IQ in children living in areas more exposed to fluoride sources.

There are many countries that are removing fluoride from drinking water. In Europe the practice of fluoridation, for example, has ceased in 97% of the countries that are part of it. This research strengthens their decision.

According to the authors of the study, it is unthinkable that untested chemicals are considered regardless of human health. One of the authors, Dr. Philippe Grandjean, asks for example the improvement of the regulatory standards for common chemicals.

According to experts, in fact, there are still other neurotoxic substances that can be discovered and to control the pandemic of neurotoxicity for development, it is essential that action is taken at an international level.

Regarding the harmful effects of fluoride for human health, however, according to another study, published in the journal Pharmacognosy, there would be a spice that can naturally protect from this compound: http://www.ambientebio.it/i- dangers-neurotoxic-the-fluoro-and-the-curcumin-as-solution /

SOURCE: Ambientebio

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Il tuo cervello è uno degli organi più importanti del tuo corpo. Come tutti sappiamo, le nostre abitudini di vita influenzano la nostra salute generale.

 

Ad esempio, quando una persona non ottiene abbastanza esercizio fisico e e esagera con il cibo, lui / lei aumenterà di peso. Se hai una giornata stressante al lavoro, potresti venire a casa con un mal di testa. Ci sono anche molte abitudini dannose che possono influenzare il cervello. Sfortunatamente, raramente avvertiamo immediatamente gli effetti di queste cattive abitudini che possono danneggiare il cervello.

Invecchiando, è normale sperimentare una perdita della funzione cerebrale. Tuttavia, alcune abitudini dannose possono effettivamente accelerare il processo di degenerazione del cervello. Ad esempio, la BBC ha riportato uno studio su abitudini malsane e il collegamento alla funzione cerebrale. La dottoressa Hanneke Joosten, l’autrice dello studio, ha affermato che anche le abitudini che fanno male al cuore sono dannose per il cervello.

In questo articolo vedrò 8 abitudini dannose per il cervello e ti darò consigli pratici su come evitarli per aumentare la tua potenza cerebrale.

8 Abitudini dannose al cervello

1. Saltare la colazione

Abituarsi a saltare la colazione può avere un impatto negativo sulla salute del cervello. Abbiamo tutti sentito dire che “la colazione è il pasto più importante della giornata”. La ricerca sembra indicare che quando si tratta di salute del cervello, saltare la colazione non è una buona abitudine.

Ad esempio, uno studio condotto in Giappone su oltre 80.000 persone ha scoperto che saltare la colazione aumentava il rischio di avere un ictus e l’ipertensione. Lo studio, condotto su un periodo di 15 anni, ha esaminato le persone che non avevano alcuna storia di malattie cardiache o di cancro e ha scoperto che fare colazione ogni giorno può aiutare una persona a evitare di subire un ictus. I ricercatori hanno anche notato che la pressione arteriosa scende dopo la colazione e quindi, facendo colazione può anche ridurre il rischio di emorragia cerebrale.

Fare colazione regolarmente ha anche un effetto positivo sulla concentrazione e sulle capacità mentali. Questo è supportato da uno studio sugli effetti della colazione e delle prestazioni scolastiche nei bambini. La rivista Frontiers in Human Neuroscience ha pubblicato prove che i bambini che avevano l’abitudine di fare colazione erano più bravi a livello accademico in classe, specialmente in matematica e aritmetica.

Per assicurarti sempre una buona e nutriente colazione, puoi provare un frullato verde, queste opzioni salutari per una colazione veloce o uno dei miei 10 deliziosi frullati per colazione. Queste sono ricette facili e veloci per iniziare bene la giornata e potenziare l’attività cerebrale.

2. Le radiazioni del cellulare possono causare il cancro al cervello

C’è stato un dibattito in corso se le radiazioni da telefoni cellulari possono causare il cancro. Una sperimentazione clinica condotta nel 2016 ha rivelato un legame tra le radiazioni dei telefoni cellulari e il cancro nei ratti. Il trial ha esposto i ratti al tipo di radiazioni rilevate nei telefoni cellulari per 9 ore al giorno per 2 anni. Lo studio ha scoperto che c’era un aumentato rischio di tumori nel cervello e nel cuore. Consumer Reports afferma che questo è sufficiente per stabilire un legame tra l’uso di telefoni cellulari e rischi di cancro a lungo termine.

Questo non significa che dobbiamo abbandonare i nostri telefoni cellulari. La maggior parte dei telefoni cellulari e smartphone hanno l’antenna all’interno della cassa, il che significa che è marginalmente lontano dalla tua testa. Tuttavia, i rapporti dei consumatori raccomandano l’uso di alcune precauzioni di buon senso per evitare il rischio di radiazioni dei telefoni cellulari che causano il cancro. Alcuni di questi sono:

  • Utilizzare il vivavoce o un auricolare vivavoce quando si parla.
  • Se il segnale cellulare è debole, prova a tenere il cellulare lontano dal tuo corpo.
  • Invia messaggi di testo o usa la videochiamata quando possibile.
  • Non tenere il telefono in tasca o nella tasca dei pantaloni.

Dovresti anche essere consapevole dei segnali di allarme che la radiazione cellulare sta danneggiando la tua salute.

3. L’eccesso di grasso danneggia il cervello

Sappiamo tutti i pericoli di avere troppo grasso nella nostra dieta, tuttavia, mangiare troppo grasso può anche danneggiare il cervello. Gli scienziati hanno scoperto che gli alimenti grassi possono ricollegare il cervello per iniziare a desiderare cibi ad alto contenuto di grassi.

Uno studio condotto dal Neuroscience Program in Abuso di sostanze presso l’Università di Vanderbilt ha scoperto che le persone che mangiano regolarmente cibi grassi sviluppano un difetto nel cervello. Questo difetto fa sì che il cervello invii segnali per continuare a mangiare, anche se la persona è tecnicamente sentita piena.5 Quindi, il sistema del cervello che viene usato per frenare l’appetito inizia a far sì che una persona brami cibi grassi e questo si traduca in obesità e altri problemi di salute .

Avere buone abitudini alimentari può aiutare il cervello a funzionare correttamente ed evitare di sviluppare desideri per i cibi grassi. Ad esempio, ricercatore sulle neuroscienze, il dott. Mark P. Mattson afferma che gli studi hanno dimostrato che il digiuno a giorni alternativi può aiutare a ritardare l’insorgenza delle malattie di Alzheimer, Huntington o di Parkinson.

Le diete alternative a digiuno sono talvolta chiamate la dieta a digiuno intermittente 5: 2. Il digiuno intermittente significa mangiare normalmente per 5 giorni e quindi ridurre l’apporto calorico a 500 calorie per le donne o 600 calorie per gli uomini in 2 giorni non consecutivi. Questo tipo di digiuno aumenta le capacità mentali del cervello? Uno studio pubblicato su PLoS One ha dimostrato che nelle prove cliniche il digiuno intermittente migliora le funzioni cerebrali.

4. Mancanza di integrazione sociale

Gli psicologi generalmente concordano sul fatto che il nostro cervello funzioni al meglio quando abbiamo l’opportunità di socializzare con gli altri. Il sito Web Psychology Today afferma che la mancanza di contatto sociale può portare a depressione, sentimenti di solitudine e persino influire sulla nostra capacità di ricordare le cose. I bambini che non ricevono abbastanza contatti sociali con i loro genitori e coetanei hanno maggiori probabilità di sviluppare problemi psicosociali. Negli adulti, la mancanza di integrazione sociale può anche portare alla formazione di cattive abitudini come il bere e l’abuso di droghe.

Per evitare una mancanza di integrazione sociale, è importante cercare modi per socializzare con gli altri. Ad esempio, l’Università del Michigan ha studiato in che modo l’integrazione sociale può aiutare a potenziare le capacità mentali. I ricercatori hanno riferito che anche solo parlare regolarmente per 10 minuti al giorno può aumentare la memoria e le prestazioni mentali.

Per evitare una mancanza di integrazione sociale è importante cercare modi per incontrarsi e socializzare con gli altri. I consulenti dell’Università della Florida raccomandano di unirsi a una palestra, un centro sociale o iscriversi a un corso di attività. L’attività fisica ti aiuterà a sentirti meglio e ti darà l’opportunità di incontrare altre persone. Anche solo prendere il telefono per chiamare un parente o un amico può aiutarti a socializzare di più e mantenere attivo il tuo cervello.

5. Privazione del sonno

Tutti noi ci sentiamo molto più riposati quando dormiamo bene la notte. Tuttavia, avere l’abitudine di non dormire a sufficienza può avere un effetto dannoso sul cervello. Dr. Hansa D. Bhargava su WebMD dice che la privazione del sonno ha un impatto negativo sul cervello a causa di quanto segue:

  • I tuoi processi mentali rallentano ed è più difficile eseguire attività.
  • Ti rende più smemorato e influenza la memoria a breve termine.
  • L’apprendimento è più difficile.
  • Provoca irritabilità e sbalzi d’umore.

Tuttavia, la privazione del sonno può effettivamente danneggiare fisicamente il cervello. Il National Institute of Neurological Disorders and Stroke ha riferito che quando dormiamo, le strutture cellulari nel cervello si alterano per eliminare le tossine che si sono accumulate durante il giorno.11 Pertanto, per evitare disturbi degenerativi del cervello, è importante dormire sempre bene .

Tuttavia, ci sono molti altri modi in cui la mancanza di sonno ha un impatto negativo sul corpo di cui si può leggere nell’articolo 23 pericoli di privazione del sonno.

6. Fumare

Fumare è un’abitudine dannosa per il tuo cervello e altri organi nel tuo corpo. Un team di ricercatori ha scoperto che i fumatori cronici sperimentano un calo della funzione della dopamina nel cervello. Questo calo della dopamina è un fattore che porta alla dipendenza e aumenta anche la possibilità di recidiva quando si tenta di smettere. I ricercatori hanno scoperto che quando una persona smette di fumare, i livelli di dopamina si normalizzano, dimostrando così che la bassa funzione della dopamina non è un precursore del fumo.

I medici hanno anche visto che i fumatori hanno una corteccia più sottile rispetto ai non fumatori. Questa parte del cervello è essenziale per la memoria, il linguaggio e la percezione. I medici concordano sul fatto che una corteccia più sottile è collegata al declino mentale.

Smettere di fumare ti aiuterà a migliorare le tue capacità mentali e ti aiuterà a goderti una vita più sana. È possibile smettere di fumare e ho scritto circa 5 modi naturali scientificamente provati per smettere di fumare.

7. Troppo zucchero

Oltre a causare il rigonfiamento del girovita e aumentare il rischio di diabete di tipo 2 a causa dell’obesità, troppo zucchero può anche avere un effetto dannoso sul cervello.

Uno studio pubblicato da 2 ricercatori dell’Università del New South Wales ha rilevato che nei topi giovani, troppo zucchero ha avuto lo stesso impatto negativo sullo sviluppo del cervello come estremo stress o abuso. Pensano che se lo stesso accade nei bambini e nei giovani adulti, troppo zucchero potrebbe avere effetti a lungo termine sul cervello e sul comportamento.

È importante ridurre il più possibile bibite zuccherate e caramelle. Dovresti anche fare attenzione allo zucchero aggiunto a cibi come lo sciroppo di fruttosio, lo zucchero invertito e il saccarosio. Inoltre, molti alimenti a basso contenuto di grassi hanno aggiunto zucchero per migliorare il gusto. Quindi, prova a cercare prodotti non zuccherati o senza zucchero aggiunto.

Ridurre al minimo l’assunzione di zucchero ha molti benefici per la salute e contribuirà a mantenere il cervello funzionante.

8. Eccessivo consumo di alcol

Il consumo di alcol influisce sul tuo corpo in molti modi e ha effetti dannosi a lungo termine sul tuo cervello anche dopo che ha lasciato il tuo corpo.

Secondo il Dipartimento di salute e servizi umani degli Stati Uniti, l’alcol colpisce il cervello in molti modi, come la memoria alterata e il rallentamento nei tempi di reazione. Le persone che hanno consumato grandi quantità di alcol per lunghi periodi di tempo corrono il rischio di sviluppare cambiamenti seri e persistenti nel cervello che perdurano a lungo dopo che la persona raggiunge la sobrietà. Il danno può essere il risultato degli effetti diretti dell’alcol sul cervello o può derivare indirettamente, da un cattivo stato di salute generale o da una grave malattia del fegato.

Un nuovo studio pubblicato su Alcolismo: Clinical & Experimental Research ha riscontrato riduzioni nei percorsi della sostanza bianca negli alcolisti di recupero di mezza età rispetto ai non alcolisti.

I ricercatori hanno dimostrato che l’abuso cronico di alcol provoca danni misurabili al cervello. Questi risultati indicano inoltre che gli individui ad alto rischio di alcolismo possono avere differenze nella loro struttura cerebrale. Uno dei ricercatori, professore di psichiatria e psicologia M. Keane, afferma che più a lungo si abusa dell’alcol, maggiori sono le probabilità di un danno cerebrale permanente.

 

FONTE: healthyandnaturalworld

 

(ENGLISH VERSION)

Your brain is one of the most important organs in your body. As we all know, our lifestyle habits affect our general health. For example, when a person doesn’t get enough exercise and overeats, he / she will put on weight. If you have a stressful day at work, you may come home with a headache. There are also many damaging habits that can affect the brain. Unfortunately, we rarely immediately feel the effects of these bad habits that can damage the brain.

As we age, it is normal to experience some loss of brain function. However, some damaging habits can actually speed up the degeneration process of the brain. For example, the BBC reported on a study into unhealthy habits and the link to brain function. Dr. Hanneke Joosten, the author of the study, said that habits that are bad for the heart are also bad for the brain.

In this article I am going to look at 8 brain damaging habits and I’ll give you practical advice on how to avoid them to boost your brain power.

8 Brain Damaging Habits

1. Skipping Breakfast

Being in the habit of skipping breakfast can have a negative impact on your brain health. We have all heard the saying that “breakfast is the most important meal of the day”. Research seems to indicate that when it comes to brain health, skipping breakfast is not a good habit.

For example, a study in Japan on over 80,000 people found that skipping breakfast increased the risk of having a stroke and high blood pressure. The study, conducted over a 15 year period, looked at people who did not have any history of heart diseaseor cancer and found that eating breakfast every day can help a person avoid suffering a stroke. The researchers also noted that blood pressure drops after breakfast and therefore, having breakfast can also reduce the risk of a brain hemorrhage.2

Having breakfast regularly also has a positive effect on concentration and mental abilities. This is backed up by a study into the effects of breakfast and academic performance in children. The journal Frontiers in Human Neuroscience published evidence that children who were in the habit of eating breakfast performed better academically in the classroom, especially in math and arithmetic.3

To make sure that you always get a good and nutritious breakfast, you can try a green smoothie, these healthy options for a quick breakfast, or one of my 10 delicious smoothies for breakfast. These are quick and easy recipes to get a great start to the day and boost your brain activity.

2. Cellphone Radiation May Cause Brain Cancer

There has been an ongoing debate whether radiation from cellphones can cause cancer. A clinical trial carried out in 2016 has uncovered a link between cell phone radiation and cancer in rats. The trial exposed rats to the type of radiation found in cell phones for 9 hours a day for 2 years. The study found that there was an increased risk of tumors in the brain and heart. Consumer Reports says that this is enough to establish a link between the use of cell phones and long-term cancer risks.4

This doesn’t mean that we need to ditch our cell phones. Most cell phones and smartphones have the antenna inside the casing, meaning that it is marginally away from your head. However, Consumer Reports recommends using some common-sense precautions to avoid the risk of cell phone radiation causing cancer. Some of these are:

  • Use the speakerphone or a hands-free headset when speaking.
  • If the cellular signal is weak, try to keep the cell phone away from your body.
  • Send text messages or use video calling when possible.
  • Don’t keep your phone in your shirt or pants pocket.

You should also be aware of the warning signs that cellular radiation is affecting your health.

3. Overeating of Fat Damages the Brain

We all know about the dangers of having too much fat in our diets, however, eating too much fat can also damage your brain. Scientists have discovered that fatty foods can rewire the brain to start craving foods that are high in fat.

A study carried out by the Neuroscience Program in Substance Abuse at Vanderbilt University found that people who regularly overeat fatty foods develop a defect in the brain. This defect causes the brain to send signals to continue eating, even though the person is technically feeling full.5 So, the brain’s system that is used to curb appetite starts to make a person crave fatty foods and this results in obesity and other health problems.

Having good eating habits can help the brain to function properly and avoid developing cravings for fatty foods. For example, researcher on neuroscience, Dr. Mark P. Mattson says that studies have shown that alternative day fasting can help delay the onset of Alzheimer’s, Huntington’s, or Parkinson’s diseases.6

Alternative fasting diets are sometimes called the 5:2 Intermittent Fasting Diet. Intermittent fasting means eating normally for 5 days and then reducing calorie intake to 500 calories for women or 600 calories for men on 2 non-consecutive days. Does this type of fasting boost the brain’s mental abilities? A study published in PLoS Oneshowed that in clinical trials intermittent fasting improves brain functions.7

4. Lack of Social Integration

Psychologists generally agree that our brains function best when we have opportunities to socialize with others. The website Psychology Today says that lack of social contact can lead to depression, feelings of loneliness, and even affect our ability to remember things. Children who don’t get enough social contact with their parents and peers are more likely to develop psycho-social problems. In adults, a lack of social integration can also lead to forming bad habits like over drinking and drug abuse.

To avoid a lack of social integration, it is important to look for ways to socialize with others. For example, the University of Michigan studied how social integration can help boost mental abilities. The researchers reported that even just regularly talking for 10 minutes a day can boost memory and mental performance.8

To avoid a lack of social integration it’s important to look for ways to meet and socialize with others. Counselors at the University of Florida recommend joining a gym, community center or enroll in an activity class. Physical activity will help you feel better and give you opportunities to meet other people. Even just picking up the phone to call a relative or friend can help you socialize more and keep your brain active.9

5. Sleep Deprivation

All of us feel much more refreshed when we get a good night’s sleep. However, being in the habit of not getting enough sleep can have a damaging effect on the brain. Dr. Hansa D. Bhargava on WebMD says that sleep deprivation negatively impacts the brain because of the following:10

  • Your thought processes slow down and it’s more difficult to perform tasks.
  • It makes you more forgetful and affects short-term memory.
  • Learning is more difficult.
  • Causes irritability and mood swings.

However, sleep deprivation may actually physically damage your brain. The National Institute of Neurological Disorders and Stroke reported that when we sleep, cellular structures in the brain alter to flush out toxins that have built up during the day.11Therefore, to avoid degenerative brain disorders it is important to always get a good night’s sleep.

However, there are more ways that lack of sleep negatively impacts your body which you can read about in the article 23 dangers of sleep deprivation.

6. Smoking

Smoking is a damaging habit for your brain and other organs in your body. A team of researchers found that chronic smokers experience a drop in dopamine function in the brain. This drop in dopamine is a factor that leads to addiction and also increases the chance of relapse when trying to quit. The researchers found that when a person quits smoking, dopamine levels normalized, thus showing that low dopamine function isn’t a precursor to smoking.12

Doctors have also seen that smokers have a thinner cortex than non-smokers. This part of the brain is essential for memory, language, and perception. Doctors agree that a thinner cortex is connected with mental decline.13

Quitting smoking will help boost your mental abilities and help you enjoy a healthier life. It is possible to quit smoking and I have written about 5 scientifically proven natural ways to quit smoking.

7. Too Much Sugar

As well as causing your waistline to bulge and increase the risk of type 2 diabetes due to obesity, too much sugar can also have a damaging effect on your brain.

A study published by 2 researchers from the University of New South Wales found that in young mice, too much sugar had just as much negative impact on brain development as extreme stress or abuse. They think that if the same happens in children and young adults, too much sugar could have long-term effects on the brain and behavior.14

It’s important to cut out as much as possible sugary sodas and candies. You should also be careful of added sugar to foods like fructose corn syrup, invert sugar and sucrose. Also, many low-fat foods have added sugar to help improve the taste. So, try to look for products that are unsweetened or have no sugar added.

However, quitting sugar can be difficult. You can find some practical ideas on how to quit sugar effectively in my article. Reducing your sugar intake to a minimum has many health benefits and it will help keep your brain functioning well.

8. Excessive Alcohol Consumption

Alcohol consumption affects your body in many ways and it has long lasting damaging effects on your brain even after it left your body.

According to the U.S. Department of Health & Human Services, alcohol affects the brain in many ways, such as impaired memory and slowing in reaction times. People who have been consuming large amounts of alcohol for extended periods of time run the risk of developing serious and persistent changes in the brain that persist well after the person achieves sobriety. The damage can be a result of the direct effects of alcohol on the brain or may result indirectly, from a poor general health status or from severe liver disease.15

A new study published in Alcoholism: Clinical & Experimental Research found reductions in middle-aged recovering alcoholics’ white matter pathways compared to non-alcoholics.16

The researchers showed that chronic misuse of alcohol results in measurable damage to the brain. These results further indicate that individuals at high risk for alcoholism may have differences in their brain structure. One of the researchers, professor of psychiatry and psychology M. Keane, states that the longer you misuse alcohol the greater your chances are of permanent brain damage.17

If you drink alcohol, you may also be interested to read my article on how long alcohol stays in your system.

 

SOURCE: healthyandnaturalworld

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Una ricerca sostiene che superare i sei caffè al giorno farebbe aumentare del 22% il rischio cardiovascolare. Per mantenere il cuore in salute gli esperti consigliano di berne al massimo cinque. Ecco quanti caffè invece potrebbero addirittura portare dei benefici.

 

A COLAZIONE, nello spuntino, dopo pranzo, durante le pause. Spesso il caffè ci accompagna lungo tutta la giornata. Tanto che a volte perdiamo il conto di quante tazzine abbiamo consumato e rischiamo di esagerare. Uno studio della University of South Australia ha esaminato qual è il limite oltre al quale troppo caffè potrebbe far male alla nostra salute, in particolare al cuore. E ha dimostrato che sei o più tazzine di espresso potrebbero aumentare il rischio cardiovascolare. Mentre per mantenere il cuore in salute è bene rimanere sotto le sei – al massimo cinque. I risultati dello studio sono pubblicati su The American Journal of Clinical Nutrition.

Caffeina: quanta ne possiamo assumere?

Gli autori hanno rivolto la loro attenzione alla caffeina, un composto abbondante nel caffè, ma presente anche nel tè e nel cacao. Il collegamento fra caffè e cuore è proprio qui: secondo alcuni studi l’eccesso di caffeina può causare un aumento della pressione sanguigna, che a sua volta può portare ad una malattia cardiaca. In generale, nel 2015 l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) ha già fissato dei limiti per la caffeina: una dose giornaliera di 200mg e fino a 400 mg da tutte le fonti alimentari, che corrisponde al massimo a circa 5 tazzine di espresso non desta preoccupazioni per la salute. Tuttavia ricercatori da tutto il mondo continuano a dibattere sull’argomento, cercando di capire quando e quanto il caffè può far bene o male, con risultati spesso contrastanti.

Meno di sei caffè

In questo filone di ricerca si inserisce lo studio odierno: gli autori australiani hanno analizzato un vasto campione di dati, genetici e sulle abitudini al consumo di caffè di 350mila persone dai 37 ai 73 anni, di cui più di 8mila avevano avuto un evento cardiovascolare grave, come infarto o ictus. I dati sono stati estratti dalla Uk Biobank, un database realizzato all’interno di un enorme studio inglese a lungo termine. Dall’analisi statistica emerge che il rischio cardiovascolare è collegato anche alla quantità di caffè consumata. In particolare, assumere 6 o più caffè al giorno è risultato associato a un aumento del 22% del rischio cardiovascolare rispetto a solo una o due tazzine al giorno. Ma a sorpresa anche chi non ne assume affatto e chi ha virato verso il decaffeinato presenta un leggera crescita del rischio cardiovascolare, rispettivamente dell’11% e del 7%. La percentuale più bassa del rischio per il cuore, invece, è stata registrata fra chi beve uno o due caffè al giorno (ma anche chi ne beve tre o quattro ha un rischio basso). L’effetto protettivo del consumo moderato di caffè risiederebbe, secondo precedenti studi, nella presenza di composti antinfiammatori e antiossidanti nella bevanda.

Tutto sta nella moderazione

“Per mantenere un cuore in salute e una buona pressione”, spiega Elina Hyppönen dell’Australian Centre for Precision Health della University of South Australia, “le persone devono limitare il numero di caffè assunti ogni giorno a meno di sei tazzine, una quantità che rappresenta la soglia alla quale questa bevanda inizia a far male”.

Come spesso accade quando si parla di alimentazione e salute, tutto sta nell’essere moderati e non eccedere con un cibo o con una bevanda. In tal senso, sapere quando e quanto una cosa ci fa male diventa essenziale per compiere scelte maggiormente consapevoli.

La genetica del caffè

I ricercatori hanno esaminato anche dati relativi ad un gene che regola il metabolismo della caffeina, il CYP1A2. In particolare, una mutazione di questo gene risulta associata ad una capacità di metabolizzare la caffeina ben quattro volte più alta. Tuttavia l’analisi mostra che il rischio cardiovascolare legato al caffè non cambia – e non diminuisce – in presenza di un metabolismo della caffeina più veloce e della mutazione del gene CYP1A2. Dunque, anche chi è portatore di questa mutazione non è autorizzato a bere sei o più caffè.

 

FONTE: Salute della Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

Research suggests that exceeding six coffees per day would increase cardiovascular risk by 22%. To keep the heart healthy, experts recommend drinking a maximum of five. Here are just how many coffees could even bring benefits.

BREAKFAST, snack, after lunch, during breaks. Coffee often accompanies us throughout the day. So much so that sometimes we lose count of how many cups we have consumed and we risk exaggerating. A study by the University of South Australia examined the limit beyond which too much coffee could hurt our health, particularly the heart. And showed that six or more espresso cups could increase cardiovascular risk. While to keep the heart healthy it is good to stay under six – at most five. The results of the study are published in The American Journal of Clinical Nutrition.

Caffeine: how much can we take?

The authors turned their attention to caffeine, a compound abundant in coffee, but also present in tea and cocoa. The connection between coffee and the heart is right here: according to some studies, excess caffeine can cause an increase in blood pressure, which in turn can lead to heart disease. In general, in 2015 the European Food Safety Authority (EFSA) has already set limits for caffeine: a daily dose of 200mg and up to 400mg from all food sources, which corresponds to a maximum of about 5 cups of Express does not raise health concerns. However, researchers from around the world continue to debate the subject, trying to understand when and how much coffee can do good or bad, with often conflicting results.

Less than 6 cups

Today’s research is part of this line of research: Australian authors analyzed a vast sample of genetic and coffee consumption habits of 350,000 people aged 37 to 73, of whom more than 8,000 had a serious cardiovascular event , such as heart attack or stroke. The data was extracted from the UK Biobank, a database created within a huge long-term English study. The statistical analysis shows that the cardiovascular risk is also linked to the amount of coffee consumed. In particular, taking 6 or more coffees a day was associated with a 22% increase in cardiovascular risk compared to only one or two cups a day. But surprisingly even those who do not take any at all and those who have turned to decaffeinated have a slight increase in cardiovascular risk, 11% and 7% respectively. The lowest percentage of heart risk, on the other hand, was recorded among those who drink one or two coffees a day (but even those who drink three or four have a low risk). According to previous studies, the protective effect of moderate consumption of coffee resides in the presence of anti-inflammatory and antioxidant compounds in the drink.

Everything is in moderation

“To maintain a healthy heart and good pressure,” explains Elina Hyppönen of the Australian Center for Precision Health at the University of South Australia, “people must limit the number of coffees taken every day to less than six cups, a quantity that represents the threshold at which this drink starts to hurt “. As often happens when we talk about nutrition and health, everything is about being moderate and not overdoing food or drink. In this sense, knowing when and how much something hurts us becomes essential for making more informed choices.

Coffee genetics

The researchers also examined data on a gene that regulates caffeine metabolism, CYP1A2. In particular, a mutation of this gene is associated with a capacity to metabolize caffeine as much as four times higher. However, the analysis shows that the cardiovascular risk linked to coffee does not change – and does not decrease – in the presence of a faster caffeine metabolism and of the CYP1A2 gene mutation. Therefore, even those who carry this mutation are not allowed to drink six or more coffees.

 

SOURCE: Salute della Repubblica

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Test effettuati su larga scala nei supermarket americani rivelano che circa il 75% del miele sul mercato non è miele. Stando alle ricerche del Food Safety News, oggi il miele prodotto su larga scala è spesse volte privo di reale polline, artificialmente lavorato e riciclato dalla Cina.

La situazione in Italia è migliore?

“Ormai in Cina il miele neanche lo raccolgono, lo fabbricano direttamente e una frode del genere è anche difficile da smascherare. Nel 2016 è crollata la produzione a causa dei cambiamenti climatici e dell’uso dei pesticidi e l’annata si preannuncia la peggiore da 35 anni a questa parte. Di conseguenza i prezzi aumentaranno e con loro anche il rischio delle frodi”.

– Diego Pagani, presidente del Consorzio Nazionale Apicolo in un intervista al Salvagente

 

Produttori esperti e la World Health Organization concordano che il vero miele debba contenere reali microscopiche particelle di polline, per essere considerato vero miele, ed avere una fonte identificabile. Inoltre le proprietà non devono essere distrutte col processo ad alta temperatura. Il miele privo di polline è una truffa artificiale, annacquata, priva di nutrienti.

Miele dalla Cina. MIELE DILUITO, RISCALDATO, PRESSURIZZATO, DEL TUTTO FALSO

Molto del miele che raggiunge gli scaffali dei supermercati è derivato da una procedura di filtraggioche porta il miele ad alte temperature, forza le sostanze naturali con una elevata pressione attraverso filtri estremamente piccoli e rimuove il polline. In questo modo, i produttori nascondono l’identità della fonte del miele, che è una tecnica usata dai cinesiche illegalmente hanno svenduto per anni tonnellate del loro miele sui mercati americani. I cinesi sono responsabili della svendita di antibiotici pericolosi, dolcificanti artificiali, e per l’immissione di importanti quantità di metalli pesanti nel miele importato.Ma non finisce qui. Dopo questo scandalo anche il metodo della contraffazione è cambiato. Più di recente per creare il miele contraffatto si usa una miscela di sciroppo a base diriso, un po’ di polline e l’aroma.

Cina e Bulgaria sono i paesi dove maggiormente si concentrano le contraffazioni.

“La contraffazione a base di sciroppo di riso è difficile da scoprire perché gli zuccheri contenuti sono talmente simili a quelli naturali del miele che anche con le analisi isotopiche è complicato smascherarla” afferma Diego Pagani.

Miele dalla Bulgaria

L’altra “fonte” del pericolo viene dalla Bulgaria.

Gli apicoltori aderenti a Conapi non comprano più miele dalla Bulgaria. Devo dire che sporadicamente ci si approvvigiona con il miele bulgaro: negli anni passati alcune partite modeste sono state importate solo per sopperire alla carenza produttiva, in Italia e negli altri paesi a vocazione come Serbia e Ungheria. Può succedere che il miele – spiega Pagani – venga tagliato con sciroppo di zucchero. L’adulterazione avviene in due modi: o viene miscelato al prodotto finale oppure viene usato per alimentare le api duranti il raccolto”.

LA RICERCA DEL FOOD SAFETY NEWS

A seguito della notizia di negozi alimentari inondati da miele non identificato, il Food Safety News ha iniziato una ricerca condotta in diversi punti vendita che vendevano miele straniero. Hanno acquistato 60 container di miele proveniente da 10 stati differenti, da una vasta gamma di supermercati. Poi hanno mandato i campioni di miele al melissopalinologo e professore della Texas A&M University Vaughn Bryant (la melissopalinologia è la scienza che, in base allo studio del polline nel miele, ne permette l’identificazione della provenienza botanica). Ciò che ha trovato è che circa tre quarti del miele non conteneva polline, rendendolo non identificabile e non sicuro. Di questi tre quarti:

  • Sul 100 percento del miele Winnie the Pooh il polline era stato completamente rimosso.
  • Sul 100 percento del miele contenuto nelle confezioni di KFC e McDonald’s il polline era stato completamente rimosso.
  • Sul 77 percento del miele proveniente da negozi come Costco, Sam’s Club and Target il polline non poteva essere tracciato.
  • Sul 100 percento del miele venduto da catene come Walgreen’s e CVS Pharmacy il polline era stato filtrato.

Si è trovato, però, che il miele acquistato da cooperative e mercati contadini conteneva l’intera quantità di polline originale.

IL FILTRAGGIO HA A CHE FARE CON IL NASCONDERE LA VERA FONTE DEL MIELE

Richard Adee produce 7 milioni di kili di miele ogni anno, spiega che il vero miele ha un valore per il suo sapore e per i suoi valori nutrizionali e che tutto ciò “viene rimosso durante il processo di filtraggio in questione”.
Adee dice che “non è un segreto per nessuno che sul mercato l’unica ragione per filtrare il polline sia nasconderne la provenienza e il fatto che in quasi tutti i casi la provenienza sia cinese”.
La maggior parte dei confezionatori di miele è preoccupata di ciò che viene importato e di ciò che mettono nelle loro confezioni.

Come riconoscere il miele contraffatto

Usando test privati, alcuni produttori americani hanno scoperto che il loro miele importato dall’Asia è diluito con HFCS (High-Fructose corn syrup) sciroppo di fruttosio derivato dal mais, e una miriade di dolcificanti illegali e antibiotici.

Questo sta spingendo molte persone a ricercare fornitori di miele degni di fiducia, che lascino questa preziosa risorsa nella propria originale forma nutrizionale.

Guardatevi intorno e trovate un distributore locale di miele, il vero miele è una risorsa preziosa! Diffidate dal miele venduto a pochi euro, probabilmente non contiene polline, è pieno di metalli pesanti ed antibiotici.

E’ opportuno accertarsi che la provenienza del miele sia locale dato che spesso si trovano indicazioni generiche oppure non è chiaramente riportato. Non comprare miele generici dalla Spagna o dall’Unione Europea, infatti:

“La triangolazione – aggiunge il presidente Conapi – è la classica operazione attraverso la quale un miele extracomunitario entra illegalmente in un paese membro e diventa comunitario. Purtroppo per quello cinese la Spagna resta una porta troppo aperta.”

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

Large-scale tests carried out in American supermarkets reveal that about 75% of the honey on the market is not honey. According to research by the Food Safety News, today large-scale honey is often lacking real pollen, artificially processed and recycled from China.

Is the situation in Italy better?

“By now honey in China does not even collect it, they manufacture it directly and such a fraud is also difficult to unmask. Production collapsed in 2016 due to climate change and the use of pesticides and the vintage is expected to be the worst in 35 years. As a result, prices will increase and with them the risk of fraud. “

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– Diego Pagani, president of the National Apiculture Consortium in an interview with the Lifesaver

 

Experienced producers and the World Health Organization agree that real honey must contain real microscopic particles of pollen, to be considered true honey, and have an identifiable source. Furthermore the properties must not be destroyed by the high temperature process. Pollen-free honey is an artificial, watered-down, nutrient-free scam.

Honey from China. DILUTED HONEY, HEATED, PRESSURIZED, ALL FALSE

Much of the honey that reaches the supermarket shelves is derived from a filtering procedure that brings honey to high temperatures, forces natural substances with high pressure through extremely small filters and removes pollen. In this way, the producers hide the identity of the source of the honey, which is a technique used by the Chinese who illegally sold off their honey to American markets for years. The Chinese are responsible for the sale of dangerous antibiotics, artificial sweeteners, and the introduction of large quantities of heavy metals into imported honey.

But it doesn’t end there. After this scandal, the method of counterfeiting has also changed. More recently, a mixture of rice-based syrup, a bit of pollen and aroma is used to create the counterfeit honey.

China and Bulgaria are the countries where counterfeits are most concentrated. “Counterfeit based on rice syrup is difficult to discover because the sugars contained are so similar to those of natural honey that even with isotopic analyzes it is complicated to unmask it,” said Diego Pagani.

Honey from Bulgaria

The other “source” of the danger comes from Bulgaria. “Conapi members of beekeepers no longer buy honey from Bulgaria. I must say that sporadically we buy supplies with Bulgarian honey: in the past few modest lots have been imported only to make up for the production shortage, in Italy and in other vocation countries like Serbia and Hungary. It may happen that honey – Pagani explains – is cut with sugar syrup. The adulteration occurs in two ways: either it is mixed with the final product or it is used to feed the bees during the harvest “.

THE FOOD SAFETY NEWS RESEARCH

Following the news of food shops flooded with unidentified honey, the Food Safety News began a search conducted in various sales outlets selling foreign honey. They bought 60 containers of honey from 10 different states, from a wide range of supermarkets. Then they sent the honey samples to the melissopalmerologist and professor of Texas A&M University Vaughn Bryant (the melissopalynology is the science that, based on the study of pollen in honey, allows the identification of the botanical origin). What he found was that about three quarters of the honey contained no pollen, making it unidentifiable and unsafe. Of these three quarters:

  • On 100 percent of the Winnie the Pooh honey the pollen had been completely removed.
  • On 100 percent of the honey contained in the KFC and McDonald’s packages the pollen was completely removed.
  • On 77 percent of the honey from stores like Costco, Sam’s Club and Target the pollen could not be traced.
  • On 100 percent of the honey sold by chains like Walgreen’s and CVS Pharmacy the pollen was filtered.

It was found, however, that the honey purchased from cooperatives and farmers’ markets contained the entire quantity of original pollen.

FILTERING HAS TO DO WITH HIDING THE REAL SOURCE OF HONEY

Richard Adee produces 7 million pounds of honey each year, explains that real honey has value for its taste and nutritional value and that this “is removed during the filtration process in question”.
Adee says that “it is no secret to anyone that on the market the only reason to filter pollen is to hide the origin and the fact that in almost all cases the origin is Chinese”.
Most honey packers are concerned about what is imported and what they put in their packaging.

How to recognize counterfeit honey

Using private tests, some American producers have discovered that their honey imported from Asia is diluted with HFCS (High-Fructose corn syrup) fructose syrup derived from corn, and a myriad of illegal sweeteners and antibiotics.

This is pushing many people to look for trustworthy honey suppliers who will leave this precious resource in their original nutritional form.

Look around and find a local distributor of honey, real honey is a precious resource! Beware of honey sold for just a few euros, probably contains no pollen, is full of heavy metals and antibiotics.

It is a good idea to make sure that the origin of the honey is local, as there are often generic indications or it is not clearly reported. Don’t buy generic honey from Spain or the European Union, in fact:

“Triangulation – adds President Conapi – is the classic operation through which a non-EU honey enters a member country illegally and becomes a community. Unfortunately for the Chinese, Spain remains a too open door. “

SOURCE: Dionidream

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Più si è grassi e meno materia grigia si ha nel cervello. Proprio così: l’obesità si associa irrimediabilmente (anche) a differenze nella forma e nella struttura cerebrale, compresi volumi più piccoli di materia grigia, dalla quale – si sa – dipende la nostra intelligenza.

 

A rivelarlo è uno studio della olandese Leiden University Medical Center, pubblicato su Radiology, nel quale, una volta analizzate le scansioni di risonanza magnetica (MRI), si è scoperto che livelli più elevati di grasso corporeo erano associati a volumi ridotti di materia grigia e a una maggiore probabilità di cambiamenti nella sostanza bianca. E non solo: l’associazione era più forte tra gli uomini rispetto alle donne.

Precedenti ricerche avevano già collegato l’obesità a un aumentato rischio di declino cognitivo e demenza, suggerendo che quel pericoloso sovrappeso provoca, tra le altre cose, anche cambiamenti al cervello.

Lo studio

Ora, per saperne di più, i ricercatori hanno analizzato i risultati di “imaging” cerebrale di più di 12mila partecipanti allo studio di Biobank nel Regno Unito. Sofisticate tecniche di risonanza magnetica hanno fornito informazioni sia sulla materia grigia ricca di neuroni sia sulla sostanza bianca, spesso indicata come il cablaggio del cervello.

“Abbiamo scopertospiega Ilona A. Dekkers, autrice principale dello studio – che avere elevati livelli di grasso distribuiti sul corpo è associato a volumi più piccoli di importanti strutture del cervello, comprese quelle della materia grigia che si trovano nel centro del cervello. È interessante notare che queste associazioni sono diverse per uomini e donne”.

Negli uomini, una percentuale maggiore di grasso corporeo è collegata al volume di materia grigia inferiore in generale e in strutture specifiche coinvolte nei circuiti di ricompensa e nel sistema di movimento. Nelle donne, invece, tutto il grasso corporeo mostrerebbe solo un’associazione negativa significativa con il globo pallido, una struttura coinvolta nel movimento volontario.

In ogni caso, sia negli uomini che nelle donne, la percentuale di grasso corporeo più alto ha aumentato la probabilità di cambiamenti microscopici nella sostanza bianca del cervello. Del perché l’obesità abbia effetti avversi sul cervello non è ancora nota con precisione, quel che pare certo è che anche sul tessuto cerebrale una simile malattia abbia effetti dannosi.

FONTE: Greenme (Germana Carillo)

 

(ENGLISH VERSION)

The fatter you are, the less gray matter you have in your brain. That’s right: obesity is irreparably associated (even) with differences in the shape and structure of the brain, including smaller volumes of gray matter, from which – we know – our intelligence depends.

This was revealed by a study by the Dutch Leiden University Medical Center, published in Radiology, in which, once the magnetic resonance scans (MRI) were analyzed, it was found that higher levels of body fat were associated with reduced volumes of gray matter and a greater probability of changes in the white matter. And not only: the association was stronger among men than women.

Previous research had already linked obesity to an increased risk of cognitive decline and dementia, suggesting that this dangerous overweight also causes changes in the brain, among other things.

The study

Now, to learn more, the researchers analyzed the brain imaging results of more than 12 thousand participants in the Biobank study in the UK. Sophisticated magnetic resonance techniques have provided information on both neuron-rich gray matter and white matter, often referred to as brain wiring.

“We have discovered – explains Ilona A. Dekkers, main author of the study – that having high levels of fat distributed on the body is associated with smaller volumes of important brain structures, including those of the gray matter that are found in the center of the brain. It is interesting to note that these associations are different for men and women “.

In men, a higher percentage of body fat is linked to the lower volume of gray matter in general and in specific structures involved in reward circuits and in the movement system. In women, however, all body fat would show only a significant negative association with the pale globe, a structure involved in voluntary movement.

However, in both men and women, the percentage of higher body fat increased the likelihood of microscopic changes in the white matter of the brain. Of why obesity has adverse effects on the brain is not yet known precisely, what seems certain is that even on brain tissue such a disease has harmful effects.

 

SOURCE: Greenme (Germana Carillo)

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Bere più di cinque bicchieri di birra o di vino a settimana accorcia la vita. Un nuovo studio condotto dall’Università di Cambridge ha calcolato che per ogni ogni bicchiere di vino o birra oltre il limite giornaliero raccomandato, la nostra aspettativa di vita si riduce di 30 minuti.

 

Finanziato in parte dalla British Heart Foundation, lo studio dimostra che l’abuso di alcol è associato a un più alto rischio di ictus, aneurisma, insufficienza cardiaca e morte.

 

La ricerca ha confrontato le abitudini di consumo e lo stato di salute di oltre 600.000 persone in 19 paesi in tutto il mondo tenendo conto anche di fattori come età, fumo, eventuale presenza di diabete, livello di istruzione e occupazione.

Il limite massimo di sicurezza del bere è di circa cinque bicchieri a settimana (100 g di alcol puro, poco più di cinque pinte di birra 4% o 5 bicchieri da 175 ml di vino 13%).

Superando questo limite, ci si aspetta una minore aspettativa di vita. Ad esempio, il consumo di 10 o più bevande a settimana è stato collegato a uno o due anni di speranza di vita più breve mentre 18 o più drink a settimana accorcerebbero la nostra vita di 4-5 anni.

La ricerca, pubblicata su Lancet, sostiene le linee guida recentemente ridotte del Regno Unito, che dal 2016 raccomandano sia agli uomini che alle donne di non bere più di 14 unità di alcol ogni settimana, pari a circa sei pinte di birra o sei bicchieri di vino.

Tuttavia, lo studio condotto a livello globale ha implicazioni anche per i paesi di tutto il mondo, dove le linee guida sull’alcol variano notevolmente.

Gli autori sostengono che i loro risultati mettono in discussione la convinzione diffusa che bere moderatamente sia salutare per l’apparato cardiocircolatorio. I ricercatori hanno esaminato l’associazione tra il consumo di alcol e diversi tipi di malattie cardiovascolari confermando l’associazione tra l’alcol e un più alto rischio di ictus, insufficienza cardiaca, aneurisma aortico fatale, malattia ipertensiva fatale e insufficienza cardiaca.

Lo studio si è concentrato sugli attuali bevitori ma ha utilizzato il consumo di alcol auto-riferito e si è basato su dati osservativi, quindi secondo gli scienziati non si possono trarre conclusioni definitive causa-effetto.

La dott.ssa Angela Wood, dell’Università di Cambridge, autore principale dello studio, ha spiegato:

“Se consumi alcolici, bere meno può aiutarti a vivere più a lungo e ridurre il rischio di diverse condizioni cardiovascolari. Il consumo di alcol è associato a un rischio leggermente inferiore di attacchi cardiaci non fatali, ma questo deve essere bilanciato con il rischio più elevato associato ad altre gravi – e potenzialmente mortali – malattie cardiovascolari”.

Il consiglio è sempre la moderazione.

FONTE: Greenme

 

(ENGLISH VERSION)

Drinking more than five glasses of beer or wine a week shortens life. A new study conducted by the University of Cambridge has calculated that for every glass of wine or beer beyond the recommended daily limit, our life expectancy is reduced by 30 minutes.

Funded in part by the British Heart Foundation, the study shows that alcohol abuse is associated with a higher risk of stroke, aneurysm, heart failure and death.

The research compared the consumption habits and health status of over 600,000 people in 19 countries around the world, also taking into account factors such as age, smoking, possible presence of diabetes, level of education and employment.

The maximum safety limit for drinking is about five glasses a week (100 g of pure alcohol, just over five pints of 4% beer or 5 glasses of 175 ml of wine 13%).

By exceeding this limit, we expect a lower life expectancy. For example, the consumption of 10 or more drinks per week was linked to one or two years of shorter life expectancy while 18 or more drinks per week would shorten our life by 4-5 years.

The research, published in the Lancet, supports the recently reduced guidelines of the United Kingdom, which since 2016 have recommended both men and women not to drink more than 14 units of alcohol each week, equivalent to about six pints of beer or six glasses of wine.

However, the global study has implications also for countries around the world, where alcohol guidelines vary greatly.

The authors argue that their findings call into question the widespread belief that drinking moderately is healthy for the cardiovascular system. Researchers examined the association between alcohol consumption and different types of cardiovascular disease confirming the association between alcohol and a higher risk of stroke, heart failure, fatal aortic aneurysm, fatal hypertensive disease and heart failure.

The study focused on current drinkers but used self-reported alcohol consumption and based on observational data, so according to scientists no definitive cause-effect conclusions can be drawn.

Dr. Angela Wood, of the University of Cambridge, lead author of the study, explained:

“If you consume alcohol, drinking less can help you live longer and reduce the risk of different cardiovascular conditions. Alcohol consumption is associated with a slightly lower risk of non-fatal heart attacks, but this must be balanced against the higher risk associated with other serious – and potentially deadly – cardiovascular diseases.
The advice is always moderation.

 

SOURCE:Greenme

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