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Posts Tagged ‘pericoli per la salute’

L’aspirina è consigliata spesso a chi rischia maggiormente malattie cardiache o ictus, ma i benefici sono davvero maggiori dei rischi? Secondo le nuove linee guida sulla prevenzione della malattie cardiovascolari dell’American College of Cardiology, questo farmaco non dovrebbe essere consigliato con tanta leggerezza.

Le linee guida a cui facciamo riferimento sono quelle presentate congiuntamente dall’American College of Cardiology e dall’American Heart Associated  che hanno visto la loro pubblicazione sul Journal of American College of Cardiology. Queste sembrano contraddire decenni di consuetudini mediche raccomandando esplicitamente di NON utilizzare come strategia preventiva di salute contro ictus o infarto aspirina a basso dosaggio (75-100 mg) ovvero cardioaspirina o aspirinetta. 

Come si legge:

“L’aspirina deve essere usata di rado nella prevenzione primaria di routine di ASCVD (rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica) a causa della mancanza di evidenti benefici”

In sostanza le nuove linee guida suggeriscono che la maggior parte degli adulti non dovrebbero assumere aspirina giornaliera a basso dosaggio per prevenire un primo infarto o ictus.

Sulla base degli studi ASPREE, ARRIVE e ASCEND, le linee guida ACC / AHA concludono che il rischio di effetti collaterali dell’aspirina, in particolare di sanguinamento, supera il potenziale beneficio. I rischi aumentano tra l’altro con l’età.

L’avvertimento non riguarda però persone con malattie cardiovascolari accertate, in cui i benefici dell’aspirina giornaliera sono risultati superiori ai rischi.

Ma cos’è l’aspirina?

L’acido acetil-salicilico chimico, comunemente noto come aspirina, è una forma sintetica di acido salicilico, composto che si forma quando la salicina, sostanza amara presente naturalmente all’interno di piante come la corteccia del salice bianco, viene scomposta all’interno del corpo umano.

Mentre l’acido salicilico si trova naturalmente nelle piante come i salicilati, l’acido acetil-salicilico non esiste in natura e viene prodotto solo attraverso la sintesi industriale. Inoltre, la modificazione chimica dell’acido salicilico naturale con un gruppo acetilico determina l’acetilazione dell’emoglobina, cioè essenzialmente si va a modificare chimicamente la funzione strutturale naturale dei nostri globuli rossi e la successiva emodinamica.

Questo potrebbe essere il motivo per cui l’aspirina è stata collegata a una gamma così ampia di effetti indesiderati sulla salute tra cui:

  • Ulcera gastrica
  • Perdita uditiva / acufene
  • Sanguinamento cerebrale
  • Sindrome di Reye
  • La malattia di Crohn
  • Infezione da Helicobacter Pylori

Come al solito il da farsi va valutato caso per caso. Pertanto, la decisione di iniziare a prendere regolarmente aspirina dovrebbe scaturire da una discussione dettagliata con il proprio medico come parte di una strategia globale per ridurre il rischio cardiovascolare che comprenda sana alimentazione e attività fisica.

In alternativa vi avevamo parlato di alcune piante dallo spiccato potere antinfiammatorio che potrebbero essere una valida alternativa, sempre da valutare prima con un esperto in base alle proprie condizioni di salute.

 

FONTE: Greenme

 

(ENGLISH VERSION)

Aspirin is often recommended to those most at risk of heart disease or stroke, but are the benefits really greater than the risks? According to the new guidelines on cardiovascular disease prevention of the American College of Cardiology, this drug should not be recommended so lightly.

The guidelines to which we refer are those presented jointly by the American College of Cardiology and the American Heart Associated who saw their publication in the Journal of the American College of Cardiology. These seem to contradict decades of medical practice by explicitly recommending that you do not use a low dose (75-100 mg) cardioaspirin or aspirin as a preventive health strategy against stroke or aspirin.

How to read:

“Aspirin should rarely be used in the routine primary prevention of ASCVD (risk of atherosclerotic cardiovascular disease) due to the lack of obvious benefits”
Essentially the new guidelines suggest that most adults should not take low-dose daily aspirin to prevent a first heart attack or stroke.

Based on the ASPREE, ARRIVE and ASCEND studies, the ACC / AHA guidelines conclude that the risk of aspirin side effects, particularly bleeding, outweighs the potential benefit. The risks increase among other things with age.

However, the warning does not apply to people with established cardiovascular diseases, where the benefits of daily aspirin outweigh the risks.

But what is aspirin?

The chemical acetylsalicylic acid, commonly known as aspirin, is a synthetic form of salicylic acid, a compound that is formed when salicin, a bitter substance naturally present in plants like the bark of white willow, is broken down inside of the human body.

While salicylic acid occurs naturally in plants such as salicylates, acetyl-salicylic acid does not exist in nature and is produced only through industrial synthesis. Moreover, the chemical modification of natural salicylic acid with an acetyl group determines the acetylation of hemoglobin, that is to say essentially it goes to chemically modify the natural structural function of our red blood cells and the subsequent hemodynamics.

This could be the reason why aspirin has been linked to such a wide range of undesirable health effects including:

Gastric ulcer
Hearing loss / tinnitus
Brain bleeding
Reye syndrome
Crohn’s disease
Helicobacter Pylori infection
As usual, the action to be taken must be evaluated case by case. Therefore, the decision to start taking aspirin regularly should result from a detailed discussion with your doctor as part of an overall strategy to reduce cardiovascular risk that includes healthy eating and physical activity.

Alternatively we told you about some plants with a strong anti-inflammatory power that could be a valid alternative, always to be evaluated first with an expert based on your health conditions.

 

SOURCE: Greenme

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Gli Pfas (sostanze perfluoroalchiliche) compromettono il nostro sistema riproduttivo, in particolare nella donna: i pericolosi composti chimici che hanno contaminato le falde acquifere di diverse zone del Veneto alterano le attività di un ormone fondamentale per la gravidanza, il progesterone, e bloccano anche i meccanismi che regolano il ciclo mestruale ritardandone la comparsa di almeno sei mesi.

A dirlo è una ricerca di un gruppo di studiosi dell’Università di Padova coordinati da Carlo Foresta, svolta sulle ventenni che risiedono nell’area rossa del Veneto, quella più inquinata, presentata al 34esimo Convegno di medicina della riproduzione di Abano Terme.

Sugli Pfas, quindi, non c’è alcuna speranza: già accertato il modo in cui incidono sulla sfera della salute materno-infantile, è anche già nell’età fertile delle più giovani che provocano danni.

Lo studio

Il team padovano ha analizzato in cellule endometriali in vitro come gli Pfas interferiscano sull’attivazione dei geni endometriali da parte del progesterone. Dalle analisi è emerso che su più di 20mila geni analizzati, il progesterone normalmente ne attiva quasi 300, ma in presenza di Pfas 127 sono alterati e tra questi proprio quelli che preparano l’utero all’attecchimento dell’embrione.

Va da sé che la mancata attivazione di questi geni da parte del progesterone trasformi le importanti funzioni coinvolte nella regolazione del ciclo mestruale e nella capacità dell’endometrio di accogliere l’embrione e dunque possono comportare un ritardo nelle gravidanze, la poliabortività e la nascita pre-termine.

Le conseguenze cliniche di questi risultati “sono state peraltro confermate da un recente studio della Regione Veneto sugli esiti materni e neonatali, che ha riportato un incremento di edemi o ipertensioni e diabete nelle donne gravide, di nati con basso peso alla nascita, di anomalie congenite al sistema nervoso e di difetti congeniti al cuore nelle aree a maggiore esposizione a Pfas”, spiega Foresta.

Le mestruazioni arrivano più tardi

Da un’analisi dei questionari sulla salute riproduttiva ai quali hanno partecipato 115 ragazze ventenni residenti nell’area rossa veneta, confrontando le risposte con un gruppo di 1.504 giovani donne di pari età non esposte a questo inquinamento è emerso un significativo ritardo della prima mestruazione di almeno sei mesi e una maggior frequenza di alterazioni del ciclo mestruale con ritardi del 30% nelle esposte rispetto al 20% della media.

Alla luce di questi risultati, in futuro, concludono i ricercatori, ci si soffermerà sul meccanismo d’azione dei Pfas proprio sulla funzione endometriale.

 

FONTE: Greenme

 

(ENGLISH VERSION)

The Pfas compromise our reproductive system, particularly in women: the dangerous chemical compounds that have contaminated the aquifers of different areas of the Veneto alter the activities of a hormone essential for pregnancy, progesterone, and also block the mechanisms that regulate the menstrual cycle delaying the appearance of at least six months.

To say it is a search for a group of scholars of the University of Padua coordinated by Carlo Foresta, carried out on the twenties living in the red area of ​​Veneto, the most polluted, presented at the 34th Conference medicine of reproduction of Abano Terme. So, there is no hope for Pfas: already established the way they affect the sphere of maternal and child health, it is also already in the fertile age of the youngest that cause damage.

The study

The Paduan team has analyzed in endometrial cells in vitro how the Pfas interfere on the activation of endometrial genes by of progesterone. From the analysis it emerged that on more than 20 thousand genes analyzed, progesterone normally activates almost 300, but in the presence of Pfas 127 are altered and among them precisely those that prepare the uterus embryo implantation.It goes without saying that failure to activate these genes by the progesterone transform the important functions involved in regulating the menstrual cycle and in the capacity of the endometrium to accommodate the embryo and therefore may lead to a delay in pregnancies, poliabortivity and pre-term birth. clinics of these results

“it have been confirmed by a recent study by the Veneto Region on maternal and neonatal outcomes, which reported an increase in edema or hypertension and diabetes in pregnant women, those born with low birth weight, congenital anomalies in the system nerve and congenital heart defects in areas with the highest exposure to Pfas, “explains Faenza.

Menstruation arrives more

After an analysis of the reproductive health questionnaires in which 115 girls aged 20 were living in the red Veneto area, comparing the answers with a group of 1,504 young women of the same age not exposed to this pollution, a significant delay of the first menstruation of at least six months and a greater frequency of changes in the menstrual cycle with delays of 30% in the exposed compared to 20% of the average. In the light of these results, in the future, the researchers conclude, we will focus on the mechanism of action of the Pfas on the endometrial function.

SOURCE: Greenme

 

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Insalata in busta, un alimento tutt’altro che salutare, anzi, addirittura pericoloso. Un studio, condotto dall’Università di Torino, ha rivelato che nelle insalate già tagliate e confezionate sono presenti tanti microrganismi e batteri.

 

Oltre a essere decisamente poco amiche dell’ambiente visto l’imballaggio in plastica, le insalate confezionate sono anche ricettacolo di batteri. Inoltre, secondo lo studio, si deteriorano facilmente, anche prima della data di scadenza indicata sulla confezione.

Ciò avviene perché non essendoci conservanti, la freschezza è garantita solo dalle basse temperature e dalla busta stessa. Peccato però che dal confezionamento al consumo possano trascorrere anche diversi giorni.

“Durante tutto il percorso dal confezionamento alla vendita nei supermercati, l’insalata dovrebbe essere sempre conservata ad una temperatura costante e al di sotto degli 8°. Una condizione non sempre facile, visto che i banchi refrigerati dei supermercati non hanno una temperatura uniforme, come i frigoriferi domestici” riporta NotizieBenessere.

Inoltre, secondo lo studio, anche se prima di essere confezionate le insalate vengano lavate due volte in speciali vasche a ricambio d’acqua continuo, ciò non basta a eliminare tutti i batteri. Questi ultimi, anche se presenti in piccole quantità, al minimo innalzamento della temperatura si moltiplicano, attivando un processo di fermentazione che fa gonfiare i sacchetti.

Per questo, se vediamo delle buste gonfie dobbiamo assolutamente evitare di acquistarle, pur non essendo scadute.

Va detto però che non tutti i batteri e microrganismi riscontrati nelle insalate confezionate sono pericolosi ma uno dei potenziali rischi è costituito dal Toxoplasma gondii, responsabile della toxoplasmosi, particolarmente dannoso per le donne in gravidanza.

Il consiglio è quello di lavare molto bene l’insalata, sia quella pronta che quella che prepariamo noi, aggiungendo all’acqua un po’ di bicarbonato di sodio ma soprattutto, cerchiamo di acquistare prodotti a km0, al mercato e spendiamo due minuti in più a farla da noi, evitando di produrre rifiuti in plastica.

 

FONTE: Greenme

 

(ENGLISH VERSION)

Salad in envelope, a food that is anything but healthy, indeed, even dangerous. A study conducted by the University of Turin, has revealed that in the already cut and packaged salads are so many micro-organisms and bacteria.

In addition to being very little environmental friendly seen the plastic packaging, the packaged salads are also a receptacle for bacteria. Moreover, according to the study, they deteriorate easily, even before the expiration date indicated on the package.

This is because since there are no preservatives, freshness is guaranteed only by the low temperatures and the envelope itself. Too bad, however, that from the packaging to consumption can also spend several days.

“During the entire journey from packaging to sale in supermarkets, the salad should always be kept at a constant temperature and below 8 ° C. A condition that is not always easy, given that the refrigerated counters of supermarkets do not have a uniform temperature, like domestic refrigerators “reports NotizieBenessere.
In addition, according to the study, although before being packaged salads are washed twice in special tanks in continuous water replacement, this is not enough to eliminate all bacteria. The latter, even if present in small amounts, to a minimum temperature rise multiply, activating a fermentation process that makes inflate the bags.

For this reason, if we see inflated envelopes, we must absolutely avoid buying them, even if they have not expired.

It must be said, however, that not all bacteria and microorganisms found in packaged salads are dangerous but one of the potential risks is the Toxoplasma gondii, responsible for toxoplasmosis, which is particularly harmful for pregnant women.

The advice is to wash the salad very well, both the ready and the one we prepare, adding a bit of sodium bicarbonate to the water but above all, we try to buy products at km0, at the market and spend two minutes more to do it ourselves, avoiding the production of plastic waste.

 

SOURCE: Greenme

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Per guardare lo schermo dei dispositivi elettronici assumiamo posture che affaticano il collo e causano dolori muscolari. Uno studio americano lancia l’allarme. E offre soluzioni.

 

PRIMA di continuare a leggere questo articolo, raddrizza la schiena. Non è un mistero, la postura che ci sembra naturale per guardare lo schermo di un computer o uno smartphone, affatica i muscoli e causa dolori dappertutto. Dal collo fino alle caviglie. La colpa è forse di testi troppo piccoli o riflessi sullo schermo, ma stare con la spina dorsale incurvata in avanti e il collo allungato con la testa fuori dall’asse della colonna vertebrale, riduce la mobilità, ostacola la concentrazione e potrebbe danneggiare la spina dorsale. E lo conferma una ricerca condotta dall’università di San Francisco, pubblicata su Biofeedback.

• IL PESO DELLA TESTA

Una posizione sbagliata sforza muscoli e ossa, che non sono in grado di sopportare tutto il peso a cui li sottoponiamo. Oltre ad affaticare la struttura, spesso è causa di dolori che a prima vista sembrerebbero inspiegabili.

“In una postura eretta i muscoli della schiena sopportano facilmente tutto il peso della testa – spiega Erik Peper, professore di Salute olistica dell’università di San Francisco – ma, se sporgiamo la testa in avanti, il collo si comporta come un’asta che deve sollevare un oggetto pesante posizionato a una delle estremità. In questa posizione, il peso della testa è come se fosse aumentato. Può arrivare a pesare fino a quattro volte il suo peso reale. Non è strano che questo causi dolore a schiena e spalle e sforzi i muscoli”.

• I DUE TEST

Nello studio, che ha coinvolto 87 studenti, sono stati monitorati gli effetti della postura sulla mobilità del collo. Ai soggetti è stato chiesto, innanzitutto, di sedersi con la testa ben posizionata in asse con il collo e di valutare quanto riuscissero a guardarsi intorno muovendo solo il capo. Successivamente veniva richiesto di ripetere il movimento ma, questa volta, assumendo una postura meno controllata, sprofondati nella sedia, con il collo contratto e la testa sporgente in avanti, come se dovessero concentrarsi su uno schermo. La maggior parte dei soggetti è rimasta stupita di quanto, in questa posizione, i movimenti del collo fossero limitati.
In un secondo test, è stato chiesto a 125 ragazzi di incassare la testa nelle spalle e tenere la posizione per 30 secondi. In questo caso, quasi tutti i volontari riportavano qualche tipo di fastidio allo scadere dei 30 secondi: un dolore alla testa, agli occhi o al collo.

• COME CORREGGERE LA POSTURA

Dunque, se soffriamo di mal di schiena, mal di testa o dolori ai muscoli del collo, la prima cosa da fare è controllare la postura e, eventualmente, correggerla. È sufficiente mantenere la testa dritta, centrata sulle spalle.

“Possiamo correggere facilmente una postura sbagliata. – commenta Peper – per renderci conto di quanto sia innaturale questa posizione possiamo provare a esagerarla, a spingere la testa ancora più in avanti e incassare ancora di più il collo. In questo modo anche i sintomi saranno esagerati e ci renderemo immediatamente conto che qualcosa non va”.

Se questo non dovesse bastare, possiamo modificare anche il piano di lavoro. Può aiutare sollevare lo schermo e posizionarlo alla stessa altezza degli occhi. Inoltre si possono aumentare le dimensioni del carattere del testo per poter leggere anche da lontano senza sforzo.

Attenzione però: il problema non è solo con i computer, quindi anche chi non li utilizza per molte ore al giorno o come strumento di lavoro deve prestare attenzione. Anche per guardare gli schermi di smartphone e tablet rischiamo di adottare posizioni innaturali e il risultato è lo stesso.

 

FONTE: Salute Della Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

To look at the screen of electronic devices we assume postures that strain the neck and cause muscle pain. An American study sounds the alarm. And offers solutions.

BEFORE continuing to read this article, straighten your back. It is not a mystery, the posture that seems natural to look at the screen of a computer or a smartphone, fatigues the muscles and causes pain everywhere. From the neck to the ankles. The fault is perhaps of texts that are too small or reflected on the screen, but stay with the spine curved forward and the neck elongated with the head out of the axis of the spine, reduces mobility, hinders concentration and may damage the spine . This is confirmed by research conducted by the University of San Francisco, published on Biofeedback.

• THE HEAD OF THE HEAD

A wrong position strains muscles and bones, which are unable to bear all the weight to which we subject them. In addition to straining the structure, it often causes pain that at first sight would seem inexplicable. “In an upright posture the back muscles easily bear all the weight of the head – explains Erik Peper, professor of holistic health at the University of San Francisco – but if we put our head forward, the neck behaves like a rod that must lift a heavy object placed at one end. In this position, the weight of the head is as if it had increased. It can weigh up to four times its real weight. It is not strange that this causes pain in the back and shoulders and strains the muscles “.

• THE TWO TESTS

In the study, which involved 87 students, the effects of posture on neck mobility were monitored. The subjects were asked, first of all, to sit with the head well positioned on the axis of the neck and to evaluate how much they could look around, moving only the head. Later he was asked to repeat the movement but, this time, assuming a less controlled posture, sunk into the chair, with the contract contracted and the head protruding forward, as if they had to concentrate on a screen. Most of the subjects were amazed at how limited the neck movements were in this position.
In a second test, 125 boys were asked to put their heads in their shoulders and hold the position for 30 seconds. In this case, almost all the volunteers reported some kind of annoyance at the end of 30 seconds: a pain in the head, eyes or neck.

• HOW TO CORRECT THE POSTURE

Therefore, if we suffer from back pain, headaches or neck muscles, the first thing to do is check the posture and, if necessary, correct it. It is sufficient to keep the head straight, centered on the shoulders. “We can easily correct a wrong posture. – Peper comments – to realize how unnatural this position is, we can try to exaggerate it, push our heads further forward and collect the neck even more. In this way, even the symptoms will be exaggerated and we will immediately realize that something is wrong “.
If this is not enough, we can also change the work plan. It can help lift the screen and position it at the same height of the eyes. Furthermore, the size of the text can be increased to read even from a distance without effort.
But be careful: the problem is not only with computers, so even those who do not use them for many hours a day or as a work tool must pay attention. Even to look at the screens of smartphones and tablets we risk adopting unnatural positions and the result is the same.

 

SOURCE: Salute della Repubblica

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Fino a qualche anno fa si credeva che la causa delle malattie cardiache fosse il colesterolo alto ma questo è stato completamente smentito dalla scoperta che la reale causa è l’infiammazione della parete arteriosa. Il colesterolo è una sostanza essenziale per la nostra vita e viene usato per riparare le pareti dei vasi sanguigni. Se i vasi sanguigni sono infiammati avremo un eccesso di colesterolo nel sangue.

Sembra molto semplice eppure milioni di persone nel mondo prendono farmaci per abbassare il colesterolo e fanno una dieta povera di grassi, consigli che non fanno altro che peggiorare lo stato di salute delle persone. Infatti le malattie cardiache e gli infarti sono in aumento di anno in anno.

Tutto quello che dobbiamo fare per abbassare i livelli di colesterolo e prevenire le malattie cardiache è quello di eliminare lo stato di infiammazione dei vasi sanguigni.

La vera causa delle malattie cardiache e del colesterolo alto è nella tua dieta

E’ incredibile come in solo 200 anni la razza umana ha completamente stravolto la propria dieta andando a consumare cibi che non sono mai esisti in precedenza e che il nostro corpo non è quindi geneticamente predisposto a consumare. Sto parlando delle farine e dello zucchero, che guarda caso sono i cosiddetti cibi ad alto indice glicemico.

I cereali integrali e le farine integrali APPENA macinate non sono ad alto indice glicemico perché vengono convertite gradualmente in glucosio e quindi danno il tempo all’organismo di far assorbire il glucosio nei tessuti senza creare un picco glicemico nel sangue.

Ogni volta che consumiamo un cibo ad alto indice glicemico si instaura un eccesso di zucchero nel sangue, la cosiddetta iperglicemia che diventa cronica quando la nostra dieta si basa su pane, pasta, dolci, zucchero. Gli effetti di un picco glicemico costante sono disastrosi (possono volerci anni):

  • Vengono danneggiati i vasi sanguigni
  • Indurisce le arterie (arteriosclerosi)
  • Ispessisce le pareti capillari, rende il sangue più denso e può causare delle crepe nei vasi sanguigni più piccoli.
  • Avviene la glicazione ovvero una ridotta capacità dell’emoglobina di trasportare ossigeno ai tessuti con le gravi conseguenze che ben si possono immaginare
  • Aumenta la viscosità del sangue
  • C’è un’anomala tendenza delle piastrine a riunirsi (aggregazione piastrinica)

Se questi cibi vengono consumati saltuariamente (non tutti i giorni) allora il pancreas grazie alla produzione di insulina riesce ad abbassare il livello di glucosio nel sangue facendolo assorbire alle cellule ed ai tessuti e il colesterolo riparerà il breve danno che è stato subito dai vasi. Ma quando questi cibi invece costituiscono la nostra dieta (cosa che purtroppo è vero per il 90% della popolazione) allora c’è un costante picco glicemico troppo frequente nel sangue e quindi giorno dopo giorno si danneggiano le pareti dei vasi sanguigni.

La Candida rinforza l’infiammazione e viene nutrita dallo zucchero

Tuttavia questa non è l’unica modalità in cui gli zuccheri causano il danneggiamento dei vasi sanguigni. Lo zucchero e le farine raffinate generano infiammazione intestinale e nutrono la Candida che quindi inizia a crescere indisturbata, con questi effetti:

  • La parete dell’intestino si indebolisce e comincia a far filtrare sostanze (cibo, batteri, ecc) nel flusso sanguigno
  • La candida produce tossine e scorie che finiscono nel flusso sanguigno
  • E’ stato dimostrato di recente che la candida e altri funghi riescono ad accumularsi anche nei vasi sanguigni

Questa situazione causa una sovrappopolazione di microbi nel sangue che proliferano anche nelle pareti dei vasi sanguigni provocando infiammazione cronica.

Il colesterolo è l’ultimo anello della malattia cardiaca

Il colesterolo, che oggi viene demonizzato, ha la funzione di contribuire alla normale formazione e riparazione delle membrane cellulari e viene quindi utilizzato in realtà per riparare i vasi sanguigni. Quando i vasi sanguigni sono sotto infiammazione cronica, è necessario troppo colesterolo e quindi si manifesta una occlusione dei vasi sanguigni con la conseguente restrizione del flusso sanguigno.

L’eccesso di colesterolo non proviene dalla dieta

Come ho spiegato nell’articolo Quello che il tuo medico non ti ha mai detto sul Colesterolo ed è vitale che tu sappia il 75% del colesterolo presente viene prodotto dal nostro corpo e solo il rimanente 25% proviene dai cibi che ingeriamo.

Quello che accade con la Candida è inoltre che essa impedisce l’assorbimento di vitamina B6 e zinco. Una deficienza di questi due nutrienti causa problemi al metabolismo dei grassi e all’utilizzo corretto del colesterolo da parte dell’organismo, come afferma il Dott. Walter Last.

“Se se si verifica un danno eccessivo nel nostro corpo, tale da rendere necessario del colesterolo supplementare attraverso il flusso sanguigno, non sembra molto saggio abbassare il colesterolo e semplicemente dimenticare il perché si è formato. Sembrerebbe molto più intelligente ridurre il maggior fabbisogno di colesterolo riducendo l’infiammazione cronica”.

Dott. Rosedale

Cosa fare per ridurre l’infiammazione cronica

L’infiammazione non è una cosa complicata – è semplicemente una difesa naturale del corpo che richiama i suoi difensori a riparare il danno. Tuttavia se continuiamo ad alimentare la causa dell’infiammazione allora essa diventa cronica e i danni diventano seri e mortali.

  • Elimina lo zucchero
  • Elimina i cereali raffinati e tutti i prodotti a base di farina
  • Elimina il glutine (favorisce l’infiammazione)
  • Elimina i latticini (favoriscono l’infiammazione)
  • Mangia poco e spesso in questo modo non avrai molti sbalzi glicemici
  • Accompagna ogni pasto con la verdura cruda ben condita che tiene basso l’indice glicemico
  • Non limitare i grassi sani come olio extravergine di oliva e olio di cocco
  • Assumi vitamina B6, zinco e vitamina D che riducono l’infiammazione e migliorano il metabolismo dei grassi
  • Assumi vitamina C e lisina che rafforzano le pareti dei vasi sanguigni
  • Prenditi cura del pancreas: mastica bene ogni cibo e mangia cibi crudi vivi ricchi di enzimi
  • Prenditi cura del fegato: fai delle tisane depurative a base di tarassaco, cardo mariano; assumi integratori specifici per il fegato
  • Assumere olio di cocco ogni giorno è ottimo per sbarazzarsi della Candida.

Il Dr. Linus Pauling, uno dei più grandi scienziati del XX secolo, premio Nobel per la chimica, aveva già affermato quando ancora non c’erano studi certi, che la causa crescente delle malattie cardiache era dovuto al crescente consumo di zucchero da parte della popolazione.

 

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

Until a few years ago it was believed that the cause of heart disease was high cholesterol but this has been completely denied by the discovery that the real cause is the inflammation of the arterial wall. Cholesterol is an essential for our life and is used to repair the walls of blood vessels. If the blood vessels are inflamed we will have an excess of cholesterol in the blood.

It seems very simple and yet millions of people in the world take cholesterol-lowering drugs and make a low-fat diet, advice that only makes people’s health worse. In fact, heart disease and heart attacks are increasing year by year.

All we have to do to lower cholesterol levels and prevent heart disease is to eliminate the inflammation of blood vessels.

The true cause of heart disease and high cholesterol is in your diet

It is incredible how in only 200 years the human race has completely overturned its diet going to consume foods that have never existed before and that our body is therefore not genetically predisposed to consume. I’m talking about flours and sugar, which happens to be so-called foods with a high glycemic index.

The whole grains and the wholegrain wholemeal flours are not high glycemic index because they are gradually converted into glucose and therefore give the body time to absorb glucose into the tissues without creating a blood glucose spike.

Whenever we consume a food with a high glycemic index, an excess of sugar is established in the blood, the so-called hyperglycemia that becomes chronic when our diet is based on bread, pasta, sweets, sugar. The effects of a constant glycemic peak are disastrous (it may take years):

  • Blood vessels are damaged
  • Hardens the arteries (arteriosclerosis)
  • It thickens the capillary walls, makes the blood thicker and can cause cracks in the smaller blood vessels.
  • Glycation occurs, that is a reduced hemoglobin capacity to transport oxygen to the tissues with the serious consequences that can be imagined
  • Increases the viscosity of the blood
  • There is an abnormal tendency of platelets to congregate (platelet aggregation)

If these foods are consumed occasionally (not every day) then the pancreas thanks to the production of insulin can lower the level of glucose in the blood making it absorb to cells and tissues and cholesterol will repair the short damage that was suffered by the vessels. But when these foods instead constitute our diet (which unfortunately is true for 90% of the population) then there is a constant glycemic peak too frequent in the blood and therefore day after day the walls of blood vessels are damaged.

Candida reinforces inflammation and is nourished by sugar

However, this is not the only way in which sugars cause damage to blood vessels. The sugar and refined flours cause intestinal inflammation and nourish the Candida which then begins to grow undisturbed, with these effects:

The wall of the intestine weakens and begins to filter substances (food, bacteria, etc.) in the bloodstream
Candida produces toxins and waste that end up in the bloodstream
It has recently been shown that candida and other fungi can also accumulate in the blood vessels
This situation causes an overpopulation of microbes in the blood that also proliferate in the walls of blood vessels causing chronic inflammation.

Cholesterol is the last link in heart disease

Cholesterol, which is now being demonized, has the function of contributing to the normal formation and repair of cell membranes and is therefore actually used to repair blood vessels. When blood vessels are under chronic inflammation, too much cholesterol is needed and then an occlusion of blood vessels occurs with the resulting restriction of blood flow.

Cholesterol excess does not come from the diet

As I explained in the article What your doctor has never told you about cholesterol and it is vital that you know 75% of the cholesterol present is produced by our body and only the remaining 25% comes from the foods we ingest.

What happens with Candida is also that it prevents the absorption of vitamin B6 and zinc. A deficiency of these two nutrients causes problems in the metabolism of fats and the correct use of cholesterol by the body, as stated by Dr. Walter Last.

“If excessive damage occurs in our body, which makes supplementary cholesterol necessary through the bloodstream, it does not seem wise to lower cholesterol and simply forget why it was formed. It would seem much smarter to reduce the increased cholesterol requirements by reducing chronic inflammation. “

Dr. Rosedale

What to do to reduce chronic inflammation

Inflammation is not a complicated thing – it is simply a natural defense of the body that recalls its defenders to repair the damage. However if we continue to feed the cause of the inflammation then it becomes chronic and the damage becomes serious and deadly.

  • Eliminate the sugar
  • Eliminates refined cereals and all flour products
  • Eliminates gluten (promotes inflammation)
  • Eliminates dairy products (promote inflammation)
  • Eat a little and often in this way you will not have many glycemic changes
  • Accompany every meal with well seasoned raw vegetables that keep the glycemic index low
  • Do not limit healthy fats such as extra virgin olive oil and coconut oil
  • Take vitamin B6, zinc and vitamin D which reduce inflammation and improve fat metabolism
  • Take vitamin C and lysine that strengthen the walls of blood vessels
  • Take care of the pancreas: chew every food well and eat live raw foods rich in enzymes
  • Take care of the liver: make herbal teas based on dandelion, milk thistle; take specific liver supplements
  • Taking coconut oil every day is great for getting rid of Candida.

Dr. Linus Pauling, one of the greatest scientists of the twentieth century, Nobel Prize in chemistry, had already stated when there were no definite studies, that the growing cause of heart disease was due to the increasing consumption of sugar by the population.

SOURCE: Dionidream

 

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Due studi hanno rivelato che le microplastiche sono presenti nella maggior parte dei campioni di sale da cucina analizzati e perfino nel nostro organismo.

 

Due studi recentemente pubblicati hanno reso ancora più evidente l’elefante nella stanza, il gravissimo problema che la plastica rappresenta per l’ambiente e, di conseguenza, per la nostra salute.

Uno studio austriaco ha dimostrato, per la prima volta, che la plastica è ormai anche dentro di noi. Non che fosse difficile prevederlo d’altronde, da tempo le microplastiche, ovvero quei frammenti di plastica che hanno un diametro compreso in un intervallo di grandezza che va dai 330 micrometri e i 5 millimetri, sono entrate nella catena alimentare ed era solo questione di tempo perché finissero anche nello stomaco di un predatore apicale quale l’Homo sapiens.

Frammento di plastica trovato in mare

Le microplastiche possono originarsi staccandosi da pezzi più grandi di plastica, attraverso l’usura, ma sono anche contenute, ad esempio, in certi detergenti, vernici e cosmetici © Florida sea grant/Flickr

Microplastiche nella cacca

Lo studio condotto dai ricercatori della università di Medicina di Vienna e dell’Agenzia per l’ambiente austriaca ha mostrato per la prima volta la presenza di microplastiche nelle feci umane. I ricercatori hanno analizzato un piccolo gruppo di volontari, composto da appena otto persone provenienti da otto diverse nazioni: Austria, Italia, Finlandia, Giappone, Paesi Bassi, Polonia, Russia e Regno Unito. In tutti i loro campioni di feci sono state trovate particelle di plastica, in particolare sono state individuate nove diverse materie plastiche, le più comuni sono polipropilene e polietilene tereftalato.

Oceani di plastica

Questa notizia, come detto, è tutt’altro che sorprendente considerato che ogni anno otto milioni di tonnellate di plastica si riversano negli oceani e che la plastica viene ingerita dalla maggior parte degli animali marini.

Una ricerca pubblicata nel 2015, ad esempio, ha rilevato che fino al 90 per cento degli uccelli marini di tutto il mondo ha residui di plastica nelle viscere. Eppure, forse, non ci rendevamo ancora conto dell’entità del problema, d’altronde si tratta di un campo di studio emergente e non si sa ancora molto delle microplastiche e del loro impatto. Gli studiosi austriaci hanno stimato che oltre il 50 per cento della popolazione mondiale potrebbe avere microplastiche nelle loro feci.

Litorale coperto da rifiuti plastici

Le microplastiche sono state trovate nell’intestino dei pesci, nell’acqua del rubinetto, negli oceani, negli insetti e nelle bevande analcoliche © Milos Bicanski/Getty Images

Le implicazioni per la nostra salute

Questo studio, il primo nel suo genere, conferma ciò che sospettavamo da tempo – ha affermato Philipp Schwabl, ricercatore dell’università di Medicina di Vienna che ha diretto lo studio – ovvero che la plastica alla fine raggiunge l’intestino umano”.

Questa scoperta potrebbe essere importante, secondo Schwabl, per lo studio delle malattie gastrointestinali che potrebbero proprio essere collegate alla presenza di microplastiche nell’intestino. Le particelle di plastica potrebbero infatti indebolire le difese immunitarie dell’intestino o intossicare l’organismo con gli agenti patogeni e le sostanze chimiche tossiche che contengono.

“Le microplastiche più piccole sono in grado di entrare nel flusso sanguigno, nel sistema linfatico e possono persino raggiungere il fegato – ha spiegato Schwabl. – Ora che abbiamo le prime prove circa la presenza di microplastiche negli esseri umani abbiamo bisogno di ulteriori ricerche per capire cosa questo significhi per la nostra salute”.

Frammenti di microplastiche da analizzare

Le otto persone analizzate dallo studio austriaco tenevano un diario alimentare dal quale è emerso che erano tutti potenzialmente esposti alla plastica:

  • due hanno masticato gomme da masticare,
  • sei hanno mangiato pesce di mare,
  • tutti hanno consumato cibo avvolto nella plastica o bevuto da bottiglie di plastica,
  • mentre nessuno dei partecipanti era vegetariano © Schooner Adventuress/Flickr

Microplastiche anche nel sale da cucina

Una ricerca pubblicata sulla rivista Environmental Science & Technology lo scorso 4 ottobre, ha girato ulteriormente il coltello nella piaga rivelando che nel 90 per cento dei campioni di sale da cucina analizzati sono presenti microplastiche. Gli autori dello studio, condotto dai ricercatori dell’università sudcoreana di Incheon in collaborazione con Greenpeace East Asia, hanno analizzato campioni di sale di 39 marche provenienti da 21 paesi in Europa, Nord e Sud America, Africa e Asia, rinvenendo frammenti di plastica in 36 di essi (compresi tre campioni di sale provenienti dall’Italia).

“I risultati suggeriscono che l’ingestione umana di microplastiche attraverso prodotti marini è fortemente correlata alle emissioni o rilasci di plastica in una determinata area”, ha spiegato uno degli autori dello studio, Seung-Kyu Kim, professore di Scienze marine dell’università di Incheon.

Per impedire che le microplastiche mettano ulteriormente a rischio la nostra salute e quella dell’ambiente non abbiamo che una soluzione, interrompere l’immissione di plastica in mare e ridurne drasticamente la produzione.

 

FONTE: LifeGate (Lorenzo Brenna)

 

(ENGLISH VERSION)

Two studies recently published made the elephant even more evident in the room, the very serious problem that plastic represents for the environment and, consequently, for our health. An Austrian study has shown, for the first time, that plastic is now also within us. Not that it was difficult to predict it for a long time, the microplastics, or those plastic fragments that have a diameter included in a range of magnitude ranging from 330 micrometers and 5 millimeters, have entered the food chain and was just a matter of time because they also ended up in the stomach of an apical predator such as Homo sapiens.

Fragment of plastic found at sea

The microplastics can originate by detaching from larger pieces of plastic, through wear, but are also contained, for example, in certain detergents, paints and cosmetics © Florida sea grant / Flickr

Microplastics in the poop

The study conducted by researchers at the Vienna Medical University and the Austrian Environmental Agency showed for the first time the presence of microplastics in human feces. The researchers analyzed a small group of volunteers, consisting of just eight people from eight different countries: Austria, Italy, Finland, Japan, the Netherlands, Poland, Russia and the United Kingdom. In all their stool samples plastic particles have been found, in particular nine different plastics have been identified, the most common being polypropylene and polyethylene terephthalate.

Plastic oceans

This news, as mentioned, is anything but surprising considering that every year eight million tons of plastic pour into the oceans and that plastic is ingested by most marine animals. Research published in 2015, for example, found that up to 90 percent of seabirds worldwide have plastic residues in their bowels. Yet, perhaps, we did not yet realize the extent of the problem, moreover it is an emerging field of study and not much is yet known about the microplastics and their impact. Austrian scholars have estimated that over 50 percent of the world’s population could have microplastics in their faeces.

Coast covered by plastic waste
Microplastics were found in the intestines of fish, tap water, oceans, insects and non-alcoholic beverages © Milos Bicanski / Getty Images

The implications for our health

“This study, the first of its kind, confirms what we suspected for a long time – said Philipp Schwabl, a researcher at the University of Medicine in Vienna who directed the study – or that plastic eventually reaches the human intestine”.

This finding could be important, according to Schwabl, for the study of gastrointestinal diseases that could be related to the presence of microplastics in the intestine. The plastic particles could weaken the immune defenses of the intestine or intoxicate the organism with the pathogens and the toxic chemicals they contain.

“Smaller microplastics are able to enter the bloodstream, into the lymphatic system and can even reach the liver,” Schwabl explained. – Now that we have the first evidence about the presence of microplastics in humans we need more research to understand what this means for our health “.

Fragments of microplastics to be analyzed

The eight people analyzed by the Austrian study kept a food diary from which it emerged that they were all potentially exposed to plastic: two chewed gum, six ate sea fish, all consumed food wrapped in plastic or drank from plastic bottles , while none of the participants was vegetarian © Schooner Adventuress / Flickr
Microplastics also in kitchen salt

A research published in the journal Environmental Science & Technology last October 4, further turned the knife into the wound revealing that in 90 percent of the analyzed salt sample samples are microplastic. The authors of the study, conducted by researchers from the South Korean University of Incheon in collaboration with Greenpeace East Asia, analyzed salt samples of 39 brands from 21 countries in Europe, North and South America, Africa and Asia, finding plastic fragments in 36 of them (including three samples of salt from Italy).

“The results suggest that human ingestion of microplastics through marine products is strongly correlated with emissions or releases of plastic in a given area,” said one of the study’s authors, Seung-Kyu Kim, professor of marine science at the University of Incheon.

To prevent the microplastics from further endangering our health and that of the environment we have only one solution, stop the introduction of plastic into the sea and drastically reduce production.

 

SOURCE: LifeGate (Lorenzo Brenna)

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Mi rattrista vedere donne anziane a cui è stata diagnosticata l’osteoporosi seguire terapie che prescrivono l’uso di supplementi di calcio e farmaci alquanto problematici, denominati: bifosfonati.

 

Questi metodi sono irrazionali, dogmatici e dannosi per quanto riguarda la degradazione delle ossa con l’avanzare dell’età. A suo tempo praticando nefrologia e medicina interna, ho visto numerosi pazienti affetti da malattie vascolari durante il trattamento con dosi raccomandate di calcio. Le radiografie hanno rivelato vasi sanguigni e valvole cardiache che si erano calcificate.

arteria seno calcificata
Arteria del seno calcificata

Nella foto qui a fianco potete vedere un’arteria del seno calcificata, condizione comune nelle donne in cura per l’ipertensione. Il farmaco principale utilizzato per la pressione alta è in grado di indurre il corpo a trattenere il calcio e disperdere magnesio e potassio. Ritroviamo questo tipo di calcificazioni nelle grandi arterie di tutto il corpo, non solo nei seni. Credo che questi problemi possano essere evitati.

Inutile dire che l’esercizio sia essenziale per uno scheletro sano. Non abbiate paura di fare esercizio con uno zaino carico in spalla… Sempre che non abbiate patologie come lombalgia, ernia del disco…

Bisogna vedere cosa si può fare dal punto di vista nutrizionale e nelle relazioni interpersonali per aiutare il vostro corpo a guarire se stesso. Gli integratori non sono sostituti di una buona alimentazione. Dopo tutto, gli scienziati stanno continuamente scoprendo nuove cose sul cibo e sulla sua interazione con il corpo.

La prima cosa da fare assumere cibi e/o integratori che contengono nutrienti fondamentali per le ossa ovvero:

Questi sono molto importanti per le ossa. Ricordate anche che la depressione ha molte cause. A volte le cause possono essere delle carenze nutrizionali e, a volte, la depressione può derivare da “intrappolamento” in dinamiche familiari malsane. Potrà sembrare discutibile, ma vorrei aggiungere, che la depressione può avere origini spirituali.

 

In casi di reali insufficienze, l’uso di un integratore potrebbe essere l’unica strada veloce. Mentre gli integratori usati abitualmente in medicina, come il fosomax, sono unicamente integratori di calcio, a mio parere sarebbe più costruttivo un regime di supplementazione che includesse vitamine C, vitamina K2, vitamina D3 (nei mesi invernali, sole in estate) e di boro, silicio e magnesio. Questi sono elementi molto più importanti nella prevenzione di fratture e mantengono stabile la quantità di calcio.

In ultima analisi, il calcio introdotto tramite integratori si depositerà nei muscoli del cuore, nelle valvole cardiache e nei vasi sanguigni. Condizione favorevole alle malattie cardiovascolari. Tuttavia, se assumiamo vitamina C, D3 e K2 il corpo sarà in grado di regolare il livello di calcio ingerito attraverso il cibo.

La vitamina C rafforza le ossa!

  1. Mineralizza il tessuto osseo e ne stimola le cellule alla crescita.
  2. Previene il degrado del tessuto osseo inibendone l’assorbimento cellulare.
  3. Contrasta gli stress ossidativi, prevenendo l’invecchiamento.
  4. E’ di vitale importanza nella sintesi del collagene.

Quando si hanno carenze di vitamina C, accade esattamente l’opposto. Proliferano alcune cellule chiamate “osteoclasti” che hanno la funzione di riassorbire l’osso erodendolo.

Alcuni studi hanno dimostrato che nei pazienti anziani che hanno subito fratture i livelli di vitamina C nel sangue sono significativamente più bassi rispetto a coloro che non hanno subito fratture.

  • La densimetria ossea ha rivelato livelli maggiori nei pazienti che abitualmente assumevano vitamina C. Assumere la vitamina C è molto importante perché il corpo umano non può produrla a differenza di altri mammiferi e deve introdurla dall’esterno. Una persona adulta dovrebbe prendere 2-5 grammi al giorno di ascorbato di sodio come supplemento generale.
  • La vitamina K2 è ben nota tra gli operatori per essere importante per la salute cardiovascolare e delle ossa. Integrarla potrebbe essere una buona idea per chi ha problemi ossei o di cuore.
  • Per quanto riguarda la vitamina D3, un livello intorno a 50-70 mg/ml contribuirà a mantenere il sistema immunitario sano e ad avere delle ossa forti.

Potranno sembrare molti integratori, ma per me, è un piccolo sforzo che ritornerà molto utile. Con le moderne alimentazioni, è difficile avere il giusto apporto di vitamina C.  Bisogna prestare particola attenzione a questo tipo di integratori se si hanno patologie renali, meglio consultare il proprio medico prima.

Gli esseri umani, le scimmie e i porcellini d’India non sono in grado di produrre vitamina C. I gatti che pesano solo circa 10-15 chili, sintetizzano più di 15 volte la RDA (razione giornaliera consigliata) di vitamina C indicata per gli esseri umani. Le capre hanno circa le dimensioni di una adulto umano, e senza stress sintetizzano fino a 13 grammi al giorno. Sotto stress si possono verificare soglie fino a 100gr. Non temere gli integratori di vitamina C, sono tra gli integratori più atossici e sicuri conosciuti. Se preferisci una fonte vegetale naturale, cerca la rosa canina che possiede un contenuto molto alto di vitamina C.

Integratori e cibi consigliati per rafforzare le ossa

In caso di patologia in corso l’assunzione di integratori è la scelta consigliata per avere risultati visibili in poco tempo. Il consumo di cibi ricchi di questi nutrienti essenziali è importante per mantenere la salute delle ossa nel lungo termine, quindi raccomandiamo sia integratori che alimentazione per un trattamento completo con risultati ottimi nel lungo periodo. Di seguito forniamo varie opzioni di integratori per ogni singolo nutriente, basta sceglierne uno.

Silicio

Vitamina C

Vitamina K2

  • Cibi ricchi di Vitamina K2: burro da pascolo, natto, formaggi fermentati, carne, uova
  • Integratori a base di Vitamina K2. Vitamina K2

Vitamina D3

Magnesio

Riferimenti
[1] Falch. 1998. “low levels of serum ascorbic acid in elderly patients with hip fracture.” Scand J Clin Lab Invest May 58(3): 225-8
[2] Morton D. 2001. “Vitamin C supplement use and bone mineral density in postmenopausal women” J Bone and Min Res 16(1), 135-140
[3] Leveille, 1997. “Dietary vitamin C and bone mineral density in postmenopausal women in Washington State, USA” J Epid and Comm Health. 51(5):479-485.

 

FONTE: Dionidream (Dott.ssa Suzanne Humphries)

 

(ENGLISH VERSION)

It saddens me to see elderly women diagnosed with osteoporosis following treatment that prescribes the use of calcium supplements and rather problematic drugs, called: bisphosphonates. These methods are irrational, dogmatic and harmful with regard to the degradation of bones with advancing age. At the time, practicing nephrology and internal medicine, I have seen numerous patients suffering from vascular diseases during treatment with recommended doses of calcium. Radiographs revealed blood vessels and heart valves that had been calcified.

arteria seno calcificataCalcified sinus artery

In the photo on the side you can see a calcified sinus artery, a common condition in women treated for hypertension. The main drug used for high blood pressure is able to cause the body to retain calcium and disperse magnesium and potassium. We find this type of calcification in the great arteries of the whole body, not just in the breasts. I believe these problems can be avoided.

Needless to say, exercise is essential for a healthy skeleton. Do not be afraid to exercise with a backpack on your shoulder … If you do not have diseases like low back pain, disc herniation …

You have to see what you can do from the nutritional point of view and in interpersonal relationships to help your body heal itself. Supplements are not substitutes for good nutrition. After all, scientists are continually discovering new things about food and its interaction with the body.

The first thing to do is eat foods and / or supplements that contain nutrients that are essential for the bones:

  • C vitamin
  • vitamin K2
  • vitamin D3
  • magnesium
  • and minor minerals such as boron and silicon.

These are very important for the bones. Remember also that depression has many causes. Sometimes the cause can be nutritional deficiencies and sometimes depression can result from “entrapment” in unhealthy family dynamics. It may seem questionable, but I would like to add that depression can have spiritual origins.

In cases of real shortcomings, the use of a supplement could be the only fast way. While supplements routinely used in medicine, such as fosomax, are only calcium supplements, in my opinion it would be more constructive a supplementation regime that includes vitamins C, vitamin K2, vitamin D3 (in winter months, sun in summer) and boron , silicon and magnesium. These are much more important elements in the prevention of fractures and keep the amount of calcium stable.

Ultimately, calcium introduced via supplements will settle into the heart muscles, heart valves and blood vessels. Favorable condition for cardiovascular diseases. However, if we take vitamin C, D3 and K2, the body will be able to regulate the level of calcium ingested through food.

Vitamin C strengthens the bones!

  1. Mineralizes the bone tissue and stimulates the cells to grow.
  2. Prevents degradation of bone tissue by inhibiting cellular absorption.
  3. Counteracts oxidative stress, preventing aging.
  4. It is vitally important in the synthesis of collagen.

When you have vitamin C deficiencies, the opposite happens. Prolifer some cells called “osteoclasts” that have the function of reabsorbing the bone and eroding it.

Studies have shown that in elderly patients who have suffered fractures, the levels of vitamin C in the blood are significantly lower than those who have not suffered fractures.

  • Bone densimetry revealed higher levels in patients who routinely took vitamin C. Taking vitamin C is very important because the human body can not produce it unlike other mammals and must introduce it from the outside. An adult person should take 2-5 grams a day of sodium ascorbate as a general supplement.
  • Vitamin K2 is well known among operators to be important for cardiovascular and bone health. Integrating it could be a good idea for those with bone or heart problems.
  • As for vitamin D3, a level around 50-70 mg / ml will help keep the immune system healthy and have strong bones.

They may sound like many supplements, but for me, it’s a small effort that will come in handy again. With modern nutrition, it is difficult to have the right amount of vitamin C. Particular attention should be paid to this type of supplements if you have kidney disease, better to consult your doctor first.

Humans, monkeys and guinea pigs are not able to produce vitamin C. Cats that weigh only about 10-15 pounds, synthesize more than 15 times the RDA (recommended daily ration) of vitamin C indicated for humans human. The goats are about the size of a human adult, and without stress they synthesize up to 13 grams a day. Thresholds up to 100gr can occur under stress. Do not worry about vitamin C supplements, they are among the most non-toxic and safe supplements known. If you prefer a natural plant source, look for rosehip that has a very high content of vitamin C.

Supplements and foods recommended for strengthening bones

In the case of an ongoing disease, taking supplements is the recommended choice to obtain visible results in a short time. Consuming foods rich in these essential nutrients is important for maintaining bone health over the long term, so we recommend both supplements and nutrition for a complete treatment with excellent long-term results. Below we provide various options of supplements for each individual nutrient, just choose one.

Silicon

Silicon-rich foods: Rye, Millet, Potatoes, Barley, Wheat Germ, Onion.
Silicon-based supplements. Organic Silicon, Horsetail.

C vitamin

Foods rich in Vitamin C: Pineapple, Oranges, Lemons, Kiwis, Strawberries, Cherries, Mango, Guava.
Supplements based on Vitamin C. Rosa Canina, Acerola, Camu Camu, Ascorbic Acid, Sodium Ascorbate

Vitamin K2

Foods rich in Vitamin K2: grazing butter, natto, fermented cheeses, meat, eggs
Vitamin K2 supplements. Vitamin K2

Vitamin D3

Foods rich in Vitamin D3: Mackerel, herring, tuna, carp, eel, catfish and salmon.
Vitamin D3 supplements. Vitamin D3, Cod liver oil.

Magnesium

Magnesium-rich foods: green leafy vegetables, dried fruit, whole grains
Magnesium based supplements. Magnesium chloride, Magnesium citrate and many others as described in the best and worst magnesium supplements. Here’s what’s best for you

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