Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘PSICOLOGIA’

Quando fai tacere pregiudizi, pensieri faticosi e obiettivi ossessivi il silenzio che rimane diventa il terreno migliore dove veder rifiorire la tua vitalità.

 

Le nostre convinzioni, così come le “battaglie” in cui ci troviamo coinvolti o i traguardi che da sempre ci poniamo possono imprigionarci in una routine sfiancante, dove il dovere e il dover fare riducono al minimo lo spazio concesso all’imprevisto, alla sorpresa, alle novità. Di conseguenza ci sentiremo costantemente sotto esame fino a consumare progressivamente ogni riserva di energia, correndo il rischio di muoverci come automi ma perdendo di vista il senso di quel che facciamo e delle nostre giornate. Per evitare che, alla lunga, l’attivismo frenetico arrivi a sfiancarci è importante riscoprire il valore del silenzio, un silenzio interiore che escluda, oltre ai rumori di fondo e alle interferenze mentali, anche l’eccesso di dinamismo. Questo particolare silenzio serve anzitutto a riconoscere gli automatismi che sbarrano la strada alla spontaneità e consente di affrancarsi dai ruoli che interpretiamo e che determinano, spesso inconsapevolmente, le nostre scelte ed esperienze.

 

Il silenzio ti fa togliere le maschere 

Ogni ruolo, come uno specchio, riflette un’immagine sempre uguale di noi stessi. Se le aspettative che proiettiamo sugli altri, il bisogno di aderire a schemi e modelli e la mania del controllo prendono il sopravvento, a farne le spese sarà l’istinto e con esso la possibilità di rinnovarsi. Portare in scena il personaggio diventa allora l’unico modo per conservare una quiete apparente o per sentirsi a proprio agio. Fortunatamente, però, non possiamo pensare di metterci al riparo da imprevisti e colpi di scena solo indossando una maschera o aderendo a un certo ruolo. La vita di ogni giorno è una continua avventura ma per riuscire a cogliere le opportunità che ci riserva è necessario coltivare quel silenzio interiore, la sola “forza” capace di farci contemplare e poi accogliere sorprese e imprevisti. Uno spazio che sia sgombro da doveri e ossessioni, aperto unicamente all’autenticità. Solo così potremo crescere, liberi di essere finalmente noi stessi.

Diventare più forti riscoprendo il valore del silenzio

Ogni volta che ci troviamo a parlare di noi, facendo continue confidenze su stati d’animo, emozioni o episodi particolarmente significativi della nostra vita stiamo perdendo l’occasione di conservare a quelle esperienze e a quei sentimenti il ruolo di tutto rispetto che meriterebbero. In qualche modo, è come se stessimo offrendo in pasto al primo offerente la nostra intimità. Non solo ci esponiamo al giudizio e alle opinioni altrui ma deleghiamo a qualcuno di esterno il compito di assegnare un senso e un valore alle vicende dell’anima e, quasi inevitabilmente, ne veniamo influenzati. Il rischio, in questo caso, è di trovarsi a subire interferenze fuori luogo che alterano la nostra capacità di elaborare le esperienze e di trarre da ciascuna il messaggio più opportuno. Gli eventi clou della nostra vita si riducono così a chiacchiere da bar, perdendo inevitabilmente il loro valore, valore direttamente connesso con il nostro silenzio. Eccoci quindi a ribadire nuovamente l’importanza del silenzio, soprattutto sulle questioni più intime e private. In questo senso, è corretto dire che mantenere un segreto, evitando di sprecarsi in racconti e confessioni, ci preserva dal pericolo di svilirne la portata e contribuisce, al tempo stesso, ad alimentare la dimensione spirituale delle vicende vissute di pari passo con la capacità di farne tesoro.

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

When you remain silent prejudices,  tiring thoughts and  obsessive objectives, the silence that remains becomes the best soil to see where your vitality revival.

Our beliefs, as well as “battles” in which we are involved or goals that have always set ourselves can imprison us in an exhausting routine, where the duty and the need to minimize the space given to the unexpected, the surprise, the news. As a result we feel constantly under scrutiny to gradually consume any energy reserve, running the risk of moving like automatons but losing sight of the meaning of what we do and of our days. To prevent the long run, the frenetic activism arrivals sfiancarci is important to rediscover the value of silence, a silence within which excludes, in addition to background noise and mental interference, even excess of dynamism. This particular silence first need to recognize that the automatic bar the way to spontaneity and allows you to free yourself from the roles we play and determine, often unconsciously, our choices and experiences.

The silence makes you take off the masks

Each role, as a mirror reflects an image is always the same of ourselves. If the expectations that we project onto others, the need to adhere to patterns and models and control mania take over, the expense will be the instinct and with it the ability to renew itself. Bring on the scene the character becomes the only way to preserve an apparent peace or to feel comfortable. Fortunately, however, we can not think of putting protected from unexpected twists just wearing a mask or adhering to a certain role. The everyday life is a constant adventure, but in order to seize the opportunities that may bring is necessary to cultivate that inner silence, the only “force” capable of making us contemplate and then accept the surprises and upsets. A space that is free from duties and obsessions, open only to authenticity. Only then can we grow, finally free to be ourselves.

Grow Stronger rediscover the value of silence

Every time we are talking about ourselves, making continual confidences of moods, emotions or particularly significant episodes of our lives we are losing the opportunity to preserve those experiences and the role those feelings of respect they deserve. In some ways, it’s like we’re offering as food to the first bidder our intimacy. Not only do we expose ourselves to the judgment and opinions of others, but we delegate to someone outside the task of assigning meaning and value to the vicissitudes of the soul and, almost inevitably, they come influenced. The risk, in this case, is to be found to suffer interference out of place that alter our ability to process your experiences and learn from each the most appropriate message. The key events of our lives are so reduced to bar talk, inevitably losing their value, value directly connected with our silence. so here we are again to reiterate the importance of silence, especially on the most intimate and private matters. In this sense, it is correct to say that keeping a secret, avoiding scrambling for stories and confessions, we preserve the danger of debasing the scope and contributes, at the same time to feed the spiritual dimension of the events experienced hand in hand with the ability to I treasure it.

SOURCE: Riza

Read Full Post »

La chiave del benessere di coppia non si ottiene cercando la simbiosi con il partner, ma rispettando le differenze: solo così l’amore decolla

 

Ci scrive Cinzia:

  • “Mi è già capitato molte volte nella vita: sto con un uomo, magari un giorno non lo posso vedere e il giorno dopo penso a quanto amore sento per questa persona”.

La cosa da capire è che l’anima non ragiona come la mente. L’anima è discontinua. Il cervello adora questa discontinuità, perché gli permette di non fissarsi, di essere mobile, di lasciar emergere tutti i contenuti interni e in questo modo è più aperto, più creativo, più rapido nel risolvere i problemi. La discontinuità è una grande opportunità. Se invece la boicotti, se passi il tempo a farti mille domande o a dirti:

  • “Ma così non vado bene, devo essere coerente, devo fare una scelta, se dico che lo amo, l’ amore ci deve essere sempre, in ogni istante”

e così via, finisci per andare in tilt. E metti in crisi proprio l’ amore che volevi difendere!

 

Amore: un sentimento, tante emozioni diverse 

Per questi motivi, un rapporto troppo stretto, un amore fusionale, è un rapporto pericoloso; uno con troppa distanza si perde. Se io e te creiamo una relazione in cui siamo sempre insieme, ci diciamo tutto, parliamo di tutto, il rapporto invece di semplificarsi si complica. Non ci sono più due identità, ma un’identità di coppia. Se la distanza invece è troppa, il rapporto non c’è più.

  • Nel primo caso l’ amore diventa una morte vivente: svanisce il mistero.
  • Nel secondo caso c’è una distanza incolmabile, non ci si trova più.

La partita dell’ amore però è tutta dentro di te, non è nell’altro. L’altro è una buona occasione per stare con te stessa. Gli antichi greci difficilmente avrebbero detto: “Mi sono innamorata di Giuseppe”. Piuttosto avrebbero affermato:

  • “Afrodite, la dea dell’ amore, ha acceso il fuoco e siccome lei voleva raggiungere l’estasi ha chiamato me, perché la nostra affinità la faccia godere”.

E quindi accendevano i profumi ad Afrodite che adorava la mirra, il benzoino e il rosmarino che fiorisce davanti al mare, e in questo stato erotico gli amanti bruciavano con Afrodite. Era Afrodite l’evento, non loro.

Lo ami solo se stai bene 

Avere a fianco una persona amplifica le affinità, pur nella discontinuità. La domanda da farsi riguarda dunque sempre la propria immagine. Com’è la tua immagine? Con questa persona ti senti a casa? Ma devi sentirti a casa dentro di te: con lui, dentro di te. Allora la relazione d’ amore diventa l’amplificazione di due individualità. Da cosa si capisce se è un buon amore? Dal fatto che io mi accorgo che scopro dentro di me poteri, saperi, azioni che si svolgono in modo semplice, naturale e che portano a compimento il mio percorso. L’ amore fa nascere opportunità perché il cervello entra in uno stato erotico, creativo. Allora l’altro diventa l’immagine che amplifica la tua immagine.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

The secret to have a good relationship with your partner  is to do not get looking for the symbiosis with your partner, but it is in respecting the differences: only in this way love can get real.

There Cynthia writes:

  • “It  already happened  many times in my life: I’m with a man, maybe one day I can not see him and the next day I think of how much love I feel for this person.”

The thing to understand is that the soul does not reason like the mind do. The soul is discontinuous. The brain loves this discontinuity, because it allows it not to stare, to be mobile, to let out all the internal content and in this way is more open, more creative, more rapid in problem solving. The discontinuity is a great opportunity. If the boycott, if you spend the time to make you a thousand questions or tell yourself:

  • “But it did not go well, I have to be consistent, I have to make a choice, if I say that I love him, the love should always be, in every moment”

and so on, you end up going on tilt. And put in crisis precisely the love that you wanted to defend!

Love, a feeling many different emotions

For these reasons, a too close relationship, a fusional love relation, is a dangerous relationship; one with too much distance is lost. If you and I create a relationship in which we are always together, we say everything, we talk about everything, rather than simplify the relationship get more complicated. There are no longer two identities, but an identity of torque. If the distance is too much however, the relationship is gone.

  • In the first case the love becomes a living death: the mystery vanishes.
  • In the second case there is an unbridgeable distance, it is not anymore.

But the game of love is all inside you, it is not in the other. The other is a good time to know better yourself. The ancient Greeks would hardly said: “I’m in love with Joseph.” Rather, they said:

  • “Aphrodite, the goddess of the love, she lit the fire, and as she did achieve ecstasy called me, because our affinity face enjoy.”

And then they lit the perfumes of Aphrodite who adored myrrh, benzoin and rosemary blooming in front of the sea, and in this erotic lovers was burned with Aphrodite. Aphrodite was the event, not them.

Do you love him only if you’re okay

Having alongside a person amplifies the similarities, despite the discontinuity. The question to ask, therefore, concern always its image. How is your image of yourself ? With this person you feel at home? But you have to feel at home within you with him inside you. Then the love affair becomes the amplification of two individualities. From what we understand it is a good love? From the fact that I realize that I discover within me powers, knowledge, actions that take place in a simple, natural, and who carry out my path. The love gives rise to opportunities because the brain goes into a sexy, creative. Then the other becomes the image that boosts your image.

SOURCE: Riza

Read Full Post »

Le definizioni e le convinzioni su di te escludono dal tuo orizzonte altri modi di essere, limitandoti: non renderle definitive o perderai la tua spontaneità

 

Scrive Alice:

  • “Sono sempre troppo buona,passionale, generosa e sincera e la gente se ne approfitta. Do sempre tutto e non ricevo niente in cambio. Soffro da sempre di colite, ma ultimamente i dolori sono lancinanti. Come se non bastasse, il mio fidanzato mi ha lasciata per un’altra… non riesco a farmene una ragione, dopo tutto quello che ho fatto per lui! Io mi prodigo sempre per tutti, sono sempre disponibile, ma quando sono io ad aver bisogno, puntualmente gli altri si dileguano. La cosa paradossale è che recentemente la mia migliore amica, con la quale mi sono sfogata, mi ha accusata di essere cinica, quando io con lei sono sempre stata solo sincera… È questo il mio problema, do troppo, anche a chi in realtà non se lo merita affatto!”

Non nasconderti a te stessa: nessuno è troppo buono!

Alice si presenta con un bagaglio di frustrazioni e di sofferenza, ma anche con una serie di convinzioni e definizioni di se stessa molto rigide. Soprattutto, sembra avere le idee chiare su quale sia l’origine del suo malessere; in realtà, né le amicizie né l’amore sono le vere cause della sua sofferenza. Il corpo la mette in guardia: l’intestino, organo simbolicamente connesso al tema del del labirinto, dell’ombra, dello sconosciuto che ci abita, è sede degli istinti più bassi, più carnali. Attraverso gli attacchi colitici, Alice, come tutte le persone con forti necessità di controllo razionale, elimina simbolicamente pulsioni e pensieri inaccettabili, contrari all’immagine di perfezione alla base di tutte le definizioni che dà di sé. Nella colite viene fuori l’Alice aggressiva ed egoista e persino calcolatrice che pure esiste, ma che lei preferisce nascondere, soprattutto a se stessa, rifugiandosi nella convinzione di essere una persona buona, semmpre buona, troppo buona…

Abbandona le convinzioni su di te 

Le definizioni, specialmente quelle che hanno il sapore della rivendicazione orgogliosa (“io sono una persona troppo buona”) , nascondono sempre significati celati nell’ombra come il doppio fondo di un cassetto, il lato nascosto di noi stessi che non vediamo. Ad esempio, chi dice di continuo di essere passionale per giustificare ogni litigio e scontro in cui si infila, spesso nasconde una freddezza verso gli altri che non vuole ammettere, ma con quei litigi ottiene il suo scopo nascosto: tenere tutti alla larga. Più la freddezza sarà negata, più la passionalità sarà recitata. Dietro la generosità più assoluta può celarsi il desiderio di controllo:

  • “Finché ti dono tutto, tu continui a essermi debitore e non ti allontanerai da me.  Dietro la necessità di dire sempre la verità, potrebbe esserci l’invidia travestita da buone intenzioni: “Sai, te lo devo proprio dire, il tuo nuovo fidanzato ci ha provato con me”. 

Nessuno può stare bene rinunciando a una parte di sé, ma autodefinirsi significa proprio voler eliminare l’ombra, che è ineliminabile. I disagi arrivano per metterci in contatto con tutte le forze che ci abitano, per completarci. Alice, potrà recuperare il benessere solo quando riuscirà a far posto alle sue reali esigenze, anche quelle egoistiche, senza bisogno di giudicarle male e quindi nasconderle dietro la finzione della persona sempre generosa, sempre disponibile, troppo buona…

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

The definitions and beliefs about yourself from your horizon exclude other ways of being, limiting you and avoiding you to be true and  spontaneous 

Alice wrote:

  • “I’m always a too kind person, passionate, generous and sincere, and people takes advantage. I always give everything and not getting anything in return. I suffer since long time of colitis, but now the pain is excruciating. To make matters worse, my boyfriend left me for another girl … I can not afford it, after all I have done for him! I am always generous to all, I am always available, but when I am in need, the others just disappear. The paradoxical thing is that recently my best friend, with whom I vented, accused me of being cynical when I have always been sincere with her … It’s only my problem, to do too much, even to those that do not really worth it at all! “

Do not hide yourself: no one is too good!

Alice shows a wealth of frustrations and suffering, but also with a set of beliefs and very strict definitions of herself . Above all, it seems to be clear on what is the source of her discomfort; in fact, neither the friendships or love are the true causes of his suffering.

The body warns: the intestine, organ symbolically connected to the theme of the labyrinth, the shadow, the stranger who lives there, is the seat of the lowest instincts, more fleshly. Through the colicky attacks, Alice, like all people with strong need for rational control, eliminate symbolically impulses and unacceptable thoughts, that are contrary to the image of perfection at the base of all the definitions that they give of themselves. In ulcerative it comes out aggressiveness and selfishness and even Alice is a calculator which does exist, but she prefers to hide it, especially to herself, taking refuge in the belief of being a good person, always kind, too good …

Lay down your beliefs about yourself

The definitions, especially those that have the flavor of claim pride ( “I’m a  too good person”), always hidden meanings in the shadows as the false bottom of a drawer, the hidden side of ourselves that we do not see. For example, those who say continually to be passionate to justify any argument and confrontation in which slips, often hides a coldness toward others that they do not want to admit , but that they fight and  hides it: to keep everyone away. More will be denied the coldness, the more passion will be recited. Behind the utmost generosity can hide the desire for control:

  • “As long as I give you everything, you continue to occur to me as debtor and you are not straying from me. Behind the need to always tell the truth, there may be the envy disguised as good intentions: “You know, I must say, your new boyfriend hit on me.”

No one can be comfortable giving up a part of themselves, but call himself means just want to delete the shadow, which can not be eliminated. Hardships come to put us in touch with all the forces that inhabit us, to complement one. Alice, will recover only when being able to make room for their real needs, even those selfish, no need to judge them badly and then hide behind the fiction of the person always generous, always available, too kind …

SOURCE: Riza

Read Full Post »

Il potere nascosto dei mandala usato nelle antiche tradizioni di tutto il mondo per lavorare sulla psiche. Ecco quali sono gli effetti dei Mandala e cosa ha scoperto Jung

 

  • “Ogni cosa che fa il Potere del Mondo è fatta in cerchio. La volta del cielo è rotonda, e ho sentito che la terra è rotonda come una palla, e così sono tutte le stelle. Il vento, al massimo del suo potere, gira vorticosamente. Gli uccelli fanno il nido in forma circolare perché la loro è la nostra stessa religione. Il sole sale e scende lungo il cerchio. La Luna fa lo stesso ed entrambi sono rotondi. Anche le stagioni formano un grande cerchio nel loro trasmutare e sempre ritornano laddove furono. La vita di ogni uomo è un cerchio dalla fanciullezza alla fanciullezza e così è ogni cosa ove si muove il potere.”

Alce Nero, sciamano della famiglia Lakota Sioux nell’America del Nord

“La parola Mandala deriva dalla lingua indiana sanscrita (मण्डल) e significa “cerchio”. Non esiste al mondo un altro disegno simbolico così universale come il Mandala; compare in ogni cultura e in tempi diversi, dal Tibet lamaistico, all’induismo tantrico, al buddhismo Vajrayana tibetano, agli Indiani Navaho e del Sud-Ovest America. Il più antico Mandala fino ad oggi conosciuto è una “ruota solare” paleolitica scoperta nell’Africa del sud. Anche in natura possiamo ritrovare forme mandaliche:

  • nella frutta,
  • nelle pietre,
  • nei fiori,
  • tra gli alberi,
  • nel cielo.

Oltre ad essere disegnati, i Mandala vengono anche “vissuti” ed alcuni esempi possiamo ritrovarli in India con la danza del Mandala, tra gli indiani Navaho nelle pratiche di guarigione dove la persona viene posta al centro di un cerchio disegnato sul terreno, mentre in occidente l’idea del centro e del cerchio protettivo si ritrova in numerose danze popolari e nel girotondo dei bambini.” spiega lo psicologo clinico Marco Turi.

Jung e i Mandala

Carl Gustav Jung, famoso psicoanalista svizzero, studiò i Mandala per oltre 20 anni e scrisse quattro saggi sull’argomento. Per comprendere l’interpretazione mandalica di Jung occorre riferirsi ai concetti di inconscio collettivo e  di archetipo. La coscienza umana infatti oltre a contenere un inconscio individuale ospita anche l’inconscio collettivo costituito da archetipi.

Gli archetipi presentano tre caratteristiche peculiari:

  • l’universalità,
  • l’impersonalità e
  • l’ereditarietà.

La loro presenza è ricorrente, per esempio, nei sogni, dove si manifestano spesso contenuti non individuali e non ricavabili dall’esperienza personale del sognante.

Per Jung i “Mandala sono uno dei migliori esempi dell’operazione universale di un archetipo cioè dell’azione di quei temi e schemi dominanti presenti nell’inconscio collettivo di tutti noi e continua:

  • “Il Mandala rappresenta uno schema ordinatore che in certa misura si sovraimpone al caos psichico, così che l’insieme che si sta componendo viene tenuto insieme per mezzo del cerchio che aiuta e protegge. Ogni mattina schizzavo in un taccuino un piccolo disegno circolare un Mandala che sembrava corrispondere alla mia condizione intima di quel periodo. Solo un po’ per volta scoprii che cosa è veramente il Mandala: il Sè, la personalità nella sua interezza, che è armoniosa se tutto va bene.”

Durante i periodi di tensione psichica, figure mandaliche possono apparire spontaneamente nei sogni per portare o indicare la possibilità di un ordine interiore e dare espressione e forma a qualche cosa che tuttora non esiste, a qualcosa di nuovo e di unico. Il simbolo del mandala, quindi, non è solo un’affascinante forma espressiva ma, agendo a ritroso, esercita anche un’azione sull’autore del disegno o di colui che lo colora perché in questo simbolo si nasconde un effetto magico molto antico: l’immagine ha lo scopo di tracciare un magico solco intorno al centro, un recinto sacro della personalità più intima, un cerchio protettivo che evita la “dispersione” e tiene lontane le preoccupazioni provocate dall’esterno.

Nelle filosofie orientali il “mandala” viene utilizzato come mezzo per la meditazione e tramite la sua costruzione o inserimento, l’uomo libera lo spirito, purifica l’anima, entra in comunione con tutte le forze positive presenti nel cosmo.

Creare e colorare i mandala

La forma più potente di terapia è creare il proprio mandala. Vengono chiamati Mandala non solo le figure circolari ma anche le forme concentriche come quadrati e triangoli. L’importante è che rimangano presenti le caratteristiche principali: un centro dal quale l’energia viene emanata e una proiezione nello spazio-tempo.

I monaci tibetani realizzano i mandala tradizionali con migliaia di granelli di sabbia colorata e una volta terminata l’opera li distruggono per ricordare che nulla nel mondo dura in eterno.

Se creare dei mandala di sabbia colorata come le fantastiche opere dei monaci tibetani non è alla nostra portata, possiamo disegnarli e colorarli oppure acquistare un album di mandala da colorare. Più avanti ci sono 5 mandala che puoi stampare gratuitamente per iniziare a colorare!

Di solito i mandala si colorano partendo dal centro e procedendo verso l’esterno. In questo modo i mandala ci incoraggiano ad una maggiore apertura verso gli altri che parte comunque dalla necessità primaria di conoscere innanzitutto se stessi.

Gli 8 Benefici del colorare i Mandala

I ricercatori hanno osservato infatti che anche semplicemente colorare i mandala ha un profondo effetto sul cervello e sulla nostra mente:

  • Attiva l’emisfero destro del cervello
  • Favorisce la sincronizzazione cerebrale
  • Migliora la creatività e la capacità di risolvere i problemi
  • Alleggerisce la mente
  • Porta in uno stato naturale di meditazione
  • Favorisce l’intuizione e il sorgere di nuove idee e progetti
  • Ha effetto ordinatore sulla nostra psiche grazie al simbolo rappresentato dal mandala
  • E’ un attività da fare con i bambini per rafforzare il legame e portarli in uno stato di calma

Ecco 5 Mandala da stampare e colorare gratuitamente

Per iniziare a colorare i tuoi mandala basta che clicchi su ogni immagine con il tasto destro del mouse e clicchi su “Salva immagine con nome” per averli sul tuo computer e stamparli. Buona meditazione!

 

 

FONTE: Donidream

 

(ENGLISH VERSION)

The hidden power of mandalas used in ancient traditions from around the world to work on the psyche. Here is what are the effects of the Mandala and what Jung discovered.

  • “Everything he does the Power of the World is done in a circle. The vault of heaven is round, and I heard that the earth is round like a ball, and so are all the stars. The wind, the height of its power, whirls. The birds nest in a circular shape because their is our same religion. The sun rises and falls along the circle. The moon does the same and both are round. Even the seasons form a great circle in their transmute and always return to where they were. The life of every man is a circle from childhood to childhood, and so is everything where power moves. ” Alce Nero, Lakota Sioux shaman family in North America

“The word mandala comes from the Sanskrit (मण्डल) Indian language  and means “circle “. There is in the world another symbolic drawing as universal as the Mandala; It appears in all cultures and at different times, from Lamaist Tibet, Tantric Hinduism, Tibetan Vajrayana Buddhism, the Navaho Indians and South-West America. The oldest known Mandala up to date is a “sun wheel” Paleolithic discovered in southern Africa. Even in nature we can find mandalic forms:

  • in fruits,
  • stones,
  • in the flowers,
  • the trees,
  • the sky.

In addition to being drawn, the mandala is also “lived” and some examples we can find them in India with the dance of the Mandala, among Navaho Indians in healing practices where the person is at the center of a circle drawn on the ground, while in the West the idea of ​​the center and the protective circle is found in many popular dances and children’s circle. “explains clinical psychologist Marco Turi.

Jung and the Mandala

Carl Gustav Jung, the famous Swiss psychoanalyst, studied the Mandala for over 20 years and wrote four essays on the subject. To understand Jung mandalic interpretation is necessary to refer to the concepts of the collective unconscious and archetype. The human consciousness in fact, in addition to containing an individual unconscious also hosts the collective unconscious consists of archetypes.

The archetypes are three symbols:

  • universality,
  • impersonality and
  • inheritance.

Their presence is recurrent, for example, in dreams, where they often exhibit no individual content and not be derived from the experience of dreaming staff.

For Jung, the “Mandala is one of the best examples of universal operation of an archetype” of the action of those issues and dominant patterns present in the collective unconscious of us all and continues:

  • “The Mandala represents one authorizing scheme which to a certain extent it superimposes the psychic chaos, so that the set that you are composing is held together by means of the circle that helps and protects.

Every morning I am drawing  in a notebook a small circular drawing a mandala that seemed to correspond to my inner state of that period. Just a little ‘time I found out what really is the Mandala: the Self, personality as a whole, which is harmonious if all goes well. “

During periods of psychic tension, mandalic figures can appear spontaneously in dreams to bring or indicate the possibility of an inner order and give expression and form to something that still does not exist, something new and unique. The mandala symbol, then, is not only fascinating but an expressive form, acting backwards, also exerts on the author of the design or action of the one who colors because this symbol is hiding an ancient magical effect: The image has the purpose of tracking a magical groove around the center, a sacred enclosure of the most intimate personality, a protective circle that avoids the “dispersion” and keeps them away concerns caused from the outside.

In the eastern philosophies the “mandala” is used as a means for meditation and, through its construction or insertion, the free man spirit, purify the blood, it enters into communion with all the positive forces present in the cosmos.

Create and color the mandala

The most powerful form of therapy is to create your own mandala. They are called Mandala not only circular shapes but also the concentric shapes such as squares and triangles. The important thing is that they remain present the main features: a center from which the energy is emanated and a projection in space-time.

Tibetan monks perform traditional mandala with thousands of colored sands and once they completed the work they destroy them to remember that nothing lasts forever in the world.

If you create the colored sand mandala as the fantastic works of Tibetan monks it is not within our reach, we can draw them and color them or purchase a mandala coloring books. Further on there are 5 mandala that you can print for free to start coloring!

Usually mandalas are colored from the center and working outward. In this way the mandala encourage us to a greater openness towards the other part which, however, the primary need to first know themselves.

The 8 Benefits of color the Mandala

Researchers have found that simply coloring the mandala has a profound effect on the brain and on our mind:

  • Turn on the right hemisphere of the brain
  • It promotes brain synchronization
  • It improves creativity and ability to solve problems
  • It lightens the mind
  • Bring to a natural state of meditation
  • It promotes intuition and the rise of new ideas and projects
  • It authorizes effect on our psyche with the symbol represented by the mandala
  • And it is an activity to do with children to strengthen ties and bring them into a state of calm

Here are 5 Mandala to print and color for free

To start coloring your mandala simply click on each image with the right mouse button and click “Save Image As” to have them on your computer and print them. Good meditation!

 

SOURCE: Donidream

 

Read Full Post »

Se ti senti prigioniera di situazioni avverse, prova a “giocare” un ruolo nuovo, come se fossi un’altra: innescherai un cambiamento che annullerà lo stress.

 

Giulia ha 47 anni e da qualche tempo vive sotto stress, oltre a soffrire di cervicalgie al risveglio, con qualche capogiro.  Sentendo di non potercela fare da sola, si rivolge a una psicoterapeuta. Ecco come inizia il suo racconto.

  • “La mia vita è un inferno: lavoro come infermiera in una struttura sanitaria privata, faccio orari incredibili e devo essere sempre disponibile a saltare festività, riposi e ferie programmate. S’immagini lo stress, ma purtroppo devo farlo, non ho altra possibilità lavorativa da quando mi sono trasferita, dopo il matrimonio, da Roma a un piccolo paese dove esiste solo la struttura in cui lavoro. Tra i colleghi dominano stress e tensione, perché se non sei sempre disponibile, corri il rischio di venire licenziato.”

La psicoterapeuta domanda a Giulia come condivide col marito questo suo malessere e lei risponde che lui non la capisce, per lui esiste solo il dovere.

  • “Elio è cresciuto in quel piccolo paese, il suo punto di riferimento è ancora l’oratorio! Secondo lui bisogna sempre ascoltare, capire e aiutare. Ma io non ce la faccio più!».

 

Un gioco psicologico per combattere lo stress

Dopo qualche seduta, la psicoterapeuta concorda con Giulia un “programma di ribellione” da applicare un poco alla volta per riuscire a far capire, prima di tutto al marito, che la vita è anche “egoistico piacere”, altrimenti lo stress ci fa ammalare.

Prima di tutto occorrono momenti di vero relax: ad esempio la casa da sistemare può attendere e se Elio non è d’accordo può occuparsene lui! Poi bisogna programmare uscite serali o fine settimana divertenti; basta trascorrere il tempo libero sdraiata sul divano perché il marito si occupa dell’oratorio! Soprattutto, occorrerà un piccolo esercizio di “travestimento”, una specie di recita teatrale: quando è con lui, Giulia proverà a essere più sorridente e meno musona; se non è lui il primo ad accoglierla con un abbraccio sarà lei a farlo.

Sul lavoro sarà più difficile, ma potrà provare a stabilire rapporti più umani almeno con i colleghi con cui è possibile farlo. Dopo un’iniziale resistenza, la paziente accetta e si applica a “trasformarsi”, prima a casa con il marito e poi, piano piano, in ospedale. All’inizio, si tratta solo di una recita, ma i cambiamenti che un simile atteggiamento possono innescare sono davvero sorprendenti e aiutarci a considerare che siamo spesso noi i primi a tenere in vita lo stress, lamentandoci ma senza fare davvero qualcosa di concreto per cambiare le cose.

Quando il cambiamento recitato diventa autentico 

  • “Sa, dottoressa, mio marito ha avuto qualche momento di perplessità iniziale, ma i miei comportamenti più allegri e affettuosi gli sono piaciuti e ha iniziato a cambiare anche lui. Ha trovato la nuova Giulia più divertente e piacevole su tutti i fronti e io stessa mi sono accorta di preferirla: anzi, ho capito che la vera me è proprio questa, non quella musona di prima che si lamentava e non faceva in realtà nulla per cambiare”.

Sul lavoro, il destino le porta una soluzione eccellente. Un paziente di cui si era occupata e che l’aveva apprezzata per il suo carattere allegro, così diverso dai musi lunghi degli altri infermieri, le propone di andare a lavorare con lui: ha uno studio privato in un paese vicino e le sarebbe utile un’infermiera così solare..

Con il travestimento lo stress sfuma 

A volte, per spezzare la catena dei ruoli fissi che ci sfiniscono, tolgono la gioia di vivere e “regalano” stress a piene mani, è sufficiente assumere atteggiamenti nuovi che ci portino fuori dal nostro personaggio abituale.

Come? Chiudi gli occhi e immagina che ci sia “un altro te” che ha tutte le caratteristiche che tu vorresti avere. Dagli un nome che lo rappresenta. Mentalmente osservalo agire. Quando poi sei con gli altri, ricordati “dell’altro” e agisci come se tu fossi lui. Cosa penserebbe, cosa farebbe adesso? Se di solito sei rigido sorprendi te stesso – e gli altri – diventando accogliente; se sei burbero fai il rilassato, se sei calcolatore agisci d’istinto; se sei conciliante fai uscire la rabbia.

E osserva cosa accade in te e intorno a te, mentre incarni per un giorno ruoli che apparentemente non ti appartengono. La tecnica della trasformazione ti permetterà di portare nei tuoi rapporti parti di te che hai tenuto nascoste, magari per timore che fossero sintomi di debolezza o al contrario di eccessiva aggressività, di cui ti vergogni o che consideri sbagliate. Spesso la nostra vera forza si nasconde proprio nei volti che occultiamo: farli emergere in modo “sperimentale” permette di rompere tutti quegli automatismi che impediscono ai rapporti di evolvere e a noi stessi di ritrovare la gioia di vivere e di dire addio allo stress.

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

If you feel caught in adverse situations, try to “play” a new role, as if you were another person: tigger a change that will undo stress.

Julia is 47 years old and is recently living under stress, in addition to suffer from neck pain on waking, with some dizziness. She is feeling she can not do it alone, and she will appeal to a psychotherapist. Here’s how to begin her story.

  • “My life is a hell: working as a nurse in a private health facility, I do incredible times and I have to be always available to jump holidays, no rest and I cannot plan holidays. Imagine the stress, but unfortunately I have to, I have no other employment possibilities since I moved, after the wedding, from Rome to a small town where there is only this place where I work. Among the colleagues I am dominated by stress and tension, because if you are not always available, you run the risk of being fired. ”

The psychotherapist  asks  Julia how she shares this discomfort with her husband and she replies that he does not understand, for him there is only the duty.

  • “Elio grew up in that small country, its reference point is still the oratory! According to him I must always listen, understand and help. But I can not afford  it anymore.”

A psychological game to beat stress

After a few sessions, the therapist agrees with Giulia a “rebellion program” to apply a little at a time to be able to make it clear, first of all to her husband, that life is too “selfish pleasure”, otherwise stress makes us sick.

First of all she needs moments of relaxation: for example the house to fix can wait and if Elio disagrees he can do it by himself!

Then you need to plan nights out or weekend fun week; just spend your free time lying on the couch because your husband takes care of the oratory! Above all, it will take a little exercise to “disguise”, a kind of theatrical play: when she is with him, Giulia will try to be more smiling and less sulky; if he is not the first to greet her with a hug she will do it.

On the job it will be more difficult, but she will try to establish more human relations at least with colleagues with whom she can do it. After initial resistance, the patient accepts and applies to “transform”, first at home with her husband and then, slowly, in the hospital.

At first, it’s just an act, but the changes that such an attitude can trigger are truly amazing and will help her to consider that we often are the first to keep alive the stress, but without lamenting actually do something concrete to change the things.

When change starred become authentic

“You know, doctor, my husband had a few moments of initial doubts, but my most cheerful behavior and loving he liked and started to change too. He found the new Giulia more fun and enjoyable on all fronts and I myself I realized I prefer it: indeed, I realized that the real me is this, not the sulky first who complained and did not actually anything to change. ”

At work, fate brings them an excellent solution. A patient with whom he had occupied and that was appreciated for his cheerful character, so different from the long faces of the other nurses, proposed to go to work with him: he has a private practice in a neighboring country and it would be useful a so sunny nurse …

With the disguise the stress fades

Sometimes, to break the chain of fixed roles that are exhausting us, take away the joy of life and “give” generously stress, simply hire new attitudes that take us out of our habitual character.

How? Close your eyes and imagine that there is “another you” that has all the features that you would have. Give it a name that represents it. Mentally watch him act. Then, when you are with others, remember the “other” and act as if you were him. What do you think, what would you do now? If you’re usually surprised you drive yourself – and others – becoming comfortable; if you’re grumpy please relaxed, if you’re act instinctively; if you do go out conciliatory anger. And watch what happens in you and around you, and embodies for a day roles that apparently you do not own.

The technique of transformation will allow you to bring in your relationships parts of yourself that you have been hidden, perhaps for fear that they were symptoms of weakness or, conversely, excessive aggression, of which you are ashamed or consider wrong. Often our true strength lies precisely in that conceal our faces: bring them out in “experimental” mode lets you break all those automatic devices that prevent relationships evolve and ourselves to rediscover the joy of living and say goodbye to stress.

SOURCE: Riza

Read Full Post »

 Se vuoi dimagrire, scegli uno sport a cui dedicarti più che per piacere che forza di volontà, così raggiungerai il tuo obiettivo senza sforzi inutili.

 

Per dimagrire, fare sport è importante. Ma è bene che l’attività fisica che si sceglie sia appagante. Impegnarsi nel movimento facendo leva solo sulla forza di volontà, non garantisce benefici per la linea, anzi, può essere controproducente. È ciò che sostengono molti esperti ed è anche la tesi di fondo di alcuni studiosi della Cornell University, secondo cui i benefici dello sport per dimagrire si conservano nel tempo solo se lo sport stesso è percepito come qualcosa di piacevole. Per dimostrarlo i ricercatori hanno messo a confronto due gruppi di persone che hanno svolto la stessa attività fisica (una camminata a passo spedito):

  • chi faceva parte del primo gruppo ha avuto chiaro che si stava accingendo a fare dell’esercizio fisico,
  • ai membri del secondo gruppo è stato dato un lettore MP3 di cui è stato chiesto di valutare, durante la camminata, la qualità del suono (così da spostare l’attenzione dall’esercizio in sé all’ascolto della musica).

 

Se lo sport è solo sforzo non fa dimagrire

Alla fine della camminata, tutti i partecipanti sono stati invitati a servirsi a un buffet libero. Si è osservato allora che

  • chi aveva “solo” praticato sport ha consumato porzioni di cibo generose, scegliendo in prevalenza cibi ipercalorici, come budini al cioccolato.
  • Coloro che avevano anche ascoltato musica, hanno invece preferito perlopiù cibi sani e ipocalorici, come mele e barrette ai cereali, in porzioni ridotte.

Tutto ciò si spiega, secondo i ricercatori, con un effetto-compensazione, che indurrebbe chi vive lo sport come puro sforzo a ricercare, dopo averlo praticato, un “premio” in cibi ipercalorici, vanificando così tutti gli sforzi fatti per dimagrire. Questo meccanismo che non si instaurerebbe in chi vive l’attività fisica come momento di svago

Scegli lo sport che più ti piace: dimagrire sarà facile

La componente del piacere è necessaria per godere di tutti i benefici dell’attività fisica, indispensabile se si vuole dimagrire. Se dunque ti stai avvicinando a uno sport, il consiglio è di provarne alcuni e poi scegliere quello che ti diverte di più: puoi camminare, correre, andare in bicicletta o dedicarti alla danza, al pilates, allo yoga o al crossfit, o a qualche corso tra i tantissimi che vengono offerti nelle palestre o che puoi fare da solo nei parchi cittadini. Spesso la compagnia fa la differenza, per cui trova qualcuno con cui dedicarti al movimento. I benefici arriveranno prestissimo e dimagrire non richiederà sforzi titanici

Anche ridere fa dimagrire

C’è un’altra “attività” che fa dimagrire: ridere. Ridere non solo rilassa e stimola la produzione di sostanze del benessere (come le endorfine) ma fa anche consumare calorie: lo hanno dimostrato ricercatori britannici del Comedy Research Project. Ridere vedendo ad esempio un programma comico della durata di un’ora farebbe bruciare fino 120 calorie… 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

If you want to lose weight, choose a sport to which you can dedicate more for pleasure than  willpower, so you will reach your goal without unnecessary efforts.

To lose weight, doing sports is important. But it is good that the physical activity you choose is fulfilling. Engaging in the movement relying only on the strength of will, does not guarantee benefits for your shape, indeed, it may be counterproductive. It is what many experts say it is also the basic thesis of some scholars at Cornell University, that the benefits of sport to lose weight are preserved in time only if the same sport is perceived as something pleasant. To demonstrate this, the researchers compared two groups of people who have done the same exercise (a brisk walk):

  • who was part of the first group had clear that he was about to do the physical exercise,
  • the members of the second group was given an MP3 player that was asked to evaluate, during the walk, the sound quality (so as to shift the focus from the exercise itself listening to music).

If sport is just effort does not lose weight

At the end of the walk, all participants were invited to use a free buffet. It was then observed that

  • those who had “only” sport practiced consumed generous food portions, choosing mostly high calorie foods, like chocolate puddings.
  • Those who had also listened to music, have preferred to mostly low-calorie and healthy foods, such as apples and cereal bars, in small portions.

Everything is explained, according to the researchers, with an effect-compensation, which would induce those who live sport as pure effort to seek, after having practiced a “prize” for high calorie foods, thereby negating all efforts to lose weight. This mechanism would establish not those who live in physical activity as leisure time

Choose the sport you like best: losing weight will be easy

The part of the pleasure is required to enjoy all the benefits of physical activity, which is essential if you want to lose weight. So if you’re approaching you in a sport, the advice is to try a few and then choose what you enjoy most: you can walk, run, ride a bike or take your time to dance, pilates, yoga or crossfit, or some course among the many that are offered in gyms or you can do alone in city parks. Often the company makes all the difference, so find someone to devote to the movement. The benefits will come soon and losing weight will not require titanic efforts

Even laughing makes you lose weight

There is another “activity” that makes you lose weight: laugh. Laughing not only relaxes and stimulates the production of substances of well-being (such as endorphins) but it also consume calories: British researchers have demonstrated the Comedy Research Project. Laughing seeing such a comedy program lasting an hour would burn up 120 calories …

SOURCE: Riza

Read Full Post »

La Società Americana per il Cancro ha recentemente pubblicato una statistica che afferma che il 60% dei tumori sono evitabili, cambiando stile di vita e dieta. Quest’informazione proviene da un’organizzazione che ha cercato per circa 50 anni i geni del cancro.

Si sono focalizzati sul cancro come se fosse una questione genetica, ma solo il 5% dei cancri ha una connessione genetica. Il 95% dei cancri in effetti non ha nessuna connessione coi geni. L’epigenetica lo ha affermato 15 anni fa: è l’ambiente (alimentazione, stile di vita, emozioni, relazioni) a creare le condizioni per la salute o la malattia. Ecco come torna a noi il potere della nostra vita.

“Piuttosto che esser vittime dei nostri geni, lo siamo stati delle nostre percezioni.” afferma Bruce Lipton, biologo cellulare statunitense, conosciuto per le sue ricerche riguardanti le relazioni fra attività genetica, ambiente e pensiero.

E continua: “La medicina cerca di guarire le cellule dalla malattia andando a intaccare i meccanismi biochimici innescati dall’ambiente esterno. La medicina agisce sull’uomo mentre il problema è l’ambiente.” Non sorprende quindi che ci ammaliamo spesso sempre della stessa malattia o che dopo aver curato un cancro questo ritorna.

Al ricercatore Bruce Lipton è stata posta questa domanda: allora in un ambiente sano possiamo guarire spontaneamente? Ecco la risposta:

“In teoria sì ma in termini pratici è tutto più complesso perché la nostra mente interpreta l’ambiente esterno a suo modo. Magari noi siamo posti in un ambiente sano ma la nostra mente inizia a leggerlo come un ambiente negativo e dannoso, il nostro sistema nervoso genera così una sostanza chimica che ci renderà ugualmente malati.”

Quindi più che l’ambiente è la percezione dell’ambiente a decidere la nostra vita. La mente conscia e sopratutto quella subconscia, sono programmate secondo schemi mentali che risalgono ai primi anni di vita. Diventare consapevoli di questi schemi limitanti è il primo passo verso la riprogrammazione.

“E’ dimostrato che se un bambino adottato è cresciuto da una famiglia dove uno dei genitori ha un tumore, nella vita adulta il soggetto adottato ha più probabilità di sviluppare un cancro.

Quando si vibra ad una certa frequenza, tutto ciò che sta là fuori che vibra alla stessa frequenza sarà imbevuto della nostra energia. Così se noi abbiamo un pensiero positivo allora un evento positivo risonante risponderà e sarà imbevuto di quell’energia. Se manifestiamo un pensiero negativo allora anticiperemo qualunque cosa ci sia là fuori che potrà risuonare con quel tipo di energia. In pratica nutriamo l’ambiente con la nostra energia. Così il Dott. Lipton spiega in un’intervista, arrivando anche a parlare di come non si può sperare di avere una relazione soddisfacente finché non siamo in grado di generare la nostra felicità:

Se non si è in grado di ri-programmare da soli i vecchi modi di pensare si ha bisogno di qualcun altro che ci renda felici e, se si necessita di qualcuno per il proprio completamento, ci si trova in una relazione di reciproca dipendenza. Questo tipo di relazioni sono costellate di fallimenti poiché se un partner non viene incontro all’altro, l’altro si sente una vittima. In ogni caso in cui si è in grado di procurarsi felicità e gioia e di rispondere alle necessità da soli, allora si è liberi dalla esigenza di avere un partner che lo faccia al posto nostro. Di conseguenza, quando due persone indipendenti iniziano insieme una relazione, ricatti e manipolazioni non avranno alcun ruolo all’interno della loro storia d’amore. Questo è quanto ho imparato dalle mie precedenti relazioni che erano basate sul soddisfare dei bisogni. Nel momento in cui fui in grado di provvedere io stesso alla mia felicità la mia vita è cambiata improvvisamente. Sono diventato soddisfatto di me, potevo anche essere impegnato tutto il giorno, godermi il mondo e divertirmi.”

Per questo divulghiamo informazioni su tutto quello che riguarda il nostro ambiente, tutto quello con cui entriamo in relazione, a partire da ciò che mangiamo (corpo) fino alla meditazione e quindi i pensieri che abbiamo (mente) e ad indagare la natura dell’esistenza attraverso la spiritualità (spirito).

Alcuni ricercatori dell’Università di Tokushima, in Giappone, hanno studiato gli effetti di periodi difficili su un gruppo di studenti di medicina. Hanno prelevato loro del DNA nove mesi prima dell’ultimo esame e l’hanno confrontato con campioni prelevati due giorni prima del momento in cui lo stato ansioso era al massimo. Hanno dimostrato che uno stress psicologico cronico genera dei cambiamenti nei geni: si erano modificati 24 geni codificati, soprattutto per il sistema immunitario. In un altro studio il Dott. Dean Ornish ha modificato la dieta e le relazioni sociali di pazienti malati di cancro alla prostata: dopo 3 mesi erano cambiati 501 geni e la malattia stava regredendo.

Insomma la vita non può essere parcellizzata: tutto è connesso e interdipendente.

Cosa aggiungere? Non mi sorprende alla luce di queste informazioni, come un tempo quando qualcuno stava molto male gli si faceva cambiare aria e portare in un tranquillo posto nella natura con persone che se ne prendevano cura amorevolmente. Insomma lo stesso ambiente degli ospedali di oggi

 

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

The American Cancer Society recently released a statistic that says that 60% of cancers can be prevented by changing lifestyle and diet. This information comes from an organization that has been trying for some 50 years cancer genes. They focused on cancer as if it were a matter of genetics, but only 5% of cancers have a genetic connection. 95% of cancers in fact has no connection with the genes. Epigenetics said 15 years ago:

  • it is the environment (diet, lifestyle, emotions, relationships) to create the conditions for health or disease. Here’s how it comes back to us the power of our life.

“Rather than being victims of our genes, we have been of our perceptions.” Says Bruce Lipton, American cell biologist, known for his research on the relationship between genetic activity, environment and thinking.

He continues: “The medicine tries to recover the cells from the disease by attacking the biochemical mechanisms triggered by the external environment. The medicine acts on the man while the problem is the environment.” Not surprisingly, we get sick more often from the same illness or after treating a cancer that comes back.

At researcher Bruce Lipton was asked this question: So in a healthy environment can we heal spontaneously? Here’s the answer:

  • “In theory, yes, but in practical terms it’s more complex because our mind interprets the external environment in its own way. Maybe we are placed in a healthy environment, but our mind starts to read it as a negative and harmful environment, our nervous system thus creates a chemical that will make us get sick too. “

So the more that the environment is the perception of the environment to decide our lives. The conscious mind and especially the subconscious, are programmed in thought patterns that date back to the early years of life. Becoming aware of these limiting patterns is the first step towards re-programming.

  • “It has been shown that if an adopted child has grown from a family where one parent has cancer, in later life  the adopted subject is more likely to develop cancer too”.

When it vibrates at a certain frequency, everything that is out there that vibrates at the same frequency will be soaked of our energy. So if we have a positive thinking then a resonant positive event will respond and will be dipped in that energy. If we show a negative thought then we anticipate whatever is out there that will resonate with that kind of energy. In practice we nurture the environment with our energy. “So Dr. Lipton explains in an interview, also coming to talk about how you can not hope to have a satisfying relationship until we are able to generate our happiness:

  • “If you are not able to re-schedule yourself the old ways of thinking you need someone else to make you happy, and if you need someone to its completion, you are in a relationship of mutual dependence. Such relationships are dotted with failures because if one partner is not another meeting, the other feels a victim. In any case you can obtain happiness and joy and suit yourself, then you are free from the need to have a partner to do it for us. Consequently, when two independent people start with a report, blackmail and manipulation will not have any role in their romance. This is what I have learned from my past relationships that were based on meeting the needs. When I was able to provide myself to my happiness my life has suddenly changed. I became pleased with me, I could be busy all day, enjoy the world and have fun. “

We disclose this information on everything to do with our environment, everything we come into relationship, from what we eat (the body) to the meditation and then the thoughts that we (mind) and to investigate the nature of existence through spirituality (spirit).

Researchers from the University of Tokushima, Japan, studied how the difficult periods effects on a group of medical students. They took their DNA nine months before the final examination and compared with samples taken two days before the time when the anxiety was at its highest. They have shown that a chronic psychological stress produces changes in the genes:

  • 24 had modified encoded genes, especially the immune system.

In another study, Dr. Dean Ornish has changed the diet and social relations of prostate cancer patients: after 3 months had changed 501 genes and the disease was receding.

In short, life can not be fragmented: everything is connected and interdependent.

What to add?

No wonder the light of this information, once when someone was very ill he was made a change of scenery and brought in a quiet place in nature with people that cares about him lovingly. In short, the same environment of hospitals today.

 

SOURCE: Dionidream

Read Full Post »

Older Posts »