Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘PSICOLOGIA’

Abbandono ha un doppio significato, venir lasciati ma anche lasciarsi andare: se ti arrendi alle lacrime la sofferenza passa più in fretta e la vita riparte.

 

Ci scrive Emma, disperata per la fine della sua storia d’amore:

  • “Lui mi ha abbandonata e io sono persa. È successo di colpo, senza segnali o forse sono io che non li ho voluti vedere. È sparito, neanche un messaggio e al telefono non risponde. Qualcuno addirittura l’ha già visto con un’altra ragazza. Sono distrutta, non mi merito un epilogo del genere dopo tanti anni, tante cose condivise. Non gli perdono questa indifferenza. Un uomo che non ti ama più, ma che ti ha amato, non ti molla in questo modo barbaro. Sento il vuoto, non mi tengo insieme, voglio smettere di piangere ma le lacrime arrivano spontaneamente ogni volta che provo a frenarle . Di psicofarmaci non se ne parla, voglio mantenermi lucida. Tutti mi dicono che devo ricominciare… sì, ma da dove?”

 

Cedi totalmente alla lacrime e all’abbandono 

Non è un caso che il termine “abbandono” voglia dire sia lasciare per sempre, sia affidarsi con totale fiducia, che possa far precipitare nell’inferno o in paradiso, disperare o mandare in estasi. È un dato scientifico che si soffre di più per un abbandono subito dalla persona amata che per la morte della stessa: a conferma del fatto che spesso a stordire di dolore e di lacrime non è la mancanza di chi non ci é più accanto, ma l’esser rifiutati, dimenticati, sostituiti con un’altra persona. L’abbandonato ama ricostruire nei dettagli come è stato lasciato, guardare ai raggi X quell’ultima volta che non sapeva essere l’ultima, spiare i passi dell’altro, raccogliere informazioni con cui torturarsi, macerarsi di rimpianti e lacrime per ciò che poteva essere e non è stato. Insomma, facciamo tutto eccetto l’unica cosa da fare: stare lì, lasciarsi andare all’abbandono. è questa resistenza

Dissolvi le lacrime quando riparti da te

All’inizio, come descrive bene Emma, hai la sensazione di non tenerti insieme, di disperderti, come se tu avessi assegnato a chi ti ha lasciato il potere di definirti.

  • “ Lui mi abbandona, lui mi dimentica e io perdo consistenza, mi sciolgo”:

eppure è proprio questa percezione di scioglimento che ti può traghettare dallo smarrimento totale a uno stato di benessere. La psiche, liquefacendo il dolore attraverso le lacrime, scompone anche le forme in cui è saggio non rientrare, pena il cristallizzarti nella figura dell’abbandonata, mortificata e rancorosa da qui all’eternità. In quante favole la principessa abbandonata piange fino a trasformarsi in un lago? Le donne sanno usare bene le lacrime, che se spontanee distillano il dolore. Ogni volta che ricadi nel vortice dei pensieri che ti feriscono torna a soffermarti su di te, sulla dissolvenza che vivi, sul vuoto in cui galleggi. 

Ti accorgerai che proprio dentro quel vuoto c’è, come in un bozzolo, un filo sottile che tesse, momento per momento, la tua nuova forma. Affidati a esso con totale fiducia, abbandonati alla competenza con cui la vita ti crea, istante per istante. Dopo un abbandono vissuto bene ci riscopriamo nuove, con un nuovo passo nella vita, ripulite da vecchie idee su come deve essere l’amore. Lui non c’è più, punto. Tu ci sei, presente a quello che avviene dentro di te. Ricomincia da qui.
FONTE: Riza
(ENGLISH VERSION)

Abandonment has a double meaning, be left but also let go: If you surrender to tears suffering passes more quickly and life starts again.

Emma writes, ​​desperate for the end of her love affair:

  • “He has left me and I’m lost. It happened suddenly, without signals or maybe I just have not wanted  to see them. He’s gone, not even a message and the phone does not respond. Some even have already seen him with another girl. I am destroyed, I do not deserve an epilogue like that after so many years, so many things shared. I don’t pardon him this indifference. A man who does not love me anymore, but who loved me, should not quit me in this barbaric way. I feel empty, I do not hold myself together, I want to stop crying but the tears come spontaneously every time I try to restrain them. I don’t want to take any drug, I want to stay lucid. Everyone tells me that I have to keep going … yes, but where? “

Give in totally to tears and abandonment

It is no coincidence that the term “abandonment” it means either leave forever, both rely with absolute confidence, that can precipitate in hell or heaven, despair or go into raptures. It is a scientific fact that you suffer more for an abandonment done by the loved one than for the death of the same: a confirmation of the fact that often it is not stun of sorrow and tears of those who lack it is not next door, but to be rejected, forgotten, replaced with another person. The left likes to reconstruct in detail how it was left, look at the X-rays that last time he did not know to be the last, spying on each other’s steps, gather information with which to torture, macerarsi regrets and tears for what might be and was not. In short, we do everything except the one thing to do: stay there, let go abandonment. It is this resistance.

Dissolve the tears when you leave as

Earlier, as Emma describes, ​​you have the feeling of not hold you together, to loose yourself, as if you had assigned to those who left you the power to define you.

  • “He left me, he forgot me and I lose consistency, I release you,”

and yet it is precisely this perception of dissolution that can ferry you from the total loss to a state of well-being. The psyche, liquefying the pain through her tears, also breaks down the forms in which it is wise to not fall, otherwise the crystallization in the figure of the abandoned, humiliated and resentful from here to eternity. In many tales the abandoned princess  weeps until it turns into a lake? Women know how to use well the tears, that if spontaneous distill the pain. Whenever you fall into the vortex of thoughts that hurt you back to dwell on you, who live on the fade, the void in which you float.

You’ll find that right inside that void there, as in a cocoon, a thin thread that weaves, moment by moment, your new form. Entrusted to it with total confidence, abandoned to the jurisdiction in which life creates you, moment by moment. After an abandonment lived well you can discover a new slef, with a new step in life, cleansed of old ideas on how to be loved. He’s gone, that is a fact. You are there, present at what happens inside you. Begin from here.

SOURCE: Riza

 

Read Full Post »

Liberarsi dal passato e dai suoi vincoli è fondamentale per vivere pienamente quel che la vita sa offrirci ogni giorno: per farlo, ricordati… di dimenticare!

 

 

Nella mitologia greca e romana Lete è il fiume dell’oblio: le Anime ne bevono l’acqua per dimenticare le vite passate e prepararsi a quelle nuove. Lo afferma il poeta Virgilio nell’Eneide, quando parla dei Beati che si abbeverano a quella fonte per affrontare liberi la reincarnazione in un nuovo corpo. L’uomo antico sapeva una cosa che noi “moderni” troppo spesso ignoriamo: non è possibile affrontare il futuro se prima non ci si è liberati dai peccati, ovvero dai pesi del passato.

 

Non riuscire dimenticare può fare male

Non dimenticare spesso significa restare ancorati alla vita di ieri, impigliati in una relazione o in una situazione ormai al tramonto e quindi imprigionati in una ragnatela di sentimenti ed emozioni che ci impedisce di aprirci al nuovo e a ciò che di bello la vita avrebbe in serbo per noi; come ricorda Virgilio, se non si dimentica non si può ricominciare a vivere…

Continuare a provare rabbia, eterno rimpianto, pena, desiderio di vendetta o di rivalsa non fa bene all’Anima, che viene costretta a guardare sempre in una direzione ormai sterile. Il passato, bello o brutto ha dato i suoi frutti; ce ne sono altri da cogliere…

Dimenticare non è cancellare, ma andare oltre

Il problema non è tanto non riuscire a dimenticare quanto non volerlo fare; si preferisce il dolore noto a quello ignoto, che però potrebbe anche non esserci o essere minore di quanto si tema.

Il Lete è un fiume, acqua che scorre limpida, e lava, pulisce dalle scorie di ricordi dannosi: quell’uomo o quella donna che hanno rappresentato tanto per noi, la nostalgia di un momento di tranquillità e fortuna, oppure ancora una situazione lavorativa che – pur gratificante, è ormai finita.

Il fiume Lete scorre e porta via il ricordo di qualcosa che non è più e lascia liberi di vivere adesso. Dimenticare però non significa cancellare ma mettere da parte, andare oltre. Non significa distruggere ma piuttosto ricreare; il piacere di un’infanzia molto felice o al contrario l’amarezza di un’infanzia difficile e dolorosa non vanno gettati via, ma non devono neanche essere oggetto di nostalgia o disgusto perenni, perché altrimenti finiranno coll’intossicarci.

Come si fa a dimenticare?

Come si dimentica? Come si beve dal Lete? Innanzitutto volendo bene ai ricordi in quanto parte di noi e nulla più; i momenti passati non erano intenzionalmente belli o brutti, sono semplicemente “passati”. Poi bisogna contemplarli, rivivere con calma, quasi con pignoleria, le immagini e le emozioni e salutarle.

Occorre dir loro
  • “ Grazie, non ho più bisogno di voi, ora posso andarmene, ora devo fare altre cose, arrivederci!”
Ora è il momento di fare progetti, anche piccoli, che richiedano attenzione e un po’ di tempo: aggiustare un rubinetto che perde da tempo, scegliere con calma un libro o un programma tv, provare un nuovo piatto, telefonare a un amico o ad un parente, scrivere…. cose quotidiane, dal grande potere obliante. Un sorso alla volta e la dimenticanza consentirà al cervello di lavorare meglio: dimenticare aiuta i semi che stanno aspettando a crescere e a diventare finalmente quelle piante che sono destinati a essere…
FONTE: Riza
(ENGLISH VERSION)

Being free from the past and its constraints is essential to fully experience what life can offer us every day: to do this, remember … to forget!

In Greek and Roman mythology Lethe is the river of oblivion:

  • Souls drink its water to forget the past lives and prepare for the new ones.

This was stated by the poet Virgil in the Aeneid, when he speaks of the blessed that drink from that source deal free reincarnation in a new body. The old man knew something that we “modern” too often ignore: you can not face the future without at first to freed from sin, or from past burdens.

Not being able to forget can hurt

Do not forget often means remaining anchored to  yesterday life, entangled in a relationship or in a situation almost over and then imprisoned in a web of feelings and emotions that prevent us to open ourselves to the new and the beauty that life would have for us; as recalled by Virgilio, if you do not forget you can not start living again …

Keep feeling anger, eternal regret, punishment, revenge or retaliation is not good for the Soul, which is forced to always look into a now barren direction. The past, good or bad has paid off; there are others things to be seized …

Forgetting is not clearing, but going  further

The problem is not so much not being able to forget but more about that we don not want to; It seems better to stay with the known pain rather than facing the unknown pain, but it may well not be there or be less than one could imagine.

The Lete is a river, water runs clear, and washes, cleans the dross of harmful memories: that man or that woman who represented so much for us, the longing for a moment of tranquility and fortune, or even a work situation that – while rewarding, it is now over.

Lethe river flows and takes away the memory of something that is no longer useful  and leaves you free to live now. forgetting does not mean erase it aside, but it means to go further. It does not mean to destroy but rather to recreate; the pleasure of a very happy childhood, or on the contrary the bitterness of difficult and painful childhood should not be thrown away, but they need not be the object of nostalgia or perennial disgust, because otherwise they will end intoxicating us.

How can you forget?

How to forget? How to drink from Lethe? First loving our memories because they are part of us and nothing more; past times were not intentionally good or bad, they are simply “gone.” Then you have to contemplate them, reliving calmly, almost pedantry, images and emotions and greet them.

We must tell them

  • “Thank you, I no longer need you, now I can go, now I have to do other things, goodbye!”

Now is the time to make plans, even small, that require attention and a bit of time to fix a faucet leaking for some time, choose calmly a book or a TV show, try a new dish, call a friend or relative, write ….  things of everyday, forgetful of the great power. One sip at a time and forgetfulness allows the brain to work better: it helps to forget the seeds that are waiting to grow and to become finally those plants that are meant to be …

SOURCE: Riza

Read Full Post »

depressioneLa depressione è uno stato di alienazione che ci isola dal mondo e ci “spegne” solo per farci riscoprire quello che siamo davvero: se ne esce solo così…

 

Chi soffre di depressione anche lieve, ne conosce bene alcuni sintomi:

  • ci sente spesso spossati,
  • privi d’interessi,
  • avari di desideri capaci di accendere le proprie giornate.

 

L’energia vitale comincia mancare e, a poco a poco, assistiamo impotenti allo sfiorire di qualsiasi pulsione. La depressione non è di un disagio esclusivamente psichico: si tratta di uno squilibrio che interferisce pesantemente con la salute complessiva di chi ne soffre, che vede alterate le funzioni vitali maggiormente connesse con il benessere e la salute psico-fisica, a partire dal sonno, dall’appetito e dal desiderio sessuale…

 

La depressione fa soffrire tutto il corpo

Anche l’efficienza del sistema immunitario, di norma, subisce un pesante contraccolpo; non per niente è più facile ammalarsi nei periodi di tristezza e di depressione che in quelli di felicità. La conseguenza è una perdita di fiducia in se stessi e nel futuro, tutto appare grigio e la più piccola difficoltà è capace di mandarci al tappeto. Eppure la depressione, come molti altri disagi, può essere letta anche come un segnale che arriva allo scopo di indurci a modificare qualche aspetto cruciale della nostra esistenza, aspetti incistati e non più funzionali alla nostra evoluzione.

Sei mosse per liberarsi dalla depressione

  1. Carpe Diem. Cogliere l’attimo è il modo migliore per evitare di rimandare azioni e decisioni, una tendenza molto comune in caso di depressione, ma che rischia di allontanarci ancora di più dal flusso della vita. Per vincere la tristezza è indispensabile riprendere in mano le redini del proprio destino. Poco importa se l’umore e le intenzioni non sono quelli migliori; per vedere un mutamento, invece che sederti, alzati e agisci.
  2. Assumiti le tue responsabilità. Superare la depressione è una sfida da vincere in prima persona. Per questo, ogni volta che ti trovi ad affrontare un avvenimento avverso, non attribuire la colpa al caso o alla sfortuna ma inizia a domandarti cosa hai messo in campo tu. Solo così potrai modificare davvero condotte ed abitudini nocive che risultano di ostacolo al raggiungimento di qualsiasi obiettivo, come rinuncia, sfiducia, sarcasmo distruttivo….
  3. Scopri il piacere del distacco. Più siamo legati e dipendenti da qualcosa, si tratti di beni, persone o convinzioni più ci ritroviamo schiavi di una forma di possesso che vincola benessere e identità personale alla loro presenza. La felicità, in questi casi, è sempre passibile di venire alterata da circostanze indipendenti dalla nostra volontà. Al contrario, con il giusto distacco torniamo a dare valore alla nostra libertà e singolare unicità.
  4. Smetti di lamentarti. Piangersi addosso è il modo migliore per dissipare importanti energie che avresti potuto impiegare per cambiare la situazione. I lamenti, poi, non piacciono a nessuno e nei periodi di maggiore sconforto rischi di ritrovarti ancora più solo, contribuendo a definire un’immagine di te negativa e perdente. Alla lunga, il rischio è quello di incorrere in una profezia che si autoavvera, dove tu stesso e chi ti sta vicino si aspetteranno da te solo disgrazie e disfatte personali.
  5. Concediti il lusso di un sano egoismo. Impara a esser esigente prima di tutto con te stesso. Non ascoltare chi ti offre consigli che non senti di approvare, solo perché conviene loro o li ritengono sensati. Fidati solo del tuo istinto e soddisfa le tue esigenze, quelle che sgorgano da dentro e definiscono chi sei, senza cadere vittima di una falsa morale confezionata dall’esterno. Ne guadagnerai in fiducia e personalità.
  6. Riscopri l’appagamento. Focalizza la mente esclusivamente su immagini ed eventi piacevoli. Riesci a ricordare l’ultima volta in cui ti sei sentito felice, capace e appagato? Non devi fare altro che riassaporare quelle stesse sensazioni: gli occhi che brillavano, il senso di potenza, un’ondata di energia. Mentalizza più volte al giorno quei precisi momenti; a poco a poco, accrescerai la tua autostima.

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Depression is a state of alienation that isolates us from the world and we “turn off” just to make us discover what we really are: it comes out just so …

Those who are suffering from depression even mild,  know some symptoms:

  • they often feel exhausted,
  • interest-free,
  • covetous desires are able to turn their days.

The vital energy begins to miss and, little by little, we assist impotent to fade any drive. Depression is not an exclusively psychological distress: it is an imbalance that interferes with the overall health of the sufferer, who sees altered the most vital functions associated with well-being and mental and physical health, from sleep, by appetite and sexual desire …

Depression affects the whole body

Furthermore, the efficiency of the immune system, as a rule, undergoes a heavy backlash; It is easier to get sick in times of sadness and depression than in those of happiness. The consequence is a loss of confidence in themselves and in the future, everything looks gray and the smallest difficulty is able to send us to the mat. Yet the vacuum, like many other inconveniences, it can also be read as a signal that arrives in order to induce us to change some crucial aspect of our existence, encysted aspects and no longer useful to our evolution.

Six moves to get rid of depression

  1. Carpe Diem. Seize the day is the best way to avoid putting off decisions and actions, a very common trend in cases of depression, but that is likely to turn away even more from the flow of life. To win the sadness is essential to resume the reins of their own destiny. It matters little if the mood and intentions are not the best ones; to see a change, rather than sit down, get up and act.
  2. Accept your responsibilities. Overcoming depression is a challenge to be done in the first person. For this, every time you face a challenging event, do not attribute blame chance or bad luck but starts to wonder what took you in this field. Only you can really change behaviors and harmful habits that are an obstacle to achieving any goal, as renunciation, confidence, destructive sarcasm ….
  3. Discover the pleasure of detachment. The more we are bound and dependent on something, whether of goods, persons or anything else we find ourselves slaves of a form of possession convictions that binds being and personal identity in their presence. Happiness, in these cases, is always liable to be altered by circumstances beyond our control. On the contrary, with the proper detachment back to value our freedom and singular uniqueness.
  4. Stop complaining. Cry on is the best way to dissipate important energies that you could employ to change the situation. The moans, then, nobody likes, and in times of distress risk to find yourself even more alone, helping to define an image of you and bad loser. In the long run, there is the risk of incurring a self-fulfilling prophecy, where you yourself and those around you will expect from you only misfortunes and personal defeats.
  5. Allow yourself the luxury of a healthy selfishness. Learn to be demanding first and foremost with yourself. Do not listen to those who offer you advice that you do not feel to approve, just because they or should they consider them sane. Trust only your instincts and it will suit your needs, those that flow from within and defines who you are, without falling victim to a false moral packed outside. You earn in confidence and personality.
  6. Rediscover contentment. Focusing the mind solely on images and pleasant events. Can you remember the last time you felt happy, capable and satisfied? You do not have to do is savor those same feelings: eyes shining, the sense of power, a wave of energy. Remember  several times a day those precise moments; gradually, you will augment your self-esteem.

SOURCE: Riza

Read Full Post »

happy-woman-with-beautiful-smile-253486-1400x600Allontanati dai luoghi comuni: la felicità non dipende dagli altri, non è un premio, non arriva per gratificare un’esistenza di soli sforzi e sacrifici…

 

La felicità è adesso e non può essere posticipata né delegata a qualcosa o qualcuno. Sebbene a parole siamo tutti d’accordo con una simile affermazione, di fatto la maggior parte degli individui finisce per etichettarla come uno slogan irrealizzabile, dando conseguentemente credito a pensieri e convinzioni comuni su quel che invece garantirebbe la felicità: successo, denaro, fortuna, famiglia, amore.

  • “Se lei/lui si accorgesse di me!”;
  • “se avessi l’occasione di vincere quel premio!”,
  • “se finalmente ottenessi la promozione che merito”…

In questo modo, non facciamo altro che spostare l’attenzione dall’interno all’esterno, omologandoci a ideali e schemi di pensiero costruiti a tavolino e spesso sovrastimati.

Vivere in attesa allontana la felicità

Esiste una ragione biologica all’origine di questa tendenza. I nostri pensieri attivano una serie di percorsi neuronali la cui veridicità (presunta) cresce in misura proporzionale alla frequenza e intensità con cui li coltiviamo, persino nel caso in cui questi pensieri si rivelino errati, controproducenti o distruttivi.

Questo significa che siamo portati a vivere come corretti solo i concetti compatibili con i nostri schemi mentali; concetti già noti, per altro, senza alcuna originalità.

Come dire: la familiarità di un’affermazione risulta più convincente della sua veridicità. Ecco perché chi vive in perenne attesa di ciò che gli manca continuerà a considerare quell’unica cosa la chiave della sua felicità. Così facendo si ostacola l’accesso all’unica verità che meriti di essere coltivata: siamo noi gli artefici del nostro destino. Se il nostro cammino è salutare, se siamo in armonia con la nostra natura e le sue inclinazioni, non esiste felicità che possa esserci preclusa.

Ideali, attaccamenti e aspettative spengono la felicità

Tra le convinzioni che ostacolano il raggiungimento della felicità troviamo una serie di ideali legati al futuro e al passato, da cui originano, rispettivamente, aspettative e attaccamenti. Chi vive nel rimpianto di un tempo ormai concluso, così come chi attende con ansia l’avvicendarsi di persone, esperienze e occasioni nel prossimo futuro si troverà a rincorrere immancabilmente chimere fuori dal tempo presente. Eppure, la vera felicità non conosce altro tempo.

Solo vivere “qui e ora” ci offre di continuo l’occasione di cambiare, a partire dai gesti e dalle scelte di ogni giorno. È impossibile negare che se indugiare nel ricordo si rivela improduttivo, anelare di continuo al domani impedisce di godere i frutti presenti e quindi la felicità possibile.

Felicità: fai così e la trovi subito

Concentrarsi sul presente per rendere speciale ogni singolo giorno è il primo passo per vedere con occhi nuovi fortune e opportunità che spesso diamo per scontate, il cui valore, in molti casi, ci appare chiaro solo se, per qualche ragione, ne veniamo privati. Ecco come fare.

  • Impara a dire grazie invece che peccato, valorizzando gli aspetti positivi di ogni singola esperienza, incontro ed occasione.
  • Coltiva la gratitudine a partire dalle piccole cose quotidiane: un giorno di sole, la vista di un tramonto, una coincidenza favorevole e del tutto inaspettata.
  • Apri la mente a nuovi pensieri e punti di vista insoliti, soprattutto a quelli che sono in controtendenza rispetto a certezze e modalità consolidate.

In questo modo, i circuiti neuronali che inducono a interpretare eventi e situazioni in maniera monocorde (e persino disfattista) eviteranno di fungere da filtro a immagini e intuizioni che nascono dall’anima.

Mettere a tacere la mente razionale per ridare voce alle pulsioni più autentiche, poco alla volta, consentirà di riscoprire interessi e desideri non omologati, figli soltanto della propria natura. Seguili qualunque essi siano, ovunque ti conducano… non esiste altra strada raggiungere la felicità.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

Get away from the usual places: happiness does not depend on others, it is not a reward, it does not arrive to gratify an existence of only effort and sacrifice …

Happiness is now and can not be postponed or delegated to someone or something. Although in words we can all agree with such a statement, in fact most individuals end up labeling it as an unrealizable slogan, consequently giving credit to thoughts and common beliefs about what instead would ensure happiness: success, money, luck, family, love.

  • “If she / he will notice me!”;
  • “If I had the opportunity to win that prize!”,
  • “If finally I get the promotion I deserve” …

In this way, we only shift the focus from inside to outside, conform ourself to ideals and patterns of thought built around a table and often overestimated.

Living waiting away happiness

There is a biological reason behind this trend. Our thoughts trigger a series of neuronal pathways whose veracity (alleged) grows in proportion to the frequency and intensity with which we cultivate them, even if these thoughts prove to be incorrect, counterproductive or destructive. This means that we tend to live as correct only the concepts compatible with our thought patterns; already known concepts, for another, without any originality. In other words: the familiarity of an affirmation is more persuasive of its truthfulness.

That’s why those who live in constant expectation of what is missing that one thing will continue to consider the key to their happiness. This will hinder access to the only truth that deserves to be grown: we are the architects of our destiny. If our path is healthy, if we are in harmony with our nature and its inclinations, there is no happiness that can be foreclosed.

Ideals, attachments and expectations off happiness

Among the beliefs that hinder the attainment of happiness we find a set of ideals related to the future and the past, from which they originate, respectively, expectations and attachments. Those who live in regret of an already concluded time, as well as who is eagerly awaiting the succession of people, experiences and opportunities in the near future will inevitably chasing chimeras out of the present time.

Yet, the true happiness doesn’t  need any more time. Just living “here and now” offers us the opportunity to constantly change, starting from the gestures and the everyday choices. It is impossible to deny that if you linger in the memory it is proven to be unproductive, constantly yearning to tomorrow preventing you from enjoying the fruits of the present and then the  possible happiness.

Happiness: you do that and you can find now

Focus on the present to make every single day is the first step to see with new eyes fortunes and opportunities that we often take for granted, the value of which, in many cases, there is clear only if, for some reason, they are deprived. Here’s how.

  • Learn to say thank you instead of what a shame, emphasizing the positive aspects of each experience, meeting and occasion.
  • Cultivate gratitude from the smallest everyday things: a sunny day, the sight of a sunset, a favorable coincidence and totally unexpected.
  • Open your mind to new thoughts and unusual points of view, especially those that are in contrast with certainty and consolidated methods.

In this way, the neural circuits that lead to interpret events and situations in a monotone (and even defeatist) will avoid to act as a filter to images and insights that come from the soul. To silence the rational mind to give voice to the most authentic impulses, little by little, will allow you to rediscover interests and desires have not been approved, only generated from his own nature. Follow them whatever they are, wherever you lead … there is no other way to achieve happiness.

SOURCE: Riza

 

Read Full Post »

10422922_912840458732941_8791236004944306714_nIl nostro corpo somatizza nella sua materia quello che lo spirito subisce in tutta la nostra anima, quello che il nostro inconscio tace, lo urlano le nostre malattie dolori e malesseri. La malattia è un conflitto tra la personalità e l’anima.

  • Quando ti manca calore affettivo, basta una minima frescata di vento freddo e subito prendi un raffreddore.
  • Il raffreddore “cola” quando il corpo non piange.
  • Forti mali di schiena (ovvio non causati da un peso caricato male) ti dicono che stai subendo un dolore, porti con te un peso un trauma una tristezza immensa;
  • Il mal di gola “tampona” ti assale sicuramente quando hai tanti dolori da sfogare ed afflizioni da dire e non hai con chi confidarti.
  • Quando una persona non la sopporti, non la digerisci e la devi sopportare ti viene acidità allo stomaco, le coliche spesso sono rabbie accumulate che non riesci a sfogare.
  • Il diabete “invade” quando la solitudine ti attanaglia.
  • Il cancro ti divora come l’odio che corrode l’amore mancato.
  • Il corpo ingrassa quando sei insoddisfatto o dimagrisci quando ti senti logorato.
  • Dubbi preoccupazioni ansietà ti portano via il sonno e soffri di insonnia.
  • Se non trovi un senso alla tua vita la pressione del cuore rallenta o accelera quindi ipotensioni e pressioni alte al cuore sono sbalzi che ti condizionano l’umore e le forze.
  • Il nervosismo aumenta i respiri, come se ti mancasse l’aria, donde dolori al petto ed emicranie (molti fumatori prendono aria extra dal fumo fatidico ed effimero che li rilassa in maniera compensatoria ma illusoria)
  • La pressione “sale” quando la paura imprigiona.
  • Quando ti senti sopraffatto di un problema che sei ai limiti, allora la febbre ti assale, le frontiere dell’immunità sono all’erta.
  • Le ginocchia “dolgono” quando il tuo orgoglio non si piega.
  • Le artrosi vengono quando la tua mente non si apre, sei troppo rigido e i muscoli ti si contraggono.
  • I crampi indicano che stai subendo una situazione ai limiti della sopportazione.
  • La stitichezza ti indica che hai residui nel tuo inconscio, hai segreti che ti otturano (quanta merda ci teniamo dentro che non è utile) e non trovi chi ti comprenda senza giudicarti.
  • La diarrea è un atto di difesa dell’organismo che vuole eliminare ciò che percepisce come dannoso (come il vomito) vale per i virus ma anche per le situazioni, i sentimenti… forse chi ha diarrea non riesce a trattenere o assimilare.

La malattia non è cattiva, ti avvisa che stai sbagliando cammino. Ascolta il tuo corpo ed impara a guarire con il tuo spirito, non c’è altra medicina che la tua stessa natura non possa darti.

E’ ovvio che non generalizziamo, non è un catalogo farmacologico ma una linea guida… chi una preoccupazione la somatizza nella testa (emicrania) chi nello stomaco (indigestione).

E i bambini? pur innocenti sono spugne emotive e recepiscono ogni energia negativa di chi li sta accanto, non per caso i bambini più sani sono quelli che crescono in famiglie unite ed amorose.

L’amore è vita, dunque qualsiasi mancanza d’amore produce in noi morte: psichica, mentale, emotiva e alla fine anche fisica.

 

FONTE: EpicNews

 

(ENGLISH VERSION)

Our body somatization is in fact what the spirit sufferings in all our soul, that our unconscious is silent, they are the screaming of our soul done trough diseases aches and pains. The disease is a conflict between the personality and soul.

  • When you lack emotional warmth, it is enough just a minimum of cold wind  and immediately take a cold.
  • Colds “drip” when the body does not cry.
  • Strong backache (obviously when not caused by bad loaded weight) tells you that you’re suffering a pain, you carry a burden trauma an immense sadness;
  • Sore throat “buffers” assails you definitely when you have so many sorrows and afflictions to vent to say and you do not have anyone with whom to confide.
  • When a person does not bear, you do not digest and you have to endure, then comes  acidity in the stomach, colic are often the accumulated anger that you can not vent.
  • Diabetes “invades” when loneliness grips you.
  • Cancer devours you like hatred that eats away the missed love.
  • The body fat when you are dissatisfied or lose about when you feel worn down.
  • Doubts, concerns, anxiety take away the sleep and you suffer from insomnia.
  • If you can not find a meaning to your life the heart pressure slows or accelerates then hypotension and high pressure to the heart are changes that affect your mood and forces.
  • Nervousness increases the breaths, as if you lacked the air, whence chest pains and headaches (many smokers take extra air from smoke fateful and ephemeral that relaxes them in compensatory manner but illusory)
  • The “pressure rises” when you feel imprisoned.
  • When you feel overwhelmed by a problem that you feel you are at the limits, then the fever assails you, the immunity borders are alert.
  • The “ache” knees when your pride will not bend.
  • Arthrosis come when your mind will not open, you’re too stiff and the muscles will contract.
  • The cramps indicate that you are experiencing a situation to the limits of endurance.
  • Constipation indicates you that you have waste in your unconscious, you have secrets that will clog (how much shit we hold inside us is not helpful) and can not find who understands you without judging.
  • Diarrhea is an act of defense that wants to eliminate what it perceives as harmful (such as vomiting) goes for viruses but also for situations, feelings … maybe those who have diarrhea can not hold or assimilate.

The disease is not bad, it warns you that you’re on the wrong path. Listen to your body and learn to heal  your spirit, there is no other medicine that your very nature can not give.

It is obvious that it is not good to generalize, it is not a drug but a guideline catalog … who a concern the somatization in the head (migraine) who in the stomach (indigestion).

And the children? while innocents are emotional sponges and implementing any negative energy of those who are beside them, not by accident the healthiest children are those that grow in united and in a  loving family.

Love is life, therefore any lack of love produces in us death: psychic, mental, emotional and eventually physical.

SOURCE: EpicNews

Read Full Post »

diabete-e-genetica-864x472Quale potere hai sulla tua salute? Fino alla scoperta dell’epigenetica, si credeva che la nostra aspettativa di vita e le malattie di cui avremmo sofferto fossero scritte nel nostro DNA e che quindi non potevamo migliorare o peggiorare di molto quello che già era stabilito alla nascita.

L’epigenetica è quella scienza che si è sviluppata negli ultimi 15 anni che mostra che i geni del nostro DNA sono attivati e disattivati dall’ambiente. E’ l’ambiente quindi decide la nostra salute e per ambiente intendiamo

  • I cibi che mangiamo
  • L’attività fisica
  • I tipi di relazioni che abbiamo con le altre persone
  • I nostri pensieri
  • Le nostre credenze
  • Lo stress
  • Il nostro stato emotivo

La Società Americana per il Cancro ha pubblicato una statistica che afferma che il 60% dei tumori sono evitabili, cambiando stile di vita e dieta. Infatti solo il 5% dei cancri hanno a che vedere con l’ereditarietà e i geni, mentre il 95% dei cancri in effetti non ha nessuna connessione coi geni.

Contrariamente a quanto ci è stato insegnato, oggi la scienza dimostra che non siamo vittime dei nostri geni ma che è l’ambiente in cui decidiamo di vivere che ha un vero impatto sulla nostra vita e su quella degli altri. Le nostre credenze, emozioni e pensieri, oltre al cibo, possono quindi cambiare la nostra biologia. Abbiamo il potere di guarire noi stessi, aumentare i nostri sentimenti di autostima e migliorare il nostro stato emotivo.

Le cellule possono scegliere di leggere o non leggere il modello genetico in base ai segnali ricevuti dall’ambiente. Quindi avere un “programma di cancro” nel nostro DNA non significa automaticamente saremo destinati a contrarlo. Questa informazione genetica può essere disattivata se il nostro ambiente è tale da non attivarla e quindi ecco quanto enorme è il ruolo del cibo e dei pensieri, atteggiamenti e dalle percezioni!

Siamo noi a decidere la nostra salute

Quello che fino ad alcuni anni fa era “il dogma centrale” della biologia molecolare era che le informazioni biologiche vengono trasferite in sequenza e solo in una direzione (dal DNA all’RNA alle proteine). Questo dogma centrale conduceva a credere in un determinismo assoluto, che lascia assolutamente incapaci di fare qualsiasi cosa per la salute del corpo; è tutto guidato dal codice genetico con cui si è nati. Il problema principale con credere al mito che i geni controllano la vita è che si diventa vittima dell’ eredità genetica. Dal momento che non è possibile modificare i geni, significa in sostanza che la vita è predeterminata, e quindi si ha ben poco controllo sulla propria salute.

Per nostra fortuna gli scienziati hanno completamente distrutto questo dogma e provato che è falso. In realtà abbiamo un controllo enorme su come vengono espressi i tratti genetici, per esempio attraverso come si pensa, ciò che si mangia e le relazioni in cui si vive.

Nel 1990 è stato lanciato il Progetto Genoma Umano ed è stato completato nel 2003. La missione era quella di mappare tutti i geni umani e le loro interazioni, per averla come base per la cura di qualsiasi malattia. In realtà non solo hanno scoperto che il corpo umano è costituito da un numero molto minore di geni di quanto si stimava, ma hanno anche visto che questi geni non funzionano come previsto.

Già John Cairns, un biologo molecolare britannico nel 1988 aveva dimostrato che le nostre risposte all’ambiente determinano l’espressione dei nostri geni. Cairns prese un ceppo di batteri i cui geni non permettevano loro di produrre lattasi, l’enzima necessario per digerire lo zucchero del latte, e li mise in capsule di Petri in cui l’unico cibo presente era il latte. Con suo grande stupore, nel giro di pochi giorni, tutte le capsule erano state colonizzate dai batteri che stavano mangiando il lattosio. Il DNA batterico era cambiato in risposta all’ambiente! Questo esperimento è stato replicato molte volte e non è stata trovata una spiegazione migliore che anche gli organismi primitivi possono evolvere consapevolmente.

I geni possono essere attivati e disattivati da segnali provenienti dall’ambiente. La coscienza della cellula si trova all’interno della propria membrana. Ogni cellula del nostro corpo ha un tipo di coscienza. I geni modificano la loro espressione a seconda di ciò che sta accadendo al di fuori di esse.

Le nostre emozioni regolano la espressione genetica 

I  geni cambiano espressione in risposta a fattori ambientali ed altri ricercatori hanno dimostrato che questo “ambiente” include anche i pensieri coscienti, le emozioni e le credenze inconsce. Il biologo Bruce Lipton, PhD, è una delle autorità più importanti riguardo a come le emozioni possano regolare l’espressione genetica, spiegate in modo approfondito nei suoi eccellenti libriLa biologia delle credenze, e Evoluzione spontanea. Le percezioni dell’ambiente vengono interpretate secondo le nostre credenze e come tali influiscono sulla nostra biologica con un effetto positivo o negativo a seconda del tipo di credenza.

La maggior parte delle credenze sono limitanti e negative ed è per questo che è necessario un lavoro interiore di pulizia delle proprie limitazioni. Sono tantissimi ad esempio i casi di remissione spontanea da cancro e altre malattie gravi grazie alla forza della fede e alla preghiera.

Secondo alcuni anche il pensiero positivo fatto in modo corretto può portare a dei risultati. Il Dr. Bruce Lipton a riguardo dice:

  • “Il pensiero positivo funziona solo se le credenze nel subconscio sono in linea con esso, o se siete completamente attenti. Se siete totalmente attenti ed usate quel desiderio di essere positivi e far funzionare le cose, allora vi accorgerete quando il vostro subconscio sta facendo andare un nastro e voi potete cancellarlo. Ma se non siete attenti e pensate solo pensieri positivi, allora non state conducendo lo spettacolo. Da qui vengono i conflitti.”

Questa nuova scienza rivela che in realtà siamo un’estensione dell’ambiente che ci circonda, che comprende tutto, dai pensieri alle credenze, dalle tossine a cui siamo esposti al prendere il sole, dall’esercizio fisico a tutto ciò che si sceglie di mettere in bocca. Come il dottor Lipton è solito dire, la nuova biologia ci muove fuori dal vittimismo e ci da la padronanza sulla nostra salute.

Come la nutrizione altera l’espressione genetica 

Due anni fa, uno studio condotto dal Linus Pauling Institute presso la Oregon State University è stato presentato in occasione del convegno annuale Experimental Biology. Lo studio ha dimostrato come le “modificazioni degli istoni” possono avere un impatto sull’espressione di molte malattie degenerative, che vanno dal cancro e dalle malattie cardiache al disordine bipolare e persino all’invecchiamento stesso. Secondo Rod Dashwood, docente di tossicologia e capo del Cancer Program del Linus Pauling Institut ha comunicato:

  • “Crediamo che molte malattie che hanno alla radice un’espressione genica aberrante possono essere collegate al modo in cui il DNA è confezionato, e alle azioni di enzimi quali l’istone deacetilasi, o HDACs”.

Non più tardi di 10 anni fa, non sapevamo quasi nulla della regolazione dell’HDAC nel cancro o in altre malattie, ma oggi è una delle aree più promettenti della ricerca relativa alla salute. In poche parole, tutti noi abbiamo geni oncosoppressori, che sono in grado di bloccare le cellule tumorali. Questi geni sono presenti in ogni cellula del  corpo, ma lo sono anche le proteine chiamate istoni. Come il dottor Jean-Pierre Issa ha spiegato al M.D. Anderson Cancer Center, gli istoni possono “abbracciare” il DNA in modo così stretto da diventare “nascosto alla vista per la cellula.” Se un gene soppressore del tumore è nascosto, non può essere utilizzato, e in questo modo si spegne, consentendo alle cellule tumorali di proliferare.

Ora qui è dove entra in gioco l’epigenetica: alcuni alimenti, come i broccoli e altre verdure crocifere, aglio, cipolle contengono sostanze che agiscono come inibitori dell’istone, che essenzialmente lo bloccano, consentendo ai geni oncosoppressori di attivarli e combattere il cancro. Consumando regolarmente questi alimenti, si sostiene naturalmente la capacità del corpo di combattere i tumori.

Anche alcuni oncologi alternativi hanno toccato direttamente il meccanismo epigenetico, come ad esempio il dottor Nicholas Gonzalez, che utilizza un triplice approccio al cancro basato principalmente sulla nutrizione e la disintossicazione, e il Dr. Stanislaw Burzynski, che tratta il cancro con un approccio gene-mirato. Il suo trattamento utilizza peptidi non tossici e aminoacidi, conosciuti come antineoplastoni, che fungono da interruttori genetici che trasformano i geni tumorali in geni soppressori attivati.

Il potere di trasformazione della terapia epigenetica

Quindi la buona notizia è che si possono controllare i geni. È possibile modificarli in maniera regolare, a seconda degli alimenti che si mangiano, l’aria che si respira, e i pensieri che si formulano. Sono l’ambiente e lo stile di vita che impongono la  tendenza a esprimere la malattia, e questa nuova realizzazione si appresta a fare grandi cose nel futuro della prevenzione delle malattie – tra cui un giorno educare le persone su come combattere la malattia a livello epigenetico. Quando si verifica una malattia, la soluzione, secondo la terapia epigenetica, è semplicemente quella di “ricordare” alle cellule colpite la loro funzione sana (cambiando le istruzioni ambientali), in modo che possano tornare ad essere cellule normali. Si può cominciare a farlo da soli, molto prima di manifestare una malattia.

Conducendo uno stile di vita sano, con

  • una nutrizione di alta qualità,
  • l’esercizio fisico,
  • una limitata esposizione alle tossine, e
  • un atteggiamento mentale positivo,

si incoraggiano i vostri geni ad esprimere comportamenti positivi, che combattono le malattie. Questo è ciò che fa la medicina preventiva. Più persone stanno diventando disposte ad abbracciare questa semplice e sana verità. Vale anche la pena sottolineare che gli effetti epigenetici iniziano prima della nascita.

Una ricerca epigenetica dal 2009 ha dimostrato che i feti di ratto che ricevono una cattiva nutrizione nel ventre materno diventano geneticamente predisposti ad un ambiente povero di nutrienti. Come risultato di questo adattamento genetico, i ratti tendono ad essere più piccoli. Essi sono anche a più alto rischio per una serie di problemi di salute per tutta la vita, come il diabete, il ritardo della crescita, le malattie cardiovascolari, l’obesità, e ritardi dello sviluppo neurologico. Anche in questo caso, mentre alcuni sono tentati di incolpare tali “predisposizioni” ai geni cattivi, il fattore chiave è l’alimentazione, vale a dire l’ambiente cellulare.

È inoltre possibile attivare i geni inattivi con le emozioni. Molti, se non la maggior parte, hanno cicatrici emotive; i traumi possono influenzare negativamente la salute. Utilizzando alcune tecniche si può risolvere il trauma e aiutare a regolare l’espressione genetica in modo ottimale. L’approccio del Thetahealing può velocemente ed efficacemente intervenire per correggere convinzioni e abitudini comportamentali sbagliate che diventano dannose per noi stessi, per la nostra salute e per il raggiungimento dei nostri obiettivi.

Riferimenti
– Patricia L. Foster. Adaptive mutation: implications for evolution. Bioessays. Author manuscript; available in PMC 2010 Aug 28.
– Falling for This Myth Could Give You Cancer. Dr. Mercola
– The Human Genome Project
– Wake Up World March 26, 2012
– ‘Epigenetic’ concepts offer new approach to degenerative disease, Eurekalert April 28, 2010
– Epigenetic Therapy, NOVA, October 16, 2007
– The Soul and Quantum Physics: An interview with Dr. Fred Alan Wolf
– The Biology of Belief: Unleashing the Power of Consciousness, Matter & Miracles, by Bruce Lipton, Hay House, September 2008.
– Poor Nutrition in the Womb Triggers Permanent Genetic Changes. Dr Mercola
– Conversazione con Bruce Lipton

 

FONTE: Dionidream

Se siete interessati ad approfondire il metodo Thetahealing© non esitate a contattarmi per mail: zynefertari@gmail.com

(ENGLISH VERSION)

What power you have on your health? Until the discovery of epigenetics, it was believed that our life expectancy and disease of which we would suffer they were written in our DNA and therefore could not improve or worsen much what was already established at birth.

Epigenetics is the science that has been developed over the past 15 years, it shows that the genes in our DNA are switched on and off from the environment. And the environment decides our health and by “environment” we mean

  • The foods we eat
  • Physical activity
  • The types of relationships we have with other people
  • Our thoughts
  • Our beliefs
  • The stress
  • Our emotional state

The American Cancer Society has published a statistic that says that 60% of cancers are avoidable by changing lifestyle and diet. In fact, only 5% of cancers have to do with heredity and genes, while 95% of cancers in fact has no connection with the genes.

Contrary to what we have been taught, now science shows that we are not victims of our genes but that is the environment in which we decide to live that has a real impact on our lives and those of others. Our beliefs, emotions and thoughts, in addition to food, may therefore change our biology. We have the power to heal ourselves, increase our feelings of self-esteem and improve our emotional state.

The cells can choose to read or not to read the genetic model according to the signals received from the environment. So having a “cancer program” in our DNA does not automatically mean we are destined to contract it. This genetic information can be turned off if our environment is such that it does not turn it on and then here is also a huge role of the food and of the thoughts, the attitudes and the perceptions!

We decide our health

Until a few years ago was the “central dogma” of molecular biology was that biological information is transferred in sequence and only in one direction (from DNA to RNA to protein). This central dogma led to believe in an absolute determinism, which leaves absolutely incapable of doing anything for the health of the body; it’s all driven by the genetic code with which you were born. The main problem with believing the myth that genes control life is that you become a victim of genetic inheritance. Since you can not change the genes, essentially it means that life is predetermined, and therefore you have very little control over your health.

Fortunately for us, scientists have completely destroyed this dogma and proven that it is false. In fact we have a huge control over how genetic traits are expressed, for example through

  • how you think,
  • what you eat and
  • relationships in which you live.

In 1990 the Human Genome Project was started and was completed in 2003. The mission that was launched was to map all human genes and their interactions, to have it as a basis for the treatment of any disease. In fact not only they have discovered that the human body is made from a much smaller number of genes to what it was estimated, but they have also seen that these genes do not work as expected.

Already John Cairns, a British molecular biologist in 1988 had shown that our responses to the environment determine the expression of our genes. Cairns took a strain of bacteria whose genes did not allow them to produce lactase, the enzyme needed to digest milk sugar, and placed them in petri dishes in which the only food was the milk. To his amazement, within a few days, all the capsules were colonized by bacteria that were eating lactose. The bacterial DNA was changed in response to the environment! This experiment has been replicated many times and is not a better explanation was found that even primitive organisms can evolve consciously.

Genes can be turned on and off by signals from the environment. The consciousness of the cell is located within its own membrane. Every cell in our body has a kind of consciousness. The genes change their expression depending on what is happening outside of them.

Our emotions regulate gene expression

The genes change expression in response to environmental factors and other researchers have shown that this “environment” includes conscious thoughts, emotions and unconscious beliefs. The biologist Bruce Lipton, PhD, is one of the leading authorities on how emotions can regulate gene expression, explained in depth in his excellent book “The Biology of Belief” and “Spontaneous Evolution.” The perceptions of the environment are interpreted according to our beliefs and how these affect our biological body with a positive or negative response depending on the type of belief.

Most beliefs are limiting and negative, and that’s why you need an inner cleansing of their limitations job. There are many such cases of spontaneous remission from cancer and other serious diseases thanks to the power of faith and prayer.

Some say positive thinking done properly can lead to results. Dr. Bruce Lipton says about it:

  • Positive thinking works only if the beliefs in the subconscious are allied  with it, or if you are fully conscious. If you are totally conscious and use that desire to be positive and make things work, then you will notice when your subconscious is doing go a tape and you can delete it. But if you are not careful and just think positive thoughts, then you are not leading the show. From here come the conflicts. “

This new science reveals that in reality we are an extension of our environment, which includes everything from thoughts, the beliefs, the toxins we are exposed to the sun, from exercise to whatever you choose to put in the mouth. As Dr. Lipton is fond of saying, the new biology moves us out of victimhood and gives us mastery over our health.

How nutrition alters gene expression

Two years ago, a study conducted by the Linus Pauling Institute at Oregon State University was presented at the annual Experimental Biology conference. The study showed how the “histone modifications” may have an impact on the expression of many degenerative diseases, ranging from cancer and from heart disease to bipolar disorder and even aging itself. According to Rod Dashwood, professor of toxicology and head of the Cancer Program of the Linus Pauling Institute announced:

  • “We believe that many diseases that originate from aberrant gene expression may be linked to the way DNA is packaged, and the actions of enzymes such as histone deacetylases, or HDACs “.

As recently as 10 years ago, we knew almost nothing about HDAC regulation in cancer or other diseases, but today is one of the most promising areas of health-related research. In a few words, we all have tumor suppressor genes, which are able to block the tumor cells. These genes are present in every cell of the body, but so are the proteins called histones. As Dr. Jean-Pierre Issa explained to M.D. Anderson Cancer Center, histones can “embrace” the DNA so closely as to become “out of sight for the cell.” If a tumor suppressor gene is hidden, it can not be used, and thus turns off, allowing proliferation of cancer cells.

Now here is where epigenetics comes into play: some foods, such as

  • broccoli and other cruciferous vegetables,
  • garlic,
  • onions

contain substances that act as inhibitors of histone, which essentially block it, allowing tumor suppressor genes to turn them on and fight cancer . Consuming these foods regularly, naturally supports the body’s ability to fight tumors.

Some alternative oncologists also have directly touched the epigenetic mechanism, such as Dr. Nicholas Gonzalez, which uses a three-pronged approach to cancer based primarily on nutrition and detoxification, and Dr. Stanislaw Burzynski, who treats cancer with a general approach targeted. His treatment uses non-toxic peptides and amino acids, known as antineoplastons, which act as genetic switches that turn genes in tumor suppressor genes activated.

The transformative power of epigenetic therapy

So the good news is that you can control genes. You can change them on a regular basis, depending on

  • the foods that you eat,
  • the air you breathe,
  • and the thoughts that are formulated.

The environment and the lifestyle that impose a tendency to express the disease, and this new realization is going to do great things in the future of disease prevention – including one day educate people on how to fight the disease at the level of epigenetic . When a disease occurs, the solution, according to the epigenetic therapy, is simply to “remember” the affected cells to their healthy function (changing the environmental instructions), so that they can return to being normal cells. You can begin to do this alone, much before experiencing a disease.

Leading a healthy lifestyle, with a high-quality nutrition, exercise, limited exposure to toxins, and a positive mental attitude, will encourage your genes to express positive behaviors, disease-fighting. This is what makes preventive medicine. More people are becoming willing to embrace this simple truth and become more healthy. It is also worth pointing out that the epigenetic effects begin before birth.

Epigenetics research from 2009 showed that rat fetuses receiving poor nutrition in the womb become genetically predisposed to a low nutrient environment. As a result of this genetic adaptation, the rats tend to be smaller. They are also at higher risk for a number of health problems throughout life, such as diabetes, growth retardation, cardiovascular disease, obesity, and neurodevelopmental delays. Even in this case, while some are tempted to blame such “predisposition” to bad genes, the key factor is the power supply, ie the cellular environment.

You can also activate the inactive genes with emotions. Many, if not most, have emotional scars; trauma can affect your health negatively. Using some techniques you can solve the trauma and help regulate gene expression optimally. The approach of Thetahealing can quickly and effectively intervene to correct the wrong beliefs and behavioral habits that become harmful to yourself, to your health and for the achievement of your goals in life.

 

Reference:
– Patricia L. Foster. Adaptive mutation: implications for evolution. Bioessays. Author manuscript; available in PMC 2010 Aug 28.
– Falling for This Myth Could Give You Cancer. Dr. Mercola
– The Human Genome Project
– Wake Up World March 26, 2012
– ‘Epigenetic’ concepts offer new approach to degenerative disease, Eurekalert April 28, 2010
– Epigenetic Therapy, NOVA, October 16, 2007
– The Soul and Quantum Physics: An interview with Dr. Fred Alan Wolf
– The Biology of Belief: Unleashing the Power of Consciousness, Matter & Miracles, by Bruce Lipton, Hay House, September 2008.
– Poor Nutrition in the Womb Triggers Permanent Genetic Changes. Dr Mercola
– Conversazione con Bruce Lipton

 

SOURCE: Dionidream

 

Read Full Post »

Can trauma be passed between generations Il trauma può essere trasmesso tramite il nostro DNA?
Può il Trauma essere passato da una generazione all’altra?
“E’ importante imparare a rilasciare il trauma prima di passarlo alla prossima generazione il PTSD (sindrome post-traumatica) è una tragedia che coinvolge tutto il corpo, un evento umano integrale di proporzioni enormi con ripercussioni enormi.”  – Susan Pease Banitt.

Il trauma intergenerazionale è l’idea che il trauma grave può influenzare i figli e i nipoti di coloro che hanno avuto l’esperienza di prima mano, e anche la conseguenza di vivere con una persona che soffre di PTSD (sindrome post-traumatica) e le sfide che possono portare. Quello che c’è di nuovo è che, grazie al campo emergente dell’epigenetica, la scienza sta scoprendo che il trauma viene tramandato alle generazioni future attraverso i comportamenti semplicemente imparati.Un esempio ampiamente riportato è dei sopravvissuti all’olocausto che passano gli effetti del trauma ai figli e nipoti. Sembra che il trauma o suoi effetti vengono tramandati attraverso i nostri geni, e ha enormi conseguenze per noi come specie umana.

Alt text here

Il testo alternativo di Science sta mostrando che il trauma intergenerazionale è una realtà

Che cosa stiamo passando ai nostri figli?

La sola idea più pericolosa che ho imparato a scuola è che i nostri geni di noi genitori sono passati ai nostri figli, e per quanto si faccia nella propria vita i geni non vengono cambiati. Per fortuna, però, i risultati del nuovo campo scientifico dell’epigenetica sta cominciando a cambiare questo atteggiamento pericoloso. Difatti noi passiamo ai nostri figli gli stessi nostri cromosomi, ma la qualità degli stessi quando li ricevono può essere migliorata o peggiorata in base a ciò che accade a noi e le scelte che facciamo durante la nostra vita.

Il motivo per cui è pericoloso per noi credere diversamente è che ha portato ad intere generazioni di persone che credono che le loro scelte per quanto riguarda il proprio corpo e l’ambiente che la riguardano non hanno alcun effetto negativo sui geni delle future generazioni.

In breve ha il potenziale di vederci delegare e quindi scaricare qualsiasi responsabilità, semplicemente per ignoranza. Per fortuna,  la consapevolezza dell’epigenetica sta cambiando le cose, e aiuta le persone a capire che il modo in cui viviamo la nostra vita può cambiare la qualità dei nostri geni per il meglio e quindi di poter trasmettere ai nostri figli un DNA migliorato.

Alt text here

Che cos’è l’epigenetica?

Conosciamo tutti  l’immagine di una doppia elica del DNA. Immaginiamo ora che ciascuno dei tredici pioli nella scala a spirale che rende un cromosoma non è semplicemente un ramo, ma è binario, aminoacido interruttore on / off. Potreste aver ricevuto uno stesso cromosoma esattamente uguale di  vostra madre o vostro padre, ma questo cromosoma sta cambiando a seconda del modo in cui state vivendo la vostra vita. Alcuni gradini nella scala si sono spenti dove una volta erano attivi e viceversa. I tuoi geni stanno interagendo con l’ambiente in cui siete, perché sono vivi e interagiscono agli stimoli esterni.

Esiste il nostro DNA al centro delle nostre cellule e questo fornisce le istruzioni per nuove cellule da creare, un DNA di qualità quindi significa istruzioni di qualità migliore per le cellule per il loro funzionamento, a sua volta un corpo più felice, più sano. D’altra parte la continua degradazione della struttura epigenetica dei nostri geni potrebbe portare ad un abbassamento dell’immunità e della fertilità, e una maggiore suscettibilità alle mutazioni cellulari.

Quando trauma emotivo diventa travolgente

In termini semplici, il trauma si verifica quando si arriva ad un punto in cui non siamo in grado di far fronte alla situazione, siamo sopraffatti e non abbiamo gli strumenti o le competenze per trovare la nostra strada attraverso la vita. Ci troviamo in uno stato in cui il nostro sistema nervoso simpatico va in overdrive e siamo in grado di rimanere bloccati in modalità di volo o di lotta per molto più a lungo di quanto il nostro corpo è progettato per rimanere in quel modo. Sostenere questo stato di massima allerta provoca un impoverimento e la rottura delle normali funzioni del nostro sistema. Nella nostra cultura ci riferiamo ai casi acuti com la sindrome PTSD, disturbo da stress post-traumatico.

Alt text here

Il testo alternativo sul PTSD è molto diffuso tra i sopravvissuti di guerra e altri eventi traumatici
Grazie a questa diagnosi, abbiamo questo limite un po’ arbitrario che ci dice che le persone veramente traumatizzate sono da una parte e il resto di noi sono dall’altra. La realtà è che il confine tra coloro che soffrono di PTSD e tutti gli altri è stato inventato, creato, costituito dalla mente umana con poco riguardo per il fatto che il trauma si verifica in tutti noi in vari gradi. Ognuno di noi è su una scala mobile che va tutta la strada fino ed oltre la linea di confine per poter dire che  una persona soffre di  PTSD.

Il tipo di trauma che tutti viviamo  può comprendere le più piccole cose, come il tempo in cui siamo stati denigrati per non aver saputo rispondere a una domanda, o di altre cose apparentemente insignificanti come essere stati presi in giro da bambino. Può includere eventuali momenti di dolore e la tragedia che si sono verificati in tutta la nostra vita, ma di gran lunga il più grande fattore di sé il dolore rimane con noi quando il trauma è stata travolgente, e se ha continuato ad essere schiacciante.

Alt text here

Abbiamo bisogno di aiuto per poter sentire ed elaborare il nostro trauma.
Secondo gli psicologi transpersonali, quando il trauma è così travolgente che il nostro meccanismo di difesa si attiva solo per evitare la sensazione, poi continuiamo a portarlo dentro fino a quando un giorno abbiamo il coraggio e la forza di sentire finalmente tutto e riuscire ad elaborare il trauma a livello emotivo, anche se l’evento fisico può essere accaduto molto tempo fa.

Un certo numero di problemi possono prevenire questo: una persona  può non sentirsi abbastanza sicura in un ambiente , o non è supportata a sufficienza al punto di sentirsi vulnerabile e non riuscire a rilasciare il vecchio dolore. La persona può lottare per non essere ri-traumatizzata tornando con la memoria a ciò che è accaduto.

Rilasciando nostro Trauma Quindi non venga trasmessa

Per alcune persone, è sufficiente spiegare loro che hanno semplicemente bisogno di accettare e consentire i sentimenti di dolore e disagio di esistere invece di cercare di nasconderli, evitarli o spingerli via. Appena una persona giudica e  contrassegna il suo dolore interiore come qualcosa di brutto o qualcosa che non vuole o che non gli piace, inavvertitamente e involontariamente lo afferra e trattiene il suo dolore impedendogli di uscire.

Alt text here

Imparare  a rilasciare il trauma prima che venga trasmesso ai nostri figli

Permettere al dolore di fluire invece di cercare di trattenerlo è cercare di permettergli di essere rilasciato, tuttavia vi è un notevole rischio di ri-trauma. A mio parere, ciò si verifica quando una persona risveglia il suo vecchio dolore e il trauma per cercare di liberarlo, ma poi invece di accettarlo e quindi permettere di farlo fluire fuori si contraggono intorno ad esso con il loro giudizio che questo è qualcosa che non vogliono. Così essi sperimentano il dolore di nuovo, ma lo fanno senza realmente rilasciarlo.

Per molti, che si trovano verso i massimi livelli nella scala del PTSD, queste esperienze di dolore passato e il trauma in arrivo, al fine succede che vengono rilasciati senza essere cercati e in modo involontario. Durante questi periodi, che può essere innescato da qualcosa che assomiglia anche lontanamente al trauma originario o per nulla, si ricrea il trauma aggravando il problema.

Alt text here

la traumatizzazione può complicare il problema

Che cosa succede quando non possiamo rilasciare il nostro vecchio dolore e il trauma?

Se una persona sperimenta un trauma e non è mai in grado di venire a compimento emotivo perché è semplicemente troppo schiacciante quindi influenza sul corpo quegli eventi attraverso immense quantità di ormoni dello stress segnala ai geni che l’ambiente è ostile e pericoloso, e questo ha un effetto sulla qualità epigenetica dei geni. La struttura epigenetica dei geni subisce cambiamenti e questi geni in questo nuovo stato può quindi essere passato alle generazioni successive.

I peggiori esempi di traumi intergenerazionali si verificano quando una generazione nasce portando il trauma dei loro genitori, ed i loro genitori e ora i bambini, e quindi questi vivono ancora in circostanze che sono traumatiche. In alcuni casi questo può andare avanti per generazioni, in particolare nei casi di guerra in corso, colonizzazione e il genocidio. Prof. Judy Atkinson parla del suo lavoro aiutare intere comunità indigene e guarirle da un trauma transgenerazionale nei suo libro Trauma, e l’approccio tradizionale con il quale lavora . Tecniche come breathworkand Vipassana hanno avuto successo, così come i casi gravi di PTSD essendo state guarite attraverso mezzi psichedelici come la psicoterapia assistita MDMA, o l’uso cerimoniale di Ayahuasca. Ma anche grazie al Thetahealing

Alt text here

Può il trauma essere passato tra le generazioni?

Dobbiamo evolverci e non retrocedere come specie.

Mi piace pensare che la struttura epigenetica del nostro DNA può essere come sia una roccia o come un cristallo. Le molecole in una roccia possono essere identiche a quelle trovate in un cristallo con la sola differenza che le molecole di roccia sono sparse e confuse e quelle nel cristallo sono più allineate permettendo il passaggio della luce. Allo stesso modo, forse ci sono stati più confusi e più in linea che l’acido coloro amino interruttori on / off che si possono trovare nel nostro DNA. La buona notizia è che se la nostra struttura epigenetica può diventare relativamente confusa a causa di fattori difficili e doloroso ambientali, possono anche diventare più allineati come prendiamo decisioni più sane su noi stessi esponendoli a meno contaminanti ambientali e, se possibile, i contaminanti meno emotivi come lo stress e traumi.

La mia teoria personale sulla vita è che la realtà in cui viviamo è un gioco truccato; che tutte le strade portano alla formazione e alla crescita. Il percorso meno dolce può portare alla degradazione del nostro DNA, forse aumentando la probabilità che

a) quelli che non possono adattarsi abbastanza velocemente non sopravvivono, nonché

b) improvvisa mutazione che ci fa saltare a un diverso ramo secondario dell’albero evolutivo.

Il percorso più dolce per l’evoluzione può essere portando il nostro codice epigenetico in stati superiori di allineamento per guarire il nostro dolore passato e il trauma e forse anche la guarigione del trauma che è stato passato a noi dai nostri antenati. L’unica domanda che rimane è: che tipo di specie vogliamo essere?

FONTE: upliftconnect

Se siete interessati a un approccio con Thetahealing contattatemi per mail: zynefertari@gmail.com
(ENGLISH VERSION)

Can Trauma be Passed on through our DNA?

By Jonathan Davis on Thursday March 3rd, 2016

Can trauma be passed between generations

 

Learning to release trauma before we pass it on to the next generation

PTSD is a whole-body tragedy, an integral human event of enormous proportions with massive repercussions. ― Susan Pease Banitt

Intergenerational Trauma is the idea that serious trauma can affect the children and grandchildren of those who had the first hand experience, due to living with a person suffering from PTSD and the challenges that can bring. What’s new is that, thanks to the emerging field of epigenetics, science is discovering that trauma is being passed down to future generations through more than simply learned behaviours.

One widely reported example is of holocaust survivors passing on the effects of trauma to children and grandchildren. It seems that trauma or its effects are being passed down through our genes, and it has enormous consequences for us as a species.

Alt text hereScience is showing that intergenerational trauma is a reality

What are we Passing on our Children?

The single most dangerous idea I learned in school is that the genes you get from you parents are passed on to your children, and nothing you do in your life changes them. Thankfully, however, the findings of the new scientific field of epigenetics is starting to change this dangerous attitude. We do indeed pass on the exact same chromosomes from parent to child, however the quality they are in when we receive them can be improved or diminished according to what happens to us and the choices we make during our lifetime.

The reason why it’s dangerous for us to believe otherwise is that it has lead to entire generations of people believing that their choices concerning their own body and the environment affecting it have no detrimental effect on the genes of future generations. In short it has the potential to see us devolve, simply out of ignorance. Fortunately, as awareness of epigenetics spreads, it’s helping people understand that how we live our lives can change the quality of our own genes for the better and those we pass on to our offspring.

Alt text hereIs trauma passed down through our DNA?

What Is Epigenetics?

We all know the image of a DNA double helix. Imagine now that each of the thirteen rungs in the spiral ladder that makes a chromosome is not simply a rung, but a binary, amino acid on/off switch. You may have received an exact same chromosome that your mother or your father carried, but this chromosome has been changing according to the way you’ve been living your life Some rungs in the ladder are off where they were once on and vice versa. Your genes are responding to the environment like you are, because like you are, they are alive.

Our DNA exists at the heart of our cells and provide the instructions for new cells to be created, so better quality DNA equals better quality instructions for cells to be created and in turn a happier, healthier body. On the other hand continued degradation of the epigenetic structure of our genes could be leading to lowering of immunity and fertility, and increased susceptibility to cellular mutation.

When Emotional Trauma Becomes Overwhelming

In simple terms trauma occurs when we reach a point where we can’t cope, we are overwhelmed and we don’t have the tools or skills to find our way through. We find ourselves in a state where our sympathetic nervous system goes into overdrive and we can get stuck in fight or flight mode for far longer than our body is designed to remain that way. Sustaining this state of high alert causes depletion and disruption of the normal functions of our system. In our culture we refer to acute cases of this as PTSD, post-traumatic stress disorder.

Alt text herePTSD is widespread among survivors of war and other traumatic events

Thanks to this diagnosis, we have this somewhat arbitrary boundary which almost says that the truly traumatised people are on one side and the rest of us are on the other. The reality is that the boundary between those who suffer from PTSD and everyone else was invented, created, made up by the human mind with little regard for the fact that trauma is carried within us all in varying degrees. Each of us is on a sliding scale that goes all the way up to and past the line that tips a person into being diagnosed with PTSD.

The kind of trauma we all carry can include the smallest things like the time we were laughed at for not knowing the answer to a question, or other seemingly insignificant things like being teased as a child. It can include any moments of pain and tragedy that have occurred throughout our life, but by far the biggest factor of whether the pain remains with us as trauma is whether it was overwhelming, and whether it continued to be overwhelming.

Alt text here
We need support to be able to feel and process our trauma

According to transpersonal psychologists, when the trauma is so overwhelming that our only defence mechanism is to avoid feeling it, then we continue to carry it until someday we have the courage and strength to finally feel all of it and come to emotional completion, though the physical event may have ended long ago. A number of problems can prevent this: a person may not feel like they are in a safe enough environment, or not supported enough to go into the vulnerability of feeling their old pain in order to release it. The person may struggle with being re-traumatised by going back in to the memory of what happened.

Releasing Our Trauma So It Doesn’t Get Passed On

For some people, it’s enough to explain to them that they simply need to accept and allow the feelings of pain and discomfort to exist instead of trying to hide them, avoid them or push them away. As soon as as a person judges and labels their inner pain as something bad or something they don’t want or don’t like, they are inadvertently and unwittingly grabbing and holding their pain and preventing it from leaving.

Alt text hereLearning to release trauma before it is passed on to our children

Allowing the pain to flow instead of trying to stop it from happening is how we allow it to leave us and be released, however there is considerable risk of re-traumatization. In my opinion, this occurs when a person wakes up their old pain and trauma to try to release it, but then instead of accepting and thereby allow it to flow out of them they contract contract around it with their judgment that this is something they don’t want. So they experience the pain again, but do so without actually releasing it.

For many at the extreme end of the trauma scale known as PTSD, these experiences of past pain and trauma coming up in order to be released are uninvited and involuntary. During these bouts which can be triggered by anything that remotely resembles the original trauma or nothing at all, re-traumatisation is occurring repeatedly and compounding the problem.

Alt text hereRe-traumatisation can compound the problem

What Happens When We Can’t Release Our Old Pain and Trauma?

If a person experiences trauma and they are never able to come to emotional completion because it is simply too overwhelming then the environmental influence of those events on the body through immense amounts of stress hormones signal to the genes that the environment is hostile and unsafe, and this has an effect on the epigenetic quality of the genes. The epigenetic structure of the genes changes and these genes in this state can then be passed to subsequent generations.

The worst examples of intergenerational trauma occur when a generation is born carry the trauma of their parents, and their parents and now the children as well are still living in circumstances that are traumatic. In some cases this can go on for generations, particularly in cases of ongoing war, colonialisation and genocide. Prof. Judy Atkinson speaks about her work helping entire indigenous communities heal from transgenerational trauma in her book Trauma Trails, and the traditional approach she works with can be found in the following Uplift article. Techniques such as breathworkand vipassana have also been successful as well as severe cases of PTSD having been healed through psychedelic means such as MDMA assisted psychotherapy, or ceremonial use of Ayahuasca.

Alt text hereCan trauma be passed between generations?

Evolving, Not Devolving As A Species

I like to think that the epigenetic structure of our DNA can be like either a rock or a crystal. The molecules in a rock can be identical to those found in a crystal with the only difference being that the molecules in the rock are jumbled and those in the crystal are more aligned allowing light to pass through. In the same way, perhaps there are more jumbled and more aligned states that the those amino acid on/off switches in our DNA can find themselves in. The good news is that if our epigenetic structure can become relatively jumbled due to challenging and painful environmental factors, they may also become more aligned as we make healthier decisions about exposing ourself to less environmental contaminants and, if possible, less emotional contaminants like stress and trauma.

My personal theory about life is that the reality we live in is a rigged game; that all paths lead to learning and growth. The less gentle path may be for the quality of our DNA to degrade, perhaps increasing the likelihood that a) those that can’t adapt fast enough don’t survive, as well as b) sudden mutation jumping us to a different sub-branch of the evolutionary tree. The more gentle path to evolution may be by bringing our epigenetic code into higher states of alignment by healing our past pain and trauma and perhaps even healing the trauma that was passed to us from our ancestors. The only question that remains is: what kind of species do we wish to be?

SOURCE: upliftconnect

Read Full Post »

Older Posts »