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Posts Tagged ‘Semi di lino’

tumore-ovaio-294x348Il cancro ovarico è la sfortunata distinzione di essere il cancro ginecologico più mortale conosciuto per la pratica medica convenzionale di oggi, pur essendo una delle condizioni più frequentemente diagnosticate (cioè sovra-diagnosticate), con il risultato di avere cinque volte più donne operate per quel tumore senza avere di fatto il cancro.  

Questo è un fatto devastante anche se in gran parte non pubblicizzato e di cui ho discusso in modo più approfondito in un articolo su GreenMedInfo.com: “Cancro ovarico: cosa che pensiamo di sapere può farci del male.”

Considerando che  lo “standard di cura” oggi all’interno della pratica medica convenzionale per il cancro ovarico è la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia – che hanno tutti effetti collaterali potenzialmente letali, tra cui, ironia della sorte, il cancro e / o una maggiore invasività del cancro – non dovrebbe esserci una cura alternativa più efficace e sicura da porre alla nostra attenzione?

Ma quali sono queste alternative?

In GreenMedInfo.com abbiamo indicizzato una ricerca pubblicata su più di 30 sostanze naturali con dei  potenziali sperimentalmente confermati come agenti anti-cancro ovarico, compresi le piante comuni in fitoterapia come la curcumina (curcuma), la genisteina (soia, kudzu, trifoglio rosso), e il resveratrolo (uva , vino rosso, arachidi).

Ma l’unica sostanza che sta assumendo maggiore rilevanza nella lotta contro il cancro specifico nelle  donne sono i semi di lino, che è già stato ampiamente dimostrato dalla ricerca di ridurre l’incidenza del cancro al seno, e mostra anche alcune proprietà dirette antitumorali.

Per recuperare il ritardo su questa incredibile ricerca, è possibile rivedere alcuni dei nostri precedenti articoli sul tema:

Uno studio del 2010 pubblicato sulla rivista Oncologia Ginecologica ha scoperto che le galline alimentate con una dieta arricchita del 10% di semi di lino per 1 anno avevano “una significativa riduzione nell’ultima fase nei tumori ovarici”, così come “nel complesso una migliore salute e la riduzione della mortalità”. [1]

Gli autori dello studio hanno concluso:

  • “Questi risultati possono fornire la base per una sperimentazione clinica che valuti l’efficacia dei semi di lino come chemio-soppressore del tumore ovarico nelle donne“.

Più recentemente, uno studio pubblicato quest’anno in BMC Genomics ha guardato più in profondità i possibili meccanismi molecolari coinvolti nelle proprietà antitumorali di semi di lino per i tumori ovarici. [2]

I ricercatori hanno usato un approccio “bioinformatico” analizzando il pattern di espressione genica nei tumori ovarici, identificare quali geni sono up-regolati quando si formano i tumori e che sono soppressi quando le galline vengono alimentate con una dieta arricchita di semi di 10% di semi di lino.

È interessante notare, che hanno scoperto che “un gruppo altamente up-regolato di  geni che sono coinvolti nel processo embrionale di ramificazione nella morfogenesi [nota: embriogenesi e somiglianze carcinogenesi]” sono stati ridotti del 40-60% in galline alimentate semi di lino.

Inoltre questi cambiamenti nell’espressione genica del cancro corrispondevano con gli aumenti in due specifiche biomolecole associate al cancro – E-caderina e miR200 – entrambi erano diminuite del 60-75% nelle galline affette da  tumori e alimentate con il lino.

Gli autori dello studio hanno concluso “che l’aggiunta nutrizionale di semi di lino e la via di regolazione naturale della morfogenesi e altera diminuendo quindi la progressione del cancro ovarico”.

Ovviamente, questa è solo la ricerca preliminare, e dal momento che i semi di lino non è passata attraverso la convalida da parte delle ricerche randomizzate, controllate con un placebo, le prove su cavie umane necessarie per ricevere l’approvazione della FDA della droga necessaria per gli oncologi convenzionali quindi non ci sarà nessun medico oncologo tradizionale che darà come consiglio anche seppure per la semplice prevenzione di assumere i semi di lino in caso di cancro ovarico.

Ma che bisogno c’è di impedire di usarli? 

Come alimento, i semi di lino sono eccezionalmente sicuri e convenienti. Questo da solo è un motivo sufficiente per prendere in considerazione questo alimento come rimedio soprattutto quando la medicina convenzionale a oggi non ha una cura efficace per questa malattia.

Infine,una  vera prevenzione richiede di evitare cause prevenibili di cancro ovarico che comprendono prodotti chimici e alimenti incompatibili. Nella pagina di ricerca sul cancro ovarico del sito GreenMedInfo elenca diversi fattori di rischio noti come causa del cancro ovarico, ad esempio, latte di mucca, il bisfenolo A, acrilamide.

In breve, spesso la ‘cura’ per il cancro è quello di identificare, rimuovere e / o riparare il danno associato alla causa.

 

Referenze:

[1] Kristine Ansenberger, Cassandra Richards, Yan Zhuge, Animesh Barua, Janice M Bahr, Judith L Luborsky, Dale Buchanan Hales. Decreased severity of ovarian cancer and increased survival in hens fed a flaxseed-enriched diet for 1 year. Gynecol Oncol. 2010 Feb 12. Epub 2010 Feb 12. PMID: 20153884

[2] Karen H Hales, Sheree C Speckman, Nawneet K Kurrey, Dale B Hales. Uncovering molecular events associated with the chemosuppressive effects of flaxseed: a microarray analysis of the laying hen model of ovarian cancer. BMC Genomics. 2014 ;15(1):709. Epub 2014 Aug 24. PMID: 25150550

Altri articoli di  Sayer Ji:

About the author:

Sayer Ji1 Flaxseed: an Ovarian Cancer Killer?

Sayer Ji è il fondatore e ditrettore di  www.GreenMedInfo.com nonché consulente e member di  National Health Federation, un organizzazione internazionale nonprofit, sull’educazione del consumatore riguardo alla salute, –educationhealth-.

E’ anche co-autore del libro Cancer Killers: The Cause Is The Cure, e recentemente sta scrivendo un libro con la collaborazione di  Tania Melkonian dal titolo EATomology: An Edible Philosophy of Food.

Nel 1995 Sayer riceve un diploma BA in Philosophy alla Rutgers University, dove ha studiato con il filosofo americano Dr. Bruce W. Wilshire, focalizzandosi sulla filosofia della scienza. Nel 1996, ha fatto un ritiro presso il Zen Mountain Monastery nello stato di  New York, si è imbarcato in un esperienza di 5 anni di servizio come insegnante consulente e terapeuta specializzato in naturopatia per diverse organizzazioni per aiutare determinate popolazoini. Dal 2003, Sayer si attiva come educatore e consulente in cure naturali e modi per migliorare il benessere.

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(ENGLISH VERSION)

Ovarian cancer has the unfortunate distinction of being the most deadly gynecological cancer known to conventional medical practice today, while also being one of the most frequently misdiagnosed conditions (i.e. ‘overdiagnosed’), with five times more women without ovarian cancer ending up having surgery than those with ovarian cancer. This is a devastating though largely unpublicized fact I discussed in greater depth in an article on GreenMedInfo.com: “Ovarian Cancer: What We Think We Know May Harm Us.”

Considering that the present day ‘standard of care’ within conventional medical practice for ovarian cancer is surgery, radiotherapy and chemotherapy – all of which have potentially deadly side effects including, ironically, cancer and/or increased cancer invasiveness – shouldn’t safe and effective alternatives be given our full attention?

So what are these alternatives?

At GreenMedInfo.com we have indexed published research on over 30 natural substances with experimentally confirmed potential as anti-ovarian cancer agents, including common plant phytocompounds such as curcumin (turmeric), genistein (soy, kudzu, red clover), and resveratrol (grapes, red wine, peanuts). But the one substance that is taking on increased relevance in the fight against women-specific cancer is flaxseed, which has already been extensively shown by research to reduce breast cancer incidence, and even shows some direct anti-tumor properties.

To catch up on this amazing research, you can review some of our previous articles on the topic:

A 2010 study published in the journal Gynecological Oncology found that hens fed with a 10% flaxseed-enriched diet for 1 year had “a significant reduction in late stage ovarian tumors”, as well as “overall better health and reduced mortality”. [1] The study authors concluded “These findings may provide the basis for a clinical trial that evaluates the efficacy of flaxseed as a chemo-suppressant of ovarian cancer in women”.

More recently, a study published this year in BMC Genomics looked deeper into the possible molecular mechanisms involved in flaxseed’s anti-tumor properties in ovarian cancers. [2] Researchers used a “bioinformatic” approach by analyzing the pattern of gene expression in ovarian tumors, identifying which genes are up-regulated when tumors form and which are suppressed when the hens are fed a 10% flaxseed diet.

Interestingly, they found that “a group of highly up-regulated genes that are involved in the embryonic process of branching morphogenesis [note: embryogenesis and carcinogenesis share similarities]” were reduced 40-60% in flaxseed fed hens. Moreover these ‘cancer associated’ changes in gene expression corresponded with increases in two specific cancer-associated biomolecules — E-cadherin and miR200 — both of which were decreased 60-75% in tumors from flax-fed hens.

The study authors concluded “that nutritional intervention with flaxseed targets the pathways regulating branching morphogenesis and thereby alters the progression of ovarian cancer”.

Obviously, this is only preliminary research, and since flaxseed has not gone through validation by the randomized, placebo-controlled, human trials required to receive the FDA drug approval needed for conventional oncologists to feel comfortable recommending it for prevention or treatment of ovarian cancer, you won’t hear anyone within the conventional medical establishment recommend or prescribe it.

But should that prevent us from using it?

As a food, flaxseed is exceptionally safe and affordable. This alone is reason enough to give it priority consideration when it comes to dietary and/or functional medical interventions for serious conditions that conventional medicine admits it has no effective solutions for.

Lastly, true prevention requires the avoidance of preventable causes of ovarian cancer which include chemicals and incompatible foods. GreenMedInfo’s ovarian cancer research page lists several known risk factors for ovarian cancer, e.g. cow’s milk, bisphenol A, acrylamide.

In short, often the ‘cure’ for cancer is to identify, remove and/or remedy the damage associated with the cause.

References:

[1] Kristine Ansenberger, Cassandra Richards, Yan Zhuge, Animesh Barua, Janice M Bahr, Judith L Luborsky, Dale Buchanan Hales. Decreased severity of ovarian cancer and increased survival in hens fed a flaxseed-enriched diet for 1 year. Gynecol Oncol. 2010 Feb 12. Epub 2010 Feb 12. PMID: 20153884

[2] Karen H Hales, Sheree C Speckman, Nawneet K Kurrey, Dale B Hales. Uncovering molecular events associated with the chemosuppressive effects of flaxseed: a microarray analysis of the laying hen model of ovarian cancer. BMC Genomics. 2014 ;15(1):709. Epub 2014 Aug 24. PMID: 25150550

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About the author:

Sayer Ji1 Flaxseed: an Ovarian Cancer Killer?

Sayer Ji is an author, educator, Steering Committee Member of the Global GMO Free Coalition (GGFC), advisory board member of the National Health Federation, and the founder of GreenMedInfo.com – an open access, evidence-based resource supporting natural and integrative modalities. His writings have been published and referenced widely in print and online, including Truthout, Mercola.com, The Journal of Gluten Sensitivity, New York Times and The Well Being Journal.

In 1995 Sayer received a BA degree in Philosophy from Rutgers University, where he studied under the American philosopher Dr. Bruce W. Wilshire, with a focus on the philosophy of science. In 1996, following residency at the Zen Mountain Monastery in upstate New York, he embarked on a 5 year journey of service as a counsellor-teacher and wilderness therapy specialist for various organizations that serve underprivileged and/or adjudicated populations. Since 2003, Sayer has served as a patient advocate and an educator and consultant for the natural health and wellness field.

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kefir e colonAvere un colon che funziona al 100% significa avere un sistema digestivo e una funzione intestinale efficienti. Questo previene disturbi quali diarrea o al contrario costipazione, aiuta il sistema immunitario e la perdita di peso.

Anche l’intestino ha bisogno di essere liberato da depositi di scorie, parassiti e muco. Sembra che una pulizia efficace del colon possa essere effettuata utilizzando due alimenti molto importanti per la salute: il kefir e i semi di lino.

 

Il Kefir è una bevanda fermentata, in genere a base di latte, ricca di proteine, aminoacidi e fermenti lattici vivi utili a riequilibrare la flora intestinale e a distruggere i parassiti. Esiste la variante realizzata con acqua, altrettanto benefica, ma con un minore quantitativo di fermenti vivi.

semi di lino sono un alimento ricco di Omega 3, Omega 6, Omega 9, fibre, acidi grassi polinsaturi, sostanze fitochimiche e alfa linolenici. I semi di lino apportano numerosi benefici alla nostra salute:

  • regolarizzano i processi intestinali,
  • stimolano il sistema immunitario e
  • attivano i processi di disintossicazione favorendo la depurazione generale dell’organismo.

 

Sono utili per ripulire il colon perché facilitano il passaggio delle feci. Nel nostro caso utilizzeremo la farina di semi di lino, efficace per pulire l’intestino dai depositi fecali e dai parassiti, conservando pienamente la microflora intestinale, ma anche per ridurre i livelli di colesterolo nel sangue.

pulizia del colon Come pulire il colon e bruciare i grassi con farina di semi di lino e kefir

La farina di semi di lino si ricava macinando i semi della pianta. Contiene una notevole quantità di proteine e calcio, pochi carboidrati e preziosi minerali. È utilizzata per molte cose, anche per realizzare dolci e alimenti salati.

Questa ricetta che vi proponiamo è utile anche per normalizzare il peso e favorire lo smaltimento dei grassi. Serve per ripulire il colon, per favorire il metabolismo e contrastare le malattie del tratto gastrointestinale. Va consumata al posto della colazione per circa tre settimane.

Ecco cosa serve. Per la prima settimana:

  • 1 cucchiaio di farina di semi di lino
  • 100 ml di kefir

Per la seconda settimana:

  • 2 cucchiai di farina di semi di lino
  • 100 ml di kefir.

Per la terza settimana:

  • 3 cucchiai di farina di semi di lino
  • 150 ml di kefir.

Gli ingredienti devono essere mescolati insieme. La ricetta deve essere preparata fresca ogni mattina. Mai farne in più per i giorni dopo, perché i semi di lino potrebbero andare a male.

Consumate questa miscela al momento della colazione. Assicuratevi di bere almeno 8 bicchieri di acqua al giorno .

Se trovate difficoltà a ottenere o preparare il Kefir, potete utilizzare in alternativa dello yogurt al naturale.

FONTE: Ambientebio

 

(ENGLISH VERSION)

Having a colon that works 100% means you have a digestive system and bowel functioning efficiently. This prevents problems such as diarrhea or  on the contrary constipation, it helps the immune system and weight loss.

Even the gut needs to be freed from waste repositories, parasites and mucus. It seems that an effective cleaning of the colon can be made using two very important foods for health: kefir and flaxseed.

Kefir is a fermented beverage, typically made of milk, rich in protein, amino acids and lactic ferments useful to restore intestinal balance and destroy the parasites. There is a variant made with water, just as beneficial, but with a lower quantity of live cultures.

Flax seeds are a food rich in Omega 3, Omega 6, Omega 9, fiber, polyunsaturated fatty acids, phytochemicals and alpha linolenic. Flax seeds bring numerous benefits to our health: they regulate intestinal processes, stimulate the immune system and activates the detoxification processes facilitating the purification of the organism.

They are useful for cleaning up the colon because they facilitate the passage of stool. In our case we use the flour, flaxseed, effective for cleaning the intestine by faecal deposits and vermin, while fully maintaining intestinal microflora, but also to reduce cholesterol levels in the blood.

The flour flaxseed is obtained by grinding the seeds of the plant. It contains a significant amount of protein and calcium, low in carbohydrates and valuable minerals. It is used for many things, even to make sweet and savory foods.

This recipe that we propose is useful to normalize the weight and favor the elimination of fat. It serves to cleanse the colon, to promote metabolism and combat diseases of the gastrointestinal tract. It should be consumed in place of breakfast for about three weeks.

Here is how to do. For the first week:

  • 1 tablespoon  flaxseed flour
  • 100 ml of kefir

For the second week:

  • 2 tablespoons flaxseed flour
  • 100 ml of kefir.

For the third week:

  • 3 tablespoons flaxseed flour
  • 150 ml of kefir.

The ingredients are mixed together. The recipe must be prepared fresh every morning. Never make more for the days after, because flaxseed turns bad.

Consume this mixture at breakfast time. Be sure to drink at least 8 glasses of water a day.

If you find it difficult to obtain or prepare the Kefir, you can use instead natural yogurt.

SOURCE: Ambientebio

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piccoli pastiSpesso chi è vittima della fame nervosa si illude di placarla con cibi grassi e dolciumi; ma esistono alternative ipocaloriche che saziano senza appesantire…
È possibile mettere d’accordo appetito (anche quello da fame nervosa), esigenze di depurazione e azione di rinforzo degli anticorpi?

 

 

Certo che si può!

Basta portare a tavola alcune pietanze (un’insalata, un pane casereccio e un dessert) che traboccano di pregi curativi:

  • stimolano l’intestino,
  • aiutano i reni,
  • puliscono il sangue.
  • E sono anche una miniera di sali energetici.

 

Ecco quali
1) Fave all’aceto balsamico,

  • depurano
  • tonificano

Le fave (che è ancora possibile trovare fresche per qualche settimana) sono delle leguminose ricche di sali, fibre, vitamine (A, B,C, E, K, PP) e proteine vegetali, perfette da impiegare a crudo o appena sbollentate per la preparazione di insalate, contorni e piatti unici.

 

Ipocaloriche ma saporite, si abbinano perfettamente al gusto agrodolce dell’aceto balsamico.

Svolgono anche un’efficace azione drenante sull’apparato urinario e, se vengono abbinate a scaglie di parmigiano,cubetti di pecorino o dadini di prosciutto cotto, si trasformano in un insolito e ricco aperitivo.
La ricetta
Per 4 persone ci vogliono

  • 800g di fave freschissime,
  • un cuore di lattuga,
  • 2 cucchiai di aceto balsamico (o di mele),
  • un pizzico di curry,
  • 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva,
  • foglioline di menta,
  • sale.

Preparazione

  1. Sbollentare rapidamente le fave e, a parte, mondare e tagliare a striscioline la lattuga.
  2. Preparare una vinaigrette con olio, aceto, curry e sale (si può mettere anche del pepe macinato al momento,se gradito).
  3. Condire le fave e l’insalata.
  4. Se non si è a dieta, si possono aggiungere un etto di pecorino o di prosciutto cotto a dadini.

2) Il pane ai semi di lino: placa la fame senza gonfiare
I semi contengono tutte le sostanze per far crescere una nuova pianta e per questo sono sempre usati nella medicina popolare.

 

Per il loro potere emolliente e purificante, i semi di lino, pur non avendo un sapore deciso, quando vengono “sgranocchiati”, danno un immediato senso di sazietà. Per questo possono essere aggiunti a questo pane casereccio, sgonfiante e lassativo.
La ricetta
Per un pane servono

  • 200g di farina di segale,
  • 200g di farina di riso,
  • 100g di semi di lino,
  • 25g di lievito di birra,
  • un cucchiaio di semi di anice,
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva,
  • un cucchiaio di sciroppo d’acero,
  • sale q.b.

Preparazione

  1. Mettere a mollo i semi di lino per 2 ore.
  2. Miscelare le farine e il sale e impastarle col lievito e lo sciroppo d’acero, diluiti in un po’ d’acqua.
  3. Far lievitare al caldo per 30 minuti, unire i semi di lino scolati, la metà di quelli di anice e un po’ d’acqua.
  4. Far lievitare per 45 minuti, formare una pagnotta, ricoprirla con i semi rimasti e infornare a 180° per 3/4 d’ora.

 

3) Il budino di riso e ginseng dà forza a tutto l’organismo
La proprietà principale del ginseng, la radice cinese della vita, è quella di “ravvivare” rapidamente le energie del corpo nelle situazioni di stanchezza, di stress psicofisico e di anemia.

Ma oltre che come integratore, la radice di ginseng ridotta in polvere può diventare l’ingrediente di un goloso e nutriente dessert come questo budino di riso che, per l’assenza di farina di frumento, è adatto anche alla dieta di chi soffre di intolleranza al glutine. Perfetto a fine pasto ma anche come spuntino, migliora anche memoria e concentrazione.
La ricetta
Per 2 persone ci vogliono

  • mezza tazza di mandorle tostate e tritate,
  • 3 cucchiai di sciroppo d’acero,
  • 3 cucchiai di burro ammorbidito,
  • una tazza e mezza di riso lessato,
  • 4 tazze d’acqua,
  • un pizzico di sale ,
  • una bustina di vaniglia,
  • 2 capsule di estratto di ginseng.

Preparazione

  1. Scaldare burro e sciroppo d’acero e unire l’acqua,mescolando.
  2. Aggiungere le mandorle, la vaniglia e un pizzico di sale fino a che il composto bolle.
  3. Unire il riso lessato e il contenuto delle 2 capsule di ginseng.
  4. Versare negli stampi da budino e passare al forno per 10 minuti.
  5. Servire tiepido o freddo.

 

FONTE: Riza

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stitichezzaLo stile di vita occidentale, con i suoi ritmi frenetici e con una dieta povera di scorie contribuisce pesantemente all’insorgenza della stitichezza. Le errate abitudini di vita non sono tuttavia l’unico fattore di rischio, spesso all’origine della stitichezza vi sono problemi ben più importanti come il prolasso della parte terminale dell’intestino o altre alterazioni organiche o funzionali dell’intestino. Altre volte, all’origine della stitichezza vi sono delle malattie che interferiscono solo indirettamente con la funzionalità intestinale (diabete, ipotiroidismo ecc.). 

I rimedi per sconfiggere la stitichezza sono l’ alimentazione, attività fisica e lo stile di vita. Possiamo integrare anche alcuni rimedi naturali, vediamo insieme quali possono essere efficaci in caso di stitichezza:

  • Semi di lino: I semi di lino sono noti per molte proprietà che abbiamo avuto modo di trattare in altri articoli, i semi hanno anche un’azione lassativa, emolliente e antinfiammatoria. Con i semi di lino si può preparare un macerato, versando 4 g di rimedio in una tazza di acqua tiepida. Si lasciano macerare i semi per 4-5 ore e se ne beve il contenuto la sera, poco prima di coricarsi.
  • Acqua: Consigliamo di bere almeno 2 litri di acqua al giorno, i suoi effetti benefici sono molteplici, legati in questo caso alle fibre delle verdure che grazie all’acqua si gonfiano aumentando e facilitando il transito intestinale.
  • Cereali integrali: Ricchi naturalmente di fibre , aiutano a ripulire l’intestino e ad aumentarne la funzionalità.
  • Prugne: Lassativo davvero efficace sia secche che fresce, sono ricche di sostanze benefiche per l’organismo, possiamo inserirle al mattino nella nostra colazione insieme a dei cereali integrali, per un benefico effetto lassativo garantito.
  • Verza: tutte le crucifere contengono percentuali significative di iodio

    che, attivando la tiroide, favoriscono la peristalsi. La presenza di

    sostanze come i ditiol-tioni fanno della verza una crocifera

    particolarmente utile nella stipsi. La sua azione lassativa viene sfruttata utilizzandola semicruda (arrestando il suo processo di bollitura

    all’inizio)

  • Kiwi:l’effetto lassativo si verifica per lo stimolo epatico esercitato dalla vitamina C, per l’azione miorilassante del potassio, e soprattutto per la notevole quantità di cellulosa e di pectine del suo stoma.
  • Acqua di cocco: Utile per la pulizia del tratto urinario e per un efficace azione lassativa naturale che ripulisce il tratto intestinale dalle scorie.
  • Barbabietole: Un ortaggio che favorisce la motilità intestinale anche nei casi di stitichezza cronica, un ottimo consiglio sta nel consumare barbabietole bollite anche tutti i giorni, ne bastano 100gr. La loro azione diuretica è efficace.
  • Fichi d’india: Contrariamente a quello che ci è stato comunemente inculcato i fichi d’india hanno un effetto lassativo, ma questo è vero se il frutto viene assunto giornalmente in piccole dosi. Ne è sufficiente una al giorno, questo perchè contengono mucillagini che favoriscono il transito intestinale e i semi svolgono la stessa funzione delle fibre vegetali.
  • Cachi: Sono molto potenti le virtù lassative e diuretiche dei cachi, indicati per chi ha problemi di fegato, perché lavorano come agente depurante. I cachi sono consigliati nell’alimentazione dei bambini, perché molto nutrienti e ricchi di vitamine A, C e K, e nell’alimentazione degli sportivi. Sconsigliati per chi è a dieta per l’alto valore di zuccheri

FONTE: Ambientebio

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