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Posts Tagged ‘stress ossidativo’

olio_di_coccoIn questo studio di laboratorio di recente pubblicazione, l’acido laurico (olio di cocco è circa il 50% di acido laurico) ha ucciso oltre il 93% delle cellule tumorali del colon umano (Caco-2) dopo 48 ore di trattamento.

 

Curiosamente, l’acido laurico avvelena le cellule tumorali  scatenando simultaneamente un profondo stress ossidativo mentre riduce fortemente i livelli di glutatione (che è esattamente ciò che le cellule tumorali necessitano per proteggersi dal aumento dello stress ossidativo).

Mentre stiamo solo ora scoprendo il pieno potenziale anti-cancro dell’olio di cocco, i suoi molti benefici per la salute sono già ben consolidati attraverso la ricerca medica.

Uccide naturalmente

  • virus multipli,
  • batteri,
  • funghi e
  • parassiti.

Aiuta la digestione e il metabolismo epatico, riduce l’infiammazione, e promuove la pelle più sana e più rapida guarigione delle ferite quando applicato localmente. Può anche essere un aiuto efficace per il diabete, come è stato dimostrato di aumentare i livelli di HDL colesterolo benefico nelle donne, migliorare il loro rapporto LDL: HDL, e portato a perdita di peso superiore e addominale lass grassi rispetto all’olio di soia.

L’olio di cocco viene ora utilizzato in studi clinici per migliorare il colesterolo nei pazienti con malattia cardiaca cronica, nella lotta contro Alzheimer di, e per migliorare la pressione sanguigna e livelli di zucchero nel sangue.

 

L’olio di cocco è unico in quanto è l’acido laurico circa il 50%, un mezzo trigliceride a catena corta che è altrimenti molto difficile trovare nella nostra dieta (olio di nocciolo di palma è anche circa il 50% di acido laurico).

È interessante notare, che l’acido laurico costituisce circa il 2% del grasso nel latte vaccino ma 6% del grasso nel latte umano, implicando che gli esseri umani possono avere naturalmente una necessità più elevata di questo acido grasso.
Questi studi non significano necessariamente che l”olio di cocco sia la panacea contro il cancro ma che la natura ha fornito molti modi naturali per combattere le malattie e grazie alla ricerca possiamo trovare più informazioni che possiamo condividere con gli altri e ci dà l’opportunità di trovare eventualmente cure e  misure preventive grazie a Madre Natura, invece di limitarsi a mettere la nostra fdicucia nella comunità medica e il suo singolare approccio alla malattia.

FONTE: Healthy Holistic Living

 

(ENGLISH VERSION)

In this newly published lab study, lauric acid (coconut oil is about 50% lauric acid) killed over 93% of human colon cancer cells (Caco-2) after 48 hours of treatment. Intriguingly, the lauric acid poisoned the cancer cells by simultaneously unleashing profound oxidative stress while strongly reducing their levels of glutathione (which is exactly what the cancer cells needed to protect themselves from the increased oxidative stress).

While we are just now discovering coconut oil’s full anti-cancer potential, its many health benefits have already been well established through medical research. It naturally kills multiple viruses, bacteria, fungi and parasites. It aids digestion and liver metabolism, reduces inflammation, and promotes healthier skin and faster wound healing when applied topically. It may also be an effective aid for diabetes , as it has been shown to raise levels of the beneficial cholesterol HDL in women, improve their LDL:HDL ratio, and resulted in superior weight loss and abdominal fat lass compared to soybean oil.

Coconut oil is now being used in clinical trials for improving cholesterol in patients with chronic heart disease, in fighting Alzheimre’s, and for improving blood pressure and blood sugar levels. Coconut oil is unique in that it is about 50% lauric acid, a medium chained triglyceride that is otherwise very hard to find in our diets (palm kernel oil is also about 50% lauric acid). Interestingly, lauric acid makes up about 2% of the fat in cow’s milk but 6% of the fat in human milk, implying that humans may have a naturally higher need for this fatty acid.
These studies don’t necessarily mean coconut is the panacea of cancer what it means is that nature has provided many natural ways to combat disease and the more research we can do and the more information we can share with others gives us opportunities to possibly find cures and preventive measures using Mother Nature instead of simply putting our faith in the medical communities singular approach to disease.

 

FONTE: Healthy Holistic Living

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BACCHE3Quanti di voi hanno mai sentito parlare delle bacche di Goji?

In realtà è già da diverso tempo che circolano idee a volte anche errate circa le proprietà di queste bacche selvatiche.

Ma che cosa hanno di speciale tanto da essere addirittura pubblicizzate dal mondo dello spettacolo?
Prima di consigliare la loro assunzione ai miei pazienti mi sono documentata circa i benefici di questi alicamenti (ossia alimenti dall’elevato contenuto di composti fitochimici che permettono di svolgere una funzione preventiva per diverse patologie) .

Dopo un’attenta ricerca e dopo averle provate in prima persona ho constatato la loro efficacia e ora vi spiegherò il perché di questo loro successo.

Il Goji, dal nome latino Lycium Barbarum, proviene dalla Mongolia interna ed è un arbusto deciduo perenne della famiglia delle solanacee (stessa famiglia di melanzane, pomodori, patate, peperoncino e peperoni) che cresce su viti rampicanti.

Nel paese della Grande Muraglia queste bacche sono considerate da più di 2000 anni come un alimento molto gradito ed un rimedio naturale che aiuta a mantenere l’organismo in buono stato di salute, tanto da meritarle il nome di “frutto della longevità”.

Infatti le popolazioni della Cina del Nord e della Mongolia Interna – grazie al loro stile di vita e alle loro abitudini alimentari – sono tra le più longeve del mondo e tra le meno soggette alle cosiddette malattie del benessere, quali malattie cardiovascolari e tumori. La loro dieta quotidiana è arricchita delle bacche di Goji, che fra tutti i frutti della terra rappresentano un vero prodigio, dei potentissimi antiossidanti. 

Questi frutti portentosi rappresentano un concentrato assoluto delle caratteristiche del suolo su cui crescono e una fonte nutrizionale completa per l’organismo umano, ricchissimi di sostanze nutrienti quali vitamine C ed E e minerali dalle note proprietà.

Le vitamine del gruppo C ed E proteggono dai radicali liberi e dallo stress ossidativo (funzione anti-age). Il rame, il ferro, il fosforo e il manganese aiutano a regolare il metabolismo energetico.
Grazie alla potente concentrazione di potassio e magnesio aiutano ad aumentare la resistenza muscolare.

La combinazione vincente di zinco e cromo attiva il metabolismo dei macronutrienti offrendo un valido aiuto nelle diete.

In una singola bacca sono racchiusi tutti i principali macro e micronutrienti: carboidrati (efficaci come rinforzo e sostegno del sistema immunitario), proteine, lipidi (tra cui Omega 3 e Omega 6) e Germanio, un potente antiossidante utile per proteggere l’organismo in caso di radiazioni e coadiuvante per artrite reumatoide, ipertensione ed allergie.

Esistono diversi tipi di qualità di Goji, ma stando a recenti scoperte scientifiche la qualità “Xing Dal” risulterebbe essere la migliore per quantità di principi attivi e per composizione qualitativa. Questa qualità è lavorata artigianalmente e ciò permette di mantenere la vitalità del frutto e il valore assoluto dei suoi componenti.

Presente ad un’altitudine di 1500 metri, su un terreno non contaminato, il Goji “Xing Dal” viene essiccato naturalmente al sole, setacciato senza l’intervento di macchine e trattato con tecniche naturali in grado di mantenere e proteggere il raccolto dalla contaminazione degli insetti; questi processi naturali lo rendono un ottimo antiossidante, più di quanto possa esserlo il lampone nero o il cioccolato fondente.

Secondo la scala del grado di capacità antiossidante (tasso Orac), infatti, le bacche di Goji rapprentano il grado più elevato , 25300 contro i 7700 del lampone nero e 13120 del cioccolato fondente, alimenti noti per le loro proprietà antiossidative.

L’altopiano su cui cresce è caratterizzato da elevate escursioni termiche che vanno da +38,5°C a -15°C e da un terreno particolarmente ricco di sali minerali. Ciò fa sì che le piante che sopravvivono in questo luogo avverso sviluppano sostanze che le rafforzano e le arricchiscono di principi attivi.

La loro assunzione viene consigliata come integrazione ad uno stile di vita sano ad adulti, bambini, anziani, sportivi, vegani e – grazie al loro basso indice glicemico – a chi ha bisogno di tenere sotto controllo il proprio peso corporeo.

Possono essere assunte da chiunque, da chi soffre di

  • pallore,
  • affaticamento visivo,
  • gravidanza,
  • menopausa,
  • disturbi associati allo stress,
  • sbalzi di umore e
  • come integrazione ad un regime alimentare controllato.

ATTENZIONE

Il suo utilizzo è sconsigliato solo in casi di terapie con anticoagulanti o a chi soffre di allergia al pomodoro.

 

  • Aiutano rinforzare il sistema immunitario,
  • a disintossicare il fegato,
  • a migliorare la resistenza muscolare,
  • a sostenere l’organismo durante i periodi di forte stress e
  • a supportare l’idratazione e l’elasticità della pelle.

 

“Mens sana in corpore sano” dicevano i latini, in effetti la nostra condizione psico-fisica viene molto spesso determinata da ciò di cui ci nutriamo quotidianamente, facciamoci pertanto aiutare da questi alimenti provenienti dalla natura.

 

Io le assumo giornalmente e vi assicuro che donano tono ed energia da vendere. Dal sapore dolciastro piacevole e dal colore rosso intenso, si presentano essiccate e conservate in sacchetti dalla triplice chiusura ermetica per proteggere le molecole nutrizionali e antiossidanti dalle fonti di calore e dai raggi UV.

 

Moltissimi studi hanno dimostrato che grazie alla disponibilità dei nutrienti forniti, queste bacche selvatiche offrono un valido sostegno nella regolazione e rigenerazione dei processi metabolici, delle risposte immunitarie e delle attività neurologiche.

 

La loro assunzione varia da adulto a bambino, in genere negli adulti si consiglia di assumere 1-3 cucchiai al giorno, l’equivalente di 30 gr, sia a bagnomaria, da solo come frutto (come generalmente assumo io) o a piacere aggiunto a yogurt, macedonia, riso, insalate ecc.

 

Attenzione! però, nei bambini la dose consigliata è misurata in cucchiaini e non in cucchiai, da 1 a 3 al giorno.

Gli effetti benefici di queste bacche non sono fantascienza né frutto di trovata pubblicitaria ma pura realtà pertanto le consiglio come supporto a tutti, una sorta di “elisir di lunga vita”!

L’importanza di venire in contatto con altri paesi, altre culture ed abitudini alimentari differenti è sempre fondamentale per chi ama prendersi cura di se stessi e migliorare il proprio stato di salute, grazie alle popolazioni orientali siamo infatti venuti a conoscenza di un portento naturale a noi prima sconosciuto.

 

FONTE: Huffingtonpost (Valentina Venanzi)

 

(ENGLISH VERSION)

How many of you have ever heard of Goji berries?

In fact since some time some wrong  ideas sometimes circulate about the properties of these wild berries.

 

But what makes them so special  to be even advertised by the entertainment world?

 

Before recommending its intake to my patients I have documented myself about the benefits of these alicaments (foods high content of phytochemical compounds that allow to play a preventative role for various diseases).

After careful research and after having tried it on my own  I have seen their effectiveness and now I will explain the reason for this success.

The Goji, from the Latin name Lycium barbarum, comes from Inner Mongolia and is a perennial deciduous shrub of the Solanaceae  family (same family of eggplant, tomatoes, potatoes, chili peppers) growing on climbing vines.

In the land of the Great Wall of these berries are considered for more than 2,000 years as a super food and a natural remedy that helps to keep the body in good health, so much to deserve them the name of “fruit of longevity”.

In fact, the populations of North China and Inner Mongolia – thanks to their lifestyle and their good eating habits – are among the longest in the world and among the least subject to the so-called diseases of affluence, such as cardiovascular disease and cancer. Their daily diet is enriched of Goji berries, that of all the fruits of the earth represent a true prodigy of powerful antioxidants.

These fruits are a concentrated absolute portentous of soil characteristics on which to grow and a complete nutritional source for the human body, rich in nutrients such as vitamins C and E and minerals from the known properties.

Vitamins C and E protect against free radicals and oxidative stress (anti-aging). Copper, iron, phosphorus and manganese help regulate energy metabolism.
With a powerful concentration of potassium and magnesium help to increase muscular endurance.

The winning combination of zinc and chromium activates the metabolism of macronutrients offering a valuable aid in the diets.

In a single berry are enclosed all the major macro and micro nutrients: carbohydrates (effective as reinforcement and support of the immune system), proteins, lipids (including Omega 3 and Omega 6) and germanium, a powerful antioxidant useful to protect the body case of radiation and adjuvant for rheumatoid arthritis, allergies and hypertension.

There are different types of  Goji quality, but according to recent scientific discoveries “Xing Dal” quality  would be the best for the amount of active ingredients and qualitative composition. This quality is handcrafted so it helps to maintain the vitality of the fruit and the absolute value of its components.

Present at an altitude of 1500 meters, on a non-contaminated, the Goji “Xing From” is dried naturally in the sun, sifted without the intervention of machines and treated with natural techniques able to maintain and protect the crop from contamination insects; these natural processes make it an excellent antioxidant, more than will the black raspberry or dark chocolate.

According to the scale of the degree of antioxidant capacity (ORAC rate), in fact, Goji berries rapprentano the highest degree, against 25300 7700 13120 Black raspberry and dark chocolate, foods known for their antioxidative properties.

The plateau on which it grows is characterized by high thermal excursions ranging from + 38.5 ° C to -15 ° C and a particularly rich in mineral salts. This means that plants that survive in this place against developing substances that strengthen and enrich the active ingredients.

Their intake is recommended as a supplement to a healthy lifestyle for adults, children, seniors, athletes, vegans and – thanks to their low glycemic index – to those who need to control their own body weight.

They can be taken by anyone, from sufferers

  • pallor,
  • visual fatigue,
  • pregnancy,
  • menopause,
  • disorders associated with stress,
  • mood swings and
  • integration as a controlled diet.

 

WARNING

Its use is recommended only in cases of treatment with anticoagulants or who are allergic to tomatoes.

  • They help strengthen the immune system,
  • detoxify the liver,
  • to improve muscle strength,
  • to support the body during periods of high stress and
  • to support hydration and skin elasticity.

“Mens sana in corpore sano” said the Latins, in fact, our mental and physical condition is often determined by what we eat every day, let us be helped by these foods from nature.

I assume the daily and I assure you that give tone and energy to spare. Sweet taste pleasant and intense red color, you have dried and stored in bags from the triple sealed to protect the nutritional and antioxidant molecules from heat and UV rays.

Many studies have shown that due to the availability of nutrients supplied, these wild berries provide valuable support in the regulation of metabolic processes and regeneration, immune responses and neurological activity.

Their intake varies from child to adult, usually in adults it is recommended to take 1-3 tablespoons per day, the equivalent of 30 grams, or in a double boiler, alone as a result (as I generally assume) or pleasure added to yogurt , salad, rice, salads etc.

Warning! However, in children the dose is measured in teaspoons and not in spoons, from 1 to 3 per day.

The beneficial effects of these berries are not science fiction or the result of publicity stunt but pure reality therefore the council as a support to all, a kind of “elixir of life”!

The importance of coming in contact with other countries, other cultures and different eating habits is always essential for anyone who likes to take care of themselves and improve their health, thanks to eastern populations are in fact became aware of a natural wonder we previously unknown.

SOURCE: Huffingtonpost (Valentina Venanzi)

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dentrifricioIl fluoro è una sostanza molto presente sul mercato, non solo nei dentifrici e spesso evitarne l’esposizione diventa difficile.

Abbiamo già visto in un precedente articolo i pericoli collegati a un eccesso della sua presenza nell’organismo, come il rischio di aumentare le percentuali di cancro, gli squilibri ormonali e la sua azione distruttiva nei confronti di alcuni enzimi.

Sulla neurotossicità del fluoruro si è parlato per decenni, durante i quali si sono susseguite diverse teorie, come quella che sia stato adoperato nei campi di concentramento nazisti per lobotomizzare chimicamente i prigionieri.

In questi ultimi anni, alcuni studi sembrano aver accertato la presenza di rischi correlati al suo utilizzo. Non ultimo, lo studio condotto in Cina, ad opera di alcuni ricercatori del Department of Pathology della Nanjing University School of Medicine, che avrebbe accertato lo sviluppo di un quoziente intellettivo più basso, nei bambini che abitavano in zone maggiormente esposte a fonti di fluoruro, presente ad esempio nell’acqua.

Ora, un altro studio intitolato, “Curcumin attenuates neurotoxicity induced by fluoride: An in vivo evidence”, e pubblicato sulla rivista Pharmacognosy aggiunge un supporto sperimentale al sospetto che il fluoro sia davvero una sostanza che danneggia il cervello. Non solo, esisterebbe anche una spezia che può fungere da agente protettivo naturale, utile a contrastare gli effetti che questo composto può avere sulla salute.

Lo studio è stato condotto da un gruppo ricercatori, appartenenti all’University College of Science, ML Sukhadia in India, che ha trascorso gli ultimi dieci anni a studiare i meccanismi attraverso i quali il fluoro induce gravi alterazioni neurodegenerative del cervello dei mammiferi, in particolare nelle cellule dell’ippocampo e della corteccia cerebrale.

La ricerca comincia con una piccola premessa che descrive il contesto storico all’interno del quale si inserisce una crescente preoccupazione per la tossicità significativa e ad ampio raggio del fluoruro:

Il Fluoro (F) è probabilmente il primo ione inorganico che ha attirato l’attenzione del mondo scientifico per i suoi effetti tossici e ora la sua tossicità ricondotta all’acqua potabile è ben riconosciuta come un problema globale. I rapporti sugli effetti sulla salute derivanti dall’esposizione al Fluoro comprendono anche vari tipi di cancro, eventi riproduttivi avversi, problemi cardiovascolari e malattie neurologiche”.

Il team di ricerca si è concentrato sulla neurotossicità da fluoruro indotta, individuando l’eccitotossicità e lo stress ossidativo come i due principali fattori di neurodegenerazione.

È stato osservato che i soggetti che soffrivano di una condizione nota come fluorosi, una screziatura dello smalto causata da un’eccessiva esposizione al fluoro durante lo sviluppo dei denti, presentavano anche cambiamenti neurodegenerativi associati a una forma di stress ossidativo nota come perossidazione lipidica (irrancidimento).

Un eccesso della perossidazione lipidica può portare a una diminuzione del contenuto totale di fosfolipidi nel cervello. Grazie a questi meccanismi ben noti di neurotossicità del fluoruro e della neurodegenerazione associata, i ricercatori hanno identificato il polifenolo primario presente nella curcuma – conosciuto anche come curcumina – come un’ottima sostanza neuro protettiva, capace di limitare il fenomeno.

Precedenti ricerche sulla curcumina hanno evidenziato le sue ottime proprietà antiossidanti, capaci di proteggere contro gli stress ossidativi e i radicali liberi. Inoltre, la curcumina sembra aumentare la produzione endogena di glutatione nel cervello, un’importante sistema antiossidante di difesa.

FONTE: Ambientebio

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PERDITA DI MEMORIALa perdita di memoria è un rischio che può essere connesso con l’invecchiamento. Fa parte di un consueto processo che attraversa il nostro organismo, perché, con il tempo, diventa più difficile ossigenare il cervello e la rete dei nervi diviene meno interconnessa.

Tuttavia gli esperti sottolineano come lo stile di vita abbia un peso fondamentale nell’influire sulla capacità di invecchiare bene e di preservare, senza particolari pericoli, le facoltà connesse con la memoria. Nello specifico dovremmo fare attenzione a certe abitudini della vita quotidiana. Vediamo insieme quali sono.

1) Lo stress

Spesso capita di sentirsi stressati e particolarmente ansiosi. Lo stress influenza in maniera decisiva la memoria, facendoci giungere a delle dimenticanze, a un senso di confusione o a difficoltà di concentrazione. In risposta allo stress, il nostro organismo rilascia un ormone: il cortisolo.

Quest’ultimo, se è presente ad un alto livello, può portare alla perdita di memoria e al deterioramento cognitivo, oltre che all’accumulo di grasso sulla pancia. Una ricerca, a questo proposito, ha dimostrato che le persone di mezza età con una quantità elevata di grasso addominale sono soggette più del triplo al rischio di sviluppare qualche forma di demenza. E’ importante, quindi, cercare di tenere sotto controllo lo stress, dedicandosi allo yoga, alla meditazione e all’esercizio fisico.

2) Il sonno

La memoria è influenzata anche dalla qualità e dalla quantità del sonno. E’ proprio mentre noi dormiamo che vengono messi in atto i processi di consolidamento della memoria, attraverso il rafforzamento delle connessioni neurali che formano i ricordi. Vari studi a questo proposito hanno dimostrato che le persone che riposano bene riescono maggiormente a richiamare alla mente le informazioni.

Per questo è importante andare a letto ad una determinata ora e alzarsi sempre con regolarità. Meglio evitare cibi e bevande che contengono caffeina, come il caffè, le bibite gassate, il cioccolato. Se non si riesce a prendere sonno, meglio dedicarsi a qualcos’altro, come la lettura o l’ascolto della musica. Infine cerchiamo di mantenere una temperatura media in camera da letto, evitando sia il troppo caldo che il freddo eccessivo.

3) La dieta

Anche la dieta influenza la memoria. Ad esempio si è scoperto che, da questo punto di vista, sono fondamentali i grassi insaturi. Questi ultimi si trovano nel pesce, come il salmone, il tonno e le sardine, nella frutta secca, nei semi di girasole, in quelli di lino e nell’avocado. Molto importante è anche il consumo di frutta e verdura, perché esse contengono composti, che aiutano a ridurre lo stress ossidativo, fortemente implicato nella progressione dell’invecchiamento cerebrale e nel declino cognitivo. Gli esperti sostengono che, per avere un cervello sano, siano fondamentali i cavoli, i broccoli e gli spinaci, che forniscono molti antiossidanti. Alcuni studi hanno dimostrato che molto utile è a questo proposito anche il succo di mirtilli.

4) L’attività fisica

Condurre una vita sedentaria è una pessima abitudine. L’esercizio fisico è, infatti, fondamentale per tenere allenato il corpo e anche la mente. In particolare con l’esercizio aerobico aumenterebbero le dimensioni dell’ippocampo e il tutto si tradurrebbe in dei miglioramenti nella memoria. Non occorre chissà quanto tempo. Gli esperti suggeriscono di praticare 30 minuti di movimento moderato al giorno, per 5 volte alla settimana. Vanno bene la camminata veloce o il nuoto. E’ stato dimostrato che l’esercizio aerobico potrebbe ritardare la perdita di memoria legata all’età anche di uno o di due anni.

5) I farmaci

farmaci possono influire sulla memoria. In particolare bisognerebbe fare attenzione in questo senso a quei medicinali che agiscono sul cervello, come gli antidepressivi, gli antipsicotici e gli ansiolitici, che spesso vengono presi anche per favorire il sonno. Ecco perché non bisognerebbe abusare di questi farmaci e, anche quando si è costretti a prenderli per necessità, bisognerebbe valutare di tanto in tanto con il medico la possibilità di sospenderli, se si ritiene che non siano più così necessari.

FONTE: Tantasalute

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radicali-liberi-orac-11Un fisico tonico e asciutto e una pelle luminosa sono i fattori chiave della bellezza senza età, che si conquista anche a tavola con un menu a base di vegetali, ricchi di antiossidanti in grado di proteggere le cellule da stress ossidativo e invecchiamento precoce. 

Ogni cellula dell’organismo produce da uno a tre miliardi di radicali liberi al giorno, un fenomeno fronteggiato da meccanismi di difesa naturali localizzati in modo strategico all’interno delle stesse cellule. Tuttavia a volte questi meccanismi sono insufficienti e devono essere integrati con sostanze antiossidanti vegetali introdotte con il cibo.

E’ importante fornire tutti i giorni all’organismo la giusta quantità di antiossidanti; tra questi in particolare l’acido ascorbico (vitamina C), i tocoferoli (vitamina E), il betacarotene, il licopene e il Q10. Questi principi attivi sono contenuti soprattutto nei frutti dai colori accesi e sono in grado di bloccare la proliferazione dei radicali liberi e il processo infiammatorio alla base dell’invecchiamento precoce, e di proteggere la circolazione e il microcircolo contrastando la cellulite e la couperose.

Il potere antiossidante degli alimenti viene misurato in Orac. Per un effetto anti-età, bisognerebbe introdurre circa 5mila unità Orac al giorno; la dose minima, invece, è di 2.500 – 3.000 Orac.

Ecco cinque consigli da metter in pratica per una strategia anti-age davvero efficace.
-1) Abbinare frutta e proteine: molta frutta ricca di antiossidanti e povera di zuccheri si sposa bene con i piatti di carne e di pesce.
-2) Preferire i pesci che vivono in acque fredde: il salmone. il tonno, lo sgombro e il merluzzo sono ricchi di proteine nobili, vitamine e grassi essenziali omega 3 e, perciò, vanno consumate 3-4 volte alla settimana per proteggere la pelle.
– 3) Puntare sulle cotture veloci: è il modo migliore per evitare la degradazione delle vitamine e dei grassi mega 3, che sono sensibili alle alte temperature, e per limitare la formazione di radicali liberi.
– 4) Non eliminare completamente i grassi: meglio non rinunciare alla giusta dose di frutta secca e a un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva. I grassi polinsaturi sono indispensabili per la struttura delle cellule e per numerose funzioni, dalla produzione di ormoni al trasporto di vitamine liposolubili. Se mancano, la pelle appare subito più secca e fragile, l’umore ne risente e la concentrazione tende a calare.
– 5) Via libera ai cibi biologici: i vegetali privi di residui di fertilizzanti e pesticidi sono più adatti al consumo crudo e con la buccia.

FONTE: Il vero benessere

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