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La menopausa è un processo naturale e che le donne sono progettate per entrare in questa fase ad un certo punto della vita. La menopausa non è un problema in quanto ha lo scopo fisiologico di mantenere le donne vitali e in salute il più a lungo possibile.

 

Molte donne si lamentano che una volta raggiunto questo stadio, possono facilmente aumentare di peso a causa di un maggiore deposito di grasso. Siccome questo è molto comune, è importante rendersi conto che la menopausa in sé non è responsabile dell’aumento di peso. Una volta che la produzione corporea di estrogeni diminuisce, ci sono molti fattori che entrano in gioco e possono portare ad un aumento del deposito di grassi.

Quando le donne entrano nel periodo della pubertà, la produzione di estrogeni aumenta notevolmente, innescando l’attivazione delle ovaie e il rilascio degli ovuli nelle tube di Falloppio. Ciò continua a verificarsi fino ai 40-50 anni, seppur con un lento declino con l’aumentare dell’età. Infine, si raggiunge una fase in cui i livelli di estrogeni diminuiscono a tal punto che il rilascio degli ovuli viene interrotto e il corpo femminile sposta il suo impiego energetico dalla riproduzione al mantenimento della salute.

Questo di norma avviene tra i 51 e i 58 anni quando non si segnalano le mestruazioni per dodici mesi consecutivi a causa del fatto che le ovaie smettono di funzionare: siamo in menopausa. La fase in cui le mestruazioni si riducono gradualmente è chiamata perimenopausa.

Quando viene raggiunto questo punto, è molto comune che il corpo diventi più sensibile alle variazioni e ai cambiamenti ormonali, portando talvolta ad un maggior deposito di grassi nella fascia toracica e addominale. Questo è il motivo per cui tante donne si lamentano di un aumento di peso in questa parte del corpo.

Sintomi della menopausa

I segnali più comuni dell’arrivo della menopausa sono:

  • Vampate di calore
  • Aumento della sudorazione notturna
  • Insonnia
  • Aumento di peso
  • Depressione
  • Ansia
  • Difficoltà di concentrazione
  • Vuoti di memoria
  • Calo del desiderio
  • Irascibilità
  • Secchezza vaginale
  • Sbalzi di umore
  • Restringimento del canale vaginale

È importante tenere presente che l’estrogeno non è l’unico ormone che incide in questo processo. I nostri ormoni richiedono un equilibrio ben specifico, un cambiamento a qualsiasi livello ormonale, come ad esempio tramite lo stress, livelli glicemici nel sangue e ormoni sessuali, può portare ad uno squilibrio per tutti gli ormoni del corpo.

Gli ormoni da considerare maggiormente sono:

  • insulina,
  • cortisolo,
  • ormoni tiroidei e
  • leptina.

Gli ormoni coinvolti nella menopausa

Insulina. L’insulina è l’ormone responsabile della regolazione degli zuccheri nel sangue. Al fine di garantire livelli equilibrati di insulina, è importante preferire un’alimentazione a basso indice glicemico. Se la vostra alimentazione ha un alto contenuto di carboidrati e di alimenti con elevato indice glicemico, i livelli di insulina subiranno dei picchi e quindi dei cali, portando nel tempo ad una condizione chiamata insulino-resistenza, in cui le cellule del corpo svilupperanno una ridotta sensibilità all’insulina. Ciò a sua volta può portare ad un aumento del peso corporeo in quanto il glucosio presente nel sangue (zucchero) per essere eliminato dal flusso sanguigno, viene trasformato in cellule adipose.

Cortisolo. Il cortisolo è il principale ormone correlato allo stress, viene rilasciato dalle ghiandole surrenali. Agisce aumentando i livelli di zucchero nel sangue, permettendo alle cellule del corpo di avere abbastanza carburante (zuccheri) a disposizione per eseguire le funzioni che richiedono molta energia. Avere un livello elevato cronico di zucchero nel sangue può portare alla resistenza al cortisolo e all’affaticamento delle surrenali, poiché le cellule del nostro corpo non sono in grado di tenere il passo con una domanda costante di combustibile, si avrà anche in questo caso un eccessivo deposito di grasso.

Ormoni tiroidei. I nostri ormoni tiroidei determinano quanta energia le nostre cellule possono produrre. Quando i livelli della tiroide aumentano, le nostre cellule devono bruciare più carboidrati e grassi per produrre energia cellulare (ATP, adenosina trifosfato) nei nostri mitocondri. Avere un’alterata funzione dell’ormone tiroideo può portare a problemi di produzione di energia e all’incapacità di bruciare abbastanza carboidrati e grassi, portando ancora una volta alla produzione di carboidrati e grassi di riserva nelle nostre cellule.

Leptina. La leptina è un ormone prodotto dalle cellule adipose, preposto ad informare il nostro ipotalamo (situato nel cervello) che siamo sazi. I livelli di leptina aumentano in risposta ad alti livelli di zucchero come il fruttosio. Nel tempo, elevati livelli di zucchero nel sangue e alti livelli di fruttosio possono portare a sviluppare la resistenza alla leptina nelle cellule dell’ipotalamo. Questo nel tempo può portare ad annullare il senso di sazietà, quando in realtà si ha mangiato a sufficienza. Questo è uno dei fattori che determinano le abbuffate dovute ad uno squilibrio ormonale e alla resistenza alla leptina.

Consigli utili per trattare naturalmente la menopausa

Di seguito sono riportati alcuni suggerimenti per mantenere un buon equilibrio ormonale, affinché gli ormoni siano in grado di funzionare bene e mantenere la salute dell’organismo, riducendo e addirittura prevenendo totalmente l’aumento di peso tipico della menopausa.

1. Mantieniti attiva. Uno dei problemi più comuni che riguardano le donne che superano i 50 è la perdita di tono muscolare dovuta all’inattività. Questo problema è correlato anche all’osteoporosi. Mantenersi attive può essere semplice, ad esempio una passeggiata di 20-30 minuti all’aperto 3-5 volte a settimana, oppure può essere più impegnativo, come allenarsi in una palestra quotidianamente come fanno alcune delle mie colleghe. Ascoltati e prendi atto di quello che ti riesce fare meglio e più volentieri per rimanere attiva il più possibile. È sorprendente quanti salutari benefici possono avere 1-2 ore alla settimana di attività fisica.

2. Mangia molte verdure a foglia verde. L’alimentazione e la digestione sono molto importanti per rimanere in buona salute. Ci sono alcuni alimenti che possono aiutare a mantenere equilibrati i livelli di zucchero nel sangue e quindi a bilanciare gli ormoni. Una regola generale quando sei al supermercato è quella di scegliere verdure a foglia verde.

3. Evita gli alimenti ricchi di fitoestrogeni. Soia, semi di lino, semi di sesamo, semi di girasole contengono fitoestrogeni ovvero composti naturali che svolgono una lieve azione estrogenica. Sebbene alcune volte siano consigliati, in realtà gli studi hanno dimostrato che sono pressoché inutili nell’eliminare i sintomi della menopausa, e addirittura possono essere pericolosi in presenza di cancri ormone-dipendente (ovaio, utero, tiroide, seno). Inoltre in presenza di ipotiroidismo o disturbi alla tiroide, la soia è molto dannosa e assolutamente da evitare.

4. Considera l’uso di rimedi erboristici. L’erba Ayurvedica shatavari è risultata utile sia per le vampate calore, che all’irritabilità e alle alterazioni dell’umore.

5. Respira profondamente. Effettuare quindici minuti di respirazione diaframmatica due volte al giorno è stato dimostrato in diversi studi clinici in grado di diminuire le vampate di calore e le sudorazioni notturne, nonché migliorare il senso di benessere della donna.

6. Vitamina D. Previene l’osteoporosi e migliora la depressione e l’umore. Con l’età inoltre la capacità di sintetizzare la vitamina D diminuisce, aumentando il rischio di carenza di vitamina D. Il dosaggio corretto di vitamina D può essere prescritto da un medico sulla base delle analisi.

7. Omega 3. Gli omega 3 supportano l’equilibrio ormonale e hanno un effetto lubrificante nel corpo, in modo da contribuire a migliorare la secchezza vaginale e sono legati a una riduzione del rischio di cancro al seno. Le buone fonti alimentari comprendono pesci grassi (salmoni, sgombri, aringhe, sardine, frutti di mare e tonno fresco), noci e semi. Possono essere anche assunti tramite integratori.

8. Ormoni bio-identici. Gli ormoni bio-identici sono ormoni che riproducono esattamente la struttura molecolare degli ormoni che le donne producono nei loro corpi. Sono la versione più “naturale” che può essere usata al posto della terapia ormonale sostitutiva. Gli ormoni bio-identici stanno riscuotendo un enorme successo con tantissimi benefici per le donne e pochissimi effetti collaterali, cosa che invece non avviene con la terapia ormonale sostitutiva (che invece può essere pericolosa dato che aumenta il rischio di cancro al seno ed ovarico). Gli ormoni bioidentici devono essere prescritti da un medico specializzato.

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

Menopause is a natural process and women are designed to enter this stage at some point in life. Menopause is not a problem as it has the physiological purpose of keeping vital and healthy women as long as possible.

Many women complain that once they reach this stage, they can easily increase the weight due to greater fat deposits. Since this is very common, it is important to realize that menopause itself is not responsible for weight gain. Once the estrogen production of body tissue decreases, there are many factors that come into play and can lead to an increase in fat deposits.

When women enter puberty, estrogen production increases considerably, triggering ovarian activation and ovulation in fallopian tubes. This continues to occur up to 40-50 years, albeit with a slow decline with increasing age. Finally, a stage is reached where estrogen levels decrease to such an extent that ovulation release is interrupted and the female body moves its energy use from reproduction to maintaining health.

This usually occurs between the ages of 51 and 58 when menstruation is not reported for twelve consecutive months due to the fact that the ovaries cease to work: we are in menopause. The phase in which menstruation gradually reduces is called perimenopause.

When this is reached, it is very common that the body becomes more sensitive to changes and hormonal changes, sometimes leading to a greater fat deposit in the chest and abdominal area. That is why so many women complain of a weight gain in this part of the body.

Symptoms of menopause

The most common signs of the onset of menopause are:

  • Hot flushes
  • Increase in night sweats
  • Insomnia
  • Weight gain
  • Depression
  • Anxiety
  • Difficulty of concentration
  • Memory leak
  • Desire loss
  • Irascibility
  • Vaginal dryness
  • Mood swings
  • Shrinking the vaginal canal

It is important to keep in mind that estrogen is not the only hormone that affects this process. Our hormones require a specific balance, a change in any hormone level, such as stress, blood glucose levels and sexual hormones, can lead to an imbalance for all body hormones.

The most important hormones are:

  • insulin,
  • cortisol,
  • thyroid hormone and
  • leptin.

Hormones involved in menopause

Insulin. Insulin is the hormone responsible for regulating blood sugar. In order to ensure balanced insulin levels, it is important to prefer low glycemic foods. If your diet has high carbohydrate content and foods with high glycemic index, insulin levels will suffer from spikes and therefore falls, leading in time to a condition called insulin resistance, where body cells develop a reduced insulin sensitivity. This in turn can lead to increased body weight as the glucose present in the blood (sugar) to be eliminated by the bloodstream is transformed into fat cells.

Cortisol. Cortisol is the main hormone related to stress, is released by the adrenal glands. It acts by increasing the blood sugar levels, allowing the body cells to have enough fuel (sugars) available to perform functions that require a lot of energy. Having a high chronic blood sugar level can lead to cortisol resistance and adrenal fatigue, as cells in our body are unable to keep up with a constant fuel demand, you will also have a excess fat deposits.

Thyroid hormones. Our thyroid hormones determine how much energy our cells can produce. When thyroid levels increase, our cells need to burn more carbohydrates and fat to produce cellular energy (ATP, adenosine triphosphate) in our mitochondria. Having a different function of the thyroid hormone can lead to energy production problems and the inability to burn enough carbohydrates and fats, bringing back carbohydrates and reserve fat into our cells once again.

Leptin. Leptin is a hormone produced by fat cells, in charge of informing our hypothalamus (located in the brain) that we are satiated. Leptin levels increase in response to high levels of sugar such as fructose. Over time, high levels of blood sugar and high levels of fructose can lead to the development of leptin resistance in hypothalamus cells. This over time can lead to the annulment of sense of satiety when you have actually eaten enough. This is one of the factors that cause the overeating due to hormonal imbalance and leptin resistance.

Tips for treating menopause naturally

Here are some suggestions for keeping a good hormonal balance so that hormones can function well and maintain the health of the body by reducing or even totally preventing the typical weight gain of menopause.

1. Keep active. One of the most common problems affecting women over 50 is the loss of muscle tone due to inactivity. This problem is also related to osteoporosis. Keeping active can be easy, for example, a 20-30 minute walk outdoors 3-5 times a week, or it can be more challenging, like training a daily gym as some of my colleagues do. Listen and notice what you can do better and more willingly to stay active as much as possible. It’s amazing how many healthy benefits can have 1-2 hours a week of physical activity.

2. Eat many green leafy vegetables. Nutrition and digestion are very important for staying healthy. There are some foods that can help maintain balanced blood sugar levels and then balance the hormones. A general rule when you are in the supermarket is to choose green leafy vegetables.

3. Avoid foods rich in phytoestrogens. Soy, flaxseed, sesame seeds, sunflower seeds contain phytoestrogens or natural compounds that perform a mild estrogenic action. Although sometimes recommended, studies have shown that they are almost useless in eliminating symptoms of menopause, and may even be dangerous in the presence of hormone-dependent cancers (ovary, uterus, thyroid, breast). Also in the presence of hypothyroidism or thyroid disorders, soy is very harmful and absolutely to be avoided.

4. Consider the use of herbal remedies. Ayurvedic shatavari grass has been helpful for both hot flushes and irritability and mood swings.

5. Breathe deeply. Carrying out fifteen minutes of diaphragmatic breathing twice a day has been shown in several clinical studies that can reduce heat flushes and night sweats as well as improve the woman’s sense of well-being.

6. Vitamin D. Prevents osteoporosis and improves depression and mood. With age, also the ability to synthesize vitamin D decreases, increasing the risk of vitamin D deficiency. The correct vitamin D dosage may be prescribed by a physician based on the tests.

7. Omega 3. Omega 3 supports hormonal balance and have a lubricating effect in the body, helping to improve vaginal dryness and are linked to a reduction in the risk of breast cancer. Good food sources include fatty fish (salmon, mackerel, herring, sardines, seafood and fresh tuna), nuts and seeds. They can also be hired through supplements.

8. Bio-identical hormones. The bio-identical hormones are hormones that reproduce exactly the molecular structure of the hormones that women produce in their bodies. They are the most “natural” version that can be used instead of hormone replacement therapy. Bio-identical hormones are a huge success with many benefits for women and very few side effects, which is not the case with hormone replacement therapy (which may be dangerous as it increases the risk of breast and ovarian cancer). Bioidentical hormones should be prescribed by a specialized physician.

SOURCE: Dionidream

 

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Ne è convinto il professor Matthew Walker, direttore del Center for Human Sleep all’università di Berkeley in California. Nel suo ultimo libro, “Why we sleep”, lancia un segnale d’allarme sulla nuova “epidemia da privazione del sonno”.

 

“Chi dorme non piglia pesci”, recita il vecchio proverbio. Più dormi e più a lungo vivi, lo corregge la scienza moderna. O perlomeno lo corregge uno studioso, il professor Matthew Walker, direttore del Center for Human Sleep all’università di Berkeley in California e ora autore di Why we sleep (Perché dormiamo), un libro che lancia un segnale d’allarme sulla nuova “epidemia da privazione del sonno”: la chiama proprio così, come se fosse un virus contagioso.

  • “E lo è davvero, perché la vita d’oggi ci spinge a dormire sempre meno, senza tenere sufficientemente conto degli effetti pericolosi del fenomeno”, avverte il professore originario di Liverpool.

Fortunatamente, per questo genere di epidemia esiste la cura. E’ a disposizione di chiunque e non costa niente: basta dormire. Perché secondo Walker l’equazione è drammaticamente semplice:

  • meno dormi, meno vivi.

In altre parole l’insonnia, voluta o sofferta, ci accorcia la vita.

Il numero delle malattie collegate alla “privazione del sonno”, spiega lo scienziato inglese, è lungo e spaventoso:

  • morbo di Alzheimer,
  • cancro,
  • diabete,
  • obesità,
  • disturbi mentali.

 

  • “Ogni aspetto della nostra vita biologica viene intaccato e condizionato dal riposo notturno”, sostiene lo studioso.  “E purtroppo nessuno fa abbastanza per cambiare le cose”.

 

Nessuno ha mai visto, in effetti, cartelli dentro ospedali e ambulatori che esortano la gente a dormire di più. Invece per l’autore è una priorità della nostra salute di cui bisogna urgentemente tenere conto. La perdita di sonno costa all’economia britannica 30 miliardi di sterline l’anno, pari al 2 per cento del pil, calcola Walker, e considerate le dimensioni del Regno Unito si possono fare stime simili per altri paesi europei come l’Italia, la Francia, la Germania.

Il suo libro suggerisce che una buona “dieta” di sonno sarebbero otto ore a notte. Un traguardo che a molti di noi appare irraggiungibile. Ma la soglia sotto la quale non bisognerebbe assolutamente scendere, ammonisce il professore di Berkeley, è sette ore di sonno a notte: chi ne dorme di meno mette a rischio la propria salute e di conseguenza diminuisce la probabilità di vivere più a lungo.

Il problema, riconosce Walker, è che l’etica del lavoro, così come fin dalla più giovane età quella della studio, ci incita a dormire sempre meno per fare sempre più cose. E non si tratta soltanto di lavorare o studiare: ci sono

  • la palestra,
  • i corsi di ogni genere per adulti e bambini,
  • le lingue da imparare o perfezionare,
  • per tacere dello smart phone che attraverso i social network ci tiene svegli anche quando le palpebre si chiudono sugli occhi come due saracinesche automatiche.

Basta qualche cifra a chiarire come è cambiato il nostro rapporto con il sonno.

  • Nel 1942, meno dell’8 per cento della popolazione, in Europa e Stati Uniti, sopravviveva con 6 ore di sonno o meno a notte.
  • Nel 2017, una persona su due dorme 6 ore o meno di 6 ore per notte: il 50 per cento.

Lavoro straordinario, trasporti più lunghi per lavoratori pendolari, intrattenimento moltiplicato, ansia, depressione, alcol e caffeina, sono tutte cause della trasformazione, secondo gli esperti.

  • “Tutti nemici del sonno”, scrive Walker. E poi ce n’è un altro: “Nella società occidentale odierna, ci si vergogna a dire che si dorme molto. Dormire poco viene considerato un distintivo di onore, qualcosa di cui vantarsi. E’ imbarazzante ammettere in pubblico che si dormono otto ore per notte. Si fa la figura del pigro, per non dire dell’anormale”.  

La cura sarebbe dunque semplice, ma richiede un cambiamento drastico di stile di vita. Se soffrite di insonnia, o vi imponete di dormire poco, siete in buona compagnia:

  • due terzi della popolazione adulta nei paesi sviluppati dormono meno di otto ore per notte.

Che è il numero di ore (8 ore) di sonno consigliato dall’Organizzazione Mondiale della sanità. Il professor Walker in un certo senso non ha scoperto niente: si è limitato a mettere il dito sulla piaga. O meglio sui nostri occhi spalancati quando dovrebbero essere chiusi, accompagnati da un dolce ron-ron.

 

FONTE: Salute (Repubblica) ENRICO FRANCESCHINI

 

(ENGLISH VERSION)

Professor Matthew Walker, director of the Center for Human Sleep at the University of Berkeley, California, is convinced. In his latest book,” Why We Sleep”,  he launches an alarm signal on the new “epidemic sleep deprivation “.

 

“Those who sleep do not catch fish”, says the old italian saying. The longer you sleep and the longer you live, it corrects modern science. Or at least it is corrected by a scholar, Professor Matthew Walker, director of the Center for Human Sleep at the University of Berkeley, California and now author of  “Why we sleep”, a book that signals an alarm on the new ” Epidemic sleep deprivation “: it calls it just like it was a contagious virus.

  • “And really, because today’s life pushes us to sleep less and less, without taking sufficient account of the dangerous effects of the phenomenon,”

warns the original professor of Liverpool. Fortunately, for this kind of epidemic there is cure. It is available to anyone and costs nothing: just sleep. Because according to Walker, the equation is dramatically simple: less sleep, less alive. In other words, insomnia, want or suffering, shortens life.

The number of diseases associated with sleep deprivation, says the English scientist, is long and scary:

  • Alzheimer’s disease,
  • cancer,
  • diabetes,
  • obesity,
  • mental disorders.

 

  • “Every aspect of our biological life is affected and conditioned by night-time rest,” says the scholar. “And unfortunately nobody does enough to change things.”

Nobody has seen, in fact, signs inside hospitals and outpatient clinics that urge people to sleep more. Instead, the author is a priority of our health that we must urgently take into account. The loss of sleep costs the British economy 30 billion pounds a year, equivalent to 2 per cent of GDP, Walker estimates, and given the size of the United Kingdom, similar estimates can be made for other European countries such as Italy, France, Germany.

His book suggests that a good “diet” of sleep would be eight hours per night. A goal that many of us seem unattainable. But the threshold below which we should never go down, warns Berkeley’s professor, is seven hours of sleep per night: those who sleep less risk their health and consequently less likely to live longer.

The problem, Walker recognizes, is that work ethics, as well as from the younger age of the studio, makes us less and less sleep to do more and more things. And it’s not just about working or studying: there is gym, courses of all kinds for adults and children, languages ​​to learn or refine, to silence the smart phone that through social networks keeps us awake even when the eyelids are they close to the eyes like two automatic shutters.

Just a few figures to clarify how our relationship with sleep changed.

  • In 1942, less than 8 per cent of the population, in Europe and the United States, survived with 6 hours of sleep or less per night.
  • In 2017, one person sleeps six hours or less at 6 hours per night: 50 percent.

Extraordinary work, longer transport for commuters, multiplying entertainment, anxiety, depression, alcohol and caffeine are all causes of transformation, according to experts. “All enemies of sleep,” writes Walker. And then there is another thing:

  • “In today’s western society, you are ashamed to say that you sleep a lot. Sleeping little is considered a badge of honor, something to boast about. It’s embarrassing to admit in public that you sleep eight hours a night. It look like being a lazy person, for not saying that we seem abnormal. “

Care would therefore be simple, but it requires a drastic change of lifestyle. If you suffer from insomnia, or you are forced to sleep little, you are in good company: two thirds of the adult population in developed countries sleep less than eight hours a night. That is the number of hours of sleep recommended from the World Health Organization.

Professor Walker in a sense did not find anything: he just put his finger on the plague. Or rather on our wide-open eyes when they should be closed, accompanied by a sweet ron-ron.

 

SOURCE: Salute (Repubblica) ENRICO FRANCESCHINI

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L’equilibrio acido-base è uno dei meccanismi più importanti e delicati per la salute dell’organismo e il corretto funzionamento del processo metabolico, essenziale per mantenere il suo equilibrio (detto anche omeostasi). Vediamo insieme come mantenere l’omeostasi e garantirci salute, giovinezza e vitalità.

Cosa si intende per equilibrio acido-base

Questo vitale equilibrio, rappresenta l’insieme dei processi fisiologici che l’organismo mette in atto per mantenere un livello di acidità compatibile (o pH) con lo svolgimento delle principali funzioni metaboliche, ed è per questo considerato uno dei pilasti del benessere e della nostra vitalità insieme ad esempio alla temperatura, all’ossigenazione e alla glicemia. L’alterazione anche minima di pH, può influenzare negativamente l’attività enzimatica, e di conseguenza quella metabolica, determinando gravi squilibri e danni a livello cellulare e tissutale. Perché tutto funzioni al meglio nell’organismo è dunque importante conservare la giusta regolazione del pH all’interno e all’esterno delle cellule, così da garantire i complessi processi metabolici legati al mantenimento, al rinnovamento dei tessuti e all’eliminazione delle tossine. Discostarsi dal valore base di riferimento del pH pari a 7,41, quindi leggermente basico (o alcalino), significa modificare il corretto funzionamento e la velocità delle reazioni biologiche, che si può manifestare con uno stato di malessere dovuto all’accumulo di sostanze di scarto, infiammazioni croniche e altre patologie legate al metabolismo.

Le principali vie di produzione di un eccesso di sostanze acide da parte dell’organismo, sono legate alle reazioni metaboliche e al ricambio cellulare. Ma l’acidosi può aumentare anche in presenza di forte stress, intensa attività muscolare con produzione di acido lattico e di stress ossidativo, in caso di alimentazione scorretta o assunzione prolungata di farmaci.

Come mantenere un buon equilibrio acido-base

Le principali vie di eliminazione delle sostanze di scarto indesiderate, generate dal metabolismo sono gli organi emuntori, soprattutto reni e polmoni, sottoposti costantemente ad un intenso lavoro. Vien da sé che dobbiamo fare in modo di mantenerli in ottima salute e ben funzionanti considerata l’importanza del loro ruolo. Nell’eliminazione sono coinvolte anche le ghiandole sudoripare, quindi la pelle in generale e l’intestino. Tuttavia, per contrastare l’eccessiva produzione di sostanze acide, l’organismo attiva un meccanismo definito “sistema tampone”, che mette in campo l’acqua, l’anidride carbonica e i minerali calcio, magnesio, ferro, potassio e sodio che con il loro intervento sostengono un buon mantenimento del pH in equilibrio.

Il ruolo fondamentale per la protezione dell’equilibrio acido base è assegnato alla matrice extra cellulare o MEC, depositaria di importanti funzioni oltre ad essere il luogo in cui si forma il liquido linfatico: durante il giorno è in grado di assorbire le sostanze acide che poi rilascerà durante la notte, attraverso i reni e le ghiandole sudoripare.

Un'alimentazione bilanciata è la base per il mantenimento di un buon equilibrio acido-base © ingimage

Un’alimentazione bilanciata è la base per il mantenimento di un buon equilibrio acido-base © ingimage

Il suo “punto debole” è però la scarsa capacità di filtraggio attraverso i reni, pur avendo una grande possibilità di accumulo di sostanze acide nella sua rete. Quando si forma un deposito eccessivo di acidi nella matrice extra cellulare, entra in gioco il sistema biochimico detto “tampone”, che lavora oltre la propria capacità di tamponare gli acidi, rallentando così le proprie capacità , favorendo la condizione di acidosi cronica dei tessuti e dell’organismo.

Quali sono i fattori che provocano l’acidosi

Come fare per evitare tutti i problemi che l’acidosi può scatenare? Prima di tutto è importante conoscere quali sono i fattori, non pochi, che alterano l’equilibrio acido-base: tra questi, stress e vita frenetica, che fanno parte ormai della quotidianità di molte persone, così come pasti non equilibrati consumati velocemente al bar o l’assunzione di farmaci in modo costante e prolungato. Si aggiungano inquinamento, vita in ambienti chiusi, scarsa o, viceversa, eccessiva attività fisica. La chiave per ristabilire il giusto equilibrio acido-base è in primo luogo la correzione dell’alimentazione sbilanciata, in cui si consumano troppi alimenti acidificanti come la carne, i prodotti animali in genere, lo zucchero semplice , e in misura inferiore i prodotti da forno e i cereali soprattutto se accompagnati da bibite zuccherate o bevande alcoliche. Via libera invece ai cibi alcalinizzanti, quali frutta e verdura (anche se di gusto acidulo), cercando di non “sgarrare” troppo frequentemente con gli alimenti a rischio, cosa che si tende a fare, ad esempio, quando si è in vacanza e l’occasione di pranzare con cibi e bevande acidificanti non manca.

I formaggi e i latticini in genere sono alimenti fortemente acidificanti © ingimage

I formaggi e i latticini in genere sono alimenti fortemente acidificanti © ingimage

Utile per il ripristino dell’equilibrio acido-base, in ogni caso, è l’utilizzo di uno specifico e bilanciato integratore alimentare, che può essere d’aiuto non solo per chi ha “pasticciato” a tavola durante le ferie e al ritorno a casa vuole rimettersi in forma, ma anche per chi, in ogni momento dell’anno, vuole dare una regola alla propria alimentazione e un aiuto al benessere del proprio organismo. Il sostegno di un integratore alimentare ad hoc velocizza i processi fisiologici e il ripristino dell’equilibrio acido-base.

Le conseguenze dell’acidosi

Protrarre nel tempo uno stato di acidosi mette a dura prova l’omeostasi e sottopone l’organismo a uno stato di malessere generale. Cefalea, digestione difficile, sbalzi di umore, sonno disturbato , possono essere sentinelle che rivelano una possibile alterazione dell’equilibrio acido-base dell’organismo. Soprattutto se superiamo i cinquant’anni di età, dopo i quali il meccanismo di regolazione inizia a rallentare con conseguente accumulo di prodotti di scarto, l’acidosi può portare con sé invecchiamento precoce, stanchezza e malumore. Importanti possono essere i danni a carico dell’apparato muscolo-scheletrico, che si manifestano con infiammazione,

  • dolori articolari,
  • squilibrio del metabolismo del calcio,
  • crampi muscolari e
  • ritenzione di acidi urici .

Da non sottovalutare alcuni sintomi non sempre facilmente associabili al problema, come denti che tendono a cariarsi, alterazioni della pelle, delle unghie, malattie autoimmuni o dismetabolismi, alitosi.

Dolori alle articolazioni possono segnalare uno stato infiammatorio causato dallo squilibrio acido-base © ingimage

Dolori alle articolazioni possono segnalare uno stato infiammatorio causato dallo squilibrio acido-base © ingimage

Da segnalare che gli sportivi accaniti devono fare molta attenzione all’acidosi perché l’intenso lavoro muscolare non correttamente recuperato e l’assunzione non bilanciata di proteine, può sfociare in un importante squilibrio acido-base, con una progressiva diminuzione delle prestazioni.

Gli integratori alimentari aiutano?

Dieta e stile di vita equilibrati sono sicuramente insostituibili, ma possono essere insufficienti in alcuni casi. Pensiamo, ad esempio, ad uno stato di acidosi che si protrae da lungo tempo, magari da anni; l’integrazione specifica serve anche durante le diete ipocaloriche, fatte per perdere peso, oppure particolarmente ricche di proteine animali, nei periodi di intensa attività fisica e come coadiuvante durante cure farmacologiche e in presenza di malattie infiammatorie. La menopausa, infine, è un momento in cui è utile non farsi mancare il sostegno di un integratore di questo tipo, come supporto per la prevenzione e la cura dell’osteoporosi.

FONTE: Lifegate

 

(ENGLISH VERSION)

The acid-base balance is one of the most important and delicate mechanisms for the health of the body and the proper functioning of the metabolic process, essential to maintain its balance (also called homeostasis). Let’s look at how to maintain homeostasis and ensure health, youth and vitality.

What is meant by acid-base equilibrium

This vital balance represents the set of physiological processes that the organism puts in place to maintain a level of compatible acidity (or pH) with the performance of the major metabolic functions and is therefore considered one of the pillars of well-being and our vitality along with, for example, temperature, oxygenation and glycemia. Even minimal pH alteration can negatively affect enzymatic activity and consequently metabolic activity, resulting in severe imbalances and cell and tissue damage.

Because everything works best in the body, it is important to maintain the right pH regulation inside and outside the cells to ensure complex metabolic processes related to maintenance, tissue renewal and toxin elimination. Diverging from the baseline pH value of 7.41, and therefore slightly basic (or alkaline), means changing the correct functioning and speed of biological reactions, which can be manifested by a state of malaise due to the accumulation of discolouration, chronic inflammation and other metabolic pathologies.

The main routes of production of excess acid from the body are related to metabolic reactions and cell replacement. Acidosis can also be increased in the presence of

  • severe stress,
  • intense muscle activity with lactic acid production and oxidative stress,
  • in case of incorrect feeding or
  • prolonged intake of medications.

How to maintain a good acid-base balance

The main ways of eliminating undesirable waste products generated by the metabolism are the emitter organs, especially the kidneys and lungs, which are constantly subjected to intense work. It is by itself that we must make sure that they are kept in good health and working well considering the importance of their role. In the elimination are also involved the sweat glands, then the skin in general and the intestines. However, in order to counteract the excessive production of acid substances, the body activates a mechanism called “buffer system”, which targets water, carbon dioxide and calcium, magnesium, iron, potassium and sodium minerals. Their intervention maintains a good balance of pH maintenance.

The fundamental role for the protection of the basic acid balance is assigned to the extra cellular matrix or MEC, which has important functions besides being the place where the lymphatic fluid is formed: during the day it is able to absorb the acidic substances which then will release during the night, through the kidney and sweat glands.

Un'alimentazione bilanciata è la base per il mantenimento di un buon equilibrio acido-base © ingimage

However, its “weak point” is the poor filtering capability of the kidneys, although it has a great potential for accumulation of acidic substances in its network. When an excessive acid deposit is formed in the extra cell matrix, the “buffer” biochemical system comes into play, which works beyond its ability to buffer acids, thereby slowing down its ability, favoring the condition of chronic acidosis of the tissues and body.

What are the factors that cause acidosis?

How to avoid all the problems that acidosis can trigger? First of all it is important to know what are the few factors that alter the acid-base balance: among them, stress and hectic life, which are now part of the everyday life of many people, as well as unhealthy meals consumed quickly in the bar or taking  consistently and prolonged medicines. They add to pollution, life in closed environments, poor or vice versa, excessive physical activity. The key to re-establishing the right acid-base balance is first of all the unbalanced feeding process, which consumes too many acidifying foods such as meat, animal products, simple sugar, and to a lesser degree the baking and cereals especially if accompanied by sugary drinks or alcoholic beverages. Free to alcoholic foods, such as fruit and vegetables (though acid-flavored), trying not to “snuff” too often with the foods at risk, which tends to do, for example, when you are on holiday ‘Occasion to eat with acidic foods and drinks is also missing.

I formaggi e i latticini in genere sono alimenti fortemente acidificanti © ingimage

Beneficial for restoring the acid-base balance, in any case, is the use of a specific and balanced dietary supplement that can be of help not only for those who have “padded” at the table during holidays and returning to the home wants to get back into shape, but also for those who, at any time of the year, want to give a rule to their diet and help the well-being of their body. Supporting an ad hoc food supplement speeds up physiological processes and restoring acid-base balance.

The consequences of acidosis

Over time, a state of acidosis provokes homeostasis and puts the body into a state of general malaise.

  • Headache,
  • difficult digestion,
  • mood swings,
  • disturbed sleep

can be sentinels that reveal a possible alteration of the body’s acid-base balance. Especially if we are over fifty years of age, after which the regulating mechanism begins to slow down with the consequent accumulation of waste products, acidosis can lead to premature aging, tiredness and drowsiness. Important may be damage to the musculoskeletal system, which occurs with inflammation, joint pain, calcium metabolism imbalance, muscle cramps and uric acid retention. Do not underestimate some symptoms that are not always easily associated with the problem, such as

  • teeth that tend to be caries,
  • skin changes,
  • nails,
  • autoimmune or dismutiphymic diseases.

Dolori alle articolazioni possono segnalare uno stato infiammatorio causato dallo squilibrio acido-base © ingimage

It should be noted that athletic sportspeople must pay close attention to acidity because intense muscular work incorrectly regained and unbound protein intake can lead to a major acid-base imbalance with a progressive decrease in performance.

Are food supplements for help?

Diet and balanced lifestyle are definitely irreplaceable, but may be inadequate in some cases. For example, we think of a state of acidosis that has lasted for a long time, perhaps for years; specific integration also serves during low calorie diet, or particularly rich in animal protein, in periods of intense physical activity and as adjuvant during pharmacological treatment and in the presence of inflammatory diseases. Menopause is a time when it is useful not to miss the support of such a suppository as a support for osteoporosis prevention and treatment.

SOURCE: Lifegate

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Quante volte l’hai sentito dire?

Bevi almeno un litro e mezzo di acqua al giorno

Tutte le diete, i libri e i corsi di alimentazione lo consigliano.

Il problema è che nessuno ti dice quale acqua bere e quando farlo, per evitare composti cancerogeni, trarne il massimo dei benefici e non essere mai disidratato.

Innanzitutto, a cosa ci serve l’acqua?

  • L’acqua permette alle tossine di uscire dal corpo. Se beviamo poco la pelle diventa secca, lo stomaco si surriscalda e le articolazioni ne risentono. Inoltre se il nostro corpo è disidratato è facile scambiare la sete per fame e buttarsi sul cibo.
  • L’acqua è la prima medicina per il corpo ed è anche la più antica. Bere troppo poco lo danneggia e gli impedisce di svolgere le sue funzioni, ma spesso tendiamo a sottovalutarlo.

La scoperta dell’acqua calda

L’acqua non deve mai essere bevuta fredda. Dev’essere come minimo a temperatura ambiente, meglio ancora se calda.

Infatti:

  • Più l’acqua è calda, più è digeribile, viene metabolizzata con più efficacia, purifica le cellule e le aiuta ad eliminare le tossine e i materiali di scarto.
  • L’acqua calda ha un potente effetto rassodante e dona molti benefici a livello estetico.
  • Bere una tazza di acqua calda al mattino risveglia l’intestino, curando stitichezza cronica e secchezza.
  • L’acqua leggermente calda è un dono per lo stomaco, distende le sue pareti e viene rapidamente ed integralmente digerita.
  • L’acqua calda aiuta a tenere sotto controllo la fame.
  • Salvaguarda la salute dei reni.

L’acqua fredda invece è metabolizzata con difficoltà e ha un effetto molto negativo: raffredda e sovraccarica i reni.

Come idratare il tuo corpo ogni giorno

Ecco un piccolo anticipo:

  • 1 tazza di acqua calda la mattina appena svegli, dopo aver pulito la lingua e il cavo orale. Questo è l’opposto del caffè a letto
  • 1/2 litro di acqua tra colazione e pranzo
  • 1/2 litro di acqua tra pranzo e cena

L’importante è non introdurre troppa acqua durante i pasti, perché rallenta la digestione e non finisce nelle cellule, ma annacqua i succhi gastrici.

Se non trascorri tutta la giornata a casa (per lavoro o altri impegni), procurati un thermos e portalo con te. In questo modo non sarai mai a corto di acqua calda.

Centinaia di persone mi hanno raccontato di aver sperimentato aumento di energia, miglioramento delle funzioni digestive e perdita di pesosemplicemente introducendo questo rituale quotidiano.

Mai sottovalutare il potere di una bella bevuta!

Quale acqua è meglio bere?

L’acqua ideale è:

  • Oligominerale
  • Senza anidride carbonica
  • Con residuo fisso basso: 14 – 15, massimo 20 mg (il residuo fisso è ciò che rimane dopo l’ebollizione a 180°)
  • Con pH meno di 7
  • Con basso contenuto di sodio
  • Proviene da fonte certificata
  • In bottiglia di vetro

La depurazione “casalinga”

L’idea di un filtro di buona qualità concilia risparmio, qualità dell’acqua e aspetto ecologico.

Però bisogna fare una distinzione tra dispositivi di depurazione e dispositivi di attivazione.

  • I primi eliminano sostanze tossiche e minerali con filtri a carbone attivo, scambiatori di ioni, distillazione e osmosi inversa.
  • I secondi invece restituiscono all’acqua “morta” la sua struttura cristallina attraverso azioni o fenomeni come l’irradiazione solare, la magnetizzazione, la vitalizzazione.
    Sottopongono l’acqua solo a processi fisici, senza neutralizzare le sostanze dannose

Dispositivi a confronto

Apparecchiature per la distillazione

Eliminano le impurità chimiche, elementi minerali e oligoelementi ricavandone H2O pura (una forma non esistente in natura), estremamente aggressiva, che spoglia l’acqua della sua struttura originaria.

Dispositivi a osmosi inversa

  • Vantaggio: forniscono acqua con un elevato grado di pulizia
  • Svantaggio: grande dispendio d’acqua (il triplo di quella che se ne ricava)

Filtri a carboni attivi

  • Vantaggio: trattengono alcune sostanze, soprattutto inquinanti organici come pesticidi e solventi industriali
  • Svantaggio: Non riescono a eliminare batteri e nitrati o ad agire sulla “durezza” dell’acqua.

Filtri a scambio ionico

Sono costituiti da resine che innescano un processo chimico che riduce la durezza dell’acqua e combatte nichel, bario, cobalto e altri metalli pericolosi.

Caraffe filtranti

Alcune cartucce (come la Brita) rilasciano ammonio in quantità superiore al limite di legge fissato per l’acqua da bere. Il ristagno dell’acqua nella caraffa causa un aumento della proliferazione batterica e dei nitriti.

Si possono usare occasionalmente conservando l’acqua in frigorifero e consumandola entro la giornata.

Il depuratore ideale

Il depuratore ideale deve avere queste 3 caratteristiche:

  • Apparecchio a osmosi inversa
  • Filtro a carboni
  • Costruito con materiali bio-compatibili

Il mito dell’acqua alcalina

Secondo alcune recenti teorie, l’acqua alcalina (ionizzata) sarebbe un potente antiossidante in grado di contrastare i radicali liberi, correggere l’acidità in eccesso nei tessuti e prevenire cancro, artrite e altre malattie degenerative.

Purtroppo la verità è un’altra.

La maggior parte delle informazioni che circolano sull’acqua ionizzata provengono da gente che produce e vende i macchinari per la ionizzazione (commercializzati da Multi-Level Marketing poco etici e molto costosi) e non sono basate su alcuna prova scientifica.

La disintossicazione è l’unico vantaggio di questo tipo di acqua, ma è un beneficio limitato a un periodo di tempo molto breve (non più di una settimana o due).

L’acqua ionizzata alcalina è stata separata in frazioni alcaline e acide mediante elettrolisi e ha un pH superiore a 7 (da 9 a 13), decisamente innaturale.

Inoltre:

  • Le cellule normali muoiono in condizioni estremamente alcaline.
  • Molte ricerche scientifiche hanno dimostrato che non c’è alcun legame tra acqua alcalina e riduzione del rischio di contrarre tumori.
  • Il processo di ionizzazione non purifica l’acqua. Questi dispositivi non possono usare l’osmosi inversa perché questo impedirebbe la corretta ionizzazione (dato che non ci sarebbero minerali nell’acqua).

Come energizzare l’acqua

Dopo averla filtrata, l’acqua è “morta”. Per questo occorre energizzarla, in modo che ritorni alla sua struttura naturale e faccia un lavoro migliore di raccolta e rimozione delle tossine nel nostro corpo.

Un metodo naturale, efficace ed economico per farlo è l’utilizzo dei cristalli.

L’acqua ha la capacità di trattenere la “memoria” delle vibrazioni e delle sostanze della materia con cui entra in contatto.

Per questo usando dei cristalli possiamo renderla più sana e benefica. Puoi usare cristallo di rocca, quarzo rosa e ametista (grezzi o tagliati). Metti questi cristalli in una brocca di vetro che userai per servire l’acqua a tavola.

Quale Thermos scegliere

Nell’acquisto del Thermos assicurati che sia in acciaio Inox, senza BPA e idoneo alla normativa EN12546-1:2000 ( “Materiali e articoli a contatto con i prodotti alimentari –  contenitori isotermici per uso domestico”).

Ti auguro tutto il meglio,

FONTE: Francesca Forcella Cillo (EnergyTraining)

 

(ENGLISH VERSION)

How many times have you heard that?

“Drink at least a liter and a half of water per day”

All diets, books, and nutrition courses recommend it.

The problem is that no one tells you which water to drink and when to do it, to avoid carcinogenic compounds, get the most out of the benefits and to never be dehydrated.

First of all, what do we need water for?

Water allows toxins to get out of the body. If we drink little skin becomes dry, the stomach becomes overheated and the joints are affected. In addition, if our body is dehydrated, it is easy to exchange thirst for hunger and throw on food.
Water is the first medicine for the body and is also the oldest. Drinking too little harms it and prevents it from performing its functions, but often we tend to underestimate it.

The discovery of hot water

Water should never be drunk cold. It must be at least at room temperature, better yet if hot.

Indeed:

  • Plus the water is hot, the more it is digestible, it is metabolized more efficiently, purifies the cells and helps them eliminate toxins and waste materials.
  • Hot water has a powerful firming effect and gives many aesthetic benefits.
  • Drinking a cup of warm water in the morning awakens the intestine, cherishing chronic constipation and dryness.
  • Slightly warm water is a gift to the stomach, relaxes its walls and is quickly and completely digested.
  • Hot water helps to control hunger.
  • It protects the health of the kidneys.
  • Cold water, however, is metabolized with difficulty and has a very negative effect: it cools and overloads the kidneys.

How to moisturize your body every day

In the 8-week Transformation Program, you will find the complete step-by-step procedure on what to drink and when to do it.

Here is a small advance:

  • 1 cup of hot water the morning just waking up, after cleansing the tongue and the oral cavity. This is the opposite of the coffee taken in bed
  • 1/2 liter of water between breakfast and lunch
  • 1/2 liter of water between lunch and dinner

It is important not to introduce too much water during meals because it slows down digestion and does not end in the cells, but it gathers the gastric juices.

If you do not spend all day at home (for work or other commitments), get a thermos and bring it with you. In this way you will never be short of hot water.

Hundreds of people have told me that they have experienced

  • increased energy,
  • improved digestive function and
  • weight loss

by simply introducing this daily ritual.

Never underestimate the power of a good drink!

Which water is better to drink?

The ideal water is:

  • oligomineral
  • No carbon dioxide
  • With low fixed residue: 14-15, maximum 20 mg (fixed residue is what remains after boiling at 180 °)
  • With pH less than 7
  • Low in sodium
  • It comes from a certified source
  • In glass bottle

The “do it yourself “depuration

The idea of ​​a good quality filter combines savings, water quality and ecological appearance.

However, it is necessary to make a distinction between purification devices and activation devices.

  • The former eliminate toxic and mineral substances with activated carbon filters, ion exchangers, distillation and reverse osmosis.
  • Seconds, however, revitalize the  “dead” water giving to it crystalline structure through actions or phenomena such as solar irradiation, magnetization, vitalization.
    They water the water only to physical processes, without neutralizing the harmful substances

Comparative Devices

Distillation equipment

Eliminate chemical impurities, mineral elements and trace elements by extracting pure H2O (a non-existent form in nature) that is extremely aggressive, which scatters the water of its original structure.

Reverse osmosis devices

Advantage: they provide water with a high degree of cleaning
Disadvantage: great water expense (the triple of what is being obtained)

Active carbon filters

Advantage: they retain some substances, especially organic pollutants such as pesticides and industrial solvents
Disadvantage: They can not eliminate bacteria and nitrates or act on the “hardness” of the water.

Ion exchange filters

They consist of resins that trigger a chemical process that reduces water hardness and fights nickel, barium, cobalt and other dangerous metals.

Filter carts

Some cartridges (such as Brita) release ammonia in excess of the legal limit set for water to drink. Water stagnation in the carafe causes an increase in bacterial proliferation and nitrites.

They can be used occasionally by storing the water in the fridge and consuming it by the day.

The ideal cleaner

The ideal cleaner must have these 3 features:

  1. Reverse osmosis device
  2. Coal filter
  3. Manufactured with bio-compatible materials

The myth of alkaline water

According to recent theories, alkaline (ionized) water would be a powerful antioxidant capable of counteracting free radicals, correcting excess acidity in tissues and preventing cancer, arthritis and other degenerative diseases.

Unfortunately the truth is another.

Most of the information circulating on ionized water comes from people who produce and sell ionization equipment (marketed by Unethical Multi-Level Marketing) and are not based on any scientific evidence.

Detoxification is the only benefit of this type of water, but it is a limited benefit for a very short period of time (no more than a week or two).

Alkaline ionized water has been separated into alkaline and acid fractions by electrolysis and has a pH greater than 7 (9 to 13), which is definitely unnatural.

Furthermore:

  • Normal cells die in extremely alkaline conditions.
  • Many scientific researches have shown that there is no link between alkaline water and reduced risk of contracting tumors.
  • The ionization process does not purify the water. These devices can not use reverse osmosis because this would prevent proper ionization (as there would be no minerals in the water).

How to energize water

After filtering it, the water is “dead”. This is why it needs to be energized so that it returns to its natural structure and does a better job of collecting and removing toxins in our body.

A natural, effective and inexpensive method to do this is the use of crystals.

Water has the ability to retain the “memory” of the vibrations and substances of the matter with which it comes into contact.

For this reason, using crystals we can make it healthier and more beneficial. You can use rock crystal, pink quartz and amethyst (rough or cut). Put these crystals in a glass jug you will use to serve water to the table.

Which Thermos to choose

When purchasing the Thermos, make sure that it is in Stainless Steel without BPA and is in compliance with EN12546-1: 2000 (“Materials and articles in contact with foodstuffs – isothermal containers for domestic use”).

I wish you all the best,

SOURCE: Francesca Forcella Cillo (EnergyTraining)

 

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di Giuseppe Cocca, Medico esperto di digiuno, crudismo e igiene naturale. autore di “L’intestino intelligente

Sapere come nasce e si forma il microbiota,l’insieme dei microorganismi simbiotici che compongono l’intestino, conoscerne le funzioni, come fare per mantenerlo in salute e quali sono i disagi che corre se abbiamo abitudini scorrette può aiutarci a migliorare la nostra vita, perché quando l’intestino è felice lo siamo anche noi.

Cos’è il Microbiota

Quando parliamo di “microbiota umano”, dal greco micròs (piccolo) e bìos (vita), intendiamo l’insieme di tutti quei microorganismi che vivono in sintonia con il corpo umano. Si potrebbe dire che il microbiota sia “una microvita” che ci accompagna e ci aiuta sin dalla nascita, il microbiota è composto da un numero di batteri di gran lunga superiore al numero delle stesse cellule umane. Per quanto si possa definire “micro”, va detto che secondo alcune ricerche si parla di 10 trilioni di cellule umane contro 100 trilioni di cellule batteriche localizzate principalmente nell’apparato digerente e nel colon, con 4 milioni di tipi diversi di batteri. Il peso stesso dei batteri intestinali è notevole: secondo alcuni studi, in una persona di 70 chili, il loro peso equivale a 1 chilo e mezzo.

In passato il microbiota veniva chiamato con il termine più generico di flora batterica intestinale perché i batteri, ancora sconosciuti, erano considerati alla stregua di piante, da qui il concetto di “flora” intestinale. Come le piante, anche i batteri infatti si distinguono per habitat, alimentazione e grado di velenosità.

Le funzioni del microbiota

Queste due comunità di esseri viventi, l’organismo pluricellulare, ovvero il nostro corpo, e i colonizzatori (microbioti) hanno iniziato a convivere e a trovare regole per ottenere vantaggi reciproci. L’organismo pluricellulare procura una casa e del cibo; il microbiota ricambia producendo per esempio la vitamina K, fondamentale per la corretta coagulazione del sangue, e la vitamina B12, fondamentale per la formazione dei globuli rossi. Se ben formato, il microbiota oltre a fornire questi utili nutrimenti, impedisce la crescita di microrganismi non funzionali per noi: mediante i suoi enzimi elimina quello che non riusciamo a sminuzzare e a digerire. Interviene nel

  • metabolismo degli acidi biliari,
  • garantisce integrità alla mucosa intestinale,
  • demolisce i veleni e
  • mantiene in buona forma il sistema immunitario.

Per la precisione, il rapporto tra microbiota e sistema immunitario è ben più stretto di così: i due sono praticamente coinquilini, visto che gran parte del nostro sistema immunitario (circa l’80 per cento) è situato proprio nell’intestino. E non potrebbe essere altrimenti visto che è qui che si trova la più alta concentrazione di batteri (e funghi, lieviti, virus e altri organismi unicellulari) e che il sistema immunitario ha il compito fondamentale di tenere a bada ed eliminare tutto ciò che può rappresentare un pericolo per l’organismo.

L’intestino è il secondo cervello del nostro corpo

Un’altra scoperta ancora più stupefacente ci dice che questi innumerevoli e microscopici esseri sono dotati di un intelligenza straordinaria. Il dottor Anthony Bassler, professore di gastroenterologia a New York, ha scoperto infatti che i batteri comunicano tra loro attraverso sostanze chimiche con due modalità:

  • un linguaggio comune a tutti i batteri chiamato Al 2, e
  • un altro linguaggio caratteristico per ogni specie, Al 1.

Grazie a questa lingua chimica ogni specie batterica ha la capacità di connettersi a esse e coordinare il proprio comportamento. I microrganismi sono esseri sociali: collaborano tra loro e cooperano per il benessere comune.

Inoltre è stato scoperto che questa capacità di comunicazione consente ai batteri microbiotici d’influenzare notevolmente le nostre scelte e le nostre reazioni. In particolare, secondo la teoria dell’olobionte(insieme di organismi in simbiosi tra loro), i batteri che formano il nostro microbiota hanno la capacità di produrre sostanze chimiche che inducono nell’uomo comportamenti utili sia al batterio sia al microbiota stesso. I batteri sono circa 10 volte più numerosi delle cellule che costituiscono il corpo umano e possiedono un patrimonio genetico più ricco del nostro, per questo possiamo presumere che molti dei nostri comportamenti, atteggiamenti emotivi e condizionamenti alimentari siano indotti da questi ultimi.

Per questi ricercatori il microbiota influenza direttamente la nostra qualità di vita, i pensieri, le nostre abitudini alimentari, il nostro metabolismo e perfino la scelta del partner! Per questo motivo è importante riflettere sul modo in cui influenziamo il microbiota attraverso l’utilizzo di antibiotici, germicidi, cibo con conservanti, lavaggi troppo frequenti e una cattiva alimentazione. Inoltre si è scoperto che i batteri (sia simbionti che non) sono in grado di influenzare la mente attraverso sostanze che inviano al Sistema Nervoso Centrale. Quindi si può dire che l’influenza del microbiota nella nostra vita abbia più “peso” di quella che c’immaginavamo, in tutti i sensi.

Nell’intestino ha sede il sistema nervoso enterico formato da cento milioni di neuroni: esso trasmette le proprie sensazioni viscerali proprio tramite la rete di neuroni e permette all’organismo di svolgere la digestione e altre funzioni complesse senza l’intervento diretto del cervello. Sappiamo che i segnali provenienti da diverse parti del corpo vengono inviati al cervello ed eleborati da sue aree specifiche. Lo stesso vale nella comunicazione tra intestino e cervello, tra la pancia e la testa. Spesso ci sentiamo guidati a compiere scelte di pancia, e le crediamo irrazionali, mentre le scelte di testa ci sembrano ragionevoli e “più giuste”: bè sarai sorpreso di scoprire che c’è molta testa anche nell’intestino e che le scelte di pancia non sono poi così insensate. I segnali dell’intestino possono giungere in diverse zone del cervello e precisamente nelle seguenti: insula (o corteccia insulare), sistema limbico, corteccia prefrontale, amigdala, ippocampo e corteccia cingolata anteriore. Semplificando molto, possiamo attribuire alle aree indicate sopra le seguenti funzioni:

  • Insula: senso del sé
  • Sistema limbico: elaborazione dei sentimenti
  • Corteccia prefrontale: senso dell’etica
  • Ippocampo: memoria
  • Corteccia cingolata anteriore: motivazione

A livello fisico, cervello e intestino sono collegati dal nervo vago: esso parte dal midollo allungato e arriva fino allo stomaco. Cervello e intestino sono posti agli antipodi del corpo umano e hanno anche una collocazione nient’affatto simile. Il primo è isolato e protetto, il secondo è in mezzo alla mischia ed è in grado di dire cose di noi che altrimenti il cervello ignorerebbe. La collaborazione tra questi due organi fondamentali inizia quando siamo neonati e si concentra sulla creazione del nostro mondo emotivo.

Quando abbiamo la pancia piena e digeriamo bene proviamo piacere, quando abbiamo le coliche ci lamentiamo per il dolore. Questo rapporto di base continua evolvendosi negli anni, legando indissolubilmente benessere emotivo e fisico. Uno dei primi studi che riporta gli effetti benefici di una terapia intestinale sul cervello risalgono ad anni recenti (2013) ed è la conferma che se l’intestino sta bene, anche il cervello prospera.

Come far felice il nostro intestino

L’alterazione del microbiota si può considerare come la risposta del corpo a un modello alimentare troppo ricco di:

  • Zuccheri raffinati e dolci
  • Carne
  • Cibi industriali
  • Amidi
  • Farmaci
  • Lassativi
  • Additivi alimentari
  • Alcol
  • Cibo in generale
  • Prodotti caseari

E allo stesso tempo povero di alimenti come:

  • Ortaggi
  • Frutta
  • Noci

All’alimentazione sbilanciata, si aggiunge l’uso eccessivo di antibiotici, lo stress quotidiano che è da non sottovalutare quando si tratta della salute dell’intestino, e anche – paradossalmente, un igiene eccessiva. Oltre a curare questi fattori, alcuni strumenti utili sono l’idrocolonterapia e il digiuno.

Bibliografia e approfondimento: “L’intestino intelligente” di Giuseppe Cocca

Sull’autore:

Giuseppe Cocca, laureato in Medicina e Chirurgia, con diploma di Medicina Tradizionale Cinese, Agopuntura e Omeopatia, tiene conferenze in tutta Italia di Alimentazione Naturale e Raw Food, Digiuno Consapevole, Nuova Igiene Naturale. Ha studiato Natural Hygiene con il dr. Kaki Siidwa allievo diretto di H.M. Shelton e con Desirè Merien, uno dei massimi esponenti dell’Igienismo Francese.

 

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

by Giuseppe Cocca, a physician experienced in fasting, raw food and natural hygiene, author of “The Intelligent Intestine”

Knowing how the microbiota is born and formed, the set of symbiotic microorganisms that make up the intestine, knowing its functions, how to keep it healthy, and what are the discomforts that run if we have bad habits can help us improve our lives, because when the bowel is happy we are also happy ourselves.

What is the Microbiota

When we talk about “human microbiota”, from the Greek micròs (small) and bìos (life), we mean the set of all those microorganisms that live in tune with the human body. One could say that the microbial is a “micro life “ that accompanies us and helps us since birth, the microbiota is made up of a number of bacteria far superior to the number of the same human cells. Although it may be termed “micro,” it is to be said that according to some research there are 10 trillion human cells against 100 trillion of bacterial cells mainly located in the digestive system and colon, with 4 million different types of bacteria. The same weight of intestinal bacteria is remarkable: according to some studies, in a person of 70 pounds, their weight equals one and a half pounds.

In the past, the microbiota was called with the most generic term of intestinal bacterial flora because bacteria, still unknown, were considered as plants, hence the concept of intestinal flora. Like plants, even bacteria are distinguished by habitat, feeding, and degree of poisoning.

The microbial functions

These two communities of living things, the multi-cellular organism, our body, and the colonizers (microbiotics) have begun to live together and find rules to obtain mutual benefits. The pluricellular organism provides a home and food; the microbial reappears producing, for example, vitamin K, essential for proper blood clotting, and vitamin B12, which is essential for the formation of red blood cells. If well-formed, the microbial addition to providing these useful nutrients prevents the growth of unorganic microorganisms for us: through its enzymes it eliminates what we can not digest and assimilate. It intervenes in the

  • metabolism of bile acids,
  • guarantees integrity to the intestinal mucosa,
  • demolishes poisons and
  • maintains the immune system in good shape.

For the sake of precision, the ratio between the microbial and the immune system is much narrower than that: the two are pretty much coinquiline, since much of our immune system (about 80 percent) is located right in the intestine. And it could not be otherwise because it is here that the highest concentration of bacteria (and fungi, yeasts, viruses and other unicellular organisms) is found and that the immune system has the fundamental task of keeping up and eliminating anything that can represent a danger to the body.

The intestines are the second brain of our body

Another more amazing discovery tells us that these countless and microscopic beings are endowed with extraordinary intelligence. Dr. Anthony Bassler, a professor of gastroenterology in New York, has discovered that bacteria communicate with each other through chemical substances in two ways:

  • a common language for all bacteria called Al 2, and
  • another characteristic language for each species, Al 1

Thanks to this chemical language, every bacterial species has the ability to connect to them and coordinate their behavior. Microorganisms are social beings: they cooperate with each other and cooperate for common well-being.

It has also been found that this ability of communication allows microbiotic bacteria to greatly influence our choices and reactions. In particular, according to the theory of olobionte (a set of organisms in symbiosis with each other), bacteria forming our microbiota have the ability to produce chemicals that induce in humans behaviors useful both to the bacterium and to the microbiot itself. Bacteria are about 10 times as numerous as cells that make up the human body and possess a richer genetic heritage than ours, so we can assume that many of our behaviors, emotional attitudes, and dietary conditioning are induced by the latter.

For these researchers, the microbiota directly affects our quality of life, our thoughts, our eating habits, our metabolism and even the partner’s choice! For this reason, it is important to reflect on the way in which the microbial is influenced by the use of antibiotics, germicides, food with preservatives, too frequent washing and poor nutrition. It has also been discovered that bacteria (both symptomatic and non-virulent) are able to influence the mind by sending substances to the Central Nervous System. So we can say that the influence of microbiosis in our life has more “weight” than we imagined, in all senses.

In the intestine is the enteric nervous system formed by one hundred million neurons: it transmits its own visceral sensations through the network of neurons and allows the body to perform digestion and other complex functions without the direct intervention of the brain. We know that signals from different parts of the body are sent to the brain and embedded in its specific areas. The same applies to communication between the intestines and the brain, between the belly and the head. Often we feel guided to make belly choices, and believe them irrational, while the head choices seem reasonable and “fairer”: you will be surprised to find that there is a lot of head in the bowel and that belly choices they are not so insensate. Signs of the intestine may come in different areas of the brain and specifically in the following: insula (or insular cortex), limbic system, prefrontal cortex, amygdala, hippocampus and anterior cingulate cortex. By simplifying a lot, we can attribute the areas indicated above the following functions:

  • Insula: sense of self
  • Limbic system: processing of feelings
  • Prefrontal bark: sense of ethics
  • Hippocampus: memory
  • Crawled front bark: motivation

Physically, the brain and the intestine are connected by the vague nerve: it starts from the elongated midline and reaches up to the stomach. Brain and intestines are placed against the antibodies of the human body and also have no similar placement. The first one is isolated and protected, the second is in the middle of the melee and is able to say things to us that otherwise the brain would ignore. Collaboration between these two fundamental organs starts when we are newborn and focuses on the creation of our emotional world.

When we have full stomach and digest well we feel pleasure when we have colic we complain of pain. This basic relationship continues to evolve over the years, indivisibly linking emotional and physical well-being. One of the first studies showing the beneficial effects of intestinal cancer on the brain dates back to recent years (2013) and is the confirmation that if the bowel is well, the brain also thrives.

How to make our bowels happy

Microbial alteration can be considered as the body’s response to a diet that is too rich in:

  • Refined and sweet sugars
  • Meat
  • Industrial foods
  • Starches
  • Drugs
  • Laxatives
  • Food Additives
  • Alcohol
  • Food in general
  • Dairy products

And at the same time poor in food such as:

  • Vegetables
  • Fruit
  • Nuts

In unbalanced diet, excessive use of antibiotics is added, daily stress that is not to be underestimated when it comes to the health of the intestine, and – paradoxically, excessive hygiene. In addition to treating these factors, some useful tools are hydrocolontherapy and fasting.

Bibliography and In-depth Study: Giuseppe Cocca’s “Intelligent Intestine”

About the author:

Giuseppe Cocca, a graduate of Medicine and Surgery, holds a Bachelor’s degree in Chinese Traditional Medicine, Acupuncture and Homeopathy, holds conferences throughout Italy for Natural Nutrition and Raw Food, Conscious Freedom, New Natural Hygiene. He studied Natural Hygiene with Dr. Kaki Siidwa direct student of H.M. Shelton and Desirè Merien, one of the highest representatives of French Hienism.

 

SOURCE: Dionidream

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Attraverso piccole frazioni di materiale genetico vengono trasmesse informazioni per la costruzione di proteine, ma anche gli effetti di traumi.

 

Possono i traumi dei genitori condizionare anche i figli ed i nipoti? La risposta potrebbe essere affermativa.

Secondo uno studio del Brain Research Institute dell’Università di Zurigo riportato da Scienze Notizie, sono tre le generazioni attraverso le conseguenze dei ricordi traumatici si trasmettono.

Gli esperti hanno identificato delle minuscole frazioni di materiale genetico, il microRna, una sorta di veicoli che trasmettono, di generazione in generazione, le informazioni per la costruzione di proteine, ma anche gli effetti di eventi segnanti.

Insomma le paure possono accomunare padri, figli e nipoti attraverso queste particolari trasmissioni genetiche individuate nei ratti, ma che molto probabilmente hanno riflessi simili anche negli uomini.

In pratica i traumi vissuti durante la vita sono in grado di alterare le informazioni molecolari tramandate trasmettendo i difetti attraverso i gameti. La ricerca, pubblicata sulle pagine della rivista Nature Neuroscience, spiega come particolari patologie, come il disordine bipolare, si erediti da padre in figlio.

Per individuare il meccanismo gli esperti hanno confrontato i roditori adulti che avevano vissuto eventi particolarmente traumatici con topi con una vita normale. Analizzando i microRna nei topi ”traumatizzati”, gli studiosi hanno scoperto come i traumi comportino un’alterazione della quantità di mini molecole contenuto nel sangue, nel cervello e nello sperma.

Si tratta di modifiche che hanno ricadute sul funzionamento delle cellule regolate dal microRna. I roditori affetti da traumi erano maggiormente inclini a sviluppare la depressione ed a vivere in luoghi aperti, un comportamento davvero raro nei topi. I figli dei topi stressati mostravano, a loro volta, dei livelli di insulina e zuccheri inferiori rispetto agli altri, anche se non avevano vissuto alcun tipo di evento traumatico.

FONTE: Today

 

(ENGLISH VERSION)

Through small fractions of genetic material, information is transmitted for the construction of proteins but also the effects of trauma.

Can parents’ trauma also affect their children and grandchildren? The answer could be yes.

According to a study by the Brain Research Institute of the University of Zurich reported by Science News, three generations through the consequences of traumatic memories are transmitted.

Experts have identified tiny fractions of genetic material, the microRna, a kind of vehicle that transmits, from generation to generation, information on protein build-up, but also the effects of marker events.

In short, fears can share fathers, children, and grandchildren through these particular genetic transmissions found in rats, but most likely have similar resonances in men as well.

In practice, life-long traumas can alter the molecular information handed down by transmitting defects through the gametes. The research, published on the pages of the journal Nature Neuroscience, explains how particular pathologies, such as bipolar disorder, are inherited from father to son.

To identify the mechanism, experts compared adult rodents who had experienced traumatic events with mice with normal life. By analyzing microRna in “traumatized” mice, scholars have discovered how traumas cause an alteration in the amount of mini-molecules contained in the blood, brain, and sperm.

These are changes that have affected the operation of microRNA-controlled cells. Traumatic rodents were more likely to develop depression and live in open spaces, a moody rare behavior. The children of stressed mice showed, in turn, lower levels of insulin and sugars than others, even though they had not experienced any kind of traumatic event.

SOURCE: Today

 

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Il segreto per perdere peso, ritrovare forma fisica e salute si trova nell’aspetto più semplice ma più trascurato della nostra vita: il modo in cui respiriamo. Uno dei più grandi ostacoli al nostro benessere è quasi sconosciuto: respiriamo troppo.

La quantità di aria che respirate può stravolgere tutto ciò che pensate di sapere sul vostro corpo, la vostra salute e le vostre prestazioni sportive. Vi domanderete in che senso io parli di “quantità”. Dopotutto, l’aria non è qualcosa di cui ci si possa abbuffare o di cui si possa bere un bicchiere di troppo.

  • E se invece fosse così, in un certo senso?
  • E se le buone abitudini respiratorie fossero altrettanto importanti di quelle alimentari per raggiungere la forma fisica ideale?
  • E se fossero addirittura più essenziali dell’alimentazione?

Molti di noi immettono nel loro organismo quasi tre volte la quantità di aria utile, contribuendo così a causare o a peggiorare una serie di disturbi tra cui stanchezza cronica, insonnia, problemi di peso e di cuore, ansia, asma. Patrick McKeown ha messo a punto, testandolo su migliaia di persone, un metodo capace di migliorare la quantità di ossigeno che il sangue trasporta a muscoli, cervello e cuore mediante l’applicazione di semplici tecniche al modo in cui respiriamo.

Partendo da un facile test per valutare l’efficienza con cui il nostro corpo utilizza l’ossigeno, nel suo libro Patrick McKeown spiega come incrementarla, quanto sia importante la respirazione a bocca chiusa, il valore dell’anidride carbonica, come evitare una dannosa produzione di radicali liberi. Dopo aver seguito questo programma solo per poco tempo, anche una persona fuori forma potrà salire le scale senza affanno, correre a prendere un autobus o disputare una partita di calcio, mentre uno sportivo vedrà incrementare in modo deciso le sue performance e il suo rendimento. Dal campione di triatlon al pantofolaio più irriducibile, il miglioramento di energia, salute, forma fisica è garantito. Facile come respirare.

L’iperventilazione cronica

Diamo per scontato che il corpo sappia istintivamente di quanta aria ha bisogno in ogni momento, ma purtroppo non è così. Nel corso dei secoli abbiamo alterato il nostro ambiente in maniera così profonda che molti hanno dimenticato il modo naturale di respirare, snaturato dallo stress cronico, dalla sedentarietà, dalle diete sbagliate, dalle case troppo riscaldate e dalla scarsa forma fisica. Tutti questi fattori contribuiscono alle cattive abitudini respiratorie, che a loro volta provocano spossatezza, aumento di peso, disturbi del sonno, malattie respiratorie e cardiache.

Per capire se respirate troppo, rispondete alle seguenti domande:

  • Mentre svolgete le attività quotidiane, a volte respirate con la bocca?
  • Respirate con la bocca durante il sonno profondo? (Se non lo sapete: vi svegliate con la bocca secca?)
  • Dormendo, russate o trattenete il respiro?
  • A riposo, il vostro respiro è visibile? Per scoprirlo, guardate i movimenti del petto e dell’addome mentre respirate. Più sono evidenti, maggiore è la forza con cui respirate.
  • Quando osservate il vostro respiro, vedete più movimento all’altezza dal petto che dell’addome?
  • Sospirate spesso durante il giorno? (Un sospiro di tanto in tanto non è un problema, ma i sospiri regolari bastano a mantenere l’iperventilazione cronica.)
  • Vi capita di udire il vostro respiro anche in stato di riposo?
  • Presentate sintomi imputabili all’iperventilazione abituale, come naso chiuso, contrazione delle vie respiratorie, affaticamento, capogiri o vertigini?

Se avete risposto si anche solo ad alcune domane è probabile che tendiate all’iperventilazione.

effetti iperventilazioneL’abitudine inconsapevole di respirare eccessivamente ha raggiunto proporzioni epidemiche in tutto il mondo industrializzato ed è molto dannosa per la salute.

Queste errate abitudini respiratorie possono fare la differenza tra una persona in perfetta salute e una malata e debole. L’iperventilazione provoca il restringimento delle vie aeree, limitando la capacità di ossigenazione del corpo e determinando la costrizione dei vasi sanguigni, che riduce l’apporto di sangue al cuore e agli altri organi e muscoli. Queste conseguenze di natura sistemica influenzano in profondità la salute, che siate un atleta professionista, sia che il vostro sforzo più intenso consista nel salire le scale di casa.

Forse ricorderete di avere studiato a scuola che inspiriamo ossigeno ed espiriamo anidride carbonica (CO2). Vi avranno insegnato che l’anidride carbonica è solo un gas di scarto che espelliamo dai polmoni, però non è così: la CO2 permette al corpo di metabolizzare l’ossigeno rilasciato dai globuli rossi. Questo si chiama effetto Bohr. Capire e sfruttare tale principio fisiologico vi permetterà di porre rimedio all’iperventilazione.

L’effetto Bohr e l’importanza dell’anidride carbonica

Scoperto oltre un secolo fa, l’effetto Bohr descrive il meccanismo con cui l’ossigeno presente nel sangue viene trasmesso ai muscoli e agli organi. Molte persone non lo sanno, ma la quantità di anidride carbonica nel sangue determina la quantità di ossigeno che possiamo consumare. Il punto cruciale è che il modo in cui respiriamo influenza la quantità di anidride carbonica presente nel sangue. Quando respiriamo correttamente abbiamo anidride carbonica a sufficienza e il nostro respiro è silenzioso, regolare e ritmico. Se invece iperventiliamo, il respiro sarà pesante, più intenso e irregolare, quindi espireremo troppa anidride carbonica, lasciando il corpo a boccheggiare (letteralmente) per la carenza d’ossigeno.

E’ semplice: se respiriamo meglio, aumentando la quantità di anidride carbonica nel nostro organismo, potremo fornire più ossigeno ai muscoli e agli organi, compresi il cuore e il cervello, incrementando così le capacità fisiche. Non si tratta d’altro che di aiutare il corpo a funzionare nel modo in cui è stato progettato.

Dilatazione e costrizione delle vie aeree e dei vasi sanguigni

Respirare troppo può anche ridurre il flusso sanguigno. Per la grande maggioranza delle persone, 2 minuti di respirazione profonda bastano a rallentare la circolazione sanguigna in tutto il corpo, compreso il cervello, dove la carenza di sangue può causare capogiri e vertigini. In generale l’afflusso di sangue al cervello cala di pari passo con la riduzione dell’anidride carbonica. Uno studio ha riscontrato che in alcuni individui il diametro dei vasi sanguigni diminuisce anche del 50 per cento.

Vi sarà capitato di percepire la contrazione del flusso sanguigno al cervello che risulta dall’iperventilazione: dopo aver fatto alcuni lunghi respiri la bocca si inizia a sentir girare la testa. Analogamente, molte persone che dormono con la bocca aperta faticano a ingranare la marcia al mattino: pur avendo dormito a sufficienza, continuano a sentirsi stanche e stordite per qualche ora dopo il risveglio. E’ ampiamente documentato che l’abitudine di respirare con la bocca, nelle ore di veglia come nel sonno, genera affaticamento, difficoltà di concentrazione, riduzione della produttività e cattivo umore.

La regolazione del pH del sangue 

Oltre a determinare quanto ossigeno viene rilasciato nei tessuti e nelle cellule, l’anidride carbonica svolge anche un ruolo essenziale nella regolazione del pH del flusso sanguigno, vale a dire l’acidità o alcalinità del sangue. Il pH normale del sangue è pari a 7,365 e deve rimanere entro un intervallo ben definito, altrimenti il corpo è costretto a compensare. Per esempio, quando il pH del sangue diventa più alcalino la respirazione si riduce per consentire un aumento del livello di anidride carbonica e ripristinare il pH corretto.

All’opposto, se il pH del sangue è eccessivamente acido (come accade quando si mangiano troppi alimenti confezionati), la respirazione accelera per espellere l’anidride carbonica sotto forma di acido. Il mantenimento del pH normale del sangue è fondamentale per la nostra sopravvivenza: se è troppo acido e scende sotto i 6,8, o troppo alcalino e sale sopra i 7,8, si rischia la morte. Questo perché il livello del pH influenza direttamente la funzionalità degli organi interni e del metabolismo.

Le ricerche scientifiche dimostrano chiaramente che l’anidride carbonica è un elemento essenziale non solo per la regolazione del respiro, l’ottimizzazione del flusso sanguigno e il rilascio dell’ossigeno ai muscoli, ma anche per mantenere un pH corretto. In breve, la relazione del nostro organismo con l’anidride carbonica determina lo stato di salute che possiamo raggiungere. Una respirazione migliore permette all’anidride carbonica di assicurare che tutte le parti interconnesse del corpo funzionino in armonia, consentendoci di sfruttare al meglio il nostro potenziale nelle prestazioni sportive e di massimizzare forza e resistenza.

Quanto siete in forma? Il test per misurare l’ossigenazione del corpo (BOLT, Body Oxygen Level Test)

Ecco un metodo molto semplice per sperimentare l’effetto dell’anidride carbonica sul nostro stimolo a respirare:

  • Espirate leggermente dal naso e poi tappatelo stringendolo con le dita. Mentre trattenete il respiro, l’anidride carbonica si accumula nel sangue e dopo alcuni secondi i recettori nel cervello e nel collo segnalano ai muscoli preposti alla respirazione di riattivarsi per espellere l’eccesso. Comincerete a percepire questi segnali sotto forma di contrazioni del muscoli nel collo e nell’addome accompagnate dal bisogno di inspirare.
  • Togliete le dita e riprendete a respirare dal naso quando sentite i primi messaggi del corpo che vi dice di farlo.

E’ importante ricordare che lo scopo della respirazione è espellere l’anidride carbonica in eccesso e non eliminarne il più possibile. Un’iperventilazione che si protrae per giorni e settimane di fila rimuove più anidride carbonica del necessario, aumentando la sensibilità dei recettori.

La sensibilità del recettori all’anidride carbonica e all’ossigeno determinerà la reazione dell’organismo all’esercizio fisico. Una maggiore tolleranza all’anidride carbonica non solo riduce la sensazione di fiato corto, ma permette anche un trasporto molto più efficiente dell’ossigeno ai muscoli attivi.

Il test del livello di ossigenazione del corpo

Già nel 1975 alcuni ricercatori notarono che l’arco di tempo in cui si riesce confortevolmente a trattenere il respiro poteva costituire un semplice test per determinare il volume respiratorio relativo a riposo e la dispnea durante l’esercizio fisico. Il BOLT è uno strumento molto utile e accurato per determinare il volume respiratorio relativo. Differisce da altri test di sospensione del respiro in quanto calcola il tempo necessario affinché si manifesti il primo chiaro desiderio di respirare. Trattenere il fiato finché proviamo l’esigenza naturale di respirare fornisce informazioni sul tempo necessario per indurre la sensazione di fame d’aria

Tre passi per aumentare il punteggio BOLT

Ecco una guida rapida ai tre interventi che permettono di aumentare il punteggio BOLT.

1) Contenere le perdite di anidride carbonica
Respirate sempre con il naso, giorno e notte.
Smettete di sospirare: piuttosto deglutite o soffocate il respiro. Sospirare a intervalli di qualche minuto è sufficiente per mantenere un’iperventilazione cronica, quindi è necessario controbilanciare il respiro deglutendo o trattenendo il fiato. Se vi accorgete del sospiro solo dopo averlo fatto, trattenete il respiro per 10-15 secondi per compensare la perdita di anidride carbonica.
Evitate di trarre respiri profondi mentre sbadigliate o parlate.
Le persone con un BOLT basso si sentono spesso stanche e sbadigliano ripetutamente nel corso della giornata. Analogamente, chi per lavoro parla molto deve essere consapevole che mentre parla non dovrebbe sentirsi respirare. Se scoprite che riuscite a sentire il vostro respiro mentre parlate, allora è meglio parlare più lentamente, usare frasi più brevi e fare un respiro leggero con il naso tra una fase e l’altra.
Osservate la respirazione nell’arco della giornata. Una buona respirazione a riposo dovrebbe essere silenziosa e invisibile.

2) Aumentare la tolleranza all’anidride all’anidride carbonica
E’ qui che eseguirete gli esercizi mirati a ridurre il volume respiratorio, riportandolo a valori normali. Questo vi farà sentire rilassati e indurrà il respiro a rallentare e a farsi più pacato. L’obiettivo è creare un esigenza di respirare, o fame d’aria, di intensità sopportabile. Una fame d’aria sostenuta per 10-10 minuti azzera i recettori del cervello per indurli a tollerare una maggiore concentrazione di anidride carbonica. Gli interventi 1 e 2 sono necessari per aumentare il punteggio BOLT da 10 a 20 secondi.

3) Simulare l’allenamento ad alta quota
Respirare meno di quanto ci sembri necessario durante un allenamento è un metodo eccellente per abituare il corpo a tollerare una maggiore concentrazione di anidride carbonica, e al contempo espone l’organismo a un ridotto apporto di ossigeno.

Il vantaggio derivante dall’applicazione delle tecniche di respirazione Oxygen Advantage durante l’esercizio fisico è che si può indurre una maggiore carenza d’aria di quanta se ne creerebbe a riposo. Una forte sensazione di mancanza d’aria è necessaria per far passare il punteggio BOLT da 20 a 40 secondi.

I benefici dell’innalzamento BOLT

Alcune precisazioni importanti sull’innalzamento del BOLT.

  • Vi sentirete meglio ogni volta che il vostro punteggio aumenterà di 5 secondi.
  • La progressione generale del BOLT prevede un aumento di 3 o 4 secondi nelle prime 2-3 settimane. Quando si arriva a 20 secondi per 8-10 settimane. Per passare da 20 a 40 secondi è necessario svolgere esercizio fisico in parallelo alle tecniche descritte in questo libro. Siate determinati e non scoraggiatevi se il vostro BOLT non migliora o si riduce temporaneamente! Intanto potete raccogliere i frutti del lavoro svolto per arrivare a 20 secondi.
  • Una crescita stentata del punteggio può dipendere da fattori legati allo stile di vita, come lo stress o l’abitudine di parlare troppo , oppure da una malattia. La grinta e la durata di quest’ultima detteranno il ritmo del progresso del vostro BOLT. Ma qualunque sia il vostro stato di salute attuale, ci sono sempre esercizi che potete svolgere. Vale la pena perseverare, perché anche un lieve miglioramento del punteggio arreca grandi benefici alla salute.
  • Il BOLT è più accurato se misurato al risveglio. Questo perchè durante il sonno non potete influenzare il respiro, quindi al mattino il punteggio sarà basato sul volume respiratorio stabilito naturalmente dal vostro apparato respiratorio.
  • L’obiettivo è mantenere un punteggio di 40 secondi al risveglio per un periodo di sei mesi. Poiché la vita moderna può influenzare negativamente il punteggio BOLT, è necessario prestare attenzione alla respirazione nell’arco della giornata, assicurandosi che sia leggera e avvenga attraverso il naso, e introdurre gli esercizi Oxygen Advantage nel rapporto regime di attività fisica e nella quotidianità. Questo vi aiuterà a mantenere un punteggio elevato.

Bibliografia e approfondimento: “Oxygen – Il Potere del Respiro” di Patrick McKeown

 

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

The secret to losing weight, regaining physical fitness and health lies in the simplest but most overlooked aspect of our lives: the way we breathe. One of the biggest obstacles to our well-being is almost unknown: we breathe too much.

The amount of air you breathe can distort everything you think about

  • your body,
  • your health, and
  • your sports performance.

You will wonder how I speak of “quantity “. After all, air is not something that you can binge or drink a glass too.

  • And if that was the case, in which sense?
  • And if good breathing habits were just as important as eating to achieve ideal physical fitness?
  • And if breathing is even more essential than eating?

Many of us inject nearly three times the amount of beneficial air, thus contributing to or worsening a range of disorders including

  • chronic fatigue,
  • insomnia,
  • weight and heart problems,
  • anxiety,
  • asthma.

Patrick McKeown has developed, testing it on thousands of people, a method that improves the amount of oxygen that blood transports to muscle, brain and heart by applying simple techniques to the way we breathe. Starting from an easy test to evaluate the efficiency with which our body uses oxygen, in his book Patrick McKeown explains:

  • how to increase it,
  • how important is the closed mouth breathing,
  • the carbon dioxide value,
  • how to avoid damaging production of free radicals.

After following this program for only a short time, even an out of shape person will be able to climb stairs without trouble, run a bus or play a football game, while a sportsman will definitely increase his performance. From the triathlon champion to the most irriduable slipper, the improvement of energy, health, and fitness is guaranteed. Easy to breathe.

Chronic hyperventilation

We take it for granted that the body instinctively knows how much air it needs at any moment, but unfortunately it is not. Over the centuries we have altered our environment so deep that many have forgotten the natural way of breathing, distorted by chronic stress, sedentary, wrong diets, over heated houses, and poor physical fitness. All of these factors contribute to poor breathing habits, which in turn cause exhaustion, weight gain, sleep disturbances, respiratory and cardiac diseases.

 

To understand if you breathe too much, answer the following questions:

  • While you are doing daily activities, do you sometimes breath with your mouth?
  • Do you breathe with your mouth during deep sleep? (If you do not know: do you wake up with your mouth dry?)
  • During sleeping,  are you snoring or holding your breath?
  • At rest, is your breath visible? To find out, look at the movements of the chest and abdomen while breathing. The more obvious you are, the greater the strength you breathe.
  • When you look at your breath, do you see more movement from chest and abdomen?
  • Do you sigh often during the day? (A sigh from time to time is not a problem, but regular sighs are enough to keep chronic hyperventilation.)
  • Do you ever hear your breath even when you rest?
  • Do you have any symptoms of habituation, such as closed nose, respiratory tract congestion, fatigue, or dizziness?

If you have responded, even if at few of these questions, it is likely that you will tend to hyperventilation.

The unconscious habit of over-breathing has reached epidemic proportions throughout the industrialized world and is very damaging to health.

effetti iperventilazione

These incorrect breathing habits can make the difference between a person in perfect health and a sick and weak person. Hyperventilation causes narrowing of the airways, limiting the oxygenation capacity of the body and causing blood vessel constriction, which reduces blood supply to the heart and other organs and muscles. These systemic consequences have a profound impact on your health, whether you are a professional athlete or your most intense effort to climb the stairs.

You may remember to have studied at school that you breath in oxygen and breath out dioxide (CO2). They will have taught you that carbon dioxide is just a waste gas that we expel from the lungs, but this is not the case:

  • CO2 allows the body to metabolize oxygen released by red blood cells. This is called Bohr effect. Understanding and exploiting this physiological principle will allow you to remedy hyperventilation.

The Bohr effect and the importance of carbon dioxide

Discovered over a century ago, the Bohr effect describes the mechanism by which oxygen in the blood is transmitted to the muscles and organs. Many people do not know it, but the amount of carbon dioxide in the blood determines the amount of oxygen we can consume. The crucial point is that the way we breathe influences the amount of carbon dioxide present in the blood. When we breathe properly we have enough carbon dioxide and our breath is silent, regular and rhythmic. But if we hyperventilate, the breath will be heavy, intense and irregular, so we will expel too much carbon dioxide, leaving the body to gasp (literally) for oxygen deficiency.

It’s simple: If we breathe better, increasing the amount of carbon dioxide in our body, we can provide more oxygen to the muscles and organs, including the heart and brain, thus increasing physical capabilities. It is nothing more than helping the body to function in the way it is designed.

Dilation and constriction of airways and blood vessels

Breathing too much can also reduce your blood flow. For the vast majority of people, 2 minutes of deep breathing is enough to slow down blood circulation throughout the body, including the brain, where blood deficiency can cause dizziness. Generally, the blood supply to the brain falls short of the reduction of carbon dioxide. A study found that in some individuals the diameter of the blood vessels also decreased by 50 percent.

You will have experienced the contraction of the blood flow to the brain resulting from hyperventilation: after having made some long breaths your mouth starts to feel your head turning. Likewise, many people sleeping with their mouth open feel tired of gearing in the morning: even though they have slept enough, they continue to feel tired and stunned for a few hours after awakening. It is widely documented that the habit of breathing with the mouth, in waking hours as in sleep, generates fatigue, difficulty concentrating, reduced productivity and bad mood.

Adjusting the pH of the blood

In addition to determining how much oxygen is released into tissues and cells, carbon dioxide also plays an essential role in regulating blood flow pH, that is, acidity or alkaline blood. The normal blood pH is 7.365 and must remain within a well-defined range, otherwise the body is forced to compensate. For example, when the pH of the blood becomes more alkaline, the respiration is reduced to allow for an increase in the level of carbon dioxide and to restore the correct pH.

Conversely, if your blood pH is too acidic (as it happens when you eat too many processed foods), breathing speeds up to expel carbon dioxide in the form of acid. Maintaining normal blood pH is vital for our survival: if it is too acidic and falls below 6.8, or too alkaline and rises above 7.8, death is likely. This is because the pH level directly affects the functionality of internal organs and metabolism.

Scientific research clearly demonstrates that carbon dioxide is an essential element not only for

  • breathing regulation,
  • blood flow optimization, and
  • oxygen release to muscles, but also
  • to maintain a correct pH.

In short, our body’s relationship with carbon dioxide determines the state of health we can achieve. Better breathing allows carbon dioxide to ensure that all the body’s interconnected parts work in harmony, enabling us to make the most of our potential in sports performance and maximize strength and endurance.

How much are you in shape? Body Oxygen Level Test (BOLT)

Here’s a very simple method to experience the effect of carbon dioxide on our stimulus to breathe:

Exhale slightly from your nose and then knock it with your fingers. As you hold your breath, carbon dioxide accumulates in the blood and after a few seconds the receptors in the brain and neck signal the respiratory muscles to reactivate to expel the excess. You will begin to perceive these signals in the form of muscle contractions in the neck and abdomen accompanied by the need to breathe.
Take your fingers off and start breathing from your nose when you feel the first messages of the body telling you to do it.

It is important to remember that the purpose of breathing is to expel excess carbon dioxide and not eliminate it as much as possible. An overventilation that lasts for days and weeks in a row removes more carbon dioxide than necessary, increasing the sensitivity of the receptors.

The sensitivity of the carbon dioxide and oxygen receptors will determine the body’s reaction to exercise. Greater carbon dioxide tolerance not only reduces the feeling of short breath but also allows a much more efficient oxygen transport to active muscles.

The body oxygenation test

Already in 1975, some researchers noted that the time span of comfortably holding back the breath could be a simple test to determine the respiratory volume related to rest and dyspnea during exercise. BOLT is a very useful and accurate tool to determine the relative respiratory volume. It differs from other breath suspension tests as it calculates the time it takes for the first clear desire to breathe be manifested. Holding your breath as long as we feel the natural need to breathe provides information on the time it takes to induce the feeling of hunger

Three steps to increase the BOLT score

Here’s a quick guide to the three actions that increase the BOLT score.

1) Contain leakage of carbon dioxide
Breathe always with your nose, day and night.
Stop sighing: swallow or suffocate your breath. Sighing at intervals of a few minutes is enough to maintain chronic hyperventilation, so you need to counteract your breath by swallowing or holding your breath. If you notice the sigh just after doing so, hold your breath for 10-15 seconds to compensate for the loss of carbon dioxide.
Avoid taking deep breaths while yawning or talking.
People with a low BOLT often feel tired and yawn repeatedly throughout the day. Likewise, those who talk at work for a long time should be aware that while talking they should not feel themselves breathing. If you find that you can feel your breath while talking, then it is best to talk more slowly, use shorter sentences, and take a light breath with the nose between one stage and the other.
Observe the breathing throughout the day. Good resting breathing should be silent and invisible.

2) Increase the tolerance to carbon dioxide anhydride
It is here that you will perform exercises aimed at reducing the respiratory volume, bringing it back to normal values. This will make you feel relaxed and will induce your breathing to slow down and become more relaxed. The goal is to create a need to breathe, or hunger for air, of tolerable intensity. A sustained air hunger for 10 minutes resets the brain receptors to induce them to tolerate a higher concentration of carbon dioxide. Actions 1 and 2 are needed to increase the BOLT score from 10 to 20 seconds.

3) Simulate high altitude training
Breathing less than we feel necessary during a workout is an excellent method to accustom the body to tolerate a higher concentration of carbon dioxide, while at the same time exposing the body to a reduced oxygen supply.

The benefit of applying Oxygen Advantage breathing techniques during exercise is that it can cause a greater air shortage than it would create at rest. A strong sense of lack of air is needed to pass the BOLT score from 20 to 40 seconds.

The benefits of raising BOLT

Some important clarifications on raising BOLT.

You will feel better each time your score will increase by 5 seconds.
The overall progression of BOLT expects an increase of 3 or 4 seconds in the first 2-3 weeks. When it comes to 20 seconds for 8-10 weeks. To go from 20 to 40 seconds it is necessary to perform physical exercise in parallel to the techniques described in this book. Be determined and do not be discouraged if your BOLT does not improve or temporarily shrink! Meanwhile you can collect the benefits of the work done to reach 20 seconds.

Stunted growth in the score may depend on factors related to lifestyle, such as stress or habit of talking too much, or from a disease. The grin and the duration of the latter will give you the pace of your BOLT’s progress. But whatever your current state of health is, there are always exercises you can accomplish. It’s worth persevering, because even a slight improvement in score gives great benefits to health.

BOLT is more accurate if measured at waking. This is because during sleep you can not influence the breath, so in the morning the score will be based on the respiratory volume established by your respiratory system naturally.

The goal is to keep a 40-second score on awakening for a six-month period. Since modern life can adversely affect the BOLT score, you need to be careful about breathing throughout the day, making sure it is light and over the nose, and introducing the Oxygen Advantage exercises in your physical activity and everyday life. This will help you keep a high score.

 

Bibliography and Insight: “Oxygen – The Power of Breath” by Patrick McKeown

 

SOURCE: Dionidream

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