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Posts Tagged ‘stile di vita’

Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune che si verifica quando il pancreas smette di produrre linsulina, l’ormone che controlla i livelli di zucchero nel sangue.

 

Questo accade perché le cellule beta pancreatiche che producono l’insulina vengono distrutte erroneamente dal sistema immunitario del corpo. La causa di questo attacco non è ancora nota e gli scienziati ritengono che possano esserci componenti sia genetiche che ambientali. Altrettanto sconosciuta è la cura per il diabete.

Fino a qualche anno fa gli scienziati ritenevano che le cellule beta non si rigenerassero e che quindi la perdita di queste cellule sia irreversibile, tanto che i pazienti diabetici richiedono iniezioni di insulina a vita.

Secondo i dati Istat nel 2016 in Italia sono stati contati oltre 3,2 milioni di persone affette da diabete, pari al 5,3% dell’intera popolazione nazionale. La diffusione del diabete è quasi raddoppiata in trent’anni (coinvolgeva il 2,9% della popolazione nel 1980) e rispetto al 2000 i diabetici sono 1 milione in più.

Dimostrato che le cellule beta del pancreas si rigenerano

Nel 2010 il team di ricerca del Dr. Pedro Herrera dell’Università di Ginevra, ha messo in dubbio questo presupposto quando hanno dimostrato che alcune cellule alfa nel pancreas di topi diabetici si sono trasformate in cellule beta. Le cellule alfa normalmente producono il glucagone, l’ormone che alza l’indice glicemico, ma nei topi diabetici hanno iniziato a produrre insulina. La squadra di Herrera nel 2014 ha pubblicato un nuovo studio nella rivista Nature: nei topi prima della pubertà il ​​pancreas è in grado di compensare la perdita di cellule beta che producono insulina.

  • Questo è ottenuto da un meccanismo sconosciuto fino ad ora“, spiega Herrera. “Il processo prevede la reversione di cellule delta (che producono somatostatina, un altro ormone pancreatico) in uno stato cellulare precursore, con proliferazione e successiva ricostituzione delle popolazioni delle cellule beta e delta.

In contrasto con la conversione delle cellule alfa, che riguarda solo una piccola frazione della popolazione alfa, il nuovo meccanismo che coinvolge il cambiamento del destino delle cellule delta è un modo più efficace per compensare la perdita delle cellule beta e quindi il recupero del diabete. Eppure, mentre le cellule alfa possono riprogrammarsi nella produzione di insulina anche nei topi adulti/anziani, la capacità delle cellule delta di convertirsi in beta è limitata alla pubertà.

  • Queste scoperte dimostrano che il pancreas è molto più plastico e – almeno durante l’infanzia – possiede un potenziale molto più potente di auto-guarigione di quanto abbiamo precedentemente assunto“, afferma Herrera.

Il digiuno riattiva la produzione di insulina e rigenera le cellule beta del pancreas

Uno studio pubblicato a febbraio 2017 sulla rivista Cell ha dimostrato che il digiuno sotto forma della dieta mima-digiuno (dieta ipocalorica per 5 giorni a settimana) ripara le cellule beta del pancreas che sintetizzano insulina e normalizza la produzione di insulina sia nel diabete di tipo 1 che nel diabete di tipo 2. Nel diabete di tipo 1 il pancreas smette di produrre insulina mentre nel diabete di tipo 2 non si produce abbastanza insulina o le cellule del corpo non rispondono all’insulina (resistenza all’insulina).

Il team è stato guidato dal Dr. Valter Longo ed ha effettuato la sperimentazione sui topi e su cellule umane. I topi sono stati nutriti per quattro giorni su una dieta a basso contenuto calorico, a basso contenuto proteico e a basso contenuto di carboidrati, ma ad alta percentuale di grassi, ricevendo la metà della loro normale assunzione giornaliera calorica il primo giorno, seguita da tre giorni del 10% del loro normale apporto calorico.

I ricercatori hanno effettuato questo digiuno tre volte con 10 giorni di pausa in cui veniamo alimentati normalmente in mezzo. Hanno poi esaminato il pancreas dei topi scoprendo che la produzione di insulina viene ripristinata, la resistenza all’insulina si riduce e le cellule beta sono rigenerate. Inoltre alcuni studi di laboratorio che coinvolgono campioni di cellule umane hanno mostrato effetti simili: «Ciò dimostra da un lato la possibilità di riprogrammare le cellule solo con la dieta, senza alterare il genoma, dall’altro il potenziale utilizzo dell’alimentazione per far fare retromarcia ai sintomi del diabete» afferma Longo. Questi sono risultati molto promettenti che hanno bisogno di ulteriori studi su pazienti umani per convalidare definitivamente questi risultati.

La dieta mima digiuno è studiata per ottenere gli effetti di un digiuno completo senza mettere sotto sforzo l’organismo nelle persone già debilitate. Gli scienziato hanno scoperto che il digiuno funziona come una sorta di “reset” dell’organismo, durante il quale vengono attivate le cellule staminali e prodotte nuove cellule e si rallenta l’invecchiamento grazie alla riduzione dell’espressione di tre geni-chiave coinvolti nello stress e nell’invecchiamento stesso, IGF-1, TOR e PKA. Il calo drastico di questi geni riporta le cellule in una sorta di condizione embrionale:

  • «Le cellule si mettono in “stand-by” durante il digiuno e poi, quando si torna a mangiare normalmente, possono dar luogo a molte tipologie cellulari diverse fra cui le cellule beta, quelle del pancreas che producono l’insulina.», afferma Longo.

Dieta semi-digiuno come guarigione dal diabete

L’anno scorso avevamo pubblicato l’articolo “Ho invertito il mio diabete tipo 2 in soli 11 giorni con una dieta semi-digiuno” in cui raccontavamo la storia di Richard Doughty che è guarito completamente dal diabete grazie all’applicazione di una dieta semi-digiuno a basso contenuto calorico sviluppata dall’Università del Newcastle. Lo studio del Dr. Taylor pubblicati sulla rivista Diabetologia nel 2011 aveva dimostrato che questa dieta fosse in grado di  invertire il diabete in meno di otto settimane.

La dieta in questione prevede l’assunzione di 800 calorie al giorno (la dose raccomandata per un uomo è di 2.500, quindi si capisce quanto sia vicino al digiuno), di cui

Queste ricerche mostrano che guarire dal diabete è possibile. E’ importante farsi seguire da un medico competente che sappia guidarci e monitorare la situazione. Il signor Doughty ha contattato direttamente il Dr. Taylor nel seguire la dieta. Si può fare lo stesso oppure cercare di contattare un medico referente della dieta mima-digiuno ed eventualmente acquistare il kit dei pasti sostitutivi dei 5 giorni (che non è necessario, costoso, ma può essere comodo). Fatemi sapere la vostra esperienza nei commenti così che possiamo sostenere tutti coloro che ne hanno bisogno.

Nota. Devo far notare che il digiuno completo non è indicato per il diabete perché è troppo intenso e il pancreas già malfunzionante non riesce a stabilizzare la glicemia: per questo in questo articolo si parla di semi-digiuno o mima-digiuno, ovvero di diete ipocaloriche dove si mangia poco e si cerca di ottenere gli effetti curativi del digiuno senza mettere sotto sforzo un organismo già debilitato.

 

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

Type 1 diabetes is an autoimmune disease that occurs when the pancreas stops producing insulin, the hormone that controls blood sugar levels. This is because pancreatic beta cells that produce insulin are mistakenly destroyed by the body’s immune system. The cause of this attack is not yet known and scientists believe that there may be both genetic and environmental components. Equally unknown is the treatment for diabetes.

Until a few years ago, scientists believed that beta cells did not regenerate and that the loss of these cells is irreversible, so that diabetic patients require lifetime insulin injections.

According to ISTAT data in 2016 in Italy over 3.2 million people with diabetes were counted, equal to 5.3% of the entire national population. The prevalence of diabetes nearly doubled in thirty years (it involved 2.9% of the population in 1980) and compared to 2000, there are 1 million more people with diabetes.

It was demonstrated that the pancreatic beta cells regenerate

In 2010, the research team of Dr. Pedro Herrera of the University of Geneva questioned this assumption when they demonstrated that some alpha cells in the pancreas of diabetic mice were transformed into beta cells. Alpha cells normally produce glucagon, the hormone that raises the glycemic index, but in diabetic mice they started producing insulin. Herrera’s team in 2014 published a new study in the journal Nature: in mice before puberty the pancreas is able to compensate for the loss of insulin-producing beta cells.

  • “This is achieved by an unknown mechanism until now,” explains Herrera. “The process involves reversing delta cells (which produce somatostatin, another pancreatic hormone) in a precursor cell state, with proliferation and subsequent reconstitution of beta and delta cell populations.”

In contrast to the conversion of alpha cells, which affects only a small fraction of the alpha population, the new mechanism involving delta cell fate change is a more effective way to compensate for beta cell loss and therefore diabetes recovery. Yet while alpha cells can reprogram themselves in insulin production even in adult / elderly mice, the ability of delta cells to convert to beta is limited to puberty.

  • “These findings show that the pancreas is much more plastic and – at least during childhood – has a much more potent self-healing potential than previously assumed,” says Herrera.

Fasting reactivates the production of insulin and regenerates the pancreatic beta cells

A study published in February 2017 in the journal Cell showed that fasting in the form of the fasting-mimic diet (hypocaloric diet for 5 days a week) repairs beta cells of the pancreas that synthesize insulin and normalizes the production of insulin in both type 1 that in type 2 diabetes. In type 1 diabetes the pancreas stops producing insulin while in type 2 diabetes there is not enough insulin or the body cells do not respond to insulin (insulin resistance).

The team was led by Dr. Valter Longo and tested on mice and human cells. The mice were fed for four days on a low-calorie, low-protein, low-carb, high-fat diet, receiving half of their normal daily calorie intake on the first day, followed by three days 10% of their normal caloric intake.

The researchers performed this fast three times with a 10-day break in which we normally get fed in between. They then examined the pancreas of mice and discovered that insulin production is restored, insulin resistance is reduced and beta cells are regenerated. In addition, some laboratory studies involving samples of human cells have shown similar effects:

  • “This shows on the one hand the possibility of reprogramming the cells only with the diet, without altering the genome, on the other the potential use of food to make do reversing the symptoms of diabetes, “says Longo.

These are very promising results that need further studies on human patients to definitively validate these results.

The fasting-mimic diet is designed to achieve the effects of a complete fast without putting the body under strain in already debilitated people. Scientists have discovered that fasting functions as a sort of “reset” of the organism, during which stem cells are activated and new cells are produced and aging is slowed down by reducing the expression of three key genes involved in stress and aging itself, IGF-1, TOR and PKA. The drastic decline of these genes brings the cells back into a sort of embryonic condition:

  • “The cells are put in” stand-by “during fasting and then, when they go back to eating normally, they can give rise to many different cell types including beta cells, those of the pancreas that produce insulin.» says Longo.

Semi-fasting diet as a cure for diabetes

Last year we published the article “I reversed my type 2 diabetes in just 11 days on a semi-fast diet” in which we told the story of Richard Doughty who completely recovered from diabetes thanks to the application of a semi diet-low-calorie student developed by the University of Newcastle. Dr. Taylor’s study published in the journal Diabetologia in 2011 showed that this diet was able to reverse diabetes in less than eight weeks.

The diet in question involves the intake of 800 calories a day (the recommended dose for a man is 2,500, so you understand how close it is to fasting), including

  • 600 calories from liquids, such as smoothies, juice extracts and soups (only vegetable stock, not solid vegetables) and
  • 200 calories from fresh green leafy vegetables.

It is also necessary to drink three liters of water a day.

These researches show that it is possible to recover from diabetes. It is important to be followed by a competent doctor who can guide us and monitor the situation. Mr. Doughty contacted Dr. Taylor directly to follow the diet. You can do the same or try to contact a doctor referring to the fasting-mimic diet and possibly buy the 5-day meal replacement kit (which is not necessary, expensive, but can be handy). Let me know your experience in the comments so that we can support all those who need it.

Note. I must point out that the complete fasting is not indicated for diabetes because it is too intense and the pancreas already malfunctioning can not stabilize the blood sugar: this is why this article speaks of semi-fasting or fasting-mimic, or low-calorie diets where we eat little and try to get the healing effects of fasting without putting an already debilitated body under strain.

SOURCE: Dionidream

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Nel 2011, l’Ente per il turismo finlandese ha condotto una campagna che utilizzava il silenzio come “prodotto” di marketing. Hanno cercato di invogliare le persone a visitare la Finlandia e sperimentare la bellezza di questa terra silenziosa.

 

Hanno pubblicato una serie di fotografie di singole figure nella natura e hanno usato lo slogan “Silence, Please”. Un tag line è stato aggiunto da Simon Anholt, un consulente internazionale di branding, “No talking, but action.”

Eva Kiviranta, la direttrice dei social media di VisitFinland.com, ha dichiarato:

  • “Abbiamo deciso, invece di dire che è davvero vuoto e molto tranquillo e nessuno sta parlando di nulla qui, abbracciamolo e rendiamolo una buona cosa”.

La Finlandia potrebbe avere qualcosa di molto grande. Potresti vedere gli inizi dell’uso del silenzio come un punto di forza, poiché il silenzio potrebbe diventare sempre più attraente. Mentre il mondo intorno diventa sempre più rumoroso e disordinato, potresti ritrovarti a cercare il sollievo che i luoghi silenziosi e il silenzio hanno da offrire. Questa potrebbe essere una mossa saggia in quanto gli studi dimostrano che il silenzio è molto più importante per il tuo cervello di quanto tu possa pensare.

Le cellule cerebrali rigenerate possono essere solo una questione di silenzio.

Uno studio del 2013 sui topi pubblicato sulla rivista Brain, Structure and Function usava diversi tipi di rumore e silenzio e monitorava l’effetto che il suono e il silenzio avevano sul cervello dei topi. Il silenzio doveva essere il controllo nello studio, ma ciò che trovarono fu sorprendente. Gli scienziati hanno scoperto che quando i topi venivano esposti a due ore di silenzio al giorno sviluppavano nuove cellule nell’ippocampo. L’ippocampo è una regione del cervello associata a

  • memoria,
  • emozione
  • apprendimento.

La crescita di nuove cellule nel cervello non si traduce necessariamente in benefici per la salute tangibili. Tuttavia, in questo caso, la ricercatrice Imke Kirste afferma che le cellule sembravano diventare neuroni funzionanti.

  • “Abbiamo visto che il silenzio aiuta davvero le nuove cellule generate a differenziarsi nei neuroni e ad integrarsi nel sistema”.

In questo senso il silenzio può letteralmente far crescere il tuo cervello.

Il cervello sta attivamente interiorizzando e valutando le informazioni durante il silenzio

Uno studio del 2001 definiva una “modalità predefinita” della funzione cerebrale che mostrava che anche quando il cervello “riposava“, era perennemente attivo interiorizzare e valutare le informazioni.

La ricerca di follow-up ha rilevato che la modalità predefinita viene utilizzata anche durante il processo di auto-riflessione. Nel 2013, in Frontiers in Human Neuroscience, Joseph Moran et al. ha scritto, la rete modalità predefinita del cervello

  • “è osservata più da vicino durante il compito psicologico di riflettere sulla propria personalità e caratteristiche (auto-riflessione), piuttosto che durante l’auto-riconoscimento, pensando al concetto di sé, o pensando all’autostima, per esempio.”

Quando il cervello riposa, è in grado di integrare le informazioni interne ed esterne in “uno spazio di lavoro consapevole”, hanno detto Moran e colleghi.

Quando non sei distratti dal rumore o dai compiti orientati all’obiettivo, sembra esserci un momento di tranquillità che consente al tuo spazio di lavoro consapevole di elaborare le cose. Durante questi periodi di silenzio, il tuo cervello ha la libertà di cui ha bisogno per scoprire il suo posto nel tuo mondo interno ed esterno.

La modalità predefinita ti aiuta a pensare a cose profonde in modo fantasioso.

Come scrisse una volta Herman Melville,

  • “Tutte le cose profonde e le emozioni delle cose sono precedute e seguite dal silenzio”.

Il silenzio allevia lo stress e la tensione.

È stato scoperto che il rumore può avere un marcato effetto fisico sul nostro cervello con conseguente elevato livello di ormoni dello stress. Le onde sonore raggiungono il cervello come segnali elettrici attraverso l’orecchio. Il corpo reagisce a questi segnali anche se sta dormendo. Si pensa che l’amigdala (localizzata nei lobi temporali del cervello) che è associata alla formazione della memoria e alle emozioni sia attivata e questo causa un rilascio di ormoni dello stress. Se si vive in un ambiente costantemente rumoroso, è probabile che si verifichino livelli cronicamente elevati di ormoni dello stress.

Uno studio che è stato pubblicato nel 2002 in Psychological Science (Vol. 13, No. 9) ha esaminato gli effetti che il trasferimento dell’aeroporto di Monaco aveva sulla salute e la cognizione dei bambini. Gary W. Evans, professore di ecologia umana presso la Cornell University, osserva che i bambini esposti al rumore sviluppano una risposta allo stress che li fa ignorare il rumore. Ciò che è interessante è che questi bambini non solo hanno ignorato gli stimoli dannosi, ma hanno anche ignorato gli stimoli a cui dovrebbero prestare attenzione come le parole.

  • “Questo studio è tra i più importanti, probabilmente la prova più definitiva che il rumore – anche a livelli che non producono alcun danno all’udito – provoca stress ed è dannoso per l’uomo“, dice Evans.

Il silenzio sembra avere l’effetto opposto sul cervello al rumore. Mentre il rumore può causare stress e tensione, il silenzio libera la tensione nel cervello e nel corpo. Uno studio pubblicato sulla rivista Heart ha scoperto che due minuti di silenzio possono rivelarsi ancora più rilassanti di ascoltare musica “rilassante”. Hanno basato queste scoperte di cambiamenti che hanno notato nella pressione sanguigna e nella circolazione del sangue nel cervello.

Il silenzio reintegra le nostre risorse cognitive.

L’effetto che l’inquinamento acustico può avere sulle prestazioni del compito cognitivo è stato ampiamente studiato. È stato rilevato che il rumore danneggia le prestazioni del lavoro al lavoro e a scuola. Può anche essere la causa di una diminuzione della motivazione e di un aumento nella generazione di errori. Le funzioni cognitive maggiormente influenzate dal rumore stanno sono relative

  • alla attenzione,
  • alla memoria e
  • alla risoluzione dei problemi.

Gli studi hanno anche concluso che i bambini esposti a famiglie o aule nelle vicinanze di percorsi aerei, ferrovie o autostrade hanno punteggi di lettura più bassi e sono più lenti nel loro sviluppo di abilità cognitive e linguistiche.

Ma non co sono solo cattive notizie. È possibile che il cervello ripristini le sue risorse cognitive perse. Secondo la teoria del restauro dell’attenzione, quando si è in un ambiente con livelli più bassi di input sensoriali, il cervello può “recuperare” alcune delle sue capacità cognitive. Nel silenzio il cervello è in grado di abbassare la guardia sensoriale e ripristinare parte di ciò che è stato “perso” attraverso il rumore in eccesso.

In conclusione

Viaggiare in Finlandia potrebbe entrare nella tua lista di cose da fare. Lì puoi trovare il silenzio che ti serve per aiutare il tuo cervello. Oppure, se la Finlandia è un po’ fuori mano per ora, potresti semplicemente fare una passeggiata tranquilla in un posto tranquillo nel tuo quartiere. Questo potrebbe provare a fare di te e del tuo cervello un mondo di bene.

FONTE: Lifehack

 

 

(ENGLISH VERSION)

In 2011, the Finnish Tourist Board ran a campaign that used silence as a marketing ‘product’. They sought to entice people to visit Finland and experience the beauty of this silent land. They released a series of photographs of single figures in the nature and used the slogan “Silence, Please”. A tag line was added by Simon Anholt, an international country branding consultant, “No talking, but action.”

Eva Kiviranta the manager of the social media for VisitFinland.com said: “We decided, instead of saying that it’s really empty and really quiet and nobody is talking about anything here, let’s embrace it and make it a good thing”.

Finland may be on to something very big. You could be seeing the very beginnings of using silence as a selling point as silence may be becoming more and more attractive. As the world around becomes increasingly loud and cluttered you may find yourself seeking out the reprieve that silent places and silence have to offer. This may be a wise move as studies are showing that silence is much more important to your brains than you might think.

Regenerated brain cells may be just a matter of silence.

 

 A 2013 study on mice published in the journal Brain, Structure and Function used differed types of noise and silence and monitored the effect the sound and silence had on the brains of the mice. The silence was intended to be the control in the study but what they found was surprising. The scientists discovered that when the mice were exposed to two hours of silence per day they developed new cells in the hippocampus. The hippocampus is a region of the brain associated with memory, emotion and learning.

The growth of new cells in the brain does not necessarily translate to tangible health benefits. However, in this instance, researcher Imke Kirste says that the cells appeared to become functioning neurons.

“We saw that silence is really helping the new generated cells to differentiate into neurons, and integrate into the system.”

In this sense silence can quite literally grow your brain.

The brain is actively internalizing and evaluating information during silence

 

A 2001 study defined a “default mode” of brain function that showed that even when the brain was “resting” it was perpetually active internalizing and evaluating information.

Follow-up research found that the default mode is also used during the process of self-reflection. In 2013, in Frontiers in Human Neuroscience, Joseph Moran et al. wrote, the brain’s default mode network “is observed most closely during the psychological task of reflecting on one’s personalities and characteristics (self-reflection), rather than during self-recognition, thinking of the self-concept, or thinking about self-esteem, for example.”

When the brain rests it is able to integrate internal and external information into “a conscious workspace,” said Moran and colleagues.

When you are not distracted by noise or goal-orientated tasks, there appears to be a quiet time that allows your conscious workspace to process things. During these periods of silence, your brain has the freedom it needs to discover its place in your internal and external world.

The default mode helps you think about profound things in an imaginative way.

 

As Herman Melville once wrote, “All profound things and emotions of things are preceded and attended by silence.”

Silence relieves stress and tension.

 

It has been found that noise can have a pronounced physical effect on our brains resulting in elevated levels of stress hormones. The sound waves reach the brain as electrical signals via the ear. The body reacts to these signals even if it is sleeping. It is thought that the amygdalae (located in the temporal lobes of the brain) which is associated with memory formation and emotion is activated and this causes a release of stress hormones. If you live in a consistently noisy environment that you are likely to experience chronically elevated levels of stress hormones.

A study that was published in 2002 in Psychological Science (Vol. 13, No. 9) examined the effects that the relocation of Munich’s airport had on children’s health and cognition. Gary W. Evans, a professor of human ecology at Cornell University notes that children who are exposed to noise develop a stress response that causes them to ignore the noise. What is of interest is that these children not only ignored harmful stimuli they also ignored stimuli that they should be paying attention to such as speech. 

 

“This study is among the strongest, probably the most definitive proof that noise – even at levels that do not produce any hearing damage – causes stress and is harmful to humans,” Evans says.

Silence seems to have the opposite effect of the brain to noise. While noise may cause stress and tension silence releases tension in the brain and body. A study published in the journal Heart discovered that two minutes of silence can prove to be even more relaxing than listening to “relaxing” music. They based these findings of changes they noticed in blood pressure and blood circulation in the brain.

Silence replenishes our cognitive resources.

 

The effect that noise pollution can have on cognitive task performance has been extensively studied. It has been found that noise harms task performance at work and school. It can also be the cause of decreased motivation and an increase in error making.  The cognitive functions most strongly affected by noise are reading attention, memory and problem solving.

Studies have also concluded that children exposed to households or classrooms near airplane flight paths, railways or highways have lower reading scores and are slower in their development of cognitive and language skills.

But it is not all bad news. It is possible for the brain to restore its finite cognitive resources. According to the attention restoration theory when you are in an environment with lower levels of sensory input the brain can ‘recover’ some of its cognitive abilities. In silence the brain is able to let down its sensory guard and restore some of what has been ‘lost’ through excess noise. 

Summation

Traveling to Finland may just well be on your list of things to do. There you may find the silence you need to help your brain. Or, if Finland is a bit out of reach for now, you could simply take a quiet walk in a peaceful place in your neighborhood. This might prove to do you and your brain a world of good.

SOURCE: Lifehack

 

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Uno studio basato sul monitoraggio di alcuni parametri come pressione sanguigna e battito cardiaco ha dimostrato ancora una volta tutti i benefici dello sport.

 

Lo sport fa bene, e gli esperti continuano a ripeterlo. Ma ora a dirlo c’è uno studio in più: da un’analisi condotta su un campione di oltre 2.000 atleti che praticano sport con una frequenza media di almeno tre sedute la settimana, è emerso che i loro valori medi di frequenza cardiaca e pressione arteriosa sono risultati ben al di sotto dei limiti massimi compatibili con un buono stato di salute, valori fissati dalle organizzazioni sanitarie di riferimento. La ricerca ha coinvolto per un anno atleti di diverse discipline, monitorati da un’equipe condotta dal professor Marco De Angelis specialista in medicina dello sport, tramite SuperOp, un sistema per la gestione dei propri allenamenti che, in base ai parametri registrati, stabilisce qual è la giusta intensità di allenamento da affrontare nella giornata.

La pressione arteriosa rimane entro i limiti

Battito cardiaco mattutino, pressione minima e massima – ottenuti tramite il particolare sistema di rilevamento – sono stati i parametri sufficienti per conoscere la condizione atletica dei partecipanti. I valori medi di pressione arteriosa minima e massima degli sportivi in esame, rilevata al risveglio, sono risultati pari a 69 e 116 mmHg, ovvero ben al di sotto di 80/120 mmHg indicati nelle linee guida internazionali, come soglia massima per la salute. Alla luce di questo risultato si può ulteriormente confermare il principio che praticare sport mantenga la pressione su valori ottimali.

Lo sport regolare abbassa i battiti cardiaci

Per quanto riguarda il valore di battito cardiaco medio del campione (anch’esso rilevato al mattino prima ancora di scendere dal letto) è stato di 51 battiti per minuto: tra questi il 20% vanta una frequenza cardiaca al di sotto dei 45 bpm, ovvero uomini e donne dal cuore d’atleta.

  • “Il basso valore di battiti cardiaci al mattino emerso dai dati analizzati, frutto di un allenamento aerobico regolare, indica una maggiore “riserva funzionale” dell’apparato cardiovascolare – commenta il professor Marco De Angelis – e questa condizione fisica consente una maggiore possibilità di svolgere senza rischi attività fisiche anche intense, salvaguardando la vita e la salute”.

I benefici (anche per la linea) arrivano con la costanza

Lo studio ha sottolineato che i benefici derivanti dalla pratica di uno sport sui valori di pressione sanguigna e battito cardiaco, importantissimi per la salute, si ottengono solo con un allenamento costante e ben calibrato.

  • “Solo lo sport ben distribuito con una corretta alternanza di allenamento e recupero, può dare buoni risultati in termini di salute e di prestazione – ha concluso De Angelis –  viceversa, allenandosi con un’intensità troppo leggera o troppo alta, e cioè non consona alla condizione del momento, si rischia non solo di non ottenere miglioramenti, ma anche di sovraccaricare eccessivamente l’organismo.”

Naturalmente, tutto questo porta dei grandi benefici anche alla linea: chi pratica sport con questa regolarità, mantiene o acquisisce facilmente il peso forma tanto agognato.

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

A study based on the monitoring of certain parameters such as blood pressure and heart rate has once again demonstrated all the benefits of sport.

Sports is good, and experts continue to repeat it. But now there is another study: from an analysis conducted on a sample of more than 2,000 athletes practicing sports with an average frequency of at least three sessions a week, it has been found that their average heart rate and arterial pressure  levels are well below the maximum limits compatible with good health, values ​​set by reference health organizations. The research involved athletes from a variety of disciplines for a year, monitored by a team led by Professor Marco De Angelis, a sports medicine specialist, through SuperOp, a system for managing his workouts, which according to the recorded parameters determines what is the right training intensity to be faced in the day.

Blood pressure remains within limits

Morning heart beat, minimum and maximum pressure – obtained through the special detection system – were enough parameters to know the athletic condition of the participants. The minimum and maximum mean arterial pressure values ​​of the athletes in question, detected on awakening, were 69 and 116 mmHg, or well below 80/120 mmHg as indicated in the international guidelines, as the maximum health threshold. In the light of this result, it is possible to further confirm the principle that doing sport maintains the pressure at optimum values.

Regular sport lowers heartbeats

Regarding the mean heart rate value of the sample (also detected in the morning before getting off the bed) was 51 beats per minute, of which 20% had a heart rate below 45 bpm, men and women from the heart of athlete.

  • “The low value of morning heartbeats emerging from the data analyzed, resulting from regular aerobic exercise, indicates a greater” functional reserve “of the cardiovascular system, says Professor Marco De Angelis, and this physical condition allows for greater chance of performing without risking even intense physical activity, safeguarding life and health. “

The benefits (even for the line) come with constancy

The study underlined that the benefits of practicing a sport on blood pressure and heartbeat, which are very important for health, can only be obtained with a constant and well-calibrated workout.

  • “Only well-distributed sports with a good workout and recovery alternation can give good results in terms of health and performance,” concluded De Angelis. “Conversely, training with too light or too high intensity, which is not consistent with a condition of the moment, you risk not only not getting improvements but also over-overloading your body. ”

Of course, this also brings great benefits to the shape:  those who practice sports with this regularity easily maintain or acquire the much desired shape weight.

SOURCE: Riza

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La luce solare, oltre ad innescare la produzione di vitamina D, favorisce altri processi curativi nel corpo agendo come potente antidolorifico,aumentando le prestazioni mentali, bruciare i grassi ed allungare la vita.

L’essere umano ha varie gradazioni di colore della pelle: dalla pelle scura, satura di melanina, fino alla pelle caucasica leggermente pigmentata e con meno melanina. Queste sono dovute alla differenza di latitudine in cui i nostri antenati si sono stanziati. Infatti la pelle delle popolazioni che vivono ad alte latitudini (vicino ai poli), al fine di compensare la scarsa disponibilità di luce solare, si è rapidamente adattata richiedendo la rimozione della naturale “crema solare” ovvero della melanina dalla pelle, che interferisce con la produzione di vitamina D. La melanina è il pigmento che dona la colorazione scura alla pelle e riduce la produzione di vitamina D e i danni solari, necessaria nelle latitudini dove c’è molta luce solare e quindi è necessario essere protetti.

Tuttavia poiché oggi si passa molto tempo in luoghi chiusi, tutti abbiamo carenza di vitamina D e di luce solare, sia chi vive nella fascia tropicale che nella fascia temperata. La vitamina D è coinvolta nella regolazione di oltre 2.000 geni ed agisce come un ormone senza il quale l’intera infrastruttura genetica si destabilizzerebbe. I rischi di carenza di vitamina D sono molto gravi ed oggi sempre più riconosciuti dalla comunità scientifica.

Mentre i benefici per la salute della vitamina D sono ben documentati (0ltre 200 condizioni fisiche possono beneficiare nell’ottimizzare i livelli di vitamina D, si veda la pagina Vitamina D. I 14 benefici per la salute e quali integratori usare dove sono racchiuse molte informazioni utili), le proprietà terapeutiche della luce solare sono solo ora esplorate in profondità dai ricercatori.

5 Benefici curativi dell’esposizione alla luce solare

1) La luce solare ha proprietà antidolorifiche. Uno studio del 2005 pubblicato nella rivista Psychosomatic Medicine ha analizzato i pazienti ricoverati al lato dell’ospedale esposto alla luce, i quali sono stati esposti in media ad un 46% in più di intensità di luce solare. I pazienti esposti ad una maggiore intensità di luce solare hanno sperimentato meno stress percepito, il 22% di loro ha assunto meno farmaci analgesici ed hanno avuto un abbassamento dei costi del 21% sui farmaci analgesici. [i] Questo è un risultato che apre le porte a studi più approfonditi che potrebbero migliorare notevolmente la nostra salute e il nostro portafoglio. I farmaci analgesici come paracetamolo o acido acetilsalicilico sono tra i più venduti al mondo e presentano effetti collaterali importanti. Fare dei bagni di sole potrebbe essere quindi un rimedio naturale efficace per trattare il dolore.

2) La luce del sole brucia i grassi. Uno studio del 2011 pubblicato sul The Journal of Investigative Dermatology ha rivelato un fatto notevole del nostro metabolismo: l’esposizione della pelle ai raggi UV aumenta il metabolismo del grasso sottocutaneo. Mentre il grasso sottocutaneo, a differenza del grasso viscerale, non è considerato un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, è risaputo che la mancanza vitamina D è associata ad una maggior quantità di grasso viscerale. [ii] Inoltre una serie di ricerche dimostra che la carenza di vitamina D è collegata all’obesità. Uno di questi, pubblicato nella rivista Anticancer Research nel 2005, ha rilevato che i livelli di vitamina D sono stati inversamente associati all’adiposità compresa l’obesità addominale. [iii] Quindi l’esposizione ai raggi UVB, che è più abbondante nelle 2 ore prima e dopo mezzogiorno, favorisce la produzione di vitamina D, questa può essere un’ottima strategia per bruciare i grassi in modo naturale.

3) La luce solare variabile in accordo ai cicli solari può regolare la durata della vita umana. In uno studio pubblicato nel 2010 nella rivista Medical Hypotheses e intitolato “The effect of solar cycles on human lifespan in the 50 United states: variation in light affects the human genome” è presentata la possibilità che i cicli solari influenzino direttamente il genoma umano. Secondo i ricercatori: in questo studio le persone concepite e nate durante i picchi solari (MAX circa 3 anni) di cicli solari undecennali hanno vissuto una media di 1,7 anni in meno rispetto alle persone concepite e nate durante i picchi minimi (MIN circa 8 anni). L’aumento dell’energia nei picchi massimi, seppur ci sia relativamente un piccolo aumento dello 0,1% rispetto ai picchi minimi, apparentemente modifica il genoma umano/epigenoma e genera cambiamenti che predispongono a varie malattie, riducendo così la durata della vita. È probabile che la stessa energia aumenti la varietà dei benefici nel genoma che va a migliorare l’adattabilità in un ambiente mutevole. L’esposizione alla luce solare può dunque influire direttamente sulla durata della nostra vita e può anche accelerare i cambiamenti genetici che possono dare dei vantaggi in termini di sopravvivenza. [iv]

4) L’esposizione al sole migliora le prestazioni mentali. Uno studio del 2012 pubblicato nella rivista Behavioral Neuroscience ha scoperto che le persone si sentono sensibilmente più attente fino a sera dopo essere state esposte a 6 ore di luce naturale durante il giorno. Da notare invece che si è osservato, al contrario, che essere esposti a luce artificiale favorisce una maggior sonnolenza. [v]

5) La luce solare può essere convertita in energia metabolica. Se la nuova ipotesi pubblicata nel 2008 nel Journal of Alternative and Complementary Medicine è corretta, [vi] si mette in discussione l’assunto di lunga data secondo cui gli animali non sono in grado di utilizzare direttamente l’energia luminosa. In altre parole, la nostra pelle può contenere l’equivalente di “pannelli solari” di melanina e può essere possibile “ingerire” l’energia, come fanno le piante, direttamente dal sole. Abbiamo approfondito la questione nell’articolo La pelle umana può assorbire energia ed informazioni dalla luce solare. Infatti, la melanina svolge diversi ruoli in diversi organismi: dall’inchiostro del polipo, ai coloranti protettivi a base di melanina di batteri e funghi, essa offre protezione contro varie minacce biochimiche (difesa contro gli agenti esterni), luce UV e altri sollecitazioni chimiche (cioè metalli pesanti e agenti ossidanti). Comunemente trascurata, è invece la capacità della melanina di convertire i raggi gamma e le radiazioni ultraviolette in energia metabolica nei sistemi viventi. Per esempio, sono stati osservati funghi monocellulari crescere all’interno del reattore nucleare crollato di Chernobyl, in Ucraina, utilizzando le radiazioni gamma come fonte di energia. I funghi albini, senza melanina, sono stati studiati in quanto non sono in grado di utilizzare le radiazioni gamma in questo modo, dimostrando così che i raggi gamma attivano un processo ancora sconosciuto di produzione di energia all’interno della melanina. I vertebrati possono anche convertire la luce direttamente in energia metabolica grazie all’aiuto della melanina. Lo studio, intitolato “Melanin directly converts light for vertebrate metabolic use: heuristic thoughts on birds, Icarus and dark human skin,” (“La Melanina converte direttamente la luce per l’uso metabolico dei vertebrati: pensieri euristici sugli uccelli, Icaro e la pelle umana scura”), gli autori Geoffrey Goodman e Dani Bercovich offrono lo spunto per una riflessione provocatoria sul tema. Ecco l’abstract integrale dello studio:

“I pigmenti assolvono a molte evidenti funzioni animali (ad esempio capelli, pelle, occhi, piume, squame). Qualsiasi polimero o macrostruttura dei monomeri di melanina è ‘melanina’. I suoi ruoli derivano da complesse proprietà strutturali e fisico-chimiche, ad es. semiconduttore, radicale stabile, conduttore, anti radicali liberi, trasferimento di carica.

I medici e i ricercatori sono ben informati riguardo al ruolo della melanina nelle patologie della pelle e nelle patologie oculari, ora anche in zone più interne non soggette a radiazioni luminose (ad esempio il cervello, la coclea) ma comunque melanizzate pare abbiano riscontrato un collegamento a varie patologie.

In entrambi i casi (sia nelle parti esposte al sole che nelle parti interne) i risultati sono: effetti positivi e negativi della neuromelanina nel Parkinson; azione inattesa del melanocita nella coclea, in caso di sordità; la melanina riduce i danni del DNA, ma può promuovere il melanoma; in cellule melanotiche, il numero mitocondriale è sceso di un 83%, la respirazione è inferiore del 30%, ma lo sviluppo è simile alle normali cellule amelanotiche.

Un poco conosciuto, enigma anatomico aviario, può aiutare a risolvere i paradossi della melanina. Uno dei molti e unici adattamenti al volo, il pecten, uno strano organo intraoculare degli uccelli con funzioni non ancora molto chiare, è molto ingrandito e fortemente melanizzato nei volatili che lottano contro la gravità, l’ipossia, la sete e la fame durante le lunghe distanze, spesso sotto zero, delle migrazioni non-stop. Il pecten può contribuire a far fronte alle esigenze energetiche e nutrizionali in condizioni estreme partendo da una conversione, avviata dalla melanina, della luce in energia metabolica.

Allo stesso modo, in Africa centrale, la riduzione della peluria corporea e l’aumento della melanina possono anche portare ad un ‘fotomelanometabolismo’ che può aver consentito un forte sviluppo del cervello, bisognoso di energia e di una maggiore sopravvivenza umana in genere. L’incapacità animale di utilizzare direttamente l’energia della luce è stata tradizionalmente assunta. La melanina e il pecten possono dare delle lezioni inaspettate anche alla medicina e alla fisiologia umana.”

 

Riferimenti bibliografici
[i] Jeffrey M Walch, Bruce S Rabin, Richard Day, Jessica N Williams, Krissy Choi, James D Kang. The effect of sunlight on postoperative analgesic medication use: a prospective study of patients undergoing spinal surgery. Psychosom Med. 2005 Jan-Feb;67(1):156-63. PMID: 15673638
[ii] Association Between Visceral Obesity and Sarcopenia and Vitamin D Deficiency in Older Koreans: The Ansan Geriatric Study. J Am Geriatr Soc. 2012 Feb 8. Epub 2012 Feb 8. PMID: 22316299
[iii] Association of plasma vitamin D levels with adiposity in Hispanic and African Americans. Anticancer Res. 2005 Mar-Apr;25(2A):971-9. PMID: 19549738
[iv] Walter E Lowell, George E Davis. The effect of solar cycles on human lifespan in the 50 United states: variation in light affects the human genome. Med Hypotheses. 2010 Jul;75(1):17-25. Epub 2010 May 7. PMID: 20452128
[v] Mirjam Münch, Friedrich Linhart, Apiparn Borisuit, Susanne M Jaeggi, Jean-Louis Scartezzini. Effects of prior light exposure on early evening performance, subjective sleepiness, and hormonal secretion. Behav Neurosci. 2012 Feb ;126(1):196-203. Epub 2011 Dec 26. PMID: 22201280
[vi] Geoffrey Goodman, Dani Bercovich. Melanin directly converts light for vertebrate metabolic use: heuristic thoughts on birds, Icarus and dark human skin. J Altern Complement Med. 2008 Jan-Feb;14(1):17-25. PMID: 18479839
[vii] 5 Amazing Properties of Sunlight You’ve Never Heard About – GreenMedInfo.com

 

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

Sunlight, in addition to triggering vitamin D production, promotes other healing processes in the body by acting as

  • a powerful pain reliever,
  • increasing mental performance,
  • burning fat, and
  • prolonging life.

Human beings have different skin color gradations: dark skin, melanin saturated, to slightly pigmented caucasian skin and less melanin. These are due to the latitude difference our ancestors have come to expect. In fact, the skin of populations living at high latitudes (near the poles), in order to compensate for the low availability of sunlight, has quickly adapted by requiring the removal of the natural “sunscreen” or melanin from the skin, which interferes with the Vitamin D production. Melanin is the pigment that gives skin color darkening and reduces vitamin D production and sun damage, needed in latitudes where there is a lot of sunlight and therefore needs to be protected.

However, as today we stay a long time in closed places, we all have vitamin D deficiency and sunlight, both those who live in the tropical range and in the temperate range. Vitamin D is involved in regulating over 2,000 genes and acts as a hormone without which the entire genetic infrastructure would destabilize. The risk of vitamin D deficiency is very serious and is increasingly recognized by the scientific community.

While vitamin D health benefits are well documented (over 200 physical conditions can benefit in optimizing vitamin D levels, see Vitamin D page. 14 Health Benefits and Supplements Use Where Many Information Is Enclosed useful), the therapeutic properties of sunlight are only now explored in depth by the researchers.

5 Healing benefits of exposure to sunlight

1) Sunlight has anti-pain properties. A 2005 study published in the journal Psychosomatic Medicine analyzed patients hospitalized on the side of the hospital, which were exposed to an average of 46% more intensity of sunlight. Patients exposed to higher intensity of sunlight experienced less perceived stress, 22% of them had less analgesic drugs and had a 21% lower cost on analgesic drugs. [i] This is a result that opens doors to more in-depth studies that could greatly improve our health and our portfolio. Analgesic drugs such as paracetamol or acetylsalicylic acid are among the best-selling in the world and have important side effects. Making sunbathing could therefore be an effective natural remedy to treat the pain.

2) Sunlight burns fat. A 2011 study published on The Journal of Investigative Dermatology revealed a remarkable fact of our metabolism: skin exposure to UV rays increases subcutaneous fat metabolism. While subcutaneous fat, unlike visceral fat, is not considered a risk factor for cardiovascular disease, it is well known that lack of vitamin D is associated with a higher amount of visceral fat. [ii] In addition, a series of studies show that vitamin D deficiency is related to obesity. One of these, published in the journal Anticancer Research in 2005, found that vitamin D levels were inversely associated with adiposity including abdominal obesity. [iii] So UVB exposure, which is more abundant in the 2 hours before and after noon, favors the production of vitamin D, this can be a great strategy to burn fat naturally.

3) Variable solar light according to solar cycles can adjust the life span of human life. In a study published in 2010 in the Medical Hypotheses magazine entitled “The Effects of Solar Cycles on Human Genome”, the possibility of solar cycles directly influencing the human genome is presented. According to the researchers, in this study, people conceived and born during solar spikes (MAX about 3 years) of undecennal solar cycles lived an average of 1.7 years less than those conceived and born during peak minima (about MIN 8 years). Increasing energy in peak peaks, although there is a relatively small increase of 0.1% compared to the minimum peaks, apparently modifies the human / epigenoma genome and generates changes that predispose to various diseases, thus reducing life expectancy. It is likely that the same energy increases the variety of benefits in the genome that improves adaptability in a changing environment. Exposure to sunlight can therefore directly affect the life of our lives and can also accelerate genetic changes that can give you benefits in terms of survival. [Iv]

4) Sun exposure improves mental performance. A 2012 study published in Behavioral Neuroscience magazine found that people feel noticeably more alert until evening after being exposed to 6 hours of natural daylight. It should be noted, however, that it has been observed, on the contrary, that being exposed to artificial light favors more drowsiness. [V]

5) Sunlight can be converted into metabolic energy. If the new hypothesis published in 2008 in the Journal of Alternative and Complementary Medicine is correct, [it] questions the long-term assumption that animals are not able to directly use light energy. In other words, our skin may contain the equivalent of “solar panels” of melanin and it can be possible to “ingest” the energy, as the plants do, directly from the sun. We have deepened the issue in the article Human skin can absorb energy and information from sunlight. In fact, melanin plays different roles in different organisms: from octopus ink to protective melanin-based bacteria and mushroom dyes, it offers protection against various biochemical threats (defense against external agents), UV light and other chemical solvents (ie heavy metals and oxidizing agents). Commonly neglected, it is the ability of melanin to convert gamma rays and ultraviolet radiation into metabolic energy into living systems. For example, monocellular mushrooms have been observed growing within the collapsed nuclear reactor of Chernobyl, Ukraine, using gamma radiation as a source of energy. The albino fungi, without melanin, have been studied because they are unable to use gamma radiation in this way, thus demonstrating that gamma rays trigger an unknown process of energy production within melanin. Vertebrates can also convert light directly to metabolic energy thanks to the help of melanin. The study, titled “Melanin directly converts light for metabolic use of vertebrates: heuristic thoughts on birds, Icaro and the human body.” The Melanine directly converts light to the vertebrate metabolic use: heuristic thoughts on birds, Icarus and dark human skin dark human skin “), the authors Geoffrey Goodman and Dani Bercovich offer the inspiration for provocative reflection on the subject. Here is the full abstract of the study:

 

“Pigments carry many obvious animal functions (eg hair, skin, eyes, feathers, scales). Any polymer or macrostructure of melanin monomers is ‘melanin’. Its roles come from complex structural and physico-chemical properties, eg. semiconductor, stable radical, conductor, free radicals, charge transfer.

Doctors and researchers are well aware of the role of melanin in skin disorders and ocular pathologies, now even in more internal areas not subject to light radiation (eg brain, augmentation), but melanized, they seem to have found a link to various pathologies.

In both cases (both in the sun exposed and in the internal parts) the results are: positive and negative effects of neuromelanine in Parkinson’s; unexpected melanocyte action in the auger, in case of deafness; Melanin reduces DNA damage, but can promote melanoma; in melanotic cells, the mitochondrial number dropped by 83%, respiration is less than 30%, but development is similar to normal amelanic cells.

A little-known, anatomical avian enigma can help resolve melancholy paradoxes. One of the many unique adaptations on the fly, pecten, a strange intraocular organ of birds with functions not yet very clear, is highly enlarged and strongly melanized in the birds fighting against severity, hypoxia, thirst and hunger during the long distances, often under zero, of non-stop migrations. Pecten can help meet the energetic and nutritional needs in extreme conditions, starting with a conversion, started by melanin, of light in metabolic energy.

Likewise, in Central Africa, reduction in body fat and increased melanin may also lead to ‘photomelanometabolism’ that may have allowed a strong brain development, need for energy and greater human survival in general. The animal inability to directly use light energy has traditionally been assumed. Melanin and Pecten can give unexpected lessons to human medicine and human physiology. “

 

Source:
[i] Jeffrey M Walch, Bruce S Rabin, Richard Day, Jessica N Williams, Krissy Choi, James D Kang. The effect of sunlight on postoperative analgesic medication use: a prospective study of patients undergoing spinal surgery. Psychosom Med. 2005 Jan-Feb;67(1):156-63. PMID: 15673638
[ii] Association Between Visceral Obesity and Sarcopenia and Vitamin D Deficiency in Older Koreans: The Ansan Geriatric Study. J Am Geriatr Soc. 2012 Feb 8. Epub 2012 Feb 8. PMID: 22316299
[iii] Association of plasma vitamin D levels with adiposity in Hispanic and African Americans. Anticancer Res. 2005 Mar-Apr;25(2A):971-9. PMID: 19549738
[iv] Walter E Lowell, George E Davis. The effect of solar cycles on human lifespan in the 50 United states: variation in light affects the human genome. Med Hypotheses. 2010 Jul;75(1):17-25. Epub 2010 May 7. PMID: 20452128
[v] Mirjam Münch, Friedrich Linhart, Apiparn Borisuit, Susanne M Jaeggi, Jean-Louis Scartezzini. Effects of prior light exposure on early evening performance, subjective sleepiness, and hormonal secretion. Behav Neurosci. 2012 Feb ;126(1):196-203. Epub 2011 Dec 26. PMID: 22201280
[vi] Geoffrey Goodman, Dani Bercovich. Melanin directly converts light for vertebrate metabolic use: heuristic thoughts on birds, Icarus and dark human skin. J Altern Complement Med. 2008 Jan-Feb;14(1):17-25. PMID: 18479839
[vii] 5 Amazing Properties of Sunlight You’ve Never Heard About – GreenMedInfo.com

 

SOURCE: Dionidream

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La menopausa è un processo naturale e che le donne sono progettate per entrare in questa fase ad un certo punto della vita. La menopausa non è un problema in quanto ha lo scopo fisiologico di mantenere le donne vitali e in salute il più a lungo possibile.

 

Molte donne si lamentano che una volta raggiunto questo stadio, possono facilmente aumentare di peso a causa di un maggiore deposito di grasso. Siccome questo è molto comune, è importante rendersi conto che la menopausa in sé non è responsabile dell’aumento di peso. Una volta che la produzione corporea di estrogeni diminuisce, ci sono molti fattori che entrano in gioco e possono portare ad un aumento del deposito di grassi.

Quando le donne entrano nel periodo della pubertà, la produzione di estrogeni aumenta notevolmente, innescando l’attivazione delle ovaie e il rilascio degli ovuli nelle tube di Falloppio. Ciò continua a verificarsi fino ai 40-50 anni, seppur con un lento declino con l’aumentare dell’età. Infine, si raggiunge una fase in cui i livelli di estrogeni diminuiscono a tal punto che il rilascio degli ovuli viene interrotto e il corpo femminile sposta il suo impiego energetico dalla riproduzione al mantenimento della salute.

Questo di norma avviene tra i 51 e i 58 anni quando non si segnalano le mestruazioni per dodici mesi consecutivi a causa del fatto che le ovaie smettono di funzionare: siamo in menopausa. La fase in cui le mestruazioni si riducono gradualmente è chiamata perimenopausa.

Quando viene raggiunto questo punto, è molto comune che il corpo diventi più sensibile alle variazioni e ai cambiamenti ormonali, portando talvolta ad un maggior deposito di grassi nella fascia toracica e addominale. Questo è il motivo per cui tante donne si lamentano di un aumento di peso in questa parte del corpo.

Sintomi della menopausa

I segnali più comuni dell’arrivo della menopausa sono:

  • Vampate di calore
  • Aumento della sudorazione notturna
  • Insonnia
  • Aumento di peso
  • Depressione
  • Ansia
  • Difficoltà di concentrazione
  • Vuoti di memoria
  • Calo del desiderio
  • Irascibilità
  • Secchezza vaginale
  • Sbalzi di umore
  • Restringimento del canale vaginale

È importante tenere presente che l’estrogeno non è l’unico ormone che incide in questo processo. I nostri ormoni richiedono un equilibrio ben specifico, un cambiamento a qualsiasi livello ormonale, come ad esempio tramite lo stress, livelli glicemici nel sangue e ormoni sessuali, può portare ad uno squilibrio per tutti gli ormoni del corpo.

Gli ormoni da considerare maggiormente sono:

  • insulina,
  • cortisolo,
  • ormoni tiroidei e
  • leptina.

Gli ormoni coinvolti nella menopausa

Insulina. L’insulina è l’ormone responsabile della regolazione degli zuccheri nel sangue. Al fine di garantire livelli equilibrati di insulina, è importante preferire un’alimentazione a basso indice glicemico. Se la vostra alimentazione ha un alto contenuto di carboidrati e di alimenti con elevato indice glicemico, i livelli di insulina subiranno dei picchi e quindi dei cali, portando nel tempo ad una condizione chiamata insulino-resistenza, in cui le cellule del corpo svilupperanno una ridotta sensibilità all’insulina. Ciò a sua volta può portare ad un aumento del peso corporeo in quanto il glucosio presente nel sangue (zucchero) per essere eliminato dal flusso sanguigno, viene trasformato in cellule adipose.

Cortisolo. Il cortisolo è il principale ormone correlato allo stress, viene rilasciato dalle ghiandole surrenali. Agisce aumentando i livelli di zucchero nel sangue, permettendo alle cellule del corpo di avere abbastanza carburante (zuccheri) a disposizione per eseguire le funzioni che richiedono molta energia. Avere un livello elevato cronico di zucchero nel sangue può portare alla resistenza al cortisolo e all’affaticamento delle surrenali, poiché le cellule del nostro corpo non sono in grado di tenere il passo con una domanda costante di combustibile, si avrà anche in questo caso un eccessivo deposito di grasso.

Ormoni tiroidei. I nostri ormoni tiroidei determinano quanta energia le nostre cellule possono produrre. Quando i livelli della tiroide aumentano, le nostre cellule devono bruciare più carboidrati e grassi per produrre energia cellulare (ATP, adenosina trifosfato) nei nostri mitocondri. Avere un’alterata funzione dell’ormone tiroideo può portare a problemi di produzione di energia e all’incapacità di bruciare abbastanza carboidrati e grassi, portando ancora una volta alla produzione di carboidrati e grassi di riserva nelle nostre cellule.

Leptina. La leptina è un ormone prodotto dalle cellule adipose, preposto ad informare il nostro ipotalamo (situato nel cervello) che siamo sazi. I livelli di leptina aumentano in risposta ad alti livelli di zucchero come il fruttosio. Nel tempo, elevati livelli di zucchero nel sangue e alti livelli di fruttosio possono portare a sviluppare la resistenza alla leptina nelle cellule dell’ipotalamo. Questo nel tempo può portare ad annullare il senso di sazietà, quando in realtà si ha mangiato a sufficienza. Questo è uno dei fattori che determinano le abbuffate dovute ad uno squilibrio ormonale e alla resistenza alla leptina.

Consigli utili per trattare naturalmente la menopausa

Di seguito sono riportati alcuni suggerimenti per mantenere un buon equilibrio ormonale, affinché gli ormoni siano in grado di funzionare bene e mantenere la salute dell’organismo, riducendo e addirittura prevenendo totalmente l’aumento di peso tipico della menopausa.

1. Mantieniti attiva. Uno dei problemi più comuni che riguardano le donne che superano i 50 è la perdita di tono muscolare dovuta all’inattività. Questo problema è correlato anche all’osteoporosi. Mantenersi attive può essere semplice, ad esempio una passeggiata di 20-30 minuti all’aperto 3-5 volte a settimana, oppure può essere più impegnativo, come allenarsi in una palestra quotidianamente come fanno alcune delle mie colleghe. Ascoltati e prendi atto di quello che ti riesce fare meglio e più volentieri per rimanere attiva il più possibile. È sorprendente quanti salutari benefici possono avere 1-2 ore alla settimana di attività fisica.

2. Mangia molte verdure a foglia verde. L’alimentazione e la digestione sono molto importanti per rimanere in buona salute. Ci sono alcuni alimenti che possono aiutare a mantenere equilibrati i livelli di zucchero nel sangue e quindi a bilanciare gli ormoni. Una regola generale quando sei al supermercato è quella di scegliere verdure a foglia verde.

3. Evita gli alimenti ricchi di fitoestrogeni. Soia, semi di lino, semi di sesamo, semi di girasole contengono fitoestrogeni ovvero composti naturali che svolgono una lieve azione estrogenica. Sebbene alcune volte siano consigliati, in realtà gli studi hanno dimostrato che sono pressoché inutili nell’eliminare i sintomi della menopausa, e addirittura possono essere pericolosi in presenza di cancri ormone-dipendente (ovaio, utero, tiroide, seno). Inoltre in presenza di ipotiroidismo o disturbi alla tiroide, la soia è molto dannosa e assolutamente da evitare.

4. Considera l’uso di rimedi erboristici. L’erba Ayurvedica shatavari è risultata utile sia per le vampate calore, che all’irritabilità e alle alterazioni dell’umore.

5. Respira profondamente. Effettuare quindici minuti di respirazione diaframmatica due volte al giorno è stato dimostrato in diversi studi clinici in grado di diminuire le vampate di calore e le sudorazioni notturne, nonché migliorare il senso di benessere della donna.

6. Vitamina D. Previene l’osteoporosi e migliora la depressione e l’umore. Con l’età inoltre la capacità di sintetizzare la vitamina D diminuisce, aumentando il rischio di carenza di vitamina D. Il dosaggio corretto di vitamina D può essere prescritto da un medico sulla base delle analisi.

7. Omega 3. Gli omega 3 supportano l’equilibrio ormonale e hanno un effetto lubrificante nel corpo, in modo da contribuire a migliorare la secchezza vaginale e sono legati a una riduzione del rischio di cancro al seno. Le buone fonti alimentari comprendono pesci grassi (salmoni, sgombri, aringhe, sardine, frutti di mare e tonno fresco), noci e semi. Possono essere anche assunti tramite integratori.

8. Ormoni bio-identici. Gli ormoni bio-identici sono ormoni che riproducono esattamente la struttura molecolare degli ormoni che le donne producono nei loro corpi. Sono la versione più “naturale” che può essere usata al posto della terapia ormonale sostitutiva. Gli ormoni bio-identici stanno riscuotendo un enorme successo con tantissimi benefici per le donne e pochissimi effetti collaterali, cosa che invece non avviene con la terapia ormonale sostitutiva (che invece può essere pericolosa dato che aumenta il rischio di cancro al seno ed ovarico). Gli ormoni bioidentici devono essere prescritti da un medico specializzato.

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

Menopause is a natural process and women are designed to enter this stage at some point in life. Menopause is not a problem as it has the physiological purpose of keeping vital and healthy women as long as possible.

Many women complain that once they reach this stage, they can easily increase the weight due to greater fat deposits. Since this is very common, it is important to realize that menopause itself is not responsible for weight gain. Once the estrogen production of body tissue decreases, there are many factors that come into play and can lead to an increase in fat deposits.

When women enter puberty, estrogen production increases considerably, triggering ovarian activation and ovulation in fallopian tubes. This continues to occur up to 40-50 years, albeit with a slow decline with increasing age. Finally, a stage is reached where estrogen levels decrease to such an extent that ovulation release is interrupted and the female body moves its energy use from reproduction to maintaining health.

This usually occurs between the ages of 51 and 58 when menstruation is not reported for twelve consecutive months due to the fact that the ovaries cease to work: we are in menopause. The phase in which menstruation gradually reduces is called perimenopause.

When this is reached, it is very common that the body becomes more sensitive to changes and hormonal changes, sometimes leading to a greater fat deposit in the chest and abdominal area. That is why so many women complain of a weight gain in this part of the body.

Symptoms of menopause

The most common signs of the onset of menopause are:

  • Hot flushes
  • Increase in night sweats
  • Insomnia
  • Weight gain
  • Depression
  • Anxiety
  • Difficulty of concentration
  • Memory leak
  • Desire loss
  • Irascibility
  • Vaginal dryness
  • Mood swings
  • Shrinking the vaginal canal

It is important to keep in mind that estrogen is not the only hormone that affects this process. Our hormones require a specific balance, a change in any hormone level, such as stress, blood glucose levels and sexual hormones, can lead to an imbalance for all body hormones.

The most important hormones are:

  • insulin,
  • cortisol,
  • thyroid hormone and
  • leptin.

Hormones involved in menopause

Insulin. Insulin is the hormone responsible for regulating blood sugar. In order to ensure balanced insulin levels, it is important to prefer low glycemic foods. If your diet has high carbohydrate content and foods with high glycemic index, insulin levels will suffer from spikes and therefore falls, leading in time to a condition called insulin resistance, where body cells develop a reduced insulin sensitivity. This in turn can lead to increased body weight as the glucose present in the blood (sugar) to be eliminated by the bloodstream is transformed into fat cells.

Cortisol. Cortisol is the main hormone related to stress, is released by the adrenal glands. It acts by increasing the blood sugar levels, allowing the body cells to have enough fuel (sugars) available to perform functions that require a lot of energy. Having a high chronic blood sugar level can lead to cortisol resistance and adrenal fatigue, as cells in our body are unable to keep up with a constant fuel demand, you will also have a excess fat deposits.

Thyroid hormones. Our thyroid hormones determine how much energy our cells can produce. When thyroid levels increase, our cells need to burn more carbohydrates and fat to produce cellular energy (ATP, adenosine triphosphate) in our mitochondria. Having a different function of the thyroid hormone can lead to energy production problems and the inability to burn enough carbohydrates and fats, bringing back carbohydrates and reserve fat into our cells once again.

Leptin. Leptin is a hormone produced by fat cells, in charge of informing our hypothalamus (located in the brain) that we are satiated. Leptin levels increase in response to high levels of sugar such as fructose. Over time, high levels of blood sugar and high levels of fructose can lead to the development of leptin resistance in hypothalamus cells. This over time can lead to the annulment of sense of satiety when you have actually eaten enough. This is one of the factors that cause the overeating due to hormonal imbalance and leptin resistance.

Tips for treating menopause naturally

Here are some suggestions for keeping a good hormonal balance so that hormones can function well and maintain the health of the body by reducing or even totally preventing the typical weight gain of menopause.

1. Keep active. One of the most common problems affecting women over 50 is the loss of muscle tone due to inactivity. This problem is also related to osteoporosis. Keeping active can be easy, for example, a 20-30 minute walk outdoors 3-5 times a week, or it can be more challenging, like training a daily gym as some of my colleagues do. Listen and notice what you can do better and more willingly to stay active as much as possible. It’s amazing how many healthy benefits can have 1-2 hours a week of physical activity.

2. Eat many green leafy vegetables. Nutrition and digestion are very important for staying healthy. There are some foods that can help maintain balanced blood sugar levels and then balance the hormones. A general rule when you are in the supermarket is to choose green leafy vegetables.

3. Avoid foods rich in phytoestrogens. Soy, flaxseed, sesame seeds, sunflower seeds contain phytoestrogens or natural compounds that perform a mild estrogenic action. Although sometimes recommended, studies have shown that they are almost useless in eliminating symptoms of menopause, and may even be dangerous in the presence of hormone-dependent cancers (ovary, uterus, thyroid, breast). Also in the presence of hypothyroidism or thyroid disorders, soy is very harmful and absolutely to be avoided.

4. Consider the use of herbal remedies. Ayurvedic shatavari grass has been helpful for both hot flushes and irritability and mood swings.

5. Breathe deeply. Carrying out fifteen minutes of diaphragmatic breathing twice a day has been shown in several clinical studies that can reduce heat flushes and night sweats as well as improve the woman’s sense of well-being.

6. Vitamin D. Prevents osteoporosis and improves depression and mood. With age, also the ability to synthesize vitamin D decreases, increasing the risk of vitamin D deficiency. The correct vitamin D dosage may be prescribed by a physician based on the tests.

7. Omega 3. Omega 3 supports hormonal balance and have a lubricating effect in the body, helping to improve vaginal dryness and are linked to a reduction in the risk of breast cancer. Good food sources include fatty fish (salmon, mackerel, herring, sardines, seafood and fresh tuna), nuts and seeds. They can also be hired through supplements.

8. Bio-identical hormones. The bio-identical hormones are hormones that reproduce exactly the molecular structure of the hormones that women produce in their bodies. They are the most “natural” version that can be used instead of hormone replacement therapy. Bio-identical hormones are a huge success with many benefits for women and very few side effects, which is not the case with hormone replacement therapy (which may be dangerous as it increases the risk of breast and ovarian cancer). Bioidentical hormones should be prescribed by a specialized physician.

SOURCE: Dionidream

 

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Ne è convinto il professor Matthew Walker, direttore del Center for Human Sleep all’università di Berkeley in California. Nel suo ultimo libro, “Why we sleep”, lancia un segnale d’allarme sulla nuova “epidemia da privazione del sonno”.

 

“Chi dorme non piglia pesci”, recita il vecchio proverbio. Più dormi e più a lungo vivi, lo corregge la scienza moderna. O perlomeno lo corregge uno studioso, il professor Matthew Walker, direttore del Center for Human Sleep all’università di Berkeley in California e ora autore di Why we sleep (Perché dormiamo), un libro che lancia un segnale d’allarme sulla nuova “epidemia da privazione del sonno”: la chiama proprio così, come se fosse un virus contagioso.

  • “E lo è davvero, perché la vita d’oggi ci spinge a dormire sempre meno, senza tenere sufficientemente conto degli effetti pericolosi del fenomeno”, avverte il professore originario di Liverpool.

Fortunatamente, per questo genere di epidemia esiste la cura. E’ a disposizione di chiunque e non costa niente: basta dormire. Perché secondo Walker l’equazione è drammaticamente semplice:

  • meno dormi, meno vivi.

In altre parole l’insonnia, voluta o sofferta, ci accorcia la vita.

Il numero delle malattie collegate alla “privazione del sonno”, spiega lo scienziato inglese, è lungo e spaventoso:

  • morbo di Alzheimer,
  • cancro,
  • diabete,
  • obesità,
  • disturbi mentali.

 

  • “Ogni aspetto della nostra vita biologica viene intaccato e condizionato dal riposo notturno”, sostiene lo studioso.  “E purtroppo nessuno fa abbastanza per cambiare le cose”.

 

Nessuno ha mai visto, in effetti, cartelli dentro ospedali e ambulatori che esortano la gente a dormire di più. Invece per l’autore è una priorità della nostra salute di cui bisogna urgentemente tenere conto. La perdita di sonno costa all’economia britannica 30 miliardi di sterline l’anno, pari al 2 per cento del pil, calcola Walker, e considerate le dimensioni del Regno Unito si possono fare stime simili per altri paesi europei come l’Italia, la Francia, la Germania.

Il suo libro suggerisce che una buona “dieta” di sonno sarebbero otto ore a notte. Un traguardo che a molti di noi appare irraggiungibile. Ma la soglia sotto la quale non bisognerebbe assolutamente scendere, ammonisce il professore di Berkeley, è sette ore di sonno a notte: chi ne dorme di meno mette a rischio la propria salute e di conseguenza diminuisce la probabilità di vivere più a lungo.

Il problema, riconosce Walker, è che l’etica del lavoro, così come fin dalla più giovane età quella della studio, ci incita a dormire sempre meno per fare sempre più cose. E non si tratta soltanto di lavorare o studiare: ci sono

  • la palestra,
  • i corsi di ogni genere per adulti e bambini,
  • le lingue da imparare o perfezionare,
  • per tacere dello smart phone che attraverso i social network ci tiene svegli anche quando le palpebre si chiudono sugli occhi come due saracinesche automatiche.

Basta qualche cifra a chiarire come è cambiato il nostro rapporto con il sonno.

  • Nel 1942, meno dell’8 per cento della popolazione, in Europa e Stati Uniti, sopravviveva con 6 ore di sonno o meno a notte.
  • Nel 2017, una persona su due dorme 6 ore o meno di 6 ore per notte: il 50 per cento.

Lavoro straordinario, trasporti più lunghi per lavoratori pendolari, intrattenimento moltiplicato, ansia, depressione, alcol e caffeina, sono tutte cause della trasformazione, secondo gli esperti.

  • “Tutti nemici del sonno”, scrive Walker. E poi ce n’è un altro: “Nella società occidentale odierna, ci si vergogna a dire che si dorme molto. Dormire poco viene considerato un distintivo di onore, qualcosa di cui vantarsi. E’ imbarazzante ammettere in pubblico che si dormono otto ore per notte. Si fa la figura del pigro, per non dire dell’anormale”.  

La cura sarebbe dunque semplice, ma richiede un cambiamento drastico di stile di vita. Se soffrite di insonnia, o vi imponete di dormire poco, siete in buona compagnia:

  • due terzi della popolazione adulta nei paesi sviluppati dormono meno di otto ore per notte.

Che è il numero di ore (8 ore) di sonno consigliato dall’Organizzazione Mondiale della sanità. Il professor Walker in un certo senso non ha scoperto niente: si è limitato a mettere il dito sulla piaga. O meglio sui nostri occhi spalancati quando dovrebbero essere chiusi, accompagnati da un dolce ron-ron.

 

FONTE: Salute (Repubblica) ENRICO FRANCESCHINI

 

(ENGLISH VERSION)

Professor Matthew Walker, director of the Center for Human Sleep at the University of Berkeley, California, is convinced. In his latest book,” Why We Sleep”,  he launches an alarm signal on the new “epidemic sleep deprivation “.

 

“Those who sleep do not catch fish”, says the old italian saying. The longer you sleep and the longer you live, it corrects modern science. Or at least it is corrected by a scholar, Professor Matthew Walker, director of the Center for Human Sleep at the University of Berkeley, California and now author of  “Why we sleep”, a book that signals an alarm on the new ” Epidemic sleep deprivation “: it calls it just like it was a contagious virus.

  • “And really, because today’s life pushes us to sleep less and less, without taking sufficient account of the dangerous effects of the phenomenon,”

warns the original professor of Liverpool. Fortunately, for this kind of epidemic there is cure. It is available to anyone and costs nothing: just sleep. Because according to Walker, the equation is dramatically simple: less sleep, less alive. In other words, insomnia, want or suffering, shortens life.

The number of diseases associated with sleep deprivation, says the English scientist, is long and scary:

  • Alzheimer’s disease,
  • cancer,
  • diabetes,
  • obesity,
  • mental disorders.

 

  • “Every aspect of our biological life is affected and conditioned by night-time rest,” says the scholar. “And unfortunately nobody does enough to change things.”

Nobody has seen, in fact, signs inside hospitals and outpatient clinics that urge people to sleep more. Instead, the author is a priority of our health that we must urgently take into account. The loss of sleep costs the British economy 30 billion pounds a year, equivalent to 2 per cent of GDP, Walker estimates, and given the size of the United Kingdom, similar estimates can be made for other European countries such as Italy, France, Germany.

His book suggests that a good “diet” of sleep would be eight hours per night. A goal that many of us seem unattainable. But the threshold below which we should never go down, warns Berkeley’s professor, is seven hours of sleep per night: those who sleep less risk their health and consequently less likely to live longer.

The problem, Walker recognizes, is that work ethics, as well as from the younger age of the studio, makes us less and less sleep to do more and more things. And it’s not just about working or studying: there is gym, courses of all kinds for adults and children, languages ​​to learn or refine, to silence the smart phone that through social networks keeps us awake even when the eyelids are they close to the eyes like two automatic shutters.

Just a few figures to clarify how our relationship with sleep changed.

  • In 1942, less than 8 per cent of the population, in Europe and the United States, survived with 6 hours of sleep or less per night.
  • In 2017, one person sleeps six hours or less at 6 hours per night: 50 percent.

Extraordinary work, longer transport for commuters, multiplying entertainment, anxiety, depression, alcohol and caffeine are all causes of transformation, according to experts. “All enemies of sleep,” writes Walker. And then there is another thing:

  • “In today’s western society, you are ashamed to say that you sleep a lot. Sleeping little is considered a badge of honor, something to boast about. It’s embarrassing to admit in public that you sleep eight hours a night. It look like being a lazy person, for not saying that we seem abnormal. “

Care would therefore be simple, but it requires a drastic change of lifestyle. If you suffer from insomnia, or you are forced to sleep little, you are in good company: two thirds of the adult population in developed countries sleep less than eight hours a night. That is the number of hours of sleep recommended from the World Health Organization.

Professor Walker in a sense did not find anything: he just put his finger on the plague. Or rather on our wide-open eyes when they should be closed, accompanied by a sweet ron-ron.

 

SOURCE: Salute (Repubblica) ENRICO FRANCESCHINI

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L’equilibrio acido-base è uno dei meccanismi più importanti e delicati per la salute dell’organismo e il corretto funzionamento del processo metabolico, essenziale per mantenere il suo equilibrio (detto anche omeostasi). Vediamo insieme come mantenere l’omeostasi e garantirci salute, giovinezza e vitalità.

Cosa si intende per equilibrio acido-base

Questo vitale equilibrio, rappresenta l’insieme dei processi fisiologici che l’organismo mette in atto per mantenere un livello di acidità compatibile (o pH) con lo svolgimento delle principali funzioni metaboliche, ed è per questo considerato uno dei pilasti del benessere e della nostra vitalità insieme ad esempio alla temperatura, all’ossigenazione e alla glicemia. L’alterazione anche minima di pH, può influenzare negativamente l’attività enzimatica, e di conseguenza quella metabolica, determinando gravi squilibri e danni a livello cellulare e tissutale. Perché tutto funzioni al meglio nell’organismo è dunque importante conservare la giusta regolazione del pH all’interno e all’esterno delle cellule, così da garantire i complessi processi metabolici legati al mantenimento, al rinnovamento dei tessuti e all’eliminazione delle tossine. Discostarsi dal valore base di riferimento del pH pari a 7,41, quindi leggermente basico (o alcalino), significa modificare il corretto funzionamento e la velocità delle reazioni biologiche, che si può manifestare con uno stato di malessere dovuto all’accumulo di sostanze di scarto, infiammazioni croniche e altre patologie legate al metabolismo.

Le principali vie di produzione di un eccesso di sostanze acide da parte dell’organismo, sono legate alle reazioni metaboliche e al ricambio cellulare. Ma l’acidosi può aumentare anche in presenza di forte stress, intensa attività muscolare con produzione di acido lattico e di stress ossidativo, in caso di alimentazione scorretta o assunzione prolungata di farmaci.

Come mantenere un buon equilibrio acido-base

Le principali vie di eliminazione delle sostanze di scarto indesiderate, generate dal metabolismo sono gli organi emuntori, soprattutto reni e polmoni, sottoposti costantemente ad un intenso lavoro. Vien da sé che dobbiamo fare in modo di mantenerli in ottima salute e ben funzionanti considerata l’importanza del loro ruolo. Nell’eliminazione sono coinvolte anche le ghiandole sudoripare, quindi la pelle in generale e l’intestino. Tuttavia, per contrastare l’eccessiva produzione di sostanze acide, l’organismo attiva un meccanismo definito “sistema tampone”, che mette in campo l’acqua, l’anidride carbonica e i minerali calcio, magnesio, ferro, potassio e sodio che con il loro intervento sostengono un buon mantenimento del pH in equilibrio.

Il ruolo fondamentale per la protezione dell’equilibrio acido base è assegnato alla matrice extra cellulare o MEC, depositaria di importanti funzioni oltre ad essere il luogo in cui si forma il liquido linfatico: durante il giorno è in grado di assorbire le sostanze acide che poi rilascerà durante la notte, attraverso i reni e le ghiandole sudoripare.

Un'alimentazione bilanciata è la base per il mantenimento di un buon equilibrio acido-base © ingimage

Un’alimentazione bilanciata è la base per il mantenimento di un buon equilibrio acido-base © ingimage

Il suo “punto debole” è però la scarsa capacità di filtraggio attraverso i reni, pur avendo una grande possibilità di accumulo di sostanze acide nella sua rete. Quando si forma un deposito eccessivo di acidi nella matrice extra cellulare, entra in gioco il sistema biochimico detto “tampone”, che lavora oltre la propria capacità di tamponare gli acidi, rallentando così le proprie capacità , favorendo la condizione di acidosi cronica dei tessuti e dell’organismo.

Quali sono i fattori che provocano l’acidosi

Come fare per evitare tutti i problemi che l’acidosi può scatenare? Prima di tutto è importante conoscere quali sono i fattori, non pochi, che alterano l’equilibrio acido-base: tra questi, stress e vita frenetica, che fanno parte ormai della quotidianità di molte persone, così come pasti non equilibrati consumati velocemente al bar o l’assunzione di farmaci in modo costante e prolungato. Si aggiungano inquinamento, vita in ambienti chiusi, scarsa o, viceversa, eccessiva attività fisica. La chiave per ristabilire il giusto equilibrio acido-base è in primo luogo la correzione dell’alimentazione sbilanciata, in cui si consumano troppi alimenti acidificanti come la carne, i prodotti animali in genere, lo zucchero semplice , e in misura inferiore i prodotti da forno e i cereali soprattutto se accompagnati da bibite zuccherate o bevande alcoliche. Via libera invece ai cibi alcalinizzanti, quali frutta e verdura (anche se di gusto acidulo), cercando di non “sgarrare” troppo frequentemente con gli alimenti a rischio, cosa che si tende a fare, ad esempio, quando si è in vacanza e l’occasione di pranzare con cibi e bevande acidificanti non manca.

I formaggi e i latticini in genere sono alimenti fortemente acidificanti © ingimage

I formaggi e i latticini in genere sono alimenti fortemente acidificanti © ingimage

Utile per il ripristino dell’equilibrio acido-base, in ogni caso, è l’utilizzo di uno specifico e bilanciato integratore alimentare, che può essere d’aiuto non solo per chi ha “pasticciato” a tavola durante le ferie e al ritorno a casa vuole rimettersi in forma, ma anche per chi, in ogni momento dell’anno, vuole dare una regola alla propria alimentazione e un aiuto al benessere del proprio organismo. Il sostegno di un integratore alimentare ad hoc velocizza i processi fisiologici e il ripristino dell’equilibrio acido-base.

Le conseguenze dell’acidosi

Protrarre nel tempo uno stato di acidosi mette a dura prova l’omeostasi e sottopone l’organismo a uno stato di malessere generale. Cefalea, digestione difficile, sbalzi di umore, sonno disturbato , possono essere sentinelle che rivelano una possibile alterazione dell’equilibrio acido-base dell’organismo. Soprattutto se superiamo i cinquant’anni di età, dopo i quali il meccanismo di regolazione inizia a rallentare con conseguente accumulo di prodotti di scarto, l’acidosi può portare con sé invecchiamento precoce, stanchezza e malumore. Importanti possono essere i danni a carico dell’apparato muscolo-scheletrico, che si manifestano con infiammazione,

  • dolori articolari,
  • squilibrio del metabolismo del calcio,
  • crampi muscolari e
  • ritenzione di acidi urici .

Da non sottovalutare alcuni sintomi non sempre facilmente associabili al problema, come denti che tendono a cariarsi, alterazioni della pelle, delle unghie, malattie autoimmuni o dismetabolismi, alitosi.

Dolori alle articolazioni possono segnalare uno stato infiammatorio causato dallo squilibrio acido-base © ingimage

Dolori alle articolazioni possono segnalare uno stato infiammatorio causato dallo squilibrio acido-base © ingimage

Da segnalare che gli sportivi accaniti devono fare molta attenzione all’acidosi perché l’intenso lavoro muscolare non correttamente recuperato e l’assunzione non bilanciata di proteine, può sfociare in un importante squilibrio acido-base, con una progressiva diminuzione delle prestazioni.

Gli integratori alimentari aiutano?

Dieta e stile di vita equilibrati sono sicuramente insostituibili, ma possono essere insufficienti in alcuni casi. Pensiamo, ad esempio, ad uno stato di acidosi che si protrae da lungo tempo, magari da anni; l’integrazione specifica serve anche durante le diete ipocaloriche, fatte per perdere peso, oppure particolarmente ricche di proteine animali, nei periodi di intensa attività fisica e come coadiuvante durante cure farmacologiche e in presenza di malattie infiammatorie. La menopausa, infine, è un momento in cui è utile non farsi mancare il sostegno di un integratore di questo tipo, come supporto per la prevenzione e la cura dell’osteoporosi.

FONTE: Lifegate

 

(ENGLISH VERSION)

The acid-base balance is one of the most important and delicate mechanisms for the health of the body and the proper functioning of the metabolic process, essential to maintain its balance (also called homeostasis). Let’s look at how to maintain homeostasis and ensure health, youth and vitality.

What is meant by acid-base equilibrium

This vital balance represents the set of physiological processes that the organism puts in place to maintain a level of compatible acidity (or pH) with the performance of the major metabolic functions and is therefore considered one of the pillars of well-being and our vitality along with, for example, temperature, oxygenation and glycemia. Even minimal pH alteration can negatively affect enzymatic activity and consequently metabolic activity, resulting in severe imbalances and cell and tissue damage.

Because everything works best in the body, it is important to maintain the right pH regulation inside and outside the cells to ensure complex metabolic processes related to maintenance, tissue renewal and toxin elimination. Diverging from the baseline pH value of 7.41, and therefore slightly basic (or alkaline), means changing the correct functioning and speed of biological reactions, which can be manifested by a state of malaise due to the accumulation of discolouration, chronic inflammation and other metabolic pathologies.

The main routes of production of excess acid from the body are related to metabolic reactions and cell replacement. Acidosis can also be increased in the presence of

  • severe stress,
  • intense muscle activity with lactic acid production and oxidative stress,
  • in case of incorrect feeding or
  • prolonged intake of medications.

How to maintain a good acid-base balance

The main ways of eliminating undesirable waste products generated by the metabolism are the emitter organs, especially the kidneys and lungs, which are constantly subjected to intense work. It is by itself that we must make sure that they are kept in good health and working well considering the importance of their role. In the elimination are also involved the sweat glands, then the skin in general and the intestines. However, in order to counteract the excessive production of acid substances, the body activates a mechanism called “buffer system”, which targets water, carbon dioxide and calcium, magnesium, iron, potassium and sodium minerals. Their intervention maintains a good balance of pH maintenance.

The fundamental role for the protection of the basic acid balance is assigned to the extra cellular matrix or MEC, which has important functions besides being the place where the lymphatic fluid is formed: during the day it is able to absorb the acidic substances which then will release during the night, through the kidney and sweat glands.

Un'alimentazione bilanciata è la base per il mantenimento di un buon equilibrio acido-base © ingimage

However, its “weak point” is the poor filtering capability of the kidneys, although it has a great potential for accumulation of acidic substances in its network. When an excessive acid deposit is formed in the extra cell matrix, the “buffer” biochemical system comes into play, which works beyond its ability to buffer acids, thereby slowing down its ability, favoring the condition of chronic acidosis of the tissues and body.

What are the factors that cause acidosis?

How to avoid all the problems that acidosis can trigger? First of all it is important to know what are the few factors that alter the acid-base balance: among them, stress and hectic life, which are now part of the everyday life of many people, as well as unhealthy meals consumed quickly in the bar or taking  consistently and prolonged medicines. They add to pollution, life in closed environments, poor or vice versa, excessive physical activity. The key to re-establishing the right acid-base balance is first of all the unbalanced feeding process, which consumes too many acidifying foods such as meat, animal products, simple sugar, and to a lesser degree the baking and cereals especially if accompanied by sugary drinks or alcoholic beverages. Free to alcoholic foods, such as fruit and vegetables (though acid-flavored), trying not to “snuff” too often with the foods at risk, which tends to do, for example, when you are on holiday ‘Occasion to eat with acidic foods and drinks is also missing.

I formaggi e i latticini in genere sono alimenti fortemente acidificanti © ingimage

Beneficial for restoring the acid-base balance, in any case, is the use of a specific and balanced dietary supplement that can be of help not only for those who have “padded” at the table during holidays and returning to the home wants to get back into shape, but also for those who, at any time of the year, want to give a rule to their diet and help the well-being of their body. Supporting an ad hoc food supplement speeds up physiological processes and restoring acid-base balance.

The consequences of acidosis

Over time, a state of acidosis provokes homeostasis and puts the body into a state of general malaise.

  • Headache,
  • difficult digestion,
  • mood swings,
  • disturbed sleep

can be sentinels that reveal a possible alteration of the body’s acid-base balance. Especially if we are over fifty years of age, after which the regulating mechanism begins to slow down with the consequent accumulation of waste products, acidosis can lead to premature aging, tiredness and drowsiness. Important may be damage to the musculoskeletal system, which occurs with inflammation, joint pain, calcium metabolism imbalance, muscle cramps and uric acid retention. Do not underestimate some symptoms that are not always easily associated with the problem, such as

  • teeth that tend to be caries,
  • skin changes,
  • nails,
  • autoimmune or dismutiphymic diseases.

Dolori alle articolazioni possono segnalare uno stato infiammatorio causato dallo squilibrio acido-base © ingimage

It should be noted that athletic sportspeople must pay close attention to acidity because intense muscular work incorrectly regained and unbound protein intake can lead to a major acid-base imbalance with a progressive decrease in performance.

Are food supplements for help?

Diet and balanced lifestyle are definitely irreplaceable, but may be inadequate in some cases. For example, we think of a state of acidosis that has lasted for a long time, perhaps for years; specific integration also serves during low calorie diet, or particularly rich in animal protein, in periods of intense physical activity and as adjuvant during pharmacological treatment and in the presence of inflammatory diseases. Menopause is a time when it is useful not to miss the support of such a suppository as a support for osteoporosis prevention and treatment.

SOURCE: Lifegate

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