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Posts Tagged ‘stile di vita’

La musica rende tutto migliore! Può alleviare il dolore, riduce lo stress, ti fa lavorare di più e ti aiuta a rilassarti. La musica è uno dei doni più belli della vita.

 

Per citare Jimi Hendrix:

La musica non mente. Se c’è qualcosa da cambiare in questo mondo, allora può accadere solo attraverso la musica.

Uno dei modi migliori per catturare i benefici della musica è attraverso il canto. Ti permette di sentire veramente la canzone con la tua mente, il tuo corpo e la tua anima.

La ricerca ha dimostrato che cantare può migliorare la tua salute, aumentare la felicità e persino prolungare la tua vita!

Non importa chi o dove sei, puoi cogliere i numerosi benefici della musica cantando insieme ad alcuni brani! Canta ovunque tu sia.

Cantare fa anche bene al cervello e può farti sentire elevato. Rilascia endorfine, ormoni che producono piacere, simultaneamente all’ossitocina, ormoni che diminuiscono lo stress e l’ansia.

L’ossitocina diminuisce anche i sentimenti di depressione e solitudine, facendoci sentire più connessi con il mondo, che è proprio il motivo per cui cantare con altre persone si sente ancora meglio!

Uno studio condotto da scienziati dell’Università di Göteborg in Svezia ha scoperto che le persone che cantano insieme diventano così connesse ed esibiscono battiti del cuore sincronizzati.

Chiunque abbia mai cantato in coro può attestare questo. Quando viene creato il suono magico di diverse persone che cantano insieme, c’è un’inspiegabile unità tra coloro che cantano.

Il canto richiede anche una profonda concentrazione sulla respirazione, che agisce su importanti gruppi muscolari nella parte superiore del corpo ed è ottimo per la salute sia polmonare che cardiovascolare.

Björn Vickhoff, il capo dello studio, ha dichiarato:

La canzone è una forma di respirazione regolare e controllata, poiché l’espirazione avviene nelle frasi delle canzoni e l’inspirazione avviene tra queste. Ti dà più o meno lo stesso effetto della respirazione yoga. Ti aiuta a rilassarti e ci sono indicazioni che fornisce un beneficio al cuore.
Pertanto, si potrebbe argomentare che cantare è meglio per te che fare yoga!

La ricerca ha anche dimostrato che cantare produce bassi livelli di cortisolo, riducendo lo stress e migliorando il nostro sistema immunitario.

Infine, uno studio congiunto delle università di Harvard e Yale nel 2008 ha scoperto che il canto aumenta la speranza di vita. Se vuoi sentirti meno stressato, diventare più felice e vivere più a lungo: inizia a cantare!

Ti vuoi stressare di meno, dormire meglio e sentirti più felice … senza droghe o niente di folle?

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Guarda i magici batteristi scozzesi conosciuti come Clanadonia che suona

Clanadonia è una band scozzese tribale famosa per le Drum and Pipes, nota per le sue esibizioni animate ed eccitanti che fondono la musica moderna con le tradizioni celtiche della Scozia. Questo è molto evidente dal loro abbigliamento e dall’uso di cornamuse.

La band iniziò originariamente come una squadra di stunt di combattimento ravvicinato per film e televisione. Erano per lo più presenti in film come Gladiator, Braveheart, The New World e King Arthur.

Secondo i membri della band, la loro unica missione è quella di diffondere la follia del tamburo e della cornamusa in tutto il pubblico.

Hanno pubblicato il loro primo album nel 2007, intitolato “Keepin ‘It Tribal”, che è stato accolto positivamente in tutto il mondo.

10 anni dopo, nell’ottobre del 2017, hanno finalmente ascoltato i loro fan e hanno iniziato a produrre più musica per il loro secondo album – “Keepin ‘It Tribal 2”

Se ami l’eccitante ritmo della batteria tribale e il magico suono delle cornamuse, allora sicuramente amerai la Clanadonia. Puoi guardare alcuni dei loro diversi spettacoli di strada nei vari video qui sotto.

FONTE: Higher Perspective

 

(ENGLISH VERSION)

Music makes everything better! It can relieve pain, reduces stress, makes you work harder, and helps you relax. Music is one of life’s most beautiful gifts.

To quote Jimi Hendrix:

Music doesn’t lie. If there is something to be changed in this world, then it can only happen through music.

One of the best ways to capture the benefits of music is through singing. It allows you to truly feel the song with your mind, body, and soul.

Research has shown singing can improve your health, increase happiness and even extend your life!

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No matter who or where you are, you can reap the many benefits of music by singing along to some tunes! Sing wherever you are.

Singing is even good for your brain and can make you feel high. It releases endorphins, hormones that produce pleasure, simultaneous to oxytocin, hormones that diminish stress and anxiety.

Oxytocin also decreases feelings of depression and loneliness, making us feel more connected with the world, which is precisely why singing with other people feels even better!

A study done by scientists at the University of Gothenburg in Sweden found people who sing together become so connected they exhibit synchronized heartbeats.

Anyone who has ever been in choir can attest to this. When the magical sound of several people singing together is created, there is an unexplained unity between those singing.

Singing also requires deep concentration on breathing, which works major muscle groups in the upper body and is great for both lung and cardiovascular health.

Björn Vickhoff, the leader of the study, stated:

Song is a form of regular, controlled breathing, since breathing out occurs on the song phrases and inhaling takes place between these. It gives you pretty much the same effect as yoga breathing. It helps you relax, and there are indications that it does provide a heart benefit.

Therefore, one could make the argument that singing is better for you than doing yoga!

Research has also proven that singing produces lower levels of cortisol, reducing stress while improving our immune systems.

Lastly, a joint study from Harvard and Yale Universities in 2008 found singing increases life expectancy. If you want to feel less stressed, become happier, and live longer: Start singing!

Do you want to stress less, sleep better, and feel abundantly happier… without drugs or anything crazy?

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Watch the magical Scottish drummers known as Clanadonia playing

Clanadonia is a world famous Scottish Tribal Drum and Pipes band that is known for their animated and exciting performances that blend modern music with the Celtic traditions of Scotland. This is very apparent from their clothing and use of bagpipes.

The band originally started as a close combat stunt crew for movies and television. They were mostly featured in movies such as – Gladiator, Braveheart, The New World, and King Arthur.

According the the members of the band, their sole mission is to spread drum and bagpipe filled madness throughout the general public.

They released their first album in 2007, titled “Keepin’ It Tribal” which was positively received all around the world.

10 years later in October of 2017, they finally listened to their fans and started producing more music for their second album – “Keepin’ It Tribal 2”

If you love the exciting beat of tribal drums and the magical sound of bagpipes, then you are definitely going to love Clanadonia. You can watch some of their different street performances in the various videos below.

SOURCE: Higher perspective

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All’inizio fu il Verbo. Che è suono. Quel suono originario, primordiale, che risuonò nell’Universo nel Tempo dei Tempi lo possiamo ritrovare oggi nellOm, anche trascritto come “Aum”: per noi è un dono prezioso, un mantra che possiamo recitare, ogni giorno, per portare calma interiore e pace mentale.

Per buddisti e induisti l’OM è una sillaba sacra che racchiude in sé la prima espressione dell’Onnipotente, da cui si sono poi generati tutti i suoni e ogni linguaggio. Paramahansa Yogananda, nella sua Autobiografia di uno Yogi definisce la OM come

la Parola del Creatore, il suono del Motore Vibratorio, la testimonianza della Presenza Divina“.

Nei libri sacri delle Upanishad è scritto che sia tutto ciò che esiste che tutto quanto non esiste può essere controllato pronunciando la sacra sillaba: d’altra parte questa rappresenta la forma sonora dell’Atman (anima o Dio) e, al tempo stesso, la sua rappresentazione tripartita in Brahma – la divinità assoluta dell’induismo -, Vishnu e Shiva (sempre secondo i testi sacri, prima dell’Inizio, Brahman era uno e ad un certo punto pensò: Solo io sono, posso diventare molti?“. Questo provocò una vibrazione che alla fine divenne suono, e questo suono era la OM: così si mise in moto la Creazione).

Non si tratta solo di “credenze” o spiritualità orientali. Scrive Giovanni, nel suo Vangelo:

In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste” (in altre traduzioni si legge: “All’inizio c’era la Parola e la Parola era accanto a Dio, e la Parola era Dio“ ma la sostanza non cambia).

Parola, Verbo, Suono: mantra.

Nella tradizione induista l’OM è detto Pranava: sostiene tutta la vita e scorre attraverso il prana o il respiro. Non a caso i tre suoni che lo compongono (A-U-M) rappresentano rispettivamente lo stato di veglia, coscienza del sogno e sonno profondo di ogni uomo; il silenzio che circonda la Om (cioè il tempo del respiro tra la pronuncia di una sillaba e di quella successiva) rappresenta invece il “Turiya”, lo stato di perfetta felicità: quando il sé individuale si connette e si riconosce parte del Sè universale.

Questi simbolismi si ritrovano nella rappresentazione grafica della OM:

  • il mondo materiale dello stato di veglia è racchiuso dalla grande curva inferiore a sinistra;
  • lo stato del sonno profondo si ritrova nella curva in alto a sinistra.
  • Lo stato di sogno, a metà tra la veglia e il sonno profondo, è espresso nella “coda” a destra.
  • Il punto e il semicerchio si trovano sopra la nostra realtà umana: il punto rappresenta la Turiya, la coscienza assoluta.
  • Il semicerchio si colloca tra la coscienza assoluta e l’uomo: sintetizza il simbolo dell’infinito e ci ricorda che le domande non possono trovare un’autentica risposta se ci si limita al pensiero logico-materiale.

Recitare la OM consente di riconnettersi con la saggezza dell’Universo, con la fonte primordiale e le informazioni sacre che porta con sé: la pratica, cioè il ripetere (almeno 21 volte) questa sillaba, aiuta a rimuovere tutti i pensieri ridondanti e inutili, ad eliminare le distrazioni, a liberare le emozioni che bloccano il nostro agire armonioso; porta nuovo benessere e pace nel corpo.

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Anche voi potete pronunciare questo mantra, sia ad alta voce sia mentalmente: vi concentrate su questa parola senza pensare a nient’altro e ripetete Om, Om, Om”: ricordava Omraam Mikhaël Aïvanhov,

che consigliava di abbinare anche un lavoro sulla respirazione:

  • inspirare attraverso il naso pronunciando mentalmente Om quattro volte,
  • poi espirare attraverso la bocca molto lentamente, ripetendo ancora Om quattro volte.

La sillaba Om può svilupparsi in A-u-m, ed è sotto questa forma che noi la cantiamo. Chi è cosciente del potere dei suoni, a poco a poco riesce a percepire che questo canto inscrive forme perfette nella sua anima”:

chi vuole cantare il mantra può trarre ispirazione e accompagnamento da un video che ha come base una musica del maestro spirituale Deunov.

Tre consigli potranno essere utili:

1) Ricordarsi di respirare

2) Se non si riesce a seguire il ritmo del canto così come è proposto, nessun problema: va bene seguire la propria “andatura” lasciando che resti, sullo sfondo, il canto di Aivanhov. Ogni tanto si sarà allineati, ogni tanto no, ma si sarà sempre accompagnati dalla giusta vibrazione

3) Se durante la pratica del mantra spuntasse qualche lacrima, si affacciassero degli sbadigli, si presentassero delle scomodità nel corpo.. “accoglierle” senza timore e continuare. E’ solo una manifestazione più evidente del lavoro “sottile” che la pratica della Om sta facendo dentro di sé.

Non ci sono orari giusti o sbagliati per recitare un mantra, ogni momento è buono ma un’idea potrebbe essere concedersi questo quarto d’ora di Om-Aum con Aivanhov, ogni mattina, come momento di centratura e apertura al mondo; da soli o, meglio, con tutta la famiglia: potrebbe diventare un piccolo speciale rituale di sintonizzazione, bellezza e preghiera. Senza controindicazioni, adatto ed efficace per tutti, persino per chi non crede o non è interessato alla spiritualità.

 

FONTE: Greenme

 

(ENGLISH VERSION)

At the beginning was the Word. Which is sound. That original, primordial sound that resounded in the Universe in Time of Time can be found today in the Om, also transcribed as “Aum”: for us it is a precious gift, a mantra that we can recite, every day, to bring inner calm and mental peace.

 
For Buddhists and Hindus the OM is a sacred syllable that contains in itself the first expression of the Omnipotent, from which all the sounds and every language have been generated. Paramahansa Yogananda, in his “Autobiography of a Yogi” defines the OM as “the Word of the Creator, the sound of the Vibratory Engine, the testimony of the Divine Presence”.

In the sacred books of the Upanishads it is written that all that exists that all that does not exist can be controlled by pronouncing the sacred syllable: on the other hand, this represents the sound form of the Atman (soul or God) and, at the same time, the his tripartite representation in Brahma – the absolute divinity of Hinduism -, Vishnu and Shiva (always according to the sacred texts, before the Beginning, Brahman was one and at some point he thought: “Only I am, can I become many?”. This caused a vibration that eventually became sound, and this sound was the OM: so the Creation was started).

It is not just about oriental “beliefs” or spirituality. John writes in his Gospel: “In the beginning was the Word, the Word was with God and the Word was God. He was in the beginning with God: everything was done through him and without him nothing was done of all what exists “(in other translations we read:” At the beginning there was the Word and the Word was next to God, and the Word was God “but the substance does not change).

Word, Word, Sound: mantra. In the Hindu tradition the OM is called Pranava: it sustains all life and flows through prana or breath. It is not by chance that the three sounds that compose it (A-U-M) represent respectively the waking state, consciousness of the dream and deep sleep of every man; the silence that surrounds the Om (that is, the time of the breath between the pronunciation of a syllable and the next) represents the “Turiya”, the state of perfect happiness: when the individual self connects and recognizes part of the universal Self.

These symbolisms are found in the graphic representation of OM: the material world of the waking state is enclosed by the large inferior curve on the left; the state of deep sleep is found in the upper left corner. The dream state, halfway between wakefulness and deep sleep, is expressed in the “tail” on the right. The point and the semicircle are above our human reality: the point represents the Turiya, the absolute consciousness. The semicircle is between absolute consciousness and man: it synthesizes the symbol of infinity and reminds us that the questions can not find an authentic answer if we limit ourselves to logical-material thinking.

 
Reciting the OM allows to reconnect with the wisdom of the Universe, with the primordial source and the sacred information that it brings with it: the practice, that is repeating (at least 21 times) this syllable, helps to remove all redundant and useless thoughts, to eliminate the distractions, to free the emotions that block our harmonious action; brings new well-being and peace in the body.

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“You too can pronounce this mantra, both aloud and mentally: focus on this word without thinking of anything else and repeat Om, Om, Om”: remember Omraam Mikhaël Aïvanhov, who advised to also combine a work on breathing: inhale through the nose mentally pronouncing Om four times, then exhale through the mouth very slowly, repeating again Om four times. “The syllable Om can develop in A-u-m, and it is in this form that we sing it. Those who are aware of the power of the sounds gradually perceive that this song inscribes perfect forms in its soul “: those who want to sing the mantra can draw inspiration and accompaniment from a video based on a music of the spiritual master Deunov.

Three tips can be useful:

1) Remember to breathe

2) If you can not follow the rhythm of the song as it is proposed, no problem: it is okay to follow your own “pace”, leaving the song of Aivanhov in the background. Every so often you will be aligned, sometimes not, but you will always be accompanied by the right vibration

3) If during the practice of the mantra a few tears sprout, yawning appeared, there were some discomfort in the body … “welcome them” without fear and continue. It is only a more evident manifestation of the “subtle” work that the practice of Om is doing within itself.

There are no right or wrong times to recite a mantra, every moment is good but an idea could be granted this quarter of an hour of Om-Aum with Aivanhov, every morning, as a moment of centering and opening to the world; alone or, better, with the whole family: it could become a special little ritual of tuning, beauty and prayer. Without contraindications, suitable and effective for everyone, even for those who do not believe or are not interested in spirituality.

SOURCE: Greenme

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I profumi stimolano l’olfatto dei piccoli sin dalla più tenera età: scopri come aiutarli a svilupparlo con il materiale creativo più adatto.

Fra tutti i sensi, l’olfatto è uno dei più sviluppati nei bambini, ma non solo: esiste un profondo legame tra profumi e ricordi e l’olfatto è legato alle emozioni più di ogni altro senso.

Mentre le cose viste nei primissimi anni di vita tendono a essere dimenticate, il naso impara e “ricorda” e lo fa… fin da subito!

I profumi evocano dolci ricordi

Per questo motivo, a differenza della vista, i ricordi scatenati dai profumi spesso risalgono a “epoche remote” della nostra esistenza. I profumi ripescano stati d’animo ed emozioni che sembrano perduti. Se ci pensiamo, capita quotidianamente e a volte è come una scintilla: l’odore della torta di mele che ci riporta nella cucina della nonna o il profumo di un fiore ci ricorda una gita in campagna… l’olfatto è il senso che ci permette di viaggiare nel tempo e ritrovare luoghi, persone, momenti. Purtroppo, alle soglie dell’età scolare i bambini sono quasi completamente assorbiti dal mondo visivo e uditivo e i genitori tendono a dimenticare quanto sia importante stimolare anche il loro olfatto, un senso di cui si ha poca consapevolezza e che andrebbe educato sin da piccolissimi.

Stimolare l’olfatto li fa crescere più forti

Già Maria Montessori, grande pedagogista del secolo scorso riteneva fondamentale stimolare l’olfatto dei bambini e tra le attività praticate nelle scuole che seguono il suo metodo ne esistono di specifiche per allenare e sviluppare l’olfatto.

Come fare? Per prima cosa, è importante aiutare e invogliare i piccoli a riconoscere e a dare un nome ai diversi odori semplicemente facendoli annusare. E per rendere il tutto ancora più divertente si possono realizzare tante attività: l’importante è munirsi del giusto materiale creativo profumato come pennarelli, tempere, pastelli a cera, matite che consentono ai bambini di esprimere idee ed emozioni e incrementano la loro capacità di comprendere la realtà che li circonda.Il rosa ricorda ad esempio il dolcissimo zucchero filato, il verde l’erba brillante dei prati, il rosso una succosa fragola e così via.

Emozioni, profumi e colori per un rientro giocoso e felice

Ad esempio, chiediamo ai nostri bambini di pensare ai momenti più belli ed emozionanti delle vacanze appena trascorse prima di immergersi completamente nei ritmi scolastici: una passeggiata in riva al mare, la gita nel bosco, una serata trascorsa al cinema all’aperto…

Quali sono i profumi evocati da questi ricordi? Probabilmente la brezza del mare, l’odore dei pini e dei frutti di bosco, il profumo fragrante del popcorn. Quindi chiediamo loro di scegliere i colori profumati per disegnare questi momenti, dopo averli annusati dovranno indovinare di che profumo si tratta. L’azione diretta aiuterà i bambini a ricordare situazioni e relative esperienze. Il coinvolgimento personale sarà più intenso e lascerà una traccia indelebile nella memoria.

Basta davvero poco per accendere di colori e profumi la fantasia dei bambini e aiutarli ad affrontare al meglio i primi giorni di scuola. Per una partenza… da ricordare!

 

FONTE: Riza

 

(ENGLISH VERSION)

The perfumes stimulate the smell of the little ones from an early age: discover how to help them develop it with the most suitable creative material.

Of all the senses, the sense of smell is one of the most developed in children, but not only: there is a profound link between perfumes and memories and the sense of smell is linked to emotions more than any other sense.

While the things seen in the first few years of life tend to be forgotten, the nose learns and “remembers” and does it … right away!

The aromas evoke sweet memories

For this reason, unlike sight, memories triggered by perfumes often date back to “remote epochs” of our existence. The perfumes recover moods and emotions that seem lost. If we think about it, it happens every day and sometimes it’s like a spark: the smell of apple pie that brings us back to grandma’s kitchen or the smell of a flower reminds us of a trip to the countryside … smell is the sense that allows you to travel in time and find places, people, moments. Unfortunately, on the threshold of school age children are almost completely absorbed by the visual and auditory world and parents tend to forget how important it is to stimulate their sense of smell, a sense of which there is little awareness and that should be educated since very young.

Stimulating the sense of smell makes them grow stronger

Already Maria Montessori, great pedagogist of the last century, believed fundamental to stimulate the sense of smell of children and among the activities practiced in the schools that follow her method there are specifics for training and developing the sense of smell.

How to do? First of all, it is important to help and encourage the little ones to recognize and name the different smells simply by making them smell. And to make everything even more fun you can do many activities: the important thing is to get the right creative material, such as felt pens, tempera, wax crayons, pencils that allow children to express ideas and emotions and increase their ability to understand the reality that surrounds them.The rose reminds for example the sweet cotton candy, the green the bright grass of the meadows, the red a juicy strawberry and so on.

Emotions, perfumes and colors for a playful and happy return

For example, we ask our children to think about the most beautiful and exciting moments of the holidays just passed before immersing themselves completely in the school rhythms: a walk by the sea, a trip to the woods, an evening spent at the open air cinema …

What are the perfumes evoked by these memories? Probably the sea breeze, the smell of pines and berries, the fragrant scent of popcorn. So we ask them to choose the scented colors to draw these moments, after having smelled them they will have to guess what scent it is. Direct action will help children to remember situations and related experiences. The personal involvement will be more intense and will leave an indelible mark in the memory.

It takes very little to light up the children’s imagination and to help them cope with the first days of school. For a departure … to remember!

 

SOURCE: Riza

 

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Uno studio del microbiologo dell’Università di New York Philip Tierno ha messo in luce un dato incontrovertibile: nel letto, insieme a noi, vive un parco botanico di batteri e funghi. Per questo le lenzuola vanno cambiate ogni sette giorni.

 

QUANTO  tempo trascorriamo sul letto? Un terzo della nostra vita, 121,6 giorni, 2920 ore. È il momento della giornata in cui ci sentiamo più al sicuro, eppure proprio in quelle ore siamo inconsapevolmente circondati da un’orda selvaggia di animali sconosciuti. No, non è il seguito del libro “Animali fantastici e dove trovarli”di J. K. Rowling, è quello che emerge da una ricerca americana in campo microbiologico.

“Sebbene ad occhio nudo non se ne scorga traccia, il nostro giaciglio riesce velocemente a trasformarsi in un “parco botanico” di batteri e funghi. E il pericolo aumenta se i microscopici organismi vengono lasciati troppo a lungo tra le pieghe delle lenzuola”, spiega Philip Tierno, un microbiologo dell’Università di New York, al Business Insider.

Come evitarlo ed insieme eliminare questo esercito invisibile? C’è un modo semplice e alla portata di tutti:  la biancheria deve essere cambiata e lavata una volta a settimana. Se ci dimentichiamo o trascuriamo di farlo, c’è un’elevata probabilità di ammalarsi.

Cerchiamo di capire le ragioni, a parte quelle del buon senso. Ogni anno in media gli esseri umani producono 98 litri di sudore nel letto, ma nei periodi estivi, quando fuori è caldo ed umido, l’umidità si trasforma in quello che gli scienziati chiamano “l’ambiente ideale per le colture di funghi”. In un recente studio in cui è stato esaminato il livello di contaminazione da funghi nei letti, è stato scoperto che anche i cuscini, che siano sintetici o di piuma, posso contenerne tra i 4 e i 17 tipi differenti. E questo, evidentemente, è un problema.

Se al guanciale e alle lenzuola si aggiungono poi i batteri “estranei” come il pelo di animale, il polline, la polvere, la lanugine, resti di terra o parti del tessuto di cui sono fatte le lenzuola, Tierno non ha dubbi: queste “sporcizie” si fanno sempre più invadenti – batteriologicamente parlando – mano a mano che continuiamo ad usarle. Senza tralasciare un’altra particolarità: le lenzuola sporche possono provocare fastidiosi starnuti, visto che i microbi sono così vicini a naso e bocca da essere respirati.

“Anche se naturalmente non si soffre di allergie – afferma Tierno – si può incorrere ad una reazione allergica”. Il microbiologo di New York scende ancor più nello specifico facendo un esempio esemplificativo: “Se toccassi feci di cane per strada, ti laveresti la mano. Fai la stessa cosa per il tuo letto”.

In conclusione se si riuscisse a vedere cosa c’è sopra il letto ogni volta che ci stendiamo anche solo per un pisolino, la domanda sorgerebbe spontanea: “Che sia meglio dormire per terra?”

 

FONTE: Salute della Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

A study by the New York University’s microbiologist Philip Tierno has revealed an incontrovertible fact: in the bed, together with us, lives a botanical park of bacteria and fungi. This is why sheets have to be changed every seven days.

How much time do we spend on the bed? A third of our life, 121.6 days, 2920 hours. It is the moment of the day when we feel safer, and yet in those hours we are unknowingly surrounded by a wild horde of unknown animals. No, it is not the continuation of the book “Fantastic animals and where to find them” by J. K. Rowling, it is what emerges from an American research in the microbiological field.

“Although no trace is visible to the naked eye, our bed can quickly turn into a” botanical park “of bacteria and fungi, and the danger increases if the microscopic organisms are left for too long in the folds of the sheets”, explains Philip Tierno, a University of New York microbiologist, at the Business Insider.

How to avoid it and eliminate this invisible army together? There is a simple way for everyone: the linen must be changed and washed once a week. If we forget or neglect to do so, there is a high probability of getting sick.

We try to understand the reasons, apart from those of common sense. Every year, on average, humans produce 98 liters of sweat in the bed, but in the summer, when it is hot and humid outside, humidity turns into what scientists call “the ideal environment for mushroom crops”. In a recent study examining the level of fungal contamination in beds, it was discovered that even the cushions, which are synthetic or feather, can contain between 4 and 17 different types. And this, obviously, is a problem.

If you add to the pillow and sheets the “foreign” bacteria such as animal hair, pollen, dust, fluff, earth or parts of the fabric of which the sheets are made, Tierno has no doubts: these ” dirt “are becoming more and more invasive – bacteriologically speaking – as we continue to use them. Without forgetting another peculiarity: dirty sheets can provoke annoying sneezes, since the microbes are so close to the nose and mouth to be breathed.

“Although naturally you do not suffer from allergies – says Tierno – you can incur an allergic reaction”. The microbiologist from New York goes down even more specifically by giving an example: “If you touched dog feces on the street, you would wash your hand, do the same for your bed”.

In conclusion, if we could see what is on the bed every time we lay down even for a nap, the question would arise spontaneously: “Is it better to sleep on the floor?”

SOURCE:  Salute della Repubblica

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Il digiuno intermittente è un metodo naturale di alimentarsi che è stato praticato per migliaia di anni in tutti gli angoli del pianeta. Solo con la modernità e la presenza costante di cibo, il digiuno intermittente è scomparso per lasciar posto alle malattie del benessere come obesità, diabete, problemi di cuore, colesterolo, pressione, infiammazioni croniche e cancro.

Oggi la scienza conferma l’efficacia del digiuno: basta non mangiare per 16 ore per innescare dei processi benefici in tutto il corpo, dal cervello, al cuore fino a fermare la crescita del cancro. Gli studiosi affermano che c’è un aumento circa del 40% della longevità.

Il digiuno intermittente 16/8

Il digiuno intermittente consiste nell’astenersi dal cibo per una fascia oraria di almeno 16 ore e può essere praticato una volta alla settimana oppure ogni giorno.

Il digiuno intermittente 16/8 consiste infatti nel concentrare l’assunzione di cibo in una fascia oraria di 8 ore e digiunare per le restanti 16 ore. Ecco alcuni esempi pratici di digiuno intermittente 16/8:
  • Mangiare nella fascia dalle 7 alle 15. Si fa colazione, pranzo, magari merenda, e poi si salta la cena. Il giorno dopo si fa colazione e sono passate 16 ore in cui si è digiunato, quindi è abbastanza semplice, praticamente basta saltare un pasto.
  • Mangiare nella fascia dalle 13 alle 21. Molte persone preferiscono saltare la colazione e fare pranzo e cena, magari anche perché gli risulta più comodo per le loro abitudini lavorative. Io preferiscono il primo metodo in cui si salta la cena dato che mi piace andare a letto a stomaco vuoto.

Puoi scegliere e personalizzare la fascia oraria di assunzione del cibo che preferisci in base alle tue esigenze, abitudini e stile di vita. L’importante è che il digiuno sia di almeno 16 ore.

Durante il digiuno è concesso di bere acqua, preferibilmente calda. Alcuni assumono anche caffè e tisane durante il digiuno, ma è preferibile assumere solo acqua.

Perché digiunare almeno 16 ore

La motivazione è di tipo scientifico. Sono necessarie almeno 16 ore per finire le scorte di glucosio e per far passare il metabolismo da brucia-zuccheri a brucia-chetoni ovvero il nostro organismo entra in uno stato chiamato di chetosi. 

AdvertisementGeneralmente, quando il corpo viene nutrito, è impegnato a digerire e assorbire il cibo che hai mangiato. Questo di solito dura 3-4 ore, e durante questo periodo è molto difficile per il corpo bruciare grassi poiché i livelli di insulina sono particolarmente alti. Quando la digestione è finita, il corpo entra in una fase chiamata stato post-assorbimento, il che significa che non sta digerendo e processando alcun cibo. Durante lo stato di post-assorbimento, si assiste ad una diminuzione della secrezione di insulina e aumento dell’ormone glucagone. Il corpo generalmente fa affidamento sull’energia immagazzinata nello stato precedente, principalmente dal glicogeno epatico (carboidrati immagazzinati nel fegato).

Se si continua a digiunare per circa 16 ore dall’ultimo pasto (ovvero circa 12 ore dopo la fine dalla digestione) il corpo entra nello stato di chetosi. Questo accade quando la fornitura di glucosio dal glicogeno immagazzinato inizia a diminuire e l’ossidazione degli acidi grassi contribuisce molto più energia rispetto ai carboidrati immagazzinati. L’aumento dell’ossidazione degli acidi grassi, o meglio i corpi chetonici, è uno dei motivi principali per cui le persone effettuano il digiuno intermittente.

Benefici del digiuno intermittente

Nello stato di chetosi accadono dei veri miracoli terapeutici:

  • Vengono consumate le riserve di grasso
  • Eliminazione delle tossine (accumulate nel tessuto adiposo)
  • Attivazione dell’autofagia
  • Rigenerazione cellulare
  • Riduce l’infiammazione cronica
  • Diminuzione del colesterolo
  • Migliora la sensibilità all’insulina
  • Protezione contro malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson
  • Miglioramento della memoria e delle funzioni cognitive
  • Contrasta la progressione del cancro
  • Riduzione del rischio di cancro
  • Potenzia il sistema immunitario proteggendo il corpo da virus, influenza, intossicazioni, funghi, batteri
  • Riduce del 58% il rischio di sviluppare patologie cardiache
  • Riduce del 50% il rischio di sviluppare il diabete

Il digiuno terapeutico nell’antichità

Il digiuno terapeutico, ovvero astenersi dal cibo per curare il corpo e la mente, non è una pratica moderna: già dai tasti antichi sappiamo che Platone, Socrate e Plutarco lo praticavano perché ritenevano che migliorasse le loro prestazioni fisiche e mentali.

Gli arabi e gli egiziani lo consigliavano come cura per tutte le malattie. Anche nelle tradizioni religiose ed esoteriche il digiuno è visto come una tecnica utile per riconnettersi al divino. La religione islamica prevede un mese di Ramadam ogni anno d’estate in cui si digiuna dall’alba al tramonto, quindi per circa 16 ore.

Nel vangelo cristiano troviamo diversi riferimenti al digiuno. In Matteo 4, 1-11 si legge che Gesù fu condotto nel deserto per essere tentato dal diavolo. E dopo aver digiunato 40 giorni e 40 notti alla fine ebbe fame. Il tentatore gli disse: «Se sei figlio di Dio fa che queste pietre siano pane». Egli rispose: «Non di pane soltanto vivrà l’uomo».

Bisogna anche sottolineare che in passato il digiuno per molti non era una scelta ma una necessità. Basta andare indietro di soli 100 anni per accorgersi che non sempre c’erano scorte di cibo presenti, che i raccolti potevano andare male, gli animali allevati potevano ammalarsi, le guerre portavano carestia. E quando l’uomo nel Paleolitico era un cacciatore/raccoglitore poteva passare dei giorni tra quando veniva cacciata una preda e l’altra. Insomma l’uomo si è evoluto di pari passo col digiuno, e l’abbondanza moderna ha interrotto questo connubio.

Rischi e controindicazioni del digiuno intermittente

Il digiuno intermittente di 16 o 24 ore è considerato molto più sicuro e facile da eseguire rispetto ad un digiuno più lungo che richiede invece il controllo medico. Tuttavia il digiuno intermittente in alcune persone non perfettamente in salute può provocare dei disturbi. Coloro che hanno livelli di cortisolo alti, ovvero ghiandole surrenali affaticate per via di una vita stressante o magari traumi precedenti, è bene che evitino il digiuno. Analogamente coloro che hanno valori troppo alti o bassi di glicemia, o glicemia instabile, è bene che evitino il digiuno. Infatti in presenza di cortisolo e/o glicemia fuori dalla norma, il corpo non riesce a stabilizzare i livelli di glucosio a digiuno dando sintomi come:

  • stanchezza improvvisa
  • senso di svenimento
  •  secchezza delle fauci
  • secchezza degli occhi
  • irritabilità
  • rabbia o ansietà

Queste persone dovrebbero fare invece pasti più frequenti del normale, anche ogni 2-3 ore, per normalizzare i loro valori. Ovviamente bisogna avere una dieta sana senza zucchero e farine bianche, prodotti da forno, e in generale senza cibi ad alto indice glicemico. L’assunzione di erbe adattogene che abbassano lo stress come Rodiola e Ashwagandha è anche altamente consigliato. Un integratore di cromo può essere utile per aiutare a stabilizzare la glicemia. Quando glicemia e cortisolo si sono stabilizzati allora è possibile intraprendere un digiuno.

 

Considerazioni sul digiuno intermittente

Una review condotta da Valter Longo e Mark Mattson, due pionieri sugli studi del digiuno nel mondo, affermano nell’abstract della ricerca:

  • Il digiuno è praticato da millenni, ma solo recentemente alcuni studi hanno gettato luce sul suo ruolo nelle risposte cellulari adattive che riducono il danno ossidativo e l’infiammazione, ottimizzano il metabolismo energetico e rafforzano la protezione cellulare. Negli eucarioti inferiori, il digiuno cronico prolunga in parte la longevità riprogrammando le vie metaboliche e di resistenza allo stress. Nei roditori il digiuno intermittente o periodico protegge da diabete, tumori, malattie cardiache e neurodegenerazione, mentre nell’uomo aiuta a ridurre l’obesità, l’ipertensione, l’asma e l’artrite reumatoide. Pertanto, il digiuno ha il potenziale di ritardare l’invecchiamento e aiutare a prevenire e curare le malattie riducendo al minimo gli effetti collaterali causati da interventi dietetici cronici.

Astenersi totalmente dal cibo per 24 ore alla settimana produce enormi vantaggi per il corpo. Un recente studio effettuato dall’Intermountain Medical Center di Murray, nello Utah, e presentato al congresso annuale nel 2011 dell’American College of Cardiology, conferma che un semplice digiuno di 24 ore, meglio se ripetuto periodicamente, per esempio una volta alla settimana, fa aumentare la resistenza del corpo, consuma più colesterolo, riduce il numero delle cellule adipose e, non ultimo,diminuisce il rischio di diabete e malattie del cuore e può arrestare il cancro.

Il Dr. Paul Jaminet riguardo il digiuno afferma:

  • Il digiuno intermittente quotidiano aiuta ad “uccidere” molti patogeni (autofagia) e probabilmente aumenta la longevità e migliora la salute. Il digiuno è un modo efficace di migliorare l’immunità contro i patogeni intracellulariCredo che un digiuno di 16 ore sia la cosa migliore. E’ abbastanza breve da poter essere ripetuto quotidianamente, ma abbastanza lungo da provocare la morte di molti agenti patogeni dannosi.”

La popolazione dei Kitivan (Papua e Nuova Guinea), che è solita digiunare quotidianamente, è nota per la sua assenza di malattie. L’unico e il principale pasto cucinato della giornata è al tramonto, dopo che le attività di giardinaggio sono state completate, e generalmente è composto da patate dolci, taro ed occasionalmente pesce, selvaggina, maiale o uova di pesce. Durante il giorno, mango, banane, cocco ed il suo latte possono essere consumate durante il lavoro.

Il Dott. Mark Mattson e tantissimi altri scienziati americani ed europei – fra loro c’è anche un italiano, Luigi Fontana – hanno pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences un lungo articolo per ricordare alla comunità scientifica i vantaggi e le basi teoriche del digiuno.

Le ricerche affermano gli effetti positivi a livello cardiovascolare, riducendo addirittura del 58% il rischio di patologie cardiache e del 50% lo sviluppo di diabete.

Basta astenersi dal cibo per 24 ore perché nel cervello si formino nuovi neuroni. L’analisi del cervello delle cavie sottoposte al digiuno ha mostrato perfino migliori connessioni sinaptiche ovvero le connessioni tra i neuroni. 

Stare un po’ senza mangiare fra l’altro riduce l’infiammazione, migliora la risposta immunitaria e potenzia la capacità delle cellule di liberarsi da sostanze di scarto. E non basta, il digiuno rallenta persino la crescita dei tumori, almeno nei topi: anche le cellule del cancro hanno bisogno di energia ma non possono farlo durante il digiuno, dato che l’energia proviene dai chetoni e non dal glucosio.

Un team di ricercatori del National Institute on Ageing di Baltimora, asserisce che periodi brevi e ciclici di digiuni proteggerebbero il cervello da malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson.

Durante il digiuno, i soggetti, inoltre, producevano una maggiore quantità dell’ormone della crescita (Gh), capace di svolgere un’azione di protezione sui muscoli e sul bilancio metabolico.

Conclusione

Perché il digiuno è così benefico? L’uomo non si è evoluto mangiando 3 pasti al giorno più gli spuntini, l’uomo probabilmente mangiava solo la sera e non tutte le sere, dopo che aveva passato la giornata a procurarsi il cibo e tornava al villaggio a condividerlo con gli altri membri della comunità. Inoltre la nostra alimentazione così spesso ricca di cibi artificiali pieni di sostanze chimiche che si accumulano nel corpo, le errate combinazioni dei cibi che producono fermentazioni e putrefazioni, rende necessario un periodo di purificazione.

Io pratico il digiuno con succhi/frullati di frutta e verdura ogni domenica e i risultati sono evidenti. Se avete paura di morire di fame e dai crampi allo stomaco potrete sorprendervi nel mettervi alla prova.

Coloro che soffrono di diabete o stanchezza surrenale non possono eseguire il digiuno completo, ma sotto la guida di un medico possono praticare il semi-digiuno.

FONTE: Dionidream

 

(ENGLISH VERSION)

Intermittent fasting is a natural method of feeding that has been practiced for thousands of years in all corners of the planet. Only with modernity and the constant presence of food, intermittent fasting has disappeared to make way for diseases of well-being such as obesity, diabetes, heart problems, cholesterol, pressure, chronic inflammation and cancer.

Today science confirms the efficacy of fasting: just do not eat for 16 hours to trigger beneficial processes throughout the body, from the brain to the heart to stop the growth of cancer. Scholars say that there is an increase of about 40% in longevity.

Intermittent fasting 16/8

Intermittent fasting consists in refraining from food for a time slot of at least 16 hours and can be practiced once a week or every day.

Intermittent fasting 16/8 consists in concentrating food intake in an 8-hour time band and fasting for the remaining 16 hours. Here are some practical examples of intermittent fasting 16/8:

Eat in the range from 7 to 15. You have breakfast, lunch, maybe a snack, and then you skip dinner. The next day we have breakfast and 16 hours have passed in which we are fasted, so it is quite simple, practically enough to skip a meal.
Eat in the range from 13 to 21. Many people prefer to skip breakfast and have lunch and dinner, perhaps because it is more convenient for their work habits. I prefer the first method in which you skip dinner because I like going to bed on an empty stomach.
You can choose and customize the time slot of food intake you prefer based on your needs, habits and lifestyle. The important thing is that the fast is at least 16 hours.

During fasting it is allowed to drink water, preferably hot. Some also take coffee and herbal teas during the fast, but it is preferable to take only water.

Why fast at least 16 hours

The motivation is scientific. It takes at least 16 hours to finish the glucose stocks and to pass the metabolism from burning-sugars to burning-ketones or our body enters a state called ketosis.

Generally, when the body is fed, it is busy digesting and absorbing the food you ate. This usually lasts 3-4 hours, and during this period it is very difficult for the body to burn fat because insulin levels are particularly high. When the digestion is over, the body enters a phase called post-absorption state, which means it is not digesting and processing any food. During post-absorption, there is a decrease in insulin secretion and an increase in the hormone glucagon. The body generally relies on energy stored in the previous state, mainly from hepatic glycogen (carbohydrates stored in the liver).
If you continue to fast for about 16 hours after the last meal (ie about 12 hours after the end by digestion) the body enters the state of ketosis. This happens when the supply of glucose from stored glycogen begins to decrease and the oxidation of fatty acids gives more energy than stored carbohydrates. Increasing the oxidation of fatty acids, or better the ketone bodies, is one of the main reasons why people perform intermittent fasting.

Benefits of intermittent fasting

In the state of ketosis there are true therapeutic miracles:

  • Fat reserves are consumed
  • Elimination of toxins (accumulated in adipose tissue)
  • Activation of autophagy
  • Cell regeneration
  • Reduces chronic inflammation
  • Cholesterol decrease
  • Improves insulin sensitivity
  • Protection against neurodegenerative diseases such as Alzheimer’s and Parkinson’s
  • Improvement of memory and cognitive functions
  • Counteracts the progression of cancer
  • Reduction of cancer risk
  • Enhances the immune system protecting the body from viruses, flu, intoxications, fungi,
  • bacteria
  • Reduces the risk of developing heart disease by 58%
  • Reduces the risk of developing diabetes by 50%

Therapeutic fasting in antiquity

Therapeutic fasting, that is, refraining from food to cure the body and mind, is not a modern practice: from the ancient keys we know that Plato, Socrates and Plutarch practiced it because they thought it would improve their physical and mental performance.

The Arabs and the Egyptians advised him as a cure for all diseases. Even in religious and esoteric traditions, fasting is seen as a useful technique to reconnect to the divine. The Islamic religion provides a month of Ramadam every year in the summer when you are fasting from dawn to dusk, then for about 16 hours.

In the Christian gospel we find different references to fasting. In Matthew 4: 1-11 we read that Jesus was led to the desert to be tempted by the devil. And after fasting 40 days and 40 nights, he was hungry at the end. The tempter said to him, “If you are a son of God, let these stones be bread.” He replied: “Not only will man live on bread.”

It must also be stressed that in the past fasting for many was not a choice but a necessity. Just go back only 100 years to realize that there were not always present food stocks, that the crops could go wrong, the animals raised could get sick, the wars were famine. And when the man in the Paleolithic era was a hunter / gatherer could spend days between when one prey and another was hunted. In short, man has evolved hand in hand with fasting, and modern abundance has interrupted this union.

Risks and contraindications of intermittent fasting

Intermittent fasting of 16 or 24 hours is considered much safer and easier to perform than a longer fast that requires medical supervision instead. However, intermittent fasting in some people who are not perfectly healthy may cause disturbances. Those who have high levels of cortisol, or tired adrenal glands due to a stressful life or even previous traumas, should avoid fasting. Similarly, those who have too high or low blood sugar or unstable blood glucose levels should avoid fasting. In fact, in the presence of out-of-norm cortisol and / or blood sugar, the body can not stabilize fasting glucose levels, giving symptoms such as:

  • sudden tiredness
  • sense of fainting
  • dry mouth
  • dry eyes
  • irritability
  • anger or anxiety

Instead, these people should take more frequent meals than usual, even every 2-3 hours, to normalize their values. Of course you need to have a healthy diet without sugar and white flours, baked goods, and in general without foods with a high glycemic index. The intake of adaptogenic herbs that lower stress such as Rodiola and Ashwagandha is also highly recommended. A chromium supplement can be helpful to help stabilize blood sugar. When blood sugar and cortisol have stabilized then it is possible to undertake a fast.

Considerations on intermittent fasting

A review conducted by Valter Longo and Mark Mattson, two pioneers of fasting studies worldwide, states in the research abstract:

Fasting has been practiced for millennia, but only recently have some studies shed light on its role in adaptive cellular responses that reduce oxidative damage and inflammation, optimize energy metabolism and strengthen cellular protection. In the lower eukaryotes, chronic fasting prolonged longevity partly by reprogramming the metabolic and stress-resistance pathways. In rodents intermittent or periodic fasting protects against diabetes, tumors, heart disease and neurodegeneration, while in humans it helps to reduce obesity, hypertension, asthma and rheumatoid arthritis. Therefore, fasting has the potential to delay aging and help prevent and treat diseases by minimizing the side effects caused by chronic dietary interventions.

Refraining from food for 24 hours a week produces enormous benefits for the body. A recent study by the Intermountain Medical Center in Murray, Utah, and presented at the American College of Cardiology’s annual congress in 2011, confirms that a simple 24-hour fast, preferably repeated periodically, for example once a week, increases the body’s resistance, consumes more cholesterol, reduces the number of fat cells and, not least, decreases the risk of diabetes and heart disease and can stop cancer.

Dr. Paul Jaminet says about fasting:

  • “Intermittent daily fasting helps to” kill “many pathogens (autophagy) and probably increases longevity and improves health. Fasting is an effective way of improving immunity against intracellular pathogens. I believe that a 16-hour fast is the best thing. It is short enough to be repeated daily, but long enough to cause the death of many harmful pathogens. “

The Kitivan population (Papua and New Guinea), which is used to fast daily, is known for its absence of disease. The only and the main cooked meal of the day is at sunset, after the gardening activities have been completed, and generally consists of sweet potatoes, taro and occasionally fish, game, pork or fish eggs. During the day, mango, bananas, coconut and milk can be consumed during work.

Dr. Mark Mattson and many other American and European scientists – among them there is also an Italian, Luigi Fontana – have published a long article on Proceedings of the National Academy of Sciences to remind the scientific community of the advantages and the theoretical foundations of the fasting.

The research affirms the positive effects on the cardiovascular level, reducing the risk of heart disease by up to 58% and the development of diabetes by 50%.

Just abstain from food for 24 hours for new neurons to form in the brain. Brain analysis of mice subjected to fasting showed even better synaptic connections or connections between neurons.

Staying a little without eating also reduces inflammation, improves the immune response and enhances the ability of cells to get rid of waste substances. It is not enough, fasting even slows the growth of tumors, at least in mice: even cancer cells need energy but can not do it during the fast, since the energy comes from ketones and not from glucose.

A team of researchers at the National Institute on Ageing in Baltimore asserts that short and fast periods of fasting would protect the brain from neurodegenerative diseases such as Alzheimer’s and Parkinson’s.

Moreover, during fasting, the subjects produced a greater quantity of the growth hormone (GH), capable of performing a protective action on the muscles and on the metabolic balance.

Conclusion

Why is fasting so beneficial? The man did not evolve eating 3 meals a day plus snacks, the man probably ate only in the evening and not every night, after he had spent the day getting food and going back to the village to share it with the other members of the community. In addition, our diet so often rich in artificial foods full of chemicals that accumulate in the body, the wrong combinations of foods that produce fermentations and putrefactions, requires a period of purification. I practice fasting with fruit / vegetable juices / smoothies every Sunday and the results are obvious. If you are afraid of starvation and stomach cramps you may be surprised to test yourself.

Those suffering from diabetes or adrenal fatigue can not complete the fast, but under the guidance of a doctor they can practice semi-fasting.

SOURCE: Dionidream

 

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Lo rivela un studio statunitense appena pubblicato su Pnas che ha analizzato i dati raccolti dei pronto soccorso della Florida. Per Leda Galuita, cardiologa: “La medicina di genere è fondamentale”.

 

L’infarto è anche donna. Ma c’è una particolarità fino ad ora solo sospettata: se trattate da cardiologhe le pazienti in fase acuta, ma non solo, potrebbero avere maggiori possibilità di sopravvivere. Questo almeno secondo un nuovo studio americano appena pubblicato su Pnas, che aggiunge un tassello in più alla cura della malattie cardiovascolari al femminile e alla medicina di genere.

Già in passato studi australiani e svedesi avevano sottolineato la diversa offerta di cure per uomini e donne. E un altro studio britannico aveva invece rivelato come più facilmente le donne non ricevessero la diagnosi giusta. Ma qui la storia è diversa: il sesso del medico che le donne trovano al pronto soccorso determina le loro chance di sopravvivenza.

Un tempo trascurate, le malattie del cuore nelle donne rivelano oggi, infatti, nuovi campi nei quali gli studiosi si stanno concentrando. Ma quest’ultima ricerca mette però l’accento sulla scelta del  medico che, a seconda del sesso, potrebbe influenzare le probabilità di sopravvivenza delle pazienti. Una chiave di lettura (suffragata però da numeri) che trova d’accordo anche la cardiologa Leda Galuito, professoressa all’Università Cattolica del Sacro Cuore, esperta in medicina di genere.

  • “La mia esperienza conferma che le donne che hanno problemi cardiologici anche molto seri se seguite da medici donne hanno una maggiore reazione alle cure e questo anche perché se da una parte è vero che il cuore delle donne anatomicamente parlando è uguale a quello degli uomini le malattie che lo colpiscono e il modo di ammalarsi è diverso. Basti pensare che un tempo neppure troppo lontano i sintomi, purtroppo ancora oggi trascurati della donne stesse, erano curati per altre malattie come ansia, depressione, isteria. La sinergia donne-medico non solo è rassicurante quindi ma anche più proficua perché le pazienti pensano di poter essere capite dalle cardiologhe da un punto di vista medico e non solo”.

Brad Greenwood, professore di Scienze dell’informazione e delle decisioni all’Università di Minnesota, tra gli  autori della ricerca, spiega come il suo lavoro abbia messo in luce che

  • “la concordanza di genere aumenta la probabilità del paziente di sopravvivere a un attacco di cuore e che l’effetto è determinato da un aumento della mortalità quando i medici maschi trattano pazienti di sesso femminile”.

Descrivendo poi come lui e i suoi colleghi (provenienti da diversi atenei statunitensi), abbiamo esaminato i documenti della Florida relativi alle ammissioni al pronto soccorso per gli attacchi di cuore tra il 1991 e il 2010.  E oltre a considerare l’età, il sesso e se avevano altri problemi di salute, il team ha anche esaminato se il paziente è deceduto durante il suo ricovero in ospedale e se il medico del pronto soccorso che si occupava principalmente di loro era un uomo o una donna.

  • “Un ampio corpo di ricerche mediche suggerisce che le donne hanno meno probabilità degli uomini di sopravvivere a episodi traumatici come infarti miocardici acuti – spiegano i ricercatori in apertura del loro studio – in questo lavoro riteniamo che queste difficoltà possano essere parzialmente spiegate, o esacerbate, dall’incontro di genere tra il paziente e il medico. I risultati suggeriscono che la concordanza di genere aumenta la probabilità di sopravvivenza del paziente e che l’effetto è determinato da un aumento della mortalità quando i medici maschi curano pazienti di sesso femminile. Le estensioni empiriche indicano che i tassi di mortalità diminuiscono quando i medici maschi sono affiancati da colleghe o hanno trattato più pazienti di sesso femminile in passato”. Un passaggio quest’ultimo che non stupisce Galuito: “Non ci trovo nulla di strano, la mia esperienza conferma che stare in un ambiente medico femminile aiuta gli uomini a capire e interpretare meglio i sintomi”.

 

FONTE: Salute della Repubblica

 

(ENGLISH VERSION)

This is revealed by a US study just published on Pnas that analyzed the data collected from the first aid in Florida. For Leda Galuita, cardiologist: “Gender medicine is fundamental”.

INFARTO is also a woman. But there is a peculiarity so far only suspected: if treated by cardiologists, patients in the acute phase, but not only, may have more chances to survive. This at least according to a new American study just published on Pnas, which adds an extra piece to the treatment of cardiovascular disease in women and gender medicine. Already in the past, Australian and Swedish studies had emphasized the different offer of care for men and women. And another British study had instead revealed how women could not get the right diagnosis. But here the story is different: the sex of the doctor that women find in the emergency room determines their chances of survival.

Once neglected, the diseases of the heart in women reveal today, in fact, new fields in which scholars are concentrating. But this last research puts the accent on the choice of the doctor who, depending on the sex, could influence the chances of survival of the patients. A key to reading (supported by numbers) that also agrees with the cardiologist Leda Galuito, a professor at the Catholic University of the Sacred Heart, an expert in gender medicine. “My experience confirms that women who have very serious cardiac problems if followed by women doctors have a greater reaction to treatment and this is also because if on one hand it is true that women’s heart anatomically speaking is equal to that of men diseases that affect him and the way to get sick is different: just think that once not too far the symptoms, unfortunately still neglected by women themselves, were treated for other diseases such as anxiety, depression, hysteria. it is reassuring then but also more profitable because patients think they can be understood by the cardiologists from a medical point of view and not only “.

Brad Greenwood, professor of information science and decision-making at the University of Minnesota, among the authors of the research, explains how his work has shown that “gender concordance increases the patient’s chance of surviving an attack of heart and that the effect is determined by an increase in mortality when male doctors treat female patients. “Describing then how he and his colleagues (from different US universities), we examined the Florida documents related to admissions to the ready for heart attacks between 1991 and 2010. In addition to considering age, gender and other health problems, the team also examined whether the patient died during hospitalization and whether First aid physician who was mainly concerned with them was a man or a woman.

“A large body of medical research suggests that women are less likely than men to survive traumatic episodes such as acute myocardial infarctions – the researchers explain at the beginning of their study – in this paper we believe that these difficulties can be partially explained, or exacerbated, from the gender encounter between the patient and the doctor The results suggest that gender concordance increases the patient’s chance of survival and that the effect is determined by an increase in mortality when male doctors treat female patients. empirical extensions indicate that mortality rates decrease when male doctors are joined by co-workers or have treated more female patients in the past. “A passage that does not surprise Galuito:” I find nothing strange, my experience confirms that being in a female medical environment helps men understand and interpret them better symptoms. “

 

SOURCE: Salute della Repubblica

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Un bacio sulla fronte può essere incredibilmente potente. Potrebbe sembrare una cosa molto facile e adorabile da fare, ma può invocare una risposta intensa che è molto più che farti sentire caldo o confuso. Questo perché la fronte è dove si trova il terzo occhio.

Ogni volta che si bacia qualcuno sulla fronte, in realtà stai baciando il suo terzo occhio . C’è molto di più rispetto a quello che  la maggior parte di noi ha mai pensato.

A differenza di un bacio sulle labbra o sulla guancia, questo è molto più intimo perché stai raggiungendo il nucleo stesso di quella persona. Di solito non entriamo in contatto con la fronte dell’altro. Non è qualcosa di così comune come tenersi per mano o dare abbracci.

Il terzo occhio è il portale verso il profondo del tuo essere  e può anche portarti nei  più alti regni dello spirito. Rappresenta il risveglio, ma è anche una parte di te. Si appoggia esattamente nel mezzo delle tue sopracciglia e può essere aperto e chiuso a piacimento, ma solo se quell’arte è stata padroneggiata. È una presenza invisibile che è lì con noi dal momento in cui nasciamo e continua ad esistere anche dopo che la vita lascia il corpo fisico.

Se un bacio è posto sul terzo occhio, invoca un senso di illuminazione dal profondo di te. Nel caso in cui non lo sapeste già, il terzo occhio è la ghiandola pineale che si trova tra le sopracciglia, proprio dove ci si aspetterebbe che fosse posizionata. C’è molto che non conosciamo su questa particolare parte del nostro corpo, ma allo stesso tempo ne abbiamo una profonda conoscenza.

Baciare il terzo occhio interesserà la ghiandola pineale e anche la ghiandola pituitaria. Questo stimola il rilascio di melatonina, l’ormone che ti aiuta a riposare bene la notte. Ogni volta che ti danno il bacio della buonanotte sul terzo occhio  ti stanno effettivamente aiutando molto di più di quanto tu sappia. Non solo ti aiuta a riposare facilmente, ma ti fa sentire sicuro, sicuro e felice. Possiamo solo chiederci quale conoscenza abbia spronato i nostri antenati a rendere questa abitudine così comune.

Va bene non essere sicuri di cosa farne, ma la parte migliore è che puoi provarlo per te stesso. Bacia il tuo altro significativo o qualcun altro che ti interessa veramente in fronte. Senti la divinità che fluisce da te verso di loro, portando via tutte le loro preoccupazioni e cure e guarendole efficacemente. Quando lo fai spesso, inizierai a notare che la tua vita e quella di chi ti sta intorno sta cambiando, in modo sottile ma sicuro.

Essere baciati sul terzo occhio dalla persona che è destinata a baciarti, nel momento e nel luogo in cui sei destinato a essere baciato, può ringiovanirti e darti una nuova sete di vita.

Quindi la prossima volta che qualcuno ti bacia sulla fronte, prenditi un lungo momento per pensare a come ti senti dopo. Tieni a mente queste parole e l’esperienza avrà molto più senso per te.

FONTE : Cammina nel Sole

 

(ENGLISH VERSION)

A kiss on the forehead can be incredibly powerful. It might sound like a very easy and adorable thing to do but it can invoke an intense response that is much more than just making you feel all warm and fuzzy. This is because the forehead is where the third eye is located.

Whenever you kiss someone on the forehead, you are actually kissing their third eye. There is a lot more to this than most of us have ever thought about.

Unlike a kiss on the lips or the cheek, this is much more intimate because you are reaching out to the very core of that person. We do not usually make contact with each other’s foreheads. It’s not something as common as holding hands or giving hugs.

The third eye is the portal to the very depths of your being and can also lead you to the highest realms of the spirit. It represents awakening, but it is also very much a part of you. It rests exactly in the middle of your brows and can be opened and closed at will, but only if that art has been mastered. It is an invisible presence that is there with us from the time we are born and continues to exist even after life leaves the physical body.

If a kiss is placed on the third eye, it invokes a sense of enlightenment from deep inside of you. In case you didn’t already know this, the third eye is the pineal gland which is placed in between our eyebrows, just where you’d expect it to be placed. There is a lot we don’t know about this particular part of our body but simultaneously, we also have deep knowledge of it. Where you fall on the spectrum will depend on where you look for your answers.

Kissing the third eye will affect the pineal gland and also the pituitary gland. This stimulates the release of melatonin, the hormone which helps you rest well at night. Every time you are kissed good night, it is actually helping you a lot more than you know. Not only does it help you rest easy, it also makes you feel safe, secure and happy. We can only wonder what knowledge spurred our ancestors to make this such a common habit.

It is okay to not be sure about what to make of this but the best part is that you can try it out for yourself. Kiss your significant other or someone else you really care about on the forehead. Feel the divinity flowing through from you to them, taking away all their worries and care and effectively healing them. When you do this often, you will begin to notice that your life and the lives of those around you are changing, subtly but surely.

Being kissed on the third eye by the person who is meant to be kissing you, at the time and place you are meant to be kissed, can rejuvenate you and give you a whole new thirst for life.

So next time someone kisses you on the forehead, take a long moment to think about how you feel after it. Keep these words in mind and the experience will make much more sense to you.

SOURCE: Simple capacity

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